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*
ANTONIO: Parlo un po' in libertà. Ti va?
Poi mi dici cosa ne pensi.
A volte penso al lavoro che faccio, a quello che mi ha dato.
Qualche soldo per comprarmi un pacchetto in una SPA
comprensivo di sauna che nemmeno voglio.
Forse ho aiutato qualcuno col mio lavoro.
Ma sicuramente...
..ho fatto del male ad altri.
Mi sono fatto amici.
Forse uno.
Che ho perso.
Mi ascolti ancora?
Sì.
Penso alla profondità di questa vasca.
Se la profondità possa essere sufficiente per annegarmi.
Forse sì.
Con un po' di fatica.
Capisci?
Mh-mh.
Ma profonda o no, non importa, perché tanto non riuscirei ad uccidermi.
C'è qualcosa in me di così irrimediabile...
..che fa sì che io sopporti tutto questo.
E questa cosa mi spegne.
Uno spegnimento lento che non fa rumore.
Tra dieci minuti anche io vorrò uscire da questa vasca.
Ce ne torneremo a casa.
E tutto sarà come sempre.
Domani, dice, sarà bel tempo.
(VOCI IN LONTANANZA)
Sì?
Cercavo informazioni sugli inquilini...
..che abitavano qui prima di voi.
Il professor Ambrosoli e sua moglie.
Stammi bene a sentire.
Non ti far mai più rivedere qui, è chiaro?
Questa è casa mia.
E non me ne frega un cazzo di chi cerchi tu.
Sparisci!
Arrivederci.
ANTONIO: Allora, come ti senti al comando della nave?
FABIO: Ci sei tu al comando della nave.
Capito.
Ti tremano le mani e sei sulla difensiva.
Non le smuovi.
Sempre ferme.
Questo l'ho scoperto da bambino.
Evoluzioni nell'indagine?
Mi sto ambientando.
Ti stai ambientando?
Cos'è, una squadra di calcio?
Mi serve tempo per rimotivare i ragazzi.
Smontare le idee che gli aveva inculcato Vitello
e immettere le mie.
I "ragazzi" sono tutti più grandi di te.
Credo nel merito, non nelle gerarchie anagrafiche.
Sei molto sicuro di te. Ti invidio.
Di cosa volevi parlarmi?
Volevo fare un punto.
Un punto? - Mh-mh.
Sì, un recap, un punto, come vuoi chiamarlo.
Alle sette di mattina, prima di 12 ore di lavoro?
Non voglio interferire con la tua routine.
La mia routine non pretende niente, la mia famiglia sì. Vai al punto.
Il punto è Vitello.
Non mi hai mai detto nulla su come se ne è andato.
Credi che sia un tuo diritto saperlo?
Intendo dire, uno che si licenzia così, di botto...
..non è affidabile. Secondo me nasconde qualcosa.
E' interessante.
Non è affidabile quando dirige un'unità investigativa
e non lo è nemmeno quando se ne fa fuori.
Tu lo sai che noi cerchiamo Dostoevskij e non Vitello, vero?
Certo.
E' solo che mi chiedevo...
Nella testa di qualcuno che è ossessionato così da un caso...
..basta una fuga di notizie per abbandonare tutto.
Mi puzza.
E quindi il punto è che ti puzza.
Non è un granché come punto.
Soprattutto volevo sapere come stavi tu.
Insomma, so... ho saputo che vi legava una grande amicizia.
Sì.
O qualcosa di simile.
E come stai?
Come sto?
Rimpiango la colazione che avrei potuto fare a casa
con la mia famiglia. - Ok.
Te lo dico molto onestamente.
Tu sei il rimpiazzo di Vitello, e mi auguro che farai un buon lavoro.
Ma non sei un amico, e io non voglio amici.
Io voglio risolvere un caso. Quindi parliamo solo di lavoro
e preferibilmente nell'orario di lavoro.
Questo è il mio punto. Ok?
Ok.
Volevo vedere se arrossivi.
Ci sei rimasto di merda, però no...
..non arrossisci.
Vero.
Anche questo l'ho scoperto da bambino.
Se reagisci, ti sparo!
Non un movimento! E' meglio per tutti.
- Ahh! - Stai zitta! Che cazzo urli?
Sono le undici, perché non sono a scuola?
Perché sono influenzati. Perché...
..Dennis l'ha passata a Sergio.
Però adesso sono soltanto un po' sudaticci.
Stanno benissimo, vero?
Volendo potrebbero anche andare a scuola.
Sì.
Dai, entrano alla terza ora, così...
Falli andare a scuola, dai.
Vai, vai! Vai, vai, sbrigati! Sbrigati!
Grazie.
DONNA: Prendi la giacca, corri.
Gloria, avanti! Fagliela mettere fuori sta cazzo di giacca, stronza!
- Vai fuori! - Sbrigati!
Esci, corri. Corri. Vai!
Facciamo in fretta.
Non so quanto la mia fiducia reggerà.
- Sei un poliziotto, vero? - Non lo so.
Raccontami tutto di questa casa e chi ci abitava prima di voi.
C'è poco da raccontare.
V-vieni con me.
- Non ti muovere. - No, non ci è permesso entrare!
Che cosa è successo qui?
Eravamo disperati.
Non avevamo più un posto dove stare.
Io non lavoravo.
Non sapevamo dove andare, poi io ho saputo che c'era una casa a poco.
E la proprietaria era una ragazza.
C'era lei qui.
L'affitto era bassissimo.
Quando sono venuto per controllare, era tutto esattamente
come mi era stato descritto, quindi non c'erano fregature.
Tutto in nero.
Niente contratto, niente.
E la ragazza com'era?
Anni?
Venti. Venticinque, forse anche di più.
Silenziosa.
Io a tutto avrei pensato, tranne che...
E adesso dov'è? Sai dove abita?
Come pagate per restare qui?
Viene un vecchio.
Ogni primo del mese, sempre alla stessa ora.
- Chi è? Non lo so.
Non lo so.
Davvero non gli ho mai parlato, non l'ho mai fatto entrare.
Per me è soltanto il vecchio a cui pagare l'affitto, e basta.
Ehi.
Ehi!
Ehi!
- Fermati! Potrei sbatterti a terra. - Ma che cazzo vuoi?
E ti perquisisco perché puzzi di droga e alcol.
Sei un poliziotto?
E tu sei una tossica, quindi non fare la superiore.
Che cazzo vuoi da me?
Io non ho fatto niente, ero da una psicologa.
Puoi controllare.
Sei la figlia di Vitello.
Sei nei casini da quando sei nata.
Che cazzo vuoi?
Sapere dell'ultima volta in cui hai visto tuo padre.
Dov'era, cosa ti ha detto e dove era diretto.
No, non so che dirti, non lo vedo da mesi.
Ti usciva un pizzico meglio e ti credevo.
Ora parla o ti arresto.
Che è successo a mio padre?
Niente, se siamo fortunati.
Ma si è licenziato e ha venduto la casa dove abitava.
Quindi se vogliamo aiutarlo, devi dirmi dove si trova.
Perché ti interessi ancora a lui, se non lavorate più assieme?
Perché è un coglione, e magari sta seguendo una pista pericolosa.
O magari la pista è giusta.
E tu ti vuoi prendere il merito.
E tu puoi continuare a farti.
Lavandoti la coscienza con una seduta psicologica a settimana.
Sai che sei ridicolo, coglione?
Sai che vieni meglio in video mentre ti scopano?
Cosa hai detto alla psicologa prima di uscire?
"Ci vediamo la settimana prossima"?
E allora vedi di esserci.
(BUSSANO ALLA PORTA)
ENZO: Mimmo Ambrosoli, vero?
Fratello del Professor Daniele Ambrosoli.
Mh-mh.
Sapevo...
..che un giorno qualcuno sarebbe venuto a sistemare le cose.
Ma prego.
Prego, entri
Entri, si accomodi. Venga, venga pure.
Si sieda.
Vuole...
Vuole un caffè?
Vuole farmi del male?
No.
Beh, però se non si siede, io non riesco a rilassarmi.
Io, comunque...
..devo sedermi.
Ho una domanda da farle.
Lei ogni mese va a casa di suo fratello.
E riceve soldi da sconosciuti.
E' corretto?
Sì. Sì, certo.
Ma dato che quindi lei sa...
..per favore, può aiutarmi a capire?
Sarebbe bello per me se riuscissi a capire.
Un giorno, bussa alla mia porta una giovane ragazza.
Bussa qui, così proprio come ha fatto lei ora.
Ma io pensavo fosse una zingarella, emaciata com'era.
Che chiedeva degli spicci porta a porta. E invece...
E invece aveva in mano duecento euro...
..per me.
E dovevo accettarli quei soldi, eh? Anche se non li volevo.
Dovevo prenderli.
Perché avevo pagato da solo le spese funebri di mio fratello.
E ora lei voleva contribuire con la sua parte.
Mi dice che avrebbe pensato lei a me, da ora in poi.
Che non dovevo più preoccuparmi.
Era tutto così strano, era impossibile non preoccuparsi.
E mi dice che sarei dovuto andare ogni mese a casa di mio fratello.
E che avrei trovato degli estranei lì e avrei ricevuto dei soldi da loro.
Non ho mai fatto domande, e loro non ne hanno mai fatte a me.
E adesso la mia vita è questa.
Con tutti questi soldi ci pago le bollette,
ci compro un sacco di riviste, ci compro da mangiare.
Compro fin troppo da mangiare
La ragazza l'ha più rivista?
No.
Però, prima di andarsene, mi ha dettato un numero di telefono.
Per le emergenze e i problemi.
Una notte...
..complice forse la solitudine, la vecchiaia...
..la mia stupidità, chiamai.
E...?
E ancora una volta, questa mia stupida testa mi ha salvato.
Avrò scritto male il numero quando me lo dettava,
perché era il numero sbagliato.
Rispose un uomo.
Io non sapevo che dire, non me l'aspettavo.
E balbettai che cercavo...
E' buffo.
Neanche sapevo il nome di quella ragazza.
Lei non me lo aveva detto, e io non glielo avevo chiesto.
E così...
..mi scusai con l'uomo al telefono e riattaccai.
E non richiamai mai più.
Potrebbe darmi quel numero?
Mi promette...
..che se glielo do, non accadrà nulla di male a nessuno?
Certamente.
Anche se proprio non so a cosa potrà servirle,
è un numero di telefono sbagliato.
(MUSICA RITMATA)
(CELLULARE SQUILLA)
ANTONIO: Gesù Cristo, Vitello!
Sei risalito ad una scheda SIM fornendo il numero di matricola
del tuo distintivo.
Quale distintivo?
Tu non sei più un poliziotto, quello che fai è illegale.
Stai facendo cazzate illegali! Lo capisci questo? Mi senti?
Io so cosa vuoi fare. L'ho capito.
Trovare Dostoevskij tutto da solo.
Così, nella tua mente bacata,
riconquisti tutto quello che hai perso. Giusto?
Ma questo è solo nella tua testa.
Perché io so soltanto una cosa della pista che stai seguendo.
Che è una pista ridicola, la follia di un folle.
Lorenzo Enna, nato il 14 aprile del '66.
Una multa per eccesso di velocità, una per guida con un braccio rotto.
Tutto qua.
Tutto qua, Vitello!
Ho appena controllato e immagino lo hai fatto anche tu, no?
Mi senti?
Sì, ti sento.
ANTONIO: Cristo! Dio Santo!
Smettila di fare il pazzo e di bestemmiare.
Cristo!
Sei appena arrivato e già esci?
Perdonami, amore di tutta la mia vita.
Ho un'urgenza al lavoro. Sai che non vi abbandonerei mai
se non fosse una questione di vita o di morte.
Ma devo andare a beccare un bastardo che ha guidato con un braccio rotto
e ha superato il limite di velocità.
Salve, signora.
Salve.
Desidera?
Sto dirigendo un'indagine.
Sono un poliziotto.
Pensavo volesse una stanza.
Con ottima probabilità la stanza la prenderò,
se questa cittadina si rivelerà fertile riguardo l'indagine
della quale sono al comando.
Ma lei chi sta cercando?
Anche lui mi aveva detto di essere un poliziotto.
Perché mai un poliziotto...
..dovrebbe inseguire un altro poliziotto?
Perché, come in ogni lavoro, ci sono professionisti bravi e meno bravi.
Lei, per esempio, mi sembra davvero un'ottima albergatrice.
Dalle nostre informazioni questo è il suo ultimo soggiorno.
E poi nessuno sa più nulla.
Non è che le ha detto per caso dove era diretto?
No.
Riceveva visite?
Qualcuno di qui?
In effetti, qualcuno c'era.
Stupendo.
(CANE ABBAIA)
(MUSICA DALLA RADIO)
(PORTIERA SI CHIUDE)
LORENZO: Buono.
Spillo, buono.
Buono, Spillo.
(CANE ABBAIA)
(CANE ABBAIA)
(CANE GUAISCE)
Ahh!
(TONFO)
Sei Lorenzo Enna?
No.
Ahh! Sì!
- Sei Lorenzo Enna? - Sì!
Smetti di urlare.
Se arrivi presto in ospedale, ti salvi.
Portamici subito, ti prego.
Mi lasci lì davanti e io non dico niente, ti giuro.
Ti ci porto solo se mi dici tutto del tuo legame con Patrizia Piscopo.
Chi cazzo è Patrizia Piscopo?
Patrizia la pazza?
Magari sì, parlami di questa pazza.
Non so niente di lei.
Io la rifornisco solo di armi.
Pistole, coltelli, munizioni...
Io vendo armi, non faccio altro. Faccio questo, non so altro.
Che ci fa con quelle armi?
Non me ne fotte un cazzo a me di quella pazza.
Non lo so.
Nemmeno dove vive?
No!
E' lei che ha bisogno di armi.
Chiama lei.
Ma questa volta hai bisogno tu di chiamarla.
E che cazzo dovrei dirle?
"Sto morendo"?
Non stai morendo, sei ancora troppo lucido.
Perché rispondo alle tue cazzo di domande!
Portami all'ospedale.
Dille che hai delle nuove armi.
Che gliele regali, non lo so.
L'importante è che tu sia credibile.
Deve venire qui senza avere il minimo sospetto.
Mi manca il fiato.
Prendi un bel respiro.
Ciao, Patrizia bella, sono Lorenzo.
Mi sono arrivate delle armi nuove, molto belle.
Se passi, te le faccio vedere.
Hai sentito?
Dice che viene.
Sta venendo subito, parte adesso. Portami all'ospedale.
(BUSSANO ALLA PORTA)
Ciao.
Sei tu che hai bussato?
Sì.
Scusa per l'orario, ma è un'urgenza.
Chi sei?
Fabio Buonocore. Piacere.
Stavano chiudendo lì dove lavori.
Mi hanno dato il tuo indirizzo, erano gentili.
Bello anche il posto, secondo me.
Si mangia bene?
Perché camminiamo?
Dove andiamo?
Quando parlo mi piace camminare.
Mi sa che lo fai per nervosismo.
Cosa vuoi?
Sono un poliziotto.
Ma non sono qui per te.
Tu devi stare tranquillo.
Dovevo dubitarne?
Beh, in effetti, no.
Lapsus.
Non parlare in inglese, non fare il fenomeno.
Ma figurati!
Non voglio assolutamente.
Siamo pure coetanei.
Quanti anni hai?
Vuoi sapere un po' troppe cose su di me,
considerando che non sei venuto qui per me.
Scusa, eh.
Mi fa un po' strano.
E' che...
..mi confonde questo camminare. Non capisco verso dove.
Verso avanti.
Camminiamo verso avanti.
Ok.
So che hai conosciuto un mio ex collega. Enzo Vitello.
So che vi siete frequentati, e che gli hai parlato.
Sì.
E di cosa?
Che ti ha chiesto?
Qui non c'è luce.
E' una cittadina povera. Capita spesso che vada via la luce.
Ok.
La volevi prendere, merda!
Pezzo di merda!
A casa mia, pezzo di merda!
A casa mia...
Aiuto.
ANTONIO: Posso entrare?
Prego.
Non hai paura?
Di che?
Non hai paura che entri qualcuno con cattive idee?
Io non ti metto paura?
Dovrebbe?
No.
Però ormai è tutto talmente un caos che... non lo so.
Potrebbe.
Ti sei fidato di me. Non sai quanto è raro.
Quindi voglio sdebitarmi e fidarmi anche io.
Quale di questi tramezzini è il meno terribile?
Vediamo...
Cotto e formaggio.
- Va bene? - Sì.
- Ecco qui. - Grazie.
(NOTIFICA CELLULARE)
Non ce la faccio a leggerlo.
Leggilo tu.
Scusi?
Leggilo.
Ma non posso.
E' un messaggio suo.
Per questo non ce la faccio a leggerlo.
Leggilo tu.
Chi è Diana?
Mia moglie.
Che dice?
Avanti, tranquillo.
Rispondile.
Avanti. Detto io.
Così intanto finisco il tramezzino.
Scrivi!
"Voglio il divorzio."
"Stronza."
No.
- Sì. No
Sì, sì. E' vero.
E' quello che voglio.
Non posso. - Perché?
Perché è una cosa troppo grande.
E poi qui non c'è... non c'è campo.
Già è un miracolo che le è arrivato un messaggio.
E allora scrivi.
Se poi non viene spedito, significa che era destino.
Che cosa era destino?
Che non dovevamo divorziare.
Scrivi!
"Voglio il divorzio."
"Stronza."
E' proprio sicuro dello "stronza"?
Mandato?
Sì, e adesso c'è solo una tacca.
Perché come le ho detto, qui dentro non c'è campo.
Però...
Spedito.
Quindi... sarà arrivato.
Lo avrà letto.
Starà rispondendo.
(NOTIFICA CELLULARE)
Non lo legge?
Dopo.
Lo leggo dopo.
Prima devo fare una cosa più importante.
E cosa sarebbe, scusi?
Andare da un amico.
UOMO: 'Sera.
Mi scusi, eh.
Ho sentito il cane abbaiare e l'ho raggiunta qua sul suo terreno.
Così, per accertarmi che tutto andasse bene.
Vivo due coltivazioni più in là, io.
ENZO: Tutto bene, grazie.
Purtroppo, il cane è molto vecchio.
E' cieco da un occhio.
E a volte dà di matto.
E lei come va, tutto bene?
UOMO: Andrebbe meglio se piovesse di più.
I campi sono tutti bruciati dall'estate passata.
E' stato un autunno terribile.
Non ricordo una stagione peggiore.
Nemmeno io.
(ROMBO DI AEREO)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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