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Original subtitles

*

(PORTA SI APRE)

ENZO: Il salone.

(PARLANO IN PAKISTANO)

Con tanta luce.

E sono soltanto le due del pomeriggio.

Chiudete gli scuri e non vi vede nessuno.

Silenzioso.

Privacy!

Questo è il corridoio.

Primo sgabuzzino.

Secondo.

E questa è la camera.

Che è...

Devo dipingerla.

Bagno.

Completo di tutto.

Lavandino, doccia, specchio.

Di mattina neanche dovete accendere...

..la lampadina.

Poi c'è la cosa più importante.

Il fiume.

La vista.

E l'angolo cottura.

Completo di tutto.

Grazie.

Grazie di che?

"Grazie" me lo dici se la prendi.

La prendete?

DONNA: Noi...

Noi guarda altre case e poi decidere dopo, no?

A ventimila euro? Altre case?

Che vi siete detti prima?

No. Deve pensare un po', no?

A cosa?

(PARLA IN PAKISTANO)

Un po' pensa prima è normale, no?

Sì. "Pensa prima"

UOMO: La casa è bella.

- Grazie. - Mh-mh.

Sei venuto per farmi tornare?

No.

Ma ora mi viene da chiederti dove stai andando.

Via.

E con tua figlia?

Come fai con Ambra?

Rispondimi tu, invece.

Ora che sono fuori, chi ha preso il mio posto?

Nessuno.

Scusa, ma dove cazzo andrai a vivere?

Chi ti ha detto che devo vivere?

Vorrei la stanza più economica che avete.

E' già stata presa.

Allora la seconda stanza più economica che avete.

Anche quella è stata presa.

Potrei avere la suite deluxe, per favore?

CAMERIERA: Salve.

Acqua liscia o frizzante?

Liscia.

Ok.

ENZO: Volevo farle i complimenti.

- Scusa? Complimenti allo chef.

Cosa hai mangiato?

Polpo.

Il polpo è buono. L'ho mangiato anch'io, prima.

Mi è uscito bene.

Grazie, ciao.

Posso farti qualche domanda?

Domande sul polpo?

No. In generale.

Senti, vai fuori dai coglioni, vai!

- Fammi spiegare. - Non c'è niente da spiegare.

Non ti avvicinare, se no ti mando in ospedale. Via di qua!

Marco Carannante, cresciuto all'orfanotrofio Acqua Rosa.

Dal '97 al 2004, giusto?

Cosa vuoi?

Parlare di quello che è successo lì in quegli anni.

Tu lo sai, tra i terapisti, le pillole e gli psichiatri,

quanto ci ho messo a dimenticare tutta quella merda?

Tu adesso quanto mi paghi per farmela ricordare?

Non ho abbastanza soldi. - Mh-mh.

Comunque, anche io faccio uso di pillole.

E ho frequentato psichiatri e terapisti.

Se c'è qualcosa che non riesci a dimenticare, puoi parlarmene.

Ascolta, io adesso vado a casa che sono stanco morto.

Non ti posso impedire di venire qui perché è un posto dove si mangia.

Ma se mi rendo conto che mi segui o delle stronzate del genere...

Tranquillo.

Avevo comunque intenzione di tornare.

Era davvero buono il polpo.

La prossima volta prendi la carne!

Così capisci con chi hai a che fare, nessuno cucina la carne come me.

Dovrei andare su una nave in crociera a cucinare,

mica perdere tempo con...

- Sì? - Devo fare una telefonata.

Il telefono è a uso interno, mi dispiace.

E' una chiamata molto rapida.

Un'urgenza, altrimenti non glielo avrei chiesto.

Non può usare il suo di telefono?

Se le ho chiesto di usare il suo, è perché non posso usare il mio.

Anzi, mi sarebbe di estremo aiuto se fosse lei stessa a chiamare.

Eh, non chiamo nessuno.

Io non faccio cose che non capisco.

E questo telefono è solo per uso interno.

Me la mette in conto la telefonata.

Nel conto della mia stanza.

Bene.

La telefonata viene cinque euro.

Anche se non risponde nessuno.

E sono cinque euro anche nel caso di chiamate future

che potrei ricevere dal numero che mi darà.

Va bene?

Va bene, cara signora.

Ora, se per favore può comporre il numero per dire poi

di essersi sbagliata, gliene sarei davvero grato.

Non capisco i motivi di questa telefonata.

E io non faccio cose che non capisco.

Voglio solo sapere se mia figlia è ancora viva.

AMBRA: Pronto?

Ehm, mi scusi, ho sbagliato numero.

Sua figlia è viva. Ha bisogno di qualcos'altro?

MARCO: Eravamo tanti.

Troppi.

Tanto strani, troppo strani.

Anche io ero strano.

Strani come? Aggressivi?

Sì, anche.

Ho preso un sacco di botte, ne ho date anche.

Tutta quella roba ti soffocava.

Tu dovevi buttarla fuori, dovevi liberatene.

E i tutori com'erano?

Erano degli stronzi, però era anche il loro lavoro.

Essere stronzi...

..darti una educazione...

..darti delle regole, darti delle botte, anche.

Non ti sento così rancoroso rispetto a quegli anni, però.

Peggio di così non poteva andare, quindi...

Poi...

..l'unico modo per garantire a certa gente un futuro migliore

è dargli un presente terrificante.

Questo è un pensiero tuo?

Troppo intelligente?

No, mi hai beccato.

E' di uno. Un professore che veniva lì a fare volontariato.

Una cosa del genere.

Non lo avesse mai fatto!

Chi era?

Nessuno che puoi arrestare. E' morto.

Morto da un sacco di tempo, tra l'altro.

Stava già morendo quando veniva da noi.

Un malato terminale, aveva 'sto cancro.

Continuava a rompere il cazzo con 'sta cosa che stava morendo.

Io pensavo: "Grazie al cazzo che per te la vita non ha senso."

"Stai morendo".

Sicuro che sia davvero morto?

Sì, sì. Sicuro.

Mi ricordo quando ce lo hanno detto, e ho pensato:

"Bene! Vaffanculo! Son contento.

Ti ricordi il nome o se facesse volontariato in altri istituti?

Ambrosoli.

Professor Daniele Ambrosoli.

E per il resto, puoi scoprirlo da solo.

Non faccio il tuo lavoro.

RAGAZZA: E' bellissima. RAGAZZO: E' perfetta!

E' per noi.

Per noi tre.

RAGAZZO: Scusi.

Mi scusi.

Potremmo andare a parlare un attimo fuori solo io e lei?

E' impazzita per la casa, ha visto?

Anche io.

E mi scusi se ieri le ho scritto a notte fonda,

ma appena abbiamo sentito dell'annuncio, non volevamo perderla.

Bene.

Guardi, noi siamo molto contenti della casa.

E' perfetta per noi.

Mh.

Voglio dire, poi, l'idea di comprare casa mentre aspettiamo un figlio...

No, è tutto così...

..tutto così perfetto.

C'è solo un problema, però.

Ma che si può risolvere.

Ecco, noi non abbiamo ventimila euro.

Purtroppo, non arriviamo a quella cifra. Non adesso.

Però, ecco, io ho paura che se...

..se aspettiamo, la casa se ne va.

E quindi per questo io volevo parlare con lei.

Potevamo mostrarci meno entusiasti quando ci ha fatto vedere la casa.

Ma lo siamo stati fin da subito, perché noi siamo così.

Noi non bariamo.

E con la stessa sincerità...

..io le dico che abbiamo solo diecimila euro da offrirle.

In contanti.

Ok, mi va bene.

Grazie.

Grazie. Lei...

Io non so come ringraziarla, lei è una persona meravigliosa.

Grazie davvero.

Senta, che ne pensa se io adesso chiamo la mia compagna

e le chiedo di sposarmi?

Mh-mh.

No, non ho nemmeno l'anello.

Però sarebbe perfetto qui fuori, dopo che lei mi ha dato questa notizia.

No, va bene.

Va bene, per adesso va bene anche questo.

Grazie mille. Grazie davvero, io non...

Amore?

Amore?

Amore, vieni?

Questo signore ci ha fatto il regalo che sognavamo.

Davvero? Davvero?

Sì?

Grazie mille! Grazie mille, veramente!

Guardi, lei potrà venire qui ogni volta che vorrà.

Se vorrà un caffè, se vorrà controllare lo stato della casa.

Veramente...

Lei sarà il benvenuto sempre.

Lei come lo chiamerebbe nostro figlio?

RAGAZZA; Il primo nome che le viene in mente.

Enzo.

E se fosse femmina?

Sarebbe... stupendo.

Tu davvero non hai mai pensato

che questo killer potesse essere una donna?

Mai.

Mai?

Nessuno di noi.

Voi siete dei... maschilisti idioti.

MARCO: Che cosa vuoi sapere?

ENZO: Chi erano?

Chi dava retta a quel professore?

Chi ne era affascinata?

Chi plagiata?

MARCO: Non lo so.

Ero un bambino grasso, timido.

Le donne le ho sempre evitate.

Anche adesso faccio fatica a guardarle negli occhi.

Hai chiesto alla persona sbagliata.

Io so cucinare bene. Questo so fare.

Una cosa: cucinare.

"Dovremmo imbarazzarci..."

"..per tutte le forzature che mettiamo in pratica costantemente..."

"..per sentire che non stiamo commettendo un errore..."

"..a essere qui, su questo mondo."

"Ma un corpo non è mai così vero più di quando sta bruciando."

"Mentre sta diventando quello che sarebbe sempre dovuto essere."

"Cenere."

"Nulla".

Basta.

Parlava così il professore, vero?

Sì.

Sì, parlava così.

Vedo tranquillità e ricchezza.

ENZO: Visto che con le carte puoi migliorare,

perché non mi racconti la tua esperienza

all'orfanotrofio Acqua Rosa?

Chi cazzo sei tu?

Uno tranquillo.

E ricco.

Che vuoi sapere?

Che cosa ricordi del Professor Ambrosoli.

E quali, tra queste compagne, ricordi come le più strane.

Non ricordo tutti questi nomi.

Soltanto le più strane.

Questa.

Questa.

E questa!

Adesso le più violente.

Questa.

E questa.

E quella che aveva il rapporto più stretto col Professor Ambrosoli?

Questa.

"Patrizia Piscopo". Parlami di lei.

La bullizzavamo, ma era diverso che con le altre.

Sembrava che le piacesse.

Botte, sputi, insulti.

Ne voleva sempre di più.

Aveva sempre quello sguardo...

Non lo so, mi faceva paura.

Non si sapeva mai che volesse.

Era come avvolta da qualcos'altro.

Anche quando ci facevano uscire, per Natale o per le feste...

..lei sceglieva sempre di restare in orfanotrofio.

E non parlava mai.

Come se le stesse bene quello che aveva lì.

Ma non aveva niente lì. Come tutti.

E che rapporto aveva col Professor Ambrosoli?

Erano uno il prediletto dell'altro.

Li odiavo, mi facevano schifo.

Ho sempre pensato che lei e quel vecchio scopassero.

Perché poteva essere.

Una volta sono andata da lei, e le ho chiesto se voleva succhiarglielo.

Lei, guardandomi fissa con quella sua faccia di merda,

mi ha detto che non voleva succhiargli il cazzo.

Ma voleva succhiargli il cancro.

Fottuta pazza maledetta.

E sai adesso dove si trova Patrizia Piscopo? Cosa fa?

L'ho persa di vista, come tutti.

Lei più di tutti. Fortunatamente.

Silenzio!

Buoni che devo scattare la foto. Oh, zitti!

(SILENZIO IMPROVVISO)

Zitti, fermi e muti.

Quelli alti in fondo, spalle al muro.

Ok.

Schiena dritta.

Più dritta.

Non voglio vedere spalle curve, così! Ok!

Guardate qua, dai, una foto! E' una cosa bella.

Ok!

In piedi, quelli davanti.

Dai!

Vediamo se riusciamo a stare fermi per il tempo di uno scatto. Fermi.

Schiena dritta.

Ok.

ENZO: Ambra, sono io.

Ho dei soldi per te.

Diecimila euro.

Ti chiedo di vederci un'ultima volta per poterti dare questi soldi.

Sono in contanti, non posso darteli in altro modo.

Poi sparisco dalla tua vita, te lo prometto.

Dove sono i soldi?

Si gela, vieni.

Perché non sei a casa tua?

Per due motivi.

Il primo è che sto seguendo un'indagine.

E credo di essere sulla pista decisiva.

Dove sono miei i soldi?

Il secondo...

..è che ho venduto casa.

Ci stanno diecimila euro in quella busta?

Manco la metà...

E' tutto quello che ho.

Non sono diecimila.

Invece sì.

Io tra poco devo... devo proprio andarmene.

Sto per andarmene.

ENZO: Resta.

Quando eri piccola...

..stavamo sempre insieme.

Era la cosa che più amavo al mondo.

Tornare dal lavoro e stare con te e mamma.

E poi sei cresciuta.

Di poco, non di tanto, solo qualche anno.

Ne avevi quattro, poi cinque...

Qualcosa in me non andava più.

Non stavo bene.

Vedevo dottori, cercavo di capire cosa mi stesse succedendo.

E le risposte che mi davano mi mettevano spalle al muro.

Il mio corpo...

..desiderava il tuo.

Non so perché stesse accadendo.

Non era mai successo prima.

Ma il mio corpo ti voleva.

La mia mente ti voleva.

E non potevo più stare con te senza che quegli orribili pensieri

fossero lì mentre cercavo di combatterli.

(commosso) Allora ho fatto una scelta da padre.

E per evitare ogni rischio di farti del male, me ne sono andato via.

Ti ho abbandonata.

Per salvarti, per...

..per salvare...

Quindi sei un pedofilo.

Non ho mai abusato di nessuno in tutta la mia vita.

Sei un pedofilo.

Soffro di questa schifosa malattia, ma non ho mai abusato di nessuno.

Ho lottato ogni giorno, senza mai arrendermi.

Che schifo.

Un pedofilo.

Un mostro.

No. "Che schifo" è chi agisce, chi lascia vincere la malattia.

Io non l'ho mai lasciata vincere.

Mi sono sfondato di pasticche, di terapie.

Fino a...

Ho preso tutto.

Però non ho mai sfiorato nessuno.

E che dici?

Ora mi vuoi scopare?

Tanto, guarda dove siamo.

In una stanza di merda di una pensione.

E' tutto perfetto, no?

Vuoi ficcarmelo dentro?

Ambra, ma che cazzo dici?

Papà non mi vuole più scopare perché ora sono vecchia.

Cristo di Dio, Ambra!

"Ambra" cosa!? Tu sei un "Cristo Dio"!

Tu sei un "Cristo Dio"! Solo un "Cristo Dio"! Mi fai schifo!

Mi volevi scopare! Mi fai schifo!

Ho rinunciato a tutto, Ambra. Per te.

Non ti ho mai toccata.

Mai!

No!

Tu! Tu hai ucciso tutto! Tu!

- Smettila! - Hai distrutto tutto. No!

Ambra, smettila!

Il tuo cazzo voleva scopare i bambini!

Sme... Smettila!

(gridando) Ah, sì? Vuoi vedere?

Vuoi vedere cosa fa male?

Smettila adesso! Che cazzo! Non provare a farmi pena!

Vuoi vederlo?

(URLA)

Ambra...

Ambra, che cosa fai?

Cos'hai preso?

Che cosa hai preso? Fammi vedere. Cosa hai preso?

Ambra, vomita!

Ambra? Vieni qui.

Vieni qua, vomita!

Ambra? Vomita!

Apri la bocca.

Ambra, vomita!

Vomita!

Vomita!

- Oh, Dio mio! - Vomita tutto!

Lasciami!

Vai, vai.

Vomita tutto.

Vomita tutto.

(MUSICA DRAMMATICA)

(MUSICA CONTINUA)

(TV) Le lettere trovate sulla scena del crimine

rese note giorni fa dagli stessi inquirenti,

ci consentono di definire meglio l'identikit del serial killer,

ancora in libertà, ribattezzato "Dostoevskij".

Un omicidio senza strafare, come ha scritto Dostoevskij,

dopo aver sparato un colpo di pistola in fronte a Camilla Ianni.

La ragazzina che sorride nella foto nella casa di campagna

dove è stata ammazzata assieme ai genitori.

"Ai bambini avrebbe detto fin da subito: ci siamo sbagliati a farvi."

"A mettervi su questo tavolo, su questo incubo costante."

"Andrebbe subito chiarito."

"Cercavamo soltanto qualcuno che potesse prendersi l'orrore"

"al posto nostro."

Questo un altro dei pensieri di Dostoevskij,

scritto dopo aver accoltellato in pieno giorno

l'egiziano Mohamed Joseph, 58 anni, davanti al forno dove lavorava.

Intanto i poliziotti della Scientifica continuano

a cercare tracce utili...

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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