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RAGAZZA: # Per renderti migliore e cambiari lentamente
# ti dà tutto ciò che vuole in cambio non ti chiede niente.
# Può nascere da un gesto dall'accenno di un sorriso
# da un saluto da uno sbaglio da un percorso condiviso.
# L'amore non ha un senso l'amore non ha nome.
# L'amore bagna gli occhi l'amore scalda il cuore.
# L'amore batte i denti.
# L'amore non ha ragione.
# Può crescere da solo e svanire come niente.
# Perché nulla lo trattiene o lo lega a te per sempre
# Può crescere su terre dove non arriva il sole.
# Apre il pugno di una mano cambia il senso alle parole.
# L'amore non ha un senso l'amore non ha un nome.
# L'amore bagna gli occhi l'amore scalda il cuore.
# L'amore batte i denti l'amore non ha ragione
# L'amore mio sei tu.
# L'amore mio sei tu. #
(APPLAUSO)
RAGAZZO: Brava!
EDUCATORE: Quando hanno messo piede qui, erano solo orfani.
Completamente chiusi in loro stessi. Abusati. Maltrattati.
Senza fiducia.
E comunque, tutto è sempre meglio di ciò che accadeva negli orfanotrofi,
prima che venissero chiusi.
E' lì che ho cominciato a lavorare, in orfanotrofio.
Ho visto.
Che cosa hai visto?
Tutto recintato.
Un carcere, ma con voci di bambini.
Bambini che potevano lavarsi solo a una certa ora.
Mangiare solo a una certa ora.
Anche parlare...
..si poteva da una certa ora fino a una certa ora.
Duecento bambini quando il posto non poteva contenere neppure la metà.
Il terrore costante di essere puniti.
Picchiati. Buttati via.
Non ci tornerei manco morto.
(ENZO: "Il caos in fila.")
("Quel posto in cui non tornerò più.")
("Dove siamo stati gettati.")
("Ordinati. Abbandonati. Persi.")
("La città dei figli sbagliati.")
("Il contenitore.")
- Salve. - Buongiorno.
Non avrei mai pensato che qualcuno potesse pagarmi
per entrare qua dentro.
Mi tolga una curiosità, cos'è che le interessa?
Sto facendo delle ricerche.
Ho già visto molti ex orfanotrofi, ma niente.
Mhm.
Ma il mio è unico, come può ben vedere.
Mi assicura che è rimasto tutto come un tempo?
Guardi, ho diretto questo posto per 15 anni,
e a nessuno gliene è mai fregato niente, neanche quando era aperto.
Stia tranquillo. Se c'era qualcosa, c'è ancora.
Sotto la mia direzione era meglio di così.
I bambini qui facevano dei temi?
Temi? No.
Scrivevano lettere?
E a chi dovevano scrivere? No.
Guardi, giù in fondo a sinistra tenevamo gli archivi.
Lì può dare tutte le occhiate che vuole.
Senta, le dispiace se io non proseguo?
No, perché vedo dei vetri rotti e non ho le scarpe adatte.
(MUSICA DI TENSIONE)
(VOCI IN LONTANANZA)
Avete diffuso le lettere alla stampa!
C'è arrivata una cosa.
Dostoevskij?
Tua figlia.
Allora?
Lo hanno ricevuto tutti qui.
(GEMITI)
(PORTA SBATTE)
Dove vai?
Voglio stare da solo. - Anche io.
- (cellulare) Stiamo trasferendo la sua... Guido io?
(BUSSANO ALLA PORTA)
CLARA: Chi cazzo è?
Oh! Ho capito, sto arrivando! Un attimo, cazzo!
Mò che cazzo vuole?
Chi siete?
Non mi riconosci?
Fanculo, che sei mio padre? Non lo so.
Dov'è Ambra?
Ah, giusto. Lo sbirro.
Ehm, Ambra non c'è.
Dov'è?
Cazzo ne so. Comunque sei tu il padre, mica io.
FRANCISCA: Che ore sono?
C'è il padre di Ambra
Ciao, padre di Ambra.
Ma che cazzo fai? Stronzo, esci!
CLARA: Ma che cazzo di...
FRANCISCA: T'ho detto che devi uscire! Ma che cazzo volete?
CLARA: Hai visto? Non c'è. Sei contento adesso?
Ti puoi levare dal cazzo?
Vi potete levare dal cazzo, gentilmente?
Ahia! Stronzo!
Mi hai rotto la tendina, stronzo! Me la devi ripagare!
Dovete levarvi dal cazzo!
Vaffanculo!
Froci!
(cellulare) Stiamo trasferendo la tua chiamata...
ANTONIO: Ambra non risponde neppure a me.
Tu ci credi alla fine del mondo?
Non è finito un cazzo di niente, a parte le birre e i farmaci
che ti sei sparato in queste ore.
Invece è tutto finito.
Non la nostra amicizia, visto che sono qui accanto a te.
Anche quella finirà.
Sta finendo. Lo vedo.
Mi accorgo di tutto io
Zitto e bevi.
Devo chiederti una cosa.
Che cosa è accaduto con tua figlia?
Non ne abbiamo mai veramente parlato in tutti questi anni.
Da quando l'hai abbandonata, tu sei cambiato.
E non c'è un cazzo da fare, sei cambiato.
Io mi sono abituato a questo cambiamento, ma perché sei cambiato?
Contemporaneamente all'abbandono di Ambra sono cominciati
i tuoi dolori atroci allo stomaco.
Il tuo deperimento, il tuo allontanamento dalla vita,
dalle cose belle.
Perché hai lasciato sola tua figlia?
Perché l'hai abbandonata?
Non rompermi i coglioni.
Perché l'hai abbandonata?
Non l'ho abbandonata.
- Perché l'hai abbandonata? - Non l'ho abbandonata.
Perché l'hai tradita?
Non l'ho tradita.
Perché l'hai abbandonata?
Perché te ne sei andato?
Enzo?
Voglio trovare Dostoevskij.
Ti aiuterei, ma non riesco neanche a trovare mia figlia.
Devo andare a pisciare.
Il contenitore.
Eh?
Il contenitore.
Enzo, non capisco.
Vuoi un'altra confezione di birra? Dimmi che cosa devo cercare.
Il contenitore.
(MUSICA NOSTALGICA)
(cellulare) ..la segreteria telefonica...
(cellulare) ..dopo il segnale acustico...
Entra, non farti vedere.
- Non c'è nessuno. Sì, sì, ma tu entra, dai!
Valium. Nembutal. Escitalopram. Xanax.
Ma che hai cambiato gusti? Che sono queste stronzate?
Ce le hai o no?
Mi hai preso per un coglione? Ho sempre tutto io.
Fammene in due buste separate.
Ah-ha.
Vuoi fare un regalino a una bella ragazza, eh?
Mi piace.
Ma ho anche una cosa nuova per te.
Queste sono le... le "merendine" per la tua ragazza.
Qui ci sono i medicinali per il tuo stomaco.
E invece qui...
Ecco!
Mi è appena arrivato.
E' un farmaco nuovo, ancora in via di sperimentazione.
Dai! Luky, vieni qua. Vieni. Vieni.
Luky, vieni!
Vacci piano, che quella lì è roba pericolosa, eh!
Fattelo dire, tu non stai bene.
(cellulare) Stiamo trasferendo la tua chiamata alla segreteria telefonica.
Dopo il segnale acustico, registra il tuo messaggio.
Ambra, rispondi.
Ho le medicine che ti servono.
Non ti sto dicendo una bugia.
Quando senti il messaggio, richiamami.
DONNA: L'ho fatta io con le mie erbe.
Noi lo prendiamo a colazione e a merenda.
Potrebbe essere più chiaro sul motivo per cui è venuto, signore?
Io mi sto occupando di verificare le condizioni di benessere fisico,
emotivo e economico di tutti quelli che sono stati ospiti
dell'orfanotrofio Acqua Rosa.
A quale scopo?
Con lo scopo di aiutare gli ospiti meno fortunati.
In base a cosa stabilirà quali sono i meno fortunati?
Mio marito prende tre milligrammi di Xanax al giorno.
Cinquanta gocce di Rivotril, e due compresse di Gabapentin.
Sta perdendo tutti i capelli, vede?
Sono sottilissimi.
Non credo che questo rappresenti un parametro determinante,
ma terrò conto dello stress.
Sa dirmi se su questa lista...
..c'è il nome di un soggetto particolarmente problematico?
Magari violento, con dei disturbi...
Perché glielo chiede?
Ovviamente, andrò a visitare tutti gli altri ospiti dell'orfanotrofio.
Ma vorrei ottimizzare il mio tempo partendo dai casi più complicati.
Digli che sei tu il più problematico.
"Sono io il più problematico".
Sono io il più problematico.
Certo.
Ma a parte te...
..ricordi qualcun altro?
No.
No.
"No".
DONNA: Ha sentito? E' lui il più problematico.
Dov'è il nostro premio?
Premio?
I soldi.
Prima dovrò accettarmi che non ci siano casi più urgenti.
Ok.
Aspetti un attimo.
Sa che io posso maledirla?
Grazie della tisana.
Dico sul serio, io maledirò lei e le sue menzogne del peggiore malocchio.
Portatore delle disgrazie più schifose.
Fatto.
UOMO: "In vista dei nuovi omicidi, spuntano le lettere di Dostoevskij."
"Scrive il killer, ribattezzato Dostoevskij."
(PAROLE NON UDIBILI)
"Nervo vago, arterie, vene giugulari..."
Che fa?
Mi dia il cellulare!
(radio) Sono rese note le lettere che il misterioso killer avrebbe lasciato
accanto ai corpi delle vittime.
Per via di questo macabro rituale,
l'assassino è stato ribattezzato "Dostoevskij".
Ancora ignoti i legami tra...
(CARICA PISTOLA)
Che cazzo fai? Metti via quella pistola!
Sei stato tu! Dimmelo!
- No! - Enzo, calmati!
Sei stato tu, dimmi la verità! Sei stato tu, eh?
- Oh! - Matteo?
- Giorgio! Enzo, metti giù la pistola.
Voglio solo sapere chi di voi ha consegnato
le nostre indagini alla stampa.
- Abbassa la pistola. - Non siamo stati noi.
Perché adesso tutti leggeranno quelle lettere.
Chiunque crederà di vedere Dostoevskij.
Di poterne parlare.
Di poterlo vedere.
Di poterlo trovare.
E se invece finalmente Dostoevskij ci affrontasse?
Sì, se fosse incazzato? - Io sono incazzato!
- Anche noi siamo incazzati. - No, voi siete finiti.
Mi avete fottuto le indagini.
Non siamo stati noi. Non siamo gli unici a cercarlo!
Ci sono un sacco di squadre che sono in possesso delle lettere.
Il nomignolo "Dostoevskij" lo conosciamo solo noi.
Ci scherziamo solo noi, tra di noi, qui dentro.
Se quel nomignolo è uscito, è uscito da qui dentro
assieme alle lettere, da uno di voi.
FABIO: Per me lo hai fatto uscire tu.
Scusa?
Sturati quelle cazzo di orecchie, vecchio stronzone bulletto.
Per me le lettere le hai fatte uscire tu.
Perché sei un pazzo.
Un malato.
Uno stronzone.
ANTONIO: Enzo!
Uno che non si fida dei propri uomini, della sua squadra.
Peggio ancora.
Sei stato tu?
- Lo avrei fatto volentieri. - Sei stato tu.
No.
Ma l'avresti fatto.
E come?
E l'hai fatto.
Io rispetto tutto questo.
Mentre tu... tu non lo sopporti.
Hai tirato fuori la pistola perché non puoi tirare fuori le palle.
Stronzone, scoppiato, bifolco, bulletto.
La tua vita è una merda? Non mi interessa.
Stai male? Cazzi tuoi.
Non riesci a controllare tua figlia?
Ci godo.
Basandomi su quanto sei incasinato...
..sarebbe veramente la cosa più logica che fossi stato tu
a diffondere le lettere di Dostoevskij.
Solo una cosa, però.
Attento a non diffondere anche il video di tua figlia.
E a non segartici...
..sopra per sbaglio quando torni a casa.
Ti sei dato una calmata?
Mi hai fatto cagare addosso.
Che cazzo!
Tua figlia?
Sei riuscito...?
Siediti.
No.
Preferisco restare in piedi.
Sei stato tu.
Hai dato tu le lettere alla stampa.
Magari da ora in poi qualcosa accadrà.
Certo che qualcosa accadrà.
Qualcosa di brutto accadrà.
Una...
..sequenza di cose brutte.
Abbiamo passato più di vent'anni...
..con il male addosso.
Eravamo ragazzi e ora siamo vecchi.
Più di vent'anni.
Tra malviventi...
..disperati...
..assassini, drogati, papponi, puttane!
Chiunque va a pulire una cantina ne esce sporco.
E noi siamo sporchi.
Da più di vent'anni.
Puzziamo di male da cima a fondo, Enzo.
Fumiamo di male.
E merda.
Voglio trovare Dostoevskij per togliermi di dosso il puzzo.
E' come ti ho detto ieri.
Ogni cosa finisce.
Ho chiuso.
Sei stato proprio tu.
Che strano!
("KIA SINGS" MICHAEL WALL)
(NOTIFICA)
(GEMITI)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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