All language subtitles for Ingen utan skuld S01E06 ita

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Original subtitles

Polizia e giornalisti dicono la stessa cosa. È stato suicidio.

Era malato, stava per morire. Si è buttato giù.

Lo dicono i giornalisti, perciò deve essere vero.

La polizia non dice che qui c'è stato un gruppo di giornalisti quando è saltato.

Sono andati via subito dopo. Nessuno sa chi siano.

Ho mostrato una foto di Robert, e hanno confermato che c'era lui.

Se Karl-Erik ha dato qualche informazione a Robert, devo saperlo.

Devo andare.

Mio padre è vivo. Perché non me l'hai detto?

Traduzione di Hanna Lise

Nessuno è senza colpa

Ok. Sì, il tuo padre biologico è vivo.

- Forse avrei dovuto dirtelo. - Forse?

Non è così semplice. Ci sono delle circostanze...

Non sapevo come...

È tutta la vita che sto con te. Non riuscivi a trovare un modo?

Questo non è vero. Ho saputo da poco che Robert è vivo.

È semplicemente apparso il giorno del mio compleanno... e mi ha minacciato.

Mi ha spaventato. Ero terrorizzato.

È pericoloso, Johanna.

È pericoloso per me, e anche per te.

Ed era pericoloso per Louise. Già.

Lo so, lei ti parlava bene di lui. Lo dipingeva come un eroe.

Aveva buone intenzioni, ma non era la verità.

Robert ha fatto del male alla gente.

Sia fisicamente che in altro modo.

Ci ha ingannati tutti.

Ci ha fatto credere fosse morto e invece non era vero.

- Ma perché ti ha minacciato? - Non lo so.

Poi ho voluto farti lasciare la città per proteggerti.

Pensavo di fare la cosa giusta non dicendotelo.

Non volevo farti preoccupare con tutto quello che hai... beh, lo sai.

Hai fornito la mia cartella clinica a Olsson & Lagerlöf e mi hai sistemata qui.

Sì, sì.

Sei la cosa più importante che ho.

E ti ho mentito...

per la prima e unica volta.

Ma non sono una brutta persona. Credimi, non lo sono.

- Hai detto altre bugie? - No, solo questa.

Devo tornare lì, ma ne riparleremo.

- Rispondi quando ti chiamo. - Ti rispondo.

...e che si faccia un training appropriato

per gestire il nostro nuovo materiale nel miglior modo possibile.

Certamente. Non dovrebbe esserci problema.

- Che dici, Anders? - Tecnicamente, non c'è problema.

Io poi includerei un'appendice a lungo termine riguardo l'accordo

specificando cosa può fare Sandersvik per addestrare i militari indonesiani.

- Ciao. - Ciao, dove sei stata?

- È una lunga storia. - Ok, capito.

Benvenuta, allora. Qui c'è un caos con questa delegazione indonesiana.

- Vieni a pranzo con me? - Sto facendo la dieta 5:2.

Oggi è un giorno dei 2. Sai quante sono poche 500 calorie?

Non devi mangiare per forza. Mi aiuteresti per una cosa.

Bene. Di che si tratta?

- Centrale, molto spazio per lavorare. - Bene, è accogliente.

- Ma cos'è questo odore? È morto qualcuno? - Non lo so.

E qui? È morto qualcuno?

Non ho chiesto. Ho dovuto scegliere in fretta.

Non è facile trovare qualcosa in città.

Ok. Non è possibile affittare un posto piccolo per il tuo lavoro?

Questo è molto meglio, credimi.

- È anonimo. Robert è ricercato. - Lo so.

Quello è un problema, non la sporcizia dell'appartamento.

- Non è così? - Sì, sì.

- E con Mario? - Sì.

- È d'accordo che stai qui? - Sì, certo!

Vogliamo iniziare?

Sì.

È la contabilità di tuo padre.

So che è tantissimo, ma...

se solo potessi dare un'occhiata e dirmi se è tutto ok.

E sappiamo che Spetz ha contatti con David Hatch.

Potrebbe essere una pista interessante, ma...

la cosa più interessante è la figlia di Spetz, Johanna...

lei è stata in contatto con Niloufar Ardalan.

Tieni... Robert.

Ha fatto domande sulle attività di Anders.

Sembra interessata ad approfondire i suoi affari.

Credo dovremmo contattarla.

Cosa sa? Come può aiutarci?

Credo sia la nostra pista principale. E dovremmo darle la priorità.

Poi non dobbiamo dimenticare cosa ha detto Karl-Erik.

Che c'erano altri dietro.

Sono anche loro da cercare.

Possiamo trovarli? Sai di chi stava parlando?

Ho detto solo che potrebbe essere un'altra pista.

Assolutamente, sì.

Cosa pensi? Saranno quelli in cima alla piramide?

Non dobbiamo avere programmi diversi o segreti.

Credo che la traccia della figlia sia interessante.

Come arriviamo a Margret van Haal?

Con l'adulazione ci cascano tutti.

Prenotiamo un'intervista in un ambiente a lei familiare. Solo domande innocenti.

Così non può tirarsi indietro.

Il tuo nome la condurrà al tuo lavoro.

Perciò, la superpremiata giornalista esperta in stili di vita...

Ah, adesso è chiaro.

Sì, Åsa Schiller Fantuzzi ha vinto dei premi per i suoi ritratti di donne.

Margret van Haal è il tipo di donna che rientra nei suoi canoni.

Bene, allora ci sentiamo più tardi. Grazie, arrivederci.

Che c'è? Mi stai fissando da mezz'ora.

Devi dirmi qualcosa? Parla.

Ok, nessun segreto, abbiamo detto.

Ti piace Åsa?

- Siamo al liceo? - No, è importante.

È sposata, potrebbero sorgere dei problemi.

Ok. No, non sono innamorato di Åsa.

Voglio solo fare le cose per bene.

- Non c'è spazio per gli errori. - Assolutamente.

Possiamo anche fingere a questo punto che decidi tu e non Åsa...

se per te va bene.

Ma allora devi promettermi di lasciare stare la figlia di Spetz.

- Perché? - Non importa, fallo e basta.

- Sono un giornalista, devo fare... - Non me ne fotte un cazzo!

È morta tanta gente! Lei non deve morire!

D'accordo, come vuoi.

- Prometti che mi lasci fare? - Certo.

Permettiti di infastidire Maggie e io dirò in giro quello che ha detto Karl-Erik.

No, non farai niente.

Hai sparato alla polizia, hai incitato al suicidio. Ti hanno pure sparato!

Per non parlare della figlia di Spetz, eppure te ne stai qui a dare ordini!

Sapessi almeno come fare!

Una notte. Una notte, hai detto.

O hai intenzione di lasciarci in questo porcile di merda?

Spero ti vergogni per quello che hai detto.

Papa è appena morto e tu ti lamenti di una camera d'albergo.

Potevamo rimanere da Alessia e invece te ne vai a Sandersvik col tuo ex.

Guardami. Guardami, Mario. Stai scherzando?

Io... ho paura.

La polizia non ha potuto fare nulla senza il corpo.

Anche io ho paura, ma non ho certo voglia di scoparmi il mio ex.

Non lo penso nemmeno io... cerca di capire.

Capisco, ma devo farlo. Ok?

No, non è per niente ok.

Tu e Max, l'assistente immaginario,

avete un appuntamento domani con la CEO di Sandersvik.

- Com'è andata? - Come dicevo... di merda.

- Max, vuoi farti chiamare così? - Non è figo?

Aspetta, prendo questa.

- Tutto bene? - Sì, perfetto.

D'accordo...

Beh... io dico...

indirettamente parlo di David Hatch, e che lui...

- Cazzo... - Che c'è?

- Sembro un'idiota. - Ma per favore!

- All'università eri bravissima. - Sì, esatto, ma...

Da allora ho scritto mille articoli su donne forti, ma...

Posso adulare e fare complimenti...

Scusa, mi ripete la domanda, per favore?

Sei un genio.

Sì, sì, ora viene mamma.

- Mi serve più cortisone, puoi procurarmelo? - Sì. In lavanderia domani alle 10.

Robert viene domani in lavanderia alle 10.

Mi può spiegare la natura della collaborazione di Sandersvik con Anders Spetz?

Mi può spiegare la natura della collaborazione di Sandersvik con Anders Spetz, per favore?

Sarebbe tanto gentile da spiegare...

Pronto?

- Ciao. - Dormito bene?

No, terribile nottata, ma avendo una figlia piccola, sono abituata.

- Sei pronta? - Assolutamente no.

Ma una colazione ed un caffè aiuterebbero.

Maggie, hai un minuto?

Non può aspettare? Sto andando in albergo per un'intervista.

Forse non sarà niente...

Forse non è niente? Bene.

Vieni. Chiudi la porta.

Ciao.

- Avevamo detto alle 10, no? - Lo so, sono arrivato prima.

- Ti dà fastidio? - No, per niente.

Se non ci sono problemi, posso aspettare.

Che ti è successo alle labbra?

Lamentele di qualche cliente.

Solo un cliente.

- Non va. - No.

È un po' sporca la cartuccia.

Voilà! Come nuova.

Non stiamo aspettando la mia medicina, vero?

- No, ma avevamo detto alle 10. - Evita di mentire.

Perché non hai fatto come ti ho detto?

Mi piaci tanto. Non lo so perché.

Chiedi denaro in prestito e sparisci per 30 anni.

Poi torni e mi coinvolgi in questa storia di merda.

Che devo fare?

Non ti accuso di nulla, non è colpa tua.

Chi stiamo aspettando?

- Il tipo in jeans. - Va bene.

Digli che non ho tempo per incontrarlo oggi.

Tu rimani.

- Mi hai detto che ti piaccio. - Sempre di meno.

Mi dispiace.

È per questo che è venuta ieri Johanna?

- Per darti la contabilità di Anders? - Sì.

Sperava fosse innocente, ma... Beh, forse non avrei dovuto dirtelo.

- Sono felice tu l'abbia fatto. - È collegato a persone sospette.

Ho cercato alcuni nomi su Google e...

sono persone con cui non conviene essere collegati.

Giusto per chiarire... hai trovato delle transazioni sospette

fatte da lui mentre lavorava con noi.

- Quelle sono roba passata. E ora? - Non lo so.

- Non ho i dati di quest'anno. - Devo saperlo!

Possiamo... possiamo mandarlo via?

Diremo che non sapevamo nulla.

Posso cercare meglio nei registri e vedere se è tutto collegato a noi.

- Su cosa lavoravi oggi? - Questioni di tasse.

Ok, beh... non più.

Mi assicurerò che tu abbia tutte le informazioni.

Cerca solo... di indagare, vediamo cosa riusciamo a trovare, ok?

Nel frattempo... cerco di stamparmi un sorriso in faccia e di sopravvivere all'intervista.

Finché non saremo assolutamente sicure di tutto questo,

non parlarne con nessuno, ok?

Sono cresciuta in una piccola cittadina fuori La Haya.

La cosa che abbiamo in comune è la cura per l'altro.

Sono tutti genitori, figli, amici di qualcuno che conosciamo.

Quando cammino per la fabbrica e dico... alla mia nuova famiglia...

che possiamo assicurare il lavoro, provo una sensazione meravigliosa.

È per questo che pubblicamente è contro la corruzione?

Perché vuole... proteggere questa famiglia di Sandersvik?

Sì, assolutamente.

Diciamo la verità, le armi ci saranno sempre, e anche chi le fa.

Vorrei condurre questa industria verso una nuova direzione.

Onestà, responsabilità e morale. Questo è Sandersvik.

- Sia la città che l'azienda. - Ok.

Allora può spiegarmi la natura della collaborazione tra Sandersvik con Anders Spetz, per favore?

Mi spiace, ma raramente facciamo i nomi di coloro con cui collaboriamo.

E poi perché è così importante?

- Scusi, non era un'intervista per me? - Assolutamente, riguarda lei.

Lei parla di responsabilità, onestà e morale.

Le chiedo di nuovo la natura della collaborazione tra Sandersvik con Anders Spetz.

Capisco che la mancanza di trasparenza è un problema,

ma si tratta di questioni molto delicate,

se andassimo in giro a raccontare a tutti quali paesi e quali risorse militari...

non credo sopravviveremo come azienda.

No, certo che no, naturalmente, ma...

lei lavora con Anders Spetz, è vero?

Mi scusi, ma non capisco davvero perché sia tanto importante.

Allora glielo dico.

- Conosce un certo David Hatch? - No, non lo conosco.

- Non sono sicura... - Non le dice niente?

- No. - Lei è nuova, allora.

No, io...

È piuttosto famoso per accordi che stringe con acquirenti ambigui.

Alcuni di loro sono nella lista di embargo dell'ONU.

Questo è successo prima. In questo campo c'è stata molta corruzione.

Ma voglio concentrarmi sul futuro.

E se le dicessi che so che il signor Spetz fa affari col signor Hatch?

Non posso fare commenti su ciò che è successo in passato.

Ma sta succedendo adesso, perciò...

un testimone li ha visti insieme due settimane fa.

- Se questo è il tipo di domande che vuole fare... - Non risponde alle mie domande?

Non rispondo alle sue domande perché mi aveva parlato di donne al potere.

- Vuoi fregarmi, sorella? - Prego? Per favore, si sieda.

- Questo è davvero poco professionale. - Lei è poco professionale.

No, queste domande non sono rilevanti!

Non dirmi...

Oro puro.

Adrenalina pura... Dannazione, sentimi il polso.

- Te lo dicevo! - Santo cielo!

Sei la migliore!

- Dobbiamo portare via questa roba. - Certo.

- Prendo la scheda di memoria. - Ok.

Merda, che regina delle nevi!

Mario. Ciao.

Te l'ho detto, ho una riunione importante.

Sì...

Cosa? Ma...

Cosa?

Grazie per avermi prestato la casa. Mi spiace non sia durata.

Ciao! Entra!

Senti, togliti le scarpe. Ho appena ripulito tutto.

Quello che viveva qui non era tanto attento. Ho trovato cimici e dei Lego.

Maggie ha detto che non dovrei parlare con te, ma...

- Ma devi saperlo. - Cosa?

Ho brutte notizie.

Entriamo.

- Salve. - Åsa.

Voglio che sappia che non è obbligata a farlo.

Abbiamo altri modi per riconoscere i corpi.

Ma se puoi farlo, per noi sarebbe molto importante.

Rafforzerebbe la tua teoria.

Andando dritto al punto, abbiamo una vittima.

E possiamo cercare il colpevole con la foto che avevi tu.

Ma solo se te la senti.

Fatemi vedere.

Cazzo, non riesco proprio a immaginarmelo.

Sappi che non me ne resterò seduto a guardare.

È difficile? Superarlo, intendo.

Perché sei stato tu quello scaricato.

È questa la cosa che ti rode? Non aver deciso tu?

Ora che lei è fragile, arrivi tipo cavaliere...

spingendola alla ricerca della verità.

- Per favore, cresci. - Io?

Siamo cresciuti noi, a differenza tua.

Sai cosa stai facendo? In che casino ti stai mettendo?

Siamo una famiglia. Abbiamo una figlia, siamo sposati.

Sghignazza pure.

Ma ti farò passare le pene dell'inferno se mi distruggi la famiglia.

Io? Credi sia io a distruggere qualcosa?

Sono stato io a definire fragile Åsa?

Credi che non se ne accorga che tu la pensi così?

Vuoi accanto una persona che si appoggia a te per qualsiasi cosa?

La tratti come una dannata bambola di porcellana!

Dicendole cosa deve o non deve fare. Vero?

"Questo sì, quello no".

Ti piacerebbe stare con qualcuno che ti faccia sentire colui che comanda?

No, no, no! Cazzo!

Mario, esci fuori e aspetta!

- Arrivo. - Non può dire quello che vuole!

Esci, vai fuori. Arrivo.

Jens...

- È stata una stupidata. - Chi se ne fotte!

Lascia perdere! Dobbiamo trovare chi c'è dietro tutto questo.

- La figlia di Anders Spetz. - Trovala.

Ottimo.

Scusa. Ho esagerato.

Dì qualcosa.

Dì che sto esagerando, che non capisco.

- L'ho baciato. - Cosa?

L'ho baciato. Cioè, non è stato un vero bacio, ma...

L'ho fatto perché ero... Oddio, scusa.

Ero... dopo l'intervista ero come... non so.

Ero così felice di aver fatto qualcosa di significativo.

Qualcosa di importante e che è andato veramente bene, ero felice!

E lui era lì accanto a me, ma non succederà mai più.

Mi sarebbe piaciuto starti accanto.

Forse ti sei dimenticata che abbiamo una bambina a cui badare!

- Lo so. - Lo trovo davvero ingiusto.

Ora la polizia ha il corpo. Possiamo andarcene?

Non posso! Cos'è che non capisci?

Devo scoprire cos'è successo, lo devo a mio padre, lo devo a me stessa!

Non posso tornare a casa adesso.

- Voglio starti accanto. - Lo so!

Vai in albergo con Nike e aspetta che finisco.

Prenditi cura di lei. Fammi risolvere.

Ok? Ti chiedo scusa per tutto, ma tu...

Grazie.

Ok...

Ehi, Johanna...

Mi chiamo Jens Riis Jørgensen.

Sto scrivendo un articolo sulla produzione di armi in Svezia.

Mi piacerebbe farti qualche domanda. Puoi aprire?

- So che sei qui. - Vattene o chiamo la polizia.

No, non è necessario, me ne vado!

Pensavo avessimo un interesse in comune: la verità.

Voglio solo che i fatti vengano alla luce e risolvere le cose.

Ma mi serve il tuo aiuto.

- Ciao. - Grazie.

Entra, siediti. Vado a cambiarmi.

- Mi chiedi una cosa impossibile. - Lo so.

Capisco quanto sia difficile.

Ma lo faccio perché voglio andare a fondo.

Non si tratta di te o tuo padre.

Sandersvik sta per firmare un accordo importante con l'Indonesia.

Credo ci sia qualcosa che non va dietro, e che tuo padre sia coinvolto.

Ma non gli stiamo dando la caccia.

Forse è stato ingannato, come tanti altri.

Grazie a te sapremo altre cose di lui,

e attraverso di lui sapremo di più dell'industria.

Tu e lui potreste diventare degli eroi alla fine di tutto questo. Informatori.

Immagina se stia facendo questo perché minacciato.

Minacciato da coloro a cui vogliamo arrivare.

Possiamo aiutarlo.

Come so di potermi fidare di te?

Non lo so. Tu cosa senti?

Segui l'istinto.

Forse ho qualcosa che posso mostrarti.

In via informale.

Facciamo così:

ti mostro quello che abbiamo noi,

e poi, se ti fidi di noi, ci mostri quello che hai tu.

- Conosce David Hatch? - No.

Non sono sicura, no.

Ok. Colpevole.

- Ottimo lavoro, Åsa. - Grazie.

Ma la domanda è se reggerà in tribunale.

Non importa. Si giudicheranno da soli.

- Lei ha detto che difende il sistema. - Sì, lo so.

Vorrei solo darle il benservito.

Com'è la situazione?

- Stai male? - No.

In qualche modo, so cosa ha fatto lei. Dobbiamo aiutare il sistema.

- Non vuole rispondere? - Doveva essere un'intervista su...

Sì, tipo la frase che si sentiva dire negli anni '80: "Aiuta il sistema".

- Ok. - Ma va bene.

Quali regole vuoi stabilire, allora?

Voglio saltare tutte le regole. Tutte.

- Ciao. Mi chiama Åsa. - Johanna.

Mi fa piacere tu sia qui. Hai fatto davvero bene.

- Entriamo? - Ok.

Che cazzo è questo?

Che ha fatto?

Possiamo spiegarti.

Ma è importante che ascolti tutto.

- Vuoi qualcosa da bere? - Acqua, per favore.

Vuoi sederti?

- Avevamo un accordo. - Åsa ci ha ripensato.

Avevamo un accordo! Era difficile da capire?

Abbiamo Maggie dalla nostra!

Ci manca solo l'ultimo pezzo del puzzle!

Questo farà riemergere tutta la merda!

Di che merda parli? Cazzo!

- Tutto questo... ci sei tu dietro! - No.

Papà mi ha raccontato tutto.

Hai ingannato mamma. Ci hai ingannato.

Perché vuoi distruggergli la vita?

Perché non te ne vai e basta?

Andatevene all'inferno!

Johanna, aspetta!

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