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*
("FIDATI DI ME" SIMONA MOLINARI)
(MUSICA DI VIOLINO E CHITARRA)
(CANE ABBAIA)
Dai, forza bimbi, che il mattino ha l'oro in bocca.
- Andiamo. - Sì, e il pepe al culo.
Senti i fratelli Lenzi come son carichi stamani, eh?
E capirai, si sono fatti il "jeepino" nuovo.
- Oh. - Oh. Oh.
Rifatevi gli occhi, pezzenti tutti.
- Eccolo. MASSIMO: Oh, Emo?
- E te che ci fai qui? - Ma, sai,
io, essendo socio fondatore dell'omonima loggia,
da svariati anni sarei anche considerato il terrore dei cinghiali.
Ma che ci fai te, piuttosto?
Sono venuto con Carmine.
Sì, e io col il 7,65,
per rammentare all'animale che sia d'acqua, terra o di vento,
che al Bandinelli e ci deve sta' attento.
(RISATE) CARMINE: Oh! Oh!
Il ragazzo, qui, deve lavorare sul suo lato selvaggio, eh?
To', mi raccomando, questo sempre acceso, eh?
- Vai. - Ma...
Perché? Non stiamo tutti quanti insieme?
(RISATE E BRUSIO)
Guarda che si fa una girata, mica un'orgia.
(RISATE)
Oh, ascolta, il mi' fratello Oscar va avanti col cane,
noi ci si mette sulla via di fuga da soli o in coppia,
in quattro o cinque punti diversi.
Così, quando il cinghiale scappa, se non lo prendono i primi,
lo prendono quelli dopo, è chiaro?
Capito?
Non precisamente...
Vabbè, tanto, Carmine si spera che lui non debba spara', no?
- No, lui guarda e impara. - Appunto. Andiamo.
E allora, anche se non ha capito una bella sega di nulla,
va bene uguale.
Comunque, io mi chiamo Massimo.
GIANFRANCO: Ci fa di molto piacere,
però ora fai silenzio, perché bisogna prenderli di sorpresa.
COSIMO: 206, 207, 208, 209...
..210?
Cosimo?
Io porto i bimbi ai campi estivi.
- 411. - Cosimo?
- Eh? - Eh.
Tiziana torna all'una,
lascio la porta aperta, mi raccomando.
Eh. Ma tutte queste formiche dove vanno?
E tu lo sai?
No, no, no, non lo so...
- A ovest. - A ovest, è ovvio, salame.
Comunque, l'importante è che non le segui,
non ti vorrai mica perdere come l'altra volta?
No, no, figurati.
- 13. - Ampe'!
- Vieni, andiamo, sali in macchina. - 414.
La macchina, scusa! Scusa, per favore, no!
Per favore, no. E' la terza volta in due giorni.
Per favore, "c'ho" i bambini.
Mannaggia a Pasquali. Mannaggia.
Scusa, ma non ho capito una cosa,
ma il cinghiale arriva da lì?
(bisbigliando) Se abbassi la voce, sennò non arriva.
E lungo questa pista, davanti a noi, ci sono Gianfranco, Claudio,
Pino, Carmine, gli altri tre, Oscar e il cane, giusto?
Sì, a questa girata è così,
poi, alla prossima girata, qualcun altro va avanti in coppia
e altri da soli.
E se il cinghiale lo prendono loro, noi che facciamo?
E che si fa? Nulla si dice: "E uno".
Cioè, quindi, magari stiamo qui a ore,
e neanche lo vediamo passare il cinghiale?
Esatto, però alla prossima girata si va avanti noi, sicché.
E se il cinghiale è solo uno?
Ma quando si va pesca', non è la stessa cosa?
A volte si torna a casa con il retino pieno,
a volte con il retino e basta.
No, non è la stessa cosa,
almeno, quando vai a pescare, ti porti il seggiolino,
stai sotto al sole,
ascolti lo sciabordio dell'acqua...
E allora, la prossima volta, fai così,
piglia la canna, il seggiolino e vai a pescare,
così senti lo sciabordio dell'acqua.
Ma quanto sei permaloso. Proprio sempre ti incazzi...
Ma se tu fai 'ste domande a bischero!
Domandare è lecito.
E io, infatti, ti sto rispondendo, per cortesia.
Shh!
(PAROLE NON UDIBILI)
MARCHINO: Boni, boni, vi prego, dai.
Potete fare due passi indietro? Perché dentro proprio non ci si sta.
TIZI: Marchino. - Sì, arrivo.
Ma quanto ci vuole per un caffè?
Non lo so. Mezz'ora, tre quarti d'ora, non lo so.
Cosa? Ma voi siete tutti pazzi.
Pazzo è il sindaco.
E ve la dovete prendere con lui,
è lui che "c'ha" fatto leva' i tavolini di fuori.
TIZI: Marchino. - Oimmena! Sì, arrivo.
Bimbi, vi prego, due passi indietro, vi scongiuro, fatemi 'sto favore.
- Cosa c'è? - E' finita l'acqua frizzante.
Arriva. Te, però, chiama Beppe perché qui è un delirio.
Doveva essere già qui. Non so cosa è successo...
Ecco. Però ragazzi bevete fuori, perché sennò qui mi bloccate tutto.
E allora chiama Massimo, no?
"C'ha" il turno domani.
Scusate, bimbi, mi passate l'acqua frizzante? Dai.
Certo, alla fine chi è che lavora?
Sì, perché è colpa vostra,
io ve l'avevo detto di andare a gioca' fuori sulle spallette.
No, la colpa è vostra.
Non la dovevate accetta' quella prepotenza.
ALDO: E' che non ve fate più valere.
Vi dovete incatenare davanti al Municipio,
come si fece noi a Calaluna.
Se voi prendete una cassa per la musica e due fusti di birra,
qui viene tutta Pineta.
Sì, così poi il Pasquali ci appioppa un'altra bella denuncia per rave.
Sì, ma va!
Arrangiatevi, allora. Oh, cosa vi devo dire?
Io, piuttosto, vado fuori perché qui non si respira.
GINO: Sì, vengo anch'io.
ALDO: Vieni, vieni. Andiamo, vai.
Bravi. Levatevi di culo. Almeno una cosa s'è risolta.
Via, vai a casa!
Io forse mi suicidio.
Non puoi, sei di turno.
Prego.
PINO: E tre. Che bella giornatina, dai.
Tre cinghiali, quattro girate, ci si può stare, andiamo.
Eh.
Fili', dai!
-Pronto? 1, 2... vai! -Dai ragazzi, l'ultimo sforzo. Forza!
- Vai. - Eccolo.
Dai, dai, dai, ragazzi, cominciamo a metterci in posa
per la foto ricordo, forza. - Dai, su.
Che foto? No, no, no. - E' tradizione.
- Allora, com'è andata? - Diciamo...
..così, così, ecco. Non è che mi appartiene proprio 'sta roba...
Oh, Massimo, noi "gli" altri sapiens abbiamo cacciato
per centinaia di migliaia di anni,
l'istinto ce l'hai dentro, devi solo tirarlo fuori.
Sempre che gli garbi di tirarlo fuori,
magari a lui gli fa più piacere invece tenerselo ripiegato dentro.
L'istinto dico io, tranquillo.
GIULIO: Ema, c'è Titty.
Perché è tornata senza Oscar? (CANE ABBAIA)
GIANFRANCO: Già.
"I mi' fratello"?
Boh, io è da un po' che non lo vedo, eh.
Oscar. Oscar, ci sei?
Oscar?
E vedrai, dai, come la Titty è tornata al campo base,
ora, tra un po' torna anche lui, tranqui...
..anzi, Titty, te guarda, vatti a nasconde', che come ti vede ti bussa.
Pronto Oscar? Oscar?
Ci sei?
Prova un poco col telefonino, vai.
Sì.
Oscar, mi senti?
(MUSICA DI SUSPENSE)
(LINEA LIBERA)
Allora?
Ma... non risponde!
(BRUSIO)
(FISCHIO)
E adesso che c'è?
Scusi, ma non può attraversare così, fuori dalle strisce.
- Ma dove stanno le strisce? - Appunto, non ci sono.
A parte che è una piazza, ma siamo sempre passati di qua.
E avete sempre fatto male.
Ma che dovevo fa'? Devo vola'?
Ad esempio, passare largo, sul marciapiede.
Beppe. Muoviti che qui è un disastro.
E pure qua.
- Eh! - Generalità?
Allora, Be-be... Marco...
..Parvini. (VOCE DI MARCHINO IN SOTTOFONDO
- Oscar. Oscar.
Oscar.
MASSIMO: Oscar.
Oscar.
Mannaggia alla caccia, mannaggia alla natura
e a quella cinghiala di su ma'. Oscar!
Ci lavoro sul mio lato selvaggio, ma non oggi.
Ohh! Ahia!
Ma che cazzo?
E' morto?
Aiuto. Aiuto!
Aiuto!
- Ma dov'è questo bosco? - Dopo Fauglia.
Sicuri che non sia provincia di Livorno, eh?
No, no, è appena scavallata, è ancora nostra giurisdizione.
Ti pareva.
E questa?
Sembrerebbe una multa?
Sì? Una multa sulla volante della polizia, non si è mai vista.
E allora fagli una foto, perché adesso s'è vista.
Ah, sta scherzando?
Secondo te?
Guarda te. Che poi qui ci abbiamo sempre parcheggiato.
No, ma infatti sarà uno sbaglio sicuro, eh.
O questa è l'ennesima follia di Pasquali?
- Cioni, tu nei sai niente? - No, perché?
E non lo so, perché magari tra una linguina allo scoglio
e un astice in crosta,
quel genio del sindaco ti ha messo al corrente
di questa brillante idea di multare le auto della polizia.
No, gliel'avrei detto...
Comunque, guardi la fortuna,
che lungo la strada c'è un tabacchi, quindi...
..se paghiamo subito, costa la metà.
Monta in macchina, prima che ti risponda.
- Quindi un colpo secco? - Eh, sì, in mezzo alla schiena.
E quand'è l'ultima volta che l'avete visto vivo?
Qua, saranno state verso le due, dopo pranzo, insomma.
Abbiamo mangiato qui, attorno alle macchine.
E poi?
E poi siamo tornati nel bosco, per le ultime due girate,
e lui è andato avanti da solo col cane a stanare i cinghiali.
E chi era il più vicino a lui, in quel momento?
Io, maremma maiala, ma ci sono stato attento dottoressa.
La so riconoscere la differenza tra un uomo e un cinghiale, eh?
GIANFRANCO: Oh, ragazzi si sa, una disgrazia può sempre succedere.
Sì, potrebbe anche essere stato un proiettile di rimbalzo
su una pietra, da più lontano. No?
- Sì, potrebbe. - Ma guarda te la sfiga, eh?
Io non so più che dire, guardi, proprio, dottoressa.
Boh! Non lo so.
E poi? Poi che cambia?
Cambia che bisogna capire come sono andate le cose,
se ci sono delle responsabilità.
Il colpo da qualcuno è partito.
GOVONI: Eh, sì.
E avete sparato tutti, durante l'ultima girata?
No, tutti tranne Massimo. Tra lui e il fucile...
"C'ho" litigato.
Scusi per l'orario,
ma sarebbero due in un giorno. - Mhm.
Bene, no?
Ma come "bene"?
Ciò vuol dire che 'sto sistema funziona allora, no?
Ehm, un po' troppo, forse?
Eh, sì, un po' troppo.
Dobbiamo pagare il concerto, la statua,
il buffet di Orietta Berti, hai voglia te ancora a multe, sai?
Ma io sono una dipendente comunale.
- E quindi? No, dico,
prendo 1.300 euro al mese, eh!
- Che cosa? Eh, sì.
Ma è tanto, eh?
Ma come "tanto"?
Franca, dimmi la verità, ma...
..sei in difficoltà? A me puoi dirlo, sai.
Ma, non so, veda lei, 150 euro in un giorno,
togli l'affitto, le spese, la mi' sorella è in ospedale.
Non voglio sapere, mi intristisco. Guarda, sei in difficoltà.
Basta. Guarda, allora, su quella non possiamo fare favoritismi.
Sai che ti dico, per il resto, guarda, di tasca mia. Eh?
Se non ci aiutiamo fra di noi
Dai, tieni.
Dai.
Dieci euro? - Sì.
Me li ridarai, quando ce l'avrai. Con un 5, un 7% in più e basta.
Grazie. - Va bene, ecco, ecco.
Dai, scappa, che poi io ci ripenso e me li voglio riprendere.
Franca, però, allora, se permetti, domattina,
mi fai trovare un bel resoconto dettagliato
delle nuove entrate del comune, va bene?
Precisione, Franca, eh?
- Va bene? - Buonanotte.
Buonanotte.
CHECCACCI: Ah, sono 65 euro di multa.
VIGILE: No, la metà.
CHECCACCI: Ah, ma voi pensate che sia la mia spazzatura?
VIGILE 2: Perché non lo era? CHECCACCI: Ma no, no.
Io stavo facendo solo una passeggiata.
VIGILE 1: Con il sacchetto della plastica?
CHECCACCI: Ma sì. - Oh, Checcacci,
ma chi vuole prendere in giro? - GINO: Checcacci!
- Ovvia. - Cos'hai combinato?
Hai superato i limiti di velocità?
Guarda Gino, sarebbe meno assurdo, te lo dico io.
VIGILE 2: Stiamo facendo dei controlli alla differenziata.
Ahh!
E cos'è questa novità?
- Ordini dall'alto. - Ah.
Guarda un po' qui?
- Eh... - Che c'è?
Eh, purtroppo, la carta unta non va insieme alla carta secca.
Per non parlare delle salviette umidificate.
Ma, ecco, è... ma io non sono venuto qui per buttare la spazzatura.
- Ah, no? - No.
Sono venuto qui per fare una girata,
respira' un po' d'aria fresca.
- E' quello che gli ho detto anch'io. - Come no?
E tutte e due siete rimasti con la spazzatura in mano, eh?
(GINO BALBETTA QUALCOSA)
No, cosa fa, scrive? No, no, aspetti un attimo. Aspetti un attimo.
Ecco, ma se io mi riprendo tutto quello che ho portato
e me lo riporto a casa,
in un minuto faccio tutto, faccio tutto a posto.
Allora sono 70 euro,
35 per la carta unta e 35 per quella umida.
Cosa?
- Settanta. - No, no...
Oddio mi fa male...
- ..oddio mi... - Non fare scherzi, eh?
- Ehi, ehi! - Mi sento male.
- Oh, oh! - Mi vengono le pulsazioni.
- No, no, no, no, no. Gino? - Le pulsazioni...
- Non è possibile. Porca miseria!
(LAMENTI)
Dai Gino, non puoi morire così,
per non pagare una multa da 70 euro, via!
E invece sì, e forse sarebbe meglio.
Gino. Ma che succede?
GINO: Foschina, muoio.
Gino, non mi dare false speranze.
(TV) Sì, Oscar Lenzi stava partecipando
a una battuta al cinghiale,
quando è stato colpito accidentalmente
da un colpo di fucile.
Il tragico incidente si è verificato nei boschi
vicino Fauglia. Il corpo rimarrà a disposizione...
Se avessi avuto ancora la pescheria, sarei andato a pescare.
Ma perché ci sono voluto andare?
Non potevo rimanere a casa mia? Accidenti a me.
Ma che ne sapevi, scusa?
Che ne sapevo?
Come se fosse la prima volta che una battuta di caccia va a fini' male.
O ci siamo dimenticati di Condorelli, 10 anni fa?
Ma cosa cazzo ci combina il Condorelli?
E ci "combina" perché, se non fosse rimasto zoppo per tutta la vita,
per colpa di proiettile vagante,
forse non sarebbe diventato un assassino, ad esempio.
Emo, non esagera', dai.
Esagerare?
Oh, bimbi ma ci si scorda che qua è morta una persona.
E buon per lui,
almeno non avrebbe assistito a questa apocalisse di multe.
A proposito, ma quando lo faranno un bel servizio sul Pasquali?
Lo so io che servizio gli farei.
Oh, quando è guerra è guerra.
Sì, e quando è ora, è ora.
Se avete finito il caffè, dovete anda',
che qui c'è la fila, forza!
Sì, scusa Marchino, si va via subito, dai.
Ma aspettiamo almeno Gino che è andato in bagno.
Sì, due giorni. Con la prostata...
Bimbi, dai, so' a pezzi, non ho voglia di sentire cazzate, su.
Ecco, bravi prendete esempio. Grazie, Emo. Forza.
Glielo porto io il caffè a Gino.
Sì, muoviti.
Oh, buono.
Buono.
Vecchi di merda.
Permesso?
Certo, prego. Si accomodi.
Dottoressa, scusate il ritardo,
ma mi hanno portato via l'auto col carro attrezzi.
Ah, mi dispiace.
Non lo dica a me.
Tra l'altro non ho neanche bene capito il motivo.
Guardi, purtroppo, a Pineta c'è capitato un sindaco un po'...
Creativo?
E, sì, diciamo così, per non incorrere in reati di alcun tipo.
- Dunque, questo è per lei. - Grazie.
Se vuole, le faccio un po' di spoiler?
- Magari. - Dunque,
per prima cosa,
Oscar Lenzi è stato ucciso da un calibro 12 a palla asciutta.
- A palla asciutta? - Sì.
- Cioè, con un colpo solo? - Mhm.
Compatibile con i fucili
della maggior parte dei cacciatori lì presenti.
Calibro 12, che sarebbero i più nuovi.
Esatto.
Allora, mi pare che fossero in cinque ad avere il calibro 12,
sei, compreso Oscar.
E questo è un buon inizio.
Ma insomma, neanche tanto, eh?
Con le cartucce è praticamente impossibile risalire
all'arma da cui è partito il colpo, quindi....
La vedo sollevata?
Beh, sì, perché stando così le cose,
alla fine non è che uno dei tanti incidenti di caccia
e quindi la chiudiamo qui.
Credo proprio di no.
Perché?
Perché il colpo è stato sparato a soli 20 metri di distanza,
senza un rimbalzo, dritto per dritto.
Ora non è che io me ne intendo tanto di caccia, però è molto vicino, no?
E' più di un'ora che stiamo qua,
tu sei sicura che bisogna fare 'sta cosa, eh?
Beppe, se andiamo avanti così, tra una settimana falliamo.
Va bene, però parlaci tu, che per te c'ha un debole.
Io, magari, aspetto fuori, mi metto lì.
Cosa? Non ci prova' nemmeno, eh?
Tizi, "damme retta", non mi può proprio vedere Pasquali
e io pure so' proprio quasi arrivato. - Scordatelo.
Prego, potete entrare.
Aspetto qui, no? Va bene, va bene.
FRANCA: Secondo me, 4 rate, almeno, direi.
PASQUALI: Ma che 4 rate, avevamo detto 3 rate.
TIZI: Permesso? - Uh!
Ma guarda tu chi si rivede! Ah, che bello.
- A cosa devo l'onore? TIZI: Beh, onore adesso...
..è che volevamo parlarti di una cosa.
Scommetti che indovino?
Voi altri avete fatto un bel piano di rientro
per pagare il vostro debito dell'occupazione del suolo pubblico.
- E' giusto? - Ehm... fuochino.
Ma anche acqua. Ma proprio mare aperto.
Senti Paolo, i soldi, al momento, non li abbiamo.
Però, se ci fai rimettere i tavolini fuori,
entro i primi di ottobre, saldiamo la metà.
Abbiamo fatto un business plan precisissimo.
Ottobre è tardi.
Poi la regola vuole che, prima si paga il debito,
e dopo si mettono i tavolini fuori.
Ma non l'ho scritto io questo.
- E chi lo dice? - Lo dice Aristotele,
che dice sempre che "la causa deve venire prima dell'effetto".
La logica, si chiama.
Eh, però anche noi per pagarti,
prima dobbiamo guadagnare.
- E' logico anche questo, no? - "Ti ga ragion",
però l'errore è vostro, mica è mio.
Beh, facciamo una bella roba, che vi voglio bene, eh?
Voi altri mi pagate la metà subito,
oggi,
l'altra metà la pagate a ottobre,
e allora, forse, mi "me potia" dimenticare quel brutto scherzetto
che mi aveva fatto nel segreto dell'urna elettorale, va bene?
Ma quindi è per questo?
Ti stai vendicando perché non ti abbiamo votato,
ma ti rendi conto? Ehi, Franca!
Questo è abuso d'ufficio, testimone tu.
- Battaglia lasci perdere. - Ma no.
Ma "Bepi" non fare il "mona",
ho soltanto detto che siete due traditori.
Non farti denunciare anche per diffamazione,
che mi pare che hai già abbastanza problemi, no?
Ma tu sei completamente pazzo.
Ecco, questo invece, si chiama oltraggio a pubblico ufficiale.
Allora sai che facciamo, eh?
Ci aggiungiamo una bella aggressione aggravata,
perché io sono buono e caro,
ma se tu ci togli il bar, la macchina,
e ci prendi pure per il culo,
va fini' che io mi incazzo e "te meno", hai capito?
Ma cosa fai? Fermati. - Dai, "tocchime", "tocchime" che ti rovino.
- Io ti spacco la faccia, io gli spacco la faccia. - Ti provoca.
- Mena qua o di qua. - Madonna!
"Se ti ga il coraggio". - Eh? - No!
- "Se ti ga il coraggio" - Calmati.
Ma che dici? Che lingua parli, io non ti capisco.
- "Se ti ga il coraggio". - Ma come parli?
Ma pari Arlecchino, ma come cacchio parli,
non si capisce quello che dici. - Non reagisca.
Drogato!
- Tu a me "drogato"? Lui a me? Drogato? - Dai, calmi!
Ragazzi, bisogna essere veloci e coordinati.
Sì, buono, buono, buono.
- Buongiorno, commissario. - Buongiorno.
Buongiorno. - Come mai da queste parti?
Devo chiedere un paio di cose al Bandindelli.
- Perché non va "dar" sindaco, piuttosto? A fare?
A dirgli di piantarla di fare queste multe.
Se continua così, va a fini' male.
Oh, non vi fate venire strane idee, eh?
Se l'arresta lei, il problema non esiste.
Bimbi, ma vi sembra questo il momento?
Piuttosto, ci sono sviluppi sull'incidente?
- Sì, in effetti sì. - Mhm.
Allora, intanto Oscar è stato ammazzato da un unico proiettile.
- Mhm. - Calibro 12.
Oddio, che sollievo, dottoressa. Grazie.
- Perché? - Perché ora so che non sono stato io, no?
Io sparo con il 7,65.
Ah. E invece il 12 chi è che ce l'aveva?
Tutti tranne me, Massimo,
Carmine e Gianfranco. Sa, noi siamo quelli meno accaniti,
sicché si spara con il 7,65, sono fucilacci vecchi i nostri.
Quindi ad avere il calibro 12 erano in sei?
Compreso il morto, sì.
Ma perché tutte 'ste domande?
Perché dall'autopsia, oltre il calibro,
è venuto fuori che il colpo è stato sparato da 20 metri di distanza,
forse qualcosina in meno.
No, non è possibile.
E invece, sembra proprio che sia così.
Dottoressa, no, cioè, voglio dire,
la girata si caccia in questa maniera:
si scelgono delle postazioni di tiro, ma 50 e passa metri,
l'una dall'altra, e finché non si è tirato all'animale,
il cacciatore è obbligato a stare fermo e immobile lì.
Ecco, appunto, sembra proprio che ci sia qualcosa che non...
- Grazie, Emo. Grazie - Sì. Dove va?
- A provare a capirci qualcosa. - Sì, ma, dottoressa,
mi tenga aggiornato sulla situazione, eh! - Certo. Certo.
ALDO: Commissario quella è l'uscita. - Quanto sei fiscale Aldo. Mamma mia.
Mi sono levato un peso proprio.
Oh, Massimo, non mi pare proprio una tenuta da barista questa.
Perché a te questo ti pare un bar?
- A me sembra un magazzino. - In effetti...
Sei fortunata che non hai trovato la fila fuori con i numerini per entra'.
Che bevi?
Un bicchiere d'acqua va benissimo.
Senti, ma durante questa benedetta caccia al cinghiale, no,
come sono andate le cose precisamente?
Vittoria, che ti devo dire? Io non ci ho capito una sega di nulla.
Era la prima volta e mi cacavo abbastanza addosso.
Figurati, che non ho neanche sparato un colpo.
Vabbè, dimmi con parole tue.
Allora, che ti devo dire?
Siamo partiti la mattina presto, eravamo in dieci
e abbiamo fatto quattro girate.
- La prima l'ho fatta con Emo. - Mhm.
Invece, la seconda girata con chi te la sei fatta?
La seconda girata, invece l'ho fatta con Carmine.
Ho capito. E poi che è successo?
Eh, immaginati, non ho neanche preso il fucile in mano.
Tiri con questo e lo punti così. Chiaro?
Dai, forza, piglia 'sto fucile su. Dai. Là.
- Ma che fai? Deve stare qui. - Ahia!
- Mah... - Dai!
MASSIMO: Niente, mi ha messo a fare i tracciamenti,
ovvero a seguire i percorsi,
insomma, che fanno i cinghiali,
ma io non ci ho capito una sega di nulla.
Di cinghiali neanche l'ombra.
Si vede che d' estate vanno tutti al mare.
Prova di qua va.
Qui.
Sicuro?
Cinghiali!
E poi, siamo tornati alle macchine, per fare il pranzo al sacco.
E lì Oscar c'era?
PINO: E vai! Alè!
Bella roba!
MASSIMO: Sì, sì, sì, c'era,
nel senso, è arrivato poco dopo con il cane,
allegro, tutto quanto tranquillo...
Ma c'era proprio un bel clima,
insomma avevamo preso due cinghialoni. Eh.
Quindi è morto dopo.
Sì, nel pomeriggio,
all'ultima girata.
Ma te hai notato qualcosa di strano, durante quest'ultima girata?
No, no, no, niente.
Insomma, a parte il casino, quando era scomparso Oscar, insomma.
Però, prima, subito dopo pranzo,
mentre eravamo a battere una nuova zona nel bosco,
Gianfranco, il fratello di Oscar, ha detto a Pino.
- Pino, mi fai provare il calibro 12. - Ma perché non te lo compri, scusa?
Per due volte l'anno che venga a cacciare, dai.
Appunto, io voglio sparare con questo fucile buono,
mica con codesto troiaio, dé! - Non fare la merda.
Vai.
MASSIMO: E insomma, Pino non glielo voleva dare.
Gianfranco insiste, "picchia e mena", "picchia e mena",
alla fine gliel'ha dato.
Ah.
Come mai tutta questa curiosità per un incidente?
Perché forse non è stato un incidente.
- Ah. - Eh.
Oh, acqua in bocca, Massimo.
Che se pensano che io sia convinta che sia stata una disgrazia,
magari abbassano le difese.
Muto come un pesce.
Anzi, ancora meglio, come un cinghiale morto.
Vabbè, l'animale sceglilo te, basta che stai zitto.
Comunque, sei peggio del "Rimediotti".
- Vuoi sempre di' l'ultima parola te? - Mi piace rispondere.
Al telefono mai, però.
- Al telefono mai, però. - Mai!
- Allora, dalle infrazioni stradali, siamo a 6.560 euro. - Mh-mh.
- Occupazione di suolo pubblico, 22.380 euro - Ehi.
Multe per la differenziata
e schiamazzi notturni altri 3.450 euro.
- Beh, ottimo. Ottimo Franca. - Bene, bene. Brava.
Considerando che, dall'occupazione del suo pubblico,
più o meno abbiamo preso tutto, salvo forse qualche arretrato.
E che poi però il BarLume dovrà chinare a testa, prima o poi, no?
Devono inginocchiarsi, devono, di fronte all'autorità
e quando andiamo a fare la contrattazione,
gli dobbiamo chiedere due mesi di aperitivi gratis per noi tre.
Sì, certo. E' giusto, eccellenza, che ci sarà ben da brindare dopo.
Sì, che poi arriva Orietta Berti, e lì ostriche e champagne a gogo,
tanto prendiamo tutto qua, no, nel budget organizzativo, no?
Sì, ma sì, ma sì, perché poi tra infrazioni stradali
e la differenziata, stiamo circa a 10.000 euro ogni 5 giorni.
- Beh! Eh! Fai conto, cioè, 2.000 euro al giorno,
tra un paio di settimane ci siamo. Ci siamo.
TASSONE: Ci siamo.
Sì, anche se...
TASSONE: "Anche se" che?
Devo dire, c'è un certo malumore serpeggiante.
- No, vabbè! - No, però, Franca!
Cioè, non è che per forza far 'sto gufo del malaugurio, sempre!
- Anche no. - Ma va, no!
Però niente, basta.
Niente.
Ma una volta vogliamo parlare di cose belle, di cose serie, no?
E parliamo della...
..come dire, radiosa carriera politica
che ha intrapreso il nostro sindaco Pasquali.
Parliamo di quella, piuttosto.
(TELEFONO SQUILLA) Il telefono, Pasquali.
- Scusate. Pronto? - Dopo....
(con voce alterata) Parlo con Pasquali, il sindaco con le ali?
Sì.
Cioè, sì, in alto nei cieli.
Occhio che a tira' troppo la corda, si finisce impiccati.
(RIATTACCA) Che è? Che è successo?
- Una minaccia. - Ma chi?
(GRIDA DI TERRORE)
Aiuto! Mandiamo avanti lei!
- Aiuto! - No, come "avanti"?
- No! - E' un attentato!
TASSONE: Cioni! Non ci sono mai quando servono.
Che è? Ma non è un uomo.
- No, è un Arlecchino non è vero. - Un manichino, già.
- Certo, 'ste robe... - Eh?
- Veramente, poi, uno poteva pensare che... - Che?
- Che c'è un piccolo calo di consensi, allora... - Eh, beh!
Sì, era quello che stavo cercando di dirle.
No, però basta. No, basta. No.
Basta pensieri negativi, eh, no, però noi non dobbiamo avere paura.
Pasquali, noi dobbiamo fare paura.
E poi come diceva Niccolò Macchiavelli:
"Il vero principe, il principe forte è colui che viene temuto,"
"non amato". E mica che era uno che generalizzava, Machiavelli.
E' uno che parlava proprio specificatamente dei toscani.
- Ah, sì, già, i toscani. - I toscani.
'Sto popolo è refrattario a qualunque tipo di autorità,
di ordine di... di niente.
- Guarda. - E vero o no Franca?
Beh, oddio, non tutti.
- Ma non dicevo di te. - Non parlava di lei.
- Sì. - No, no.
Poi, posso dire una... un'intuizione?
- Eh? - Che forse, stavolta,
non sono neanche i toscani. - Ah, no?
- E' una questione meridionale. - Ahh!
- Romano. - Ahh!
Battaglia, dici?
Sa che è venuto qua a minacciarmi, vero?
- Ah, sì? - Sì, sì, nel mio ufficio.
- Ma dai? - Sì, sì.
-Ma stava mettendomi le mani addosso, sai? - Non è proprio così...
- Cioè, è venuto a fare il bulletto a casa sua? - Esatto.
Ma bisogna contrattaccare, subito, Pasquali.
- S-s... - Subito.
Subito?
(CAMPANELLO)
Salve, commissaria Fusco. Suo marito è in casa?
Sì, certo glielo chiamo subito. Si vuole accomodare?
Grazie.
Scusate se vi disturbo in questo momento,
anzi condoglianze.
Grazie. Gianfranco, la polizia.
- Prego. - Grazie.
Ci sono novità?
No, ma, purtroppo, prima di archiviare il caso,
devo fare alcune domande di prassi.
Certo, ci mancherebbe.
Commissaria, buongiorno.
- Buongiorno. - Stia, stia.
Come sta?
Insomma.
In un colpo solo,
ho perso un fratello, un amico e un socio in affari.
- Lavoravate insieme? - Abbiamo la pelletteria,
fuori dal paese.
La "Pelletteria Lenzi", ha presente?
Ah, sì, sì, forse l'ho sentita...
Stefania, hai offerto nulla alla commissaria?
Un caffè lo vuole?
- Grazie, sì. - Glielo faccio subito.
Mi dica.
No, guardi, giusto qualche chiarimento
sulla dinamica dell'incidente.
Allora, dall'esame balistico risulta
che il proiettile che ha ucciso suo fratello è un calibro 12.
Quindi, il Bandinelli, che era più vicino,
non può essere stato perché ha un 765.
Anch'io ho il 7,65.
Però, dopo pranzo, si è fatto dare il fucile da Pino, no?
- Che anche lui ha un calibro 12. - Giusto.
- Volevo provare un fucile migliore del mio. - Mhm.
Ci ho fatto una girata e poi gliel'ho reso,
prima dell'ultima.
Oscar era ancora vivo.
Ma è sicuro perché l'ha visto?
Non ci si vede mai, durante le girate.
Ci siamo parlati con la radiolina, varie volte.
Se è per questo, anche dopo l'inizio dell'ultima girata.
Poi, verso la fine...
..non s'è più sentito.
- Ho capito... Ecco il caffè...
Grazie mille.
(RUMORE METALLICO) Oh, mi scusi, glielo cambio.
FUSCO: No, no, tanto lo prendo amaro. Grazie.
(MUSICA DI TENSIONE)
Non ho capito, ma...
..quindi te, qua, ci vuoi fare una piscinetta?
Sì, la piscina per i clienti. Tutto di qui, no?
Sì, lo so, è un concetto che fa caca'.
Però dice che sennò, non ci vengono su.
Dobbiamo fare tutto quanto noi con vanghe e picconi.
- Massimo, ma che stai a di'? - Ci si mette una vita.
Ho chiamato una ditta. Noi altri facciamo solo il perimetro, no?
Però dico, sempre a "lamentasse"?
Sarà meglio che stare a scaricare i container al porto, no?
Container al porto.
Sì, container al porto. Quando ho bisogno di contanti,
io vo a fare il facchino giù alla dogana a Livorno.
Donatella non t'azzarda, eh? Forza, via.
Ma guarda che sei tremenda, eh?
Come fai a chiamarle per nome? Dico una per una.
Donatella, Francesca, Giuliana.
Massimo, la terza domanda in 20 secondi, su, lascia stare, eh?
Stai tranquillo. Forza, vieni a "magna'".
To'!
Grazie.
Alè. Ohh.
Che poi mi domandavo...
(sbuffando) Niente, scusa.
Che c'è non ti piace il panino?
No, no, niente.
No, è che stavo per farti una altra domanda, scusa.
Un'altra? Via.
E falla, però che sia l'ultima, eh?
- Vabbè. Ultimissima. - Sì.
Ti ricordi alla caccia? A un certo punto, dopo pranzo,
Gianfranco ha chiesto di scambiarsi il fucile con Pino.
Sì.
Non ti ricordi quando dopo se lo sono riscambiato?
No, io non mi ricordo niente,
perché poi, alla fine, sono andati tutti alla loro posizione. - Mhm.
Perché?
Così, una curiosità mia.
Non me racconta cazzate, Massimo, eh?
Che stai a pensa'?
Non te lo potrei dire.
E' quasi un segreto, diciamo,
però, te tanto sei un amico.
E poi ci avevi il 7,65, quindi...
..te lo posso dire.
Secondo la Fusco,
non sembra essere stato un incidente.
Ma l'hanno ammazzato deliberatamente,
con un fucile a calibro 12.
Magari è stato il fratello?
No, ma dai. Ma come Massimo? Proprio Gianfranco? No.
- E poi il 12 ce l'avevano in cinque. - Ma infatti è soltanto un'ipotesi.
Certo, è strana la coincidenza dello scambio.
- Sì. Che ora "avem" fatto? - Perché?
Perché alle quattro c'è la commemorazione di Oscar.
Le tre e venticinque.
Mhm, è tardi, vo a pigliare le chiavi del furgone.
No, aspetta, scusami. Un "doccino" non ce lo facciamo?
Ma che "doccino"? Che "doccino", su.
Il sudore fa bene alla pelle. Tutto testosterone, no?
Che vuoi? Lo vuoi buttare via.
E, in effetti, un po' di testosterone mi potrebbe anche far bene.
(BRUSIO)
ALDO: Guarda chi è arrivata?
EMO: Boia, ragazzi, non sono neanche le 4, e già si dà ai primi grappini?
EMO: Ormai è alcolizzata, è ufficiale.
E' una nuova vittima del Pasquali.
Ma che vittima, quella è una complice.
Prima ci ha fatto leva' tutti i tavoli dal BarLume,
poi viene qui a be' e a ride', alla faccia nostra.
Ha ragione. Falsa. Venduta.
La faccia come il culo, proprio, eh. Vergognati, costì.
Via dal BarLume.
ALDO: Ragazzi, buoni, dai.
Oh, si sta parlando di te.
Franca Brosardi, sicché fa poco l'indiana. Eh?
ALDO: E' sull'incazzato, ragazzi.
Ve l'avevo detto io. Ora si ride.
Siete stati voi stamattina?
Siamo stati noi a fa' cosa?
Il manichino, alla finestra del sindaco.
Ma che se già "briaca", prima di bere? Ma quale manichino?
Non ci siamo mossi di qui.
Si sa assai noi di manichini e di telefonate anonime.
- Eh. - Ah, no, eh?
E allora chi ve l'ha detto che c'è stata anche una telefonata?
E chi ce l'ha detto? Chi ce l'ha detto?
Senti, Franca, ora, così su due piedi,
non ti si può spiegare, su.
(SOSPIRO)
- Grazie. - Prego.
No, grazie.
Avete fatto bene.
Si è cacato addosso per benino.
Come "bravi"?
Guardate che io non ne posso più.
Io lo odio,
ma più di voi, che lo vedete di quando, in quando.
Io ci sto tutti i giorni, con quel mangiagatti maledetto.
Quindi, ora che ha avuto paura, la fa finita con le multe?
Macché.
Se lo volete fermare davvero,
lo dovete colpire nell'unico punto, in cui davvero gli fa male.
E quale sarebbe?
(PAROLE NON UDIBILI)
Carmine, mi raccomando....
Massimo, forse tu non mi conosci bene. Io "c'ho" una parola sola.
Se ti ho detto che sto muto, muto sto.
Scusate il ritardo.
Vabbè vai, intanto Gianfranco ha preparato il discorso.
Eh, ma che discorso?
Non sono buono con le parole io.
Emo, di' qualcosa te, che "c'hai" la chiacchiera, dai.
No, no, ragazzi, io non ho preparato nulla, dai.
- Dai! - Su, su.
Emo, dai, tu ce la puoi fare. Vai a braccia.
Sì e te vai in culo, va, che è anche più semplice.
Dai, non la fare lunga, dai.
Intanto, cominciamo col dire che a Oscar li garbavano le "bischerate",
sicché, via questi musi lunghi, no? Proviamo a farci due risate.
- Bene. - Vedi? Mi è già venuta anche la prima rima.
- Bravo. - Allora, Oscar, amico,
due erano le cose che ti garbavano di più nella vita. - Eh!
La prima, e lo sappiamo tutti, erano le donne,
meglio se giovani e un po' estroverse, e qui mi fermo.
Ecco bravo, fermati... - Eh!
E la seconda era la caccia,
sennò non saresti stato uno della loggia, no?
- (insieme) Vero. - Ora, io lo so,
che per te sarebbe stato molto più soddisfacente
morire trombando,
però, dai, anche così, cacciando nei boschi, senza aghi né cannelli.
Forse, guarda, t'è andata anche di lusso. - Eh.
Ciao, Oscar.
Compagno di zingarate, mangiate, bevute.
Eh? Ora tu sei costà su, renditi utile, no?
Insegna gli angeli a cacciare i cinghiali,
e ogni tanto, tra un adoremus e un altro,
anche a non disdegnare la topa.
Ci mancherai.
- Bravo. - Dai. Amen. Datemi il vino.
Ragazzi, propongo un brindisi,
ho portato una bottiglia di rosso schietto. - No, no, fermi tutti.
Ho portato l'amaro che Oscar faceva a casa con le su mani, andiamo.
Ma dai, Gianfranco, è una cacata, non è mai piaciuto a nessuno. Ma dai!
PINO: Io propongo il rosso. CARMINE: Non ti offendere, via.
Non ti offendere, oh.
GIANFRANCO: Fate un po' quel che vi pare.
Lo assaggio io.
Massimo...
..sei un amico.
Eh.
Oscar, fratello mio,
alla salute.
- Alla maniera della loggia? - (insieme) Vai.
(in coro) # E tutti mi dicono maremma,
# maremma,
# ma a me mi pare una maremma...
# ..maiala! #
Siete stonati di nulla. A Oscar!
Maremma quanto puzza.
Massimo? - Dai.
Scusate.
(MUGGITI)
- Salve. PASQUALI: Salve.
Vorrei parlare con Battaglia, per gentilezza, è in casa?
E che ne so?
Forse sì, forse no. Beppe?
BEPPE: Eh?
Sì, c'è, è nel bagno. Sì, accomodi.
- Anche lei, eh? - Grazie.
Si accomodi.
PASQUALI: Grazie. E' ben gentile.
Le piacerebbe un bel caffettino?
Sì, certo.
- Anche a me piacerebbe tanto. - Eccone un altro.
BEPPE: Chi c'è? Tu?
Ma come ti permetti di venire qua a casa mia?
Intanto è casa mia.
Intanto è casa sua.
Poi, son passato soltanto per riportarti questo, guarda.
Ma che è?
"Ma che è"? Non lo sa lui cos'è, vero?
Tu pensi di spaventarmi con 'ste "monate" qua? Vigliacco!
- "Vigliacco" a me? - Eh.
Ma come ti permetti?
Guarda che adesso non c'è nessuno che mi tiene fermo.
Provaci, dai! Fatti sotto, "Bepi",
Dai, che quella catapecchia io ve la smonto,
ve la chiudo. - Cosa smonti?
COSIMO: Ehm, ma io devo vedere la televisione,
la volete finire con questo "starnazio"?
(TV) E così il sindaco Pasquali ha fatto abbattere
una vera e propria pioggia di multe su Pineta.
E ormai la situazione è diventata insostenibile.
PASQUALI: Ma cos'è 'sta roba?
Ma allora sei famoso, complimenti.
(TV) Come sentite... come sentite, sono in molti a pensare,
che dietro questa manovra del primo cittadino, ci sia
il tentativo disperato di rimpinguare le casse del comune.
No, ma figuriamoci. Vero Paolo?
(TV) ..un ammanco del bilancio, a quanto ammonta? E come è stato fatto?
Ti si dice noi come è stato fatto.
Se l'è intascati quel popò di ladro.
(TV) Domande a cui solo il primo cittadino di Pineta
può dare una risposta.
Ora voglio proprio vede', se non si dà una calmata.
Calmata?. Ora va a casa.
Capirai. Coi tempi della giustizia italiana...
Sempre ottimista te, eh?
Bimbi, anche se fosse vero,
avanti che decidano di fare le cose sul serio,
il BarLume è già fallito tre volte.
No, tranquillo Marchino, oltre a questo,
questa notte s'è preparata un'altra bella botta.
Poi vediamo, e vediamo, se continua a fare il matto.
- E vai. EMO: Dammi la mano dai.
Eh, capito?
Eh.
FUSCO: Quindi mi faccia capire,
lei sta smentendo la versione del Lenzi?
Ma, io non so cosa l'abbia detto Gianfranco,
ma a me il fucile l'ha ridato dopo l'ultima girata, non prima.
- Sicuro? - Sicurissimo.
Perché il suo fucile è una mezza cacata,
scusi il termine.
Io, più volte, ho richiesto di riavere il mio,
ma lui niente, se l'hai tenuto, fino alla fine della giornata.
Quindi, quando Oscar è morto, il calibro 12 ce l'aveva lui?
Esatto.
(SERENA PIANGE)
PINO: Serena, ti avevo detto di andare di là.
Scusate.
PINO: E' dispiaciuta per Oscar, come del resto tutti noi.
FUSCO: Certo.
Comunque abbiamo finito,
ecco solo un'ultima cosa.
Questo scambio tra lei e Gianfranco l'ha visto nessuno?
Non credo, sa?
Perché nella girata si rimane ognuno nelle proprie postazioni.
E in coppia c'eravamo io e lui.
Mhm.
(PASSI IN AVVICINAMENTO)
Ci scusi per prima.
No. Scusate voi.
Faccio io, faccio io. Ecco.
- Grazie. - Prego.
Eravate molto legati, lei e Oscar?
Sì...molto.
Serena, devi andare a prendere la nonna. Tieni.
Scusate, eh, ma la famiglia chiama.
Ovvia, babbo, su c'è tempo.
Sì, come l'altra volta, l'hai fatta aspettare due ore. Dai, forza.
(sbuffando) Che palle!
- Arrivederci. - (insieme) Arrivederci.
Che avete bisogno d'altro?
No, no, stavamo andando. Grazie, grazie mille.
- No. - Bene. Grazie
Comunque, quel Pino nasconde qualcosa?
Beh, o lui o Gianfranco, uno dei due mente di sicuro.
E aveva il calibro 12.
E niente, questa è...
..è la fine, è finita, come diceva Jim...
- Carter? - No, Morrison.
"The end, this is the end". Sono rovinato.
Ma no, ma si figuri, dottore,
ma già da domani non ne parlerà più nessuno.
Cioni, non essere superficiale. Allora, qua c'è una talpa,
che rischia di essere la cozza chiusa in una meravigliosa zuppa di pesce.
Sì, sì, c'è del marcio in municipio, questa è la verità.
Ma chi è? Ma chi è?
Chi è? - Iolanda.
- E chi è? TASSONE: La segretaria.
Ah, Franca?
Franca, vedi che ha la doppia vita come Veronica.
Sì, ma lei con il computer, è completamente rincoglionita, no?
Magari, a 'sto giro, s'è fatta aiutare da qualcuno.
Ma no, la Franca, intanto è una grande professionista.
- Ah. Per lei, il lavoro è l'unica ancora di salvezza.
Non credo che si mette a fare 'ste robe, figurati...
Il tecnico informatico?
Quello che ha sistemato il computer del Pratesi?
Ma no, quello è un pezzo di pane che "me intozzo" nel vino.
Sì, ma con tutte le multe, magari l'ha fatto diventare una iena.
Ah, guarda, lui è l'unico che non ha preso multe.
Perché non vive a Pineta, viene la mattina a lavoro
in bicicletta, attraversa sue strisce, niente.
E che è San Francesco?
Ascolta Cioni.
Sei stato tu?
Io? No. Perché io?
PASQUALI: Perché sua eccellenza certamente non è stato.
Io cosa mi faccio, l'auto soffiata da solo?
Ma... ma io, prima di tradirvi, mi darei fuoco.
Eccellenza gli dica qualcosa.
Ma sì, Pasquali, su, via!
Eh, insomma, come può pensare che "Cione" riuscirebbe a fare
una cosa del genere? Infatti. Grazie.
Prego. Per fare una cosa del genere ci vuole scaltrezza, ambizione,
un cervello scattante, che funzioni, tutte cose che Cioni...
Vabbè, l'ha già capito, penso, da prima....
E' vero, è vero, scusami Cioni. Mi perdoni?
- Sì. Certo. - Ti ho sopravalutato, scusami.
D'altronde, sai...
..cioè, chi la sa 'sta faccenda?
"Semo" noi. Allora, tu no, tu no.
- Dico, sei te? - No, no. No!
No, no. Secondo questa logica del T9,
allora, voglio dire, a questo punto l'unica cosa da fare,
è a 'sto giornalista fargli una bella querela.
- Una querela, perché? TASSONE: Una bella querela
- E perché poi? - Come perché?
Perché se nessuno ha detto niente, ha fatto niente,
vuol dire che Marmugli si è inventato tutto, no? Giusto?
Quindi, certo, tu dici, se non ha prove, io sono innocente.
- Eh. Non fa una grinza. - Sì, però...
"Sì, però..." Però, cosa? No...
E' vero che abbiamo... abbiamo cancellato tutte le prove...
E allora? - ..dal computer del Pratesi,
però, ecco, credo di aver visto in ufficio... TASSONE: Credi?
Sì. - Credi o hai?
Credo. - Cos'hai visto?
Una cartella con dei documenti presi dalla scrivania del Pratesi.
Che documenti? - Molti. Con un contratto, credo...
PASQUALI: Oh, dici? - Ahh!
Lei ha firmato un contratto di consulenza finanziaria con lui?
Sì, che l'ho fermato, certo,
e c'è tutte le cifre, anche, no, dei soldi del comune che gli ho affidato.
Allora, adesso tu vai nell'ufficio della Fusco,
prendi quella cartellina e la fai sparire,
a costo della tua miserabile vita.
Ma io sono un poliziotto, non posso andare nell'ufficio della Fusco,
ma poi, se trovo Govoni? Ma come faccio?
E che minchia ne so io? Ho combinato io 'sto casino?
- No, ma nemmeno io... eh! - Eh.
Ma non è che mi stai insinuando che l'ha combinato Pasquali?
No, giammai.
"Giammai"? Che è "giammai"?
Scusa, ascolta, ascolta, ascolta.
Fermo così. Come ha detto sua eccellenza.
Tu-tu vai lì. Io te li farei togliere a te i documenti,
direttamente senza po-po-però faccio una domanda, sinceramente,
sei scaltro?
Sono scalzo io?
Sei scaltro.
Sono scaltro?
- Mhm. No. - No.
Allora, scusami, allora prendi 'sti documenti dalla Fusco,
me li porti, io tolgo tutte le robe che mi riguardano,
ti rido il faldon, ritorni là,
lo rimetti esattamente dove l'hai trovato,
che la Fusco non deve saperne niente de 'sta storia.
Piano perfetto. Ineccepibile.
- E' tutto chiaro? - Chiarissimo, sì.
(COSIMO RUSSA)
Andiamo bene.
Che dormi?
E come faccio? E' la quarta volta che ti alzi.
Scusa.
Ho i pensieri.
Ce li ho anch'io, però sto ferma.
Beh, allora parliamone un po',
magari insieme troviamo una soluzione.
Beppe, ma che soluzione vuoi trovare? E' un gran casino.
No, è peggio, peggio proprio.
E' come stare sul Titanic, ma dopo che ha sbattuto all'iceberg.
Dai, adesso non esagera'.
No, no, esagero, esagero. Te non c'eri stamattina, Pasquali è pazzo.
Quello ci fa chiudere, poi voglio vedere come facciamo dopo.
Vuoi sentire che ti dico? Senza lavoro,
sai quanto tempo dobbiamo rimanere qua da tuo padre?
Vabbè, Beppe, ma con tutti 'sti casini,
mi' padre mi pare proprio il meno, eh? - Sì, certo.
Finché si scorda il gas aperto e saltiamo tutti per area.
Quello non c'è pericolo, non ha mai cucinato in vita sua.
Sì, ma lui non se lo ricorda.
Vabbè dai, dormiamo. Buonanotte.
Buonanotte.
Che stavo a pensa' poi...
- Beppe! - Scusa, scusa, buonanotte, buonanotte, buonanotte. Scusa.
Allora, Gianni, se siamo d'accordo su tutto, non ci resta che firmare.
Scusami, un attimo. Cosa?
Ah. Pronto, Cioni?
Buonasera, eccellenza.
Ma che "Buonasera"? Buonanotte. Sono più delle due, Cioni!
Che minchia fai sveglio a quest'ora?
Sì, scusi. E' che le dovevo dire una cosa importante.
Importante, una cosa importante.
Sarà mai più importante di questa mia serata torrida allo strip club?
Mi perdoni. E che io...
Che cosa? Ci sei cascato, Cioni?
Ma stavo scherzando, sono qua con Gianni,
l'agente della signora Berti,
che stiamo definendo il contratto da firmare,
davanti a due "pigne colate" enormi.
Ecco, io dovevo dire una cosa personale.
Cosa? Per suonare? Ma tu non sai suonare, Cioni!
Dicevo: personale. Sì, ho capito, per suonare.
Hai imparato? Fammi sentire.
Alle due di notte mi deve far sentire che sa suonare. Dai.
No. Io dicevo per quella cosa lì, ecco... Non so se ce la faccio.
- Dovrei tradire la Fusco. - Non ti sento, parla più forte.
Dicevo. Per quella cosa lì, non so se me la sento.
Ah, neanche io ti sento, Cioni. Senti, facciamo una cosa.
Ne parliamo domani, eh? Richiamami domani.
Buonanotte, fatti una tisana, vai.
(SOSPIRO)
(BELATO)
(AVVIO MOTORE)
(MUSICA DI SUSPENSE)
(MUSICA DI MISTERO)
(LA PORTA SI APRE)
Ho finito il barattolo, piglio quest'altro.
EMO: Gino!
Gino. Ma che stai facendo?
Ma mi hai detto di fare il palo.
Sì, ma devi stare attento
che non arrivi nessuno per avvertirci.
Ma che fai la bella statuina lì?
# Il suo nome era Rimediotti Gino
# ma era un poco sordo.
# I pochi amici del BarLume
# dicevan ch'era un tordo,
# ch'era un tordo.
# Una sera, in una strada buia... #
(STRIDIO DI GOMME)
# ..si è offerto lui per vigilare. #
Boia! Ragazzi, la polizia.
Polizia!
# ..per poco non li fa beccare.
# Il suo nome era Rimediotti Gino. #
Ohh!
# Ma era un poco sordo. #
Maremma gatta!
ALDO: Di corsa.
GINO: Vai!
Vai, vai, vai, vai!
Vincenzino.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Dormito bene?
- Io sì. Tu? - Mhm. Insomma.
A un certo punto ho sentito un rumore,
come tipo una macchina che andava via.
Tu non hai sentito niente?
No, io non ho sentito niente, ho dormito come un sasso.
No, è che mi sembrato come se ti fosse venuto da trovare qualcuno.
E chi, la Bettina?
Dai, senti Massimo.
Avrai mangiato qualcosa che non hai digerito e hai fatto un sogno strano.
No?.
Probabile.
- Dai da mangiare tu alle capre? - Mh-mh.
Io devo anda' in paese.
C'è da comprare il cemento,
che oggi viene la ruspa per la piscina.
Bene.
Bella notizia.
- Ciao. - A dopo.
Hai capito, i fratelli Lenzi?
Si erano appena fatti una macchina da 70.000 euro.
Mi sa che Oscar e la figlia di Pino Sgueglia erano amanti.
- Ah, sì? - Mh-mh.
- Da cosa l'ha capito? - Vieni a vedere.
Se guardi bene la foto,
c'è un dettaglio che potrebbe aiutarti.
GOVONI: Mhm.
Calma piatta?
Piattissima.
Il braccialetto, non vedi?
E' lo stesso che aveva la figlia di Pino.
E se a questo aggiungi la sua reazione di ieri, eh?
Venite, presto? - Che succede, Cioni?
Gli ausiliari del traffico ci stanno facendo le multe.
- Di nuovo? - Sì. - Stai calmo.
Però ora ci sentono. Così, no. - Stai calmo.
Apriti.
(RUMORE INDISTINTO)
FUSCO: Ma cosa ha visto Cioni?
(VOCI INDISTINTE)
FUSCO: Ah, che poi non c'era...
- Cosa ci fai lì, Cioni? - Che ci faccio qui? Niente.
Vabbè, comunque, non c'era nessuno fuori,
non ho capito, cos'era uno scherzo? - Ma che scherzo, commissaria?
Ma si figuri. Magari vi hanno sentito e sono scappati via, no?
- Vabbè... - Tutto bene? - Sì, sì.
Poi ne riparliamo, dai.
Ora, dobbiamo andare alla casa della moglie del morto. Dai.
No.
Perché no?
Dicevo: "No, che non posso venire. Mannaggia!"
- Perché? - Perché no?
Perché...
..perché pensavo di restare qui a sistemare la lavagnetta, no?
- Con i sospettati. - I sospettati devi sistemare?
Sì. Magari ne esce fuori qualcun altro,
sempre meglio mettere le mani avanti, no? Come diciamo noi.
Senti, Cioni, c'è qualcosa che ci devi dire?
Sì.
- Mhm. - In verità, sì.
Mia zia ha avuto un infarto ieri
e l'hanno portata all'ospedale di Pisa,
devo andare a trovarla. - Tua zia di Brindisi?
Sì, mia zia di Brindisi.
Sì. Qui gli ospedali funzionano meglio, quindi è salita su.
Quindi io andrei, eh?
Va bene.
Ti chiamo, eh?
PASQUALI: E allora?
Missione compiuta. Vengo in ufficio.
No, non venire adesso. Vieni tra un paio d'ore.
Come tra due ore? Se torno mi beccano.
E te non tornare. Vai dove ti pare.
Vai al mare, vai al bar, basta che non vieni qui, però.
- Ma perché? - Perché ho un'emergenza, capito?
Ehm, Cioni, non mi far domande, esegui gli ordini e basta.
Dai, muoviti, forza, generose quelle pennellate,
stai mica a fare la cappella dei Scrovegni, qua.
E' che mi dispiace, perché la rima non era male.
E' arrivato il poeta, adesso. Se non ti sbrighi, ti licenzio, ricordati.
Io le ricordo che non lavoro per il comune.
No, ma te lavori per una dita, che è il comune che gli dà l'appalto.
A meno che, una mattina, il comune non si sveglia,
che non gli piace più, e vi caccia, capito?
Se prima non la cacciano i cittadini.
Ma cosa parli di politica "ti"?
Che la politica è una roba seria, dammi qua, faccio da me, vai!
Altrimenti ti gonfio di mazzate.
Veloce, che lo leggono tutti.
E poi più fluide 'ste pennellate.
Che numero è lei?
24. Prego.
Scusate, scusate. Permesso.
Ah, scusi.
- Posso? - Sì.
Cioni, ma che "c'hai"? Tutto a posto?
- Sì, perché? - Sembri un po' agitato.
No.
Che ti porto?
Ehm, non lo so, fai te. Improvvisa, eh?
- Così a occhio, una camomilla. - Una grappa?
- Morbida o secca? - Sì.
Sì.
- Salve. - Salve, scusi il disturbo.
- Sono la commissaria di Pineta. - Sì, l'avevo riconosciuta.
Agente scelto, Govoni. Aveva riconosciuta anche me?
Possiamo entrare?
- Prego. - Grazie.
Mi scusi, eh, ma mica mi vorrà dire che l'hanno ammazzato?
- Ecco, in effetti... - No, no.
E' solo che non stiamo escludendo nulla.
Per questo, volevo chiederle se per caso Oscar poteva avere dei nemici,
o qualcuno...
Mio marito era un discreto pezzo di merda.
Mi scusi, eh! Ma "a me mi garba" parlare fuori dai denti
e anche a lui.
Gli garbava quello e bere abbastanza forte.
E quando beveva faceva delle cazzate abbastanza grandi.
Tipo andare con le figliole degli amici?
Esatto. Quella è stata la cazzata suprema.
E lui a dire che era una storiella platonica.
Certo, come no?
A lui gli garbava parecchio essere platonico.
Quindi Pino, da padre, immagino non fosse molto felice, giusto?
Secondo lei? Vent'anni di figliola.
Ma noi ci siamo messi di "buzzo buono" e s'è fatto smettere.
Anche suo fratello s'è messo nel mezzo.
FUSCO: Ah, sì, eh?
E che rapporto c'era tra Oscar e Gianfranco?
Direi buono.
Cioè, per come può andare fra due fratelli maschi
che hanno un'attività in comune, che non è che vada proprio benissimo.
Beh, però suo marito, ultimamente, si era comprato un pick-up nuovo.
Ma questo tappeto non è lo stesso che ho visto a casa di Gianfranco?
Sì, è un Kashan originale.
Bello, vero?
Un po' antico.
Beh, proprio questo è il valore, Govoni. Magliaia di euro immagino.
Non lo so, era un regalo
per festeggiare un bell'affare fatto con Gianfranco.
In realtà, era per farsi perdonare la "storiella platonica".
Che tipo d'affare?
Avranno preso una commessa con la pelletteria.
Di solito, quando è così, si festeggia.
Sa, ormai clienti buoni ne sono rimasti pochi.
Mhm.
In effetti, era sembrato un po' strano anche a me.
Ma lui era fatto così. Ogni tanto gli piaceva stupirmi.
Si ricorda quando ha voluto stupirla?
Il giorno esatto in cui me l'hai regalato, non me lo ricordo.
Direi... fine Aprile.
Fine Aprile.
Il dilemma è questo:
dobbiamo seguire l'onestà, la verità,
o l'amicizia?
Mah!
Ma poi, se sei in mezzo ad amici, come fai?
- Mhm? - Fai come me.
Io non ho amici e "buona notte al secchio".
E loro chi sono?
Eh?
No, ti sta chiedendo noi chi si sarebbe?
Conoscenti, no?
I quali, sia chiaro,
a volte si fa anche finta di non conoscerlo, pensa te.
A proposito, mi sa che sta arrivando qualcuno che ti conosce bene.
Permesso, permesso. Oh.
Andrea.
Eh. Ti ho cercato per tutta Pineta, perché non rispondi al telefono?
- Il telefono? - Sì.
- Perché è scarico. - Sì, e squilla a vuoto.
Vieni, usciamo, ti devo parlare.
Scusate, eh.
Andiamo. Scusate. Scusi.
Oh, oh! (VETRI INFRANTI)
BEPPE: Ohh! - Piano. Piano.
Segna, Battaglia.
Pilade, il "duo-deno", vedi? (RISATE)
Aspetta, aspetta, aspetta.
Dai. Mi dici cosa succede?
Niente, parlavo con degli amici.
Conoscenti.
- Daniele. - Andrea.
Non stai parlando con una della stradale, eh!
Ti ricordo il diploma Texas Police Academy.
Online, per l'altro.
Sì, ma il nostro training, slash, sporco lavoro di strada,
ce l'ho siamo fatto, no?
- A Pineta, mica a Los Angeles. - Vabbè,
adesso, non divaghiamo. Mi dici cosa c'è sotto?
Perché, o me lo dici e ti posso aiutare, oppure lo scopre la Fusco?
No. Shh!
Ti ha detto qualcosa di questi sospetti?
No, non sa niente, non le ho detto niente,
ma se tu non parli con me, come faccio ad aiutarti?
Shh! Non dire nulla, non sospetta... Shh!
- Sai che facciamo? - Cosa?
Togliamo questi sospetti.
lo scrigno della fiducia della nostra amicizia ormai è decennale.
- Sì, decennale. - Che non te lo mai detto?
- Cosa? - Tu sei...
Oh, cosa sono?
Tu sei...
Oh, no, no, no.
Eh, no! No, no, no. Maremma impestata e ladra, però, eh?
- Sei un amico, sei. - Menomale che sono amico.
- Scusa, però mi sento svenire sai? - Abbiamo fatto lo show, andiamo.
No, come ti senti svenire? Battaglia!
- Qualcuno? BEPPE: Che c'è?
Beppe! - Ah, che schifo, però.
Io, alla quarta grappa, t'ho detto "vacci piano", guarda?
- Ma perché gliel'hai data? - Perché me l'hai data, perché?
Perché son soldi, raga'. Siamo senza tavoli fuori, alla canna del gas.
- Aiutami, si porta alla macchina. - No, io devo puli' qua. Vai te.
GOVONI: Vabbè, bimbi, qualcuno?
MASSIMO: Oh, Dio, Vittoria. Ah.
FUSCO: Che è? - Ahia.
Ti hanno rincorso i cinghiali, Massimo?
Magari.
Peggio, sono venuto in biciclettina un'altra volta.
Vabbè, ma non mi potevi fare una telefonata?
Ci ho provato, ma non rispondi mai.
Eh, vabbè, ma lasciami un messaggio vocale, no?
I messaggi vocali, come dice Carmine,
sono perversioni dei rapporti sociali.
Nessuno ha il coraggio di guardarsi più dritto negli occhi.
- Perché? - Ma forse sarà meglio così, no?.
No, guarda che il rapporto con le bestie si fonda sul contatto visivo.
No, no, no, lasciamo perdere le filosofie agresti, ti prego.
Che mi devi dire?
Ti devo dire che ieri notte,
a tarda notte,
una macchina è arrivata da Carmine. - Mh-mh.
E qualcuno ha bevuto con lui un liquore,
che puzzava come quello che bevono solo i Lenzi.
E visto che Oscar è morto, mi stai dicendo che era Gianfranco.
Esatto. Solo che stamattina,
quando l'ho detto a Carmine,
ha mentito, piuttosto che dirmi la verità.
Perché?
Tu non ne sa niente?
Sai com'è, io sono solo lassù
e mi cago abbastanza sotto, diciamo adesso.
Senti, allora, io so soltanto questo.
- Che i fratelli Lenzi, tre mesi fa, hanno festeggiato un' affare. - Mhm.
E si sono comprati due tappeti persiani abbastanza costosi.
Mhm?
Ma sul conto corrente della pelletteria,
non c'è traccia di nessun bonifico,
neanche mesi prima.
E a dirla tutta, erano abbastanza inguaiati con banche e fornitori.
- Ah? - Eh.
E allora ho fatto un controllo su tutte le denunce fatte in provincia,
ed è saltato fuori un furto,
guarda caso proprio a fine aprile,
a un camion che trasportava tappeti persiani,
dal porto di Livorno, a un negozio di Milano.
"A ri-ah".
"A ri-eh".
E guarda caso,
nella denuncia, l'autista parla di tre ladri col passamontagna,
armati di fucili.
Da caccia?
Questo non c'è scritto, però...
...potrebbe essere.
E allora potrebbe anche essere che,
a fare la soffiata del camion, sia stato Carmine.
Perché?
Perché, di tanto in tanto, Carmine lavora come facchino
alla dogana del porto.
"Ah", lo dico io adesso.
Ed "Eh", lo aggiungo io, allora.
- Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo. - Va bene, senti. Allora,
io adesso vado a parlare con Gianfranco.
Se non riesco stasera, vado domani mattina, prima possibile.
Tu torna a casa, da Carmine, e fai finta di niente.
Assolutamente no, io ho paura.
Ma se è stato lui?
E una bestia, la fiuta la paura.
Massimo, mettiti il deodorante, non so cosa dire.
Non posso andarci con... non so, Govoni, Cioni?
Ma sei pazzo, ma quelli puzzano di paura più di te.
A parte che non so dove siano. E poi senti, cresci.
Eh. Dai. Va bene?
Ci aggiorniamo, eh?
- Sì. Ciao.
Ha ragione.
Devo crescere.
Avanti, Massimo.
Testosterone
Can we sit here?
"No, sorry, madame, we have a problem,"
"but you can stay on the 'long mare'."
"It's very beautiful, so romantic."
Ok, we'll drink here at the bar.
"Yes, you can here at the 'bancon' but one minute,"
"two minutes, no more,"
"because I have a 'long file' of people waiting,"
"so you understand..."
"Enjoy your drinks, I go to the olds ones, sorry." Scusate, permesso?
Adesso, adesso vi libero il tavolo, scusate, bimbi, bimbi.
Dai, è finito il turno di star seduti,
ci sono altri clienti che aspettano, andate, su.
Anche noi saremmo clienti, e di lungo corso.
Sì, di lungo sfraccellamento di palle. Dai, andate.
- Ma vai. - Calmino, Calmino.
A tal proposito, 'sti tavolini, sedie, 'sto casino,
ma quando lo risolvete?
Fra quattro anni, sempre se non sei ricandida coso, Pasquali.
E se si ripresenta? Ma chi lo rivota?
Speriamo proprio di no. Vabbè, andate.
- Ah, non vi scordate lo zaino. - Che zaino?
- Questo qua. - Ma questo non è mica nostro.
- E di chi è? - Boh.
PILADE: Si sa una sega di chi è.
Documenti.
- Di Pasquali. - Pasquali?
Fermi, buoni, buoni, fermi, bimbi, buoni.
Fai un po' vede'?
Ahh!
PASQUALI: Cioni, vieni, dai.
Cosa hai fatto?
- Sei stravolto, cosa hai fatto? - Non mi sento tanto bene.
Ah, spiace, spiace.
Senti, 'sto documento l'hai preso allora?
- L'hai preso? - Sì.
Ah, Dio Santo, meno male. Dio, San Marco, grazie.
Grazie Cioni.
- Grande Cioni, valoroso Cioni. - No, no, aspetti.
Ah, no, no, no, mi non aspetto perché quando qualcuno ha merito,
io non sono taccagno, guarda.
Grande Cioni, grande.
Allora, io il documento che la incrimina, io l'ho preso.
Bravo Cioni, dai, grande! Grande, l'ha preso, Dio Santo, che paura,
Tu non hai idea.
- Solo che... - Se qualcuno lo trovasse...
E infatti, io l'ho anche perso.
Non ho capito.
L'ho perso.
L'hai perso?
Sì.
L'hai perso? Com...? Ma dove?
- Cosa? - Non lo so,
forse per strada credo, non lo so. - L'hai pers...
Sì, io ero ubriaco "spolpo", non mi ricordo niente,
mi sentivo in colpa per la Fusco.
Comunque, adesso la Fusco non ce l'ha più il foglio, quindi...
..il peggio sventato.
(SOSPIRO) Ti sei...
..fortunato, Cioni.
- Sì? - Sì,
perché quando vedo un poveretto con le lacrime,
mi sciolgo, va bene? Mi sciolgo, va bene? Come l'acqua della laguna.
- Dai, dai. - No.
- Asciugate, dai. Dai, "drenate, drenate". - Grazie.
Perso...
(CAMPANELLO)
- Salve. - Salve.
- Di nuovo qui? - Mh-mh.
Ero passata anche ieri sera.
Ero a cena fuori con la mi' moglie.
E adesso c'è? Perché vorrei parlare anche con lei.
E' lavoro, e anche io sto per andare in pelletteria.
Guardi, le rubo giusto un attimo. Scusi il disturbo, eh?
Sì, ma facciamo presto.
Sì, sì, vado dritta al punto.
Senta, questo tappeto dove l'ha comprato?
- Non lo so, non me lo ricordo. - Mhm.
Strano, perché è proprio identico
a quello che Oscar ha regalato a sua moglie.
A fine aprile.
Sì, è vero, è vero.
Infatti, si è preso insieme.
Non è che invece...
..l'avete rubato insieme dal camion che lo doveva portare a Milano?
Carmine, ma tu sicuro che la piscinetta sia una bella idea?
Perché guarda che...
..mantenerla costa un sacco, eh?
Se lo dici perché ti pesa il culo, stai tranquillo,
perché ora arriva la ruspa. - No, no, no. Figurati.
Dov'è che vai?
A pigliare le chiavi del camion.
Serve più cemento.
- Guarda, ce ne abbiamo già, eh? - Ne serve di più.
Allora mi dai in passaggio? Devo andare al BarLume.
E non ho voglia di farmi un'altra sfacchinata
con la biciclettina, ti prego? - Ascolta,
quello che vende il cemento sta dall'altra parte del monte.
Mezz'ora, io vado e torno.
Va bene.
(LINEA LIBERA)
E dai, rispondi, Vittoria.
E dai!
Vittoria senti, ti sto mandando un messaggio vocale
perché non rispondi mai. E ho ragione io.
Comunque, sto seguendo Carmine.
Sta andando, non so dove, ma non me la racconta giusta.
Dice che ha bisogno del cemento, ma il cemento ce l'abbiamo già.
Ti mando la posizione in tempo reale, così ci segui.
Ciao, sbrigati.
Gianfranco, se continui a dirmi cazzate, io ti sbatto dentro.
- Ma non per furto, per omicidio. - E di chi?
Di tuo fratello,
con cui hai organizzato la rapina al camion dei tappeti.
E che magari, per divergenze sui soldi, hai ammazzato.
Vai via, capra!
Stiamo giocando a nascondino, Vai via.
Vai! Via, capra!
Via!
(MUSICA DI TENSIONE)
Non l'ho ucciso io.
"Al mi' fratello" gli volevo un bene dell'anima.
E chi è che non gli voleva bene? Carmine?
Quella bestia.
Vi ha aiutato a organizzare il furto?
Siamo noi che abbiamo aiutato lui.
L'idea è stata sua.
Lavorando alla dogana del porto,
aveva messo gli occhi su un carico di tappeti persiani dal Libano,
che poi partivano su un camion per Milano.
GIANFRANCO: E siccome non "c'aveva" mai un euro
per restaurare quella sua tenuta, ha pensato di rubarli.
E ha chiesto aiuto a me e a mio fratello per il furto,
ma soprattutto poi per rivendere la merce a un turco,
che noi ci si compra la pelle.
E noi si è accettato.
Il furto è andato una meraviglia.
E la persona che avevamo contattato io e mio fratello Oscar,
per tutta quella merce, ci ha sganciato 200.000 mila euro.
Oh, oh, oh, oh, oh, Carmine.
Sono Massimo.
- E l'ho visto che sei tu. - E allora abbassa il fucile.
Sì, col cazzo. Mica mi voglio beccare l'ergastolo io?
Cazzo, ma quale ergastolo? Che dici?
- Hai capito benissimo tu. - No, io non ho capito niente.
Io sono proprio una pigna. Non ci capisco una sega, mai niente.
- Allora perché mi hai seguito? - Non lo so.
Forse perché ho capito che magari ci potevi avere qualche casino
con Gianfranco e Oscar, ma...
Ah, quegli infami traditori.
Perché?
Mi dovevano 70.000 euro, invece mi hanno preso per il culo.
Cioè?
Me ne han dati solo 40.000.
Ma, e tu, per 30.000 euro, tutto questo casino? Ma...
Massimo, ma allora non ti ho insegnato niente?
I soldi non sono il punto. E' la fiducia e il rispetto.
CARMINE: Dopo la rapina il turco ha detto che...
..faceva storie perché c'erano meno tappetti di quelli che pensava.
E così mi hanno andato solo 40.000 euro.
Ma era una balla perché, intanto, loro se ne spartivano un 160.000.
E oltre al danno,
mi sono dovuto pure sorbire la beffa
di 'sti due che "piagnevano" miseria.
E intanto si sono ripresentati con la macchina nuova.
Ma cosa? Ma che voi te da noi?
CARMINE: E allora ho organizzato
'sta famosa battuta di caccia al cinghiale.
Ma la sera prima, sono venuto a nascondere il fucile calibro 12.
Così, durante l'ultima girata,
mentre Oscar si appostava,
io sono sbucato da dietro.
Due notti dopo, suo fratello Giancarlo è venuto fino a casa
a portarmi i soldi che mi doveva. A casa, direttamente a casa.
Adesso la tua amica Fusco, si è messa in testa di vederci chiaro...
E così sono venuto a far sparire il fucile, una volta per tutte.
Massimo, perché mi ha seguito?
Io adesso ti devo ammazza'.
No.
E tu non lo sai quanto ti voglio bene.
Ma non lo sai quanto io te ne voglio a te.
Tu vuoi più bene alla Fusco.
Ma tu sei stato un padre per me. Il padre che non ci ho mai avuto.
Sì, certo.
Ma alla fine se vuole sempre più bene alla mamma.
E se adesso ti lascio anda' da lei, tu gli racconti tutto.
No, no, no. Tu non lo conosci la Fusco.
E' una stronza quella. Altro che mamma, sì.
"C'abbiamo" avuto una storia, solo sesso.
Però dopo quella storia,
lei ha incominciato a trattarmi come uno zerbino,
peggio che la Bettina.
Piuttosto che fare un favore a lei, ma io ti aiuto a scappare te.
Massimo, mi dispiace, ma io non ci credo.
- No. - Fossi in te non lo farei.
Anzi, poserei il fucile a terra e alzerei le mani in alto.
Cammina.
- Con te, Massimo, invece facciamo i conti dopo. - Scusa mamma.
Ehm... scusa, Vittoria.
Lapsus.
Oh, sveglia.
Oh!
(CLACSON E SUSSULTO)
Ma che succede?
Niente, commissaria, s'era appisolato un momento.
Vi rendete conto che dovreste essermi d'aiuto.
Ha perfettamente ragione.
Stavo solo riposando gli occhi per questo piccolo lasso di tempo.
11 anni vi sembra un piccolo lasso di tempo?
- Dai, forza ammanettatelo e mettetelo nella volante. - Sì?.
- Govoni? - Sì.
- Prendi il fucile. - Sì.
Massimo, scusa, vieni un attimo.
Ora, tu mi hai fatto arrestare, va bene, hai fatto il tuo dovere.
Però adesso mi devi in favore.
- Va bene. - Le mie capre, Massimo.
Non le lasciare mai sole.
- Va bene, adesso le sistemo. - No, le capre non si sistemano.
Le capre si amano e si curano.
Ho capito. Ma per quanto tempo?
Eh, beh. La capra campa fra i 16 e i 20 anni,
perciò, se riesci a non farle accoppiare, le capre.....
Vabbè, dai. Poi lo chiami dal carcere
e gli spieghi meglio le cose, eh? - Le capre, Massimo, le capre.
Commissario, Fusco?
- Sì? - Interpol.
Le Rubiamo giusto 5 minuti.
Portatelo nella sala degli interrogatori, che arrivo subito.
Siamo qui per Anna Rusic.
Sappiamo che lei ci ha avuto a che fare.
Sì, un paio di volte.
- Ma avevo capito fosse a Dubai. - Esatto.
Peccato che, da nemmeno un mese,
sia diventato un paese che ora concede l'estradizione.
Ma senti...
Stavamo procedendo all'arresto all'hotel Dubai Palm,
ma ci è sfuggita.
E ti pareva.
E perché siete qui?
Perché crediamo sia atterrata all'aeroporto di Pisa,
e, avendo la Rusic agito più volte qui a Pineta,
pensiamo che debba sistemare delle cose qui,
prima di scappare di nuovo.
Ci chiedevamo, se poteva darci delle dritte.
Certo.
A completa disposizione. Prego.
Ma guarda che roba!
(MUSICA WESTERN)
Ed è per questo che mi avete fatto chiamare?
Per sfidarmi con 'sta occupazione pubblica qua?
Siediti un attimo, Pasquali.
Beviti un gocciolino di Gin Tonic, va? Dammi retta...
No, io non bevo a quest'ora.
ALDO: Ma come non bevi?
Non bevo il Gin Tonic,
per me dalle sette in poi o è Negroni o sono grappe secche.
Accontentati, Pasquali.
Fidati, che ne hai bisogno, vai.
Prima mi dite perché son qua
e poi bevo, semmai.
Ecco il perché.
Quindi, adesso,
o "fai pippa" su tutta questa storia dei tavolini...
E ritiri tutte le multe "a bischero sciolto" che ci hai fatto finora.
Soprattutto quelle.
Oppure ti roviniamo per sempre.
(schiarendosi la voce) Bevo.
Fermalo!
Dove vai!
Dove vai, eh? Dove vai?
Fermo di là!
- EMO: Molla l'osso! - Eccolo!
No! No!
Non è vostro.
Neanche tuo.
Non è di nessuno allora. "Buttemolo!"
- No. - Sì.
(insieme) No!
- Pasquali... - Begli amici che siete.
Pasquali? Pasquali.
Sei peggio dei maiali. Pasquali. Pasquali. Sei peggio dei maiali.
Ma vai "mona", vai.
(in coro) Pasquali, Pasquali, sei peggio dei maiali...
Ve l'avevo detto, fate come me: niente amici.
Specialmente se sono come lui.
Nemmeno io vorrei essere amico mio.
Tutt'al più...
(insieme) Conoscenti.
- Alla prossima puntata, bimbi. - (insieme) Ciao. Ciao.
Siccome è colpa mia,
sono andato in banca e ho ritirato tutto quello che avevo.
TASSONE: Bravo Cioni, apprezziamo molto.
E poi sono andato anche da mia nonna, a prendere un po' dei suoi risparmi.
PASQUALI: Sei una gran bella persona, Cioni.
Grazie.
E quello che sono riuscito a raccattare è 12.300 euro.
12.000 euro? Vado due volte dal barbiere io.
- Che minchia ci facciamo? - 12.000, Cioni?.
Servono centomila, ma centocinquantamila... ma minimo.
Altrimenti, addio Orietta Berti e addio anche a me, cioè.
Ma scusi, ma con le multe?
Ma no, con le multe è finita, sai ormai ho le mani legate, cosa multo?
Mi spiace. Beh...
- Io intanto li... - Aspetta!
E stai fermo, caccia 'ste mani, avido di un'avidità...
- Pensavo che... - Pensavi male.
E' comunque già un punto di partenza, Cioni, dai.
Un inizio.
La nonna ha o non ha un libretto di risparmio?
Sì. Sì.
E la casa, è di proprietà?
Sì, no, è sua, comprata, sì.
E come sta la nonna?
Sta bene.
- Adesso. No, no, sta bene.
- No, perché è un attimo... - Sì, basta.
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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