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Original subtitles

*

*

("FIDATI DI ME" SIMONA MOLINARI)

MAMMA TIZI: No, si è parlato a lungo e...

..gli ho spiegato bene le cose,

poi ho sistemato la faccenda con la donna delle pulizie,

con la donna che gli va a fare da mangiare e quindi...

TIZI: E quindi? - E quindi niente!

No, lo so che non ci sta tanto col capo, ma l'ho mollato lo stesso.

Ma come, mamma, ora? Ma avete settant'anni per gamba!

Dopo una vita insieme, ma perché?

Guarda il perché, Tizi, proprio non te lo posso dire, ovvia!

Ma come non me lo puoi di'? Sono la tua figliola.

- No! - Tizi, scusa, eh...

Tizi, io dovrei fare il caffè e la centrifuga,

per la Bettina. - No, Massimo, scusami te,

la Bettina aspetta un attimino, qui ho una questione complicata.

- Ma poi diventa complicata anche la Bettina. - Tanto più di così, dai!

Mamma, ma è una cosa assurda, te ne rendi conto? Ripensateci!

No, non c'è nulla da ripensare,

infatti, io ora vado in crociera, da sola, per staccare un pochino.

Ma quale crociera?

(BUSSANO ALLA PORTA)

Oh, vedrai che questo è babbo che è venuto per parlarti

e sistemiamo tutto.

Via, meno male.

Salve.

Buongiorno, sono Clarissa Pratesi.

La figlia del proprietario di casa?

Esatto.

Guardi dell'affitto se ne occupa... Beppe!

Tizi, Marina ha vomitato su Ampelio, che si è cacato sotto!

Vabbè, poi ci pensi!

Dai, vieni un attimo alla porta.

Ecco che arriva, eh!

Tizi! Tizi, adesso ci posso andare in cucina?

No, ancora no! Piuttosto, occupati anche te della sig.ra Pratesi!

Buongiorno. Bleah! Vabbè, come fatto.

Mi scusi, non...

Guardi, non mi faccia perdere tempo, mio padre è morto.

- Oddio! Ma quando? Mi dispiace. - Condoglianze.

Era davvero una brava persona.

Che ne sai te? Ci sono sempre andato sempre io a paga' l'affitto!

- Anche solo per quello che ci faceva paga'. - Ecco appunto.

Io, invece, voglio vendere casa.

E quindi voi...

..ve ne dovreste andare.

Ah, certo.

Ovvio!

Vabbè, e quando pensava, settembre?

Ma che settembre? No, meglio la fine dell'anno, no?

Torna meglio, appunto, lo so...

- Dopo la Befana? - Eh!

- Verso il 7 Gennaio, no? - Meglio, meglio.

Sì, meglio. Sì.

Onestamente, pensavo più tipo un paio di giorni?

- Cosa? - Che cosa?

Scusate se sono franca, eh? Ma voi siete qui al nero,

e pagate 1.000 euro al mese,

per una casa che d'estate 1.000 euro me li fa al giorno,

sarebbe quasi da passare alle vie legali.

Adesso non c'è bisogno di scomodare gli avvocati!

Visto che è quello che faccio di lavoro,

non scomodiamo nessuno. - Forse è meglio se lo prendi te!

- Io... - Forse sì!

BETTINA: Buongiorno.

"Boia dé", che bella collana. Cos'è, ametista?

Va benissimo per l'energia positiva!

Infatti, si vede che sei proprio una buona persona, vero?

Eh, sì, infatti, te, Bettina, proprio c'hai il sesto senso per 'ste cose!

Grazie!

EMO: Ma dove corri? - Lascia stare!

Marchino, scusa. Scusa per il ritardo,

però guarda ma non ci puoi crede'.

Non ci credo, no! Ogni volta venite fuori con una scusa più assurda!

Guarda, io ti potrei fa' un elenco infinito di sciagure

che mi so' capitate fra le 07:00 e le 09:00 di stamattina,

ma siccome ti voglio bene, non te lo faccio.

Siccome mi vuoi bene, vai a servi' il Quartetto Uretra,

che è già a bollore!

Sì, a bollore?

Da mo' che so' lessi!

ALDO: Alla buon'ora, eh!

Ragazzi, non cominciate, per favore, non vi ci mettete pure voi,

che non sapete quello che m'è successo stamattina!

- T'è morto il padrone di casa! - E come fate a saperlo voi?

E vedrai, ieri hanno ritrovato il corpo.

A Pineta, stranamente, le voci circolano. Capito?

"Stranamente".

E, stranamente, v'è arrivata la voce

che la figlia del Pratesi c'è piombata a casa

e ci vuole caccia' via? ALDO: No, ma non ci sorprende!

- L'avvocata di Milano? - Sì, lei.

Che poi, adesso, erediterà il villino su al monte fronte mare,

ma pure la casa dove stava il padre qui a Pineta,

e pure l'appartamento che avevamo preso in affitto io e Pasquali,

quello vecchio. - Non c'aveva altri figlioli?

Pare di no. Mi sembra solo un nipote,

quel "briaco", fancazzista di Vieri Pratesi.

Quindi tutta l'eredità finisce a lei.

Eh, sì, eh.

Ma com'è morto?

Ma pare sia cascato nel pozzo che c'è in giardino.

- Il pozzo in giardino? - Sì. - Sì.

Si vede era andato ad annaffia' i fiori e...

(FISCHIO) ..è fischiato di sotto!

Ma che! Ma non gliene mai fregato niente di quel giardino?

Era una giungla. Secca.

Oh, Dio, per essere strano, è strano, eh?

Dice, la veglia funebre la fanno a casa del Pratesi, no?

Bimbi, ma se si andasse a fare una visitina da cristiani praticanti

a questa povera figliola, che ha appena ereditato

una "paccata" di soldi?

Perché no? Due condoglianze non si negano a nessuno.

- Eh! - Bimbi, bimbi, bimbi.

Però, per favore, mi raccomando non fate casino, eh?

- Ma perché, tu non vieni? - Io che vengo a fa'?

- A rivedere quell'arpia? - No.

- Vieni a vedere se c'è qualcosa di strano. - Eh!

Metti ci sia, magari l'arpia abbassa il crestino e non ti sfratta più.

Dai, dai!

Vieni!

Quasi, quasi...

Beppe! Vabbè, il ritardo, ma te ora rimani a lavora'.

Senti Marchino,

è un'emergenza, riguarda casa mia.

E il tuo bar invece? Non ti riguarda?

Marchino, ti dico una cosa sola: Resort Paradiso.

In carcere, in Tunisia, torturato dalla mala marchigiana.

Dai Marchino, fai il bravo. Vai, vai a lavora'.

(BUSSANO ALLA PORTA)

Signor sindaco, c'è una signorina che la cerca,

dice di essere una pornostar che stima molto il suo lavoro,

ma, onestamente, io non so se farla entrare.

Una pornostar? Ma falla entrare! Ma cosa dici?

Per noi, i cittadini sono tutti uguali, Franca! Mi meraviglio di te.

Vergognati! Fai... fai entrare la pornostar!

Prego, signorina. (QUALCUNO CANTICCHIA)

(TASSONE CANTICCHIA) Ta- dan!

Ci sei cascato, eh?

Maiale in agrodolce che non sei altro!

Avevo capito! Avevo capito! E quindi non c'è qui...?

- No, non c'è, no! - Sì, avevo capito. Venga.

Mi posso accomodare? Certo! Sa che...

..per me vedere lei è più importante che vedere chiunque altro!

E lo so. Lo so. Iolanda?

Come ti chiami? - Franca.

Ecco, di' a Iolanda se mi può portare un caffettino doppio,

in tazza grande, macchiato,

con una spruzzatina di cacao e zucchero in grande quantità.

Ah! Basta?

E basta così. Intelligente, bella, brava, disponibile....

- Uh, sì, sì. - Allora.

Allora, com'è andata 'sta cena di beneficenza a Roma?

Benissimo, anche perché io mi sono presentato con profilo...

..bassissimo, umile, da nuovo Questore di Pisa. Sa'?

Sì, ma lei è molto di più di questo!

- No, molto di più! - E infatti loro lo sanno.

- Certo. - E hanno cominciato a dire:

"Ma perché se n'è andato? Ma perché non torna?"

"Ma lei è stato il miglior Ministro Dell'Interno"

"del Parlamento Italiano da quando è nato." - Sì.

Lo sa chi è che mi ha adulato in maniera particolare?

- Mi faccia un nome. Chi? - E non so.

- E dica uno che... - Ehm... non so! Papa Francesco.

Ma che Papa Francesco! In Parlamento? Ma Pasquali! No, la Berti!

- La cantante? Ma lei! Ma lei! Orietta Berti.

Ma pensa te!

E' una mia fan della prima ora. Pensi!

- Giura? - Giuro.

- Ma davvero. - Davvero? Serio?

Ma sì, serio. Ma lei è "po-po-po" uguale a come la vedi in TV.

- Come la vedi? - Ehm... a colori, cioè...

- Ma che colori? No, no, no, simpatica. - Simpatica?

Alla mano. E poi, sa cosa ho scoperto?

Dove passava le vacanze da bambina?

No, non me dica! No, non me lo dica!

No adesso glielo dico. L'ha già intuito?

- A Pineta! A Pineta! A Pineta?

Ma vede che minchia di coincidenza?

E così l'ho invitata, no? Da parte mia e da parte sua.

L'ha invitata qua? Ha fatto benissimo.

- E certo. - Benissimo ha fatto!

E così gli offriamo un weekend tutto spesato

e lei ci fa un bel concerto,

un concertone di Orietta Berti a Pineta, poi conferenza stampa,

buffet, rinfresco, "cattering", con la presenza del sindaco,

il questore di Pisa, tutti quei presidenti della minchia

delle varie associazioni di Pineta,

e, dulcis in fundo, inaugurazione della statua

della grande cantante italiana sul lungomare.

Ma è un programma fantastico, eccellenza.

Questo sarà il lancio di Pineta

e del suo meraviglioso sindaco in tutta Italia, guarda.

Chissà, poi magari è l'inizio di una scalata

verso la presidenza della regione. Io non l'ho detto!

FRANCA: E io non l'ho sentito!

Brava Iolanda-Franca!

Brava, omertà! E' la parola del nuovo millennio.

Ho detto tazza grande, comunque pazienza.

E' bella, brava e sorda.

- Sì, sì, sì. - Mmm!

E per quanto riguarda l'inizio dell'ambaradan,

qualche soldino ci vuole, eh? Ce l'abbiamo?

Duca, "dei sghei" non si deve preoccupare,

non è proprio un problema!

Ma, veramente, a me pare che in cassa non ci sia nulla.

Cosa parli Franca? In cassa? Cosa ne sai tu della cassa?

Lascia fare al sindaco, no?

Boia, che "popò" di botta che t'ha preso.

Tanto era brutto anche da vivo, eh!

Io c'ho provato a tappa' 'sti lividi, ma erano pesi.

Lei ha fatto un ottimo lavoro!

Grazie. ALDO: Ha gusto, si vede per come si veste.

Ecco, a questo gli è partito il picco di testosterone.

Oh! A me, a vede' i morti, mi viene fame.

Non ti è bastato mangiarti mezzo dito?

No, questo è un vaffanculo che è tornato indietro.

Nel tinello, ho visto che c'è qualcosa da mangiare.

Andiamo a vede', allora.

A questi due gli è partito il picco glicemico... mah!

(SOSPIRO)

Eh?

EMO: Che c'è? BEPPE: Quello è il pozzo.

Voi anda' a dare un'occhiata? - Dici?

Tanto il morto è morto, magari si scopre come.

Andiamo. Di qua.

Sì.

(MUSICA DI SUSPENSE)

Ma che "troiaio" di sterpaglie è questa roba qua!

Te l'avevo detto che non ci veniva mai,

diceva sempre che, prima o poi, avrebbe asfaltato tutto, e ciao.

E avrebbe fatto bene.

Ma ti pare normale che uno venga a questo pozzo,

in mezzo a tutta quest'erbaccia, a fare "icchè"?

A litiga' con le zanzare?

No, io dico, ma ti pare normale che 'sti ganci sono così piegati?

A me, di normale, qua mi pare ci sia poco e nulla.

- Ma questi sono stati forzati. - Mi pare anche a me.

Salve, Battaglia.

Buongiorno.

Già mi sta occupando la casa su a Poggio,

non ho capito cosa ci fa anche qui. - Beh...

Noi, veramente, s'era venuti a portare delle doverose condoglianze.

- Eh. - Grazie.

Ma il morto sarebbe dentro.

- Ecco. - E lei?

E' venuto a restituirmi le chiavi di casa? - No.

Pensavo non così in fretta.

E io pensavo a una diffida scritta.

Se necessario, recapitata dai vigili.

- "Te capì?" - Capì, capì.

No, no, Tizi, ma che hai fatto? Il trasloco?

Ma dovevamo rimanere dentro casa!

Se abbandoni la trincea, la guerra è persa. No?

Beppe, se facciamo la guerra a una iena del genere,

rimaniamo in mutande!

Beh! Ma meglio in mutande in casa, che vestiti ma non si sa dove!

Ma io lo so dove. Si va a casa del mi' babbo.

Ma forse non è il caso, no?

Ma per il momento.

L'ho già sentito, la casa è grande,

poi lui, poverino, occupa solo una stanza. - Certo,

però c'è pure tu' madre, che vale per quattro.

Si sono lasciati. Per questo oggi m'è piombata in casa.

Ma che è uno scherzo? Dopo cent'anni, se so' lasciati adesso?

E' la stessa cosa che gli ho detto io!

Invece niente, addirittura parte in crociera!

Ma perché? Ma che ha combinato?

Non lo so, mistero. Non me l'ha voluto di'.

Mamma, quando si va dal nonno?

Forse a me "mi" scappa la cacca.

Ma n'altra volta? Ma che s'è "magnato" 'sto ragazzino?

- Vabbè, la fai qui. - Qui non gli ci garba.

Quante volte te l'ha detto!

Amore, guarda, due minuti e si va, il tempo di raccattare le valigie.

Tizi...

..ma siamo sicuri che è la cosa giusta?

Ma andate d'amore e d'accordo!

Sì, ma perché ci vediamo poco. Quasi mai. Eh!

Magari tu non c'hai fatto caso,

però, ultimamente, tu' padre se perde tutto,

se scorda le cose, dice cose strane...

Secondo me, è un po' di emicrania mista a stanchezza.

Mista a principio de... Vabbè.

Vabbè, Beppe, vedi case all'orizzonte,

con la stagione iniziata e tutto? - No.

Scusate ragazzi, se mi intrometto,

ma non è che, per caso, ci avreste una stanzina in più?

Cioè, te dopo quest'anno d'inferno,

c'hai ancora voglia di sta' tutti insieme?

Sempre meglio che finì sotto a un ponte, Tizi. E poi, oh...

..basta anche una brandina solo per me, eh?

- Biscottino. Biscottino! - Eh?

Tranquillo, eh! Ho pensato a tutto io!

Ottimo!

E allora, a posto via, siamo tutti sistemati!

Andiamo?

BEPPE: Andiamo.

Alle 11:00 abbiamo l'incontro

con il comandante della polizia municipale.

Ore 15:00, inaugurazione del centro anziani.

(PASQUALI SBUFFA) Ore 16.30,

riunione associazione dei comuni toscani.

Scusa, scusa, perché 16:30?

L'incontro all'ospizio avevamo detto un'ora massimo, poi via. No?

I degenti hanno organizzato un aperitivo in suo onore.

Eh! Mi dispiace!

Che "mi g'ho" le variazioni del bilancio,

altrimenti 'sta Orietta Berti come la "femo" venire qua?

- In canoa? Priorità, Franca! - Sì.

Veramente, mi aveva detto che quelle si facevano domani.

E ho cambiato idea, va bene? E domani, invece, sai che "femo"?

Un bel controllo del manto stradale su tutto il lungomare,

altrimenti 'sta statua della Berti, lì, che figura ci fa,

se è tutto rotto? Eh?

Precisione, Franca!

Allora, viene l'assessore per la gara d'appalto.

- Gli dico alle 10:00? Alle 10:00, sì.

Così "avemo" un'oretta bona,

per controllare tutte le buche, di persona, una per una.

Ma saranno due chilometri col sole a piombo!

Ma non basta la relazione tecnica?

No, no. Ricordati, qual è il nostro motto?

Sospetto e... sfiducia.

- Ecco. - Certo.

Bon, hai scritto tutto?

Certo. Ora, se ha finito,

andrei a mangiare qualcosina anch'io. - Sì, sì, vai.

Ah, un'altra roba scusa,

fra 5... fra 6 minuti,

mi chiami gentilmente al telefono il Dr. Pratesi?

Sì, e dove lo chiamo, all'inferno? - Come all'inferno?

Beh, è morto. Non l'ha sentito?

(MUSICA DI SUSPENSE)

No.

L'hanno trovato ieri, caduto nel pozzo di casa.

Tutto bene?

Io... s-sai se ci sono...

- ..funerali? C'è...? - Domattina alle 10:00.

Allora, cancella tutti gli impegni di domani.

- No, m'aveva detto... - Franca!

Priorità! Elasticità!

E precisione e sospetto e anche sfiducia!

E così, dottoressa, con Beppe, ci siamo accorti

che i ganci erano tutti piegati da una parte,

sa, come se qualcuno li avesse forzati.

Quindi, secondo voi, questo qualcuno ha aperto il pozzo

e l'ha buttato dentro? - "Questo qualcuno"? la figliola!

"Rimediotti", per cortesia, non diciamo cose a caso!

Commissario, io le dico solo che la figliola del Pratesi è di Pineta

e, nonostante questo, quando s'è trasferita al nord

e s'è trattato di scegliere tra toscano e milanese,

lei ha scelto di parla' il milanese.

Beh, questa sarebbe una prova?

Di sicuro non è normale!

E questo, capito, sommato ai ganci,

ci dice forse più di quel che sembra? Sto domandando, eh!

Cioni e Govoni, voi quando siete andati, avete notato nulla?

Ma, a noi ci è sembrata...

Sì, figuriamoci!

No! Non ho capito, cosa vorresti dire?

No, no, no, niente, ho detto soltanto "figuriamoci".

Appunto!

In quel figuriamoci c'era tutto un immaginario, mi sembra.

Ma non c'avete di meglio da fa', che immagina' l'immaginario voi due?

Perché lui intende dire, che noi siamo meno della Fusco.

Cioè, sì, siamo meno della Fusco,

ma anche quando la Fusco non c'è, noi nel nostro piccolo, possiamo....

Comunque, io vi avevo fatto una domanda. - Sì.

Avete notato qualcosa o no?

A noi è sembrata la classica fatalità.

Slash incidente domestico.

Senti, slash-cosino, costì!

Ma quando eri lì al pozzo, almeno,

hai controllato o ti sei messo a raccattare margheritine?

Allora, a dire il vero, lui ha controllato il pozzo.

Io ho interrogato la domestica.

CIONI: Scusa, poi sei venuto con me.

Sì, per dirti che dovevamo andare via. Però non ho controllato.

Adesso la colpa è la mia? - Non l'ho detto.

No, no, no, l'ha detto! Aldo, l'ha detto o non l'ha detto?

- L'ha detto. - L'ha detto.

- L'ha sentito anche Aldo. - Hai capito male.

Non ho capito male, è che stai mettendo le mani avanti!

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Basta!

Allora, domani mattina vado al funerale

a cercare di capirci qualcosa.

Ora, però, andate tutti fuori perché m'avete rotto!

- Fuori. - Fuori, su!.

- Eh! Dai! EMO: Dottoressa.

Forza, fuori. - Fuori, dai.

Tutti! - (insieme) Tutti!

- Anche voi! - Ah, anche noi.

- Tutti. - Sì, certo, tutti. - Ho capito.

Ma comunque l'hai detto, eh?

Babbo!

- Cosimo! - Babbo!

Ma l'avevi avvertito che venivamo?

Sì, mi ha detto ci aspettava a casa...

Ho capito, ma...

(TIZI SBUFFA)

E' qui?

Ah, vedi c'è la finestra anche qui aperta, vediamo un attimo.

- Cosimo! - Babbo!

Senti, andiamo a vedere al portone giù, no!

Ho suonato, ma non mi risponde nessuno. Babbo!

- Tiziana! Ma dov'eri?

- A Napoli. - A Napoli?

Ma mica facendo l'autostrada, che vi credete.

Io ho fatto la costa,

Quercianella, Castiglioncello e poi la Maremma...

Tu mi devi rendere il retino per le arselle!

Nonno, ma a me "mi" scappa la cacca.

Anche a me! Si fa chi ne fa di più?

Dai babbo veloce dai, se la fa addosso. Prendi le chiavi.

Le chiavi...

Puttana Eva, mi sa che l'ho lasciate dentro.

- Ecco. - Ma a me mi scappa forte!

Anche a me!

Eh, amore, hai ragione, resisti. Entriamo subito.

Beppe, passa dalla finestra, da dietro.

- Ma da qua? - Da dietro, vai.

- Ma non ci passo. - Ma veloce, c'è la fai.

- E' stretto, come faccio? - Ce la fai, te lo dico io.

- Ti dico di no! Ma ti dico di sì.

- Come ci passo? Di testa? Infilati da dentro!

Aspe', fai piano, eh?

- Aspetta. - Aspetta ti aiuto, ti spingo.

No, non spingere, mi sono incastrato! Ferma!

Come incastrato. - Mi sono incastrato.

- Spingo forte. Ahia!

Trovate, trovate. - Grande babbo.

- Grande. Bravo. BEPPE: Oh! Ma che, mi lasci qua?

Ora, poi si viene!

Come "ora, poi si viene"? Sono incastrato, non respiro!

Dai, dai, andate tutti e due in bagno!

BEPPE: Tizi! Tizi! - Fai la cacca con nonno amore.

Aiuto! Tizi!

E un attimo! Ora arrivo!

Aiuto!

(CLACSON)

Oh! Sei te quello che devo porta' su da me?

No, guardi, ci deve essere un errore, questo è il BarLume.

Carmine! Grandissimo, dé! Allora, com'è?

Eh, potrebbe andare meglio, ma anche peggio.

Dé, a chi lo dici.

Scusa Bettina, scusami, scusami. Ti voglio chiedere una cosa, scusa.

(bisbigliando) E' un pecoraro?

(bisbigliando) Intanto, più capre che pecore,

e poi non è mica uno alla "bona Ugo", eh!

Ti dico solo che lui con le sue bestie ci parla!

Vedi che culo a volte, Massimo: l'uomo che sussurrava alle capre.

Ne conoscesse uno bono!

Se conosceva uno bono, stava con te, siccome.

(BELATI E CLACSON)

Eccomi, apri.

Di qui non c'è posto, vai dietro.

Con le capre?

Oh, biscottino, non mordono mica, eh?

E invece mi sa di sì.

No?

- Mordono, se gli manchi di rispetto. - No, ma io...

Vabbè, muoviti, vai dietro,

che le mie capre a quest'ora devono dormire già da un pezzo.

Ciao. (BELATO)

Comunque, massimo rispetto, eh.

Io, quando ero bimbetto, c'avevo un orsacchiotto a forma di capra,

si chiamava Ugo.

Potrebbe sembrare che io lo dico per piaggeria,

ma vi assicuro che è l'assoluta verità.

(BRUSIO)

Ma Emo e gli altri?

Meglio non saperlo no?

Accontentiamoci che non ci siano.

- Mhm! - Ahia.

Commissaria!

Ma lei mi splende perfino nel mezzo di questo grigiore cimiteriale.

E' davvero sorprendente!

Sempre meno sorprendente di lei, Falcucci,

che riesce a provarci persino a un funerale!

D'altronde, l'avvocatura è un lavoro che a lungo rende insensibile.

Per questo gira voce che noi legali si dura di più,

non so se ha inteso. - Purtroppo, sì!

Cosa ci fa qui?

Supporto morale psicologico alla mia cliente,

Giulia Cini, la quasi ex moglie di Vieri Pratesi,

il nipote del defunto. - Lei?

(bisbigliando) Povera donna, se non era per me...

Cosa?

Abbandonata, da un giorno all'altro, dal marito.

E lei l'ha consolata?

Mi sono offerto. D'altronde, qualsiasi donna che resp...

..pianga, può contare sul mio conforto. Vuole provare?

No!

FALCUCCI: E poi povera,

perché il marito ha scelto di farsi difendere dalla cugina, Clarissa.

FUSCO: Mhm. Ma non lavora a Milano?

FALCUCCI: Appunto! Avvocata e pure di Milano.

Chissà Dante quale girone si sarebbe dovuto inventare!

No, dico, segue una causa qui a Pineta?

Per il cugino povero e scemo, sì.

Ci siamo visti giusto un paio di giorni fa,

per finalizzare gli ultimi dettagli.

E quando di preciso?

Martedì.

Scendeva in macchina per andare in cassazione a Roma e...

..ci siamo visti nel mio studio.

Va bene.

Ora mi scusi, ma ho paura che, senza di me,

la povera Giulia soffra di abbandono.

Si figuri. Non la trattengo di certo, Falcucci.

So cosa sta' pensando il suo inconscio...

..lo tenga a bada.

Tutto bene?

Ricordo male o il Pratesi è morto di martedì?

No, ricorda bene.

L'hanno trovato venerdì,

ma dall'autopsia è venuto fuori che era morto da 3 giorni.

E quindi quando è caduto nel pozzo, la figlia era qui a Pineta?

Esatto.

"Qui gatta ci cova".

Speriamo di no.

Giusto.

Sarebbe brutto constatare nuovamente della crudeltà dell'uomo,

contro l'uomo. - Eh, ma è ancora più brutto, Govoni,

se a questa crudeltà, sommiamo la vostra...

Idiozia?

"Approssimazione". Dai, facciamo così...

Meglio.

Vieri, che c'è ancora?

Ti prego, non "avecci" questo atteggiamento,

che abbiamo seppellito mio zio. - Appunto.

- Ti pare il momento di litiga'? - Non voglio litiga'.

Meglio, perché ogni litigata corrisponde

un aumento degli alimenti.

Giulina, tesoro, scendi, per favore, si parla a modo.

Non si può continuare a vederci solo tramite l'avvocati!

Ma guardi che invece è il metodo di comunicazione più sano, si fidi!

Scusi, Vieri Pratesi? E' lei?

- Guarda, ti cercano anche. - Giulia, ti prego, è importante.

Allora, se è importante, lo dice al suo avvocato e ci mandate una PEC,

e si risolve tutto, vai... - Vieri Pratesi e lui?

- Sì. - Ah, ecco.

Piacere, Pasquali Paolo. Il suo devotissimo sindaco.

Mica l'ho disturbata, no?

Sì, e nemmeno poco.

Ah, mi scusi tanto.

Però poi, quando ci sarà da fare quella CILA, no?

Quel condonino del balconcino, ecco, IO sarò lì per lei a quel punto.

Tra l'altro, io devo parlarle di suo zio.

Guardi, l'abbiamo appena sepolto,

lo lasci in pace e lasci in pace anche me.

Sì, ma mi piacerebbe stare tanto in pace,

ma è una roba un po' delicata,

perché, vede, suo zio, oltre ad essere un grande uomo,

è anche un grande consulente finanziario.

Oh! Grandissimo proprio!

In che senso, scusa?

- No niente, lasci sta'... - Come? No, no!

Lei ha detto "oh, grandissimo", come un superlativo o sarcastico?

Guardi, io degli affari di mio zio non so nulla. Va bene?

Se vuole sapere qualcosa, deve chiedere alla sua figliola,

mia cugina Clarissa. - Clarissa? E dov'è?

Ma cosa ne so, sarà tornata a casa.

A Milano?

Ma che Milano? A casa di su' pa', qui a Pineta!

Di "su' pa'". "Su' pa'". Il budello di tu' ma'!

Ma chiudetele 'ste parole, ostrega.

Qui non dice niente di che.

E lì?

Ma qui guarda, zero e porto zero, proprio.

Dice soltanto: "iscritta all'ordine degli avvocati di Milano,"

"studio in Via Ripamonti, fotografia da donna in carriera" e fischio.

Dovevi chiedergli l'amicizia

con quella roba nuova che c'ha Gino... i socials.

Sì, i socials e cosa le scrivo?

"Scusa Clarissa, dimmi una cosa,"

"ma il tu' babbo, per caso, l'hai ammazzato te?"

Va bene, dai, e allora andiamo a mangiare qualche cosina.

Ancora? Maremma ass...!

E' da stamattina che non fai altro che digrumare.

Ma poi, scusa, siamo andati apposta al funerale

per fa' questa riunione carbonara!

Allora, se è carbonara, io sto qui, eh?

E io sai cosa fo, invece? Vo via.

Eccoci bimbi.

Scusate il ritardo, eh.

Ma ne valeva la pena.

Vai, racconta un po'.

Oh! Ma non m'offrite nulla?

Io no di sicuro! Sono i tu' fratello!

Appunto! Che vuol dire?

GINO: Vabbè!

(PAROLE NON UDIBILI)

Oh, io non v'ho detto nulla, eh?

Allora sei dura! T'ho detto di sta' tranquilla!

Eh, appunto!

Tutte le volte che tu me lo dici, va a fini' male!

Allora, Foschina, fidati, ti si dà noi la parola, capito?

Che i tu' fratello, credimi,

ci tocca "soffrillo" parecchio più di te.

Sì, ho capito, sarà! Insomma.

- Bene. - Insomma, la Bruna m'ha detto,

che il Pratesi l'allungava sempre le mani...

Sul culo.

Oh, Gino! Via!

Oh! Non gliel'ho mica messe io le mani sul culo, eh?

No, vabbè, ma chi è questa Bruna? - Eh.

E' la donna di servizio del Pratesi.

Lei la cercava di dargli gli schiaffi sulle mani,

di girare al largo, ma più faceva resistenza e più lui si ingrifava.

Ultimamente, andava in giro con lo spray al peperoncino.

- Per "mettello" sulla pasta? - Ti do un...

Ma insomma, te ci stai dicendo che è probabile che l'abbia ammazzato lei.

No, questo no.

E' venuta a prendere un caffè a casa mia.

Sai, ora lui l'è morto, sicché il turno gli è saltato.

Io gliel'ho chiesto, ma lei la m'ha detto:

"Un mi far parla', che è meglio!"

Strano, no?

Per me, la sa qualcosa, ma non ce lo vuol dire!

Sicuro!

(CANTO DEL GALLO)

Oh, dé, alla fine non è mica tanto male qui, eh?

Il letto duro come il marmo, l'odore di pecora...

Allora, "stateme" a senti'.

Intanto, di qui, ci si alza alle 05:15..

Bona dé, così tardi!

Dé, giusto l'ora dell'aperitivo.

Del mattino.

Oggi v'ho lasciato dormi', perché la Roberta non stava bene.

- Tua moglie? Mi spiace. - E son dovuto anda' giù in paese.

Dai, venite con me che ve faccio vede'.

Oh, forza, su!

Tanto, di qui, si contribuisce tutti quanti per cerca' di mentene'

e migliora' la situazione della tenuta,

perché "dovria" diventa' quello che chiamano agriturismo,

che è 'na parola che a me non dice un cazzo, ma serve per "fasse" capi'.

Sì, ma infatti, per questo mese pensavamo di darti, non lo so...

- ..un cinquecentino. - Ascolta, "frego".

Ascoltami bene perché non voglio ripetere due volte.

Di qui, vige la legge di natura, eh?

Di qui, i soldi non contano un cazzo.

Di qui contano le mani, i muscoli e la fiducia che c'è tra me e te.

Sì, sì, ma infatti, la mia è proprio altissima

(in dialetto) Allora, "quello che prendi, lo dai..."

- Certo. - (in dialetto) .."e quello che dai lo prendi".

E' un circolo chiuso e chi lo spezza non sopravvive. Mi sono spiegato?

- Benissimo. - Sì, sì.

Adesso venite con me.

Ah, dé, tanto per comincia',

chiappate 'sta pala e 'sto forcone e venite con me.

Tieni.

Grazie.

Ohh! Oddio!

Venite qua!

La vedi quella carriola?

- Eh. - Adesso la riempite

e la portate giù al camion.

- Ma quella non è merda? - Certo.

Per quello che è preziosa. (RISATE)

Perché è concime.

E' il cerchio della natura che si "archiude" in sé stesso.

Forza, su!

Ma quale cerchio?

- Di merda. - Guarda, Bettina...

Ecco, appunto. Grazie.

Finiti a spala' merda.

Grazie, davvero, proprio...

Grazie Massimino, se c'avevi un'idea migliore, potevi dirla!

Ma io non c'ho l'idea migliore. Ma spala' merda?

Ma via, dai!

- Puzza anche per me, eh! - Eh, certo.

Cercate di spala' in silenzio! La Roberta sta male.

Si deve riposa'.

Sì, certo, scusa Carmine.

Dai Robi, adesso arriva il veterinario

e cerchiamo di capi' quel che c'è.

- Va bene? - (bisbigliando) La capra...

(bisbigliando) Eh.

Prego. Il giardino è per di qua.

Quindi l'ha trovato la donna delle pulizie?

Sì, era venerdì.

Lei viene sempre il martedì e il venerdì, dalle tre alle sei.

Quindi era qui anche il giorno in cui suo padre è morto?

Sì, ma ha pensato che fosse fuori casa.

Poi però, non trovandolo neanche la volta dopo, si è insospettita.

Lei dov'era, quando ha ricevuto la chiamata?

A Milano, nel mio studio.

E invece martedì era ancora qui a Pineta, giusto?

Sì.

GOVONI: L'avvocato Falcucci ci ha detto

che la mattina vi siete incontrati qui, per il divorzio di suo cugino.

Esatto. Poi ho mangiato un panino con Vieri e sono partita per Roma.

E non è passata a salutare suo padre?

No, avevo un'udienza in Cassazione alle 17:00, ero di corsa.

Va bene, se avete visto tutto,

io avrei anche diversi impegni.

Sì, sì, ora la lasciamo andare, non si preoccupi.

Certo però, questi ganci sono strani eh?,

GOVONI: Eh, sì, parecchio strani, ora che li vedo.

Sì, prova a vederli subito la prossima volta!

Ma sono sempre stati piegati così?

Guardi, sinceramente, io non c'ho m'hai fatto caso.

Poi qua vengo molto di rado.

E in giardino non viene mai nessuno, come potete vedere.

Ma, per caso, il pozzo era chiuso con questo?

Come le ho detto, potrebbe essere, sì.

Certo, però strano, eh?

Che per aprire il proprio pozzo, uno debba spaccare il lucchetto.

Mah... disordinato com'era,

magari aveva perso la chiave.

Invece quella scala lì, ce l'ha messa lei?

No.

E di portone c'è solo quello davanti, giusto?

Esatto.

Non ci sono altre uscite in giardino,

se è questo che vuol sapere.

Comunque, volevo ribadirle

che al pozzo ci è andato Cioni a guardare.

Non è mai bello dare le colpe agli altri, Govoni.

Vero. Però non è nemmeno bello prendersi quelle non tue.

E, comunque, il medico legale ci aveva assicurato

che si trattava di un incidente domestico.

Ci risiamo a scaricare il barile.

Assolutamente, assolutamente.

Tra l'altro, è Cioni che ha chiamato il medico!

- E allora continuiamo così! - Cioè?

No, niente, Govoni, niente.

Senti, come si chiama il medico legale?

Ehm, Dr. Fallace.

Certo, in "nomen omen", eh?

Cioè, scusi?

No, dico: Fallace, in "nomen omen".

E allora speriamo non ci sia da fa' "Amen"!

(RISATA)

Ehi, Cioni! Vieni.

Vieni dentro! Oh! Noi dobbiamo parlare di una roba importante,

per cui non ci sono per nessuno. - Certo.

Allora, c'è quel nuovo chioschetto che fa polpo e patate...

Sì, Cioni, guarda, ascolta, ne parliamo dopo.

"Mi" devo "chiederte" una roba importante. Guarda, scusami.

Sì. - E' una roba, in realtà, per un mio amico veneto.

Sì, cioè, in realtà è un amico di mio cugino,

E' una sciocchezza, ma lo voglio aiutare, capisci?

Attenzione. L'amico veneto o il cugino dell'amico?

Tutti e due, tutti e due, "mi" son generoso, sempre stato.

- Certo. - Allora, 'sto cugino del mio amico

si è fatto convincere da Pratesi... sai Pratesi, no?

A fare un investimento di una certa sostanza

in una de 'ste nuove cripto valute. - Ah, sì.

Cosa è successo poi? Che il Pratesi, buonanima, è morto,

e lui non è riuscito a riprendersi i suoi "sghei".

Ahia.

"Ahia" è quello che ha detto anche lui.

Ha detto "ahia", e poi ha detto anche altre cose più colorite,

che non ti sto a ripetere.

Ma che so, potete farvi aiutare dalla banca?

Ma che banca, Cioni? Quale banca? Cosa c'entra?

Ma non sai niente te del mondo delle criptovalute?

- Purtroppo, no. - E neanche "mi"!

"Can dell'ostia marsa"!

Sì, ma l'amico del cugino o il cugino dell'amico, sì.

Neanche. Neanche loro.

"Capisce un niente di cripto niente!" Va bene?

Oddio!

Oddio, oddio. - Pasquali, che succede?

(schiarendosi la voce) Sono "mi". Va bene?

- "Mi" chi? - Sì, l'amico del cugino sono "mi"!

Cioè, aspetta, lei è l'amico del cugino del...

Cioni, sono io che ho fatto questo investimento con il Pratesi. Va bene?

E non sono neanche solo soldi miei.

- Capisci adesso? - Non è che ha buttato i soldi del Comune?

- No, non ho buttato niente! Non è questo! - Ahh!

Se vuoi sapere, li ho moltiplicati io gli "sghei".

C'era un incremento del 75%,

ma se non li riesco a riprendere,

per me c'è la gogna mediatica, sicuro. - Certo.

- Come minimo, se non la galera. - Eh.

Mi devi aiutare, Cioni.

Certo, ma si figuri. Che posso fare?

Tu mi dovresti andare a recuperare il laptop del Pratesi. Capisci?

Dentro, ci sono tutte le password di 'sto investimento,

tutti i codici, "mona", come cavolo si chiama.

Tutte 'ste robe. In mezz'ora "femo" tutto.

Sì, e dove lo trovo il computer?

A casa del Pratesi.

E' sulla sua scrivania, nel suo studiolo, sempre stato lì.

Lo chiedi alla figlia, ti ci fai portare, Cioni,

mi non ci posso andare, capisci, come sindaco mi comprometterei.

Anche io mi comprometterei di più, capisce?

Perché proprio oggi la Fusco è andata a parlare con la figlia,

per un'indagine informale,

e poi mi hanno telefonato per la questione dell'autopsia.

Autopsia?

Ma scusami, indagine su cosa?

- (bisbigliando) Omicidio. - No! Omicidio, no.

- E ora come "femo"? - Non lo so,

mi dispiace, ma ci sono prove, indagini, non so cosa dire.

Provi a sentire suo cugino?

Ma quale cugino, "mona"!

Sono io mio cugino! Cavolo, è un ora che te lo dico!

(MUSICA DI SUSPENSE)

(ROMBO DI MOTORE)

Jimmy, allora?

Io tutto bene.

Roberta, piuttosto, come sta?

Sta male.

Dai, fammici dare un'occhiata. Vediamo di risolve'.

Lì, com'è?

- Piacere, Jimmy. - Bettina.

- Massimo. - Jimmy.

Senti Bettina, io quasi, quasi, ne approfitterei

per andare a fare un turno al BarLume. E t'ho detto tutto!

Sì, sì, vai, vai.

(VOCI INDISTINTE IN SOTTOFONDO)

- Te non vieni? - No, no.

Io resto qui, la Roberta sta troppo male.

Ma che dici?

BETTINA: Oh, bellino, ma io c'ho un lato animalista,

che te nemmeno te lo immagini!

Bettina, nell'ultimo anno, m'hai fatto ammazza' almeno cento ragni!

Ma i ragni non sono mica capre, eh?

Le capre son quasi esseri umani.

Carmine, scusami.

Scusami, io devo anda' al BarLume, per forza a fa' un turno.

Non è che... posso prendere il furgone? Te lo riporto dopo...

No, il furgone me serve. Dentro la rimessa ci sta una bicicletta.

Bicicletta fino a Pineta?

Eh, no, è troppa strada, come fo?

Massimo, ma ti pare di metterti a fa' 'ste discussioni

con la Roberta messa così?

Vedi di crescere.

Cerca di capi' quali sono le cose importanti nella vita

e i sacrifici necessari.

Scusa.

Scusami.

Scusami.

Ma che questa è una bicicletta? Sì, per lillipuziani.

Babbo...

BEPPE: Tu la dovevi vedere, non ha versato una lacrima, quell'arpia.

Ma che vuol di', magari ha pianto prima. Che ne sai?

Sì, prima di buttarlo nel pozzo.

Quale pozzo, mamma?

Niente, amore, dai, mangia tutto che si ghiaccia.

E...

..la macchina...

..quant'era lunga?

Quale macchina, babbo?

Quella dove c'hanno ficcato la bara.

Ehm...

..boh! Non lo so, io non c'ero.

Sei metri?

Non lo so...

Sette metri?

- Sette e venti? - Sette e venti. Precisi.

- E il cruscotto era antiriflesso? - Eh!

Antist... antiriflesso.

-E il contachilometri quanto segnava? -C'era.

Perché quelle macchine non sembra, ma viaggiano.

(IMITA UN'AUTO CHE SFRECCIA)

Babbo, la vuoi anche te un po' di pasta?

A colazione! Cappuccino e brioche.

- Ohh! - Mamma!

No, amore, niente, niente. Oh, Beppe fai l'omo!

Vai a vede' cosa è successo. Niente amore, niente, non è successo niente,

Niente. Niente, amore.

Ah! Porca zozza!

Amore, no, a mammina, niente.

Ma che puzza.

(PIANTO DI BAMBINO) Ecco.

- Ma cos'è? - Cos'era.

Un telefono. Almeno credo.

Oh, babbo! Ma hai messo il telefono nel microonde?

Era scarico.

L'ho messo nel forno in ricarica,

non m'avrete mica abbrustolito anche il cappuccino.

No, ora Beppe va al bar a prendertelo. Dai. BEPPE: Pure?

FUSCO: Allora, che mi dice?

Mah, in effetti la morte risulta tre giorni prima del ritrovamento.

A prima vista, sembra proprio un incidente domestico...

Però?

Dottore', io non voglio parlare male di un collega, la Fallace.

Che c'ha? Voglia di lavorare saltami addosso?

Questo l'ha detto lei.

E' che, oltre agli ematomi dovuti alla caduta,

ci sono ecchimosi dietro al collo, sulla nuca,

che potrebbero non coincidere con la dinamica dell'incidente.

E con quella di un omicidio, invece?

Questo, su due piedi, non si può dire.

Però, se c'è una cosa che non si può escludere,

io non la escluderei.

(segreteria) Informazione gratuita...

Niente?

Niente. E' staccato.

Gli scrivo: "Mi vieni a prendere?"

Mi risponde: "Sì, certo vengo, e poi mi stacca il telefono."

Va, beh, Massimo, è Bettina, lo sai come è fatta, no?

- Vedrai che, prima o poi, arriva. - Sì, sì, come no? Certo.

Già quella è inaffidabile qui nella civiltà,

figurati lì in mezzo ai lupi!

Senti, ma a parte Bettina, come si sta su?

Una merda, nel senso letterale del termine.

Una vallata di merda di capra.

Eh, però i bambini potrebbero gioca' all'aria aperta lì!

Sì, a prendersi il tetano! E' tutto arrugginito,

e poi non c'è l'acqua, va e viene,

e non sai né quando va, né quando viene.

E bisogna fare la cacca col secchio, alla mia età.

Ma scusa, ma non era un agriturismo?

Sì, gli garberebbe! Vuol fa' tutto da solo.

Guarda, andando di questo passo,

la prima doccia ce la faremo fra un anno, un anno e mezzo,

mica come voi, che c'avete tutti i comfort.

Sì, ma c'abbiamo pure il Guazzelli Senior,

che sta fuori come un balcone, eh!

Praticamente, ormai c'abbiamo tre figli.

E uno sarebbe tuo, tra l'altro.

No, ma infatti guarda, se vi serve una mano, io disponibilissimo.

Ma che sei matto?

Piuttosto, il contrario: se a te serve una mano per i lavori

o te manca Ampelino, noi veniamo.

No, tu non hai capito, lassù è un inferno.

- Pure quaggiù, Massimo. - A me, mi ci viene da piange'.

Al di là di dover riprendere la graziellina,

anda' lassù in salita al buio...

Ma scusa, ma allora mettiti qua nello sgabuzzino, no?

Guarda che io c'ho dormito. Un paio di notti puoi resiste'.

Oddio, in effetti.

Eh! Anzi, sai che ti dico? Quasi, quasi, pure io...

- No. - No?

No, non ci si sta, Beppe, dai.

- Ma ci stringiamo, "me" faccio piccolo, piccolo. - Russo!

- Pure io. - Lo so.

- Però io ora più di te. - E com'è?

- Adenoidi. - No! - Mhm.

(CAMPANELLO)

Signora, condoglianze.

Grazie.

Ma non me le aveva già fatte al funerale?

Sì, ma quelle le ho fatte in veste di sindaco.

Invece qua, proprio come amico di suo padre.

Posso?

Veramente starei andando a dormire io.

Guardi, è questione di un attimo, promesso. Eh? Mi fa salire?

Prego. Mi dica.

No, è che mi dovrei dare un'occhiata al portatile di suo padre.

Perché?

Lo sa che lui era una sorta di consulente finanziario, no?

- Ah, certo. - Ecco.

- Coi soldi era un fenomeno. - Già.

A perderli!

Lo studio è per di qua.

No, sa, siccome mi aveva fatto fare un investimento

di una certa rilevanza, c'avrei bisogno dei codici,

sa per...

Ecco qua, faccia in fretta. - Ma dov'è?

Dov'è il portatile? E' sempre stato qua sopra.

Guardi, c'è anche lo spazio, c'è il caricabatterie ancora.

Non so cosa dirle. Nelle altre stanze non l'ho visto.

- Non è che è venuta la polizia e l'ha preso, per caso? - No.

Piuttosto, Bruna, la colf.

Ah, dice che l'ha rubato?

Non lo so, la conosco appena.

No, magari l'ha messo in qualche posto che sa solo lei.

Ah, certo, può essere. Eh, magari.

Mi dà, gentilmente, il numero de 'sta sig.ra Bruna?

Non ce l'ho il numero, non c'ho neanche l'indirizzo.

E, adesso, se gentilmente mi toglie il disturbo,

io vorrei andare a dormire... - Ha ragione, ha ragione, perdono.

Un'ultima roba, signora, perlomeno, si ricorda il cognome de 'sta donna?

"Figa, chèst chì!"

Mi pare Fabbri.

Fabbri, quindi signora Bruna Fabbri.

- Giusto? - Mi pare.

Condoglianze ancora.

Salve, signora Cini, sono la commissaria Fusco.

Scusi, se la disturbo, cercavo suo marito.

Non abita più qui, si sta divorziando.

Sì, sì, infatti, avevo sentito...

Sì, ma non deve cerca tanto. E' lì, dietro di lei.

- FUSCO: Dentro il furgone? - Mh-mh.

Da qualche giorno dorme lì.

E perché?

Vuole una risposta normale, che è 'na cazzata, o la verità?

Partiamo dalla verità?

Perché è matto! Ma matto scocciato, eh?

A Pasquetta, di punto in bianco, mi chiede il divorzio.

Litiga', si litigava, ma Dio buono, lasciarmi così su due piedi...

..e poi, dopo mesi di trattative con gli avvocati, cosa fa?

Viene a dormire qui davanti tutte le sere, con la coda fra le gambe...

..mi scrive, mi manda fiori...

Se esagera, mi raccomando, lo denunci per stalking.

Il mio avvocato dice anche se non esagera.

Però, il suo avvocato è Falcucci, quindi, non lo so, pensiamoci.

Mhm?

Aiuto, un morto!

Dove un morto? Dove?

Ma sei matto, eh? Ma ci fai prende' un "coccolone" te!

Ma, voi mi fate veni' un "coccolone", maledetti!

Porca paletta, Massimino, ma ti pare normale?

S'entra al bar e ti si trova sdraiato sul biliardo?

Ho provato a dormi' nello sgabuzzino, ma non ci stavo.

Il biliardo largo, largo, due piazze e mezzo,

mi son detto, perché no?

Ma sarà duro marmato, no?

E non hai sentito le brande su di Carmine!

Fammi anda' su, vai, che è meglio.

- Ma non hai detto che ci stavi male su? - Lo so,

però Bettina mi ha chiamato cento volte ieri,

poi ho provato a chiamarla e non mi risponde,

non vorrei che fosse successo qualcosa.

Avrà finito le cartine

e non saprà come farsi il torcione del buongiorno.

Bimbi, non scherzate, eh? Sento che è successo qualcosa di strano.

Avanti, datemi un passaggio, via!

Non si può, s'ha da fa' una cosa importante.

Anzi, fai una cosa,

ci prepari un vassoio misto tra biscottini e pastarelle...

Bimbi, capite bene quali sono le cose importanti

e i sacrifici necessari!

Ma il sacrificio di fare il barista non è importante?

- Appunto! - E allora?

Ve lo lascio fa' a voi questo sacrificio. Tie'.

- Ma senti questo qui, ragazzi. - Ciao merdine!

Mah!

Ovvia.

Allora, questa la metto nel vassoio,

questa... no, questa la mangio,

questa la metto nel vassoio, questa...

..questa la rimangio, eh.

Mi scusi, se la sveglio a quest'ora.

Mi scusi lei, se mi trova a dormi' qui così, ma...

..porto il pesce su e giù per la FI-PI-LI

e da qui ci arrivo più comodo.

Sì, sì, guardi, tanto non sono venuta qui

per sapere come vanno le cose tra lei e sua moglie,

glielo dico subito. - Meglio.

- No, lo dico per lei, perché quella è un ginepraio di nulla! - Sì.

- Lei è sposata? - No! - Brava!

Grazie. Senta, tornando a noi,

volevo sapere del giorno della morte di suo zio.

Lei si ricorda dov'era? Cosa ha fatto?

Ora, così non me lo ricordo. Lei dice venerdì?

No, venerdì è il giorno in cui l'hanno trovato.

E dall'autopsia risulta che sia morto

il martedì tra le 14:00 e le 16:00.

Ha ragione. Allora, lo so dov'ero.

Ero col mio avvocato...

..a chiude' le pratiche del divorzio nello studio del Falcucci.

Il suo avvocato sarebbe sua cugina Clarissa, giusto?

Esatto.

No, perché sto proprio cercando

di ricostruire i movimenti di sua cugina,

al momento della morte del padre. - Mhm.

Le risulta che fosse già in viaggio?

Ehm, quando s'è finito allo studio di quel bastardo di Falcucci,

che, secondo me, ci sta provando con la mi' moglie...

- Sì, però avevamo detto di non parlarne? - Ha ragione.

Comunque, s'è mangiato un panino al volo,

e poi Clarissa ha preso la macchina, che c'aveva da torna' a Roma.

Ora, se è andata dritta

o si è fermata prima a litiga' con su' pa', io non lo posso sape'.

Anche perché son tornato qui a farmi una pennichella sul furgone

e quindi... - Ha detto: "litigare col padre"? Perché?

Perché erano continuamente a discutere

per degli investimenti assurdi che faceva mio zio...

Ah.

Si ricorda che ore erano, quando è partita?

Boh! Si sarà finito di mangiare intorno all'una, una e mezzo.

Una cosa così.

Ho capito, grazie. Buona pennichella allora.

Arrivederci.

(CAMPANELLO)

Sarà in casa o no?

Boh.

EMO: Ah! Salve, Bruna.

Noi le s'è portato due biscottini e qualche pastarella.

- Mmm. Ecco.

E ci si chiedeva, se si poteva entrare,

ma così, giusto per fare due chiacchiere.

Ma non ci penso proprio!

Ma che succede oggi, che venite tutti qua, eh?

Ma "tutti" chi?

Prima è venuto il sindaco, poi è venuta la Polizia

e adesso voi. Oh, io non ne posso più.

Ma io sono Gino, il fratello della Foschina!

Ah, ecco tu chi sei!

E infatti tu ce l'hai la faccia a merda secca!

- Oh, ma come ti permetti, eh? - Bono, Gino, bono.

- Bono. - No, bono un cavolo! Sarà bella la sua di faccia!

ALDO: Signora, la prego, non è che ci racconta,

per un'ultima volta anche a noi, come sono andate le cose?

Oh, ma a voi che ve ne frega?

Ma eravate amici di quello zozzone?

- Noi? Ma no davvero! - Meglio, bravi.

Meglio così. Arrivederci.

Ma guarda questa. Ora mi attacco al campanello,

finché non... ora, sì, vedi se la riapre. Porca troia...

(CAMPANELLO) BRUNA: Andate via!

Bruna, guarda che se non ci dici come sono andati i fatti,

noi si va dalla polizia e gli si racconta dello spray al peperoncino.

Ma "icché" c'entra?

"Icché c'entra"? Il Pratesi è stato ammazzato.

E se te non vuoi finire nei guai...

Ecco, appunto.

No, no, no. Io non c'entro veramente nulla, ve lo giuro!

C'è qualcuno forse che c'ha qualche dubbio tra noi?

No.

Allora?

Allora, martedì scorso sono andata dai Pratesi,

come ho fatto sempre tutti i martedì, a fare le pulizie.

Però, questa volta, entrando...

Giorgio!

Giorgio, ci sei?

BRUNA: Ho sentito un rumore nel giardino.

Non c'ho fatto caso, perché c'era vento,

e, poi, il Pratesi non era né in giardino e né in casa.

Sicchè, io ho cominciato a fare le pulizie e poi me ne sono venuta via.

Senonché, il venerdì successivo ci son tornata

e di nuovo lui non c'era. - (insieme) Ahh!

E tutto era rimasto come l'avevo lasciato io tre giorni prima.

Non c'erano piatti nel lavello da lavare,

non c'erano panni da mettere a posto. Nulla.

Strano.

Poi mi sono ricordata

che avevo visto in giardino il coperchio del pozzo aperto...

BRUNA: Sicché sono andata giù a controllare,

mi ci sono affacciata,

e che ho visto laggiù in fondo tutto accartocciato?

(GRIDO)

EMO: Ma la prima volta che tu sei entrata in casa, no,

ora, a parte il rumore in giardino, ma hai notato qualcosa di strano?

No.

Aspetta, no!

L'unica cosa è che nello studio c'era un saccone,

sai quelli neri dell'immondizia?

Con dentro altri sacchi e un computer di quelli portatili,

ma tutto spaccato!

Cioè proprio una roba...

- Un "lappetoppe"? - Un computer, dai.

- Uno di quelli che ti porti via. - Tutto spaccato?

Tutto spaccato! Ma proprio distrutto.

- E quindi? - E allora,

ho preso il saccone dell'immondizia e l'ho buttato nell'indifferenziato.

- Che dovevo fa'? - Certo.

Oh, l'ho già detto sia al sindaco che alla polizia.

E vabbè.

Vieni, Cioni!

Franca, raduna tutti i "tosi",

me li metti in fila qua davanti.

Forza, ragazzi!

Forza, venite che il sindaco vi dice cosa fare, su!

Allora "tosi",

intanto oggi non si lavora.

Dé, e questa è una bella notizia.

Ecco! Però "dovemo" aiutare la polizia, qua,

a ritrovare un computer portatile che è stato buttato inavvertitamente

nell'indifferenziata.

Cioè? Bisogna rufola' dentro tutti i bidoni?

Esatto. Bisogna rufola' dentro e anche molto a fondo sai,

perché è stato buttato sei giorni fa! Bon.

E' tutto chiaro?

Sì, che questo è peggio che lavora'!

Ma è un'opera caritatevole, che ti fa bene allo spirito!

E ora andiamo, che "con le ciacole non se impastano le fritole".

Sì, ma, dove bisogna rufola', che qui ci saranno quintali di merda.

Sì, ma ti ho ristretto molto il campo, no?

Ho detto solo nell'indifferenziata!

Sì, peccato che l'indifferenziata non c'è più.

Grazie alla sua genialata, quella delle ali, sa?

Non fate i furbi qua! Tutte le categorie che ci rientrano.

Hai capito? Quindi pigli alluminio, plastica colorata,

plastica spessa, plastica spesso eccetera.

Forza "andemo", "andemo", dai!

Forza, su, veloci

PASQUALI: Anche te, Franca!

Ma io?

- Certo, lei Franca. - Ma sindaco, ma come fo?

"Come fo"? Precisione, celerità e rufolazione. Dai, Franca!

Dai guadagnati 'sto stipendio, dai.

Ah, perché anche noi dobbiamo andare?

- Ma che sei matto? No, no, no. - Ah.

Bisogna coordinare qua.

Senza coordinazione è inutile!

CIONI: Perché l'ho vista mettersi i guanti e allora...

PASQUALI: No, ma questi sono per le indicazioni, capito!

Guarda. Tu più a fondo, scava, dai, non fare il furbo,

dai che non fai niente, vai sotto con la testa.

- Dice è tipo vigile, no? - Prova, prova, prova.

Tu, tu sotto con... tipo vigile...

-Ho capito... -E' la prima volta che li usi questi?

Non li ho mai usati. Però dopo me lo rida' il computer.

Vero? Perché devo riportarlo alla Fusco.

Siamo d'accordo, fammi recuperare il mio investimento,

poi lo porti dalla Fusco, dove vuoi.

Certo, certo. Con celerità, però.

No, guarda, "con celerità" e "però", qua lo dico solo "mi".

- Chiaro? - Certo.

Con celerità però.

Forza "sgrufolemo", "andemo dentro", dai, "ravanare" ostia!

Dai! Non "femo" gli schizzinosi qua. Forza, forza!

(BELATI)

Oh, "frego"! Rispetto per le cose di questo posto!

Sì, ma anche per sé stessi, però.

Cioè voglio dire,

quella biciclettina

e quella salitona non è che s'abbinano proprio.

Non c'entrano nulla. (SOSPIRO)

Ma che succede?

Eh?

Dov'è la Bettina?

Bettina è "gita" via .

In gita? Dove?

E' andata via. T'ha lasciato una lettera.

(MUSICA MALINCONICA)

(BETTINA: "Caro Massimo, dato che non mi rispondi al telefono,")

("te lo scrivo qui. Ieri, quando sei andato via,")

("mentre il sole scendeva dietro il monte,")

("fra me e Jimmy è nato un sentimento puro.")

("Sarà stata quella capra che soffriva tra di noi,")

("sarà stato il suo accento di Rosignano Solvay,")

("ma quella scintilla, dopo aver letto Baudelaire,")

("accoccolati su un'amaca,")

("s'è trasformata in un fuoco di passione.")

("Abbiamo trombato duro tutta la notte.")

("Ma son sicura che non ce l'avrai con me e mi capirai.")

("Bisogna arrendersi all'amore e io, anche se soffrendo, l'ho già fatto.")

("Una resa totale, Biscottino.")

("Stamani parto con lui,")

("per una nuova avventura del mio animo.")

("Ma una piccola parte di te, verrà con me.")

("Ti voglio tanto bene, tua Bettina.")

CARMINE: Mi dispiace.

No, no, figurati.

Piuttosto, parliamo di come sta la capra?

La Roberta dici?

Sì, come sta Roberta?

E' morta. Come il tuo amore.

Vabbè, adesso amore, dai...

Non minimizzare, Massimo.

Sfrutta 'sto dolore. Anzi, vieni con me.

Non c'è niente di meglio del duro lavoro manuale

per spurga' i nostri dispiaceri.

Dammi una grappa, Marchino. Vai! Ma forte, eh.

Grappe deboli n'ho viste poche. - Meglio.

Franca, ma prima di pranzo?

Ma te non sai che ho dovuto fa' dalle nove fino ad ora.

Un'altra vai.

Poraccia, nemmeno un anno che lavora per Pasquali, ed è già alcolizzata.

E' già tanto che non si sia data alla metanfetamina.

Oh, bimbi, piuttosto andiamoci a parla'. - E perché?

Magari sa qualcosa. Oh!

La Bruna m'ha detto che anche il Pasquali è stato da lei

a chiederle del Pratesi.

Perché c'entra anche il sindaco?

Magari, se ci si va a parla', si scopre.

Beppe! Bimbi! E' sparito il mi' babbo!

Oh, questo! Ma sparito dove?

A sapello! So' andata stamani a svegliarlo, ma non c'era!

- Che è successo? - E' sparito il mi' babbo.

So' andata da Gianni, il suo amico, non è nemmeno lì.

Hai provato a chiamarlo?

Il telefono l'ha fritto nel fornetto.

- Niente via, dobbiamo cercarlo. Veloci! - No, no, che veloci?

Organizziamoci. Allora, Gino e Pilade battono il lungo mare.

Aldo, io e te si va su verso il boschetto,

e Tizi e Beppe voi andate lì, al Fotone.

- Andiamo. - E io?

- Te rimani a presidia' il bar. - "Ar solito".

- Il primo che lo trova telefona a quegli altri. - Certo.

(MUSICA DI MISTERO)

(BRUSIO)

(MARCHINO CANTA UNA CANZONE RAP)

Dai, torna al bancone.

Va bene. Scusa.

(MUSICA TRISTE)

E' coperta, abbiamo finito adesso, no?

No, 'ste cose vanno fatto bene.

Questo è un rito antico come il mondo.

Questo è il sacrificio agli dèi,

per seppelli' il mio dolore per la Roberta

e anche il tuo per la Bettina.

Sì, che poi io insomma... della Bettina proprio non ne potevo più.

E' che la volevo lasciare io, per una volta.

Massimo, finché non trovi il rispetto per te stesso,

nessuna ti rispetta.

L'onore ormai è un valore sporco.

Ma ricordati, "c'avemo armasto" solo quello.

Quanta verità. Sporca, ma vera.

Pensa, piuttosto, a quel che farai adesso.

A dove pianterai 'sto nuovo ramo di 'sto albero che è la tua vita.

E' quello il problema,

perché io dove lo pianto 'sto ramo? Dove, eh?

Non so dove anda'...

..non c'ho manco una casa.

Di qui puoi stare quanto ti pare, il lavoro non manca mai.

Però mi devi giurare: rispetto per te stesso.

Carmine,

io te lo giuro.

Bene.

Allora? Le hai trovate?

Un secondo, intanto backuppo tutto sull'hard disk.

Eh, backuppa, che dentro ci sono i soldi miei.

I suoi... del Comune.

E' la stessa roba Cioni, sono il sindaco, no?

E poi, scusa, senza ripetere troppo 'sta roba.

Ok. Se poi lo viene a scoprire la Fusco, ci vado di mezzo io.

Ma tu conti meno. Lo capisci? Cioè...

Osvaldo, mi raccomando, backuppa e poi come abbiamo detto,

cancella tutto. - Tutto.

Tutte le tracce. - No, solo le cose sue.

- Perché ci potrebbero essere delle prove. - Certo. Ho capito.

Eccole.

- Cosa? - Le password.

Per entrare nel suo wallet d'investimento.

Dai! Bene, entra allora. Madonna benedetta!

Meno male che non mi hai abbandonato. Grazie.

- E... eccole. - (SOSPIRO)

Mi scusi,

ma lei ha comprato i digicoin?

Sì, sì, sì, digicoin. Sì, sì, sì, digicoin.

Sì, sì, è un coin che...

..diciamo, non di quelli sotto i riflettori troppo,

un coin che lavora un po' in disparte, un po' per conto suo.

- Ma poi che fa un balzo del 75%. - Ah, sì?

Gli altri coin fanno: "Che cazzo è successo?"

No, è che non vorrei sbagliarmi, eh...

- Ma ci sono, no, i coin miei? - Come no?

Assolutamente, sì, sì. Loro... loro stanno qua, è che però, se...

..mi pare di aver letto che sono crollate.

Ma va', dai su. Che dici... che lui ci crede e si impressiona.

Che crollate? Dai... G-guarda.

No, perché sindaco vede qua?

Cioè il loro valore adesso è di 0,01 euro.

Non valgono più una sega di nulla, in pratica.

Ma non è vero, stanno a 100! Stavano a 100.

Un mese fa, stavano a 100, adesso no. E...

- Questo... questo è un mese fa? - Sì, è un mese fa.

PASQUALI: E questo è oggi?

Oggi, proprio. E, tra l'altro, qui risulta anche

che ne sono stati investiti parecchi di più.

E non soltanto dei suoi di soldi.

Vabbè, quello ne vediamo poi, eh?

- Sì, beh, fate voi... - Sta bene?

No, no, Cioni, non sto bene.

Vuole un bicchiere d'acqua?

Sì, col cianuro dentro, però.

Eh, mi dispiace,

è che le cripto valute hanno un valore veramente molto instabile.

- Instabile? Molto instabile.

Maledetto me, maledetto quel coglione del consulente del Pratesi,

di sto... che potesse morire!

E' già morto.

Non abbastanza.

Io sono veramente mortificato, non so che altro dirle.

Però, facciamo una cosa, io le lascio qui l'hard disk, eh?

- Così controlla meglio lei. Sì? CIONI: Sì.

Cioni, sparagli.

CIONI: No. - Arrivederci.

PASQUALI: Sparagli, è un testimone!

Non si può sparare così in giro.

Caduto tutto. Ecco.

(BUSSANO ALLA PORTA)

Disturbo?

No, "doge", lei non disturba mai. Venga, venga.

Anzi, stavo per andare dalla Fusco, proprio adesso.

Ma che Fusco, e Fusco, Cioni!

Tu rimani qua, non fai un passo, che ci servi.

Guardate un po' chi vi ho portato oggi?

(TASSONE CANTICCHIA)

BEPPE: Cosimo! - Babbo!

- Dove sta? Cosimo! - Babbo!

- Babbo! - Cosimo!

Cosimo!

Ma dove si sarà cacciato?

E che ne so! Io non ce la faccio più con 'sto caldo! Ma dove sta?

Senti, io vado a vede' là. Se lo trovi chiamami!

- Vabbe,' stai tranquilla, eh? Eh! Babbo!

Oddio, oddio.

Cosimo!

MICHELLE: Ecco qui a voi, tre differenti soluzioni.

L'Ultime, la Speciale Geay e la Fine de Claire.

Un po' come se foste trasportati al porticciolo

di Marennes d'Oleron,

davanti ai banchi dei nostri ostricoltori di fiducia.

Pasquale, pensavo, non è che alla Dr.ssa Berti possiamo offrire

un rinfresco di quelli classici,

con le pizzettine secche e i salatini mummificati.

- No? - No?

- No? Eh, no.

No, no. Per cui, ci vogliamo accomodare?

E fare un assaggino tutti insieme? Un aperitivino, posso?

MICHELLE: Prego. - Eh, Michelle?

TASSONE: Mmm!

Ahh!

- Cos'è? - Che meraviglia!

No, vabbè, questo vostro porticciolo normanno è...

..Pasquale, un paradiso terrestre sull'acqua.

La sig.ra Berti rimarrà a bocca aperta, prima,

e chiusa e piena di gioia dopo.

Prego. No, assaggiamo.

- Prego. Prego. - Ah, dobbiamo fare...

- ..prendere... - E certo!

Come champagne proponiamo un Saint Laurent,

ideale per esaltare le nostre ostriche.

Mais oui. Saint Laurent, Yves Saint Laurent.

E tutto alla modica cifra di 15.000 euro, no?

15.000 euro. (COLPI DI TOSSE)

Pasquale, un'inezia, dai, su.

- 15.000 ha detto. Sì, sì. Un'inezia.

Sì, ma solo se firmate oggi però. - E certo.

MICHELLE: C'è un 25% di sconto. 15.000 più Iva, precise.

Ma che firmiamo oggi? Firmiamo subito!

Sì, avanti, Cioni, una penna, penna,

penna per firmare. PASQUALI: Firmare...

Penna, penna. - Non avevo...

- Anche... sì. - Sì.

- E non va questa. - E non va.

Cioni, una cosa devi fare, dare una penna.

Dai, ne troviamo una in settimana che scrive.

- Dai quella. - Non l'avevo vista.

- Questa scrive? - Questa scrive.

- Vuoi firmare "ti"? - Ma che "ti" e "ti"? No, fir....

- Ma perché? - Perché no.

- Anche se metti solo "x"... - No, no.

Sindaco, che "x"? Avanti.

Ma se alla Berti non piacessero?

Cosa?

Dico, le ostriche: fosse allergica?

Ah, certo. Magari le ostriche non le piacciono.

- Vuole una roba più semplice. - La Berti?

Sì. - Orietta Berti, una donna di un'intelligenza esasperata,

una donna di classe, di cultura, piena di gioia di vivere,

non ci piacciono le ostriche? Ma...

MICHELLE: Se volete, in aggiunta alle ostriche,

potremmo immaginare una selezione di caviale. - Ma sì.

MICHELLE: Tartare di crudi

e carpaccio di tonno rosso di Mazara del vallo.

E anche qui abbiamo un'offerta,

perché, se aggiungiamo questa selezione alle ostriche,

con solo 6.500 euro in più, potrete avere il pacchetto completo!

Ah! Con solo 6.500 euro in più. Ma come fai a dire di no, dai?

Però, forse, sua eccellenza, aveva ragione lei prima,

le ostriche da sole, semplici, senza tante robe,

sì, che anche la praticità che uno fa, che senza le forchette...

Ovviamente, questa selezione viene servita come finger food.

E quindi, hai capito?

Sapere cosa vuol dire.

Con le mani. Si mangia con le mani, che forchette?

Sì. - Finger food, finger food.

No, perché differenziare l'offerta,

diversificarla così, mi sembra giusto, bella idea.

- Bravo Cioni, anche. - Grazie.

No, perché sembra scemo, e infatti lo è,

però, ogni tanto, non so per quale congiuntura astrale,

gli vengono fuori queste botte di saggezza.

Anche se non mi piacciono tantissimo le tartare, però...

Non ti piaciono le tartare? (IMITA CIONI)

Allora, una ragione in più per... (BOTTO)

(GRIDO DI GIOIA) Felicità!

Evviva! Allora vogliamo firmare e poi brindare?

Dai su! Flute, flute!

Firmiamo e poi brindiamo!

(TASSONE CANTICCHIA) Firmo con il nome vero, cioè.

Condannato...

Allora vogliamo fare un brindisi a Orietta Berti,

artista senza eguali e al futuro più amato sindaco d'Italia,

Paolo Pasquali!

Alla morte! Alla morte. (RISATE)

Cosimo!

Cosimo!

Guazzelli!

Guazzelli!

- Ma che mi fai l'eco, te? - E che devo fa', i segnali di fumo?

- Almeno vai di là, no? - Ma di là "c'è" i rovi!

E c'è... so che c'è i... "c'è" i rovi, vabbè! Cosimo!

Cosimo!

Guazzelli!

- Guazzelli! - Ma allora tu me lo fai apposta!

Ma vai diritto e rompi meno i coglioni, dai!

Non rompere i coglioni. Un po' di fantasia, no? Cosimo!

Bona, eh?

Squisita. Soprattutto meritata.

A chi lo dici!

L'ultima volta che ho faticato così, "c'era" ancora le lire!

Certo, ci sarebbe anche da cerca' Cosimo.

Ma noi lo stiamo cercando.

Eh! Siamo qui fermi, ma lui potrebbe passare no!

Eh!

Se invece ti muovi,

e si può muovere anche lui e allora non vi beccate mai!

Capito?

Non hai mica tutti i torti.

- Eh. CHECCACCI: Bada loro!

(CAMPANELLO) Oh, bimbi.

- Ma voi non stavate cercando il babbo della Tizi? - Sì, perché?

Dice l'hanno visto laggiù in fondo,

al parcheggio della rimessa delle barche.

Ah, bene, bene. Oh, grazie mille.

- Salute! - Ciao. Stammi bene.

Oh, chiamo la Tizi, allora.

No. Ferma la mula! Prima si finisce la granitina,

e dopo, casomai, la chiami. Eh?

Hai ragione, guarda.

Con calma, con calma. Prima si finisce e poi la chiamo.

Bravo. Eh.

FUSCO: E quindi il computer stava

dentro un sacchetto nero della spazzatura,

e sotto c'erano degli altri sacchetti

con dentro degli stracci sporchi di sangue. CIONI: Sì.

Ci devono confermare che il sangue sia del Pratesi, ma insomma.

Mentre nel computer c'è traccia di investimenti

per circa 800.000 euro. Esatto.

Quelli della scientifica ci hanno detto

che il Pratesi aveva un portafoglio su una di queste piattaforme

di cripto valute. - Ah!

In particolare, aveva investito su questa Digicoin

che ha perso tutto il valore.

Che è andato a 0,001

Che è zero.

- No, non è zero, è 0.001. - Che risulta zero.

Dai ragazzi, abbiamo capito!

Quello che non ho capito è: il Pratesi, tutti questi soldi,

come li aveva fatti?

Probabilmente erano clienti che avevano investito,

e lui faceva da consulente.

Sì, ma il grosso è grazie a una mega vincita fatta alla Lotteria, eh.

- Ma dai! Sì.

Abbiamo controllato nel conto in banca

e ci sono diverse entrate dall'agenzia delle entrate.

Sì. E dai codici del biglietto vincente,

siamo risaliti anche al luogo e alla data dell'acquisto.

Il 10 aprile, in un autogrill nei pressi di Empoli.

- Bravi. - (insieme) Grazie.

Però strano, eh? Che uno vinca una cifra del genere

e poi rischi tutto così? Molto strano.

- Sì, è strano. - Sì.

Però noi, dopo un piccolo briefing...

Slash brain storming

..abbiamo pensato che secondo noi, se è stato davvero ucciso,

deve essere stato qualcuno che sapeva della vincita.

Per prendere il biglietto slash soldi?

Quanti slash. Mhm.

- Mhm. - Mhm.

La situazione si fa complicata.

- E quando la situazione si fa complicata... - Eh...

Che succede?

(insieme) I complici si fanno situazionisti!

Al contrario.

Come cazzo l'hai messo?

- Io l'ho messo? Me l'hai dato te. - Dimmelo...

- Ci segua. CIONI: Ecco qua, allora...

Allora vediamo dai!

- Qui abbiamo il Pratesi, no? FUSCO: Sì

- Che... che è morto. - Questo non mi era sfuggito, Cioni.

Sì.

- Chiodino? Ce la fate a trovarlo? - Sì, c'è già. Trovato.

- Bravissimi. - Allora, abbiamo messo Clarissa,

che è la figlia, che è quella che erediterà tutto.

Il nipote Vieri, con la moglie, ex moglie, Giulia.

Poi c'è Bruna, la donna delle pulizie,

che è quella che l'ha trovato.

E Robi Falcucci, ho messo,

perché era presente a quella famosa riunione per il divorzio,

che magari non c'entra niente...

Ma magari sì, visto ci sta provando con Giulia Cini in Pratesi.

Vabbè, ma quello è già tanto se non ci prova col defunto stesso!

Anche questo è vero. (RISATE)

Govoni non ridere troppo,

che tu stai giusto una tacchetta così sotto Robi Falcucci.

- Si... si diceva dei sospettati. - Sì.

CIONI: Ecco, appunto.

No, ma...

..in tutto questo, Gino e Pilade che fine hanno fatto?

Dice che vengono su con calma.

Sì, allora addio!

Non è che c'hanno fatto uno scherzo di quelli che fate voi?

Eh, probabile.

Quelli, pur di farci camminare in salita sotto il sole,

si ingegnerebbero, brutte merde.

COSIMO: Porta! (COSIMO IMITA IL CLACSON)

- Oh, bimbi, aspettate un attimo. - Cosa c'è?

Babbo!

COSIMO: Quarta. (COSIMO IMITA IL CLACSON)

Curva a gomito.

Babbo, ma come stai? Tutto bene?

- Ma di chi è questa macchina? - E' la mia!

BEPPE: Speriamo proprio di no.

E' piena di multe, e tutti divieti di sosta.

COSIMO: E va bene.

E va bene, favorisco il libretto.

Purtroppo non ho fatto la revisione.

Ma è sempre così di fuori?

Dipende dalle giornate, Emo...

E allora speriamo che questa finisca presto.

Bimbi, questa macchina è del Pratesi.

EMO: Pratesi?

- Prego di qua. - Grazie.

(PASQUALI SI SCHIARISCE LA VOCE)

Allora! Di che cosa mi volevi parlare?

(PASQUALI SI SCHIARISCE LA VOCE)

E' una roba un po' delicata, eccellenza.

E minchia, delicata, delicata, o pesante?

Tutte e due, cioè una pesantezza delicata però.

Ho capito. Allora aspetta, aspetta, aspetta,

aspetta, prima il piacere e poi il dovere.

- Taralluccio prima. - Sì.

Ti ho portato a vedere due brochurine, no?

Per la statua della signora Berti.

Abbiamo due opzioni, fondamentalmente,

questa qui, diciamo, un artista che lavora il marmo,

marmo bianco e marmo rosa,

più classica. E poi c'è quest'altro artista

che lavora la resina. - Ah! La resina!

Di altissima qualità, resina di carbone,

proprio roba... questa costa il doppio del marmo rosa.

Ah, il doppio?

- Sì. - Non ti convince?

- Beh, tutto posso dire... - Torniamo al marmo rosa.

- Posso? Posso dire sì. - Torniamo al marmo.

- Sì, però... - E' più classica, no?

Ehm, questa senza braccia costa meno?

- Uguale costa. - Uguale.

Anche un po' già viste 'ste robe è vero sì,

anche 'sti prezzi già sentiti.

Cioè, io... per me anche una cosa anche meno... cioè...

- Meno? - Cioè anche più semplice.

Più semplice, mhm.

Per esempio, adesso fanno 'ste robe bellissime

fatte coi materiali di riciclo.

Ah, sì, certo! Una bella statua di differenziata, eh?

Esatto, sì, ecco, un bel monumento, finalmente, a impatto zero.

Che arriva anche un bel messaggio per la nostra cittadinanza.

Messaggio spazzatura si chiama.

Ma questa è una statua che è un monumento imperituro.

Pasquale, è simbolo del tuo potere.

E il potere di che cosa è fatto? Di marmo e resina, o di monnezza?

E ha ragione. E ha ragione.

- "E ha ragione". - Come sempre, come sempre.

- No, è che... - Ma hai qualcosa? Mi nascondi qualcosa?

Ma dimmi quello che mi devi dire? Paolo?

- "Che go magna' tuto fora!" - Cosa "fora"?

- Che cosa hai mangiato? - "G'ho magna' tuto fora!"

Ma non abbiamo neanche ordinato? Che ti sei mangiato? cosa?

No, gli "sghei"! Gli "sghei"! Non ho più un euro!

- Zero! Basta! Zero! - Sì, ho capito.

E cosa è successo?

Io avevo saggiamente investito.

- In cosa? - Tutti i soldi del comune.

Li avevo messi in questi cripto... robe, ma li ho persi tutti!

Tutti, niente! Non... altro che Orietta Berti, marmo rosa!

Niente! Sono rovinato!

Ma Paolo? Ma Paolo?

- Mi dispiace. - Ma che "dispiace"?

Col dispiacere non si è mai combinato una minchia!

Ma perché non me l'hai detto prima?

Perché non volevo deluderla.

- E invece l'hai fatto. Esatto.

- E poi, anche, guardi, ognuno di noi è fatto a suo modo, no? - Mhm.

Io, per esempio, sono uno di quei tipi che, l'idea di andare in galera,

non mi... non mi alletta tanto, però quello che è giusto, è giusto.

Perché ho sbagliato.

- Meglio lei che un altro "toso". - No, che fai?

- Che fai? - Proceda anche all'arresto!

No, che arresto? Metti via 'ste mani! Ma che arresto? Smettila!

Allora, Pasquali.

Senti qua. I soldi pubblici sono di tutti e quindi pure di nessuno. Eh!

- Ah? - Troveremo una soluzione.

Come?

E come? Come abbiamo trovato una soluzione

per il mio "cul de sax" dell'anno scorso al Ministero.

Un'idea ci vuole. Un'ideuzza.

Un f-f-ferimento? Un suicidio?

Ma che suicidio, Pasquali?

Intanto facciamo così, mangiamo, e poi ci facciamo venire le idee.

Signorina? No, è che vengono. "Garconierre"?

Venga che possiamo ordinare, o no?

Ehm, allora signorina, ci porti un po' di tutto,

per la tempistica faccia lei, ritmo pacato ma ineluttabile.

Ten, ten, ten.

- Ten, ten, ten. - Ten, ten, ten.

Allora, la Giudice ha detto che ci fa il favore

di anticipare un altro caso, poi però ha detto basta.

No, certo. Guardate sono mortificata,

non capisco cosa stia succedendo.

Ma che dice?

Ma niente, l'ultimo messaggio è quello di prima:

"Farò un po' di ritardo, ma arrivo. Fai di tutto per aspettarmi!"

No. E abbiamo fatto di tutto.

Ora però direi, se ci chiamano, entriamo

poi lui arriverà e firmerà dopo.

Anche perché la giudice è una bella donna.

E che c'entra?

C'entra che io, figure di merda con le belle donne, non ne faccio!

Infatti, con te, Giulia, che sei una bellissima donna,

ho mai fatto gaffe?

A parte questa, forse.

(RISATE)

(FALCUCCI SI SCHIARISCE LA VOCE)

Eccole qua!

La più vecchia è di gennaio dell'anno scorso.

Per come è ridotta, era lì anche da prima.

Ma difatti, ora è tanto che non si vede più il Pratesi alla guida.

Secondo me, guarda gli dovrebbe essere scaduta anche la patente.

- Ci sta! - Dove avete detto

che aveva comprato il biglietto della lotteria?

A un autogrill di Empoli, il 10 Aprile.

Come ci è arrivato il 10 Aprile a un autogrill,

se aveva la macchina ferma da un anno e mezzo?

CIONI: Mhm, infatti.

A meno che....

Aspetta! Il 10 Aprile non era Pasquetta?

Sì! Non ti ricordi?

E' il giorno che si ricoverò Gino per via dell'ernia al testicolo, no?

Sì, giusto. Ma cosa c'entra Pasquetta?

C'entra che adesso andiamo ad arrestare l'assassino!

- EMO: Dai! - No!

Io, Cioni e Govoni andiamo.

Voi ve ne tornate belli, belli, da bravi al BarLume.

Prego, potete entrare.

Allora, signori, cosa abbiamo qua?

Una separazione giudiziale.

Senza il marito. Si parte bene!

Piuttosto si finisce bene, signora Giudice.

Faccia meno lo splendido Falcucci.

- Figli? - Nessuno.

- Comunque sta arrivando, questione di minuti. - Si spera.

"Procedimento numero 504, corrente anno".

"I coniugi Giulia Cini e Vieri Pratesi,"

"assistiti dai loro rispettivi avvocati,"

"Roberto Falcucci e Clarissa Pratesi,"

"che si riportano l'uno al proprio ricorso..."

Scusi il ritardo, signora Giudice,

ma dovevo fare una cosa molto importante.

Rifare la fede che hai buttato,

quando ti ho chiesto il divorzio. - Ma cosa fai?

Riparo lo sbaglio più grande che ho fatto in tutta la mia vita.

- Giulia, ti prego, perdonami. - Ma cos'è, uno scherzo?

Un reality? - No. Questa è interruzione di servizio pubblico.

Ma "ti cheti te", che è 3 mesi che ci provi con la mi' moglie?

Giulia, in questi giorni ho capito che non posso vivere senza di te!

Dammi un'altra possibilità, ti prego!

Ma te sei di fuori! Ora perché vuoi tornare insieme?

Beh, perché gli è andata male. E ora gli andrà pure peggio.

Vittoria Fusco, Commissaria di Pineta.

Quest'uomo è accusato dell'omicidio di Giorgio Pratesi, suo zio.

Scu-scusi, ma con quali prove?

Capisco che sia il suo avvocato,

ma sarebbe anche la figlia del defunto.

Quindi, se mi dà un minuto,

le spiego tutto a partire dal 10 aprile, il giorno di Pasquetta.

Sono cinque euro.

FUSCO: Quando a una stazione di servizio sulla Fi-Pi-Li,

Vieri Pratesi compra quel famoso biglietto vincente della Lotteria,

da settecentomila euro e passa...

Sì! Sì! Sì!

- Amore che è successo? - No, nulla. Una cosa di lavoro.

- Ah, ok. - Esci?

Sì, esco con la Giada. - Divertiti.

Grazie. Ciao. - Ciao.

FUSCO: Ma da persona generosa,

decide di non dire niente a sua moglie,

della quale, evidentemente, è già stanco.

E di tenerli tutti per sé.

Ho vinto settecentomila...

FUSCO: E pensa bene di dare il biglietto a suo zio

per fargli incassare la vincita a suo nome,

mentre lui inizia le pratiche per il divorzio.

Sarebbe meglio che lei non sapesse nulla.

Se potessi incassarlo te?

FUSCO: Solo che dopo una riunione con gli avvocati,

quando il divorzio ormai sembrava cosa fatta,

torna a controllare se i soldi sono ancora tutti lì

e scopre che suo zio invece li ha buttati

in uno dei suoi investimenti folli.

- Stai calmo! Ma... - Cazzo!

FUSCO: E quando capisce quello che ha fatto,

cerca di cancellare ogni traccia...

BRUNA: Chi c'è?

FUSCO: Ma sente che Bruna è appena entrata.

Allora prende la scala, scavalca il muro,

e scappa.

Vieri! Ma sta scherzando, vero?

No, no, scusa, fammelo chiedere a me.

Sta scherzando, vero?

Amore certo che sta scherzando, sta vaneggiando, sta.

Sai che invece a me questa versione mi torna abbastanza.

Il problema è che mi torna anche a me!

Che te dal nulla mi chiedi il divorzio,

poi, dopo che muore il tu' zio, torni a fa' l'innamorato?

Calma signore, calma...

- Ma sai dove te lo "schiocco" quest'anellino? - Signora!

Amore, hai sentito il giudice? Calma.

Ma calma cosa che hai ammazzato mio padre!

Signori fermatevi, fermatevi!

(LE VOCI SI SOVRAPPONGONO)

E anche voi fuori,

che qui c'è gente che deve divorziare.

(SIRENA)

Ho convocato questa riunione operativa e segreta,

per sistemare i problemi di conquibus del nostro amato sindaco Pasquali.

- Meno male. Perché lo sistemiamo? Io lo sistemo,

perché se aspettavamo te, buonanotte ai "saldatori", Cioni.

- Perché che ho fatto? Niente, non hai fatto niente,

come al solito. Non fai mai niente, non c'hai una scintilla,

un colpo d'ali, un guizzo, niente.

Allora, Pasquali ha gentilmente stilato quella lista

che le avevo richiesto? - Sì, certo sua eccellenza,

l'ho stilata, ma sa, cioè... c'è poco da fare, guardi,

perché eccola qua... ecco qua.

Cioè, tra il cachet della Berti,

l'affitto degli impianti e le altre robe qua mancano,

almeno, settantamila euro.

- Settantamila euro? - Eh, sì.

Che sommati ai 90.000, che hai perso con quella cripto minchiata,

che non so neanche che cos'è, fanno 160 mila tondi tondi.

PASQUALI: Eh, sì, esatto.

- E da dove li prendiamo? - E da dove li prendiamo?

Da dove li prendiamo?

- L'ha chiesto a "ti". - A me?

Eh! - Ah, non lo so! Boh!

Lo vedi che non c'hai un'idea, che è una. Una.

Una roba t'ha chiesto.

- Ma dai nostri concittadini li prendiamo. - Cioè?

Sì, sommergiamo Pineta di multe!

Sì, si abbatteranno come una grandinata sulla città,

sarà una mareggiata di verbali.

Tu dici uno tsunami di contravvenzioni?

Sì! Sì! Divieti di sosta, schiamazzi notturni...

- Eccesso di velocità. - Sì! Licenze scadute.

Sì, occupazione impropria del suolo pubblico!

- Sì! - Danneggiamenti!

- Sì! - Affissione abusiva!

- Sì! - Sì!

- Li schiacciamo, li ammazziamo i pineti! - Sì, sì. Ecco!

- I pinesi. - Questo!

Eccolo, eccolo il Pasquali che conoscevamo. L'hai visto?

Sua Eccellenza, lei è il nuovo Machiavelli.

Ecco.

No, no, lei è il nuovo Richelieu, come si chiama...

Lei è il nuovo... aiutami, cazzo, Cioni.

- Il nuovo... - Dagli una mano.

Di' una cosa, per favore.

Sceriffo di Nottingham? Quello di Robin Hood, no?

Quello che faceva pagare le tasse a tutti.

Ma finiva in galera alla fine della storia.

Sì, ma alla fine.

Cioni, secondo me, tuo malgrado,

tu, sotto, sotto, complotti contro la mia persona.

Non mi permetterei mai!

MASSIMO: Signor cinghiale?

Io...

..dovrei passare per... per di lì e, se non si sposta, non posso.

Devo anda' al BarLume. M'aspettano.

Carmine!

Per favore, signor Cinghiale,

io non ce l'ho con lei, però si deve sposta'.

Via! (GRUGNITO)

Carmine! Carmine!

Ma che ti strilli?

(VERSO DI RICHIAMO)

Sparisci, dai cammina!

Alle bestie gli devi far capire chi comanda.

Sì, vabbè, ma se non lo capiscono?

Massimo, o sei lupo o sei agnello.

Con le bestie, con gli uomini, con le donne.

La natura è maestra di vita.

E allora mi sa che devo anda' a ripetizione.

Eh. Mi sa anche a me.

La prossima volta che vado a caccia di cinghiali, ti porto con me.

Davvero?

Così almeno impari a farti rispetta'.

Grazie.

C'è da prendere anche l'ordine ai ragazzi.

Ci penso io a loro, Tizi.

Guarda un po' chi arriva?

Mhm. Ma che, abbiamo fatto qualche cazzata con la differenziata?

No, mi pare di no.

Però parlaci tu, che io proprio non....

Paolo, buongiorno.

Eh, cara! Non posso dire altrettanto, purtroppo.

- In che senso? Eh, sai!

Da un attento controllo dei miei dipendenti,

risulta che voi altri, qua, per 12 anni, avete pagato

l'occupazione del suolo comunale per soli tre metri quadri.

Fai vedere?

Mentre, invece, come vedi qui ad occhio sarà più o meno un ettaro, no?

Quindi ci sarà da pagare una piccola differenza.

Vabbè, quanto sarebbe sta differenza?

Ah, boh, sai, tra more, interessi e aggiornamenti della tariffa,

quanto è, Franca?

- Ehm, 19.352. - Che cosa?

Sì, ma per il BarLume, 19.000...

..e 300. Basta.

Pasquali ma cosa dici? Ma chi ce li ha 20.000 euro?

Ha ragione, arrotonda a 20, secco.

- Tu così ci mandi falliti, Pasquali! - Io, ragazzi?

Per dodici anni vi siete approfittati,

ora cosa stai a fare qui? La vittima?

Ma non lo sapevamo. - Eh!

Ma adesso, sì!

Per cui, purtroppo, finché non pagate,

via tutti 'sti tavolini fuori. - Beh, ma scusa avremo diritto a...

..una dilazione, un rinvio, qualcosa no!?..

Ho capito.

Allora, ragazzi, cominciamo con lo sgombero.

Ma come sgombrate?

Prego, signori, alzatevi... - Mi spiace.

..liberate i tavolini. - Su, dai, signori...

- Anche voi, eh! - Prego. Prego.

Forza, alzarsi, sgombrare. - Su, prego, dai!

- Anche per voi. - Ma cosa "prego"?

Dovete alzarvi, il sindaco avete sentito cosa ha detto?

No, veramente siamo un po' duri d'orecchi. Soprattutto lui,

ma oggi, per solidarietà, siamo parecchio duri tutti. Capito?

- Ma dai! - Ma cosa fai, tocchi? Oh!

- Dai, alzatevi. - Non t'azzarda'! Non t'azzarda!

EMO: Bimbi, bimbi, abbarbicatevi alle seggiole, alla vecchia maniera.

Via, via la polizia!

(in coro) Via, via la polizia! Via, via la polizia!

Oh, Tizi! Oh, Beppe! (IL CORO CONTINUA)

Ma che è successo?

Succede che ci tolgono i tavolini,

finché non paghiamo gli arretrati al comune!

Cosa? Ma quali arretrati?

Massimo, per tenere i tavolini fuori, bisogna pagare il suolo pubblico.

Ho capito, ma qualcosina la pagavamo, più o meno, no?

Sì, ma quel "più o meno" Massimino, sono 20.000 euro di ammanco!

20.000 euro? Sentite, ragazzi, il bar è anche il vostro quindi...

- Sì, però il proprietario storico sei tu. - Eh, certo, certo.

Quando non vi servo: "E chi ti conosce?"

Ma quando invece vi servo, il problema è grave:

"Dove sei Massimino? Dove sei?"

Vabbè, ma se delle cose burocratiche te ne sei sempre occupato te?

Va bene, basta, adesso ve ne occupate voi, visto che siete tanto bravini!

Ma dove vai?

Dalle mie pecore, in montagna, che qui l'aria è un po' troppo...

..civilizzata.

- Massimo? - Tizi!

Non son più un agnello, ora sono un lupo, chiaro?

Hai capito?

TIZI: Ma che ne so. Non ce n'è uno a garbo qui...

Ma senza i tavolini fuori ma dove andiamo?

E dove andiamo?

Guarda non mi fa' dire parolacce, che ci stanno i bimbi che ci ascoltano.

Figurati se il Quartetto Uretra si impressiona per una parolaccia!

- Stavano a tira' i molotov, prima! - Ma non dico loro. Dico a casa,

i bambini che ci guardano.

Loro, vabbè, ma ormai sono passati undici anni,

saranno tutti adulti e vaccinati, no?

E le nuove generazioni?

Effettivamente, dai, allora facciamo un appello:

nuove e diversamente nuove generazioni,

stringiamoci intorno al BarLume.

Donate due euro all'associazione

"Salviamo Pineta da Pasquali".

Qui sotto c'è un IBAN in...

Ma smettila di fare il "venale".

- A noi ci basta il vostro amore. - Sì.

- Però anche un sms al 4552... - Basta!

Vabbè, anche un'amicizia disinteressata.

L'importante è che non ci abbandonate,

anche perché questa estate è un inferno!

Poi, nella prossima puntata, succedono cose...

- Ma perché che altro succede? - Non te l'hanno detto?

- No! - Non hai letti i copioni? - No.

Allora, te lo racconto io.

Praticamente, inizia tutto col BarLume pieno di sedie e tavolini.

(LE VOCI SFUMANO)

("IL VIVIANI DEL BARLUME" TOMMASO NOVI)

Mannaggia Carmine.

Mannaggia alla caccia, mannaggia alla natura,

quella cinghiala di su' ma'.

Io voglio lavora' sul mio lato selvaggio,

ma non oggi... Ohh!

- Ahia! Ma che cazzo? UOMO: Oscar!

UOMO: Oscar! - E' morto? UOMO2: Oscar?

Aiuto! Aiuto!

Aiuto!

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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