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Studi Cinematografici "M. Gorkij"
Nell'anno quale non si sa,
o per meglio dire, tanto tempo fa,
regnava sullo suo Stato, da qui assai distante,
Eremej il Barbuto, uno zar molto zelante.
Un giorno a Eremej venne in mente:
non sto regnando nel modo giusto.
Per sicurezza, fammi un pò controllare,
tutti i miei averi contare e nel registro annotare.
- Candele di cera? - Cento quaranta due!
- Mozziconi di candela? - Due quintali e trenta once!
- Finestre? - Le abbiamo già contate.
Scrivete!
- Nome dell'oggetto! - Dell'oggetto il nome!
- Trono! - Trono!
- Numero pezzi? - Dei pezzi il numero!
- Due trone! - Due trone!
Ah, ignorante che sei!
'Trono" è di genere maschile.
Così ho capito. ll trono dello zar è maschile.
Ma la zarina è donna.
Quindi, il trono della zarina è di genere femminile.
Polemico, ma logico. M'hai convinto.
Scrivete: un trono e una trona.
Trono, uno e trona, una.
Il castello l'abbiamo inventariato, i troni, le finestre, gli utensili.
E ora partiamo. Seguitemi!
- E l'inchiostro non l'avete scordato? - Non avete scordato l'inchiostro?
- Le penne le avete caricate? - Avete caricato le penne?
Le penne le trasportano separatamente.
- E le pergamene? - Le pergamene?
Anche quelle.
Ma dove vuoi andare, Eremushka?
Ma come sei dura di comprendonio,
parto per fare l'inventario di tutto il nostro reame.
Non è compito da zar!
Hai il capello lungo e l'intelletto corto, tu.
È compito da zar.
- Non da zar! - Da zar!
Non da zar...
- La scala l'avete annotata? - L'abbiamo annotata.
Quanti scalini?
- Contare! - Contare!
Quanti?
Otto.
BARBARA-BELLA, TRECCIA LUNGA
Sceneggiatura M. CIUPRIN Con la partecipazione di A. ROU
Regia ALEKSANDR ROU
Direttore della Fotografia D. SURENSKIJ
Scenografia A. KOLOPOTOVSKIJ, A. lVASCENKO
Musiche A. FILIPPENKO Missaggio A. DIKAN
Traduzione dei sottotitoli in italiano: Eleonora VOLPE
Personaggi e Ilterpreti:
Zar Eremej - M. PUGOVKIN
Chudo-Judo, pure Zar - G. MILLAR
Afonja, diacono - A. KUBATSKIJ Praskovja, diaconessa - L. KOROLEVA
Andrej, figlio del pescatore - A. KATYSHEV Andrej, figlio dello Zar - S. NIKOLAEV
Barbara-bella - T. KLUEVA Stepanida, la nutrice - V. POPOVA
Gli autentici pirati:
A. KHVYLJA, L. POTJOMKIN A. ZINMAN, l. LEONGAROV
Aspiranti-sposi: B.SITCHKIN, l.BAJDA, R.JURIEV
Pescatrice - V. ANANINA Malanja, Zarina - V. PETROVA
Vecchietta-allegretta - V. ALTAJSKAIA Mamma - E. KUZURINA
Per quasi un anno Eremej contò e contò,
mise in croce tutti i diaconi e lui stesso si stancò.
Aveva contato tutti i funghi, tutti gli alberi nei boschi,
tutte le lentiggini sui nasi dei bambini.
Aveva consumato tutto l'inchiostro
e senza svoltare, finalmente con l'anima in pace, prese la via del ritorno.
Ma la via di casa non era breve.
Così Eremej decise di riposare strada facendo.
Consumare un'intero barile di inchiostro!
E una tal quantità di bestiame se n'è andato in pergamena!
- Parli degli arieti? - Degli arieti.
E una montagna di penne d'oca è andata distrutta!
Ho voglia di bere, non ce la faccio proprio più.
Zar, signor mio, bisognerà sopportare un pochino.
Ah, ci fosse almeno un pò di gazzosa!
Che gazzosa volete mai trovare qui!
Intorno c'è solo steppa...
La strada è lunga...
Lasciami andare!
Senza riscatto non ti mollo.
E cosa vuoi per riscatto?
Giura sulla tua parola di Zar
che mi darai quello che nel tuo reame non conosci.
Cosa non conosco nel mio reame?
Giuro sulla mia parola di Zar.
Zar, signor mio!
Ricorda!
Hai dato la tua parola di zar.
Non mi fa paura.
Nel mio regno ogni briciola è stata contata, annotata.
Io nel mio regno conosco tutto.
Ben arrivati! Che gioia!
Che gioia!
L'erede al trono!
Andrej Eremeevitch!
Ecco quello
che non conoscevo nel mio reame.
Che gli ha preso ?
È svenuto!
- Perchè? - Per la gioia !
Per la gioia!
Di fili d'erba e di briciole ho contato una gran quantità...
Ho contato, ho contato e mi sono sbagliato!
A uno zar non si addice di perdersi d'animo.
- Nessuno? - Nessuno!
Non chi si è messo nei guai è perduto, ma chi si è abbattuto!
Come faccio a non abbattermi?
Devo dar via il mio stesso figliolo!
E tu non darlo.
E come posso venir meno alla mia parola di zar?
Via la parola in tasca, e fuori l'astuzia!
Come faccio a raggirare quel Ciudo-Judo Fuorilegge?
Come gli altri, così pure lui.
- Nessuno? - Nessuno!
A me, Zar, signor mio, m'è venuta un'idea...
Un inganno ho in mente.
Devi nascondere tuo figlio presso altra gente.
E il figlio altrui chiamare zarevitch!
- E come? - Così!
Lascia che l'altro abiti nel castello finché lo vengono a reclamare.
Al momento di stare ai patti dai l'altro a Ciudo-Judo,
e il tuo, dopo, te lo riprendi a casa.
Che mente!
Agisci!
Ninna-nanna, ninna-lo Dormi, Pescatore mio piccolo
Ninna-nanna, ninna-o Un bel gioco poi ti do.
Gira il sonno per tutte le case,
Chiude gli occhi ai pescatori,
Ninna-nanna, ninna-nì, Preto, presto, devi dormì.
Pesce-Bianco s'avvicina,
A tutto il villaggio fa sentire la vocina...
Alla giovane mamma porgiamo il nostro rispetto.
- Il tuo bambino come l'hai chiamato? - Andrej.
Andrjushenka!
Un bel nome.
- E tuo marito come fa di nome? - Elisej.
Che coincidenza! Andrej Eliseevitch e Andrej Eremeevitch.
- E allora? - È un nome adatto.
- Tuo marito fa il pescatore? - Fa il pescatore.
Dunque, mammina, la fortuna è venuta nella vostra casa.
Và presto da tuo marito,
digli che allo Zar, signor nostro, è venuta voglia di pesce fresco.
E chi rimane col mio bambino?
Mia moglie starà un pò con lui.
Entra, Praskovja, sta' un pò col bambino.
E tu, mammina, va' , fa' presto.
Agisci!
Ah, che succederà ?
Ecco, così.
È un peccato mortale!
- Hai fatto? - Non ti arrabbiare, Afoniushka!
Taci, testa-vuota!
Come si può togliere il figlio alla sua stessa madre ?
Si può tutto, se si fa con cura.
Tira fuori quello dello Zar. Piano !
Ma che, sei scema? Tira fuori dalla cesta quello dello Zar!
- Ma io... - Fa come ti dico!
Dunque, Andrej Eliseevitch,
venite qua nella cesta.
E Andrej Eremeevitch, nella culla.
Ed ecco tutto sistemato.
Voi donne! Non vi si può affidare nulla!
Su, su, signor mio,
si parte per il castello.
Che fai là? Scappiamo!
Guardate un pò che succede: fuori è quasi l'alba,
dorme ignara la Zarina, e dalla culla manca il bambino.
Alle tate hanno dato ordine severo di guardare a vista il piccolino.
Perchè dunque dormono le tate e il castello intero ronfa ?
Perchè il diacono Afonja ha dato a tutti una pozione.
- Non si è svegliata? - Dorme.
- E tu? - Tutto sistemato.
L'inganno è riuscito.
E se poi lei se ne accorge?
Non dovrebbe. Che differenza fa? Un bambino è un bambino.
Pare somigliante.
Tutti i piccoli si somigliano.
E se glielo dice il suo cuor di mamma ?
Sciocchezze. Non c'è nessun cuor di mamma.
Sono tutte invenzioni delle mamme, per darsi importanza.
Non c'è nulla da temere.
Sciò!
L'erede al trono hanno rapito!
Mani, manine, dove stavate? Dalle nonnine!
Che avete mangiato? ll semolino! E bevuto un tantino!
La tua mammina si è spaventata. Guardo e trovo la culla vuota.
Invece è solo lo Zar che aveva nostalgia del suo piccolo zarevitch!
Sei tu il nostro futuro Zar, signor nostro!
E da dove è uscito questo neo?
Ecco, adesso glielo dice il cuor di mamma.
È solo una scaglietta di pesce, piccolino mio !
- Non gliel'ha detto. - Non gliel'ha detto.
Zar, signor nostro!
Oh, come corre veloce il tempo!
Credeteci oppure no,
ma da quando lo Zar bevve dal pozzo,
sono volati diciotto anni.
Che bravo, Andrjusha!
Abbocca! Tira!
Si è di nuovo spezzata.
Non sei bravo nella pesca, Zar, signor nostro.
- Chi sono? - Sono Ciudo-Judo Fuorilegge.
Signore oscuro. delle terre lacustri
Potente padrone del sottosuolo.
- Cos'altro? - Eccetera, eccetera, eccetera.
Ecco, bisognava cominciare dall'eccetera.
- Scusate! - E voi chi siete?
Noi siam dello zar i pirati, pirati, pirati,
Siam baldi giovani, giovani, oh, oh!
Siam tutti lestofanti, fanti, fanti,
Arrabbiati come cani, cani, oh, oh!
Chi passa lo spogliamo,
- ...le scarpe gli togliamo... - ...e dopo gli parliamo.
Poi di nuovo lo calziamo
E la canzoncina gli cantiamo!
Tri rumba, rumba, rumba, A sinistra prenderemo,
E all'isola del tesoro, Forse, arriveremo.
- Forse... - Forse...
Forse arriveremo.
Cantate bene.
Ma la bellezza dov'è? La bellezza non c'è.
Dov'è il tappeto magico?
Non c'è il tappeto magico.
I pretendenti diranno: Ciudo-Judo non ha un castello, ma chissà cosa.
Una vera pietà , non c'è arte.
Andate!
- Dove? - Dal boia !
E con le teste in spalla non osate tornare!
Passa il filo sul dito e con quest'altro tienilo fermo.
Il ferro va nella maglia.
Io faccio proprio così, ma non mi viene niente.
E tu sforzati.
Salvaci, principessa!
Tuo padre ci ha di nuovo mandati dal boia.
- Perchè si è arrabbiato stavolta? - Per la bellezza!
- Per i tuoi pretendenti... - ...vuole il tappeto magico.
Non ho tempo!
E va bene, non piangete!
Bello!
Bellissimo! Toglilo ! Portiamocelo.
Presto, da Ciudo-Judo.
Ca c'est bon!
Che seccatori! Vengono per ogni sciocchezza.
Io invece, ho tanta voglia Di imparare a lavorare a maglia.
E a che ti serve? Puoi fare tutto per magia.
Non voglio usare la magia.
Voglio fare come fa la gente.
Qui, figliola, ci vuole pazienza.
- Tata. - Che vuoi, Barbarella?
Tu li hai avuti i fidanzati?
Ce n'era uno...
Un mago?
Faceva lo stalliere.
Ci volevamo tanto bene. Vassja, si chiamava.
Una volta, ce ne andavamo per una stradina nel bosco.
La stradina era larga, ma noi stavamo vicini, vicini,
come se fosse stata stretta.
E tutt'intorno c'era una marea di funghi.
Ma noi non li coglievamo.
- E perchè? - Ci andava di camminare vicini.
E Vassilij dice: Stepanida, palombella mia.
Già, le persone stanno meglio di noi maghi.
La nostra padrona scoprì il nostro amore e si arrabbiò..
Vassja lo mandò a fare il soldato, a me mi chiuse nella cantina buia.
Dovevi trasformarti in palombella e volartene da Vassja.
Siete voi, qui, nel regno sotterraneo, che potete far magie.
Ma da noi la magia è peggio che rubare.
Non si può?
Vassja, durante la sua prima battaglia, fu colpito da una cannonata.
A morte ?
E io, disperata, andai A un lago profondo e mi ci affogai.
Ecco cos'è l'amore.
- L'amore? - L'amore.
Da ogni parte del reame sotterraneo,
da tutte le caverne, del regno di Ciudo-Judo,
da ogni angolo e da ogni direzione
son qui venuti al cospetto del trono di Ciudo-Judo
i pretendenti-sposi.
Fate entrare!
Alì-Ochina! L'uomo-piscina!
Beve l'acqua delle fontane
e ingoia tutte le rane.
- No! - Cosa no?
- Nè acqua, né rane. - Mi allontano.
- E neanche i pesciolini? - Oh, papà!
Avanti il prossimo!
Questo sposo ha la baldanza
di leggere i pensieri a distanza.
Che c'è, è morto?
È resuscitato. Ben arrivato.
Quest'è bella!
Indovina i suoi pensieri!
Che gli ha preso?
Ha indovinato bene i miei pensieri!
Il prossimo!
Sposo-mago, il biondo!
- Mica è biondo? - Che differenza fa?
Un largo bonjour a voi!
Da quali genti provieni?
Son delle genti di qui,
ma per cultura sono di là.
E dov'è che ti sei fatto la cultura?
In una scuola di prestigiatori d'oltremare.
Come sarebbe?
Loro la chiamano prestidigitazione,
noi diciamo, velocità dei piedi
e ipnosi.
Hai studiato a lungo in questa scuola d'oltremare?
Due anni e un mese.
Due anni, per imparare a dire "prestidigitatore".
E un mese per l'ipnosi.
Forza, facci vedere.
A tutti un gran gutten morgen!
Merci.
Adesso pronuncerò le magiche parole "ein, zwei, drei" ,
Che tradotto vuol dire uno, due, tre, quattro.
Guardo attentamente la sposa
e questo sarà sufficiente, per farle dire
che sono io il suo sposo.
Velocità delle mani e dei piedi, dunque...
Tacchino!
- Il prossimo! - Fine!
- Come fine? - Sono finiti i pretendenti.
Và via, figlia indisciplinata!
Via tutti dalla mia grotta del trono!
Torna, figlia indisciplinata!
Torna tu sola.
Fallo per papà.
Mica li chiamo qui per me i pretendenti alla tua mano?
E che pretendenti! Autentici maghi!
Mi hanno stufata questi autentici maghi.
E che sposo vorresti, allora?
Normale, come sulla terra.
Come? Sulla terra? Ho sentito bene?
Il mio sogno è questo: che noi si vada per una stradina nel bosco...
- Noi chi? - Lui e io.
La stradina è larga, ma noi è come se andassimo per una stretta.
Tutt'attorno un mare di funghi, ma noi non li cogliamo.
E lui improvvisamente lui dice: Pavoncella mia bella !
Dì un pò, funghi bianchi?
- E i porcini ci sono? - Può darsi.
Mi son ricordato che ho un conticino in sospeso con un certo zar.
Tieni forte, signor mio, io aiuto mio padre.
Non temere, torno in un attimo e ti insegno l'arte della pesca.
- Andrejka! - Eccomi, babbo!
Sapessi chi è il tuo babbo...
Sangue del mio sangue.
Il debituccio!
Debituccio...
Mani, manine, dov'eravate? Dalle nonnine!
Che avete mangiato ? Di semolino tutto un catino.
Volta per volta un pochino,
per mamma un cucchiaino.
Per babbo un mestolone!
E subito a dormire nel lettone!
Con olio di rosa e lavanda spruzziamo per profumare.
Lo Zar sta per tornare dalla pesca. Bisognerà lavargli le manine bianche.
Sciò!
Tragedia! Ciudo-Judo dall'acqua mi ha minacciato col dito.
Forse, me.
Ma forse ti è sembrato?
Quanti anni sono passati nell'attesa. Ma forse davvero mi è solo sembrato.
Solo sembrato! Calmati e sciacqua le manine bianche.
Il debito!
Eccolo!
Che fare?
La nostra astuzia non deve andare a vuoto.
È giunta l'ora di dare a Ciudo-Judo il falso-figlio.
E se il falso-figlio si rifiuta?
Ho inventato un piano tale, che sarà lui stesso a correrci.
Agisci.
Solo, serviranno quattro once di prosciutto,
una mezza dozzina di aringhe salate
e cetrioli sotto sale in grande quantità.
Agisci!
Che sete! Da morire!
Ma che guaio!
Ho dimenticato di portarmi un pò di vodka fredda.
- Dimenticato? - Dimenticato.
Vedi bene, che se mio padre dovesse morire un bel giorno,
allora, te la farò pagare, Afonka!
- Non ti arrabbiare, Zarevitch. - Voglio bere!
C'è un pozzo qua vicino.
- Dove? - Eccolo là ...
Che vi dicevo? Ci è corso da solo, di propria volontà.
Ma come sei furbo, diacono! Una buona salatura, col radicchio.
- Dove vai? - Ad aiutarlo.
Che mente!
È fredda l'acqua.
- L'hai aiutato? - L'ho aiutato.
Ma sarà una cosa giusta?
Miracolo! Sono venuto fuori dall'acqua asciutto.
Che ciccione!
Prendere in giro il figlio dello zar!
Sei cattivo, tu!
Mamma mia!
Aiuto ! Tate, salvatemi!
Perchè gridi? Perchè urli?
- Chi sei? - Sono la vecchietta del ceppo.
Ma che, ti burli di me ?
Tu ascolta e cerca di capire. Non t'arrabbiare.
A una nuova vita ti devi abituare.
Basta ballare! Racconta come stanno le cose.
- Perchè sei capitato qui ? - La barba di tuo padre t'ha fatto un brutto tiro.
La barba di mio padre?
Tata!
Hai corso abbastanza, birbantella?
O, tata, o tata mia bella!
Ma che hai, bambina?
Chi ti ha offeso, stellina mia lucente ?
Un tipo cattivo! Grande e grosso!
Capretta mia, bimbetta!
Ecco com'è stato che Zar Eremej ha dovuto, dopo diciotto anni,
saldare il suo vecchio debito: mandarti qui.
Ma io lo!... Lo dico alla mamma!
Non gridare! Ecco a te, zarevitch, il mio consiglio.
Da Ciudo-Judo vai e un largo inchino gli fai!
E come ci arrivo dal tuo Ciudo-Judo?
Per dritto cammini e a una radura selvaggia arrivi,
tre volte il piede batti, tre volte le mani, una volta fischi.
- Come? - In questo modo.
Se ci riesci, Ma si può fare più piano.
Accorrerà al tuo fischio una belva mai vista:
da lepre ha l'orecchio, da chissà chi ha l'occhio,
da leone ha la coda, ma non così lunga.
Ti trasporta fino alla riva, là tu chiami i traghettatori.
E dopo?
All'altra riva sei atteso.
- Da chi? - Sorpresa.
Dove vai?
Che c'è ancora?
Prendi una dolce carota
per darla alla belva mai vista,
e del miele profumato,
per darlo ai traghettatori.
Che abbia almeno detto grazie. Messo su bene, ma educato male.
Dammi!
- Sparisci! - Mangione !
Vieni, non t'attardare, solo il miele non lesinare.
Ecco il miele! Fà presto!
Che miele profumato, di tiglio.
- Magari è buono! - Fa venir l'acquolina in bocca.
Lasciami un pò di miele!
- Ne farai a meno! - Screanzato!
Avaraccio!
Ti sei finito tutto il miele!
Benvenuto!
- Ti aspettavamo! - Ci sei mancato!
Ma chi siete?
- Marchese de lo Gat! - Duca del Tor!
- Barone de Porch! - Visconte de lo Can!
Cicciottello, rotondetto, ben pasciuto.
Ho paura del solletico!
Ci stai bene.
Dategli lo scettro e il globo.
Ma non così. Il globo va nella sinistra, lo scettro nella destra.
Ecco, quando morirò
tu regnerai al mio posto.
Zar, signor nostro, dove avete messo il vostro zarevitch?
Racconta.
- Non è lo zarevitch. - È il figlio del pescatore.
Per questo lo abbiamo dato a Ciudo-Judo in vece tua.
In vece mia?! Che avete combinato?
Non è un problema tuo.
Lo Zar non può pensare a tutti. Lo Zar deve pensare alle cose importanti.
Bè, hai imparato a sedere sul trono, adesso devi imparare a comandare.
Comanda qualcosa.
Allora, Afonka, sella uno stallone e mettimelo sul portone.
Immediatamente!
Fermo! Dove vai?
Figliolo, fermati! Che fai?
- Disgrazia! - Disgrazia!
Prendi una dolce carota, per la belva mai vista.
E il miele profumato, per i traghettatori.
Grazie a te, Vecchietta-allegretta.
Non è grasso ed è ben educato.
Chi sei?
Sono lo Zarevitch Andrej, il figlio dello Zar Eremej!
Girati da questo lato!
Adesso dall'altro!
Di schiena!
- Bello! - Ben messo!
- Ben pasciuto! - Cicciottello!
Col burro vero cresciuto!
È lo stesso che mi mirava con la fionda.
- Sei capace di fare i giochi di prestigio? - Non è cosa che si addica al figlio dello Zar.
- E risolvere gli indovinelli? - Solo questo ci mancava.
Ma qualcosa la saprai fare?
Siccome sono il figlio dello Zar, non so fare niente.
- Non sono obbligato. - Ah, non sei obbligato?!
E a te che importa?
Volevo darti mia figlia in sposa.
In sposa ? Questo si può, se offri una buona dote.
Che magia inventare, perchè mi rifiuti?
Chi vuoi che rifiuti una simile bellezza?
È bella tua figlia?
- Tutta suo padre. - Suo padre?!
- Che gli prende? - È grasso...
- Debole di nervi. - Anemico.
- E la dote? - Quella di ogni Zar.
- Per essere più precisi? - Mezzo regno.
- Accetta! - Non sarà troppo poco?
Ho inventato un tale indovinello,
che potrebbe risolverlo solo un uomo dal cuore caldo.
- Come il tuo Vassilij. - Come il mio Vassilij?
Tata!
Tata, tata...
Assaggia questa carota, belva mai vista.
- Allora, siamo d'accordo? - D'accordo!
Bar-bar-bar-barbara!
Che magia è questa?
Ah, che birbante, che illusionista!
Questo è Andrjushenka, figlio dello Zar Eremej.
Indovina, qual è la tua sposa?
Se non indovini, ti taglio la testa!
- La testa? - Così vuole la tradizione.
Mamma mia!
Qual è la mia figliola?
Primo tentativo!
- Assaggiate del miele profumato. - Grazie!
È buono!
Misha, lasciane a me, abbi cuore !
Mangiate alla salute!
- Buon viaggio! - Il bocca al lupo.
Secondo tentativo!
Sbagliato di nuovo!
Terzo tentativo!
Mamma!
Ehi, boia!
Mozzagli la testa!
- Fermi! - E questo qua chi è?
- È inutile che tagliate a lui la testa! - Anch' io lo dico che è inutile.
- Tagliate la mia! - Giusto! La sua testa è migliore.
- Ma chi caspita sei? - Sono lo Zarevitch Andrej!
- Il figlio dello Zar Eremej! - Quale figlio?
- Il maggiore? ll minore ? - No.
- E quale? - L'unico.
E allora lui chi sarebbe?
È il figlio di un pescatore.
Mente! Sono io lo Zarevitch!
Usurpatore! Anch' io ho la testa sulle spalle.
Non temere, adesso non ce l'avrai più.
Non aver fretta, Ciudo-Judo.
Lui non lo sa che ci hanno scambiati.
- Come scambiati? - Chi ha scambiato?
Cosa hanno scambiato ? Quando hanno scambiato?
- Quando eravamo ancora in fasce. - E perchè?
Perchè io restassi sulla terra e tu non mi avessi.
Ma guarda un pò che mascalzoni!
Boia, mozzagli la testa!
- Padre, perchè a lui? - Il vece mia.
Se è in vece tua, allora che anche lui provi a indovinare.
Questo è giusto. Non ho da obiettare.
Se indovini qual è mia figlia...
E che c'è da indovinare?
Come che c'è? Primo tentativo!
- Eccola! - Ha indovinato !
- Al primo tentativo! - Questo si che è lo sposo!
Come hai fatto a indovinare? Eravamo sei !
Le altre non le ho notate. Per me ci sei soltanto tu.
Soltanto?
Soltanto, palombella mia bella.
Palombella mia bella.
E tu che hai da mugugnare, caprone?
- Chi? - Suvvia, vostra fuorilleggenza.
- Che fare? - Sposarli e lasciarli andare sulla terra.
- Non li lascio! - Ma hai dato la parola!
Io l'ho data e io me la riprendo!
Sulla terra? Dalla gente? Pfui!
Tata, il cuore me lo dice, vogliono uccidere Andrej.
Tata, cara.
Per la festa di Ciudo-Judo Una torta di argilla hanno fatto,
Filastrocca, filastrocca, Riempite i boccali,
Qua il compleanno, là gli sponsali.
Care signore, posso cantare qualcosa per voi ?
- Canta, lumicino... - Non ti vergognare.
E cosa devo cantare?
Dell'amore.
- Di nuovo dell'amore! - Per favore!
La nonna il capretto tanto amava,
La nonna il capretto...
- Cosa? - Tanto amava.
Un-due, un-due, Tanto amava !
- Questa è una filastrocca! - Sei un vecchietto ingenuo.
Affidi a uno sconosciuto una cosa del genere.
- Quale cosa? - Legare il tovagliolo.
- E con questo? - Il nodo si può fare più stretto.
Tu, Zarevitch, pensa quel che dici!
E tu non temere chi parla senza pensare,
ma chi pensa, senza dire.
E chi esattamente?
Perchè, vostra fuorileggenza, dovrei dir male della gente?
Ti ordino di dir male.
- Che si tappino le orecchie. - Tappare le orecchie!
Della figlia di vostra fuorileggenza lo sposo promesso.
Cos'ha in mente?
Ha in mente di portarti via tutto il regno sotterraneo.
E allora ?
- E di portarsi Barbara sulla terra. - Come?! Bar-bar-bar-bara?
Non lo permetterò!
Disgrazia!
- Barbarella! - Ti vogliono far del male!
Là!
Splendido Zarevitch, esci un attimo.
- Fatti vedere! - Fammi il piacere!
Non rifiutare di parlare con noi poveretti!
Andreuccio, amico mio caro!
- Ma dove sono? - Forse, dalla sposa.
Và avanti, cammina!
Barbarella, bellezza mia mai vista! Andreuccio, falco mio splendente!
Permettimi di darti un bacio.
No, non permetto, Finché non ci sposiamo.
- Fan così senza fine! - Smancerie!
Ma almeno sulla guancia! Dopo che ci sposiamo!
All'arrembaggio!
Ma dove sono?!
È la mia figliola super-intelligente che ci ha ingannati!
È scappata con lui, e ci ha lasciato il discorso.
Che aspettate? All'inseguimento!
Sellate i cavalli fatati, i miei personali, forti, con due vite,
di razza, veloci, a reazione !
All'inseguimento!
Seguitemi!
Sono come spariti sotto terra.
Non c'è dove sparire. Siamo sotto terra.
Niente e nessuno è apparso sul vostro cammino?
Due conigli lilla brucavano l'erbetta.
- Lilla? - Lilla.
Lilla sarà la tua testa spelacchiata!
Torniamo indietro! l conigli lilla!
Avanti! Indietro, ai conigli lilla !
- Corriamo al traghetto! - Corriamo!
Fermi!
Non avvicinatevi! Toptezhka, avanti tutta!
Fatto, avanti tutta!
Arrendetevi! Tornate indietro! Mal ve ne incoglierà!
Sciò!
Sennò ti sbatto oltre le nubi, volerai, scalcerai,
fino a quando ti spaccherai in due!
- Torna indietro! - Addio, padre!
Che figlia indisciplinata!...
Forza, mie belle signore, tuffatevi !
Mi sono stancato.
- Grazie, Toptezhka! - Grazie!
- Alice! - Acciuga!
- Sardina! - Pescecane!
Pesce secco!
Prendeteli!
- Che hai? - Fa male poggiare il piede.
- Provate ad avvicinarvi! - Adesso nessuno ci potrà aiutare.
E io?
Perchè ti sei rattristato, caprone?
Oggi è il mio compleanno.
Se è così, balliamo.
Trot-to, tro-to, Abbiam con noi un gatto...
Mi gira la testa, cado.
Non fate i fanfaroni, ma fate alla vecchietta del ceppo un inchino!
Non conviene a un figlio di zar buttarsi in ginocchio!
- Buttati! - Non mi butto!
Sta' fermo!
Non starò fermo!
E non stare fermo, alla salute!
Lo farò!
Questi si che sono miracoli!
- Dove vai, Praskovja? - A gettarmi nel pozzo!
- Perchè? - La coscienza mi tormenta!
- E tu sputaci sopra! - No, fosse uno solo, ma lo devo salvare!
- E come lo salvi? - Mi presento a Ciudo-Judo!
Dimostrerò tutto quel che non sai!
Cos'è che non so?
Praskovja, dove vai? Aspetta, mammina!
Gente ! Dimostrerò tutto!
Abbi pietà di me, poveretto!
Lasciami, maledetto!
Perdonalo.
Perdona.
Cos'è questo?
Chi stavi picchiando? Il figliolo dello Zar, signor nostro,
Andrej Eremeevitch, l'erede al trono.
Ma che succede?
Davvero, è Andrej!
Solo che non è di sangue reale, ma di gente semplice.
Il figlio dello Zar eccolo!
Questo è di gente semplice. E questo di sangue reale!
Che, sei impazzita?
Inchinati, non avere dubbi. Adesso racconto com'è andata.
Gente! Perdonate me, miserabile! Un tale peccato!
- È impallidito il nostro figliolo! - Si è sciupato!
Alla festa di Andrjusha Abbiam fatto una bella torta!
Alta così!
Larga così!
Lunga così!
Filastrocca, filastrocca, Scegli quello che ti piace!
Amo tutti, per il vero,
ma Andrjushenka-carino, più di tutti, figliolino!
Come si desiderava, così è avvenuto.
A me è rimasto soltanto il saluto:
arrivederci, un bacione e grazie per l'attenzione.
E qui della fiaba è la...
FINE
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