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Original subtitles

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MASSIMO: Oh? Tutto bene?

- Si, si! - Che hai fatto?

Me l'hanno insegnato al corso preparto:

il controllo della respirazione durante il travaglio.

- Ho capito, Beppe, ma non stai partorendo te. EMO: Scusa, eh.

- Con quella pancia potrebbe anche esse'! - Ti pare il momento?

ALDO: Dai che si scherza...

Ho visto certi video di certi parti che l'esorcista gli spiccia casa, eh.

Ma non esagera', che poi alla fine fa tutto la donna, eh!

Che ne sai se non hai figli?

-Ma io sì, eh! -Si ma li hai fatti nel Rinascimento!

E il Viviani però...

Era a 10.000 chilometri di distanza. Non a caso.

Allora vorrà dire che lo farai te adesso l'eroe, eh.

- Cioè... guarda... son nato per fa' l'eroe io, no? - Vedrai.

Son milioni d'anni che vengono al mondo. I figlioli, dico!

Signor Battaglia, guardi che ci siamo, eh!

- Ci siamo! - Venga subito!

- Vado, eh? - (insieme) Dai, vai!

- Vado, ecco. - Devi andare!

EMO: Oh, vai, vai!

50 euro che tra 5 minuti ce lo riportano in barella?

Sicuro!

ALDO: Eccolo. - La valigina! EMO: Quale?

- Quella con le cose di Marina! L'ho lasciata a... - Ma dove vai?

- Vado a prendere la valigina... - Ma dove vai? - E' importante!

- Ci pensiamo noi, tranquillo. - Vai, vai!

Tranquillo, ci pensiamo noi.

(CELLULARE SQUILLA) Oh, Gino!

Il telefono, dai, moviti!

Che se si sveglia Ampelino, siamo del gatto!

Oh, è Massimo.

Sì. Rispondi, vai!

Pronto, Massimino?

Gino ascoltami, ho bisogno della valigina di Marina.

Ma è nata?

No. Zitto, zitto che non sento niente! Di quale vagina parli?

No, ma quale vagina? Va-li-gi-na!

Portatela giù che passo a prenderla. - Va bene, vabbè.

Dice che devi trovare la valigina per portare la roba a Marina.

Ah! E... dovrebbe essere questa, mi sa, eh.

Eh... allora vai.

Portagliela! - Io?! Sì, te.

Ma poi c'ho da rifa' le scale per veni' su, eh.

- E certo. Dai, asciugati, sai. - Io ci muoio!

Ma t-ti lamenti... Ma vieni da me. Dammi la borsa, che la porto io!

GINO: Mamma mia, quanti discorsi te! Ohi, ohi...

(VETRI INFRANTI) Oh! E' andata via la luce!

(FORTE TRAMBUSTO)

Chi c'è?

UOMO: Mi hai fatto cascare il bastone! - Chi c'è?

Non risponde nessuno?

Ma chi è, deh? PERUZZI: Ma la vogliamo finire?

Ma che è 'sto casino?

Te vai a letto, vai! Che è meglio! - Ma vacci te a letto!

Mamma mia, che spavento...

Ohi, ahi... Non ne posso più. Ohi me, non ne posso più!

Ma che hai fatto?

Hanno spento la luce,

si è sentito un trambusto, che te non immagini nemmeno...

Sembrava un diavolo che suonava il tamburo!

Si, il diavolo, eh?

Te devi beve meno. Te lo dico io!

Ma allora sarà stato un ladro! Che cazzo ne so io?

Fatto è che ora ci vai te a porta' giù la valigina!

- Lorda! Lo sapevo! - Eh!

TIZI: Ahh!

Brava, brava, bravissima. Così, continua, respira.

Sta' tranquilla, eh.

Sì, tranquilla! Come nel furgone frigo!

Dice "tranquilla" lui... Ah!

Vabbè, che c'entra adesso davanti a tutti? Concentrati.

- Te l'ha ridati i soldi? - Vabbè, ma non...

No! Non te l'ha ridati!

E allora ci viene lui a partorì al mi' posto!

Sì, però ora si concentri sul respiro perché ci siamo quasi, eh.

Sì. Ti ricordi come ci hanno detto, eh?

Come la contrazione, come un'onda...

- Ma sto a fa' surf?! - Sì, dai, dai, respira.

- Respira! - No, no! Madonnina miaaa!

Sta uscendo! Venga a vedere! - Vabbè, mi fido! - Vieni, vieni!

Ahh!

INFERMIERA: Bella, vero? Bellissima, no?

TIZI: Ahh! - E' bellis...

Signor Battaglia? Signore?

Signor Battaglia? (TIZI CONTINUA A URLARE)

- Bellissima, eh... - Ehi? - Eh?

Mi fate partori' da sola!?

(URLA DI TIZI CONTINUANO)

Allora, Massimo?

Non ci vediamo già abbastanza a casa mia?

Sei tu che non mi vieni mai a trovare nelle segrete del palazzo.

Anche perché non ci dovresti essere più da un anno.

Dai, sii comprensiva. E' una situazione particolare.

- Son diventato quasi zio... - Ah, già, poveretta... Come sta?

Bene, bene. 3 chili e 40.

- E' sana come una triglia di scoglio! - Mhm.

-La Tizi deve uscire oggi. -Ah! Questa è una bella notizia. -Sì.

Bene. Mi vuoi dire anche lo straordinario motivo

per cui mi hai fatto venire qui?

(si schiarisce la voce) Sì.

Prego. E' che non posso esimermi dal mostrare...

al commissario di Pineta...

..questa cosa strana che ho trovato... in magazzino.

(sottovoce) Mi hanno obbligato.

- Ta-dan! - Ta-dan!

Questa me la paghi. Sì.

- Ah, che bella sorpresa! Ah, ah... - Eh...

E certo, una bella sorpresa ogni anno,

poi finiremo per aspettarcela, eh.

Vabbè, un piccolo pensierino per lei, cara Vittoria.

Niente a che vedere

con quell'esagerata messa in scena fatta per Pasquali. E certo.

Perché l'elicottero dei Reparti Speciali sarebbe stato

un tantino sopra le righe.

Ma che fa? Mi diventa gelosa degli scherzi altrui?

No, quando mai!

Anche perché purtroppo dobbiamo

tornare a parlare subito di cosa serie.

Ah, ecco. - Ta-dan!

D'altronde lo scherzo è bello

quando dura poco.

- Sto ridendo? - No. - Cioni, dimmi, sto ridendo? - No.

Allora cos'è questa ironia trita e ritrita vecchio stampo? Cioni!

Impara un po' d'eleganza e un po' di stile da una donna

come lei, da un uomo come me. Cioni!

Eh. Ma quant'è che state stretti chiusi nel magazzino?

- Quanto lo scherzo lo richiedeva. Ma passiamo alle cose serie. - Sì.

Ho riservato un tavolo vista mare. Ah, che bellezza...

Ma se erano cose serie...

BEPPE: Coprilo. TIZI: Ma perché la copertina?

E' la prima volta che esce. Guarda che c'è aria, senti.

Del phon? Beppe, ci saranno 30 gradi!

Però metti che...

- Ma come hai parcheggiato? - Come i rapinatori delle banche.

Guarda che ho letto su internet

che i genitori sono più stressati dei criminali.

Figurati quando ci mettono in carcere!

Questo è un passaggio per le ambulanze.

Ho capito, ma quanti bambini devono nascere mo'?

Eh, non lo so.

Potrebbero nascere.

Allora... questo va bene.

Questo si piazza qua...

(MARINA PIANGE)

Che succede?

Ci vuole una laurea in Ingegneria per blocca' 'sto coso.

Dai, stai calmino. Facciamo così: vado io dietro e la reggo. Dai.

Va tenuta forte però, eh. Proprio...

Come una cintura, proprio forte.

(TIZI SOSPIRA)

Amore? Si va a casina.

Si va a casina noi.

- Tieni forte, eh. - (spazientita) Sì...

Io vado piano piano.

Sì, piano, se però s'arriva...

Tienila, eh.

Amore, quanta ansia c'ha il bambino, eh?

- Babbo quanta ansia c'ha? - Tienila forte, tienila forte.

E insomma, cara Vittoria.

Ho dovuto sacrificare una importantissima riunione al Viminale

per venire qui e parlare con lei di persona.

Eh, grazie. Ma non bastava una telefonata?

- Non bastava. Non bastava... - No, magari.

Anche perché sono venuto qui per parlarle

(sottovoce) di un'operazione molto delicata.

- Come? Non ho capito. - L'operazione delicata è segreta.

Molto segreta.

- Non si sentiva proprio una parola! - Sì, perché sta per arrivare

un infiltrato della famosa mala marchigiana.

- Beh, adesso, "famosa" non... Questo

collaboratore arriverà qui a Pineta

e starà nascosto in un bugigattolo per fare calmare un poco le acque

prima di entrare in azione.

- Quindi non è infiltrato ancora? Tecnicamente sì, ma praticamente...

- Che sta facendo? - Sta... affettando.

- Fuochino. - Cucinando? - No, alto mare proprio.

- Mi arrendo. - Sta affilando le armi!

Ah! E non si capi...

- Come abbiamo fatto a non capire? - Sta affilando le armi...

E quindi bisogna fare molta attenzione.

- Molta! - E se c'è una persona di cui mi fido a Pineta... - Chi è?

E' lei, Commissario Fusco. E quindi io informalmente

glielo affido. - E grazie, allora.

Grazie perché mi ci voleva proprio un'altra bella

(sottovoce) sfiga. - Un'altra bella? - Sfida.

- Ah, "sfida"? - Mi ci voleva proprio un'altra bella sfida.

A proposito, per ringraziarci ulteriormente... - Sì.

..non le andrebbe di venire a fare un piccolo tour enogastronomico?

- Perché? Si ferma? - Pochi giorni.

- Ah, che peccato... - Eh... E' un peccato, perché...

CIONI: Ma guarda che col sindaco andremo sicuramente da Marcellino.

Fa un cuore di pezzogna con riduzione di avocado di Ispica

tostata su un brace di ginepro che è una cosa...

- A cena dove mi porta? A cena qui, con l'assessore di Livorno...

(TRAMBUSTO) Mi sono fatto malissimo, eh.

S'è bruciato il cuore di pizzocchero?

- No, no. E che è?

Macché, ministro, c'è un cadavere in un palazzo.

- Ah! - Hai la macchina?

Sì, ma tanto è qui davanti. Facciamo prima a piedi.

Ok. Scusi, ministro, ma il dovere chiama.

Io avrei risposto "occupato".

Cioni, stai pure comodo, eh. - Vabbè, sì. "Comodo", io...

(MARINA URLA)

Scusate, scusate.

- C'ho una bambina appena nata qua dentro. Eh, mi dispiace.

- Piange, vuole il latte. - Mi dispiace, ma non si passa.

- Ma noi abitiamo proprio qua. - Non si può passare. - Oh, Govoni!

Guarda, Battaglia, accosta la macchina che è un casino.

C'è un cadavere.

- Che cadavere, oh? Eh... C'è un morto

accoltellato e un sacco di sangue.

- No, sangue... Vengo adesso da un'esperienza... - No, Beppe, fermo.

Un'altra volta, no, eh. Prendi aria, guarda il mare...

- Non abbandonare la bambina. - Ci penso io, tu respira.

GOVONI: Respiro, brava.

Ora che m'hai detto che c'è un sacco di sangue...

- Ma me l'hai detto te. - Ho sbagliato. Non lo dovevo di'.

Ma uno con 'sto problema non fa 'sto lavoro, no?

Ho capito, ma non infierire. Sono momenti di fragilità.

Scusi, eh, commissario.

Cioni, ma non avevi il tour

enogastronomico con il ministro? - Sì.

Ma come dice sempre lei: "Prima il dovere e poi il piacere".

Non che non sia un piacere essere qua, è un dovere.

Come con il nostro ministro.

Un dovere è un piacere, un piacere doveroso.

- Bella definizione. - Grazie.

Stai calmo, non ti agitare. Non calpestare morto e sangue.

- Morto e san... Ok?

Oddio... (VETRI INFRANTI)

Che succede? No, che non hai i guanti. Non toccare niente.

- Ho rotto qualcosa, vero? Non lo so. Alza il piede.

- Sì. Alzalo.

- Ci sono vetri a terra. Oddio... - Ecco, bene.

- C'è anche una pietra. - Un sasso?

Una mattonella, direi.

Che potrebbe aver rotto questa lampada.

Crede che c'entri con l'omicidio? Forse sì.

Magari l'assassino l'ha rotta per poter agire senza essere visto.

Potrebbe essere, no?

- No. Come? - Sì, cioè, sì. Dicevo...

- Vuole una mano? - Tieni. - Sì.

- Falla analizzare. - Sì. - Va bene? - Sì.

Come ti senti? - Non benissimo, eh.

(MUSICA DI MISTERO)

(VAGITI)

Commissario, allora?

Beh, intanto, congratulazioni.

- Grazie. - Grazie. - Come sta la piccola?

TIZI: E' qua che sta tranquilla.

Che carina! Con 'sto tempaccio starebbe più tranquilla a casa.

- Come "tempaccio"? C'è un caldo che si muore. - Ma c'è un'arietta che...

Vabbè, lascia stare. E' un po' agitato.

Però, in effetti, se si riuscisse ad andare a casa,

non sarebbe poi così male.

Ecco, allora, ci sarà un po' da pazientare

perché, come avrete capito,

il vostro vicino di casa è deceduto. - Ma è deceduto o l'hanno ammazzato?

Eh, no, in effetti sembrerebbe proprio un omicidio.

Poraccio... Il Peruzzi, no?

Esatto, Salvatore Peruzzi.

Che tipo era?

Mah... un tipo normale. Faceva l'amministratore di condominio.

Ce ne aveva 3 o 4 qui a Pineta.

- Lavorava un casino. - Sposato? - No, scapolo.

Beh, qualche storiella ce l'aveva, eh.

Non c'era un viavai, ma su qualcuno ogni tanto saliva.

Poi, boh... che altro dirti? Era uno preciso.

Cioè? Cioè, di quelli che fanno sempre le stesse cose.

Tipo, la spesa sempre di giovedì,

la musica jazz dopo pranzo

e buttava la spazzatura tutte le sere alle 23:00, ma in punto, eh.

Ma invece la luce delle scale ha sempre funzionato?

- Sì, perché? - No, però due giorni fa era già rotta.

- Due giorni fa? - Mhm.

- Ma sei sicuro? - Sicurissimo.

Ci sono ancora i vetri a terra.

La donna delle pulizie viene una volta a settimana a fare le scale.

No, ma io sono sicuro, perché è la notte che è nata Marina.

Sono ripassato da casa a prendere un cambio e già era così.

Due giorni fa?

(MUSICA DI MISTERO)

Oh, alleluia, eh!

Eh, oh, bimbi, ho fatto tardi.

C'era un casino sul lungomare, non si passava.

- Perché? EMO: Ma, dice

che hanno fatto secco uno che sta nello stesso palazzo della Tizi,

un certo Peruzzi. Ma voi lo conoscevate? GINO: Sì.

Se non era per me, moriva due giorni prima.

- Questo cosa vuol di'? - E come cosa vuol di'?

Vuol dire che io ho fatto scappa' l'assassino. Sì! E come?

Gli hai tirato la dentiera dietro?

Ma guarda, ci manchi te ora a rompere i coglioni.

- Cazzo dici? - No, no, però, bimbi.

Ora, prender per il culo Gino va sempre bene,

però quella sera che s'era a bada' a Ampelino,

qualcosa è successo davvero.

- Cioè? Cioè, che mentre lui scendeva le scale,

s'è spenta la luce in un colpo e poi ha sentito...

(TRAMBUSTO) Chi c'è?

GINO: E poi ho sentito un frastuono d'inferno.

E ho visto un'ombra scappare, e dopo ho visto

anche il morto ancora vivo

e l'ho mandato a quel paese. EMO: Gino,

francamente, non c'ho capito una sega.

- Sì, ma nemmeno lui, eh. - Cosa vuol dire "ho sentito un frastuono"?

A me ha detto che era il diavolo che batteva sul tamburo.

-Lui? Sì.

Senti, io quello non lo so.

- Però so quello che ha detto l'assassino. - Sì! Tutte le volte

cambia versione. EMO: Cioè?

"Sei matto ad arresta' il Barone, "Hai tatto ad arrota' il procione"...

Il procione?! Ma cosa vuol di'?

Vuol di' che è sordo come una campana.

Buoni. Ora son sicuro, c'ho ripensato.

- A cosa hai pensato? - A cosa ha detto.

- Che ha detto? - M'ha detto: "Hai fatto caga' il coglione".

Era quasi meglio il procione.

Ma non c'ha senso, Rimediotti! Ma cosa dici?

Ma come non ha senso? L'ho letto su internet.

E questo è il modo di parlare dei giovani. Hai capito?

E allora abbiate fede, abbiate.

(MUSICA DI TENSIONE)

(CANE ABBAIA IN LONTANANZA)

(PORTA SI APRE)

- Ma cosa fai? - Hai sentito sì o no?

- Ma cosa? - Zitta. - Mi fai imparanoia'.

Shh.

- La porta è chiusa. E quindi?

E se è già entrato e ha rapito Marina?

- Marina c'è e respira. - Menomale. Ampelio?

- C'è. Ma non si può anda' avanti così.

Bisogna trova' un altro posto. Non si può star qui con due bimbi

e un assassino a giro. - "A giro"! Chissà dove sta...

Di sicuro non è nel cortile di una galera.

Eh, ho capito, però bisogna che troviamo un posto,

almeno finché non lo arrestano. Esatto.

Esatto, ma intanto dove andiamo?

Una soluzione ci sarebbe.

No, no, no, proprio no.

- No. - Ma la casa è grande. - No, non è grande.

Neanche la Casa Bianca è grande con Pasquali dentro. No!

-Ma c'ha il giardino, l'aria è buona. -Tizi, no.

Io da quel pazzo maniaco non ci metto più piede.

Piuttosto mi faccio accoltellare.

No, no. Non mi fare questa faccetta come se fosse l'unica soluzione.

Non è l'unica soluzione.

- Quale altra proponi? - Ehm...

Prendo una pistola.

- Un bazooka? Un bazooka. - Beppe?

Tizi, no. No!

Ti prego, no.

(TIZI SOSPIRA)

BEPPE: Bussi tu, ci parli tu. TIZI: Sì, sì, va bene.

- Ma sono le 5, stara a dormi', no? - Ci riprovo.

PASQUALI: Ma chi è che rompe a quest'ora?

- Senti, senti... - Eh, oh. - Te ne accorgerai.

Scusa, eh, Paolo.

"Paolo"?

- E come ti chiami? - No, perché non mi hai mai

chiamato come mi chiamava mia mamma da puteo.

Eh, dai. Dopo tanti anni meglio entrare in confidenza, no?

Meglio, sì.

Visto che siamo in confidenza,

noi non abbiamo dormito tutta la notte dalla paura.

Perché c'è stato un... (sottovoce) omicidio.

Sì. Battaglia, lascia parlare lei che ha una voce proprio più armonica.

Hanno accoltellato una persona per le scale del nostro palazzo.

E noi con due creature così piccole come facciamo a restare lì?

- Eh, come femo? - Pensavamo che per un breve periodo

con un piccolo contributo alle spese...

- 200 a settimana. - 120. - 180.

E state tutti nella stanza degli ospiti.

E a lui lo controlli tu che non mi rubi da mangiare. - Ma quando mai?

- Taci, idrovora! Affare fatto? - Affare fatto. - Bon.

Te ne accorgerai...

- Vai, vai. - Vai, amore.

PASQUALI: Regola della casa numero 1...

Sì. Le scarpe!

- Che cosa urli? - Ma tanto avrebbe urlato lui. - Ho capito, ma...

- Permesso? PASQUALI: La porta!

No, non di Via Loi, noi siamo dell'altro condominio, il Tiglio.

Io sono del condominio La Fornace.

Il condominio è in Via Gramsci.

C'era gente che ce l'aveva molto pesante col Peruzzi.

Avercela, ce l'avevo anch'io con lui. Però da ammazzarlo...

Mah... Io a casa ci sto poco.

Sono 10 anni che s'aspetta che il Peruzzi faccia la facciata nuova.

Niente, niente, nemmeno col superbonus, niente.

Poi mi rompeva anche i coglioni per dove dovevo parcheggiare la moto

per dei cavilli che sapeva solo lui.

Ha avuto sempre l'atteggiamento di dettare legge.

E poi, onestamente, non ce li ho tutti 'sti grandi amici nel palazzo.

Secondo me c'aveva dei giri poco chiari, c'aveva dei giri loschi.

Il Peruzzi era una persona onesta.

Perché qua ci mangiano sopra quanto vogliono,

ma veramente quanto vogliono.

Fare l'amministratore di condominio è

semplicemente il lavoro più difficile del mondo.

Io non me lo ricordo nemmeno.

Poi alle riunioni di condominio non ci vado mai. Troppa energia negativa.

Il braccio rotto?

Ah, no. Quella è stata Svetlana, la signora delle pulizie.

Lascia sempre le scale bagnate.

E chi ce l'ha messa la Svetlana a fare le pulizie?

L'amministratore!

Io son pure zoppo. Fosse capitato a me, sarei bello che morto.

Ma io lo devo ringraziare, perché m'ha fatto capire tutto quello

che non deve fare un amministratore.

E così, quando diventerò sindaco...

INNOCENTI: Ha litiga'

anche con il Condorelli per via del cane che faceva un casino...

Però, pur d'anda' contro l'amministratore...

Pace allanima sua, eh, però...

FUSCO: Praticamente abbiamo 200 indiziati.

No, ma non si preoccupi perché io e Govoni faremo una scrematura

slash cernita, di tutte le interviste.

E a seguire un database slash grafico,

con tutte le informazioni ricorrenti.

A quel punto... (FISCHIO)

Sarò in pensione.

Cioè... Io ero sceso

a 180 a settimana per compassione,

ma se poi voi lavate il sedere a 'sti fioli benedetti

tre volte al giorno, come femo con la bolletta dell'acqua?

I pannolini, in due giorni avete riempito una busta grande.

Chi la paga la maggiorazione della TARI?

Che t'avevo detto?

Sì, però, se paghiamo acqua e nettezza urbana, allora si scende

sulle spese. Anche perché io, per esempio, ieri

ho pulito i fornelli e c'è da contare anche quello.

Ah, certo. Neanche il can muove la coda per niente, eh.

"Can"? (BUSSANO ALLA FINESTRA)

BEPPE: E' Tassoni. - Eccellensa!

Scusate.

Eccellensa! - Ma che ha detto del cane?

La coda... Non lo so.

Ma che sorpresa, Sua Grasia! Ma cosa fa lì così?

Venga dentro che le offro un'ombretta, un cordiale...

No, Pasquali, ma che ombretta e cordiale, che sono due giorni

che non faccio altro che mangiare e bere.

- Allora è contento. - Non sono affatto contento. Non digerisco più.

- Lei? - Sì.

- Ma ha visto un dottore? - Un dottore? Che me ne faccio?

- Ho già fatto io la diagnosi. - E qual è?

Allergia al Ministero degli Interni.

Sì, non va bene per niente, non va bene per niente.

- Ma perché? - Eh, perché, perché...

Prima di tutto, lì, Pasquali, si lavora.

- Cosa mi dice! - E ormai gliel'ho detto. Si lavora.

Sarà 'sta pandemia, sarà la guerra... cose così.

- Sì, ma... - Hanno questa frenesia, questa voglia...

..questa paura, questa...

Non lo so, sembrano dei cricetini ministeriali.

Sì, ma, Sua Grasia,

poi passa. Cioè, è una roba...

Poi passa, però nel frattempo...

..scopriranno chi sono.

E chi è? E' un genio!

Un genio sprecato per certe trivialità.

No, no, sono un incapace, sono un impostore...

..un inetto. - Ma che cosa devo sentire? Ma Sua Signoria!

Lei è il miglior Ministro degli Interni degli ultimi 150 anni.

Macché, che l'altro giorno a una riunione

coi sottosegretari e collaboratori io sono stato un disastro? Un disastro!

Ma cos'è successo?

E' successo che il mio portavoce aveva appena introdotto

il primo tema all'ordine del giorno...

PORTAVOCE: Questo per ricordare la sostanza del discorso.

Sostanza che rimando al ministro,

il quale ci illustrerà i punti salienti dell'ordine del giorno.

- E a cui do subito parola. - Sì.

Ehm, intanto ringrazio il mio portavoce

per la bellissima introduzione. Grazie.

Però, prima di buttarci a bomba sul punto uno del decreto...

..vi volevo mettere al corrente di una mia intuizione.

No, perché qualche giorno fa sono stato in una trattoria tipica

e mi sono detto "sono a Roma e mangio romano".

"Ordino una carbonara."

Poi però subito penso "o un'amatriciana"? Grande dubbio!

Poi penso ancora "il sugo di partenza è lo stesso, no?"

"Pecorino, pepe nero e guanciale."

"Poi se aggiungi il pomodoro diventa amatriciana,"

"se aggiungi l'uovo diventa carbonara."

Poi penso ancora "se togli uovo e pomodoro, che ti rimane"?

"La gricia!"

"Se togli anche il guanciale, che ti resta? Cacio e pepe!"

E allora ecco... l'intuizione.

Mi dico...

"Ma non è che la politica, un po' come la vita, nella sua totalità,"

"è semplicemente un perenne addizionare e sottrarre?"

Sì. Mi scusi, ministro, abbiamo un'agenda piuttosto fitta,

quindi la pregherei di procedere dal punto uno, grazie.

Sì. No, è giusto, effettivamente. Mi sono fatto prendere da questa...

..riflessione filosofica e invece l'agenda è fitta

e il punto uno è il punto uno e...

E... Che punto uno?

Il punto uno, che... Non saprei cosa dire del punto uno.

Manco l'ho letto, né sfogliato. Non ho studiato.

Però c'ho la giustificazione firmata dalla mamma.

- (ridendo) Scritta. - Sì. Va bene, signori.

Ci rivediamo dopo pranzo.

Ministro, nel frattempo, veda di leggere.

Sì, beh, se qualcuno vuole farmi un riassuntino... così evito di...

..leggere tutto il...

-No, guardi, una Caporetto, Pasquali. -Mi spiace.

Guardi... Addirittura ho saltato il pranzo.

- Per la prima volta nella mia vita, credo. - No...

Ma ora cosa femo, Eccellensa?

- E cosa femo? Mi deve aiutare. - Ma certo.

- Amico Pasquali, mi deve aiutare. - Ma certamente.

Perché io sono intrappolato in una specie di "cul de sax"...

Sì, più "cul" che "sax".

E non riesco... Sono diventato l'ombra di me stesso.

Fan saltare i pasti, ma è ovvio!

- Mi si è annodato lo stomaco. - Ah, che brutto!

- Mi si è cazzarandato lo stomaco. - Mi fa impressione.

Una specie di fiocco, come un regalo di Natale proprio.

(SOSPIRANO)

(ROMBO DI MOTORE)

Ah!

Ma che cazzo è stato?

(MOTO SI ALLONTANA)

Ahia...

"E' stato il Condorelli."

"Elisabetta Bertolini."

"Via Dussol 20."

Ora mi sente, questa scema.

(sottovoce) "Bertolini"...

- Ciao. Ma te sei il Canna?

- Ma chi è il Canna? - L'amico di Luchino, che si bombava la Giusy...

No, no. Non sono il Canna e non mi bombo

la Giusy. Te invece sei

la Bertolini, immagino.

Dipende chi mi cerca.

- Perché se è per vendermi qualcosa, caschi male. No, no.

Volevo farti veder questa cosa qua, che credo ti appartenga.

Sì... una multa... Io le butto via senza nemmeno leggere!

E poi chi sei, un vigile?

No, non sono un vigile. Però sono uno a cui è arrivato addosso un sasso.

E questo sasso era avvolto da... questo foglio qui.

E siccome c'è un morto ammazzato fresco, credo...

..che dovresti andare alla polizia e dare spiegazioni.

Ma è un'altra volta che mi fo le canne?

No, è che magari sei un po'...

..storditina da scrivere una denuncia anonima su una tua multa.

No, ciccino. Vorrà di' che qualcuno l'avrà raccattata

dal bidone della carta, perché io il morto ammazzato non lo conosco.

Il Peruzzi, l'amministratore del condominio.

Ah, sì. Già lo sapevo. Però io queste cose brutte

tendo a scordarmele. - Eh, sì.

- Oh, comunque ho capito. Cosa?

Chi t'ha tirato il sasso. - Ah, sì? E chi?

Innocenti, il mio padrone di casa.

Lui odia sia me per gli arretrati dell'affitto,

sia il Condorelli, perché il suo cane abbaiava fisso.

Oltretutto, poverino, è morto.

Il cane, eh.

Sì, sì, l'avevo capito.

- Ascolta, ma l'amministratore l'hanno accoltellato? - Sì. Perché?

Deh, perché l'Innocenti c'aveva un sacco di coltelli

dentro la cantina. Li ho visti!

- Davvero? - Se vuoi, ti ci porto.

- Dici adesso? - Te c'hai da fare? Vieni.

Andiamo. - Andiamo.

Che c'hai?

Mi son scordata.

Boh, andiamo.

Che succede qua?

GOVONI: Stiamo facendo sentire al Rimediotti le voci dei vari condomini

per vedere se riconosce chi ha rotto la luce.

Con lo schermo coperto così non si condiziona.

E' una tecnica di nostra invenzione, commissario.

- Una tecnica d'avanguardia. - Eh...

(audio) CONDORELLI: E chi ce l'ha messa la Svetlana a far le pulizie?

E' lui, è lui! Questo che sto sentendo.

GOVONI: Allora funziona.

Il Condorelli?

Il Condorelli?

Ma che ne so io se si chiama Condorelli?

Certamente è lui, al cento per cento.

Se si chiama Condorelli, vuol dire che è stato il Condorelli.

Chiaro?

(RUMORE DI TRAPANO)

(RUMORE DI TRAPANO CONTINUA)

(FORTE RUMORE) Ahò, che vuoi?

-Eh? -Io? Nulla. Ero qui con un mio amico.

A fare che? A spiarmi, eh?

- No, no. O sei venuta a portarmi l'affitto, magari?

Ascolta, infatti ero venuta per ragiona'.

Non devi ragionare, devi pagare. Hai capito che devi pagare?

E ho capito, ma se almeno mi dai due o tre giorni...

- Ma cosa "due o tre giorni"? Sono tre mesi che ti do tempo! - Calma.

Io ti butto fuori di casa, capito?

- Ti butto fuori di casa, va bene? Vai, vai. Ciao, bello.

Vai. Ciao! Andiamo, andiamo.

Ma quindi dici che è stato lui?

Certo, è stato lui... E' una coincidenza parecchio strana

che manchi proprio un coltello.

Ma ti rendi conto? Ho beccato l'unico proprietario di casa

che è un serial killer.

Vabbè, serial... Quello non lo so, non esageriamo.

Killer... forse.

Ecco cos'era...

- Cosa? - Mi son chiusa fuori.

- Cosa? - Oh, vedrai, deh.

Sono andata in paranoia con quella cosa del sasso,

la multa... - Vabbè, tranquilla, dai.

Tanto il proprietario avrà la copia.

Sì. Il proprietario è lui lì.

Quello col trapano in mano, non so se ricordi.

- Vabbè, dai... - Ma cosa "vabbè"?

- Se scendo lì, mi fa un buco nelle costole! Vacci te! - Che c'entro io?

M'hai buttato in paranoia con questa cosa dei morti ammazzati.

Almeno un divanino devi darmelo.

Ma non ce l'ho il divano! Ma te sei fuori.

Ma almeno due tre giorni finché non torna Luchino.

Ma chi è Luchino adesso?

Luchino... il mi' ganzo. Vabbè, mezzo ganzo.

Quello che c'ha l'altra copia delle chiavi.

Benissimo. Chiami lui allora, così arriva, ci apre, a posto.

Sì... Ha lasciato il telefono qui da me, è lì dentro.

- E' uno scherzo? - No.

Te lo giuro. Ha detto che mi chiamava da un fisso appena poteva perché...

Insomma, quando veniva nei paraggi.

- Eh... Vengo?

Vieni. Romperà il cazzo...

Massimo?

Massimo!

Massimo?

Massimo?

Oh, ciao. Gran bella casa, eh. Strabella!

Complimenti, da signoroni

proprio. Mhm...

Scusa, ma... tu cosa ci fai qui?

Sono Bettina, non te lo ricordi? Sei venuta a casa mia con Beppe.

Certo, me lo ricordo benissimo.

Resta comunque il mistero... di trovarti a casa mia,

sul mio divano, con la mia finestra spaccata.

MASSIMO: Vittoria?

Calma, calma, posso spiegare.

Me lo auguro.

Stamani mi trovavo in cucina, quando a un certo punto si spacca

il vetro della finestra con questo sasso, che m'arriva addosso

e mi fa anche piuttosto male. - E tu cosa ci facevi in cucina?

- Ero di passaggio. - Certo.

Di passaggio proprio mentre arrivava il sasso.

- Non è questo il punto. E quale sarebbe?

Il punto è con cosa era avvolto il sasso.

"E' stato il Condorelli."

- E la Bertolini è lei? - E' lei, sì.

Siamo andati anche a casa sua.

E, guarda caso, il proprietario di casa sua è un certo...

Innocenti. - Esatto, che tanto innocente non è.

Infatti ce l'ha a morte col Condorelli.

E c'ha anche una collezione piuttosto discreta di coltelli,

tra i quali... ne manca uno.

- Ah. - Eh. Comunque questo sasso

è molto simile a quello della luce delle scale.

- Quali scale? Quelle dove hanno ammazzato... il Peruzzi.

Quale Peruzzi?

- L'amministratore, Massimo. - Ah. - Eh.

E allora bene, no?

Tutto è bene quel che finisce bene.

E certo, tutto è bene... se questa adesso se ne va.

Sì, sì, certo. Magari un paio di...

- Ore. - Giorni?

Tre... al massimo, eh. Giornini.

(BEVE RUMOROSAMENTE)

Oh, bimbi, non si può fa' uno scopone in tre?

No, in tre, no, dai. Vien fuori il solito troiaio, Pilade.

Lo faccio io il quarto, se mi date asilo politico, però.

- Pasquali! Mi sembri uno scappato di casa. Sono scappato

dall'invasione della famiglia Battaglia.

Con 'sti due putei... Una che caga

5 volte al giorno, quell'altro non sta fermo un attimo...

..Battaglia con l'ansia, la Tizi pesante... S'è un inferno!

Eh, quelle son disgrazie vere. Sì, sì.

D'altra parte noi non possiamo aiutarti.

Ma invece voi non potreste prendervi Beppe e Ampelino

per qualche giorno? Fate i turni, non lo so.

Magari si calma anche,

perché vede delle belle figure genitoriali

geriatriche. A questo punto dacci anche la Tizi allora.

No, ma non vi vorrei gravar troppo.

La Tizi la posso anche tenere. - Bello sforzo! Non ti verrà l'ernia?

Ma un minimo di risarcimento danni

dovrò averlo o no? - Oh, chi non muore si rivede!

Finalmente ti degni, eh. Son tre ore che facciamo segnali di fumo!

Me porti una bella birretta fresca?

PILADE: Anche a me! - Sì, ma a paga' venite dentro, eh.

E se volete altre patatine, venitevele a piglia'.

Ma cosa c'ha questo? Cosa c'hai oggi te?

Beppe e la Tizi non si vedono da 5 giorni

e quell'altro scioperato di Massimo lasciamo stare!

Son qui dalle 7 di stamattina e devo arriva' a stasera.

Basta, basta! Io me ne vado davvero...

(in coro) Hai voglia!

E' 10 anni che lo dici!

Ma stavolta lo faccio, giuro, lo faccio.

He he... vedrai, vedrai.

Dai le carte.

FUSCO: Ha una grande passione per i cani, vedo.

Zucchero? - No, grazie.

Sì. Fin da bimbetto. - Mhm.

Lui è Pietro, un cane davvero speciale.

Purtroppo è passato a miglior vita. Ah, mi dispiace.

Senta, invece, tornando all'amministratore, mi stava dicendo?

Non perché voglia parlare sempre del mio povero cane, ma il Peruzzi stava

sull'anima anche a Pietro, tant'è che abbaiava solo a lui.

Capisco.

Era un disonesto fatto e finito.

Lasci perdere la caldaia, quella l'ha fatta davvero sporca.

Ma in generale, su tutto.

Si ricorda se per caso di recente è successo qualcosa in particolare?

M'hanno detto che l'ultima riunione

di condominio è stata molto turbolenta.

Beh... Ora che mi ci fa pensare...

..l'Innocenti, nel bel mezzo del casino della riunione...

..gli ha urlato: "T'ammazzo!"

CONDORELLI: Non sembrava una cosa tanto da ridere.

(VOCI ANIMATE)

Signori, parlate uno alla volta, sennò non si capisce niente.

C'è solo da capi' una cosa. (INCOMPRENSIBILE)

- Ecco, ridillo un'altra volta e ti denuncio. - Che fai tu? Denunci chi?

- Te! Sai che faccio io? Io t'ammazzo. T'ammazzo io!

(VOCE NON UDIBILE)

FUSCO: E qual era il motivo?

Era per via del parcheggio, i posti auto.

L'Innocenti ha una moto

che Peruzzi non gli ha mai lasciato parcheggiare dentro. Beh...

..un po' poco per ammazzare qualcuno.

Eh, già. Son cose che si dicono.

Beh, ora, se non le dispiace, vado.

Con la campagna elettorale alle porte...

Ah, già. Si candida per diventare sindaco.

Eh, sì. Si prova a far meglio di quello di prima,

che è vero, non ci vuole molto. Vabbè.

Allora in bocca al lupo.

E se le dovesse venire in mente qualcosa, sa dove trovarmi.

E grazie per il caffè. - Si figuri. Buon lavoro.

(PORTA CIGOLA) Salve.

Vabbè...

Deh, m'avete già rimpiazzato?

Pezzi di merda.

- Fine della pace. - Vieni, vieni.

- Allora, hai incastrato l'assassino? - Deh, è il Condorelli.

L'ho riconosciuto io.

Gino, ma sei sicuro? Non è perché uno è sordo

che si deve mandare in galera un innocente.

Ma son sicuro sì. Mi sono messo anche le cuffie!

Codesto non vuol dire. Se uno è sordo, è sordo.

EMO: Abbi pazienza, Gino. Ascolta.

Io il Condorelli lo conosco da una vita.

E' una bravissima persona.

E' vedovo da tanto, eppure hai visto, mai che fosse...

Anni fa io andavo a caccia con lui, mi ci portava.

Ma ragazzi, lo conoscerò.

Senti un po', ma è quello che cammina zoppo per un colpo di fucile?

Bravo. Ma poi appassionato di cani. Quando gli è morto

l'ultimo... Ve lo ricordate Pietro?

Gli tirava la roba e gliela riportava. Si è esaurito dal dolore.

E ci credo, poveraccio. Gli faceva compagnia il cane.

E infatti secondo me si è candidato sindaco perché è solo.

- Quello che gira col bastone? - Bravo. Sì, è lui.

Ora perché si sia candidato sindaco

questo non lo so, però sono sicuro

che se si presenta, vince a mani basse.

E' onesto, si presenta bene,

parla e tu capisci cosa dice,

in più conosce il territorio... - Non è detto, sai.

Intanto bisogna vedere chi è l'avversario.

Perché poi la politica è una lotta senza esclusione di colpi, sai.

E allora il Condorelli vince di sicuro,

perché il rivale è uno scemo di guerra.

Quell'altro è un assassino! Lo vuoi capire o no?

INNOCENTI: Era uno che di troiai ne faceva parecchi.

Infatti stava sull'anima a tutti.

FUSCO: Sì,

ma solo lei gli ha urlato "t'ammazzo".

Son cose che si dicono così...

Poi, il Condorelli mi è venuto subito dietro e m'ha detto:

"Se lo fai, ti pago".

Sai che faccio io? Io t'ammazzo, capito? T'ammazzo!

Bravo! Se tu l'ammazzi, io ti pago.

GRAZIA: Calma! INNOCENTI: Ma che "calma"? E' un ladro!

Sei un ladro! - Quindi...

..è stata una riunione di condominio piuttosto agitata, giusto?

Mah... Come sempre.

No, un po' più agitata del solito.

E del coltello che mi dice?

- Il coltello? Beh...

Quello che manca alla sua collezione.

INNOCENTI: E' scomparso.

Gliel'hanno rubato? - Esatto.

Prima o dopo l'omicidio?

Non lo so, non è che posso sta' tutti i giorni a guardare la parete io.

Mhm. E come mai sulla serranda non c'è segno d'effrazione?

- Questo è un mistero. Mistero, eh? - Sì.

Perché di solito io la chiudo sempre

e poi sono anche abbastanza scrupoloso in certe cose.

Capito. Va bene. Grazie, arrivederci.

Allora?

Da quale condominio arrivate voi?

Da Le Gondole, un paio di testimonianze interessanti.

Entrambi ce l'avevano col Peruzzi sempre per cattiva gestione.

- Sì, ma si contraddicono a vicenda. - Mhm.

Bisognerebbe approfondire.

Eh, sì, dobbiamo approfondire.

Ma solo in questo condominio, però.

- Perché? - Perché queste mattonelle sono identiche...

..a quella che ha sfondato la finestra di casa mia.

(insieme) Ah, giusto...

E anche...

(insieme) E anche?

..a quella che ha rotto la luce delle scale della vittima.

- E anche... - No, basta così, Cioni. E' più che sufficiente.

- Bustina? - Bustina? - Non l'ho portata. - Ce l'ho io.

- Metti dentro. - Sì. - Bene.

(VOCI CONFUSE)

BETTINA: E' stata una giornata pesa

oggi, vieni.

Perché dici questo?

Beh, prima t'arriva il sasso addosso. E già lì può scatta' la paranoia.

Poi l'Innocenti che mi minaccia.

Sì, ma per l'affitto.

Deh, ma se ammazza il Peruzzi per un posto auto,

ammazza anche me che gli devo paga' quattro mesi d'affitto!

Oh, e poi, m'ha sentito che l'ho infamato per via del coltello.

Se è per quello ci stavo pure io.

Infatti non sei messo bene nemmeno te, eh.

- Oh? - Eh?

Che succede? Chi c'è?

- La porta lì è chiusa? - Credo di sì, no?

Vai un pochino a vede'.

- Io? - Ah-ha.

No, v-vacci te, sei più vicina.

Vai te.

Ma no, Massimo.

Magari vede un uomo e si spaventa.

- Dai, torni subito, dai. - Sì...

Se non m'ammazza prima, torno.

(MUSICA DI TENSIONE)

E' chiusa.

Siamo al sicuro.

(sottovoce) Siamo al sicuro...

Siamo al sicuro... Siamo al sicuro...

- Massimino? - Eh? Che c'è ancora?

Ma se invece si pigliano le brandine e si mettono appiccicate lì?

- Dici per fermare la porta? - Eh.

Sì, dai.

Io ci metto anche questa. - Brava.

Bella appiccicata.

GOVONI: Oh, ma poi ci hai parlato con Tassone?

Ho provato a strappargli qualche informazione in più

per il telefono, niente, una sfinge.

Mi sa che questo infiltrato deve essere un pezzo grosso, ex mafioso.

Magari un terrorista islamico.

Eh. O magari l'ennesimo irresistibile scherzetto del nostro ministro.

Diceva così anche quando ci annunciò che l'avrebbero fatto...

- Cos'è? ..capo della polizia e invece.

E a volte la realtà supera la fantasia.

Cioni? Senti, ma Gondole, Belsito,

Fornace e Sirio, sono gli altri condomini

che gestiva l'amministratore? - Sì, commissario.

Eh, allora manca proprio il mazzo del Tiglio.

Vedete se salta fuori da qualche parte.

Io vado a fare una telefonata.

- Subito. - Agli ordini, capo.

Concentrati, ragazzi, su. - Concentrati.

- Concentrati? - Concentrati.

- Ohi, Tizi! - Ciao, Vittoria.

Ciao, ma non vi eravate trasferiti da Pasquali?

Sì, ma ho appena lasciato le chiavi sotto lo zerbino per Svetlana,

che tra poco arriva. - Ah.

Ho lasciato un macello...

Scusa, ma per caso è la stessa donna che pulisce il condominio Il Tiglio?

Sì, perché?

No, no, niente. L'ho incrociata ieri

mentre puliva le scale. Direi non particolarmente affabile. Ma no.

E' che lavora troppo, poveraccia.

Il Peruzzi le aveva dato in gestione anche le scale dei condomini,

ma in cambio si faceva puli' casa gratis. - Hai capito!

- Una specie di corvée. - Infatti era incazzata nera.

Quando veniva da me, siccome era in confidenza, si sfogava e...

E non gli stava molto simpatico l'amministratore.

"Simpatico"? Secondo me l'avrebbe ammazzato.

No, no, ferma, oh.

- Che hai capito? In senso figurato, eh. Ma certo,

certo... Senti, comunque se viene a prendere le chiavi sotto lo zerbino,

ha anche le chiavi del portone. - Sì, certo.

Ma il portone è quasi sempre aperto.

- Ok. Eh. - Ah, ecco.

- Grazie, Tizi. - Figurati. - Io vado che ho fretta. - Sì, ciao.

Ragazzi? Trovato nulla?

- Negativo. - Zero e porto zero.

E ti pareva... Vabbè, io vado di sotto, vi aspetto giù. Concentrati!

- Senti? - Ma cosa?

BEPPE: Respira piano. PASQUALI: Sta dormendo, Battaglia.

Avrà tempo di imitare la tua russata da mietitrebbia.

Non è il momento adesso. Avvicinati bene, ascolta bene.

- Io non sento niente. - E allora lo vedi che ho ragione?

Magari stiamo rischiando una morte bianca.

- La sveglio? - Ascolta, Battaglia.

Hai un'idea di quante donne nella vita mi hanno supplicato

di dargli un figlio?

Zero?

Giovani, vecchie, per affetto, dietro pagamento...

Ma io niente. E lo sai perché?

- Perché? - Perché i bambini sono una gran rottura di coglioni.

E Paolo Pasquali rotture di coglioni non ne vuole.

Va bene?

Piuttosto, fai il piacere. Porta fuori quella busta di pannolini,

che in bagno non si respira.

Guarda, io la posso pure porta' fuori,

però considera che l'indifferenziato

non viene raccolto fino a venerdì. - Cosa?! Fino a venerdì?

Ma qua c'è una fogna a cielo aperto! - Non urlare che la svegli.

E vabbè, così ti dai una calmata. Mannaggia a te.

E mannaggia a quel delinquente che ha accoppato il Peruzzi.

Ma io dico,

questo incompetente di sindaco

che fa ritirare l'indifferenziata una volta a settimana è da denuncia.

Tanto adesso finisce il mandato.

E beh, meno male. Perché con quello che pago di nettezza urbana,

dovrebbe venire lui di persona a pulirmi casa.

Vergogna...

(INSPIRA PIU' VOLTE)

Ok, va bene. Ciao.

Salve. Mi scusi? Scusi?

Ma lei non saluta mai?

- Saluto quelli che conosco. - Beh, allora conosciamoci.

-Piacere, Commissario Vittoria Fusco. -Piacere, Svetlana.

E, visto che ci sono, le farei anche un paio di domande sul Peruzzi,

perché lei lo conosceva bene, no?

Gli facevo le pulizie, tutto qui.

Sì. Le faceva anche nei condomini che amministrava, però.

C'è qualcosa di strano?

Ma, non so. Forse no.

O forse sì, invece, visto che poi

la costringeva a fargli le pulizie di casa gratis.

Insomma, in che rapporti eravate?

- Di lavoro. - Molto tesi, però. M'hanno detto.

- Abbiamo litigato giusto una volta poco tempo fa. - Motivo?

Non avevo trovato la chiave sotto lo zerbino, lui diceva di averla messa

e che non era possibile che fosse sparita.

E invece?

E invece non c'era.

Ma si era scordato di metterla o... l'aveva presa qualcuno.

Vado, che devo fare le pulizie di Tiziana.

Ci mancherebbe.

Ha visto chi è entrata?

- La donna delle pulizie. Come si chiamava? - Svetlana. - Eh!

Ma io dico, no. Ma io... come farei

senza di voi? - Non bene, eh.

Medio.

"Medio."

- "Medio" è buono. - Buono. - Medio, buono, distinto...

(PASSI IN AVVICINAMENTO)

- Salve, Bettina. - Salve, Grazie.

Salve. Buongiorno. Grazie.

Gran bella donna, hai visto?

Sempre elegante, anche col gesso al braccio.

Poi hai visto che foularino s'è comprata?

Certo, se anche il tuo ganzo si fosse comprato un orologino, magari... Mhm?

Massimino, non è proprio il mio ganzo.

- Te l'ho già detto. - E' vero, certo.

Il "mezzo ganzo". Per questo stiamo aspettando da un'ora e mezza, no?

Massimino, non fa' l'ansioso. Se vuoi anda' te, vai.

No, no, che dopo ti ritrovo a dormire in brandina.

(PASSI) - Eccolo. - Eccolo.

Hai visto? Oh, alla buon'ora!

Sì, scusa, ma ho finito la benzina.

M'è toccato chiama' la mi' sorella per farmi dare i soldi.

Sì, va bene. Apri, dai.

- Non mi dire che sei venuto fin qui e te le sei scordate. - Sta' buona,

non sono stordito come te.

Un po' meno... - Eccole. Ma che cosa sono queste?

-Le chiavi di casa tua. Nel cassetto della scrivania. -Ma non sono queste!

Ma cosa dici? Ma cosa dici tu?

Sei proprio rincoglionito. Sì! Ha parlato

la neurochirurga! Tutti i giorni ce ne hai una.

Se non sono queste, che ne so io?

Eh, ma se te lo date io per tenerle, poi se te le scordi

sei stupido, eh! - Ma ti sei vista?

Ma lo vedi che non hai combinato nulla in tutta la tua vita?

E invece te hai fatto carriera a far lo spazzino?

- Non t'azzarda' a tocca' la categoria. Buono, stai buono.

- Te l'ho detto cento volte. Oh, buono, eh.

- No, ma infatti me ne vado. - Buoni.

- Vai, vai, o cacca! - Fatti vostri!

- M'ha ferito lui per primo. - Ho capito, Bettina, però...

(piangendo) E ora come fo'? Come fo'?

E... non lo so. Calma, dai. Adesso...

..chiamiamo un fabbro.

Ma se non ho nemmeno un euro? - Se è per quello, nemmeno io.

Ecco, lo vedi che c'ha ragione lui che sono una fallita!

No, no, no. Vabbè, un po' come tutti, no?

(BETTINA SINGHIOZZA) Dai.

Salve. - Salve.

Che... succede qui?

- Abbiamo preparato una sorpresa per lei. Ah.

Ta-dan!

Stavamo finendo di allestire una dashboard slash bacheca informativa,

con i condomini del Tiglio.

Come ci insegna il protocollo di Criminologia...

..americana. -E "Indovina Chi?"

Esatto, sa il gioco, quello delle tesserine?

Ta, ta, ta...

- Bravi. Sul serio?

- Mi sembra un'ottima idea. Che t'ho detto?

E vai!

(CANTICCHIA E SI BLOCCA DI COLPO)

Ragazzi... Ma possibile

che mi dovete far pentire la rarissima volta che provo

un po' di stima per voi? - Sì, scusi. Torniamo a bomba su...

Abbiamo messo sulla destra gli indiziati più sospetti e infatti c'è

la donna delle pulizie, Svetlana Dubovik.

Sì, che odiava il Peruzzi perché

la costringeva a fargli le pulizie gratis.

E poi stavamo mettendo anche il Condorelli.

Che però è zoppo e su quelle scale ripide si sarebbe ammazzato,

quindi lo metterei sulla parte sinistra della bacheca,

dove ci sono i meno probabili. - Sì...

Insieme ai Passalacqua e alla Pratesi.

Anche la Mugnaini, che sta più di là che di qua.

Sì. E visto che l'autopsia parla di colpi alla schiena,

di cui tre dati dall'alto e con una forza inusuale,

io la Tallarini, che ha il braccio ingessato, la metterei

un po' più in là. Giusto. A sinistra.

Dove ci sono i Bulleri.

Che però dicono di essere stati a Cascina dalla cugina...

Quindi i sospettati restano l'Innocenti

e la Dubovik. GOVONI: Sì, e ci sarebbe però

anche il Vagelli, si ricorda? - Chi?

- Gianni Vagelli. - Ah, già. Ma al momento sembra

che non avesse rapporti con l'amministratore,

quindi mancherebbe il movente.

(CELLULARE SQUILLA) Scusate.

Massimo, dimmi?

Vittoria, non hai idea di cosa ho appena visto.

- L'annuncio di una casa in affitto? - Dai, sii seria.

Sono al condominio Il Tiglio. - Ah, già. Bettina è rientrata?

No, no. Quasi, dai.

Come "quasi"? Massimo, non mi fare scherzi, eh.

Senti, Vittoria. Nel giardinetto del retro dell'interno...

- Qual è? - Il 4. - Il 4!

C'è nascosto in mezzo a un cespuglio un coltello.

-Ah, che tipo di coltello? -Non si vede bene, ma è bello grosso.

- Eh. - E chi abita all'interno 4?

- Chi ci abita? - Il Vagelli, mi pare. - Il Vagelli.

Vagelli. - Ma pensa... Ah, benissimo.

- Va bene, Massimo. Grazie. Prego. - Grazie.

E Gianni Vagelli lo mettiamo sulla parte destra della bacheca.

GOVONI: Un coltello? FUSCO: Sì, nel suo giardino.

Bello grosso.

(MUSICA DI MISTERO)

(CELLULARE SQUILLA) Ma cosa fai? Non rispondi?

(CELLULARE CONTINUA A SCQUILLARE) "Numero sconosciuto".

Deve esse' il solito call center,

che telefona sempre. Ma scusa, metti caso

che è tua sorella che si è sentita male in strada

e ha chiesto a un passante di chiamarti.

Se è la mi' sorella, allora sicuramente non rispondo.

Dai, non fa' lo stronzo!

(CELLULARE CONTINUA A SQUILLARE) (insieme) Dai!

- Pronto? UOMO: Parlo con Rimediotti Gino?

Sì, con chi parlo?

Sono il Condorelli.

Ascolta, apri bene le orecchie bacate

che tu ti ritrovi ai lati del cervello.

Te la devi smette' d'infama' la gente. Hai capito, merda?

E te devi smette' d'ammazzarla la gente!

Tanto vai a finire dietro le sbarre... o merda!

Ma quando succederà, te non ci sarai perché io t'avrò già ammazzato prima.

- Pronto! - Mamma mia!

A morte gli infami!

- Ma sei proprio un infame te! Non sono un infame.

E di sicuro non sono neanche il Condorelli,

quindi caro Gino, è meglio se tu vai

da un otorino. Sei contento che t'ho fatto anche la rima?

Ma che otorino e otorino!

E qui è questo troiaio di telefono che non funziona.

Funziona male.

Dai, Gino! Guarda che rischi di manda' in galera un innocente.

- Nonché, probabile futuro sindaco di Pineta. - Che tra l'altro,

detto tra noi, guarda, il meglio

dai tempi dell'Aloisi sarebbe questo qua.

Ma v'ho detto che è stato lui.

- Lo giuro sulla mi' sorella! La tu' sorella,

che era quella che prima in strada stavi mandando a morire, in teoria.

Oh, e ce ne ho una sola io di sorelle, eh.

Rimediotti, tu sei un uomo oscuro.

E' un po' che lo penso, sai?

Ma, io... oscuro di sicuro.

Però con udito fino.

Io riconosco una voce

in mezzo a mille.

Allora, ascolta "Udito Fino".

Si dà il caso che sul moletto ci sia proprio il Condorelli

che fa un dibattito con quell'ubriaco di...? - Poggianti. - Poggianti.

Ora cosa si fa? Si va,

così si verifica dal vivo di chi è la voce. Va bene? Vengo anch'io.

Voglio parlare a 'sto Condorelli della differenziata. Dai.

PILADE: Guarda, vengo anch'io.

E verrò anch'io, via!

Maremma bona...

- Salve. - Commissario!

Scusi la sorpresa, ma dovrei farle un paio di domande.

- Veramente stavo per uscire. Vabbè, facciamo in un attimo.

Le dispiace se andiamo in giardino, così mi posso togliere questa?

-Per me si può stare anche qui un po' a distanza. No, meglio in giardino.

Ce l'ha, no?

Mi dica?

Niente, volevo sapere in che rapporti era con il Peruzzi.

Se vi frequentavate, cosa pensava di lui.

Non le ho già detto tutto la volta scorsa durante le interviste?

Perché me lo richiede? - Guardi, è semplicissimo. Per questo.

E che è? Uno scherzo?

Non lo so, questo ce lo dirà la Scientifica.

Mio non è. - Che cosa ci fa nel suo giardino?

Non lo so. E' la prima volta che lo vedo. Non penserà mica che...

No, io non penso niente. Lei piuttosto cerchi di non allontanarsi

da Pineta finché non glielo dico io.

Intesi?

(MUSICA DI MISTERO)

"I have a dream!" Diceva qualcuno tempo fa.

E oggi lo ripeto.

Claudio Condorelli ha un sogno.

Far capire a Pineta che un'altra Pineta è possibile.

No al Resort Cala Luna. Sì a un turismo stanziale

e non mordi e fuggi, nel rispetto dell'ambiente e delle persone.

Sì, perché questo siamo: persone e non consumatori.

E poi finalmente una Pineta a misura di cane.

Lo devo a quei concittadini che amano i cani, che ancora aspettano

uno sgambatoio comunale e un veterinario di zona.

E poi lo devo soprattutto a Pietro,

il mio Springer Spanier,

ucciso da mano ignota nemmeno tre mesi fa.

(commosso) Scusate.

Allora?

- Eh, sì. - "Eh, sì" cosa?

Mi sa che avete ragione voi.

Non è stato il Condorelli.

Ma come "non è stato il Condorelli"?

Tra un po' fai ingabbia' un innocente e lo dici così?

E come vuoi che lo dica?

- In effetti, mi ha suscitato un dubbio. - E allora fa' una cosa.

Corri, vai di corsa dalla Fusco a dirglielo.

- Dammi retta. - Ora ci vado.

- Però aspettiamo che finisca il dibattito. - E certo...

La parola al sindaco uscente. Prego, tocca a lei.

Sì, io non avrei un granché da dire.

Allora, Poggianti, muoviti che fa caldo!

Buoni, buoni. Faccio in fretta.

Tanto quello che dovevo fare l'ho fatto.

- Avete visto... Ma che cosa? - Codesto lo dici te.

E poi cosa c'entro io se l'Aloisi l'hanno messo in galera? Che c'entro?

A me mi ci hanno messo e lo sapete!

E allora levati di culo!

Oh, imbecille! Non vedo l'ora

di levarmi di culo. Quattro anni di rottura di coglioni.

Quattro! Quattro!

Dai retta a me, votiamo tutti Condorelli che è meglio.

Ma soprattutto, andate tutti a cacare! - Bravo! Bella uscita!

Oh, bimbi, vado via anch'io. Vado al bar perché m'è venuta una fame...

- Ti seguo. - Vi raggiungo dopo. Andate.

Sì. Meglio se non viene. Tanto a briscola in cinque non è buono.

- Piacere, Pasquali Paolo. - Piacere.

Volevo farle i complimenti, no?

Anche se, detto fra noi, con un avversario così, insomma,

non ci vuol molto. Però è bello che lei non si adagi

sugli allori. Anche perché si renderà conto

che in realtà il suo avversario purtroppo è un altro.

Ah, e chi sarebbe?

E' l'astensionismo qua.

La gente è stanca, è già arrivata l'estate.

Se lei non me li appassiona un po' questi, nessuno verrà a votare.

E poi un sindaco eletto con poche preferenze ha poca vita.

Poi ha fatto

un discorso veramente toccante, guardi.

- Ah. - Quegli affondi in inglese...

..il bastone... Per un attimo

mi è sembrato di rivedere Winston Churchill.

Vabbè, adesso non esageriamo.

A me piace studiare i vincenti della storia. E qualche volta

li aiuto.

Lei, per esempio, se mi permette, a parte i cani, ha un programma che è

un pochettino sguarnito diciamo. - Come "sguarnito"?

Io avrei una lista di tante piccole cose

che si potrebbero migliorare in questo paese.

A cominciare dal famoso problema della raccolta differenziata.

Si sieda un attimo

con me. - Grazie. Guardi, io...

No, aspetti, aspetti.

Cinque minuti, due problemi, due soluzioni.

- Eh? - Guardi, come se avessi accettato.

Anzi, se proprio vuole aiutarmi, ci sono questi volantini da distribuire.

- Grazie. - Ma che...?

E' un piacere averla conosciuta. Arrivederci.

Ma guarda questo!

I volantini!

Ma va' a cagare sulle ortiche, va'.

E con questi ti ci pulisci anche.

La bambina sta bene. Sta benissimo.

Cresce, il peso è giusto, quindi.

Ma siamo sicuri, dottoressa? Perché io ho letto delle cose su internet...

Lei deve evitare le cose

che le mettano ansia. Mi va su internet!

Lei si deve rilassare, eh.

Sì, è una parola. Ogni giorno se ne inventa una.

Il cordone ombelicale staccato in anticipo, la testa piatta...

Ora c'ha il riflesso di coso...

-Come si chiama? -Dipende. C'è quello di Babinski, c'è quello di Moro...

Li conosce, no?

- Avrei una laurea, e non l'ho presa su internet. - Ma si rende conto?

Mi sta mandando al manicomio! E in più non si dorme la notte. Perché?

- La bimba si sveglia spesso? La bimba?

E' lui che s'agita e di conseguenza non fa dormire nemmeno me.

Scusi, però. Ma lei ogni tre ore non dovrebbe svegliarsi

per darle la poppata? Eh. - No, vabbè, questo dipende. Da che?

Dal culo, Beppe. E per una volta che l'abbiamo... Scusi, eh.

No, si figuri. La signora

ha ragione. Siete fortunati, ma parecchio. Quindi ora le prescrivo

un bel rilassante naturale. - Allora vede che la bambina non sta bene?

No, a lei lo prescrivo. E prende una pastiglia tutte le sere dopo cena.

Mi raccomando, Battaglia. E deve dormire,

sennò impazzite entrambi. - Senta, posso prenderlo anch'io?

-E' dal settimo mese che m'alzo tutte le notti alle 2. Certo, lo prenda.

Certo, certo! Che è? Tanto... E' un sonnifero!

Poi va nel latte, poi va nella bambina. Scusi, eh.

Ma quale sonnifero? E' un rimedio naturale.

BEPPE: No, io l'ho letto su un libro.

Scusate. Esco un attimo a fare una telefonata.

M'è venuta in mente una cosa.

- Vabbè, lasciamo perdere. DOTTORESSA: Mhm.

BEPPE: Il vaiolo... Non lo si fa più?

(CELLULARE VIBRA) Pronto?

(cellulare) Ciao, Vittoria, sono la Tizi.

Ohi, Tizi! Dimmi pure.

Senti, mi sono appena ricordata

che la notte prima del parto, verso l'01:30-02:00

sono andata in cucina a prendere un bicchiere d'acqua.

E c'era qualcuno fuori sul balconcino del Peruzzi.

Mezzo nudo. - E chi era?

Boh, era buio, non si vedeva bene. Aveva un pellicciotto.

Ma era nudo o aveva un pellicciotto? Non ho capito.

Ma poi era un uomo o una donna? TIZI: Eh, boh.

Non ti saprei mica dire. Era anche di schiena.

Poi io ero morta di sonno e son tornata a letto.

Non so, magari non c'entra nulla. - Comunque hai fatto bene a dirlo.

Adesso lo scopriamo. Grazie, Tizi. Ciao.

- PILADE: Non c'è più nessuno? - ALDO: Boh.

- Marchino, ma che fai lì? - Chiudo. Non si vede?

Ma alle 7 di sera?

Sai com'è, son qui dalle 7 di stamattina.

Manco uno schiavo in un campo di cotone in Alabama!

Oh, ma non fare il martire ora, Marchino.

Non faccio il martire, faccio il kamikaze.

Ditelo alla Tizi e a quegli altri due negrieri.

Se domani non vengono a lavora', io mi faccio scoppia' dentro al bar.

- Ma lasciaci almeno le chiavi! MARCHINO: See... Bona!

- E ora? - Chiama Beppe e digli di venire alla svelta.

- Davvero ha chiuso questo qua. - Roba da matti...

- E ora come si fa? - Io è dal 1944 che non rientro a casa alle 19:00.

- Ma non di' cazzate. Nel 1944 avevi 4 anni. - Esatto.

Ma i nazisti misero il coprifuoco e... buonanotte.

- Allora? - E' occupato.

Eh, capirai! La bimba avrò fatto uno starnutino

e questo avrà chiamato il Burioni per un consulto.

E allora telefona a Massimo, no?

(CELLULARE SQUILLA) Oh, Massimino, il telefono. MASSIMO: Passamelo.

- Sì, e dov'è? - E non lo so dov'è.

E' lì, guarda, sopra il mobile. Dai, passamelo.

See... Massimino, devo scende' secondo te e anda' fin lì?

Ma perché? Non lo puoi prende' te?

Guarda, ci andrei volentieri, se non ti stessi montando l'amaca.

Ma siccome ti sei chiusa fuori, il tuo ganzo è un flashato

e non ha neanche i soldi per il fabbro...

- Oh, va bene, va bene. Non t'agita'. - Eh.

- Ahh! - Che succede? - Oddio!

C'è un ragno, sono aracnofobica. Ammazzalo, ammazzalo, ti prego!

Ma Bettina... Te non sei aracnofobica.

- Sì. E' lì. - No. Te ti fai troppe canne.

Ma cosa canne? Ammazzalo, ammazzalo, ammazzalo!

- Mori! - Ahh!

Mori!

(a rallenty) Mori!

Che c'è? - Come sei bello...

- Ma chi? - Te.

Non l'avevo mai notato.

- Stai bene? Ah-ha.

E' che a me... il maschio Alfa... - Eh?

..mi garba uno sbotto.

- Ma così tutto di botto? - Ah-ha.

Oddio...

Oh, Massimino... Sei già venuto? - No.

Ah... - Sì.

FUSCO: Allora, Gianni, sul coltello c'erano tracce di sangue,

che, sfortunatamente per te, appartengono al Peruzzi.

Quindi ora ti sintetizzo in tre parole.

Sei. Nella. Merda.

Ma secondo lei, io ammazzo uno

e poi nascondo l'arma del delitto nel giardino di casa?

Col mare a 50 metri? E sarei proprio deficiente.

Sai, il mondo è pieno di deficienti.

Appunto, cerchiamo almeno di non esserlo noi due!

Senti, Vagelli, te lo ripeto, sei in un bel guaio.

Quindi dimmi qualcosa di più convincente.

Andiamo... mi hanno incastrato, lo sa anche lei.

- Ma chi? - Non lo so, qualcuno che mi conosce,

che mi vuole male.

Io sono gay, eh.

E questo l'avevo capito.

- Ah. Soprattutto avevi una storia con il Peruzzi.

- E lei come fa a saperlo? Beh, l'inalatore.

Ce n'era uno anche a casa dell'amministratore

e lui non soffriva d'asma.

Oltre a un boa di piume lilla.

- Perché non l'hai detto prima? - Temevo di finire nei guai.

- Da quanto andava avanti questa storia? - Un paio di mesi.

Io ero indietro col pagamento del condominio.

Parecchio indietro.

Sicché un giorno m'ha dato appuntamento nel suo studio

per propormi una via di uscita.

E una volta lì, praticamente... - Ti ha ricattato.

Ma no! M'ha proposto di fare a rate.

Poi m'ha offerto da bere e...

..tralascio i dettagli perché il Peruzzi ci sapeva parecchio fare.

Pensavo solo con le donne.

- Te? Lo pensava anche la Tallarini Quella del quarto piano? - Sì.

La Grazia. Infatti dal nulla ci è piombata in casa.

Ah, ma quindi eri tu sul balconcino del Peruzzi

qualche giorno prima dell'omicidio? - Sì, ed eravamo mezzi nudi!

M'ha fatto scappa' dal balcone!

Commissario, glielo giuro, non sono stato io.

- E io ammazzo uno per un paio di "boccapuccia" gratis? - Di cosa?

- L'ha inteso, commissario. A me mi garba farli... - Ho capito.

A me mi garba la vita, mi garba ballare.

Quella sera sono andato a ballare al Copacabana.

Aspetti un attimo.

Aspetti...

Anche la sera dell'omicidio ero a ballare al Copacabana.

Ci ho fatto l'alba, eh. M'hanno fatto anche un sacco di foto.

Aspetti, gliele faccio vedere.

Guardi.

La vede la data lì sotto? La vede?

Eh... Vedo, vedo.

Ma perché non me l'hai detto subito?

Non c'avevo pensato, sono un coglione.

Non c'avevo proprio pensato.

FUSCO: Eh, davvero, sei proprio un coglione.

VAGELLI: Un coglione innocente.

Buongiorno, commissario.

Ma che hai così allegro?

Eh, così. Perché mi piace stendere i panni quando c'è bel tempo.

Senti, Massimo, io te lo dico.

Non ci finire a letto, che poi quella diventa un accollo per sempre.

- Stai tranquilla. No, Massimo, non sto tranquilla.

Perché poi diventa un accollo anche per me.

No, ma se mai dovesse succede'... gestisco.

Massimo? Non la gestisci. Fidati.

Fidati te, la gestisco.

Abbiamo anche chiamato

un fabbro. Aggiusterà la porta, così tornerà a casa sua.

Oh! E questa è una bella notizia.

Senti, dov'è adesso?

Giù, perché?

Perché la devo interrogare di nuovo e purtroppo non solo lei.

Ah.

Un punto morto nel caso?

Sì, perché il coltello che hai trovato è l'arma del delitto,

ma il tizio dell'interno 4 ha un alibi di ferro,

quella del piano di sopra ha il braccio ingessato, l'altro è zoppo

e la donna delle pulizie ha un movente un po' scarico. - Bettina?

No, piuttosto Innocenti. In fondo il coltello è suo.

Buongiorno.

Ah, buongiorno!

Ti sta bene la maglietta di Massimo.

Anche secondo me. Vero, biscottino?

(FUSCO RIDE FORZATAMENTE)

Senti, "biscottina"...

..ti dovrei fare altre domande per l'indagine.

Ancora?

Deh, ma allora siete duri. E come ve lo devo di'? E' stato l'Innocenti!

Esatto. Quindi, allora, se ti concentri e magari cerchi

di ricordarti qualcosa, un dettaglio sull'Innocenti o su altri...

Ma ora ora così?

Eh, sì. Sarebbe meglio.

E' che appena sveglia...

Aspetta. Il cane del Condorelli.

- Mhm. Quello che hanno ammazzato.

L'ho trovato io e lo sai dov'era?

No.

Davanti alla cantina o al garage dell'Innocenti.

E allora?

E allora vuol di' che è stato lui.

Se gli dà noia, cane o cristiano che sia, lui l'ammazza.

Quindi secondo te l'ha avvelenato?

Vedrai te, c'aveva la bava alla bocca.

FUSCO: Adesso non è che sono proprio un'esperta...

Scusa, ma non gli si può fare...

..l'autopepsicolo...?

- L'autopsia? - Brava.

- Al cane? - Brava.

Va bene, dai. Voi adesso andate dal fabbro, vero?

Io partecipo volentieri. Metto proprio 50 euro.

Contribuisco, diciamo. Va bene? Ma lo faccio molto molto volentieri.

No, no, tranquilla. - E' amico mio.

Ah, che bella notizia che mi dai, Bettina... Amico tuo...

Oh, Innocenti? Alla fine ce l'hai fatta, eh?

Deh, è morto. Vediamo se rompe i coglioni ancora, eh.

In effetti... quando m'hanno tirato il sasso,

ho sentito il rumore di una moto.

- E' stato lui? (ROMBO DI MOTORE) - E' dall'inizio che te lo dico!

(RUMURE INDISTINTO) CONDORELLI: cavolo, il bastone.

GRAZIA: Attento. - Il bastone.

- Non si preoccupi. Grazie. - Prego.

- Molto gentile. Salve. BETTINA: Salve.

Oh, Rudi!

Sei già al lavoro? - Deh, se arrivi un'ora in ritardo, per forza.

Come un'ora, scusa? Hai detto "mezzogiorno".

No. - Eh, ma non ero proprio sicura.

- Scusa. Massimo. - Rudi.

-Allora come va? -Insomma, benino, dai. La salute c'è.

Dicevo, come va la porta?

Non ce la si fa.

- Prima è passato anche il tuo padrone di casa. - Innocenti?

Ha detto che è illegale che io cambi la serratura senza il suo permesso.

Ma cosa vuol dire? Ma se devo entra', devo entra'.

Comunque è bello grosso e anche bello incazzato.

Poi qui non c'è più nulla da fare. Io c'ho provato.

Ma non c'è più niente da fare. - Rudi, dove vai, scusami?

Vado al mare, no?

Ma un amico bono... uno... non ce l'hai proprio, eh?

Massimino, sei te il mio amico bono.

E allora stiamo freschi.

(sbuffando) E ora come si fa?

Sai cosa? La Tallarini.

- Giorni fa io ho perso le chiavi della cantina. - Anche quelle?

Sì, però lei c'aveva un mazzo con tutte le chiavi.

- Anche dei garage e delle cantine. - E com'è possibile, scusa?

Boh, non lo so, magari gliele avrà date il Peruzzi.

Però magari c'ha anche le chiavi degli appartamenti.

Si va?

Aspetta un attimo, mi è venuta in mente una cosa.

Per apri' la porta? - No.

Vittoria? Senti, forse c'è un'altra soluzione.

E' una soluzione a cui non avevamo pensato.

A cui non potevamo pensare.

GINO: Questo è il rumore che ho sentito.

- Questo è il tamburo del diavolo. MASSIMO: Bravo, Gino.

Questo è quello che hai sentito mentre ruzzolava giù per le scale.

Il bastone del Condorelli.

E la frase che hai sentito mentre scappava è

"m'hai fatto casca' il bastone" non "m'hai fatto caga' il coglione".

- Ma a chi l'avrebbe detto? - Alla Tallarini che l'accompagnava.

Bravo, Massimino.

Ora vado al bar e mi sentono quelle tre merde.

Dunque... registratore?

Eccolo.

- Prova microfono? - L'ho fatta prima.

Bene. E... dove ci sediamo?

Nelle sedie. Ti vuoi sdraiare sul tavolo?

Sì, chiaro. Intendo, tutti e due dalla stessa parte o no?

Uno in piedi e uno a sedere?

Non lo so. Dove ci mette la Fusco quando fa gli interrogatori?

In corridoio.

- Senti, la chiamo. - Cosa chiami? No, è con quell'altra.

Ha detto di farla in contemporanea. Cosa ci inventiamo?

Mah, una cosa semplice. "Poliziotto buono, poliziotto cattivo".

- Giusto. Semplice, ma classico. - Infatti. Chi fa il cattivo?

- Tu. - Perché io?

- Perché la faccia è più... - No, fallo te. - Vabbè, ho capito.

- Con la faccia così? - Buongiorno.

(insieme) Buongiorno.

- Posso sedermi? - GOVONI: No. - CIONI: Sì.

- CIONI: No. - GOVONI: Sì.

Va bene, ho capito. Permesso.

- Sì, faccia come vuole. - Prego.

- Gradisce un caffè? - Oh, sì, macchiato freddo. Grazie.

- Zucchero? - No, niente zucchero.

- Due. - Zuccheri? - Caffè. - Deca. Vado.

Perché mi ha fatta chiamare, commissario?

Beh, perché ci sono delle novità che la riguardano.

Novità?

Quella che teme.

E' stata lei a uccidere Salvatore Peruzzi.

Insieme al Condorelli.

Ma che cosa dice?

Che cosa sta dicendo?

Lui zoppo, ma capace di accoltellare il Peruzzi, lei

con un braccio ingessato, ma capace di accompagnarlo su per le scale.

- Con in tasca... - Lei sta delirando.

Io voglio parlare con un avvocato.

Aveva anche le chiavi del suo amante, oltre alle chiavi delle cantine,

dove ha recuperato il coltello dell'Innocenti, che poi ha gettato

nel giardino del Vagelli, per vendicarsi del suo rivale.

Ho detto che voglio il mio avvocato.

Sì, sì, ma infatti adesso lo chiamiamo.

Sappia solo che il Condorelli ha già confessato.

Tra l'altro, buttando su di lei tutta la colpa.

E i giudici tendono a premiare i rei confessi.

E poi, Grazia... non se lo vuole togliere finalmente

questo peso dalla coscienza?

Io di Salvatore ero innamorata, va bene?

Ma ogni giorno che passava...

..sembrava sempre più distante...

..e...

..più lui mi evitava più io lo cercavo.

Così...

..dopo l'ultima assemblea, quella dove il Condorelli e l'Innocenti

l'hanno minacciato di morte...

Sai che faccio io? Io t'ammazzo. Hai capito? Io t'ammazzo!

Bravo! Se tu l'ammazzi, io ti pago.

Calma! Ci diamo una calmata?

GRAZIA: Io volevo consolarlo, ma non ha risposto al telefono.

E io lo sapevo

che si stava facendo consolare da qualcun'altra.

FUSCO: E allora è andata a casa sua?

Tanto le chiavi per Svetlana le aveva già prese da sotto lo zerbino.

Poi ha visto l'inalatore, il boa di piume...

..e ha capito.

GRAZIA: Tradita, per di più con un uomo.

Ho perso la testa, gli ho detto di tutto.

Ma lui, invece di scusarsi, mi ha detto...

- Piuttosto che trombarmi te, vado con gli uomini. - Mi fai schifo.

FUSCO: E così ha deciso di vendicarsi. GRAZIA: Sì.

Sono tornata a casa

e ho suonato al Condorelli.

CONDORELLI: All'inizio mi sembrava impazzita.

Mi ha svegliato in mezzo alla notte e aveva cominciato a sfogarsi.

Poi, mentre piangeva, mi ha detto

che era stato quella merda del Peruzzi ad ammazzarmi il cane.

E allora io non ci ho visto più.

FUSCO: Poi siete andati giù nelle cantine insieme

a prendere il coltello dell'Innocenti.

GRAZIA: Abbiamo fatto un patto.

Che la notte dopo l'avremmo ammazzato.

FUSCO: Solo che al primo tentativo siete dovuti scappare

perché stava scendendo il Rimediotti.

Mentre... due giorni dopo...

Non lo so che cosa mi è preso.

Ma mi sono rovinata la vita.

E l'ho rovinata anche al povero Condorelli

che non c'entrava niente, poverino.

E al Peruzzi... che c'ha lasciato la vita, non pensa?

Per me lui era già morto da giorni, commissario.

Tiè, leggete e soffrite, uomini di poca fede!

- L'abbiamo già letto. E allora?

Da oggi fino a Natale mi dovete paga' da bere.

Come s'era detto, del resto, eh.

- Ma quando? Gino, io non ho mai detto che non ti credevo.

Questo è giusto. E allora una birretta anche per il mio amico.

Sì, ma dagli anche una birrettina al tuo amico!

- Forza, su, tirate fuori il cash. EMO: Oh, Gino?

Te lo dico subito. Abbassa la crestina. capito?

Sennò io cambio bar. Anzi, sapete cosa faccio? Io cambio proprio paese.

Perché con il Condorelli in carcere, ma vi rendete conto? Ci tocca

il Poggianti sindaco per altri 4 anni!

- Che è il più imbecille di tutta la Toscana. - E allora? A me piace!

Capito? E t'ho detto tutto, eh.

No, no.

Qui bisogna trova' una soluzione.

- Insomma, bisogna inventarsi qualcosa. EMO: Quello.

- Eh. - Idea: lo faccio io il sindaco.

Sì... Capito? E' arrivato il lombardo-veneto!

Sì. E' arrivato il lombardo-veneto col suo pragmatismo

e la soluzione ai vostri problemi.

Ma chi te lo fa fare?

Ma niente. Perché? Sono un normale cittadino che vuole aiutare...

No, no. Che vuole...

..il potere, scusa. Sai quando hai la parola sulla punta della lingua?

Hai capito cosa vuole lui? Il potere.

- Sì, onesto, però. - Eh, sì.

Io ci metto tutta la mia strategia.

Io ci metto il mio curriculum. Eh?

Voi ci mettete i contatti. Femo

quartier generale proprio al Barlume

ed è fatta! EMO: Pasquali? Lascia stare.

- Ma lascia sta' ti. - Oltretutto bisogna vede'

se quegli altri tre riescono a convince' Marchino a rimane'.

Va bene. Hai tutte le ragioni del mondo,

però non puoi prendere e andartene così, eh.

Dici che è meglio non veni' proprio come voi, eh?

- Ma è un periodo, no? Un periodo che dura 10 anni, Beppe.

- E ora è solo peggiorato. - Va bene.

Allora, facciamo una cosa. Oggi ti prendi una giornata libera.

E da domani lavori soltanto

le tue ore. Va bene?

No.

Come "no", Marchino?

Io ve lo dico con calma, bimbi. O rivediamo tutto l'assetto gestionale

del Barlume o Marco Pardini vi saluta.

Ma non c'è mai stato un assetto gestionale al Barlume, dai!

Appunto! Ora scriviamo qui su questo calendarino

tutto per benino: turni, mansioni, ferie.

Chiaro? - Sì... Ma quanto ci mettiamo? Il tempo che ci vuole.

E' una cosa seria. Dobbiamo

organizza' un bar, mica gioca' a briscola.

- E... MASSIMO: Tizi?

Vabbè, dai. Allora, senti, facciamo così. Inizia te

a fare uno schema a grandi linee e poi mi dite.

Io c'ho la babysitter che mi riporta Ampelio a casa e ciao.

- Sì, però poi non ti lamenta', eh. - Mi va bene tutto. Ciao!

Scrivi tu?

S-sì, sì. Però dopo perché c'ho da prende' un attimo

Marina, che sta dalla nonna e sto in ritardo.

Però dopo ci penso io, faccio io, eh?

Massimo?

Guard... Ehm...

Devo accompagnare... Ho promesso di accompagnare Bettina a... ehm...

..da un'amica sua perché deve prestarle dei vestiti. Mannaggia...

E quindi?

(insieme) Quindi...

- Vabbè, fai tu. - Fai tu.

MASSIMO: Massima libertà.

C'è fiducia, secondo me. Ciao, eh.

Va bene.

(MUSICA RITMATA)

(MUSICA RITMATA SI INTERROMPE)

"Pensaci tu, Marchino." Eh, come al solto!

Così credono di avermi fregato anche stavolta, eh?

Peccato che m'hanno offerto di fare

il Chief Resort Manager in questo posto qui.

Roba seria, eh. Mica... spume, birrette... vecchiacci.

Quindi "bye bye Barlume".

Ora voi mi direte "no, no, sei il nostro sciamano, non puoi lasciarci"

"soli. Noi rimaniamo tutti qui insieme al Barlume, eh."

Bravi sfigati. Restateci.

Io me ne parto per il mio spin-off.

"Resort Paradiso".

Chi mi ama, mi segua.

Alla prossima puntata... perdenti.

("PARADISE REMASTERED 2014" PHOEBE CATES)

Forza, che siamo arrivati. L'appartamento è proprio qua.

Però, mica male la location, eh.

Effettivamente, è tutto merito del sottoscritto.

Quelli del ministero volevano metterla in una stamberga...

Quando un infiltrato aiuta lo Stato e la Polizia

merita di essere coccolato, dico bene Govoni?

Dice benissimo. - "Metterla"?

"Metterla", sì. E' una donna.

Non l'avevo detto? Mi ero dimenticato.

TASSONE: Faccio strada.

("PARADISE REMASTERED 2014" PHOEBE CATES CONTINUA IN SOTTOFONDO)

Buongiorno. - Anna, Annuccia, luce dei miei occhiucci.

Commissario, Govoni. - Ah, vi conoscete già?

Ah, mais oui, Andrea, Vittoria.

Meno male, perché io non sopporto le presentazioni, mi annoiano.

Piuttosto, hai messo in frigo quel prosecchino?

- E certo. - Così ci facciamo un bel brindisi

in terrazzo. ANNA: Andiamo.

-(sottovoce) Govoni, ma tu lo sapevi? -Non sapevo niente, giuro.

- Mi raccomando, non fare cazzate. - Mhm.

Anche lei, però, eh.

(MUSICA RITMATA)

ANNA: Commissario. - Sì?

Non perdiamoci di vista, eh.

- Commissario, mi scusi. - Eh?

- No, ma credo che la signorina... - Sì.

..fosse la ladra del bar.

Eh, sì, ma ora mi sembra un pochino tardi per ammanettarla, ti pare?

- S-sì, però... - Però quest'immagine la puoi utilizzare.

- Per un identikit? - No. Magari per le tue fantasie.

- Ah, dice? - Certo, Govoni!

Per le tue notti tristi e solitarie.

(MUSICA RITMATA RIPRENDE)

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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