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(INFRANGERSI DELLE ONDE)
Lo sentite il rumore delle onde sotto il vostro bar preferito,
e il vento che vi scompiglia i capelli?
Bene, basterà ordinare i nostri birrini,
o spritzini, o succhini, e insieme a questi
vi porteremo, direttamente a casa vostra,
il profumo del vostro amato BarLume.
- Chiamate il 333... - PAOLO: Battaglia!
Ma la finisci di occuparmi tutta la banda larga?
- Che poi tanto larga non è. - Senti, Pasquali,
- questa cosa deve finire, eh? - Sì, certo, deve finire!
Ognuno si faccia i giga propri.
Ma io sto facendo una cosa importante di lavoro per il BarLume!
E stai facendo male, perché io ti ho detto:
in questa casa non c'è fibra, non c'è banda,
non c'è neanche il doppino 56k.
Eh, ma nell'altra casa da cui mi hai evacuato c'era, all'animaccia tua!
Che stai facendo? No!
>BEPPE: Giuro che quando...
No, dai, basta con 'sta registrazione!
Me la fai sentire tre volte al giorno!
>BEPPE: ..porterò il massimo rispetto a Pasquali.
PAOLO: E faccio bene, perché poi la pandemia è arrivata,
siamo chiusi dentro per davvero, e io ho avuto il colpo di genio
di portarti in una casa, in un chicchino di 'sto genere,
e tu, invece di ringraziarmi, mi rubi i giga!
Eh, mo' ti rubo i giga! Mi sarebbero bastati altri due minuti!
Sì, sì, li conosciamo gli altri tuoi due minuti!
- Va be', potevano diventare tre. - Sì, ma tre, ma di che peso?
Perché un video è molto pesante.
E' anche più pesante di te, in termini relativi.
Pasquali, abbiamo detto: in quarantena niente offese.
Non era un'offesa, era un esempio.
Comunque, adesso io devo fare un'importante videocall,
per cui ti stacchi dal mio bussolotto e te ne trovi uno.
Ma se non si trovano più!
No, perché li ho presi tutti io prima, e li ho riaffittati.
Ma te l'avevo anche offerto, infatti.
BEPPE: Certo, al 20% in più, però, perché sei uno strozzino di merda!
"Beppi", avevamo detto: niente offese in quarantena.
- Va be', ehm... sei uno strozzino. - Hm, meglio.
Però, comunque, suona sempre come un'offesa.
- Forse è il tono. - "Sei uno strozzino."
- Meglio. Mona. - (fra i denti) Testa di cazzo.
(FISCHIETTO DI GIOCATTOLO) CRISTINA: Che facciamo?
Guarda un po' quante palline. Che colori sono?
Contale, dai. Conta.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(RUMORE DI PASSI)
(BUSSANO)
CRISTINA: Massimo? Scusa, disturbo?
No, no! Scherzi? Figurati.
E' che stavo...
No, guarda, è che stavo mettendo a posto, qui, la chiave,
perché non gira bene, no?
Cioè, lo senti che fa un "click" strano, no?
Normalmente dovrebbe fare un "click" alto.
Invece senti. (con voce grave) Click basso.
- Eh, mi sa, sì. - Eh, è strano.
Comunque guarda, il piccolo Ampelino è lì che gioca tranquillo.
- Ah, bene. - Tra l'altro, mi sa che ha fatto la cacca,
- quindi questo lo lascerei a te. - Va bene.
E la Tizi vedo che non arriva, quindi io andrei.
Eh, sì, credo che ha fatto tardi per la fila al supermercato.
- Bene, e allora io vado, ok? - Va bene.
- Ciao. - Allora ciao, eh? A domani.
- A domani. - Ciao.
(PORTA SI APRE E RICHIUDE; MASSIMO SOSPIRA)
Mannaggia, Ampelino, eh?
Hai fatto un'altra volta la cacca? Ma quanta cacca fai?
Tanta.
(NOTIFICA DAL COMPUTER)
Aspetta lì, eh?
Aspetta lì, che il babbo arriva subito.
Pasquali?! Cosa vuole?
- Pronto. - Pasquali.
- Pronto. - Pronto.
Pronto. Non ti sento.
Pasquali, c'avrai il muto.
- O le cuffie. - Eh? Non ti sento!
- Perché io ti sento. - Ma sono io che non ti sento.
Fammi dei cenni con le mani. Eh...
Le cuffie, dici?
O le metti alle orecchie, o le stacchi dal jack.
Ah, adesso ti sento, in effetti. Stiamo calmi, eh?
Eh, dai. Adesso però sbrigati, che vado di fretta, su.
Ma di fretta dove? A passare l'aspirapolvere in salotto
- per la ventesima volta? - Il bimbo caga fisso.
Poi devo buttare l'organico, oggi, perché poi passa tra quattro giorni,
- e mi puzza tutta casa. - Ho capito, ho capito.
- Poi devo fare... - Cerco di arrivare subito al punto.
Allora, ascolta.
Praticamente, qualche giorno fa, diciamo,
in una di queste lunghe file al super,
ho incrociato una "tosa" di Madrid.
E questa, poi, si è messa a darmi delle lezioni di spagnolo, no?
Via Internet. E ti dirò che mi sono...
- Va be', dai. E allora? - Allora... poi è sparita.
Da un momento all'altro. E' sparita completamente,
in modo molto strano, e io mi sto molto preoccupando, eh?
Non è che il Pasquali si sta molto innamorando?
Ma Viviani! L'amore, per un perito assicurativo,
rappresenta sempre un costo/beneficio in perdita.
Però, in effetti, ti volevo chiedere se secondo te, cioè...
dovrei stare in pensiero, oppure potrebbe essere
un semplice, piccolo cedimento sentimentale, ecco.
Senti, Pasquali, io sulle cose sentimentali
non so se sono proprio il migliore a cui chiedere un consiglio, eh?
(PORTA SI APRE) TIZI: Massimo?
(PORTA SI CHIUDE; NON UDIBILE)
TIZI: Massimo! Ma è possibile che c'è sempre 'sto casino?
- Massimo! - C'ho una chiamata, Tizi!
- Te c'hai sempre una chiamata! - Va be', dai, arrivo!
Vedi? Io con le donne non ci ho mai capito una sega.
>Ma lo so benissimo. E' per questo che chiamo te.
Perché tu sei messo male, allora mi potresti dare un consiglio, ecco.
Va be', adesso, non è che sia proprio... uno sfigato...
- sfigato. - Viviani, non fare il modesto, dai!
Tu sei stato lasciato dalla tua ex moglie,
dalla Tizi una prima volta, dalla Tizi una seconda volta,
e ti ha anche sfondato il bar,
dalla tipa, lì, argentina, poi la Tizi ti ha ripreso in casa,
sì, ma tipo colf, per cui, insomma,
stare lunghi mesi chiuso in casa con quel pezzo di "tosa"
di quel livello senza poter far niente
è quasi peggio che stare chiuso con Battaglia, no?
Almeno io gli ho procurato un giardino, no?
Che ogni tanto lo mando fuori a pascolare un po'.
Va bene, sono un caso disperato. Però mantengo una certa dignità.
Ecco, guarda, hai detto bene, infatti.
Siccome anche il mio è un caso un po' disperato,
e anch'io vorrei mantenere un po' di dignità,
volevo farti vedere un video, diciamo,
- di questa ultima lezione, ecco. - Va bene, dai. Fa' vedere.
Tienes razòn, ma dammi un attimino. Arrivo subito, va bene?
- Va bene, signora maestra. - Ma quella è Susanita!
Come? No, no, no. Si chiama Dolores, questa.
>MASSIMO: Ma no! Ma quale Dolores?
Quella è Susanita! (BUSSANO)
>TIZI: Massimo, ora sfondo la porta, eh?
Scusa, Pasquali, devo andare, dai. (TIZI BUSSA)
>PAOLO: No, no, ma guarda un attimo come va avanti il video, ti prego.
Non posso. Chiama i bimbi, che loro conoscono bene il marito, dai.
Come, il marito?! Ma Dolores non è sposata!
Ma certo che è sposata! Ero al suo matrimonio, figurati!
Poi non so se col Paletti si è lasciata o cosa, ma...
>TIZI: (bussando) Massimo!
Chiama i bimbi, che loro sapranno tutto, di sicuro. Ciao, ciao.
- TIZI: (urla) Massimo! - (urla) Tizi!
- Massimo... - Tizi!
Abbiamo fatto il patto di non incazzarci in quarantena.
Però mi dici com'è possibile che torno a casa
e trovo il bambino col culo tutto merdoso
che piange sopra la sedia davanti alla finestra?
Come, davanti alla finestra?! Ampelino!
Ampe... Ma dov'è?
Nella vasca a fare il bagno, dopo che l'ho pulito io,
dopo che sono andata a fare la spesa io.
Ho capito, Tizi, ma io te l'avevo detto
che era meglio se te restavi qui col bimbo e la baby sitter,
ed era meglio se io andavo a fare la spesa ma tu...
Allora mi devi spiegare perché sei voluto restare qui
per passare la quarantena col bimbo, se poi col bimbo non ci stai mai.
Perché non è vero che non ci sto mai col bimbo, avanti!
Guarda, anzi, invece adesso...
ci vado io a fargli il bagnetto, va bene?
(MASSIMO URLA)
(MASSIMO URLA) (con eco) Ahia!
- Butta la carta, vai. - L'ho buttata!
Ho fatto anche scopa. Ma non l'hai visto?
- Ma dove? - Sullo schermo, grossa così!
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA) Ma... non c'è...?
- Cos'è questo rumore, eh? - Eh, l'annuncio di una disgrazia.
- E cioè? - E' Pasquali che ci chiama.
Vorrà farci un'altra assicurazione sugli incidenti in macchina.
- Ma come? Ma siamo tutti in casa! - Eh, appunto.
- Così non c'ha modo di rimetterci. - Va be', rispondi, vai.
Pronto, "tosi". Come state? Vi vedo bene, in forma. Contenti, eh?
(ridendo) U' ne ragioniamo!
S'è appena stappata una damigiana di Amuchina che s'aveva in cantina.
Bravo, sanificatevi, che poi quando usciamo
vi voglio vedere pimpanti come al vostro solito.
Pasquali, stai cominciando a farmi preoccupare.
- No, perché? - Perché ci stai facendo troppi complimenti.
- Cosa vuoi da noi? - Niente, assolutamente.
Mi faceva solo piacere sentirvi e basta.
- Sì, come no? Vai al sodo, vai! - E va bene.
Vi voglio far vedere un video, subito,
se no facciamo come Viviani. Guardate.
- Tu, Paolo eres un escolar muy... - La conoscete questa "tosa"?
- Eh, no? E' Susanita, quella. - Susanita, Susanita... Ehm...
Non c'è verso che si possa chiamare anche Dolores?
Sì! E' la colombiana, la moglie del Paletti.
No, non è possibile che sia sposata!
E come, non può essere sposata? C'ho le foto del matrimonio.
Fermo lì, ora te le mando.
Eh, quelli siamo noi al BarLume, Gino!
>GINO: No, aspetta.
Basta che voi aspettiate un attimino, e arrivano, no?
Sì, fanno prima a inventare il vaccino del COVID, te lo dico io.
(NOTIFICA)
- Toh! - No, non è possibile!
Ti assicuro che Gino, col Photoshop, non è proprio una scheggia.
No, non è possibile che una tosa così carina
si metta con uno brutto così, come 'sto Paletti.
- E' anche più brutto di me. - E infatti ho sentito
- che sono divorziati. - Ah, ecco. Questo mi torna,
perché come vi dicevo è una brava ragazza.
Eh, è brava a tenere gli uomini al guinzaglio. Quello sì.
Per favore, non cadiamo in del trito maschilismo,
e veniamo alle robe serie. Essendo che Dolor... che Susanita
- è di Madrid, no...? - E' colombiana!
- Ma allora non vuoi capire! - Va be', colombiana, è lo stesso.
Comunque madrelingua. Mi dà lezioni di spagnolo.
Ma dove? Ma non puoi mica uscire di casa, eh?
- Ma no! Sul web. Sulla rete. - Rete? Ma chi ha segnato?
- Non possono mica giocare! - Gino, per favore!
- Guarda, bimbi, stiamo parlando... - Devi mettere l'auricolare.
- Tutto il giorno. - Maremma facocera!
Bimbi, ma neanche in remoto vi riesce di stare un po' zitti?
- Ascoltate il Pasquali. Zitti! - Oh, grazie, Emo.
Il fatto è che io sono molto, molto preoccupato,
perché l'ultima lezione che abbiamo fatto è finita così.
Voi guardate questo video, poi mi dite cosa ne pensate.
Sì, necesitarìas un otro castigo, un'altra...
(CAMPANELLO SUONA) Chi è?
Escuchame, Paolo, mi è arrivata la spesa.
Ma Dolores, noi abbiamo ancora 7 minuti e mezzo.
- Anzi, e 40 di credito. - Sì, tienes razòn,
ma dammi un attimino, arrivo subito, va bene?
Va bene, signora maestra.
Ehm... prof. Ehm... preside. Come devo chiamarla?
(PORTA SI APRE) SUSANITA: Ma come ti permetti?
- Questa è casa mia. - UOMO: Oh, oh. Ascolta un po'...
SUSANITA: No, no, ascoltami tu. Va' fuori di qui.
Qua non devi osare ad entrare. (PORTA SI CHIUDE)
>PAOLO: Avete sentito la porta che si chiude?
>- GINO: Boh. >- EMO: Gino, te non fai testo.
>- Sì, l'abbiamo sentita. >- PAOLO: Ecco, io poi sono rimasto
- ad aspettare che tornasse. >- ALDO: Certo. Embè?
>- PAOLO: Mai... Mai più tornata. - Tutto bene?
>Mai più tornata. Quello che segue adesso
è un video di due ore e mezza nella stanza vuota.
- Prof? >- Ve le risparmio. - Grazie, Pasquali.
Prego. Poi, a un certo punto, si deve essere consumata
tutta la batteria del portatile, ed è morto.
Ma quindi, secondo te, Pasquali, è morta anche la Susanita?
No, no, no, per carità.
Non usiamo quella parola neanche per scherzo.
Però qualcosa è successo. Voglio dire,
- almeno sarà stata rapita. - No, bimbi, non gli date retta.
Non gli date ascolto, che questo sta proprio fuori.
- E' tutta un'invenzione sua. - Io ti ho detto
- di non entrare nella mia stanza! - Sto parlando... Li sto avvertendo,
- perché non sei una persona normale. - Esci! Mille volte te l'ho detto!
- Si fa pure le canne, il lockdown gli ha dato alla testa! - Esci!
- E' impazzito, non gli date retta! - Esci, Battaglia!
Scusate.
Era abituato a vivere nei cartoni, quindi non ha l'idea
dello spazio privato, ecco.
- Che cosa ne pensate? - E' un pazzo! E' pazzo!
- PAOLO: Bastardo! >- EMO: Be', in effetti...
(accento veneto) è un po' inquietante la faccenda, "ciò".
PAOLO: Ostia, sì, è inquietante, perché l'uomo
non è quello della spesa, resta a parlare con lei sulla porta
- e poi lei non torna più. - Bimbi, qualcosa di strano c'è.
Esatto. Come la troviamo, adesso, noi, Susanita?
Ma intanto, scusa, ma dove abitava? Ancora dal Paletti?
Ah, non ne ho idea. Non ne ho idea, perché...
non eravamo così intimi da scambiarci gli indirizzi, capito?
Ma se aspettate un momentino che lo cerco,
- ve lo dico io. - Che cos'hai lì?
L'elenco del telefono. Come lo chiamate, voialtri moderni?
Reperto archeologico. Ecco come si chiama.
- Ma ancora li fanno? - Eh, oh, se lo chiedi, sì.
Dunque, ehm... Ah, ecco, ecco.
Paletti Garcìa Susanita.
- Via Vesalio, 8. - Non è la strada che passa sopra la Coop, quella lì?
- No, mi sembra sotto la Coop. - No, dipende.
Dipende da dove lo guardi.
Se lo guardi dal mare, è sopra. Se lo guardi dal monte, è sotto.
Ecco, e ora, invece, noi si va a vedere dov'è dal vivo.
- Ma facendo finta di fare la spesa? - No, con la tecnologia.
Appena avete fatto l'ultimo sviluppo ve lo spiego, eh, che cos'è.
(SUONI DAL COMPUTER; ESCLAMAZIONI DI STUPORE)
- Bimbi, sono commosso. - Sì, ma rimani lucido.
Che numero è quello lì, che non lo leggo?
Mi... Mi pare un 3.
Quindi dovrebbe essere sull'altro lato.
Ecco, aspetta... Ecco. Questo è il numero...?
- Otto. - Ma... Ma ragazzi, ferma un po'...
Ma... Ma questo qui è il condominio del Checcacci, eh?
Chi è? Quel... Quel vostro amico strano con la testa tutta spellata?
Oh, è vero, eh? Quella è casa del Checcacci e di sua sorella.
Ma allora chiamiamolo. Chiamatelo. Sentite.
Magari ha visto qualcosa, ha sentito dei rumori,
- ha visto qualche malintenzionato. - Sì, sì.
Ora si fa questa telefonata e poi ti si informa, va bene?
Grazie, tosi. Sarò per sempre vostro creditore.
Vostro debitore! Vostro debitore.
- Ecco. >- BEPPE: Oh, Tizi, mi senti?
Scusa, eh, se ti chiamo via Internet, però ho finito il credito
e mi sono attaccato al bussolotto di Pasquali, che se mi becca...
>TIZI: Bella, la convivenza forzata, eh?
Eh, no, con Pasquali non è convivenza, è carcere.
>- E col Viviani è tortura. - Senti, al volo, prima che mi becca.
Ma l'hai visto il video, quello che ti ho mandato,
- quello spot del BarLume? >- Sì, ehm, al volo.
>E va be', dai, poi ne ragioniamo tutti insieme.
A proposito, mi ha chiamato anche Marchino,
e mi diceva se ci si vede tutti e tre al bar.
>Eh, ma infatti è importante vederci per parlare di questo spot.
E soprattutto per svuotare il frigo e il freezer,
- così stacchiamo tutto, capito? >- Ah, va be'. Ci sto, ci sto.
>Senti, ma mi puoi ricaricare il telefono,
che ho finito i minuti, i giga, tutto?
>- Ok, Beppe, però... - Dal conto del bar.
Ce li rimetto io, poi, perché guarda, se questo,
ogni volta che mi attacco al bussolotto mi attacca un pippone...
Oh, almeno sai che ti attacchi al mio bussolotto, sanguisuga!
- Ecco, se n'è accorto. - Già fuori c'è il virus.
- Mi mancava il parassita a casa. - Va be', dai, un minuto solo!
Sto aspettando una chiamata importante.
- E' roba di vita o di morte. - Saluto, eh?
Ciao, Tizi. Scusa. Lo senti come fa? Ciao.
Tanto lo so che è la Tizi. Devi uscirne, Beppe.
Anche perché se no mi succhi tutti i giga.
Pipistrello!
(MUSICA IN SOTTOFONDO; PORTA SI CHIUDE)
Certo, Susanita, la colombiana. Abita qui, sopra di me.
O meglio, al piano di sopra, ma dall'altra parte, ecco.
>PILADE: Ma non puoi andare un attimo su a bussare per vedere se c'è?
Ora no, bimbi, non posso. C'è mia sorella.
- E si sente poco bene. - Ma allora è il virus, va'!
Eh, è che ieri sera ha esagerato un po' col cognac.
Ahia! E quando si parla di tua sorella,
esagerare vuol dire anche una bottiglia sana.
- No, è che è ansiosa, poveraccia. - Eh, in questo periodo, poi.
Sì, ma infatti anche voi vi siete fissati con Susanita.
Non è che questa è ansia da COVID, eh?
State tranquilli, dai!
No, è perché è venuto un uomo fino a casa sua, e hanno litigato, ecco.
- Ma te non hai sentito nulla? - Litigato?! No, nulla.
- Magari un colpo di pistola. - Sì, colpo di pistola!
Magari hai sentito per le scale un popò di "travestio".
Niente di niente, bimbi, mi dispiace.
E' che poi non si è più vista, non è più tornata.
Ma quello perché sarà da sua mamma.
E... E te come fai a saperlo, eh?
Tre giorni fa mi ha bussato e mi ha fatto cambiare
la serratura della porta perché se l'era chiusa alle spalle,
- ed era rimasta fuori. - E te, essendo un mago
delle ferramenta...
E soprattutto essendo lei una gran bella figliola...
Oh, bimbi, è la mia vicina, e ho fatto un atto di gentilezza.
Le ho messo il chiavistello d'emergenza.
E mi ha detto che stava due giorni da sua mamma,
perché è qua, sola sola e anziana.
Ah... quindi sua mamma sta qui a Pineta, eh?
Sì, mi ha detto che si è trasferita qui da un annetto,
o una cosa così, via.
Bimbi, bisogna che vi saluti, io devo andare.
Va bene, Checcacci, dai. Però, qualsiasi novità facci sapere, eh?
Chiaro. Passo e chiudo.
(BIP DAL COMPUTER) Bisogna rassegnarsi.
- C'è da chiamare Paletti. - Eh, se risponde.
Ci ho appena provato e mi ha buttato giù.
- Prova te, Aldino. - E ci credo che non risponde.
Dopo tutto quello che gli si è fatto passare!
Oh, ma se sei della loggia devi stare al gioco, eh?
E se sei una merda come Paletti, il gioco è duro.
- Allora, Aldino. - M'ha buttato giù anche a me.
Va be', dai, allora l'unica è che vada io, dai.
E... E come fai?
Preparo due borse della spesa, farò finta di essere andato lì...
Che ne so? ..all'alimentari. Cosa devo fare?
- Bravo, questa l'ha indovinata. - Oh, facci sapere com'è andata, eh?
Ciao.
Allora...
(EMO FA VIBRARE LE LABBRA)
Guarda te cosa ci tocca fare.
La miseria, ragazzi!
Vediamo queste buste...
Allora...
(EMO BOFONCHIA)
Oh, vai.
Oh, Dio. Se lo sapevo, mi compravo un cane.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Cazzo di mascherina!
(CITOFONO SUONA)
(EMO GEME)
Oh, Emo. Mi era sembrato di averti detto di non chiamare.
E infatti sono venuto di persona a casa.
Eh, peccato che non si può. Io chiamo la polizia.
Dai, non farla tanto lunga, Paletti.
Ti si voleva solo chiedere una cosa.
- Chi? - Io e gli altri bimbi.
- Ah, sono sempre tutti vivi? - Eh, purtroppo per te, sì.
Purtroppo anche per l'INPS.
Sì, ma intanto noi prima si è lavorato.
Te, invece, cosa fai nella vita, Paletti?
Io... Io devolvo il mio stipendio alla mia ex mogliettina.
- 1.500 euro al mese di alimenti. - Boia! Altruista!
No, no, io non mi lamento per me, eh? Ma per lei.
Ma scusa, con 1.500 euro per mangiare,
ma come può uscire di casa? Rotolando?
Sempre meglio di te, che se non ti metti i sassi in tasca,
ti porta via il vento, eh!
Piuttosto, invece, di salute? Tosse, febbre... Come stai?
Eh, come sto! Sono due anni che non trombo!
Sono dovuto tornare qui dai miei genitori,
e c'ho Susanita che mi schiavizza. Ma come starò, Emo? Ma...!
Ecco, appunto. Comunque, tornando a bomba,
noi ti si chiamava proprio per Susanita.
- Ah, e perché? - Eh, pare sia sparita, eh?
Emo, non mi dare queste belle notizie tutte insieme, perché...!
Ma non fare la fava, Paletti! Pare sia sparita per davvero.
Dico sul serio. Sono stato a casa sua.
Al citofono non mi risponde nessuno.
Ma te, piuttosto, dico, vista? Sentita? Ultimamente.
No, noi ultimamente ci si parla solo tramite bigliettini d'amore, sai.
Sono le ricevute dei bonifici che le faccio.
Ah, ho capito. Ma non è che magari lei è tornata a stare dai suoi?
Di questi tempi, l'aereo non te lo fanno prendere.
E che c'entra l'aereo, scusa, ora?
Eh, ma a meno che te non ci voglia andare a nuoto...
- Ma dove? - In Colombia, eh? Vivono lì!
- In Colombia? - Sì!
Oh... Ma scusa, ma sua mamma mi avevano detto...
Ma non si era trasferita qui a Pineta?
Ma quando mai? Ma scusa, chi te l'ha detto?
No, non me l'ha detto nessuno, eh, ancora.
Va be', e allora nulla. Grazie.
- Eh, e speriamo di vederci presto. - Eh, speriamo anche di no, eh?
Magari si fa un'altra gitarella in barca, eh?
Ma va' a cagare, vai! (EMO RIDACCHIA)
(SUONI DAL CELLULARE)
>- ALDO: Pronto, Emo? >- PILADE: Ciao, Emo.
>- GINO: Emo! - Oh, bimbi.
Secondo me, Susanita al Checcacci gli ha raccontato un sacco di fregnacce.
>- ALDO: E perché? - Ma perché i genitori
non sono venuti qui a Pineta, sono sempre in Colombia.
>PILADE: E allora dove c'aveva da andare, lei?
Ma non lo so, ma secondo me c'è qualcosa di losco, sotto.
Tra l'altro, non sono neanche sicuro che Paletti me le abbia dette tutte.
Parlava male di Susanita come come uno
che non c'ha nulla da nascondere. Mah, non lo so.
>ALDO: Quello che so è che bisogna richiamare Pasquali.
>GINO: E forse, poi, anche la Fusco.
No, no, ma prima il Pasquali, ma senza allarmarlo troppo.
>- GINO: Ci penso io. - E allora siamo a posto.
(NOTIFICA DAL COMPUTER)
Fammi vedere chi è.
(BIP DAL COMPUTER)
- Massimo... >- MASSIMO: Ciao, Vittoria!
Massimo, non mi dire che mi hai chiamato
per questa storia del rapimento di Susanita, eh?
- Perché? Ti hanno chiamata? - M'hanno chiamato?!
I bimbi due volte e Pasquali tre! Io già sono a casa in quarantena,
c'ho un miliardo di cose da fare, guarda.
M'hanno pure mandato un video che dura due ore e mezza,
e m'hanno impallato il computer. Adesso mi... mi va a scatti.
- Guarda, lascia stare. - No, no, ma infatti.
E' solo che volevo farti un saluto, che non ci siamo più sentiti
da quando è scoppiato tutto questo casino.
Allora mi sono detto: ma perché non chiamarla per domandarle come va?
- (schiarendosi la gola) Come va? - Come vuoi che vada, Massimo?
Va che sono... qua, chiusa in casa. Così va.
- Eh, un po' come tutti, no? - No, non come tutti,
perché io non posso andare a fare la spesa,
non posso andare a fare una passeggiata,
non posso fare niente di niente, capito? Eh...
Come no? Guarda che nell'ultima certificazione, non la quinta,
la sesta, dico, c'è scritto che invece uno...
Sì, lo so benissimo cosa c'è scritto.
Certo, poi te sei della polizia. Figurati se non puoi uscire, dai!
No, peccato che invece, il giorno prima
che scoppiasse tutto questo casino,
quel genio di Tassone mi è passato a fare un salutino.
E giù abbracci e baci.
Continuava a ripetere che questo virus
è una minchiatellina da nulla, no?
Peccato, però, che l'autista se l'era già preso.
E quindi, io sono in quarantena forzata, Massimo.
E starò qua dentro per altri... otto... no.
Nove giorni di reclusione totale. Eh?
- Mi dispiace, Vittoria. - A me di più.
Pensa a me, eh? Tappato in casa con la Tizi,
il bimbetto, senza neanche un terrazzino...
Va bene, Massimo, dai. Allora, il saluto ce lo siamo fatti, no?
Quindi Pasquali e i bimbi li calmi tu, per favore,
- così io posso tornare a lavorare? - No, no, no, no, no.
- Aspetta un attimino, però. - No, Massimo, non dire così.
- Per favore, eh? - Eh, invece te lo devo dire, Vittoria.
- Ho trovato un indizio. - Ma un indizio di cosa hai trovato,
- che sei chiuso in casa? - Del fatto che qualcuno
voleva andare a casa di Susanita con brutte intenzioni.
(sospirando) Senti, Massimo, ascoltami.
Io lo so che voi, in casa, non sapete cosa fare,
ma io sono messa peggio di prima, quindi ti prego.
Senti, è nel video che mi ha mandato Pasquali.
Ti prego, guardalo soltanto un secondino.
- Va bene, vediamo, un secondo solo. - Te lo mando. - Un secondo solo.
- Vai. - Ecco, un'altra...
(CAMPANELLO SUONA) Chi è?
Escuchame, Paolo, mi è arrivata la spesa. Devo aprire.
Ma Dolores, noi abbiamo ancora 7 minuti e mezzo,
- anzi, e 40 di credito. - Sì, tienes razòn,
ma dammi un attimino, arrivo subito, va bene?
Va bene, signora maestra.
- Ehm... prof. - Ecco, e qui è quando si alza
- e non torna più. - E va be', e quindi?
Sarà andata da qualche parte, sarà andata a fare la spesa,
- sarà andata da un parente. - Ma non ce ne ha di parenti!
Il Paletti ha detto che sono tutti in Colombia.
- E sarà andata dal Paletti! - No, perché si odiano col Paletti!
Lui dice che non l'ha vista, quindi o mente anche lui,
il che sarebbe ancora più preoccupante,
oppure aspetta, guarda qui.
(BIP DEL COMPUTER; PORTA SI APRE)
SUSANITA: Ma come ti permetti? Questa è casa mia!
- UOMO: Oh, oh, oh! Ascolta un po'. - SUSANITA: No, no, ascoltami tu.
Ma fuori di qui. Non devi osare entrare.
(PORTA SI CHIUDE)
Va be', io non ho capito qual era l'indizio.
Che intanto ha litigato malamente con quello alla porta.
>FUSCO: Mah, malamente... Adesso, non è che proprio
si capiva tanto, eh? Diciamolo.
Ok, adesso però arriva il bello.
O meglio, il brutto. Aspetta.
Ecco, lo vedi nel riflesso degli occhiali?
- Cosa? - Aspetta, ti mando un ingrandimento.
C'è una chat riflessa, cioè dei messaggi che qualcuno
mandava a Susanita, mentre lei parlava con Pasquali.
- Porca miseria ladra! >- MASSIMO: Ora te la giro, eh?
>Vedi? "Ho trovato il tuo indirizzo. Se non mi rispondi,
vengo dritto a casa tua, e te lo dico, sono fuori di testa
- e capace di qualsiasi cosa." >- FUSCO: E lei risponde:
"Stai calmo, per favore."
E lui: "Non ci sto calmo. Hai finito di prendermi per il culo."
(LA FUSCO SOSPIRA)
Eh, sì, forse c'è veramente sotto qualcosa.
Vittoria, questo è un pazzo maniaco.
Devi subito andare a fare una perquisizione.
Eh, no.
- Come, no? - No, mando Cioni e Govoni,
perché io non posso uscire di casa,
neanche a far pisciare il cane che non ho!
Certo, certo. Giusto, giusto. Scusa, scusa.
Ehm... sì, manda Govoni. Govoni è bravo, bravo.
- Certo, calma. - Eh, "stai calma"! E' facile a dirsi.
Dai, li chiamo, adesso, su. Ciao.
(SUONO DAL COMPUTER)
(MUSICA SEXY IN SOTTOFONDO) UOMO: Salve, signora.
- Ho saputo che ha avuto una perdita. - Purtroppo sì.
C'è un lago di là in bagno. E anche io mi sono molto bagnata.
Be', vediamo quello che possiamo fare.
DONNA: Si tolga pure la giacca. Immagino ci sarà da sudare molto.
(LA DONNA GEME)
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA; GEMITI PROSEGUONO)
Govoni? (GEMITI DAL FILM)
- Pronto! Pronto? - Sì, sento delle voci. Che succede?
Pron... No, no, no. C'è... C'è... Ci dev'essere un'interferenza.
Ora sto provando a fermarla. (GEMITI PROSEGUONO)
Eh... Pronto. Eccomi. Eccoci, Commissario.
Cosa stavi facendo, Govoni?
Stavo proprio per lavorare alla denuncia di furto dell'idraulico.
- Dell'idraulico?! - Dentista! Dentista.
- A Poggio, sa? - Ah, sì, sì. Lo so, lo so.
Senti, no, lascia stare quella cosa lì,
e invece vai a fare una perquisizione, adesso.
- Adesso?! Dove? - Ti mando l'indirizzo via messaggio.
No, mi scusi. Mi scusi, ma è lontano?
Perché se poi mi fermano le Forze dell'Ordine,
io con questa storia dell'autocertificazione
non ci ho capito granché.
- Govoni... - Eh?
Le Forze dell'Ordine... siamo noi.
(GOVONI RIDE; LA FUSCO FA UNA RISATA FORZATA)
(ridendo) Sì, ma ci sono anche i Carabinieri.
E tu gli fai vedere il tuo distintivone da poliziottone
- che è più bellone del loro. - Certo, sì. E' che, ehm...
A me, tutta questa situazione, mi mette un po' d'ansia.
T'assicuro che mette più ansia essere stati abbracciati
- e baciati da Tassone, guarda. - Eh, lo so.
Io, purtroppo, quel giorno non c'ero.
- Come, purtroppo? - Io preferivo stare
in quarantena forzata come lei, lo ammetto, Commissario.
Govoni, senti, vai a fare questa cavolo di perquisizione,
e fammi sapere se trovi qualcosa, va bene?
Fai foto, video, tutto quello che occorre, ok?
- Ok, ma... cosa dovrei trovare? - Alle bruttissime, un cadavere.
- Infetto?! - Ammazzato. Solo ammazzato, Govoni.
Meglio.
(MUSICA POP IN SOTTOFONDO)
Vi manca il vostro posto del cuore?
Vi manca gustare un ottimo...
daiquiri frozen banana?
Dentro il BarLume c'è sempre stato un segreto.
Shh...
Marchino Pardini, diplomato alla Neuf Cocktail Schule di Kreuzberg,
Blender d'Argento al terzo raduno di barman di Marina di Cecina
e consulente per la rivista "Barman Tomorrow",
potrà deliziarti con le sue creazioni.
Non chiamateli cocktail,
perché quelle del nostro barman di punta
sono piccole, grandi... opere d'arte.
Cosa aspettate a ordinarne subito una a casa vostra?
(RISUCCHIO)
E fatelo... now!
Allora, ragazzi, prima di sapere cosa ne pensate,
vorrei farvi una premessa commerciale.
Il ragionamento è... cioè, noi non è che gli si può dare
ai nostri clienti birrini, succhini, spritzini, come dice Beppe.
Quelli se li comprano al supermercato.
BEPPE: Hm, e i cocktail come glieli porti? Il cameriere col vassoio?
Bravo, qui ti ci volevo.
Guardate qui cosa c'ho.
- TIZI: Cos'è? Un pesce rosso? - No, la Marchino's Bag.
- Ma è una busta! - Busta mi sembra un termine un tantino riduttivo.
Comunque, io metto il cocktail qui dentro,
col ghiaccio e tutto il resto,
lo metto in questa comodissima Marchino's Bag...
E' una busta.
..e lo mandiamo coi corrieri.
Sì, ma il ghiaccio si scioglie tempo due,
e alla gente gli arriva un troiaio mezzo freddo e mezzo caldo, eh?
MARCHINO: Se fai velocissimo, no.
BEPPE: E chi ci mandiamo? Flash?
Io, intanto, c'ho un mio amico di Navacchio
- che con la BMX è una scheggia. - Marchino, tu non hai amici.
Va be', ragioniamoci, perché secondo me
non mettere uno spot del genere sui social... è una bestemmia.
Comunque io c'ho da fare una cosa molto importante.
- Devo andare. C'ho fretta. - Ma dove devi andare?
- E' tutto chiuso! - A casa.
C'ho uno "scozzo" online con un dodicenne vietnamita
che leva il fumo alle schiacciate. Oh, piglio queste, eh?
- E pigliale! - Embè? Tanto si buttavano, no?
- TIZI: Sì, sì. Certo. - MARCHINO: Ciao. - BEPPE: Ciao.
Ohi, ohi, mi ci mancava solo Marchino, guarda.
- Perché? - Perché?!
Beppe, sono chiusa in casa con una bestiolina di meno di 3 anni
e una bestia di più di 40, che tra l'altro si chiama Massimo Viviani.
Pensavo che dopo 'sta convivenza forzata
ci fosse stato comunque un minimo di riavvicinamento, insomma, no?
Anche non volendo...
TIZI: Beppe, dopo l'inferno che mi sta facendo patire,
se fra due mesi esco e non c'è più nessuno al mondo,
io comunque al Viviani non gliela do, chiaro?
- Addirittura?! - Addirittura!
BEPPE: Va be', ma magari voleva stare col bimbo, no?
TIZI: Ma se ci s'aveva anche la scusa di poterselo portare
su e giù, ogni tanto! No, te lo dico io perché è rimasto.
- BEPPE: Perché? - Perché così c'ha la vista sul mare
e una mamma che sta dietro anche alle sue, di bizze. Ecco perché.
(GOVONI SOSPIRA)
- Io c'ho paura, Cioni. - Ma di cosa?! Figurati.
C'ho paura che ci sia un cadavere.
Paura che ci sia un cadavere con accanto un assassino,
- e l'assassino c'ha il COVID. - No...
Adesso, dai, saliamo e non ci sarà niente.
Basta non... non toccare.
Ehm, dico la... Prendo i guanti.
- GOVONI: Ancora su. - L'ascensore?
- GOVONI: No, mai. - Ok.
- Un montacarichi... - Cosa?!
CIONI: Un muletto, non lo so.
- Ci siamo. Ci siamo. - Sì.
CIONI: "Garcìa Susana".
- GOVONI: Si suona, se non c'è, andiamo via. - Sì.
(CAMPANELLO SUONA)
- CIONI: No! - Cosa, oh? - No!
- GOVONI: No, aiuto! Cosa? - Non guardare giù! No!
- GOVONI: Come, non guardare giù? - Non guardare giù! - Perché?
- CIONI: No, non guardare! - Oh, oh, cosa?!
INSIEME: (urlano) Oh, Dio!
(URLA INDISTINTE) GOVONI: Sfonda te che sei più grosso!
- CIONI: Va' che sei più forte, sei! - Ma sono una mezza sega, io!
- CIONI: Ma se vai anche in palestra! - Ma era chiusa!
- CIONI: Be', allora al tre, eh? - Al tre! Uno, due...
CIONI: Tre! (URLANO)
- CIONI: E ora, questo...? - Ma chi cazzo è?
>- FUSCO: Massimo, ti disturbo? >- MASSIMO: No, no, figurati.
>- Dimmi, ci sono novità? - Sì, in effetti ci sono
- delle novità, Massimo. - Cioè?
- Niente, hanno trovato un cadavere. - Ti prego, Vittoria, non dirmelo.
No, no, ma non è la vostra amica colombiana, eh?
(sospirando) Meno male.
No, è il cadavere di un tizio di 130 chili,
vestito da samurai, con una katana di fianco.
Vittoria, io per scherzare, lo sai, sono sempre pronto, però...
No, ma non è uno scherzo, eh? No, no.
Sembra, ma... Strano, ma non è uno scherzo.
Allora, deve esserci stata una colluttazione, no?
Il tipo, cadendo, ha battuto la testa contro uno spigolo e se l'è aperta.
Guarda, ti mando le foto di Govoni e della Scientifica,
così vedi con i tuoi occhi. Aspetta che te le mando.
- Ecco, le vedi? - Boia, che impressione!
- Ma chi è questo qui? >- FUSCO: Eh, non si sa.
Non aveva né il portafogli, né documenti. Niente. Quindi...
Non lo sappiamo. Ma non è che era al matrimonio di Susanita?
Vittoria, c'eri anche te al matrimonio, eh?
Eh, lo so, ma non mi ricordo. Eh...
- E nemmeno io me lo ricordo. - Oppure... Che ne so?
- Uno della loggia? - No, no.
Non l'ho mai visto prima.
Se vuoi, provo a farlo vedere ai bimbi e vediamo quello che dicono.
- Proviamo, dai. >- Aspetta che prendo il computer.
(MASSIMO SOSPIRA; SCIACQUONE)
Massimo, ma eri al bagno?
Sì, perché?
Ma dai! Ma facevi la cacca?
Ho capito, sei te che mi hai chiamato, eh?
- Dai, un po' di tatto! - Pensavo fosse urgente,
- e allora ho risposto. - Ma non dovevi rispondere!
- Comunque, senti i bimbi, dai. - Aspetta che sono arrivato.
Un attimo e mi connetto.
(BIP DAL COMPUTER) Eccomi, eh?
Sto mandando un messaggio ai bimbi.
Manda. Che dicono?
E dagli il tempo di rispondere, Vittoria!
Va bene. Diamo tempo, dai. Che dicono?
- Meglio che non lo sai, da' retta. - Va be', ma lo conoscono o no?
(MASSIMO DIGITA)
Lo conoscono o no, Massimo?
No, guarda, lasciamoli perdere, quelli.
Lasciamoli perdere, allora. Senti, ehm, dunque, ragioniamo noi.
Allora, questo ce l'aveva con Susanita, giusto?
Giusto, e sembra che sia andato fin là, a casa sua, per ammazzarla.
E invece lei cos'ha fatto? S'è difesa, l'ha ammazzato, e poi...
- è scappata. - Sembrerebbe.
Però, certo, Susanita che combatte con uno di 130 chili con una katana
e lo ammazza, pure, non è che ce la vedo tanto, eh?
Anche perché se fosse legittima difesa...
Be', ce l'avrebbe detto. Se fosse legittima difesa non doveva sparire.
Quindi non... non torna, dai.
Però, aspetta un attimo.
In alto a destra. Vedi? C'è un'orma, grande.
>- FUSCO: Fa' vedere, aspetta. - Sembra una scarpa da uomo.
- Sì. >- La vedi? - Sì, la vedo.
Ma quindi c'era qualcun altro, c'era!
Quindi, questo o era un complice di Susanita,
o uno che l'ha ammazzato, ha ammazzato il tipo e poi l'ha rapita.
Ma chi è? Perché?
E chi potrebbe essere?
- Magari il suo ex marito. - Il Paletti?
- In effetti, i bimbi han detto che l'ha lasciato male... - Eh!
- ..e lui è incazzato nero. - Magari il Paletti è andato lì,
un po' nervoso, con delle brutte intenzioni,
e ha trovato quest'altro che l'ha difesa.
Oppure ha creduto che il samurai fosse il suo nuovo amante,
il che potrebbe anche essere vero, ed è uscito fuori di testa.
(MASSIMO FA DEI VERSI) Sì, anche perché Susanita
mi sa che qualcosa ci nasconde, eh, Massimo?
Eh, sì. Be', di sicuro il Checcacci ha detto una bella cazzata.
- Cioè? - Il Checcacci dice che quando
gli ha chiesto di cambiare la serratura, tre giorni prima
che scomparisse, Susanita ha detto che stava andando
dai genitori anziani, che invece sono ancora in Colombia.
- Ah! - Eh...
- A detta del Paletti, però. - Ah... - Eh!
(TONO DI VIDEOCHIAMATA) (sospirando) No!
Che c'è?
C'è Tassone, sotto, che mi chiama.
Senti, Massimo, chiamo i bimbi e Paletti, e poi ti richiamo, ok?
Agli ordini, capo. E in bocca al lupo.
- Salve. - Allora, Fusco,
come va questa quarantena forzata che le ho regalato?
Be', tutto sommato, considerando la situazione, direi bene.
Eh, beata lei. Io invece... sono molto affranto, direi.
- Ah, e com'è? - Eh, pensa alla sfiga di diventare
Capo della Polizia durante un casino epocale come questo "coronatovirus".
Eh, come si dice, grandi successi, grandi responsabilità, no?
Eh, grande rottura di coglio... Eh, maledizione!
- Che io so anche da dove arriva. - Che cosa? - La maledizione.
- Ah... E da dove? - Da casa mia, credo,
dove ho dimenticato il mio ferro di cavallo nano.
Eh... ferro di cavallo arrivatomi dal mio quadrisnonno,
- Liborio Maria Tassone. - Ah, il quadrisnonno Liborio.
E' il mio amuleto, Fusco!
Ah... ok.
Ma non c'è niente da "ah...rare", Commissario!
Guardi che è una cosa seria, eh?
- Il ferro di cavallo nano è importantissimo. - Sì, ehm...
E' diventato una leggenda, in Sicilia.
- Ma non mi dica! - E invece gliela dico.
Anche perché ho ritrovato...
dei tableaux dei cantastorie di Roccapelusa.
Ed eccoli qua. Ecco, vede?
Nel primo, si vede mio quadrisnonno Liborio,
un giorno, tornando dal lavoro con la schiena a pezzi.
Sentì un uomo urlare da un ramo a precipizio.
Liborio lo salvò, sperando anche in una lauta ricompensa.
Ma Don Felipe voleva suicidarsi, e per fare uno scherzo
al suo salvatore inutile, gli regalò un pony,
dicendo che sarebbe diventato il cavallo più bello
e più veloce della Sicilia. Passa il tempo,
e il quadrisnonno Liborio invecchia, mentre il pony rimane sempre uguale.
Eh, anche perché era un cavallo nano dell'Argentina.
Quando Liborio lo scoprì, morì di crepacuore.
Il nipote di Liborio, Maurilio, preso dalla rabbia,
andò per ammazzare il cavallo a bastonate,
ma quello, dallo scanto, si fece un'enorme cagata,
nella quale Maurilio, però, vede scintillare qualcosa.
E allora scava, e scava.
Alla fine, trova un anello d'oro con tanto di rubino.
- E' miracoloso o no? - Eh, miracoloso, sì.
- Però...? - Eh, però il primo figlio di Maurilio Maria Tassone
lo conservò, l'amuleto di cavallo nano.
Lo portò con sé nel continente. Nonostante fu prigioniero
in un carcere della Gestapo, lo conservò,
- infilandoselo su per il... - Ma dai!
Cosa, ma dai?! Ma...
(ridendo) Lei ci è cascata nello scherzetto!
Fusco! Ma sempre un ferro di cavallo era!
Anche se nano! Anche se... La forma, voglio dire... non...
non si colloca, non... Va be'! Ci siamo capiti.
Ah... passa il tempo, e dopo cinque generazioni,
questo ferro di cavallo nano arriva nelle mie mani,
e io, come in un sogno, divento prima questore,
e poi Capo della Polizia.
E' solo che adesso non lo trovo più. Non lo trovo più.
Non lo so, penso di averlo dimenticato nella mia casa di Pineta.
E così, il mio sogno sta diventando un incubo.
Bruttissimo, sì.
E quindi... mmm... come facciamo?
Eh, facciamo che lei mi mette a disposizione
il suo uomo migliore, e... hm?
Il suo... ehm...
- Cioni. - Cioni! E' Cioni! - Vero? Cioni, sì.
Cioni, che va a casa mia e guarda un po' dappertutto,
in cantina, soprattutto in soffitta,
e così, grufolando un po', mi riporta l'osso.
Va bene. Adesso, guardi, appena abbiamo un attimo, lo mando.
No, ma che attimo? Che attimo e attimo?
Qua deve essere una cosa velocissima!
Ah, Fusco, sa come dicono i giovani, in Polizia?
- Fast & Virus. - Fast & Virus... Bella.
Va bene. A presto, allora.
(SUONI DAL COMPUTER)
(LA FUSCO SOSPIRA)
(BUSSANO)
Ah, eccolo.
Vado, va'...
CIONI: Commissario, ho portato la spesa.
FUSCO: Grazie, Cioni. Posala lì, che poi, quando vai, la prendo.
- Come?! - Deponi la spesa. Grazie. - Sì.
Grazie. Dove vai, Cioni?
- Ha chiamato Tassone. - Tassone!
- Ah, per il ferro di cavallo nano? - Esatto.
Allora, senti, cercane uno da comprare su Internet,
trova un video su come invecchiare il ferro,
arrugginisciglielo e mandaglielo.
Commissario, però Tassone ci crede molto in quell'amuleto!
Cioni, io sono chiusa in casa in quarantena,
fuori c'è la pandemia,
ho un morto ammazzato vestito da samurai, e secondo te,
io mi metto a cercare questo minchia di ferro di cavallo nano?
Ok, è che non vorrei che porti sfortuna. Ce n'è già abbastanza.
Cioni, la sfortuna è l'alibi dei deboli.
Tu sei debole?
Pensaci bene.
- Sì. - Ah... bravo.
Giusto. Mi sei piaciuto. Perché ricordati che l'onestà
- è più importante della forza. - E il coraggio?
No, il coraggio sta basso, in classifica. Vai sereno.
Ottimo. Vado.
Grazie.
(MUSICA IN STILE GIAPPONESE IN SOTTOFONDO)
(accento giapponese) Per capire il giapponese si deve partire dai kanji.
I kanji conosciuti sono circa 5.000,
sono complicati e difficili da imparare.
EMO: Ma una roba facile no, eh?
PILADE: Che il giapponese fosse una lingua complicata,
c'era da intuirlo, se no si chiamava italiano.
I kanji sono vecchi di migliaia di anni.
Se li studiate come delle stupide scimmie, impazzirete.
- Dovete comprendere... >- PAOLO: Fermi, fermi.
Ma spiegate perché stiamo vedendo 'sto video qua.
Eh, forse perché la giapponese è molto carina.
No, perché nessuno sa chi è "Kung Fu Pandemia".
E sulla sua katana ci sono degli ideogrammi,
e allora, forse, l'unica per capire chi è il samurai ciccione
- è tradurli, no? - Bon, allora riattacca 'sto video.
Ma non vi concentrate sulla ragazza, dai!
Dei kanji se ne deve comprendere il significato.
Conoscendo la loro storia, sarà più facile ricordarli.
Questo kanji significa "prendere".
E' composto da questo simbolo che vuol dire "orecchio",
e questo che vuol dire "mano".
Ma dove ce lo vedi l'orecchio in quel troiaio lì?
Be', oh, Dio, comunque un minimo lo ricorda.
A me sembra più uno spiedino con le salsicce.
Eh, quello perché sei una fogna, te, eh?
Stai buono, Gino. Aldo, te che dici?
Io rimango nella mia posizione. La giapponese è tanta roba.
No, dai, bimbi. Non ce la faremo mai.
E' una lingua fatta per mandarti fuori di cervello.
- Ho capito. E allora Susanita? - Intanto la morta non è lei.
- E quindi accontentiamoci, no? - Eh, no, Rimediotti.
Perché se la morta era lei, paradossalmente era meglio.
Perché, voglio dire, uno ci metteva una pietra sopra.
Letteralmente, ecco. Ma così no.
Perché così potrebbe essere nelle mani di un assassino di samurai,
che come categoria mi pare bella pericolosa, o sbaglio?
- Eh, mi sa che non sbagli. - Oh, allora dobbiamo chiamare
qualcuno che capisce il giapponese.
Ma... qualche anno fa, la Tizi non voleva fare una gita in Giappone,
- e si era messa a studiarlo? - Bravo, vai! Chiama la Tizi.
(TIMER SUONA)
(TIMER SMETTE DI SUONARE)
No!
Ma dai, ma guarda lì!
Ma scusa, ma non avevi detto 20 minuti a 250 gradi?
- Veramente avevo detto 150. - Ottimo. Lì come va?
Eh, insomma. Diciamo che la Montessori sarebbe contenta.
- Cracco meno. - Eh, sì. Mi sa di sì.
TIZI: Amore, ma quanto cioccolato ci avete messo?
- Tanto. - Tanto! (NOTIFICA DAL COMPUTER)
- Allora, Tizi, come va? - La domanda di riserva ce l'avete?
Certo! Pupa, mica verresti da me a berti un prosecchino, eh?
Gino, poi magari ti attacco il COVID.
Ma io, da te, mi farei attaccare anche la peste bubbonica!
Magia del lockdown.
Ha fatto salire perfino l'ormone al Rimediotti.
Beato lui. A me, invece, me l'ha ammazzato.
E non solo quello, evidentemente.
Stavo provando a fare un dolce per Ampelio,
ma guardate qui cosa mi è uscito!
Boia! Cos'è? Un pezzo di meteorite?
No, ma è duro uguale. Così lo posso dare in testa al Viviani.
Sì, guarda, ci mancava giusto un altro morto.
No, va be', dai, bimbi. Ma a Pineta mi sembra
- che ce la stiamo scampando, no? - No, sì, per il virus sì,
- ma c'è una moria di giapponesi. - Eh?!
E' morto... E' morto uno vestito da samurai.
E l'unico indizio che abbiamo trovato
- sono le Rune sulla katana. - Sì, Rune!
E dove siamo? Da Mago Merlino?
Vuole dire, ideogrammi giapponesi.
- Ah, i kanji! - Eh, brava. Quelli.
E infatti, te l'avevi studiato il giapponese, no?
Sì, va be', ma un secolo fa, e comunque io so solo dire
"buongiorno" e "buonasera".
Ma scusate, non potete cercare su Internet?
E come la scriviamo 'sta roba, su Internet?
Eh, la ricopiate su un foglio, gli fate una foto
e poi la mettete su un motore di ricerca.
Sì, vai! Addio!
Ma se abbiamo imparato ad accendere il computer da pochi giorni!
Parla per te, vai, che io sono due annetti che ci smaneggio.
- Ha parlato Bill Gates! - Va be', bimbi, sentite.
Io non so che dirvi, io farei così. Comunque, ora c'ho da fare,
quindi intanto provateci voi, poi magari mi richiamate, ok?
- Arigato, Tizi. - TUTTI: Arigato.
Arigato.
PAOLO: A volte, mi piace questa quiete.
Mi ricorda che, in fondo, siamo solo esseri fragili,
di fronte alla natura.
(CANE ABBAIA IN LONTANANZA)
Però!
Non mi facevi così filosofico, eh?
No, dico, però è meglio che ci vai piano con questa.
Eh...
Ma cosa vuoi, quando non puoi che mirare
l'immensità della sfiga? Rimani abbagliato.
Se tu guardi dentro alla sfiga, la sfiga guarda dentro di te.
Tu dici che dietro a tutto questo c'è un significato più profondo?
Certo.
- Cambieremo? - Ovvio.
I migliori diventeranno ancora migliori,
e i peggiori ancora peggiori.
Cioè, mi stai dicendo che c'è un te peggiore di questo?
- Ma non fa ridere, Battaglia. - Ma non voleva far ridere.
Guarda, quando usciamo di qua, ti offro... una pizza.
Hm...
Pasquali, ragioniamo.
Noi stiamo chiusi due mesi qua dentro,
poi posso uscire, e vengo a cena con te?
Dai, lo capisci da te, no?
Sì, hai ragione. Lo capisco.
E allora dove vai? Cosa fai, quando potrai uscire?
BEPPE: Qualsiasi altra cosa. Bungee jumping, deltaplano,
sci d'acqua... Un bel viaggio, ecco.
- PAOLO: Ecco, un bel viaggio. - Sì.
Bello lungo, però. Fai un viaggio bello lungo.
- Esplora i continenti, vai. - Tu non ti preoccupare.
Lo so io dove andare. Tu, piuttosto, che farai?
No, no, io resto qui, a casa.
- Ma perché? - Per ripicca.
Per ripicca contro 'sto virus.
Cioè, tu adesso mi dai il permesso di uscire?
Ma io faccio il cazzo che mi pare!
Ma io ti vengo a dire: "Tu puoi entrare nella cellula",
"Puoi uscire dalla cellula"? No!
Io faccio... resto a casa! Dammi un tiro.
Ma guarda che ne hai fatti abbastanza, eh?
Dai, hai visto che sto tranquillo, non...
Un... tiro.
Dai.
Oh!
- Uno! - Uno...
(MUSICHETTA IN SOTTOFONDO)
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA)
- Ciao, bimbi. Quindi? - Quindi abbiamo tradotto
- la scritta delle Rune, no? - Non ascoltarlo, Tizi.
- E quale sarebbe? - L'oca più cotta è l'oca arrosto.
- Ma che frase è? - Mah, in realtà,
la traduzione dell'ultima parola ci era venuta "fumo".
Ma tornava meno, ecco.
E allora cercando altri significati, tipo nelle versioni di latino,
abbiamo trovato "arrosto". E torna di più, no?
Però diccelo te. Magari potrebbe essere una metafora dei giapponesi.
Mah, a me, comunque, come frase da scrivere su una katana
- mi sembra un tantino strana, eh? - E perché?
Eh, magari ci andava a caccia, con la katana.
Sì, come no? A caccia di oche. Scusali, eh, Tizi.
Io ho provato a fermarli, ma non c'è stato verso.
Va be', dai, fatemi vedere un attimino i kanji della spada
- e quello che avete scritto. - Sì, sì. Questi sono quelli
che erano scritti sulla katana.
E questi sono quelli che abbiamo scritto noi.
TIZI: Hm...
Eh, ma scusa, ma non lo vedete che manca la terza stanghetta in basso?
Dici?! Ma io non la vedo!
Perché oltre a essere sordo, sei pure cieco!
Fermo, ora la aggiungo al disegno che s'è fatto.
Bravo. Ecco. Cosa esce, ora?
- Amore. - Oh, e intanto l'oca è diventata amore,
che già mi sembra meglio. Poi, girate pagina.
Eh...
Ma scusa, eh? Ma non lo vedi che anche lì manca un puntino, sotto?
Ma... era un puntino. Io credevo fosse sporco del computer.
Ehi, i punti sono parte dei kanji, e infatti, anche nell'ultimo,
- ne mancano due. - Allora, il primo diventa...
"nascosto", e il secondo... "profondo".
- Ora inizia a tornarmi già di più. - L'oca nascosta, quindi.
E l'avevo detto, io, che era roba di caccia!
Sì, Gino, te la caccia ce l'hai nel cervello,
tra i neuroni, pochi, e le sinapsi, meno.
ALDO: Arigato, Tizi.
Arigato, bimbi.
>- FUSCO: Ohi, Massimo. - Vittoria, guarda qui.
- Cosa? - Le scarpe del secondo uomo.
- Fra l'altro, taglia 45-46. - Bravo! Come hai fatto?
Facile, ho postato la figura dell'orma su suoleonline.it.
- E' un forum di esperti di suole. - Esperti di suole?!
Eh, su Internet ci sono pure loro, e sono molti di più
di quelli che tu pensi, e sono ovunque. Attenta...
Va be'...
Sì, lo so, me lo sono chiesto anch'io.
Ma non possono andare su YouPorn come tutti?
Mi sa che una cosa, però, non esclude l'altra.
A pensarci, potrebbe anche essere una sottocategoria fetish.
Non lo so, ma qualcosa mi dice che tu lo scoprirai presto.
(MASSIMO FA UNA RISATA FORZATA)
Guarda, invece, cosa ho scoperto io.
E' lui?! Ma come hai fatto, Vittoria?
>- FUSCO: Un miracolo, Massimo. - Cioè?
Eh, il miracolo che i quattro diversamente giovani
ne hanno fatta una giusta.
Allora, hanno trovato la traduzione della scritta sulla katana, no?
Io l'ho scritta su Internet, ed è saltato fuori questo profilo qua.
- E che frase è? - E' una citazione
di un libro di samurai, "L'amore più profondo è l'amore nascosto."
Boia, hai capito? Quindi il tizio ce l'aveva la botta per Susanita!
Guarda, risalendo la timeline, cosa si trova.
"L'amore non si chiede come l'acqua, ma si offre come il tè."
Poi sempre più poetico.
"Mentre dormi verrò da te, stanotte, non chiudere la porta del sogno."
E poi, però, le cose cambiano. Senti, eh...
"Se desideri sondare il cuore di un amico, ammalati!"
C'è pure la faccina arrabbiata.
Poi: "L'essenza di un'azione pura consiste nel raggiungere lo scopo
dopo aver sfiorato l'abisso dello scacco."
- Stai notando niente? - Sì, che c'aveva due like ai post.
- Ma che sfigato era? - Sì, no, ma dico...
Stai notando che si sta innervosendo, no?
Senti, eh... Adesso arriva il bello.
"La spada deve essere più di una semplice arma:
deve essere una risposta alle domande della vita."
E poi: "Troia, laida e bugiarda!"
E questa non mi sembra tanto una frase da samurai.
Eh, nemmeno quella dopo:
"Se non mi rispondi, vengo lì di persona...
pensi che non riesco a trovare il tuo indirizzo?"
"Io morirò ucciso dalla spada. La mia o quella dei nemici."
E leggi l'ultimo post. "Basta, e allora Seppuku sia!"
Ma il Seppuku non è quando...
il samurai si suicida, aprendosi la pancia davanti al nemico?
E l'ha postato meno di un'ora prima della sua morte.
Ma forse è andato così conciato da Susanita
perché si voleva sventrare davanti a lei.
Sembrerebbe. Ma perché?
E poi, perché l'hanno ammazzato, se si voleva sventrare?
Boh, non lo so.
Però intanto potremmo guardare chi è stato questo
che ha messo l'unico like sotto il post del Seppuku.
Cioè... Cioè, cioè... Si autometteva i like?!
- Ma era un disperato vero! - Ma veramente!
D'altra parte, si voleva ammazzare.
Guarda un po' che amici aveva. Vediamo se c'è qualcosa di buono, lì.
Allora, vediamo, vediamo, vediamo...
Gli amici... Hm...
Niente, il deserto dei Tartari.
E ce ne fosse uno con nome e cognome!
Ericat, almeno, ha messo la foto e il nome, però.
- Gli assomiglia un po', no? - Hai ragione. Partiamo da lei, vai.
Ah, ecco perché "cat". E' una gattara.
Scorri un po' il profilo.
Gatti, gattini, miagolii, musettini...
Forse mi fa più paura lei di lui.
- Ferma! - "Le uniche gatte che odio sono le gatte morte!
Chi deve intendere intenda!"
- Che bandiera è quella? - E' la bandiera della Colombia.
E leggi il commento sotto: "Stai parlando di quella
che fa lezioni di spagnolo a tuo fratello?"
Punto interrogativo.
"Ma quale spagnolo! Ma quali lezioni!
Qui si parla di un altro animale che va a ghiande."
"Visto quanto se le fa pagare queste 'lezioncine'!"
Hm... Eh, lo sapevo che Susanita ci nascondeva qualcosa, guarda.
Ecco perché Pasquali registrava le lezioni!
Non era per ripassarle.
Era per rivedersi gli spettacolini sexy!
Eh, mi sa. Senti, chiamalo, va'.
Chiedigli se ha registrato altri video.
Io, intanto, metto qualcuno della Postale
- a studiare questi due profili. - Va bene. Ciao, Vittoria.
Ciao. (SUONO DAL COMPUTER)
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA; PORTA SI APRE E RICHIUDE)
Oh, finalmente! Cos'ha detto Fusco? Ci sono novità?
No, ma infatti ti chiamo proprio per questo,
perché avremmo bisogno di una mano.
Massimo, per Susanita ti do una mano, braccia, gambe, tutto.
Tranquillo, guarda. Ci bastano le registrazioni.
- Quali registrazioni? - Quelle, diciamo, delle lezioni...
che ti faceva Susanita.
Hai fatto le registrazioni anche delle altre, no?
Ma... forse qualcuna. Ma... Ma a che cosa ti serve, scusa?
E' che, magari, guardandole, potrebbero saltare fuori
dei particolari che ci potrebbero aiutare.
Certo, cap... capisco. Ehm...
Mi devi dare un po' di tempo, però, perché sono tutte un po'...
- E' complicato, ecco. - E' complicato...
- o è vietato ai minori? - Come, scusa?!
(sospirando) Dai, Pasquali, lo sappiamo che con Susanita
più che un corso di spagnolo era un corso di anatomia femminile.
- Su, dai. - Viviani, questa è un'illazione!
Hai capito? Anzi, di più. Questa è una calunnia, ecco!
No, ma guarda che non c'è niente da vergognarsi.
Pasquali, io, dopo la quarantena, c'avrò un braccio destro...
Altro che Sampras! Quindi tu ce le dai,
e vedrai che resta tutto tra di noi.
Ma tra di noi chi, scusa? Tra me, te, la Fusco,
il PM, gli avvocati, i giornalisti, la televisione...
Ma scusa, ma non eri pronto a rimanere tronco umano per lei?
Ma quella è una cicatrice corporale.
Questa sarebbe dell'anima, che se permetti è peggio.
- Pasquali... - Ascolta, facciamo una roba.
Voi mi dite cosa cercare, e io poi me le riguardo tutte, eh?
Pasquali, ti faccio chiamare da Vittoria? Fusco?
- Pensa, si è proprio rotto oggi il mio cellulare. - Sì, come no?
Ascolta, ma non posso farvi io una selezione mirata?
- Ma quale selezione?! - Massi...
..mo, la connessione...
- Sei veramente un pa-ra... - ..non vaaaaaaa...
- ..c-u-l-oooooooo... - ..aaaaaaaa.
- Eh, ma non puoi chiamare lui? - Eh, non mi risponde.
Ha staccato il cellulare.
Va be', puoi sempre chiedere un mandato, no?
>Beppe, con questo casino che c'è,
il PM ha altri cento problemi da risolvere.
>E poi, comunque, ci metterei un mese.
(sospirando) Va be', dai, che devo fare?
Eh, niente, fai che mentre mangia o dorme
tu vai in camera sua, cerchi nel suo computer o negli hard-disk
- e ti copi i video. - No! No, Vittoria, mi becca!
Guarda che se muoio in circostanze strane,
- è stato Pasquali, chiaro? - Sì, chiaro.
>Eh, però almeno una speranza tu me la devi dare.
Che alla fine, Pasquali finisce in galera,
e lo devi mettere in una cella con uno psicopatico
più psicopatico di lui, che lo so che è difficile da trovare,
- però tu provaci. >- Sì, va bene, ci provo.
Ma comunque, Beppe, stai tranquillo, io non credo che...
>No, non sto tranquillo, perché quello... m'ammazza!
E se non m'ammazza, sarà una lenta tortura
fatta di regole, regolette, rimproveri, mortificazioni,
insulti, chiavi sotto terra... Guarda, lascia perdere, eh?
- Meglio una morte veloce. - Va be', Beppe, dai.
Quel che sarà, sarà. Eh?
>Va be', mi toccherà farlo fumare.
- Come hai detto?! >- No, niente.
- E' una cosa mia, lascia stare. >- Dai. Bravo, eh?
- Eroico. - Sì, eroico, sì. Ciao.
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
- Salve, Eccellenza! - Ah, Cioni! Qual buon vento?
Eh... come, qual buon vento?
La Fusco mi ha detto di cercarle il ferro di cavallo nano, no?
E certo! E tu che hai fatto?
Sono andato a casa sua, e guardi un po'...
- E cosa? - L'ho trovato!
Bravo! (CIONI RIDE)
- E dove l'hai trovato? In soffitta? - Esatto, in soffitta. Sì.
Peccato che in casa mia non c'è la soffitta, Cioni.
- No, eh? - No.
Me lo sono inventato appositamente per vedere cosa sarebbe successo.
- E sai cos'è successo? - Cosa?
Che ce l'avevo qua, il mio ferro di cavallo nano.
Eh? Me l'ero dimenticato sulla scrivania. Non me n'ero accorto.
(SCHIOCCA UN BACIO) Quindi è contento, no?
Tutto si è risolto!
In fondo, dico, il ferro di cavallo nano l'ha ritrovato.
Sì, però ho perso un amico.
- No, non... - Una persona che pensavo fosse al mio fianco,
- e invece... - No, non dica così.
..era alle mie spalle, pronto a darmi la pugnalata finale.
No, la prego! Guardi che mi ci fa rimanere davvero male, eh?
Ah, qui cala il sipario, Cioni, su questa commedia mediocre,
trasformatasi in farsa e finita in tragedia.
E tu sei stato un pessimo protagonista, Cioni.
Com... Comparsa, io.
Forse solo nel buio delle quinte della vita
potrai fare i conti con la tua coscienza.
No! Ma non mi lasci così! No!
Eccellenza, la prego! Io neanche volevo farlo!
Ho sbagliato! Ho sbagliato, scusi!
(piangendo) E' tutto buio!
Neanche volevo farlo il poliziotto, io!
(piangendo) Volevo fare il geometra.
PAOLO: # Cucù... Cucù... Aprile non è più #
# E' ritornato maggio col canto del cucù #
# Cucù... Cucù... Aprile non è più #
# E' ritornato maggio... E' ritornato maggio #
Ah, è incredibile l'acqua.
L'acqua, che grande invenzione!
Guardala, così liquida.
Non c'è niente come... (VOCE ORA INDISTINTA)
(MUSICA IN SOTTOFONDO; LA PORTA CIGOLA)
PAOLO: Bagnoschiuma!
Dov'è finito?
- Dai, dai, dai, dai! - Dov'è finito?
Quel bel bagnoschiuma...
Bagnoschiuma.
Dov'è?
Dov'è il bagnoschiuma che fa tutte quelle belle bolle?
Dove sei? Hai paura di me? Dove sei finito?
Ah... Bagnoschiuma, dove sei?
No, dai, non fare il bambino. Non facciamo sceneggiate, dai.
Bagnoschiuma, io ti apprezzo, sai?
Ecco! Ecco dove eri. Bravo, ti sei fatto trovare.
Io so apprezzare la tua grande capacità di fare la schiuma.
Mannaggia alla Fusco, mannaggia!
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
MASSIMO: Oh, come mai siamo stati convocati
da Sua Maestà, la Regina Vittoria?
Perché Beppe non poteva mandare 200 giga di video.
- 200?! - Eh, ha fatto sette registrazioni con Susanita, eh?
Ho capito, ma perché questo interrogatorio alla FBI?
Perché, Massimo, io sono in quarantena,
quindi adesso tu ti siedi a quel posto lì,
Beppe resta là, io dietro al vetro e siamo tutti in sicurezza.
MASSIMO: E quindi che facciamo?
Eh, facciamo...
che ci registriamo l'hard-disk ognuno sul proprio computer,
e ce lo spulciamo bene bene. Tieni.
Oh, io comunque uno sguardo veloce gliel'ho dato,
e nel primo video l'ha fatta vestire da infermiera,
poi da ballerina di Flamenco, poi da suora, e poi, va be',
poi c'è l'ultimo dove fa l'insegnante di spagnolo.
No, scusa, ne mancano tre.
Eh, lo so. Mmm... E' che negli altri tre...
Che succede negli altri?
E' che l'ha fatta vestire da commissario di polizia.
MASSIMO: No! E com'è che l'ha chiamata?
- E com'è che l'ha chiamata? - E com'è che l'ha chiamata? Eh...
MASSIMO: (ridendo) Vittoria!
BEPPE: Le ha fatto mettere pure la parrucca bionda.
MASSIMO: (ridendo) Non ci credo, è un genio, Pasquali.
E poi si è fatto interrogare pesante, proprio.
Tra l'altro sull'assicurazione vita di papà,
che se non erro, è il vostro primo incontro.
FUSCO: Sì, va be', staccatevi!
Beppe, non entriamo nei particolari, su!
MASSIMO: Eh, no, Vittoria, scusa. Entriamoci.
- Fin nel dettaglio più nascosto. - Dai, mi vergogno, su.
- Tanto adesso li guardiamo, no? - Sì, infatti, facciamo così.
Dunque, l'ultimo l'abbiamo già visto, no?
Quindi ne restano due a testa.
Io mi prendo la ballerina e l'infermiera...
- MASSIMO: Cosa?! - Io mi prendo la ballerina e l'infermiera.
- MASSIMO: Eh, fortunata te! - Sì, e voi fate la suora
- e i tre commissari. - Io mi faccio i due commissari, eh?
- FUSCO: Fai come vuoi. - E io quello che rimane.
Dio, che imbarazzo.
(BIP DAL COMPUTER; MUSICA SPAGNOLEGGIANTE)
>SUSANITA: Preghiamo il Signore per i tuoi peccati.
>Quindi vorrei chiarire le direttive su questo interrogatorio.
Stia fermo lì, Pasquali.
>Ti sei pentito? Sì? Ma non è abbastanza!
Schiaffeggiati! E schiaffeggiati!
- Sì. - Bastardo, psicopatico e stronzo!
- Sì! Stia fermo e calmo. - Non mi dica così.
Vediamo?
(PAOLO INDISTINTO)
Pentiti! Pentiti, anima corrotta!
- Sì! - Signore! - Sì, preghiamo insieme.
Signore!
(MUSICA SPAGNOLEGGIANTE COPRE LE VOCI)
Signore, perdonami!
(MUSICA SPAGNOLEGGIANTE COPRE LE VOCI)
Manette, ecco. (LA MUSICA TERMINA)
Ah, ragazzi, mi sa che ho trovato qualcosa, eh?
- MASSIMO: Cioè? - Prendi il sesto video.
- Sesto video, minuto 43. - MASSIMO: Hm... - Mm-hm.
Vedo che si sta irrigidendo, Pasquali.
- Mi scusi, Vittoria. - Le ricordo che siamo in un commissariato.
- E lei è sotto interrogatorio. - FUSCO: Be', Beppe,
se mi volevi mettere in imbarazzo, non sono il tipo.
BEPPE: No, figurati, Vittoria. Ascoltate, ascoltate qua.
Senti che succede adesso.
>SUSANITA: Potrei legarle le mani dietro la schiena...
No, no, la prego! Così no!
..poi calarle i pantaloni, e poi prendere un bel pezzo di...
(CAMPANELLO SUONA) Che cos'è?
Dev'essere il prefetto.
Le ricordo che è una donna tutta d'un pezzo anche lei.
E poi non vorrei che abbia delle direttive su questo interrogatorio.
Stia fermo lì, Pasquali. Non si muova.
Anzi, si leghi le mani, mentre ritorno.
Manette, ecco.
Le metto.
(CHIAVE NELLA SERRATURA; PORTA SI APRE CIGOLANDO)
(PORTA CIGOLA E SI CHIUDE)
>MASSIMO: Be', questa volta la spesa è arrivata per davvero, almeno.
E si è inventata del prefetto, mentre l'altra volta,
quando ha detto della spesa, non era vero.
- MASSIMO: Eh, già. - BEPPE: Sì, ma aspettate,
perché adesso torna.
- Pasquali? - Ecco.
- Era proprio il prefetto. - Oh!
- E non ho buone notizie per lei. - Non mi dica così.
- Neanche mezza notizia buona? - Nessuna.
Va be', poi qua ricominciano i giochetti.
Scusa, ma questo video di quand'è?
Be', è il penultimo, quindi il giorno prima
di quello dove poi sparisce.
Scusate, invece, andiamo all'ultimo.
- Perché? - Perché se non ricordo male,
lì Susanita non prende mai le chiavi. Controllate un po'.
>SUSANITA: Sì, necesitarìas un otro castigo, un'altra...
(CAMPANELLO SUONA) Chi è?
Escuchame, Paolo, mi è arrivata la spesa.
- Devo aprire. - Ma Dolores, noi abbiamo ancora
7 minuti e mezzo, anzi, e 40 di credito.
Sì, tienes razòn, ma dammi un attimino, arrivo subito. Va bene?
Va bene, signora maestra.
Ehm... prof.
Ehm... preside. Come devo chiamarla?
>- MASSIMO: Vedete? >- FUSCO: Cosa?
>MASSIMO: Le chiavi sono ancora sulla scrivania.
>FUSCO: Hai ragione.
E allora forse è qui che Susanita si chiude la porta alle spalle.
FUSCO: Però Checcacci ha detto che era successo tre giorni prima, no?
BEPPE: Potrebbe essere successo due volte di seguito.
- Altamente improbabile. - Va be'...
>SUSANITA: Ma come ti permetti? Questa è casa mia!
>- UOMO: Oh, oh, oh! Ascolta un po'! >- SUSANITA: No, ascoltami tu!
>Va' fuori di qui! Qua non devi osare entrare!
(PORTA SI CHIUDE)
BEPPE: Va be', effettivamente le chiavi stanno sempre lì.
Aspetta, però. Torna un secondo all'altro video,
quando apriva la porta per l'arrivo della spesa.
- Perché? - Eh, adesso te lo dico.
Stia fermo lì, Pasquali. Non si muova.
Anzi, si leghi le mani, mentre ritorno.
Manette, ecco.
Le metto.
(CHIAVE NELLA SERRATURA; PORTA SI APRE CIGOLANDO)
>FUSCO: Avete sentito?
Il rumore dell'apertura della porta, l'avete sentito?
- Classica porta blindata. - FUSCO: Esatto.
E questo è strano, perché Checcacci ha detto ai bimbi
che ci aveva messo un chiavistellino da niente.
FUSCO: E infatti, è quello che ha trovato Govoni,
quando è andato a fare la perquisizione.
E allora chi ha mentito sui tre giorni prima,
e anche sulla storia dei genitori anziani...
- Non è stata Susanita. - Ma Checcacci.
Ma perché?
Domattina lo scopriamo.
- MASSIMO: E che gli diciamo? - Che gli dici, Massimo!
- Lo chiami tu. - Perché io?
FUSCO: Perché così la telefonata parte in tono amichevole.
Poi tu cerchi di farlo contraddire, e a un certo punto,
mi inserisco io nella call, a tradimento.
- MASSIMO: Ok. - Allertate anche i bimbi e Pasquali, va'!
- Domattina, 8:30. - Agli ordini, Sua Maestà.
(SVEGLIA SUONA; GALLO CANTA)
(SVEGLIA DEL CELLULARE SUONA)
(SVEGLIA SUONA)
(SVEGLIA SUONA)
(SVEGLIA SUONA)
(SVEGLIA SUONA)
(CELLULARE SUONA E VIBRA; BEPPE RUSSA)
(SVEGLIA DEL CELLULARE SUONA)
(LA SVEGLIA SMETTE DI SUONARE)
(MASSIMO SOSPIRA)
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA)
>FUSCO: Eccoci. Ciao, Massimo. Buongiorno.
>MASSIMO: Ciao, Vittoria.
>Sei pronto?
(MASSIMO INSPIRA PROFONDAMENTE ED ESPIRA)
- Vai, sono pronto. Vado, eh? >- FUSCO: Bene, dai. Andiamo.
Vado.
(CELLULARE SUONA E VIBRA)
Ah...
- Ohi, Massimo! Come stai? >- MASSIMO: Io tutto bene.
>Tutto bene. E tu, Checcacci? Ma dov'è che sei?
Sono giù in garage, ne approfitto per fare qualche lavoretto.
Sì, come il chiavistellino da niente che hai messo a Susanita, no?
- Eh? - I bimbi mi hanno detto
che tre giorni prima che scomparisse le avevi fatto questo favore.
Siete sempre dietro alla storia di Susanita?
E' da sua mamma! Ma quante volte ve lo devo dire?
- E invece no. - Come, no?
Non te l'hanno detto che sua mamma è in Colombia?
Ehm, in Colombia? Ehm...
M'avrà detto una cazzata! C'avrà avuto un amante. Che ne so, io?
O forse la cazzata l'hai detta te, hm?
Io?! E perché, scusa?
Perché il giorno prima che lei scomparisse,
- la porta era ancora blindata. - Ma quale porta?
La porta di casa sua, Checcacci!
Gliene avranno messa una nel frattempo! Che ne so, io?
- Sì, il samurai con la katana. - Checcacci, dai.
Dicci come sono andate le cose.
Ma come sono andata cosa, Commissario?
Fammi un favore, guarda. Girati e prendi quegli scarponi
che sono dietro di te, sulla mensola.
- Quali? - Quelli che avevi quando hai ucciso il tizio
vestito da samurai. Sono dietro di te.
Li hai già lavati, o sotto c'è ancora il sangue?
- Ma questi? - Proprio quelli.
- Commissario, non l'ho ammazzato. - Sei sicuro?
Commissario, non l'ho ammazzato apposta, io!
Lo vuole capire, sì o no? Io ero lì che cambiavo la porta!
E Susanita non me l'ha detto che questo pazzo
era andato a casa a prendere la katana!
E' arrivato con la spada in mano e m'ha detto:
"Sei il suo amante! Il suo amante! Il suo amante!"
Ma io non c'entro nulla, mi sono dovuto difendere, Commissario!
E che dovevo fare? Ho preso un martello
e gliel'ho fatto vedere, lui è caduto, ha battuto la testa.
E... ecco fatto. Che dovevo fare, Commissario?
- E' capitato così. - E io ti credo.
Ma perché non hai chiamato la polizia?
Commissario, perché io in cella non ci voglio andare, ecco.
E poi mi portate in carcere, i processi non si fanno mai,
ci sono le rivolte, c'è il virus, io sono anche claustrofobico, ecco!
- Piuttosto m'ammazzo! M'ammazzo! - No, t'ammazzo io, testa ignuda!
- Pasquali, stai zitto! - Dov'è Susanita?
Ma Susanita è su in casa mia. Le ho detto:
"Stai qui un paio di giorni, per non farmi beccare."
D'altra parte, questo casino l'ha combinato tutto lei.
Le ho detto: "Un pochino di tempo, per sotterrare
il ciccione da qualche parte", no?
Va bene, adesso ci spieghi tutto in commissariato.
Piuttosto muoio, ecco! Io m'ammazzo! Giuro che m'ammazzo, giuro!
Fermo, fermo! Bimbi, ditegli qualcosa!
(VOCI SOVRAPPOSTE INDISTINTE)
(MUSICA IN SOTTOFONDO SOVRASTA LE VOCI)
FUSCO: Checcacci! Fermo, stai calmo.
Abbiamo le prove che il samurai era venuto per Susanita,
e che si voleva ammazzare. Stai calmo.
- E allora che faccio, Commissario? - Butta quelle pastiglie.
(VOCI SOVRAPPOSTE INDISTINTE) FUSCO: Sì, buttale.
Buttale!
- Allora è legittima difesa? - Ma certo!
- Non c'è nemmeno nessun movente, no? - Eh, giusto.
- Non c'è neanche un movente. - Ecco, bravo.
- Buttale e stai buono. - Allora le butto?
ALDO: Bravo, Checcacci. Bravo. Bravo, Checcacci.
MARCHINO: Allora, io ci ho riflettuto,
sul discorso della portabilità del cocktail.
Sì, Marchino, guarda, c'è Massimo che mi sta tenendo Ampelio,
perché oggi è il giorno di riposo della baby sitter.
No, no, ci metto tre minuti, guarda.
Ho trovato una soluzione veramente pro.
- Dimmi. - Allora.
Io infilo la mia piccola magia, A.K.A. cocktail,
- dentro la mia Marchino's Bag. - Eh...
Poi a casa, i clienti devono solo aggiungere il ghiaccio.
Chiaro, non è come quando glielo faccio io con le mie "magic hands",
- però... buono. - Va bene, senti.
- Io ora c'ho da andar via, però. - No, no, no, aspetta.
Dammi un minuto, che ti faccio vedere il video.
Un attimo, eh?
(MUSICA POP DAL TABLET)
Quando arriverà la New Marchino's Bag a casa vostra,
niente paura, fratelli della chiesa del mixology.
Prendere la bag e metterla nel freezer per 15 minuti.
Successivamente, il ghiaccio nell'apposito bicchiere,
come segnalato da questa praticissima tabellina.
Dopo, mescere il bicchiere a 45 gradi, mentre mescolate
lentamente il ghiaccio, come se cullaste un "little child".
E infine, signori, la cosa più importante.
Gustatevi la Marchino's Little Magic.
Anzi, una delle 122 combinazioni dei vostri cocktail preferiti,
più una novità, (con riverbero) a new drink.
(con riverbero) Il Quarantini.
Perché, come dice il proverbio: "No Quarantini, no party!"
Eh?
Bello.
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA)
Buongiorno a tutti, ci troviamo di nuovo
per una conferenza stampa del commissariato di Pineta,
dove sono tornata anch'io, dopo 14 giorni di quarantena,
ma voglio rassicurarvi, non ho... non ho avuto niente.
Dunque, per prima cosa, vorrei ringraziare
un gruppo di cittadini che, pur rimanendo a casa, hanno,
attraverso telefonate e, insomma, ricerche,
aiutato a risolvere questo caso.
Ehm, scusi, Commissario. A questo proposito,
fra gli eroici cittadini c'è pure Pasquali Paolo, per caso?
Intanto non li definirei eroici.
Sono persone che, non avendo tanto da fare,
da casa, hanno aiutato.
Sì, ma tra queste persone brillanti c'è pure Pasquali Paolo?
Il suo contributo si è limitato al dubbio iniziale.
- Eh, però... - Dubbio iniziale, dicevo,
che Susana Garcìa fosse stata uccisa.
E in effetti, la donna era stata minacciata
da Giovanni Babaglioni, che era andato fino a casa sua
una prima volta, lei era riuscita a non farlo entrare,
chiudendosi, però, la porta di casa alle spalle.
Intanto il Babaglioni, tornato a casa, si vestiva da samurai,
prendeva una katana e, determinato al suicidio,
tornava dalla Garcìa. Al suo posto, però,
trovava Vladimiro Checcacci, il vicino di casa,
che stava sostituendo la serratura,
così come gli aveva chiesto Susana Garcìa.
E credendo che fosse il suo amante, ehm...
(NOTIFICA DI VIDEOCHIAMATA) Buongiorno. Buongiorno a tutti.
Eh, buongiorno. Scusate l'interruzione.
Ma mi pareva proprio brutto interrompere questa tradizione...
Di interrompere le mie conferenza stampa.
No, ma che dice, Fusco? Di presenziare!
E, con la mia presenza, dare lustro e prestigio al suo lavoro,
che mai e poi mai deve rimanere nell'ombra.
- Ma certo, certo. Grazie, allora. - Anche perché in questi periodi
così sfortunati per tutti, sarebbe stupido non approfittare
di queste tradizioni che ci hanno sempre portato bene.
- Ah, sì? Hanno portato bene? - Eh, be'! Voglio dire,
sono diventato prima questore, poi Capo della Polizia!
Che dovevo diventare? Presidente della Repubblica?
Be', si figuri! Per ben altro lei ha ottenuto tutti questi successi.
- Non certo per queste tradizioni. - Be', ovvio! Per ben altro.
C'è ben altro. Infatti, eccolo qua il ben altro. Eh...
Amici giornalisti, attenzione. Vi consiglio di stringere
i vostri taccuini e di impugnare le vostre stilografiche,
perché vi racconterò brevemente la storia
di questo amuleto di cavallo nano, che dal mio antenato, Liborio...
("NEL BLU DIPINTO DI BLU" DI DOMENICO MODUGNO IN SOTTOFONDO)
(MASSIMO PIANGE)
Sono commosso, bimbi.
Finalmente siamo riusciti a riaprire il nostro unico,
grande, amatissimo, cioccolatoso BarLume.
ALDO: E va be', ci voleva molto. E' giugno, fase tre.
PILADE: E' tana libera tutti, ormai, dai!
MASSIMO: Va be', a parte che non è proprio così, eh?
E poi, ma bimbi, ma come caaaavolo vi siete conciati?
- Ma dici degli occhiali? - MASSIMO: Eh, certo.
Il cappellino ce l'hai sempre avuto, eh?
GINO: Eh, dopo due mesi davanti al computer,
esci e ti accechi, no?
PILADE: Ecco, ma se invece di fare queste domande bischere,
- tu ci portassi qualcosa da bere? - Ma alla sveltina, eh?
Ma non potevate restare un altro pochino in casa? No, eh?
Oh, guarda che una quarantena l'anno, poi alla fine...
Ma ti dirò di più.
Due mesi e mezzo senza vedervi... Eh!
- Falla finita e gioca, vai! - Tocca a Gino.
Tiè.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Bimbi, qui qualcuno l'ha sganciata, eh?
- E anche parecchio pesa. - EMO: Ma cosa guardi?
V'ho appena fatto risparmiare un tampone.
Ma cosa dici?
Il primo sintomo del COVID è la perdita dell'olfatto.
Ho fatto un test per vedere se stavate bene.
- Ma va' in domo, vai! - Questa è ingratitudine.
Ma quale ingratitudine? Te ci pigli per il culo!
Ma invece di ringraziarmi mi offendi anche?
PILADE: Sì, ci hai avvelenato i polmoni!
Ma che ho rovinato? Intanto ti ho fatto risparmiare!
- Ma per piacere! - Oh! Oh! Oh! Oh!
Bimbi, state buoni!
Ma vi sembra il caso di litigare proprio adesso?
Sì, infatti. In questi momenti, bisogna stare uniti, compatti,
come la mollica sull'amo.
Sì, perché questo virus ci ha trasmesso
una "sentimentalite" imbarazzante.
E allora, invece di darvi delle merdacce...
Vi si dice questo:
Bimbe e bimbi del BarLume...
INSIEME: Vi si vuole un sacco di bene!
- Ciao! - Ciao! - Alla prossima!
("NEL BLU DIPINTO DI BLU" PROSEGUE IN SOTTOFONDO)
Eccellenza!
Grazie per avermi concesso questa cena, eh?
C'ero rimasto molto male. Ho anche pianto.
>TASSONE: No, pianto no, Cioni! Ma dai, su!
Un omaccione come te, pianto? Dai, eh? Non dire così.
Eh, se vuole le dico una menzogna.
No, menzogne basta fra di noi, eh, Cioni?
Allora, per cortesia. Piuttosto, ti è arrivato tutto?
Spaghettini alle vongole e Sauvignon Bruges Noir.
- Consegnato a domicilio, eh? - Perfettamente.
Ma lo vedi? Lo vedi? Proprio uguale uguale.
Quello che ho io c'hai tu, come se fossimo nello stesso luogo, eh?
- Eh! - La vogliamo accendere questa simpatica candelina?
Al tre. Vai. Cioni, uno, due e tre.
CIONI: E tre!
Ah!
Ah, e poi apriamo la bustina che le ho fatto mandare dal BarLume.
- Il cocktail di Marchino? - L'ha ideato per l'occasione.
- Quarantini! - Mmm...
- Ah, lo avverto. - Cosa?
Lo scricchiolio del legno del BarLume sotto i piedi.
Ah, lo sento, il chiacchiericcio dei vecchietti laggiù...
- Ah, vero, eh? - ..all'ultimo tavolo.
La gusto, la salsedine del mare di Pineta.
Le vedo, le due bocce della Tizi. Ho detto bocce? Volevo dire montagne.
Le montagne che incombono sullo sfondo
- di questo scenario da cartolina. - Sono contento!
Eh, vogliamo brindare, oppure facciamo mattina?
Cioni! Allora, dai! Su, forza! Facciamo tintinnare.
Bravo, dai. Din!
(CIONI RIDE)
- Alla salute. - Salute!
- Mmm! Com'è? - Fa cacare.
>CIONI: Bene. Buon appetito.
>TASSONE: Eh, speriamo. Con 'sto veleno per topi finto spritz...
>Buon appetito. Hm...
>- MARCHINO: Viviani? >- MASSIMO: Eh?
>TUTTI: Puppa!
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