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Original subtitles

("FIDATI DI ME" DI SIMONA MOLINARI IN SOTTOFONDO)

- Scusate, che state facendo? - UOMO: Lo vuoi qui o dentro?

- Mi sa che avete sbagliato posto. - Non è il BarLume questo?

Appunto, ma non abbiamo ordinato nessun pianoforte.

- Giusto? - Chi da soldi da buttare?

Sono abbastanza sicuro. Va' a prendere la bolla.

- Bimbi, mica è una delle vostre trovate? - Noi?

- TIZIANA: Eh. - Figurati se vogliamo il casino della musica.

Si sta già diventando tutti sordi, no, Gino?

- Tocca a me? - "Bona"!

- Visto? - Che faccio, lo porto a casa o resto qui?

- Oggi non è giornata. Andate, per qualsiasi cosa mi chiami. - Ok.

- Ciao, amore! Ciao! - DONNA: Ciao, mamma!

- AMPELIO: Ciao! - UOMO: Legga anche lei.

BarLume SRL, Giuseppe Battaglia.

Beppe Battaglia! Tra l'altro, dove cacchio è?

(con accento romano) Non c'è niente manco qua.

(con accento veneto) O è qui o è lì.

O lì o lì o lì o lì!

Che idea da matti è nascondere il terzo mazzo di chiavi

- seppellendolo in un campo? - Ohi!

- Mi perdi le chiavi e ti lamenti? - Senti, mi dispiace.

- PASQUALI: Bravo. - Ma è più strano giocare ai "Pirati dei Caraibi"

- che perdere le chiavi. - Non ti insulto

solo perché ti sono cadute in mare e nessuno può recuperarle.

Altrimenti dovevo rifare tutta la porta di casa da capo!

- Lì erano dolori! - Scusa, perché dobbiamo fare le buche come le talpe

quando potremmo farci fare le copie delle chiavi come fanno tutti?

Quando fai i doppioni, il ferramenta si tiene il calco!

- Prima o poi ti viene in casa a rubare! - L'altra gente come fa?

- Ha uno di fiducia! - Troviamo uno di fiducia! - Ce l'ho già!

Solo che abita a Camisano Vicentino e in questo periodo è in vacanza.

Sì. Io me ne vado, ho da fare.

- Se non vado al bar, la Tizi si incazza. - Ostia!

- Che è? - PASQUALI: E' questo il problema!

Ti rendi conto che non passano cinque minuti senza che la nomini?

E' diventata una fissazione che ti occupa tutto il cervello.

Ci vuole anche poco, peraltro. Poi succedono questi disastri!

- Non è vero! Io e la Tizi... - Ecco!

- Ma parlo della Tizi... - PASQUALI: Oh! - BEPPE: Vaffanculo!

>- PASQUALI: Trovati uno sfogo! - Basta...

Non parlo delle ore che passi chiuso in bagno da solo.

Trovati una vera "tosa".

Fosse anche un sogno, fosse anche una chimera, una porn star,

ma devi levarti la Tizi dalla testa!

- Ascoltami! - BEPPE: Ascoltami tu.

- Dammi le chiavi, guido io. - Non te le do.

- Dammele! - Se mi perdi anche queste, giuro che ti ammazzo.

- Dammi la pala. - Tieni.

- Fermi! Fermi tutti! - Che è successo?

Qualcuno mi ha toccato lo specchietto della macchina!

Evidenti tracce di vernice bianca! Il camper non c'era prima, giusto?

- Ecco qua! - BEPPE: E' una Panda del secolo scorso!

- Ti ha sfiorato lo specchietto! - Non capisci?

- Un assicuratore non può sprecare un CID che viene dall'alto! - Sì.

Ascolti, credo che lei mi abbia rovinato lo specchietto.

- Non c'è nessuno, non lo vedi? - No? - No!

- Magari non risponde. - Certo.

Sì, ma li conosco questi qua.

- Lascio un biglietto. - Che fai?

Ecco, glielo lascio sotto il bollino dell'autostrada svizzera.

Quella è la patria del rispetto delle regole.

- Che "mona". - BEPPE: Andiamo.

- Devo andare al bar, o la Tizi s'incazza. - Basta con la Tizi!

Madonnina santa, mandagli la grazia di una lobotomia istantanea!

BEPPE: Sali in macchina e basta!

(COLPI ALLA PORTA) - FUSCO: Sì?

- Si può? - Come no? Prego! - (con accento siciliano) Salve!

Ho visto Cioni con la faccia triste e gli ho offerto una granita.

- Ho provato a dire di no. - Siediti - Sì.

Tra l'altro con questa novità, cannella e gelsomino!

Accoppiamento ardito e tuttavia prelibato.

A cosa dobbiamo la gradita visita del questore?

- Per cos'era? - Per il... - Sì, certo, giusto!

- Per una questione di una certa gravità. - FUSCO: Sì.

- Il parco di San Rossore. - FUSCO: Che c'è?

- Confina con la sua giurisdizione, giusto? - Sì, ma solo al nord.

Confina, te l'ho detto, Cioni.

- Tocca a noi prendere in carico il C6. - Il "C"? - TASSONE: Il C6.

- Che cos'è? - TASSONE: Non lo sa? - No.

- Li censiscono. - I cervi! - Il cervo C6 è scappato!

Ah, quindi è scappato un cervo dal parco di San Rossore.

- Sì, ma non è un cervo qualsiasi, è di un certo peso. - 234 chili.

Ha delle corna alte come un bambino e il collo più grosso di Tyson.

- Beh? Ci penserà la Forestale! - TASSONE: Forestale?

No! Cioni, la Forestale! Commissario!

Non c'è da ridere, la Forestale non c'è più, l'hanno fatta fuori.

- Faranno fuori i Vigili, poi tocca a noi. Prendimi un caffè. - Sì.

- Ci sono le guardie del parco, la Municipale... - Gli Alpini!

Metti che C6 arriva in una strada e provoca un indicente,

oppure va in piazza e spaventa la gente.

- Sono il responsabile dell'ordine pubblico! - Non credo...

Commissario, mai sottovalutare un cervo in fuga e nervoso.

Non credo che sia un pericolo, ma...

Mi creda, il cervo è un animale imprevedibile.

- E' uno... - CIONI: Ecco il caffè. - Grazie.

- Zucchero? - Me ne sono scordato. - Mannaggia la miseria!

- Scherzo. - Me lo fa sempre. Cucchiaino? - Eh!

Guarda! Qui la storia va addolcita.

Ho già vissuto una storia simile, brutta, a inizio carriera.

- Ero a Sassello. - Vicino a Savona. - Eh.

Un giorno, in un supermercato, è entrato un cervo.

Ha cercato di accoppiarsi con un'anziana sul banco dei surgelati.

- Le ha fratturato tibia e perone. (TELEFONO SQUILLA)

Risponda, beh.

Pronto? Come?

- Dove sarebbe? - Il cervo? - FUSCO: Su.

Va bene, arriviamo subito.

BEPPE: #Tanto pe' canta',#

#perché me sento un friccico ner core.#

#Tanto pe' sogna',#

#perché ner petto me ce naschi un fiore.#

#Fiore de lillà,#

#che m'ariporti verso er primo amore,#

#che sospirava le canzoni mie#

#e m'arincoioniva de bucie.#

#Che sospirava le canzoni mie#

#e m'arincoioniva de...#

#bucie!#

- Bravo! - Grazie, grazie, grazie.

- TIZIANA: Beppe. - Sì. - Perché sei sempre in ritardo di due ore?

- Pasquali tutte le mattine... - Lascia stare.

- Riguardo al pianoforte... - E' una bella idea, eh?

Piace alla gente che si diverte di più, beve di più...

- Se tu suoni, chi porta da bere? - Io, tra una canzone e l'altra.

Vado subito a prendere un'ordinazione.

Non è che siccome arrivano due ragazze più carine...

- Questo è solo un esempio di problema! - Intanto risolviamolo.

- BEPPE: Ci penso io. - Ho fatto io. Due spritz, facile, no?

Hai illustrato tutte le potenzialità del nostro bar? Ci penso io!

- Eccoci qua. - Sarebbe stato un peccato.

- Noi siamo due signorine molto curiose. - BEPPE: Bene.

- "Bene" cosa? - Pure io, in quanto a curiosità... Mica male.

- VIOLA: Sì? - Vi faccio un esempio?

- Cosa vi porta qui? Vacanze? - No.

- Non sai che ci sono i play-off a Pineta. - Sì... Di che?

- Addirittura! - Di beach volley.

Ah, è vero, sì!

Però come potevo sapere che voi stavate in finale?

- Abbiamo le facce delle perdenti? - BEPPE: No! Assolutamente no!

Sono convinto che vincerete tutto, quarti, semifinali, finali...

- Sarete costrette a stare qui per un po'. - Più o meno, sì.

Credo che in questi giorni avrete bisogno di una persona...

- Beppe, devo aiutarti? - BEPPE: No! - Tra un po' cambia semestre

- e l'IVA sale al 24%! - Sì, la Tizi è sempre divertente.

Dicevamo, se volete anche oggi posso portarvi un po' a spasso.

- Stasera c'è la festa di apertura dei play-off. - Vieni con noi.

- Sì. - Ci vuole l'invito.

- Lo trova sicuramente un invito. - Lo trovo sicuramente.

- Bimbi, altro giro di spritzini? - Non sarai mica gelosa, per caso?

No, anzi, così magari si rilassa e dà indietro il pianoforte.

Beppe con quella? Non ci spererei.

Prima che Beppe trombi una come quella, nevica a Pineta.

- Ad agosto, però. - Ve ne porto altri, eh.

- TASSONE: Buongiorno. - GOVONI: Buongiorno. - Grazie.

Che brutta cosa dover vedere un morto di prima mattina.

E' mezzogiorno e mezzo.

- Decidi tu quando finisce la mia prima mattina? - No.

- Allora. - Allora. - Chi è?

E' un uomo sui 45 anni, non siamo riusciti a identificarlo.

- TASSONE: Niente documenti? - GOVONI: Aveva solo delle chiavi.

- Il medico legale che dice? - L'assassino prima lo ha colpito

con una spranga ritrovata qui vicino,

- poi è passato sul corpo con l'auto. - Mamma mia.

FUSCO: Qui c'era una collana strappata via.

Qui mancano degli anelli. E' sparito anche il portafogli.

C'è una buona probabilità che sia una rapina finita male.

Buona probabilità? Direi ottima! Govoni, com'è arrivato qui?

- Non c'erano macchine. O con all'assassino... - O in bici.

E' venuto a ballare in bici? Siamo in Cambogia?

Non è solo il parcheggio della discoteca.

E' anche un luogo di spaccio.

- Ah. - C'è sempre gente che staziona, qualcuno che vende.

Forse voleva comprare una dose e un altro tossico l'ha ucciso,

o ha avuto problemi col pusher.

- Con chi? - Con lo spacciatore. - Ah, col "pushman".

Ho capito, commissario, però basta con l'inglese.

Parliamo italiano, se no ci sembra di essere in un film americano,

dove tutto alla fine si risolve magicamente.

Vede dei maghi qua? E allora!

- Abbiamo contatti con il peluche? - Chi? - Eh?

- Il pusher. - Col "pelusher". I "pelusher" di qui, della zona.

Abbiamo i contatti, ora ci attiviamo.

- Controlla se le chiavi che aveva sono del lucchetto della bici. - Eh.

- Sì. - Così poi risolviamo il dilemma finale e siamo a posto.

- FUSCO: Che dilemma? - TASSONE: Eh. - Eh.

Eh, facciamo una seconda colazione o passiamo al pranzo anticipato?

Certo, bel dilemma, eh.

Perplessa? Possiamo fare anche la doppietta. #Tan tan!#

>GIORNALISTA: Si indaga per scoprire l'identità della vittima.

Gli inquirenti battono tutti gli alberghi della zona

ma sembra che non ci siano clienti mancanti.

>- GIORNALISTA: La pista della droga... - EMO: Boia.

>GIORNALISTA: Non si scarta nessuna ipotesi.

>Per ora è tutto, linea allo studio.

In alte parole, non ci hanno capito ancora niente.

Strano, con quegli assistenti che ha la Fusco!

- BEPPE: Bimbi. - Hai sentito dell'omicidio? - Sì.

- Dove si andrà a finire? - BEPPE: Non lo so.

Però so che prima o poi moriamo tutti, quindi tanto vale godersela.

Con questo vestitino da prima comunione dove vai?

Che hai da dire? Per una volta che ho una serata esclusiva...

#Oggi è un giorno davvero...#

(insieme) #Speciale, ti entra nel cuore#

#il corpo glorioso di Nostro Signor!#

#Bimbi, non mi pigliate per il culo!#

- Datemi una mano con il nodo. - Vieni.

- Sempre spiritosi, eh. - Bene.

- PILADE: E' bicolore. - Eh, pure tu sei bicolore.

- PIGI: Prego, prego. - Grazie.

- Salve. - PIGI: Prego.

Tu vai a casa e aspetti febbraio,

così al carnevale di Viareggio ti mischi alla folla.

- Sono in lista. - C'è una lista e ci sono io.

- Sto con lei! - A parte che magari a lei fa piacere stare da sola.

Vai a casa, metti una camicia senza nuvole, draghi, ravioli cinesi

e torni, vai, ci metti cinque minuti, vai.

- Comunione tua? - No. - Tuo nipote?

- No, sono Beppe del BarLume... - Il fratello di Viviani! - Sì.

- Grande! Come sta in Argentina? - Non lo sento da un po', però bene.

- Bene. - Io ho un problemino.

- Dimmi tutto. - Devo beccare una tipa dentro.

- Grande. Però non sei in lista. - Esatto.

- Fisicamente siete diversi. - Sì, lui è moro.

- Siamo fratellastri, stesso padre ma... - Sfigati uguale, eh?

- Eh. - Lo vedo dall'occhio spento. Non batti chiodo, vero?

- Ho avuto momenti migliori. - Un anno?

Due? Lascia perdere, non ti umiliare, vieni qua.

Non preoccuparti. Per certi casi disperati, provo compassione.

- Ci penso io a te, non preoccuparti. - Grazie.

- Luisa, fallo passare, è in lista mia. Vai. - Grazie, Pigi.

- Stupiscimi. - Ci provo. - Sei un Viviani.

- Più o meno. - Ce la fai!

Non ce la farà mai.

Anche tu... Questo abbinamento te l'ha consigliato Bocelli?

PIGI: Vai, vai, anche tu.

(VOCI NON UDIBILI)

- Carissimo! - Buonasera! - Buonasera.

- Buonasera. - Oh, finalmente!

- Ciao. - Ciao.

- Stefania, la coach. - BEPPE: Piacere.

- Piacere. - Giacomo, l'autista.

- L'autista... - BEPPE: Piacere.

- Tuttofare. - Che stiamo bevendo?

- Arrivo subito. - Noi acqua, ma è molto frizzante.

- Domani allenamento, quindi... - Bisogna prepararsi allo scontro.

- Quelle sono il nemico. - AGNESE: Le gemelle Mansueti.

- STEFANIA: Sono nervose. - Bene.

- Perché vi temono, no? - Sa, sa, prova!

Mi sentite, sì?

TASSONE: Buonasera a tutti, buonasera.

Solitamente gli onori di casa spetterebbero al sindaco.

Purtroppo quello di prima lo abbiamo dovuto arrestare,

anche se era una persona simpatica.

TASSONE: Quello di ora preferisce lasciare a me le incombenze mondane

unitamente alla fascia tricolore che mi sta anche molto bene.

TASSONE: Mi fa piacere essere qui stasera insieme a voi.

C'è un buffet meraviglioso, vi consiglio le tartine al salmone

e gli spumoni di mazzancolle e broccoli.

E' un accoppiamento spettacolare. Un applauso agli chef!

Che altro dire?

Vogliamo ringraziare sentitamente e di cuore

la Federazione Italiana di Beach Volley

per aver scelto la bella Pineta per portare qua i play-off.

Porteranno alberghi pieni, ristoranti affollati

e tanta, tanta...

Ci siamo capiti, ecco.

Facciamo un brindisi a questo sport che ci piace, diciamo, il giusto

ma soprattutto a queste atlete splendide che ci piacciono molto!

Cincin e vai con la musica!

- VIOLA: Che fai? - BEPPE: Boh... - Canti, suoni, ma non balli?

- Volevo prendere da bere... - VIOLA: Vieni! - Oh!

(SAMBA)

- Abbiamo fatto tardi. - STEFANIA: Eh.

- Ciao. - BEPPE: Domani allenamenti.

- Sì. - E dopodomani?

- E' la partita. - Ah, certo.

- Dopo la partita? - Dipende.

Se perdiamo, mi sale su un acido che non sai.

- Più di così? - Sei simpatico! Molto simpatico!

Comunque sì, molto più di così. Mi chiudo in camera.

- Penso di ammazzarmi, penso a chi vorrei ammazzare. - Ah.

- Se vinco... - Se vinci? - Se vinco, dai...

Ah, certo. Anche perché magari uno deve scaricare un po' di adrenalina.

- Esatto. - Eh.

- Che fai dopodomani? - Vengo.

- VIOLA: Bravo. - Grazie.

- GIACOMO: Viola. - VIOLA: Dimmi. - Dai.

VIOLA: Arrivo.

Senti, ci beviamo un'ultima cosa insieme?

- Anche acqua, guarda. - Devo andare, hai sentito?

- Ci vediamo dopodomani. - BEPPE: Sì, ma...

- Buonanotte! - GIACOMO: Buonanotte.

Ascolta, ciccio, forse tu non hai capito.

Noi siamo venuti qui per vincere, non per fare amicizia, intesi?

- BEPPE: In che senso? - Hai capito. Va' a fare la nanna, che è meglio.

- VIOLA: Muoviti! - GIACOMO: Arrivo.

Guarda questo! "Ciccio"...

Ma va'...

PASQUALI: Battaglia! Battaglia!

- BEPPE: Che c'è? - Che c'è?

Le chiavi alla fine te le sei tenute tu, ostia!

Mi dispiace, ce le ho io, ecco.

- Ti cerco al telefono da tutta la sera. - Shh.

- Sei sempre spento! - Scusa. - Sempre!

- Ho capito... - Alle 22:15 voglio andare a letto!

- Lo so. - Te l'ho detto. - Tieni.

- Meno male che Tassoni mi ha detto dov'eri andato. - BEPPE: Meno male!

- E' notte fonda! - BEPPE: Ma smettila.

(BEPPE SOSPIRA) - PASQUALI: Sbuffi anche?

- BEPPE: Posso respirare? - PASQUALI: Non respiravi!

- PASQUALI: Così è respirare! - BEPPE: Sono grosso, respiro così.

(TELEFONO SQUILLA)

- MASSIMO: Hola? >- MANUELA: Pronto, Massimo?

- MASSIMO: Chi parla? >- MANUELA: Sono Manuela.

>Ho una brutta notizia da darti.

PASQUALI: Ora le chiavi le vedi con il cannocchiale!

L'hai detto sei volte negli ultimi 200 metri.

Anzi, le vedi secondo un preciso calendario

- che stileremo insieme. - Ti prego, no!

Hai ragione, calendario che io stilo.

Piuttosto che il calendario, io dormo sullo zerbino, va bene?

Ferma! Guarda!

Guarda questo, neanche la briga di leggere il biglietto!

- Siamo quasi arrivati a casa, andiamo a dormire! - Senta! - Oh!

- Oh. - Che è? - E' aperto.

- BEPPE: Come? - Sì.

- Guarda, è stata manomessa. - Manomessa? - Sì.

- Entriamo? - Lascia perdere.

- Lasciamo perdere? - Sì. - Permesso!

- Dove vai? Non salire, vieni qua! - C'è nessuno?

BEPPE: Pasquali, non c'è nessuno!

Ecco, non c'è nessuno, possiamo andare via?

- PASQUALI: Guarda. - BEPPE: Che è? - Ray-Ban.

Come quelli che aveva il tossico trovato morto al parcheggio.

- Hai visto il TG? - BEPPE: Sì, ma...

Potrebbe essere un indizio che viveva qua.

E' un paio di occhiali, ce li hanno tutti, che indizio è?

- Questo semmai può essere un indizio. - Guarda qua, siringhe!

- Le ho trovate io. - Dobbiamo avvertire la Fusco.

Va bene, domattina chiamiamo la Fusco, andiamo via!

Siamo nel mezzo di un omicidio e lui vuole andare a letto!

- PASQUALI: Non ti vergogni? - No, io ho paura.

Se arriva qualcuno... Parliamone fuori!

La roba che l'assassino torna sempre sul luogo del delitto

è solo un topos romanzesco.

- Però questo non è il luogo del delitto. - Scappa! - BEPPE: Oh!

Vieni qua! Pasquali!

- Beppe. - Eh. - Spero che tu abbia un validissimo motivo

- per venire a casa mia a quest'ora. - Non solo ho un validissimo motivo,

- ma non volevo neanche venire. - Perché sei qui allora?

Neanche io volevo venire, non la volevo disturbare,

volevo chiamarla al telefono, ma insiste a non darmi il numero.

- PASQUALI: Questa è un'emergenza! - Che è successo?

Ha presente la strada vicino a casa mia?

- L'ho invitata varie volte. - E' l'una di notte!

- Arriviamo al punto! - Abbiamo trovato il camper del morto.

- Come fate a sapere che è il suo? - BEPPE: La porta era scassinata.

- Siamo entrati e abbiamo trovato... - Battaglia, non va bene così!

- Pasquali! - PASQUALI: Scusi. - Dov'è il camper?

- A via del Ruotone, a metà strada. - Perfetto, ora ci vado.

- La accompagniamo noi, siamo di strada. - No.

Ora mi vesto, prendo l'auto e vado. Voi, serenamente, sparite.

- Lo porto via. Dai. - Prego. - BEPPE: Vai.

- FUSCO: Salve. - TASSONE: Cioni!

- CIONI: Buongiorno. - Come andiamo? - Bene.

- Di fretta. - Come al solito, dottoressa, eh?

- Come sempre, arriverò subito al dunque. - FUSCO: Bene.

- Volevo farvi prima un piccolo test. - Un test?

- E' difficile? - Difficilissimo. Cioni, è una sciocchezza.

Soprattutto per lei, Vittoria, che è una detective scrupolosa,

- attenta ai particolari. - Sentiamo.

Allora. Notate qualcosa di strano qui nel mio umile ufficio?

- Dottore, io... - Vi do cinque minuti di tempo, partito!

Tac, tic, tac, tic, tac, tic, tac...

- Lei! - Tac!

- Cioni, bravo! - E' bellissima!

Mi sono innamorato subito. Palma areca.

- Areca? - Sì, fa allegria, no, commissario?

Fa respiro, fa esotico...

- Giungla. - Ma che giungla? E' originaria delle Hawaii.

Ne ho comprata una uguale e l'ho messa a casa. Fa compagnia.

Bellissima, esotica, ma vorrei ragguagliarla sulle indagini.

- Ah. - Lo spacciatore sembra sparito dalla circolazione,

però abbiamo trovato il camper della vittima.

Quindi siamo risaliti all'identità di questo morto misterioso!

No, il mezzo risulta affittato a una società anonima

con sede a San Marino, infatti la targa è di lì.

- Ha il bollino per andare sulle autostrade svizzere. - Vuole?

- FUSCO: No. - No? - FUSCO: Il camper è suo,

perché le chiavi che il morto aveva in tasca sono del camper.

- Ah! - C'erano pure delle siringhe, ma la vittima non presenta segni.

- Quindi? - Stiamo aspettando i risultati dell'autopsia.

Magari si faceva di coca o di altro. Rimane la stranezza delle siringhe.

Concentriamoci sulla pista della droga.

La risposta da San Marino l'avremo quando saremo in pensione.

- Ho chiamato il PM e mi ha detto di procedere. - TASSONE: Bene.

- FUSCO: Andiamo, Cioni. - Dove va? Si accomodi, dottoressa!

TASSONE: Mi porta via Cioni?

- Dobbiamo parlare della fuga del cervo. - CIONI: Sì.

- Il cervo! - TASSONE: C6. - Lo stavo dimenticando.

Dimenticando! Non è una dimenticanza da poco, eh!

Lei ha sottovalutato il problema, questo C6 porterà delle disgrazie.

TASSONE: Vedrà se non sarà così. Cioni.

Tra cinque minuti ne parliamo, facciamo il punto.

- Hai prenotato? - C'è un problema. - TASSONE: No!

- Ho scordato di chiedere se fanno il caciucco a pranzo. - Ma come?

Se non fanno il caciucco, che cazzo ci andiamo a fare?

- Un ristorante che fa il caciucco lo deve fare sempre! - CIONI: Sì.

- E' il suo piatto forte! - Ovvio. - Il resto è pleonasmo, no?

Assolutamente. Vi lascio lavorare, mi sembra che abbiate da fare.

- Venga a mangiare con noi. - No, grazie, gentilissimo.

Devo fare un paio di cosette, tra cui trovare questo spacciatore.

- Sì, ah! Ecco cos'era... - Che c'è? Cosa?

Eh? No, non si deve preoccupare per lo spacciatore.

Mi ero dimenticato di dirglielo, lo abbiamo già trovato noi.

- Lo avete trovato? - TASSONE: Per essere più precisi,

è venuto lui di sua sponte, per usare un epiteto giovanilistico.

- Come mai? - Come mai?

Fusco, lei sa che non mi prendo mai meriti che non sono miei, ma...

- Vero. - Però, prima che io venissi a Pisa,

era mai successo che un criminale si presentasse spontaneamente a noi?

Casualità? Coincidenza?

- Io non credo. - Nemmeno io!

- Cioni, occupati del caciucco. - CIONI: Telefono subito, sì.

- UOMO: Io non c'entro nulla. - Dopo che è successa questa cosa,

- sei sparito dalla circolazione, come mai? - Hanno ammazzato uno!

- Cioè, hanno ammazzato uno. - Lo so. - UOMO: Ho avuto paura.

Non ho un bel rapporto con le... Con le forze dell'ordine.

L'ho ucciso io, secondo lei? Se no venivo a parlare con voi?

Sei arrivato dopo quasi due giorni. Com'è?

- Non volevo che lo sapessero i clienti. - I clienti?

- Amici. - Ah, gli amici.

Molti amici potrebbero restarci male per questa cosa.

- Certo. - UOMO: Poi ho parlato con la mia ragazza.

Si è fatto un percorso profondo, emotivo, ho pianto.

- Hai pianto? - UOMO: Sì. - Ah.

- Ora sono qua. Ho fatto bene, no? - Sì, hai fatto bene. - UOMO: Ok.

Siccome sei venuto dopo due giorni,

ho avuto questo strano sospetto che tu ti sia preso il tempo

per piazzare portafogli, collanina e anelli che gli hai rubato.

- UOMO: Come ha detto? - Portafogli, collanina e anelli.

- Collanina e anelli d'oro. - FUSCO: Eh. - Abbiamo un colpevole.

- Un colpevole? - Cioè, un sospettato, poi veda lei.

- Perché? - L'altro giorno, uno che compra il fumo...

- "Comprare"... - No, è un amico! Ogni tanto facciamo degli scambi.

- Tu lo regali. - UOMO: Come il baratto, sì.

- Lui ti fa un pensierino. - Non sempre, però stavolta...

- FUSCO: Stavolta. - E' una persona buona. - FUSCO: Sì.

Mi stava regalando una collanina e degli anelli d'oro.

- Chi sarebbe questa persona? - No, ora non mi ricordo...

Ti rinfresco la memoria, ti spiego in che situazione sei?

Facciamo un identikit?

- FUSCO: A parole tue va bene. - Vado? - Sì, vai.

- Alto. - FUSCO: Alto. - Ha...

E' sulla cinquantina, ha i baffetti, mi pare.

- FUSCO: Sì. - La moschina.

- Tutto qui? - Canta. Cioè, cantava.

- UOMO: Non mi ricordo... - Mariano Marini.

Il nome lo ha detto lei.

>- Si va? Tra un po' si inizia. - Manca un'ora e 20!

Si farà prima un salto al centro scommesse.

- GINO: Che ci si va a fare? - Che si fa al centro scommesse?

- Ci si compra il pane? - No, si buttano i soldi.

- Ci vediamo al campo. - Giovane!

Poi non dire che non te l'abbiamo detto, eh.

Fermo, prima dimmi su chi scommettete, poi si vedrà.

Sulla squadra di Viola, no? La morettina che piace a Beppe.

Cinquanta euro per uno e tiriamo su 80 euro.

- E' sicura? - Ci hanno detto che sono le più forti.

Poi si sa, se è tutto combinato prima, questa è un'altra storia.

- EMO: Gino, chi non risica... - Non rosica.

- Andiamo, tanto lui non viene. - Invece sì!

- EMO: Ora mi garbi! - Punto cinque euro.

Cinque euro? Gino, sei così tirchio

che se fanno i saldi alle pompe funebri, ti suicidi.

- Speriamo che facciano presto i saldi. - Toh!

>SPEAKER: Grazie per essere venuti

alla prima partita dei play-off nazionali 2019!

(APPLAUSI)

>SPEAKER: Il primo arbitro sarà Veronica Lorenzetti di Perugia.

Guarda, c'è Beppe! Com'è che oggi non sei di corvée al BarLume?

Avevo una voglia fortissima di non vedervi.

Vai a casa con Pasquali, noi da qui non ci si muove.

Sì, Pasquali! Ma non vedi che ha gli occhi a cuoricino?

E' venuto per fare il ganzo con quella tipa.

Con tutto lo spazio che c'è, voi proprio qua?

- BEPPE: Che hai lì? - Non vedi che è una scommessa milionaria?

Bravo, prendimi per il culo! Se perdono, poi si ride.

Zitti, rifatevi gli occhi, dai.

>SPEAKER: Ecco a voi Eleonora e Michela Mansueti,

le gemelle di Ostia!

- Ehi, meno, eh! E' il nemico! - Beh, un po' di sportività!

>SPEAKER: Ora le campionesse italiane, la squadra da battere.

>A caccia del secondo scudetto consecutivo,

un grande applauso per Viola Calcaterra e Agnese Ghirardelli!

In bocca al lupo, ragazze.

Dai!

(FOLLA ACCLAMA)

(FOLLA ACCLAMA)

- Vai! - Brava, eh?

Brava, brava e bella.

(FOLLA ACCLAMA) - BEPPE: Grandi!

- GINO. Pilade. - PILADE: Eh. - Se ti do 20 euro,

- si fa a metà della scommessa? - Non ci penso nemmeno!

(FISCHI)

(FOLLA RUMOREGGIA)

- Poverina. - EMO: Sta vomitando?

- BEPPE: Si sarà sentita male. - Mamma mia.

- E' caldo. - E' caldo.

- Facciamole un applauso. Brava! - Brava!

(FOLLA ACCLAMA) - Brava! Brava!

- Bimbi! - PILADE: Eh. - Io sono sconvolto!

- Per come giocano? - No, per quanta topa olimpica c'è in campo!

- Brave! Brave! - Brave! Brave!

Bravissime, posizione! Occhio, lungo!

- Meno male che stava male. - Eh.

(FOLLA ACCLAMA)

- Dai! Ne basta uno! - Forza!

>SPEAKER: Siamo al match point per le campionesse in carica.

>SPEAKER: E così Calcaterra e Ghirardelli passano il turno.

>Ci rivediamo qui, su questo campo, per le semifinali!

- Sì! - BEPPE: Grandi, grandi!

- Ma chi sei? - Che ti avevo detto?

- Che vincevate! Infatti guarda, regalino. - Cos'è?

Ma che bella!

(APPLAUSI)

Il barelliere? Oh!

Allora sta proprio male.

- Facciamole un applauso. - Mannaggia, mi dispiace.

PILADE: Guarda quella, poverina.

Vabbè, ragazzi, come si dice in gergo tecnico, le hanno stese.

- UOMO: Ecco. - EMO: Leva questa manina prensile.

- Come si dividono? - Come vuoi dividere?

Chi ha messo 50, prende 80, tu hai messo cinque, pigli otto.

- Boia! - Lo so, il sistema numerico decimale è tremendo.

Leva uno zero e ti cambia l'esistenza.

Non era più semplice dividere per quattro

e poi pagavo uno spritz per tutti?

- EMO: Che dice questo? - L'avresti fatto, al posto nostro?

Che discorsi sono? Io sono tirchio!

Me lo dite sempre voi, mi dite di cambiare!

- GINO: Date il buon esempio! - Ti si era detto di puntare di più.

- Dovevate insistere! - Noi abbiamo insistito!

Allora dovevate menarmi!

I veri amici si vedono nel momento del bisogno!

Gino, se è solo per darti una dimostrazione

della nostra amicizia dei tuoi confronti,

ti si riempie di cazzotti subito, se per te è uguale!

- Ora è troppo tardi. - Fuori di qui, se no si fa notte.

Se dovete litigare, tre passi indietro.

Sono questioni interne nostre, non ti ci mettere anche tu.

PILADE: Per una volta che ti alzi presto, goditela.

Devo stare a sentire le vostre cazzate, eh?

Guardi, per questa vincita io devo chiamare la titolare.

- Chiama chi vuoi. - Bimbi, guardate il Pigi.

Guadate bene il Pigi, perché non lo vedrete più.

- Non è che eri un bel panorama. - Bellino tu, sì.

- Vai, forza. - DONNA: Buongiorno.

- PILADE: Questa è la titolare? - Avete qualcosa in contrario?

No, assolutamente no, ciccia.

- Ascolta, ciccio, oggi non è giornata. - No?

- DONNA: No, ci sono troppi cafoni in giro. - Sono un gentleman, pupa.

Frena l'ardore, se no ti scoppia il bypass. Per te cosa posso fare?

Vorrei prendere la vincita e andarmene da questi ubriaconi.

- Cinque. - Cinque.

DONNA: Questi sono dieci.

Quindici.

- DONNA: Venti... - PIGI: Venti.

- Venticinquemila. - PIGI: Venticinquemila.

- DONNA: E 30.000. - PIGI: E 30. - Complimenti.

- PIGI: Complimenti, grazie. - Ma su cosa hai puntato?

- Sul calcio, sull'ippica? - Che ve ne frega?

Per sapere! Ci si conosce da quando eri così!

Lo vengo a dire a te? Andate a giocare a briscola, che è meglio.

- Ciao. - Questi più crescono e più diventano stronzi.

Scusa, bella, su chi ha puntato il cowboy?

- Tu sai cos'è la privacy? - Non tanto bene.

- Se vieni a casa mia a spiegarmelo... - Stai bene?

Non sono mai stato più in forma!

Appena si arriva a casa, ti offro un bel prosecchino.

- Poi ci diamo un'ammorbidita. - Ma se non ti reggi in piedi!

- Non sai cosa so fare da sdraiato. - DONNA: Ora lo vediamo.

Ti do una manata che giri finché non ti arrestano per vagabondaggio.

- DONNA: Intesi? - Pensaci.

Pensaci, eh.

- TIZIANA: Oh, Beppe! - Ciao. - TIZIANA: Non per rompere le palle,

- ma l'altro ieri sei andato via prima, oggi arrivi tardi... - Sì.

- Questi giorni ho qualche impegno. - Me li chiami impegni, eh?

- Impegni tipo questo? - Fa' vedere.

- BEPPE: Manco me n'ero accorto. - Che t'ha messo la lingua in bocca?

- Sarà stato un trauma. - No, che ci hanno fotografato.

Non dico che dobbiamo essere amici, però gestiamo un bar insieme.

- TIZIANA: Pensa se facessi così. - Così come?

Appena uno mi gira intorno, mollo tutto.

- Ti sembra un comportamento maturo? - Oh, Tizi!

- Meglio un po' immaturi che sempre incazzati! - Non sono incazzata!

- Ho bisogno di un compagno... - Un? - Di un collega affidabile.

Ora scrivi al commercialista, fai partire la lavastoviglie

e passi il mocio, perché io adesso ho da fare e non so se torno.

Ma... Oh.

FOSCO: Ci fosse una volta che arriviamo e li becchiamo.

- E' bello anche così, no? - Cosa?

Avere l'opportunità di fare due chiacchiere in tranquillità.

Govoni, siamo in un'auto con 40 gradi all'ombra

in attesa di un cantante con precedenti penali

che a 50 anni si fa ancora le canne, che ci dobbiamo dire?

Avrei un mondo di cose che mi tengo dentro che lei neanche immagina.

- Sì, eh? - Sì.

Meno male che è arrivato Marini.

- Marini! - MARINI: Che volete?

- Niente, solo fare due chiacchiere. - Ah. Perché, è successo qualcosa?

- Le spieghiamo bene in Commissariato. - MARINI: Ah.

Un attimo, devo portare la spesa a mamma, mi aspetta.

Certo, Govoni l'accompagna.

FUSCO: Marini! Ma dove cazzo vai? Marini!

Sei di fuori!

MARINI: Ma che cazzo fai?

Vieni, dai.

Allora, ricominciamo dall'inizio.

MARINI: No, ancora dall'inizio? Per favore, no!

Ascolta, forse non hai capito.

- Sei nella merda fino al collo. - Ma non ho fatto niente!

Se non mi aiuti, coi tuoi precedenti la merda ti sale fino a qui.

Sono appena uscito per buona condotta!

- Fa' il bravo, ti conviene. - Non so niente!

- Se lo sapessi, te lo direi. - FUSCO: Va bene.

Come mai sotto al materasso di tua madre abbiamo trovato questi?

- Quelli? - Eh! Proprio questi, guarda.

Li ho trovati nel parco dietro la stazione, erano lì.

Quando sarebbe successa quest'incredibile coincidenza?

- FUSCO: In che giorno? - Non so manco che giorno è oggi!

- Tre o quattro giorni fa. - Dov'erano, di preciso?

MARINI: Accanto alla panchina dove suono per alzare due spicci.

- Erano proprio lì, per terra. - Pensa.

Non sarà mica che ce li ha messi qualcuno per incastrarmi?

Chi sarà questo cattivone che ti vuole incastrare, Marini?

- Gargamella? - Io non lo so chi è!

Non lo sai tu che sei sbirro, lo so io?

FUSCO: L'unica cosa che ti posso dire

è che se non tiri fuori un alibi per la sera dell'omicidio

sei il maggiore indiziato.

FUSCO: Il PM vorrà la tua testa e io potrò farci poco.

Quando torno, ti conviene raccontare una storia più credibile.

Intanto devo stare qui dentro?

No, ora ti portiamo a Ibiza per il week-end!

No, scusa! Ragioniamo un attimo, aspetta!

Devo stare chiuso qui dentro?

Merde!

- Disturbo? - PIGI: Com'è entrato? - Bello qui, eh?

- PIGI: Eh. - Se uno ha le possibilità, fa bene a farlo.

Veramente questa è casa della mia donna.

- Ah. - Veramente è casa di mio padre.

Ah, meglio così, no?

Tu tieni i liquidi e appena puoi fai l'investimento.

- Hai capito? - Se sei venuto coi tuoi amici a fare uno scherzo,

- hai sbagliato cancello. - Vengo da solo per parlare di affari.

- Affari? - GINO: Esatto.

- Vai. - Guarda, questa è la collana di mia sorella.

- PIGI: Bella. - Vintage.

Questa vale minimo 200 euro.

- Tie'. - Ho scritto "Compro oro" qui?

- No, che c'entra? Non sono venuto mica per i soldi. - No.

Sono venuto qui solo per sapere su chi scommetti la prossima volta.

- Che cosa? - Guarda.

Questo è un acconto, va bene?

- Poi quanto vuoi, il 2%? - Gino, tu stai fuori.

GINO: Il 5%!

- Non ho mai scommesso in vita mia! - E l'altra volta?

- L'altra volta non erano soldi miei. - Di chi erano?

- Diciamo di un amico. - Ah!

- Di un amico! - Di un amico. Vecchia volpe! Hai capito.

Anch'io sono qui per conto di un amico.

Basterebbe farli contattare tra loro

e se il tuo amico dice al mio amico su chi scommettere...

- Eh! - Eh! Senti, io ero qui tranquillo a leggere la "Gazzetta".

- Dammi magari un indizio. - Mi hai fatto freddare il caffè.

Guarda.

GINO: "Viola Calcaterra e Agnese Ghirardelli

il futuro roseo del beach volley italiano."

- Allora... - PIGI: Cosa? - Allora ci siamo capiti!

Sì, ci siamo capiti! Ci siamo capiti che te ne vai!

- E' la terza volta che lo dico. - Ah!

- La terza! - PIGI: Sei una volpe, la terza.

- Vai. - Pigi. - Vai.

- Ti posso abbracciare? - Ma certo. - Bravo.

- Sei un grande, un grande! - Vieni, vieni.

- Tu sei un grande! - GINO: Grande! - Sei il numero uno!

Ascolta, questa o te la riprendi o la metti nell'uovo di Pasqua.

- Eh? Vai. - Allora grazie, Pigi.

- Sei un grande! - Vai.

- GINO: Un grande! - Grande! Vai.

GINO: Ciao!

Si è proprio rincoglionito.

- Amore. - Eh.

- Speriamo di morire giovani. - Boia, davvero.

MASSIMO: Buongiorno!

Io ci sarei, eh!

Sarei un cliente!

Se viene qualcuno al bancone,

facciamo quella cosa che si fa di solito al bar!

UOMO: Arrivo!

- Che ti do? - Un caffè.

- Buono però, eh. - UOMO: Sì.

- La macchina è calda, sì? - Lo vuoi freddo?

- No, lo voglio caldo. - UOMO: Eh. - Caldo giusto.

- Né bruciacchiato né tiepidino. - UOMO: Eccolo.

- Non bruciacchiato e non tiepidino. - MASSIMO: Grazie.

- Non hai lo zucchero di canna? - Il dolcificante è leggero uguale.

- Per favore! - Cosa? - MASSIMO: Non bestemmiare!

Il dolcificante ha un gusto che butti il caffè nel cesso!

- Va bene, piglialo amaro. - Eh, mi sa di sì.

Amaro come questo rientro.

- Posso darti un consiglio? - Come no? Dimmi.

Di solito insieme al caffè sarebbe gradito anche un bicchiere d'acqua.

- Vuoi un bicchiere d'acqua? - No, io no.

- Te lo dicevo come consiglio per la clientela. - Bene.

- Senti, c'è un'altra cosa... - Senti tu. Non hai altro da fare?

- Bravo, mi piaci. - UOMO: Eh. Tu a me un po' meno.

Non ho altro da fare prima che passi il prossimo bus per Pineta.

- UOMO: Tra quanto sarebbe il bus? - MASSIMO: Tra tre ore e mezza.

- Tre ore e mezza? - MASSIMO: Già.

Anzi, mi fai anche un toast e una spremuta?

A mano però, non con la macchina, se no restano tutti i semi...

- Ascolta, ascolta. - Mi danno fastidio.

In auto ci vuole un quarto d'ora, ti do un passaggio.

- Tranquillo, non c'è bisogno. - Ci tengo! Capito?

UOMO: Ci tengo, ti do un passaggio.

Marisa, tienimi il bancone, arrivo subito!

- Sarai un grande barista. - UOMO: Sì.

Non guadagnerai mai una sega come me, ma sarai un grande barista.

Bisogna essere scorbutici.

Io ti accompagno, ma stai zitto, ti prego.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

- Abbiamo deciso? - Per favore! Siamo un attimo in confusione!

- Chiamiamolo un attimo... - Lei potrebbe darci un consiglio?

Se ero brava con le scommesse, stavo qui a perdere tempo?

Guardate chi arriva!

EMO: Gino, se hai frugato tra le cose della tua povera mamma,

mi spiace ma le lire sono fuori corso.

Non ti preoccupare.

- Bada lì! - Boia.

- Peccato che non sappiamo su chi puntare. - Problemi vostri.

Questo giro me lo faccio da solo e questo giro godo.

- Che tu possa ancora godere è tutto da vedere. - Vediamo!

Mi ha dato su chi scommettere il Pigi.

Se lo volete sapere, mi dovete dare la percentuale.

- Che percentuale? - Il 50%.

- Il 50%? - Ti si dà il 5% a dir tanto.

- Non se ne fa nulla. - Sai che c'è?

Noi stiamo qui finché non scommetti e poi puntiamo uguale.

Signorina, mi disturbano!

- Signorina, la privacy! - Io non sono signorina.

Lo so, giaguarona mia!

- Questo è proprio scemo. - Sì, e ogni anno peggiora.

Allora? Hai voluto fare l'avido? Ti sei fregato da solo.

- Forza, la puntata! - Il 25%.

Gino, il 10%, prendere o lasciare.

- Siete tre sciacalli. - Sì, ha parlato Padre Pio!

Tre a zero per la Calcaterra e quell'altra.

>SPEAKER: Eccoci alla semifinale

tra le giovanissime promesse Bianchi e Malagò

e le campionesse in carica Calcaterra e Ghirardelli!

(FOLLA ACCLAMA) - Grande!

STEFANIA: Occhio che arriva!

AGNESE: E andiamo!

- Dai! - Grandissime!

- Gino, cos'è, ti senti male? - No.

Sto pensando a tutti questi soldi!

Mi danno una gioia interiore grande!

- Gino! - Troppo grande! - Gino.

- Se devi soffrire così, dalli a noi. - PILADE: Siamo amici, no?

Col cazzo!

(FOLLA ACCLAMA) - Stasera a ballare al Papillon!

- Le donne sentono il profumo della vittoria! - Eh!

No?

(APPLAUSI) - STEFANIA: Su, ragazze!

(FOLLA ACCLAMA)

>SPEAKER: Grazie a tutti, ci vediamo alla finalissima

con le campionesse in carica Calcaterra e Ghirardelli

e le vincitrici della prossima semifinale!

Che onore! Le mie clienti preferite.

- Lo dici a tutte? - No!

- Solo a quelle carine? - Voi siete bellissime! Che bella collana!

- Ti piace? - BEPPE: Molto. - E' un regalo.

- Chi vince così, merita certe cose. - Siamo venuti per ordinare?

Giusto. Acqua tonica? Succo di frutta? Un analcolico?

- Io farei il nostro champagne? - Certo.

Se ho il benestare del mister, porto l'alcolico.

- E' un rito. - Quando vinciamo, prendiamo sempre un bicchiere.

- Se perdiamo, acqua frizzante. - Allora offre la casa.

Ne metto altro in fresco per la finale.

Lo champagne lo offri tu.

- Mamma mia, è una bottiglia! - Infatti, sono solo 85 euro.

Va bene, vorrà dire che li pago io, che sarà mai?

- Che sarà mai? 85 euro. - Ho capito, però...

Non dicevi tu che il cliente va fidelizzato?

- Questi tra cinque giorni vanno via. - Magari una si ferma.

- Ciao. - Brave, oh.

- Ah. - Pensavamo di essere noi le stronze, c'è chi è peggio di noi.

- MICHELA: Lascia perdere. - Lascio perdere?

- AGNESE: Che vuol dire? - Eh. - Che...

- MICHELA: Complimenti. - Grazie. - Che vuol dire?

- Ecco qua. - VIOLA: Che rosicano.

- Viola. - Champagne fresco. - VIOLA: Che ti frega?

- Che succede? - Rosicano perché le avete prese a pallonate.

- VIOLA: Esatto. - Probabile. Che faccio, apro io?

- Sì! - Pronti? E... Alé!

- ALDO: Non sarai pentita? - Di cosa?

- Te lo sei fatto scappare. - Dove va?

- Fa 100 chili e non ha una lira. - Chi disprezza, compra.

- Bimbi, non scherziamo, eh. - Qui non si scherza per nulla.

Vuoi un consiglio? Cerca di essere meno acida, se no ti scappa davvero!

- Facci un giro di spritzini, che stasera, seratona! - Bravo.

- Bene, finalmente. - Eh.

>(insieme) #Le mie pene, le mie pene consolar!#

(CANTANO)

Eccolo.

Che ci fate qua a quest'ora? Non avete una casa?

- Che avete fatto? - Seratina da leoni.

Più da coglioni, a guardarvi, con rispetto parlando.

Non ti ci mettere anche tu.

Ho capito, ma... Avete anche sfondato l'auto?

- Non è un problema. - BEPPE: Perché?

- Ho fatto la Minikasko con Pasquali. - Con 3000 se la cava.

Sì! Con Pasquali? Sicuro! Con Pasquali siete senza problemi!

Dai, vi offro un caffè.

(BEPPE RIDE) - BEPPE: 3000 euro da Pasquali!

Quanto siete belli!

BEPPE: Dai, su.

>- Dottoressa. - FOSCO: Sì. - Possiamo iniziare?

Volevo approfittare della riunione straordinaria

di cui ignoro il motivo per darle novità sul caso del camperista.

No, lasci perdere il camperista! Ormai è morto, pace all'anima sua.

Sì, ma il nostro lavoro è quello di capire perché è morto.

- Ne conviene? - Conveniamone.

Quali sarebbero queste grandi novità?

Dall'autopsia risulta che la vittima non prendeva droghe di nessun tipo.

Abbiamo saputo che nella società a cui era affittato il camper

c'era uno strano giro di soldi.

Mi sta dicendo che siamo finiti in un vicolo cieco.

Oppure che il nostro uomo non era un tossico ma uno spacciatore.

- Però... - Devo dedurre che si aprono nuovi ampi scenari

- che chissà dove minchia ci porteranno. - Chissà.

Quindi è meglio tornare al presente, all'hic et nunc,

e occuparci di nostre nuove tragedie.

- Quali tragedie? - Vittoria! C6?

- Ci sono. - No! C6, dico il cervo C6!

- Ma... - Me lo sta sottovalutando, commissario!

- FUSCO: No... - Come no?

- FUSCO: Ho capito... - Non va bene!

- Lo so, ma... - Un cervo a piede libero è una bomba a orologeria.

Io ne so qualcosa.

- Dottore, tutto bene? - TASSONE: Sì, sì, tutto bene.

Tranquillo, Cioni. Anzi, grazie.

Grazie a Cioni, senza di lui brancolavamo ancora nel buio.

- Grazie a questo nostro golden... - Retriever. - Boy!

- Ah, no... - Golden boy, insieme alla Municipale, agli Alpini

- e all'Unità Cinefila... - Cinofila. - E' uguale.

Ha scoperto dov'è il maledetto cornuto.

- CIONI: Ecco. - TASSONE: Mostra la mappa.

- Parco di San Rossore... - In Toscana. - Sì.

Non è come cercare una birra in una borsa frigo

ma è pur sempre un ottimo punto di partenza.

- E' permesso? - DONNA: Non ci siamo!

- Ma come? (PIGI RIDE)

- PIGI: Che ridi, Rimediotti? Non ci siamo. - Come no? Vi vedo!

- Sono felice di vedervi. - Noi no!

- Ho portato anche i miei amici. - PILADE: Buon pomeriggio.

Qua fuori c'è scritto "Villa Arzilla"?

- Pigi, cerca di stare calmino! - Scusa, mi hai visto?

- Ti sembro agitato? - Noi volevamo solo sapere

se questo arnese qua dà i numeri o se tu hai la palla di cristallo.

Guarda, io di palle ne ho due e sono anche belle che rotte.

- Eh? - Bella questa, amore! - Grazie, amore.

I miei amici sono un po' scettici, però sono sempre amici.

Ho parlato loro di noi due, del nostro amico in comune.

Ora mi dovresti dare il segnale che mi hai dato l'altra volta.

- Di che droghe vi fate? - EMO: Non buone come le tue.

- Tu hai le visioni. - Io lavoro nel settore.

- Per noi non c'è nulla? - No!

Per zappare la terra, è meglio restare lucidi.

Ah, quindi noi dovremmo zappare la terra?

Basta che ve ne andiate. E' la terza volta che lo dico.

- Pigi. - PIGI: Eh. - Grazie, ora andiamo.

- Leviamo il disturbo. - Gino, va' piano, ho messo l'autovelox!

- DONNA: Amore, sai cosa? - Eh.

- Alla fine m'ha fatto tenerezza. - Perché tu hai un cuore d'oro

e perché è un sentimento che ci possiamo permettere.

- Amore. - Eh. - Però speriamo comunque di morire giovani.

- Quello per forza. - Eh. - Avete capito o no?

- PILADE: Ma cosa? - Ci ha dato il segno!

- Ma quale cazzo di segno? - Ma come? Cos'ha detto?

Ha detto: "Zappare la terra."

Quindi Calcaterra!

Poi ha fatto anche il tre con le dita.

Gino, zappare, le dita... Ma che cazzo dici?

Dico che dobbiamo scommettere su Viola e quell'altra

per il tre a zero anche questa volta!

- Sei ammattito? L'altra volta fu una botta di culo! - No!

Ascolta, io stavolta non scommetto su nulla. Ciao!

"Bona", Gino!

(APPLAUSI) >- SPEAKER: Benvenuti alla finale

del campionato nazionale di beach volley 2019!

In bocca al lupo. Merda!

Ragazzi, poi non ditemi che non ve l'avevo detto.

Stai calmo, Gino.

- Scusa, scusa. - Intanto il primo punto l'hanno perso.

Lo fanno per fare un po' di spettacolo!

Scusa! Cazzo, capita!

Buffo, hanno perso anche il secondo.

Dai, Viola.

- AGNESE: Cazzo, Viola! - Brava!

AGNESE: Che cazzo fai?

STEFANIA: Ragazze, forza!

- Vai, Viola! (APPLAUSI)

- Lo fai apposta? - VIOLA: Cosa? - Lo fai apposta?

- Che cazzo dici? - Dimmelo! - L'hai tirata là!

- Fai degli errori da dilettante! - STEFANIA: Ragazze!

- VIOLA: Che fai? - Ma che vuoi? - Oh! Arbitro!

(VOCI SOVRAPPOSTE) - Basta, basta! Basta!

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Che fanno? Stanno sotto 16 a 20, si mettono anche a litigare?

- La tua ragazza che fa? - Eh.

- Sarà un po' tesa, cose tecniche loro. - Chiamala tesa.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Guarda là.

- ALLENATORE: Andiamo! (FOLLA ACCLAMA)

(ARBITRO FISCHIA)

- Perché? - Te lo dicevo, io.

GIACOMO: Vieni a ringraziare.

- ALLENATORE: Brave! >- SPEAKER: Incredibile sconfitta...

- Viola! Viola! - Viola, hai capito?

Allora, zappaterra, tre, gli UFO, le profezie Maya...

- Va' a giocare a bingo, vai. - Ma vaffanculo!

- Quando lo scopre, sono finito. - Ma cosa scopre chi?

Mia sorella! Le ho impegnato la collana di perle!

- Allora sono dolori. - Perché non mi avete fermato?

Gino, guarda che noi te l'abbiamo detto.

Sì, ma non è stato sufficiente.

Accidenti a voi che non mi avete voluto picchiare.

- Ancora con questa storia delle botte? - Certo!

Non mi avete voluto picchiare nemmeno questa volta.

- Quasi quasi lo accontento. - Sì!

Beppe!

Stavi aspettando noi per avere un passaggio per il bar?

Sì, datemi un passaggio. Non fate ironia, non è il momento.

Lo vedi? Non iniziare, per favore.

Fa' una cosa, sali.

>- EMO: Per me, ci devi provare. - BEPPE: Ma se mi ha ignorato!

- E' arrabbiata. - No, è incazzata nera, hanno perso per colpa sua.

Ho capito, ma è normale. Uno gioca per vincere e perde, si incazza, no?

Poi subentra l'amarezza,

ma dopo l'amarezza c'è bisogno d'affetto, no?

Per certe cose, è meglio quando perdi che quando vinci.

- Dite? - Abbassa le difese, ha bisogno di tenerezza.

- E ti infili in quella breccia! - Eh! Ma con tenerezza, capito?

- Ci vuole un po' di dolcezza. - E' quasi meglio.

Lo puoi dire forte! Magari sarà una cosa meno fisica, ma...

Tanto tu una trombata fisica con quella non la reggi!

Ma guarda! Pensate a voi, manco vi ricordate come si fa!

- ALDO: Oh. - GINO: Guardate quella merda.

Mi ha fatto scommettere e invece sapeva che avrebbero perso.

- Chi è? - Il Pigi, quello della discoteca. Non ascoltare.

- Il buttafuori della festa. - Sì.

- Di' che non mi ha truffato, avanti! - Boia...

- Porca misera. - Te lo dico, Gino, e anche bene.

Ti sei fatto un film!

La terra, l'amico che gli dice su chi scommettere...

- Ma dai! - Ora dove va con quella borsa?

- Eh. - Dove va?

Va a riscuotere come l'altra volta, 30.000 euro!

- Sì, 30.000 con una scommessa! - Ha fatto 30.000 euro!

- No? Con la vittoria ai quarti tre a zero di Viola e Agnese? - Fate...

- Buonasera. - Buonasera.

Salve, mi può controllare se è in stanza Viola Calcaterra?

- DONNA: Un attimo. - BEPPE: Grazie.

Guardi, risulta staccato.

Ah, la signora aveva chiesto di non essere disturbata.

Certo, con la sconfitta e tutto...

Va bene, senta, visto che ormai sto qua,

- posso usare il bagno? - Certo, in fondo, oltre l'ascensore.

- Gentilissima, grazie. - DONNA: Prego.

- BEPPE: Aspetti, scusi. - Dove va?

- BEPPE: Secondo piano. - DONNA: Anch'io.

- Mi sa che ho sbagliato stanza. - Mi sa.

- Ecco qua. - VIOLA: E' arrivato?

- GIACOMO: Sì. - VIOLA: Sbrigati!

Lo aspettavamo. Lasci pure a me. Questi sono per te, grazie.

E' andata male anche a te, eh?

BEPPE: Sì. Però tu almeno hai giocato bene.

Appunto, pensa quanto rosico. Ho perso e non è manco colpa mia.

- In effetti... - AGNESE: Neanche tu hai colpe.

Loro fanno così, si mollano, si riprendono, si ingelosiscono...

- AGNESE: Gli piace così. - Vabbè...

- Adesso cosa fai? - BEPPE: Boh.

- Mi sa che mi prendo una sbornia colossale. - Pure io.

Allora, prendiamocela insieme.

- AGNESE: Sembra meno triste? - E' meno triste.

- Dove? - BEPPE: Io in teoria avrei un bar tutto mio.

- Però? - Se ci torno mi prendono talmente tanto per il culo

che forse tu no, ma io m'ammazzo.

- Possiamo andare in camera mia, se no. - Tanto è a due passi, no?

- Credo cinque. - BEPPE: Vabbè, posso fare il sacrificio.

- Ce la fai? - Ci provo. - Magari ne vale la pena.

BEPPE: Uno, due, tre, quattro, cinque. Hai mentito, sono di più.

- Fermati. - BEPPE: Sono partito, mi costa più fatica fermarmi.

- Sicuro? - BEPPE: "Avoja".

Cazzo, ti pareva!

- Che fai? - MASSIMO: Eh? Nulla.

- Ti nascondi? - No.

Faccio la cacca. Se puoi andar via... Grazie.

- BAMBINO: Io ti conosco. - No, ti sbagli.

- Non sei il Viviani del BarLume? - Io? Ma che dici? Assolutamente no!

Il Viviani? Ma stai scherzando? No, no, no!

Ti stai sbagliando! Gli somiglio ma no, ti sbagli.

MARCO: Quella dell'altra volta!

Senti, adesso mi scappa proprio, puoi andare via?

- Non ti togli i pantaloni? - Ora li tolgo, però...

- Se non vai via, non riesco a farla. - Ok, ti aspetto qui.

MARCO: Quella è molto meglio.

Senti, ma patatine zenzero e sale rosa dell'Himalaya?

- Oh. - Oh.

Che hai, sei preoccupata?

- Un po'. - No, guarda...

Io sono tipo un marinaio, uno spirito libero, non è che...

Mica per quello!

- Sono sposata! - Sei sposata? - Sì!

Brava! Sono esperienze che uno deve fare. Io pure volevo sposarmi.

- Sì? - Con te. Poi ho scoperto che eri sposata e ci ho rinunciato.

- Ma sei eri sotto per Viola! - Non stavo sotto per Viola.

- Allora per la barista. - Per la barista un pochino sì.

- Ecco. - Vedi perché sei preoccupata?

No!

No, è...

Pensavo a quello che hanno detto le Mansueti l'altro giorno al bar.

- Che hanno detto? - Hanno detto che pensavano di essere loro le stronze

e invece c'è sempre qualcuno più stronzo di te, una frase così.

E' stato molto strano.

Forse mi fa incazzare per come abbiamo perso,

Viola non ne azzeccava una, sembrava che lo facesse apposta.

Tranquillo, non ti preoccupare, sono solo le paranoie.

AGNESE: Facciamo colazione o i marinai scappano prima del caffè?

I marinai lo prendono il caffè. Quella è la borsa della squadra?

- Sì, ce l'ha data lo sponsor. - Ce l'avete solo tu e Viola?

- No, anche Giacomo e Stefania. - Ce l'aveva pure Pigi.

- AGNESE: Chi? - Pigi è un tipo di qua.

Organizza eventi in discoteca, fa il buttafuori, cose così.

- AGNESE: Che c'entra? - C'entra.

Ha vinto 30.000 euro scommettendo sulla vostra prima partita.

- Cosa? - BEPPE: Me l'hanno detto i bimbi, i vecchini.

Lo hanno visto al centro scommesse che riscuoteva la vincita

- dopo la vostra vittoria. - Scherzi?

L'ho rivisto ieri andare al centro scommesse con quella borsa.

BEPPE: Che fai? Dove vai?

Dalle Mansueti, sicuro sanno qualcosa più di me.

BEPPE: Vengo con te.

- Di qua? - Sì.

AGNESE: Buongiorno!

- BEPPE: Buongiorno! - Buongiorno.

- AGNESE: E' la stanza delle Mansueti questa? - Scusi?

- BEPPE: Sono andate via? - Sì.

Sono andate a fare colazione?

- DONNA: Sono partite stamattina presto. - Presto?

- Saranno state le 7, 7:30. - BEPPE: Ah.

- Grazie. - DONNA: Prego.

- BEPPE: Scusi il disturbo. - DONNA: Di niente.

Cazzo! Cazzo, questi sono anabolizzanti!

- BEPPE: Cioè? - E' un farmaco vietatissimo!

- In Italia non lo vendono! - In Svizzera si può comprare?

- In Svizzera sì, perché? - Ecco a che servivano le siringhe.

- AGNESE: Quali siringhe? - Quelle nel camper.

- Al parcheggio? - BEPPE: Sì. - Merda.

BEPPE: Chiamo la Fusco.

(CELLULARE VIBRA)

Sei il Viviani del BarLume! Ti ho riconosciuto!

- Ti dico di no! Lasciami in pace! Gioca con la palla. - Gioca con me!

Va bene, dammi qua. Pronto?

Vai, valla a prendere! Corri, bravo! Valla a prendere!

TASSONE: Allora? Ha capito o no?

No. Anche perché non mi chiamano per gli incidenti stradali.

- Non è un incidente stradale. - No? - No.

- Sa com'è andata la faccenda? - No.

L'autista stava accompagnando l'allenatrice alla stazione,

C6 gli ha tagliato la strada, lui ha frenato di colpo per evitarlo

ma lei non si era messa la cintura, dormiva, e quindi...

E' morta sul colpo.

Un cervo a piede libero è una minaccia senza precedenti. Eh.

- Eh. - Eh. Sembra una questione ambientale.

Invece è una questione di ordine pubblico.

Mi dispiace, ma comunque non era compito nostro.

- No. - No. - Nostro forse no, ma mio di sicuro.

- Questo era l'appuntamento con il mio fantasma. - Con cosa?

Il fantasma del cervo che mi ha rovinato la carriera.

- Addirittura. - Non sa com'è andata a finire la storia.

No, ma ho paura che sia arrivato il momento in cui me lo racconterà.

Il cervo, dopo essere entrato nel supermercato

e aver cercato di violentare la vecchina procurandole...

- La frattura di tibia e perone. - La frattura di tibia e perone...

- Sì? - Si è asserragliato in un reparto alimentare.

Io, per salvare due cittadini che si erano trovati chiusi con l'animale,

- sono entrato, ho sparato un colpo e l'ho preso in pieno. - Il cervo?

- Il proprietario del supermercato. - Ah. - Sulla chiappa destra.

- Di striscio? - In pieno. E' stato un anno in piedi.

- Non si poteva... - Più sedere, no.

Menomato, una bella macchia sul mio curriculum.

Coraggio.

EMO: Pasquali, appena finito di pigliare appunti

dopo il giro d'ispezione,

per il risarcimento si fa in contanti, no?

- Così si chiude lì la questione. - Certo, sicuro.

Per chiudere, mi pare di capire

che siete andati contro un muricciolo, una cosa così.

- Esattamente. - Allora non è affare mio, mi dispiace.

- Ma mi hai fatto fare la Kasko! - La Minikasko, attenzione!

Mini, maxi! L'assicurazione paga anche per chi ha la colpa, no?

La Kasko assicura per qualunque danno,

la Minikasko solo se urti contro un'altra auto.

- Quindi? - Se prendi i muri, sono muretti tuoi! Mi dispiace!

- Quale muro? - Lui l'ha detto! Lo abbiamo sentito!

- Lui apre bocca e le dà fiato. - Io volevo semplicemente dire

che c'erano venuti addosso con una macchina

- e avevano fatto il danno! - Che succede qua?

GINO: Chi deve pagare non vuole farlo!

Succede spesso pure a voi.

Succede che qua la dinamica è un po' strana.

Voi dovete dimostrarmi quello che dite.

- Dovete portare foto, documenti. - Ora te lo dimostreremo.

Ascolta, coso veneto, la cosa non finisce qui.

- Sei un truffatore, te lo dice Emo. - Io sono una persona onesta!

- EMO: Sì, sì! - Battaglia può dirtelo! Può confermarlo!

- Lascia perdere, non ti conviene. - Capito? Lascia perdere. Grazie.

- Va', levati di torno! - PASQUALI: Ciao, ciao!

Questi qua non mi convincono. Nascondono qualcosa, secondo me.

Avete finito di fare casino? Sto lavorando.

Ti dico che c'è qualcosa che non va. Mi vogliono fregare! Pilade dov'è?

- BEPPE: Che ne so? - Inseguiamoli! - Che? Non ci penso proprio!

Dai, sono tre o quattro contro uno! Tu li conosci anche meglio di me!

Ho capito, ma che me ne frega?

Se tu mi aiuti a risparmiare sull'assicurazione,

ti scalo una quota di un affitto.

- Tre. - Due, non consecutive.

- Andata. - Bastardo. - Prendi.

- Tizi! - Sì? - BEPPE: Mi allontano un attimo!

- Dove vai? - A saperlo!

- C'è gente! - Se non c'era, chiudevamo!

- PASQUALI: Dove vanno? - BEPPE: Seguili. - PASQUALI: Dove?

(TONO DI SMS) - Ho un messaggio della Fusco.

- Ah, sentiamo. >- FUSCO: Beppe, scusa se non ti ho risposto.

>Sono sulla Provinciale, stanotte c'è stato un incidente.

>Il cervo che è scappato è passato di fronte all'auto.

>E' morta l'allenatrice della Calcaterra. Ti chiamo dopo.

Ok. La Fusco sempre così, eh.

BEPPE: Le scrivo di ascoltare la segreteria.

PASQUALI: Dove vanno i vecchi? Loschi!

BEPPE: Che cazzo fanno?

Che ti avevo detto? C'è qualcosa che mi puzza, me lo sentivo.

- Allora, ragazzi? - EMO: Una cosa buona così!

- Ostia! Un cervo! - Bimbi, ma che avete fatto?

Eh, un ragù. Era morto! Non si poteva resuscitare.

- La storia del muro... - Cazzate per non far girare la voce.

- Sai che multe se ci beccano? - Rimediotti, non sono multe.

Uccidere un cervo è penale.

Secondo te l'abbiamo fatto apposta a mettere sotto il cervo? No!

Allora che penale e penale!

Andavamo tranquilli al Papillon, dopo cena,

per festeggiare la vincita.

A un certo punto, Aldo ci fa...

Frugatevi, al prossimo distributore bisogna fare benzina.

Certo, ogni volta che vengo io, sei sempre in riserva.

Però se qualche volta tu pagassi...

- Non ho capito, la macchina è sua? - Eh. - Sì.

- Perché devo fare benzina io? - E basta!

Datti pace, falla finita di fare la merda secca!

- Con tutti i soldi che s'è vinto! - Te li ho fatti vincere io!

Poi tu non hai nemmeno pagato la cena.

Ti abbiamo dato la percentuale! Vergognati!

Ah!

- Porca troia! - Maremma rincorsa da un branco di lupi assatanati!

PILADE: Che botta!

- Che cazzo era? - GINO: Ohi, ohi!

- ALDO: Boia, deh. - PILADE: Cos'era?

Mi sa che sanguino.

Puttana, abbiamo preso un cervo? Che ci fa un cervo...

Aspetta, ma non sarà mica il cervo che è scappato dalla riserva?

Pilade, scendi a vedere!

Le bestie morte crude mi fanno impressione!

- No, io non vengo. - Sì, poi se le mangia, però.

- Ora che si fa? - Si chiama la Forestale.

Piuttosto, guarda che botta! Mi ci verrebbe da piangere.

E se la Polizia fa il culo a noi?

- Perché? - Abbiamo ammazzato un cervo della riserva.

- In più siamo ubriachi... - Ascolta.

A scanso di equivoci, sai che si fa? Chiamiamo Bertelloni.

- Chi è Bertelloni? - Bertelloni è un ottimizzatore.

Lui sa come ricavare il meglio da un animale così.

Certo, non si può mica lasciare una bestia così alla Forestale.

- Giusto. - Guarda, ora lo chiamo, così gli dico la posizione.

>- BEPPE: Chi è questo? >- ALDO: Un dipendente comunale.

>- PILADE: E' cacciatore. >- ALDO: Di frodo.

>GINO: No, la licenza ce l'ha, però l'occasione fa l'uomo ladro.

>- PILADE: Tu ne sai qualcosa! >- EMO: Zitti, se no perdo il filo!

>- Dov'ero rimasto? >- BEPPE: Arriva Bertelloni.

>Sì. Arriva Bertelloni col pick-up e arriviamo qui per...

- Saranno state le 2, 2:15. - Sì. - Più o meno.

>EMO: Quando si pensava che tutto fosse risolto,

chi si becca a litigare qui fuori?

>Col rischio di beccare noi con le mani nel sacco?

>- BEPPE: Chi? >- EMO: L'allenatrice della ragazza che piace a te,

con il suo assistente, incazzati neri, soprattutto lei.

FUSCO: Quindi sarebbe un omicidio.

- Certo. - Sarebbe un omicidio perfetto.

Freno di colpo.

La donna, che è addormentata,

muore in quello che sembra essere un banalissimo incidente.

Poi racconto che il cervo scappato mi ha tagliato la strada.

Peccato che il cervo era morto da due giorni.

- FUSCO: Per la gioia del questore. - Per la gioia? - No, niente.

Questo spiegherebbe il perché del sonnifero nel corpo della vittima.

- Chiaro, gliel'ha dato lui. - Chiaro.

L'ha caricata in auto senza metterle la cintura.

L'allenatrice aveva scoperto delle scommesse.

- PASQUALI: Sì. - Forse anche del camperista.

- Forse anche del camperista? - Badalassi ha ucciso prima lui,

poi quando l'allenatrice si è insospettita, l'ha fatta fuori.

- L'ha fatta fuori. - Ho capito.

- Certo, ci fossero delle prove... - Certo, ci fossero delle prove...

- Almeno delle scommesse. - Per questo puoi sentire Pigi.

- Ha fatto da prestanome. - Sa chi può sentire? Pigi.

Ha fatto lui da prestanome.

Che faccio, sento Pigi, che ha fatto da prestanome?

- Ti sei portata l'amichetto? - Anche tu, vedo.

- Cosa vuoi? - AGNESE: Me lo chiedi?

- Ti sei fatta tanti film in testa. - AGNESE: Dici? - Dico.

Strano, non ho detto niente e hai già la coda di paglia.

- Vuoi andare alla Polizia. - Hai scommesso sulla nostra sconfitta.

- Non è proprio legale. - Allora andiamo al Commissariato.

Ho faticato per arrivare in finale, non torno a casa senza un cazzo.

Lo sapevo, le santarelline sono sempre le più infami di tutte.

- Bastava vincere la finale. - Le finali si vincono e si perdono.

Per essere sicuri di arrivarci, a volte bisogna ammazzare qualcuno.

- Che cazzo dici? Stai bene? - Io sto benissimo.

Il tizio che dopava le Mansueti un po' meno.

L'amico tuo lo ha incontrato qui e gli ha detto di non doparle più,

perché dovevate andare voi in finale.

- Quello ha rifiutato e l'ha steso proprio lì. - GIACOMO: Finiscila.

- VIOLA: State male. - AGNESE: Noi stiamo bene.

Le Mansueti si sono sentite male perché si sono dopate lo stesso.

- Che volete? - La nostra parte di soldi.

- Ci possiamo mettere d'accordo. - Vi potete mettere d'accordo?

- Che cazzo dici? - Il grosso del lavoro lo abbiamo fatto noi.

- Ci prendono il giusto. - Il grosso del lavoro?

Ha ucciso due persone. Quindi sì, il grosso del lavoro l'ha fatto lui.

- Hai ucciso anche la Stefy? - GIACOMO: Viola...

- Hai ucciso Stefania? Che cazzo hai fatto? - GIACOMO: Calma.

- Calma? Io mi incazzo! - Calma.

- Che cazzo dici? - Non urlare! - Non è possibile!

- Piano! - VIOLA: Schifosi! Volevate i soldi! - Fermo!

- Beppe, le chiavi! - VIOLA: Te li do io!

- BEPPE: Sì. - FUSCO: Monta!

(SIRENE)

Oh, oh! Piano, Vittoria, ho paura!

- Se vado piano, ci scappa. - Se vai veloce, ci scappa il morto, io!

- FUSCO: Dai! - Dopo due anni ho trombato, vuoi farmi morire ora?

- Oh, che cazzo fai? - Sta' zitto!

(SPARO)

- Fermo! - Sì, sì.

- FUSCO: Fermo! - Sì, calma.

- No. - Beppe! Beppe! Ma che succede?

- Eh... Il pianoforte... - TIZIANA: Ti sei fatto male?

- No, io no. Tu? - No, ero dentro.

- BEPPE: Il pianoforte... - Un bel casino.

- Però fico, no? Siamo stati... - Fichi, sì.

Va bene, dai, vado.

- Allora ci... - Ci...

- Ciao. - Ciao.

Beppe, hai tu le chiavi del magazzino?

- Beppe. Beppe. - Sì.

- TIZIANA: Hai tu le chiavi del magazzino? - Ce le ho io?

- TIZIANA: Eh. - Sì, scusa, mi ero perso. - TIZIANA: Grazie.

Senti, pensavo che magari potremmo ricomprare il pianoforte.

Tizi, io non ho proprio una lira.

Magari lo pago io, così, come investimento per il bar.

- Veramente? Non pensavo! - Dai, non fare il modesto.

Mica me ne sono accorta solo io che suoni da Dio.

- Guarda che è una cosa... - Lasciamo stare. - Lasciamo stare.

- Lo ricompriamo, anzi, lo ricompro. - Tizi, grazie.

- C'è gente, va' a lavorare. - BEPPE: Vado.

(CANTANO "HO PICCHIATO LA TESTA" DEGLI OTTAVO PADIGLIONE)

Shh! Mi raccomando, non dite a nessuno che sono tornato, eh!

Se no dopo i bimbi, la Tizi, Beppe, il bambino... Zitti e muti.

Perché sono tornato a Pineta? Guardate la prossima puntata.

Di sicuro, non per calmare la vostra sindrome d'abbandono.

Avanti, crescete, su!

Scherzo, dai, vi voglio bene.

Ci vediamo qui a Pineta alla prossima puntata!

Mi raccomando, non mancate! Ciao!

(CANTANO "HO PICCHIATO LA TESTA" DEGLI OTTAVO PADIGLIONE)

TASSONE: Perché, perché?

Perché?

FUSCO: Dottore, su. Cerchi di non pensarci.

Come faccio, commissario?

Lo vedo ovunque, anche se chiudo gli occhi lo vedo.

Quel cervo è la mia maledizione, la mia balena bianca.

Metterà sulla mia coscienza tragedie su tragedie.

Sarà una millefoglie di disgrazie.

Mi farà uscire fuori di testa, come il capitano...

- Il capitano? - FUSCO: Achab. - Lui.

Magari è scappato in provincia di Lucca e non è affar nostro.

- Lucca? Lucca fa provincia? - FUSCO: La fa. - La fa?

- FUSCO: Sì. - Io lo vedo qua, lo sento, lo percepisco.

- FUSCO: Sì? - Eh. - Emo!

- Portiamo un piatto di pappardelle al questore! - No, commissario!

- Per carità, mi si è chiuso lo stomaco. - FUSCO: Addirittura?

Non sembra possibile, ma è così,

già dai tempi della tragedia di Sassello.

- Maledetti cervi! - EMO: Eccole.

- No, grazie. - EMO: Si fidi di noi bimbi.

Due forchettate e vedrà come torna il sereno.

Le assaggi, si fidi, è una sorpresa.

Sorpresa! Sono pappardelle.

Va bene, le assaggio, giusto per onorare l'invito.

- A cosa sono? - FUSCO: Se promette di non prendere provvedimenti...

- PILADE: Se no saremmo coinvolti tutti. - Che dite? Che cosa sono?

GINO: Pappardelle al cervo, signor questore.

- Ma quindi... - E' lui, è lui.

- Allora l'incubo è finito? - Sì.

E' finito.

- Lo abbiamo ammazzato noi. - Bravi.

- Non so come ringraziarvi. Vittoria. - Sì.

- Ti posso... - Abbracciare? - Eh.

- No. - Brindiamo.

("IL VIVIANI DEL BARLUME" DEI GATTI MEE'ZI IN SOTTOFONDO)

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