All language subtitles for I.Delitti.Del.BarLume.S06E02.T

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Original subtitles

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>MASSIMO: Bimbi, se state vedendo questo video,

>Carmen è lì con voi.

Quindi, prima di tutto, non v'azzardate a provarci,

che se esco vivo vi vengo a prendere uno per uno, d'accordo?!

(in spagnolo) Non dire cretinate! Parla sul serio!

Scusa, ho sbagliato io. Va bene.

Allora, bimbi, ascoltatemi bene:

fidatevi di lei, fate tutto quello che vi dice, ok?

Tutto! Non mi fate incazzare.

Ma soprattutto...

..fate presto!

EMO: Boia, ma allora la cosa è grave per davvero.

- Abbastanza. - Abbastanza?

Sì, "abbastanza" in spagnolo vorrà dire che è "pesa".

Ma cos'è successo?

Ricordate il prestito che Massimo aveva chiesto a ottobre?

Voleva 40.000 euro! Ci si ricorda, sì.

- Per far cosa non s'è mai capito. - Comunque, alla fine Massimo

l'ha chiesti a quelli della Stanzia a Teramo.

E chi sono?

Quelli che, se le cose ti vanno male, anziché aiutarti,

ti "ahorcan" alzando l'interesse, e ora lo tengono per il collo.

- Ma non ci si può ragionare con questi? - No.

Sono una famiglia grande, proprietaria della Granjera.

Sono gente molto violenta,

di una discendenza abbastanza brutta.

- Italiani, insomma. - Esatto, di origine italiana.

Prima l'hanno minacciato,

e quando lui è andato alla polizia per denunciarli,

quelli si sono incavolati.

Ma la polizia, scusa?

La polizia ha detto a Massimo che era meglio pagar e stare "mudo".

- Zitti. - Ah.

- Sono stati loro ad avvertire i Teramo. - Ahia!

Vabbè, e quindi ora?

Ora per liberarlo bisogna pagare 75.000 euro!

Cosa?!

Ma il budello delle loro mamme a questi Terami

- non gliel'ha mai detto nessuno? - No.

Nessuno dice niente a loro, todos tienen miedo.

Tutti paura.

Sì, ma in sostanza cosa si deve fare noi?

Aiutare Massimo. Lui mi ha mandato apposta da voi.

Tocca frugarsi, insomma.

Ora frugarsi... Aspetta un momentino.

Cosa aspetti? Che l'ammazzino? Dai!

Ragazzi, non si può fare altro.

Me occuperò io di portare i soldi in Argentina.

Però la cosa più importante: non dovete dire niente a nessuno.

Ma figurati.

Se la polizia viene a saperlo, per Massimo diventa brutta, eh!

Di noi quattro non ti devi preoccupare.

Carmen, non volerà una mosca.

Me lo aveva detto Massimo che eravate delle belle persone.

Va be'...

(in sp.) Scusate, ma devo fare pipì.

(in sp.) Mi scappa, non ce la faccio.

Se hai bisogno di una mano,

ti posso prendere la borsetta, oppure...

- Sta' fermo! - Se continui, ti va in corto il bypass!

In corto mi ci va, ma per i soldi che bisogna tirar fuori!

In effetti, bimbi, 75.000 euri tanta roba...

E quindi?

Prima cosa, vanno trovati, secondo,

non so mica se si danno a quella là in fondo.

- Ma questa qui chi è? - Cioè? - Cioè?

E se ci stesse raccontando una marea di cazzate

e una volta avuti, si inguatta i soldi e buonanotte ai suonatori?

Giusto. E allora?

La cosa è semplice: tocca andare in Argentina anche noi.

- Ma l'argentina è lontana! - Sì, ho capito,

ma se laggiù c'è solo la metà di questo popò di figa qui,

quasi, quasi...

E faremo questo sacrificio!

- Maschio, me la dai una birra? - No.

- Come no? Una birra. - No, dai scherzo.

Ne ho un ventaglio importante,

si parte dalle Indian Pale Ale inglesi fino alle trappiste...

- Portami una bionda. - Bionda?

Bionda è una definizione che ora vuol dire poco.

Vuoi portarmi una rossa? Portemi una rossa.

Anche rossa, non è che...

Portami quella che piace a te, va bene?

- Tu hai deciso o facciamo notte? - Ma perché, hai fretta?

Sì, ma almeno lui lascialo scegliere, no?

Sto tentando di alzare l'asticella di questo bar,

perché non so se ve ne siete accorti,

ma non è un semplice bar per turisti.

No, ma infatti si vede.

E' sempre pieno di gente?

Sì, grazie a Dio. Cioè no, grazie a me.

Senza modestia, qui i proprietari non fanno una sega.

Da questo ultimo periodo, pare che le cose vadano abbastanza bene.

Chissà che incassi che fa? E che stipendio che pigli tu?

Per quello che valgo come barman,

non dovrei essere milionario, ma insomma...

Se ero a Londra o a Berlino... Non mi ci far pensare!

Bravo, non ci pensare.

- Che piglia? - Eh?

- Te che pigli? - Come lui.

- Come lui? - Come lui.

Cioè ho parlato fino ad ora...

Dovreste migliorare un po' come clienti, io ve lo dico.

(in abruzzese) Il mondo sta andando a puttane.

- Magari ci stesse... - Piglia una mentina.

Ma tu sempre con 'ste mentine giri?

Se non la vuoi, non prenderla. Mica devi prenderla per forza.

Dammela.

- Mica mi fai un piacere. - Dammi 'sta mentina.

- Ma cos'hai in tasca? - Un cavolo, ma tu sei cecato.

- Metti gli occhiali! - Non sono cecato...

TIZI: Beppe?

- Beppe! - Eh?

Dai, mi dispiace, davvero.

No, Tizi, su...

L'altra sera ho esagerato, lo so.

Ma quando sono arrivata e non ti ho visto, m'è preso un colpo.

Avevo paura fosse successo qualcosa al bimbo.

- Poi, avevo passato anche una serataccia. - Tizi...

Va bene così. Ho capito.

- Pace? - Pace, sì.

Dai, non mordo!

No, porto 'sta cosa a Marchino, se no 'incazza.

Aspetta, stamattina t'ho cambiato le lenzuola.

Tizi, tu sei super gentile, io infatti tornerei anche volentieri.

Però?

Però proprio stamattina ho trovato un'altra sistemazione.

- Ah. - Una cosa piccola, non credere che sia... Però c'è tutto.

Gli ho dato anche un piccolo anticipo, pensa.

Beppe, ma se non c'hai una lira?

Infatti ho detto "Poi te li do a saldo a fine stagione".

Non starai mica dormendo nello sgabuzzino?!

No, qua? E dove mi metto? No.

- Perché ci ho trovato un cuscino. - No, ti spiego.

Il cuscino... Io faccio le penniche,

tipo Leonardo Da Vinci, capito?

Dormo un quarto d'ora e poi riparto di slancio.

Me l'ha insegnato Marchino, non so dove l'ha letto.

Lascia perdere. E tutta la roba che c'è da me?

Passo a prendermela appena ho un attimo passo, o ti dà noia?

No, però facciamo così:

te la porto io, così mi fai vedere dov'è casa tua.

Non me serve con urgenza, aspetta.

- Beppe, ti muovi? - Arrivo. Vedi?

Mi metti in difficoltà.

>Li avevo avvoltolati tutti ben benino con lo spago

dentro un panno di lana e poi l'avevo nascosti

dietro una mattonella nel muro del garage.

E ora, non c'è più nulla, spariti!

Io son disperata, mi creda.

Ma lei lo sa che ci sono delle cose che si chiamano "banche"

la cui funzione è quella di metterci i soldi dentro?

No, no. Io non mi fido di quelle robe lì.

Ma non sono "quelle robe lì", è una banca!

Comunque i soldi me li hanno fregati!

- Sicché si può fare 'sta denuncia? - Certo, la facciamo subito.

Una denuncia contro ignoti. Cioni?

Ma chi sono gli ignoti? Che popolazione è?

Hanno l'accampamento come gli zingari?

No, "ignoti". Quando uno non conosce una cosa, si dice...

Se li conoscete andate a pigliarli!

Perché quelli viaggiano, non stanno fermi a aspettare noi.

- Cioni, sentito la signora, no? - Sì.

Io devo fare una cosa importante di là,

e quindi questa cosa la segue l'agente, vero?

Allora, Cioni, ascoltami bene.

- Bene! - Sì.

>Novemilasei, novemilasette...

novemilaotto, novemilanove...

T'ho detto di parlare più piano.

Diecimila, diecimila duecento...

Allora?

Con questi, si arriva solo a 31.000.

Tanto ora c'è Gino che integra...

Per Massimo, questo ed altro.

Dove li tieni i soldi? Vabbè, dai, conta.

Comunque, domani mattina alle 7:00 si parte da Pisa.

- Sì, ma va diretto? - Magari! No.

Si fa scalo a Roma, sicché c'è rimasto giusto il tempo

di fare un doccino, un riposino defatigante,

poi ci si cambia e all'alba...

Sì, ma tanto chi dorme?

Soltanto il pensiero di montare quell'aggeggio che vola...

38.000!

Ma perché te devi mettere sempre meno?

Oh, ho tante spese: Internet e tutto il resto.

Perché noi analogici si campa d'aria fritta.

Si arriva alla metà di quello che ci hanno chiesto.

- Povero Massimo... - Poveri noi!

Bimbi, noi abbiamo questi.

Vorrà dire che si va laggiù e si contratterà.

Io sono bravissimo per farmi fare gli sconti.

Quindi questo lasciatelo a me, chicos.

Marchino, perché non vai a casa e ti riposi un po'?

- Ci penso io qua. - No, il cencio lo do io.

Davvero, sei pure arrivato presto stamattina.

Beppe, qualsiasi cosa, ma il cencio è roba mia.

Ma è per la macchia dell'altro giorno? Ci sto attento, fidati.

Non è solo per quello.

E allora perché?

Non mi fido che chiudi te il bar, dai!

Il bar è pure mio, se permetti, ci terrò pure io.

Ti dico che ci tengo!

Fai fare a me? Per favore, ci tengo!

Vabbè, vabbè, vabbè!

Però devi pulire bene davanti al bancone.

- Dietro e davanti, lì e lì, capito? - Sì, sì!

Poi prendi la spazzatura, pigli i soldi dell'incasso,

- spegni le luci, la macchina del caffè... - Marchì!

Proprio quando pensi di aver di aver intrapreso la retta via,

è proprio lì che si annida l'errore.

- Ma che vuol dire? - Che devi stare in campana.

Contestualizza, che ti stai dimenticando qualcosa.

Torni dentro e fai un ultimo check, chiaro?

Certo, contestualizzo.

- Mi raccomando. - Contestualizzo. - Sì...

"Contestualizza l'errore..."

"La macchina del caffè..."

Lo sai che ti dico, Marchì? Buonanotte!

- Allora? - E allora tutto a posto.

Avevi ragione tu.

- Cos'hai preso? - C'era solo integrale.

Ma voglio sapere cosa c'è dentro.

E' un panino! E mangia!

Eh, panino... Io t'avevo detto un panino con la porchetta.

Se non aveva la porchetta, prendi il salame.

E qui dentro cosa ci hanno messo?

- La cicoria. - La cicoria? - Sì.

Ma io dico, il mondo sta andando veramente a puttane.

Ma come si fa a mangiare un panino con dentro la cicoria

e nient'altro?!

- Io me ne vado. - Ma dobbiamo stare qua fino alle 5 del mattino.

Mi sono innervosito.

Almeno il mio panino me lo fai mangiare?

Fermate, 'sta cosa la tengo pure io.

La tengo pure io, e allora?

Allora per sparare ci servono gli occhi buoni.

Ancora con questa storia? Qua il capo sono io.

E tu devi portarmi rispetto.

E tu porta gli occhiali, che è meglio.

- Ancora con 'sti cazzo d'occhiali?! - Zitto!

Gli occhiali non c'entrano niente.

Io ci vedo ancora bene!

Non vedi neanche la maniglia. Sei cieco!

Guarda stasera come cazzo vai a finire...

Stai qua e non ti muovere.

(RUMORE DI QUALCOSA CHE CADE)

Ma che cazzo fai?!

>BEPPE: Marchino! Sei te?

>Non stavo dormendo, mi ero scordato...

Ma chi cazzo sei?

Ma chi cazzo sei te!

Oh!

Fermo!

- E' grosso, è grosso! - Ti tengo sotto tiro.

Ti dico che è grosso. Ferma, no?!

T'ho detto mollalo, stronzo!

- Non sparare, per carità! - Non sparare!

- E' grosso! - Ce l'ho, ce l'ho!

- Non sparare, che sei cecato! - Io non sono cecato!

(SPARO)

Aiuto!

Aiuto!

>Aiuto! Aiuto!

Aiuto!

Non ti preoccupare. Non è niente.

Non ti preoccupare.

Non è niente?

- Non sto morendo? - No, è solo una strusciatina.

- Una strusciatina, s'to paio di palle. - Respira.

- Te devo dire una cosa. - Parla, parla.

Sei proprio un cecato di merda.

Oh!

Oh!

Ma sei morto?

Ma vaffanculo, va'!

Vaffanculo, vaffanculo...

Guarda che cazzo mi doveva succedere...

Ma vaffanculo!

Vaffanculo ancora...

Oh, oh, ma che cazzo...?!

(CARMEN CANTICCHIA)

Boia...

Ma cosa fate?

Si nascondono i soldi.

Ma in viaggio vado solo io.

Ascolta, non ti devi offendere,

noi si sta solo seguendo un proverbio.

"Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio."

Come si traduce da voi in Argentina?

No, no, scusate, me qua non ci siamo capiti.

Io vado in Argentina sola. Entendieron?

- Entendido, però... - Però, cosa?

Guarda, con tutto il bene che noi ti si vuole,

e in particolare il mio...

- Però a te i soldi non ti si danno. - Ecco!

- Entonces no hay trato. - Eh? - Nada.

- Non si fa niente. - Come, non si fa niente? E Massimo?

Io voglio morire con la coscienza a posto.

Ma Massimo lo libero io. Quello era l'accordo.

No, Carmen, noi con te non s'è fatto nessun accordo.

Nel video Massimo dice che dovete fare quello che dico io.

Ascolta, non è che noi non ci si fidi soltanto di te...

Non ci si fida nemmeno di Massimo!

Bueno, bueno.

Fatemi pensare un attimo.

EMO: Bimbi, ma voi cosa dite?

Che è bona, tanto bona...

Sì, e su questo siamo d'accordo.

Ma non è che è quella che ha rapito Massimo?

Ma no, sta solo fumando.

Sta telefonando.

Bimbi, a me quella lì...

Be'?!

Cos'è questa riunione?

Oh, ma che cosa t'interessa?

Ma voi non ce l'avete una casa?

Oh, oh, oh! Ma questa è anche casa mia!

- Ah, sì? - Ah, no?

Allora comincia a pulire e a pagare le bollette.

Sì, e te comincia a dormire alle tue ore,

invece di star sveglia!

A proposito, chi è quella tipa che gira mezza nuda per casa?

E chi vuoi che sia? Carmencita, la ganza di tuo fratello.

Non te l'aveva detto?

FUSCO: Quindi l'assassino l'hai visto in faccia?

BEPPE: Sì, era buio, era distante,

io stavo qua e lui là... Però sì, potrei riconoscerlo.

Certo che fegato, Battaglia!

Commissario, quando è vero e vero.

E dopo che ha sparato che ha fatto?

E' partito di corsa fuori, è salito su una macchina mi pare grigia

a tutta velocità, ed è andato in quella direzione,

però l'ho visto di sfuggita perché nel frattempo io sono scappato.

Controlliamo i filmati di tutte le telecamere della zona.

Cerchiamo di capire in che direzione è scappato.

E quando lo troviamo questo?

Com'è che te ne esci con un'affermazione così perentoria?

Mi sembra una rapina finita male. Questo adesso chissà dov'è?

>Ma questi che fanno con questo nastro?

- Scusa, che attacchi? - Il bar è sotto sequestro per accertamenti.

- Rimarrà chiuso per un po. - Scherzate? - No!

Uno quasi ci rimane secco e lo aiutate così?

Battaglia, stiamo parlando della scena di un delitto.

No, parliamo del posto dove io dormo.

Se tu me lo chiudi, io devo tornare a dormire dalla Tizi.

- Quella è già isterica di suo. - Va bene.

- E' stata una brutta nottata. - Commissario!

Che succede? Stai calmo, respira, Cioni, che succede?

- Hanno sentito degli spari. - Eh?

Hanno sentito degli spari!

- Dove? - Al Poggio! - Adesso?

- Eh? - Adesso? - Che?!

- Adesso?! - Adesso!

Via, andiamo, forza!

- Beppe, con te finiamo dopo. - Ti credo, dobbiamo parlare...

C'è il mancato guadagno! Chi me li dà 'sti soldi a me?

CARMEN: Siamo in ritardo, vamos!

- ALDO: Vamos, vamos! - GINO: S'arriva, dai!

CARMEN: Se perdiamo questo salta tutto!

Bimbi!

- Ma l'avete visto o no? - Ma cosa?

Quell'aggeggio di ferro com'è grosso!

Quello è piccino, devi vedere quello che va Buenos Aires...

Ma come fa a volare un aggeggio di quel genere?

Non fare così proprio ora.

No, ragazzi, io su quell'aggeggio non ci monto.

Ma falla finita, dai!

Ma fatela finita voi!

Chicos, non è il momento!

Non ci voglio morire nella bara di ferro che vola!

Ho capito, tira fuori l'artiglieria pesante e vieni qua!

- Apri la bocca! - No, no, no!

Forza! Apri bocca.

- Dai, dai! - Apri bocca!

Fai: aaaahhh!

Dai, vai! Giù, giù!

Ma l'avete visto?

Bravo, ecco!

Che mal di testa...

DONNA: Gino!

Gino!

Se ci sei, esci fuori!

Ma dove ti sei cacciato?

Gino!

Ma dove si è cacciato 'st'omo?

Stai cercando i funghi?

Gino!

Gino!

Ma quanto potevi andare avanti a dormire nello sgabuzzino?

Mica tanto, boh. A settembre ti avrei detto...

Settembre? E no, così mi fai rimanere male, Beppe.

Ma tu non la devi prendere così.

E invece sì, io pensavo che tra noi ci si potesse dire tutto.

Anche se uno è in difficoltà, anzi soprattutto se uno è in difficoltà.

- E' chiaro. - No, non è chiaro per nulla.

Forse ho sbagliato qualcosa io, dimmelo: ho sbagliato qualcosa io?

No, non hai sbagliato niente.

Io non voglio essere un peso per nessuno.

Tantomeno per te che hai tutti i casini col bambino.

- Allora è Ampelio il problema? - No. Problema...

Voi avete i vostri equilibri e io con la mia presenza,

- vado a romperli... - Beppe, basta fare l'eroe.

Ora tu torni da me, ok?

Tizi che ti devo dire?

Solo "Sì, grazie".

E allora: sì, grazie.

Oh!

Oh, Pasquali! Buongiorno!

- Aspettavamo proprio lei, buongiorno. - Salve.

Ma com'è bella. E' proprio vero che la maternità le giova.

- Ma non soltanto... - Grazie, grazie, grazie.

Sa come dicono gli americani? "Finally, a MILF!"

Che significa una mamma che però se...

- Ha capito. - Esatto, ho capito.

Io passerei alle cose pratiche,

così si fa una bella idea per l'assicurazione.

- Certo. - Guardi, prego.

E' stato sfondato.

Sì, è rotto, è rotto.

Sono entrati e lì hanno sparato all'uomo.

Sì, poveretto...

Mi è dispiaciuto tanto.

Per fortuna non è assicurato con me!

No, è una disgrazia. Mi dispiace tanto, poveretto.

Mi han detto che non ha preso niente dalla cassa,

- non vi ha rubato niente. - Niente.

Sollievo per me, ma anche per voi,

perché risparmiamo un po' di soldi. Allora, buco.

Conosco un bengalese bravissimo

che mi fa dei lavoretti.

Sapete che ho preso un appartamento in affitto?

Mi ha detto che cambia 'sto vetro per 73 euro Iva esclusa.

Perché è amichevolmente, ha capito.

Perché io penso che quando c'è l'amicizia vera

non ci può essere l'IVA.

Me sono permesso. Ho portato già 75 euro.

Tenga anche il resto, mi piace fare il signore.

Mi piace così. Non dica niente.

- E penso che noi abbiamo fatto. - No, non abbiamo chiuso.

- Questo è il danno minore. - Ha rotto qualcos'altro?

Ha rotto una sedia? Ha rotto la cassa?

No, più che altro, finché il bar è chiuso, la cassa rimane vuota.

Mancato guadagno!

Sì, vabbè, però, ragazzi, tra amici...

Ci mettiamo a fare i fiscali adesso? Pippippi, pippipi...

- E il mancato guadagno. - Sono 2000 euro, birra più, birra meno.

Cosa?! Duemila euro a settimana, addirittura?

Al giorno, che settimana?

Al giorno?!

E' agosto, il 30% del fatturato lo facciamo in questo mese.

Adesso ho capito!

Voi mi volete rovinare a me, adesso ho capito!

No, no, no! Voi siete due criminali!

- Ah, pure? - A noi?! - 2000 euro al giorno? Ma dai!

Ecco. Ho portato la foto, se dovete fa' dei comunicati...

Scusi, ma cosa? Non ho capito.

- Gino Rimediotti, mio fratello... - Sì.

E' stato lui. Lo scriva lei!

Sì, ma se non ci dice a fare cosa...

Ma come, ancora non avete capito?

Meno male che siete la polizia!

- Vogliamo ricominciare da capo? - Sarà meglio. - Sì.

Io non ho tempo da perdere.

Devo fare ancora il bucato e pagare la bolletta del gas.

Dunque, Gino Rimediotti, mio fratello,

è stato lui a portarmi via i soldi.

E' scappato con una ganza che parlava spagnolo.

E questo come l'avrebbe capito, scusi?

S'aggirava per la casa mezza nuda, con un tatuaggio dietro...

Ve lo lascio immaginare.

L'ha fregato ben bene.

E così ora fanno la bella vita con i miei risparmi.

Non credo che Gino possa...

Sì... Perché è secchino, tenerino, vero?

- Perché invece... - E invece è una merda! Ecco!

No, dico fisicamente.

Cioni, ti prego. Non ti ci mettere pure te.

L'ho cercato da tutte le parti:

sono andata al bar, dove va a far funghi, dal dottore, niente.

E naturalmente il cellulare è spento da un giorno. Sparito!

E sì, da un giorno, appunto.

Sì, con coi miei soldi è sparito.

Cioni ha preso nota, vero, Cioni? Hai scritto tutto? Avanti!

Buongiorno a tutti!

Scusate, signora, era un interrogatorio importante?

- Importantissimo - E allora scusate moltissimo.

Come no? "Scusate!".

Ma dove siamo qui, dal pescivendolo?

Uno entra, l'altro esce...

E te scrivi bene! Arrivederci!

- No? - Scrivo bene. - Scrivi bene.

- Ma chi era? - Lasci perdere.

Lasci perdere, che è meglio. Anzi se si vuol sedere...

Sì, grazie, Cioni.

- Con permesso. - E' un po' caldino, senza...

Limiti! Sì, ehm...

- Eccoci. - Fusco. - Mi dica.

Le devo dire onestamente, Fusco, che...

sono un po' imbarazzato, non so come comportarmi coi giornalisti.

Coi giornalisti, perché?

Devo fare la conferenza stampa. E che gli dico?

- E che gli dice? - E che gli dico?

E che gli dice?

- Cioni, non ripetere tutto quello che dico io. - Scusi.

- Ci sono novità o no? - No, nessuna.

- E i due spari a Poggio? - Un cacciatore.

Due botti nel bosco, è scattata la psicosi del killer a piede libero.

Ecco. E quindi io che faccio? Temporeggio?

Sì, bravo! L'importante adesso è calmare gli animi.

Lei temporeggi.

Tra l'altro, sono un mago nel temporeggiare.

Il questore è un mago, e non solo in quello!

Cioni, però hai stufato, sparisci!

(VERSO)

Visto? E' sparito.

>RADIO: ...i livelli del 2015.

>Passando alla cronaca locale,

>continuano le ricerche dell'assassino che questa mattina

>ha ucciso un complice durante una rapina in un bar di Pineta.

>TASSONE: Le ricerche continuano senza sosta.

>Io mi sento ottimista,

>sappiamo che l'assassino guida una Audi grigia,

>- e abbiamo anche un suo identikit... - Porco...

>TASSONE: Chi ben comincia è a metà dell'opera.

- GOVONI: Guardi - FUSCO: Sì.

Abbiamo le immagini della macchina.

Abbiamo fatto zumare la targa, adesso si legge perfettamente.

FJ577TN.

- La so a memoria. - E chi sarebbe il proprietario?

Non me lo ricordo.

E' un certo Mariano Di Nardo, di Teramo,

che però due giorni fa ha sporto denuncia per furto.

- A Teramo? - Esatto.

Certo che venire da Teramo per rapinare un bar

dall'altra parte d'Italia... Un bar chiuso, tra l'altro,

come se non sapessero che l'incasso si porta via. Strano, no?

- C'è un'altra stranezza. - No, Cioni, scusa.

- Questa cosa l'ho scoperta io e la dico io. - Va bene, dilla tu.

Si tenga forte: l'ultima immagine che abbiamo

è l'imbocco della provinciale.

Però al benzinaio 5 km più avanti la macchina non c'è passata.

- Sparita nel nulla. - Sicuro?

Non è che un tir è passato davanti all'obiettivo in quel momento?

No, guardi, fino alle cinque non è passato nessuno,

e lì in mezzo incroci non ce ne sono. Guardi.

E allora dev'essere rimasta in quella zona.

- Andiamo a dare un'occhiata. - Ma come, adesso?

No, a Natale, Cioni. Quando?

- Ma è quasi notte. - Ho capito, accenderemo i fari!

Ti risulta che le macchine della polizia

siano dotate di questa tecnologia?

Li ho fatti anche lavare!

Bravissimo che non hai suonato. Ti stavo per mandare un messaggino.

- Entra! - Dorme? - Sì, da due minuti.

- Grande, Tizi! - E vai!

- Piano, piano! - Piano, piano.

Speriamo che almeno due ore se le faccia.

Sì, ma non di più, altrimenti passiamo la notte in bianco.

- Come va, va, intanto godiamocela. Prosecchino? - Sì.

Io sono già al terzo!

Vabbè, ovviamente si brinda al sonno di Ampelio.

No, oggi si brinda a te.

- Effettivamente... - A Beppe tutto intero.

Che poi, Beppe Battaglia che muore sul lavoro, non si poteva sentire.

In effetti... Ma sei che ci penso spesso?

- A cosa? - A come vorrei morire.

- E come? - Ballando.

Ballando?

E' bella.

A me non potrebbe mai succedere, perché io, ballo, proprio zero.

- Si rimedia subito. - Cioè? Che fai?

Ti insegno.

- Ma adesso? No! - Certo, domani ho lezione di salsa,

così m'alleno, tu impari...

- Piano, e Ampelio! - Sh! Si fa pianino.

Senti la musica, falla entrare nel sangue.

Tizi, io e la danza non siamo due rette parallele, siamo divergenti.

Beppe, muto!

- Questa mano, dietro le scapole. - Sì.

- Quest'altra, su così. Stringi, fatti sentire. - Sì.

E poi partiamo con i passi.

Uno, due, tre, pausa.

Uno... Sì, però ti devi muovere un po' di più, più sciolto.

- Muovile queste anche! - Sì.

Beppe, non un valzer, è un corteggiamento.

- Ti devi far sentire. Avvicinati. - Ok, arrivo.

- Sì, però quella mano un po' più su. - Ok, così?

Non quella, l'altra!

Ah, scusa, ok. Allora...

Destra sinistra, avanti, dietro, due cose sono!

Due cose sono. Dai, allora...

Di qua, tre e pausa.

Un, due... Le pause mi vengono, vedi? Un, due, tre... Un, due, tre.

- Bello. - Sì, ma adesso ti devi muovere avanti, dietro, di lato...

- Cioè? - Ti devi muovere, sei tu l'uomo. Guidami!

- Ti giro così? - Sì. - Bene.

Senti la musica, sentila. (BEPPE CANTICCHIA)

(RUMORE DI VETRI ROTTI)

(AMPELIO PIANGE)

- Vabbè, dai, vado. - No, vado io.

Il danno l'ho fatto io e ci vado io.

Attenta qua.

Mi dispiace.

Com'è bello volare!

Com'è bello l'aereo!

Pilade, dai, sali, svelto!

E' il Sudamerica! E' il Sudamerica!

Gli hai dato qualche gocciolina in più mentre s'era in volo?

Mi si è svegliato a metà, e io che ci potevo fare?

Nulla, hai fatto bene.

- Pilade, dai, andiamo! - Sudamerica! Sudamerica!

(CANZONE: "SUDAMERICA" DI PAOLO CONTE)

>E' enorme sta città.

Sì, siamo 17 milioni di abitanti.

Boia! E quanto ci si mette a uscire?

Un po', però adesso non usciamo.

No? Come mai?

E' troppo tardi, mancano 600 km.

Credetemi, viaggiare nella pampa di notte non è bello.

Quindi si dorme qui, stanotte?

Sì, dormiamo da una mia amica che affitta appartamenti

e domattina presto partiamo per la Estancia Battaglia. Ok?

Ottima idea, Carmen!

Per Massimo non lo so se è un ottima idea.

Ma se non si può farne a meno ci si sacrificherà.

Anzi fermiamoci, scusa, per cambiare i soldi.

Ma non bisogna pagare per dormire?

Sì, ma tanto noi si voleva far serata, comprare due oggetti...

Due calamite da attaccare al frigorifero...

Piano, piano.

Pilade, andiamo.

No, io mi sdraio un po' qui di dietro perché...

- m'è venuta stanchezza. - Ma guarda la stranezza!

- Cambiatemeli voi i "dineros"! - Tranquillo.

- Compratemi un cappello - Sì, da gaucho.

- Bravo, anche gli stivali. - Sì.

Ora vuole gli stivali. Andiamo.

E questo?

(CANZONE: "SUDAMERICA" DI PAOLO CONTE)

- Lei è la mia amica Consuelo. - Bienvenidos.

- Hola, Consuelo, encantado. - Hola. - Hola.

Venite con me. Ho preparato un appartamentino per voi.

Ma vi consiglio di non andare a dormire ancora.

- Per il jetlag? - Sì, ma anche perché c'è una milonga qui vicino.

Con muchos piacere!

GINO. Boia de'!

Io dormo lì, eh.

- Anch'io dormo lì. - Ecco, bravi.

Ma dormite veramente, però!

Stasera bisogna riposarsi, altro che festa...

Ma io voglio mangiare qualche cosina! Ho una fame che abbaio!

Ma cosa c'è di meglio di una festicciola per riposarsi?

Bimbi...

Emo, per una volta che Gino dice una cosa giusta, rompi anche?

Ma ti ci metti anche te, ora?!

- Emo. - Eh?

- (in sp.) I soldi li metti qua. - Ah, per i sodi dici? Ok!

- Hola. - Hola.

(in sp.) Vi lascio le lenzuola.

(in sp.) E là c'è una terrazza bellissima.

(in sp.) Andate a vederla. Vi piace la città?

- Ma le donne ancora mas! - Ma le italiane sono belle.

Sì, ma qui... mas calientes.

Vi lascio sistemarvi. Hasta luego.

Hasta pronto, a la fiesta!

Buenos tardes.

Aqui mas calientes?! Ma cosa ne sai te delle argentine?!

Immagino...

Ecco, bravo, immagina, tanto più di quello...

Lo dici te, perché io, prima di tornare in Italia, una la bombo!

- Anch'io. - E allora vi conviene posticipare il ritorno

perlomeno di tre o quattro annetti.

Sì, sì, vedrai se non gli faccio il propostone.

A chi?

Alla mi' sorella! A Carmen, no?

E... bona!

Bona, Ugo!

(TANGO IN SOTTOFONDO)

Ma cosa bevi?!

Aldino, va bene tutto, solo non ci dimentichiamo

che domattina bisogna salvare Massimino,

sicché ci tocca svegliarci anche presto.

Emo, ma lo sai quante volte ci sarà da svegliarsi tardi a Pineta?

Sì, lo so, ma si ha anche il jetlag.

Ma con tutte queste gonnelle che svolazzano, il jetlag m'è passato!

No, è passato il tempo delle gonnelle per te!

Puede averla per il prossimo ballo?

- Ma non si fa così. - E come si fa?

- Tu devi fare "la mirada". - E cos'è?

Tu da lontano lanci uno sguardo alla donna,

che se te fa così, vuol dire che non vuole ballare con te,

- altrimenti... - Ho capito, ho capito.

E' animella alla brace, sì?

Buena, buena.

Es... es... la fin del mond!

- Si dice così? - Sì, sì, bueno...

Io non voglio fare nessun torto a Massimino.

No, però?

Però io dico: valutiamo bene perché io non sono un tipo geloso.

- Ah, no? - No.

Tu continui a stare anche con il Viviani, però sposi me.

Addirittura? Una proposta?

E certo. Io non ho tempo da perdere.

Cinque anni, sette anni, e poi...

Tigo e Ion...

Cambio... magliettas, camicias, camiciolas...

Ok, ok.

Smettila!

Tu hai già visto la casa.

C'è il giardino, due bagni e il garage,

sicché mi sposi, e tutte queste cose rimangono a te.

Cosa credi?

Credo che hai bevuto un po' troppo.

Bello, quello.

Grazias a bestias!

E' un piacere, compadre.

Compagneros!

Facciamo così: vado al ribasso.

Dammi un bacio.

Sì, dammi almeno un bacio.

- Cosa ti costa, eh? - Gino!

Eh, no, no!

Ma no, così non vale!

E via, Carmen!

Ma cosa fai, Pilade?

Ti spogli, mangi, bevi... Ma ti ci metti anche te?!

Mi prendo un ricordo,

come a fine partita, no? Oh, il Che era argentino.

Ho capito, ma qui non è neanche cominciata la partita,

e siete già tutti ubriachi.

- Va bene, però... - Porca...

io ho altri pensieri da levarmi dalla testa.

- Ma per Massimino dici? - Eh, anche.

Come, anche? Pilade, cosa c'hai?

Cosa c'ho, cosa c'ho....

C'ho che ti devo far vedere una cosa,

Cosa mi devi far vedere?

Toh.

Guarda cos'ho trovato nel pulmino della Fazenda dei Battaglia.

- Ma questo è il piccolo Ampelio! - No.

Questo è il piccolo Massimo.

Il piccolo Massimino, sì. Leggi.

Non ho gli occhiali, cosa leggo?

"Ecco la foto che mi hai chiesto."

- Massimo, 1975. Pineta. - No.

Sì!

Tu dici che questa foto la mamma di Massimo l'abbia spedita...

Al babbo, sì, al babbo che era in Argentina.

E lui la teneva nel pulmino.

Maremma assassina... Ma sono uguali, spiccicati.

- Hai capito, ora? - E ho capito sì.

Tu dici che la Tizi e Ma...

Mi dai qualcosa da bere anche a me?

Ma te l'avevo detto, no?

Te l'avevo detto.

Benedetto Signore...

(PORTA SI APRE)

C'è qualcuno?

Forse c'è qualcuno.

PILADE: E se c'era, te lo diceva a te.

GINO: Mi è parso di sentire un rumore

PILADE: Ho sentito anch'io, ma eri te che ubriaco.

Dormi, a quest'età l'alcol fa brutti scherzi.

GOVONI: Commissario!

Vittoria?

Zitto un secondo, Govoni.

Guarda.

Ma è ferito?

Secondo me sì, questo è un pezzo di pantalone.

Sembra, almeno.

E' sporco di sangue, qua ci sono i fazzoletti insanguinati.

Ho paura che si sia rotto una gamba o una cosa simile.

Perché paura?

Perché in quel caso non sarà andato lontano, e quindi...

E quindi?

E quindi non abbiamo finito di lavorare, questo dicevo.

A proposito, Vittoria...

Eh.

- Non trovo mai il momento giusto. - Che...

Per te.

Dopo un'attenta indagine,

ho scoperto che oggi è il tuo compleanno.

- Grazie. - Prego.

Quanti anni sono che lavoro a Pineta?

- Sei? - All'incirca.

Quindi se in sei anni non ho mai detto del mio compleanno,

qual è il motivo?

- E' un po' timida? - No, non mi piace mescolare

il lavoro col privato, quindi scusami,

sembrerà un po' maleducato, però adesso concentriamoci

su questo assassino a piede libero.

- Commissario. - Comunque grazie. Dimmi, Cioni.

Guardi cos'ho trovato nel cruscotto.

Caramelline. Bene, queste tienile tu.

- Poi? - E sempre nel cruscotto ho trovato questa foto.

Tieni!

>Sono sette volte che vi telefono,

mi si è scaricato pure il cellulare, mortacci vostri...

(in abruzzese) Ho detto di no!

Me dovete venire a prende voi.

M'hanno fatto l'identikit e ho una gamba rotta!

No! Oh, ma siete duri come le pigne verdi!

Dovete venirmi a prendere voi!

Aspetta.

Gino!

Gino!

Gino!

Gino, sei tornato?

>- Per capire la dinamica, lui è andato giù qua... - Ho capito.

Vai giù. Te lo dico per spiegare la dinamica.

Vedo che c'è una seconda persona armata che mi punta la pistola.

- Allora io, spaventato, riprendo questo e mi faccio scudo. - Certo.

E questi cominciano a urlare tra di loro.

- E io mio proteggevo, spaventatissimo. - Sì, ho capito.

- Sì, ma precisamente... - Mi sono fatto prendere la mano.

- Cos'è che urlavano? Solo "fermo"? - No.

Quello che tenevo io diceva: "Fermo" all'altro.

L'altro diceva: "Ce l'ho, ce l'ho!"

E puntava la pistola. Quell'altro faceva:

"Fermo, sei cecato! E' grasso, è grasso!"

Ma come "E' grasso"? Sei sicuro?

Sicurissimo, "E' grasso, è grasso!", credo riferito a me.

Probabile. E l'accento com'era?

- Era strano l'accento. - Era del nord?

- No. - No? Ma nemmeno del sud sud, tipo...

- Pugliese, siciliano... - No...

Una cosa tipo: "Firmate, firmate! Ce l'ho! E' grasso, è grasso!"

- Così! - E' abruzzese.

E' abruzzese. Erano abruzzesi.

- Quell'altro che ha sparato dov'era? - Là! - Dove?

- Dove sta il secchio. - Quindi non vicino alla cassa.

- No. - A questi non interessava la cassa, sono venuti da Teramo,

hanno gridato "Ma è grasso, è grasso",

evidentemente non sono venuti per rubare, no?

- Cercavano qualcosa. - O qualcuno.

Non te, questo lo abbiamo capito.

Certo.

Quindi è morto qua. Gli hanno sparato qua.

Sì, ma quando questo si è accasciato io ero scappato.

- E questa? - Eh?

- Questa. - Una pallina, che è?

Una caramella, mentina, non lo so.

- Le vendete voi queste? - Non le ho mai viste.

- Sicuro? - Sicurissimo.

>E' probabile che l'assassino si aggiri ancora dalla nostre parti.

Stiamo parlando di un uomo pericoloso,

e probabilmente in stato confusionale,

che si aggira nelle nostre strade e nei nostri cortili.

Quindi evitate le zone buie o poco frequentate,

ma soprattutto tenete A casa i bambini.

Il mago del temporeggiamento.

>Fino a quando non lo prendiamo... (CAMPANELLO PORTA)

Arrivo!

# Tanti auguri a te #

# tanti auguri a te #

# tanti auguri, Vittoria #

# tanti auguri a te #

Non ho...

parole, veramente.

- Non se l'aspettava, vero? - No!

Soprattutto dai due coristi più giovani, lì dietro.

Non vi avevo ordinato di proseguire le ricerche?

Io infatti...

Non vorrei prendermi tutti gli onori di questa bella sorpresa,

- però loro non c'entrano niente. - Purtroppo no.

Sa che me l'ero proprio immaginato?

- Lei mi conosce, commissario. - Già, sì.

Fusco, possiamo entrare? Non vorrei mai che si sciogliesse il gelato.

E io non vorrei mai darle un dolore simile. Avanti.

Con permesso.

Avanti, avanti. Che piacere!

- TASSONI: Ma che bella casa! - Grazie!

Adesso che ci conosciamo un po' meglio,

le dico che facciamo un brindisino veloce

e poi ci buttiamo subito sul lavoro.

Sì, anche perché altrimenti non si spiegherebbe

la presenza del sottoscritto.

Infatti, fino adesso non si spiega.

Ma come? No. Pensi che il nostro concittadino Pasquali

è venuto oggi pomeriggio in Questura con la mappa del bosco.

- Come si chiama? - Marruccetto.

Del bosco di Marruccetto e dintorni,

con tanto di bandierine colorate

per studiare i movimenti dell'assassino.

Ecco qua la mappa. Alcune zone le ho anche setacciate personalmente.

Ne fa una questione personale.

E' diventata una questione personale.

E come mai?

Perché per ogni giorno che voi tenete chiuso quel bar,

mi tocca rimborsare 2000 euro per mancato guadagno.

- E' un po' personale. - Ah, ecco.

Un piccolo eroe borghese, diciamo.

Esagerata....

Auguri!

Fusco!

Allora....

- Cos'è questa? - Sarà la ricevuta del prelievo.

E' una lettera!

Dai a me.

Allora?

- Allora è finita! - Ma che dici?!

"Cari, scusatemi se ho dovuto fare così,

ma da adesso è troppo pericoloso per voi.

Tornate a casa, ci penso io a liberare Massimo.

Gracias de todo, Carmen."

Per lo meno ci ha ringraziato.

- Ci credo, ci ha sfilato di tasca 40.000 euri. - 38.

Stiamo lì a sindacare sui dettagli, ora.

- E poi, magari lo libera davvero - Sì, insieme a babbo natale!

Oh, bimbi, già siamo stati "brodi" una volta, due no!

C'ha fregato a modino questa qui.

Accidenti a lei!

Non la offendete!

Insisti, dopo tutto quello che ci ha combinato?

Lasciatemi soffrire in pace.

Non farla tanto lunga, i soldi li avevi rubati a tua sorella.

Ma il cuore me l'ha rubato lei, e ora chi me lo ridà?

Dai, Gino, morto un papa se ne fa un altro!

Ma di cosa state parlando?

Da come si son messe le cose, godiamoci Buenos Aires

e le sue meraviglie, dopo si tornerà a casa.

Bimbi, ma la tequila vi ha fatto venire il singhiozzo al cervello?

E Massimo?

Bastano due puppe della locandiera

e si scordano che potrebbero anche ammazzarlo!

- Ma magari no. - Ma magari sì.

E poi, arrivati a questo punto, non è soltanto per Massimo.

- Un po' è anche per Ampelio. - Ma cosa c'entra il bimbo?

- Ecco, guarda cosa c'entra. - Dalla a lui. - Tieni.

- Ma questo chi è? - E' Massimo quando era bambino.

- Ti ricorda qualcuno questo bel faccino? - Ahia.

Ahia sì! E' uguale spiccicato.

E ora lasciatemi soffrire!

Lasciatemi soffrire!

Cinco ruedas...

cinco puertas...

y cinco marchas.

E quanto costa questa meraviglia della tecnica?

- In euros? - Claro.

- Dosmil. - Cosa?! - Duemila.

- Noi al massimo si può arrivare a 200. - 200?

Sì.

Per 200 ti do un passaggio.

Perfetto. Noi si va vicino a Blanca Grande.

- Alla Fazenda Battaglia. - Blanca Grande?

Minimo sono 600 km, e poi...

- Fa pure il furbo, guardalo lì! - Stai calmo.

Lascia parlare me. Scusa, nosotros siamos italianos.

- Entonces? - Siamos stronzos como vosotros. - E anche di più!

- Claro. - Allora facciamo alla svelta,

perché nosotros abbiamo anche una cierta furia!

Sì, Furia cavallo del West! Ma sentilo!

Questa macchina è un troiaio!

Ma te ne accorgi ora te?

Ok, ok, ok, ok, mil euros!

- Settecento. - Novecento.

- Settecento. - Novecento!

- Settecento. - Novecento. - Settecento!

- Ottocento! - Fatto!

- PILADE: Ma dove siamo? - EMO: Nella Pampa!

PILADE: E' otto ore che siamo in macchina.

- Non si vede nulla. - E' tutto uguale, tutto uguale!

- Quello là che è? - Oh, un pueblo!

Cosa?

- Un pueblo! - Un pueblo?

- Andiamo lì. - Mi sembra un paese, vai.

Oh...

GINO: Ma cos'è successo?

-Porca troia, m'è rimasto il cambio in mano. -In che marcia sei?

E che ne so?! Seconda, terza, mi pare...

Ma vai, allora, vai!

Ma che vo'?! C'ho il cambio in mano, dove vo'?

- PILADE: E vai! - E vai, vai, vai!

Porca troia...

Ora siamo a posto, vai.

Aspetta... ecco qua.

C'è qualcuno che ci capisce qualcosa?

GINO: Io un po'.

PILADE: Io responsabilità non me ne prendo.

EMO: Io i motori argentini non è che...

Scusate, ma questo buco non vi pare strano?

E ora cosa si fa?

Che si fa? C'è un buco, proviamo a tapparlo, no?

- Mi presti la tua giacchetta? - Ma non ci penso nemmeno!

Per me quel buco è regolare.

- Sì, grazie. Mi dai... - No, questa è un ricordo.

Ho capito! Mi spoglio io, va bene?

Posso dire però che viaggio con tre merde? Sì, lo posso dire:

viaggio con tre merde!

Allora sai cosa si fa? Si fa all'antica!

- Cioè? - Si spinge.

Voi spingete! Ve l'avevo detto che era un catorcio!

E anch'io!

Sì, vabbè, si spinge noi, però voi state zitti.

Per piacere, state zitti, così pesate meno! Va bene?

- Dai, Aldo, dammi una mano. Vai. - GINO: Spingi!

Vai, vai, vai.

Pronti, vai!

Un po' più grossa non si poteva prendere?

- Vai, vai, vai. - Eh, vo', vo', vo'.

Vai, vai...

Hermanos, todo bien?

Ci piglia per il culo?

Sì, "todo bien. Anche il budello di tu ma' "todo bien?

GINO: Pigia!

Blocca.

- Ma che fai? - Sento se c'è un meccanico

e mi compro qualcosa da mettermi addosso,

visto che la giacchetta me l'avete fatta buttare!

Ah, noi? La colpa è nostra ora?

- Hola. - Hola.

(in sp.) C'è un meccanico aperto?

(in sp.) No, il meccanico è chiuso.

(in sp.) Chiuso.

E invece, un negozio per comprare due vestiti?

(in sp.) Chiuso anche quello.

Io devo andare a salvare un amico, e la giacca non ce l'ho più.

E guarda come ho ridotto la camicia. Che devo fare?

- Che ti devo dire? - Che mi deve dire?

(in sp.) Se vuoi, posso venderti questa.

Questa?

- E quanto... - 5.000 pesos.

Non ho neanche voglia di incazzarmi.

Questi sono 4.000 e rotti, sono sicuro, fidati.

Dai, dammi.

Toh.

GINO: Oh, anch'io voglio vestirmi all'argentina!

Va bene, mettitici anche te, ma ti sembra il momento?

- Ma che vuoi da me? - Bono, Gino.

Parliamo di cose serie: voi le animelle alla brace le fate?

- Certo. - Allora animelle por todos, abbondanti!

- Poi... - No, e poi ci devi dire se c'è un meccanico o no.

Oppure trovare una macchina in affitto, un bus, qualcosa.

- A donde vas? - E dove si va?

Alla Fazenda Battaglia,

che è in un posto vicino a un altro che si chiama...

- La Estancia del italiano? - Sì, ci sta Massimo Viviani.

Ah, Massimo Viviani, claro.

Dovete andare una cinquantina di chilometri a nord.

Verso le montagne.

Dopo vi faccio vedere sulla mappa.

- EMO: Sarebbe meglio subito. - OSTE: (in sp.) Ora si mangia.

(in sp.) Camminare dopo.

PILADE: Ha ragione.

Prima finiamo di mangiare e poi si va.

- TIZI: Beppe, mi fai un favore? - Dimmi.

Mi stendi il bucato, così faccio il bagnetto ad Ampelio?

- Certo, ci penso io. - Grazie, sei un tesoro. - Capirai.

A proposito, ho lavato anche la tua roba.

Ah, ma non serviva, grazie.

Capirai! Per due calzini e un paio di mutande...

>- Ma stasera che fai? - Niente di che.

>Ti scoccia se vado a salsa?

>Al bimbo gli do da mangiare io e in due ore torno.

>- Beppe, ci sei? - Sì, sì, ci sono.

>Sì che ci sei o sì che posso andare a salsa?

- Tutte e due. >- Grande, grazie!

Senti, ma...

ti va se quando torni ci finiamo quella bottiglia dell'altra sera?

>- Sì, magari. - Magari...

Tizi!

C'era un altro paio di mutande mie nel bucato, per caso?

>No, perché?

>- Chi è? - Sono Beppe del BarLume!

Gino è in casa?

- Sei solo? - Sì.

Entra.

Chiudi la porta e non far rumore.

Ma dov'è andata?

Signora?

- Sta bene, sì? - Insomma.

Mettiti questo, non si sa mai.

Serve per non far captare i pensieri dagli alieni.

Ah, perché son vicini?

In questa casa succedono cose strane.

Piatti che si spostano, rumori...

L'altra notte s'è accesa anche la televisione mentre dormivo!

- Da sola? - E certo!

Non è Gino che fa gli scherzi con gli altri?

A me non rispondono al telefono.

Gli altri non lo so,

ma Gino è scappato con un budello di terza categoria.

- Che?! - Con una ganza che potrebbe essere sua nipote.

Ma lui ha visto le puppe!

La rosa tatuata sulla schiena, non ci ha capito più nulla!

Io non ho capito tanto di più.

Io sono venuto per un motivo banale.

Dovrei entrare dal Mariucci a recuperare un po' di vestiti.

Siccome le chiavi le ho date a Gino, posso prenderle?

- Allora devi bussare da loro. - Ho già suonato, non mi aprono.

Mi servono le chiavi, perché è una settimana che ho le stesse mutande.

Io devo proprio cambiarmi.

Gino tutti i suoi "troiai" li tiene qui, in questo cassetto.

- Posso? - Sì, sì. - Grazie.

E' un mazzetto di chiavi... Ma che è?

- Ma che ci fa con questa roba? - E' tutta roba di Gino.

Questo è prezioso.

Dove le ha messe 'ste...

Ma questo che è?

- Il che? - Sono biglietti aerei per Buenos Aires.

A nome di Gino, Aldo, Emo, tutti!

Ah! Allora non era spagnola.

- Ma chi? - La ganza di mio fratello!

Con la rosa tatuata dietro la schiena...

No, non è possibile, no. Scusi, ma...

Non è, per caso, che... è questa qua, no.

Sì! Lei!

- Non mi dire che ha fregato anche te. - Magari.

- Io mi prendo questi. - Sì, ma dove vai?

- Li devo far vedere a una persona, è importante. - Ma le chiavi?

Le vengo a prendere in un altro momento, tanto...

Questo, magari...

Così la captano ancora di meno. Arrivederci.

EMO: Non lo so dove si deve andare, va bene?

Io so soltanto che di là tramonta il sole.

PILADE: E con questo?

EMO: E con questo, intanto, quello è l'ovest!

PILADE: Ma siamo a sud dell'emisfero!

ALDO: Quello non c'entra nulla!

C'entra. Ma l'hai visto come gira l'acqua del rubinetto?

Gira così, anziché così.

EMO: Cosa cazzo c'entra ora come gira l'acqua del rubinetto?!

PILADE: C'entra che m'è venuta una sete che muoio!

GINO: Fermi tutti, ho trovato!

Cos'hai trovato?

GINO: La connessione!

Ecco, ecco, sì!

No!

No!

NO!!

Cos'è successo?

Ho finito i giga!

Perché sei un tirchio di merda!

Se facevi l'offerta Summer magari ora non si moriva!

Per 15 euro l'offerta Summer era un furto!

Bravo! Così per risparmiare 3 euro ora si muore in quattro!

Gino! Ma ci senti o no?

Lasciatemi concentrare, ho l'ultimo sms gratis!

Grande!

Mandalo alla polizia, digli che vengano a cercarci!

No, ma che polizia?!

Devo scrivere l'ultimo messaggio a Carmen! Zitti, state zitti!

Ma sei scemo?!

No, sono innamorato!

BIMBI: No!

(CLACSON)

Ma sbaglio o è lui?

No, no, non ti sbagli, è proprio lui!

Bimbi!

Bimbi!

Ma mi volete dire che cazzo ci fate qua?

Ma che cazzo ci fai te!

Io ci abito! Siete voi che non ci fate nulla!

Ciccino, fino a prova contraria noi ti siamo venuti a salvare.

E avete fatto male!

E infatti ora ti si ammazza noi direttamente!

Ma se non ti reggi in piedi, Gino!

S'è fatto 800 km per venire qui a salvare te!

15.000 vuoi dire!

Vabbè, adesso montate sul camioncino.

Quale camioncino?! Te ora ci spieghi.

Ma non eri stato rapito?

E poi ve lo spiego! Adesso montate.

Ma che, poi?! Subito.

Non possiamo litigare sul camioncino? Date retta!

Io non mi fido più, Massimo.

E io voglio sapere dov'è Carmen!

E ora vi spiego, adesso montate.

E spiega! Spiega!

Oh, oh, ma chi sono quelli?

- MASSIMO: No... - EMO: No, cosa?

- Non me lo dire! - Non me lo dire, cosa?!

Accidenti a voi! Accidenti!

Accidenti a noi, cosa?!

Io ero venuto dall'altra parte del mondo per stare tranquillo,

e invece anche qui a rompere i coglioni!

Fermi, cabrones!

Be', che è?

Quattro biglietti per Buenos Aires.

Ah, cioè?

La mattina dopo che m'hanno sparato i bimbi sono andati in Argentina

- con la fidanzata di Massimo. - Ah, sì? Quale fidanzata?

Maria Carmen, una socia di mio padre alla fazenda.

Una donna di una bellezza... La più bella di tutta la Pampa

E inspiegabilmente si è messa con quel miracolato di Massimo,

e 'sto stronzo manco me l'ha detto, son venuto a saperlo

da un altro amico che lavora lì....

Non ci soffermiamo su questo, no? Sugli screzi tra fratelli.

Stiamo parlando di lei?

Sì! Come cacchio...

Era nella macchina degli abruzzesi.

Quindi stanno cercando lei?

No, stanno seguendo lei per trovare Massimo.

Ah, certo!

Non capisco cosa c'entrano questi due di Teramo con l'Argentina.

Eh, Oddio... In realtà, un collegamento ci sarebbe.

Sì? Cioè?

Praticamente, la...

Però io ci sono quasi rimasto secco...

- Facciamo che la polizia lo scopre senza il mio aiuto. - Beppe!

Vittoria!

Ti devo denunciare per intralcio alle indagini? Non sarebbe carino.

Non sarebbe carino lo dico io, t'ho pure salvato la vita l'anno scorso.

Ah, sì? A me sembrava fossi inciampato su un cane.

Quale cane? No, ti ho preso pure tutto...

Pensavi non me ne fossi accorta, di' la verità.

- Sei molto ingiusta. - Più che ingiusta, attenta.

- Quel cazzo di cane... - Dicevamo dell'Argentina.

La proprietà accanto alla nostra si chiama Estancia Teramo.

E sono quelli della Granjera.

- Quelli che ce l'avevano con tuo padre? - Esatto.

Magari Massimo s'è ficcato in qualche guaio

e ha mandato qui Carmen per cercare aiuto.

E quelli hanno sguinzagliato dei parenti in Italia per vendicarsi.

- Esattamente. - Chiamiamo i bimbi.

- Già fatto. - Sì? - Tutti e quattro i telefoni staccati.

E allora chiamiamo Massimo, no?

E chiama Massimo.

(CELLULARE VIBRA)

(VERSO DI CAVALLO)

>GINO: Ma secondo voi cosa ci fanno?

Il solletichino!

- Ve lo ricordate il generale Videla? - Sì.

Questi ci fanno qualcosa di brutto, ve lo dico io.

Roba che se c'ammazzano ci fanno un favore!

Ma dimmi te se si doveva venire quaggiù per farsi ammazzare!

E noi di questo chi si deve ringraziare?

- Il nostro caro Massimino, giusto? - Bimbi...

Se aveste fatto come avevo detto io,

a quest'ora eravate a bervi un punch al BarLume,

invece no, siete voluti venire fin qui.

Certo, si doveva rimanere a Pineta, eh?

Chiaro! O perlomeno a Buenos Aires!

Ma sentite che roba!

Ci dici che t'hanno rapito,

si parte da Pineta per venirti a salvare,

e ora ci rompi anche i coglioni?!

- No, siete voi che li rompete. - Io non ho capito una cosa:

ma questi qui a te, prima, ti avevano rapito o no?

No.

(insieme) No?!

Ma come no?!

No. Mi sono dovuto inventare un finto sequestro,

visto che a chiedervi i soldi col cazzo che me li date.

E si faceva bene!

Infatti nemmeno la metà ne avete portati.

E pensavate che mi stavano ammazzando!

Pensa se vi chiedevo una cortesia! 50 euro mi portavate!

Per come ci avete trattato te e la tua amichetta

- che c'ha mollato in albergo! - L'ha fatto per salvarvi il culo!

Perché se non eravate a Pineta,

eravate a Buenos Aires a ballare il tango!

Invece no, voi duri, a perdervi nella Pampa!

Così per salvarvi son dovuto uscire dal mio nascondiglio,

e ora eccoci qua! Bravi! Complimenti!

Bravi, avete vinto la Coppa dei Campioni, vai!

Ma la Coppa dei Campioni, una sega!

Noi siamo venuti perché c'era qualcosa che ci puzzava,

e infatti il puzzo eri te che ci volevi fregare!

Ma ve li restituisco i soldi, è solo un prestito.

Ma rilassatevi, mamma santa!

Sempre le manine così!

(COLPI)

- (in sp.) Tu, fuori! - No, io no!

La tortura non la reggo! Puntate sulla psicologia!

(in sp.) Zitto, non tu! Tu!

Ma io? Io sono stato zitto fino ad ora.

(in sp.) Andiamo. Donna Rosa vuole parlare con te.

No, la prego, sia gentile! E che cazzo!

(VOCI SOVRAPPOSTE E CONCITATE)

Aldo, mi raccomando, carino con lei!

- Carino! - E' importante 'sta Donna Rosa?

E' la capa di tutto, qui!

Aldo! Molto carino, molto carino!

(in sp.) Siediti qui.

Hola.

Salve.

(in sp.) Vuole bere un po' con me?

Ma veramente, a quest'ora...

(in sp.) E' liquore di agave, è buono.

Ma guardi, è come se avessi accettato.

(in sp.) Buono!

(in sp.) Buono.

(in sp.) Di dove sei tu?

Pineta.

No, eh? Toscana, Italia!

(in sp.) Ah, molto bene! Mio padre era dell'Abruzzo.

- Teramo. - Abruzzo...

Terra ospitale, gentile,

come del resto tutto ciò che ho trovato qui, eh?

(in sp.) Stessa razza, noi.

Per questo mi ricordi tanto mio marito.

- Ah, sì? - Sì.

(in sp.) Uguale, uguale.

(in sp.) Guarda.

Un pochino, forse, un pochino mi somiglia.

(in sp.) Io lo amavo tanto.

Be', bel sentimento l'amore.

Voler bene, l'amore...

L'amore platonico, cioè l'amore...

Lei conosce Platone?

(in sp.) Però è morto.

(in sp.) Morto d'infarto? Il cuore?

- No. - Malattia?

- (in sp.) Ammazzato. - No!

Sì.

(in sp.) Ammazzato io.

- No... - Con un coltello, così.

(in sp.) Però per me...

..grande dolore.

- (in sp.) Era un grande amatore. - Un grande amatore.

- Focoso! - Focoso.

Io sono sola, ora.

Nella vita, siamo un po' tutti soli.

Anche noi, ora, in questa situazione...

(in sp.) Sì, però...

se tu sei carino con me...

io sono carina con voi.

(RUMORE DI PASSI)

Muy, muy, muy dispiaciuto.

PASQUALI: Signora, questa polizza che ha fatto

contro il rapimento degli alieni

è una de quelle che si rinnovano automaticamente.

Pensi che intelligente che è.

Fa tutto da sola, senza dar noia al cliente.

- Ma io... - Adesso però, signora, questa sua polizza

ormai si è rinnovata la settimana scorsa, quindi le chiedo:

ha senso chiuderla, visto che lei deve pagare per un altro anno?

Ma infatti! Io non la voglio mica chiudere.

No?

Se le dico che sento una presenza in casa,

che mi si spostano le cose,

che forse mi vengono a pigliar gli alieni, e lei me la chiude?

Allora, qual è il problema?

Il problema è che a mio fratello

voglio che non gli vada nemmeno una lira!

Né a lui né alla sua ganza che l'ha portato in Argentina.

Voglio che vada tutta a mio nipote che sta a Pontassieve.

Ma è solo un problema di cambio di beneficiario,

facciamo in minuto, signora bella.

Ma poteva dirlo subito, benedetta!

E ma facesse parlare, qualche volta.

(CITOFONO)

E ora chi c'è?

Signora, che un alieno che vuole rapirla

suona prima il campanello, mi sentirei di escluderlo.

Sì, ma... mi accompagni, via!

Salve!

- L'avete trovato? - Forse sì. Posso entrare?

- Sì, sì, prego. - Grazie.

Ah, Pasquali!

- Buongiorno, signor commissario. - Come va? Cosa ci fa qui?

La signora sente che il rapimento è imminente,

e ogni tanto bisogna pur lavorare...

Certo, allora non le dispiace se adesso lavoro un po' io?

No, si figuri! Anzi approfitto per andare in bagno.

E' qui a sinistra, vero, signora?

- Giusto. - Posso? - E prego.

Grazie.

Sente le presenze, sente.

E' incredibile.

E' il cliente ideale.

Il cliente ideale, come si dice "l'anima gemella".

C'è il cliente gemello, quello che ti compra tutte le polizze.

Ostia!

No, dai, ostia, cosa c'è?!

Che c'è, il galleggiante?

Porca miseria.

>Gino, no?

Prima di sparire, le ha detto qualcosa su Massimo Viviani?

Ma che c'entra ora il Viviani?

- Signora, è importante, si concentri. - Be'...

Ostia, cosa c'era di male nei vecchi sciacquoni di una volta?

Ostia, vieni fuori, ostia!

Buongiorno!

Buongiorno.

Lei sarebbe la presenza, diciamo?

Eh, mi sa di sì.

E comunque, non l'ho riconosciuta.

- No, eh? - No, perché...

Quando in televisione mandano gli identikit,

io non guardo, mi tappo gli occhi.

E certo.

Adesso io, per prima cosa, vorrei darle...

qualche coordinata...

del contesto, così lei si fa un idea più precisa...

di tutti i termini di questo contrattino

che adesso le vorrei proporre.

E poi mi dà una sua decisione ponderata.

Ma che cazzo stai dicendo?!

- Quindi non le ha detto nulla? - Sul Viviani no.

Ma nemmeno una mezza frase che gli ha sentito dire al telefono?

O magari a quella ragazza Argentina.

Ah, quello che ha detto a quella non lo voglio sapere.

Ma se ne rende conto che disgraziato?

Lui, lì a fare la bella vita,

e io qui sola, con questa presenza in casa.

- Quale presenza? - Eh, a saperlo.

Per me sono gli alieni.

Me li deve aver mandati Gino, per recuperare l'assicurazione.

Sì, e questa presenza, mi scusi, cosa fa?

Per me, gli garba la cucina.

All'inizio, credevo di essere rimbecillita,

ma poi quando ho trovato lo sportello aperto...

- Posso andare a dare un'occhiata? - Sì.

Le dispiace? Ma questa presenza da quando la avverte?

Mah, da qualche giorno.

FUSCO: Ah, sì?

Ma mica da quando è sparito Gino?

Sì, pressappoco.

E' passata da Marruccetto quand'è andata a cercarlo nei boschi?

- Sì, dove va a fare funghi. - Con la macchina?

Certo, con la macchina. L'elicottero non ce l'ho.

- E la macchina dov'è adesso? - In garage. Madonnina santa!

- Si metta sotto il tavolo. - Sì, ma che succede?!

Poi glielo spiego, adesso ferma e zitta.

Adesso le spiego, adesso le spiego!

Eh, spiega, spiega!

Di là, purtroppo c'è un commissario di polizia.

Sfortuna. E' sfortunato.

Se adesso lei mi spara, io muoio, perché muoio...

è giusto, però lei fa un gran rumore.

E la sente, la sente, e lei è fregato.

Se invece lei si accontenta di legarmi, mi lega,

vedo che c'è una bella corda là dietro, alle sue spalle...

Mi può anche imbavagliare, guardi.

E lei scoprirà che sono mansueto.

(in abruzzese) Non c'è nessuna corda, mi prendi per il culo?

Non scherzerei mai su 'ste robe. Eccola lì.

C'è la corda, anche un cieco la vedrebbe. - Che vuoi dire?

- Che vuoi dire?! - Niente, niente!

- Non me lo ripetere più. Non me lo ripetere più. - No, no.

E' lì, guardi, giuro, è lì!

La corda è lì...

e qui c'è una pistola.

>Commissario, ha visto?

- Gliel'ho tenuto indaffarato. >- Pasquali, la prego.

Quando c'è lavoro di squadra...

Io la tengo fermo, lei.

- T'ha detto muto! - Comandi.

Forza, dammi la pistola.

(SUONANO UN TANGO)

Ma Massimo, se ci si levasse di culo?

E anche di volata!

Bimbi, stiamo calmini.

Fatemi finire lo spiedino.

Facciamoci due salti, dai!

Gino, ma hai capito chi sono questi?

Sono i Teramos! Alla fine sono stati anche simpatici.

Sì, come i cactus. Allora, che dici in proposito, Massimo?

Dico che c'è da stare pazienti.

Stiamo pazienti.

(in sp.) Donna Rosa ha detto di far festa.

Ma noi infatti ci stiamo divertendo.

(in sp.) Non vi vedo bere, non vi vedo ballare.

Ma, perché io da giovane shake...

tanto, ma il tango non lo so ballare.

- Ti insegno io. Vieni. - Grazie!

Allora...

Uno, due, tre!

Uno, due, tre!

(MUSICA MINACCIOSA)

(in sp.) Vecchio, Donna Rosa ti aspetta.

- A me? - (in sp.) Sto parlando con te.

- E dove? - (in sp.) In camera sua.

- Eh? - Nella sua camera.

Guarda, proprio ora mi è venuto un mal di testa...

(in sp.) Pover'uomo. Ti fa male la testa?

Non solo la testa, ho un ginocchio che mi fa male, tutto...

(in sp.) Sicuro?

- Sicuro, sicuro... - (in sp.) Sicuro?

(MUSICA SI INTERROMPE)

Aldino...

fattelo passare 'sto mal di testa.

Da' retta.

Vado?

Vai, vai!

Duro, eh!

(CANZONE: "MI BUENOS AIRES QUERIDO")

(in sp.) Tranquilla, tutto bene.

(in sp.) Grazie, Gino.

Piano, eh!

Grazie!

(RUMORE DI AUTO IN AVVICINAMENTO)

Beppe, parliamoci da uomo a uomo:

non devi cadere in nessuna trappola, però...

Se non torna troppo stanca, se...

Magari dopo un bicchiere di vino, una chiacchiera...

senza minimamente illuderla di rapporti duraturi,

però, hai visto mai... un primo giro di giostra,

un accoppiamento amichevole...

(RISATE)

(VOCI INDISTINTE)

- Ma chi è? - TIZI: Sh! Fai piano!

>No, fermati!

>Fai piano.

(VOCI SOVRAPPOSTE; RISATE)

(GEMITI DI PIACERE)

TIZI: Sì... sì...

PILADE: Per carità, bello è bello.

Sì, ma io in un posto così non ci vivrei nemmeno pagato!

- E come fai senza il mare? - Eh!

Eh, cosa?

Altro che mare! Con una topa così fai a meno anche dell'aria!

Sì, ma intanto s'è rifatto l'insegna del BarLume sulla porta.

Per forza, gli manca Pineta, bimbi.

- Ma è anche normale che gli manchi. - Dici?

- Mah... - Chicos! E' pronta la colazione!

Meno male. Così si mangia.

- Avete visto fuori? - Sì, bello. Eh!

E vedrete quando sarà tutta una cespugliera di ananas fitta così!

Una cespuglia... che?

Gli ananas crescono nei cespugli: lo sapevate?

No, ma non è che si stava tanto male quando non si sapeva.

E vi sbagliate.

Perché è con gli ananas che vi restituirò i soldi.

E allora siamo a posto!

Bimbi, ma secondo voi, io faccio le cose a cazzo?

Ad essere onesti?

Ho selezionato un ibrido di ananas molto particolare,

con tasso di bromelina del 135%.

- Ma senti! - Sapete cos'è la bromelina?

Cos'è, una supercazzola prematurata?

Sì, con scappellamento a destra. E sapete perché?

Perché, oltre a essere una sostanza antitumorale,

ho scoperto che, mischiata al principio attivo del mate,

è molto, ma molto afrodisiaca.

Perché te, con lei lì, hai bisogno dell'afrodisiaco?

Io no, magari voi forse un pochino sì....

Massimino, per piacere.

Stai a vedere che ora noi si sconfigge il cancro a pippo ritto

e grazie all'ananasso?

Massimo, parliamo di cose serie, piuttosto.

Ecco, bravi, restate qui qualche giorno, una settimanella.

Abbiamo un sacco di cose da dirci.

Ma col cazzo! Noi all'Argentina abbiamo già dato.

Ma te la camicia dove l'hai lasciata?

Dai Teramo, a brandelli.

E mi siete tutti a credito, eh? E non per la camicia.

E vorrà dire che ti si lascia la nostra quota d'ananas,

vecchio bomber.

Ananas?

Sì, poi Massimino ti spiega tutto.

Sì, te lo spiega in aereo.

- Eh? - Ciccio, ora tocca a te a venire a Pineta.

- Ma io non posso ora. - Ma perché?

Devo stare dietro alla cespugliera!

Già la prima è andata male, c'ho fatto anche i debiti,

questa l'ho appena seminata.

Lascia stare la cespugliera e ascoltami.

Non so se lo sai, ma a Pineta hai un figliolo che t'aspetta.

Della Tizi.

Si chiama Ampelio e, guarda caso, somiglia a te spiccicato.

Ma no, ma quello non è mio figlio.

- Quello è mio nipote. - Massimo, non ci pigliare per il culo.

Che poi, secondo me, te lo sai benissimo.

Bimbi, c'è chi è nato per fare il babbo e chi lo zio, va bene?

E poi, la Tizi a me non m'ha detto mai nulla.

Se va bene a lei, non ho capito voi cosa volete.

Senti, ciccio, tu sarai anche nato per fare lo zio,

ma noi di sicuro non siamo nati per fare i nonni. Chiaro?

Non lavorate, v'annoiate,

blaterate cazzate tutto il giorno.

Se non siete nonni voi, chi?

Senti, te ora ti devi assumere le tue responsabilità,

se no quello lì a Pineta mi dici come viene su?

Oh, io sono stato allevato da uno zio.

- Guardatemi, non sono venuto bene? - Oh, Massimino!

Te non sei proprio un esempio da sbandierare.

Sono arrivati i quattro bronzi di Riace.

Te ora fai le valigie, ci metti tutti gli ananas che ti pare,

pigli, vieni a Pineta e fai il babbo!

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Tu devi fare il babbo a Pineta!

No, io fra nove mesi arrivo.

Tra nove mesi va alla scuola materna!

(VOCI SOVRAPPOSTE)

>TIZI: Arrivo, arrivo!

Arrivo, ah...!

E' buonissimo!

Ma con quello come si fa?

Che buona! Questa è buonissima.

Bella fresca! Bella fresca.

Buongiorno!

Oh, ma che meraviglia di colazione hai fatto?

Oddio, ti abbiamo svegliato, scusa.

Sì, per due frignatine, ma scherzi?

Di' la verità, tra poco chiamavi il Telefono Azzurro.

Buongiorno.

Ha fame quel piccolino lì, eh?

Quello sicuro. E te, invece? Caffè?

Sì, sì, grazie. Che meraviglia.

Arrivo, amore, arrivo subito. Faccio il caffè.

Tranquilla, ci penso io a questo campioncino.

- Eccolo! - Hai talento. Chissà in quante te l'avranno già detto?

- Cosa? - Che potresti essere un padre perfetto.

- No... - Non fare il modesto, su.

Non faccio il modesto: io sono un padre perfetto.

- Cioè? - Ho due figli.

Ah!

E perché non me l'avevi detto?

Perché era una serata perfetta, cosa te lo dicevo a fare

che ho moglie e figli? Rovinavo tutto.

Chiaro, chiarissimo.

Hai fatto bene.

- Buongiorno. - Ah, buongiorno!

Scusate. Allora io vado, eh?

- Ma dove vai? - Non te l'avevo detto?

No!

Ho trovato una sistemazione migliore e... vado.

Così, dall'oggi al domani? Non è possibile.

Stanotte m'ha chiamato quell'amico mio,

e m'ha detto vieni da me.

Aspetta un attimo. Un attimino, dai.

Tizi, dai, non mi va di disturbare.

No, non disturbi.

Appunto, scusa, ma chi disturba?

Problemi tutti tuoi, questi. Non c'è alcun pensiero, proprio.

- Siedi! - Tizi, guarda, è tardi.

- Beppe, le otto! - Già le otto?! Vedi?

Lui alle 7:30 mi aspettava. Devo andare.

Comunque al bar ci vieni, sì?

Sì, il tempo d'organizzarmi con quello e vengo. Ciao, Tizi.

- Ciao... coso. - Ciao!

>- TASSONI: Forbici, Cioni! - Eccole.

A me le dai? Alla signorina le devi dare.

- Scusi. - No, faccia lei.

- No, insisto. - Insisto anch'io, la prego

Ma Guazzelli, è successo qualche cosa? La vedo strana.

Forse un abbassamento di pressione con 'sto caldo, ma sto bene.

- Va bene, non si preoccupi, faccio io. - Grazie.

- Andiamo, Cioni. - Dove?

Lì.

Signori, questo è un giorno molto importante per me.

Per me come questore, certo, ma anche come cittadino e cliente.

Il BarLume è diventata una vera istituzione a Pineta,

e ve lo dice qualcuno che di istituzioni se ne intende.

- Taglio? - Tagli.

Zacchete!

TASSONI: Evviva.

Commissario, un commento su questo nuovo successo

della questura di Pisa.

Be', diciamo che noi lavoriamo tutti insieme, insomma,

e non mi piace guardare chi fa di più e chi fa meno.

Noi lavoriamo come una squadra e quindi...

- Proprio come dice un cittadino un po' speciale... - Cioè?

O forse sarebbe meglio chiamarlo "eroe"? Ma a proposito, dov'è?

- Ma chi? - Ma come, chi? Il dottor Pasquali.

Il nostro grande eroe borghese!

Scusate se mi intrometto, ma Pasquali ha detto che non veniva.

- Ha un altro caso da risolvere? - Questo non lo so.

Quello che so di sicuro è che uomini come Pasquali

ne nascono uno, al massimo due, per generazione,

e quindi vi consiglio, anzi vi ordino proprio:

teniamocelo stretto!

>- PASQUALI: Chi è? - Beppe Battaglia!

>Ah, benedetto!

Buongiorno.

Era buono se arrivavi in orario.

- Avevamo detto alle 9:00. - Esatto, e che ora è adesso?

Le 9:00!

Sono le 9:08, è diverso.

Io poi a mezzogiorno ho un appuntamento irrevocabile.

Adesso mi dai le chiavi e liberi tutto.

Arriva lui e prende le chiavi.

No, no, prima ti devo spiegare un po' di robe della casa,

a cominciare dal soggiorno.

Questo soggiorno ha una particolarità.

E' mio! Tu hai ovviamente diritto di transito per andare a stendere

le robe nel balcone, ma è vietata la sosta,

e soprattutto è vietato l'abbandono di robe personali,

di oggetti personali.

Le eventuali sanzioni a quanto ammontano?

Dipende. Dipende dagli oggetti.

Stai tranquillo, ti ho preparato un foglio Excel

con scritto tutte le multe oggetto per oggetto,

son divisi per ingombro e per nocività.

C'è una differenza.

Il tuo calzino ha meno ingombro del pantalone, ma per me è più nocivo.

Hai capito? Ecco! Intesi?

Sì, intesi, però anche calma, eh?

E no, se volevi la calma, dovevi arrivare 8 minuti fa,

adesso è tardi.

Chiudi la porta!

Piano, piano, piano, che è quasi nuova.

E' del 2004, vieni.

Vieni, che ti mostro la stanza.

Ecco, questa è la tua bellissima stanza.

BEPPE: Che allegria!

Sì, sì, sì.

Ha tutti i confort: muri, pavimento, soffitto,

anche una finestra.

- Oh, è vietato fumare... - No, no, no, non fumo.

E' vietato di appendere robe ai muri...

Non c'ho niente da appendere.

E' vietato mangiare... Ah, non dici niente qua.

- Respirare si può? - Certo. Piano, però.

Allora? Cosa ho detto?

Piano. Ostia...

Marchino!

Ma come vi siete conciati?

Lascia perdere, è una storia lunga.

Chissà cosa vi siete inventati, col bar chiuso e tutto...

- No te preocupe, hombre! - Eh?

Nada. Nulla, dai, Marchino!

Portaci qualcosa da bere, piuttosto.

E che vi porto, due spume?

Alza, alza il grado alcolico!

Due birrini?

Senti un po', ma quei cocktail con l'ananas li fai sempre?

Ma la pina colada, dici?

- Sì, quella roba lì. - Sì, non è un cocktail di serie A...

Ma lo fai o non lo fai?

- Sì, la faccio, Gino. - E allora portacene quattro!

Quattro pina colada? Ma perché?!

Perché ho l'impressione che arriveranno parecchi ananas,

prossimamente, e noi ci si avvantaggia.

Boh!

Boia... Ma come si starà bene a casa?

A chi lo dici?

Vabbè, dai, alla fine non è andata poi così male, no?

Anzi sapete che vi dico?

E' meglio così, è meglio stare da sole.

E' che ogni tanto c'ho le crisi.

Piccoline, eh, però ce le ho.

Passeggere, e secondo me sono gli ormoni che bum, bum, ...

Tizi, tranquilla.

Andrà tutto bene.

Dici così perché non hai figlioli!

E no, ma ho Govoni, Cioni e Tassone.

Guarda che ti capisco benissimo.

Allora non è perché ha otto mesi?!

Ma magari fosse quello, Tizi!

E' che sono maschi.

Ci vediamo il prossimo anno qui a Pineta, mi raccomando.

Hasta luego, chicos!

(VERSO DELL'ALPACA)

Ciao, Paco.

Allora? Ancora con questa storia di Pineta?!

Mamma mia...

Ma non vi si può lasciare un attimo che andate subito di fuori!

Oh, nemmeno un annetto? State calmi.

Ma che c'avete, la sindrome dell'abbandono?

Hasta pronto, chicos! Ciao!

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