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>TIZIANA: Io non voglio di iniziare daccapo,
>poi rischio di sembrare antipatica e mi dispiace.
>UOMO: Cos'è successo stavolta?
- Quante casse di birra avevamo detto? - Tre.
E poi?
No, poi è arrivato Marchino, mi ha detto lui di portarne due.
Guardami un attimo. Mi vedi bene?
No, non lì, qui. Secondo te, devi ascoltare Marchino o me?
Te... te, cioè lei.
Quindi ora prendi il furgone e mi pigli l'altra cassa.
No, ci sono già stato due volte stamani in magazzino.
E ci torni la terza.
Ce la puoi fare, non è difficile.
Marchino ha fatto il solito casino.
Tra lui e questi, non so più dove sbattere la testa.
A proposito, dov'è?
E' dovuto andare a rinnovare i documenti in comune
al posto di Massimino.
E certo! Perché poi lo sappiamo tutti chi è il problema qui.
No, quello era già problema prima che venisse al mondo.
Saranno tre giorni che non si vede.
Tre giorni e mezzo.
Tizi, non ci avrà mica la ganza?
Eh, la ganza.
L'ho visto stanco ultimamente.
Sì, stanco a forza di farsi i seghini!
Se ha la ganza, sono fatti suoi, il bar sono anche fatti miei.
Quindi ora me lo tenete una mezz'ora, e io vado a casa sua
e lo piglio per le orecchi, e se non vuole venire, lo dica,
mi piglio le sue quote e ciao!
- TUTTI: Brava! - Dio lo volesse!
E te mi dici perché cambi gli ordini?
Se vedo delle cose strane...
- Tipo che non ti ho ancora licenziato? - Cosa?!
- Hai sentito benissimo. - Non si scherza su queste cose.
Ma magari facesse sul serio stavolta! Magari!
Jurassic Park oggi l'hanno chiuso? Siete già a briglia sciolta?
Io non son come loro, mi sono aggiornato, ho lo smartphone!
- L'ha vinto coi punti del supermercato! - E allora?
- Funziona come tutti gli altri. - E' giovane dentro lui!
Bravo, lo puoi dire anche forte!
>UOMO: Entra pure, è aperto.
Arrivo subito!
Se vuoi, prenditi qualcosa da bere.
Ah, la Tizi!
Sì, perché, aspettavi qualcun altro?!
Sì, una raccomandata, il postino.
Ah, perché ora ai postini si offre anche da bere!
- Che c'è? - Che c'è?!
- Sono tre giorni che non ti si vede al bar. - Non è vero,
ieri l'altro sono passato.
Cinque minuti per prendere una bottiglia e sparire.
- Tizi, per piacere... - Per piacere, cosa?!
E' un periodo che sono un po' nervoso, va bene?
No, Massimo, non ti prendi le tue responsabilità.
E se io ti dicessi me le sto prendendo tutte insieme?
E tutte in un colpo solo?
Ci crederei poco, posso dirlo?
Di' quello che ti pare, però adesso io devo sbrigare un paio di cose,
quindi scusami se sono scortese, ti prego, scusami, però ciao!
No, Massimo, c'è una sola cosa che devi sbrigare:
venire al Barlume e fare il tuo lavoro,
che tra l'altro è tanto perché siamo ad Agosto, te ne sei accorto?
No, non me ne ero accorto, grazie che me lo hai ricordato.
Siamo ad agosto!
Però adesso ciao! Ciao!
Se vuoi fare "ciao", fallo davvero, mi lasci le tue quote
e chi s'è visto s'è visto.
Pensaci.
Tiziana Guazzelli?
Un giorno ti mancherò.
Ma speriamo!
Speriamo...
>Le volevo dire che hanno finito i lavori del parcheggio interno.
E quindi ho dato disposizione perché avesse il posto migliore,
quello davanti al cancello automatico,
così retromarcia tranquilla...
Bel pensiero, Govoni. Lo davo per scontato, ma grazie.
Prego.
Per la sagra del cocomero di San Piero c'erano da decidere...
Mi stai interrompendo per la seconda volta
per parlarmi della sagra del cocomero di San Piero?
Anche.
E questo "anche" che sorpresa contiene?
Hanno nominato il nuovo questore di Pisa.
Vorrà dire che, se ci dobbiamo confrontare con un superiore,
finalmente c'è, no?
E' una cosa buona, sì.
Però ci sarebbe un dettaglino: Chi è arrivato come questore.
E chi sarà mai, Govoni? Belzebù? L'uomo nero?
Tassone?
E' lui.
T'immagini Tassone?
E' lui.
E' lui.
E' Tassone. Dice che c'era questa possibilità e...
No, Govoni, è uno scherzo che non fa ridere!
- Non è uno scherzo. - Sto ridendo?
Non sta ridendo perché non è uno scherzo.
- Non è possibile! - E' possibile! - No.
- No, non mi dire così, non è possibile! - Commissario, è così.
- Tu me la dai così la notizia? - E come gliela devo dare?
Entri e mi parli dei cocomeri di San Piero?!
Tu devi entrare concentrato, mi devi dare la notizia secca!
Mi devi dire: "Tassone è il nuovo questore di Pisa",
e noi c'è ne faremo una ragione, va bene?
Ma infatti pensavo fosse meglio che...
Tu devi restare nella tua bolla del non pensiero,
accucciato là, così, in silenzio.
Stai benissimo lì, te l'assicuro.
Appena esci e fai "cucuzzella", tu sbagli.
Però così non l'accetto più.
- Io questo continuo attacco contro i mie senti... - I tuoi?
Contro il mio ruolo, io non lo accetto.
(TELEFONO SQUILLA)
Oh, Dio, sarà mica lui?
- Non lo so. - E' lui, cosa gli dico?
- Rispondi tu! Rispondi tu! - No.
Rispondi tu.
Salve.
Ma che, salve? Ma sei a casa tua?
Come, morto?
Morto, morto? C'è del sangue là?
- Sì, certo, siamo la polizia. - Passamelo.
Sì, sono il vicequestore Fusco. Ah, ho capito. Arriviamo subito.
Va bene, arriviamo.
Abbiamo anche il morto. Non ci manca niente oggi,
è una bellissima giornata!
- Inizia una giornata splendida! - Però non si agiti così.
>- Quindi è lei che ci ha chi ha chiamato in commissariato? - Sì.
E che è successo?
Niente, stamane sono venuta per fare le pulizie e invece...
Si calmi, prenda un bel respiro.
- Vuole un bicchier d'acqua? Si vuol sedere? - No, grazie.
Quindi lei non è la proprietaria?
No, il locale appartiene alla signora Grilli.
- Che è quella della lavanderia? - Esattamente!
D'estate affitta a dei turisti e io faccio le pulizie di fine affitto.
- Certo. - Quindi stamani sono arrivata,
sono salita, ho subito sentito una puzza di gas fortissimo
e mi sono spaventata, avevo paura che esplodesse qualcosa.
Ho preso il telefono per chiedere aiuto,
ho preso le chiavi, ho aperto la porta...
sono entrata, ho aperto le finestre e poi, dopo...
Sì, una fuga di gas.
Non mi ricordo ora.
Via Giussani, 13, sì!
CIONI: La vittima era Italiana, nata a Roma nel 1945,
però c'è un "però".
Cioni, ce lo vuoi dire o dobbiamo chiamare l'aiuto da casa?
Però era residente a Rosario, Argentina.
Pensa te... Il rotolo l'avete trovato?
- Che rotolo? - Quello della carta igienica...
Quello dello scotch con cui hanno legato il morto!
Comunque il morto si chiama Libero Battaglia.
Sì, e qui evidentemente hanno cenato in due.
Govoni, mi fai questa ricerca su questo Battaglia?
- Prendiamo le impronte? - Vuoi fare i ritrattini?
- La porta era chiusa da fuori? - Pare di sì.
Non abbiamo ancora trovato le chiavi della casa.
- Strano. - Cosa? Uno scontrino del Barlume?
Uno scontrino da 2,50 euro sul frigo,
come se fosse una cosa importante.
>- Avete mai visto questo signore? - Chi è, padre Pio?
Si chiama Libero Battaglia, l'avete visto o no?
- Mi sembra di sì. - Sì! E' venuto ieri al bar.
- No, ieri l'altro! - Tre giorni fa!
- Bravo, tre giorni fa. - Scusi, commissario,
- saranno i birrini. - O qualche casino che hai al cervello. - No!
- Comunque... - Eh?
dico, Libero Battaglia.
Ha preso un bicchiere di vino,
e è stato tutto il tempo lì seduto a quel tavolino a bere in silenzio.
- E chi l'ha servito? - La Tizi.
- No, la Tizi non c'era. - L'ha servita Massimo.
- E dov'è? - Ma chi, Viviani?
- No, Padre Pio. Chi, Gino? Dai! - Non c'è Viviani ora.
Quello non si fa più vedere,
Tiziana è pure andata a casa a stanarlo, si sono scazzati a bono.
- Infatti non è tornato uguale. - Chiamiamolo, no?
- Vuole usare il mio? - No, grazie, ho rimediato.
Ci posso andare anche Internet,
che praticamente ha un sacco di siti
e dice che posso comprarmelo anche io un sito, ma vi rendete conto?
Un sito intero!
- Massimo? Pronto, mi senti? >Parla.
Massimo? Pronto, mi senti?
>Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico,
>tanto non ci sono, bischeri.
Che cretino. Appena lo vedete, ditegli che lo sto cercando.
TUTTI: Va bene...
Se volete, posso mandare anche un Whatsapp,
- tanto è gratuito anche quello. - Sì, aspetta e spera!
E quando ti risponde quello?
Bimbi, andiamo a stanarlo a casa sua, si fa prima.
Ti stai preoccupando?
No, mi gira i coglioni di star qui a vegetare.
Io un po' preoccupato sono.
Io no.
- Perché sei una merda, Rimediotti. - Sì, sì, dai...
Oh, bimbi, ma tutte queste piante davanti alla porta?
Sarà mica andato via?!
Se al Barlume non c'è e a casa sua non risponde...
C'è qualcosa di strano.
Fammi controllare una cosa.
Di solito, le tiene qui nella grondaia.
Eccole, guarda, infatti. Oh, bimbi, e noi si entra.
- Ma è legale entrare così? - Controlla su Internet!
Controllo sì, poi magari ci fanno anche la multa.
Aprite, merde!
Qui dice che se c'è una lettera, se c'è una mail, allora forse...
Insomma, entri o no? Se no chiudo!
Sì che entro! Mi vuoi lasciare qui al pianerottolo?
Va' in camera a vedere.
- Ma qui non c'è nessuno. - Però qui ci sono due calici.
Ma avrà con qualcuno?
Che abbia bevuto lui un paio di volte da solo, anche.
Aldo, te che dici?
In camera sua mancano pantaloni, camicie, e anche il trolley blu.
- Ma allora se ne è andato davvero? - E senza dir nulla?!
Boia, che merda d'uomo!
A ripensarci bene, chi c'ha lui qui?
Con Tiziana è un disastro, sua madre non s'è mai vista,
suo padre non l'ha nemmeno mai conosciuto,
l'unica figura paterna che c'aveva era lo zio Ampelio, ma è morto.
Ma ci son sempre io come sua figura paterna, no?!
E appunto che è scappato!
Sarà andato a fare un viaggio, non farla tanto drammatica.
- E se l'avessero ammazzato? - Eccolo!
Guardate lì, ci sono gli schizzi di sangue!
A me pare succo.
- Allora perché non l'assaggi? - Col cazzo! Se è sangue davvero?
Guardiamo in frigorifero, così si risolve il mistero
e Gino si calma, va bene?
Ecco, cosa c'è qua?
Lo vedi? Succo di mirtillo.
Quello cos'è?! Un telecomando nel frigorifero?!
Potrebbe essere una bomba artigianale!
Stai bono, Gino!
- Guarda che casino hai combinato! - Dai, su!
Quello che è?
E' una nota, una nota di cose da fare, guarda.
"Compra vino, Ale 33...
..biglietti, piante... Chissà poi chi è questo Ale?
- O questa Ale. - E Cioè?
Potrebbe anche essere Alessia o Alessandra.
Se siete ladri, uscite fuori, merde!
Che cazzo state facendo?!
Migliacci, tiralo giù quell'arnese!
Non lo vedi che siamo gli amici del Viviani?
Migliacci, non fa il cretino e butta il fucile.
Siamo entrati perché son quattro giorni che non si vede.
- Ci siamo preoccupati. No? - E avete fatto bene.
Ma Perché?
Negli ultimi giorni l'ho visto un po' strano.
A chi lo dici!
Cioè l'hai visto strano, e poi?
Ha lasciato tutte le piante fuori dalla porta,
come quando me le lascia per annaffiarle,
e ieri notte, saranno state le quattro,
a un certo punto ho sentito dei rumori,
di cose che si spostavano, e poi una macchina.
O era un furgone? Insomma, una macchina che andava via.
Sarà stata la sua.
No, no la sua è sempre lì fuori.
Commissario, il nostro morto, Libero Battaglia,
16-04-1945,
questo ha fatto il marinaio, ha girato tutto il mondo,
un sacco di compagnie, insomma, una vita avventurosa.
Govoni, rimaniamo sui dati oggettivi, per favore. Bene.
A un certo punto molla tutto e va a vivere in Argentina,
dove già aveva comprato un terreno anni prima,
e dove già aveva fatto un figlio con una donna, sempre italiana,
il figlio Giuseppe Battaglia.
Benissimo.
E' una foto vecchia, ma... e il figlio vive in Italia dal '95,
dove si è iscritto alla facoltà Lettere indirizzo Musica.
L'intrepido che non teme la disoccupazione.
Anche perché è un fuori corso da 20 anni, quindi...
- Dove ha trovato questo materiale? - Su Internet.
Se lei scrive "fazenda Battaglia", il primo risultato è quello.
Eccolo.
Eccolo.
Poi ha fatto una scuola, un'azienda agricola,
veramente un bravo uomo.
- Govoni, che ti avevo detto? - Mi sta simpatico.
Non siamo a un cocktail party, però.
Proviamo a contattare il figlio. Visto che è in Italia, chiamiamolo.
Esatto. (COLPI ALLA PORTA)
Chi è?
- Commissario, scusi. - Cioni, non ti scusare e dimmi che c'è.
C'è un uomo che dice di avere delle informazioni sul tizio morto.
- E facciamolo entrare, allora. - Prego.
- Permesso? - Sì, avanti, avanti.
- E buongiorno. - Buongiorno a lei!
- Pasquali Paolo. - Commissario Fusco, si accomodi.
Govoni, vai a fare quello che stavi facendo.
- Mi dica. - Vorrei rilasciare
una dichiarazione spontanea sulla morte di Libero Battaglia.
- Perché, lo conosce? - In un certo senso, sì.
- Allora non lo conosce. - Allora diciamo: la tipologia, no?
- Mi sembra di conoscerla abbastanza bene. - E come mai?
Perché ho letto il verbale che avete stilato.
Mi sembra molto strano che lei abbia letto i verbali.
E a lei non sembra ancora più strano che il suddetto Battaglia
abbia alzato il premio dell'assicurazione
soltanto 10 mesi prima di morire?
Non è proprio così a ridosso, 10 mesi non è l'altro ieri.
E che il figlio ci abbia chiamato per avere i soldi
neanche otto ore dalla morte?
Neanche il tempo di asciugarsi le lacrime, se ha pianto.
Se ha pianto! Perché non ha pianto, glielo dico per esperienza.
Non ha pianto.
Ma scusi, lei chi è?
Sono il perito.
- Il perito di cosa? - Della polizza vita di Battaglia.
Il quale, secondo me, resti tra noi...
ci ha turlupinato, mi faccia usare il termine.
E questo turlupinamento come sarebbe avvenuto?
- Inscenando l'omicidio. - E invece?
- Invece si è semplicemente suicidato. - Interessante.
Perché se tu ti suicidi, io non te la pago la polizza. Chiaro, no?
- Chiaro! - E' troppo facile, no?
Se no, tutti fanno la polizza, il giorno dopo si sparano
e poi è festa grande per tutti!
Per lui, un po' meno...
- Per quello che si è sparato. - E' gente disperata, commissario.
Questa è gente per cui ammazzarsi... c'è un'idea, capisci?
- Ho capito! - Le faccio un esempio.
Non c'è bisogno, ho seguito il ragionamento.
Ho tutto il tempo che vuole.
Le faccio tutti gli esempi che vuole, sono solo,
mia moglie mi ha lasciato.
Mettiamo il caso che lei si vuole ammazzare,
e ha una polizza con noi,
ma le conviene far finta che sia stato un incidente, no?
Che qualche bastardo le ha sparato nelle gambe,
così almeno i parenti prendono un bel gruzzoletto.
Io non ho piacere a continuare questa conversazione.
No, ma per carità, non sto dicendo che lei si voglia ammazzare.
Assolutamente, ma scherziamo?
Una donna così tonica! Posso farle un complimento?
- Dica. - Non ha veramente motivo.
- Grazie. - Sincero.
Perché io non sono come gli altri colleghi che cercano
di vendere il prodotto, o l'assicurazione...
- Chiaro che se è interessata... - Non sono interessata.
E' il mio mestiere, ce l'ho la polizza.
- Non sono interessata. - E' fatta apposta per lei.
E' cucita apposta per mestieri pericolosi come il suo.
- Sì! Ma io... - Così ardimentosi.
Sì, ma non mi interessa la polizza.
Però almeno, signora, i suoi figli però... Loro sono interessati.
Io non ho figli, quindi loro non la possono avere.
Ma che peccato! Ma c'è tempo...
Però almeno dovrebbe pensare agli incidenti.
Perché è matematico che, prima o poi, una coltellata, uno sparo,
la finisce amputata, menomata paralizzata,
e poi come fa, commissario?
Chi le da dà mangiare? Chi la pulisce sotto?
Un tronco di donna!
Badanti, infermiere...
Lei non hai un' idea di quello che costano, e allora come fa?
E come faccio ?
Pasquali Paolo interviene.
Io non so come faccio, ma so
che oggi sono tanto, tanto, tanto indaffarata, va bene?
Per carità...
Per la polizza ci pensi, c'è tempo.
Non tantissimo, ma c'è tempo.
Però, commissario, sul caso Battaglia,
lei mi deve prestare un po' più di attenzione.
Ma io le ho prestato attenzione!
Anzi forse addirittura un pochino troppa.
Mi piace, dentro una bella donna l'umorismo ci sta sempre bene.
Non era una battuta.
Va bene, grazie mille. Se vuole, si può accomodare.
Va bene, vado.
- D'accordo. - Sì.
Però, commissario, io ho le mie strade, sa?
- Immagino. - Ecco, immagini.
E ci pensi, sia alla polizza,
ma soprattutto al finto omicidio.
Ci pensi.
Dia retta! Dia retta. Eh?
Do retta.
- Dia retta. - La porta, se vuole, la può...
L'accompagni, benissimo.
Bimbi, ho scoperto la questione del telecomando.
Eh?!
Sì, il telecomando in frigo.
Oh, sarebbe mia.
E' una cosa già successa in Arizona nel 1969,
durante il rapimento di un lattaio da parte degli alieni.
- Da parte di chi?! - Degli Extraterrestri. Lo fanno, sai?
Rapiscono gli umani, ci fanno i loro esperimenti e poi...
Gino, ascolta me, te non devi bere prima di venire al bar.
Ma che bere?! Io ho trovato un sito dove ci sono dei video
dove le persone parlano, dove ci sono i cinegiornalisti,
dove ci sono delle musiche... Mi sembra "Iu Tubo"!
- Youtube. - Youtube. Sì, sarà quello.
Molti di questi tizi che parlano sono stati rapiti dagli alieni.
No, fammi capire: se son stati rapiti come fanno a parlare?
Allora sei cretino. Alcuni li hanno liberati, no?
Meno male che ci sei te.
Peccato che non c'è qualcun altro. Massimo l'avete trovato o no?
- No. - Al cellulare non risponde,
a casa sua non c'è, quando siamo andati s'è trovato in cucina
nel lavello questi due calici di vino,
e poi c'era un biglietto... A chi l'ho dato?
- Eccolo, leggi. - Fai vedere.
C'è una lista.
"Compra vino, Ale 333 38...,
biglietti, piante..."
- Chiamiamo questo numero. - Vedrai che sarà staccato.
Si è già provato.
>Messaggio gratuito, il cliente da lei chiamato...
- Vediamo chi è quest'Ale. - E come fai, scusa?
Salvo il numero in rubrica, così mi appare foto, profilo... tutto.
Eccola qui, guarda che personcina composta.
- Azzo! - Elegante...
- Carina! - Classe da vendere!
Bimbi, Massimino ha trovato la ganza, era ora!
- Gli alieni non si accoppiano con noi. - Stai zitto, Gino.
Starà trombando in qualche motel a giro per il mondo con quella.
In effetti, così tornerebbe tutto.
- Ma cosa torna? Non torna nulla! - Ma come, nulla?
In casa ci sono due calici di vino,
nella lista c'è il cellulare della tipa, e i biglietti,
questi hanno bevuto, sono partiti e amen.
Tranquilla, Tizi, quando la tipa si accorge che lui non regge,
- lo molla. - E Viviani torna indietro con la coda fra le gambe.
Ma secondo voi mi frega di sapere cosa fa nel tempo libero?
Però lasciarmi da sola col bar nel pieno della stagione
- è da bimbetti irresponsabili. - Mah, irresponsabili...
No irresponsabili, è da stronzi!
Siete duri: come lo spiegate il telecomando dentro il frigorifero?!
Marchino, lo conosci questo locale Il Viziaccio?
- Ma chi è quella? - Lascia perdere, l'insegna ti dice nulla?
Mi dicono molto 'ste due belle bocce in primo piano, ma chi è?
- Dice la ganza di Massimo. - Allora sei gelosa.
- Per piacere. - Hai sempre detto che non te ne fregava nulla.
Non me ne frega una beata sega di nulla, va bene?
No, no, infatti.
Boia, che bocce!
>Io con lui c'ho parlato una volta sola.
- Appena era arrivato a Pineta? - Questo non lo so.
Io la responsabilità di dire che fosse appena arrivato a Pineta
non me la prendo. Per favore, segna.
Lasci perdere la responsabilità la, valigia ce l'aveva?
La valigia era lì, però faccia lei...
- E quando? - Saranno quattro o cinque giorni fa.
Lo stesso giorno che è venuto a prendersi le chiavi di casa.
- E come le è sembrato? - Parecchio strano. - Cioè?
Intanto, c'aveva barba e capelli tutti arruffati.
- Non mi sembra questa stranezza. - A me sì.
Govoni!
E cos'altro altro vi siete detti?
Abbiamo parlato poco, aveva mal di testa,
io gli ho anche dato una pasticca, ma lui mi ha chiesto la scatola.
- Hai segnato, Govoni? - Tutto! - Bene.
- E quindi lei prima non l'aveva mai visto! - Mai.
Un'altra cosa: ha sorvolato sui soldi dell'affitto,
dice che aveva un problema con il bancomat.
E questi capelli disordinati, arruffati...
Sì, gliel'ho detto ora.
Cavoni, per piacere, a modino!
- Govoni. - Va bene, non importa.
A modino, è già la seconda volta che ve lo dico.
- La ringrazio e arrivederci. - Prego, arrivederci.
Se dovessimo aver bisogno, la contattiamo noi.
Ma anche no! Io, non so voi, ma io ho molto da fare.
Se avete bisogno di farvi dire le stesse cose, venite in lavanderia.
- Certo. - Arrivederci.
- Govoni. - Sì?
Tu ora cosa fai?
- Trascrivo tutto sul computer. - Anche.
- Ma dopo dove vai? - Nel mio ufficio?
No! Poi tu vai da tutti parrucchieri di Pineta
con una foto della vittima in mano, perché?
Perché?
Visto che il morto non aveva la barba e aveva con i capelli corti,
quindi...?
Quindi?
Govoni, neanche così?
Quindi prima di morire si è fatto fare barba e capelli.
E' che lei mi fa tutte queste domande...
Io con i quiz vado sotto pressione,
quando sono qui, così...
..davanti a lei, insomma...
Quindi?
Capito, no?
No. (COLPI ALLA PORTA)
- Avanti. - Commissario? - Sì.
Guardi chi è venuto a trovarci Ta-dà!
No!
- E sì, invece, commissario! - Che sorpresa! - Come andiamo?
- Benissimo! Lei? - Mi siedo?
- Come fosse a casa sua. - Anche perché un po' lo è.
Eh, già.
- Non è che vi ho interrotto? - No. Govoni stava andando. Vero?
- Arrivederci, signor questore. - Arrived...
- Ma come suona bene! - Che cosa?
"Signor questore".
Sembrano violini del Nabucco.
(CIONI CANTICCHIA "VA' PENSIERO" DA IL NABUCCO)
Sente?
Commissario, mi sono permesso... Due granitine artigianali.
Ma che meraviglia!
Le ho prese al Barlume, le ha assaggiate?
No, io di solito al Barlume vado solo a litigare.
Sbaglia grossolanamente, perché sono veramente eccezionali.
- Anche perché, come si chiama la ragazza? - Tiziana.
- Sta dando una ventata di speranza a questo luogo... - Prendo questa.
- Mandorla? - No, è indifferente.
Come, indifferente? Così lei mi appiattisce la meraviglia
- della papilla gustativa. - Addirittura?
Addirittura. Comunque, commissario...
Ma quanto sono contento di essere tornato a lavorare con lei?
Anch'io, tanto.
E dire che me ne stavo andando in pensione anticipata...
- E poi? - E poi ho avuto questa notizia della Questura di Pisa
che si liberava, e mi sono detto...
Quasi quasi...
Quasi quasi, mi prendo una casetta a Pineta...
A Pisa.
No, a Pineta, a due minuti da qui.
Vista mare. L'ho presa!
- L'ha presa! - Una chicca.
E' bellissima, al mattino presto prendo la macchina...
Ma non le conviene, sono 20 minuti di macchina tutte le mattine.
Ma cosa sono 20 minuti di fronte all'infinità dell'orizzonte?
Poi dipende, possono diventare 30 minuti di macchina!
In 30 minuti a Roma non vai neanche da un quartiere all'altro.
E poi io volevo venire qua per il mare. Ho scelto Pisa mica...
- Per affaticarsi. - Mica per ammazzarmi di lavoro.
Il dottore non lo vuole ammettere perché è timido,
- ma, a me l'ha detto, si è affezionato. - Molto.
Molto affezionato, Cioni, non te la devi prendere,
ma un pochettino più affezionato al nostro commissario.
Anch'io quando ho avuto la notizia del suo trasferimento,
- mi è venuto un colpo. - Dove?
- Al cuore. - Perché al cuore non si comanda.
Io un po' impressionato sono.
GINO: E non hai ancora sentito nulla.
- Non credevo che fosse così vero. - Te l'avevo detto.
Una volta che li guardi, ti cambia la percezione.
Io so preoccupato.
Ma non devi essere preoccupato, ci si può proteggere.
- Ma come? - In vari modi.
Guarda ora, ci fa vedere come fare il cappello.
(UOMO PARLA INGLESE)
E' inglese.
Qui insabbiano tutto.
Ma perché hai messo tutte le piante fuori dalla porta?
Sono da interno, fuori muoiono!
E se le metti in casa si muore noi!
Poi l'abbiamo sentito,
fuori dalla porta ti proteggono dalla "alien abduction".
Da che?!
I marziani sono sbarcati a Pineta, hanno rapito il Viviani,
e ora chissà chi vogliono prendere?
Speriamo che cominci da voi!
Boia questa...
Buongiorno.
Facile "buongiorno"!
Scusi se la interrompo, avrei bisogno di parlarle.
Con quei capelli mi dà fastidio guardarti, figurati parlare.
- Ho capito, ma... - Mi spaventi i clienti.
- Non c'è nessuno. - Appunto, e mi girano.
Vieni che diamo una sistemata.
Sarebbe una questione importante.
- Allora muoviti. Dai, muoviti! - Tagli poco, però.
Taglio il giusto.
Però giusto poco.
Poco è poco, tanto è tanto, e giusto è giusto.
Giusto?
Giusto.
E mi diceva Govoni che questo signore è stato qui da lei, giusto?
Sì, gli ho tagliato la barba e sistemato i capelli.
E avete anche parlato?
- Due parole. - Tipo?
Mi ha detto che non era di qui, ma che era stato a Pineta 42 anni fa.
42 anni fa... E poi?
Basta, aveva mal di testa e non aveva voglia di parlare.
Ma perché, l'hanno ammazzato?
Stiamo cercando di capirlo.
Ma che sfiga, mi ammazzano tutti i clienti!
Ma come faccio io?
Non faccia così. Mi scusi.
Tassone... Dai, rispondi tu.
La ringrazio moltissimo.
Grazie, dottoressa, e se ha bisogno di una spuntatina l'aspetto.
- Ci pensiamo, grazie. - Grazie cara!
Ma che gli dico?
Che sto facendo un interrogatorio importante.
- E se se ne accorge? - Govoni, è un ordine!
Va bene.
Dottor Tassone, sono Govoni.
E' impegnata in un interrogatorio importante.
Mi dica.
- Arrivederci, arrivederci, sì. - Allora?
Deve andare subito in questura, c'è una novità importante sul caso.
Andiamo, allora.
- Ma sicuro? Tassone, una novità importante sul caso? - Sì.
(COLPI ALLA PORTA)
- TASSONE: Fusco, avanti! - Permesso?
Le presento il dottor Paolo Pasquali.
- Ho già avuto il piacere. - Piacere sempre mio, commissario.
- Si accomodi, Fusco. - Sì.
Adesso che l'abbiamo stanata dal commissariato è anche più bella,
ha la pelle più luminosa.
Ha ragione. Appena mette piede fuori da quel luogo ostile,
lei... mi germoglia.
Grazie.
Stia bene ad ascoltare le parole di quest'uomo che ha una testa...
Non è merito mio, è il training che noi facciamo.
Tutti pensano che l'assicuratore sia un mestiere noioso, grigio,
no, perché noi siamo sempre in trincea,
perché tutto il mondo ci vuole fregare,
siamo sempre coi sensi allerta.
Vi racconto soltanto questa.
1996, Bassano del Grappa: io sto...
Scusate se vi interrompo, ma ho veramente i minuti contati.
Se possiamo andare al punto...
Fusco, un pezzettino della storia...
Ha ragione. Passiamo ai fatti.
Spero di essere all'altezza e spero che voialtri avete scoperto
che il Battaglia aveva una proprietà in Argentina
ed aveva debiti fino all'attacco dei capelli.
Sì, questo l'abbiamo scoperto.
E qui sta il movente della truffa ai danni della mia compagnia.
Perché "atormentado", come dicono loro,
dall'eventualità di perdere una fazenda
che è anche l'unica eredità da lasciare al figlio,
il Battaglia cosa fa?
Mi tenta la carta della "desperacion".
E passo a dimostrare.
Gessetto, attenzione.
Non si preoccupi perché si lava, dottor questore.
Non si preoccupi lei, tanto c'è la donna delle pulizie.
- Cosa succede? - Ricostruiamo.
- Ricostruiamo l'ambiente. - Ah, ecco.
Questo è il letto del Battaglia...
Ecco, e il tavolo...
Qua così.
E' interessante il metodo. Fusco, funziona, sembra di esserci.
Eh, i gessetti...
Procuriamoceli.
Qui c'è la bombola del gas, scriviamo "gas".
La finestra, la finestrella... e qui c'è la porta di casa.
Ecco la dinamica di quel suicidio
che doveva sembrare un omicidio.
Cosa fa il Battaglia?
Prepara una cena per due persone, ma se la mangia tutto da solo.
Prima qua, poi qua, e mangia anche qua.
Ecco fatto: tanto non ha paura di ingrassare!
- Neanch'io! - Sì, ma lui perché poi s'ammazza?
Perché s'ammazza?
Finisce, lascia tutto in bella vista.
Dopo di che, che cosa fa? Mi apre la finestrella,
va verso la porta,
me la chiudo dietro, no?
Chiudo a chiave, clac-clac,
e mi tiro il mazzo di chiavi lontano in un cespuglio,
nessuno lo troverà mai.
- Faccio questo giro, mi scusi, questore... - Prego.
- E' la performance. - Prego.
Rientro dalla finestra...
- Che aveva precedentemente lasciato aperta. - Esatto.
Richiude la finestra...
e adesso apre la bombola del gas.
- Shh! - Mi sembra di sentire l'odore.
Si prende un sedativo, dopodiché
mi lego e mi imbavaglio da solo...
Ah, ma ha proprio tutto il kit.
Bellissimo.
(PASQUALI DICE PAROLE INCOMPRENSIBILI)
Pasquali! Se si toglie il...
Grazie.
Grazie.
Ho sbagliato tutto, prima dovevo mettermi sul letto e poi legarmi.
E' la prima, chiedo perdono.
Questo è come Battaglia ha cercato di truffare la mia compagnia.
- Cosa ne pensa, commissario? - Molto interessante.
Mi è piaciuto molto il momento in cui...
Dimenticavo.
Il fatto che vi ho risolto io il caso,
resta qua dentro tra queste mura.
Io son muto come una granseola, non dico niente,
non voglio prendermi meriti.
Ma perché è un uomo onesto, è come me! C'è affinità.
Anch'io non avrei mai preso il merito.
Visto che il caso è risolto, posso anche andare.
Commissario, dai, non si arrabbi sempre!
Se si arrabbia, le viene una sincope
e non ha ancora firmato la polizzina di cui abbiamo parlato.
- Lo dico contro il mio interesse. - Che polizzina?
No infatti, perché mi parlava di una polizza
molto, molto interessante.
- E' un prodotto veramente speciale. - Speciale.
Perché non la illustra al dott. Tassone? Penso che possa...
Si tratta di una polizza fatta per voi
che affrontate il pericolo quotidiano.
- Ha una brochure...? - Sì, guardi.
E' come un vestito di sartoria cucito apposta
per le forze dell'ordine.
- Come mai c'è il coccodrillo? - E' una metafora!
Il coccodrillo sono i pericoli, ma la polizza vi difende!
Ho capito, ho capito. Sì.
Però...
Però?
- E' quasi l'una meno un quarto... - Quindi?
Non me la può spiegare davanti a un piatto di linguine allo scoglio?
Volentieri, è un onore per me.
Benissimo, io purtroppo devo andare,
sta arrivando da Roma il figlio della vittima
per il riconoscimento, quindi devo proprio...
Arrivederci!
Stia attenta col figlio, che quello cercherà di portarla fuori strada.
- Non dia retta. - Non do retta.
- Va bene, arrivederci, tanto la brochure... - Fusco!
Un giorno ce l'avrò l'onore di averla a pranzo con me,
o anche a cena, se...
- Ma certo, anche domani. - Domani!
No, invece no, perché domani...
non avevo pensato che... Vabbè, ci organizziamo. Va bene?
Va bene.
- Che donna! - E' eccezionale.
- Non c'è polizza per una così. - No.
Ciao, pa',
fa' buon viaggio.
(MUSICA LIRICA DALLE CUFFIE)
(COLPI ALLA PORTA)
- Scusi? - Sì.
E non fare troppi casini lassù.
C'è qualcosa da firmare per portarlo via?
Per il rilascio deve aspettare l'ok dal commissariato.
Intanto firmi qui, che si dovrebbe sbloccare tutto in un paio di ore.
Io dovrei tornare a Roma.
Me lo ha già detto tre volte, quante volte me lo deve ridire?
Intanto, lì c'è il tizio delle pompe funebri.
Quel personaggino a modo lì, lo vede, bellino?
Vabbè, scusi, io devo andare a rimetterlo in frigo.
(BEPPE SOSPIRA)
- Condoglianze. - Grazie.
Le sono davvero molto vicino.
E io farò davvero finta di crederci.
Ho portato la brochure, perché, se preferisce,
potremmo non passare in agenzia.
Lei ha intenzione di seppellirlo Roma, giusto?
Sì, a Prima Porta. Ho tutta la famiglia là.
In questo caso, oltre al disbrigo di tutte le pratiche,
la composizione della salma, la fornitura del cofano,
la nostra agenzia le può fornire un servizio di trasporto in esclusiva.
- Questo prezzo per che cos'è? - E' il prezzo della bara.
- 1600 euro? - Iva inclusa.
Quattro pezzi di legno da mettere sotto terra?!
Le dico semplicemente che questa la facciamo fare
espressamente a mio cognato a mano.
Bravissimo, però io la chiudo dentro un loculo, chi la vede?
Soprattutto non la vede mio padre che, avrà notato,
- non è Nostro Signore Gesù Cristo. - Scusi?
Non è che fra tre giorni resuscita e mi dice:
"Ammazza, Beppe, una bara stupenda! Quanto hai speso?"
Vagli a dire 1600 euro!
Preferisce senza decorazioni L'economy uno, a 1200.
Meno, meno!
La super economy uno, importata dalla Cina, a 900, iva inclusa.
- Meno niente? - No.
Questi 750?
- E' per il trasporto della salma fuori regione. - Pure?
E meno male che il morto ce lo metto io, se no quanto mi costava?
No, il morto non ha un costo.
Non l'ha capita. Comunque,
non è che siccome uno ha un cadavere e non sa dove metterlo...
Fra l'altro, sta anche soffrendo perché è un suo caro,
all'improvviso diventa un coglione, no?
- Assolutamente. - Assolutamente.
Allora 750 euro sono tanti, chiamo un taxi e mi costa di meno.
No, il taxi non gliela porta la salma.
Io a Roma conosco certi tassisti che per 750 euro
non solo la portano, ma se la seppelliscono in giardino.
Arrivederci.
Mi scusi, lei è Giuseppe Battaglia?
- Sì, perché? - Avrei bisogno di parlare.
Sono il Vicequestore Fusco, e lui è l'agente Govoni.
Piacere.
Scusi se la disturbiamo in un momento così delicato,
con la morte di suo padre e tutto...
Tanto ormai, guardi come sono ridotto.
Sono alla quarta cioccolata calda.
- Ah! - Papà era fissato con la cioccolata calda.
Forse non ad agosto, però.
No, col caldo effettivamente no.
Io ho visto la macchinetta, mi sono avvicinato,
ho visto la cioccolata calda, ho pensato a papà,
ho sentito una cosa qua... e l'ho presa.
Bene, era molto che non vedeva suo padre?
Non ci vedevamo spesso, lui stava in Argentina.
Io sono andato qualche volta, lui pure è venuto, ma più raramente.
L'ultima volta sono stato lì due anni fa.
E poi l'ho rivisto l'ultima volta a Roma, tre o quattro giorni fa.
E le ha detto perché sarebbe venuto a Pineta?
Ma no, però lui aveva un sacco di amici da vedere,
amiche... Era un marinaio...
Immagino, lei ha fratelli o sorelle?
No, no.
La notte in cui suo padre è morto lei dov'era?
Ero... a Roma.
- A Roma, dove? - A casa mia, con un po' di amici.
C'è qualcuno che potrebbe confermare?
Questi amici che...
Mi sta chiedendo se ho l'alibi?
No, macché alibi? Si figuri, stiamo parlando e basta.
- Sì, le stiamo chiedendo un alibi. - Sì.
Ci sono i miei amici che possono confermare.
Aspetti, ho una foto della serata.
Eccola.
Ho capito.
Invece, quando si è visto con suo padre, è venuto fuori qualcosa
che potesse farle pensare a dei problemi?
Qualcuno ce l'aveva con lui?
Sempre i soliti, quelli della granjera.
- Come, scusi?! - La "Granjera", con la "J".
E' un consorzio di allevatori che hanno dato fuoco due volte
a tutta la terra di mio padre per avere spazio per le mandrie.
Non ha idea di quanti alberi hanno bruciato.
- E quindi è per quello che ha fatto i debiti? - Sì.
Ora col fatto che lui non c'è più, chissà come andrà a finire là?
La gente che ci lavora, la scuola che aveva fatto mettere messo su...
E perché non ci vai lei in Argentina a occuparsene?
C'ho pure pensato, però proprio non...
Io non ho la passione.
Quando uno non ha la passione...
E' come il criceto che gira nella rotella.
Gira, gira e non va da nessuna parte.
Scusi, mi commuovo perché questa cazzata me la diceva sempre papà.
Va bene, noi abbiamo finito.
Se le venisse in mente qualsiasi cosa mi chiami, va bene?
Va bene. Volete una cioccolata calda?
- No, grazie. - No.
- Arrivederci. - Arrivederci. - Arrivederci.
- Tutto bene, commissario? - Non direi. - Perché?
Ero convinta fosse stato il figlio per i soldi dell'assicurazione.
E invece?!
E invece ho dei dubbi.
- Quindi che si fa? - Non lo so.
Hai qualche idea? Una suggestione, un barlume, cosa ridi?
No, "bar-lume".
Govoni, già hai dei capelli che non ti si può guardare,
ti metti anche a fare le battute adesso?
Ma cosa fa quello?
- E' vostro il furgone? - Sì. Perché?
- Ti dà noia? - No. Anzi...
- Avrei una propostina da fare. - Sentiamo.
- Erano finiti. - Però ci sono.
- Permesso? - E' chiuso,
Scusate, starei cercando una persona.
- Sono a tua completa disposizione. - No, starei cercando una donna.
La conoscete? Si dovrebbe chiamare Alessia o Alessandra. Lavora qui?
Sì, ha lavorato per noi, ha fatto degli spettacoli burlesque.
- Spogliarelli. - Sì, ho capito, e un contatto ce l'avete?
- E' messa bene. - E ci sa pure fare.
Non mi interessa come è messa e se ci sa fare.
- A me sì. - A me no.
Io volevo incontrarla per farle due domande, sapete dov'è?
- Magari lo sapessi. - Magari si sapesse!
Ma non lavora per voi?
Sì, ma non è detto che tutte la donne che lavorano qui
poi diventano automaticamente nostre amiche, purtroppo.
Ma avrete un contatto, un codice fiscale, la fattura, qualcosa.
- Mica sarai della Finanza? - Ma mi vedi?
- Secondo te, sono della Finanza? - Infatti, no.
- Te sei più una collega? - No.
Peccato, perché a carrozzeria stai messa molto bene.
Scusa, "a carrozzeria"?!
Eh, carrozzeria.
E fattelo dire da un professionista, mica uno...
Magari per questa cosa vi ricontatto,
ma non c'è un modo per trovarla?
Amici in comune, avrà un nome d'arte...
Sì un nome d'arte.
- Era una cosa tipo Pandora. - Ma che Pandora? Penelope.
Penelope.
Se vai su Internet, magari fa delle date da qualche parte.
Ma scusa domani sera. Al Tucano.
- Al Tucano! - Il promo lunedì del mese.
Bravi! Domani al Tucano. Grandi, grazie!
- Per la proposta? - Ci penso. - Brava.
- Noi siamo qui. - Magari ci rivede davvero.
Noi ti si aspetta.
Sono innamorato.
Un'altra volta?
Pensa piuttosto ai 250 euro di arachidi.
Ma che c'abbiamo, le scimmie?
BEPPE: Buonasera.
- Sera. - Sera.
- E' qui in vacanza? - Magari.
E che è venuto a fare qui?
Intanto diamoci del tu, altrimenti mi sento in imbarazzo.
Anche perché in Toscana il lei si dà ai coglioni. Emo Bandinelli.
- Beppe Battaglia. - Che prendi?
Ah, una birra e un altro giro ai signori. Offro io.
Cioè vuoi offrire a loro?
Marchino, fatti i fatti tuoi!
Sì, anche a l'altro tavolo, e pure tu se vuoi qualcosa.
- No, grazie, non bevo in servizio. - Lavori in polizia?
- No. Peggio. - Cioè?
Gestisco un bar ad agosto da solo,
perché i due soci non si sa dove sono finiti.
- A farsi i cazzi loro, molto probabilmente. - Ho capito.
No! Vuoi che entro nei dettagli del tornado di cetrioli giganti
- in cui sono entrato? - No, no.
Perché è un tornado giamaicano, amico, chiaro?!
Io al posto tuo una cosina me la berrei per...
Marchino, ha ragione.
Volete farmi incazzare pure voi?!
Figurati, già sei brutto al naturale.
Portaci un altro giro, grazie.
E' un piacere, davvero.
A cosa si brinda?
A mio papà.
Ma cosa ha fatto?
E' morto.
Cazzo, mi dispiace.
E che ci vuoi fare?
Se è morto, poco.
Facciamo un brindisi al babbo di Beppe!
- A papà! - A papà! - Salute. - Salute.
# Nostra patria è il mondo intero #
# nostra legge è la libertà #
EMO: # Ed un pensiero #
# ed un pensiero #
# nostra patria è il mondo intero #
# nostra legge è la libertà #
# ed un pensiero #
# ribelle in cor ci sta #
Grazie.
Salute.
Salute.
Sareste piaciuti a papà.
Beppe, noi siamo pronti!
Eccomi.
- Grazie, arrivederci! - Bona!
Ciao, pa', andiamo a Roma.
Siamo sicuri che ce la fa?
- Siamo professionisti, abbiamo messo ghiaccio secco. - Ho visto.
- In quattro ore ci siamo. - Senza correre troppo
- Tanto già morto. - Lui sì, ma io no.
- Ma mi devi pagare! - Giusto.
Toh.
- Sono 3,70. - E' tutto quello che c'ho.
- Scusa, ma... - Segna!
Ma me li devi dare!
Ti faccio un bonifico quando arrivo a Roma, giuro!
- Ciao, Beppe! - Ciao, Beppe!
Vai.
Ciao!
- Bella persona. - Un tipo a modo.
A modo?!
Figurati dove va a parare Gino.
Fai poco lo scemo. A me non m'ha convinto.
- Non t'ha convinto cosa?! - L'hai visto com'è grosso?
- Gino, datti una regolata. - Quello ne ha mangiato uno.
- Ma di cosa?! - Un umano!
Si chiama "inglobing", una cosa del genere.
O la smetti da solo o ti si fa smettere noi in gruppo, decidi te.
Ma vai!
>...anche in Italia hanno dato risultati sorprendenti.
>In alcuni casi, si è persino visto il viso dell'assassino...
Ma non possiamo cambiare canale?
Gino, se hai paura, vai di là! Io voglio vedere chi è l'assassino.
Ma che succede?!
Sarà il vento.
Vedrai che ora torna.
(CANE ABBAIA)
Ma se non spira un alito di vento.
Ecco, guarda, è tornato!
(VERSI SINISTRI)
Ahi!
Che paura!
- Dai, alzati, vai subito al quadro elettrico, corri! - Io?
Ma se non so nemmeno dov'è.
Fai l'uomo, per una volta, muoviti tu!
- Ma che hai messo qui? >- Il ficus!
Hai rimesso le piante dentro?! Allora sono loro, sono loro!
>- Ma loro, chi?! - Scappa!
(VERSI SINISTRI)
Li senti? Eccoli!
Eccoli! Eccoli!
>Sono loro!
>GINO: Accidenti a te!
Oddio! Oddio!
Gli alieni! Gli alieni!
Aiuto!
Aiuto, Foschina!
Foschina, dove sei?
Pecci, ce la offri questa bevuta? Se no, si leva le tende.
Arrivo.
Ti immagini Gino quando ha visto i cerchi in giardino?
Speriamo non gli venga un colpo.
Rimediotti è come la gramigna: infesta, ma non muore.
Allora, come va? E' una vita che non ci si vede.
Se tu tenessi aperto a orari più umani, Pecci caro, anche te...
Farei concorrenza al Barlume. Come fa il Viviani senza di voi?
E mi sa che fa bene uguale, la grande merda!
- Perché, come sta? Tutto a posto? - A saperlo.
E' sparito da quattro giorni, quattro.
- Via, non mi dite così. - E cosa ti devo dire?
Non si trova, è come svanito.
Hai presente volatilizzato? Uguale.
Ma è uno dei soliti vostri scherzi?
Magari fosse uno scherzo.
Prima arriva lui conciato in quel modo, ora arrivate voi due.
Non ho capito, conciato come? Ma cosa dici?
- Ma quando è venuto? - Tre sere fa.
E' arrivato tardi, verso le 2:30 di notte.
Eravamo io e lui. E' venuto e mi ha chiesto un rhum.
Allora ho fatto per preparargli uno shottino,
invece lui ha voluto tutta la bottiglia.
Poi, quando mi si è avvicinato per parlarmi,
ho visto che aveva gli occhi lucidi, pesti, gonfi,
come uno che ha pianto tanto.
Non ti ha detto perché?
Sì, ma m'ha detto cose strane e che la vita è tutta una stronzata.
Poi ha preso la bottiglia
- e si è avviato verso il sentiero che porta alla rupe. - Quello?
Sì. E la mattina, alle sette,
quando ho chiuso, ancora non l'avevo rivisto.
Porca puttana...
Aldino, ma qui...
non è dove s'è buttato il tipo l'inverno scorso?
Che ti devo dire?
- Che mi devi dire? - Mi sembra proprio di sì.
- Ah, ti sembra di sì? - Sì!
Eccoci.
Questo?
Cos'hai trovato?
Un tappo.
Il tappo di una bottiglia di rhum.
La sua, dici?
No...
Quindi mi state dicendo che...
- Non mi riesce nemmeno a dirlo. - Bisogna andare dalla Fusco.
E che le si racconta? Che s'è trovato un tappino di rhum?
- Di sicuro, per ora, non diciamo nulla alla Tizi. - No.
Sto di merda anch'io, ma qui l'unica è stare calmi.
Anche perché Gino m'ha fatto vedere dei video...
Pilade, per piacere.
Non si scherza su queste cose. Se s'è ammazzato davvero?
Aldino, bonino anche te,
se si comincia a mettere in giro queste voci, viene fuori il panico.
E poi si scopre che è a trombare con una.
- Dio lo volesse! - Zitti, la Tizi.
- Che sono quelle facce? - Che facce?
- Se ci sono novità su Massimo, ditele subito. - Ma quali? Nulla.
Scusa, ma te l'ultima volta che ti sei scazzata con lui,
cosa t'ha detto di preciso?
E che mi ha detto, dai, le solite robe.
Poi ha chiuso a melodramma come fa lui: "ti mancherò".
Ma era serio o...
Come fa lui, dai, lo conoscete.
Cioè, quindi serio?
Ma mi devo preoccupare?
- Tizi, io te lo devo dire... - Pilade...
Ho un brutto presentimento!
State scherzando?
Lascia stare i presentimenti, portagli una grappa.
Anzi portacene tre.
- A quest'ora? - A quest'ora.
E però così mi fate preoccupare, così mi preoccupo davvero!
Aspetta un secondo, ma quello è Massimo!
- Massimo? - Massimo?
Massimo!
Oh, Marchino?!
Massimo!
Massimo!
Massimo!
Allora, signorina, come va? Si sente meglio?
Sì, un po' meglio, grazie
Bene, certo nelle sue condizioni, stia un po' più attenta.
Perché, quali condizioni?!
Suvvia, quali condizioni?
Eh, quali?!
Che è incinta, no?
Cosa?! No no.
Deve aver sbagliato qualcosa, analisi, paziente...
Controlli bene perché non... Può capitare.
No, signorina, le assicuro che è incinta di sei-otto settimane.
- Non lo sapeva? - No.
Non lo sapevo perché non può essere!
Non so se questo sia il secondo caso di "immacolata concezione".
Ma quale immacolata concezione?
Sia che sia stato lo Spirito Santo o altro, lei fra 8 mesi partorisce.
Quindi, se vuole tenere il bambino, mi deve stare un po' a riposo.
Che vuol dire a riposo?!
Vuol dire un mesetto a casa,
il più possibile a letto e senza fare sforzi, pesi, scale.
Ma quale letto? Io ho il bar, è agosto, devo lavorare.
- Ma che casa?! - Allora non lo vuole tenere?
Questo lo dice lei! Non ho detto che non lo voglio tenere.
Ci devo pensare, riflettere...
Ci rifletta, ci pensi, tanto ancora un po' di analisi dobbiamo farle.
Quindi almeno un giorno qua ci deve restare, signorina.
E un giorno ci resterò.
Uno!
(MUSICA SENSUALE IN SOTTOFONDO)
Bimbi, mi sento morire.
E a chi lo dici!
Non le facevano mica le donne così ai nostri tempi!
Ma non è per quello. Non l'avete visti gli occhi?
Sì, ora piano piano ci arriva anche a te.
GINO: Gli occhi hanno la membrana viola, come gli extraterrestri.
Non rompere i coglioni, ancora?!
GINO: Si travestono come noi e ogni tanto ne rapiscono qualcuno.
Se son tutti così, io mi offro volontario!
Bravo scemo, vai!
Guardate, bimbi, potrà anche sembrare una cavolata,
ma se vedete i video cambiate idea!
Ma ci fai godere almeno un momento?
Oh, Dio, ragazzi...
GINO: Io idea non la cambio!
EMO: Ragazzi, io mi offro volontario.
Tanta roba...
Bimbi, andiamoci a parlare.
- Io non ci vengo. - Forse nemmeno io. - Perché?
Se si è accorta che l'abbiamo scoperta...
Ora quello che dico non me lo fate ripetere.
Noi si sta parlando di cose serie.
Anch'io sto parlando di cose serie.
Massimino è sparito. Magari è nei casini seri.
La Tizi è in ospedale e c'ha chiesto di parlare con la tipa
per far luce sulla faccenda, e voi pensate a queste cazzate aliene?!
- Io non vengo, v'aspetto qui. - Bravo.
Ma speriamo di non ritrovartici più, Gino!
Io vengo con voi.
(COLPI ALLA PORTA)
EMO: E' permesso?
Signori, lo spettacolo è finito.
E io extra non ne faccio.
No, aspetti, signorina, non ci fraintenda.
Noi siamo qui solo per parlarle di una cosa.
- E di che cosa? - Di Massimo Viviani.
- Scusate, ma voi chi siete? - Amici suoi.
Anche di più, la sua famiglia, praticamente.
EMO: Esatto, e siccome è più di una settimana
che è sparito senza dirci nulla...
Noi non è che si voglia sapere i fatti vostri, sia chiaro,
però se ci dice che è da lei, bene,
noi si tira un gran respiro di sollievo
e si leva subito le tende.
- ALDO: E alla Tizi non si dice niente. - A chi?
La Tizi, la sua socia del Barlume,
quella che lui con...
praticamente...
Insomma, ci siamo capiti, vero?
Siete veramente fuori strada.
- E poi, Massimo non sta da me. - Ah, non sta da lei?
No.
Senti, abbi pazienza se ti parlo...
- Ma te sei la sua ganza o no? - Ma quale ganza?
Mi ha chiamato tre giorni fa, ma era una vita che non ci vedevamo.
Ah. E cosa voleva? Si può sapere?
Mi ha chiesto 3.000 euro in prestito.
E siccome, quando abbiamo fatto l'università,
mi ha fatto dei favori, ma dei favori veri,
ci siamo visti e glieli ho dati.
Ma per caso t'ha detto anche che cosa ci doveva fare?
No, sinceramente no, e io non gliel'ho chiesto.
Anche perché andava piuttosto di fretta, era agitato.
Spero di rivederli, prima o poi.
Ma è successo qualcosa?
S'è cacciato in qualche guaio?
ALDO: Speriamo di no.
L'hai spedito il messaggino alla Tizi?
Che messaggino?
Per tranquillizzarla che siamo stati dalla tizia del burlesque.
- Sì, l'ho mandato. - E che t'ha detto?
- Si è agitata più di prima. - E ti pareva.
Govoni, è un'ora che s'aspetta.
Tornate nel pomeriggio.
Ma l'hai capito che è una cosa urgente?
Come no, Bandinelli, certo!
Ai più simpatici, gli mettono la divisa.
Io ve l'avevo detto che è inutile venire qui.
- Dove volevi andare? - All'agenzia spaziale o ai servizi segreti.
- Cosa vuoi che ne sappiano qui? - Gino, per piacere...
Però io, dopo aver visto le testimonianze...
- Ti si cacato addosso come me. - No, no, ascoltatemi bene.
Ma ascoltatemi bene, però!
Allora, Gino, le voci della televisione...
(VERSI) Le ho fatte io.
Il cerchio, la spirale nel giardino l'abbiamo fatta noi.
- E' vero, Gino. - Lo dite per tranquillizzarmi.
No, Gino, no. Si dice per dirti la verità.
Quindi, ora che lo sai, stai buonino,
perché qui la faccenda è complessa.
Sì, però mi devi far vedere gli occhi,
perché voglio vedere se c'hai la membrana.
Gino, l'occhio no! Però ti faccio vedere i tendini: li vedi?
Si tendono! E quando si tende il tendine, parte la mano,
e non so cosa succede quando t'arriva!
Ragazzi!
Se avete voglia di perdere tempo, l'uscita sapete dov'è,
e fuori hanno anche aperto un Bingo.
- Dai. - Dottoressa, guardi che stavolta è grave per davvero.
Forse è meglio se Gino e Pilade restano fuori.
(GINO E PILADE PROTESTANO) State zitti, però!
Allora?
Vorremmo sporgere denuncia per la scomparsa di Massimo Viviani.
- Bandinelli, che t'avevo detto? - Che m'aveva detto?
Che non sono in vena né di scherzi e né di perdere tempo, dai.
Ma magari fosse uno scherzo! E' sparito da cinque giorni.
S'è cercato dappertutto e non si trova.
E chi è stato l'ultimo che l'ha visto?
A parte la Tizi, c'ha avuto uno scazzo serio...
Lui le ha detto: "Ti mancherò".
Vabbè, è la classica retorica da Viviani, no? Poi?
L'ha visto il Pecci,
quello del chiosco davanti alla rupe della tonnara.
Che c'ha detto che aveva pianto,
ha comprato una bottiglia di rhum
e poi l'ha visto incamminarsi per il sentiero che scende alla rupe
e non l'ha più visto tornare.
Cioè mi state dicendo che s'è buttato di sotto?
All'inizio anche noi s'è pensato così, senonché, però, poi...
Poi però?
C'è stato questa sua, diciamo, "amica"...
che il giorno prima gli ha prestato 3000 euro,
ma per farci cosa lui non gliel'ha voluto spiegare.
E siccome noi a casa di Massimo
s'è trovato questi due calici di vino...
allora noi si pensava che lui e l'amica...
Poi Gino ha rovesciato il bidone della spazzatura.
- Ora è colpa mia! - E fra le pillole del mal di testa
- e una buccia di banana, abbiamo trovato questo. - Legga.
E in questi cinque giorni ha chiamato qualcuno?
Ha mandato messaggi? Vi ha fatto sapere qualcosa?
- Niente. - E come faceva?
Gino, bono, dai.
No, però ora lei non faccia così.
Così, come?
Se si preoccupa lei, la faccenda è seria per davvero.
No, stavo pensando a come attivarmi.
Andate da Govoni, per favore,
così sporgete denuncia e facciamo partire la cosa in via ufficiale.
- Dottoressa, grazie. - Prego.
Commissario, non le stanno dicendo la verità.
- Lo hanno rapito gli alieni! - Lo scusi, è scosso!
E c'erano le piante fuori!
C'era il telecomando nel frigorifero!
Commissario, è la verità!
C'era il telecomando nel frigorifero!
Il telecomando nel frigo?
PASQUALI: Buongiorno, Guazzelli?
- Buongiorno, sì. - Pasquali Paolo.
- Lei è la proprietaria del Barlume, giusto? - Sì, perché?
Splendido bar, in una splendida posizione.
Poi il suo tocco... Posso sedermi?
Io sono qua in zona per pochi giorni,
perché devo sbrigare alcune faccende.
Mi hanno attivato proprio adesso
una polizza sulle attività commerciali
che è davvero re-ga-la-ta!
Gliela voglio far vedere.
Dia un'occhiata, guardi.
E ho già deciso che voglio far finta di non sapere niente
che il bar è già andato distrutto.
Non so niente, non ho sentito niente.
- Anche perché sono stata io. - A fare cosa? - A distruggerlo.
L'ha distrutto lei?
Vabbè, dai, capita, succede.
Uno scatto d'ira, normale che si distrugge un bar.
Può capitare a tutti, anche a me. Le racconto questo esempio.
Desenzano del Garda, 2002:
io sono con questo mio amico che ha le corde vocali...
- Per favore... - Sì, lo racconto un'altra volta, c'è tempo.
Può succedere di distruggere un bar inavvertitamente,
in uno scatto d'ira.
Il ciclo che arriva, il ciclo distrugge tutto, sa?
Comunque, quel che conta è che, come è successo,
potrebbe risuccedere un'altra volta.
No, non può risuccedere,
perché prima non ero proprietaria, adesso sì.
Infatti, ma adesso che è proprietaria, però,
lei non si può mica più assentare dalla sua attività, giusto?
No, quello proprio no.
E qui entro io, Pasquali Paolo.
Mi permetta: lascia questo, prendi questo.
Ecco, guardi.
Perché se lei fosse stata assicurata con noi,
ora che le è capitato questo piccolo problemino di salute,
noi avremmo pagato per il mancato guadagno.
Guardi.
Le serve pagare una barista in più? Ci siamo noi, Pasquali Paolo.
Le serve di pagare una babysitter in più per i suoi figli...
Non ho figli!
Adesso non li ha, poi li avrà!
Perché è una bella ragazza, avrà sicuramente...
- Ma magari adesso non ne voglio, che dice? - Che dico?
Dico che sento un rumore,
- non sembra anche a lei di sentire un rumore? - No.
Aguzzi le orecchie.
Tic tac, tic tac, tic tac.
Cos'è? Cos'è questo rumore?
E' l'orologio biologico che avanza inesorabile!
O adesso o mai più, dai!
Shh...
Lo sente lei quest'altro suono?
No, non sento niente.
Questa è la mia voce
che le dice gentilmente di andare a fare in culo.
- Ostia. - Per di là.
E se vede un'infermiera, le dica che io, appena posso,
me ne tornerei volentieri a casa.
- Comandi. - Grazie.
Ben gentile.
Ci pensi.
>Pasquali! Ancora?!
>E' la terza volta che...
>MASSIMO: Pronto?! Ma chi è? Pronto?!
(MASSIMO RIDE)
>Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico,
>tanto non ci sono, bischeri.
Massimo caro, spero che ti abbiano rapito gli alieni
o qualcosa di altrettanto grave, perché io sono all'ospedale,
e poi dovrò stare a casa almeno un mese,
e forse anche dopo la situazione non migliorerà.
Si può sapere dove minchia sei e come minchia facciamo con il bar,
visto che siamo ad agosto e c'è solo Marchino?!
Perché ognuno ha i suoi cazzi, e io non voglio sapere i tuoi,
ma il mio, ti assicuro, che è da Guinness dei primati.
Cioni, non dovevi chiamare tutti gli ospedali e aeroporti
per cercare Massimo Viviani?
Ho capito, ma si tratta di Viviani, Cioni.
Per favore, fai in fretta, e mi fai sapere? Mi fai sapere? Grazie.
Caldo infernale oggi...
Dov'è finito?
Non lo trovo, non c'è.
Eccolo. Chi ce l'ha messo non lo so...
Cioni, mi puoi portare le foto della Scientifica?
Sì, quelle del luogo dell'omicidio.
Come, quali, Cioni? Quanti casi di omicidio abbiamo in questo momento?
Oh, lo vedi che quando vuoi... Sbrigati! Sbrigati!
(COLPI ALLA PORTA)
- Eccole. - Dammele, grazie.
Telecomando nel frigo...
Eccola.
- Cosa vedi, Cioni? - Il lavandino!
Sì, guarda qui: cosa vedi?
- Lo spazzolino! - Sì, c'è anche il dentifricio.
Ma poi cosa c'è? Guarda bene qua.
Non è strano che uno metta un telecomando proprio lì?
Come non è strano che uno metta un telecomando nel frigo?
- Il telecomando nel frigo dov'era? - A casa di Viviani.
Aveva cenato con una persona che aveva forti mal di testa,
ed evidentemente faceva delle cose strane.
E non è strano che il morto fosse già stato a Pineta
proprio 42 anni fa?
E, guarda caso, quanti anni ha Viviani?
Cosa ti dicono questi dettagli?
Che era disordinato.
Allora Cioni, ascoltami:
prima devi pensare bene, poi te lo devi dire dentro di te,
poi lo ascolti, e solo se è il caso lo dici a volte alta.
- Va bene? - Va bene.
- Stai pensando? - Sì.
Credi sia il caso di parlare a voce alta?
- No. - No, benissimo.
Allora, io domattina vado a Roma al funerale di Libero Battaglia.
- Come domattina? - Sì.
Puoi procurarmi una macchina o devo chiamare un autonoleggio?
- Me ne occupo subito. - Benissimo! Prego, Cioni, vai!
Ci sono:
è Viviani che è disordinato.
Cioni, come hai fatto a passare l'esame per entrare in polizia?
Ho fatto il concorso, ho scritto tutti i moduli e la graduatoria.
Cioni, sembrava, ma non era una domanda. Vai pure.
Battaglia, so che è in casa, apra, sono il commissario Fusco.
Battaglia, apra o sfondo la porta!
>Buongiorno! Pensavo fosse la mia padrona di casa.
E invece è la polizia, è più contento?
Onestamente sì. Lei non conosce la mia padrona di casa.
Continuiamo a parlare attraverso la porta o vogliamo aprire?
>Non ho le chiavi, le ho perse una settimanella fa.
E lei com'è entrato, scusi?
>Vede quella porta dietro di lei?
>Apre quella porta, esce sul terrazzo, gira a sinistra...
- Ho capito. >- Deve andare a sinistra.
- Commissario? Di qua. - Sì?
Senti, Battaglia, senza che ci giriamo troppo intorno: dov'è?!
Chi?
Come, chi? Su, tuo fratello.
No, guardi che io non....
Tuo fratello da parte di padre, Battaglia: Massimo Viviani.
- Giusto? - Certo.
Mio padre aveva una mare di debiti,
aveva un brutto male al cervello, infatti svalvolava...
E' tornato in Italia per salutare me,
per incontrare questo figlio che non aveva mai conosciuto
e per morire.
Facendolo sembrare un omicidio
per riscattare i soldi dell'assicurazione
e salvare la fazenda, ma quello che non mi torna
è perché ha chiesto aiuto a Massimo Viviani, e non a te?
Invece me l'ha chiesto, ma io non me la sono sentita e Massimo sì.
Ho capito.
Va bene, visto che adesso ci possiamo permettere
di non prenderci per il culo, no Battaglia,
dimmi una cosa, Viviani è qui o è già partito?
- E' già partito, è in Argentina. - Sì.
Voleva vedere la fazenda, dare una mano e...
secondo me, s'era anche rotto e voleva cambiare vita.
Voleva cambiare vita senza dire neanche ciao.
- Va bene, no, no, per carità, gli amici. - Questo no.
Perché lui mi ha detto che lei sarebbe venuta.
Mi ha detto: "Verrà la Fusco a romperti i...
...a farti delle domande",
e mi ha dato questa lettera per lei.
La letterina me l'ha scritta, allora.
(COLPI ALLA PORTA) Questa è la padrona di casa .
- Quella... >- Apri Battaglia!
- Chi è? >- E sto cazzo, chi è?
- E' lei, è lei. >- Non mi fare incazzare,
>sbrigati ad aprire perché io ho le chiavi, faccio come me pare.
- Guardi che non può entrare! >- Non posso entrare a casa mia?
Io penso che stia proprio...
No! E' violazione di domicilio questa, glielo dica, commissario!
Mi prendi per il culo?
Quando uno paga l'affitto è inquilino!
- Ma cosa dici? Non paghi da sette mesi. - Non è vero.
E ringrazia mia zia che è una signora, io ti staccavo la testa.
Stiamo calmi un attimo.
Io sento che qui c'è un sospeso, quindi bisogna che vi chiarite,
- io mi accompagno alla porta. - Maresciallo, no, grazie.
Non se ne vada.
Sette mesi in sospeso sono lunghi.
Manco in galera ti vogliono, pensa!
Vi rendete conto che mi è appena morto papà?
So tre volte che muore tuo padre! Ma quante volte muore?
- No, quello era zio! - Sì e tre nonni siamo a sei!
Siamo una famiglia sfortunata!
- Ci hai preso per deficienti? - Un po'. - Che ha detto?
- Sei impazzito? - A scemo!
Me ne vado!
Devi prendere le cose tue e te ne devi andare!
Perché io ti cambio la serratura,
qui dentro non ci trovi più niente, mi vendo tutto a Porta Portese!
Ha lasciato gli indizi a posto, lo stronzo.
- Scusi, commissario. - Eh?
- Ma lei sta mica andando a Pineta? - Sì, perché?
Mi darebbe un passaggio?
Battaglia, ma che ci vieni a fare a Pineta?
Devo andare a casa di Massimo per spedirgli delle cose.
Vabbè, mi dai una lista, ci penso io.
Ma tanto devo dare la lettera a Tiziana.
Gliela porto io senza che ti fai il viaggio...
No, ho promesso che gliela avrei data di persona, su papà.
Ha detto sì? Scendo subito, prendo le altre cose e vengo.
Non se ne vada, mi aspetti. Arrivo!
Eccomi.
Grazie per questo passaggio.
Con pullman e treno con il caldo sarebbe stato impossibile. Grazie.
Ah, ma quindi stai dietro?
Sì, io pensavo di dormire un po', se non le dispiace.
No, no, anzi meglio.
Grazie, son due giorni che non dormo,
tra papà, funerale e quello che è successo.
Tanto noi ci mettiamo un po', no?
- Tre orette e mezzo tutte. - Perfetto, grazie.
Ah, un'ultima cosa, poi non la disturbo più:
potrebbe svegliarmi un quarto d'ora prima di arrivare?
Così non arrivo proprio... Grazie mille.
Marchino, non posso venire e mi sa che per un po'...
Ho un problema, non è grave ma allo stesso tempo...
Non insistere, sono cose personali. E' tutto a posto. Che ti cambia?!
Non so dov'è Massimo, se lo sapessi l'avrei già ammazzato!
Non so che dirti! Non so che dirti e non ho soluzione.
E non mi stai fare incazzare, e non mi posso incazzare.
E mi incazzerei molto volentieri!
Niente, mi hai fatto incazzare. Bravo, mi hai fatto incazzare.
E te chi saresti?
Io sarei Beppe. Diciamo un amico di Massimo.
E' una brutta presentazione, sappilo.
Ah. Però lo conosco da molto poco.
E allora lo fa: quello all'inizio sembra uno affidabile.
Io ti devo solo dare questa lettera di persona da parte sua.
- Lui dov'è?! - Fidati, è troppo lontano per fargli il culo.
Certo, facile così. Con la letterina.
E io che c'entro?
Mi ha detto Massimo di togliere il disturbo prima che ti incazzi,
e siccome ti vedo già bella avviata, io andrei.
- Bravo, vai. - Ecco, vedi?
>MASSIMO: Cara Tiziana, mi immagino che tu sia arrabbiata.
>Anzi, incazzata nera.
>Però, fidati, ho avuto le mie ragioni.
>La vita è quella cosa che ti succede
>mentre sei occupato a lamentartene,
>e io non facevo altro che lamentarmi, e anche tu.
>Ammettilo.
>E allora prima di annoiarci meglio cambiare, meglio rischiare, no?
>Le mie quote le ho lasciate a mio fratello Beppe.
>Voglio che si occupi lui del bar,
>e anche per il resto, per qualsiasi problema,
>chiedi a lui, chissà che non possiate andare d'accordo.
>Anzi sono sicuro che fra un po' mi ringrazierai.
>Ciao, Massimo.
("LA HABANERA" DA "CARMEN" IN SOTTOFONDO)
(CELLULARE VIBRA)
Sì, Pronto?
Ah, ciao Tiziana.
Dimmi pure.
Ma mica è urgente, però?
Va bene, arriverò.
E sì.
Ma cosa ho fatto per meritarmi tutto questo, commissario?
Ma che privilegio averla qui davanti a me,
con in mezzo solo una bottiglia di buon vino bianco.
In realtà, volevo anche parlar di lavoro.
Sapevo che c'era il trucco!
Ma sempre lavoro, indagini... Ma non si privi del privato, Fusco!
Ma non mi privo! Infatti privatamente volevo discutere
con lei di cosa raccontare al PM.
E che dobbiamo raccontare al PM?
- Questo lo deve decidere lei. - Ma io ho già deciso.
- Linguine allo scoglio e branzino in crosta. - No.
Non scherziamo, sto parlando di che cosa raccontare al PM.
Non so, potrei raccontarle una storia di un povero uomo
a cui erano rimaste poche settimane di vita
che prima di morire voleva conoscere suo figlio,
che non aveva mai visto, se non in foto...
a cui voleva lasciare un po' di soldi in eredità
per non farsi strappare dagli sciacalli la fazenda
a cui ha dedicato tutta vita, ma questa è un'investigazione
che prevede cose complicatissime, indagini internazionali,
- una cosa... rogatorie... - No, rogatorie no!
Ma non una, più di una rogatoria!
Sinceramente, una rottura di palle infinita.
Altrimenti?
Altrimenti potremo scegliere la storia di un vecchio marinaio...
tornato a Pineta dopo tanti anni,
contro cui qualcuno voleva vendicarsi
per uno sgarro di tanti anni prima,
fondamentalmente un'indagine da archiviare completamente,
anche perché l'assassino è già partito nottetempo,
con una barca battente bandiera Panamense
che è stata avvistata al largo di Pineta al mattino dell'omicidio...
No? E anche dove sarà questo assassino?
Ma chi sarà questo assassinio?
Ma soprattutto, dottor Tassone,
a chi interessa di questo assassino?
Commissario, premetto...
che a me le storie di avventura, fin da quando ero piccolo così,
- mi sono sempre piaciute. - Si, sono bellissime!
Ma soprattutto le confesso che io odio profondamente
la burocrazia e le rogatorie,
e poi se lei dice "rogatorie" a me...
Le devo confessare che per una volta sono d'accordo con lei,
nel senso che questa volta sono particolarmente d'accordo con lei!
- Ah! Allora possiamo brindare. - Allora brindiamo!
- Contro la burocrazia. - Contro la burocrazia!
Certo...
Che cosa?
Ci resta uno scrupolo di coscienza, ma piccolo,
nei confronti del povero Pasquali che adesso subirà un duro colpo.
- E chi è? - Pasquali. - Chi è Pasquali?
Il perito dell'assicurazione.
Ah, il perito dell'assicurazione.
Terribile. Però questo scrupolino lo vogliamo scavalcare?
Vogliamo ordinare una cosa leggera? Veloce, soprattutto.
- Doveva andare alla creperia. - Ma perché? Volevo stare con lei.
Se viene qui, non può non prendere la degustazione completa.
Sono tredici portate...
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Beppe, piacere. - Ciao, io sono Marchino.
- Sono il club manager del Barlume. - Che vuol dire?
Sono quello che ti dà gli ordini anche se il proprietario sei te.
Ah, ok, bene.
Partiamo dall'inizio:
gestire un bar è il mestiere più difficile del mondo...
Magari fare il cardiochirurgo è un po' più un complicato.
I clienti del cardiochirurgo sono sotto anestesia, zitti e fermi.
- No, dicevo... - Secondo, ha un'equipe di mega professionisti
che poi lo fanno lavorare non tantissimo.
Era un esempio così...
Terzo, quando vuole rilassare la tensione sai dove va?
- In analisi? - Al bar!
Io un po' di esperienza me la sono fatta.
- Ho lavorato in un chiringuito. - Dove?
A Ostia.
Stava là.
Noi attacchiamo alle 7 e arriviamo fino alle 23,
a meno che non ci sia il DJ-set, che va avanti ad oltranza.
- Non alle sette di mattina? - Sì.
Alle sette di mattina?
E lo sai come diciamo noi del business?
Una frase tipo "Chi cazzo me l'ha fatto fare"?
Come dite voi del business?
"Se arrivi in anticipo, sei in orario,
se arrivi in orario sei in ritardo". Chiaro?
Se sei in ritardo?
- Non è contemplato. - Certo.
Ecco, tieni, questo è un vassoio.
Lo so, questi ce li avevamo pure al chiringuito.
Queste sono tre birrette e una spumina,
poi c'è un pacchetto di patatine da prendere, vai?
- Dove le porto queste cose? - Al quartetto uretra, lì fuori.
Mi ha fatto ridere 'sta cosa del quartetto uretra.
- Porto così? - Vai.
E' dura!
EMO: Allora, Beppe?
Com'è il primo giorno da proprietario del Barlume?
La verità? Era meglio da cliente.
Peccato che la birra era la mia.
Facciamo a metà per uno.
Scusa, ma le patatine?!
Me le sono scordate.
Le patatine sono un trucco di noi baristi per far bere di più.
- Ma come si fa a bere i birrini senza le patatine? - Abbi pazienza.
Solo per oggi, dai.
Gino, vacci tu, ti fa bene pure camminare.
Sì, ma mi fai lo sconto, però.
- Non lo diciamo a Marchino. - No, tranquillo.
Certo che sei partito alla grande.
Io volevo stare fermo.
- Ho capito, ma la bicicletta l'hai voluta o no? - No.
Bimbi, c'è ancora un ballino di cose che non tornano.
I cerchi in terra chi li ha fatti?
Non possiamo credere a quello che dicono loro,
io ho visto un video che...
Ma ti levi di torno?
Smettila di angosciare la gente a casa!
Poi dice Internet aiuta la conoscenza,
non è che ci sta rincoglionendo tutti di più, no?
Comunque erano anni che non ci si divertiva così,
e ancora non sapete cosa succede nella prossima puntata.
- Vi dico solo questo. - Oh! Ma sei scemo? Zitto!
Ah, giusto, non vi posso anticipare nulla, sennò vi sciupo la sorpresa.
L'unica è salutarci... No, aspetta.
C'è una cosa importante che vi devo dire:
che nessuno metta il telecomando nel frigo!
Sennò lo sapete chi arriva...
(CANZONE: "ROCK'N'ROLL ROBOT" DI ALBERTO CAMERINI)
Quindi non capisco,
pago per avere dei soldi, se vengo rapito?
Ripeto da capo: qui si dice che,
nel caso cui i suddetti Elohim,
o anche extraterrestri in generale,
perché con questa polizza è coperto da qualunque tipo di alieno,
dovessero performare la cosiddetta "alien abduction"
sul firmatario Rimediotti Gino,
verrà corrisposta una somma
con un massimale di 750 mila euro
al suo parente più prossimo.
Qui non va.
Ma scusi, lei paga 37 euro al mese,
che oggi non ci mangia neanche più una birra e una pizza,
e in cambio, in caso di rapimento,
che lei mi ha detto è molto probabile, dia retta, no?
Su questo siamo d'accordo,
ma se mi rapiscono alla fine che me ne frega a me?
Ma a sua sorella vanno quasi un milione, euro più euro meno!
E appunto! Vanno a lei.
Io li voglio.
Io.
Mi fa soffrire.
Si può mettere questo cappello? E' più protetto.
Mi sento un magone.
- Sì, sì. - Ora son più tranquillo.
Noi possiamo scrivere che noi, qualora la rapissero,
cercheremo di farle avere i soldi dovunque la mandino.
Nella località dove la tengono prigioniero.
Ma no, è impossibile.
Non so nemmeno io dove sarò, dove mi metteranno,
è capace che non c'è nemmeno l'euro o addirittura non vale niente.
L'euro è ormai una moneta riconosciuta internazionalmente.
Certo, oltre il sistema solare non le posso garantirle.
Fermo, fermo, che è arrivata un'idea.
Allora, fermo così, signor Gino.
Sto fermo.
La polizza la firma la sua sorella
e se la rapiscono alla sua sorella,
tutti i soldi vanno a lei.
Bravo! Ottima idea, Pasquali.
Ottima idea! Foschina!
- Foschina, corri! - Eccomi.
- Me lo posso levare questo coso? - No, ancora no.
- Buongiorno! - Buongiorno!
Prima fai una firma qua, per esteso...
Ecco, prima fai questo.
Fosca Rimediotti.
Lo so!
Ma io te lo ricordo.
Ora sì, te lo puoi levare.
Meno male, così vado a finire di fare il sugo, arrivederlo!
Complimenti, bravo.
E' un grande!
Se la rapiscono, fanno un affare.
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