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*
# Il BarLume è uno strumento che non si può suonare, #
# ma se sei un po' brillo ti fa il verso del mare. #
# E se producesse una moto, suonerebbe così. #
# Con whisky, spuma, latte, birra e casse di soda, #
# gli investigatori vanno ancora di moda #
# e cercano una vaga risposta al bancone di un bar. #
# Resti seduto in un angolo, passi in rassegna ogni tavolo, #
# tra il quinto whisky ed il settimo si ferma il tempo in un attimo. #
# Fidati di me, del mio fiuto aritmetico. #
# Fidati di me, ogni caso ha un rimedio. #
# Soluzione c'è proprio lì dietro l'angolo. #
# Un altro mare e poi le stelle, il sale, amore, sesso. #
# Maledetto contrappasso, basta, dormo come un sasso. #
# Sgattaiola furtivo, si nasconde e ti aspetta. #
# Sta sdraiato dritto proprio sulla tua testa. #
# Appare, poi scompare, ricompare, si fa gioco di te. #
# Si prende gioco di te. #
# Si fa gioco di te. #
(CANTO LITURGICO IN SOTTOFONDO)
(GRACCHIARE DI CORVI)
(GEME)
(FRASI INDISTINTE)
>PALETTI: Ragazzi, basta!
(GRACCHIARE DI CORVI)
- (SCUDISCIATE) - >PALETTI: Ahi!
>PALETTI: Basta! Mi fai male!
- (SCUDISCIATE) - >PALETTI: Ahi! Basta!
- (SCUDISCIATE) - >PALETTI: Ahi! Ahi!! Ma basta!
- >PALETTI: Io non vi sto dicendo.. - (SCUDISCIATE) - Ahi! Ahi!!
- (SCUDISCIATE) - >PALETTI: Ma Basta!
(FRULLARE D'ALI)
>PALETTI: Basta! Tiratemi giù! Voglio andare a casa!
>EMO: No, te andrai a casa quando sarai purificato a modino!
- >PALETTI: Ma che cazzo dici? Dai! - >EMO: Sei o non sei colpevole?
- > PALETTI: No! - >EMO: Ah, non sei colpevole?
>EMO: Ah no? Se... sei o... vogliamo tirarla per le lunghe?
- >PALETTI: No, no, no... sì sì sì. - EMO: Peccatore!
- PALETTI: Sì sì, peccatore. - EMO: Tu, Andrea Paletti,
- verme strisciante in terra amica... - TUTTI: Mori pro nobis!
EMO: Tu, Andrea Paletti, che ci chiedesti i soldi in prestito
perché la tu mamma era malata, e poi con quelli ci andasti
- in vacanza a Ibiza... - TUTTI: Mori pro nobis!
EMO: Tu, Andrea Paletti, che non pagasti la multa a chi t'aveva
- prestato la macchina... - TUTTI: Mori pro nobis!
EMO: Tu, Andrea Paletti, che dicesti d'avere un cancro pè trombarti
- la Saletta... - TUTTI: Mori pro nobis!
EMO: Tu, Andrea Paletti, omo di merda che la merda giustamente
- ti schifa... - TUTTI: Mori pro nobis!
EMO: TU, Andrea Paletti, meriti la grazia sì o no?
- TUTTI: No! - EMO: No! Ma, o Grande Cinghiale
che vegli su di noi, sii misericordioso
e mandaci un segno di perdono!
- EMO: Mandaci un segno t'ho detto... - (TONFO)
(TRAMBUSTO)
- UOMO: Oddio! - UOMO 2: Ma no!
Cazzo!
Schifo! Mi fate schifo!
Accidenti a voi e alle vostre idee di merda!
- Ma... ma l'avete visto dove siamo finiti? - GINO: Al commissariato,
- e allora? - E allora? - L'articolo numero 1...
L'articolo 1 della loggia? Ma che cazzo dici, Rimediotti?
- L'articolo n°1 della loggia! - L'articolo 1 della loggia?
Ma vi rendete conto, c'è stato un morto? In questa loggia c'è un morto.
- Ve ne siete resi conto o no? - E se è per questo c'è anche
- un assassino! - Appunto! E' uno di voi, eh?
Cosa credete? Te, e te, per esempio!
Guardate che è uno di voi, è un vostro amico!
Ma se la metti così te ci fai passà la voglia.
- Così come? - Eh, che è morto il Chiezzi,
- che qualcuno di noi l'ha ammazzato... - E perché,
- non è andata così? - EMO: Sì, è andata così, e allora?
- E allora? - E allora alla fin fine, sapete cosa vi dico, ragazzi?
- Amen. - PALETTI: Amen? Ma come "amen"?
EMO: Amen, sì. Voglio dire, il Chiezzi era Highlander per caso?
- Eh? - Era un'immortale il Chiezzi o no?
- Non lo so se il Chiezzi era un'immortale! - E allora che morte
- c'ha avuto? - PALETTI: Ma non lo so che morte c'ha avuto!
Svilito in un lettino d'ospedale, mortificato da aghi e cannelli
infilati dappertutto, oppure volando?
- Volando? - Volando, sì, nel bel mezzo
- dei suoi amici! - TUTTI: Bravo! - EMO: E questo sapete cosa vi dico?
- Questo è grande cinema! - TUTTI: Bravo!
- Questo è racconto di vera vita! - Te sei matto! - UOMO: Bravo Emo!
- Grazie! - UOMO: Giusto! - MASSIMO: Amici amici,
però intanto qualcuno di voi l'ha ammazzato!
Sentilo lì, Massimino ha ripreso a ragionare.
- Sì, ma gli dura poco. - Massimino? Per piacere, ma la smetti con codeste
- goccioline? Te mi vai in coma! - Guarda, meglio in coma che vive
in mezzo a un branco di semicadaveri come voi.
Senti, già c'è scappato il morto. Ma non ci buttà troppo giù,
se no veramente... anche perché è troppo facile
esse contenti quando va tutto bene, eh, quando siamo vivi e vegeti
a farci i prosecchini qua e là. No! E' nei momenti di dolore come
in questa tragedia che si vede se siamo della loggia o no!
- TUTTI: E' vero! Sì! Giusto! - Ma io non sono della Loggia, Emo.
- E noi invece sì. - Noi sì. - E allora forza!
Per rispetto di un morto, di un futuro ergastolano, chiunque sia,
e in memoria e alla maniera di confratello Ampelio,
# E tutti mi dicon Maremma #
- EMO: # Maremma! # - No, no...
# E a me mi pare una #
# Maremma amara #
# L'uccello che ci va #
# perde la penna #
# Io ci ho perduto una #
# persona cara #
Ooh!! Ma si pò sapè che cazzo vi prende? Oh!
Govoni, nel dubbio arrestameli tutti, ti prego. Due annetti
- non fanno male a nessuno. - Viviani! Io voglio sapè che cazzo
- succede. - Succede che si sta rielaborando un lutto,
- o è proibito anche fà questo? - No. Siamo in un commissariato.
- non so se ve ne siete accorti. - Sì, ce ne siamo accorti, e infatti
guarda là, trattenuti come se si fosse dei comuni criminali, oh!
- Perché nun è così? - No, non è così! - Ah, no, infatti, è vero.
- 29 comuni criminali e un assassino. - Sì. - Mettiti a sedè, Bandinelli.
Govoni, a me mettiti a sedè bambino me l'ha detto una volta sola
- mì padre a forza di nocchini e poi è morto. - No no no,
- aspiri anche a una dose? A sedè. - Senti, oh, tutte chiacchiere
- e distintivo! - (GRIDA)
Oh! Oh, ragazzi, dai! Fatela finita.
(FISCHIO DA PECORARO)
Allora, adesso io vi sbatto tutti quanti dentro se non la fate finita!
- E' chiaro? Bandinelli! - Comandi, madame.
- Fai poco lo spiritoso e muoviti. Dentro il mio ufficio, forza. - Sì.
- VITTORIA: Dai! - EMO: Sì.
Ora tutti a sedere che c'è da firmare anche il modulo, forza!
- (LAMENTELE) - Forza. Chi c'ha da fare una telefonata si alza,
uno alla volta, li chiamo io, va bene? In fila!
- Scusa, ti posso fare una domanda? - VITTORIA: Mah, non lo so,
- di solito sarei io a farle, ma sentiamo. - Mi spieghi perché
hai chiamato me? Guarda che io ero lì nel mezzo al cortile, eh?
Quando è venuto giù. M'hanno sentito tutti.
Lo so. E' proprio perché sei l'unico non indiziato
insieme al cristo in croce, sei anche il presidente di questa
brigata di idioti, che ti interrogo per primo.
- E' un problema? - No, a parte il concetto "brigata di idioti",
- perché la nostra... - Senti, Bandinelli, io sono rientrata
in servizio da dodici giorni, non ho voglia di scherzare, va bene?
Allora, cerca di essere sintetico per una volta. Cosa cazzo è successo?
Noi si voleva soltanto festeggiare l'addio al celibato
di uno dei confratelli della Loggia del Cinghiale.
- E questa loggia cosa sarebbe? - E', diciamo... è un'associazione.
- Che si occupa di? - Articolo primo:
"Nello spirito dell'eccesso, nell'ebbrezza dell'alcool,
nella certezza di fare casino sempre,
e nella ricerca costante della denuncia, viene costituita
un'associazione ludico-infamante-ricreativa
che prende la denominazione di Loggia del Cinghiale.
Articolo 2: "Viva la topa."
- Bandinelli, per favore. - Oh, oh, mica è colpa mia se c'è due articoli.
- Ascolta, te l'ho detto già all'inizio. - Eh... - Allora.
Comunque... noi s'era organizzato quest'addio al celibato
del confratello Paletti che domani si sposa, cioè... oggi ormai.
Eh, cioè, sempre se ce la fa, eh, a sposarsi oggi.
L'appuntamento era al moletto dove ci si doveva imbarcare
- sul cabinato di uno dei confratelli. - >VITTORIA: Cioè chi?
>EMO: Eravamo un po' tutti noi. Al solito, una trentina, no?
Di ragazzi, confratelli. C'era il Giomi, c'era il Bertelli,
c'era il Checcacci. Hai presente quello che ha la ferramenta
- su a Poggio? Quel coglione. - >VITTORIA: Ah, la ferramenta.
>EMO: Vabbè, insomma, c'era lui, il Ruberti, il Barbera col nuovo
- taglio di capelli. - >VITTORIA: Vabbè, ora... - >EMO: Poi
- c'era Fioretto. - >VITTORIA: Fioretto chi? - Fioretto!
>FIORETTO: Aaah! Eeeh!
TUTTI: Puppa!
>EMO: Quello che lavora giù al comune, all'ufficio...
giù, nel seminterrato, boh. Insomma, in un ufficio sfigato.
>VITTORIA: Vabbè, non è che ora mi devi specificare proprio tutti...
>EMO: Oh, me l'hai chiesto te. Vittoria, e che te devo dì?
>EMO: Vabbè, comunque, il Piccoli, che aveva fatto lo stendardo nuovo
della loggia col cinghiale e le ossa, e il Bernardini, il vicedirettore,
quello... quello che lavora col Chiezzi, dai. In banca, in filiale.
>EMO: Cioè, lavorava, voglio dire.
>EMO: Poi, ovviamente, c'era il festeggiato, il Paletti,
che è arrivato con la futura sposa in forma smagliante,
il suo occhialetto da sole, figurati.
>EMO: Già si sente un superbelloccio nei giorni normali...
(accento spagnolo) Come ti è venuto in mente di andare su esta isola?
- Ma Susanita, sta' un po' tranquillina! - Tranquilla?
- Tranquilla un cazzo. Domani c'è il matrimonio, sì? - Oh, le donne!
- Ne sposo pure una, eh? - >EMO: E ha iniziato subito
a essere... mamma mia, disgustoso.
>EMO: A far battute sulla sua futura sposa, al solito, com'è lui.
>EMO: Guarda, veramente un personaggio d'un viscido,
d'uno schifo. Io te ne potrei raccontar cento di robe che ha fatto
nella sua vita, perché è veramente una delle persone più brutte che io
- ho conosciuto. - >VITTORIA: Ah. E perché è nella loggia?
>EMO: Come mai è nella loggia? E' nella loggia perché, tesoro,
nella loggia, appunto, se sei stronzo entri,
e poi paghi però. E se hai fatto la merda,
la paghi cara. Comunque, salutata la futura moglie
ci siamo tutti imbarcati sul cabinato pronti per...
- Commissario... - Valentì, chi l'ha fatto entrare?
PALETTI: Mi scusi, è che... che... allora, c'è il mì suocero
che è venuto apposta da Bogotà per il mio matrimonio.
- Se non arrivo in tempo io sono un uomo morto. - Vabbè, tre giorni
- poi tanto risorgi, no? - Sì, e poi quello m'ammazza di nuovo.
- Commissario, la prego. - Ci dovevi pensare prima!
Ancora con questa cazzata degli addii al celibato!
- Qui c'è un morto, non so se ti è chiaro! - PALETTI: Sì, mi è chiaro,
però io non c'entro nulla! Io... io non ci volevo nemmeno venire
a questa cosa. Io volevo restare tranquillo a casa mia con Susanita.
Non lo so, amore, stiamocene tra di noi, si fa una serata romantica.
Ma no, orsetto mio, non ti preoccupare, vai con i tuoi amici.
- Oh, Paletti! - No, ragazzi, aspettate...
- un momento, un momento... - Un momento che? - ... non...
- me la sento. - Cosa non te la senti? - No, no... andate voi,
- andate voi. - Ma come noi? - Ma s'è fatto tutto per te.
- BERNARDINI: Ma c'hai ragione. - Lascio Susanita da sola...
- Ma che... ma dai... ma scusa, per due ore! Dai, dai! - Appunto, dai.
- Ma che scherziamo? - (FRASI INDISTINTE)
>PALETTI: Io, commissario, glielo giuro. Morissi ora,
non ci volevo andare, e poi loro... una cosa, l'altra...
e anche lei ha insistito un po'. E poi... insomma, lo sa come sono
quelli della loggia. M'hanno preso, m'hanno strattonato via, ma...
- un'aggressione! Proprio una cosa violenta. - (FRASI INDISTINTE)
>PALETTI: Io volevo tornare a casa, stare con lei, tranquillo, ma quelli
nulla, nulla! A tirarmi via di forza, tutti a urlà: "Paletti, Paletti!"
>PALETTI: Chiaro, eran tutti lì per me, cosa dovevo fare?
- (APPLAUSI, GRIDA) - >PALETTI: Io non ci volevo andare a questa
cazzata della festa, ma poi, commissario, lo sa come vanno
queste cose. Gli amici, e soprattutto il Bandinelli...
- Soprattutto chi? - Sì, m'hanno... m'hanno costretto. - Eh!
E così alla fine, mio malgrado, mi son fatto convincere.
VITTORIA: E hai fatto male. Adesso dici a tua moglie che avete fatto
un casino, che è morta una persona, e che il matrimonio va rimandato.
- E' semplicissimo. - Ma come rimandato? Non si può mica, eh?
- Ehm... ci sono... - No, guarda, a me non interessa niente di chi c'è
o di chi non c'è. Govoni, me lo porti via per favore? Se no...
- Commissario! - Ma per favore! Vai. - Allora posso fare una telefonata?
- Una telefonata, sì, breve. Scusate. - Ma non gli si può mettere un paio
- di pantaloni a questo qui? - Vabbè, allora, dove eravamo rimasti? - Eh?
- Ah, sì... al moletto. - Ah, sì, al moletto.
E... Chiezzi quando è arrivato?
- Chiezzi mi pare sia arrivato tra gli ultimi. - Mh.
E com'era, non lo so... era strano nervoso, qualcosa?
No, anzi, era a mille. Difatti è stato lui
che per scherzo ha buttato a mare il Paletti.
Non facciamo la solita frociata, eh? Almeno, dico, c'è topa?
- EMO: Fitta così. - Paletti, abbiam fatto le cose in grande!
- Villa al mare! - Champagne, spogliarelliste.
CHIEZZI: Tre escort e una piscina privata!
(GRIDA)
- TUTTI: Salute! - Tiratemi su, cazzo!
Aspetta che ti tiro una ciambella. Vai!
TUTTI: Paletti! Paletti! Paletti!
>EMO: E così, aggrappato alla ciambella, ce lo siamo trascinati
- dietro fino all'Isola dei Gabbiani. - VITTORIA: Scusa Bandinelli,
ma l'Isola dei Gabbiani non è una riserva naturale disabitata
- con divieto d'attracco? - Esatto. Perfetta per un addio
- al celibato soltanto tra noi, no? - No, più che altro perfetto
- per prendervi una denuncia. - E infatti, come recita l'articolo 1...
- Lasciamo perdere. - ... paragrafo quarto della Loggia, "E nella ricerca
- costante della denuncia." Eh! - Va beh va beh, andiamo avanti.
Ma non lo so, no... non lo so se... se... se ora far la telefonata,
- perché... - Ma la vuoi mettere in ambasce? - Ma non la voglio
mettere in ambasce, però lo so io, la conosco io.
Non lo so ora se è il momento di fare una telefonata.
Mi ci fate pensare un attimo oppure no? Meglio se aspetto
- e poi... - Ascolta, ascolta, io ho capito che c'hai una telefonata sola,
però non ci puoi mettere dù giorni per pensarci, se no non la fai più.
No no no, la faccio, la faccio! Son qua, la faccio. La faccio.
Pronto? Amore, sono io. Come stai?
Be... be... bene, bene. A... asp... no, ti chiamavo per...
per... perché pensavo... mi è venuta un'idea per la questione delle foto.
Perché non si fanno dopo? No, fidati, fidati, sì sì sì.
Dai, si fa... va b... s... va bene, va bene.
- Anch'io, amore. Ciao amore. - (MANDA BACI) - Ciao.
Vabbè, dico... tanto qui questione di un'ora, un'oretta e mezza
- s'andrà via. - Meno di 5, 6 ore, mi sa che... - Ma come 5 o 6 ore?
A meno che, vista la mise, non vuoi fare un miracolo.
- Ma no, dai, sul serio! - Ah no, sul serio saranno 8, 9 ore.
- Ma come 8, 9 ore? Allora bisogna richiamare subito. - No, no, ciccio.
- Una telefonata. - Subito... - Te l'avevo detto. - No, ragazzi!
Raga... ragazzi, vi pre... vi prego, vi prego, dovete...
allora... dovete chiamare Susanita al posto mio.
E a che ora siete arrivati all'isola?
- Mah, saranno state le tre, tre e mezza. - (VOCIARE)
Ciurma! Pronti all'attracco! Recuperate quella fava di Paletti!
(VOCIARE)
EMO: Vieni Paletti. Vieni, vieni!
- Dammi una mano, pezzo di merda! - EMO: Ti è piaciuta
- la rinfrescatina? - Sì, ma due ore in acqua no, però!
Un caldo noi sulla barca. Dai, vieni su. Le scarpe?
- L'ho perse. Ho perso tutto. - Guarda che t'ho portato?
>VITTORIA: In tutto questo tempo il Chiezzi cos'ha fatto? Ha litigato
- con qualcuno, non lo so? - No, che io mi ricordi no.
C'era soltanto Massimo che lo pigliava in giro, ma così, tanto
per fare. Tra gli psicofarmaci, il sole e l'alcool,
a quel punto non so proprio dove avesse la testa, eh?
(RISATE, FRASI INDISTINTE)
- C'è il Chiezzi, questo strozzinazzo! - No, dai...
>VITTORIA: Oh, quindi, psicofarmaci e alcool.
>EMO: Eh sì, ultimamente non si fa mancar proprio nulla.
>VITTORIA: E a parte questo delirio gli ha detto qualcos'altro?
>EMO: No, mi pare di no. Anche perché sa, noi s'era concentrati
tutti sul Paletti.
Eh, arrivan quelle della lap dance e te sotto a godé. Vai!
- Oh, che fate? - Eh, ti si lega. - Come, legato?
- E' pure più erotico, no? - Erotico? Si, va bene. E le spogliarelliste?
- Ora arrivano! - MASSIMO: Eccomi!
Son la prima! Modello Giuditta... aah!
- Eh, no, no. Mò arrivan quelle vere. - Ecco, quelle vere. - Balliamo!
- Sì. - EMO: Ragazze? - Ragazze?!
- Ragazze? - Eccole! - No! Oh, oh! Frena!
(FRASI INDISTINTE, RISATE)
- >VITTORIA: E poi cos'è successo? - Mah, nulla di che. S'è fatto fare
un po' di via crucis e poi la sera s'è crocefisso.
E come doveva finire questa divertentissima messa in scena?
Il piano era quello di buttargli una secchiata di piscio collettivo
dall'alto, no? Ma qualcuno, al posto del piscio,
ha pensato bene di buttar giù il Chiezzi.
EMO: Andrea Paletti, meriti la grazia sì o no?
- TUTTI: Sì! No! - EMO: Ma, o Grande Cinghiale
che vegli su di noi, sii misericordioso
e mandaci un segno di perdono!
- EMO: T'ho detto mandaci un segno! - (TONFO)
- EMO: Che cazzo! - Oh! Oh, dove cazzo andate?
E chi ti dice che non sia stato un incidente o... un suicidio?
Eh, per il semplice motivo che Fioretto ha visto uno
- che lo buttava di sotto. - Ah!
- EMO: Ah. - E secondo te chi era che poteva avercela con Chiezzi?
EMO: Eh, è il direttore di banca, ci si ha tutti il conto lì.
Tra questa crisi e le porcate che fanno, non ce n'è uno che non
- ci avesse litigato di brutto. - Ma scusa, dopo che è caduto giù
dalla balaustra, hai notato qualcosa o qualcuno di sospetto?
No, davvero, non so che dire. Anche perché s'era tutti incappucciati.
>EMO: A parte ovviamente la fava di Paletti, e Massimo, mi ricordo,
che stava ai piedi della scala che portava di sopra e aveva
un occhio nero.
>VITTORIA: Aspetta, aspetta. Quindi l'unico che hai visto
è stato Massimo che era ai piedi della scala che portava di sopra
- dov'era Chiezzi? E' così, giusto? - Sì, ma non penserai mica ora
che possa essere stato lui, eh?
Assolutamente, no no.
- No, io già fatta. - No, via... - Anch'io. - Vabbè, ragazzi, cazzo...
- Dai, giù, te la faccio io! - Oh, Gino, falla te, dai!
- Ehm... quanto mi dai? - Com... per cosa?
- Per la telefonata. - PALETTI: Ma come quanto ti do per la telefonata?
Lui si fa pagà anche per salutarti, figurati per farti una telefonata!
Ma non lo vedi che sto... che sto in mutande?!
Ho perso il portafoglio, tutto in mare! Tra l'altro
- mi ci avete buttato voi! - Allora facciamo così.
- Così come? - Io ti firmo il regalo,
va bene? Però non ti do un euro.
- Ok? - Gino, mi fai schifo.
- Non lo dì due volte se no non ci parlo. PALETTI: Sei come un fratello.
GINO: Pronto? Senta, io le ho telefonato
per felicitarmi con lei per questo splendido giorno.
Guardi che lei questo giorno, stia tranquilla,
se lo ricorderà per tutta la vita.
No, no, no, guardi, io sono onorato di essere stato invitato.
Se la goda questa giornata. Eh?
Sì, grazie, grazie, e... arrivederci.
- Ma non le hai detto niente? - Guarda, era così felice
- che mi son sentito stringere il cuore. - No, ragazzi! Vi prego...
- Ma no, no, no, non fare così! - Vi prego!
- Non fare così! - Alberto! - (VOCIARE)
Ci si pensa dopo, non è il momento ragazzi, per favore.
Vi devo anche far firmare il foglio per la requisizione dei cellulari.
PALETTI: (frignando) Ma come devo fare, non lo so io!
PALETTI: M... m... m... m'aiuti, qualcuno? Via!
Adesso vi dobbiamo anche firmare il permesso per farvi i cazzi nostri?
GOVONI: No, Viviani, è che ce li abbiamo in consegna.
GOVONI: Se c'è un problema chiama la polizia.
- Polizia! - GOVONI: Cosa c'è?
- Eh, secondo me qua c'è un abuso di... - GOVONI: Viviani!
- GOVONI: Firma. - (APRONO LA PORTA)
Fioretto?
VITTORIA: Venga.
E vi lascio il mì cellulare, ve lo lascio se mi fate fare
- una telefonata. - Il tù cellulare è rotto, Paletti.
E come ro... ve... ve lo lasciavo. Via, una telefonata. Te l'hai fatta?
Quindi lei è salito sulle scale e ha visto chi ha buttato di sotto
- il Chiezzi? - Ma no, non è che proprio l'ho visto in faccia.
- Eh, però stava di sopra, giusto? - Sì, è esatto.
Eh. E... come mai era di sopra? Che... cos'era successo?
Allora, è andata così. C'era Emo che aveva detto a tutti che si doveva
piscià in un secchio, solo che a me non mi veniva.
- Più mi sforzavo e più non mi veniva. - EMO: Oh, allora?!
- Non mi viene, oh! Allora? - Devi seguì il flusso,
respirà e... pshhhh!
- Oh, ragazzi, un sarà mica un poco troppo eh? - Oh, no ragazzi,
non scherziamo eh? Il rito è rito! Qua bisogna pisciarci tutti!
MASSIMO: Emo! Guarda! Piscio radioattivo!
- Con tutte le goccine... è fosforescente! - (RISATE)
EMO: Ragazzi, doccia di piscio sulla testa e la si chiude lì, dai!
- Se un mi scappa cosa devo fare? Eh! - EMO: No, no, no! Come? No, no,
la regola è tutta la loggia. E te sforzati, dai!
Vieni qua, Fioretto, bevi un po' di questa birra calda.
Vedrai che tu pisci dopo, vai!
EMO: Fioretto? Fioretto, guarda che se te non pisci
- ti tocca portà il secchio eh? - >VITTORIA: Però alla fine
- non l'ha preso lei. - >FIORETTO: No, no, perché toccava al Chiezzi.
>FIORETTO: Siccome era la prima volta che partecipava, doveva fare
- almeno una delle schifezze. - VITTORIA: Ho capito, e poi?
- VITTORIA: E poi che è successo? - E poi, durante la cerimonia,
niente... m'è scappata. - PALETTI: Però basta ora, via! Tiratemi giù
- da qui! Voglio tornare a casa! - EMO: Te andrai a casa
quando sarai purificato a modino!
Ma dai, ma che cazzo dici? Dai!
- EMO: Sei colpevole sì o no? - PALETTI: No!
- Scusa, ma il secchio dove l'hanno messo? - Su, perché?
- Perché ora a me mi scappa. - E allora moviti, vai, vai!
Moviti che ora lo tiran giù. Vai!
- PALETTI: Sono peccatore! - EMO: Tu, Andrea Paletti...
>FIORETTO: Allora ho detto vado su di rincorsa e provo a farci la pipì
dentro prima che tirino di sotto il secchio, e lì sopra che ho visto
- che c'eran questi due monaci che si picchiavano. - Ah!
- (GRIDA) - FIORETTO: Erano incappucciati, al buio, non...
- non l'ho riconosciuti. - (TONFO)
>FIORETTO: Poi, quando l'assassino è venuto addosso a me...
- (GRIDA) - >FIORETTO: ... le dico la verità, ho avuto paura che
m'ammazzasse. Mi sono impietrito, mi sento anche in colpa. Non ho
provato a fermarlo, niente. M'ha messo una mano sulla faccia,
con quell'altra mano m'ha dato un cazzotto, m'ha buttato in terra,
e lì sono rimasto. Ho visto anche che scendeva le scale ma son rimasto
fermo. Poi mi sono alzato e ho visto che m'aveva bucato.
- L'ho sentito proprio. - Ma no le aveva tirato un pugno?
- Ma forse aveva un anello, non so. - Uhm... un coltello...
Ma no, un coltello no, m'avrebbe tagliato, eh.
Una cosa più a punta, un... punteruolo, un cacciavite.
- Un anello con la punta, forse. - Un anello con la punta,
potrebbe essere, sì. Ma insomma, non l'ha proprio riconosciuto, niente?
- Non ha... - Mah, era buio. Ma l'ha visto come son questi cappucci,
- non si vede nulla, non si vede il viso. - Ma un dettaglio,
una cosa no? Niente?
Mah, forse quando m'ha messo la mano in faccia, sì. Ho visto
- che spuntava una camicia. - Ah! - >VITTORIA: E di che colore era?
- Era buio... era rosa, mi sembra. - Ma un... rosa salmone?
Sì, rosa salmone. Ma perché, è un problema?
- Assolutamente. - PALETTI: Govoni, scusa eh? Ho pensato
- ad una cosa. - GOVONI: No... - PALETTI: Aspetta un momento,
fammi spiegare. Se te mi presti il tuo cellulare... - GOVONI: Sì.
- ... e io faccio la telefonata, non vale come... - GOVONI: No. - Il tuo
- cellulare... ma che ti costa? - (CAMPANELLO) - Scusa eh?
- Ci metto un minuto. Come non si può? - (CAMPANELLO)
Non si può... ma mica è il regolamento, mi presti il cellulare
- a livello personale. - GOVONI: Guarda un po', a livello personale.
PALETTI: Son venti minuti che sta al telefono, vale come due telefonate.
- PALETTI: Per favore, un secondo... - (FISCHI) - ... ci metto un secondo.
- GOVONI: Stai intralciando la fila. - Oh, ciao, eh, ciao, Tizzi. Scusa un
- momento. Non è che potresti prestarmi il cellulare un secondo?
- Ho detto di no! - E' un'emergenza. Un sms. Un sms non è una telefonata!
- Qui, seduto e zitto. - Ho chiesto un sms. - Emo, è libero qui?
Ma certo tesoro. Mammina mia, o che chicchina sei stasera, Tizzi?
Grazie Emo, sempre gentile. Ce ne fossero come te.
- Vole insinuà qualcosa? - C'ha detto?
Niente, niente, lascia perdere. Non mi ci metto in mezzo con quella lì.
- Ma come mai è qua la Guazzelli? - Eh?
- Come mai è qua la Guazzelli. Un po' chiediglielo? - Un fà prima
- a chiederglielo te. - Non ci parlo più con quella! - Ah, ho capito.
- Avete deciso di rimanere in buoni rapporti, vedo. - Guarda che io non
ho nessun problema, è lui che ha deciso di non parlarmi più.
Ma lo capisco, piccino. Il passaggio dalle elementari alle medie è tosto.
Dice che il passaggio dalle elementari alle medie è tosto.
Ho sentito Emo, grazie. Comunque digli che non ha risposto
- alla mia domanda. - Dice che non hai risposto alla sua domanda.
- Quale domanda? - Quale domanda? - Perché l'hanno chiamata qua
- in commissariato. Dai. - Perché t'hanno chiamato qua
in commissariato? - Mi hanno convocata come persona
- informata dei fatti. - Quali fatti? - Quali fatti? - Non me l'hanno
detto, e comunque digli che son cose che non lo riguardano.
Dice che la cosa non ti riguarda.
- Ah, non mi riguarda? - No. - Eh certo, sono qui da 784 ore
e non mi riguarda? E' morto un mio amico e non mi riguarda?
- Ma... dillo! - Sì, glielo dico. Siccome siam qui da settece...
- No, ma comunque non mi risulta che tu ci fossi così amico! - Sentite, ma
- parlate tra di voi! - No, no, non mi importa, guarda!
Ma posso stare qui a reggervi il moccolo mentre voi litigate? Oh!
Oh! Ma non stiamo litigando! Io sono molto calmo, molto calmo!
Pensa quando si agita. E comunque hai cominciato te,
- basta che ti fai gli affari tuoi. - Io mi faccio anche gli affari miei,
ma è quasi praticamente impossibile quando arrivi vestita tutta
così come se dovessi andà...
- daaai! - A un matrimonio, forse?
- Massimo, va al matrimonio! - Ah...
Ah, hahaha, eh? Bella scusa.
Andarci vestita tutta inguainata. Questo cos'è, un vestito? No!
Questo è un preservativo tagliato corto, dai!
Massimo, se tu non scopi più non è che ci posso rimette io, eh?
E te invece scopi, eh? Poi chiediglielo, Emo.
- "Scopa la Guazzelli? Quanto scopa?" Chiediglielo, dai! - Ma ti pare che
- io possa chiedere a Tizzi... oh! - No, ma soprattutto non sono
- cazzi tuoi! - E certo, perché son cazzi tuoi, vero?
Son cazzi tuoi! Guarda, un lo voglio sapè, vado via! Che schifo! Vado via!
- Ecco, bravo, vai! - MASSIMO: Eh, certo. - Vai! - MASSIMO: Govoni,
- senti, posso andà a piscià o volete trattarci come delle bestie?
- Oh, Viviani, ma che problemi c'hai? - Parecchi, voi ti faccio un elenco?
No, no, no, per carità, vai in bagno, lì a sinistra. Datti una rinfrescata.
- Eh, vado sì. - GOVONI: Se qui stringiamo, magari, eh? Sì...
(QUALCUNO ENTRA NELLA TOILETTE)
>UOMO: Quindi quant'è che non scopa, allora?
- >UOMO 2: Boh. - >UOMO: Da tanto comunque.
>UOMO 2: Tanto? Saranno ere geologiche.
- Ma col Viagra ci ha provato? - Non è questione di Viagra.
E' nà cosa psicologica. E si deve mandà a fà vedere.
>UOMO: Oh poveraccio...
Oh! Ma come cazzo vi permettete?
Certe cose ditele in faccia alle persone! Merde!
- Viviani, ma... che sei di fori? - Ma che voi, oh?
Hai bevuto anche oggi?
Hahaha, ah... ci siete cascati, eh? Hahahaha!
V'ho fatto crede, eh? Aah! Ta! Hahaha!
Imbecilli! Hehe!
- UOMO: E la moglie allora che fa? - UOMO 2: Diventerà santa, che fa?
- UOMO: O troia.
- (BUSSANO) - Oh, Viviani? Ci siam calmati o no?
- Io son sempre stato calmo, sempre. - Oh, e se sei agitato cosa fai?
- Testate nel muro? - Govoni, che cazzo vuoi?
Appunto. Dai, la Fusco ti vuol parlare, andiamo.
Arrivo.
- Siediti pure, eh? - Beh, che dovevam fare?
- L'interrogazione in piedi, prof? - Sì, sì, infatti, facciamo subito.
- Dai, su. Allora? - Esatto. Immagino tu voglia sapere
- com'è che sono finito in mezzo a questa cazzata? - Eh, magari!
Eh, m'hanno incastrato con la scusa di scaricar le casse nella stiva.
- Sì? E chi è che ti ha incastrato, sentiamo? - Il reparto geriatrico.
- Mh. - Son venuti la mattina a prendere le cose da beve
per la zingarata, e allora m'è toccato alla fine portargli le casse
- perché a loro non ci stavano più. - Con questa abbiamo finito, eh?
- Massimo, dici che bastano? - A me basta che mi pagate...
Tranquillo Massimo, siam gente seria noi della loggia.
Sì, infatti, lo si capisce dal nome quanto siete seri.
- Loggia del Cinghiale. - EMO: Beh, è serio, cazzo ti giudichi?
- Si capisce. - Se un ci credi vieni a vedere,
- così ti diverti un po'. - Guarda,
nemmeno se me lo chiedete in ginocchio in ceceno.
- Ragazzi, pronti? Genuflessi. - Ho detto "nemmeno." - Ok.
E invece faresti bene a uscire di qui.
PILADE: E certamente. Vedi un po' di gente, fai nà bevuta...
- Ti levi dalle palle. - Marchino, oggi non è giornata, eh?
MARCO: Capirai, e n'anno che n'è giornata.
Ha ragione lui! Sempre lì a rimuginà!
Vieni con noi che ti fai due risate, no?
A cosa serve fà dù risate, ragazzi, eh?
Ma lo dico anche per voi, alla vostra età, che domani vi svegliate
- sotto a un cipresso, dai! - Toh! E fammi anche toccà
- che è meglio! - A trovallo, Gino.
- Stai tranquillo che c'è e lo trovo. - Ma poi scusate, avevo capito
che era una loggia chiusa, no? Che ci potevan venire soltanto
quei cretini che avevano fatto l'iniziazione.
E' vero, ma ogni volta cinque di noi c'hanno la wild card
per portare un esterno, e si dà il caso che io oggi abbia una wild card.
Wild... cosa? Ma... questa se l'è inventata la maestra dell'asilo
- o è proprio un'idea vostra. - Senti, ma te le goccine per l'umore
- Le prendi sempre o noi? - MARCHINO: Sì, ma un gli fanno
- na sega. - EMO: E allora aumentiamo il dosaggio.
- Già aumentato. - EMO: E allora aumentiamolo di più.
- (MASSIMO FA DEI VERSI) - Com'erano?
- Bone. - Ecco, bravo, ora che ti sei rilassato
- vai, vai! - EMO: Beh, ragazzi, dai, diamoci una mossa, eh?
Qua c'è da caricar la macchina, da stivare in barca. Massimo?
- MASSIMO: Eh? - Ci dai una mano te per piacere a portar
- le ultime casse? - Cosa? - La mì macchina è piena.
- Ma non ci penso nemmeno. - EMO: Guarda che io lo dico per te.
La colletta per il vetro noi la si fa alla barca. Se vieni pigli i dindini
- subito. - MASSIMO: Va bene, ci vengo.
Che qualcuno di voi sicuramente finisce in coma etilico
- e a me mi salta una quota. - >MASSIMO: Mentre ero lì
a metterle a posto nella stiva, è successo che...
Le casse col gin mettile su quel mobile, guarda.
- GINO: Più a portata di mano, dai. - Bimbi, ma saranno anche
- un po' fatti vostri, eh? - PILADE: E dai, facci l'ultimo favore!
- Eh... - Dì, guarda, visto che non vieni, almeno una bevutina.
Bimbi, un ciò più 16 anni, e manco 80 come voi.
Ma se bevi questa rinasci. Vita nova, fava nova.
- Bevi il Casanova. - E le galline han fatto l'ova.
- E l'han fatte tutte nere e a te ti tocca bere. - Bimbi, un posso,
- prendo le goccine. - Appunto, alla goccia.
Va bene, allora: se bevo però poi mi mandate via, eh?
PILADE: Sì, il budello della tù zia. Toh!
- Mh! - E' come nà medicina. E' cattiva
- ma poi fa tanto bene. - (ROMBO DEL MOTORE) - Ah!
- Dimmi che cazzo succede! - Si va a fà nà giratina.
MASSIMO: Ma che ca... cosa? Nà giratina? Ma che... ma dove?
Ma cosa dite, no! Ma... ma... ma fermate la barca!
Massimo, siamo già partiti, datti nà calmata!
Ma come partiti, io non... io c'ho problemi là fori!
Il tuo problema è non mandà affanculo i problemi!
Sai che forse c'hai anche ragione? E allora sai che ti dico?
- Vaffanculo Gino! - E bravo Massimo!
- E vaffanculo pure te, Pilade! - Bravo, bravo, sfogati!
E vaffanculo tutti, vaffanculo il mondo...
- PILADE: Bravo! - ... vaffanculo il bar, vaffanculo
questa rincorsa verso una felicità che non arriverà mai!
Allora sai che ti dico? Felicità, vaffanculo!!
(MUSICA DISCO IN SOTTOFONDO)
("SE MI LASCI NON VALE" IN SOTTOFONDO)
(CANTANO "SE MI LASCI NON VALE")
>VITTORIA: Ed è in questa ossessione di bevute, Massimo,
che ti sei fatto... quell'occhio nero?
- Dici questo qua, eh? - VITTORIA: Eh. - Eh... sai che non...
- non ne sono sicuro? - VITTORIA: Ma cosa vuol dire non ne sono
sicuro? In che senso... cioè, come... te lo sei fatto e non ti ricordi
- come, Massimo? - Vittoria, te lo ripeto con parole semplici:
- non ne sono sicuro. - Ah, cioè, tu non lo sai... - Non lo so!
- Vittoria... - ... un pugno, però, non lo sai, non ti accorgi?
- E' straordinario, eh? - Vittoria, Vittoria, c'ho un black out.
- Ah! - Non mi ricordo niente. - Niente, assolutamente. - No, no!
- Dopo la stiva non mi ricordo più nulla. - Ah, benissimo,
- perfetto direi. - Guarda che non è una bella sensazione. - Cosa?
Il fatto di essere talmente ubriaco che non ti ricordi niente?
Anche quello è brutto, però... c'è di peggio.
Ah sì? Tipo? Quale sarebbe questo "peggio"? Sentiamo.
Eh, beh...
la sensazione di... di...
sentirsi inadeguato, un fallito, uno che ha tanta rabbia dentro...
- VITTORIA: Va beh, stà cazzata. Allora, non... scusami. - (TELEFONO)
Pronto? Ah. Ah, ecco.
VITTORIA: Ho capito. Va bene, grazie.
Arrivederci. Niente, era il medico legale, viene dall'obitorio.
- Ah. - E pare che la vittima non sia morta
per la caduta ma per strangolamento, Massimo.
- Quello s'era già capito, no? - Ah sì? Perché?
- E come perché? - Perché? - Non è così alto da dove è caduto
il Chiezzi. Poi c'aveva un segno rosso sul collo.
Ah, ma allora la vittima l'hai vista! Allora qualcosa ti ricordi, però!
Vittoria, la mattina, quando siete venuti a prendermi, l'ho vista,
- Vittoria. Il resto proprio sprazzi di immagini, niente. - Niente.
Ehm... odori, caos. Caos, odori.
Niente, solo questo, cioè, nient'altro? Tu non ti ricordi
- assolutamente niente? - Ho bevuto litri di alcool.
- Bravo, bravissimo. Proprio... eh? - Ero imbottito di psicofarmaci...
- Pure. - Non ero in me. Avrei potuto fà
la qualunque, dai! Non... non... non... ah...
- chissà che cosa ho combinato, anzi. - Eh, appunto.
- Appunto. - Appunto che?
No, è che...
- No è che cosa? - Eh no, dice che l'assassino aveva
- una camicia rosa, Massimo. - Embè, eh...
vabbè, e allora? Sì, c'ho la camicia rosa, che a parte...
è salmone questo, comunque. Comunque è rosa, però... e allora?
Non sarò l'unico, no? Coso, coso ce l'aveva, ehm...
- Bernardini. - Infatti Bernardini poi l'interrogo. Adesso però parliamo
- di te, Massimo. - Vittoria, che ti devo dì, un mi ricordo nulla.
Eh, non lo so, dimmi qualcosa Massimo. Hai un'occhio nero,
hai la camicia rosa, non ti ricordi come te lo sei fatto, Emo dice che
stavi ai piedi della scala che andava su dove stava il Chiezzi
e hai una denuncia da parte della vittima! Vedi tu.
- Cosa? Una denuncia? - Non lo so, se puoi dirmi qualcosa
mi fai un piacere. Grazie.
Che cretino, guarda! Ma è proprio imbecille.
MASSIMO: Guarda, cioè... cioè, è bravo, cioè...
pace all'anima sua, dico, eh? No, vabbè, adesso
chi se ne frega, però... ma dai, ma per uno scazzo da nulla...
Ah sì? Uno scazzo da nulla è stato tra di voi?
- Ma sì, ma un c'è stato niente di che, dai! - Dimmi un po', racconta.
- Cioè? Com'è andata? - Ma no, sono andato a trovarlo
in banca, perché... così, per parlarci di una cosa...
>MASSIMO: E niente, all'inizio abbiam parlato normalmente...
Colazione a domicilio! Haha!
Oggi è il tuo giorno fortunato, guarda qui!
- Viviani. Ma... il carnevale non era finito, no? - Beh, sai com'è,
l'ultimo appuntamento me l'hai dato... quand'era? A febbraio?
Eh, ma sai com'è? Son stati mesi un po' pieni.
Ma sai com'è, quand'uno c'ha un urgenza...
Eh, ma sai com'è, qui siam sempre pieni d'urgenze...
anzi, come vedi c'è la signorina, quindi se non ti dispiace...
No, no, prego, prego. Ma guarda che ci mettiamo soltanto un minuto.
Te mi fai una proroghina e io ti lascio tutto il pomeriggio
- la Guazzelli. - Ancora? Un'altra proroghina?
Eh, ma sai com'è, se un mi fai la proroghina a me mi tocca chiude
- il bar-ri-ri-ri-rino! - >MASSIMO: Poi io effettivamente
ho un po' alzato la voce e lui s'è un po' scaldato, ma sulla
- presa di culo, capito? - ... con calma e ne parliamo,
- adesso però, per favore, esci dal mio ufficio. - Ho capito!
Ho capito ho capito. Voi che ti venga a spaccà le palle a casa.
- Eh no. - Io ci vengo. - Eh no, questa è una minaccia. - Noo,
ma che minaccia. Se facessi così, eeeeehhhhh!!!
- Questa sarebbe una minaccia. - Il Viviani ha sempre voglia
di scherzare. Solo che se non esce da quest'ufficio, poi mi tocca
- denunciarlo. Poi gli avvocati... - MASSIMO: Eeh, denunciare
- adesso. - Bernardini! - Guardi che con la Guazzelli
- ci conosciamo. - Purtroppo.
- Bernardini! - A quest'ora mi aveva già fatto 4 o 5 proroghe...
- Viviani...! - Oh, Bernardini, come sta? - Lo accompagni fuori?
- Non l'avevo vista... - >MASSIMO: E poi
nulla a confronto di quello che è successo col Bernardini.
- >VITTORIA: Ah sì? Perché? - >MASSIMO: Vittoria, dovevi vederlo,
l'ha trattato di merda, l'ha sbiancato,
- guarda, ma proprio una cosa che io... - Ora vediamo?
Bernardini, tu ti devi svegliare! Ma ti sembra normale che un cliente
entra nel mio ufficio solo perché c'ha un vassoietto in mano?!
- Oh direttore, e non l'ho visto entrare... - Bernardini, tu non vedi
mai un cazzo, questo è il problema! Io una cosa t'ho chiesto, una!
Ma tu sei nato rincoglionito o ci sei diventato?!
>MASSIMO: L'ha sbiancato, guarda, ma proprio una cosa che io...
- non ho mai visto una cosa del genere. - Sì? E... e perché
però alla fine ha denunciato proprio a te?
Non lo so... magari sull'onda, lì per lì, poi voleva ripensarci,
non lo so, per dimostrar qualcosa a Bernar... non lo so, Vittoria, dai!
- Non lo so. - Allora senti, facciamo così. Adesso...
fermiamoci un attimo, su. Però io te lo dico, Massimo, non...
- non è bella la tua situazione. - Eh, ho capito.
Eh no, forse è il caso che... capisci qualcosina in più.
Forse.
- E la Guazzelli dov'è? - Sì, la Guazzelli.
- Guazzelli è andata. - Mi sa che te con la Tizzi
- devi cambià strategia. - Eh, mò! - Sì, vabbè,
ho capito, lasciamo stare dai. Comunque l'ha chiamata Govoni,
- non so che doveva firmare. - (MASSIMO GEME)
Sentite bimbi, ma... quando il Chiezzi è caduto di sotto, no?
- Io dov'ero? - Se non lo sai te.
Eh, Aldo, se lo sapevo non te lo chiedevo, dai!
Ma un ti inquietà!
- Magari eri per lì. - La Fusco ha detto che tu m'hai visto
- al bordo della scala, è vero? - E' vero, eri senza cappuccio,
stavi lì a fissà come ubriaco. E infatti eri ubriaco.
Come sò arrivato quindi non lo sappiamo. E dov'ero prima?
Boh? A un certo punto sei scomparso.
Sì, però a costruir la croce lui c'era.
E' vero. Sì, te nella caletta c'eri. Poi, a un certo punto boh?
- Ti s'è perso di vista. - Quando?
Poco prima della processione.
Processione? Croce? Ragazzi, io un mi ricordo nulla!
- Allora, ascolta. - Eh... - Il Paletti era legato al palo.
- >MASSIMO: Eh. - (GRIDO DI GABBIANI)
PALETTI: Aiuto! Ma non c'è nessuno?!
Ma dove cazzo siete?!
>EMO: E noi si stava costruendo la croce.
>EMO: Te sei arrivato canticchiando.
MASSIMO: # Pezzi di merda? #
PILADE: Vai! E' arrivato quello bono!
MASSIMO: # Merdine a tocchettini? #
EMO: Dai Massimino, ma cosa c'hai?
- Me lo dovevate dì, me lo dovevate! - Ma dire che?
Che veniva anche quella merda del Chiezzi!
- ALDO: Ma non lo sapevamo! - Ma poi perché ti si doveva dire
- a te, scusa? - E perché così un venivo!
MASSIMO: Quando vai in banca ti tratta sempre co... co... co...
come se fossi un pezzente!
Ti chiude il bar, poi invece arrivi qui
e fa tutto l'amicone, ciao ciao,
"Oh, ma perché un ci si vede più spesso?"
"Bisognerebbe chiamarci, eh?" Ma va' a cagare!
PILADE: E te lascialo perdere! Fa conto non ci sia.
Eh, io faccio conto, ma... ma sento la puzza.
Altro che il Paletti, bisognerebbe crocifigge il Chiezzi!
Anzi, bisognerebbe impalallo.
Come il legno col tarlo.
E piano piano...
apprecolallo!
EMO: Come mai quella faccia?
Eh, perché ce l'ho a morte col Chiezzi!
Eh, ho capito, ma era così, per scherzo, dai. Eri ubriaco fradicio.
Avevi mescolato vodka, birra, goccioline, un lo sapevi neanche te
- cosa cazzo stavi facendo. - Eri completamente fuori controllo.
Appunto.
PILADE: Pronto? E' un omo che parla spagnolo.
- Merda! Il babbo di Susanita. - Ah... attendas pregos.
- Cosa faccio, riaggancio? - No no! - Eh, ma allora cosa gli dico?
Ehm... parlagli, calmalo, digli... digli che c'è stata una difficoltà.
Buenas dias senores!
Io soy... Pilade.
Amicos de... fidanzato Susanita!
No, no, non dica così!
Eh, hehehe. Los Paletti? Eh, es muy bravo muchacho!
No, ma...
- esta un problema, eh... - Una difficoltà.
No, no, no, lui fatto nada!
- No, no, no, tu, tu non intiende! - Ma come non intiende?
Eh... eh... no, no... e allora nada!
- Te salutos, piezzo de mierda! - No no no no! Come...?
No, no, no, ehm... sc... ehm... perdonalo!
- Hijo de puta, tu madre cabrona! - (TRAMBUSTO) - Boni, boni!
- Eh no, bono te! Una telefonata... - Ma ammazzati te, piezzo de mierda!!
- Ha riattaccato. - Sono nella merda.
Sono nella merda! Sono nella merda!
- Oh, Paletti, ma sai dì solo questo? - No, quelli ora s'incazzano davvero!
- Qualcuno deve fermarli! - Ma ci siamo noi, ci siamo!
Ma come ci siete voi? Quelli vengono a prendermi qui! Io devo uscire!
(TRAMBUSTO)
- Ooh! Ma ci state zitti?! Govoni! - Eh?
Siamo 30 in un corridoio, qua se la gente sbrocca diventa un bordello!
- UOMO: Eh, bravo. - E allora? - Non sarebbe il caso di rinchiuderlo
- da qualche parte? - Come rinchiuderlo? - Non sarebbe una
- brutta idea. Paletti... - Forza, vai! Forza, vai!
(TRAMBUSTO)
EMO: Vai!
Vengono i colombiani a prendermi!
- TUTTI: Vai! Vai! - >PALETTI: Aiuto!! Aiut... aiu...
- Ooh! E' tornata la pace! - Ooh! - (APPLAUSI)
- >GOVONI: Dai, non far storie... - No no, non lo faccio più!
- Non lo faccio... no, no! - Dentro!
PALETTI: No, no, vi prego! Noo! No!
PALETTI: Govoni, aspetta, aspetta...!
PALETTI: No! No, noo!
PALETTI: (piangendo) Io non voglio morire!
PALETTI: (piangendo) Aiutoo!
- Cioni! - Eh?!
- Vieni qui! - Che c'è?
- Ho trovato una cosa! - Che è, nà cintola?
Eh! Mi sa che c'è anche un po' di sangue sulla fibbia!
- Buono, no? - Buono una sega.
- Potevi farmi finì almeno il panino? - E che voi da me?
>VITTORIA: Quindi insomma quando è entrato Massimo tu eri già
- dentro l'ufficio del direttore? - Sì, avevo preso un appuntamento
- perché volevo chiedere un prestito. - Ah, un prestito per cosa,
- se posso chiedere? - Mah, ehm... magari non subito, un po' più in là,
però... sì, insomma, io spero prima o poi di aprire un bar tutto mio,
ecco, e... e quindi volevo capire se era possibile, insomma...
E con il Chiezzi andavi sul sicuro.
- In che senso? - Beh, nel senso che era uno che non si tirava
indietro con le donne, no? Giusto?
- Con me è stato molto gentile. - Appunto.
Vabbè, comunque, stavamo dicendo che tu eri lì
- che parlavi col Chiezzi. - Sì, stavo parlando col Chiezzi
quando all'improvviso entra Massimo vestito da cameriere.
TIZIANA: ... di aprire un bar tutto mio, quindi magari non subito...
- (BUSSANO) - ... però... - Colazione a domicilio!
- Viviani... - Ecco qua,
- oggi è il tuo giorno fortunato. - Guarda, quando ti vedo
- è sempre il mio giorno fortunato. - Ti ci ho messo anche
- un po' di cacao. E sai perché? - Perché?
- Hm! Perché ti voglio bene. - Ah!
Anch'io ti voglio bene. Senti, ma da quant'è che non ti fai vedere?
- Due ore? - Eh, se non m'ascolti... eh,
mi rivedi qui fra altre due ore, e altre due, e altre due...
- Sai che ho capito? - Cosa?
Perché ti chiude il bar. Manco un cappuccino sai fare,
- sembra brodo. - >TIZIANA: Però, secondo me, il Chiezzi un po'
- ci godeva a umilià la gente. - La mancia... - E invece mi sa che
- ne hai bisogno. - No, no, ma... gli spiccini in tasca mi danno a noia.
Tu li sai fare i conti, no? C'hai i buffi fino al collo.
Eh, peccato che quando i conti li devi fà co uno strozzino,
- non tornano mai. - Eeeh...
che paroloni! Poi davanti a una signorina.
Eh, ma è bene che la Guazzelli sappia subito con chi ha a che fare.
Con uno sfigato che ha avuto un colpo di culo?
Io sarò anche uno sfigato, ma te sei proprio uno sciacallo di merda.
- Moderiamo i termini, Viviani. - Perché, se no?
- Guarda che qui non tutti hanno l'acqua alla gola come te. - Ah...
C'è gente che li sa fare gli affari. Mh?
Hahahaha...
E' vero, hai ragione te. Io non sò bono a farli.
- Perché son troppo bono. - O troppo scemo?
E vediamo, mh? Ma quanto scommetti che stavolta te la proroga me la dai?
E con cosa scommetti? Coi tappini delle Sprite?
- No, cò queste. - Aah! - >TIZIANA: Poi lui è passato alle minacce.
>TIZIANA: Forse perché c'ero io, e quindi voleva fà il grosso,
- il ganzo. Manco fossimo alle medie. - ... al collo,
- e poi stringo forte! - Oh, che fai?!
- Oh, Massimo, ma stai di fori?! - CHIEZZI: Bernardini!!
- Oh, Viviani! - (TRAMBUSTO)
- Io ti denuncio, hai capito? - (TRAMBUSTO)
- Io ti denuncio!! - (TRAMBUSTO)
Però, da quello che ho capito, Chiezzi dopo si è comportato...
insomma, è stato aggressivo anche col Bernardini.
Ora questo non lo so, loro sono usciti, io sono rimasta in ufficio
e non ho più visto né sentito niente.
- Ho capito. - (SCAMPANIO)
Ma io non voglio morire!
Io non voglio morire! Aiutatemi!!
- E ora chi glielo dice a quella? - Io no, a me quella mi mette paura.
- Ho capito, ma è il tù figliolo, eh? - Sì, mio... nostro, intanto.
- Vai, diglielo te. - No, diglielo te, te sei più brava
- in queste cose. Vai. - E poi ti lamenti che il tù figliolo
- è un caso. - Sì, va bene, vai, vai.
Susanita, hehe... ehm... ci sarebbe un problema.
Manana problema, hoy me sposo, eh?
Ho capito, ma da sola mi sa che ti sposi poco, eh?
- Donde esta Andrea? - E' in commissariato.
- In commissariato, ma che scusa de cono es? - No, no, che scusa?
No no no, c'è stato proprio un problema con la polizia, eh.
- Sì sì. - Eh. - Papa, il cellulare. - Lo vedi? Siamo solo donne,
gli uomini non ci sono, quindi... eh, gli uomini son tutti là...
- (SEGRETERIA) - Ancora staccato, è tutto ieri
- che non mi risponde. - (in spagnolo) Se non si presenta
entro cinque minuti lo ammazzo.
(in spagnolo) Oh, papino, calmati. Stavolta lo ammazzo io!
- Donde esta el commissariato? - Oh Susanita, un è meglio
- aspettarlo qui? - Donde esta el commissariato?
- Giù, in paese, ma che ci si va a fare, scusa? - Vamos, papa. Vamos!
- Apritemi! - Oh, Paletti, però non puoi far così, qui c'è gente
- che lavora, abbi pazienza. - Ti prego, ti prego, un favore solo!
- Ascoltami. - Sentiamo. - Senti, allora, devi assolutamente
chiamare Susanita. La chiami te, eh? Non... non... non la chiamo io.
La devi chiamare e devi assolutamente dirle che io sono
bloccato qui ma non è colpa mia, e che mi aspettino. Capito?
- Va bene, va bene, la chiamo io. - Grazie, grazie. - Tanto un c'ho
nulla da fare, la chiamo io. Vai, Paletti, vai tranquillo.
>PALETTI: No, Govo... Govoni!! Il numero!!!
No! Sono morto! Io ho paura!
Ho paura. Ho paura!!!
- (VOCIARE) - Ragazzi! Ragazzi!
No, allora non ci siamo capiti. Allora, dovete parlare piano
anzi, non dovete parlare per niente che è meglio.
- Va bene? Bernardini. - Bernardini!
- UOMO: Bernardini? - VITTORIA: C'è? - UOMO: Oh, ti vogliono.
- Bernardini? Vai. - Eh, allora venga, Bernardini, su!
- Eccomi. - Forza, avanti che la giornata è lunga
e il commissariato è piccolo. Silenzio, va bene?
- VITTORIA: Grazie, gentilissimi! - EMO: Prego.
- Si può togliere il saio, per favore? - Come?
- Ehm... il saio, se lo tolga. - Ah, il saio... sì...
abbia pazienza eh? Però lo sa che...
con tutto stò casino non c'ho mica pensato, sa?
- Certo, certo... - Ecco fatto... poggio qui?
- Allora, sì sì, benissimo. Si sieda. - Grazie.
- Mi dica. - Lei è sempre stato in buoni rapporti con la vittima?
- Sì, perché? - No, perché insomma...
da una serie di testimonianze di oggi è risultato...
il ritratto di un capo un po'... eh? Un po'... come dire...
aggressivo, insomma. Uno che poteva umiliare.
Mah, aggressivo, hai visto... cioè, l'era uno... capitava, insomma,
che si scaldasse... un po', però...
come dire, era uno che non si serbava rancore.
Quindi io alla fine che posso dire...
per me era davvero un grande collega.
Sì. E lei invece gliene serbava di rancore, dico?
- Io? - Eh. - No, perché?
Perché, insomma, non dev'essere stato facile avere...
- un superiore come lui, no? - Noo... che c'entra?
Ma io gliel'ho detto, guardi, io... mi ci trovavo bene,
anche perché noi... in fondo eravamo amici.
Capito? Quindi io sapevo sempre da amico come prenderlo nel modo
- giusto... - E quindi, se eravate amici, in questo momento lei
- sarà sconvolto. - Sì... no, certo, perché...
poi, guardi, è successo tutto così all'improvviso che io ancora
non... non mi son mica reso conto che... che... che non c'è più, ehm...
Ah. Ma come l'ha presa quella volta che l'ha aggredita davanti a tutti?
Oddio, quella volta lì in effetti devo dire un pochino aveva esagerato,
eh? Peraltro aveva anche ragione. Poi dai, io non sono uno che
si mette a questionare con il proprio... superiore,
- soprattutto quando so di avere torto. - Mhh-hmm.
- E... perché aveva ragione lui? - Eh, beh, aveva ragione perché
m'aveva chiesto espressamente di bloccare il Viviani.
- E perché? - E perché, perché...
perché noi in banca si fanno queste cose, ora io non dovrei nemmeno...
dirglielo, però, insomma... quando c'è qualche cliente un po' molesto,
allora noi si cerca di inventarsi delle scuse per tenerlo
- un po' alla larga. - Perché Viviani era un cliente molesto?
E direi. E l'era un mese che veniva lì tutti i giorni. Ma guardi,
mi creda, peggio di un trapano, eh? E poi...
non c'era verso di mandarlo via.
Eh? Ti pare normale che io un ci riesco mai a parlà. Mai.
E una volta c'ha l'appuntamento. Un'altra volta è in riunione,
un'altra volta come oggi un si presenta, ma... ma...
è più semplice risolve un'equazione di sesto grado
irrisolvibile che parlà col Chiezzi!
- 'Scoltami, Massimo, quello è il direttore anche lui! - Eh, ho capito.
- E stamattina aveva un appuntamento in centrale... - Tutti abbiamo un
- appuntamento. - Abbi pietà anche te, però! - Eh, però, così...
Mi spieghi per quale motivo un tu vuò parlà cò me?
- Perché mi dici sempre le stesse cose. - Ma ti dico quello che mi dice
- di dirti il Chiezzi! - (MASSIMO SOSPIRA) - Eh...
- Bernardini? - Eh lo dico io, no te.
Bernardini guarda, ci sono i testimoni. Qui lo dico e non lo nego.
- Io ti voglio bene. - Eccoci... - Ma no, ma ti voglio bene.
In un certo senso io... ti giustifico anche, però... che vuoi farci?
Voglio essere mandato in culo dal direttore.
- No Massimo, ascoltami, ascoltami... - Io voglio essere mandato in culo
- dal direttore. - ... te l'ho bello e detto. - No, no. - Tu non ci vai!
- Tu le mani addosso... - No, non te le metto le mani addosso
- però non... - (TRAMBUSTO)
Oh, ho capito, ma lo posso vedè da solo? Lo posso vedè da solo?
- Lo posso vedè da solo se... non c'è. - Sei convinto ora?
Allora andiamo, dai. L'è mezz'ora che t'aspetta.
Ma guarda che i... io oggi mi sono preso un giorno sabbatico.
- E mi son detto: "Dove vado? In banca." - E io che ti devo dire?
- Niente. - CHIEZZI: Buongiorno. - Che ti avevo detto?
- Bisogna avè fede. - Abbiam fatto l'abbonamento stamattina, eh Viviani?
Direttore buongiorno. Permette un minutino?
- Che palle, pure di prima mattina! - Eh lo so, guardi, anche quando
avevo i clienti che arrivavano la mattina al bar...
>BERNARDINI: Anche ieri, per esempio, appena l'ha visto
sotto coperta subito... zac!
(MUSICA DISCO IN SOTTOFONDO)
Allora, signori! C'è da bere anche per noi?
(voce impastata) Certo che c'è da bere, vieni!
Così mi spieghi com'è che sei così stronzo, eh?
CHIEZZI: No, no, no, Viviani...
- Che ti ho fatto io, eh? - Lasciami, lasciami stare...
(TRAMBUSTO)
CHECCACCI: No, fermo! Dai!
Eh, vai via. Bravo!
Oggi il direttore non può riceverla
perché c'ha un appuntamento inderogabile, eh? Hehe!
Ma si trattano così i clienti? No!
Tu non sei un cliente, tu sei un poveraccio!
E tu sei un serpente!
Ho visto come ti vuoi scopare la Tizzi. Ma tanto
- la Tizzi non ti scopa! - Dai, calmati.
- Calmati Massimo, dai! - La Tizzi non... - (PIANGE)
Dai Massimo!
- Gliela dà la Tizzi? - TUTTI: No! Non gliela dà!
Permesso. Permesso.
- >VITTORIA: Chi è? - Sono Cioni, commissario,
- dovrei... - >VITTORIA: E aspetta un minuto, no?!
- PILADE: Cioni? - CIONI: Che c'è?
Che tu porti la merendina alla Fusco?
EMO: Bravo Cioni, hai fatto bene a non rispondere a questi disgraziati.
Oh ragazzi, ma un ci sarà mica una biscia dentro a quella busta?
- Eh, nà biscia. E' una cintola. - Ma infatti mi pareva.
- Oh, di chi sarà? - Un sarà mica dell'assassino?
CIONI: Oh, ragazzi, basta. Non è mica un gioco questo, eh?
- Questa è l'arma del... - EMO: Di che?
- CIONI: Di che? - (CIONI BUSSA)
>VITTORIA: (furiosa) Cioni, che cosa ti ho detto?!
- >VITTORIA: Allora?! - Ma che cosa gli è preso?
- Ma che ne so? - Ma dove va? - Sarà andato in bagno.
Goccine.
>MASSIMO: "Effetti collaterali psichici: peggioramento della
depressione, ideazione suicida, modifiche del comportamento
quali ansia, irrequietezza psicomotoria e irritabilità,
peggioramento dei sintomi deliranti e allucinatori, disturbi della memoria
fino a determinare stati confusionali con rallentamento temporo-spaziale
allucinazioni, deliri, aggressività e scatti d'ira anche violenti,
e in associazione ad alcool o a sostanze psicotrope di vario tipo,
tali effetti indesiderati possono ulteriormente aggravarsi."
>TIZIANA: Sono al commissariato, ora sto arrivando. Il tempo
di rifarmi il trucco e arrivo. Vai, ciao, ciao.
Tizzi?
- Tizzi, io... - Eh, dimmi.
- Sono in un casino, Tizzi. - Eh, d'altra parte se ti diverti
a uscì con 30 imbecilli vestiti da frati che pretendi, eh.
Ma che c... ma guarda che mi ci hanno portato a forza, io manco ci volevo
- andà. - Massimo, tranquillo, un c'è nulla di male, i gusti sò gusti.
Ma quali gusti, Tizzi, sei fuori strada. Guarda che è successa
una cosa grave, una cosa seria, Tizzi.
Massimo, ti prego, la carta della vittima non te la giocare, dai,
- non arrivà fino a stò punto. - Ma quale carta... - Sì,
- piange piange e poi quella che ci rimette sò io. - Tizzi!
- Mi... forse m'arrestano! - E forse un ti farebbe male!
Così ti fai una bella esperienza da omo. Vai!
- Allora posso...? - Sì Viviani, devi fà lo zero.
Sì, sì, va bene.
(SI SCHIARISCE LA GOLA)
Ciao amore. Cosa?
Nuda sul letto?
(sottovoce) Aspetta un attimo. Govoni, scusa, è...
è personale.
- (sottovoce) Dottoressa... - Mi dica.
Credo di aver ammazzato un'omo. Anzi, ne sono certo.
>MASSIMO: Cioè, o meglio... non mi ricordo praticamente un cazzo, ma...
ma dev'essere per forza andata così. Mi ci viene il...
il vomito a pensarci, ma... ma ci son troppi indizi.
- Calma! - >MASSIMO: Eh, si fa presto a dì calma con le ansie...
- dell'altri, eh? - >PIERA: Adesso le cambio di nuovo
- cura e dosaggio. - Non credo che aumentà le goccine
serva a qualcosa stavolta. Sono nella merda, dottoressa.
In un mare di merda. In un mare di merda in tempesta.
E non so come ci son finito, e quindi sono ancora più nella merda!
- E quindi? - Non mi ricordo un cazzo!
>PIERA: Lei deve essere in evidente stato
di depersonalizzazione maniaco-allucinatoria.
Magari perché qualcuno m'ha dato tutte quelle goccine? Eh?
>PIERA: Viviani! Sta forse mettendo in dubbio il mio operato?
>MASSIMO: No, no, no, è solo... dico solo che se...
>PIERA: No, no, perché facciamo presto. Cambia medico
- e tanti saluti. - No no no, scusi, scusi, ha ragione.
Mi perdoni, è... che... è solo che...
- forse sono un assassino. - Lei deve riprendere padronanza
di tutte le sue facoltà. Adesso le do...
Ma magari qualcosa che m'aiuta a ricordare.
Viviani, io sono una psichiatra,
non uno stregone. Cerchi di focalizzarsi
- su qualche dettaglio. - Ma quale dettaglio...
>PIERA: Un piccolo particolare, una cosa qualunque
che lo aiuta a risalire... a quello che è successo.
Oh, avanti, ma che... ma che consiglio è? Allora vale tutto.
Un c'è più la mezza stagione. Allora chi fa da tre fa per tre.
Allora un due tre stella, tanto va la gatta al lardo...
>PIERA: Viviani, la risposta dipende sempre dalla domanda.
- Se lei mi chiede una cosa idiota... - Ho capito, ma io come faccio
a ricordarmi il particolare che non mi ricordo niente?!
>PIERA: Ecco, io invece le ricordo che lei non mi paga
da tre sedute, e io sono stata fin troppo paziente!
Ha ragione, mi scusi, mi scusi, è... è quasi una santa, però... sa, io...
- adesso sono un po' in difficoltà. - (PIERA RIATTACCA) - Pronto?
Pronto? Dottoressa?
(ANNUSA I PANTALONI)
(CANTO LITURGICO IN SOTTOFONDO)
(PESTA UNA MERDA)
EMO: ... che ci chiedesti i soldi in prestito perché la tu mamma
era malata, e poi con quelli ci andasti in vacanza a Ibiza...
- TUTTI: Mori pro nobis! - EMO: Tu, Andrea Paletti,
che non pagasti la multa a chi t'aveva prestato la macchina...
- TUTTI: Mori pro nobis! - EMO: Tu, Andrea Paletti,
giuda e spia in mezzo a noi poveri cristi...
- TUTTI: Mori pro nobis! - EMO: Tu, Andrea Paletti,
- meriti la grazia sì o no? - TUTTI: No! - EMO: No, no!
EMO: Ma, o Grande Cinghiale che vegli su di noi,
sii misericordioso e mandaci un segno di perdono!
- EMO: T'ho detto mandaci un segno! - (TONFO)
- EMO: Oh! Che cazzo...?
- Ah! Aah! - (ANNUSA)
- (BUSSANO) - >SUSANITA: Aprite!
- Calma, calma... - Aprite!!
E allora, vogliamo aprire o no?
- CIONI: Cosa succede qua? - SUSANITA: Spostati, fammi entrare!
- CIONI: Calma signora, è in corso un interrogatorio... - (TRAMBUSTO)
- Per favore... - UOMO: Calma! - (VOCIARE)
Calma, non è questo il modo! Ragioniamo!
- (in spagnolo) Dove sta quella merda, perché non è qui? - Perché è
- nella stanza del fermo, è dentro, signorina. - Lo voglio vedere subito!
- No! Non si può, non si può! - Claro, porque non è qui. - No, è
qui! - Hijo de puta! - Allora, scusate, cercate di capire, c'è stato
- un omicidio! - No, forse non vi è chiaro che ce ne saranno altri...
- GOVONI: No, signora! Ferma... - (TRAMBUSTO)
Govoni! Dammi retta, faglielo vedere, se no qua succede il casino vero!
- Emo, un ti ci mette anche te, eh? - Govoni, lo dico per voi!
Qua sono tante, sono incazzate e soprattutto son donne.
- Non c'è da scherzare, dai. - Govoni! - Ah sì, vabbè.
Oh, statemi a sentì, fatemi parlà. Allora, io adesso porto la signorina
dallo sposo così vede che c'è e magari si calma.
- Però voi adesso andate via tutti. - (GRIDA)
Allora non se ne fa di nulla! Oh!
Allora, vado io e poi si vede!
- Vamos! - Vamos! - Vengo anch'io. Son la mamma dello sposo.
(TRAMBUSTO)
- SUSANITA: Dov'è? - GOVONI: A destra, un attimo.
Paletti!
Paletti! Fatti vedè così magari si calma la tu moglie.
- Amore mio, Susanita... - Ti avevo detto di non andare, ma tu nada!
"I miei amici, i miei amici, tu non comprende." Io comprendo benissimo!
- Tu sei un maricon, hijo de puta! - Oh, e basta
con questo figlio de puta, guarda che sarei la su mamma io, eh?
- Non ho capito. - Mamma, non peggioriamo la situazione.
No, invece peggioriamola la situazione perché se qui c'è qualcuno
- che ha un passato... - Mamma! - Eh, mamma cosa! - Ma che cosa
- hai detto, scusa? - Cosa ho detto? Ma dai che l'italiano ormai
- lo conosci bene, dai! - Tu e tuo figlio siete una famiglia de mierda!
- Ma come ti per... - Come cazzo ti permetti?
- Come cazzo ti permetti! - No, mamma! - (FRASI INDISTINTE)
- Ooh, giù le mani! - (TRAMBUSTO)
- Che fiatella di vino! Ma un tu ti vergogni? - Ma va!
- Cioè, ma com'è morto questo? - Ma che importanza c'ha come
- l'è morto. L'è morto, no? - DONNA: Ma te stai bene, sì?
BERNARDINI: Sì, sto bene, sto bene, sto a posto, dai.
Scusa, ma se tu già gli hai detto tutto ma perché un ti fanno andà via?
E si vede che mi devono chiedere qualche cos'altro, non lo so,
- non lo so. - Sì, ho capito, ma mica posson tenervi qua in eterno, eh?
No, in eterno no, ma guarda, tutta la sera vedrai sì, eh. Ma comunque...
(FRASI INDISTINTE)
- DONNA: Non mi preoccupo. - No, no...
(SILENZIO AUDIO)
Scusate ragazzi. Quando avete detto che non sapevate che il Chiezzi
- sarebbe venuto, era vero? - Certo che era vero. Perché?
Eh, come perché? Quindi non era... della loggia lui?
No, era un esterno. Come te, no?
- E chi è che ce l'ha portato? Il Bernardini? - E vedrai.
Sì sì, ce l'ha detto lui, quando è salito in barca.
Ah. E il secchio del piscio? Chi è che gliel'ha dato?
- Ma chi, te dici? - Eh. - Ma Bernardini, no?
- Ma sei sicuro? - Ma certo. Perché c'era Fioretto
- che stava sempre a dì che non gli scappava. - EMO: Oh, allora?
- Un mi viene, oh, e allora? - No no, la regola è tutta la loggia.
- E te sforzati, dai! - Vieni qua, Fioretto, bevi un po'
di questa birra calda, vedrai come tu pisci dopo, vai!
CHECCACCI: Tutto d'un fiato, vai vai vai vai! Vai vai vai vai!
EMO: Fioretto! Fioretto, guarda che se te non pisci ti tocca portare
- il secchio, eh? - (RISATE) - Cosa vuoi, che ti presto il mio
- di pisello? - Se un piscia lo porta lui il secchio!
- Così paga! - Bravo, bravo Del Tacca, finalmente
- hai detto una cosa intelligente. - No, no, oh! Il secchio lo deve
portare il Chiezzi, eh! La prima volta che viene!
Bernardini, che cosa c'entro io?
E c'entra che tu sei l'ultimo stronzo che è arrivato!
No, no, quello che è giusto è giusto, eh? Scusa, l'hai fatto sì o no
- il militare? - Beh, qui alla loggia siete militari?
- No, militari no, ma stronzi parecchio! - (RISATE)
- E te di stronzi te ne intendi, eh? - (GRIDA DI SCHIFO)
Guarda che anche per Viviani è la prima volta!
Quello un si regge in piedi, non lo vedi?
BERNARDINI: Dai, oh direttore! Sei te che tu ti devi sacrificare!
Così tu impari a fare la merda! E' giusto Emo?
EMO: Giustissimo, Bernardini. Ti tocca portare il secchio!
(GRIDA, RISATE)
Una spremutina di piselli...
bleah! Direttamente da Parigi...
(GRIDA DI SCHIFO)
- Oh! - No, ma dai! Che schifo!
- E stavo a cadé. - EMO: Eh, ho capito, ma dai...
- Grande! - OOh! - Dai, l'è per il Paletti!
Andiamo ragazzi, se no il Paletti muore di nostalgia!
Massimo, ti senti bene?
Sì, adesso sì, finalmente.
- (TRAMBUSTO) - Ooh!
Ma dove siamo? Oh, ma questo è un commissariato, eh?
C'è un'indagine in corso, per omicidio!
Eh, ho capito, ma proprio oggi, il giorno del mio matrimonio?
- Non potete farlo domani? - Signorina, questa è un'indagine
- di polizia, non è una gita in montagna, eh? - MADRE: Sì,
ho capito, scusi, ma noi ci dobbiamo organizzare. Eh, il ristorante,
il prete. Verso le sei avrete finito o no?
Beh, se continuate a fare così non credo proprio, signora!
- Vittoria! - Eh? - Ti devo parlà.
- Ma no lo vedi che casino, Massimo? Scusa eh? - Sì, lo so, ma ti devo
parlà, perché ho capito una cosa, è urgente. Fidati.
Vabbè, comunque non fate casino. Eh!
VITTORIA: Dimmi, che c'è, Massimo, che... mi dici che c'è?
- E' di cuoio con una fibbia d'argento? - Ma cosa?
L'arma del delitto è una cintura di cuoio marrone?
Sì, è sopra c'è il sangue di Fioretto di quando l'hanno colpito. Perché?
E' la mia cintura, guarda, non ce l'ho più. Ho una camicia rosa,
un pugno in faccia che non mi ricordo, m'hanno visto
- alla base della scala che portava su dal Chiezzi... - Sì.
... e c'ho un movente certificato dalla denuncia della vittima.
- E quindi? Mi vuoi dire che sei stato te, Massimo? - No, quindi
- qualcuno mi vuole incastrà. - E chi? - Chi ha ammazzato
- il Chiezzi. - Vabbè, fino a qua ci arrivavo anch'io, scusa.
- Però... - Però cosa, Massimo? Stai facendo tutto te.
- Finisci la frase. - Però te non mi credi.
- Ma rispetto a cosa? - Rispetto al fatto che non sono stato io,
- Vittoria. - No, non è così. - Ah no? - No, non è così. - Ah no?
E allora perché m'hai chiesto soltanto all'ultimo, che m'hai tirato
fori la storia della... della... della denuncia, eh? Perché?
- La domandina trabocchetto, perché? - Perché? - Perché?
Perché anche se io so che non sei stato tu, Massimo,
sei il maggior indiziato, quindi o salta fuori un'altra pista,
- o io ti devo arrestare! - Lo so. - Eh.
E' che ho capito chi è stato, solo che mi mancan le prove.
- Come al solito. - Vabbè, come al solito, e come al solito infatti
- bisogna fà qualcosa. - Mh. Bene.
- Eh, bene! - Eh, non lo so. Tipo? - Eh, tipo...
tipo che... bisognerebbe farlo sentire al sicuro.
- Come? - Eh, come... lasciali andà tutti quanti al matrimonio!
- Eh? No... - Ci andiamo anche noi, e lì...
- ce la giochiamo. - No, no, Massimo, guarda, non se ne parla proprio.
- Non se ne parla. - Sì, sì, sì! - No, non hai capito, non sei
- nella posizione... - Ho capito, Vittoria, ma tanto sto lì con te!
Dove vuoi che scappo, eh? Mettimi le manette, guarda!
- Piuttosto mettimi le manette, vai! - Vabbè, ti metto le manette adesso.
- Mettimi le manette ti dico. Vai! - Vabbè, vabbè, ho capito guarda...
ascolta, facciamo così. Prima tu mi spieghi bene cosa hai capito,
- E poi vediamo. - (SCAMPANIO)
- EMO: Viva gli sposi! - (GRIDA DI GIOIA)
(APPLAUSI)
TUTTI: Bacio! Bacio!
TUTTI: Eeeh!!!
FOTOGRAFO: Un attimo, una foto. Facciamo una foto!
FOTOGRAFO: Bravi, bravi. Fermi così!
- Sai perché ti sposo lo stesso? - Perché?
Perché ti rovino la vita. Sorridi.
- FOTOGRAFO: Un attimo. - (APPLAUSI)
- (TINTINNIO) - Scusate.
Scusate, volevo fare un brindisi a questi due giovani sposini
che nonostante tutto si sono sposati egualmente,
- e allora applauso! - (APPLAUSI)
- Emo? - Eh? - Bonino che abbiamo già dato.
Eh, ne son successe di cose in queste ultime 24 ore!
Lo dico soprattutto alla famiglia della sposa,
che è venuta da parecchio lontano.
Insomma, era... uno scherzo. Come dite voi in spagnolo?
Burla, juego... quello, insomma.
E anche con Andreino Paletti mi sa che ci sarà da divertirsi
- parecchio, dico bene? - (RISATE)
Eh, ma forse voi l'avete già capito da soli, eh?
- EMO: E allora applauso! - (APPLAUSI)
- PILADE: Vai tu? - EMO: Bando alle ciance,
- ad Andrea e Susanita... - Forse è più semplice del previsto.
EMO: ... cento di questi giorni, oddio, magari non proprio come
- oggi, ma insomma ci siam capiti, va bene? Applauso! - (APPLAUSO)
No, no, no, grazie, grazie mille.
- Com'è che si chiamava Chiezzi? - Leonardo, perché?
Stai a vedere.
Scusa, posso? Te lo prendo un attimo. Congratulazioni!
- Veramente noi è un po' che siamo sposati, eh? - Sì, lo so,
ma finalmente sta arrivando la cosa più bella, eh!
- Ma veramente ancora un s'è detto a nessuno, no? - Appunto.
E infatti, è una cosa... fresca, no?
Due o tre mesi. A quando il lieto evento?
- A febbraio, ma... non ho capito. Cosa vole? - No, no, sapere soltanto
- com'è che lo chiamate. Leonardo? Eh? - Cazzo dici?
- Glielo devi almeno questo, no? - Che cazzo dici? - Leonardino.
- Che cazzo dici? - Glielo devi! Leonardino! - Che cazzo dici!
(SOSPIRO)
- >ALDO: Ma com'ha fatto a capì che era stato lui? - Perché
s'è ricordato di quando Fioretto aveva firmato in commissariato.
GOVONI: Per favore, tutti. Vi devo anche far firmà il foglio per la
- requisizione dei cellulari. Boni! - >EMO: E poi a lui un cazzotto
in quella maniera non glielo poteva avè dato che un mancino.
>PILADE: Perché, non ci sono altri mancini nella loggia?
>EMO: Ma non è soltanto pè quello. E' che poi lui si era ricordato anche
di quando Fioretto non era riuscito a pisciare.
Cosa vuoi, che ti presto il mio di pisello?
Ed è quando lui s'era incazzato con quei due nel bagno.
>UOMO: E quindi quant'è che non scopa, allora?
- >UOMO 2: Boh? - >UOMO: Da tanto comunque.
>UOMO 2: Tanto? Saranno ere geologiche, saranno.
- UOMO: E la moglie allora che fa? - UOMO 2: Diventerà santa, che fa?
- UOMO: O troia. - >PILADE: E anche di quando era entrato
- nell'ufficio del Chiezzi. - Che palle, pure di prima mattina.
Eh, lo so, guardi, pure quando avevo i clienti che arrivavano
la mattina al bar, spaccavan... sempre le palle.
- Un orecchino. - Sarà della donna delle pulizie.
>EMO: Che doveva essere anche la sua amante, visto...
lo spazio a forma di culo che c'era sulla scrivania.
>ALDO: Ma che soprattutto non era la donna delle pulizie.
MARCO: Sì, però scusate, ma... e la camicia rosa?
- Eh, ma allora sei proprio scemo, eh? - Abbi pazienza,
chi è l'unico che ha detto di aver visto uno con la camicia rosa?
- No... - E invece sì. Evidentemente,
s'è ricordato che aveva la camicia rosa.
>EMO: Poi in commissariato ha fatto tutta quella manfrina.
- >PILADE: Oh, che infame. - >ALDO: E anche di quelli bravi,
perché con tutto il casino che c'era ha avuto il tempo anche di farsi
- una ferita. - MARCO: Ma scusa, al figliolo un ci pensi prima di fà
- stè cazzate? - Ma è stato proprio quello il problema.
- No! Aspettava un figliolo dal direttore? - Mbè?
Maiale! Meglio di una telenovela brasiliana.
Eh, a proposito di televisione, accendi.
Magari trasmettono qualcosa sul caso, no?
Gino, di novo? La televisione l'abbiamo venduta un mese fa!
Vabbè, allora dacci da bere. A forza di chiacchierà mi s'è seccata
- la gola. - Un bicchier d'acqua va bene?
- Oppure? - Oppure del ghiaccio. Oppure...
se proprio volete farvi un cocktailino, ghiaccio e acqua.
- Beh, allora me ne vado a casa. - Bravo, dai il buon esempio Gino.
- Vai! - Da mangià un c'è nulla?
Eh, ariborda. Ma lo volete capì che un c'è più una sega di nulla?
Manco il gas per ammazzarci. Il Bar Lume è andato, kaputt!
- Dovete cambià bar. - Ma no, via... un po' finì così male.
Infatti finirà anche peggio.
- E peggio di chiudere che c'è? - Ah!
Lascia perde, Emo. Lascia perde che è meglio.
>NOTAIO: ... della suddetta attività Bar Lume S.r.l.
a decorrere dalla data odierna, 30 agosto 2016.
Ecco.
Una firma, prego. Qui e qui.
Massimo, guarda, se non sei convinto e ci vuoi pensare,
- il tempo c'è, eh? - Ehm... c'è un problema del contratto, cosa?
No, no, dal punto di vista notarile il contratto è perfetto.
Però io da sindaco te lo devo dì.
- Di', cosa? - Guarda, questo...
se non è un matrimonio, poco ci manca.
Bah... vabbè, adesso... un matrimonio... eh.
- Vabbè, e... e quindi? - E quindi,
da sindaco, vista la distruzione del locale dell'anno scorso,
io vorrei non ritrovarmi negli stessi casini.
In certi casi è bene scegliere il male minore.
Massimo, però così divento proprietaria anch'io.
Sarebbe più simpatico definirti socia, ma...
Sì, ma al 51%.
Eh, l'1% in più, lo so.
Allora Massimo, che si fa, si firma o non si firma?
Perché io tra un quarto d'ora devo andà in consiglio comunale.
- E io c'ho da andà in banca. - E io c'ho da firmà...
la mia condannina a morte.
Che... capito?
La condan...
- Quindi? A che punto stiamo? - Guarda, questa è la seconda cassa
- d'acqua tonica e s'è finito. - No, scusa, s'era detto tre casse
d'acqua tonica, non cominciamo eh?
No, guarda, io veramente qui ci avrei scritto due, però.
Te ci avrai scritto due ma noi s'era detto tre, quindi vai a vedere se è
nel furgone e se no la vai a prende in magazzino.
- Però mi ci hai mandato anche prima in magazzino. - E ci ritorni.
- E ci ritornerò. - TIZIANA: Ecco, bravo.
Tizzi, scusa ma... secondo me stavolta ti sei sbagliata.
Questo troiaio qua al gusto di Puffo se lo berranno in America.
Mi sa che ti stai sbagliando te, da oggi se lo bevono anche
- al Bar Lume. - Sicura? Quanto vuoi scommette?
Massimo, pè scommette bisogna avecce i soldi, e se non era per me
- eri ancora in mutande. - E non per farci quello che speravi.
- (RISATE) - Bimbi, avete sentito? Si cambia gestione.
Si va in America. Perché un cercate un altro bar anche voi?
Guarda che noi qui ci si veniva anche quando ci faceva cagà.
E ora che ci garba si deve andà via?
GINO: Finalmente una gestione giovane, come piace a noi!
- Ha parlato il Quartetto Uretra! - Massimo, abbassiamo i toni.
- Sono clienti. - Chi, loro? Clienti?
- Tiziana, ci sarebbe soltanto una risposta. - E me la dici dopo.
- Che ora c'ho da risolve un problema. - EMO: Massimo,
da' retta, l'unica risposta per te lo sai qual'è?
- Eh? - TUTTI: Sì padrona!!
(RISATE)
Oh! Oh, oh!! Ma così è storta, eh!
- Più su, più su! - Va bene, va bene.
(sospirando) Niente oh. Sò omini.
VITTORIA: Oh, finalmente!
- Cioè? - Eh, ero abituata che ordinavo una cosa e me ne arrivava
- un'altra. Un sogno che si avvera. - Invece per me è un incubo,
- pensa un po'. - La Tizzi, dici?
- Ma no, così in generale. - VITTORIA: See, in generale,
- Massimo. Te con le donne proprio... - Ah, sì, perché invece
- te Vittoria, eh? - Massimo!
Va bene, guarda, alzo le mani, bandiera bianca!
Sì, lo ammetto, ho perso.
Ho perso una battaglia, o meglio,
ho perso tutte le battaglie, ma la guerra
non è ancora finita, e questo è quello che sarà.
Una guerra senza quartiere con il nemico in casa.
Un inferno. Soprattutto per me.
I bravi ragazzi è vero che vanno in paradiso,
ma i ragazzacci vanno dappertutto.
Spetta, non ho finito. Vi starete domandando:
"Massimo Viviani, ma dove vuoi andare?"
Te non ti preoccupare, te mi ci mandi e io ci vado. Perché come dice
il grande maestro Coolio:
"Quello che conta tra il dire e il fare
è saper andar via, ma anche saper ritornare."
Ciao!
("SE MI LASCI NON VALE" IN SOTTOFONDO)
->PIERA: E allora me ne prende 30 di Laparox. - No, ma come 30?
A... a... avevamo detto di smetterla col Laparox, no?
- Ah sì, sicuro? - Sì che son sicuro.
- Settimana scorsa. - Va beh, non importa, ci buttiamo sul Serenase.
- Eh sì, perché no? - Ma perché no, perché magari c'ha... - Buongiorno.
- Come andiamo oggi? - Benissimo!
Ah, bene. Prese le pilloline?
- Certo, hehe. - Tutte tutte?
Sì sì, tutte, tutte.
- Scusi, lei sarebbe un parente? - Chi, io?
PIERA: No, lui è il figlio di mia sorella.
E... che viene a trovarmi ogni tanto...
DOTTORE: Va bene, va bene, con una zia così simpatica.
- Piacere di conoscerla. - Piacere...
- Ci vediamo, Piera. - Ci vediamo.
Uff! Allora, dov'eravamo rimasti?
Ma... quello... chi era?
Ma... ma no, è un vecchio paziente che... si è fissato
che il dottore è lui, hehehe!
- E... e a me mi tocca fare la matta! - (RISATE)
- Buffo, no? - E' buffissimo!
Beh, d'altra parte... è meglio stare al loro gioco, vero?
- Eh... Viviani? - Cosa?
- Non si sente bene? - No?
- Cioè... sì, sì sì sì... no... - Viviani.
- Cosa? - Quante volte glielo devo dire?
Lei pensa troppo e scopa troppo poco.
- Eh... - E deve rilassarsi. Si lasci andare
a me. Intesi?
- Oh, perfetto, il mio bambolotto! - Oh...
(MUSICA SWING IN SOTTOFONDO)
- >UOMO: Viviani! - >MASSIMO: Mezza sega!
# Il Viviani del Barlume in pineta, sulla riva #
# tramezzini, amari e spume, grappe e ponchi lui serviva. #
# Ma è un delirio, certe morti e un delinquente da ingabbiare. #
# Lui ci deve ficcare il naso perché buono non vuole sta'. #
# Oh Viviani! Oh Viviani! Oh Viviani! #
# Dimmi un po' po' #
# come hai fatto, cosa hai letto, cosa hai visto #
# per poterlo smascherare. #
# Ti rincorrono le donne, ma poi le devi anche agguantare. #
# La canzone del Viviani che po' po' di chiorba ha! #
# Se c'ha un caso per le mani lui lo deve sgarbuglia'! #
# Il Viviani, la sua vita che macello! #
# Quarant'anni dal di fuori, diciassette nel cervello. #
# Con i vecchietti fra i coglioni, lui li deve sopportare. #
# Per resistere alla noia, strozzerebbero la madre. #
# Oh Viviani! Oh Viviani! Oh Viviani! #
# Dimmi un po' po' #
# come hai fatto, cosa hai letto, cosa hai visto #
# per poterlo smascherare. #
# Poi si sdegnano le donne se vai con i sandali a ballare! #
# La canzone del Viviani che po' po' di chiorba ha! #
# Se c'ha un caso per le mani lui lo deve sgarbuglia'! #
- >UOMO: Viviani? - >MASSIMO: Eh? >TUTTI: Puppa!
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