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Original subtitles

*

*

*

# Il BarLume è uno strumento che non si può suonare, #

# ma se sei un po' brillo ti fa il verso del mare. #

# E se producesse una moto, suonerebbe così. #

# Con whisky, spuma, latte, birra e casse di soda, #

# gli investigatori vanno ancora di moda #

# e cercano una vaga risposta al bancone di un bar. #

# Resti seduto in un angolo, passi in rassegna ogni tavolo, #

# tra il quinto whisky ed il settimo si ferma il tempo in un attimo. #

# Fidati di me, del mio fiuto aritmetico. #

# Fidati di me, ogni caso ha un rimedio. #

# Soluzione c'è proprio lì dietro l'angolo. #

# Un altro mare e poi le stelle, il sale, amore, sesso. #

# Maledetto contrappasso, basta, dormo come un sasso. #

# Sgattaiola furtivo, si nasconde e ti aspetta. #

# Sta sdraiato dritto proprio sulla tua testa. #

# Appare, poi scompare, ricompare, si fa gioco di te. #

# Si prende gioco di te. #

# Si fa gioco di te. #

Io t'ammazzo!

Tutte le notti così.

Fiatone, sudore e non riesco più a riaddormentarmi.

Sono andata troppo cauta, se non si addormenta...

No, no. Io mi addormento.

Purtroppo, poi mi risveglio. E quando mi risveglio

incomincio a pensare al bar distrutto dalla Tizi, ai debiti...

Sa quanti debiti ho accumulato in 10 mesi? 10 mesi di debiti!

E' sicuro che siano i debiti? I soldi sono una metafora sessuale.

Ogni volta finiamo a parlare di Tiziana.

Della sua figura dominante, erotizzata...

Ma quale erotizzata! Ci sono giorni in cui vorrei ammazzarmi.

- Uno si tira un colpo in testa e non ci pensa più. - Interessante.

E' un metodo passato di moda,

ma resta un classico.

E' da tenere in considerazione, forse è un po' estremo, ma...

- Efficace. - Dice?

Aumentiamo il dosaggio?

Aumentiamo il dosaggio...

Poi non si risolve niente, il mondo è già una catastrofe.

Stiamo proprio andando verso la catastrofe.

MASSIMO: Il mondo ormai è in ebollizione, in menopausa.

Sentite, bimbi, le temperature più alte registrate negli ultimi anni.

Ancora mezzo grado e Pineta diventa un acquario.

Tutti bolliti come pesci. Non ci sarebbe niente di male!

Sinceramente lo annegherei questo posto di merda.

Io farei una distinzione. O no?

- Qualcuno da salvare ci sarà. - Non lo so.

- Giusto i bimbi sotto i tre anni. - Non mandarli a Pisa!

Pisa sta 4 metri sopra il livello del mare.

La giri in gondola? Sarà sommersa come mezza Italia.

- Massimino, non esagerare. - Date retta a me.

- Questi sono i segni e io li leggo. - L'unico segno dell'Apocalisse

- è Marchino come banconista. - Non dare noia ai clienti.

- Questi sono clienti? - Gli ultimi se continui così.

- Senti... - Senti tu! Fammi una spuma e un prosecco.

- Devo servire il cieco e la moglie. - Perché lo chiami cieco?

- Finge per chiedere l'elemosina? - Quello è De Matteis.

- Chi è? - Leggi i giornali? - No. - Se ci fosse il campionato mondiale

dei pianisti, sarebbe tra i primi cinque al mondo.

- Se ci fosse quello degli stronzi... - Sarebbe il primo fisso.

Dammi il bicchiere che voglio sputarci dentro.

No, no. Sei di fuori, Gino?

- E' l'unico che mi dà la mancia. - Ti do io due euro, morto di fame!

Il Rimediotti che offre i soldi mi preoccupa. Che è successo?

Non parlarmene. Mi gira la testa e anche i coglioni.

Ieri alle prove De Matteis ha fatto piangere la Foschina.

Tu la fai piangere tutti i giorni!

- Io sono il fratello e ne ho il diritto. - Scusate.

Spiegatemi sennò non vi seguo.

Niente...

Si provava il concerto di domenica, la Foschina ha steccato una nota

e lui ha iniziato a urlare come se fosse il coro della Scala!

(CANTANO "VA' PENSIERO")

Allora.

Com'era questa volta l'ottava? Più alta o più bassa?

Tranquilla, ci rifletta.

Tanto siamo qui per farle passare il pomeriggio in lieta compagnia.

Allora? Più alta o più bassa?

Io... direi...

- Una via di mezzo? - E' lei la via di mezzo.

L'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia.

L'abbiamo trovata, scriviamolo sulla locandina.

La corista di Neanderthal!

Hai capito l'anziano Mozart!

Sono due giorni che non esce di casa, non mangia, non dorme.

- Non cucina e mi tocca fare il digiuno. - Per questo ti dispiace.

Per non venire alle prove si è fatta venire la febbre.

- Dovremmo farlo anche noi. - Così lo fate felice.

Felice? Esiste la felicità in questo mondo? No!

Sapete perché? Siamo alla frutta.

Leggete: "Tragedia nel varesotto."

"Esce di casa, ammazza le vacche del cognato e poi si spara in testa."

- Il magazzino è vuoto. - Forse perché sono tre volte

- che vai dal fornitore e non porti un cazzo. - Forse perché non paghi

- da sei mesi? Vai tu! - Sai perché non posso andare, dai!

So solo che senza roba da vendere qui si chiude.

Ti do le chiavi della mia macchina.

Volete proprio farmi impazzire.

Due, tre, quattro, cinque, sei, sette...

Non è vero. Tu dici una cosa e io un'altra.

Ciao, Claudio!

- Che c'è? - Volevo parlarti.

- Parla con la Titti. - Veramente io con la Titti...

- Parla con la Romboli. - Volevo parlare con te.

Io no, Viviani. Sto al telefono e ho da fare.

Vai.

Dimmi.

Allora vengo io...

Vengo io e parliamo.

Avanti. - Ciao.

Ha detto Moggi di parlare con te per l'ordine.

- Senti Tiziana, io non posso. - Con Tiziana è meglio di no...

- E' libera. - Io aspetto fuori.

- Non c'è problema. - Ne ho fino a stasera.

- Dichiarazione dei redditi? - Esatto.

Quest'anno ci ho messo 5 minuti, un bel foglio in bianco!

Viviani, scusa.

Questa è quella simpatica.

(SCHIARISCE LA VOCE) Non ti hanno insegnato ad aspettare fuori?

Sì... Chiudo la porta?

No, facciamo veloci che sta arrivando un camion da Firenze.

- Sei venuto a saldare? - Ecco, Tizi...

- Siccome ci conosciamo da tanto, chiamami Guazzelli. - Scherzi?

- Guazzelli! - Va bene.

E' inutile girarci intorno, sappiamo com'è andata.

- Male. - Sì, diciamo "male".

Se mi fate credito ancora per un mese,

a fine stagione vi restituisco la metà. E' matematico.

Di matematico io vedo solo questo numero qui.

Come tu mi insegni, è negativo.

Se non rientri, posso anticiparti il caffè e due fusti di birra.

- Dai... - Ci siamo esposti troppo con te.

Per questo non potete tirarvi indietro.

Non parliamo della Grecia! Hai un bar.

- Se riesci a farlo funzionare, bene, altrimenti paghi i debiti. - Certo.

E' il tuo sogno, eh? Poverino, senza bar, senza donne...

Da solo a casa a spararsi i seghini tristi.

- Parliamo di soldi. - I soldi sono una metafora sessuale.

Non stai messo bene!

Tu come sei messa? Ora ti senti una donna appagata!

Se non sei venuto per parlare di lavoro, quella è la porta. Ciao.

Ciao è la parola giusta. Vado da Moggi, è meglio.

Lui ha detto di non farti più credito.

- E' stata una tua idea? - Ci siamo incontrati a metà strada.

- So dove vi siete incontrati. - Non ti azzardare.

- Ho indovinato! - Anche se fosse?

- Devo farti lo sconto? - Se non sfasciavi il bar,

- avevo i soldi per pagarti. - C'erano validi motivi per farlo!

Perché mischi il lavoro con la vita privata?

- Tu hai tirato fuori il discorso. - Ti sei fatta assumere qui

- per farmi la guerra. - Ti piacerebbe!

- Non è così? - No.

La volta che ho mischiato lavoro e vita privata mi sono messa con te.

Non farò mai più una cazzata così!

Tu sei sadica!

No, sono una che fa bene il suo lavoro.

Era scontato quando lavoravo per te. Tu paghi la merce come tutti.

Sennò caffè, birra e qualche chinotto. Ti faccio un favore!

Vittoria! Sai che non puoi venire qui.

Me l'ha detto Tassone. E' in ufficio?

- Lui chi lo sposta? - Mi accompagni? - Certo.

Dai.

>Avanti!

- Ci sarebbe la Fusco. - Fusco chi? Ah, dottoressa!

- Salve. - Come va in archivio?

- Non dormo per l'adrenalina. - Lasci stare il sarcasmo.

E' come l'ortica. Ci fanno buone frittatine, ma il campo si infesta.

- Le serve qualcosa? - Certo. Si accomodi.

Due minuti.

Non riesco a trovare le chiavi dell'armadietto.

Forse le ha portate via, le ha messe in borsa distrattamente?

Ha provato a guardare nel secondo cassetto con tutte le chiavi...

- Sono quelle piccole e nere. - Nel secondo cassetto? - Sì.

- Forse sono lì. - Guarda...

Che bello!

Come ho fatto a non accorgermene.

- Piccole e nere. Sono queste. - Sì!

- Le devo un caffè. - Non si disturbi.

La prossima volta facciamo al telefono

- così non faccio 30 minuti di auto. - Non l'ho fatta venire per questo.

- C'è una questione delicata. - Ci sono novità?

- Novità? - Sulla mia posizione...

No! Lì ancora siamo...

Da sei mesi sistemo l'archivio di oggetti smarriti e denunce.

Gli oggetti si smarriscono, Fusco,

le denunce si accumulano e lei non deve pensarci.

Si distragga. Sa che diceva mio padre buonanima?

Più guardi la pentola e meno bolle l'acqua!

(BUSSANO ALLA PORTA) Avanti!

- Ho portato il gelato. - Che combinazione.

- Parlavamo di pentole, frittatine. - Commissario. - Salve.

- Il gelso c'è? - No.

- Come no? - Mi dispiace. - Ho chiesto il gelso.

- Era praticamente finito. - Non era finito? - Quasi.

- Non si poteva raschiare il barile? - Professionalmente non lo fanno.

- Professionalmente non mi interessa. - Se non si raggiunge la porzione,

- non lo danno. - Anche mezza porzione. - Non la possono dare.

Mi rimane la voglia, non va né su né giù. E' fermo lì.

Le ho preso il fondente di Santo Domingo con sale e caramello.

- Santo Domingo... - Ho preso la crema di cedro di Sorrento.

Con zenzero e cannella.

- La cannella... - Cioni, sei un genio.

L'accostamento Santo Domingo con il cieco di Sorrento è fantastico.

Vai pure, Cioni.

Mi raccomando, sempre pronto all'azione!

- Sempre. - Mannaggia!

Vuoi assaggiare?

- No. - Faccio portare un cucchiaino? - No, grazie.

- Mi si è chiuso lo stomaco. - Mi dispiace.

- Se non c'è altro, andrei. - No, l'altra questione...

E' delicata.

Il telecomando dell'aria condizionata è un disastro.

I ragazzi hanno detto che lei è l'unica

che ha risolto il mistero eleusino dell'aria condizionata.

Troppo caldo, troppo freddo... Come minchia funziona il telecomando?

Qua c'è un tasto.

E' giallo e sopra c'è scritto "on". Lei lo spinge.

- Giusto? Poi c'è un tasto con un fiocchetto di neve. - Un fiocchetto.

Attenzione che qui c'è un passaggio complicato.

- Contro intuitivo. - Contro... - Intuitivo.

Più in realtà scalda. Sono più gradi.

- Cioè con la neve... - Più, però più gradi.

- Come più gradi? - Più gradi!

Qui devo segnare la cosa.

- Devo segnare che il fiocco... - Con il più...

- Più caldo. - Con il meno è più freddo.

- Se voglio più freddo, devo fare meno meno... - Meno meno...

- Questa sarebbe contro intuizione. - Sì.

- Più è meno. - E' contro intuitivo.

Non basta l'intuizione, bisogna fare il giro intorno.

Nel caso non ricordo niente io le telefono.

- Certo. - Se ho qualche dubbio...

- Se è troppo caldo, mi chiama. - La trovo all'archivio.

Sì, sempre all'archivio.

Devo uscire da quel cazzo di archivio dove mi hanno esiliato.

Devo tornare a fare il commissario.

- Roma niente? - Dopo il casino che ho fatto l'anno scorso

mi trattano come un'appestata.

- Che dice Tassone? - Che dice? Mangia il gelato.

Sta lontano dalla moglie... Quando mi aiuta quello?

Se vuoi posso darti un po' di Laparox.

- Che? - Laparox.

- Sarebbe? - Il mio nuovo anti-depressivo.

La mia depressione non è come la tua.

Scusami. Com'è?

La tua è cronica, la mia è temporanea.

- Va bene, andiamo. - Dove?

- In un bar. - Questo cos'è?

Questo è un disastro, un po' come la tua vita.

Sì, perché la tua, invece...

E' una delizia.

La lavo una volta l'anno e piove sabbia.

(CAMPANELLO)

(CAMPANELLO)

(SEGNALE DI LIBERO) Titti, che c'è?

Claudio, il magazzino è chiuso.

> Maria? - La macchina c'è, ma lei non risponde.

> Tra cinque minuti sono lì, va bene? - Va bene.

Dio!

TIZIANA: Pronto, polizia?

La Romboli lavorava in magazzino da un anno e mezzo.

Faceva su e giù da Lucca tutti i giorni.

Che voglia... che tipo era?

Non la conoscevo bene, era piuttosto riservata.

Però sul lavoro era seria, la prima ad arrivare e l'ultima ad andarsene.

- Anche ieri sera? - Sì, quando sono andata via, lei era in ufficio

a sistemare le fatture con Moggi.

- Sistemavano le fatture? - Sì, le fatture.

- C'era qualcun altro? - No, erano solo loro due.

- C'era gente che andava e veniva... - No.

- Solo loro due. Hai scritto? - Sì. - Che hai scritto?

- Solo loro due. - Di tutto quello che abbiamo detto "solo loro due"?

- No, ho scritto dall'inizio. - L'altra volta mancava l'inizio.

- Avevo un problema al computer e ho scritto a penna. - Siamo nell'800?

- Accompagna fuori la signorina e fai entrare Moggi. - Sì.

- Arrivederci. Non vada in vacanza proprio adesso. - No, non è il caso.

Govoni, mi porta una gazzosa, una roba fresca.

- La frutta secca... - Allappa. - Intasa.

- Ciao, Tizi. Grazie. - Ciao.

Devi dirgli che avete litigato.

Ma non ho un alibi. Se lo scoprono loro, è peggio.

- Se vuole seguirmi, l'accompagno dal commissario. - Sì.

- Moggi aveva litigato con la Romboli. - Così sembra.

- Lo ha detto a Tassone? - No. - Ah.

- Eh. - Non fare "eh" dopo che faccio "ah".

- Perché? - Mi dà fastidio.

- Di che hanno parlato? - Di niente. Tassone non lo ha interrogato.

- Perché? - Gli ha fatto tre domande e poi lo ha mandato via.

- Gli hai detto quello che hai sentito? - Appena è uscito Moggi.

Mi ha detto che lui non c'entrava.

Forse segue un'altra pista.

Io non lo so.

- Comunque non dovrei dirlo, già non dovrei essere qui. - Sì.

Scusa. Grazie che passi ad aggiornarmi.

Oggi ero anche di strada. Va bene.

- Posso chiederti un'ultima cosa? - Sì.

- Puoi mettere questa lassù? E' pesante. - Sì. - Grazie.

Lassù in cima.

Ne perde di roba la gente!

La settimana scorsa mi hanno lasciato una gamba in titanio.

L'aveva lasciata un tipo sul pullman per Asciano.

- Come mai hai i tabulati dell'aeroporto di Pisa? - No!

- Me li metti in mezzo... - Poi ci vado di mezzo io. No!

- Govoni, me lo devi. Ti ho sempre trattato bene. - Insomma...

- Ti ho trattato con rigore, ma con stima. - La stima no.

Ti ho trattato come meritavi. Siediti.

- Te l'ha chiesto Tassone? - Devo controllare gli arrivi

- dei passeggeri dell'ultima settimana. - Perché?

Non lo so. Poi dobbiamo controllare

i caselli dell'autostrada Pisa Sud e Migliarino.

- Saranno migliaia! - Infatti mi viene da piangere.

# Va, ti posa sui clivi #

# Sui colli! #

- Bravo! - Grazie.

Troppo buoni.

D'altra parte... (COLPI)

- Maestro! - (sottovoce) E' arrivato.

Buonasera, maestro. L'accompagno.

- Buonasera. - Venga.

Ecco. Oggi sua moglie non c'è?

- Vede qualcuno accanto a me? - Scusi.

Qui c'è lo sgabello.

Ha bisogno di qualcos'altro?

Sì, di un coro. Ma sono in un posto sbagliato.

Ripartiamo dove ci siamo fermati l'ultima volta, cioè dall'inizio.

Parto con il La diesis.

(NOTA LA DIESIS) # Va, pensiero...

..sull'ali dorate... # (COLPO)

Qualcuno è sceso di mezzo tono.

- Scusi... - Si scusi con Verdi.

Oggi è morto per la seconda volta. Chi è stato?

Non volete dirlo o non ve ne siete accorti?

Signora Chiavacci?

- Se riproviamo... - Va bene.

Ci penso io. Cominciamo dai tenori.

Il primo da sinistra.

(NOTA LA DIESIS) # Va, pensiero... #

(COLPO) Non sei stato tu.

Comunque fai cagare. Il secondo.

(voce contraffatta) Se tu sei Mozart, io chi sarei?

Lo scopriamo subito. Ce lo dice la nostra capo coro.

Vero?

Forse vuole passare la serata del concerto a casa

- cercando l'uccellino del marito che non trova da secoli? - Guardi...

Maestro, sono Bandinelli.

Lo faccio per non perdere tempo. E' stato lui.

- Cosa? - Lei è non vedente e mi chiederà: "Lui chi?"

- Maggioni, terza fila. - Sei pazzo?

- Abbiamo un attore comico. - No.

Maggioni quando va sotto pressione si sdoppia.

Non lo fa apposta, non è cattivo.

- Parlavo di te, coglione. - Di me?

Con il dovuto rispetto, sta prendendo una "ciecata".

Riconoscerei una voce tra mille, imbecille.

Via, togliti dalle palle.

Se vuole, vado. Ma sta facendo un grosso errore...

- Un grosso errore! - Bravo, Deltaca.

Porta via quel cane di baritono.

Allora tu ci vedi!

- Fai il finto cieco per vendere più dischi! - Tu che fai?

Il cerebroleso per prendere la pensione di invalidità?

- Come ti permetti? - E' permaloso Bau Bau Bandinelli.

Un par di coglioni! "Permaloso" non me l'ha mai detto nessuno!

Forse perché frequenti idioti come te.

Vai via da solo o devo tirarti una pallina per trovare l'uscita?

Che guardi? Queste?

MASSIMO: No... - Ti sembra il momento?

- Vai a lavorare, muoviti! Massimo!

Massimo, hai preso l'ictus?

- Quando vede Tiziana gli parte l'embolo. - Che dite?

Si capisce. Uno fa di tutto per non pensarci e poi guarda.

Paginone centrale con la foto.

Bimbi, mettevo le goccine e mi sono distratto. Non è giornata.

- Sono per l'umore? - Possono fare l'effetto contrario.

Stavate leggendo per la decima volta quel capolavoro di articolo.

- Pilade, continua. - "Arrivata al magazzino come ogni mattina..."

"..Tiziana Guazzelli trova il portone stranamente chiuso."

"Poi nota a terra un orecchino, degli occhiali scuri, una scarpa..."

"..fino ad arrivare alla macabra scoperta

- del piede nudo della vittima." - Bimbi, allora?

- Cosa? - Gino dov'è?

Con Foschina finché non si riprende dalla cazziata di De Matteis.

- Tu cosa hai, Emo? Stai zitto... - Non ho voglia di parlare.

Anche lui ha preso una smusata dal cieco.

Vedrai che culo gli facciamo al cieco.

Stai già chiudendo? Massimo, tutto bene?

Tra tre mesi la banca mi prende il bar.

Gli unici clienti rimasti sono il quartetto Uretra

e l'unica volta che ho detto alla ditta di non pulire

è venuto giù un diluvio di sabbia e merda. Come dovrei stare? Benissimo!

- Ho sbagliato domanda. - Forse anche bar.

- Ti avviso che ho solo camomilla. - Ho portato i rifornimenti da casa.

Ci manca solo che ci bevo sopra. Grazie, no.

- Oggi meglio di no. - Lo beviamo dopo.

Mi fai un po' paura.

Come mai sei così gentile?

Volevo sdebitarmi.

L'altra volta non ti ho detto grazie.

Prego.

- Moggi? - Ecco.

- Che tipo è? - Un tipo un po' ambiguo.

- Un po' ambiguo? - Del tutto viscido!

Ora che la Tizi ci lavora insieme

mi vengono i brividi a pensare che stanno tutto il giorno appiccicati.

- Pelle contro pelle... - Sì.

Obiettivamente è viscido.

- Era viscido anche con la Romboli? - Non credo.

A lui piacciono giovani e fresche.

Non che Tizi sia giovane e fresca, ma rispetto alla Romboli...

Da quando ci siamo lasciati, lui si è tuffato a nozze.

Ascoltami.

Parlavamo di Moggi e della Romboli, non della Tizi.

- Era per darti un quadro generale. - Sì.

- Pensi che sia stato Moggi? - Pare che sia stato l'ultimo a vederla.

- Pare che prima di morire abbiano litigato. - Ah.

Però non ci sono prove anche perché Tassone non le sta cercando.

Magari segue un'altra pista.

Sì, pensa alle sue linguine allo scoglio.

Mentre lui digerisce io risolvo il caso.

Con l'aiutino di qualcuno...

Sì.

Vittoria...

Non mi frega niente né di Moggi né della Tizi.

- E di me? - Onesto?

- Neanche di te. - Però è morta una persona!

Ne muoiono tante di persone, è un ricatto morale!

- Vittoria! - Che cosa ti costa?

Vai in magazzino, parli con la Tizi e poi mi dici cosa viene fuori.

- Non parlo più con la Tizi. - Non fare il bimbetto.

- Tu non fare la maestrina. - E' la mia unica occasione

per riprendere il mio lavoro.

Se risolvo il caso prima di Tassone, non possono fare finta di niente.

- Allora vai tu. - Come? Come responsabile dell'archivio?

- Vai come ti pare... - Se mi beccano che indago da sola

- mi sbattono fuori dalla polizia e ciao! - Allora fai una cosa.

Non andarci.

Per non parlare più con Tiziana io ho deciso di cambiare fornitore.

Prova a passare alla Caritas, magari ti danno due fette biscottate.

- Marchino! - Buonanotte. - Buonanotte!

Sai che facciamo adesso? Andiamo a casa mia e ci rilassiamo.

Mettiamo su un po' di musica, ci beviamo qualcosa, un rum.

Forse due... E poi vediamo.

- Dai. - Vittoria.

Con tutte queste goccine potrei farmi prete.

Se vuoi farti prete, fai una buona azione!

E' il primo caso importante che ho da un anno.

Non ce la faccio. Ho già problemi, non posso accollarmi anche i tuoi.

Va bene, quanto vuoi? Mille? Mille e cinque?

Ti bastano per fare il carico di una settimana?

Allora te le presto io.

- Mille e sei? - Mille e sei.

Beh? Ti stupisci?

- Di che? - Che ho ancora un amico che mi vuole bene

- e mi presta i soldi. - Mi dispiace per il tuo amico

- che non li rivedrà indietro. - Mamma mia.

Sei diventata arida. Tutta rinsecchita dietro i tuoi numeri.

Saranno i numeri. Non sei laureato in matematica?

Questo è l'ordine, le cose che mi servono.

Scala il resto da quello che ti devo.

- Hai rubato la pensione ai bimbi? - No, che ti frega?

Questa è la lista, questi i soldi. Procediamo, sono un cliente.

Faccio la fattura nel mio ufficio, qui non so dove mettere le mani.

- Dammi un minuto. - Anche due.

- Che fai? - Qua c'era una lampada.

- Sì, perché? - Non c'è più.

Che ti prende?

Ascolta. Sei in una situazione molto brutta.

- Qui da sola con te. - Moggi ha ammazzato la Romboli.

- Non è divertente. - Per niente.

Se fossi in te, io non starei tranquilla.

Non voglio sapere in che rapporti sei con Moggi...

- Se vuoi riprovarci, non funziona. - Bisogna andare dalla polizia.

- Devi metterti in malattia e allontanarti. - Bene.

Così non ti vedo per un po'. Ecco la fattura, l'ordine è all'ingresso.

Fuori c'è la Fusco, lei ti spiega tutto.

- La tua amichetta ti ha prestato i soldi. - Che c'entra?

- Avete aperto un conto insieme? - Ascolta.

Il tuo datore di lavoro ha ucciso una sua dipendente.

- Puoi essere la prossima. - Giocate a guardie e ladri da un'altra parte.

- Io devo lavorare. Ecco la fattura e vai. - Tizi... - Vai!

Allora?

Allora?

Avevi ragione. Tizi è in pericolo.

- A parte Tizi. - Come?

E' stato Moggi. L'armadio della Romboli era fuori posto

e questo è quello che resta della lampada.

- La Romboli aveva un taglio sulla faccia. - Ecco.

- Hanno litigato in ufficio, poi lui le ha sparato qui fuori. - Sì.

Poi è tornato dentro, ha rimesso a posto.

Ha buttato via la lampada ed è tornato a casa.

- Il movente? - Sono bravino, ma non sono un mago.

- Magari avevano una storia. - Secondo me è una cosa di soldi.

- Perché? - Moggi non se la sta passando bene.

- Che ne sai? - Come?

Lui non fa più credito, non solo a me, proprio a nessuno.

Per un fornitore è strano, ha l'iPhone spaccato da 4 mesi.

La Romboli quando è morta lavorava alla dichiarazione dei redditi.

Allora tu torni dentro e chiedi a Tiziana

se c'è qualcosa di strano nei libri contabili. - Tu sei fuori!

No!

Ti ho prestato 1.600 euro per dieci minuti.

- Dieci minuti con quella stronza non sono pochi. - Va bene.

Allora le mandi un messaggino.

Avevamo un patto. Venivo qua, davo un'occhiata e poi andavo via.

- L'ho fatto. - Manda questo cazzo di messaggio! Non farmi innervosire.

Dai!

Mamma mia!

- Lo stai mandando? - Sì, guarda!

- Molto bene. - Invio.

- Posso dirle francamente? - Certo.

- Sono tutte balle. - Come?

Gliel'ho già detto. La verità è che lei è ancora attratto da Tiziana.

Lei vorrebbe che questa donna nuova,

indipendente, forte

la legasse e la frustasse.

Tosta e dura come quando le ha spaccato il bar.

Ogni giorno mi cambiano studio.

Dicevamo?

Io vorrei che la Tizi mi legasse e mi frustasse...

Esatto. Lei è attratto dalle donne che non può avere

e che la dominano.

Ora che la Fusco è in un momento di debolezza

e le sembra abbordabile non le interessa più.

Ora le interessa Tiziana

che più la maltratta e più lei si eccita.

- Possiamo considerare altre terapie. - Altre goccine no...

- Non capisco più nulla con tutte queste... - No.

Potremmo fare un ciclo di elettroshock.

- Elettroshock? - Una cosa lieve.

- Un elettroshock leggero. - Non è illegale?

(RIDONO)

E' un protocollo validissimo.

E' stato stigmatizzato per un po' di anni. Sa, le mode, i film...

- Sì... - La spettacolarizzazione.

- Che cosa... - Che invade tutto.

Però per certi disturbi resta insuperato.

- Basta non abusarne come con tutto. - Volevo dirlo io, come con tutto.

Allora, proviamo?

Magari io... due giorni, uno!

- Vorrei pensarci un po'. - Faccia lei, come vuole.

- Però aumentiamo il dosaggio. - Sì.

Bella idea, anzi aumentiamo subito.

Facciamo trenta, anzi trentacinque.

Crepi l'avarizia.

(VERSI)

(MUSICA DI TENSIONE IN SOTTOFONDO)

- Che fai ancora qui? - Archiviavo le ultime fatture.

- Alle dieci? - Non mi ero accorta che era così tardi.

- Spengo il computer. - Lo spengo io.

Ho detto lo spengo io!

- Certo. - Puoi andare.

Ci vediamo, a domani.

A domani.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Signorina, alla fine non è successo niente.

Non è questo il punto.

- Qual è? - Ha aspettato che Moggi andasse via ed è tornata dentro.

- Tiziana è entrata da sola? - Sì. - Poi?

E' andata a guardare nel cassetto.

- E' pazza! - Diciamo che ha avuto coraggio.

- Sì, ma anche incoscienza. - Sono stata brava.

- Le ho messo la pulce all'orecchio. - Sì, ma poteva essere ammazzata!

- Oh! - E' venuto fuori che Tizi è una tipa tosta.

Sì, è venuto fuori...

- Ha voltato pagina. - Lo so.

- Quindi? - E' rientrata e ha guardato nel cassetto.

- Non c'era più niente dentro. - Perché la merda...

- Se ne è accorto e ha portato via i libri. - Esatto.

Però Tizi aveva già visto prima e ha detto a Tassone

che qualcosa non tornava, qualcosa di irregolare.

- Ti avevo detto che era lì il movente. - Avevi ragione tu.

Vuoi la medaglia?

- Sì, dell'imbecille. Tu vuoi il distintivo? - Massimo.

Dai.

Scusa. Quanto dobbiamo stare qua ancora?

Finché Moggi non esce e butta la spazzatura.

Questo genio della psichiatria che frequenti chi è?

(VERSI) Una vecchia conoscenza di Emo.

- Benissimo allora! - Guarda che è brava.

E' un po' fissata con i farmaci, però è brava.

- Si è capito. - No.

E' brava davvero, mi cava fuori le cose.

Ho capito che da quando Tiziana ha cambiato atteggiamento

io sto un po' sotto botta...

Ogni domanda che ti faccio, alla fine mi parli sempre di Tiziana.

- Non ce la faccio più. - Quando mai!

- Sei fissato. - Non è vero.

- Non parlo quasi mai della Tizi! - Insomma, dai.

Guarda che parliamo anche di te.

- Con la psichiatra? - Certo.

Sì? Che dice?

Sei senza un uomo, senza lavoro...

Guarda lì.

- Cioè? - Depressa.

Sei depressa. Ci mancherebbe altro.

Saresti imbecille a essere felice con tutti i problemi che hai.

Infatti ha ragione lei, io sono depressa.

Sono messa male.

Sei messa male, ma c'è chi sta peggio di te, tipo me.

Tu sei messo male, ma io sono messa molto peggio di te.

Perché è così.

No, Vittoria. Tu sei messa di merda perché sei messa di merda.

- Sì. - Di merda.

Però io 85 goccine al giorno!

Se non le prendo, mi ammazzo.

Avresti tutte le ragioni per ammazzarti.

Però almeno tu hai un lavoro, io neanche quello.

Lo chiami lavoro? Badare a quei quattro...

Dai. Che lavoro!

Per quanto ancora?

Per poco, ma il bar è tuo.

Sono miei anche i debiti.

- Oh. - Eh.

Eccolo.

- Bello mio, anche a te ti ha rovinato la Tizi. - Aridaje!

Madonna.

Massimo, tocca a te.

- Cosa? - Vai a prendere il sacchetto.

Perché devo andare io a sfrugugliare nella spazzatura?

Perché io non posso farmi vedere.

In questa stradina non c'è tutta questa bolgia di gente.

Tiziana si fa quasi ammazzare e tu ti fai i problemi con la spazzatura.

Ferma.

Vado io.

Certo.

Mi farò condizionare dalla Tizi,

però tu quando ti fa comodo la tiri fuori.

Certo, poi mi fa lavorare sui sensi di colpa, la stronza.

Ovvio, è colpa mia...

Che cosa fa?

Maremma assassina sbudellata! Hanno mangiato i cadaveri?

- Va fatto. - Comincia tu, prima le donne.

Sempre cavaliere. Che ci vuole?

- Così non mi aiuti. - Non c'è un modo normale per incastrare Moggi?

Se ero il commissario, perquisivo il magazzino

e a Moggi facevo un culo...

Va bene, prendi questi.

- Se ce li avevi, perché non me li hai dati prima? - Te li do adesso.

(VERSI DI DISGUSTO)

Siamo dei falliti.

Guarda che bella camicia ho trovato!

Fresca di bucato.

E' strano trovare una camicia pulita nella spazzatura.

A meno che...

A meno che non ci sia ancora un alone rosso...

Che non è andato via. L'imbecille ha lavato la camicia con l'acqua calda.

Invece tutti sanno che il sangue va via con l'acqua fredda.

Se è quello della Romboli,

è la volta buona che torno dietro la mia scrivania.

- E' complicato, ma non difficile. - Perché?

Guarda.

Prendiamo la bicicletta.

La usiamo per salire sul muretto.

Poi saliamo sul tetto e passiamo per il vasistas.

- C'è il vasistas? - Sì. E' aperto.

- Tra un quarto d'ora apro la porta da dentro. - Sì.

- Messner... - Sì. - Ho aperto, dai.

- Vieni. - Come hai fatto? - Con la forcina, un classico.

Su.

Vai.

- Comunque non c'è tanto da cercare. - Meglio così facciamo prima.

- Tutta vita questa Romboli. - Perché?

Ha solo foto dei colleghi.

Forse andava dalla stessa psichiatra dove vai tu.

- Divertente... - Fai piano!

Mi sono fatto male.

"A Florinda con affetto."

Chi è? Aveva una sorella?

Non mi risulta.

Fai vedere.

Lire 8.000, lo ha preso in un mercatino dell'usato.

Strano, gli altri sono tutti nuovi.

- Cerchiamo qualcosa per fare il test del DNA. - Sì, un capello.

Non so se lo sai, ma ogni donna perde al giorno circa 120 capelli.

- La Tizi ogni doccia ne perdeva due miliardi! - Massimo.

Da adesso ogni volta che dici Tiziana mi dai un euro.

- Facevo un ragionamento deduttivo, non parlavo della Tizi... - Ecco!

Guarda tu nel buco della doccia, io non posso, mi ricorda troppo...

- Il rapporto con la Tizi. Mi fa un po' schifo. - Fatto.

- Come? - Sì, bastava trovare una spazzola.

Io guardo di là e poi andiamo.

- Sei sicura che abbiamo finito? - Ho già fatto.

Vittoria?

La Romboli si era appena fatta la tinta.

Capirai, la facciamo tutte.

Guarda cosa ho trovato.

- Cosa? - Libri contabili. (QUALCUNO GRIDA)

- Cazzo. C'è qualcuno? - Che palle.

- Adesso che facciamo? - Sposta quello.

Dai, com'era? Vasistas, tetto e muretto.

- No, era vasistas... - Vai!

- Aspetta, meglio se rimani qua. - Perché?

Se scappiamo tutte e due, ci beccano. Rimani qui e li distrai.

- Capito? - Con cosa li distraggo?

- Ci parli e fai quello che sai fare. - Che gli dico?

Sei bravissimo!

- Passami la borsa. Veloce! Ho la pistola in mano!

Tieni. Vittoria! Non è che mi arrestano?

Sei esagerato!

Dai, bravo!

Chi c'è? Alza le mani!

Ho le mani su! Non sono armato, sono solo depresso!

Sono depresso! Sono depresso!

- Viviani! - Finalmente, Govoni.

- Ce l'hai fatta ad arrivare. - Che cazzo dici?

Era una ragazzata tra amici.

Ci vediamo al bar. Hai visto che lo conoscevo?

Dove vai? Questa è effrazione, violazione di domicilio

e intralcio alle indagini.

- Quindi? - Quindi sei in arresto.

- Ma no, ci conosciamo. - Sei in arresto.

- Lo sapeva. - Cosa?

- Lo sapeva. - Chi?

Adesso te lo dico.

- Viviani, tocca a te. - Alleluia!

Credevo che dovevo dormirci un'altra notte.

Il commissario ha avuto molto da fare oggi.

Immagino! Sarà finito il barricato all'amarena. Una tragedia!

Non sei nella condizione di fare il furbo.

Nemmeno te di prendere per il culo!

- Viviani... - Cioni...

"Conciorni" è il titolo di un film di Mikhalkov. No, "Oci ciornie".

(COLPI ALLA PORTA) Ecco Viviani.

Com'era l'altro film? "Vieni avanti, cretino"?

Scherzo!

- Scherza. - Si accomodi.

- Buongiorno. - Buongiorno. Allora, Viviani?

- Ci siamo messi in un bel guaio. - Sì.

Sì... mi scusi.

Dottor Tassone, io...

Lo so che abbiamo...

Abbiamo?

- Ho. - Hai detto "abbiamo".

- Ho detto "ho". - Sembrava "abbiamo". - No, "ho". - Vabbè.

So che ho usato dei metodi un po' border line,

ma le assicuro che ci sono degli indizi...

Che hanno fatto ipotizzare all'ex commissario Fusco

che Claudio Moggi sia l'unico indiziato di questo caso.

Cosa dice? No!

- E' tutta roba mia. - Sua?

- Sono io che... - Che?

Ho una malattia, sono fissato a cercare gli intrighi.

Volevo fare il detective e allora... Ho questa malattia.

- E' un periodo che non sto bene. - Si vede.

Prendo anche le goccine.

Vado dalla psichiatra, può chiederlo a Cioni...

- Viviani! - Scusi.

Se andiamo in fondo alle denunce, lei rischia enormemente.

Io le sto dando una mano. Lei la dia a me.

Una mano lava l'altra e il cibo ce lo manda Dio.

Tanto si è capito che ha fatto questa sconsideratezza per...

Per la Fusco, che rischia solo di essere radiata dalla polizia.

- Solo? - "La Fusco solo".

Invece lei sei mesi di qua, sei di là, un annetto per un'altra cosa...

- rischia tre anni di galera. - Cazzo!

Anche tre e mezzo senza un buon avvocato.

- In fondo... - Succede.

In fondo non è una brutta cosa.

Prendo le distanze dai vecchini, da Marchino, rifletto...

Sto un po' da solo. Tre anni e mezzo, ha detto?

Mica male!

Magari faccio un po' di introspezione, scrivo un libro.

Per la Fusco è peggio.

Se perde il lavoro adesso alla sua età, chi se la ripiglia?

La Fusco rischiava già da prima, ma quando si saprà questa cosa...

- Quale cosa? - Che indagava per conto suo. Un'altra volta!

Mettendo in mezzo dei cittadini manipolabili.

- Manipolabile... - E' psicolabile?

- Come si definisce lei? - Psicolabile...

- Psicolabile va bene? - Preferisco.

E' entrata in casa della vittima senza autorizzazione,

seguendo una pista assurda. Io glielo dico perché le voglio bene.

La Fusco è spacciata con o senza il suo aiutino.

La Fusco non c'entra. (COLPI ALLA PORTA)

Allora? Non voglio essere interrotto mentre sto interrogando.

- Mi scusi, sarebbe entrata comunque. - Chi?

Scusate se vi interrompo, ma dovrà concedermi un paio di minuti.

Me li poteva rubare un paio di minuti

tanto è abituata a prendersi le cose senza autorizzazione.

Posso rubarli al procuratore.

Dico che il dottor Tassone non ha voluto vedere i risultati del DNA.

No...

Cioni, accompagni fuori Viviani, per cortesia.

- Perché? - La prego.

Adesso che posso avere un minimo di soddisfazione... No!

- Cioni! - Sono stato in prigione per te.

- In gattabuia tutta la notte! - Esci, dai!

- Per cortesia! - Sono stato in galera per te.

- Cioni... - Se voi non difendete la giustizia, chi la difende?

Questo mondo sta andando in merda! Vittoria, questa me la paghi!

> Vittoria, non è giusto!

Allora...

Questi sono i libri contabili che la Romboli aveva copiato e nascosto.

Forse un ricatto o un disaccordo? Dettagli.

Dettagli come le testimonianze della Guazzelli e di Govoni

sullo strano comportamento di Moggi dopo la morte della Romboli.

Il punto è che questa camicia è quella

che Moggi ha gettato nella spazzatura dopo l'omicidio.

Questa macchia di sangue, guarda caso, appartiene alla Romboli.

Abbiamo confrontato il DNA con quello di un suo capello.

- Eh... - Eh!

Io stavo seguendo un'altra pista.

Sì, sì. Complimenti!

- Grazie. - Non ci resta che avvisare il PM.

Con le mie ipotesi facciamo un bel falò sulla spiaggia.

- Qual era la sua ipotesi? - Niente.

Addirittura pensavo che gli assassini fossero due.

- Sì? Perché? - Dopo l'autopsia

si è venuto a sapere che la vittima era stata colpita alla nuca

e aveva perso i sensi. Solo dopo le hanno sparato.

A bruciapelo, tre colpi di cui due fuori bersaglio.

Un omicida dilettante.

Molto dilettante! Questo non c'entrava niente...

Però poi uno si incaponisce e si fa prendere dall'agonismo

specie se da Roma arriva un faldone

di più di un chilo sulla vittima.

Questo è tutto sulla Romboli?

Tutto sulla Romboli.

Vuole dare un'occhiata?

- Se ha tempo. - Grazie. - Intanto chiamo il PM.

Procediamo.

Cioni, mi vuoi chiamare il PM?

Intanto mi porti la granita che mi avevi promesso?

Senza brioche. Solo granita.

No, niente panna, non posso... Magari un pochino. Grazie.

Aspetta. Dottoressa, prende qualcosa al bar?

- No. - Hanno aperto una gelateria che fa delle cassatine... - Grazie.

- Maestro, buongiorno. - Crede che sia un buongiorno

o è un saluto ipocrita?

- Mi scusi. - Avete mandato via Bandinelli?

Certo, anche i suoi compagni, li abbiamo sostituiti.

Cominciamo. Partiamo da dove eravamo rimasti la volta scorsa.

(NOTA DAL PIANOFORTE) Chi ha chiuso la cassa armonica?

Forse la ditta delle pulizie.

- Cosa aspetta ad aprirla? Che mi incazzi? - No!

La sto aprendo.

(RISATINE)

Che c'è?

Si può sapere che succede o vi devo picchiare a tutti quanti?

I 47 minuti più umilianti della mia vita.

Grazie a voi.

Voi sapete quanto mi costa questo giochino del concerto?

Il master class, il coro, l'orchestrina, il palchetto,

la luce, la lucina? Lo sapete?

- Possiamo immaginare... - No!

- Voi non lo sapete! - Invece bisognerebbe saperlo.

I soldi escono di tasca nostra.

La sagra della triglia unta, questo vi meritate voi!

Non incazzarti, ha fatto lo stronzo e glielo abbiamo fatto capire.

- Punto e basta. - Questo "stronzo" si è piazzato da sei settimane

dentro un albergo a quattro stelle e mangia e beve a quattro palmenti

tutto a carico mio. E' chiaro?

Perché è una merda! Bravo con le dita, non lo nego,

ma per il resto è una vera merda.

L'ho implorato per circa 47 minuti, lei è testimone.

Se quest'uomo piglia e se ne va

e ci molla tutti, io vi faccio pagare tutto quello che ho speso!

Compreso la figura di merda che mi avete fatto fare.

Cosa? E io mi ammazzo!

- Magari! - Mi ammazzo e lascio scritto che è colpa del sindaco.

Ridateci la sagra del pesce, almeno si mangia!

Se lui non ci avesse trattato come se fossimo delle merde,

forse anche noi... (COLPI ALLA PORTA)

Maestro carissimo! Signora...

Si accomodi. Una seggiola!

Vi aspettate che sia qui per dichiarare guerra?

Ne avreste tutte le ragioni.

Anche lei ha le ragioni, ne stavamo discutendo.

No, ho riflettuto su come mi sono posto nei confronti

di questa piccola comunità.

Sono consapevole di non avere un carattere troppo facile.

Il suo carattere è pari al talento.

No, Aloisi. Perché...

Le giornate di un musicista, se vuole fare le cose come si deve...

Sono difficili.

Sarà che ci tengo troppo al mio lavoro,

sarà che ci tengo troppo alla musica,

ma è tutto quello che ho.

Io lo so...

Sono un po' stressato.

La vita non è stata facile per me.

Non è solo il fatto che sono cieco.

Sono successe cose molto peggiori che non sono qui a raccontarvi.

(SINGHIOZZA)

Su, su!

Adesso mi sto coprendo di ridicolo davanti a voi.

- Non faccia così, via. - Spero vogliate accettare le mie scuse.

Se non vi dispiace, mi ritiro per un po' di riposo. Grazie.

Grazie.

Maestro! La saluto.

Si riposi, mi raccomando. Signora...

Lo faccia riposare.

Questa volta abbiamo esagerato.

Se c'è uno che ha sbagliato più di tutti e per primo, sono io.

- Vi chiedo scusa. - Ora voi vi frugate e fate un'offerta generosa

all'associazione dei musicisti non vedenti del maestro.

- Generosa! - Io ho venti...

Quando dico "generosa" intendo almeno 500 euro a capoccia.

Io non ho 500 euro.

- Ho capito bene? 500 euro? - Sì.

- Mi sento male! - Non fare così. In qualche modo si fa.

Gino, dai!

(VOCI CONFUSE)

Bimbi, cosa metto nella causale?

- Qualcosa dobbiamo scrivere. - Certo. - Non ha ancora spedito?

Che spedito? E' mezz'ora che siamo qui a fare niente!

- Siamo ancora in tempo! - A far che? - A mandare meno!

Hai già rimediato al senso di colpa!

- Esci! - Levati! - Parla tu.

Io direi così.

"Caro maestro, vorremmo chiederle umilmente scusa

per il nostro comportamento inaccettabile."

- "Inaccettabile" è poco. - Indecoroso? - Schifoso. No!

- Scriva "merdoso". - Merdoso!

"Sappiamo che il nostro sbaglio è inammissibile, inqualificabile...

..e tuttavia..." - Tuttavia sono 140 caratteri.

- Cioè? - Sintesi!

- Più di così? Non avevo ancora cominciato. - Pensa te!

Allora scriva.

"Caro maestro, le chiediamo umilmente scusa. Pilade..."

Perché gli chiedi scusa, non lo capisce?

Se non lo capisce non è solo cieco, è anche duro!

- Anche "umilmente"... - Infatti. Anche "caro maestro".

Mi suona come una presa per il culo.

- Scrivetelo voi che siete bravi! - No. - Devi scrivere tu.

Cos'è questo casino? Qui la fila arriva fino alla spiaggia.

- Cosa vogliamo fare? - E' arrivato lui!

- Sei il direttore della banca? - Bravo!

- Direttore della banca! - Che figura di merda!

Cristina se non finiscono in un minuto, tornano domani.

Chiaro?

- Guarda quello! - Lascia stare. - Bisogna essere brevi.

Scriva così:

"Ci scusi e basta."

E basta? "Ci scusi e 1.600 euro!"

Lui è fatto così. E' generoso.

(TV) Il caso Romboli è giunto a una svolta con l'arresto di Moggi,

il proprietario del magazzino dove la donna lavorava.

E' stato il caso più complicato della mia carriera,

ma non avendo mai escluso nessuna pista, avendo lavorato sodo

e senza arrenderci mai, abbiamo trovato le prove

schiaccianti della colpevolezza di Moggi.

Sembra che ha fatto tutto lui! Il grande ispettore!

(TV) Lei era la collega della vittima e Moggi era il suo capo.

(TV) Un omicidio... - Avevamo concordato...

..che non mi avrebbe chiesto dell'omicidio. - I telespettatori...

I telespettatori vorrebbero dei giornalisti corretti.

- Che temperamento, la bimba! - Diventerà sindaco di Pineta.

(TV) Il servizio è garantito.

(TV) Finalmente si è capito chi tiene il bastone e la carota qui

e la proprietà apprezza come tengo sotto schiaffo i clienti,

in particolare quelli che pensano di fare i furbi. Vero, Viviani?

Li scudiscio! Gli spello il culo ai clienti che non sanno stare in riga.

Gli faccio il sederino tutto rosso,

li imbavaglio, li sodomizzo. Capito, Viviani?

Massimo! Massimo!

C'è la Fusco e Tassone fuori.

- Allora? - Dovevi portargli da bere.

Portaglielo tu.

Se sei venuto qui per guardare la TV, potevi stare a casa.

Invece no! Sai perché?

La televisione che avevo a casa l'ho dovuta vendere per pagare te.

L'hai venduta male perché mi devi ancora 200 euro!

Marchino, dai!

Come sono contento che anche a lei piace la cedrata.

E' una bibita insolita. Eccola!

Arriva. Grazie.

Sono stato costretto mio malgrado.

- Certo. - Io non mi prendo mai i meriti degli altri.

Non mi piace, ma che dovevo fare?

- Purtroppo, gli eventi... - Per proteggerla.

- Sì. - Se saltava fuori che lei aveva indagato per conto suo,

finivamo nei guai tutti e due! Lei di più! Ma sono solo dettagli.

Invece così noi siamo inattaccabili.

- Il fax a Roma? - Già mandato il fax.

Tutto a posto. In un paio di settimane riavrà il suo posto.

Commissario!

Mi scusi, ma sto da tre ore al commissariato.

- Lei è qui al bar? - Ho appena risolto brillantemente...

Cosa ha risolto? Lei non ha risolto un bel niente!

- Come non ho risolto niente? - Lei ha arrestato mio marito

che quella sera era in casa con me come tutte le sere.

- Ci mancherebbe che suo marito non era a casa con lei... - Certo!

- L'alibi della consorte! - Alibi? Ma quale cazzo di alibi?

- Allora non capisce proprio una sega! - Moderi i termini. - No!

Non modero niente. Ora mi ascolta.

Mio marito è tornato alle 20:30, ha messo la macchina in garage

è venuto su e abbiamo cenato insieme. Lei lo arresta!

- Si calmi! - Non sto calma! - Venga con me.

Andiamo in commissariato, ma lei deve stare calma.

- Vittoria... - Eh? - Mi è venuto un brutto sospetto.

- Cioè? - Forse ha ragione la moglie di Moggi.

- Massimo! - Guarda la macchina di Moggi!

- Che ha? - Non c'è traccia della pioggia sabbiosa

che c'era la notte dell'omicidio. La macchina è stata in garage.

- Quindi Moggi era a casa. - L'avrà lavata il giorno dopo.

No, la macchina è comunque sporca.

Magari l'ha lavata e poi è andato su uno sterrato.

No! C'è il cazzetto che ho disegnato il giorno prima dell'omicidio.

Mi hai fatto notare che c'è stata la colluttazione dentro il magazzino.

- Quindi? - Magari è come ha detto Moggi.

C'è stata la colluttazione, ma poi è andato a casa

ed è arrivato un altro e l'ha ammazzata.

Saremmo di fronte a una coincidenza assurda.

Assurda, ma non impossibile.

Se parliamo di cose assurde, ma non impossibili,

il Moggi ha lavato la macchina, è andato su uno sterrato...

..e ha ridisegnato il cazzettino. - No!

Quello è il mio cazzettino.

- Massimo... - Vittoria, riconoscerò il mio cazzettino o no?

- La tua psichiatra riceve oggi? - Perché?

Ripeti che quello è il tuo cazzettino e che l'hai riconosciuto.

E' una frase allarmante.

Sarà allarmante, ma quello è il mio cazzettino!

Chiamala.

- Quante ne sta prendendo? - Quante?

Diciamo... più o meno...

Come più o meno?

E' un periodo complicato.

E' difficile...

Ho i sensi di colpa. Non mi ricordo.

- Sono confuso. - Perché?

Perché credo di aver mandato in galera un innocente.

- Sarà colpa del giudice. - No, io ho fatto la mia parte.

Anzi... Ho fatto la parte del geloso.

Non sono stato lucidissimo.

Lei non può portarsi sulle spalle il peso del mondo.

- Si droghi piuttosto. - Cosa?

Si droghi con gli psicofarmaci.

Anche di quello...

Volevo dirle, di tanto in tanto, en passant,

leggo delle cose su Internet.

Lei sta equiparando la mia laurea in medicina

con specializzazione in psichiatria

più master, praticantato e anni di cura

con una sua ricerchina su Internet.

- Assolutamente no! - Non era una domanda!

Lei la sta equiparando.

Quando uno comincia a leggere

148 controindicazioni...

Uno magari si...

Ho provato a diminuire un pochino le dosi.

Si sente meglio?

- No. - Lei deve seguire le mie indicazioni.

Se io dico di prenderne un tot,

lei ne deve prendere un tot!

Vede... uno ad un certo punto, di tot in tot,

si fa delle domande. No?

Si guarda intorno e si chiede...

Per esempio. Chi è questo Giulio Ceraudo?

E' il dottore di questo studio. Questo non è il mio studio.

Non vede che non ci sono i libri? Il mio studio è pieno di libri.

Come faccio a saperlo? Non ci sono mai stato.

- Perché poi? - Perché a me piace cambiare.

Nuovi ambienti, nuova identità.

Fa bene al cervello.

E' come mettersi delle maschere sul viso

e giocare a essere un'altra persona.

Mi segue? Giocare ad essere un'altra persona!

(VOCI CONFUSE)

Viviani...

Viviani. Che sta seguendo?

Sì, è che ho... forse ho...

Ho capito... ho capito una cosa.

Capisca di meno e si droghi di più.

Che entusiasmo! Che vi è successo? Vi siete guardati allo specchio?

No, abbiamo visto te e ci è morta la gioia in gola.

- Allora strozzatevi. - Marchino, oggi non è aria.

- Arrivano. - Bimbi, tranquilli.

- Ci mancherebbe. - Quello che si doveva fare si è fatto.

La generosità non è mai troppa.

Maestro, buongiorno. Siamo immensamente mortificati.

- Ho saputo della vostra donazione. - Era il minimo che potevamo fare.

Un semplice gesto di riappacificazione.

- Un pensiero per lei. - In effetti...

Era giusto un pensiero, 1.600 euro in quattro.

- 1.600 euro... - No.

E' sempre e comunque colpa mia.

Ieri avrei dovuto piangere di più.

Ho pianto troppo poco.

Arrivederci.

- Bastardo di un ciecaccio infame! - State calmi.

- Stiamo calmi. - Calmo? 400 euro buttati!

Mi è venuto un mal di stomaco che...

- Govoni, da quanto tempo ci conosciamo? - Troppo.

- Ti ho mai chiesto un favore? - Sempre.

Avanti! Io ho capito una cosa...

- Tanto lui non ti fa entrare. - Questa cosa può risolvere il caso.

- Il caso è già risolto! - Io ho pensato che...

- Lui dice che tu pensi troppo. - Lui pensa troppo poco!

- Come la mettiamo? - Inizio la procedura per oltraggio?

- No! - Benissimo. - Grazie!

- Prego! - Arrivederci. - A lei!

- Gnu gnu gnu. - Come?

- Gne gne gne. - Viviani!

Buonasera.

- Hai l'appuntamento? - No.

- E' solo per... - Se non hai l'appuntamento, ti siedi e aspetti.

- Va bene. - Non va bene!

Vi dico di prenotare perché questa non è una ferramenta.

Devo darmi una spuntatina...

- E' il tuo turno? - Chi? - E' il tuo turno della spuntatina?

- No! - Allora siediti e aspetta. Ti chiamo io quando è il tuo turno.

Ho la Rosina, la Giovanna, non puoi rompere. Siediti e aspetta.

- Ti va bene o no? - Sissignora. - Se ti va bene, ti siedi.

Se no, puoi andare fuori dalle balle. Hai capito o no?

- Mi siedo. - Bravo. Mi sei simpatico.

Come siamo messi con questi uomini?

- Come siamo messi? - Male!

Non reggete più il confronto, siete esauriti, siete stupidi.

Sì, è vero, ma forse dipende.

Io ti parlavo dell'amore, dei sentimenti, come siete messi?

- In quello proprio negati. - Negati.

Siete inferiori. Infatti gli uomini uccidono le mogli, le ex,

le fidanzate, l'amica della mamma, la zia...

Siete violenti perché non vi rimane altro che bar, calcio e violenza.

A me le hanno sempre date, altro che violenza!

Hanno fatto bene così uno almeno le ha prese. Bene.

Se lo dice lei. Comunque ha ragione in generale.

I maschi sono davvero delle bestie.

La donna che hanno ammazzato? Quella che lavorava in magazzino.

E' morta. Ha sentito dire?

Certo, era una mia cliente.

- Davvero? - Certo.

- Veniva qui a fare i capelli? - Fare i capelli è un'esagerazione.

Non si potevano tagliare, non si potevano tingere.

Non si poteva fare niente. Era una rompiscatole! Un brutto carattere.

Poi con quelle due cicatrici che aveva in testa...

Erano terribili! Qui, sotto le tempie.

- Ci voleva la frangetta. Come fai a saperlo? - Grazie!

- Dove vai? - Grazie mille! - Dove vai? Vieni qui!

- Il mio asciugamano! - Ridaglielo!

Inferiori!

- Commissario. - Govoni.

Buonasera. Che eleganza!

- Grazie. - Come mai qui a teatro?

- A Pineta la sera non c'è molto da fare. - Bene.

- E' libero? - Questo posto? - Sì.

C'è un signore... E' andato al bagno.

Credo che stia tornando.

- Vado o mi rubano anche quello. Ci vediamo dopo. - Sì.

- Massimo! Che succede? - Ho capito una cosa fondamentale.

Intanto respira.

Maria Romboli non era Maria Romboli, ma una pentita,

una testimone sotto protezione con una nuova identità.

- Sì? Come lo hai capito? - Aveva le cicatrici in testa. Lì.

Quindi si era fatta una plastica facciale e non per motivi estetici.

- Voleva cambiare faccia! - Sei stato all'obitorio?

No e in commissariato non mi hanno fatto entrare.

- Sono andato dalla parrucchiera. - Ah.

Per questo sembrava che la Romboli non avesse un passato.

Quella dedica sul libro usato: "A Florinda".

Era il suo nome, si chiamava Florinda.

- E' possibile. - No, è così. E' la pista che seguiva Tassone.

- Dammi retta! - Massimo...

Lo sapevo già.

- Come lo sapevi? - Non potrei dirtelo perché è tutto segretato.

E' così. Maria Romboli faceva parte di una banda

che vent'anni fa faceva rapine e sequestri.

Allora liberate Moggi.

No, è stato lui! Il passato della Romboli è una coincidenza,

non c'entra niente. Se era stato un vecchio complice,

quindi un criminale,

secondo te gli dava una botta in testa e poi sparava tre colpi

sbagliando i primi due? E' troppo goffa come esecuzione!

- Non torna! - In effetti è strano.

E' strano sì. Adesso inizia.

Signore e signori, un attimo di attenzione, prego.

Devo fare un annuncio.

Il grande maestro De Matteis pare che abbia avuto

un problemino con la macchina.

Di solito eventi come questo mettono a rischio una serata,

ma non tutto il male viene per nuocere. Ecco.

Questo imprevisto, infatti...

- Vedrai che ora combina qualcosa. - Aspetta. - Che aspetta?

Guardalo! Ha l'occhio inviperito.

- Eseguiremo un brano classico. - No!

Sono stati giorni di duro, ma redditizio lavoro.

Prego, bimbi. Un brano che per tale motivo resterà per sempre scolpito

nei nostri cuori.

(FANNO DEI SOLFEGGI)

# La fava mia di zucchero

# di zucchero non è! #

Sono degli esagerati.

# Puoi sentire il muscolo

# a letto vien con me. #

# Il pomo dello sgnacchero nella topa metterò! #

Non li conosco io! Non li conosco.

- Govoni, fermali! Fai qualcosa! - Non sono in servizio.

Muoviti!

- Lo faccio per te! - Non perdere tempo.

# Suvvia non far lo stupido

# la topa eccola qua! #

# Il pomo vallo a mettere #

# Al budello di tua mamm... #

- Basta! - Vergognosi! - Fuori!

- Andate a casa! - Stai calmo!

- Villani! - Se ne ammazzo quattro in una botta sola,

mi dai una mano per le attenuanti? Queste figure di merda...

- Vabbè... - Che cretini!

Venga, maestro. Da questa parte. Sono mortificato.

Non mi immaginavo...

Venga.

- Questa qualcuno la paga. - Sì... sicuramente...

- Venga, maestro. - Dov'è? Di qua? - Venga.

- Il pubblico scalpita. - Vuoi andare prima in camerino?

No, andiamo.

(APPLAUSI)

(pubblico) Bravo!

(APPLAUSI)

(pubblico) Bravo!

E' con grande piacere e immensa emozione

che vi presento il maestro De Matteis.

(pubblico) Bravo!

Potrei anche sbagliarmi, ma credo stia vibrando un cellulare.

- E' il mio. Mi scusi. - Mi scusi il cazzo!

Ha l'orecchio supersonico.

Si scusi con il pubblico.

(SUONA UN BRANO CLASSICO)

- Ho capito chi ha ammazzato la Romboli. - Eh?

Non è stato un complice, ma la vittima.

- Cosa? - Ecco perché era così goffo. Non era un criminale.

- Chi era? - Qualcuno che l'ha riconosciuta

senza guardarla in faccia, ma ascoltando la voce.

Solo come un cieco sa fare.

Magari per ammazzarla ha chiesto aiuto alla moglie.

Nonostante questo ha sbagliato i primi due colpi

e ha perso gli occhiali. C'erano degli occhiali da sole, no?

- C'erano. - Chi si mette degli occhiali da sole di notte?

- Vaffanculo! - Perché?

Perché mi sa che hai ragione. Andiamo! Vai!

Muoviti!

Se lo rifate, io vi mando all'ospizio!

- E' chiaro? - Era uno scherzo.

- Govoni, portaci sul palco. - Perché?

- Dobbiamo arrestare i De Matteis. - Seguite me.

Qui è un mezzo labirinto. Venite! In fondo a sinistra.

(LA PORTA SBATTE) No!

Cazzo!

- Apri questa cazzo di porta! - Io non so che ha fatto...

..ma suona il pianoforte da Dio. - E' un probabile assassino!

- Meglio, lasciategli fare l'ultimo concerto. - Aldo! E' una cosa seria!

- Il concerto è una cosa seria. - Se non apri questa porta,

io ti denuncio!

(COLPI ALLA PORTA) Aldo, sei l'unico maturo!

(MUSICA DI PIANOFORTE)

- Commissariato di Pineta. - Vai al computer. - Fusco? - Sì.

Controlla se la moglie di De Matteis ha il porto d'armi.

Se ce l'ha, controlla che la sua pistola sia la stessa del delitto.

- Se è così, venite immediatamente con due volanti. - Quale delitto?

Quello del Circeo! Cazzo, quello della Romboli! Hai scritto?

- Ho scritto. - Richiamami tra due minuti.

- Sì. - Ciao.

Ci vuole una montagna di pazienza qui!

- Mi sta venendo l'ansia. - Stai calmo. Non è che...

- Mi sta venendo l'ansia. - Non è così.

- Mi manca l'aria! - Vieni ad aiutarmi. - No.

Cosa fai? Ragazzi, non mi fate così!

Veramente... Massimo...

(MUSICA DI PIANOFORTE)

Signora De Matteis... Ci può fare passare?

So perché siete qui. Vorrei chiederle di aspettare che finisca.

Mio marito non ha mai suonato così bene.

Va bene, aspettiamo.

(MUSICA DI PIANOFORTE)

Occupati della signora. Io vado a chiamare gli altri due per...

- Per? - Cioni! - Sì.

(APPLAUSI)

(pubblico) Bis!

Bravo!

- Se ci vuole seguire... - Che succede?

Lei è in arresto. Ora le spieghiamo tutto. Venga.

La vendetta è un piatto che va consumato freddo.

Il maestro si è attenuto all'antica ricetta.

Ha ucciso la Romboli, al tempo Florinda Musaca,

perché nella sua voce ha riconosciuto la donna

che lo rapì quando era ragazzo.

Ebbene sì. La Musaca, in arte Romboli,

faceva parte al tempo di un'organizzazione dedita,

tra le altre cose, ai sequestri di persona.

Era lei la carceriera che il De Matteis sentiva tutti i giorni

chiusi dentro il buco nella montagna.

Lei gli portava i suoi frugali pasti quotidiani.

- Mi scusi... - No, mi scusi lei se la precedo.

Qualcuno adesso si starà chiedendo se eravamo scemi.

Perché non abbiamo capito

con un sequestro già archiviato e una collaboratrice di giustizia?

Siamo scemi? Lei voleva chiedermi quello.

- No, non penso questo. - Come no?

La vittima De Matteis, l'aguzzina la Romboli...

- Perché allora? - Esatto, perché?

Glielo dico io? La famiglia in questo caso risolse il tutto

pagando il riscatto senza rivolgersi alle forze dell'ordine.

Che dire? Tutto era già scritto nel destino.

Sono venuto a Pineta e ho fatto come il sommo Cesare.

Veni, vidi, vici.

Bravo.

(APPLAUSI) Un applauso al commissario!

Grazie!

Troppo buoni! Volevo aggiungere una cosa.

Tutto questo non sarebbe potuto accadere senza il prezioso aiuto

dei collaboratori di questo commissariato.

Soprattutto di uno dei poliziotti migliori

che io abbia mai incontrato in tutta la mia carriera.

L'appuntato Cioni. Un applauso anche per lui!

Se lo merita.

Troppo spesso ci si dimentica del contributo quotidiano,

oscuro, ma sempre fondamentale, di poliziotti del genere.

- Adesso dove andrà? - Dove andrai, Cioni?

- Chiedeva a lei. - Io?

Dopo questa impresa mi sono meritato una bella vacanza o no?

Tanto vi lascio in buone mani.

Per le domande di routine, rivolgetevi alla dottoressa Fusco

che da questo momento torna al suo posto di commissario di Pineta.

Arrivederci. Ciao, Cioni. Ciao a tutti! Grazie!

Chiamatemi un taxi, per favore.

Fai una domanda alla Fusco.

Lei torna al suo vecchio incarico?

- Così sembrerebbe. - Va bene, via!

- Allora ci si vede. - Quindi...

- Dottoressa, io... ho un pranzo. - Sì.

Va bene!

- Massi! - Tizi!

Non so come ringraziarti.

Bazzecole, non ho fatto nulla.

Come nulla? Hai liberato un innocente, hai risolto il caso.

- Anche con me sei stato... Sei stato... - Cosa?

- Cosa? - Sei stato speciale!

- No... speciale... - Ti sei preoccupato.

Hai cercato di starmi vicino, di proteggermi.

Come mi posso sdebitare?

Già il fatto che sei qui a dirmelo per me è abbastanza.

Ti giuro, non c'è bisogno. Davvero.

- Non c'è bisogno. - Massimo...

- Sì? - C'è bisogno.

Allora abbiamo fatto? Ci sono altre tre consegne.

- Come mai così seria? - Sto lavorando.

- Cosa c'è da ridere? - No, è che...

Mi aspettavo un'accoglienza più amichevole.

- Nessuno può aiutarti? - Se venivi un anno fa...

Avevo una banconista... Che bei tempi!

- Per fortuna i tempi cambiano. - Però l'affetto resta.

- In che senso? - Come in che senso? Tutta questa roba...

- Cosa? - No...

Non ti devi vergognare. Se vuoi ringraziarmi, va bene.

- Mi sono preoccupato di te, ti ho protetta. - Da cosa?

- Da Moggi. - Infatti non c'entrava nulla.

Non lo sapevamo noi, quindi vale.

Io non ero in pericolo e Moggi alla fine è uscito.

Chi l'ha fatto uscire? Io!

Lui ha insistito perché ti venissi incontro.

Fosse stato per me ti avrei mandato una bella ingiunzione dal tribunale.

Non paghi da sei mesi!

- Sei seria? - Serissima!

Allora sai che ti dico? Non ti parlo più!

- Evita di telefonarmi... - Comincia ora a non parlarmi.

E cresci!

Io la conosco. Non è andata poi così male.

Marchino, lascia perdere.

Sono cose delicate. Non tutti le capiscono.

Massimo, tu ti devi svegliare!

Devo uscire da questo down che porta solo malumore.

- Esci da questa depressione! - Marchino!

Sai che faccio appena esco da questa depressione?

Ti licenzio! Vai!

Che avete da guardare?

Che cosa volete?

Che vi faccia le battutine?

Che faccia la piroettina scemina?

Che vi racconti una barzelletta?

Va bene, ve la racconto. Basta chiedere.

Siamo in spiaggia. Amleto e Ofelia passeggiano, un po' tristi.

Ad un certo punto Amleto guarda Ofelia e le dice:

"Ofelia, guarda, un gabbiano morto."

Ofelia chiede: "Dove?"

Faceva ridere, no? "Dove?"

Scusa.

Non sto bene.

Ho delle cose dentro che non escono.

Io, io...

Non lo so cos'è.

E' che la Tizi, giù botte. Il bar, giù botte.

Le goccine... giù botte!

Tutti a darmi le botte. Dove andate voi? No! Aspettatemi!

Ragazzi, non mi lasciate solo!

Qualcuno mi aiuti! Ho paura!

Guarda che c'è un'altra puntata!

Non lo fate per me, fatelo per i miei bimbi!

(GEMITI DAL COMPUTER)

"Effetti collaterali".

Viviani! Siamo di nuovo a cercare su Internet?

- No... - Continua ad equiparare la sua ricerchina su Internet...

- con la mia laurea. - No! Ma cosa... scherza?

Assolutamente no.

Se insiste io le entro in casa e glielo buco

questo Internet! E' chiaro?

- Chiaro! - Si guardi un porno piuttosto.

- Mi dia retta. - Io... - Cosa?

Non mi si drizza più.

Meglio, no? Una preoccupazione di meno.

Se mi dice così,

non c'è più ragione di non aumentare il dosaggio.

Viviani, mezza sega!

# Il Viviani del Barlume in pineta, sulla riva #

# tramezzini, amari e spume, grappe e ponchi lui serviva. #

# Ma è un delirio, certe morti e un delinquente da ingabbiare. #

# Lui ci deve ficcare il naso perché buono non vuole sta'. #

# Oh Viviani! Oh Viviani! Oh Viviani! #

# Dimmi un po' po' #

# come hai fatto, cosa hai letto, cosa hai visto #

# per poterlo smascherare. #

# Ti rincorrono le donne, ma poi le devi anche agguantare. #

# La canzone del Viviani che po' po' di chiorba ha! #

# Se c'ha un caso per le mani lui lo deve sgarbuglia'! #

# Il Viviani, la sua vita che macello! #

# Quarant'anni dal di fuori, diciassette nel cervello. #

# Con i vecchietti fra i coglioni, lui li deve sopportare. #

# Per resistere alla noia, strozzerebbero la madre. #

# Oh Viviani! Oh Viviani! Oh Viviani! #

# Dimmi un po' po' #

# come hai fatto, cosa hai letto, cosa hai visto #

# per poterlo smascherare. #

# Poi si sdegnano le donne se vai con i sandali a ballare! #

# La canzone del Viviani che po' po' di chiorba ha! #

# Se c'ha un caso per le mani lui lo deve sgarbuglia'! #

- Viviani? - Eh? - Puppaaaa!

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