All language subtitles for I.Delitti.Del.BarLume.S03E02.A[ita]

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

*

*

*

# Il BarLume è uno strumento che non si può suonare, #

# ma se sei un po' brillo ti fa il verso del mare. #

# E se producesse una moto, suonerebbe così. #

# Con whisky, spuma, latte, birra e casse di soda, #

# gli investigatori vanno ancora di moda #

# e cercano una vaga risposta al bancone di un bar. #

# Resti seduto in un angolo, passi in rassegna ogni tavolo, #

# tra il quinto whisky ed il settimo si ferma il tempo in un attimo. #

# Fidati di me, del mio fiuto aritmetico. #

# Fidati di me, ogni caso ha un rimedio. #

# Soluzione c'è proprio lì dietro l'angolo. #

# Un altro mare e poi le stelle, il sale, amore, sesso. #

# Maledetto contrappasso, basta, dormo come un sasso. #

# Sgattaiola furtivo, si nasconde e ti aspetta. #

# Sta sdraiato dritto proprio sulla tua testa. #

# Appare, poi scompare, ricompare, si fa gioco di te. #

# Si prende gioco di te. #

# Si fa gioco di te. #

MASSIMO: Non ho da raccontare. VITTORIA: Inizia, poi vediamo.

> Che devo dirti? Saranno state le 11 o le 11:30.

> Al bar c'era il buffet.

> Tizi ha avuto l'idea di fare il brunch della domenica.

> C'era tanta gente e io stavo parlando con l'appuntato.

VITTORIA: Con chi? MASSIMO: Con Cioni, quello magro.

VITTORIA: Perché? MASSIMO: Gli spiegavo

che quello che dice Benedetti non torna. > Ancora questa storia?

> Vittoria, dovevano essere in due. Come faceva a legarlo

se era sulla cabinovia? > Parliamo di uno che è morto nel tuo bar.

MASSIMO: Me ne sono accorto. VITTORIA: Eri con Cioni...

MASSIMO: La moglie del russo ha iniziato a urlare...

> Lui sbavava come una bestia sgozzata, è caduto...

VITTORIA: Aspetta! Parti da prima. Ieri sera che è successo?

> Ero al bar. > Hai notato qualcosa di strano?

> No, raccontavo perché non torna la storia di Benedetti.

> Dio santo, Viviani! > L'unica cosa strana che ho visto

è stato il bastone da selfie di Emo. > Cosa?

MASSIMO: Una specie di asta dove metti il cellulare

per farti la selfie. Alla fine abbiamo fatto l'autoscatto insieme.

- Non è fondamentale per l'indagine. - Me l'hai chiesto tu.

- Ti ho chiesto un'altra cosa. Andiamo avanti. - Bene.

- Dopo che è successo? - Niente...

Abbiamo chiuso il bar a mezzanotte e mezza e siamo andati a casa.

- Con Tiziana. Che avete fatto? - Va bene, dai!

- Che avete fatto? - Che domande! Siamo all'inizio della storia...

Lei è giovane, bella, fresca...

> Io mi difendo bene, abbiamo fatto i fuochi d'artificio.

- Ci sarà un motivo se te lo chiedo cento volte! - E' plastica!

- Non sporca, la metto nella differenziata. - Non sporca?

MASSIMO: E' stata una notte di fuoco, di passione.

> I vicini non avranno chiuso occhio, poveracci.

> Non farmi entrare nei particolari. VITTORIA: Non c'è bisogno.

VITTORIA: Il mattino dopo che è successo?

MASSIMO: Non abbiamo fatto sesso perché sono andato a pesca.

> Alle 11 sono tornato e ho visto il russo al tavolo con la moglie.

> Beveva il solito Cuba Libre di metà mattina.

Ciao Tizi! > Sono entrato nel bar.

> Tizi ha fatto finta di avercela con me.

> Diceva che ero in ritardo invece era arrabbiata

perché la mattina non avevamo fatto sesso.

- Ti sei scordato di chiudere. - Cosa? - Il bar!

Io chiudo questo bar da quando tu ancora andavi all'asilo.

- Devi bere meno. - Cosa? Un goccetto di rum!

Lascia perdere, mi sembri tua madre.

MASSIMO: Poi se n'è uscita con la storia

che io la sera prima non avevo chiuso il bar. Ti pare?

> E' una bimbetta, mi sono fatto una risata

e ho portato il cappuccino a Cioni.

> A un certo punto ho sentito l'urlo da bestia sgozzata.

> Lui è caduto a terra, la gente è venuta intorno a rompere i coglioni.

> Ho chiamato l'ambulanza.

> Poi sono arrivati quegli avvoltoi dei vecchini.

> Con la scusa di fare aria ficcavano il naso.

> Qualcuno è andato via senza pagare,

ma la maggior parte è rimasta a mangiare.

> Qualcuno avrà fatto il brindisi

perché il russo era un pezzo di merda.

- Ora che succede? - Aspettiamo il risultato delle analisi.

Il medico legale dice che al 90% è un avvelenamento.

Quindi?

Devo mettere il bar sotto sequestro.

- E' uno scherzo? - Purtroppo no.

- E' uno scherzo di Emo? - No. - Mi prendi in giro.

- No, Massimo. - Ci facciamo quattro risate...

Quanto tempo ci vuole?

- Non so, forse due settimane. - Cosa?

Due settimane?

- Che c'entra il mio bar se ammazzano un russo? - Vacci piano.

Potrebbe essere stato un cibo avariato

o potresti aver fatto uno sbaglio. - O magari...

Magari è stata anche la moglie ad aver avvelenato il Cuba Libre.

L'hai interrogata e ti sei accorta che ha un occhio nero?

Certo. Mi ha detto che è caduta dalle scale della villa...

Ci credi? Allora vale tutto, crediamo anche alle favole!

Allora il lupo cattivo voleva dare un bacino a Cappuccetto Rosso!

- Mi dispiace. - Se chiudi il bar in alta stagione,

io perdo 1.500 euro al giorno.

- Con le spese come faccio? - Ho capito. - Non hai capito un cazzo.

Io non ti posso aiutare, questa è la legge.

C'è la legge, ma c'è anche il buonsenso.

Non hai afferrato la gravità della situazione.

- C'è stato un morto nel tuo bar. - Tu non hai capito la gravità.

I morti saranno due. Se chiudi il bar, io m'ammazzo.

Esagerato! Lui si ammazza, dai!

Visto che mi è sempre toccato risolvere i casi,

stavolta farò prima.

Grazie!

Non l'ha presa bene.

Il BarLume di Pineta rimane chiuso fino a disposizione del giudice.

Vi daremo gli aggiornamenti nelle prossime edizioni.

A presto.

Ora mi fai un campo totale e poi i dettagli dei sigilli

e dell'ordinanza... - Alla cazzo.

- Bravo. - Che fate?

- Due riprese per i prossimi servizi. - Quali?

- Chissà quanto rimani chiuso. - Vaffanculo.

- Come? - Vai in culo tu e i prossimi servizi.

- Vai in culo dritto là. - Cosa vuole?

Nel tuo servizio di cacca devi dire che devono riaprire subito!

(VOCI CONCITATE)

- Vai! - Smamma!

- Che gente! - Massimino, dai!

Cos'è codesta faccia?

Ragazzi, questo è un vero casino.

Abbiamo parlato con la moglie del Checcacci

che fa le pulizie nelle ville. - Quando andava dagli Sciarapof

lui era sempre ubriaco e la moglie in camera.

Quando usciva per coprire i lividi aveva sciarpa e occhiali da sole.

L'ha ammazzato lei!

Shottino di veleno nel Cuba Libre e arrivederci.

- Perché nel mio bar? - Perché è un luogo pubblico.

- Doveva ammazzarlo a casa sua? - Poteva farlo alla Perla

o da qualche altra parte.

Vedi che scenario c'è qui?

Io potrei morire al BarLume.

Anch'io!

MASSIMO: Io no.

TIZIANA: Massimo, sei tu? - No, sono Marlon Brando!

Come stai? - Di merda.

- Tu? Insomma.

Continuo a pensare al tizio di stamani.

- Vedo il suo faccione che mi rantola davanti. - Non pensarci.

Ci ho pensato e voglio fare le cose perbene.

So che in questo periodo siamo nervosi e litighiamo spesso.

Basta un secondo e ci tiri il calzino.

- Dobbiamo buttarci. - Dal secondo piano!

Fai il serio.

Ha chiamato la mamma, ha visto il telegiornale

e voleva sapere come stavi.

Le ho detto che uno di questi giorni potevamo andare a pranzo insieme.

Magari quando c'è meno casino, a settembre, ottobre.

- Anche a novembre. - Poi loro vanno un mese in crociera.

- Pensavo che domani... - Domani?

- Questo domani? - Domani!

Con tutto quello che c'è da fare...

Massimo, il bar è chiuso!

- E' vero. - Allora domani.

- Allora domani. - Grazie.

Avevo paura a chiedertelo, pensavo che ti sentissi soffocare.

Io? No, figurati, per un pranzo!

- Vado a fare una doccia e torno. - Vai.

No!

> Prenoto alla Cantinetta?

Ottimo! Alla Cantinetta è ottimo!

Non avete un altro posto dove andare?

- Se vuoi, veniamo a casa tua. - Ci mancate solo voi.

Con tutto il ben di Dio che hai in casa che ci fai fuori?

- Lascia perdere, ho preso un'ora d'aria. - Te l'avevamo detto.

Le tisanine al finocchio sono pericolose.

- Quando ti decidi? - A fare cosa? - A metterle l'anello al dito.

- A ingravidarla. - La fate semplice.

- E' una vita d'inferno per il nostro Massimino. - Per voi è dura!

Tutto il giorno a non fare una sega.

- Vi vedo sciupati. - Siamo qui a presidiare il bar.

- Questo è un sit in. - Ti diamo una mano.

Quello è il problema, Emo.

- Aldo, vieni un attimo. - Va bene.

Capito? Il problema siamo noi.

Dimmi.

Domani Tiziana ha organizzato un pranzo con i genitori.

Mi sento un po' forzato, costretto...

E' un pranzo, non l'inquisizione.

Non lo so.

Ho pensato che se non vado da solo è meglio.

- Se tu volevi venire... - Io?

Voi siete la mia famiglia.

Ovvio che non posso portare Gino.

- Sei l'unico... - Di cui non ti vergogni.

Non è quello... un po' è quello.

Aldo, parliamo chiaro.

Io vorrei evitare che a questo pranzo

si arrivasse a parlare di cose affrettate...

- Più lente di così... - Con Tiziana non è tutto rose e fiori.

- Poi andiamo a mangiare alla Cantinetta. - Di lusso!

- Pagano loro? - Loro... Io...

Tu devi preoccuparti solo di venire, mangiare e bere.

Facciamoci questo pranzetto!

Vieni qua. Sei un amico.

Con i bimbi acqua in bocca.

Non preoccuparti di loro, ci penso io.

- Che fai? - Ho finito il rum a casa, lo prendo.

- Quella s'incazza. Puoi farlo? - Il bar è mio o della Fusco?

Fai tu, io non ho visto un cazzo.

Neanche io.

(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)

- Amore, dimmi. - Dov'è la bottiglia di rum?

- Di che? - Del rum buono che bevo io.

> E' al solito posto. - Non c'è.

Stamattina ho fatto il Cuba Libre e l'ho rimesso sulla mensola centrale.

- Fai il Cuba Libre con il mio rum da 60 euro? - No.

- L'altro era finito, per non andare in magazzino l'ho usato. - Certo.

- Quando torni? - Quando ho trovato la bottiglia da 60 euro

che bevo solo io e lo sanno tutti. Quante volte te l'ho detto?

> Non ho ammazzato nessuno!

> Ti avevo detto che quello da due lire era finito.

> Perché non l'hai ricomprato?

> Pronto? - Sei sicura di averlo rimesso a posto?

> Sì, sulla mensola centrale.

- Non l'hai buttata via? > No, ce n'era più di mezza!

- Cazzo. > Massimo, che succede?

> Sei strano, cosa c'è? Pronto?

- Ti chiamo dopo. > Incredibile, tutti i giorni ne hai una!

Ciao.

- Che succede? - Non volevano ammazzare il russo.

Il veleno non era nel bicchiere, ma nella bottiglia.

Che dici? Da quando lavori nella Scientifica?

Ho ricordato che stamattina Tiziana ha trovato la porta del bar aperta.

- Parla con la voce normale. - La bottiglia di rum è sparita.

Solo io bevo quel rum. Lo sanno tutti al bar.

Tu sei scosso e sei entrato al bar chiuso con i sigilli.

- Dovrei denunciarti. - Un pazzo sta cercando di avvelenarmi.

Tu vuoi denunciare me? Grazie.

Qualcuno sta cercando di ammazzarti?

- Non so perché. - E' assurdo.

- Ascoltami... - Sh! Ho sentito un rumore.

- In casa tua. - Non c'è nessuno. - Quello zippo?

- Quello? - Sì. - E' un accendino.

Lo uso per accendere i fornelli. Si è rotta l'accensione automatica.

- Calma. - Tu devi stare tranquillo.

Sembra facile.

- Ci beviamo una cosa? - No, stavo andando a letto.

Sei stressato, è normale con quello che è successo.

- Adesso anche l'alcol... - Che c'entra?

Devi andare a casa e devi riposare.

Penso io al russo. E' il mio lavoro. Domani ti svegli

c'è il sole e vedrai le cose in un altro modo.

- Ciao. - Va bene.

- Ciao. - Ciao.

Ciao! - Tizi, ti ho svegliato?

- Scusa. - Non è normale, è l'una di notte.

- Scusami. - Dove sei stato?

- Hai sentito rumori o visto cose strane? - Che hai?

Che ho... Sh!

- Sono in un guaio. - Sei ubriaco come al solito.

- Ti ci metti anche tu. - Anche io?

- Mi rispondi? - A cosa? - Dove sei stato?

- Dal commissario. - Da Vittoria?

- Si chiama Vittoria, è colpa mia? - A casa sua?

- E' notte. - Allora a casa sua!

- Dove dovevo andare? - Dove? - Sono in pericolo.

Dovevo andare dal meccanico?

Dovevi andare dalla poliziotta bionda con i tatuaggi sulle tette.

Le cazzate dille bene!

Non è una cazzata... (PORTA CHE SBATTE)

Massi!

Massi!

Tizi...

Alla fine ti sei addormentato.

Che dovevo fare?

Non ti viene in mente niente?

Tizi, è tardi...

Ho i pensieri, mi fa male la testa.

- Sempre la stessa scusa. - No, ho un'emicrania...

- Mi fa male qui. - Chi sognavi?

Nessuno...

- Da quanto non facciamo l'amore? - Dai...

Pensi a qualcun'altra?

No...

Allora fatti servire.

- Cosa fai? - Faccio un giochino.

Ti pare a quest'ora...

- Cosa... - Giochiamo.

- Dai! - Ti piace eh?

- Un pochino sì. - Ti ricorda qualcuno?

No. Chi?

Sicuro?

Sicuro, Tizi.

Se non mi ami, devi dirmelo.

Ti amo tantissimo...

- Cazzata! - Io...

Se pensi a quella maiala, devi dirmelo.

- Io non penso... - Per me puoi anche morire.

Puoi morire, pezzo di merda!

Devi morire!

(GRIDA)

(TIZIANA RUSSA)

Dio.

(SCROSCIO)

Ahh! Che ci fai qua?

- Che dici? - Come...

Ti ha mandato la Fusco. Qualcuno vuole ammazzarmi.

Sì e so anche chi è.

- Chi? - Strano che non l'hai indovinato. Le indovini tutte!

Vieni in commissariato a fare ipotesi.

- Pappa e ciccia con la Fusco. E io? - Che cosa?

Vengo al tuo bar a spiegare come si fanno i cocktail?

- Piano, è carica! - In ginocchio.

- Come? - In ginocchio.

- Io lo facevo per aiutarvi. - Buono, ascolta.

Se per scoparti la Fusco, devi togliermi il lavoro,

non ci siamo capiti. - Non lo faccio apposta.

E' una specie di tic.

Il cervello parte, divento intelligente, ma dura poco.

Un nientino dura.

La prossima volta che risolvo un caso, lo dico prima a te.

Non si può fare.

- Perché? - Perché il prossimo sei tu.

No!

(TIZIANA RUSSA)

Dio.

No, no, non desiderare la donna d'altri.

Decimo, m'avete rotto il cazzo.

- Ho il Kalashnikov, dove vai? - A dormire, Marchino.

- Posso andare a dormire? - Vai a dormire.

Vai a dormire pure tu.

(TIZIANA RUSSA)

Ti dico che è così!

Qualcuno è entrato di notte e ha messo il veleno nel rum.

La mattina è venuto a controllare. Quando il russo è morto

ha fatto sparire la bottiglia. - Non dovevo occuparmene io?

- Tu dovevi prenderti un periodo di riposo. - Ho capito.

Non ho chiuso occhio a pensarci. E' andata così.

- Ti ho già detto... - Fammi parlare.

- Ti prego... - Devi smetterla.

Posso dire solo una cosa?

- Dimmi. - Grazie.

- La bottiglia non c'è più. - Ok.

Quella mattina quando quello è stramazzato al suolo

c'è stato il delirio.

Tutti urlavano, i tuoi agenti, l'ambulanza, i ficcanaso.

Era il momento perfetto per far sparire la bottiglia con il veleno?

- Potrebbe. - Subito dopo avete messo i sigilli.

Io vi ho dato le chiavi. Poteva entrare solo la polizia.

Oppure qualcuno rompeva i sigilli come hai fatto tu.

- Avremmo trovato i sigilli strappati. - Era una battuta!

Uno mi vuole ammazzare e non ho tutta questa ironia.

- Mi dispiace. - Vai avanti.

Vai avanti tu. Hai un elenco delle persone che erano lì...

- Che cos'è? - L'elenco.

Santa pazienza...

(NOMI INDISTINTI)

- Chi è Venturini? - E' la tabaccaia.

- Quella che sta in piazza. - Niente.

- Niccolò Carli è il figlio? - Fai vedere.

Nato a Pisa. Ha 19 anni. Sì, è lui.

Perché stava al mio bar?

Non è un reato fare colazione.

Ho fatto arrestare il padre e potrebbe avercela con me.

- Hai messo tu il padre in galera? - Io, tu, il destino!

- La sfiga... - Vado a parlargli.

- Tu devi stare buono. - Forse è meglio che vengo anche io.

No. Stavolta sei parte in causa.

Per questo voglio andarci anch'io.

- Prima voglio parlare con la moglie del russo. - Ancora?

E' una pista da seguire... (SQUILLO DEL TELEFONO)

- Scusa, ma ho da fare. - Ancora... ma...

Io ho il pomeriggio da buttare via.

- Prego, fai. Sto qua. - Sì.

Pronto? Ho capito, arrivo.

Ciao.

Cioni, vieni a fare compagnia a Viviani!

S'annoia!

Che c'è? Non ti piace il principino di Galles?

- Ho pensato che era meglio se c'era anche lui. - No!

- Non mi riesce a fare queste cose. - Siamo qui per aiutarti.

- Emo! - Massi!

- Ti ho detto "Massi". - Ho detto "Emo". - Tranquillo.

- Ti facciamo fare un figurone. - Non voglio farlo!

Ti facciamo uscire indenne e con classe.

- Bimbi, per favore. - Da solo non ce la faccio.

Siamo tre loro e tre noi. Palla al centro e ce la giochiamo.

Sia chiaro questo. Si salutano i genitori di Tiziana,

si mangia in silenzio, al limite due chiacchiere

senza dire assolutamente nulla.

Poi si va via come gatti su un presepe.

- Sì. - Si salta anche il caffè, mi sembri già molto nervoso.

Eh!

- Non fate troppe domande. - Tranquilla.

Ecco Massimo.

- Tizi! - Ciao.

- Ti vedo meglio. - Grazie.

- Da quanto non ci vedevamo! - Da tanto!

- Loro sarebbero... - Noi facciamo gli zii vista l'occasione.

Zio Emo e zio Aldo.

- Scusa, pensavo venisse solo Aldo. - Per un posto in più!

Ora te lo posso dire, ho sempre tifato per te.

- Mamma... - Ti ho messo in imbarazzo?

Quale imbarazzo, siamo in famiglia!

Abbraccia la futura nonna dei tuoi figlioli.

E' timido, ma è una pasta d'uomo.

- Complimenti. - Grazie.

Andiamo?

Ho prenotato il tavolo migliore. Andiamo.

- Prego. - Prima si comincia prima si finisce.

E' bellissimo. Bimbi, anche voi qui!

- Che ci fate? - Che fate voi qui!

- Si mangiava... - Aggiungiamo due sedie.

- Troppo disturbo. - Mangiamo separati?

Ma no, siamo sotto lo stesso tetto.

- Ci fa piacere. - Avete sentito la signora? - Allora accettiamo.

- La tua mamma è gentile! - Dai!

Gino, vieni. Metto una sedia.

Grazie.

Facciamo un brindisi a questa bella riunione improvvisata?

- Non c'è bisogno... - A Massimo e Tiziana.

- Mille di questi pranzi. - A Massimo e Tiziana!

Vai!

Facciamo una bella passeggiata sul mare.

- Rilassante... - Ci porti il conto?

- Andate già? - Devo sbrigare cose burocratiche per il bar.

- La Fusco non può chiuderlo tutta la stagione. - No!

Io sono rimasta male.

Tutti siamo rimasti male.

- Tutti! - Vado alla cassa. - No, dai.

Non essere timido. Ci hai messo tanto tempo per trovarla.

- Che? - Dai, il regalo!

- Quale regalo? - Non farla rimanere male.

E' timido, te lo voleva dare dopo.

- E' meglio ora. - Fai vedere cosa hai in tasca!

- Non ho nulla. - Come? Dai!

Ci prendono in giro questi ragazzoni.

- Tiralo fuori. - Tiralo fuori tu.

Magari! - Dai!

- Me lo fai vedere? - Non ho nulla.

Mi tocca tirarlo fuori a me.

- Madonna! - Madonna! - Madonna.

(insieme) Massi! Massi!

No!

(APPLAUSI)

- Che meraviglia! Non dovevi. - No, infatti.

Tizi, è solo un pensierino

e non significa...

TIZIANA: E' stupendo! (insieme) Bacio! Bacio! Bacio!

Bacio! Bacio! Bacio!

- Non so che dire. - Neanch'io. - E questo cos'è? - Un aggeggio nuovo.

- Ci puoi regalare una sauna, una gita premio... - E' una "love box".

- Bimbi, grazie! - Una... cosa? - Sì, addio!

- E' un viaggio, sei contento? - E' un viaggio? - Il bar è chiuso.

- Ma riaprirà. - Chissà quando! Intanto suggelliamo un fidanzamento.

"Viaggio romantico per coppia romantica."

"Cinque giorni in uno chalet di montagna a San Martino di Castrozza

immersa tra montagne..." Bimbi, ma quanto avete speso?

Non si dovrebbe dire, ma stavolta ha esagerato.

- Ci ha dato il fondo cassa e ha detto: "Fate voi." - "Stupitemi."

- "Ma fingete di aver pagato voi." - Questo è il fondo cassa? - Grazie.

- Tieni. - Amore, sei speciale. - E' un signore.

- Ti porta anche in pre-luna di miele. - Farai la settimana bianca.

Facciamo una foto per immortalare l'attimo, non lo dimenticheremo più.

- Io non lo dimenticherò più. - Foto! - Cameriere, ci fai la foto?

Sorridete.

WALTER: Come ti spiego la prigione... Immagina di sposarti.

Poi vai a vivere in una stanza e tua moglie è uno coi tatuaggi sul culo.

Nessun matrimonio è perfetto. Per il resto, come va?

Sempre meglio di come dovrebbe andare, ma nessuno viene a trovarmi.

- E Anna? - Mia moglie? Lasciala stare, poveretta!

- Perché? - Quando sono stato arrestato, è andata in crisi.

E' entrata nella setta degli Elohim.

- Chi? - Aspettano l'arrivo degli extraterrestri e l'hanno convinta

a donare tutti i suoi averi per fare un bunker in Nuova Zelanda

dove arriveranno i marziani tra un paio di secoli. - E Niccolò?

Mio figlio non ha più nulla, mia moglie ha venduto anche la casa.

- E' incazzato, vero? - Con me di sicuro. - E con chi altro?

Con sua madre, con il mondo. Già era un ragazzo problematico prima.

- Immagina ora! - Ora cosa?

- Temo faccia qualche cazzata. - Cioè?

Alla sua età, con la rabbia che ha in corpo, prima o poi "scoppierà".

- Niccolò, dormivi? - Che vuoi? - E' mezzogiorno... - Ma cosa vuoi?

Niente... sono andato a trovare tuo padre e mi ha dato questa per te.

- Non la leggi? - No. - E mi ha detto anche di darti questo dolce.

- E' la Mimosa, mi ha detto che ti piace. - La Mimosa mi fa cacare.

- Faccio un caffè, ne vuoi un po'? - Magari un goccetto.

Grazie.

- La Fusco aveva detto che sarebbe venuta qui. - Chi? - Il commissario.

- Vuole arrestarmi? - Dovrebbe? - Magari!

Vitto e alloggio e mi riavvicino anche alla famiglia.

- Hanno fatto delle domande... - Il caffè l'ho finito.

Ma ho questo rummino che faccio io con degli amici.

- E' un po' presto per me. - Poco, un assaggio.

Per quella storia del russo che hanno avvelenato...

- Io non ho nulla da dire. Che cazzo me ne frega del russo? - Già!

- Anche secondo me, non volevano ammazzare lui. - No?

- Volevano ammazzare un altro. - E chi? - Magari me.

- Te? - Sì, tutti quelli che ho mandato in galera... No?

Puntoni, tuo padre... Qualcuno potrebbe avercela con me.

Massimo, stai andando in paranoia?

Bevi un sorso, così ti rilassi.

Bevilo prima tu.

- Pensi che io voglia ammazzarti? - No? - Con tutto il rispetto...

Ma chi ti "caca"? L'unico che io vorrei ammazzare è in galera.

- Allora che facevi al mio bar quella mattina? - C'era il buffet.

- Sono entrato per scroccarti da mangiare. - Sei venuto al bar per...

- Hai fatto bene. - Ho rischiato di morire avvelenato. - E' vero.

- E questa? - Cosa? - Viene dal tuo bar?

Mangiala, te l'ha mandata tuo padre.

Allora va bene.

Gli ho sempre detto che a me piace la Caprese.

I genitori non si possono scegliere.

> Viviani, che c'è? - Sono andato dal figlio dei Carli.

> Che hai scoperto? - Che non c'entra nulla.

- Pensavi davvero che avesse un motivo per agire in quel modo? - No.

- Ma per fare il commissario, si deve indagare. - Fai le lezioncine?

- E tu prendi per il culo? - Io ho da fare, tu continui a fare il matto

e io dovrei assecondare la tua paranoia? - Forse sono paranoico.

Ma ti dico che qualcosa non va.

- Dove sei? - Sto tornando a Pineta. - Vieni in commissariato.

- Così ne parliamo. - Oh! Non funzionano! - Cosa?

- Massimo, che succede? - Non funzionano i freni, Vittoria!

> Massimo! - Porca puttana, Vittoria!

Togliti!

No! No!

Massimo! Oh, Santa Madonna!

(LAMENTI)

Oddio!

Che botta!

Porca puttana!

Oh, porca...

Dove sei? Vai in culo!

Vuoi ammazzarmi? No!

- Cos'è successo? - E' successo che avevo ragione io. - Cioè?

- Qualcuno mi ha tagliato i freni. - Ma la tua auto è vecchia.

- Forse si sono rotti. - No, Vittoria, vogliono ammazzarmi.

Io vado dal PM, faccio fare una perizia all'auto

e ti pianto un casino che non dimenticherai più!

Tu mi hai chiuso il bar, ma io ti chiudo il commissariato.

- Ti sei fatto male? - No, ma è un miracolo, anzi il secondo miracolo.

- Ci è mancato veramente poco. - Hai dei lividi, non ti fa male qua?

No, ma ho avuto paura!

Devo capire cosa sta succedendo o impazzisco.

Anch'io, Massimo.

- Intanto ti porto al sicuro. - Dove? - In commissariato.

- In commissariato? - Vuoi stare al sicuro? - Mi chiudi dentro?

- No, ti porto in un posto sicuro. - Allora vado a casa mia.

No, se qualcuno vuole ammazzarti, verrà subito a casa tua.

- Domattina dovevo partire con Tizi... - Perfetto!

Passi la notte in commissariato e domattina parti. Andiamo, dai.

- Invece tu che fai? - Io indago.

- Indaghi? - Sì, sono un commissario, andiamo.

Ora chiamo il carro attrezzi.

- Tizi, ciao. - Dimmi. - Ho avuto un incidente.

- Stai bene? - Sì, neanche un graffio, ma stasera non torno.

- Sono in commissariato. - In quale? - Dai, ti prego!

- Dimmi quale commissariato. - Non essere gelosa, dai!

- E tu non dire cazzate. - No, mi hanno tagliato i freni all'auto.

- Hanno cercato di ammazzarmi. - Questa è divertente!

Di solito uno dice che deve fare gli straordinari.

- Invece vogliono ammazzarti e vai dalla "commissaria". - Dai!

- Domattina dobbiamo partire e tu mi fai incazzare così. - Pronto?

- Pronto! - E ora sei nella merda.

- No, ora le mando un messaggio. - Non basta.

- Dimmi dove devo mettermi. - Qui. - Qui?

- Lì, qui. - Mi chiudi in prigione? - No, ci veniamo anche noi.

- Mi prendi per il culo? - No, ma se vuoi, faccio uno sforzo.

Non ti sforzare, ti viene già bene così.

- Se vuoi, più tardi, ti porto qualcosa da mangiare. - Grazie.

(TV) Ai sommozzatori appare il relitto.

Ecco, con il prosciutto.

- Va bene? - Grazie.

Va bene, ma una foglia di insalata, un pomodoro...

- Non siamo a "MasterChef". - Ma neanche ad Alcatraz.

- Volevo mangiare un panino con te, ma forse cambio idea. - Bravo.

No, voglio stare tranquillo e posso farlo solo qui.

- Posso cambiare canale? - Certo.

- E se vuoi cacare in mezzo alla stanza, fai pure. - Il BarLume!

MASSIMO: Di speranza.

- E' incredibile, mandano sempre le stesse immagini. - Ssshh!

TV: La Scientifica ha accertato che si tratta di un avvelenamento.

- Ehi, lo hai visto? - Cosa? - Il rum! - No.

- La bottiglia di rum, quella che ha bevuto il russo. - No.

- Eccolo, ora l'hai visto? - No, dove?

Ci sono i sigilli, quindi l'ha preso qualcuno della polizia.

- Della polizia? - Nessun altro poteva entrare.

- Massimo, io non ho capito niente. - Ma io sì.

- Non puoi uscire! - Chi lo ha detto? - La Fusco. - Appunto.

Ma appunto cosa?

- Fai una passeggiata? - Fatti i cazzi tuoi. - Hai litigato con Tizi?

- Fosse solo quello... magari! - Io ho una bella esperienza.

Esperienza? Hai divorziato dopo due mesi!

Piuttosto che aspettare inutilmente, è meglio finirla subito.

- Va bene. - Ti serve aiuto? - No, ora mi servirebbe solo un'auto.

- Allora sali, ti accompagno. - Invece potresti prestarmela?

- No, già mi hai preso la donna, ora anche la macchina... - Hai ragione.

- Andiamo a casa della Fusco. - Allora ho ragione io.

- Se con Tizi non va... - Scusa, ho sbagliato, è colpa mia.

- Vado a piedi, stai tranquillo. - Dai, era una battuta!

- Era una battuta? - Sì. - No!

Vuoi farmi morire?

Vai!

Ferma qui.

- Ora cosa si fa? - Stai pronto a seguirla appena esce.

- Devo pedinarla? - Sì.

- Avete litigato? - Mmm...

- Mmm... Che cosa? - Non mi fido.

Non dovresti essere geloso della Fusco e lasciare Tizi "appesa".

- Marchino, lascia stare. - Sembra che ci sia qualcosa di strano.

Marchino, evita!

- Parla con Tizi. - Per dirle cosa? - Del tuo sentimento per la Fusco.

- Poi intervengo io e si sistema tutto. - Se stai zitto, ti pago!

- Davvero? - No.

Quindi stai zitto gratis.

Fallo per me. Grazie.

- Grazie, c'è tanta roba, non dovevate. - Lassù fa freddo.

Per scaldarvi, avete il sistema più antico del mondo... Che c'è?

- Niente... - Niente mi sembra un po' poco.

Voi siete come due figli e se le cose non vanno, ci preoccupiamo.

- Da quando sono venuta a vivere qui, lui... - Si è inceppato. - Sì.

- E' come se si fosse bloccato, ha paura. - Soffre di "topafobia".

Non preoccuparti, si sbloccherà.

- Gli sto troppo addosso? - No, è bello avere addosso una come te.

TIZI: Litighiamo sempre. - Perché? - Per qualsiasi cosa.

- Penso mi dica tante stupidaggini. Ha un'altra? - Massimo?

- Non ha il fisico per gestire un'amante. - Si inceppa già con una.

E' stato tanto tempo da solo. Troppe "seghe"!

PILADE: Stai tranquilla. - Ma oggi abbiamo preso il caffè?

- No. - Ancora no. - Ci faresti un caffè? - Certo.

- Grazie, cara. - Prego.

- Tira fuori le tue pasticche. - Per la gola?

No, le celestine "Tiramelo su".

- Ma me le paghi. - Non ti bastano i soldi della camorra? - Vaffanculo!

Perché dobbiamo sempre rimettere a posto noi le cose? Dai!

- Tizi! TIZIANA: Dimmi. - Ne metto due. - Devi coccolarlo di più.

TIZIANA: Davvero? - Sì. ALDO: Un bicchiere di rum...

- Gli fai vedere "l'argenteria"... - Lo ammorbidisci, poi si indurisce.

Funzionerà, ricordati del rum.

- Ora ho proprio bisogno di un caffè. - Mah!

- Io avrei da fare. - Immagino, hai l'agenda fitta così!

Siamo qui da tre ore e non è successo niente.

E' come la pesca. (VIBRA IL CELLULARE) Ecco.

C'è sempre qualcuno che chiama per romperti i coglioni.

- Massimo guarda, quello chi è? MASSIMO: Ma chi cazzo è?

E guarda chi chiama.

- Ciao, Vittoria. - Dove sei? Dovevi restare in commissariato. - Già.

- Ma sono partito prima con Tizi. Tu dove sei? - In commissariato.

- Ah, sei in commissariato? - Certo. - Ci vediamo tra una settimana.

- Bravo, ciao. - Ciao.

MASSIMO: Ma dove l'ho già visto? MARCHINO: Forse in commissariato.

MASSIMO: No.

- Allora al bar. - Forse al bar.

- Un cliente. - E' uno che ho visto di sfuggita...

- Portami a casa. - A casa? - Sì, corri. - Ok.

- Dai, portami a casa! - Sì, subito. - Vai!

Tizi!

Tizi!

- Tiziana! TIZIANA: Sei tornato, non ti hanno ancora ammazzato allora.

- Non cominciare anche tu. Volevo baciarti prima che morissi.

- Dov'è il tuo cellulare? Qui. - Devo vedere una cosa urgente.

Ora te lo porto. Ti ho ricomprato il tuo rum, quello buono.

- Hai fatto bene, grazie. Così ti rilassi.

Vuoi controllare gli SMS? Temi che anch'io abbia un amico commissario?

Scema! Grazie.

(VOCI NON UDIBILI)

MASSIMO: Con Benedetti, alla cabinovia, doveva esserci un altro.

- Insisti! - Poi deve essere successo un casino.

Il primo è rimasto qua a cercare i soldi e l'altro è fuggito

oppure è ancora qui, nascosto nell'ombra. - Esagerato!

- Ho ragione io. - Questo non lo so, però hai rotto il cazzo.

- Indaghi anche sui casi già risolti? - C'è un criminale libero!

- Uno dei tanti. - Finché non cerca di ammazzarti. Dirò tutto al PM.

Ubriaconi maledetti! Guardate che ho trovato.

- E' l'antenna per l'auto? - No, è il futuro, ignorante.

E' un bastoncino da selfie, facciamo una foto di gruppo.

- Tiziana, mi dai il tuo cellulare? - Sì. - Faremo un mega selfie.

Massimo, vieni anche tu. Quando dico "tre", diciamo "cacca".

- Uno, due, tre... (insieme) Cacca!

- Ti sei imbambolato? - No, ho capito una cosa.

Rilassati, così ti stressi.

Lasciati scivolare le cose addosso.

E' che...

Avevo un impegno urgente.

Vedo! Molto urgente!

Marchino?

Marchino.

- Marchino! - Ehi!

- Hai dormito lì? - No!

- Ma allora? - Allora cosa? - Ci hai parlato?

- Con chi? - Con Tizi, di noi quattro.

- Oddio! - Non le hai parlato. Cosa ti costava?

- Lo zoppo ha cercato di ammazzarmi! - L'amante della Fusco?

- Sii serio! - L'ho visto... - Marchino! - Chiama la polizia.

- La Fusco è la polizia, non mi fido. - Perché? - Non lo so.

Sto cercando di scoprirlo.

- Stai andando un po' in paranoia? - Cominci anche tu?

Sono in paranoia, bevo troppo... Vogliono ammazzarmi!

- Per questo bevo troppo. - Era così, per dire.

Dite tutti così, per dire, ma mi ammazzeranno davvero.

Ho capito che vogliono ammazzarti, ma potresti parlare con Tizi.

Te l'ho detto tante volte.

- Prego. - Grazie.

Ciao, Massimo.

- Che hai fatto? - Niente, una frenata brusca.

- Che dice mio figlio? Come sta? - Lui sta bene.

- Vive ancora nella roulotte? - Sì, però si è sistemato, è in gamba.

Mi odia, vero?

- Uno pochino sì. - Bene.

- Bene? Ti ho detto che ti odia. - E' un sentimento sano.

Se avesse detto che ero un grande, sarebbe stato peggio. Ma che hai?

- Si droga? - Magari! - Ehi!

- No, stai tranquillo, è la Fusco. - La Fusco? - Sì.

Fa cose strane da giorni, incontra persone strane...

- Mi nasconde qualcosa. - Massimo, ma cosa... Eh?

No, ora non equivocare.

Non equivoco, ma ti do un consiglio.

- Lascia stare quella, ti "scotti". - Ma che dici? - Fidati.

Io devo capire perché mi sta mettendo nei guai.

E cosa posso dirti?

- Che puoi dirmi? - Nulla.

- Nulla? - Nulla. - Nulla!

A me dispiace fare la merda,

ma c'è una cosa su tuo figlio che tu dovresti sapere. - Vuoi ricattarmi?

Sì, ti ricatto. Guarda, hanno cercato di ammazzarmi due volte.

- Ma chi? - Se mi dicessi qualcosa sulla Fusco, potrei capirlo.

Faceva delle indagini sue, personali.

Pensi che l'abbiano mandata qui per una promozione?

E' qui perché è successo un casino quando lavorava sotto copertura.

Che dici? Pensi che la Fusco sia un'infiltrata?

Sembra che facesse la vita folle, riciclava denaro per i casinò.

- Poi è arrivata una soffiata e l'hanno fregata. - Che storia è?

Io ti ho risposto e se non ti va bene, chiedi a lei.

- Non posso, non mi fido più. - Allora fai come vuoi. - Infatti.

- Va bene, grazie. - Ehi! E la cosa che dovevi dirmi su mio figlio?

Ah, è vero!

A tuo figlio la Mimosa fa cacare, gli piace la Caprese.

Massimo, vaffanculo!

(SEGNALE DI LINEA LIBERA)

(SEGNALE DI LINEA LIBERA)

(SQUILLI DI TELEFONO)

(RUMORE INDISTINTO)

Sembra una cazzata, ma giocano molti soldi in Bulgaria, in Moldavia...

- Prendi la valigetta e andiamo via da qui. - Non posso prenderla.

(VIBRA IL CELLULARE) VITTORIA: E' sotto sequestro, catalogata.

- Fammi vedere l'attico con piscina. - Posso anche fartelo vedere.

Ma non posso dire loro: "Signori, è tornata, è più bella di prima."

- Mandano l'altro perché non si fidano? - E' un'altra storia.

E' per i soldi, lascia stare. Dopo quello che è successo...

- Loro pensano che meglio se noi... - Non mi importa di cosa pensano.

- Mi importa cosa pensi tu. - Cosa penso io?

- Ho dei dubbi. - Sì? - Sì.

L'altra volta mi hai fottuto.

- Non credo che vuoi lasciare la polizia. - Non ho mai detto questo.

Ho detto che sono quindici anni che ti amo.

- Piano. - Ci credi o no? - Ci credo. Sei matta! Ah!

- Questa è roba che tira ancora sul mercato. - Lo immagino.

Vai a farti una doccia.

Ti piace, commissario?

- Che minchia stai facendo? - Io?

- Che minchia stai facendo tu! - Quello è capace di ammazzarti.

- L'ho capito benissimo! - Non fare casino!

Cosa c'è lì dentro?

Che cazzo c'è lì dentro?

Ascoltami...

- Che cazzo ci fa questo qui? - Me lo chiedo anche io!

- Non mi prendere per il culo. - Non ti sto prendendo per il culo.

Non sapevo che fosse qui questo cretino!

- Perché parlavate a bassa voce? - Perché è un imbecille!

- Gioca a fare il poliziotto. - Sì? - E' vero. - Sì.

- Forse ha avuto un trauma da bambino. - Hai avuto un trauma?

- Orfano. Mamma e papà... - Lui fa queste cose!

Si nasconde negli armadi quando non sa cosa fare. Perché?

- Perché? Non lo so! - Perché? - Sono imbecille.

Hai sentito? Lo dice pure lui. E' cosciente, un imbecille cosciente.

- Sei imbecille? - Completamente cretino.

Io vi chiedo... Scusatemi.

- Ho cacato fuori, lo so. - Sì.

- Scusate, ragazzi. - Non è un problema...

- Davvero? - Pensa cosa ha in testa! Vai, via! Vai a lavorare.

- E' meglio se va al bar! - Stavolta forse ce la faccio!

- Allora? - Avete visto Massimo?

- No, perché? E' sparito da stamattina. - E' andato a pescare?

- Forse ha il cellulare scarico. - No, le canne sono a casa.

- Hai sentito il commissariato? - No. Lì no.

Allora sarà lì. Bisticcia con quell'altra per il bar.

(SQUILLI DEL TELEFONO) - Pronto. - Ciao.

- Viviani è lì? - No, oggi non si è visto.

- Mi passi la Fusco, per piacere? - Non c'è nemmeno lei.

- No? Dov'è? - Non lo so.

Stamattina non è ancora arrivata.

- Che ha fatto? - Spero nulla, ma se è quello che penso lo ammazzo.

Incazzata nera!

- Dove va? - Non lo so, ma quello sta tirando la corda.

- Prima o poi si spezza. - Se non si spezza da sola, ci pensiamo noi.

- Come? - Non lo so, ma non può trattarla così.

Qui lo dico e qui lo dico, quello ha passato il limite.

- Gli tagliamo le gomme? - Di più!

- Mettiamogli la colla nella serratura. - Siamo alle elementari?

Mi ha fatto passare la voglia di giocare! Alla prossima che fa...

Qualcuno mi tenga! Non so cosa gli faccio! Io non lo so!

Dove siamo?

Nella merda.

Il tuo amichetto dov'è?

- Di sopra con quell'altro. - Quell'altro chi?

Uno che hanno mandato da Budapest.

- Bene! - Speriamo in un colpo in testa e via.

- In che senso? - Appena arriva la notte ci portano via e ci ammazzano.

- Cosa? - Sei contento?

E' colpa tua! Perché non fai quello che ti dico?

Certo, senza dire nulla.

Non lo sapevo che avrebbe cercato di ammazzarti.

Ti perdono la prima volta, ma la seconda no! Ci è mancato poco.

- Aveva giurato che non ci riprovava. - Gli hai creduto? - Sì.

Brava! Complimenti!

- Un istinto da commissario! Brava! - Ci ho creduto.

Per risolvere un caso di quindici anni fa, tu...

- Mi fai rischiare la pelle? - Tu che ne sai?

Me lo ha detto Carli.

Mi hanno lasciato qui a marcire per anni.

Ho il culo di trovarmelo in casa e non dovevo rischiare?

- Su di me? - Vuoi che ti chiedo scusa? - Magari!

- Scusa! - Prego. - Scusa. - Prego.

Giuro che non ti volevo mettere in mezzo. Ho provato a tenerti fuori.

Dove ti ritrovo? Nell'armadio di casa mia come un cretino.

- Che potevo fare? - Dovevi partire con Tiziana.

- Se non continuavi a stuzzicarmi... - Cosa? - A sedurmi e accusarmi...

..non finivo in quel cazzo di armadio! - Cosa stai dicendo?

- Non ci finivo! - Che cosa è questo casino?

Vi ho portato il giochino così siete tranquilli.

- Fate i bravi. - Non si degna neanche di scendere?

No, non si degna. Ci sono io.

- Vuoi parlare con me adesso? - Sì.

Vuoi provare a convincermi?

Mi ami? Mi vuoi?

Non fate casino. Non voglio sentire un rumore.

(MUGUGNA)

(CITOFONO)

(MUGUGNA)

Salve.

- Cerca il commissario? - Sì, lei chi è?

Io sono in villeggiatura. Ho una stanza qui dietro.

- L'ha vista o no? - E' partita stamattina in macchina.

- Con un uomo? - Sì.

- Moro? Alto così? - Brava! Proprio lui.

- Sì. - Vaffanculo!

Io lo ammazzo!

- Forse la provvidenza... - Vaffanculo anche te!

A volte la vita riserva belle sorprese.

Tra due ore fa giorno.

Che vuoi fare? Ammazzare anche lui?

Fai il cecchino, prendi il fucile e sparagli.

- Magari. - Vai a vedere se quel coglione è andato a dormire.

- Sono già le tre. - Sì.

- Allora? - No. La Tv è ancora accesa.

- Magari si è addormentato davanti alla Tv. - No. E' sveglio.

- Beve la birra. - Un paese di alcolizzati.

Che vuoi fare qui? Bere o guardare i gabbiani.

- Dormi, fammi il favore... - Bravo, fagli la macumba.

Bravo. Mancava il vicino che soffriva di insonnia.

Manca solo che mi vengono le emorroidi.

(MUGUGNANO)

(mugugnando) Ho capito.

(MUGUGNANO)

Se prendo il furgone e faccio il giro, li tiriamo fuori dal retro.

- Non se ne accorge nessuno. - Devi scavalcare il marciapiede.

(mugugnando) Che cazzo fai?

(SCROSCIO DELL'ACQUA)

(mugugnando) Che vuoi fare?

(mugugnando) Dove vai?

Allora li strangolo in silenzio, li mettiamo in due sacchi...

- Che succede? - Che cazzo ne so? - E' andata via la luce.

- Credo di sì. - Dov'è il contatore? - Nello sgabuzzino.

- Vai a vedere. - Sto andando, stai calmo. - Calmo cosa?

Accendi la luce! (RUMORI INDISTINTI)

- Sono loro che fanno questo casino? - No, lo spirito santo!

- Accendi la luce! - Come faccio? - Trova il modo!

- Come faccio? - Non lo so. - Forse il contatore è in cantina.

- Seguimi! - Non si vede un cazzo! Vai avanti. - Sì.

- Hai preso la pistola? - Sì. - Vai!

- Muoviti! - Mi sto muovendo! - Dai!

- Sto aprendo! - Apri la porta, cazzo!

- Erano qui! - Dove sono?

- Non lo so! - Dove sono? - Non li vedo! Non vedo un cazzo!

Eccolo! Pazzo di merda!

Era lo specchio!

- Che cazzo fanno? Scappano! - Porca miseria! Scappano!

- Sfonda quella porta! - Ci hanno chiuso dentro!

Aspetta! Spara alla porta!

Che fate? Un nuovo gioco erotico?

- Marchino, resterei qui solo per vederti ammazzare. - Cioè?

(SPARO) Così! Corri!

Sbrigati!

> Tira su le gambe!

- Muoviti! - Hai fretta?

Sì. Dove pensi che vada? In vacanza?

- Massimo, come stai? - Tizi!

Tutto sommato diciamo bene. Piano!

- Piano! - Mi è preso un coccolone!

- Anche a me. - Scusa!

- Di che? - Di tutto. Di avere dubitato di te.

- Perché non mi hai detto nulla? - Stai scherzando?

- Ci ho provato un miliardo di volte. - Dovevi spiegarmi meglio.

Meglio? Senti, sono stanco. Non ne parliamo.

- Io pensavo che te la facevi con la Fusco. - Ma come?

Tizi, dai! Adesso hai capito che era assurdo?

Hai ragione. Scusa.

Mi perdoni?

Certo, ti perdono.

- Andiamo a casa. - Andiamo.

- Ti faccio una parmigiana che porta via! - A quest'ora?

Non mi sembra il caso...

(SUONO DELLA SVEGLIA)

Tranquilla, vado io.

Tu devi riposare.

Ci tengo a riaprirlo. Tranquilla.

- Alle 11 ti do il cambio. - Va bene.

Facciamo finta che tu non sia mai entrato.

Facciamo finta che nessuno voleva ammazzarmi.

- I sigilli? - Già fatto. - Come?

- Non arrivavi. - Per cinque minuti!

Può essere bello farlo insieme.

Sono nel cestino, se ci tieni, li riattacchi e li ristacchi.

Perché sei sempre così...

- Vuoi una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale? - No.

- Mi basta che hai capito il concetto. - Buona riapertura.

- Ci si vede. - Non ti fai offrire nemmeno un cappuccino?

Sto andando al carcere di Pisa per interrogare Thomas.

- Ha già fatto i nomi dei complici? - No, non lo farà.

Comunque...

- Che? - Ti ho liberato.

Diciamo che ci siamo liberati.

Non è bello che un commissario si rimangi la parola. Però...

- Va bene. - Massimo... - Sì? - Ascolta.

Tecnicamente ciò che è successo si chiama circonvenzione di incapace.

"Tecnicamente"!

- Vittoria... - Massimo. - Lo so, sportivo al bar.

Bravo.

Ciao.

Ciao.

- Fa la bella statuina? - No, è emozionato.

- Forse è per la botta in testa. - Ecco il nostro eroe! Si ricomincia.

Boia, quanto mi è mancato.

Sto sempre a lamentarmi, ma cosa farei senza questo bar.

- Allora facci un cappuccino. - Sono così contento,

che nemmeno vi mando in culo!

- Cappuccino gratis per tutti! - Bravo!

- Quant'è? - Offre la casa.

- Grazie. - Grazie a voi. Mi raccomando! Non vi abituate!

Anche questo è gratis? Tizi, finalmente!

- Anche l'occhio ha la sua parte! - Tizi!

- Tutto bene? - Benissimo!

Amore, che succede?

Amore, parliamone.

- Il bar non c'entra niente! - Ti fai male!

Amore, ti prego! C'è gente!

Digli che hai scritto alla Fusco: "Con Tizi non è la stessa cosa."

"Ti penso sempre! Farei qualunque cosa per un'ultima volta."

- Io so che cosa dire! - Io ti ammazzo!

(MUSICA TRISTE)

(VOCI NON UDIBILI)

(MUSICA TRISTE)

(VOCI NON UDIBILI)

(VOCI NON UDIBILI)

(MUSICA TRISTE)

(VOCE NON UDIBILE)

Ragazzi, date retta. L'onestà paga.

E' inutile nascondersi dietro ad un dito. Fate come me.

Parlate chiaro. Tizi, tutto sommato, l'ha presa bene.

Una piccola crisi, ma niente di che.

Il bar, sì.

Ho pensato che era ora di fare qualche piccolo ritocchino.

Va bene! Che vi devo dire?

Anche questa puntata è finita, ci siamo divertiti.

Io un po' di meno. Se è vero che il meglio deve ancora venire,

io ho paura.

Qui a Pineta, ogni stagione ne ammazzano due.

Per fortuna l'estate sta finendo e un anno se ne va.

Sto diventando grande e questo non mi va. Ciao!

(MUSICA RITMATA)

(MUSICA DALLA RADIO)

Scusa, pensavo fosse il bagno!

- Il cesso dov'è? - Quella porta lì.

Grande idea!

Grande!

Chi cazzo è quello?

> Occupato!

- Alla buon'ora! - Eccolo! Il principino si è alzato finalmente!

- Che cazzo succede? - Ti stiamo aiutando.

Mentre ristrutturi il bar, guadagni qualcosa qui.

- Bell'idea, no? - Abbiamo trovato una nuova banconista.

Te la chiamo. Clementina!

- Cosa strilli? - Eccola!

Massimo! Bello!

(coro) Bacio, bacio!

Offre la casa!

Andate in culo tutti!

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.