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# Il BarLume è uno strumento che non si può suonare, #
# ma se sei un po' brillo ti fa il verso del mare. #
# E se producesse una moto, suonerebbe così. #
# Con whisky, spuma, latte, birra e casse di soda, #
# gli investigatori vanno ancora di moda #
# e cercano una vaga risposta al bancone di un bar. #
# Resti seduto in un angolo, passi in rassegna ogni tavolo, #
# tra il quinto whisky ed il settimo si ferma il tempo in un attimo. #
# Fidati di me, del mio fiuto aritmetico. #
# Fidati di me, ogni caso ha un rimedio. #
# Soluzione c'è proprio lì dietro l'angolo. #
# Un altro mare e poi le stelle, il sale, amore, sesso. #
# Maledetto contrappasso, basta, dormo come un sasso. #
# Sgattaiola furtivo, si nasconde e ti aspetta. #
# Sta sdraiato dritto proprio sulla tua testa. #
# Appare, poi scompare, ricompare, si fa gioco di te. #
# Si prende gioco di te. #
# Si fa gioco di te. #
(accento toscano) Bimbi! Dovevamo andare sul Serra, ma siete testardi.
- Io ci ho trovato dei porcini così. ALDO: Come no, delinquente?
- Io mi sono "rotto", vado al ristorante e pago. - Ma sono le 11.
PILADE: Anch'io ho fame. - Andiamo da Benedetti, avranno due porcini.
(con voce rauca) Ma sono 8 euro e 50 a porzione.
- Gino, ti facciamo fare lo sconto anziani. GINO: Ma vai a letto!
Era meglio se restavo a letto.
E' presto per due pappardelle con i porcini?
(accento veneto) Mia moglie sta poco bene.
- Allora preparale tu. - No, siamo chiusi. - Ma ci hai aperto.
- Hai due porcini o no? - Ma siete sordi? Non cucino, non c'è niente.
- Calmati. - Volevamo darti un po' di soldi.
- Che hai detto? - Niente, sta male e se non mangia, lo perdiamo.
Ma vaffanculo!
Siamo chiusi, è scritto anche sul cancello, non lo avete letto?
Se volete mangiare, andate da un'altra parte. Ora avete capito?
Accidenti!
Benedetti è simpatico. E' come una pedata nel culo.
- Il suo agriturismo è di merda. - Qui non c'è la fila.
- Non viene nessuno. - Fai qualcosa per la voce, sembri posseduto.
- Che faccio? Ammazzo mia sorella? - Le stacchi il condizionatore.
- Deve ancora finire di pagarlo. - Allora muori di freddo. - Magari!
- Cosa volevano? - Mangiare. - Sono andati via? - Sì.
- Non avevi messo il cartello? - Certo, ora ascoltami.
- Fornelletto, lenzuola... - Ho preso tutto! Dai, cominciamo.
Questo di là, dai.
- Anche quello. - Anche questo? - Sì, vai.
Ora io vado qua. Questi così, via...
Via.
- Vanessa! Forse stai facendo una cazzata. - Ancora?
Parliamo di questa cosa da due mesi, hai qualche altra idea?
No, ma potrei parlargli e dirgli che stiamo per fallire.
- Forse potrebbe aiutarci, darci qualcosa. - Non ci darà più soldi.
- Glieli abbiamo chiesti 50 volte. - Se non ci credesse? E' pericoloso.
Hai paura di tuo figlio? Togliti!
Ma dove trova tutti i soldi che ha?
A me non interessa dove li trova, è importante che ce li dà.
Ora togliti di qui! Pronto? Via!
Benedetti è un imbecille.
Ora dobbiamo mangiare questo troiaio.
- Ahi! - Aldo, che fai? - Ho sentito qualcosa di duro tra i denti.
Sarà un diamante. Per farci pagare questi panini 5 euro e 50...
Con 3 euro in più, mangiavamo le pappardelle ai porcini.
- Non si chiude di domenica. - E' come chiudere il Duomo a Natale.
- E' gente strana, parlano strano... - Parlano in dialetto veneto.
- Hanno un problema neurologico. - Sono lingue incomprensibili.
- Quei due sono sempre incazzati. - E' più incazzato lui.
- Perché? - Perché... - Perché?
- La Benedetti ha l'amante. - No! - Non sta male, sta molto bene.
- E' scappata con lui. - Chi ha l'amante?
La Benedetti.
- E lui l'ha picchiata. - Picchiata? Perché? - Quello è un violento.
Già litigavano perché hanno più debiti della Grecia, immagina ora.
La Benedetti non viene a fare la spesa da tre giorni.
- Io ho visto il marito in ferramenta. - Che ha fatto?
Prima ha comprato tre bombolette per il fornello da campeggio per sviarci
e alla fine si è ricordato che gli serviva una sega grande così.
L'avrà ammazzata e fatta a pezzetti?
- Per i debiti? - No, quella si era fissata con i Tarocchi.
Andava a Pisa per farseli fare, la gente è strana.
- Credo fosse entrata in una setta satanica. - L'hanno sacrificata?
- Non lo so, magari al prossimo novilunio... - Certo.
- Tu non ci credi, vero? - No, siamo in piena teoria del pettegolezzo.
- Cioè? - Primo teorema: se lo dicono quelli che conosco, è vero.
Corollario: in democrazia basta la maggioranza.
- In Italia basta un gruppo di coglioni. - Tu sei nel gruppo?
- Simpatica! - Intanto sei venuto qui in commissariato. - Certo.
- Filtrando il pettegolezzo, qualcosa di strano resta. - Cioè?
La Benedetti non si vede da tre giorni e in ospedale non c'è.
Magari è scappata con l'amante e sarebbe meglio lasciarla in pace.
Magari si è davvero messa in un guaio o il marito l'ha ammazzata.
- Addirittura! - Tu potresti indagare. - Non c'è una denuncia.
Non devi proprio indagare.
Magari si potrebbe andare all'agriturismo
e se ha riaperto, mangiamo qualcosa, facciamo qualche domanda...
- Mi stai invitando a cena? - No.
- Bene. - Però la tua non è una brutta idea.
- Tu vieni qua e alla fine mi inviti a cena. - Va bene, Vittoria.
Lasciamo stare la cena. E se poi ti penti?
Massimo, purtroppo la vita è fatta anche di rinunce.
- Tizi, fammi un rummino. - E' l'una e mezza. - Ma io sono nervoso.
- Giornata cominciata bene! - Già... Ah, così?
- Anche la mia... - Perché? - Guarda.
- Pensavo che partisse a settembre. - Ha anticipato la partenza.
- Non ero pronta per settembre, figurati adesso! - E poi Dresda...
- E' brutta? - Brutta non lo so, ma di sicuro è tedesca.
Vincenzo dice che ci sono tante opportunità. Qui che posso fare?
- Mi molli a metà stagione? - Parliamo di una cosa seria!
- Si tratta di mollare il bar, i miei... - Me! - Non fare lo scemo.
- Piano! - Quando ci sentiamo al telefono, è un dramma.
- Perché l'amore è complicato? - E' come la gravità.
Due corpi si attraggono come M su X al quadrato, ma non sono mai soli.
- C'è sempre un universo intorno che rompe i coglioni. - E quindi?
Quindi è un gran casino.
- Domattina arrivo un'ora in ritardo. - Un'altra volta?
- Vado a parlare di questa cosa con uno che mi aiuta. - Uno psicologo?
- Una specie, ma non è un problema se arrivo più tardi. - Non lo so.
Devi parlare con il titolare, ma è un tipo "incazzoso".
- Appena arriva, glielo chiedo. - Fagli gli "occhi dolci".
BENEDETTI: E' chiuso!
- Ma cosa volete? VITTORIA: Sono venuta per un'altra cosa.
- Qui non c'è più niente. - Sono il commissario Fusco di Pineta.
- Mi dica. - Volevo solo controllare che non ci fosse alcun problema.
- Non c'è alcun problema. - Ma è chiuso da quattro giorni.
- In paese non vedono sua moglie e si preoccupano. - Ho capito.
- Sono cari a preoccuparsi! Ma mia moglie sta benissimo. - Meglio!
- Abbiamo litigato, sa come sono le donne... - Certo.
Non dico a lei, parlo delle donne in generale.
E' andata via qualche giorno, capita, ma torna sempre purtroppo!
- Dov'è andata? - Dalla mamma, da un'amica... Non lo so.
- Non me lo ha detto, non è un reato. - No.
Va bene, grazie, arrivederci.
- Speriamo che torni! - Non è necessario!
- Scusi. - Sì? - Quell'auto è di sua moglie?
- No, è di mio figlio, è passato a trovarmi. - Già, lei è partita.
- Bella! - Sì, bella. - Arrivederci. - Arrivederci.
- Chi era? - La polizia. - Che voleva? - Cercava la mamma.
- L'hai chiamata tu? - Sei scemo?
- Ti ho detto di non coinvolgere la polizia. - Non l'ho chiamata.
- Perché è venuta? - In questo paese nessuno si fa i cazzi suoi.
Il ristorante è chiuso da tre giorni, dobbiamo fare presto.
- I soldi arrivano? - Arrivano, ma non mettermi ansia.
- Chissà dove ha messo la mamma! - Papà, basta.
- Ma tu ci tieni alla tua mamma? - Secondo te? - E allora?
L'avrà messa in un buco sottoterra.
- Le avrà tagliato l'orecchio. - Non mettermi più ansia. - Lo fanno!
Ma questo tuo amico arriva, vero?
E' mio amico, ma anche il mio capo, non farmi fare figure di merda.
- No, stai tranquillo. - Dici sempre così, poi mi fai fare brutte figure.
- Ma cosa faccio? - Quando arriva, ti presenti e poi parlo io.
- Lo ringrazio per essere venuto. - No. - Una cosa da bere! - No!
- Niente. - Ora non fare polemica. - Non faccio polemica.
- Tu hai il babbo muto? Va bene, sto qua. - Papà, basta.
- Non dico niente... - No! - Ma... - Vedi?
- Non ho detto niente. - Madonna!
- Ferma qui. - Dove? No! - Non ti piace?
- No, va bene. - Se vuoi, parliamone, mi interessa.
No, se piace a lei, per me va benissimo.
Le avevo detto 130, ma mi dia 120 e siamo a posto così.
Anzi... 100. Per me non c'è problema.
- 100. - Bravo.
- Papà, non farmi diventare scemo. - Non dico niente!
Sì, mi raccomando.
(BUSSANO ALLA PORTA)
- Grande, Tommy! Com'è? - Com'è cosa?
- Com'è andato il viaggio? - Di merda, mi si è fermata la macchina.
- Potevi dircelo, saremmo venuti a prenderti. - Non importa, dai.
- Ti presento mio padre. Gianfranco. - Grazie di essere venuto.
- Ti prendo qualcosa da bere? Gassosa, birra... - Una birra, dai.
- Abbiamo una birra al farro... - Al farro mi fa cacare.
Allora ti prendo quella normale.
- Posso dare un'occhiata? Papà! Cosa avevamo detto?
Mi scusi, ma non ne ho mai visti tanti insieme.
- Lascialo fare. - Abbiamo parlato due ore. - Calmati. Fai pure.
- Posso? - Sì. - Scusali, sono anziani. - Non preoccuparti.
- Ti faccio qualcosa da mangiare? - Questo stronzo ha richiamato?
- No, ma stanotte chiamerà. - Bene, ci parlerò io e sistemeremo la cosa.
- Ci penso io, lui mi ha detto... - Non pensare a ciò che ha detto.
- La risolvo io. - No, mi ha detto: "Solo una persona".
- Quindi vado io. - Guarda, una persona sola, sono io.
- Lui intendeva me, è stato chiaro. - Papà...
- Può anche essere pericoloso. - Ha detto che ci pensiamo noi.
- Vuole parlare con me! - Stai andando in apnea, calmati.
Respira con me.
Calmati, i soldi sono i miei e glieli porto io.
Mi ha detto: "Vieni con la borsa con 200.000 euro da solo".
Tu pensi che io gli dia davvero 200.000 euro?
- Dobbiamo darglieli. - Pensi che glieli dia davvero?
Hanno rapito mia moglie, vogliono ammazzare la mamma.
- Lo so, ma troveremo un modo per liberarla, vero? - Certo.
Ma che modo è? State scherzando?
- Dai! - Certo, scherzo.
- Sta scherzando? - Certo. - Ci avevi creduto, vero?
- Sì. - Grande, papà! - Che stupidi! Mi sono agitato.
Guarda come sto scherzando.
Ti faccio le pappardelle al sugo di cinghiale. Papà, devo parlarti.
Con permesso.
Provinciali!
Dai!
- Dai! - Non mettermelo incinta.
Per divertirmi a fare questo movimento, mi serve il flipper.
- In fondo anche tu... - Non ti rispondo perché sono un signore.
(SQUILLI DI CELLULARE) Ti squilla il cellulare.
PILADE: Sì, così! Bravo!
- Pronto? - Massimo, mi senti? - Sì, Tizi, dimmi.
- Sono ad Asciano, davanti a casa del tizio. - Lo psicologo? - Sì.
- La porta è sfondata, che faccio? - Resta lì e non muoverti.
- Anzi fai dieci passi indietro e aspettami lì. - Chiamo la polizia?
No, io arrivo.
Pilade, controlla il bar per mezz'ora.
E non esagerare con la copula, il flipper è "maschio".
- Il solito imbecille! Ma dove vai? - A risolvere un problema.
Un problema! Problema.
Lasciano Pilade per mezz'ora al bar da solo.
Quante paste riuscirà a mangiare Pilade in 30 minuti?
Svolgimento.
- Allora? - Non lo so, vieni a vedere.
Che casino!
C'è qualcuno?
- C'è qualcuno? - Ho provato a chiamare anch'io.
- E al cellulare? - Squillava a vuoto. - Riprova a chiamare.
Io chiamo la Fusco.
- Pronto? - Ciao, Vittoria, sono ad Asciano.
- In Via delle Valli... Che numero è? - 32. - 32.
- C'è stato un furto in una villa. - E io che c'entro? - Che significa?
- Ti sei messa a fare l'estetista? - Viviani, siamo partiti malissimo.
Qui è tutto spaccato, il padrone doveva essere in casa e non c'è.
- Sei il commissario o no? - Sì, ma di Pineta, chiama quello di Asciano.
- Va bene, chiamalo tu. - Va bene, capo.
- Prendi pure per il culo. E tu? - Non risponde nessuno...
- Pronto? > Pronto! - Mago Atlante?
> Chi parla? - Tiziana Guazzelli.
> E io sono Gino Pasquali. Lei è la madre? - Ma di chi?
> Se suo figlio torna un'altra volta a fare casino, lo prendo a schiaffi.
- Pronto? > Lei è il padre? - Ma lei chi è? > Ora mi incazzo.
> Il cellulare è suo o no? - No e non si incazzi, non c'è motivo.
- Ma perché lei e io parliamo al telefono? - Non lo so.
- Dov'è? La raggiungo. - Sono alla cabinovia di Poggio. E' il padre?
- No, non sono il padre. - Pronto? Pronto!
- Si è spento. - Ultimamente mi si scarica sempre.
- "Mago Atlante" è un nome strano per uno psicologo. - E' uno bravo.
- Ora ci sono altri problemi. - Andiamo a risolvere le cose serie.
- Vengo anch'io. - No, Tizi. - Perché?
Pilade è da solo al bar da 45 minuti e avrà mangiato 8 o 9 cornetti.
- Ci vediamo al bar. - Appena so qualcosa, ti chiamo.
Sono arrivato stamattina presto al lavoro
e ho trovato la cabinovia che girava a vuoto e la centralina aperta.
Qualche ragazzetto deve aver trovato la chiave di riserva che tengo lì.
- Erano ragazzi. - Erano sicuramente ubriachi e pezzi di merda.
- Ora chi mi ridà i soldi per la corrente di stanotte? - Non lo so.
- "Non lo so"... Io so chi me la ripaga. Io pago! - E il cellulare?
- L'ho sentito squillare laggiù, sotto il rotore. - Sotto cosa?
Il rotore, la puleggia... Ma il cellulare è tuo o no?
- Non è mio. - Allora non te lo do. - Io non lo voglio.
- Io avevo capito che stava accadendo qualcosa. - Cioè?
Stanotte, verso le 3, ho sentito dei rumori.
- Qui non si può parcheggiare l'auto, toglila. - Non è la mia.
- La mia è quella. - Allora di chi è?
Di chi è?
Io ho capito di chi è.
Oh! E' morto? Questo è morto!
- Ho capito che è morto. - E' il mago Atlante. - Chi è?
- Il mago Atlante, di Asciano! Sei stato tu! - Ma cosa dici?
- Sei stato tu. - No, sei stato tu, questa è la tua auto. - No!
- Questo è il tuo cellulare, sei stato tu! - Non urlare.
- Io vado a chiamare la polizia! - La chiamo io, non preoccuparti.
- Tu mi hai chiamato dalla casa del mago. - Sì e se mi avessi ascoltato,
il corpo lo avreste trovato voi, almeno quello.
- Invece il cellulare lo ha trovato l'uomo della cabinovia. - Sì.
- Ha riconosciuto il morto perché era un suo cliente. - E' strano.
- Ma lo lascia nel bagagliaio e risponde al suo cellulare? - No.
Però, in un'ipotesi folle, così nessuno penserebbe a lui.
Dovrebbe essere il genio del male, ma non lo sembra.
Hai fatto progressi! Ancora con questi metodi lombrosiani.
Tu usi la logica de "La Settimana Enigmistica"?
La coincidenza c'è, o la si spiega o si parte da lì.
Io ci ho parlato due ore, dovremmo interrogare gli altri clienti.
- Tanti andavano dal mago. - Erano tutti così disperati?
- Forse era davvero bravo. - Sì, a truffare la gente.
Ragazzi, è semplice, in fondo era un impiegato pubblico.
Uno andava lì, lui si faceva pagare e poi lo prendeva per il culo.
- E' come il lavoro al Comune. - Sì, ma prendeva 300 euro a cliente.
Gli avranno anche dato tanti soldi per andare in TV.
- Se rinasco, divento mago. - Ora fai una magia, sparisci per un po'.
Bravi, sparite tutti insieme, ma prima datemi 50 centesimi e 36 euro.
36 euro? Ma ci fai diventare azionisti del bar.
- Ci regali un tavolino? - Sì, in testa.
- Forza, i soldi. - Cercate. - Sono 12 centesimi e 5 più 9 euro a testa.
No, non è possibile.
Ho dimenticato il portafogli a casa.
- Un'altra volta? - Non ho memoria. E' colpa mia?
Ti sei ricordato di dimenticare il portafogli a casa.
Io potrei avere un male grave e voi mi prendete per il culo.
- Io so che male hai. - Hai il "braccino corto".
Sei tirchio! Per farti i vestiti, toglieresti la pelle alle zanzare.
- Stavolta pago io per lui. - Finalmente!
TIZIANA: Dai! MASSIMO: E' una miseria. Che taccagni!
- Ecco, dai. TIZIANA: Buonanotte!
- Che fatica! - Buonanotte!
Non combinate troppi guai, dritti a casa!
- Ora tu che fai? - Vado a casa e mi faccio la pasta alle acciughe.
- Mi ci faccio la buca nel letto. - Ok. - Perché?
- Niente, così... - Tizi, che hai? - Sono preoccupata, non so che fare.
- Per Dresda? - Hanno ammazzato l'unico che mi aiutava.
- Il mago cosa ti diceva di fare? - Non mi diceva di fare qualcosa.
- Parlavamo, mi dava consigli. - Tipo?
Ha detto: "L'individuo equilibrato prende la decisione giusta,
ma l'individuo equilibrato è pazzo."
- Che cazzo significa? - Dovevo chiederglielo oggi. Ora che faccio?
Non lo so, una frase così cretina potevo dirtela anch'io gratis.
- Va bene, allora... - Cosa?
Mangiamo la pastasciutta insieme, così mi dirai tu che fare.
Ah! Va bene.
Mangiamo insieme.
- Andiamo? - Certo, andiamo.
Secondo me, voleva dire che io devo andare a Dresda.
Sarebbe assurdo farsi scappare un fidanzato così equilibrato.
Ora butto gli spaghetti e dalla loro conformazione, capiremo...
- Sei una merda! - Forse io sono una merda, ma... Il mago no!
- Infatti mi vergognavo a dirtelo. - Facevi bene.
- All'inizio non aveva convinto nemmeno me. - No? - No.
- Ho dovuto mettere nello stanzino le cose in metallo. - Perché?
Per ripulire l'aura! Però all'inizio non mi ha detto niente.
- Ma ci sei tornata. - Ho fatto bene, la seconda volta sapeva tutto.
- Tutto cosa? - Sapeva di Vincenzo, di Dresda nei minimi dettagli.
(VIBRAZIONE DI CELLULARE) Chi è?
E' la mia mamma, scusa. Mamma, sono da Massimo.
Sì. Va bene, ti chiamo domani. Pronto? Pronto!
E' un periodo che si scarica sempre.
- Il mago ti faceva lasciare anche il cellulare nello stanzino? - Sì.
Posso?
- Hai capito perché ti si scaricava? - No. - Invece io sì.
- Vado un attimo dalla Fusco con questo. - Ora? Ma tu stai male.
- Te lo riporto subito. - No! Mi hai invitato a cena.
- Stiamo bevendo, parlando e tu vuoi andare dalla Fusco? - No, eh? - No!
- Potrebbe essere l'ultima volta che ci vediamo. - Cosa? - Che devo fare?
E' lì che mi aspetta.
- Non ci vediamo più? - Magari a Natale, a Ferragosto se ho le ferie.
- Sei seria? - Sì e ora posso chiedertelo.
Perché tra noi non è andata?
Non lo so.
Prima non ero pronto io, poi non eri pronta tu...
Poi di nuovo non ero pronto io, poi di nuovo non eri pronta tu.
- Almeno una volta una cazzata potevamo farla. - Già, "una tantum".
- Ma ci sta provando? - Mi vuoi un po' di bene?
(>MASSIMO: Ci sta provando!)
(>Quanti anni sono che aspetto?)
(>Uno si ammala ed ecco il riscatto di una vita di "due di picche".)
(>Giulia Pasquali, seconda B, mi lasciò al telefono.)
(>Lucilla, "barrista" del Kama Kama.)
(>Avrò speso 700.000 lire in bevute e non me la "sganciò" mai.)
(>Quel tegame della mia ex moglie e Micaela, Capodanno del 2000.)
(>Rinunciai ad andare con gli amici a Barcellona)
(>e alle 23.59 già limonava con il DJ.)
(>Da stasera, ragazze, preparatevi.)
(>Massimo Viviani cambia pelle, da bruco diventa tutto pitone!)
(>Questo è il gol al novantesimo)
(>che ti fa entrare nella Champions League della topa.)
- Bellissimo! - Sei "venuto"?
Certo, tu?
Eh! Quasi, dai.
Quasi... Quasi!
EMO: E' la seconda volta che vi dico di andare sul Serra e voi nulla.
- Siete testardi, la prossima volta ci vado da solo. - Ma prima c'erano.
- Vado da solo, ma direttamente al ristorante. - Come l'altra volta!
ALDO: Ci risiamo! - 5 euro e mezzo per un panino.
- Te l'ho pagato io. - E già me lo rinfacci? Merda!
- Io mi sono ufficialmente rotto le palle. ALDO: Siamo in due.
Se penso di dover tornare da dove siamo venuti, mi viene l'infarto.
- Bimbi! - Cosa c'è? - Venite a vedere cosa ho trovato.
EMO: Due corde vocali? - Vieni. - Vediamo che hai trovato. - Venite.
E questa?
- Era qui. - La valigia? - L'hai aperta o no?
Con il cazzo che l'apro, può essere una bomba.
Attentato in montagna. Sterminata una famiglia di cinghiali.
Apro io. Vediamo cosa c'è.
Boia!
Mamma mia, quanti soldi!
Un momento, ho trovato io la valigetta.
- Non veniamo fuori con delle storie. - Non è tua!
- Di chi è? - Questo è il problema.
Si va alla polizia e si risolve il problema.
Questi saranno almeno 400.000 euro. Dovrei riportarli alla polizia?
- Certo. - Tu sei scemo qui.
Dove vai? Gino! Dove vai?
Vado a pisciare, mi sono emozionato.
- Ora che si fa? - Che si fa?
- Divertiamoci un paio di giorni. - Come?
Come?
Gino! Hai ragione, ma che polizia!
Come si dividono?
- Cosa? - I soldi. Vuoi dividere i pinoli?
Non diciamo cazzate. La valigetta l'ho trovata io.
Cosa c'entrate voi?
- L'ha aperta lui. - Perché lui è uno sciacallo.
- Io sarei uno sciacallo? - Sì. - Grazie.
Mi avete sfruttato per una vita.
- Noi? - Sai che ci faccio con mezzo milione?
- Cosa? - Ci vado a trombare a Santo Domingo.
Dove vai con quel fisico da soffiatore di minestrine?
- Dove vai? - Le chiavi della macchina sono qui.
Ho i soldi, mi chiamo un taxi.
Bravo, così vedono la valigetta.
- Allora? - Se sono soldi della 'ndrangheta?
Peggio, della camorra, tanto per fare un esempio.
Come fai a saperlo?
500.000 euro in contanti dentro una valigetta in mezzo al bosco,
l'hanno persa i boy scout?
(VERSO DELLA CIVETTA)
- Era un gufo? - Un gufo.
Di giorno? Non credo.
Non saranno quelli che l'hanno persa e che ora la cercano?
Magari sono incazzati per averla persa.
(sottovoce) Sono qui!
Tagliamo corto.
Il 70 per me e il 10% a testa per voi.
- Il 10? - Sì, il 10.
70 più 30 fa 100.
Datevi una mossa.
Andiamo!
- Cribbio! - Sono senza parole.
E' della tizia.
E' rimasta a dormire a casa mia. Dormire... Si fa per dire.
Andiamo al punto.
Ci sei rimasta male? Dai!
Non devi! Abbiamo detto che è tutto tranquillo, siamo... No?
Così...
- Sei sicura? - Sicura. - Sicura?
- Sicura. - Con questa cosetta il mago sapeva tutto.
Al primo appuntamento metteva il microchip nel cellulare
e al secondo ascoltava.
Per questo sapeva dov'erano le chiavi della cabinovia.
Questa coincidenza l'abbiamo spiegata.
Adesso basta trovare il portatile, ascoltare le registrazioni
e capire chi ce l'aveva con lui.
- Secondo te perché non l'ho ancora fatto? - Me lo chiedo anch'io.
Forse perché non lo abbiamo trovato? Il resto c'è, ma quello no.
In compenso abbiamo trovato questo.
- Che cosa è? - La trasmissione del mago Atlante.
E' l'ultima puntata che ha registrato due giorni fa.
Guarda.
Carina la grafica, sobria.
"DONNA: Salute. MAGO: Scusi, ho un raffreddore mortale."
Infatti ci è morto.
MAGO: L'amore per Milena è...
Devo dirti che la situazione è complessa. E' complessa, vero?
DONNA: Parecchio complessa. - Devi venire nel mio studio.
Chiama questo numero, prendi un appuntamento.
Ci vediamo ad Asciano. Benissimo.
Ciao, cara. Prima di passare alla prossima chiamata,
vorrei rivolgermi ai coniugi Ittedelam.
La brandina è scomoda.
Bisognerebbe trovare una soluzione insieme.
Ittedelam, il mago Atlante, che cazzo di nomi sono?
- Dove abita questo, a Gardaland? - Senti qui.
- Dimmi tutto. UOMO: Gli ho dato i soldi,
ma non ha risolto i miei problemi. Lei che dice?
- Che ti dico? UOMO: Non dici un cazzo! Bastardo!
UOMO: Sei tu quel professionista. - Uto! Sei tu?
Non farmi innervosire, non chiamare in trasmissione.
Chiaro? Prendi un appuntamento e paghi la consulenza, come tutti.
UOMO: Sei un cialtrone! - Uto, sei tu?
UOMO: Vengo io e ti ammazzo. - Smettila!
Tagliamo la conversazione. Taglia!
Direi che questo Uto l'ha trovato.
Maremma assassina!
- Piano! - Hai capito che siamo nella merda?
Intanto abbassiamo l'aria, sembra di essere in una ghiacciaia.
Quella stronza mi ha nascosto il telecomando.
Sai in che stato sono?
Che fate rintanati, una seduta spiritica?
Sì, per risvegliare il budello di tua madre.
- Ignorante! Parlare così di tua mamma! - Vai! - Che modi!
Levati!
- Ve lo giuro! - Cosa? - Finisco di pagargli il condizionatore e ciao!
Ciao cosa? Queste banconote sono in serie.
Come ne spendi una ti arriva la Finanza a casa.
- Non mi sembrano in serie. - Certo, le hanno mescolate.
Sono professionisti! Cosa credi che siano questi?
Rimettile tutte in fila!
Sai che ci fai con queste banconote? Le butti nel cesso!
Sei scemo?
Magari fossi scemo.
Porca miseria! Non c'è più nulla da fare?
Balzalli, quello che lavora al porto.
- Non faceva il ricettatore? - Già. - Bravi.
- Ai tempi della lira. - Ora non lavora più?
Forse ha passato l'attività al figliolo, faceva il commercialista.
- Però... - Però?
Quello vorrà almeno il 30%.
Il 30%? E' da criminali!
Gino, quello è un criminale!
Cerchiamo di portarlo al 20%.
O meglio al 15%.
Cosa vuoi scendere? E' già tanto se ci fa lo scambio.
Provo a chiamarlo?
- Vai. - Io ci provo. Non garantisco.
- Lo conosce? - Sì, stai tranquillo.
> Ciao, bello! Sono Emo. E' tanto che non ci sentiamo.
> Ho una questione per le mani...
- Non sento più nulla! - Stai tranquillo. - Emo risolve tutto.
Ripeti! Forse non ho capito!
No! Ma che... Vuoi prendere per il culo Emo Bandinelli?
> Vaffanculo! - L'ha mandato a fare in culo.
E' un passaggio necessario. E' la conseguenza logica.
- Lo sa lui come si fa. - Stai tranquillo. - Non è la prima volta.
- Lo conosci. - Stai perdendo il più grosso affare della tua vita.
> Te lo dico io cosa sei. Sei il più grosso pezzo di merda... Ecco!
Marsiglia, Macao, Tangeri!
I vecchi tempi per te non contano più?
> Ok? Andata? Al solito posto?
Tutto logico.
Ragazzi! E' stata dura, ma...
- Allora? - Gli diamo il 50% e chiuso.
Il 50%? Il 50%?
Ti senti male? Prendi un po' d'acqua!
- Sono comunque sempre tanti. - La metà, ma sono tanti!
- Ho detto il 30! - Solo il 50!
- E' tanta roba! - Calma! - Buono.
- Devi un po' di acqua. - Bevi. Piano.
- Dai. Stai calmo. - Va meglio?
Stai calmo!
Non ti vedo più! Dove sei?
- Sono qui. - E' qui.
- Vieni, dai! - E' passata. - E' passata. Purtroppo è passata.
Quando sono tornato dalla Tunisia ero a pezzi.
La prima volta questa mi chiede 200 euro.
La seconda 300. Alla fine ho capito che voleva solo spillare soldi.
Mi sono detto: "Ferma i lavori."
Non puoi rovinarti per una sbandata per questo Vincenzo.
Non la chiamerei sbandata, stanno insieme da un anno.
Veramente sono otto mesi e mezzo.
- Io mi sono sposato con la tizia. - Poi hai divorziato.
Un incidente di percorso. Come fai a sapere queste cose?
Tiziana mi ha detto che sei stato tu a mandarla dal mago.
- Vuole andare davvero a Dresda? - Non lo so.
- Sono venuta qui per parlare di Atlante. - Se va a Dresda...
- Sono nei casini. - Sto cercando un cliente che si chiama Uto.
- Lo conosci? - Forse è uno di quei nomi magici che dava lui.
- Dava dei nomi magici? - Sì. Io ero Orlando.
Perché avevo perso la testa per Tizi.
- Chi ti ha mandato dal mago? - La Grilli quella che ha la lavanderia.
Bene, grazie mille.
- Ciao. - Ciao. - Non volevo altro.
L'ho sentito litigare, urlavano.
- Lo chiamava Uto. - Perché litigavano?
Credo per i soldi. Lui voleva pagare il mago con un violino.
- L'ha visto in faccia? - Non ci faceva incontrare tra clienti.
Si entrava da una parte e si usciva da un'altra.
- Aveva i suoi riti. - Tipo?
Ti dava un nome magico, ti faceva lasciare le cose metalliche.
Roba così. Solo perché ero disperata...
- In che senso? - Mi spariva la roba e non ricordavo dove l'avevo messa.
Prima il braccialetto d'oro, poi il candelabro di mia nonna.
Poi il televisore.
Ho detto: "Ho l'Alzheimer!"
Poi sono andata dal mago e mi ha detto che mio figlio si drogava.
Allora mi sono ripresa.
Meglio lui drogato che io demente!
# Tu, tu, tu... #
# Du, dudu... # - Come sei splendido stamattina!
Che vuoi farci?
- Non ti sarai innamorato? - Che parolona! Innamorato.
- Deve essere speciale per averti incastrato. - Tizi.
Deve ancora nascere la donna capace di incastrare Massimo Viviani!
- Da dove hai tirato fuori questa magliettina? - Perché?
Se potesse raccontare cosa ha visto negli anni '90... Uh!
Per fortuna non ci sono i bimbi
altrimenti ti pigliavano per il culo a vita. - Piano!
- Queste sono molestie sul lavoro. - Ti garberebbe!
- Tu che dici? - E' meglio se vado a prendere gli ordini.
Magari è meglio.
# Tu, tu, tu... # Ciao, Massimo!
Ciao, Vale.
- Stai bene! Come va? - Bene.
Ti vedo. Hai cambiato pettinatura.
- Ti piace? - Sì. Un nuovo look.
Mi piace. Più...
- Come mai? - Piace un sacco alla Cate.
- A chi? - Cate, la mia donna.
Quella Cate... Non avevo capito.
Abbiamo gli stessi gusti.
Va bene, se una sera vogliamo uscire tutti e tre insieme...
- Io... - Massimo.
Con i film porno vacci piano.
Sognare non costa nulla.
- Mi fai un caffè? - Lo faccio io o chiamo la Tizi?
- Fallo tu. - Ahhh!
Visto, alla fine si preferisce sempre il Viviani!
Ecco un cappuccino speciale per una donna speciale.
- Lo preferivo senza cacao. - Goditi la vita, sei sempre triste!
- Io sto lavorando. - Attenta! Troppo lavoro inaridisce.
Troppo poco rimbambisce. Cambia la maglietta
che le medie sono finite da un pezzo! - Scusi, prof!
Se vuole, la cambio subito. Basta chiedere.
Op!
- Salve. - Salve.
Le do una mano.
Piacere. Grazie di essere venuto.
Sto cercando di interrogare tutti i clienti del mago.
Faccio una registrazione se non la disturba.
(SQUILLI DEL TELEFONO) Scusi.
Pronto! Scusi.
Sì...
Chi era questo?
Ha detto che devo andare io?
Ho capito. Va bene, arrivo. Ciao.
Purtroppo... Sono desolata.
- E' un'emergenza e devo andare. - Si figuri.
La richiamo io appena possibile.
Prenda qualcosa, dica al barista che offro io. Il lavoro chiama!
- Sei nervoso. Vuoi che vada io? - No.
Il Balzalli mi conosce. Non vorrei che vedendo te...
- E' meglio, Elmo ci sa fare. - Io ho capito. - Cosa?
- Hai detto 50% per farci la cresta. - No, Gino.
- Se pensi che voglio fare la cresta, mi offendo! - Sei matto?
- Ci vado io, pezzi di merda. - Sicuro?
- Sono sicuro. - Fai come vuoi.
- Siamo arrivati. - Allora scendo!
Lì dentro con la macchina non entriamo di sicuro.
- Dov'è? Non vedo nessuno. - Nelle miniere.
- Vuoi andare da solo e lui ti aspetta dentro. - Dentro?
Sì e noi ti aspettiamo fuori. Vai tranquillo.
- Come va lemme lemme il tartarughino. - Guarda!
- Come sgambetta. - Però ci va. - Sì! Entra!
- Vado? - Vai.
- Rimediotti! - Commissario!
- Cosa ci fai qui? - Facevo un giretto.
Lei come sta? Tutto bene?
- Rimediotti, mi fai vedere la valigetta? - Qua non c'è niente.
Sono incazzata, non peggiorare la situazione.
Commissario, non c'entro.
L'hanno trovata Emo e gli altri due.
- Chi? - Pilade e Aldo. Sono brutte persone.
- M'hanno messo nel mezzo. - Tu non c'entri niente?
Io non c'entro, io ho detto di portarli alla polizia.
Per cortesia, non m'arresti!
- Ho una sorella, rimane sola... - Rimediotti, calmo, per favore.
- Govoni, portiamo Rimediotti in commissariato. - Posso spiegare...
Adesso prendiamo gli altri e mi spiegate tutti insieme.
- Sono innocente! - Stai calmo, Rimediotti.
- Non c'entro nulla. - Ho capito, stai calmo.
Boia! - L'hanno trovata mentre andavano a funghi.
- Sul monte Capanne. - Come lo sai?
Guarda le ammaccature.
Deve essere ruzzolata per 500 metri.
- Vuoi dire che è caduta dalla cabinovia? - Sì.
- O era del mago e qualcuno lo ricattava... - Oppure?
- Perché mi smonti subito? - Aveva tre conti in rosso.
Gli piaceva la bella vita.
Oppure il mago ricattava qualcun altro. Un suo cliente.
I clienti che ho interrogato non hanno 200.000 euro
da mettere nella valigetta. - No? - No.
Il tipo che ha chiamato in trasmissione e voleva ucciderlo...
- Uto. - Sì. L'hai trovato?
No, però un paio di clienti hanno sentito il mago che ci litigava.
- Perché? - Lui voleva pagare con un violino e il mago voleva i contanti.
- Non può essere stato lui. - Perché?
- Ha la gamba ingessata. - Quello che è venuto oggi al bar?
Sì, non hai fatto caso al callo?
- Non sono riuscita a parlarci. - E' il callo del violinista.
- Magari la gamba se l'è rotta dopo. - No. E' un cliente del bar
e da un mese ha la gamba rotta.
Ha un'agendina, una lista clienti...
Per ora non è saltato fuori nulla.
Vittoria, possiamo guardare dentro alla palla di cristallo!
Buona idea. Così vediamo se nel futuro smetti di fare l'imbecille.
- Mamma mia, quanto sei... - Vieni giù!
Guardiamo lo studio del mago.
- Le puntate le conservava. - Era un narciso!
- L'hai viste? - Praticamente tutte.
Ho passato ore indimenticabili.
- E... - A parte Uto che richiamava incazzato
per il resto i soliti disperati.
- Gli altri clienti che dicono? - Gli faceva lasciare il cellulare
e la seconda volta sapeva tutto.
- Poi gli dava un nome magico. - Cosa? - Tipo Orlando.
Totem d'acciaio... Cose così.
Uto sarà il violinista, Uto Ughi.
Aspetta! L'ultima puntata era del 3 giugno, vero?
Sì, perché?
Vieni a vedere.
Prima di passare alla prossima chiamata
vorrei rivolgermi ai coniugi Ittedelam.
La brandina è scomoda e il mago vede.
- Hai capito? - No. Dimmelo.
- Maledetti al contrario. - Cosa? - Benedetti.
- I coniugi Ittedelam? - Maledetti al contrario.
Il mago avrebbe rapito la Benedetti, chiesto il riscatto
e il marito l'ha fatto fuori. - In teoria sì.
- Però no. - Non ho capito. Però sì o però no?
I Benedetti quando mai hanno avuto 200.000 euro?
- Anche se... - Cosa? - Tre giorni fa è venuto il figlio
che non viene mai e ha un'auto da 50.000 euro.
Perché non hanno chiamato la polizia?
Perché il mago si rivolge ai coniugi e non al figlio o al marito?
- Non lo so, mettiti d'accordo con te stesso. - Il mago Atlante!
Prende per il culo i disperati, non rapisce un cristiano.
- Quindi? - I Benedetti non mi convincono. - Che vuoi dire?
Sono pieni di debiti, ma tengono il ristorante chiuso.
Il marito compra le ricariche per il fornello da campeggio.
Il figlio è gonfio di soldi. C'è un'altra ipotesi. E' folle.
- No. - Sì. - No! - Sì.
- Se è così... - Sono una famiglia di merda.
(BUSSANO ALLA PORTA)
- Dove cazzo sei stato? - Mi stanno addosso.
Non è facile stare qua come un carcerato.
Ho fame! Che hai portato?
- Sono due giorni che non mangio. Hai i soldi? - Mi sto attrezzando.
Tuo figlio non tira fuori i soldi neanche per liberare sua madre?
- Si sono impuntati che i soldi dovevano portarli loro. - Chi?
- Tuo figlio e Thomas. - Il capo?
Non lo so. Sai cosa ha fatto per vivere?
- Hanno la pistola tutti e due. - Madonna! Cosa hai fatto?
- A quel punto ho chiamato il mago. - Cosa?
Quello ci sta ricattando e tu torni dal mago?
E' colpa mia? Sono andato io dal mago?
Sono andata dal mago perché avevo dei problemi!
Dovrei andare da mio figlio a farmi dare i soldi senza che mi riconosce?
Che faccio? Mi travesto da Batman?
Allora ho pensato che il mago già sa tutto.
Lui vuole anche una parte dei soldi
e che andasse lui a prenderli dove gli pare!
- E dopo? - Lui ha detto che lo scambio si faceva nella cabinovia.
- E che lui ha un'idea... - Che idea?
- Io voglio la metà. - Cosa? Avevamo detto 50.000.
Per stare zitto! Ora devo andare io a prenderli.
- Poi vediamo. - No, vediamo adesso!
Oppure vai tu a dire a tuo figlio che cazzo avete combinato.
- Facciamo il 30% e chiudiamo. - Il 40.
Prendi. Sai usarlo?
Ho fatto il boy scout.
Ascolta.
Parto dalla stazione in alto della cabinovia.
(STARNUTO)
Sto di merda.
Tuo figlio parte da questa. Ci scambiamo i soldi a metà.
Dopo deve fare tutto il giro per tornare indietro.
- Ci sei? - Sì. Chiaro.
Basta che ti apposti laggiù.
Da una parte laggiù in fondo.
- Controlla che tuo figlio non faccia scherzi. - Chiaro.
Deve essere da solo altrimenti salta tutto.
- Chiaro. - Chiaro? - Sì.
- Non farà scherzi? - Non credo.
Al limite può venire un suo amico.
- Chi è? - Quello che porta i soldi!
Tranquillo, tutto andrà bene!
Tu hai fatto un piano, vi scambiate i soldi a metà.
- Poi tu sei un mago... - Che vuol dire?
Hai un occhio magico che ti dice cosa andrà bene.
Sapevi del finto rapimento.
Avrai un occhio magico che ti dice che tutto andrà bene.
Non può darteli tuo figlio i soldi?
Lo chiami, gli dici che ho richiamato.
- Voglio che venga lui o non se ne fa niente. - Non si fida di me.
- Sei suo padre, cazzo! - Sì!
E' un bastardo altrimenti non combinavo questo casino!
- Posso dirtelo? - Sì.
- Siete una famiglia di merda! - Chiaro.
Non me ne frega se è tuo figlio o l'amico.
L'importante è che sia da solo o non si fa niente.
- Chiaro? - Chiaro. - Chiaro.
Chiaro...
(VOCE NON UDIBILE)
(SIRENA)
Pronto, mago! E' arrivato.
MAGO: E' solo? - Sì. > Ha la valigetta?
Sì, ha anche un walkie talkie.
- Pronto? > Ce l'hai?
- Secondo te? - Non devi fare lo stronzo!
Non fare domande da stronzo!
- Sei alla stazione? - No, sono in discoteca!
- Senti... - Allora facciamo due limoni o salgo sulla cabina?
Bravo, sali sulla cabina!
Stronzo.
Signore!
Pronto, mago!
- C'è anche mio figlio. - Che cazzo dici?
E' venuto fuori dal bagagliaio.
MAGO: Che cazzo dici? - E' uscito ora!
Avevi detto che era da solo!
E' venuto fuori dal bagagliaio...
Mago, non salire sulla cabina. Ti sta aspettando giù!
Secondo te dove cazzo sono io?
Prendi il crick e spaccagli la testa.
Devo spaccare la testa al mio figliolo!
Veloce!
Non ho il crick!
Non ce l'ho!
- Vuoi la valigetta? - Agganciala!
Dai, sporgiti!
Agganciala!
- Che cazzo fai? - Che cazzo fai tu!
Avevo detto di venire da solo, la mamma è morta!
Coglione, che cazzo fai!
Morta, capito?
E' morta...
Non so dove stai, ma so che ci sei!
Chiamo la polizia!
Sto chiamando la polizia.
Chiamo la polizia. Fatti vedere!
Chiami la polizia, bastardo!
- Vieni giù! - No!
- Vieni giù! - Io non scendo!
Vieni giù, bastardo!
Vieni...
Fermo!
Fammi vedere la faccia!
- Pezzo di merda. - Leva la pistola!
- Che cazzo... - Ahi!
Fermo! Tirati su in piedi.
Muoviti!
- Piano! - Vergogna, dov'è la mamma?
- Muoviti! - Piano!
Muoviti! Vai alla macchina.
Apri il bagagliaio.
- Apri il bagagliaio. - Che vuoi fare?
Facciamo un giro romantico e mi dici dov'è la mamma.
- Svuota le tasche. - Sì.
- Non c'entro niente... - Muoviti.
- Non ho fatto... - Metti le mani dietro la schiena.
- Perché... - Metti bene le mani! - L'ho messe!
Vai dentro.
Sì.
Sono dentro. In questa cosa io non c'entro nulla!
Eri qua per caso, magari andavi a funghi!
- E hai trovato me. - Che fai?
- Apri la bocca. - Non mettermelo!
- Ho il raffreddore, non respiro. - Il raffreddore!
Io ho i calcoli renali che fanno un male bestia.
- Dov'è? - Tutto a posto, in macchina.
- Quel coglione ha fatto cadere i soldi. - Cosa?
- Dove? - In mezzo al bosco sotto i piloni.
- Quando? - Ciccio, sveglia!
Sono 200.000 euro!
- Lì c'è il bosco. - Usiamo i fanali.
- Con la macchina non ci arrivi. - Allora brucio il bosco!
Così s'illumina tutto.
Tommy, aspetta!
- Sì. - Ragiona. - Sto ragionando!
Ci mettiamo tutta la notte. Se non vedono arrivare nessuno, la mamma...
Anche noi abbiamo l'ostaggio.
- Calmo, ragiona. - Ragiono.
E' meglio aspettare l'alba per trovarla.
Lo facciamo telefonare a chi deve telefonare.
Gli diciamo di aspettare o l'ammazziamo anche noi.
- Dove vai? - Lui è nel bagagliaio.
- Andiamo con la nostra. - Lasci questa qui?
- E' fuori dalle strisce. - Sei il vigile del bosco?
Einstein, se ti fermano su quella, vedono che non è la tua.
- O no? - Già...
Dai, apri!
Sveglia! Vai!
Cambia auto!
- E' svenuto? - Ora si sveglia.
- Ehi! - Dai!
Che cazzo, è morto?
Merda. Il raffreddore di merda.
Il raffreddore?
- Ha detto che aveva il raffreddore. - Aveva il raffreddore
e gli hai messo quella roba in bocca?
Sei un genio!
Sei il più grande genio che abbia mai incontrato.
Genio!
- Come facciamo a trovare la mamma? - Guarda i documenti.
Aspetta.
Dov'è? Vediamo.
- Asciano. - Forse dopo andiamo. - Andiamo adesso!
L'ammazzano se non ci sentono.
Forse non è ad Asciano, ma da un'altra parte!
Di tua madre non mi frega un cazzo, forse è già morta.
- Come? - E' colpa sua perché ha fatto un figlio coglione come te!
- Non offendere la mamma. - Io offendo te.
Sei il più grande coglione che ho mai incontrato.
Con le tue belle zampine vai a scavare una fossa là
e ci metti dentro lui. Io vado a cercare i 200.000 euro.
Sono miei!
No!
- Prima la mamma. - Basta, Ciccio...
- Ehi... - Dio bono!
- Che fai? - Prima dalla mamma.
Mettila via. Non scherziamo.
- Giuro che sparo. - Mettila via...
- Sono io... - Prima la mamma. - Respira. - Fermo o sparo.
- Abbassala... - Sparo!
(GRIDA)
Scusa!
Oddio!
Via!
(GRIDA)
Occhio!
Questo Claudio sta in giri strani.
Me lo dici solo ora?
- Certo altrimenti non venivi. - Sei gentile.
- Salve. - Dica.
- C'è anche suo figlio? - Sì, perché?
- Volevamo parlare di una cosa. Possiamo entrare? - Prego.
Claudio, c'è il commissario!
- Buongiorno. - Buongiorno.
Scusate il disturbo, volevamo sapere se la signora è tornata.
- Ancora no, perché? - Il signore sostiene di averla vista all'alba
strattonata da due tizi che l'hanno chiusa in un bagagliaio.
- Si è confuso. - Che macchina avevano?
Un suv. Io andavo a pescare alla darsena e ho visto questa scena.
Forse ha bevuto un po' ieri sera.
Purtroppo no. Era una scena violenta.
Era imbavagliata e cercavano di buttarla nel portabagagli.
Secondo me hanno cercato di ammazzarla.
- Ha preso la targa? - No.
- Ha visto chi guidava? - No, sono scappato via.
Non è la mamma. Non può essere lei!
Mi dispiace per la persona, è sempre un essere umano.
Era la signora Vanessa. Me la ricordo al bar.
Cappuccino con latte freddo. Non lascia mai la mancia.
Tagliamo la testa al toro. La chiami così ci togliamo il dubbio.
Abbiamo litigato e non mi risponde.
Se le ha detto che non è a Pineta, scusi...
Sì, nei giorni scorsi... La chiamo.
- Forse stavolta risponde. - Sì.
Ho ancora quell'immagine...
(dal cellulare) Segreteria telefonica... - Non risponde!
Certo, è lei che hanno preso!
Non voglio mettervi ansie, però...
Ho visto quella scena, la menavano.
- Lei era imbavagliata... - Non può essere lei.
- Hanno capito, era imbavagliata... - Non hanno capito!
Sono cose che avvengono, per carità.
Se non le risponde, forse le è successo qualcosa.
- Dimentica di ricaricare il telefono. - Lo fa sempre!
- Non porta mai il caricabatterie. - Lo fa sempre. - Bene.
Se torna o se ricarica il telefono, gentilmente mi fa chiamare.
Ci mancherebbe.
- Comunque grazie. - Di niente. Arrivederci.
- Arrivederci. - Intanto inizio le ricerche.
- Non è un problema se do un'occhiata in giro. - No!
- Io sono a disposizione. - Grazie.
Grazie...
Il commissario è di qua?
Cosa me ne frega?
Incredibile, continua a prendere per il culo il figlio.
Pure noi con il carico da 90!
Anche tu hai esagerato.
- Mi sono lasciato prendere dall'emozione. - Stavo per piangere.
- Se vuoi essere consolata, basta chiedere. - Monta in macchina!
-Avete qualcosa da mangiare? Muoio di fame. -Magari, un infame di meno.
- Noi? - Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Se l'avevo, già ve l'avevo tirata qui.
Prima ci metti in mezzo con la Fusco, poi ci minacci.
Noi l'abbiamo fatto per te o finiva male!
Invece è andata a finire bene, in galera!
- Meglio in galera che sciolti nell'acido. - Io voglio sapere
chi vi ha detto che i soldi erano della camorra.
Era scritto sopra?
Pilade, diglielo.
Diglielo tu.
- Hanno chiamato te, non me. - Chi?
- Diglielo. - Forza.
Ha detto Wilma che ha telefonato un tizio con l'accento di giù.
Voleva sapere dov'ero, ma soprattutto con chi ero.
- E lei? - Lei ha attaccato, ma ormai...
Ti stanno cercando, Gino.
Io non ho ancora ricevuto nessuna telefonata.
Forse tua sorella non c'era.
Oppure non te l'ha detto per non farti preoccupare.
Quella gente è pericolosa. Se la lega al dito.
Hai presente Saviano? Sono dieci anni che dorme nelle caserme!
Se avevate dato retta a me, a quest'ora eravamo ai Caraibi.
Laggiù non ti trovavano? Santo Domingo è in mano a loro.
Il giro delle squillo è in mano a loro.
- Questo è il posto più sicuro per te. - Fuori non hai scampo.
- Hai un mirino puntato addosso tutto il giorno. - Come faccio?
(SCATTO DI SERRATURA)
- Si mangia? - No, si esce.
Già si esce?
Se uno volesse rimanere, cosa deve fare?
Va alla reception a vedere se gli danno una doppia!
- Dicevo quello più esposto. - Ragazzi, non è giornata!
Coraggio, Gino. La vita va affrontata.
Muovetevi!
Rimediotti, sei sordo?
- Fuori. - Mi metto in quest'angolino.
- Non do noia a nessuno. - In piedi e fuori!
- Io... - In piedi, forza!
- Rimediotti! - No...
- Rimediotti! - Forza!
- Non voglio muovermi. - Sbrigati! - In piedi!
Andiamo...
- Che cazzo fai? - Oltraggio a pubblico ufficiale.
- Fuori! - No... - La fai finita?
- Siete dei bastardi... - Per cortesia!
- Falla finita. - Stai buono!
Bastardi!
(MASSIMO FA DEI VERSI)
Pensavo... E' come la pesca.
Uno ha tirato l'amo e ora aspetta.
- Bisogna avere pazienza. - Eh!
Anche una certa dose di culo.
- Le correnti, dove andare a pescare... - Massimo!
Se vuoi andare, vai. Hai finito. Chiamo Govoni e ti faccio sapere.
- No, Vittoria... - Davvero! - C'è Tizi al bar.
- Vai a darle il cambio. - No, sono gli ultimi giorni.
Le mancherà il bar.
Va bene.
Poi tu sai in questo periodo...
Tra me e Tizi...
- Da un po' insisteva. Parte per sempre. - Certo.
Perché devo dire di no?
Un bel gesto generoso.
Un gesto di amicizia.
Senza impegno.
Una specie di abbraccio.
Ho capito che devo essere più sciolto, più sportivo.
Non si direbbe, ma al bar un po' di clienti apprezzano.
Bravo, più sciolto.
Ahhh.... Vittoria, ti vedo.
- Cosa? - Non diventerai gelosa?
(VITTORIA RIDE)
- No... - In fondo anche...
- Anche tra noi è così. - Come?
Come quella notte.
Volevamo toglierci uno sfizio e ce lo siamo tolti.
Viviani!
Come mai me la meni da un anno?
Perché... Tu hai creduto...
No, guarda. Sto male.
Sì...
Cosa... Guarda!
Massimo, sportivo. Fidati.
Sportivo al bar.
Ti ho detto io sportivo...
Cosa stiamo a fare qua? Dobbiamo andare alla darsena.
- A fare cosa? - Come?
Bisogna trovare qualcuno che sa qualcosa. Ammazzano la mamma.
Non l'ammazzano, ci chiamerebbero prima.
Io non lo so!
Ho questo presentimento. Un figlio sente quando la mamma sta male.
Vogliono i soldi, non gli conviene ammazzarla.
Quando ci chiamano,
se abbiamo altri 7.000 euro... - Come no!
Nonno, trova la valigetta o domani vendo tuo figlio agli zingari.
- Ti piace? - Ora devo andare, parliamo dopo.
- Dove cazzo vai? - In farmacia. Ho il diabete.
- Devo prendere l'insulina. - Potevi prenderla prima.
- L'ho dimenticato. - E la darsena? - Andiamo dopo.
Dai!
Passami le forbici.
- Tuo padre non mi convince. - Dobbiamo andare alla darsena.
Quello è il meno. Dove va tutte le volte?
- In farmacia. - Sveglia, Ciccio.
Prima ho sentito.
Perché era così tranquillo con il commissario?
- Dici che ha parlato con la polizia? - Non mi convince.
Seguilo, vediamo dove va.
Cazzo.
Massimo. Guarda.
- Guarda chi esce. - Che facciamo?
Aspetta. Vediamo dove va.
E' qua vicino!
Vittoria, guarda chi arriva.
No!
- Ha portato i soldi? - Lascia perdere i soldi e torna a casa.
- No! - E' venuta la polizia.
- Come? - Claudio fa domande! - Non voglio tornare.
- Ho paura, quello ha la pistola. - Non ci sono soluzioni.
Succede un casino!
- Cosa dico? - Sei scappata.
Ti sei liberata dalle catene in una grotta...
- Che fai? - Vieni qua.
- Fai fare a me... - Cosa fai?
Fermo... (SCATTO DELLA SERRATURA)
Claudino, hai visto?
La mamma si è liberata!
Che cazzo fate?
- Si è liberata... - Cos'è questa storia?
- Mamma... - Va tutto bene.
Calmati, ragioniamo.
Cosa? Ragioniamo?
- Calma. - Vi ammazzo!
- Non farlo. - No...
Amore, si aggiusta tutto.
Si aggiusta tutto.
S'aggiusta tutto? 200.000 euro?
- Mi avete fatto ammazzare il mago! - Ti giuro...
- Ammazzare un mago sono 15 anni di galera. - No...
- Calma. - Dovevo ammazzarvi da giovani.
- Che dici? - Appena nato!
Chi glielo dice a Thomas?
- Calmati. - 200.000 euro!
No...
- 15 anni! - No!
15 anni! Mi hai fatto impazzire!
(GRIDA SOVRAPPOSTE)
Quando avete finito, due volanti vi aspettano.
Porca troia!
- Ora ho capito. - Cosa?
Dove ti ho vista.
-A Budapest, vero Lucrezia? -Portalo via che risparmia il fiato.
- Ti ha chiamato Lucrezia? - No.
Ho sentito.
Vanno fuori di testa prima di andare in cella.
Sarebbero in grado di dire che sei la madre.
- Comunque non torna. - Cosa?
Hanno inscenato un rapimento per chiedere i soldi al figlio.
- Il mago ha sentito e li ha ricattati. - Te l'ho detto io!
So com'è andata, ma ne manca uno.
- Chi? - Alla cabinovia c'era un complice.
Li interroghiamo e poi vediamo.
C'era un altro, è matematico!
Vai al bar. Sportivo al bar.
Tizi, vai a casa a preparare le valigie.
- Posso stare una mezzora. - Vai così fai le cose con calma.
- Grazie. Domani mi accompagni all'aeroporto? - Sì.
- Devi alzarti alle 5. - Se hai il volo alle 9!
Devi venire a prendermi, mezzora per arrivare a Pisa, il check in...
- Bisogna arrivare un'ora e mezzo prima. - Ho detto che ti accompagno.
- Oppure... - Cosa? - Vengo a dormire da te.
In effetti è più comodo.
E' più veloce.
Finisci questo, vado un attimo a casa.
Mi faccio una doccia...
Una doccia veloce. Chiudi tu.
Sai... Va bene, ciao!
(BRANO DA L'APPRENDISTA STREGONE DI DUKAN)
(CAMPANELLO)
Grossine, eh?
- Tutta la tua vita qui dentro. - Che devo fare?
Certo. Parti per sempre...
- Mi fai venire l'ansia. - Andrà benissimo!
- Dici? - Peggio di Pineta...
Tu non ti sei mai mosso da qui.
Io sono un barista in via di estinzione.
Se mi togli dall'habitat naturale, esplodo.
Mi stanno venendo mille dubbi. Sto facendo una cazzata.
- Ci si abitua a tutto. - Non voglio abituarmi.
Non volevo dire quello.
Dicevo così per dire.
- Rummino? - Anche qui ci sono tante cose belle.
- Tipo? - L'altra notte è stato bello.
Sì...
Un po' veloce, però sai, non volevo esagerare.
Ci penso da un po' di giorni.
Davvero?
(BRANO DA L'APPRENDISTA STREGONE DI DUKAN)
Vedrai, ci stai di lusso!
No!
No!
Tizi, svegliati!
Svegliati, cazzo!
- Sono le nove! - Lo so.
Giù dal letto.
- Ormai è partito da due ore. - Ce ne sarà un altro.
- Non credo. - Come?
Ora ci penso io.
Di sicuro c'è per Berlino.
Per andare a Dresda prendi un trenino, un autobus,
un BlaBlaCar tedesco. Ci penso io!
- Non c'è bisogno. - Lo faccio con piacere.
- Forse è un segno. - Come?
Quando ho capito che l'avevo perso, mi sono sentita sollevata.
- Sollevata? - Il mago Atlante diceva
che è da pazzi lasciarsi scappare... - Tizi, dai!
Il mago Atlante, dai!
Dai! E' morto il mago Atlante.
E' morto soffocato perché aveva il raffreddore.
Faccio il contrario di quello che lui diceva.
Che ragionamenti... Tizi!
Massi, di' la verità. Non l'hai messa apposta.
Ero convinto che l'avessi messa tu.
Te lo giuro.
Non ce l'ho con te, hai fatto bene.
Ti scoccia se lascio le valigie qui? Sono pesanti!
No...
- Amore! - Amore?
Se fai il caffè, io lo bevo in tazza grande.
Con un po' d'acqua calda a parte.
Ok. Acqua calda a parte.
- Sì. Tranquilla.
Buongiorno!
- Caffè? - Sì, grazie.
- Che hai? - Niente.
Ho una cosa qua come se mi mancasse il respiro.
- Sarà il caldo. - Diciamo il caldo...
Su quel tipo lì si è scoperto qualcosa?
- Chi? - Il complice del figlio.
- Ancora con questa storia? - Vittoria.
Se quello era sulla cabinovia, come ha fatto a catturare il mago?
Il figlio dei Benedetti ha detto che il mago stava sotto
perché i soldi sono caduti. Il padre ha confermato.
- Dai. - Mah!
- Che cosa? - Mah!
- Che cosa? - Mah. - Dillo.
Scusami, eh. Ti chiedo soltanto,
il mago va a organizzare tutto questo scambio
per non farsi prendere e poi si fa trovare là sotto? - Senti...
Perché l'altro chiude il mago nel bagagliaio e poi va via.
Deve essere successo qualcosa!
Li abbiamo presi e hanno confessato.
- Abbiamo trovato anche le registrazioni. - Non torna!
Non torna! Dovevano essere due.
- Si chiama logica. - Si chiama vacanza.
Te ne devi prendere una.
La prossima volta che non sai dove sbattere la testa...
Evita di sbatterla addosso a me.
Vieni ad aiutarmi fuori? Mi sto sbattendo solo io.
- Vai, Massimo. - Non torna.
- Fatti una vacanza! - Tizi!
- Per me un prosecco. - Per me uno spritz. - Perfetto.
- Senti... - E' pieno di clienti.
Piglia gli ordini e veloce!
Va bene.
- Che volete? - Per me un cappuccino.
Scusate, a quest'ora il cappuccino la mia religione non lo consente.
Faccio io. Vi fidate?
- Faccio io. - Mi porti due stuzzichini?
Bimbi, non prendete nulla?
- Io niente. - Neanche io.
- Sembrate strani. - Perché? Giochiamo a carte.
- Sapete che c'è la tassa. - Per cosa?
- Per stare qui a rompere i coglioni. - Vai!
Io vado, ma qualche volta anche voi!
Loro no!
E' una buona idea rimanere qui?
Sì, più gente c'è meglio è.
- Ci facciamo vedere in giro così? - Ci sono due strategie.
Ci facciamo vedere così, oppure ti chiudi in casa.
E' meglio in casa.
Qui non ci posso stare.
Però, in effetti...
- Guardando meglio... - Cosa?
- Bimbi, non vi voltate. - Dove?
Rimediotti, guarda dietro di te. Non girarti!
- Quanti sono? - Uno.
- Cosa fa? - Legge il giornale.
- Mi spia? - No.
- Oppure sì. - Effettivamente...
Potrebbero essere da qualunque parte.
Guarda lì.
Ragazzi, io vado a casa!
Mi rinchiudo e non esco più.
Ora si chiude a casa e poi torna fuori.
Lo ammetto, sono un rompipalle.
Un invasato.
Vi assicuro che alla cabinovia dovevano essere in due.
Dillo alla Fusco! Ho provato, ma sta perdendo colpi.
In tutti i sensi...
Si è anche inaridita.
Con Tiziana...
Mi sono detto: "Prima che scappi via devo riacciuffarla."
E l'ho riacciuffata!
Basta con tutte queste donne.
Ragazze, mi dispiace, ma sono stanco. Però sto bene.
Mai stato meglio!
Un leone!
Chi m'ammazza!
Volete sapere chi?
Guardate la prossima puntata, ciao!
(SQUILLI DI TELEFONO)
(SQUILLI DI TELEFONO)
- Pronto. (accento napoletano) Gino Rimediotti.
Ancora lei? Io posso spiegare...
> Chi gioca con il fuoco, si brucia.
Non ho più la valigetta, mi dispiace.
Se l'avessi saputo, l'avrei restituita subito e di persona.
> Sappiamo tutto di voi. - Cosa?
- Cosa? > Abitate in via dei Banchieri, 30.
Vi giuro, è tutto un equivoco!
(accento napoletano) Come i denari di Giuda!
No!
Oddio!
Oddio.
Foschina, svegliati!
- Sveglia! - Che vuoi?
- Mi hanno trovato, dobbiamo scappare. - Ti dicevo
di non spegnere i condizionatori. Il caldo ti ha dato alla testa!
Se ci prendono, ci ammazzano!
Magari, quanto vuoi vivere ancora?
Hai perso il cervello? Vieni, scappa!
Scappa! Oddio...
Oddio...
E' uscito dalla tana. Zitti.
Ha cambiato idea. (RISATE)
Come corre!
Che imbecille!
Di questo passo domattina arriva a Barbiana!
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