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(COLONNA SONORA DI SIMONA MOLINARI)
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("BELLA FIGLIA DELL'AMORE" IN SOTTOFONDO)
MASSIMO: "Cari tutti, nel caso morissi prima di voi,
lascio a Massimo Viviani la rottura di coglioni
di esaudire i miei desideri.
In chiesa non mi ci vedrete manco morto.
E non voglio né bare né tombe, anzi, vorrei, essere cremato.
Con tutto l'alcol che ho in corpo farò una bella fiammata.
All'aldilà non ci credo, anche perché con tutti i moccoli
che ho tirato, se c'era Dio m'aveva già fulminato.
Le mie ceneri disperdetele in mare all'alba,
così mi fò il mio ultimo bagno e voi vi fate una levataccia.
Le donne mi mancheranno tutte, quelle viste di sfuggita
e quelle amate fino all'ultimo respiro. Le magre e le ciccione.
Le vecchie e le giovani.
Le brutte no, perché donne brutte non ce ne sono.
Uomini me ne mancheranno pochi.
Aldo.
Gino.
E Pilade. Nel caso vi chiedeste se gli ho lasciato qualcosa,
per me gli unici soldi che hai son quelli che spendi.
A un solo fortunato invece
va il mio regalo alla prossima tombola dei troiai.
Alla fine sono morto come sono vissuto, sfavato.
E l'unico consiglio che mi viene da darvi,
specialmente a te, Massimo, è di non trattener le scuregge,
e far di più all'amore,
che il tempo è poco,
e bisogna volersi bene.
Godetevela, merde."
Ciao, zio, fatti una bella nuotata.
(TUTTI TOSSISCONO)
- Andiamo al bar, abbiamo fatto da mangiare. - Per me...
Aiuto, aiuto, aiutatemi!
Aiutatemi! Venite su! Venite! -Che succede? -Il Ricci è steso.
E' morto, credo. - Ma dove?
- In farmacia, venga, venite su. - Permesso, per favore.
Fate passare, grazie. ("BELLA FIGLIA DELL'AMORE")
Dai, su, veloci, muovetevi.
E' qui.
Allora, stiamo calmi. Viviani, stai alla porta, chiama Carli.
Vai, fuori. Madonna mia, sciò.
Carli, vieni. - Scusate, permesso. - Fatelo passare.
Permesso.
Carli, veloce, dai.
Dai. Oh, ragazzi, indietro, su.
Vai, uscite. - E' morto.
Almeno da tre ore. - E' morto.
Ora, per cortesia, non c'è niente da guardare, fuori.
Viviani, non farli passare, chiama Cioni. - Sì. -Lei, venga.
- Uscite, ragazzi. - So che non è il momento,
ma può dirmi quando l'ha visto l'ultima volta? - Pronto?
Il commissario Fusco vuole qui Cioni.
Ieri sera, prima del turno di notte.
Mi aveva chiesto di rimanere mezz'ora in più. - Come mai?
Niente, dovevamo finire di fare l'inventario, è normale.
- Ha notato qualcosa? Era nervoso, agitato? - No. - No.
E stamattina invece? - Sono entrata e ho messo il camice.
Ho visto del sangue... - Carli, ma è morto?
- Tanto bene non sta. - E' morto o no?
- Gli hanno sparato? - Ragà. - L'hanno ucciso? - Viviani.
Carli, per favore, lo sportello, chiudiamolo.
Allora, si calmi un momento. - Non mi fate incazzare.
Andate via. - Era incaricata di prendere l'incasso? - No.
> Cosa fate le foto? Dammi qua. > Perché?
Perché la cassa è stata svuotata.
Si ricorda quanti soldi c'erano ieri sera? - Circa mille euro,
forse anche qualcosa di più.
Le sembra che manchi altro?
- Non è che appeso a quel chiodo c'era qualcosa? > In effetti sì.
C'era un orologio antico. - Di valore? -Sì, era d'argento.
Capito. E' da tanto che lei lavora qui?
Sarà un annetto.
- E normalmente come viene al lavoro? - A piedi.
No, scusi è un po'...
Le dovrò fare altre domande, è un problema? - No.
Commissario, è arrivato Cioni. - Sì, falla accompagnare da lui.
Vittoria, io posso andare? Avrei un bar da aprire.
Sì, sì, vai pure, e chiudi la porta.
Prego, eh.
Questo lo mettiamo qua, poi vediamo.
forza, andate. La farmacia è chiusa.
TV: Intorno alle 7:30 di oggi, la macabra scoperta,
quando Giulia Puntoni è entrata in farmacia
e ha trovato il corpo del suo capo, Giacomo Ricci,
riverso a terra. La cassa vuota e alcuni oggetti spariti
lasciano pensare a una rapina finita in tragedia. Scusi.
L'arma del delitto non è stata ritrovata,
ma tutto lascia pensare a un coltello a serramanico.
Sì, sul corpo c'erano ferite d'arma da taglio.
Una ha reciso l'arteria che arriva alla fossa cubitale
provocando la morte. - Cos'è la fossa cubitale? -Questa, guarda.
- Sempre signorile. - E' quello che vi farà la Fusco
quando andrete lì con le vostre teorie. - Cosa ne sai? - Ah sì?
Primo: telerinascimento l'ho messo in coda
perché non voglio vedere manco morto.
Secondo, senza Ampelio vi annoierete, quindi... - Cosa?
- Quindi te lo dico io, vai. - Portaci 3 birre. - Sì, sì.
E' nervoso il ragazzo, eh.
> Certo, un taglio al braccio e ci tiri il calzino.
Se non è tegna questa. - Tegna?
Per te se ti tirano una coltellata sei sfortunato?
Ma via, dai. - Non cambia nulla.
Prima era stronzo, ora è concime, sempre merda è.
- Perché merda? - Massimo, stava sul culo a tutti qui.
Quando tuo suocero lo prese a branzinate,
quasi lo fanno sindaco. - Emo? Che ha fatto? - Non lo sai?
Stava per vendere un branzino, quando entra il farmacista
senza salutarlo gli fa... - Esci subito.
> Il farmacista tira fuori il portafoglio e... - Io pago.
Emo non fa una piega. Prende il branzino che fa...
Lo vuoi questo branzino?! Lo vuoi?!
Lo sai questo fosforo che bene ti fa al cervello?
Vieni qua! Vieni qua!
Il farmacista è scappato fino al porto con Emo che urlava.
- Ci volevo essere. - Anch'io ci volevo essere.
- Che scena. - Porca miseria.
> Ormai ci vediamo solo per lavoro. - Anche prima.
- Sì, ma prima ero sposata. - Aldo dov'è? - In banca a Pisa.
Ha detto a me cosa devi prendere.
- Anche questo? - Sì.
- Per 300 euro? - E' un periodo che va solo il pesce.
Ma la puntoni la conosci? - Di vista. Non viene mai al bar.
Ti immagini se è stata lei?
- Ad ammazzà Ricci? Sì. - Perché?
Ogni volta si lamentava del lavoro. - Cioè?
Lui le faceva fare molti straordinari gratis.
- Quello è normale, no? - No. Te me li pagavi. -Perché son scemo.
- E magari ci provava anche. - Ma no, era troppo vecchio.
Che vuol dire? E' un classico che il capo ci provi.
Io con te non ci ho mai provato.
Io in discoteca? Ciao. - Pensi solo al lavoro. - Cioè?
Ricordi il codice del chinotto e il mio compleanno no. - Eddai.
Al bar sono solo, sei andata via, non ho aiuto.
Ma guarda, ora va a finire che è colpa mia.
Va beh, scusa dai. Dai, mi scusi, Tizi? - No.
Marco mi ha prenotato un tavolo, vieni. - E' tornato?
- Sì, ora è fissato che fa il barman. - Il barman? Hai capito.
Perché non passi tu al bar prima di andare in discoteca?
Dai, ti offro da bere. - Ricordi cosa ti diceva Ampelio? - Cosa?
Sveglia, se non esci dal bar, finisce che trombi il flipper.
(SONO DELLA LINEA LIBERA)
- 'Pronto?' - 'Pronto.'
- 'Pronto?' - 'Mi sente?' - 'Ti sento.' - 'Viviani?
Sono Cioni...' - 'Parla... campo...' - 'Cioni...' -'Onto?'
- 'Chi è?' - 'Viviani, mi sente? Sono Cioni!'
'Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.' (BIP)
'Maremma cane, Viviani.
Può passare dal commissariato?
C'è un avviso di denuncia per la questione delle ceneri.'
Viviani.
- Embè? - Come? Mi avete chiamato voi. - Oh, a modino.
La Fusco è occupata, si sieda un minuto. -Un minuto di 60 secondi
o di mezz'ora? - Non son bravo in matematica.
- Era una battuta. - Sa in cosa sono bravo però?
A trattare coi rompicoglioni. - Allora passa al bar, è pieno.
Ciao. - Ciao.
- Com'è? - Sarà un'ora che è dentro.
Ma la Fusco è bella meticolosa.
Ma mia sorella ha visto quello che ha visto. - Ma la Fusco...
..quando ci si mette è precisina, pignola.
Una spaccapalle.
(PORTA SI APRE)
- Tutto bene? - Mh.
- Andiamo a casa. - Sì.
Ciao. - Ciao.
(BUSSA) Avanti.
- Cos'è questa storia della denuncia delle ceneri? - Chiudi.
T'avevo detto che non potevi farlo. -Era il volere dello zio.
- Sì, ma è il volere della legge italiana. - Dai, c'eri anche tu.
Non fare sempre la... - "La la" cosa?
- Diciamo la meticolosa? - Bah.
Non così tanto, e ho anche il casino sul farmacista.
Lasciami lavorare. - Magari ho delle informazioni.
- Ah sì? - Magari.
Sentiamole.
- Se te le dico, chiudi un occhio sulla denuncia? - Non so.
Dille, poi vediamo.
So che la Puntoni aveva vari problemi col capo.
La obbligava a far gli straordinari e non la pagava.
- Peccato che lo sapevo già. - Sì? - Sì.
L'ho interrogata, so anche che voleva licenziarla. - Ah. -Eh.
- Quindi pensi che sia stata lei? - Non lo so. Mi sembra...
..un po' strana. - Cioè? - Non so, a pelle. Così.
Mi sembra un po' strana.
Finalmente capisco il tuo metodo scientifico. Intuito femminile.
Lascia perdere le femmine,
se c'è una cosa che ti sfugge sono quelle.
Facciamo così, se mi risolvi il caso, ti tolgo la denuncia.
Ma non lo so.
Invece magari ti risolvo il caso e non ti dico un cazzo.
(TELEFONO SQUILLA)
Pronto? Ah, l'hanno trovato?
E dove sta questo Colella?
Ok, arrivo.
- Chi hanno trovato? - Un tizio che era in farmacia stanotte,
magari scopro qualcosa, risolvo il caso e ti tieni la denuncia.
- Non credo. - Vediamo.
(MUSICA RAGGAE DA STEREO) Pino? > Eh.
- Non vedo l'ora di andare in pensione. - Neanche lavori.
Il volantinaggio è un lavoro. - Sì, per 3 mesi, 2 ore al dì.
Sì, ma pensa se diventa una cosa seria.
Due ore diventano tre, quattro, poi cinque. Ci penso sempre.
Infatti a volte non dormo, poi mi sveglio stanco, è dura.
(CITOFONO)
Vai tu, per piacere.
- Dispari. - Pari.
(CITOFONO)
- Hallo? - 'Francesco Colella?' - Lisetta Sandrini?
- 'Qui è la polizia, apra, per piacere.' - Pi, la polizia.
> E il mandato ce l'ha? Ci ha portato il gelato al mandato?
Sali, dai, Lisè.
Pi, sai che alla fine 'sta Lisetta è simpatica? - Assai.
- Sta con noi come tra maschi. - E' una specie di maschio.
Di maschio.
(SCIACQUONE)
- Ma tu che minchia ci fai qua? - Io stavo al bagno.
- Non sei andata a prendere il gelato? - Sì, mezz'ora fa.
- Che cazzo dice? - Mo ho parlato con te al citofono.
- A Ciccio! Ma dove? - Dai, hai detto "sono la polizia"...
Oh, Pi. > Eh? - Leva tutto. > Sì. - Dai! C'è la polizia.
- Eh?! - Il saccoccio dell'erba? - Non so, ce l'hai tu.
- L'ho preso e ti ho detto nascondilo. - No io. - Io! - Io.
- Dov'è? - Che cazzo ne so? - Il forno! - Sì. - Nel forno? - Sì.
> Ciccio... - Non c'è. - Come?! - No. - Ma dov'è? (CAMPANELLO)
Ragazzi, è finita. Alziamo le mani. > No. - Aspetta.
(CAMPANELLO) Eccolo.
- Piglialo te. - Portalo al cesso. Buttalo. - Cosa? -Vai.
Colella è in casa? - Non ce la faccio. - Dai. - Muoviti.
- Non posso. -Dai. -No. - Butta! - Vuoi farti un anno dentro?
Tre mesi di lavoro nel cesso. - Butto io. - No.
Se va buttata lo faccio io. - Butta.
Tira l'acqua. (SCIACQUONE)
- Che ore erano? - Che ore erano?
- Non devi ripetere la domanda, devi rispondere. - Ah!
Vuole sapere quando sono andato in farmacia? Non so.
E' importante.
L'ho capito, però non lo so.
Tardi era tardi... - Lo scontrino, ce l'hai?
- Lo scontrino? -Sì, quel pezzettino di carta...
..che ti danno quando esci, no? Ce l'hai? - No, come faccio?
Però ho pagato. Le assicuro, non esco mai senza scontrino.
Vero? - Mai. - Mai. - Concentriamoci. Per favore.
- Ma io... - Che ore erano? Non hai nessun riferimento?
C'eri? - Lui mi ha chiamato per sapere il nome del farmaco.
- Io? - Vedi che una soluzione c'è? Che ore erano? - 5:45.
Ah, giusto, 5:45, sì, mi ricordo che era l'alba.
Ma allora scusa chi ti ha servito?
- Posso farle una domanda? - No, ma usciamone.
Lei è venuta qua soltanto per parlare della farmacia?
Cioè non per... Sì. Sono venuta per la farmacia.
E' mezz'ora che ne parliamo. -Ma che minchia me ne frega? - Dai.
- Che me frega? - Ciccio. - 3 mesi di volantinaggio nel cesso.
- Dai. - E forza. - Sta' calmo. - La farmacia, uomo o donna...
- Scusi. - Per cortesia. - 3 mesi... sto calmo.
Sto calmo. Sto calmo.
Scusi, ho mamma che sta male e la cosa mi rende nervoso.
Cioni, occupatene.
Va bene?
- Te lo porti in spiaggia come materassino? - Grazie. - Ciao.
Massimo, mi fai un caffè? - Carli.
Che c'è? - Sono le 15:30. - Allora?
- E' troppo caldo. - Per me no.
- Non è troppo caldo per berlo, ma per farlo. - E che bar è?
Non posso piglià quel che voglio? - No.
- Fammi una grappa. - Carli. - Sono nervoso.
Mi vuoi far incazzà sul serio? - Calmo.
Questa.
Problemi con la moglie? - Era meglio.
Con la Fusco.
Senti. C'è uno che ha comprato un medicinale alle 5:45,
quindi due ore dopo che è morto il farmacista. - Allora?
La fusco mi vuol far rifà gli esami.
Vuol essere sicura dell'ora del decesso. Mi puoi dire tutto,
che sono stronzo, che la piglio nel culo,
ma non che non sono bravo a fare il mio lavoro perché mi incazzo.
- E' strano che la Fusco dopo tutti 'sti anni... - Già.
Invece si è intestardita. Ma è un lavoro inutile. Lo so...
..posso sbagliare di 15 o 30 minuti, non di 2 ore.
Lo sai come è fatta, lei è...
..meticolosa, pignola... - E' una spaccapalle. - Sì.
Ma quindi alle 5:45...
..chi ha servito le medicine è l'assassino. - O l'assassina.
- La Puntoni? - Lei l'ha trovato.
E' una farmacista, sa come vendere un farmaco
Può averlo servito solo lei.
Secondo me è proprio il contrario.
- Son venuto a farmi levare la denuncia. - Viviani, è domenica.
- Eh. - Dovrei fartene un'altra. Che c'è?
Ho capito una cosa, vestiti te la mostro.
- Se è una cazzata... - Allora lasciamo stare.
Va bene uguale. - Quanto sei pesante. - Io?! - Sì.
Aspetta, 5 minuti e arrivo. - Non ci mettere mezz'ora. Sì.
Che faccio, prendo la macchina? - No, non serve.
Ho la macchina mia.
Ecco.
Questo, allora...
Andiamo.
Un analgesico, grazie.
- Capito? - L'assassino l'ha ammazzato alle 4:30,
ha rubato tutto e quando hanno suonato si è messo il camice.
E ha servito il tizio, Colella. Senza farsi vedere.
Poteva essere chiunque non per forza la Puntoni.
- E questo complica le cose. - Perché?
Ricci aveva un'agenda, segnava chi gli doveva dei soldi.
- Ah. - Dava una mano e poi rivoleva un braccio.
- Faceva lo strozzino. - Eh.
- Quindi ce n'è di gente che voleva farlo fuori. - Molta.
Comunque, bravo.
Siediti pure.
Dovrei averla in un cassetto di là.
Eccola.
- Agendina. - Sì.
Ci sono dei nomi che non conosco, forse tu li conosci.
- Proviamo. - Allora.
Baffetto.
L'avvocato Barontini, una merda. Scommetteva sempre.
Che fine ha fatto, poraccio. Era anche ricco. - Barontini.
La postona?
- Annamaria Corrà. - Corrà? - Come Carrà ma con la o.
Grande stazza e grande maiala.
Aveva un fidanzato da mantenere.
Ristorantini, auto, cose... - Ricordi come si chiama?
No, ricordo che era siciliano, ma il nome non lo ricordo. - Ok.
Andiamo avanti allora. Pokerino.
- Pokerino. - Pokerino.
No, no, no. Non lo so.
No?
Va beh, poi...
Il rumeno. - E' quello che ha la tabaccheria in piazza.
- Come si chiama? - Lo chiamano Cip. - E il nome vero? - Non so.
Devo far tutto io? - Va beh.
Comunque, e poi abbiamo un Aldo, non sarà mica il Griffa?
Fa' vedere.
Aldo, 12000. No, dai, non è lui secondo me.
Guarda, c'è un nome cancellato per intero. - Va beh.
Sarà uno che ha saldato. - No, avrebbe cancellato la cifra.
Va beh, pensiamo alle cose importanti,
un passo avanti l'abbiamo fatto.
Che c'è?
Niente.
(MUSICA DAL LOCALE; DISCORSI INDISTINTI)
- Oh. - Oh.
- Alla cassa come è andata? - Nessun problema.
Abbiamo fatto 60 euro e rotti. - E qual è il problema?
Non si resiste.
- A cosa? - Suvvia. Apriamolo, dai.
- Cosa? - Il regalo di Ampelio per la tombola dei troiani. -No.
- Ma come no? - No. Si apre il 26 dicembre alla tombola.
Punto. - No, si apre mo. - No, no.
E' il volere di Ampelio. (VOCIARE CONFUSO)
Va bene. Shh.
Ho capito, questo ora lo metto in auto e lo porto a casa. - No!
- Aspetta, Massimo, dai. Non lo diciamo a nessuno. -Eh?
Voi che mantenete un segreto? Non fatemi ridere. - Ah sì?
Secondo te ciò che sappiamo su Emo lo diciamo in giro?
Non l'abbiamo detto nemmeno a te.
- Cosa non mi avete detto? - E' un segreto.
- Sentite, Emo è comunque il mio suocero. - Ex suocero. - Va beh.
Dite. - No. - No.
Bimbi non mi fate incazzare, è il mio bar, dite,
se no in punizione. - Non se ne parla nemmeno. - No, figurati.
Va beh, dai.
Se me lo dite, diamo una sbirciatina al regalo.
Eh?
Oh, sbrigatevi però, se no cambio idea. - Niente.
Stavo parlando con mia moglie del farmacista... - Allora?
Ha telefonato alla cugina,
che è passata dal Salviotti, c'era la Bottai.
- Sempre discreti. - Pare che Ricci desse soldi a strozzo.
E che una sera a un pokerino, lasciò Emo in mutande.
Ma proprio nel vero senso della parola.
- Un pokerino, eh? - Sì. Prima gli ha levato i soldi,
poi siccome aveva un completo da 2000 euro, se lo è fatto dare.
- E sul debito ha messo il 20% di interesse. - Esatto.
Che uomo di merda.
- Oh, ma dove vai? - Non lo apriamo? - Col cazzo.
Visto che non li sapete tenere i segreti? (LAMENTELE)
- Forza, ma che discorsi sono? - Ma vaffanculo, vai.
(MUSICA DA DISCOTECA AD ALTO VOLUME)
(DISCORSI INDISTINTI)
Buonasera.
- Dove vai? - Vado dentro.
- E' una discoteca. - Eh. - Con 'ste scarpe vai in spiaggia.
Prego. - E' il compleanno di Tiziana... - Non mi interessa.
- Manco ci volevo venire. - Non ci venivi.
- Guarda che pago. - Vorresti entrare gratis?
Vai a metterti una camicia e delle scarpe e forse entri. Vai.
Prego, ragazzi.
- Belli loro. - Fanno cacare. Ma ci hanno provato.
E' rispetto. - Di che? - Della gente.
Uno viene qui, paga e vuole vedere le fighe e bere.
Non vuole certo vedere i tuoi sandali di merda. Chiaro? Vai.
Prego.
- Viviani. - Oh, ciao, eh.
Ciao.
- Viviani? Ma che sei il nipote di Ampelio? - Sì.
Ma dimmelo subito, rischiavi di prenderle! Tuo zio è un mito.
Ci provava con tutte, sempre e comunque. Entri gratis.
Ti do anche due bevute, guarda. Vai. Fatti onore, vai.
Vai, Viviani, vai.
Bimbe, c'è un Viviani, stasera vi tromba tutte. Vai, Viviani.
Ma guarda te. Prego.
Che ti devo fare a te? Vai, non mi dire nulla, vai. Prego.
(MUSICA AD ALTO VOLUME)
- Ciao, Tizi. - Grande che sei venuto.
- Auguri, eh. - Grazie.
Ti presento gli altri. Federica. - Ciao, Massimo. - Rocco.
- Ciao. - Giulia, lei la conosci.
- Ciao. - Benvenuto.
- Allora. - Hai avuto problemi ad entrare? - No, no.
- Vuoi provare questo? - Cos'è?
>Volevo un prosecco, ma Marchino mi ha fatto questo. Prova.
Lo assaggio.
- Com'è? - Buono. Un po' dolce per me.
DJ: Il nostro barman Marchino vuol fare una dedica a Tiziana.
Buon compleanno, Tizi, sei speciale, tanti auguri.
Ragazzi, ci tocca, andiamo a ballare.
Andiamo. - Io magari mi prendo qualcosa da bere. - Massimo.
- Arrivo subito. - Dai. - Subitissimo.
Grazie.
- Ciao, Marchino. - Massimo, allora? - Bene.
- Te, come va? - Eh.
- Ti sei messo a fare il barman nel 64. - Dai, cosa vuoi bere?
- Boh, che whisky c'hai? - No. No.
Whisky no. Qui hanno della roba cheap.
- Un rummino, dai. - No, no.
Questi ho cercato di farli evolvere, ma nulla.
- Va beh, un vodka lemon. - No. - Qualcosa devo bere. Dai.
Va beh, ti do questo, era per Giulio ma lo bevi te.
- Cos'è? - Ibagoslam. - Ibago che? - Ibagoslam.
Questo tra 5 anni sarà il cocktail.
Vai, bevi.
Com'è?
Sa un po' di...
Di?
Non lo capisco bene...
- Non si beve per il gusto. - No? - No. - E perché?
Si beve perché... poi lo senti, è una cosa che viene dopo.
- Cosa c'è dentro? - Ginger Ale, tequila, e tabernante Ibago.
- Tabernante? - E' una radice africana con poteri afrodisiaci,
energizzanti e psicoattivi, ma quelli sono blandi. Bevi.
Tutto.
("CARMEN" BIZET IN CRESCENDO)
L'ha scoperta un monaco benedettino dell'800.
E' arrivato in missione in Congo e poi ha iniziato a copulà.
Con uomini e donne indistintamente.
Hanno mandato 5 gesuiti a recuperarlo, ma niente.
Non è più tornato nessuno da lì.
1864 hanno mandato un chirurgo della marina francese.
Un certo Jerome. Meno male era stato evirato da piccino.
Ha preso due esemplari ed è tornato in Europa.
Eccitante, afrodisiaca.
Massimo, non chiuderai occhio tutta la notte,
in preda ad un arrapamento sovrumano.
("CARMEN" BIZET)
(DISCORSI NON UDIBILI)
Io le donne non le capirò mai. Ma non mai, mai. Proprio mai.
- Ma stai meglio così, fidati. - Dici?
Non lo so, guarda.
Perché poi ti ritrovi a 40 fuori da una discoteca chiusa,
tutti a trombare e te...
..no.
- Massi. - Oh.
Io ho una che mi sta facendo andare fuori di cervello.
- Sì, eh? - Ma ho capito una cosa.
Te gli devi lasciar fare quello che gli pare. Sempre.
Vogliono andar di lì? Va bene. Di là? Va bene.
Quando ti fa girare i coglioni, quando ti fa incazzare,
ti droghi.
E' giusto. Mi sembra giusto.
Ma aspetta un attimo, dove l'hai trovato questo?
L'hai vinto alla tombola? - Ma va. - Chi te l'ha dato?
- Me l'ha venduto Occhei. - Quando?
Mezz'ora fa, passa col carretto, per dargli 2 spicci.
- Bruno. Dai, andiamo. - Dove?
- A casa di mamma. - Non si sveglia? - Passiamo da dietro.
- Va beh, saluto... - Vieni subito. - Sì.
Ciao. - Ciao, Bruno.
Occhei, svegliati. Dove l'hai trovato?
Occhei, dove l'hai trovato questo?
Occhei, dove l'hai trovato? - Al cassonetto. - Quale? Dove?
- Uno. - Uno che?
- Dammi un euro. - Non ce l'ho. - Mi hai svegliato. - No. - Dai.
Dammi un euro.
- Ho cinque euro. - Ok.
Cinque euro è ok. - Ti credo. - Per questa volta ok. - Allora?
- A Pineta. - Sicuro? E' importante. - Sì. -Quando? -Due.
Ho due scarpe perfette per te. - No. - Dai. - Ascoltami.
- 5 euro e te le do. - Non le voglio. - Dai. - No.
- Dammi 5 euro. - Non le voglio. - Mi rimetto a dormire. - No.
Dai, quando l'hai trovato? - 5 euro. - Dimmelo. - 5 euro.
Non ce li ho, ne ho venti.
- Ok. - No, non posso dartene 20. - Si rompono. - Lasciali.
- No, te. - Quando l'hai trovato? - Stamattina.
Sicuro? - Sì. - A Pineta. - Al cassonetto bello.
Vicino alla profumeria. - Grazie.
- Aspetta. - Che è? - Le scarpe le hai pagate. Tieni. - Grazie.
- Ciao. - Ciao, Occhei.
- Niente prove ma ci sono delle coincidenze. Cioè?
La lama corrisponde, ed è stata pulita con l'ammoniaca
usata per pulire la farmacia. - Ah. - Eh.
E' strano che uno così preciso butti via l'arma nel cassonetto.
Ma come hai riconosciuto il coltello?
E' così brutto che non si scorda più.
E poi perché lo regalò a Gino una sua amante.
- Ma quindi è del Rimediotti. - Era. - Cioè?
- L'ha portato alla tombola dei troiai. - Dei? - Troiai.
Cos'è?
26 dicembre 1958.
Ampelio aveva 8 anni e il padre era incazzato.
Ma come si fa a buttar via soldi così?!
E mentre lo scarta mi dice anche "bellino, eh". Povera zia.
Ma sai com'è. - Com'è? E' demente! E' scema! E' imbecille.
Aveva 500 lire, me le regalava e le usavo per la benzina. No!
Mi compra questo troiaio di lampada. Che non si vede nulla.
Cosa ci faccio io con questa? Cosa ci faccio?
- Gliela ficchiamo nel culo. - Ampelio! Niente parolacce!
Maremma cane e zozza! Il budello di tuo padre. - Babbo. - Oh.
- Saresti te. - Come?
- Hai detto "budello di tuo pà". - Maremma maiala! (SBRAITA)
MASSIMO: Il Natale dopo, la zia scartò il suo regalo.
E si ritrovò davanti la lampada. - Bellina, eh?
MASSIMO: Leggenda vuole che la zia non uscì più per lo shock.
Smise di aprire le persiane, di mangiare,
e alla fine la trovarono nel suo letto, morta chissà da quanto,
le mani giunte strette intorno alla sua lampada.
- Quindi? - Da allora Ampelio si inventò che il 26 dicembre
ognuno incarta un regalo brutto, alla tombola ne pesca un altro.
Poi si scartano i regali e ci si ammazza di risate. - Ho capito.
Cioni, vieni un attimo?
Sì? Dica.
Fai una lista di chi c'era all'ultima tombola dei troiai.
Chi ha regalato cosa e cosa ha preso. - Non è così semplice.
- Perché? - Eh, perché.
Perché all'ultima tombola, Pilade cucinò per tutti.
> Dove li hai trovati tutti questi funghi?
- Alla rotonda per Putignano. - Nella rotonda?
Quella sull'Aurelia? - Eh. - No, non saranno velenosi?
Velenosi? Questi son buoni da far schifo.
Non è che poi ci si sente male tutti?
Senti, Gino, lascia fà a babbo.
Stasera si gode.
(SIRENE) TV: Sì, è un'emergenza.
Intossicazione alimentare da funghi velenosi per 10 persone.
Il bilancio potrebbe aumentare. Stanno caricando gli intossicati
sulle ambulanze, è una scena terribile.
E soprattutto non è un buon Natale. Non lo è.
Portai un reggiseno coi colori del Pisa,
me lo regalò Marchino per l'anniversario. Romantico, eh?
- E cosa hai vinto invece? - Boh, cosa ho vinto?
Ah sì, una palla di vetro di Bassano del Grappa. - Bella.
Manco so dov'è.
Io ho vinto questo, senti che roba.
(CANTA "TU SCENDI DALLE STELLE") Una cosa... Una meraviglia.
Mi sa che l'ha portato Emo, mi pare il suo stile.
Te cos'hai portato?
Delle ciglia finte che avevano regalato a mia moglie.
Inguardabili. - Potevi usarle te. - Sì, facevo la Drag Queen.
- Fermo. - Ciglia finte. - Tacchi a spillo e pedalare.
No, io non presi niente.
Sa, ospedale... telefonare a casa...
- Nulla, eh? - Nulla.
- E cosa ha portato? - Un cavatappi a forma di banana.
- Che prese Gino, giusto? - Esatto.
- Tutto a posto? - A posto. Grazie.
Prego.
E poi c'è questa cosa, ci tenevo a farglielo vedere. Guardi.
- E' quello di Tiziana. - Sì. E' che io sono del Livorno...
- Capisco, un bel problema. - Grosso.
Portai un posacenere a forma di torre di Pisa. Non fumo.
Però non presi niente perché non mi sentii bene dopo il risotto.
- Quindi il risotto l'hanno mangiato tutti? - No.
- Bandinelli per esempio. - Il pescivendolo? - Sì.
Arrivò dopo cena e il risotto era già finito. - Ah.
Prenda due calamaretti. Glieli do 18 al chilo. -Un'altra volta.
Mi dice cosa portò alla tombola? - Le viene un pastasciuttino...
Portai un telefono a forma di zucchina. - Cosa prese?
Ma non è che ha detto qualcosa sul mio conto?
- Perché? - Non so, ma son 2 giorni che nessuno viene qui.
Fuori mi guardano come se l'avessi ammazzato io. - Ma no.
> No, eh?
Sa cosa penso invece io?
Secondo me gli ci sta bene un bel sautè di cozze. - No. - Sì.
Anche una bella oratina al forno. - Va beh, quindi?
- Cosa? - Cosa ha portato via dalla tombola? - Nulla.
Ci fu l'intossicazione. - Non mangiò il riso.
> Quando arrivai c'era già il casino, gente che vomitava,
l'ambulanza andava e veniva. - Quindi non ha preso niente?
- E' un crimine? - No. Neanche avere un debito con un usuraio.
Ah. E chi sarebbe questo usuraio?
Quello che prese a pesci in faccia.
Ma quello era per fargli assaggiare il prodotto.
Fanno 50 centesimi, dottoressa. E 38 euro.
No, e niente, ho lasciato il portafoglio a casa.
Vado e torno.
- Ti rendi conto di che casino hai fatto? - E' il primo tiro.
- Dicevo del coltello. Stanno interrogando tutti. - Lo so.
Anch'io. Ma qualcuno lo interrogano meglio.
- In che senso? - La Fusco da Emo ci è stata mezz'ora.
Naturale, nell'agenda dei debitori Emo c'era. -Che agenda?
- Quella del Ricci, dove c'erano i soldi e i nomi. - Come lo sai?
Lo sanno tutti.
Bimbi, io andrei a parlare col pesciaiolo.
Che si fa? Si va tutti a chiedergli se è l'assassino?
No, si va in uno a comprà il pesce.
- Lo si invita a giocare a carte. - Chi è l'uno? - Te.
Tanto siete amici, no?
Pilade. Allora? (PARLANO IN CODICE)
No, grazie.
Guarda questa, lo dico per te.
Ah, bene.
- Hai sentito del Ricci? - Eh.
No.
Te lo sai perché non vengo al bar.
Sì, però col tempo si dimentica tutto, no?
Col tempo, tu dici.
Col tempo forse...
Bimbo, fatti abbracciare, è tanto che volevo venire.
Ti sarai chiesto "Ma perché Emo non viene?" - Ma no, no.
Ma io? Ma no. Non l'ho mai pensato.
No, no. - Io non sono mai voluto venire prima
sia per la vergogna sia per rispetto. - Tranquillo.
E ora che Ampelio è morto e te mi hai fatto invitare da Pilade.
- Grazie. - Prego.
- Sono venuto, capito? - Sì, ma è acqua passata. - No, non lo è.
- Ma sì. - Bisogna dirle certe cose. - Anche no. - Sì!
Mentre la mi figliola gli metteva le corna,
questo ragazzo faceva finta di nulla. Un santo!
Quasi gli mette le corna col prete e lui niente.
Te ne eri accorto? - E' uguale. - No. - Ma sì.
Bisogna dire che avevi una selva di corna. - L'hai detto.
Se qualcuno ha qualcosa da ridire, lo dica che sono qui.
Che spacco tutto. - Ma no. Calmo. - Vi sento bisbigliare.
- Tranquillo. - Una sega.
Se qualcuno vuole sbeffeggiare Massimo, lo dica a me.
- Ma nessuno... - Hai detto qualcosa? - No.
- Hai detto qualcosa? - No, niente. - L'hai pensata. - No.
- Se non rispetto il tuo barista... -Massimo è un grande.
- Sì, cornuto. - Va beh.
- Ti ascolto! - Piglia da bere.
Accompagnalo visto che l'abbiamo invitato, offrigli da bere.
Accomodiamoci fuori. - Vai.
Giorno.
Tutto bene? > Grazie, sì. - Prego. Ciao.
Vai, ragazzi, giocate. Mettiamoci a sedere qua.
- E voi come va? - Bene.
Insomma, si sopravvive, e te?
Io? Sono tre giorni che non mi entra più nessuno in negozio.
Chissà perché.
- Facciamo un briscolino? - Sì, sarà meglio. - Alza.
- Belline 'ste carte, stimolano. - Le vinsi io alla tombola. -Ah.
Non ti andò tanto male.
Meglio del coltello che ci hanno ammazzato il Ricci. - Perché?
Com'era? Brutto?
Bello non si può dire.
C'era scritto "I love Cerreto".
- Col cuoricino, magari. - Sì, col cuoricino.
> Secondo me chi ha ammazzato il farmacista ha sbagliato. -Ovvio.
Io uno strozzino, per coerenza, lo strozzavo.
Vado a fare un goccio d'acqua. - Ti aspettiamo.
Non mi guardate le carte, eh.
- Quello è matto. - No, quello è un violento.
-Non è stato lui. -Hai detto tu che il suo nome era sull'agenda.
- E faceva la scenata per dire che lo strozzava? - Eh. - Dai.
Fatela finita. - E se l'avesse fatto apposta per sviarci?
Zitti, zitti, torna.
Eccoci.
- Che c'è? - Nulla. - Nulla.
(MUSICA AVVINCENTE IN SOTTOFONDO)
Vittoria, hai presente che fuori ci sono 40 gradi...
..e qui è -3? Mi vuoi far venire un colpo? - Che lagna.
- Dimmi. - Stiamo facendo degli accertamenti,
per capire chi può aver preso il coltello.
A fine mese voglio lo stipendio.
- Vuoi sapere chi sono gli indiziati o no? - Sono qui, sì.
- Emo, tuo suocero. - E quello è matto. - La Puntoni.
- E' strana. - Ma non è tra i debitori. - E' strana.
- E poi l'avvocato Barontini. - E quello è avvocato.
E poi...
Poi?
- Ho dovuto interrogare anche Griffa. - Aldo?
- Sì. - L'aria condizionata ti ha congelato il cervello?
Dice di non aver preso nulla alla tombola.
E che quella notte era con te a preparare il buffet
per il funerale di Ampelio, è vero? - Certo. - Eh.
E a che ora avete finito? - Non lo so.
Abbiamo cucinato fino a tardi. Non so. - Fino alle 4:00?
- Che fossero le 4 non lo so, ma era tardi. - Non ha un alibi.
Alibi? Ma ti senti?
Aldo, alibi, ma che cazzo stai dicendo?
Scherzi? - Sai che ha debiti con tre banche diverse? - Ah.
E che ho la conferma che il nome sull'agendina è il suo?
No, no, no, Aldo no, no.
Non ci casco, no. Piuttosto l'ho ammazzato io il farmacista.
(PORTA SBATTE)
- Grazie. - Ciao. - Arrivederci.
Ciao, Aldo. - Ciao.
- Caldo? - Mi suda la lingua in bocca. - Rinfrescala.
Ripensavo al funerale.
Bello, no? Per me Ampelio sarebbe stato contento.
Scherzi? Peccato che non c'era.
E che non si è potuto mangiare il buffet.
Anche perché si stette una nottata intera a cucinarlo. -Sì.
Quando si è finito di cucinare siete andati via con Aldo?
- Sì, perché? - No, così, chiedo.
Cioè, siete andati via insieme o no?
- Sì. Devo dirtelo in aramaico? - E l'avete accompagnato a casa?
L'abbiamo lasciato in piazza, saranno state le 3:00 o le 4:00.
- Ma più le tre o le quattro? - Erano le 3 spaccate.
L'ho visto sull'orologio della farmacia. - Già.
Della farmacia.
Fermo un po'.
Non vorrai dire che la Fusco sospetta di Aldino.
Ma no, ma cosa state a pensà?
Ma figurati, ma dai.
Però sembrava.
Ma non c'è nessuno al bancone? - Arrivo subito.
Oh, bimbi, non vi fate strani film in testa.
Che stavolta mi incazzo. Va bene?
Aldo che fa debiti? Ma per piacere.
Con quel ristorante che ha? - Mah.
Io non so nulla.
Che vuol dire?
Nulla.
Quel ristorante è sempre vuoto come un uovo dopo Pasqua.
Allora, io qui lo dico e qui lo dico.
Siete delle vere merde a sospettare del vostro amico.
- Ma che storia è questa? - Niente, così in generale.
Se uno ha problemi di soldi è meglio dirlo, se no poi...
..le persone possono farsi strane idee. - Tu che idea hai?
Che idea mi son fatto, mi svendi la roba, arrivo qua ed è vuoto.
- Vuoto non è, un cliente c'è. - Marchino? - E allora?
Se Tizi lavorava in libreria, lui ora leggeva.
Dici così perché è mercoledì, domenica era pieno di gente.
- Aldo, Aldo. - Eh.
- Senti, ho saputo che hai grossi debiti. - Allora?
E' normale. Mica abbiamo vinto tutti al totocalcio come te.
Ascolta, mi ha detto la Fusco che sull'agendina del Ricci
ci sta anche il tuo nome. - Ah, era questo!
Sai che c'è? Dille di venire a prendermi con le manette.
Bona, Massimo.
Ma...
Aldo, dai, aspetta. Aldo!
- Ma vai a fanculo. - Ma fammi parlare.
Non dico che sei stato te. - E allora cosa?
Dico che è meglio se parli chiaro. - Ok.
Ho debiti fino al collo, 3 banche addosso,
su quell'agendina il mio nome c'è.
Ma non ho l'abitudine di ammazzà la gente. -Ma dai... -Massimino.
avrai tutto, ma di me non hai capito nulla.
Con quell'uomo di merda avevo un accordo.
Per il suo compleanno aveva a disposizione gratis il resort
per 3 giorni. E si chiudeva lì. - Dillo alla Fusco.
Fallo te. Sei più amico suo che di noi che ci conosci da sempre.
Ciao, Massimo.
Ma... Dai, Aldo, dove cazzo vai? Fammi par-- Ma fermati!
Ma cosa vuoi? - Gli voleva dare un consiglio. - Certo.
E' arrivato l'uomo maturo, prima magari cresci te.
- Se è per quella cosa in discoteca... - No, quale?
Va beh, scusa, non so che mi è preso. Però anche tu, dai.
Potevi dirmi dei problemi di Aldo.
Cosa dovevo dirti? Mi ha detto di star zitta. Sai com'è.
Non vuole ammettere che tra tre mesi si fallisce.
- Bisognerebbe farlo a vendere. - Facile. - No. Pero ci si fa.
Poi mi ripigli al bar.
Certo che ti ripiglio al bar, mica sono scemo. Ciao.
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
> Grazie di essere venuti.
Grazie di essere venuti. - Figurati.
Condoglianze.
Condoglianze. - Grazie. - Condoglianze.
Condoglianze.
Hai visto? Sono rimaste in buoni rapporti.
(DISCORSI NON UDIBILI)
Vado io di là, per favore.
Pilade, ma Aldo non viene?
- Avrà avuto da fare al ristorante. - Infatti.
- Oggi è lunedì. - E allora?
E' giorno di chiusura.
Oh, guarda un po' chi c'è.
Oh.
Ma che avete?
- Nulla. - Voi?
Noi? Noi nulla, perché?
- Ma cos'è successo? Non mi fate preoccupare. - Niente. - Basta.
- Cosa basta? - Basta. Non si può più far finta di nulla. -Eh?
Emo...
Ma cosa dice?
- Ma dove ci stai portando? - Cerco un posto tranquillo.
Aldino vi deve dire una cosa. - No. - Aldo. - No. - Aldo.
Non rompere le palle. Non ce la faccio.
Ma a dire cosa?
- Il farmacista l'abbiamo ucciso noi. - Eh? -Ci stava rovinando.
- Mamma, e ora? - E ora siamo nella merda.
La Fusco ha capito tutto, è un miracolo se non ci arresta ora.
- Bimbi, ma siete con noi o no? INSIEME: Certo.
- Allora preparatevi perché qui è finito tutto. - Finito cosa?
Tutto. Pineta, il bar, la famiglia, le briscole, finito.
Bisogna solo sparì. Cambiare identità. - Ma...
..non ci sarebbe un altro modo? - Magari se vi costituite.
Ci abbiamo pensato, ma noi, da soli non ce la facciamo.
Fatelo voi. - Noi? - Levateci sto peso di dosso.
> Ci fate un favore, non so se è meglio vivere con un peso
sullo stomaco che non ti fa dormire o finire dentro.
Decidete voi.
Ma se non c'è un altro modo... - No, non c'è. Capito? Non c'è.
Allora, la Fusco è di là.
Andate di là e ci denunciate. - No, denuncià no.
Allora siete con noi?
Guardate ragazzi che indietro qui non ci si torna.
(PIANGONO)
- Forza, tirate fuori i soldi. - I soldi?
E non ce le regalano le carte d'identità false. Cos'è?
Cos'è questa? - No. Ci ho messo un mese a rifarla. - Su.
- Ho perso il portafogli. - Non rompere i coglioni. Ce l'hai.
Che fai col telefono? - Una chiamata la posso fare?
- Ma allora sei scemo, sei. - Ma no! Dai, no!
Vuoi che ci rintraccino?
Wilma, sono Pilade.
No, no, no, lascia stare.
La spesa falla da te.
Non c'è tempo, Wilma.
Ascolta.
Bisogna che mi levi un peso.
Vedi, quella sera la Barontini la baciai. Ma fu così...
Nel mio cuore ci sei te sola. - 45 secondi ho detto.
Non si sta giocando. - Ma devo dirgli... - Lo so.
Quando saremo all'estero e le acque si saranno calmate
fra un anno, scrivi una lettera e le spieghi. (CLACSON)
Ma ora bisogna andare non c'è tempo. - Dove? - Alla casetta.
Eccoci, ragazzi, siamo arrivati. Ecco la casetta che vi dicevo.
- Ragazzi, mi raccomando. - Ma quando tornate?
Il tempo di recuperare i documenti, cercare un'auto.
E poi si torna. - Quindi fra quanto? - Gino...
Il tempo che ci vuole, due giorni. - E per mangiare e bere?
Per bere non c'è problema, là dietro c'è una fonte.
E per mangiare... - More, finocchietto. - Esatto.
Però la cosa più importante, state zitti, state dentro,
nascosti, qualunque cosa accada. Se non dovessimo tornare,
non succederà, ma se non dovessimo,
vi mando io uno che vi fa passare il confine. Tranquilli.
Dammi un bacino, Pilade.
Dai, forza. Rimediotti, vieni qua.
Pilade, dai, forza.
Due giorni. - In gamba. - Rapido, andiamo.
Tranquilli, mi raccomando, non vi fate vedere. Ok?
Qui ci deve essere freddo la notte.
- Caldo non c'è di sicuro. - E poi, due more e basta, dai.
Sai, hanno detto che tornano fra due giorni al massimo.
Poi c'è il finocchietto, le more...
- Due giorni così c'è da morir di fame. - E che ti devo dire?
(MUSICA TROPICALE IN SOTTOFONDO)
- Guarda che bel polipo ti ho portato. - Ah.
E qua le verdure.
Ma gli altri due dove sono? - Boh.
- Non li vedo da ieri. - Pilade sarà a dieta.
Avranno cambiato bar.
E voi quand'è che lo cambiate? Ah! Porca troia.
- Mettici un po' di ghiaccio. - No, non serve.
- Allora piglia questa, è fredda. - Grazie.
- Ma dove va? - Boh.
- Che c'è? - Ho capito chi è stato.
(CELLULARE VIBRA)
Pronto?
No, siamo in ritardo ma veniamo.
Sì.
Guarda, mezz'ora e siamo là.
Ok, va bene.
Ciao, ciao.
> Chi era? Tiziana?
Sì.
- Non ti potevi inventare una scusa? - Te l'ho spiegato.
Va a lavorare a Londra non la vedremo per 6 mesi.
Andiamo, stiamo una mezz'oretta e torniamo.
Ci vai vestita così?
No, metto una giacchetta sopra.
Non mi sento bene, mi sa che da due giorni ho la febbre.
- Fammi sentire. - Ce l'ho?
- No. - Ma ho mal di testa, e i brividi.
- Magari hai preso un po' di freddo. - Dici?
Comunque, se non vuoi venire vado da sola.
Guarda che non è un problema. - Come sarebbe?
Sei strana. - No.
Facciamo così, eh? Vengo anch'io.
Così ci beviamo qualcosa insieme, ci rilassiamo.
Abbracciami però.
Che fai, hai paura?
No.
- Lo sento che non mi vuoi più bene. - Che dici? Te ne voglio.
- Ciao. - Ciao, come va? - Tutto bene.
- Tutto bene? - Bene. - Ci credo.
Ce la leviamo dalle scatole per sei mesi. Offro io.
Gin tonic? - Tu lo vuoi?
- Sì. - Noi due. - Va bene, due, quattro, sette.
Puoi aiutarmi con i bicchieri, Giulia? - Sì. - Vengo io. - No.
Ti devo parlare di una cosa. Ti spiace se mi siedo qui? - Prego.
E' che in commissariato la donna delle pulizie si è licenziata,
siccome so che sei disoccupato, ho pensato perché non la fai tu?
Oddio, scusa, non è un lavoro da maschio, ma con la crisi,
meglio di niente, no? - Ci penso.
- Hai paura che si perdono? - Come?
Anche se si perdono, forse hanno voglia di stare un po' da soli.
- In che senso? - Tua sorella ora si dovrà consolare. - Eh?
Oddio, scusa, non sapevi che si scopava il farmacista?
Ma lo sanno tutti, è normale, ora avrà voglia di riprendersi.
Io l'ho scopato, sembra un cretino ma a letto è una bestia.
Lei ha voglia e lui stasera la sfonda, mi sa che va così.
Mi scusi un attimo.
- Giulia, andiamo. - Perché? - Fidati, è meglio.
- Aspettiamo due minuti. - Calma. - Sto calmo.
- Dai. - Mi fai male. - Andiamo o faccio un casino.
- Che fai? Ammazzi anche lui? - Sì, lo ammazzo.
- Che sei diventato? - Che sei diventata te, troia. - Lasciala.
Puttana maledetta. - Cammina. - Sei una puttana.
Ahia. - Stai calmo, cammina.
Ragazzi, dai, tutto a posto. Non è successo niente.
Vieni, tutto bene? Tranquilla.
Tieni, andiamo.
(ACCENDONO LE SIRENE)
Sei stata bravissima, andiamo.
Dai, che adesso sei al sicuro.
Ci sentiamo dopo.
- Come hai capito che è stato lui? - Sommando tutto. - Cioè?
Allora, primo:
il giorno dell'omicidio vado dalla Fusco,
e vedo che il Puntoni ha in mano una lattina ghiacciata chiusa.
E senza berla, la butta via.
Secondo: al funerale,
vedo che sempre lui sta per prendere la bara con la sinistra
ma poi cambia idea e la prende con la destra. E terzo:
la moglie di Ricci aveva 2 fedi, la sua e quella del marito.
- Quindi? - Notte.
Farmacia. Il Puntoni ha ammazzato il Ricci.
Ruba tutto quanto per inscenare una rapina.
Pulisce tutta la scena per non lasciare tracce.
Quando in quel momento qualcuno suona allo sportello.
Ed è lì che il Puntoni pecca di Hybris.
Di che?
Di Hybris, esagera. Mette il camice e la fede
e serve il cliente, facendo credere che Ricci è vivo.
Infatti la Fusco si confonde. Fin qui, un genio.
Solo che in quel momento sente passare il corteo di Ampelio.
Sa che non va al funerale sarà il primo sospettato.
Ci sono tutti. Quindi cosa fa? Toglie il camice,
invece la fede rimane incastrata,
comincia a tirar forte, va nel panico e si spezza il dito.
Prima di uscire, errore grave, rimette la fede a Ricci.
- Boia, Massimo, che testa che hai. - Matematica.
Ma quindi i due fratelli stavano insieme? - Non lo so.
Ma il fratello non sapeva che lei avesse una storia con Ricci.
Quando l'ha vista in lacrime,
lei si è inventata che Ricci la voleva licenziare,
lui è andato a chiedere spiegazioni
e quello che si è sentito dire non gli è piaciuto.
Te e la Fusco sembrate una bella coppia.
Sì, proprio.
Più la conosco e più mi pare strana.
Sai che ha un tatuaggio a forma di serpente qua? - Qua dove?
Qua sul seno.
- Ah sì? - Mh. - E come glielo avresti visto?
-In commissariato si è abbassata la camicia era aperta... - E?
Niente, gliel'ho visto. Strano no?
- Perché strano? - Come perché, dai, la Fusco.
Il tatuaggio. E' strano.
Che sotto sotto è una tamarra si vedeva.
Secondo me non è tamarra, è più...
No? Più...
Una maiala.
No.
- Dici? - Dico, dico.
Eccoci qua, siamo arrivati.
- Ma questo è il regalo di Ampelio? - Sì, per la tombola.
- Lo apriamo? - E' per la tombola.
Poi lo chiudo, non se ne accorge nessuno.
- Ho fatto il culo anche a Pilade e... - Zitto.
Va beh, dai, sono curioso.
No, vabbè, ma dai.
- Ma è lui. - E' lui sì.
E' proprio uguale. Chissà dove l'ha fatto fare.
(MUSICHETTA) Oddio, no!
- Tienilo te. - Che schifo. Io non lo tocco. - Dai.
- Vuole continuare a trombà anche da morto. - Tienilo te.
- Toglilo. - No, tienilo te. - Spegnilo, ti prego.
- Pensa se lo pesca la Rosselli. - Basta. Chi?
- La Rosselli. - O il prete. Ti immagini?
Osserva.
Massi, ce l'hai una sigaretta?
- Sai che ho smesso di fumare da più di un anno. - Già.
Che scema, non ci avevo pensato.
Sai invece cos'ho pensato?
Che te sei tanto intelligente,
però sei anche un gran cretino.
Comincio a sospettarlo anch'io.
Massimo.
Mi sa che è meglio di no.
Sono confusa.
Poi ora torno a lavorare da te, è meglio...
..aspettare un po'. -Certo. -Non vorrei far troppo in fretta.
Giusto. Giusto.
Giusto.
Non voglio far casini.
Mi capisci, no?
Guarda...
..proprio... ti capisco. - E' meglio vero?
Secondo me è meglio. - Molto meglio. - Sì, anche secondo me.
Sì, sì. - Sì.
Ciao. > Ciao.
(CIGOLIO DEL CANCELLO)
E adesso che faccio, zio? Me lo dici te?
Bella idea.
Bravo. Adesso vò a casa e mi sparo una bella sega.
(RUMORE DI GHIACCIO NEL BICCHIERE)
Una cosa ancora non mi è chiara.
Perché uno con quel sangue freddo dopo due giorni butta l'arma del delitto?
Infatti non l'ha fatto.
- E allora chi è stato? - Beh...
- Non mi dire che è stata lei. - Esatto.
Sospettava e quando non ha visto il coltello è andata in panico.
- Magari voleva farsi scoprì. - Magari sì.
Hai capito tu che storia?
Capito sì.
E mi piacerebbe capì perché anche te avevi debiti con Ricci.
Che dici?
- Il nome cancellato sull'agendina è il tuo. - No.
Magari era quello di un mio amante. (TOSSISCE)
Senti, Massimo, il caso è chiuso. Rilassati.
Sì, è una parola rilassati.
Per smaltire tutta questa adrenalina mi ci vorrà un mese.
Per smaltire veramente l'adrenalina...
Cosa?
Ci vorrebbe altro.
Cioè?
(GEMITI E LAMENTI)
Oddio.
(RUMORE DELLA DOCCIA)
> Massimo?
- Sì?
Quando esci, ricorda di sbattere forte il cancelletto.
Se no resta aperto, capito?
Sì, ho capito.
Ciao.
Ciao.
Mi raccomando.
(MUSICA VIVACE IN SOTTOFONDO)
Guarda chi ha il coraggio di presentarsi.
Che uomo di merda.
- Ha la faccia come il culo. - Davvero.
- Mi posso mettere a sedere? - No, è occupata. - Ah.
Va beh, tanto è uguale, non vi preoccupate.
Hai fatto bene a dirgli che era occupata.
Ecco la camomillina.
- Ragazzi, non fate gli stronzi. - Noi?
- Dopo quello che ci ha fatto, può anche morì. - Morì? - Sì.
- Ragazzi, ma non lo sapete? - Cosa?
- Gli hanno diagnosticato... - Cosa? Sta male?
- Dicono che ha un paio di mesi. - Porca miseria. - No.
Prima Ampelio, ora lui.
Ma chi se lo sarebbe mai aspettato?
Bimba, ma allora è vero?
Sì.
- Brutta storia. - E' una cosa tremenda.
Porca miseria.
- Dai, Gino, bisogna andare. - Andiamo.
Oh, Emo. Come va?
No, no.
Sto bene.
- Vuoi fare una partitina? - Non ho tanta voglia.
> Anche a soldi se vuoi.
No ma...
- Oh. - Emo.
- Emo, tutto bene? - Emo!
(CONTINUANO A CHIAMARLO)
- Aiuto! Venga qualcuno, si sente male! - Emo!
- Emo! - Aiuto! (PERNACCHIA)
- Vi garberebbe, merde. - Vai in culo! Mi è preso un colpo.
- Io vi sotterro a tutti e due. - Accidenti a te!
Con 'sti scherzi. - Queste le offro io. Vado in pensione.
- Vai in culo anche te. - Ci manca che la pago.
Come vi fò divertire io non c'è nessuno. Salute.
Senti, si fa una partitina? - Via. Tira via.
- Dai le carte, meno discorsi. - Alza. - Ci sono cascati.
Bella come il sole tu sei.
(DISCORSI INDISTINTI)
("BELLA FIGLIA DELL'AMORE" IN SOTTOFONDO)
Anche questa puntata è finita.
Ampelio sarà sempre nei nostri cuori.
Siamo in buona compagnia. Emo è un vero pezzo di merda.
E secondo me ci farà molto divertire.
Tiziana è tornata a lavorare al bar e bacia molto bene.
E ieri sera è successa una cosa un po'...
..con la Fusco.
Lei insisteva che rimanessi lì a dormire ma... calma.
Poi secondo me nasconde anche qualcosa.
Ora è meglio che torno al bancone.
Che vi devo di'.
Speriamo che ammazzino qualcuno qui così ci si rivede. Ciao.
("BELLA FIGLIA DELL'AMORE" IN SOTTOFONDO)
Sottotitoli a cura di Anteprimavideo - Milano
Pilade.
Pilade. Pilade. - Hai trovato funghi?
Ma no! Sta arrivando un uomo, l'avrà mandato Emo. Vieni.
- Meno male. - Andiamo. - Era ora! - Ti ho avvertito subito.
Andiamo.
Oh, siamo qui!
Siamo noi!
Oh! Oh!
Ma quanto tempo ci hai messo? - Dal paese un'ora e mezza.
Con passo normale. - Non temere, siamo noi.
Aldo e Emo come stanno? Dove sono? - Aldo di Poggio?
- No, Aldo e Emo. - Emo.
- Emo non... - Come non lo conosci? - Non lo conosco.
Scusa, eh, ma chi cazzo sei te?
Ma chi cazzo siete voi!
Ma vaffanculo.
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