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Venite, venite. Sta lì dietro allo Spitfire.
- Fammi vedere che ore sono. - Fico, eh?
È quello.
- Ma questo portale? - Eccolo qua.
- Sei sicuro? - L'orologio spazio-temporale
che ho creato non sbaglia! Posso vedere i portali in entrata e in uscita.
Siete sicuri che ve la cavate da soli?
Per il furto del Van Gogh hanno messo dentro Ranieri e Sebastiano.
- Se non sparisci, ti beccano. - Sì, infatti. Devi tornare nell'82.
Io sono pure contento di tornarci.
A me questi tempi moderni non piacciono. Sono troppo volgari.
Senti, ti... Ti posso abbracciare?
Sì, basta che non stringi troppo.
- Ragazzi. - A questo punto...
- Non stringete troppo. - Che smancerie...
Rena', mi raccomando.
- Avete fatto? - Siete l'unica banda che abbia mai avuto.
Sarai per sempre il nostro capo. Hai tutto quello che ti serve?
Con questi diamanti nell'82 ci campo tre vite.
Se vi servo, sapete dove trovarmi.
Prima di andare vi voglio dire un'ultima cosa, a tutti voi.
- Forza Roma. - (INSIEME) Sempre!
Attenti.
- È sparito. - Se ne è andato.
- Ora siamo uno di meno. - Facciamo entrare un altro nella banda.
Conosco uno che fa al caso nostro.
(IN NAPOLETANO) Ehi! Non potete baciarvi mentre faccio lezione.
Ma che state ai giardinetti? Mettetevi composti, forza!
Esposito, ti voglio dare una chance per recuperare il due di ieri.
Siamo nella Seconda Guerra Mondiale. Qual è il nome del Re d'Italia?
- Non faccio nomi. - Non fare il cretino. Gargiulo?
Vittorio Emanuele.
Bravo. Vittorio Emanuele primo, secondo o terzo?
Ultimo. (RISATE)
Continui a fare il cretino, Esposito? lo ti confermo il due.
- Che me ne fotte? Sei il supplente. - Ora ti metto una nota sul registro.
Ah? Sei stronzo.
(RISATE)
Non ho capito, che hai detto?
Stronzo e morto di fame.
(RISATE)
Esposito è sempre divertente, no? Ci fa sorridere, è brillante!
- Ah! - Vaffanculo.
- Ahia! Ah! - Allora, chi deve venire?
- Cla'! Oh! - Lorella! Che ci fai qua?
Come stai? Tutto a posto?
- Mio cugino Claudio Ranieri. - L'allenatore di calcio!
Trionfatore nel 2016 con il Leicester in Premier League.
Non lo sapevo. Complimenti.
Deficiente! Ma può essere Claudio Ranieri? E giovane!
È per giocare!
- Che ne so? - Zio Massimo come sta?
- Massimo Ranieri, come no! - Diciamo che in questo momento
- è impegnato in una lunga vacanza. - Sei anni e tre mesi.
- Ho capito, va'. - Comunque, Claudio è laureato in Storia.
- Oh! - No, no, Scienze Storiche.
Ho scritto un saggio sulla Seconda Guerra Mondiale di grande qualità.
E di scarso successo commerciale.
- Sì, però sulla Seconda Guerra Mondiale. - Esattamente.
Tu sai che facciamo i viaggi nel tempo, no?
Ti vorremmo proporre un lavoro. - Sì?
Puoi farti dare un permesso?
- Mi hanno dato un congedo illimitato. - Perfetto!
È difficile da spiegare. Può sembrare incredibile.
Pur di non tornare lì dentro andrei anche sulla luna
- basta che pagate. - I soldi ci sono.
- Sì, con la pala. - Allora ci sto. Che dobbiamo fare?
- Mah, rubare la "Gioconda"... - Una cazzata, diciamo.
Il problema sarà l'Europa tra occupazione nazista e bombardamenti.
Ci troveremo in mezzo al caos.
Tornare al futuro sarà un casino.
Saremo in Francia all'alba del 7 settembre 1943
ovvero il giorno prima del famoso armistizio.
- Certo. Qual era l'armistizio? CLAUDIO: Come?
Ce l'ho qua. Non ricordo.
Tra Italia e Alleati per sospendere le ostilità.
- L'armistizio! - Non mi veniva.
Qui mancano le basi. Queste cose si studiano alle elementari.
- Io non lo so... - Questo già mi sta sul cazzo.
Moreno!
Vi fingerete dei soldati nazisti. Ho dei lasciapassare per voi.
Moreno, Giuseppe e Claudio. Sono firmati dalle SS.
Sarei io?
- Sì, photoshoppato alla grande. - "Photoshoppato"...
- Sembriamo macrocefali. - li ho pagati trenta sacchi.
- Vabbè. - Con questi raggiungerete senza problemi
il castello di Chambord.
I francesi nascosero lì molte opere d'arte
per evitare che le prendesse Hitler.
A noi interessa solo un'opera... Quella.
Non è l'originale, eh!
Dove andiamo vestiti così? Gli diciamo che siamo le SS?
- Scusa, queste che cosa sono? - Eh.
- Porta Portese? - Sì.
Comunque, ragazzi, io sono pronto. Andiamo.
- No, no. - Per questa missione
sei perfetto senza parrucca.
Dai, Giuseppe, mi sembri Marcella Bella!
- Mi dispiace, ci sono affezionato. - Sì, ma siamo nel 1943!
Allora, ricapitoliamo.
Una volta rubato il quadro, vi dirigerete con questo orologio
verso il primo portale disponibile per ritornare indietro.
- Capito? Tieni. - Lo tengo io.
- Non te lo levare. - Chi se lo leva?
Io e Lorella monitoriamo tutto da qui.
- Dovete aggiungere altro? - Sì, prendiamoci la "Gioconda".
- Prendiamocela. - Ecco qua.
Dai.
"Ammazza", oh.
MORENO: La "Gioconda" l'abbiamo rubata, ora dobbiamo tornare a casa.
CLAUDIO: Signori, eccola qua.
La "Monna Lisa"” originale del 1503
forse 1504, dipinta su legno di pioppo.
GIUSEPPE: Senza vetro è tutta un'altra cosa.
Che dici, quanto ci faremo?
C'è gente che sarebbe disposta a pagare qualsiasi cifra
- per averla appesa sopra al caminetto. - Beh!
Vabbè, dài. Portale? Che dici?
La porta spazio-temporale per tornare nel futuro si aprirà...
- a Camogli. - Come il panino dell'autogrill?
GIUSEPPE: Ma dove cazzo sta Camogli? - "Ammazza", oh!
- Non ho mai sopportato l'ignoranza. - Dillo a me!
- Dove sta? - In Liguria!
E tu come lo sai?
- Lo so di mio. - Sì, ciao...
E poi ho una nonna che veniva da là.
- Ah, ecco perché lo sai! Se no... - Vabbè, dài, facciamo presto.
Ah...
Ci siamo, questa è la locanda
dove Sartre e Simone de Beauvoir venivano prima della guerra.
MORENO: Come no! - Facciamo così.
Passiamo la notte qua e all'alba entriamo in Italia. Va bene?
Come paghiamo?
- I nazisti hanno mai pagato? GIUSEPPE: Bravo.
Quando i francesi ci vedono, si cacano addosso.
CLAUDIO: Lasciate tutto qua.
Meno male che erano francesi.
Andiamo, andiamo. (PARLA IN TEDESCO)
Sediamoci, va', che è meglio.
(IN FRANCESE) # La vecchia lanterna si accende. #
"Heil", Hitler!
(INSIEME) Ssh! - Ma che fai?
(IN FRANCESE) # La sera aspettavamo pieni di speranza... # - Siediti.
# Tutti e due Lili Marlène. # (GIUSEPPE CANTICCHIA)
# Tutti e due Lili Marlène.
# E nella notte oscura i nostri corpi intrecciati
# erano una sola ombra quando ti baciavo.
# Ci siamo scambiati ingenuamente
# guancia a guancia molti giuramenti. #
- Conosci questo pezzo? - Sì, sì.
MORENI: Ma che "si, sì"!
# Tutti e due Lili Marlène. #
(APPLAUSI)
(CANTANO L'INNO NAZIONALE TEDESCO)
Su, su.
(PARLA IN TEDESCO)
Abbassa questo braccio.
Andiamocene. Se questi ci scoprono, ci sparano addosso.
(CANTA L'INNO NAZIONALE TEDESCO)
(CLAUDIO CANTICCHIA)
- Heil, Hitler! - Heil, Hitler!
Heil, Hitler!
(IN TEDESCO) Sì, signore!
- Sai il tedesco? - Erasmus a Monaco di Baviera.
E quando lo dici?
È contento di quello che facciamo in Francia.
Ah, grazie!
(IN TEDESCO) Italiani?
Spione! Mannaggia, scappa!
(SPARI)
Vai, vai!
GIUSEPPE: Dobbiamo nasconderci!
CLAUDIO: Siamo al confine con la Francia occupata, è pieno di nazisti!
MORENO: Ce l'ho io un posto, seguitemi!
< Questa è casa di mia nonna.
Antifascista, comunista convinta.
Ci aiuterà lei, non vi preoccupate.
Se ci vede tuo nonno, ci spara?
Mio nonno è morto in Russia!
- Ma che dici? - Va bene.
Non ve ne uscite, perché lei ancora non lo sa.
Specialmente tu, che di gaffe non ne hai fatta una sola.
- Mi aiuti a toglierla? - Pure?
- Ecco, ha fatto il gilet. - Ragazzi, però...
Non bisogna comprare la roba...
- Chi siete? (INSIEME) Ah!
Che cosa volete?
- Questa chi è? - Nonna!
- Conto fino a tre. Uno... - Siamo amici di Vincenzo!
Mio nonno.
- Marito! Tuo marito! - Marito.
Eravamo commilitoni nella spedizione in Russia.
- Siete disertori? (INSIEME) No!
- Sì! - Certo!
Ci stiamo nascondendo dai tedeschi. Ci serve un rifugio stanotte.
La prego, ci aiuti. La prego.
Aiutaci.
Chiudo, signora?
Il camino! Che freddo!
Ci sta salvando la vita. Grazie per l'ospitalità.
- Come sta Vincenzo? - Eh?
- Come... Come sta Vincenzo? - Vabbè, come sta Vincenzo?
- Come sta Vincenzo? - Vincenzo era... E un omone.
- È alto un metro e novanta, è una roccia. - E sempre...
- Come vuoi che stia? Chi l'ammazza? - Perché non è con voi?
- Perché? - Lo sa lui.
- Lo so io? - Vincenzo, dico.
Voleva continuare a combattere.
MORENO; Si sa, no? È il tipo. CLAUDIO: Lo sai com'è.
- Avete notizie dal fronte? - Sempre lui.
- Diamo qualche notizia fresca dal fronte! - Sì. Ehm...
L'Armata Rossa ha attraversato il Don e ha travolto il fronte.
Gli italiani hanno dovuto ripiegare nella steppa gelata
e con le loro scarpe di cartone hanno perso dita e arti.
Eh!
- Sta scherzando! Ma come "arti"? - Scherza sempre.
- Fa così. - Bedeschi,
in "Centomila gavette di ghiaccio"
- ha parlato di una tragedia epica! - Badeschi ha rotto il cazzo.
Bedeschi! Animale, ignorante, ciuccio!
Signora, stia tranquilla, suo marito gode di ottima salute.
- Venite, vi mostro la vostra stanza. - Sì.
< Vi porto delle coperte. - Sì, grazie!
- Grazie. Anvedi. - Guarda qua!
CLAUDIO: Le ha fatte lei? MORENO: Come no!
Mia nonna era una grande fotografa. Libri, mostre...
- Sono bellissime. - Grazie.
Molte mi chiedono delle foto per i fidanzati.
Questa è... È mamma.
Mamma mia, quanto è bella questa ragazzina!
- È sua? - Mamma, chi sono questi signori?
- Sono amici di papà. - "Papà"? Dov'è? Sta tornando?
"Papà"? Eh...
- Sì. - Sì, sta tornando.
- Me lo prometti? - Ah...
Ehm... Posso vederla un attimo?
- Che bella fisarmonica! È tua? - Sì. Vuoi sentire come la suono?
# Va', cuore mio, da fiore a fior.
# Con dolcezza e con amor,
# vai tu per me. # - È brava.
- Eh. # Va', che la mia felicità
# vive sol di realtà vicino a te.
# Voglio vivere così,
# con il sole in fronte. # - Me la cantava da piccolo.
# E felice canto beatamente.
# Voglio vivere e goder l'aria del monte... #
- Oh. Oh! # Perché questo incanto non costa...
(IN CORO) # Niente. #
- Brava! Brava. - Bravissima!
Sei sempre più brava, amore.
- È morta di infarto. - Mi dispiace.
Gliel'avrò fatto venire io, eh! Aveva tante aspettative.
Mi voleva magistrato, dottore... Non ho la terza media!
- Si percepisce chiaramente. - Sì, eh?
Su, andiamo tutti a dormire.
- Sì. - Buonanotte.
(RUSSA)
(MORENO BORBOTTA) Eh?
(MORENO BORBOTTA)
(CANTO DEL GALLO)
- Mamma! - Ssh.
(PARLA IN TEDESCO)
(GRIDA IN TEDESCO) CLAUDIO: Zitto!
- Mamma, aiuto. - Ssh.
La fisarmonica.
(GRIDA IN TEDESCO)
ADELE: Vai via, nasconditi!
(RUMORE DI PASSI)
(GRIDA IN TEDESCO)
La bambina non c'è.
CLAUDIO: Ah! No! ADELE: Monica!
- Monica! MORENO: "Mortacci loro"!
- Hanno tagliato le gomme! GIUSEPPE: Ora come facciamo?
- Vai, vai. - Oh!
Vai, vai. (GIUSEPPE ANSIMA)
ADELE: Monica! No! Monica!
No! No, cazzo, è partita!
- Oddio! - Cazzo!
- Sta sulla nave! - Dove andava la nave?
Va a Napoli.
- Dobbiamo andare! - In qualche modo facciamo.
- Che facciamo? - Calma.
Abbiamo pure perso il portale per Camogli.
Che cazzo me ne frega?
Ce n'è uno da Caserta fino al 10 settembre.
ADELE: Monica!
- Io devo salvare mia madre. - Non ci siamo capiti.
Sto qua per il quadro e i soldi, il resto sono problemi tuoi.
La "Gioconda" te la puoi scordare, se non vieni con noi.
Prima pensiamo a mia madre
- e poi torniamo. - Non hai capito.
Attraversare l'Italia in questo periodo è una pazzia
tra nazisti, fascisti e partigiani e l'Autostrada del Sole non c'è!
- Tu sai che giorno è oggi? - Certo, è l'8 settembre!
È il giorno del solstizio!
Armistizio, ciuccio! Ignorante! Animale!
Oh, non ti permettere!
Adele! Ti portiamo noi a Napoli.
Avete fatto abbastanza danni!
È colpa vostra se sono in questa situazione!
Esatto, perciò vogliamo aiutarti.
Per salvare Monica dobbiamo rimanere uniti.
"Tutti per uno, uno per tutti."
- Dobbiamo avvertire Gianfranco e Lorella. - E come, secondo te?
(BUSSANO ALLA PORTA)
< Signor Righetti Gianfranco?
Sì, sono io!
- Chi è? < Raccomandata.
(INSIEME) Vaffanculo.
- Salve, buongiorno. - Salve. Questa è sua.
- Grazie. - Una firmetta qua.
Sì.
C'è un plico da ritirare da parte della "Bbanda".
Con due "B". Sono quasi ottanta anni che ce l'abbiamo.
È stato inviato l'8 settembre del 1943
con l'indicazione di consegnarlo oggi.
Abbiamo scommesso se Gianfranco era ancora vivo.
- Che c'è scritto? - lo che ne so?
- Dove si trova il plico? - Da che pianeta venite?
Andate all'ufficio postale
gli date la ricevuta e loro vi danno il pacco.
Mi sembra elementare. Che faccio, lo rispiego?
No, non c'è bisogno.
- Arrivederci. Tante care cose. - Arrivederci.
Antipatica.
Non ci si capisce niente.
Questo è colpa di quando si è allagato l'ufficio nel '79.
I pacchetti galleggiavano nel fango. Li ha recuperati mio zio.
Voi riuscite a decifrare qualcosa? lo non leggo niente.
Dammi.
(IN ROMANESCO) Allora, mi pare che ci stia scritto "morta"”.
- "Morta"! - E poi tipo "erta".
- È morta Roberta! - Sì?
- Condoglianze. - Condoglianze.
- Ma chi è Roberta? - Che ne so?
Ma che "Roberta"! C'è scritto "Caserta”.
- Sicuro? - Sì. Leggi bene, Dakota.
- Ti chiami Dakota? - Dakota Maria Campanacci.
“"Dakota Maria Campanacci"? Ma perché?
- Hai capito? - Sì, è "Caserta"”.
- "Portale a Caserta"”. - Che?
Saranno mozzarelle di bufala da portare a Caserta.
Però saranno scadute. Il timbro è datato 8 settembre del 1943.
Dove, alla Reggia di Caserta?
"Portale"... È "portàle"!
C'è scritto: "Portàle a Caserta"”.
- Ah! - Ah, certo.
- Che cazzo vuol dire? - Lo so io. Vieni qua. Hai capito?
Hanno bucato il portale di Camogli
- e vanno a Caserta. - Oh! E quindi?
- Quindi sono impicciati di brutto. - Andiamo, va'.
- Heil, Hitler! - Heil, Hitler!
Claudio?
- Dove vanno tutti questi tedeschi? - A Napoli.
Rafforzano la Linea Gotica, per fronteggiare gli Alleati.
Se il Re ha fatto imprigionare Mussolini
- perché i fascisti stanno con i nazisti? - Giusto.
Ti ringrazio per la domanda.
Alcuni disertori si sono uniti ai partigiani
mentre altri sono rimasti fedeli a Badoglio.
- È opinione comune fra gli storici... - Oh! Stringi!
- Sei un cafone. - Sei un rompicazzo.
- Stronzo! - Basta! La fate finita?
È lui! Ti levi? Vieni qua.
Mettiamoci le divise da nazisti e attraversiamo il ponte!
- Avete le divise da nazisti? - Sì.
- Le abbiamo rubate per scappare. - Perciò vi inseguivano?
Abbastanza.
Giuseppe sembra uno dei Village People, senza maniche.
- Già. - Chi?
- Dopo ti spieghiamo. - Poi ti diciamo.
Ho avuto un'idea!
E se io e Adele fingiamo di essere dei prigionieri
con voi, vestiti da nazisti, che ci portate a Roma?
Può funzionare, no?
Se non ci sono alternative va bene, ma stavolta prepariamoci.
- Ti levi o no? - Cazzo, mi stai ammazzando!
Già pesa!
GIUSEPPE: Basta! La fate finita? ADELE: Dai!
- Ti ha parlato di me? - Chi?
- Vincenzo. - Ah, Vincenzo! Scusa.
Come no! Mi ha fatto una testa così.
- Che ti ha detto? - Che mi ha detto?
Mi ha detto che sei una donna molto in gamba.
Mica tanto. Monica era sotto la mia responsabilità. E invece...
Ma no, tu che c'entri, Adele? Che potevi fare?
Ora ce la andiamo a riprendere
e quando tutto questo finirà, voi tornerete a riabbracciarvi.
Tutti e tre.
- Oh! - Chi siete?
Siete fascisti o antifascisti?
Che siamo?
- Antifascisti. - Antifascisti!
- Siamo per la libertà. - Assolutamente, di brutto!
Siete soli?
- Sì. No, no, "pardon". - No.
Siamo con due amici,
- anche loro super antifascisti. - Bene.
(MORENO E CLAUDIO CANTANO L'INNO NAZIONALE TEDESCO)
Posso spiegare. - Ssh! Silenzio. Spostatevi.
- Sì. Prego. - Voi andate.
# "Uber alles"... # Rudi Voeller, Rudi Voeller.
- # Là, là, là! # - Ma che è Rudi Voeller?
Stai scherzando? Un calciatore della Roma!
68 goal con la maglia giallorossa!
Rudolf Voeller detto Rudi.
"Vola, tedesco vola, la curva s'innamora". Non la sai?
E secondo te i tedeschi lo mettono nel loro inno? Troglodita!
Dovrebbero! Ignorante!
(CANTANO L'INNO NAZIONALE TEDESCO)
- Ehi! - Ah!
I partigiani! Non è come sembra!
(IN CORO) # Una mattina mi son svegliato.
# O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao. #
(NITRITI)
MORENO: Pure i cavalli.
- Anita. - Pesca grossa oggi, compagni.
MORENO: Non puoi capire. - Entra, forza. Posate gli zaini!
Andiamo, dài.
- Quanta violenza. - Perché avete quelle divise?
- Le hanno rubate. - Sì, sono farlocche.
- E questo zaino? - E mio! Lascia stare.
Chi è questa bruttona?
- Sarà sua zia. - E la "Monna Lisa"?
- Eh, no! - Che cos'è?
È la "Gioconda"!
- Ah, è la "Gioconda". - Chi?
- È un capolavoro. - E una copia!
Magari! Non vale niente. Mi diverto a fare le copie, le imitazioni.
- I napoletani... - Allora, la usiamo per il fuoco.
(INSIEME) No! - Gli ricorda la zia. Sono legatissimi.
Ah! Lo vedi che c'entrava tua zia? Tu sei bugiardo e scemo.
- Lo picchio. - Stai buono.
- Gli do una testata. - Oh!
È meglio se stai fermo... scemo.
- Giusto perché hai il fucile in mano. Eh! - Abbozza.
E questi?
Sono lasciapassare... firmati dalle SS!
- Voi siete spie naziste! - Dev'esserci un "misunderstanding"!
- Parlano pure tedesco! - Passiamoli per le armi.
- È inglese! - Ma questi sono...
(BUSSANO ALLA PORTA) Calma, compagni.
- Chi sono? - Spie naziste. Erano vicino al ponte.
Ecco il capo. Adesso possiamo spiegare...
- No, parlo io, è meglio. - Parla lui, così ci fucilano.
- Innanzitutto, noi siamo italianissimi. - Sì.
- Piacere, Claudio. - Giuseppe.
- Sandro. - Moreno.
- Siamo antifascisti. - Di più, da generazioni!
Mio nonno ha chiamato il figlio Antonio come Antonio Gramsci.
- Per dire. - "Gramsci"?
L'ho conosciuto in carcere a Turi.
No, aspetti un attimo. Turi, Gramsci, Sandro...
- Non ci posso credere! - Che?
Ma voi avete capito chi è lui?
- Sandro! - Quel Sandro?
- "Sandro" chi? - Sandro Pertini,
Il Presidente degli italiani!
Per me è un'emozione incredibile,
- è un onore. - Scusi, eh.
Come conoscete il mio cognome? Siete delle spie?
No, ci lasci spiegare.
- No! Posso spiegare io? - Spiega.
Sono qui vestito da stronzo
- per salvare mia madre. - Tua madre?
No, dico, mia madre, che è piccola, molto piccola.
- Però nonna, qui... - Eh?
Cazzo, mi fai imbrogliare!
- Sono un po' confusi. - Vaffanculo.
No, dottore...
- Andiamo a pranzo, che è meglio. - E loro? Che ne facciamo?
Sono dei balordi. Lasciamoli qui fino a che non abbiamo finito.
Prendete le divise, che ci possono servire.
Si sta addormentando.
Facciamo così. Sfondiamo il portone e lo colpiamo.
Non è molto prudente. Ci sono tanti partigiani qua intorno.
Io ho mia madre sulla nave con i nazisti!
Ha ragione Moreno.
Adele, trova un'arma. lo prendo questa.
Dove vai con questa padella?
Che fa? Che cazzo stai facendo, Bruce Lee?
- Chi è Bruce Lee? - Dopo.
Questo è Karate Kid, il calcio della gru. Gli spacco la testa!
Basta di dire cazzate. Tu bussa. Appena apre, gli do questa in testa.
- Siete sicuri? - Sì, dài.
Io vado, ragazzi.
- Ssh! Oh, aspetta! - Chi è?
< Loris!
- "Chi dorme non piglia pesci." - Scusa.
Mangia, qui resto io.
- Grazie. - È Pertini, gli ha dato il cambio.
Non possiamo menare Pertini. Cossiga ancora ancora, ma Pertini no.
CLAUDIO: Ssh. GIUSEPPE: Che fa?
- Sta facendo un solitario. - Sta in fissa con le carte e lo scopone!
Ricordi la partita sull'aereo dei Mondiali?
- No. GIUSEPPE: Era in coppia con Zoff
- contro Causio e Bearzot! Ragazzi.
Forse riesco a intortargliela.
Levatevi un attimo.
Guardate.
Compagno Sandro, le piace giocare a carte?
- Solo i fascisti danno del lei. GIUSEPPE: Devi dargli del tu!
Dico, ti piacciono le carte?
- Sì. - Eh!
Certo il solitario è bello, ma lo scopone è un'altra storia.
I miei non ci sanno giocare.
Ah, no? Noi sì. Partitella?
- Scopa! - Ah!
Dovete stare un po' più concentrati, signori!
- Se il mio compagno è una pippa... - No, è Sandro che è bravo.
Io ribadisco che con i tedeschi non c'entriamo niente.
- Noi dobbiamo solo arrivare a Napoli. - Sì.
I nazisti ci fanno schifo. Noi siamo come te, per la libertà.
Chi crede nella libertà combatte per la libertà.
- Scopa! - Ahia!
- E sono due. - Due.
- Due scope. - Voglio dire,
o stai attento o ce ne andiamo.
Non preoccuparti, ora mi riscaldo.
Un vero uomo farebbe di tutto per la propria libertà.
“"La libertà è partecipazione."
- Bella questa. È tua? - No, Gaber.
- È un tedesco? - No! Giorgio Gaber,
un amico nostro di Milano, partigiano pure lui.
- Sì, Milano centro. - Non lo conosco.
- Scopa! - Vabbè, che fortuna!
Ma quale fortuna?
Ha lasciato il quattro a terra! Non era uscito nemmeno uno, presidente!
No, è fortuna. Noi siamo sempre con te, presidente.
Io non sono presidente di niente.
Per ora, ma quando la democrazia farà il suo corso
magari avremo un partigiano come presidente.
Tutto può essere! Magari gli faranno pure una canzone.
- Scopa! - E vabbè!
E ci siamo fatti anche tre carte di denari!
Sandro, tu come la vedi l'Italia del futuro?
Mi accontenterei di una democrazia peggiore di quella che dite.
Sempre meglio di una dittatura.
- Giusto. - Su questo non ci piove.
Scopa! Abbiamo fatto pure il Settebello, presidente!
Com'era? "Bisogna stare un po' concentrati."
Eh, presidente? Non fate più il brillante adesso?
Tre scope. Carte le abbiamo fatte noi. Primiera, Settebello...
Abbiamo fatto tutto noi.
- Vogliamo fare la rivincita? - No.
- Eh! - Ho un'idea migliore.
Ah, sì?
Vediamo se siete dalla parte giusta della storia.
Gli abbiamo fatto un mazzo tanto!
- Tu sei cretino! - Andiamo.
Non ho capito, che dobbiamo fare?
Dobbiamo portare il carretto dall'altra parte del ponte.
Ah, pensavo peggio.
- Ma non sai che c'è in quelle scatole. - Che c'è?
Poca... dinamite.
- Come? - Perché quel ponte
- lo dobbiamo fare saltare. - È meglio se lo fa un altro.
- Io sono obiettore di coscienza. - No.
Che diceva il vostro amico Gaber?
- "Libertà è"... - "Partecipazione”.
- "Partecipazione"”! - Non è proprio un amico...
"Buongiorno e buonasera". Ecco, di qua.
(VOCI INDISTINTE)
- Sandro. - Eh?
Perché non hai mandato pure il pelato?
CLAUDIO: Quello va di qua! - Perché non mi ha battuto a scopone.
MORENO: Certo, ti sei messo a discutere con Pertini!
Aveva litigato con Zoff perché aveva perso!
- Non ricordo. Non seguo il calcio. - Ma quella è storia!
- La storia non sono queste stronzate. - Alt!
- Ecco qua. - Spingi.
- Alt! - Ci siamo fermati!
- Fermi o sparo! - Oh, un attimo!
- Stiamo lavorando. - Chi siete?
- Dobbiamo fare una consegna. - Chi sei, Glovo? Rifornimento!
Non ci hanno comunicato di nessun rifornimento. Tornate indietro!
No, noi abbiamo ordini precisi!
Un altro passo e apriamo il fuoco!
- Oh! Non ti inalberare! Aspetta. - Siamo compaesani. Perché?
- Parliamo la stessa lingua. - Parliamone da vicino.
- State indietro! - Fermi!
- Fermi! - Siamo italiani.
- No, forse non avete capito. - Alt!
Oh! Qua è un attimo che saltiamo in aria.
Saltiamo in aria! Stammi a sentire!
Ah!
- Oddio! - Hai visto che botto? È venuto giù tutto.
Bravi, compagni!
Avete reso un gran servizio alla democrazia. Viva l'Italia!
Vaffanculo, va'.
Sono morti?
No. Guarda.
Ahia. Ah...
Oh, siamo vivi!
- "Daje", professo'! - Dai!
- Ahia! - Grande!
Oh. I fasci, là.
(IN CORO) # Faccetta nera, bell'abissina
# aspetta e spera, che già l'ora si avvicina. #
< Sono partigiani, colti in flagrante. < Ma no!
Se eravamo partigiani, perdonami, spingevamo il carretto?
- Eh! - Che fate, mi date del tu?
Voi! L'avete visto pure voi, Eccellenza.
L'hanno visto i ragazzi. Ci tenevano i fucili puntati.
Se non spingevamo il carretto, ci ammazzavano.
Dicono dei fascisti,
- ma pure i partigiani... - SÌ!
Allora il massacro delle foibe? Parliamone. Lì hanno esagerato.
(URLANDO) Chi diavolo siete?
Badoglio sta per leggere un proclama!
- Su il volume! - Sì, signore.
- Su! - Badoglio... Stai zitto.
(RADIO) Per risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione
ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower...
Ci fanno secchi.
< Comandante delle forze angloamericane. - L'armistizio.
< La richiesta è stata accolta. - Che vuol dire?
- Adesso siamo alleati con gli inglesi? - Che dobbiamo fare?
< Deve cessare da parte delle forze italiane.
Non lo so.
Se quel vile del Re non avesse incarcerato il Duce
lui ora saprebbe dirci benissimo che cosa fare.
Infatti è proprio questa la nostra missione, comandante.
Stavamo andando a trattare con il Re per liberare il Duce.
- Fandonie! - Ah!
- Scusi. - Nessuno sa dove sia il Re.
Noi lo sappiamo. Sta per abbandonare Roma, andrà al Castello di Crecchio.
Poi si imbarcherà da Ortona verso Brindisi.
Ah.
- Voi come fate a sapere queste cose? - Eh, come?
Beh... (URLANDO) Chi siete?
Chi siamo?
Questa è una bella domanda. lo lo dico, noi siamo spie.
Sì, spie fasciste.
- In missione. - In missione.
Sì.
- Che facciamo, comandante? - Che vogliamo fare?
Non lo so. Non mi fido di questi due.
- E perché? - Siamo spie.
Ma ormai il nostro compito qui è terminato.
Facciamo così.
Domani all'alba vi scorteremo alla volta di Crecchio.
- Crecchio è in Abruzzo, bestia. - Se avete detto il falso
le vostre vite non varranno più di due pallottole!
Oh! Oh!
Dove vai?
- A riprendermi mia figlia. - Aspetta!
Se avessi saputo che eravate spie fasciste, vi avrei sparato!
Ma non lo siamo! L'hanno detto per salvarsi!
Come sapete dov'è il Re? Perché avevate le divise naziste?
- Parlate in un modo strano. - Lo so.
Village People, "misunderstand"”...
- Chi siete? - Adele!
- È molto difficile da spiegare. - Addio.
Non lo capisci che è una missione suicida?
- Non ce la fai senza di noi. - Perché sono una donna?
No, perché sei sola.
Prima salviamo i miei amici e dopo andiamo insieme a recuperare Monica.
- Fidati di me. - Però si fa come dico io.
- Intesi? - Sì.
- Sai guidare una jeep? - Abbastanza.
- Andiamo. - Sì.
Allora... Dobbiamo recuperare anche gli zaini e la "Gioconda"”.
- Allora, era così... - Vai!
(IN CORO) # Faccetta nera, bell'abissina
# aspetta e spera, che già l'ora si avvicina.
# Quando saremo vicino a te
# noi ti daremo un'altra legge e un altro Re! #
- Viva il Duce! (INSIEME) Duce! Duce! Duce!
(INSIEME) Duce! Duce! Duce! - Eccoli là.
Che ti avevo detto? Beccati.
(IN CORO) # Aspetta e spera, che già l'ora si avvicina. #
Dai, andiamo.
# Faccetta nera, bell'abissina
# aspetta e spera che già l'ora si avvicina.
# Quando saremo vicino a te
# ti daremo un'altra legge e un altro Re. #
- Siamo arrivati, comandante! - Bene!
Scendete. Dopo di me!
(INSIEME) Subito, comandante! - Svelti!
Oh, datemi una mano, guaglio'.
Comandante...
Salve. Sono l'attendente del Re. Vi stavamo proprio aspettando.
Ah! Dunque non mentivate.
- Bravo, camerata! - Guaglio'!
Prego, seguitemi.
- Come ti sei vestito? - Alla moda.
- Pare un pesce. - Da questa parte.
Signori, Sua Maestà Vittorio Emanuele III di Savoia
e la Regina Elena di Montenegro.
- Che è questa baracconata? - Chi sono questi?
Inchino!
Maestà.
- Questo signore non è il Re. - No.
Posso conferire un attimo?
Dove li hai presi? La signora...
È l'unica che ho trovato. Le ho promesso qualcosa da mangiare.
Chiedo scusa per l'insolenza. Capomanipolo Ferdinando Magistrelli
della Milizia per la Sicurezza Nazionale. Al popolo serve il Duce!
Dobbiamo liberarlo dalla sua prigione, adesso!
Mi dispiace contraddirla, Benito Mussolini non è in prigione.
+ E in un luogo sicuro e ben presto verrà rimesso a capo del Governo.
Chiedo conferma a Sua Maestà. Sua Maestà mi conferma.
Avete la nostra parola. Potete andare.
- Andate. - Andate.
Mi spiace, Maestà, ma dopo quello che è accaduto
noi non ci fidiamo più della vostra parola.
Ah!
Torneremo a Roma soltanto insieme al nostro Duce.
Non c'è un momento da perdere!
Sua Maestà comprende la vostra urgenza
ma prima vorrebbe invitare voi e i vostri valorosi uomini
a mangiare qualcosa.
Perché Vostra Maestà non parla direttamente con me?
- Se posso chiedere! - Oh!
- Ma che domande sono? - "Perché"?
- Perché? CLAUDIO: Ha detto "perché"?
- Eh! - Ma voi che grado avete?
- Capomanipolo. - "Capomanipolo"!
- Hai capito? - Capirai!
Allora, sappiate che il Re parla soltanto con generali
comandanti, Capi di Stato, Principi.
Sicuramente non parla con un capomanipolo.
- Un po' di rispetto! - E che cazzo!
Andiamo, no? Hai capito?
Accettiamo il vostro invito, Maestà.
Ci rifocilleremo e domani all'alba potremmo partire insieme a voi
per liberare il nostro Duce!
- A noi! (INSIEME) A noi!
(IN CORO) # Faccetta nera, bell'abissina... #
Questa cosa è priva di qualsiasi fondamento storico.
"Sticazzi"! Serva!
- Comandi. - Scusa, Adele.
Sua Maestà e la Regina si ritirano nei loro appartamenti.
Voi rifocillate questi uomini
dandogli da mangiare e soprattutto da bere.
Con permesso.
Sì.
Io tengo fame!
- Zitta, "vaiassa"! - Oh!
- Cazzo, guarda qua... - Camerati!
(IN CORO) # Se dall'altopiano guardi il mare
# moretta che sei schiava tra le schiave.
# Faccetta nera, bell'abissina... #
Mamma mia, questi una sola canzone conoscono.
Hanno mangiato venti salami, due prosciutti, otto forme di pecorino
- e si sono scolati una botte di vino. - Brava! Che donna!
Io ho una gran brutta notizia.
- Cioè? - Il portale di Caserta ha chiuso.
Mannaggia!
- "Il portale"? - Ah...
Vabbè.
Allora, il prossimo è a Isernia fra quattro giorni.
- Quindi? - Dobbiamo scappare, adesso. Ora!
Prima posso mangiare questo pezzo di cacio?
- Ah! - Oh! Tranquilli, ci penso io.
Ehm... Deponete le armi. È il Re Vittorio Emanuele che ve lo ordina.
- Ora ci ammazzano. - Salve.
Perché voi mi assomigliate?
- Ehm... Perché? - Eh?
Allora, vogliamo parlare? Dite qualcosa!
Voglio sapere che cosa ci fate voi qui.
No, Maestà, siamo noi che vogliamo sapere che cosa ci fate voi qui.
Ora dovreste essere a Pescara e arrivare qui in serata
per poi imbarcarvi per Brindisi. Lo so, l'ho scritto nel mio saggio!
Come fate ad avere tutte queste informazioni?
- Guardie, arrestate queste spie! (INSIEME) No!
- No, Maestà, non siamo spie. GIUSEPPE: Possiamo spiegare.
Oh! L'orologio! L'orologio!
- L'orologio! - Piano!
Niente! Porca miseria.
Il portale è chiuso da ore. Se fossero arrivati, lo sapremmo.
A questo punto non so proprio che pensare. Caffè?
- Mmm. - Ci riprovo, vediamo.
- Oh, cazzo. - Che c'è?
Ti devo fare vedere una cosa.
- Mandamela sullo schermo. - Sì.
- Guarda là. Non è l'orologio tuo? - Ah. Dove l'hai trovata?
Su un sito di complottisti. Guarda.
"Come faceva il Re ad avere un Smart Watch al polso? "
- "Era un alieno? " - Eh, come faceva?
La foto è datata 10 settembre del '43!
- Si è fregato l'orologio di Moreno? - Eh. Hai capito il Re?
Senza quello, rischiano di rimanere nel passato per sempre.
- Dobbiamo andarli a riprendere. - Dove? Non so dove stanno.
- Secondo voi, dove siamo? - Boh, a me sembra un albergo.
- In mezzo alle montagne? - Non stavamo in prigione, scusate?
- Che fai? - Vado da mia figlia.
Calandoti dalla finestra?
Dobbiamo fare una fune con tutto quello che troviamo.
Ma che fune...
- È pericoloso, saranno quindici metri! - Siete dei codardi.
D'altronde, avete abbandonato Vincenzo in Russia!
Adele! Ecco.
(PARLA IN TEDESCO)
(MUSICA DI FISARMONICA)
(IN TEDESCO) Vieni fuori!
< Povera mamma, ragazzi.
Gliene ho fatte passare tante.
Adesso l'ho pure messa in braccio ai nazisti.
Faceva bene a essere incazzata, quando è morta.
Ne avessi fatta una buona nella mia vita!
Ti lamenti? lo che dovrei dire?
Volevo smettere di fare il precario, ma sono bloccato nel '43.
- Sapete come pagano i professori nel '43? - No.
- Con la verdura. - Vabbè.
Broccoli, cicoria, friarielli...
Ci può uscire un caciocavallo. Se ti va di lusso, un pollo.
Non parlare di pollo, che ho fame.
. Ci starebbe bene. - Con le patate.
- Buono. - Ssh. La sentite la voce?
È la mia pancia.
- No, una voce... - Ma c'è qualcuno?
- Ma dov'è? - Ci sarà qualcuno.
- Questo non è l'armadio? - Una voce dall'armadio?
- Senti le voci? - È dall'altra parte.
- Come? - Ma che dici?
- C'è una porta! - Oh, una porta!
- Che faccio, apro? - Apri.
È chiusa.
Vieni, fai l'unica cosa che sai fare e "scàssinala”.
Scassinala, ciuccio.
Vabbè, è uguale, scassinala.
Non so nemmeno che è. Levatevi. Che succede?
- Scassinala. - C'è una porta.
Fuori dai coglioni.
- Questo è un gioco da ragazzi. - Eh...
Modestamente.
- È un mago. - No, è un mariuolo.
Adele, c'è una porta nell'armadio. Qualcuno parla di là.
- Senti. - Chi è?
- Che ne so? Potrebbe essere pericoloso. - Bisognerebbe dare un'occhiata.
- Sì. - Facciamo la conta.
- Ma quale conta! - Ma quando mai!
(VOCIARE INDISTINTO) Visto che non avete il coraggio...
No, per favore, una donna no. Vado io.
- Giusto. - Vai.
- Ma che davvero? - Certo. Forza.
- Vado? - L'hai detto tu.
Guaglio'! Ti abbiamo voluto bene.
Tranquillo. Vai, piano.
- È permesso? - Abbiamo scassinato!
È nella stanza.
< Al mio comando... - C'è nessuno?
< Porre fine... all'orrore.
- Si può? < L'orrore!
< Cacceranno i piccoli malvagi uomini
asserviti agli interessi dello straniero
delle plutocrazie.
Porteranno fiori sulle tombe dei martiri.
Diranno allora senza piaggeria e senza falsità
"Benito Mussolini... aveva ragione."
- Che succede? - Chiudi, chiudi!
- Oh! - Che c'è?
Stiamo scherzando? Di là c'è il Duce!
- "Il Duce"? - Mussolini?
Siamo a Campo Imperatore!
- Dov'è? - Sul Gran Sasso.
Qui il Re ha imprigionato il Duce!
Domani all'alba scatta l'Operazione Quercia.
I paracadutisti delle SS libereranno il Duce
per metterlo a capo della Repubblica di Salò!
- Come fate a sapere queste cose? (INSIEME) Eh...
- Mi dite chi siete? - Diglielo, su.
- Lo? - E chi, io?
- Diglielo. - Va bene, Adele.
Siamo in missione segreta per conto degli Alleati.
- Ebbene sì, siamo... delle spie. - Con licenza di uccidere.
- Voglio ammazzare Mussolini! - No!
- Adele, ssh! - Non è il momento, cazzo!
- Quell'uomo mi ha portato via tutto! - Stai calma! Stai calma.
- Due calci in culo glieli darei pure io. - Ma che dici?
Non si cambia la storia, per i paradossi spazio-temporali!
Questo ha fatto le leggi razziali. Vogliamo dargli due calci?
No, ha ragione Giuseppe.
- Dobbiamo lasciare che scappi. - Eh.
- Noi che facciamo? - Dobbiamo scappare con lui!
È l'unica possibilità.
- Se è l'unica... - Okay.
Allora, dategli sempre del voi.
Va chiamato "Eccellenza"”, mi raccomando.
Eccolo là.
(GIUSEPPE SI SCHIARISCE LA GOLA)
È permesso?
Vi aspettavo al varco. Venite a Canossa?
- Eminenza... - Sì, il Vescovo.
Eccellenza, non volevamo disturbare.
Acclamarono la guerra, quando essa prometteva l'Impero
e ora che la gloria impone un giusto tributo di sangue, che cosa fanno?
- Che fanno? - Mi pugnalano alle spalle.
Che te ne frega?
- Il voi! - "Il voi", dico.
C'è l'Italia intera che vi ama!
Non ve ne rendete conto,
- ma avete sistemato questo Paese! - Eh!
I treni arrivano in orario, no?
- Eh! - Quella era propaganda.
- Avete fatto le pensioni. - Opera del Governo Crispi.
Le case popolari.
Le hanno fatte i liberali. lo ho fatto una cosa.
Ho cambiato il nome all'Inps. L'ho reso più musicale, Infps.
- Come suona bene! - "Infps"!
Chiamalo stronzo!
Almeno la bonifica delle paludi Pontine.
- Quella sì. - Avete visto?
- Ma il progetto era precedente. - Vabbè, Madonna santa...
Treni, paludi, pensioni!
Come posso avere pensato di trasformare in un Impero
un Paese di... pusillanimi e di voltagabbana?
Eccellenza, i tedeschi stanno arrivando qui per liberarvi
e noi la seguiremmo anche in capo al mondo.
- Vero? - Sì.
Quando tutto è perduto
l'unica libertà che rimane è il martirio.
- Duce... - Voglio rimanere da solo. Andate via.
- No. - Voglio rimanere da solo.
- Andate via. Via! - Vi preghiamo.
- Andiamo via! - Levatevi dalle palle!
- Certo, è un peccato. - Dai.
- Duce... - Che cazzo devi dire?
Benito. Sto guardando questo abbacchietto da mezz'ora.
Sono tre giorni che non mangiamo. Possiamo?
E abbacchio sia.
- "Abbacchio sia"! - Lo vedi che c'è una via?
Oh! Lo vedi?
Mmm... È un po'...
Vedi che ha fatto una cosa buona? È da paura.
Che cazzo state facendo? Duce!
È pure il momento di risollevarsi
anche per chi sta dando la vita in Grecia, in Africa, in Russia!
Benedetti siano quel gelo e quella neve
che fanno morire le mezze cartucce.
- Questo ad Adele non lo diciamo. - "Adele"?
- Eh? - Ho udito fare un nome...
- No. - "Adele"?
- Camerata, a rapporto. - Vai.
Chi è mai codesta Adele?
Audace, ardimentosa.
- Sei pronto? - Il Duce? Sempre.
Bravo.
Ancora, ancora. Bellissimo.
- Vai, ancora, bravo. - Mmm...
(SCATTI FOTOGRAFICI)
(PARLA IN TEDESCO) Vinceremo!
(GRIDA IN TEDESCO)
(SPARI)
- Che cos'è? - Che cos'è?
Saranno i nazisti venuti a prendere Mussolini.
- Nascondiamoci! - Giusto.
- Sotto, sotto! - Dove cazzo...
Ssh. Ssh.
Andate, ci penso io qui.
- Adele! - Avanti, venite fuori!
Veloci! Benito ci vuole al suo fianco.
- Andiamo. - "Benito"?
Che donna! Fulgido esempio del genio italico!
Ha riacceso il mio ardore littorio! Una notte indimenticabile!
Certo, gli ho fatto certe foto... Altro che trebbiatura del grano!
- Ah, quindi voi non avete... - Sei impazzito? Con quello?
- Che mi si dia l'aviogetto! - Che facciamo?
Prendiamo la camionetta. (VOCIARE INDISTINTO)
Ssh.
- Oh! - Non sparate!
Fermi! Voi... dove vi dirigete?
Mi dispiace, eminenza,
- andiamo con il vento! - Giuseppe, vai!
MORENO: Benito... (INSIEME) Vattene a 'fanculo!
Qua ci sono una radio, tre pistole e un fucile.
- La "Gioconda" l'hai portata? - Certo.
È la mia pensione dorata. Guarda che bella.
- Per quanto... - Eh?
Ci potrebbe essere una cosa più importante dei soldi.
Tipo?
Tipo... la gloria. Ci pensate, ragazzi?
Noi potremmo restituire all'Italia un pezzo di storia.
- Avrei fatto questo per la gloria? - Non ha torto.
Ci meriteremmo un po' di gloria.
Pensa ai giornalisti sotto casa. "Ehi, Moreno! " Capito?
Interviste, televisioni, onorificenze... Non è male.
- Potrebbero farci Cavalieri Repubblica. - Sarebbe il massimo.
- Papà sarebbe morto a vedermi. - Mi emoziona solo il pensiero.
Ho la pelle d'oca. lo ve lo dico.
Questa finirà appesa sul caminetto di qualche testa di cazzo
- e i soldi in tasca a noi. - Non ti posso dare torto.
Se a casa non ci arriviamo, che ci metti sopra al camino?
Ho un'idea. Avvertiamo Gianfranco del cambio di programma.
- Sì, come? - Come "come"?
- Adele! - Ssh, la svegli!
Ce la fai una foto?
Ho cercato "foto settembre 1943"
ed è uscito il catalogo di una fotografa, tale Adele Moretti.
- Boom! - Hanno un messaggio per noi!
(GRIDA DI ESULTANZA)
- Vabbè, allargo la foto. - Sì.
"Siamo nella merda."
"Abbiamo lisciato Caserta."
"Ci vediamo il 13 settembre a Isernia."
Perché proprio a Isernia?
La storia vorrà dirci che abbiamo sottovalutato il Molise.
- Vabbè, andiamo. - Sì.
(PARLANO IN NAPOLETANO)
- Che si staranno dicendo? - Ssh, o non capisco.
- Il primo o il secondo? - Il primo.
Grazie.
La nave ha attraccato. Andiamo al quartier generale tedesco.
Mi sono fatto dare le indicazioni. Ci muoviamo o no?
- "Jamme"! - Sì, "jamme"”.
"Jamme"”.
Ssh.
Vai.
State giù. Giù!
Vai.
MORENO: Sono le casse che hanno scaricato dalla nave.
CLAUDIO: Cerchiamo la camionetta. GIUSEPPE: Sì.
Bassi, eh.
Vai.
Eccola, è quella!
- Non urlare. - Che cazzo strilli?
- È lei. - L'ho detto io. Zitto.
Libero.
- Bassi, eh. - Di qua.
- Presto, vieni! - Moreno, dài!
Pronto? Ci sei? Uno, due e tre!
- Non c'è, è vuota. - L'avranno portata dentro.
MORENO: Dobbiamo entrare. CLAUDIO: Non facciamoci sparare addosso.
(MONICA CANTA) Ssh, zitti! La sentite?
- Questa è lei! - Amore mio...
- Ssh! - Tranquilla.
Oh, di qua! State giù. Abbassati.
C'è una porta di qua.
- Credo che sia l'unico modo per entrare. - Vado io.
- Vieni qui! - Quelli ti vedono e ti sparano addosso.
- Sei sempre stata cocciuta. - Che ne sai di come sono io?
- Lo so. - Zitti, basta!
Dobbiamo decidere che cosa fare.
Che vuoi fare? L'unica cosa è fare un baratto con la bambina.
Sei uno stronzo e va bene, non mi stai nemmeno troppo simpatico
- ma io non ti consento di immolarti. - Ma chi si immola? Mica io!
- Chi, io? No! - Nemmeno tu!
- Ho capito, vado io. - Dove vai?
Sto con gli scemi?
Non valiamo niente per i nazisti.
C'è solo una che potrebbe convincerli a fare il baratto.
- Sono pronta. - Ferma.
Vuoi mandare Adele lì dentro?
Non voglio mandarci Adele!
- Gli diamo questa. - Non scherziamo.
Abbiamo rischiato di farci ammazzare per questo quadro
e ora lo regaliamo ai nazisti?
Claudio, non la regaliamo ai nazisti. Ci salviamo una vita.
# Vai tu per me
# Va', che la mia felicità... #
- Vai. # Vive sol di realtà vicino a te.
# Voglio vivere così, con il sole in fronte
# e felice canto beatamente.
# Voglio vivere e goder... #
Tranquilla, qualsiasi cosa succeda, ti difenderò io.
Grazie, ma mi difendo da sola.
# Amo ardentemente quel ruscello impertinente menestrello dell'amor.
# La fiorita delle piante tiene in festa sempre il cuor. Sai perché?
# Voglio vivere così, con il sole in fronte
# e felice canto, canto per me. #
Povera bambina, in mezzo a questo schifo.
Povera, amore.
(RISATE)
# Voglio vivere così, con il sole in fronte
# e felice canto, canto per me. #
- Brava! - Brava!
È brava.
(PARLA IN TEDESCO)
- Salve. Parla italiano? - Possiamo parlare con il capo?
- Oh, mi fai male! - E che è! C'è modo e maniera!
Quindi voi italiani avreste la "Gioconda"?
- E volete in cambio la bambina? - Signorsì.
L'abbiamo rubata a quei vigliacchi dei francesi
per riportarla nelle mani di chi ama l'arte e la bellezza.
Nelle mani di "mein Fuhrer". Heil!
- Oh! - Heil, Hitler!
- Heil! - Ah! E che cazzo!
- Ssh. - Mi hai fatto prendere un colpo.
Si può vedere?
- Certo che si può vedere. - Prima volevamo incontrare la bambina.
- C'è il Fuhrer al telefono. - Chi?
- Il Fuhrer. - "Ja"?
"Ja". Il Fuhrer vuole sapere
dove era appesa la "Gioconda"”.
- Vuole sapere dove era appesa? - Dove era appesa?
L'abbiamo trafugata dal castello di Chambord, ma... non era appesa.
Era in una cassa, nella sala Rimbaud. Diglielo.
(PARLA IN TEDESCO)
- Nella sala? - Rimbaud! Ciuccio, animale!
- Stai buono. - Ignorante.
(IN TEDESCO) Rimbaud. Sì, signore.
Il Fuhrer vuole parlare con voi.
Con noi?
Ci vuoi parlare tu con Hitler?
Che cazzo gli dico a Baffetto? Non c'ho confidenza.
Tu hai paura, eh?
Che ho io? Senti, coso...
- Oh! Ma che paura! - Ma che ho paura! Guarda questo!
- Parlaci tu, che sai la lingua. - Vabbè, ci parlo io.
- Quanto pesa! - Parla fluente.
Uè, Fuhrer! "Ja".
" Ja“ .
"Danke, mein Fuhrer". "Danke" di cuore.
Ciao. Tieni, riprenditi questo bambinello.
- Che ha detto? - Che accetta lo scambio.
Solo questo ha detto?
No, dice pure che non vede l'ora
di appendersi la "Gioconda" sopra al camino.
E vabbè.
Dateci la "Gioconda", adesso.
Prima la bambina.
Mostrateci il quadro.
Eccolo qua.
Fermi!
Davvero pensavate di potere dettare condizioni al Fuhrer?
(PARLA IN TEDESCO)
La fisarmonica!
Ah!
(UOMO PARLA IN TEDESCO) La "Gioconda"!
Oh, molla questo cazzo di quadro!
Ah! (UOMO PARLA IN TEDESCO)
Oh! Dai! (UOMO PARLA IN TEDESCO)
No!
Scappa, Adele!
Ah! Ah!
- Tiè! Becca il "power"! - Maledetti!
(ACCENTO TEDESCO) Davvero? Davvero pensavi?
- Davvero? - Ah!
Prendila una buca.
Una, almeno. Ecco, sì, bravo.
Eh... Ce l'abbiamo fatta. La famiglia è riunita.
- Abbiamo pure la "Gioconda". - "Mortacci tua"!
- A momenti non mi fai prendere un colpo. - Oh.
Grazie.
- Oh, guarda avanti! - Sei una bestia.
- Come ti senti? - Bene.
Hai visto? L'hai riabbracciata.
Vedrai che tra un po' riabbraccerai pure tuo marito
Guarda che l'ho capito.
Che cosa?
Che Vincenzo è morto.
È più di un anno che non ho sue notizie.
In molti sono tornati, ma lui... no.
Certe cose una moglie... se le sente.
Adele, mi dispiace. lo...
Adele, mi dispiace. lo... vorrei fare qualcosa per te
qualcosa per voi.
- Vogliamo dirci la verità? - Diciamocela.
- Giuseppe... - Adele...
Tu non sei bello.
- Sei goffo, sei impacciato. - Lo so.
- Anche basso. - Il concetto è chiaro.
Ma sei la persona più coraggiosa che abbia mai incontrato.
Adele...
Mamma, devo fare la pipì.
Ora la facciamo. La facciamo.
Forza.
Ssh!
(RADIO) Un vile attentato. Sei soldati sono stati trucidati.
non si consegneranno immediatamente
per ogni soldato tedesco dieci italiani saranno fucilati all'alba.
< Le operazioni di rastrellamento sono già cominciate.
Maledetti! È una rappresaglia.
Dieci italiani per ogni tedesco.
Vogliono fare una strage, come alle Fosse Ardeatine.
Torniamo a Napoli e salviamo quelle persone.
Oh, il portale di Isernia si chiude domani.
- Se lo perdiamo, rimaniamo qua. - "Il portale"?
Io sono d'accordo con Giuseppe.
Vogliamo avere sulla coscienza quei sessanta innocenti?
No.
Nella vita reale abbiamo combinato poco e niente, no?
È per questo che giriamo tra le varie epoche.
Finalmente abbiamo l'occasione di fare qualcosa di importante
qualcosa per la quale mia madre sarebbe stata orgogliosa...
e qualcosa per cui vale la pena vivere.
- O morire. - "O morire", certo.
- Che state dicendo? - Adele, noi...
- Abbiamo ancora una missione da compiere. - Vabbè.
Mettiamo al sicuro le ragazze, poi prendi il furgone
e te ne vai verso il portale. E ancora aperto.
Oh, ma quale portale? Mica vi posso lasciare qua da soli.
Siamo una banda, no?
Ho capito che mi sono scocciato di studiare i libri di storia.
È il momento di fare la storia.
Eh! Allora che dire?
Daje
Fino alla fine.
Facciamolo per la libertà.
Per l'Italia. - E per Maradona.
- Pure! - Chi è Maradona?
Ah...
- Dobbiamo levare questo tappo. - Sì.
- Ah... - Quanto pesa!
Ah!
Eccoci, ci siamo.
Quattro, tre, due, uno...
(CHIOCCIA) Ma che è?
- Oh. - Lo vedi? Non vi dovete drogare.
Se no... - Non ti deconcentrare!
Non ce l'hanno fatta di nuovo.
- Riprendiamoli. - Non sappiamo dove sono.
Dobbiamo farlo!
Fammi controllare.
Niente, i portali nel 1943 sono tutti chiusi ormai.
- Sono intrappolati nel passato. - Oh, cazzo.
(VOCIARE INDISTINTO)
Ecco, quelle donne si occuperanno di voi.
Durante la guerra hanno salvato tante persone, nascondendole.
- Con loro starete al sicuro. - Grazie.
- Ciao, Adele. - Ciao.
Tieni.
Non ti preoccupare, mi sa che ci rivedremo presto.
Ciao, Moreno. Sei proprio una brava persona, sai?
È la prima volta che me lo dici.
Giuseppe, non ti dimenticherò mai.
- Addio, Adele. - Adele, fai una cosa.
Appena finisce la guerra, porta questo dipinto in un museo
così evitiamo che finisca sul camino di qualche dittatore.
Oh, però adesso ci facciamo una grande fotografia!
Adele, questa deve venire perfetta.
La voglio vedere su tutti i libri di storia.
- Poso questo. - Sì.
Prepariamoci. Vai giù.
Ah, c'era già l'autoscatto.
- Pronti? - Vai.
Attenzione. Ecco qua.
- Entrate. - Vai, amore.
Insomma, ti volevi mettere con mia nonna?
- Che dici? - Eh.
- Diventavi mio nonno! - La smetti di fare il deficiente?
Siamo sicuri che queste persone si prenderanno cura di loro?
Direi di sì. Sono le mie bisnonne.
Andiamo, va'.
(PARLA IN TEDESCO)
Ah! Lascialo!
(UOMO PARLA IN TEDESCO)
Per la carità di Dio! (PARLA IN TEDESCO)
(UOMO PARLA IN TEDESCO)
(BRUSIO)
(PARLANO IN TEDESCO)
"Was vwillst du"?
"Was vwillst du"?
Dice: "Che cosa vuoi? "
Se voi liberate queste persone
noi vi diciamo... chi ha ucciso i soldati tedeschi.
Perché dovrei fidarmi?
(PIANTO DI NEONATO)
Perché siamo stati noi.
- Heil, Hitler! - Heil, Hitler!
(INSIEME) Heil! - Heil!
A voi italiani, invece, manda un messaggio molto breve.
Vi scrive: "Addio."
Pure noi abbiamo un messaggio breve. Poi quando vedi Adolfo, diglielo.
- "Salutame a soreta". Ah! - Oh!
Cazzo! Come ha fatto a capire? Ha la nonna napoletana.
- Dove sta la mia "Gioconda"? - Ce la siamo mangiata.
Alla faccia tua, Bekkemba.
No, non la voglio. Voglio guardarli in faccia questi pezzi di merda.
- Sempre il coatto devi fare? - Sempre.
- Tanto la perdete questa guerra. - E pure la finale dell'82.
Ricordati questo nome, Paolo Rossi! Eh!
Signori... è stato un piacere cazzeggiare con voi.
- Un onore. - Confermo.
(PARLANO IN TEDESCO)
Gianfranco!
- È Gianfranco! - Arrivano i nostri.
- C'è pure Lorella. Lore'! - Stai giù.
Facciamoli secchi.
(INSIEME) Ah!
- Grande! - Gli porto le pistole.
Ti ammazzano!
- E tu coprimi, no? - Aspetta.
(GRIDA)
- Vai. - Vado.
Lorella, stai giù.
- Vi ho portato un pensierino. - Dai. Grande!
Adesso si ragiona. Tieni.
Heil, Hitler!
Oh, gli si è inceppato il mitra!
- Attento, Gianfra'! - Ah!
Oh!
(IN TEDESCO) Salve, vittoria.
Occhio, ragazzi, è grosso!
Vabbè, ma mica ci ha visto.
(GRIDA)
Ci arrendiamo!
(PARLANO IN TEDESCO)
("GRAZIE, ROMA" DI ANTONELLO VENDITTI)
Ssh.
Amici, mi ero scordato di dirvi che noi non siamo venuti da soli.
Ma chi è?
"Daje", ragazzi, iniziamo questo concerto!
Quello è Renatino!
# Che ci fai piangere abbracciati ancora.
# Grazie, Roma.
# Grazie, Roma
# che ci fai vivere e sentire ancora
# una persona nuova. #
- Adesso ci divertiamo. - "Daje"!
Abbiamo messo insieme la banda!
Coatti!
(GRIDA)
(Grida)
Ha ammazzato pure Operaietto.
Guaglio', ma vi rendete conto?
Stiamo anticipando di 15 giorni le Quattro Giornate di Napoli!
- È troppo bella questa cosa! - Non ci ho capito un cazzo.
Ah!
- Te ne sei portata un'altra. - Quando me lo dici?
- Ah! - No!
E adesso chi è che ha paura?
- Io no! - No?
- Invece devi cacarti sotto. - Ah!
Lasciatemi andare, altrimenti lo uccido.
Ora!
< # La libertà non è star sopra un albero.
# Non è neanche avere un'opinione.
# La libertà non è uno spazio libero.
# Libertà è partecipazione.
# La libertà non è star sopra un albero.
# Non è neanche il volo di un moscone.
# La libertà non è uno spazio libero.
# Libertà è partecipazione.
# La libertà non è star sopra un albero.
# Non è neanche il volo di un moscone.
# La libertà non è uno spazio libero... #
Ragazzi, non ci si crede.
L'esercito nazista sterminato dalla Banda della Magliana.
- Per fortuna eravate in tempo. - Se era per lei, facevamo tardi.
- Devi sempre rosicare! - E andata dal parrucchiere.
Mi volevo fare caruccia. Quando mi ricapita di tornare nel '43?
Come avete fatto?
- Eh, come? - Un macello.
Nel 2022 non c'erano portali aperti per qui.
Siamo dovuti passare dal 1982.
Nientemeno!
Abbiamo fatto un bel giro spazio-temporale!
- Ha litigato con il parrucchiere? - Senti, io ho detto una bugia.
Mi sono fatta caruccia perché sapevo che ti incontravo. Sai chi sono io?
- Mamma. - “"Mamma"”...
Ora stai ancora qui dentro.
Però dài, facciamo "mamma"”, sì.
Quanto eri bella!
Scusate se interrompo l'idillio...
Si chiude il portale, dobbiamo tornare.
- Okay. - Dobbiamo andare.
Andiamo, dài.
Ragazzi?
(INSIEME) Oh? - Mi sa che io non vengo.
Come no?
Devo salutare una persona prima di tornare a casa.
Si è innamorato di mia nonna!
(RISATE) Oh, dài.
Per favore.
Non cambio idea. Devo dirle una cosa.
Che hai capito? Se puoi, fatti restituire la "Gioconda"”.
Hai capito? Ciao, bello mio.
Giuseppe, fai una cosa, va'.
Portati questa.
Grazie, Renatino.
Portati questo orologio, se no come torni indietro?
Oh, non fare cazzate, eh?
(SOSPIRO DI MORENO)
Pensa che io credevo che eri uno stronzo.
- Invece... - "Invece"?
Invece... avevo ragione.
(RISATE)
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