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(VOCI IN LONTANANZA E CALCI A UN PALLONE)
- (Uomo, in lontananza) Forza! - (Donna, in lontananza) Dai!
- (Uomo) Forza, veloce! - (Donna) Forza, dai!
(GRIDA DI INCITAMENTO)
- (Isabella) Dai! - (Uomo) Meglio! - (Donna) Tira tira!
(Isabella) Dai, ragazzi forza!
- (Donna) Forza! Passa la palla! - (Uomo) Dai! Forza!
Vai, Paolo! Vai, vattela a prendere la palla!
(Uomini) - Forza! - Dai, ragazzino! Dai, vieni! - Dai, dai, dai!
(in romanesco) Ma se non sanno giocare, non sanno correre, non ce li portate a giocare!
(Uomini) - Ma stai zitta! - stringi, dai corri! - Spostala, la palla!
- (Isabella) Ma cos'hai, paura? E vai! - Ancora insiste!
(Uomo, in romanesco) Guarda, se dice un'altra cosa su mio figlio, vedi che succede!
- Perché, che succede, scusa? Guarda che ho sentito! - Senti, stai zitta che e meglio!
Stronzo, a me "stai zitta" non lo dici, hai capito? Lo dici a tua moglie!
(in romanesco) scema, falla finita!
(Uomo) Ma la smetti? Non ti sopporta più nessuno! Te ne vai, per favore?
Non dici niente, eh? Non hai le palle! Ecco da chi ha preso tuo figlio nei contrasti!
Oh, guarda che non me ne frega un cazzo che sei una donna!
Ti faccio fare tutto il campo a calci nel culo.
- (Uomo) Lasciala stare. - (Isabella) Se tuo figlio ha preso da te, non fai meno giro!
- (Isabella, in romanesco) Ma che pensi, che ho paura di te? Pensi che ho paura?
(GRIDA DI INCITAMENTO)
- (Uomo) Ora basta! - (Isabella) Perché fai quella faccia?
(MUSICA LIETA)
(MUSICA LIETA)
(MUSICA LIETA)
(MUSICA LIETA)
(FISCHIO DELUARBITRO)
Gol! Grande!
(MUSICA LIETA)
Mister! Mister! Ha visto? Che le dico sempre?
Deve giocare a sinistra, Paolo! Quello e il posto suo!
- Magari però a quest'età proviamolo anche in altri ruoli. - Ma ha visto che sinistro?
Ma quanti ne ha visti in vita sua di sinistri così?
Ma in Serie A se lo litigano un piede del genere, è vero o no questo?
E' forte pure per me, ha tutte le carte in regola, però ne abbiamo parlato.
- Ti ho detto che adesso è presto, poi si vedrà! - Si, va be', certo, si vedrà.
- Però me lo metta a sinistra! - Telo metto a sinistra, va bene? Sinistra!
(SQUILLO DEL CELLULARE)
(VOCIARE IN DISTINTO)
- Perché non può tirare direttamente, allora? - Te l'ho detto, perché è di seconda.
E' di seconda, e quindi?
Quando l'arbitro ha il braccio alzato, significa che è di seconda.
Ah, quando ha il braccio alzato, quindi si può tirare senza aspettare il fischio?
Sì.
Io l'avevo capito, solamente non avevo visto il braccio alzato, quindi...
(Ragazzi) - Totti! Vieni qua, dai, vieni a giocare con noi! - Vieni!
Facci vedere che sai fare!
Oh, ma perché non ve ne andate a giocare da un'altra parte? Lo volete lasciare perdere?
(Ragazzi) - Dai, su, vogliamo vedere come gioca, fallo venire! - Il fenomeno!
Ma stai zitto, vattene a casa. Mamma mia, che gentaccia! Per carità!
Guarda, se ti becco anche una sola volta con quei falliti, vedi che ti faccio, eh!
- Mamma, me l'hai detto cento volte! - Eh, va be', io te lo ridico!
(Paolo) Che succede?
(SIRENA DI UWAMBULANZA IN LONTANANZA)
(Uomo) Salve!
Sono il nuovo vicino. Piacere, Fabrizio.
- Isabella. - E tu sei?
- Come si sta qui? - All'inquilino di prima hanno sparato.
- Stai scherzando? - No, però non è morto.
- Ah! Be', ottimo... - Mm. Buona fortuna.
Grazie...
(RUMORE DELLA PORTA CHE SI CHIUDE)
(MUSICA DI "FUTURO" DI PSICOLOGI)
- Ce la fai? - (Paolo) Sì. - Tieni... Carotina! - Grazie.
(MUSICA DI "FUTURO" DI PSICOLOGI)
(SQUILLO DEL TELEFONO)
- Rispondi tu? - (Paolo) Sì.
Pronto?
Si, sono io. Certo, sei nonna...
No, a casa mamma non c'è.
(Paolo) Sì, sì, sono solo.
(Paolo) Sì... mi farebbe piacere.
Sì, glielo dico. Ciao, nonna, ciao.
- Ecco il filetto. - (Paolo) Sì. - Mangialo tutto, eh.
Gli integratori li hai presi? Mm.
Se no rimani con le gambette.
Che dicevano i nonni?
Quello che hanno detto anche l'altra volta.
Eh, ma tu gli hai detto che noi non possiamo?
- Hanno detto che ci pagano anche il biglietto del treno. - Mm!
Che palle però, insiste...
Ma dai che sei stanco, ti metti a studiare adesso. TI faccio la giustificazione.
No, la professoressa ha detto che non le accetta più.
Mm? Non le accetta più?
(sospirando) Oddio che stanchezza.
(RUMORE DELLE SCARPE CHE CADONO A TERRA)
Oh, Bravo!
Oh, vediamo un po' se c'è un filmetto carino?
Sì, però scelgo io che l'altra volta mi hai fatto vedere una cazzata incredibile.
- Che hai detto, scusa? Chi ti ha insegnato a dire queste parole? - Stai zitta!
"Stai 1itta" a me? A me? Nanetto!
Nanetto! Nanetto!
(ISABELLA RIDACCHIA)
(SUONO DELLA CAMPANELLA E BRUSIO INDISTINTO)
- (Professoressa) Buongiorno. Seduti. - (Ragazzi e ragazze, in coro) Buongiorno!
Via i cellulari. Allora, per oggi avevate da studiare Giovanna D'Arco.
(Ragazzi e ragazze, in coro) No, no!
(Professoressa) Io vorrei interrogare oggi, mm?
(Professoressa) Allora... Marinelli Valeria...
E anche... Paolo Montini.
Allora, Paolo, partiamo da te.
(Professoressa) Quand'è che Giovanna D'Arco, alla guida dei francesi...
...sconfisse gli inglesi nell'assedio di Orleans?
(SOSPIRA)
Non va, Paolo, eh? Non va proprio.
(Professoressa) Valeria.
(Professoressa) Valeria?
Ehm, Giovanna D'arco, sconfisse gli inglesi nel Maggio 1429...
...e contribuì a risolvere le sorti nella guerra dei cent'anni.
Raffaele, che problema c'è? Mi devi chiamare, perché non mi hai chiamato?
Ma se ti ho chiamata cento volte!
Ma quando? Non dire cavolate, sei l'unico a cui rispondo sempre. Sempre!
- (Isabella) Torte rustiche al prosciutto? - (Uomo) Dammene Cinque.
Cinque? Ma cinque le prende una signora al supermercato!
Io non ho capito perché continuo a rifornirti. Dai.
- Forse hai un debole per me? - Ho capito, ma tu te ne approfitti di questo debole!
- Va be', facciamo quindici al prosciutto... - No, no... - Sì, sì.
E cinque me ne provi coi broccoli. Dai, su, non essere tirchio.
Coi broccoli le ho già prese. Le ho mangiate io! Neanche il cane le voleva!
Ma se tutti la vendono che è una bellezza! Solo tu non le vendi!
- Ne segno cinque, visto che ti piacciono! - (Uomo) Dammene cinque...
- Dolci? - (Uomo) Dolci sì.
E dai, Isabella, ma questa è la classica torta della nonna...
...Ia pasticceria qua dietro la fa allo stesso prezzo e non è congelata.
Ma quella se non la vendi la butti.
Questa invece va nel microonde alla fetta: sempre fresca, sempre pronta, no?
Ma ti devo insegnare il tuo lavoro?
(CLACSON DI UWAUTOMOBILE)
(in dialetto romanesco) - (Isabella) Un attimo! - Signora, con calma!
- E' mezz'ora che suono! - Mezz'ora? Due minuti.
(MUSICA MALINCONICA)
(Luisa, in romanesco) Tra due giovedì è la mia festa. Ci dovete venire.
- (Ragazza) Sì, sì. - (Luisa) Mi raccomando.
Oh, tu ci vieni alla mia festa? E' il 10, tra due giovedì.
- Non posso, ho gli allenamenti. - (Luisa) Comunque non me ne frega niente.
Ti davo solo la possibilità di non fare l'asociale come al solito, ma è proprio tempo sprecato.
Andiamo. Ti avevo detto che questo pensa sempre al pallone.
Sergio! Allora?
Fermo tu! Che oggi ci penso io qua.
E' da una settimana che ti cerchiamo!
Ci sono rimaste solo queste torte puzzolenti con i broccoli!
Come ha fatto questo a sceglierle, lo sa solo lui!
Ma ora rifacciamo l'ordine, no? Sono venuta apposta!
- Certo, lo rifacciamo. - Mettiamo tutto apposto. Oddio...
Scusa un attimo, una telefonata importante. Pronto?
Ah, Marcello! No, non mi disturbi, dimmi,
E quando vuoi, dimmi tu.
Adesso? Va be', va be'. Arrivo. Ci vediamo tra un po'!
Ciao.
(VOCIARE IN DISTINTO)
- Marcello! Eccomi. - Isabella! Accomodati.
- Allora? - Tutto bene.
- Scusami se non mi sono fatto sentire, ma... - No, no, ci mancherebbe.
- Ero in giro a visionare dei giovani. - Ah.
Modestamente, il parere di Marcello Dapporto ha ancora un certo peso.
- Menomale... - Cosa prendi? Qui fanno anche delle ottime torte rustiche.
Ho. No, no, grazie, la torta rustica meglio di no. Un caffè.
Ah, bene. Un caffè e un altro prosecco, grazie.
Che novità, che novità ci sono, allora?
Eh...
Nei prossimi giorni sarà formata una selezione di giovani talenti per un torneo giovanile.
Non è la solita pantomima.
Verranno osservatori da tutta Italia. Tutta gente che nel calcio conta.
Isabella, con questo torneo ci giochiamo il futuro del ragazzo!
- E quand'è, quand'è questo torneo? - E mica è così semplice.
Per entrare nella squadra che sosterrà il torneo...
...bisogna sostenere un provino a un raduno che si terrà tra un paio di settimane.
E insomma, e una specie di scrematura, capisci? Per far entrare i migliori. Ecco.
Certo, eh, certo. Devi vedere che gol ha fatto ieri! Mamma mia!
Spettacolare! Ma è un fenomeno. Marcello, è un fenomeno.
Lo so, lo so, Isabella, lo so...
Il problema e che le iscrizioni si sono aperte ieri...
...e come per magia in un paio d'ore, mi“, i misti erano già esauriti'.!
- Eh, ma allora stiamo fuori? Come si fa? - Ma che fuori!
Eh, Isabella, allora non mi conosci...
...hai capito che qua ancora c'è molta gente in giro che vuole bene a Marcellino Dapporto?
Eh! Andiamo, dai!
Per prendere parte al raduno un modo ci sarebbe, ma...
...ci sta un costo.
Eh. Eva be', quanto... Quant'è questo costo?
- Tremila, Isabella! - Tremila eurol? - (Marcello) Eh!
E menomale che ti volevano bene! Pensa se ti volevano male!
(Isabella) Ma come, tremila euro?
- Isabella, che ti devo dire... - Marcello, ma dove li trovo io tremila euro, io...
- Io sono vedova, non è facile... - (Marcello) Lo so, lo so.
(Marcello) Ma tu hai ragione, figlia mia, tu hai ragione. Che ti devo dire? E' assurdo.
(Marcello) Ma se Paolo superasse il provino, avrebbe la sua occasione, sotto gli occhi giusti.
Certo.
Ma se io trovo i soldi il provino lo fa!?
- Su questo hai la parola di Marcellino Dapporto. - Mm... - Ah, anzi.
Poi ho portato la documentazione necessaria, ecco qua:...
"autorizzazioni, certificati medici e quant'altro.
Isabella, io voglio che tu ci pensi bene però, eh.
- Tu pensa a farmi fare il provino, i soldi io li trovo! - Ecco.
Da qualche parte li trovo, per forza...
Vediamo un po'.
- No, no, no, ci penso io, ci penso io, ci tengo. - Ti prego...
- Permettimi, mi porta fortuna. - Grazie. A buon rendere.
Grazie a te. Eh, ci mancherebbe.
(MUSICA MALINCONICA)
- Ecco qua. - Grazie.
(ISABELLA SOSPIRA)
(Mister) Tu ti devi allargare. Cosi la può passare pure a te.
(Mister) Quando te la dà, gira subito. Va bene, ricomincia pure.
(Mister) Bravo, bravo, continua, continua. Appoggiati.
(in dialetto romanesco) Oh, Paolo! Dai! Che dobbiamo fare, oh?
(Mister) Sveglia! Dai!
(Ragazzi) - Prova a girare. - Via, via!
(SUONO DEL FISCHIETTO)
Punizione.
(Ragazzo, in romanesco) Che stai facendo?
(Ragazzi) Calmi, calmi, calmi, calmi.
Via tutti! Via tutti, eh, via tutti. Non vi voglio vedere, non è successo niente.
Che hai fatto oggi, Paolo, me lo dici che hai fatto?
(Isabella) E' tutto gonfio, qua...
Mamma, sto bene, non lo vedi?
- Sei sicuro? - Sì. (SCHIOCCO DI UN BACIO)
Per una volta che non sono riuscita a venire agli allenamenti...
Mamma, è una buttata-Ah. Ti devi scansare.
Oh, ma guarda che tu, tra due settimane, hai il provino, eh, devi stare perfetto.
Eh, devi sta attento. Capito? Oh...
Mamma, tranquilla, sto bene.
Mm...
(ISABELLA SOSPIRA)
(MUSICA DALLO SPEAKER)
(PAROLE NON UDIBILI DI ISABELLA)
(MUSICA DI "GUAGLIUNCE" DI I. GRANATINO, V. BLES & DON RAFAELO)
# Guagliunce'! #
- Dai, mamma, non so se posso camminare! - (Isabella) E dai!
- (ridendo) Vattene. - (Isabella) Dai!
(MUSICA DI "GUAGLIUNCE" DI I. GRANATINO, V. BLES & DON RAFAELO)
(PAROLE NON UDIBILI DI ISABELLA)
(SUONO DEL CAMPANELLO)
(SUONO DEL CAMPANELLO)
- (Isabella) Chi è? - (Fabrizio) Salve, come va?
Bene, fino a un attimo fa.
- C'è una festa per caso? - Eh? E che non si vede?
No. Più che altro si sente. Perché qui le pareti sono di cartone.
Ho capito, ma sono le 22:00! Ma che vuoi?
No, è che devo correggere una cosa e così non riesco lavorare.
- Ah, va be', adesso finisce questa e spengo. - Non c'è bisogno che spegni, basta abbassare...
Va be', dai, va be'... (ISABELLA RIDACCHIA)
(MUSICA DI "GUAGLIUNCE" DI I. GRANATINO, V. BLES & DON RAFAELO)
(MUSICA DALUAPPARTAMENTO)
(ISABELLA CANTA "GUAGLIUNCE"')
(MUSICA DI "GUAGLIUNCE" DI I. GRANATINO, V. BLES & DON RAFAELO)
E' solo questione di tempo...
E poi ce ne andiamo da questo postaccio di falliti.
Ci compriamo una bella villa...
...col giardino.
- E con la piscina? - Mm-mm.
Con la piscina, il trampolino.
Voglio pure un bel garage.
(SUONERIA DEL CELLULARE)
Il problema è che non ha ancora estinto il precedente prestito.
Avrei bisogno dell'avallo di qualcuno.
- Suo marito ad esempio? - Sono vedova, da quattro anni.
Mi dispiace...
Non so... Genitori, altri parenti?
No, niente. Purtroppo no.
Capisco. Be'...
Adesso qui però non so come fare.
Sono le procedure che sono informatizzate, sono tutte computerizzate. Fosse per me...
Ma non può fare uno strappetto, scusi?
- A me duemila bastano! - (Direttore) No, non è possibile, davvero.
Il sistema non accetterebbe la sua pratica.
Be', ma allora me li presti lei, a lei mica dicono di no!
- Scusi... Dice sul serio? - (Isabella) Sì. Perché no?
- Poi glieli ridò, eh... - (ridendo) E a casa cosa dico?
A casa? Non lo so, non dica niente. Rimane un segreto fra me e lei.
Sarà difficile, è il mio compagno che tiene i conti!
(MUSICA MALINCONICA)
Arrivederci...
Arrivederci.
(SUONO DELLA CAMPANELLA)
(COLPI ALLA PORTA)
(LA PROFESSORESSA SOSPI RA)
Signora, io l'ho fatta chiamare più di una volta e lei non è mai venuta.
E adesso si presenta qui perché Paolo ha bisogno di un'autorizzazione per giocare una partita?
No, ma non è una partita. Non una semplice partita. E' un provino!
Cioè, è una cosa importante per il suo futuro!
Senta, è proprio del futuro di Paolo che volevo parlarle. Non studia.
E poi è anche poco inserito nella classe.
Siamo alla fine del quadrimestre e non ha neanche una sufficienza.
Va be', insomma non me la dà l'autorizzazione?
(MUSICA MALINCONICA)
Senti, Vittorio, a me servirebbe un anticipo questo mese...
"che poi ti riprendi piano piano con lo stipendio.
Non è tanto, eh...
Che dici?
Dico che ieri hai saltato due appuntamenti.
La tavola calda di via Mercurio ti cercava da una settimana.
La moglie era imbestialita!
Allora ho mandato Giuliano, e quando è arrivato ha trovato il rappresentante della Martin e se!
Ma la tavola calda di Via Mercurio è uno spreco di benzina!
Sei indietro con tutte le visite.
I clienti chiamano qui perché il pomeriggio sei irreperibile.
- Ma si può sapere perché non rispondi al telefono? - Vittorio, qual è il problema?
I clienti me li sono sempre gestiti da sola. Ho fatto sempre più numeri di tutti qui!
Perché hai sempre avuto le Ione e i clienti migliori!
- Non è vero, ho fatto tutto da sola! Ma che dici? - Txè.
Si, va be', sto indietro di qualche appuntamento, è vero...
Isabella, io non mi voglio trovare in queste situazioni.
La società non va bene in questo periodo. Lo vuoi capire?
- Va be', ma me lo dai o no l'anticipo? - No.
Guarda, ti do questa. E' la lista dei nuovi clienti.
(Vittorio) Da ora in poi ti tratto come tutti gli altri.
Se non ti sta bene, puoi sempre tornare a fare la hostess di eventi...
(SUONO DEL FISCHIETTO)
(MUSICA MALINCONICA EVOCIARE IN DISTINTO)
(VOCIARE IN DISTINTO DEI RAGAZZI)
(VOCIARE IN DISTINTO)
(MUSICA MALINCONICA)
Gerardo? Eh, sono io, come stai?
(MUSICA MALINCONICA)
Cos'è questa faccia, oh? Non sei contento che rivediamo i nonni?
- Io... Sì. - Eh!
Tu?
Io pure sono contenta, eh... Non vedi che sono contenta?
- Ah, eccoli! - Eccoli! Ciao! - Paolo!
- Ciao, amore, finalmente, ti rivedo. - Paolo!
- Mamma mia! - Che bello, fatti vedere. - Che grande che sei!
- Ciao, Maria. - Ciao, Isabella.
- Come va? - (Gerardo) Ora rimani qua! - (Paolo) Eh, sì.
- Ciao, Gerardo. - (Gerardo) Ciao. - (Maria) Paolo, amore, vieni.
Sei altissimo! Ormai segni solo di testa tu, eh?
(Gerardo) Andiamo sulla nostra Cadillac!
(MUSICA MALINCONICA)
Grazie che sei venuta. E' molto importante per noi questo.
E dai, ma vi pare che non porto Paolo dai nonni? E dai, su.
Oltre a me, siete le uniche due persone su cui può contare, eh.
Mi fa piacere che tu te ne renda conto, eh. Avevo paura che tu non volessi portarcelo qui.
Oh, ma non scherziamo, dai, eh?
Anzi mi dispiace che è solo per un week end, però...
E' che io lunedì lavoro. E poi con questi orari...
"I"!
Poi adesso Paolo è molto impegnato, perché si allena quattro volte a settimana.
- Quattro volte? - Ma...
- E lo studio? - No, lo studio va bene.
Bene, bene, a scuola va molto bene, sì. Però pure il calcio, insomma...
Ha un sinistro! Mamma mia, una bomba, oh!
Un sinistro incredibile, ma una cosa che gli può cambiare la vita, eh!
Non ce ne sono tanti in giro così, eh.
- Il nostro Paolo, hai sentito? Accidenti... - (Maria) Sì.
Lo so che può sembrare esagerato detto così, ma...
Poi tu, Gerardo, che vai sempre allo stadio, che di campioni te ne intendi...
...Io devi vedere giocare, impazziresti!
Sì, ormai non vado più allo stadio, l'abbonamento è troppo caro.
Noi siamo pensionati e abbiamo bisogno di risparmiare anche quei due spicci, allora...
- Comunque a breve Paolo farà un provino in un club di serie A. - (Gerardo) Ohi!
Dice il suo agente che insomma, è un'occasione unica.
- Mm. - Anzi, poi, a questo proposito, vi volevo chiedere un favore...
Attenzione, però, eh! Perché gli agenti sono squali senza scrupoli.
No, ma questo no, questo è uno serio. Ha scoperto altri campioni...
Non lo so. Qua hanno fatto dei pasticci grossissimi.
Soprattutto con i giovani calciatori. Eh sì...
- Eccolo, è qua! - (Maria) Oh!
Abbiamo saputo, Paolo, siamo molto fieri di te, sai.
Andare bene a scuola è la prima cosa! Bravo!
- Isabella, di che favore hai bisogno? - No, ma, magari...
No, di non rimpinzarlo perché adesso fa una dieta da professionista.
(Maria) Non cambi mai, sei sempre la stessa, eh.
Ma che dieta vuoi fare'? E' un ragazzetto. Sei un "unico."
- (Gerardo) Ma quale dieta! - (Maria) Tieni.
(MUSICA MALINCONICA)
Amore, sei stanco?
Papà sapeva suonare?
Mm-mm. Sì.
Ma tu te la ricordavi un po'?
- La casa dei nonni, questa stanza? - Quasi niente. - Mm-mm.
Va be', perché eri piccolo piccolo.
Il nonno ha detto che per domani c'è una sorpresa.
Mm-mm.
Però, Gerardo, non ti dovevi disturbare, dai. I soldi bisogna spenderli per altre cose.
- Ah,i biglietti sono omaggio. - Ah! - Tranquilla.
Ce li ha procurati uno che ha tanta voglia di vederti.
- (Uomo) Eccoci! - (Isabella) Mario!
Che fai, vieni a Vicenza e non mi avverti?
Eh? (MARIO RIDE)
- Mamma mia... - E' che sono qua solo per due giorni.
- Quindi tutto a posto? - Sì, tutto a posto.
- Guarda qui? - Ma è lui? - Sì.
Paolo... Cresciuto.
Ciao, eh... Io sono Mario. Tuo papà era il mio migliore amico. Piacere.
(MARIO RIDE)
E allora, hai mai visto giocare il Vicenza?
In realtà lui non ha mai visto una partita di calcio allo stadio.
- Vero? - Non sei mai stato allo stadio? - No. - No. Prima volta.
- E allora bisogna andarci subito. - Eh, dobbiamo rimediare! Forza, vai!
(URLA DI INCITAMENTO DEI TIFOSI)
(Mario) No!
- (Mario) Su, su, su, su! - E passa la palla!
(Tifosi, in coro) GOL!
Gol! Grandi!
- Vicenza! Vicenza! Vicenza! - Hai visto, eh? - Hai visto che gol?
Ah, che bello!
(Mario) Guarda cosa ti regalo.
- Il cappellino del mio locale, così ce l'hai anche te. - Bellissimo.
- Gerardo? - Sì?
Senti, dopo ti devo parlare di una cosa importante.
- Mi devi dare ascolto, però. - Certo. - Ok.
(NOTE STRIMPELLATE ALLA CHITARRA)
(RUMORE DEL PORTONE CHE SI APRE E SI CHIUDE)
(NOTE STRIMPELLATE ALLA CHITARRA)
Ecco. E con questi sono duemila. E' tutto quello che possiamo.
Grazie, Gerardo, veramente, grazie di cuore.
No, il resto ce lo metto io. Va benissimo così, grazie.
(in dialetto vicentino) Io non ero d'accordo, con questa sciocchezza. E neanche lui.
Ma guarda che è per il suo futuro. Questo ragazzino ha grandi potenzialità, aiutiamolo!
E alla fine riesci sempre a far fare a tutti quello che vuoi, vero? A chiunque!
Vero, Isabella?
Mm? Tu passi sopra a tutti...
(in dialetto vicentino) Lei è venuta qua perché le servivano i soldi!
(in dialetto vicentino) Basta, Maria! Ne abbiamo parlato. Magari questa è una cosa buona!
(MUSICA MALINCONICA)
Ecco. Vai su intanto, io vado a parcheggiare.
- Va bene. - Oh, metti su l'acqua per la pasta.
Ah, dopo devi studiare, o la professoressa non te la dà l'autorizzazione per il provino.
Va bene.
- (Paolo) Mi passi lo zaino? - Tieni.
(MUSICA MALINCONICA)
Oh, Totti!
- (Ragazza) Cos'hai lì dentro, un cadavere? - (Ragazzo) Neanche ti reggi in piedi.
- (Ragazza) Hai fatto a pezzi tua madre? - (Ragazzo) Pesa!
(RISATE E VOCIARE INDISTINTO)
- (Ragazza) TI sei fatto l'aiutante? - (Fabrizio) Buonasera, ragazzi.
(VOCIARE IN DISTINTO)
(SUONO DEL CAMPANELLO)
- (Fabrizio) Oh! - Ciao. - (Fabrizio) Ciao...
- Allora? Come andiamo? - Eh, male, fino a un momento fa...
- Ti stai ambientando, sì? - Eh, guarda, sono ancora nel caos...
Comunque... nessuno mi ha sparato, quindi bene.
Va be', è già qualcosa...
Posso?
Scusa il disordine.
(RUMORE DELLA PORTA CHE SI CHIUDE)
- "Ammazza" quanti libri... - (Fabrizio) Eh...
- Devo ancora montare la libreria, però, piano piano... - (Isabella) Mm...
Scusa per l'altro giorno, eh...
No, ero nervosa. Avrai pensato che sono una maleducata, vero?
- Be', se proprio vuoi la verità... - E no, non mi devi dire la verità. No.
In questi casi si dice: "Ma no, no. Non è vero", ecco...
Ma infatti... Ho, non è vero. Anzi mi sono detto: "Ma guarda che donna affabile!".
(RIDE)
Be', però non mi devi prendere per il culo, eh! Altrimenti è finita...
Senti per farmi perdonare pensavo di organizzare una cena a casa mia. Che dici?
- Eh, grazie, sì, con piacere. - (Isabella) Eh?
Va be', allora facciamo la settimana prossima, perché questa ritorno sempre tardi la sera.
Sì, quando vuoi.
- Anzi, a proposito... - (Fabrizio) Sì?
Siccome io rientro proprio tardi la sera...
...allora avevo pensato che magari potevi dare un occhiata a Paolo, eh?
Ah, figurati, sì, tanto io sempre qua sto. Insomma. Lavoro da qui. Va bene.
Così, almeno, se ha bisogno di qualcosa, gli dico che può suonare da te?
Sì, figurati, e...
E' per questo che sei così gentile?
- Guarda, non è così? Lascia perdere! - No, ma non è un problema.
Ti faccio soltanto notare che fino all'altro giorno, insomma...
Sì, sì, lo so quello che mi facevi notare, ho capito...
E' che, siccome...
...ho preso un secondo lavoro.
E' di notte, tutto di notte, quindi...
...lascio praticamente Paolo da solo dalla mattina alla sera e...
...insomma, ecco...
...sarebbe stato utile, se ha bisogno di qualsiasi cosa almeno ci stai tu.
- Te l'ho detto, non c'è problema. - (Isabella) Eh...
Magari gli puoi dare pure delle ripetizioni.
(FA UN VERSO DI DINIEGO) No.
Innanzitutto non sono un insegnante, ma sono uno sceneggiatore.
Mm... "Amore in Lacrime"!
Sì, va be', con questo ci pago l'affitto...
Va be', ma sceneggiatore, scrittore, professore. Insomma, l'italiano lo sai, no?
E poi coi ragazzini non ci so fare. Ti giuro, guarda...
Tuo figlio, per esempio, io non so nemmeno se parla. Parla tuo figlio?
- Parla, parla... - (Fabrizio) Mm...
Va bene. Dai...
Diciamo che... io aiuto tuo figlio, e...
...e che però l'invito a cena non basta.
Senti questo. E che vorresti?
Eh... Ristorantino. Vinello. Passeggiatina. Che dici?
(FA UN VERSO PERPLESSO) Guarda che non è proprio aria.
(Fabrizio) Ma, senti, io non esco con una donna da una vita.
(Fabrizio) E poi, anche se non sei simpatica, anche se non avremmo molti argomenti...
...insomma passeggiare con te mi risolleverebbe lo spirito.
Va be'...
Allora facciamo: due ore al giorno di ripetizioni con Paolo per una settimana.
In cambio dell'uscitina serale, senta scopata.
No, adesso non essere così categorica.
Guarda che se poi ci ripensi, io non torno indietro, te lo dico!
E certo, come no!
(RIDONO ENTRAMBI) (Isabella) Certo!
Va be', dai, ti lascio. Allora... ci vediamo.
- Ciao, sceneggiatore! - Ciao...
(MUSICA LIETA)
(Isabella) Allora, guarda ho la sfogliatella, ho l'arancino, i pan1erotti...
"oppure le crocchette, oppure il rustico.
(Isabella) Cinque minuti nel forno a microonde e sono pronte!
- Il forno a microonde è rotto. - E aggiustalo, no?
Ma non hai qualche altra cosa de fresco, dai?
Ma che fresco, mi hai preso per una fruttivendola?
(MUSICA LIETA)
(CLACSON DI AUTOMOBILI)
(SUONO DEL FISCHIETTO)
(VERSI DI SFORZO DEI RAGAZZI)
(Fabrizio) Lo sviluppo delle competenze... Ma che linguaggio burocratico.
Non vale niente questo libro... Fai una cosa, prendi il quaderno di storia!
- Per storia non abbiamo quaderni. - (Fabrizio) Male!
Perché la storia è innanzitutto fatti e date da ricordare. E' fondamentale è il quaderno!
Allora, fammi vedere se ne ho uno qui...
Questo... questo sì. Va bene.
(Fabrizio) Allora, scrivi...
Segna.
(Fabrizio) Dai Paolo, forza!
(Fabrizio) Ehm... 1492, Cristoforo Colombo scopre l'America!
(MUSICA DI "IERI L'ALTRO" DI FRANCO 126)
- Oh, per qualsiasi cosa basta che bussi, eh? - Sì, va be', ciao.
Pure sul muro...
Ciao.
(MUSICA DI "IERI L'ALTRO" DI FRANCO 126)
(Professoressa) Vorrei interrogare, c'è qualcuno che vuole venire volontario, o chiamo io?
(Professoressa) Va bene, chiamo io...
- Sì, Valeria? - Posso parlare del "Dolce Stil Novo"?
(Professoressa) Sì, certo.
Il "Dolce Stil Novo" è un movimento poetico che si sviluppò...
(LA VOCE DI VALERIA SFUMA NELLA MUSICA)
(MUSICA DI "IERI L'ALTRO" DI FRANCO 126)
(VOCIARE IN DISTINTO DEI RAGAZZI)
(Mister) Passa la palla, Paolo, gioca pure coi compagni!
(VOCIARE IN DISTINTO)
(MUSICA DI "IERI L'ALTRO" DI FRANCO 126)
(SUONO DEL FISCHIE'ITO E GRIDA DI ESULTANZA DEI RAGAZZI)
(Fabrizio) Dimmi, dimmi, dimmi, dimmi...
(Fabrizio) Sacco di Roma, chilo fece e quando avvenne?
(sussurrando) Sul quaderno.
(MUSICA MALINCONICA)
I Lanzichenecchi nel 1527.
Lo vedi? Lo vedi che a furia di scrivere, di ripetere poi le cose te le ricordi...
Così non fai la figura dell'asino. Allora, dunque...
Meglio fare la figura dell'asino che essere un fallito.
Che hai detto, scusa?
- Fallito. - Ah, ecco, ecco...
Avevo capito bene, allora...
Fallito...
- Perché sarei un fallito, scusa? - Perché perdi la giornata a dare ripetizioni a me.
Gratis, ti sei dimenticato che...
"che te le faccio gratis queste ripetizioni...
Seh...
Letteratura! Dai! Che domani ti chiede pure quella.
(Isabella) Ah, buonasera. Prego.
(VOCIARE IN DISTINTO)
(ISABELLA SOSPIRA)
Come vi ho spiegato la scorsa settimana”.
...nel 1527 accadde una cosa molto importante a Roma.
(Professoressa) Qualcuno se la ricorda? Ragazzi l'ho spiegato la scorsa settimana...
Il sacco di Roma.
C'è questo Dantès, che poi sarà chiamato Conte di Montecristo...
"che è un marinaio, il marinaio di una nave, marinaio coraggioso...
...che ha vissuto mille avventure, una vita luminosa.
Innamorato di questa donna, che si chiama Mercedès, una bellissima donna spagnola.
E sta per essere promosso capitano.
E a un certo punto, il suo migliore amico, d'accordo con altri...
...ordisce un complotto contro di lui...
...e Dantès subisce una gravissima ingiustizia.
Viene gettato in carcere e lì ci rimane per anni, anni e anni...
- E poi che succede? - (Fabrizio) E poi che succede...
(Fabrizio) Succede che il Conte di Montecristo...
"decide di farsi giustizia da solo.
E lui con grande astuzia, con grande pazienza...
...uno dopo l'altro, si vendica di tutti i suoi nemici.
(Fabrizio) Sai che faccio, Paolo?
- (Fabrizio) Io te lo presto. - Eh? - (Fabrizio) Sì.
(Fabrizio) Guarda dovrebbe essere qui...
(Fabrizio) Eccolo!
Guarda, io ci tengo tantissimo a questo libro, eh, Paolo.
Tieni, vedrai che ti piacerà.
Chi ha tempo di leggere questo mattone.
Guarda che questa è una storia bella, bella, bella, bella, sai...
(PAOLO FA DEI VERSI)
Va bene, lo prendo, dai...
- Semmai ci faccio i pesi. - Eh.
(VOCIARE IN DISTINTO)
(Uomini) - Oh, Vittorio? - Oh!
(COLPI ALLA PORTA)
- Eccola! Vieni, siediti. - Mi cercavi? - (Vittorio) Sì!
Dimmi.
Finalmente ho capito perché sei sempre indietro con le visite e non rispondi al telefono.
T'ho vista l'altra sera in divisa.
- Ma lo sai che io posso licenziarti? - No, ma è solo per questa settimana, eh.
- E' solo la sera. - Non puoi fare il doppio lavoro!
Lo so, ma te l'ho detto, è solo per questa settimana. Veramente, Vittorio.
Mi servono i soldi per una cosa che riguarda Paolo.
Senti, Isabella, è un po' che te lo voglio dire.
Ma perché non ti sistemi?
Magari con qualcuno che ti dia una mano...
"che si affezioni al ragazzo, qualcuno che ti voglia bene.
Io un uomo già l'ho avuto, un uomo a cui volevo molto bene.
Non voglio nessuno.
Non mi sembra che con tuo marito le cose andassero così bene.
Ciao, Vittorio.
(RUMORE DELLA PORTA CHE SBATTE)
L'impero d'Occidente era quello più povero, e l'impero d'Oriente era quello più ricco.
Infatti, l'impero d'Occidente cadde nel...
- Nel V secolo... - Sì.
E l'impero...
No, mi sono confuso!
- L'impero... - Con calma.
- L'Impero d'Occidente nel V secolo e l'Impero d'Oriente XV.- Sì.
L'impero Romano, nell'antichità, era diviso in due parti:...
"l'impero d'Occidente e l'impero d'Oriente.
E i rappresentanti, insieme al governo, fanno le leggi e il parlamento l'approva.
Tre grandi gruppi:...
...il gruppo meridionale, il gruppo settentrionale e il gruppo toscano.
- Allora, esistono stati presidenziali, semipresidenziali e democratici, no? - Esatto.
Bravo, Paolo, lo vedi che quando ti applichi arrivano i risultati?
(Professoressa) Vorrei assegnarvi una ricerca da fare, per gruppi, per la prossima settimana.
(Professoressa) Paolo, con chi la vuoi fare?
(Professoressa) Vorrei che tu la facessi sulla bonifica dell'Agro Pontino.
Ehm... Valeria.
(Professoressa ) Ah, bene. Ottima scelta. Allora Paolo e Valeria.
(Professoressa) Poi... Jacopo e Silvia...
...fate una ricerca sulla fondazione di Latina.
(MUSICA LIETA)
Quella giovane donna della foto...
(SUONO DEL CAMPANELLO)
(MUSICA LIETA)
- (Fabrizio) Oh! - Ho preso i cornetti, te ne ho portati due.
Grazie!
- Ciao. - Ciao...
Tu... hai cominciato la ricerca?
Ho trovato... delle cose...
Eccole.
Senti, io pensavo che potevamo andare al Museo Civico.
Lì è proprio sulla bonifica dell'Agro Pontino... e per noi è gratis.
- Se vuoi possiamo andarci oggi. - Oggi non posso, ho gli allenamenti.
(Valeria) Ah. E quando possiamo andarci?
Non lo so... (SUONO DI UN CLACSON)
Scusa, ma ora devo andare.
(Paolo) Ciao.
E' la tua ragazza? Eh?
Io passavo da qui, no, e a un certo punto ho pensato:...
...Io vado a prendere e lo porto agli allenamenti.
(PAOLO sospm)
(ridendo) Ciao!
Tu qui ti alleni? Eh?
Senti, oggi non ho impegni. Se vuoi ti vengo a prendere? Che dici?
Non serve. Tomo a piedi.
Ah...
Grazie, eh!
Per il passaggio dico. Grazie...
(Uomo) Festeggiamo... Va be', oggi si può fare.
(Fabrizio) Salve. Salve.
(VOCIARE IN DISTINTO)
Paolo? Paolo!
(BRUSIO INDISTINTO)
- Oh, ti sposti? Non vedo niente! - Ah, sì, scusate.
- (Uomo) Ti sei messo in mezzo. Mettiti a sedere, dai. - (Fabrizio) Mi metto qua.
Dai, Valerio! Dai, dai, corri! Corri!
(Uomo) Dai, muovetevi però!
(Donna) Dai! Dai!
(GRIDA DI INCITAMENTO INDISTINTE)
Vai, Paolo, vai! Vai, Paolo, bella!
(Uomini) - Vai così, vai così! - Dai, forza! - No!
No, ma che cavolo fate? Ma dovevate seguirlo! Ragazzi, ma dormite!
Ma che dormite, hai visto, ha crossato senza guardare nessuno, ha crossato...
- Sì, ho capito. Io stavo semplicemente... - Ma che vuoi dire?
- Adesso non si può parlare? Su... - Ho. Non si può. - Vedi di stare zitto!
Ma che hai fatto, quella rompipalle di tua moglie l'hai lasciata a casa oggi?
Vi siete dati il cambio, eh?
- Mi sembra che lei stia esagerando, eh. - Ma perché, hai qualche problema?
No, ma adesso arrivare alle mani per una partita di ragazzini, non mi sembra il caso...
Ecco, allora stai zitto, stai seduto, guarda la partita e non rompere i coglioni!
(Fabrizio) No, io non sto zitto, perché ho diritto civilmente di tifare!
- (Uomo) Ti devi mettere seduto! - (Fabrizio) Numero uno, non è mia moglie.
- (Fabrizio) Numero due, a me in questo modo... - (Uomo) Ah, l'hai mollata!
Ha rotto le palle pure a lui.
Ma che comportamenti sono questi, davanti a dei ragazzini!
Oh, ti ho detto che devi stare calmo, che finisci male!
Mi stia lontano, per piacere, perché se no... Oh, oh, oh! Paolo!
(GRIDA DI INCITAMENTO)
Gol! GOL!
- E basta, ma falla finita, scemo! - (Uomo) Mettete a sedere, oh?
(SUONO DEL FISCHIETTO E APPLAUSI)
Non ho capito bene, che vuol dire che attacchi e difendi?
- Io so che uno o è un'attaccante o un difensore. - Seh! Non è più così.
- Sulla sinistra io difendo e attacco pure! La fascia sinistra è mia! - E' tua?
E certo! Sulla sinistra non deve passare nessuno, eh.
- Se ci provano gli spezzo le gambe! - Che fai? - Gli spezzo le gambe!
Ma chi è che ti ha insegnato a parlare così?
- Oh, è così che funziona! Devi farti rispettare! - Ah, hai capito.
Insegnalo pure a me, va'!
Ma mi ha detto tua madre che adesso entri in una squadra importante?
Eh, forse...
Devo fare un provino prima.
(RUMORE DELLA PORTA CHE SI CHIUDE)
- Oh, viveri! - Ecco.
Vediamo che c'è?
Mm, buona, che è?
- Però mamma ha detto che è per me, quindi... - Orata al vapore? Per te.
Hai capito, "core de mamma".
Per me che c'è, invece?
"Panzerotto, la delizia del precotto!"
Scusa, ma come mai sei finito ad abitare qui?
Quelli che fanno il cinema non hanno un sacco di soldi?
- Eh sì. Ma io faccio televisione. - Be', non è uguale?
- Dipende. - Mi sa che le cose che scrivi tu non le vede nessuno.
No, perché, guarda che le vedono...
...i vecchi e...
I vecchi, Paolo, solo i vecchi le vedono.
Però c'è una serie TV che sta andando benissimo, sai, che è una mia idea.
Solo che non hanno voluto scrivere il mio nome alla fine.
- Se lo sono dimenticato? - (Fabrizio) Ho. L'hanno fatto apposta. Per non pagarmi.
Cioè, quindi l'hai scritta tu, ma non lo sa nessuno?
- Quindi è come un gol fantasma? - (Fabrizio) Ho, è molto peggio!
Ricordati, Paolo: non c'è cosa peggiore che rubare un'idea a un uomo!
Soldi, donne, quelli non sono niente. Ma se gli rubi un'idea, eh, quello è grave.
- (Fabrizio) Carotina... - Avresti dovuto spezzargli le gambe!
No, però il mio avvocato non è uno spetta-gambe, il mio avvocato è più uno da melina.
Dice che bisogna avere pazienza, che bisogna aspettare, e...
Senti, facciamo una cosa, le dividiamo le patate, eh?
- Va be', dai... - Ecco...
Ma che è un "gol fantasma"?
Oh! Ma sei ancora sveglio?
Finisco il capitolo. Cinque minuti e spengo, mamma.
Tra due giorni abbiamo il provino, eh. Devi essere fresco, riposato...
- Ma che è questo mattone? - "II conte di Montecristo".
"II conte di Montecristo"?
Vai un po' più in là. Me lo leggi?
- Mi leggi un panetto? - Dai, mamma.
E dai, leggi un attimo...
Voglio sentire.
"Dantès lo seguì."
"Tutte le linee del su viso si erano ricomposte..."
"..Ma con la durezza e fermezza che manifestavano una risoluzione."
"Faria lo guardò fisso: 'Mi dispiace di avervi aiutato nelle vostre ricerche..."
"..E di avervi detto quel che vi ho detto .
"'Perché?', domandò Dantès."
"Perché vi ho inoculato nel cuore un sentimento che prima non c'era: la vendetta!"
(MUSICA MALINCONICA)
(VOCIARE IN DISTINTO)
- (Isabella) Scusi, noi siamo qua per il provino. - Signora, qui sono tutti per il provino.
- Ha visto per caso il signor Marcello Dapporto? - No, non so chi è!
(VOCIARE IN DISTINTO)
(DIALOGHI INUDIBILI)
(VOCIARE IN DISTINTO)
- Marcello! - Isabella carissima!
(MUSICA MALINCONICA)
- (Isabella) Eccoti. - Era Giorgio Ciattaglia. - E chi è?
- Come chi è? Questo è uno che conta. - (Isabella) Ah...
- Il mondo delle giovani promesse deve fare sempre i conti con lui! - Ah...
Allora, formeranno delle squadre per partitelle da venticinque minuti. Capito?
Adesso arriverà uno degli organizzatori e vi spiegherà come funziona.
Però, Paolo deve dire subito in che ruolo gioca!
- "Guagliò", come ti senti? Tutto bene? - (Isabella) Eh...
- Quant'è bellino. - E' emozionato... - Ti vedo in forma! Eh, sì, è emozionato.
Allora, Isabella, qua il problema... Aspetta un attimo, ho visto Lo Foco...
- Questo è un altro che ci può servire, tomo subito, eh. - Vai, vai, vai. - Caro!
(VOCIARE IN DISTINTO)
Amore...
Oh, come stai?
Tutto bene?
- Oh, ma che hai? - Niente.
Niente?
Sei sicuro?
- Eh? - Sì, mamma, sto bene! Lasciami stare. Mi devo concentrare!
Va bene, concentrati...
(MUSICA MALINCONICA)
(GRIDA DI INCITAMENTO) Dai, corri, corri! Stagli addosso!
(GRIDA DI INCITAMENTO)
(MUSICA SUSPENSE)
(GRIDA DI INCITAMENTO)
- (Donna) Dai, forza! - (Isabella) E passala questa palla, dai!
- Dai, forza! - Passa la palla!
(GRIDA DI INCITAMENTO)
(Uomo) Dai, dai! (APPLAUSI)
(MUSICA SUSPENSE)
(SUONO DEL FISCHIETTO)
(Uomo) Cinque minuti ed entriamo in campo, ragazzi.
(GRIDA DI INCITAMENTO)
(Donne) - E forza! - Tira la palla!
E tira, dai!
(MUSICA SUSPENSE)
(GRIDA DI INCITAMENTO)
(MUSICA SUSPENSE)
(GRIDA DI ACCLAMAZIONE)
GOL!
(Isabella) DAI!
(GRIDA DI ACCLAMAZIONE)
BRAVO'.!
(GRIDA DI ACCLAMAZIONE)
(MUSICA LIETA)
(ISABELLA RIDE)
E ridi. Ma perché ridi, non ho capito, io non lo capisco.
Guarda che questi sono drammi veri! Mi è capitato sul serio.
(ridendo) Ho capito, ma come si fa a non ridere quando uno ti racconta...
"che ha trovato la fidanzata a letto con quello delle consegne a domicilio!
No, non stavano a letto... (ISABELLA RIDE)
- Ah, stavano attaccati al muro. - Sì, ma non stavano consumando.
Erano lì-lì, ma non stavano consumando. C'era lui, coi pantaloni abbassati e...
- E il casco in testa! - Eh, va be', lo sai come sono fatti questi, vanno di fretta.
Non è che perdono tempo... (ISABELLA RIDE)
- Va be', sì, in effetti c'è da ridere. - (Isabella, ridendo) "Ammazza"...
(ISABELLA RIDE)
Ma vedi che sei anche simpatica qualche volta.
Qualche volta?
E' il vino che mi fa ridere. E' il vino. Ho esagerato, dai, eh. Mi hai fatto bere troppo.
Però... Basta, oh! Ma che è, così mi ubriaco proprio...
- E lo dici a me? Io sono astemio. - Ah, sì!? (ridendo) Ma che astemio!
Ti giuro! E' la prima volta nella mia vita che bevo così tanto!
Infatti ho superato il livello di guardia, e si vede anche...
Eh, sì, si vede, se no uno non racconta la storia di corna, della ex, da sobrio, eh!
- Alle corna! - Alle corna? Sì, alle corna! Oh, alle corna!
Evviva! (ISABELLA E FABRIZIO RIDONO)
- (Fabrizio) Era tutto "sgargiulino". - (Isabella) Ma veramente? - (Fabrizio) Sì!
Ti giuro, non ci posso credere! Non celo vedo.
Una ricerca, con una ragazzina della sua classe.
Con una ragazzina? Ah, ammazza! Paolo?
Per me non è lui, proprio non celo vedo...
Guarda che tuo figlio non è solo un calciatore, è un ragazzino come tutti gli altri. Per fortuna.
(ISABELLA RIDACCHIA)
- Ah, a proposito... - Sì?
Eh, domani lo puoi accompagnare tu, perché io domani ho un impegno, non posso?
- Sì, va bene. - Veramente? - Certo.
- Grazie. - Che fai, entri un attimo?
(ISABELLA FA UN VERSO DI DINIEGO)
Dai, ti faccio vedere una cosa.
(ISABELLA RIDE)
- Che ridi? - Mi sa che già l'ho vista.
No, come sei volgare. (ISABELLA RIDE)
- Guarda che la mia è la classica collezione di farfalle, sai? - Mm?
- Sì! - Eh, ma me l'hanno già fatta vedere!
Che c'è?
Ci vediamo... Scusami.
(VERSI APPASSIONATI)
(SCHIOCCO DI UN BACIO)
Oh! Ma che fai?
- Eh, te l'ho detto che sono astemio. - Sì, va be', astemio.
- (Isabella) Ciao. - Guarda che le mie erano delle intenzioni buone, sai.
(Isabella) Lascia perdere!
Tu non mi conosci.
Non è aria, fidati!
(RUMORE DELLE CHIAVI NELLA TOPPA)
(Paolo) Quindi Leonardo Da Vinci fu un grande scienziato, pittore...
...e quando morì lasciò più di diecimila pagine e attualmente ne abbiamo settemila.
- Va bene, no? - Alla grande!
Ma mi raccomando: rispondi con convinzione, eh? Perché le cose le sai!
Oh, fammi sapere della ricerca. E che bella l'idea del cartellone!
Ma perché oggi sei vestito così?
Il mio avvocato c'è riuscito. Vado ad incontrare quelli che non mi volevano far firmare la serie.
Ci mettiamo d'accordo. Secondo me mi danno quello che mi spetta. Come sto?
- Mi sembri un cretino, però, va be'. - Perfetto, grazie!
Ciao.
Oh!
Grazie!
Va be'.
- Marcello. - Oh, Isabella! - Tutto a posto, sì? - Sì.
- Paolo è dentro? - Ma certo che è dentro! Ci mancherebbe. - Ah...
Dopo quel gol, eh! Se ne sono accorti tutti!
Eh, no, m'hai fatto prendere un colpo quando m'hai detto di venire.
- Ma no, stai tranquilla. E' dentro, è dentro, Isabella! - Meno male...
Eh... E' che c'è un problema, però...
E' che nella squadra che giocherà il torneo...
...hanno fatto entrare un numero molto più alto di ragazzini.
- Mm... - E perciò, durante le partite, ci saranno svariate sostituzioni.
Insomma, ci sarà... ci sarà poco tempo per fare bella mostra di sé.
Non... Non sto capendo, Marcello, scusa.
Per garantire un numero sufficiente di minuti pure a Paolo...
...bisogna battere la concorrenza.
E diventa sempre di più un'asta maledetta, Isabella, maledetta...
...e invece questo è il momento di tenere duro, capito?
Ma quanto duro?
Altri tremila, Isabella. Questo mi hanno detto quelli con cui sono in contatto.
Entro il giorno prima di quello delle partite, perciò...
...fra due giorni.
Ma mi prendi per il culo?!
Che fai, li prendi tutti tu o li stacchi con qualcuno? Non ho capito!
Ma dove vai?! Oh!
Morto di fame! Dillo che sei un morto di fame, allora, no?!
- Ma guarda questo! Dove vai?! - (Cameriere) Scusi? - Eh? Che vuoi?
C'è il conto da pagare.
Altri tremila euro! In due giorni poi!
Ma certo, tanto non sono niente, eh?
Siete bravi, siete proprio bravi.
Tu e quegli altri traffichini. Come si chiamano? Cianfraglia, La Foca... Bravi!
Ma pure tu devi campare. Certo, per carità, non dico niente.
Mi dispiace, Isabella...
...ma le cose stanno così, io non posso farci niente, adesso...
...Ia scelta è tua.
Il talento non basta.
Il mondo è pieno di talento, ma è scarso di volontà.
Comunque...
Comunque a me non mi importa, basta che gli danno il tempo necessario pure a lui. Capito?
I soldi li trovo, Marcello! I soldi li trovo!
Gli devono dare le stesse possibilità. Ti chiamo dopo.
(SUONO DELLA CAMPANELLA)
- (Paolo) Ciao. - Ehm...
Tu oggi puoi venire al museo Civico? Per la ricerca?
Dobbiamo consegnarla tra un paio di giorni.
Eh... non masso...
(VOCIARE IN DISTINTO)
Va bene. Io allora vado da sola.
(VOCIARE IN DISTINTO)
(MUSICA LIETA)
- E' venuto molto bene. - Sì...
Dovremmo finire di scrivere i commenti sotto le foto. Sono un bel po'.
Lo posso fare io stasera.
Peccato che domani non vieni alla festa di Luisa.
(Valeria) C'è tutta la classe.
- No, io vengo. - Vieni? Pensavo di no.
Vengo, vengo.
Se vuoi andiamo insieme.
(Isabella) Marcello, ma in due giorni!
(Isabella) Ma non ci riesco a trovare tremila euro, no? Come faccio?
(Isabella) Chi me li dà tremila euro?
(Isabella) Ma non glieli posso dare dopo, scusa? Eh!
(Isabella) A me gli altri me l'hanno dati i miei suoceri. Va be'.
(Isabella) Va be', Va be', lascia perdere, dai, lascia perdere. In qualche modo faccio.
(Isabella) Insomma, in qualche modo li trovo i soldi, va bene?
Paolo deve avere le stesse possibilità degli altri, hai capito? Le stesse.
Amore! Sei tornato.
- (Paolo) Sì, adesso... - Mm.
Allora? (SCHIOCCO DI UN BACIO)
Che dici?
(Isabella) Scusa se oggi mamma non ti è venuta a prendere agli allenamenti, ma...
"avevo da fare, ma poi lo sapevi, no?...
- Com'è andata comunque? - Bene. - (Isabella) Mm... - L'allenamento è andato bene.
(RUMORE DI PASSI CHE SI AVVICINANO)
Allora...
Senti, io devo uscire, ci vediamo a cena, eh?
- Ok? - Va bene. - Ciao, amore mio.
- Ciao. - (Isabella) Fai il bravo, mettiti a studiare.
(RUMORE DEL PORTONE CHE SI CHIUDE)
(PAOLO RESPIRA CON AFFANNO)
(MUSICA ALLA CHITARRA DAL WALKMAN)
(MUSICA DI "RICORDI" DI CLAUDIO)
(L'UOMO SOSPIRA)
Le posso offrire mille euro.
Come mille euro?
(MUSICA DI "RICORDI" DI CLAUDIO)
"0: no, grazie.
- Arrivederci. - A lei.
(MUSICA DI "RICORDI" DI CLAUDIO)
- (Isabella) Vittorio! Ciao. - Che c'è?
Senti, Vittorio... mi serve un favore...
(ISABELLA SOSPIRA)
Mi devi prestare tremila euro.
Non so a chi chiuderli, Vittorio. Mi servono.
Io tra un po' ho finito.
Andiamo a cena fuori e ne parliamo.
No. Non fa niente. Ci vediamo direttamente dopo a casa tua.
A cena devo tornare a casa, devo fare da mangiare a Paolo.
Tanto la strada la conosco.
Ci vediamo dopo.
(RUMORE DI PASSI CHE SI ALLONTANANO)
(RUMORE DEI MACCHINARI)
(MUSICA MALINCONICA)
(RUMORE DI PIMTI E STOVIGLIE)
- Ecco. - Mm!
"I"!
Ammazza che buona!
Sei diventato pure bravo in cucina?
- (Isabella) Il walkman? - (Paolo) Era sul letto.
L'hai ascoltato? Hai sentito che bella la cantone di papà?
L'ha chiamata come il locale dell'amico di Vicenza.
Sì, diciamo che non è che papà ha chiamato la cantone come il locale, è il locale...
"che ha preso il nome della cantone di tuo padre.
Cioè, l'idea di...
...di aprire un locale di musica dal vivo per gruppi emergenti era di papà...
...poi Mario gli aveva proposto di aprirlo in società...
(Paolo) E invece poi che è successo?
E niente, invece poi...
...I'ha aperto lui da solo.
Non è giusto. Adesso sta facendo un sacco di soldi con l'idea di papà.
Se l'idea era di papà, perché l'ha aperto solo lui?
No. Infatti non è giusto.
L'avrebbe dovuto aprire pure lui.
Quindi gli ha rubato l'idea?
Mm...
Senti, mamma stasera esce, eh. Faccio tardi.
Non mi aspettare sveglio.
- A Fabrizio hanno rubato l'idea di una serie televisiva. - Mm?
Ora è diventata famosa. E adesso gli stanno dando un sacco di soldi perché l'idea era sua.
Ah! Sì?
A me sembra che Fabrizio non ha nemmeno gli occhi per piangere.
Invece è vero. Oggi l'ho visto in giacca e cravatta che stava andando dall'avvocato.
Davvero? In giacca e cravatta?
Certo! Rubare un'idea a un uomo è peggio di un gol fantasma!
"A quel punto lui la bacia, ma lei, come una tigre ferita..."
"..GIi assesta uno schiaffo."
"Oh! Oh, ma che fai?"
"Che fai?"
"Guarda che con me caschi male! Non è aria!"
"Ma lui la cinge e la bacia di nuovo."
"Lei si divincola, sinché non si lascia cadere..."
"..Tra le sue braccia, inerme..."
"..Ormai domata!"
Ormai domata...
Magari... (SUONO DEL CAMPANELLO)
- Ti dispiace se entro un attimo? - No...
(ISABELLA SI SCHIARISCE LA VOCE)
- Mi offri qualcosa da bere? - Ehm...
Non credo di avere nulla perché, te l'ho detto, sono astemio...
Aspetta... Aspetta perché dovrei avere... Sì!
Sì, questa era sul set di "Amore e Lacrime". Me l'hanno regalata.
- E' vodka. - Vodka. - Va benissimo. - Mm-mm.
(sottovoce) Basta.
- Tu non bevi? - No. Te l'ho detto, sono astemio e poi a stomaco vuoto...
E dai, chi beve da solo si strozza. Un goccetto.
(ISABELLA SOSPIRA)
(SQUILLO DEL CELLULARE)
Allora, come vanno le cose?
Eh, insomma... Abbastanza... Abbastanza bene...
- (Fabrizio) Che c'è? - E dai, mettiti un attimo seduto.
Mm... Ecco. Eh...
(ISABELLA SOSPIRA)
Che c'è...?
(ISABELLA RIDACCHIA)
Che c'è?
E, non lo so...
Mi sembra di vivere un déjà-vu...
- Che? - Perché sei venuta?
No, dico, perché l'ultima volta che hai bussato alla mia porta per invitarmi a cena...
...era perché mi occupassi di Paolo.
Se tanto mi dà tanto... mi devo preoccupare?
(ISABELLA SOSPIRA)
(ISABELLA PRENDE FIATO)
Ho bisogno di soldi...
(FABRIZIO RIDE)
(FABRIZIO FA UN VERSO DI RASSEGNAZIONE)
Sì, ma non è come credi.
Non è così.
E poi tu adesso ce li hai, no? Non è un grande sacrificio per te, poi te li ridò.
Io ce li ho i soldi? Ah, sì, certo. Te l'ha detto Paolo.
(Fabrizio) Ho capito. E per questo quindi tu...
(Fabrilio) Ho capito...
(Fabrizio) Guarda, sì, oggi in effetti avrei dovuto ricevere dei soldi, però mi sono rifiutato.
Perché quelli non volevano mettere i miei credits nella serie.
E questo non va bene, perché lì il mio nome ci deve essere. Il talento va riconosciuto!
Che pollo che sei. Il mondo è pieno di talento, ma scarso di volontà.
- Non ho capito, scusa? - Lascia perdere.
(Isabella) Ho bisogno di tremila euro, entro due giorni.
- Mm! - (Isabella) Sono per Paolo, mica per me.
Gli devo far fare un provino. E' importante per il suo futuro.
Ecco...
E' più o meno quello che ho sul conto, però...
Io mi auguro che il pallone sia il suo futuro...
"però gli stai dando una responsabilità troppo grande.
Ma di che parli?
- Che ne sai tu di ragazzini? - Hai pensato a come si sentirà se non dovesse farcela?
- Di calcio non ne sai nulla. Stai tutto il giorno lì a scrivere al computer, quindi... - Mm...
Io non stavo parlando di calcio, comunque, prego.
Comunque hai perso un'occasione. Ero venuta qua per dartela!
Una volta tanto che ero ben disposta!
- Ti faccio notare che me la volevi dare in cambio di soldi. - "Embè"?
- Io ho la fila, pagherebbero - Mm! E questo dovrebbe gratificarmi?
Esatto! Perché io avevo scelto te!
Ciao, amore, ci vediamo dopo.
Sbrigati, o fai tardi...
- E fai il bravo. - (Paolo) Sì, ciao...
(MUSICA MALINCONICA)
(Paolo) Ciao.
(MUSICA MALINCONICA)
- (Luisa) Ha detto Valeria che allora vieni? - Dove?
- Come dove? Alla mia festa. - Alla festa tua? Io?
Non posso, ho cose più importanti da fare!
- Te l'avevo detto che era un'asociale! - Stai zitta!
(MUSICA MALINCONICA)
Mi avevi detto che venivi. Perché ora fai così?
Perché ho cose più importanti da fare.
(MUSICA MALINCONICA)
(SUONI DAI VIDEOGIOCHI)
Ora...
...non facciamo scherzi, eh!
Vai tranquilla, Isabella, vai.
- Ciao. - Ciao.
(VOCIARE IN DISTINTO)
(Donna) Vai, Tommy!
(Donna) Dai, Mister, digli qualcosa!
(Donna) Massimo!
- (Donna) E dai! - (Uomo) Forza, bravo!
(MUSICA DRAMMATICA EVOCIARE IN DISTINTO)
(COLPI ALLA PORTA) (Isabella) Fabrizio!
- Hai visto Paolo? - No, che è successo? - Non lo trovo più.
(MUSICA DRAMMATICA)
Aspetta!
(Fabrizio) Aspetta!
(MUSICA DRAMMATICA)
- Ragazzi, avete visto mio figlio Paolo? - No, non l'ho visto. - Ho.
- Avete visto mio figlio, per favore? - Chi, Totti?
Sì. L'avete visto, sì o no? - Sarà scappato perché non ti sopportava più!
Oh, stronzetta, guarda che ti strappo tutti i ricci che hai in testa!
(GRIDA DI PROTESTA)
Siete impazziti? Isabella, stai esagerando!
- (Isabella) Ma guarda 'sti ragazzini! - Di' a quella puttana di stare zitta!
- Adesso stai esagerando. - Levati dal cazzo che ti sparo in testa!
- Che fai tu, spari? Guarda, stai attento, sai! - (Ragazzo) Sparisci!
Stai... Stai... Stai attento! Mi dici che è successo, per piacere?
Niente. Paolo non è andato a scuola, non è andato agli allenamenti.
- Non è a casa e non mi risponde al telefono. - Amici?
Ho il numero di uno ma non ne sa niente!
Hai visto a casa? Che ne so, cassetti, computer... Aveva dei soldi con sé?
Ma mica è un telefilm!
(MUSICA DRAMMATICA)
Allora...
Ecco la cronologia...
Ha cercato come arrivare da Latina a Vicenza.
- Ma davvero? - Eh, sì. - Cioè?
Aspetta... Ah, ecco. Deve aver preso la corriera.
- Il pullman? - Il pullman, sì.
Ecco: da Latina con arrivo a Vicenza alle 19.30.
Dio! Questo sta andando a Vicenza da solo! Ma è impazzito!
Però ha cercato anche la corriera per il ritorno, è un buon segno!
Che c'è?
Gerardo? Sono Isabella, ciao.
Senti, che per caso Paolo s'è fatto vivo con voi?
Ah, no?
Eh, no, è successa una cosa, poi ti spiego.
Senti, io sto venendo a Vicenza, prendo il primo treno. Sì.
Però tu mi devi fare un favore prima.
(Maria) Sbrigati, dovrebbe essere arrivato cinque minuti fa. Sbrigati.
Vado, vado, aspetta un attimo!
(Maria) Paolo!
Paolo!
PAOLO! Paolo!
(MUSICA DRAMMATICA)
- E' qua? - No, no.
(MUSICA DRAMMATICA)
Adesso prova a girare lì, c'è un po' più di luce.
(MUSICA DRAMMATICA)
- Gerardo! Ciao, Maria! - Ciao. Ciao, ciao.
Ma siete sicuri che era Paolo? - Sì. L'ha visto Maria mentre usciva dalla stazione.
- Secondo me comunque è andato al locale di Mario. - E perché?
- Non lo so. - Piacere, io sono Fabrizio. - Ah, ciao. - Piacere.
E' solo il mio vicino di casa. Mi ha accompagnato.
(MUSICA DRAMMATICA)
Adesso quando lo prendo gli do una lettone che...
"che non se la scorda.
Sì, devi essere severa.
Ma io cercherei anche di capire il perché uno fa una cosa del genere, che c'è sempre un motivo.
Mm... Lo sapevo io.
Ma dillo quello che vuoi dire, no? No, dillo, non te lo tenere.
Volevo dire quello che ho detto!
Ma invece io pensavo che tu volessi dire che io non sono una buona madre, no?
Come sono stata una cattiva moglie! Giusto? Non è questo che volevi dire?
(MUSICA DRAMMATICA)
(Gerardo) Oddio, cosa è successo?
- Oddio... - Guardate! - Non mi dire che...
(Mario) Ha tirato delle bottiglie, ha spaccato l'insegna, cosa volete farci è un bambino.
- (Poliziotto) Vuole sporgere denuncia? - Cosa vuoi sporgere denuncia, è un bambino...
- Che è successo? - E' il figlio di una mia amica... Eh...
Ti stavo per chiamare, Isa, è che...
Va be', forse è meglio se parli con lui, guarda, è lì.
Oh, comunque è vero che ha un gran sinistro, quasi mi spaccava una gamba, "boia can", guarda qua!
- Mi dispiace. - No, tranquilla. - Mi dispiace.
Oh!? Ma che hai combinato?
Ma che ti è saltato in mente di fare? Mi hai fatto prendere un colpo!
Mannaggia a te, mannaggia...
Mi hai fatto spaventare.
I soldi del provino ce li deve dare lui!
Ma come, ma di che parli?
E' un ladro, ha rubato l'idea a papà. Ed è pure bugiardo, dice che non è vero!
Ma che dici? Ma di che parli? Non ha rubato niente.
Ma come? L'hai detto tu che l'idea del locale era di papà.
Ah, sì, ma...
Sì, ma poi papà ha cambiato idea. E l'ha aperto solo Mario.
- E perché? - Perché, perché...
Perché a volte le persone hanno voglia di fare delle cose e poi non gli va più...
Ma poi scusa, eh, ma pure se fosse, ma che fai?
Scappi di casa, vai in giro, sfasci le cose, dai i calci, fai il violento?
Ma ti rendi conto della paura che mi hai fatto prendere?! No, dico, ma...
Perché mi hai fatto questo? Io non mi posso più fidare di te adesso?
Ma io l'ho fatto per te! Non è giusto che stai sempre così.
Ah, sì, lui l'hai fatto per me. Perché non è giusto che sto sempre... così...
(MUSICA MALINCONICA)
Così come? Come sto io?
Sei sempre arrabbiata. Sempre triste. E io con te non so che fare.
Sei contenta solo quando gioco a pallone.
(MUSICA MALINCONICA)
Ma che dici? Vieni qua, stupido.
Ma come, ci facciamo sempre un sacco di risate io e te, eh?
(MUSICA MALINCONICA)
(ISABELLA FA UN VERSO DI SFORZO)
(MUSICA MALINCONICA)
Mica sono arrabbiata e triste?
(piagnucolando) Mamma è contenta, mi dicono sempre che sono simpatica, io, che...
(MUSICA MALINCONICA)
Amore mio...
(MUSICA MALINCONICA)
(piagnucolando) Ora ti do un sacco di botte...
(DIALOGHI INUDIBILI)
(MUSICA MALINCONICA)
(BRUSIO INDISTINTO)
(MUSICA MALINCONICA)
(DIALOGHI NON UDIBILI)
(ISABELLA TIRA SU COL NASO E POI SOSPIRA)
(MUSICA MALINCONICA)
Come va?
Andrea l'ho conosciuto una sera che sono venuta qui a un concerto a Vicenza, con un'amica.
Dopo un mese mi ero già trasferita.
Io lavoravo in un locale, facevo la barista.
Lui suonava in un gruppo, facevano un po' di serate, così.
Eh, abitavamo, avevamo una stanza in una casa...
"con tanti ragazzi.
Ci siamo divertiti da morire, quel periodo...
...era proprio bello.
Il suo sogno era aprire questo locale di musica dal vivo.
Era proprio la sua fissa.
Poi... aveva trovato pure i soldi...
Va be', poi sono rimasta incinta e...
- Non ero pronta ad avere un figlio. - Nessuno lo è. - Mi sono messa paura.
Mi son messa paura, allora gli ho chiesto di...
...lasciar perdere...
...con questo sogno del locale, che doveva crescere, che doveva...
(piangendo) "responsabilizzarsi e maturare!
E allora ci siamo trasferiti a Latina.
Perché i miei mi avevano lasciato quel cesso di casa.
E si è messo a fare il primo lavoro che capitava, come gli avevo chiesto io.
Ma la cosa assurda è che io ce l'avevo con lui, ce l'avevo con lui perché era cambiato.
(piagnucolando) Eh. E poi le cose tra noi non erano più come prima.
Ero piena di rabbia per questo!
Un giorno sono andata a cercarlo al lavoro e lui non c'era. Cera il suo capo.
Che poi è quello...
"per cui lavoro io adesso.
Ero arrabbiata, ero, non lo so ero, ero delusa...
(ISABELLA PIANGE)
E dopo mezz'ora ci siamo ritrovati a casa sua e...
...ho fatto la cosa peggiore che potessi fare.
(ISABELLA PIAGNUCOLA)
Dopo la delusione del locale...
...Ia cosa che lo faceva ritornare veramente vivo e contento era proprio Paolo.
Da quando Paolo ha iniziato a giocare a pallone, lui...
"aveva ritrovato il sorriso, era vivo.
Andava a tutti gli allenamenti. Lo portava a tutte le partite.
E appena poteva, scendeva al campetto sotto casa a giocare.
(piagnucolando) Era convinto che Paolo...
(piangendo) "doveva diventare un campione, era convinto...
(ISABELLA PIANGE)
Andrea era fatto così.
(ISABELLA SOSPIRA)
E poi la mattina che sono andata a letto col suo capo...
...lui non c'era perché stava da un cliente...
...e gli è preso un infarto.
L'hanno portato all'ospedale, ma...
...non ce l'ha fatta.
No, no.
No, non dire niente, non ce n'è bisogno.
Tieni, scusa. Scusa.
(MUSICA MALINCONICA)
(Isabella) Allora?
(DIALOGHI NON UDIBILI)
(TUT|'I RIDONO)
(DIALOGHI NON UDIBILI)
(MUSICA MALINCONICA)
Io oggi non vengo a scuola, ho un impegno. Volevo darti questo.
- Scusa! - Aspetta!
Ma tu sei un asociale?
No. Sono solo un mancino.
Ci vediamo domani a scuola.
(MUSICA MALINCONICA)
Allora, sei sicuro? E' quello che vuoi davvero?
In realtà non lo so. Però il provino lo faccio! Dai, andiamo.
Andiamo? Andiamo.
(“USER Dì “ “MENO NATURALE“ DI TEWΓ S“)
(GRIDA DI INCITAMENTO)
(SUONO DEL FISCHIETTO)
(APPLAUSI A GRIDA DI INCITAMENTO)
(“USER Dì “ “MENO NATURALE“ DI TEWΓ S“)
(SUONO DEL FISCHIETTO)
(“USER Dì “ “MENO NATURALE“ DI TEWΓ S“)
- Ciao. - Ciao.
Ovviamente sono qui per Paolo, eh.
Peccato.
- Oh? Scherzavo. - Anch'io.
Ah.
(MUSICA MALINCONICA)
(ISABELLA E FABRIZIO RIDONO)
(FABRIZIO FA UN RESPIRO PROFONDO)
(ISABELLA E FABRIZIO RIDONO)
(“USER Dì “ “MENO NATURALE“ DI TEWΓ S“)
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