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Original subtitles

(Totti) E pensare che la prima parola che ho detto è stata "palla".

Nel '77, a Porto San Giorgio,

con tutti i miei cugini, zii e zie.

Il mare, la spiaggia, i giochi.

Per me era tutto nuovo, era una cosa bellissima.

Quella è mia madre.

Questo è mio padre.

Questo ero io,

che cercavo di giocare a pallone.

Pensavo solamente a calciare la palla.

Da lì è partito tutto.

(Uomo) Una Roma senza Totti è come una città senza sole.

(Uomo 2) La partita è finita, ci hanno portato via il pallone.

(Uomo 3) Io non ci credo, se penso a domani preferisco pensare a ieri.

(Donna) Per me è il funerale di Roma. Per me muore Roma qui.

(Totti) Io non ci credo che finisco.

Da domani non metto più gli scarpini, non metto la maglietta, non metto niente.

Non è possibile.

Ho passato qua dentro 25 anni della mia vita.

Che ricordi.

(Zampa) Giocatori su di lui.

(Zampa) Tiro, la palla...

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

- (Caressa) Riesce ad andar via... - (Compagnoni) Cerca lo spunto.

(Caressa) Quasi in zona tiro...

- Totti ! - (Compagnoni) Per un soffio...

(Caressa) Totti si è liberato ! Pallonetto !

Totti !

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) Domani è l'ultima volta che tocco la palla da professionista.

Mi chiamo Francesco Totti.

Sono il capitano della Roma.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) Nell'83, a Roma, erano 40 anni che non si vinceva uno scudetto.

"Siamo nati per soffrire", come si dice.

(VOCI DI ESULTANZA)

(CLACSON)

(Totti) Ero piccolo.

Mi ricordo i clacson, i suoni, le bandiere.

Ovunque andavi,

c'era un casino madornale.

Quell'estate, finita la scuola,

ci ritrovavamo sempre il pomeriggio alla Manzoni.

Insieme a me, c'erano mio fratello Riccardo,

mio cugino Angelo,

Antonio detto il Morto, perché era bianco cadaverico,

poi c'era Bambino,

i due Giancarlo, Giancarlo Ciccacci e Giancarlo Pantano.

Il nostro gioco preferito si chiamava paperelle.

Un gruppo di bambini si metteva in cima alla scala.

Cominciavano a camminare uno dietro l'altro.

Scendevano il gradino fino alla fine della scala.

Sotto c'era un bambino che doveva calciare e colpire queste benedette paperelle.

Chi prendeva più paperelle, vinceva un gelato.

Io ero piccolo.

Non mi facevano mai giocare.

Poi un giorno, o gli ho fatto tenerezza, o gli ho fatto pena,

mi hanno detto: "Vuoi giocare ?"

In quel momento, pensavo a tutto e non pensavo a niente.

Però vedevo che, quando calciavo io,

il rumore del pallone era diverso.

Calciavo forte.

Forte e preciso.

Calciavo e prendevo una paperella.

Calciavo e riprendevo una paperella.

Li prendevo tutti.

Loro sono rimasti increduli.

Un giorno mio cugino Angelo mi dice:

"Andiamo a provare alla scuola calcio della Fortitudo."

Stava a cento metri da casa.

Abitavamo in via Vetulonia.

Eravamo mio padre, mia madre, mio fratello e mio nonno.

Questa era la mia famigliola.

Da bambino, ero molto timido.

Non esternavo come avrei dovuto.

A scuola mi chiudevo in me stesso.

Però, con la scusa che facevo il giocatore,

ogni tanto mi nascondevo dietro a quel problema.

Finalmente a dieci anni sono andato a giocare nella Lodigiani.

La Lodigiani già era una squadra titolata.

C'erano Roma, Lazio, Lodigiani.

La Lodigiani era la terza squadra di Roma.

Noi dicevamo che era la seconda, perché c'era la Roma e poi la Lodigiani.

La Lazio era la terza.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) In questo periodo, mio padre e mio zio mi davano 5000 lire a gol.

Infatti li ho mandati a picco.

Li ho costretti a trovare un altro lavoro !

Mio padre non mi ha mai fatto un complimento.

Mia madre ogni tanto, di nascosto, me li faceva.

Lei è quella che mi è stata più attaccata.

Papà lavorava tutti i giorni fino a tardi.

Lei mi veniva a prendere a scuola, mi portava agli allenamenti,

aspettava là fuori.

I miei vedevano che c'era passione.

Io ero fossilizzato sul calcio.

Il sabato tutti uscivano, io andavo a casa a dormire.

Mi mettevo lì, vedevo le partite,

bevevo un bicchiere di latte freddo prima di andare a dormire.

La mattina alle 7 mi svegliavo, facevo colazione e andavo a giocare.

(Uomo) Vai !

(Totti) Si era sparsa la voce che c'era questo ragazzino forte.

Tanto che l'allenatore mi diceva: "Occhio, che ti fanno male."

"Non reagire, occhio."

(Uomo) "Daje" !

(VOCI DI PROTESTA)

- (Donna) Scemo ! - (Donna 2) Butta fuori la palla !

(Uomo 2) Sei bravo !

(Totti) Ancora ero piccolo,

perciò non avevo grandi idee o prospettive.

Però sono momenti che difficilmente ti dimentichi.

Nell'89 ci fu una chiamata del presidente della Lodigiani

perché Roma e Lazio volevano che andassi a giocare con loro.

Una famiglia di romanisti

era impossibile che prendesse un'altra strada.

Se avessero scelto Lazio, avrei tolto loro il saluto per sempre.

La prima volta che ho visto Trigoria per me era come un sogno.

Avevo 12, 13 anni.

Passo là davanti, vedo la prima squadra allenarsi.

Mi sento il bambino più felice del mondo.

Vedere Giannini durante gli allenamenti

era il top del top.

Lui era il capitano.

Era il mio idolo.

Poi era di Roma.

Lo chiamavano il Principe.

Quando stavo là dentro, mi trasformavo.

Cioè, mi chiudevo in me stesso e cercavo di fare le cose con facilità.

Facevo cose difficili che mi riuscivano.

Infatti mi mettevano sempre a giocare con i più grandi.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) Hai visto ? Rimanda indietro.

Guarda, eh.

Io giravo la testa per guardare dove stava il mio compagno

o dove stava l'avversario.

Un altro bambino non lo fa.

Guarda la palla.

Quando giocavo, venivano tutti.

Gli amici, i cugini, gli zii.

Quando entravi in campo, la prima cosa che facevi

era cercare con lo sguardo tua madre e tuo padre.

Se senti le voci dei genitori, prima erano molto peggio rispetto a ora.

Prima dicevano: "Spezzagli le gambe ! Entragli male !"

(FISCHIO)

(Uomo) Arbitro, quando lo ammonisci ?

- "Mortacci tua" ! - (Uomo 2) E di chi non glielo dice !

(insieme) "Mortacci tua" !

(Totti) Quel periodo andavo in curva con mio fratello, i cugini e gli amici,

con il motorino, tutte le domeniche.

La partita c'era alle 15.

Partivamo, per dire, alle 9.

Stavi là seduto e giocavi a carte anche con la gente che non conoscevi,

per aspettare il momento della partita.

(insieme) # E la Lazio merda #

(Totti) Quando c'era il giorno del derby Roma-Lazio,

in curva c'era il delirio.

Lì c'era proprio odio a 360 gradi.

(insieme) # Lazio, Lazio, vaffanculo #

(FISCHI)

(ESPLOSIONE)

(Totti) È una partita diversa da tutte le altre.

Pure troppo sentita.

(Martellini) Attenzione, Sclosa era già ammonito.

(Totti) C'era gente che preferiva vincere due derby

che vincere lo scudetto.

(VOCI DI PROTESTA)

(Martellini) Gol !

(Totti) Giannini era quello che mi trasmetteva

positività, forza, agonismo.

Lo vedevo come un'icona.

Quando tornavo a casa, mi specchiavo.

Dicevo: "Un giorno vorrei essere come lui."

Un giorno, era di sabato pomeriggio,

a fine primo tempo eravamo due a zero, avevo fatto due gol con la Primavera,

a un certo punto mi chiamano fuori dal campo.

Strano.

Ho fatto due gol, mi fai uscire ?

Qualcosa di grave sarà successo.

(Donna) Ma dove va ? Che ha fatto ?

(Totti) Mi dicono: "Vestiti, vatti a fare la doccia"

"che devi partire con la prima squadra per Brescia."

Mi è preso un colpo.

Inizialmente, neanche volevo partire.

Mi ero organizzato il sabato sera.

Discoteca, cena con gli amici, tutto quanto.

Ero diventato una persona normale, il sabato sera.

Quando arrivi alla fine, è vero, 25 anni sono tanti, ok,

ma ripensando a quello che hai fatto, sono pochissimi.

(Mandolesi) La Roma è al comando

con due gol messi a segno al primo tempo da Caniggia e Mihajlović.

(Totti) Mancavano dieci minuti.

Non avevo speranze di poter entrare.

(Mandolesi) È uscito Rizzitelli, lascia il posto al giovane Francesco Totti.

(Totti) Immaginarmi là dentro insieme a loro era impensabile.

Una finzione, come se mi prendessero in giro.

Tutto surreale.

Da là, è cambiata tutta la mia vita.

Da quel giorno, ho iniziato ad allenarmi quasi sempre in prima squadra.

Tutte le mattine, poi la mattina andavo a scuola.

Per me era un problema.

Ma è un treno che passa una volta sola.

Fortunatamente, sono riuscito a salirci.

E pensare che poi, in quel momento, la Roma rischiava il peggio del peggio.

(Giornalista) Il giorno più lungo nella storia dell'A.S. Roma.

(Mannoni) Il presidente Ciarrapico in carcere,

la società in liquidazione, nuovi acquirenti che non si vedono.

(Totti) Per fortuna, arriva Franco Sensi.

Io non ho mai fatto interviste, lasciatemi stare.

Ti dico che la Roma non rimane orfana e basta.

(Totti) Per prima cosa,

Sensi prende un allenatore romano e romanista come noi.

Mazzone per me è stato un papà.

Mi ha cresciuto in tutto e per tutto, sia in campo che fuori.

Ho avuto la fortuna di averlo in quegli anni.

(Pizzul) Cappioli, Berretta,

Totti, ragazzo che furoreggia nelle file della Primavera.

(Totti) Se fosse dipeso da lui, mi avrebbe fatto giocare sempre.

(Pizzul) Ancora uno stupendo arresto da parte di Totti,

che poi va via sulla destra.

Grandissima giocata di Totti, la palla è per Giannini.

Il tiro ! La parata di Pagliuca.

(Totti) Per farmi crescere e farmi vedere che ci teneva a me,

quando i giornalisti rompevano le scatole che doveva giocare Totti,

lui faceva l'opposto.

(Pizzul) Esce Totti, bravissimo Francesco Totti.

(Totti) Però non mi diceva mai se mi faceva giocare o no.

La formazione la dava due ore prima di entrare in campo.

Era un saliscendi.

Poi che fa ? Al derby mi butta dentro.

Per me era il primo.

(Sarta) Verso Winter, resiste alla carica...

Il gol della Lazio !

Gol di Signori !

La girata perfetta di Signori, la Lazio è in vantaggio dopo sei minuti.

È entrato Totti in campo, non ha ancora 18 anni.

Con il numero 16 Totti,

la carta di Mazzone per cercare di raggiungere il pareggio.

(FISCHIO)

(Totti) Avrei fatto qualsiasi cosa in quel momento.

Prima un giovane, quando entrava, lo gonfiavano di botte,

per mettergli paura.

Il quel momento, devi farti anche un po' furbo.

(Sarta) Ancora Totti.

Duello con Negro, Totti !

Totti in area di rigore, va a terra, rigore !

Calcio di rigore !

(Totti) Ho sentito il minimo contatto.

Ho detto: "Ora mi butto per terra sperando che l'arbitro fischi."

(Sarta) Anche se non ho visto colpi sulle gambe...

(Totti) Fui abbastanza scaltro.

(Sarta) Per l'attacco della Roma,

c'è Giuseppe Giannini di fronte a Luca Marchegiani.

(Totti) Giannini, essendo il capitano,

aveva una responsabilità doppia rispetto a un altro giocatore.

(Sarta) In un momento delicatissimo.

(Totti) Non sai come mi batteva il cuore.

(Sarta) È il 25esimo del secondo tempo, la rincorsa di Giannini, il tiro...

La parata di Marchegiani !

Marchegiani sventa il calcio di rigore di Giannini !

Marchegiani si oppone al capitano della Roma...

(Totti) Mi era crollato tutto il mondo addosso.

Potrei dire: "Se l'avessi tirato io, sicuramente avrei fatto gol."

Però con i "ma" e con i "se" è troppo facile parlare.

(Sarta) Eccolo il fischio finale, che sancisce la vittoria della Lazio...

(Totti) Poi, perso il derby, alla gente si annebbia la vista, come si dice.

Si sfoga contro la bandiera, Giannini.

(Giannini) Quando si mettono in mezzo i familiari, cambia tutto.

(Totti) Manda un po' indietro.

Non mi ricordavo che lo avessero strattonato.

Prima era così.

Lo vedi ? Prima i tifosi si mettevano tutti là sopra.

Se perdevi il derby, avevi sei mesi di rotture di palle continue.

Però era molto più bello.

Poi è arrivato il mio primo gol in Serie A.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) Per me era la finalizzazione di tutto,

di tutta la mia vita fino a quel momento.

Certo, avrei preferito farlo sotto la Sud.

Poi alla fine io stavo là.

Qualche settimana dopo, compio 18 anni.

Divento maggiorenne.

Chi si presenta a mezzanotte ?

Il Principe.

Giannini, l'uomo torta.

Mi ha fatto una sorpresa.

Lo ha reso il compleanno più bello che potessi mai pensare.

In quel periodo, avevo la gente ovunque.

Sul pianerottolo di casa, sotto casa.

Non potevo andare a prendere un caffè, a giocare a flipper.

Non potevo più uscire.

Non pensavo che fosse così difficile, come vita.

Bella, però difficile allo stesso tempo.

Non avevi vita privata.

(Mandolesi) Francesco Totti, un applauso.

Francesco, grazie.

So che ti esprimi meglio sul campo verde

che non negli studi caldi.

Sì, infatti, in campo è diverso che in televisione.

Giocare con la squadra della tua città,

quella per la quale eri tifoso da bambino.

Pensa che due anni fa ero in curva ancora.

Ringrazio te.

Ringrazio anche tua mamma, che è stata una persona deliziosa.

Sì, meglio che stia fuori, mia mamma.

- Che ne stia fuori ? - Dicono tutti che sono un mammone.

- Sì ? - Sì.

- È un pregio ! - La mamma è sempre la mamma.

(Totti) Avevamo casa a Torvaianica,

dove c'erano tutti gli amici, le comitive.

Questo era il periodo più bello dell'estate.

Il pensiero di dover partire con la Nazionale,

il primo viaggio lontano...

Non mi sarei staccato per nessuna cosa al mondo.

Dai, tutti insieme. Ciak, si gira !

(Totti) Questi sono tutti gli zii. La sorella di mio padre, zio Augusto.

- (Zio) I nipoti dopo. - # Fratelli d'Italia #

(Totti) Zia Teresa, zia Lucia, zio Ennio. Mamma mia.

La fidanzata di Roberto, mia cugina.

Claudia.

Facevano 50 gradi, era mezzogiorno.

C'era il fuoco.

Riecco mio padre. Guarda mia madre com'era giovane.

- (Zio) Non sei contento ? - Eh !

(Totti) Le riprese le faceva mio fratello, che lavorava nel cinema.

Portava i camion,

però a tenere la telecamera sulla spalla non ci voleva uno scienziato.

Questa mi sa che è la prima partita che sono venuti a vedere all'estero.

Era un'amichevole a Wembley,

lo stadio più importante che ci possa essere.

(FISCHIO)

(Totti) Ero un ragazzo semplice, timido, riservato.

Mi dava fastidio quando fischiavano o mi chiamavano.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) Tu non credi al destino.

Io ci credo.

Il destino lo capisci solo alla fine.

Finché non lo vivi, non ci pensi neanche al destino.

Finché non ti succede qualcosa.

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

(Cerqueti) Ecco la Roma del dopo Mazzone.

Argentino, 47 anni.

Nella sua prima intervista da giallorosso,

non dimentica il nonno italiano.

"Bianchi" o "Bianci", come vuole essere chiamato ?

Io "Bianchi", perché "Bianchi" è di qui.

(Totti) Bianchi è quello che voleva cacciarmi via.

Lui la romanità

ha cercato sempre di metterla da parte.

Nel momento in cui ho saputo

che non c'era il rinnovo di contratto di Giannini,

ho percepito che nel calcio cambiano cose in un attimo.

Perciò dovevi rimboccarti le maniche

e ripartire senza le persone di cui ti fidavi.

Carlos Bianchi era proiettato su altri giocatori.

Si era fissato che voleva rimpiazzarmi con un certo Jari Litmanen.

Litmanen già era Litmanen.

Io ero un giovane, lui era un giocatore già formato.

A febbraio organizzarono questo torneo all'Olimpico.

Un triangolare tra noi, Borussia e Ajax.

Si chiamava Città di Roma.

Per Bianchi era l'occasione giusta per far vedere quanto era forte Litmanen,

che giocava nell'Ajax.

Io non ci sarei dovuto essere,

perché dovevo partire con la Nazionale Under 21.

Invece che succede ? Non mi convocano.

Ed eccomi qui.

(Piccinini) Occhi puntati su Totti.

Statuto sfiora, Totti.

Gran numero, Totti ! Totti ! Totti !

Ancora lui !

Totti !

Gran tocco e gol fantastico !

Il pubblico è tutto per lui.

(Totti) Litmanen fece un torneo normale.

Io feci due partite stratosferiche.

(Piccinini) Totti, destro !

Gol fantastico !

Gol fantastico, ancora lui !

(Bagni) Per me non andrà più via, stasera ci ha fatto vedere delle cose fantastiche.

(Totti) Il Torneo Città di Roma è stato il destino di tutto,

di tutta la mia carriera con la Roma.

- Il destino di Totti ? - Il destino di Totti è nella Roma.

Rimane alla Roma.

- Sì, ma un prestito ? - No, resta alla Roma e gioca con la Roma.

- Solo questo. - Categorico il presidente.

(Totti) Bianchi disse: "O me o lui."

Il presidente ha scelto me.

(Speaker) Zdeněk Zeman !

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) La prima volta che ho visto Zeman, ero impaurito.

La voce che girava diceva che era un lavoratore maniacale.

Per lui dovevi solo correre.

Corsa, corsa, corse pesanti.

In più non ti faceva mangiare.

Avevo l'ansia.

Ero giovane, mi sono detto: "Mamma mia."

- Guarda che pettorali che ha. - (Totti) Ha fatto palestra.

(Totti) Invece l'ho trovato una persona pulita, vera,

simpatica, alla mano.

Ogni volta che scendevo in campo, diceva:

"Coi piedi che hai tu, devi sempre tirare."

"Entri e tiri."

"Entri e tiri."

Dice: "Se tiri in porta dieci volte,"

"dieci volte prendi la porta e nove fai gol."

Zeman mi ha dato anche la forza di cambiare fisicamente.

Mi ha strutturato fisicamente in tutto e per tutto.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) In quel periodo, divento capitano.

Da una parte ero contento, perché era il mio sogno.

Allo stesso tempo,

avevo visto anche in negativo cosa significa essere il capitano della Roma.

Per me le responsabilità si sono raddoppiate, triplicate.

Quando Zeman se ne va, penso: "E ora ?"

Quell'estate ero a Torvaianica.

Esce la notizia che la Roma prende Capello.

Non solo io, ma tutti i tifosi della Roma, i giocatori, eravamo tutti contenti.

Ovunque è andato, ha vinto.

Invece il primo anno è stato abbastanza critico.

Siamo arrivati sesti, peggio dell'anno precedente.

Poi succede l'impensabile.

(Cucchi) In questo istante Collina dichiara chiuso il confronto.

La Lazio è campione d'Italia.

(Totti) La vittoria dello scudetto della Lazio è stata terrificante.

Tutti i tifosi della Lazio con le trombette passavano sotto casa.

Ho chiuso tutto, finestre, tapparelle.

Per un po' di giorni non sono uscito di casa.

Alla fine, se hanno vinto, vuol dire che se lo sono meritato.

Fatalità, dopo tre giorni, nello stesso stadio,

Giannini dava l'addio al calcio.

Ero in mezzo al campo con lui a fare la partita d'addio.

Doveva essere una giornata di festa.

Purtroppo è diventata un incubo.

In quel momento, la gente aveva una forte rabbia

e l'ha tirata tutta fuori.

(FISCHI)

(Totti) Per lui era un colpo al cuore.

Non doveva finire così, doveva finire con qualcosa di meglio,

ancora più bello.

Però vi ringrazio.

(APPLAUSI)

Si alza finalmente il sipario sulla nuova stagione 2000/2001.

È il primo anno che abbiamo una squadra così forte.

Sicuramente, su tre obiettivi, riusciremo a fare cose molto importanti.

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

(Totti) E invece, partiamo con la Coppa Italia

e venivamo buttati fuori al primo turno dall'Atalanta.

Ci fu una contestazione a Trigoria abbastanza dura.

Dobbiamo fare un salto di qualità enorme, anche per rispetto dei tifosi.

(Totti) D'ora in poi chi non ha carattere,

chi non ha voglia di giocare, si può tirare fuori.

(Zampa) Ecco il cross.

Gol ! Gol ! Gol ! Gol ! Gol !

Gol !

È il primo gol in campionato della Roma !

La firma è quella d'autore,

la firma è quella d'autore di testa del Bimbo de Oro !

(Zampa) Si allarga Batistuta, area di rigore, riceve palla,

tiro, traversa, gol !

Gol !

Gabriel Omar !

Il Re Leone Batistuta !

(Zampa) Gol !

Il gol del Bimbo de Oro !

(Zampa) Batistuta, il tiro, gol !

Gol ! Gol ! Gol !

(Zampa) Ecco il cross di Pendolino, palla per il capitano, tiro, gol !

Gol, gol, gol !

Un gol straordinario !

Un gol straordinario, al volo di sinistro !

(Totti) Ero forte.

(Zampa) In area di rigore, miracolo !

(Totti) Siamo partiti primi e siamo arrivati primi fino alla fine.

Scendevi in campo la domenica sicuro di fare almeno due o tre gol.

(Zampa) Palla per Batistuta, tiro !

(Totti) Non c'era proprio altra possibilità.

(Zampa) Aldair, palla...

(Totti) Sentivi l'unione di tutti quanti, la compattezza, la voglia.

(Zampa) Punizione, traversa, colpo di testa, gol !

Gol, gol, gol ! Gol di Vincenzo !

(Zampa) Eccolo il cross... Gol !

Gol !

(Totti) Eravamo un gruppo vincente.

(Zampa) Ai limiti dell'area di rigore, il tiro, la palla... Gol !

Gol ! Vincenzo !

(Totti) Non potevamo non vincere.

(Zampa) Ancora Montella, Montella, palla dentro, gol !

Gol !

(Totti) La penultima partita di campionato era a Napoli.

C'erano quasi 10.000 romanisti.

Daje, Roma, daje !

(Totti) Vincendo, avremmo vinto il campionato.

Loro, perdendo, andavano in Serie B.

Noi avevamo portato bandiere, magliette, come se...

(Tecca) Totti, Totti ! Rete !

Due a uno, Totti !

(Totti) E invece...

(Tecca) Rete ! Pareggio del Napoli.

Ha pareggiato il Napoli con Pecchia.

Tutti aspettavano il sinistro...

(Totti) Alla fine siamo tornati come siamo partiti.

Senza niente.

(Tecca) Due a due, discorso scudetto rimandato all'ultima giornata.

Alla Roma servirà una vittoria

per essere certa di aver raggiunto l'obiettivo.

(Totti) Forse il destino voleva

che l'ultima partita si giocasse a casa nostra.

Roma era totalmente in silenzio.

Era un mortorio.

Più che altro, era la paura.

La paura che potesse svanire il sogno di tutti.

Perdere lo scudetto con l'ultima partita all'Olimpico,

dopo 20 anni...

Non ti saresti più ripreso.

Sarebbe stata la fine di tutto.

(VOCI DI PROTESTA)

(Repice) Solo di un soffio !

La palla di Montella per un niente non è entrata.

Montella aveva...

Sempre zero a zero tra Roma e Parma.

Roma che ha cercato il gol prima con Batistuta, poi con Montella.

Sei minuti e 58 secondi.

Tommasi, si fa vedere Candela dalla parte opposta.

La palla arriva adesso a Candela.

Può crossare, Candela mette in mezzo.

Ed è gol ! Gol !

Gol ! Roma uno, Parma zero !

È il 19esimo minuto del primo tempo !

È di Francesco Totti il primo gol della Roma !

(Speaker) Francesco !

(insieme) Totti !

(CORI DI ACCLAMAZIONE)

(Totti) Dentro quel pallone c'era il mio sogno.

Non era neanche facile.

Un altro giocatore sai dove la mandava ?

In braccio a questo che riprende con la telecamera.

Poi sotto la Sud...

È come un lancio d'amore nei confronti della gente

che la rete ha bloccato.

A cinque minuti dalla fine, vinciamo tre a uno.

Quello che è successo dopo...

era impensabile.

(Repice) Attenzione, c'è una prima invasione di campo.

La partita viene sospesa, attenzione.

Attenzione, attenzione, attenzione.

Attenzione.

Questo no, questo no, questo no,

questo no, questo no !

(Speaker) La partita viene sospesa.

(Repice) La partita viene sospesa, la Roma rischia.

La gente deve uscire dal campo assolutamente.

Non dovete fare così, non dovete fare questo.

Non dovete fare questo !

(Totti) I bambini.

(Repice) Dovete uscire subito !

La partita deve finire, assolutamente.

(Totti) Buffon era rimasto in mutande.

(Repice) La partita deve finire regolarmente, altrimenti è la fine.

Antonioli non ha neanche le scarpe.

Vediamo Capello

nell'espressione più amara di tutta la stagione.

(Totti) Con il quattro a zero a tavolino, lo scudetto andava alla Juve.

Sarebbe successa la quarta guerra mondiale.

(insieme) Uscite ! Uscite ! Uscite !

(Repice) Tutto lo stadio urla: "Uscite ! Uscite dal campo !"

Lo stadio riassume una parvenza.

L'arbitro ha fatto riprendere il gioco.

(Totti) Ormai eravamo alla fine.

(Repice) Il fischio finale !

Fischio finale !

Possiamo dire campioni, campioni, campioni !

Campioni nel '42, campioni nell'83,

campioni oggi, 17 giugno 2001.

(Totti) Io ho rischiato.

Non riuscivo a fare un metro.

Per tornare nello spogliatoio, ci ho messo un'oretta buona.

(VOCI DI ESULTANZA)

(insieme) # Siamo noi, siamo noi

# I campioni dell'Italia siamo noi

# Siamo noi, siamo noi #

(Totti) Quando ho segnato il primo gol, avrei voluto che il tempo si fermasse.

Anzi, lo fermo adesso.

Questo è per voi.

# Siamo noi, siamo noi #

(insieme) # I campioni dell'Italia siamo noi #

(CLACSON)

(CLACSON)

(insieme) # Siamo noi, siamo noi

# I campioni dell'Italia siamo noi #

(Totti) Guarda la gente.

Prova a entrare nella testa di ogni persona in quella domenica.

È una cosa indescrivibile.

Tu hai dato modo alla gente

di essere felice.

Hai reso felice un popolo intero.

Facendo cosa ? Dando un calcio al pallone e mandandolo sotto al sette.

(CLACSON)

(Totti) Per questo ho sempre detto che vincere uno scudetto a Roma

è come se ne vincessi dieci da un'altra parte d'Italia.

Se vai in un'altra parte d'Italia, festeggi un giorno, la sera stessa.

A Roma, col fatto che non vinciamo mai, che siamo passionali,

tutti i giorni era una festa, era un continuo.

La sera dopo, altre feste.

Il giorno dopo, altre feste.

Poi c'è stata la festa al Circo Massimo.

Un milione, un milione e mezzo di persone.

Poi Sabrina Ferilli aveva promesso

che se avessimo vinto lo scudetto si sarebbe spogliata.

Alla fine è stato come se si fosse messa in bikini.

Lo spogliarello, realmente, non c'è mai stato.

Io penso che la gente in quel momento

non è che pensasse allo spogliarello della Ferilli.

Con tutto il rispetto.

(CANZONE: "CHILDREN" DI ROBERT MILES)

(Totti) L'estate dello scudetto ho affittato uno yacht.

Una settimana con gli amici più stretti,

in Sardegna.

C'era mio cugino Angelo, che per me è un punto di riferimento.

Lo chiamiamo Pisolo perché si addormenta ovunque.

È un angelo caduto in terra.

Giancarlo per noi è il Nero,

perché è il più scuro di tutti.

È il mio braccio destro.

Fa parte proprio del mio corpo.

Appena siamo saliti sulla barca,

la prima cosa che ha fatto Angelo è stata montare la bandiera della Roma.

Vedi i tatuaggi ?

Avevamo fatto una scommessa

che se avessimo vinto il campionato, ce li saremmo fatti.

Purtroppo così è stato.

I tatuaggi non è che mi facciano impazzire.

L'anno dopo, a inizio campionato,

il regalo più bello ce l'ha fatto il presidente Sensi.

Come primo acquisto, comprò Antonio Cassano dal Bari.

Era un giovane talento che aveva un futuro ad altissimo livello.

Quando è arrivato a Roma, me lo sono portato a casa.

Era diventato un fratello minore.

Abitava proprio con noi.

Uscivamo, scherzavamo, ridevamo, ci divertivamo.

Parlavamo la stessa lingua con i piedi.

Giocavamo a occhi chiusi.

Eravamo entrati in simbiosi su tutto.

Eravamo diventati un tutt'uno.

Sembrava come se i giocatori davanti non ci fossero,

come se fossero di vetro, noi ci entravamo dentro.

Anche se eravamo distanti 50 metri,

il primo pensiero era trovare Antonio o trovare Francesco.

Sapevi che dando la palla a lui, o dando la palla a me,

la mettevi in banca.

Lui è così, è espansivo, è solare.

È un cacacazzi, non si vergogna di niente.

Diciamo la verità,

se ci stai in continuazione ti rincoglionisce, ti uccide.

Avendolo conosciuto poi,

lui è uno dei ragazzi più buoni che ci sono,

nel mondo del calcio.

Stiamo parlando di quando avevo 20, 22, 23 anni.

Capitano della Roma, giovane,

single, avevo il mondo in mano in quel momento.

Facevo i fuochi d'artificio.

Il pensiero mio non poteva essere una ragazza, no ?

E invece...

(insieme) # I wanna be the sunshine in your eyes

# I wanna be the lifelong shooting star #

(Totti) Quando vidi Ilary in TV, dissi:

"Quella è la donna della mia vita. Quella me la devo sposare."

Casualità, un mio amico conosceva la sorella, Silvia.

Dopo due o tre mesi che ci frequentavamo, ma non stavamo insieme,

c'era quel benedetto derby.

Ahi, ahi, ahi !

(Totti) Le ho detto: "Vieni anche tu a vedere la partita."

Lei non aveva mai visto il derby dal vivo.

Non era mai stata allo stadio.

(Tecca) Derby di primavera per Roma e Lazio

davanti a 75.000 spettatori

in uno scenario di luci, suoni e colori davvero fantastico.

Soltanto l'Olimpico...

(Totti) Mi metto d'accordo con Giancarlo e Angelo e dico:

"Se lei viene, devo fare una maglietta, per forza."

Ci mettiamo lì a pensare a cosa scrivere, a cosa fare.

Un disegno, una scritta ? Davanti, dietro ? Rossa, gialla ?

Che scriviamo ? "Ti amo" ? No, che cazzo, ancora non stiamo insieme.

Lo vedi qua ?

Sotto la maglietta della gara, ho una maglietta bianca con una scritta.

Se non avessi fatto gol, nessuno l'avrebbe vista.

(Zampa) Totti, palla splendida.

Ancora per Vincent Candela, area di rigore, gol !

Gol, gol, gol !

Che gran gol ! Che gran gol !

Ancora Totti, Totti si libera di quattro avversari,

il tiro, la respinta di Peruzzi, Nesta, il tiro, gol !

Gol ! Gol ! Montella !

Montella !

Cross da parte del capitano, gol !

È il terzo gol ! È il terzo gol ! Ancora Vincenzo !

Limite dell'area di rigore, tiro, gol !

Gol !

Gol !

(Totti) A 20 minuti dalla fine e avendo fatto tre assist,

pensavo: "Guarda se va a finire che non tiro fuori la maglietta."

(Zampa) Samuel, Vincent Candela, ottimo il tandem ancora con Montella.

Vai, Francesco !

Ecco Totti, Totti, Totti, pallonetto, dimmi che entra, gol !

Gol, Checco, gol !

Gol, Checco, gol !

Mamma mia !

(Totti) È stato uno dei gol più belli della mia carriera.

Pallonetto.

Sotto la maglietta di gara, c'era la maglietta "6 unica".

Se non avessi segnato, forse neanche mi sarei messo con Ilary.

Il destino è questo.

C'è tutto scritto.

Non ho mai seguito il calcio, non ci capisco nulla.

È chiaro che conoscendo Francesco, mi interesso un po' di più.

Mi fa piacere...

Sta nascendo una passione per il calcio.

Eh, un pochino.

Come mai è sempre più frequente quest'unione

ragazze dello spettacolo, vallette, showgirl, insieme a calciatori ?

(Totti) In quel momento c'era il binomio letterina-calciatore.

Tutto gossip.

Stavi insieme due mesi, tre mesi, un anno,

poi ti lasciavi.

Il 90% delle volte andava così.

Invece Dio ha voluto che ancora oggi stiamo insieme.

Tra di noi c'è chimica, c'è tutto.

C'è rispetto.

Lei mi ha aiutato a crescere, quello sicuramente.

Pure lei è fortunata però.

(VOCI NON UDIBILI)

(Totti) Noi non potevamo fare tante cose

che faceva un ventenne, un venticinquenne, un trentenne.

- (Uomo) Grande ! - (Uomo 2) Grande, France' !

(Totti) Purtroppo hai perso delle cose

che crescendo, a mano a mano, avresti voluto fare.

(insieme) Ilary ! Ilary ! Ilary !

(Donna) Francesco ! Francesco !

(VOCI INDISTINTE)

(Totti) Però alla fine l'amore ha prevalso su tutto.

Quell'anno è stato un disastro totale.

Ci sono stati quattro cambi di allenatore.

Tanti giocatori infortunati, risultati che non venivano.

Rischiavamo che la Roma potesse retrocedere in Serie B.

Una volta andai sotto la curva

perché il capitano dovrebbe calmare i propri tifosi.

All'improvviso arrivò una bottiglia d'acqua che mi sfiorò.

Avrei scavalcato e avrei ammazzato chiunque.

Fatto sta che lì ho metabolizzato, ho mandato giù quel boccone amaro.

Lì la tentazione è stata forte.

Il Real Madrid mi voleva a tutti i costi.

Loro mi offrivano 12 miliardi l'anno.

Quando giocavamo contro, c'erano Beckham, Raúl, Zidane.

Loro, scherzosamente o dicendo la verità, dicevano:

"Abbiamo saputo che c'è la possibilità che tu venga a giocare da noi."

"Sbrigati, perché il Real Madrid è il Real Madrid."

"Non ci sono altre società più forti di questo club."

Certo, un po' di dubbi te li mettevano.

Io ero quasi in scadenza con la Roma.

Le persone vicine, fidate, chiunque mi diceva:

"Senti, la Roma è la Roma, ok, però..."

"Ci pensi pure ?"

Tutti mi avrebbero portato in braccio a Madrid.

Anche Ilary era consenziente.

Diceva: "È un'opportunità per te che difficilmente ricapiterà."

(Sacerdote) In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei,

per metterlo alla prova, e gli chiesero:

"È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo ?"

Disse: "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre,"

"si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola."

"Quello che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi."

Parola del Signore.

(VOCI DI ESULTANZA)

(APPLAUSI)

- "Annamo" ! - Veloci, veloci !

"Annamo", frate' !

(insieme) Bacio ! Bacio ! Bacio !

Bacio ! Bacio ! Bacio ! Bacio !

Bacio ! Bacio ! Bacio ! Bacio !

(Totti) Dove vado ? Come faccio ad andare via da Roma ?

È impensabile, impossibile.

Io sono di Roma e basta.

Mamma mia, quanto è bella Roma.

Tanti posti di Roma non li conosco, perché non posso.

Perché ? Perché non posso.

Non posso stare un minuto a guardare un monumento

e mezz'ora a firmare autografi.

Che mi godo ?

Alla fine sono un essere umano.

La gente non lo capisce.

Ormai ti vedono sotto un altro punto di vista.

Io non sono più Francesco.

Sono diventato un monumento pure io.

(VOCI NON UDIBILI)

(Totti) Io vorrei essere invisibile.

Spero, prima di morire,

di passare un giorno senza fare una foto o un autografo.

Una persona che non ti fermi, che ti guardi e ti saluti.

Per un giorno, vorrei essere una persona normale.

Ci sarà un giorno così prima che muoia ? Per me no.

Però, alla fine, è come se conoscessi tutti.

Quello che ho vissuto io, con la gente di Roma,

nessun altro al mondo l'ha vissuto.

Ho voluto sposare questo progetto perché è importante.

È importante sia per noi giocatori che per la società e per tutti i tifosi.

(Testa) Fin qui Totti, nel giorno dell'ufficializzazione

del suo contratto praticamente a vita con la Roma.

(Totti) Al Real sapete chi c'è andato ?

Lui.

Guarda com'era vestito !

Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Roma.

(Totti) In quel momento,

Spalletti era l'allenatore giusto per fare il salto di qualità.

Poi, come ha sempre detto, per lui era un sogno allenare me.

C'è spazio, Checco ! C'è spazio lì !

(Totti) Ho avuto davvero dei momenti belli con lui.

Quel periodo era per me straordinario, bellissimo.

A novembre era nato Cristian.

Tenere in braccio un figlio, solo uno sguardo, l'odore...

Con Spalletti avevamo fatto nove vittorie consecutive.

Dovevamo centrare la decima,

che in Italia era il record nazionale del campionato.

Poi, a giugno, iniziava il Campionato del Mondo.

Mentalmente, ero più carico e motivato del solito.

Mi sentivo forte.

Tutti volevano battere il record, io in primis.

Invece niente.

Il destino ha spezzato tutto.

(FISCHIO)

(FISCHIO)

(Totti) Ho visto subito l'entità del danno.

Alla fine, quando tenevo la caviglia,

ho tolto la mano e scendeva tutto.

Con la botta che mi ha dato dietro, mi ha spezzato il nervo.

Ahia !

(Totti) La caviglia si è girata al contrario.

Si sono rotti tutti e due i legamenti della caviglia,

più la frattura del perone.

Con un infortunio così,

l'80% dei giocatori smetterebbe di giocare.

Appena arrivato, ho fatto la risonanza.

Ho parlato con il prof e mi ha detto: "Operiamo subito."

"Prof, mi opero se mi dai la possibilità di andare a fare i Mondiali."

"Se no, non mi opero."

Io avevo paura.

Ho paura di tutto.

Il professor Mariani mi ha detto:

"Ti do per certo che se ti operi subito, hai una possibilità di fare il Mondiale."

Poi mi ha addormentato e...

Il giorno dopo, senza che sapessi niente...

- (Giornalista) Mister ! - (Totti) In clinica viene Lippi.

(Giornalista) Come ha trovato Totti ?

Molto, molto bene, molto sereno, molto tranquillo.

Molto positivo.

- (Giornalista 2) Ha detto qualcosa in particolare ? - No.

(Totti) Mi disse: "Io ti aspetto fino alla fine."

"Pure con una gamba sola, io ti voglio al 100%."

"Tu sei quello che ci farà vincere il Mondiale."

Vederlo lì dopo l'intervento

mi dava contentezza, mi dava qualcosa in più.

Da lì è partita la scalata per la Germania.

- (Totti) Mario. - Lo faccio io.

Mio nonno aveva la gamba di legno.

Te lo giuro, la gamba di legno.

- (Uomo) Gliel'avevano amputata ? - Sì.

Mia madre la sera, tutte le sere,

andava in camera, gliela staccava e gliela metteva dietro la porta.

Te lo giuro su mia madre, mica scherzo.

- Ora mi informo, perché questa... - Che ti dico cazzate ?

Mio nonno, oh.

Lo sapevi che il nonno aveva una gamba sola ?

- (Uomo 2) La sinistra o la destra ? - La sinistra.

La sinistra non ce l'aveva, era come la mia.

Daje, nonno.

(insieme) # Un capitano

# C'è solo un capitano

# Un capitano, c'è solo un capitano

# Un capitano #

Spingi, vai, muovi.

Via, spingi. Uno, due, tre, quattro...

(Totti) Ho passato tre mesi davvero pesanti.

Ho perso sette, otto chili,

allenandomi tutti i giorni.

Quattro ore la mattina e quattro il pomeriggio è tanto.

Avevo perso forza, avevo perso tutto.

Però poi la forza me la trasmetteva la gente.

La gente che cercava in tutto e per tutto di portare a casa questo risultato,

cioè di mandarti al Mondiale.

(GRIDA DI ESULTANZA)

(Totti) Dopo un mese, ho tolto il chiodo e il tutore.

Ricomincio a camminare.

Dopo due mesi, ho iniziato a correre.

In un mese dovevo fare tutto.

Poi iniziava il Campionato del Mondo.

Spalletti è quello che mi è stato più vicino.

(Scala) Vai, portamelo, Lucia', portamelo, vai, figlio del vento !

(Totti) Finiva gli allenamenti e veniva ad allenarsi con me.

Scherzava, rideva. Avevamo un bel rapporto, in quel periodo.

Poi mi arrivò la chiamata del mister, Lippi.

Venne sul posto a vedere realmente come stavo.

Mi disse: "Allora ?"

"Come va ? Che facciamo ?"

Io gli ho detto:

"Sono pronto."

"A disposizione."

(FISCHIETTANO "IL CANTO DEGLI ITALIANI")

Guido, che fai, dormi ? Io non posso dormire e tu dormi ?

Guido.

- (Donna, radio) Totti devolve in beneficenza... - Che palle.

(Caressa) Saliamo per il calcio d'angolo, c'è Pirlo libero, potrebbe calciare.

Lo fa ! Andrea !

(Totti) Da subito si era visto che le cose giravano bene per noi.

(Caressa) Sale Materazzi, gol !

(Totti) Passiamo il girone e arriviamo agli ottavi contro l'Australia.

(Caressa) Arriva Gilardino, Gilardino ! Schwarzer !

- (Totti) Doveva essere una passeggiata. - (Caressa) Sinistro !

- Con i piedi Schwarzer ! - (Totti) Invece era diventata complicata.

(Caressa) Toni ! Sul fondo !

(Totti) Prima della partita, il mister mi chiama e mi dice:

"Oggi non giochi, ti faccio recuperare."

Ero impazzito.

Poi, a un certo punto, siamo rimasti in dieci.

Non pensavo che mi mettesse dentro a un quarto dalla fine.

(Caressa) 50 minuti sul cronometro.

Totti con il sinistro, prova a lanciare.

Grosso riesce a far passare il pallone.

C'è spazio per un traversone.

Prova a prendere lo spazio, Grosso in area di rigore.

Corre in area di rigore...

Rigore ! Calcio di rigore !

Calcio di rigore !

Calcio di rigore ! Calcio di rigore ! Calcio di rigore !

(Totti) C'era una tensione in quel momento inimmaginabile.

Camminando, si gira Pirlo verso di me dicendomi:

"Daje, tiralo, mi raccomando."

Poi chi andava a bere a destra, chi andava a bere a sinistra...

Si sono allontanati tutti.

Alla fine ho trovato un rettilineo, dritto per dritto,

fino al dischetto di rigore.

Sono stati 20 secondi di angoscia.

Sapevo che non potevo sbagliare.

Eravamo in dieci.

Se segnavo, la partita era finita.

Se no, si andava a oltranza e di sicuro andavamo a picco,

perché non ce la facevamo più.

Avevo tutto sui piedi.

Quando ho tutto sui piedi...

difficilmente sbaglio.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) Ero sicuro che la palla entrasse.

(Caressa) È finita !

Questo è un segno del destino.

Totti che ci porta agli ottavi dalla prima partita che non ha giocato.

(Totti) Sembrano cazzate, ma alla fine è la realtà.

(insieme) Italia !

(FISCHIO)

(GRIDA DI ESULTANZA)

Grazie, Totti !

- Forza Totti ! Forza Italia ! - Forza Italia !

(Caressa) Totti in contropiede. Dentro il pallone per Gilardino.

Gilardino, dentro Del Piero, Del Piero, gol !

- (Caressa) Si va a Berlino. - (Bergomi) Andiamo a Berlino !

(Caressa) Andiamo a Berlino, Beppe !

(Totti) Questa è la finale contro la Francia.

Eravamo sul tetto del mondo.

- (Caressa) È gol. - (Bergomi) È gol.

(Totti) Ti capita una volta nella vita.

(Caressa) Francia in vantaggio.

(Totti) Però eravamo un gruppo forte, unito.

Siamo tutti avversari, nelle rispettive squadre di club.

Allo stesso tempo, sono quelle persone

con cui dall'Under 15 alla Nazionale A sei stato sempre insieme.

Sei cresciuto con loro.

Certo, poi ti ha detto bene su alcuni episodi.

Però questo è il gioco del calcio.

O sbagli...

(FISCHIO)

(Totti) O non sbagli.

(GRIDA DI ESULTANZA)

(Totti) Era come se tutta l'Italia

ti spingesse ad alzare questo trofeo.

È il sogno di tutti i bambini.

Dio ha voluto che andasse tutto così.

Ti dico la verità,

tante cose ho pensato che poi sono successe.

(Uomo) # Tanti auguri a te

# Tanti auguri

# A te

# Tanti auguri a Francesco

# Tanti auguri a te #

(Uomo) Facciamo tanti auguri a Francesco !

(VOCI INDISTINTE)

(insieme) # Tanti auguri, Francesco #

(Uomo) Ci siamo ?

(CANZONE: "GIOCA JOUER" DI CLAUDIO CECCHETTO)

(Uomo) Vai, di' un po' di cavolate.

Chi non batte le mani, non cammina fino a domani !

(Totti) Diciamo che dai 30 il tempo è volato.

(Cucchi) Impressionante, la Roma ha schiacciato l'Inter.

(Totti) Sono successe tremila cose.

Abbiamo vinto due Coppe Italia e una Supercoppa.

(Spartà) Totti si coordina, gol !

(Totti) Cambiavamo allenatore, arrivavamo lassù in classifica,

e poi ogni volta, al momento decisivo, crollavamo.

(Longhi) Sconfitta clamorosa.

(Totti) Eterni secondi, come dicevamo sempre.

Poi ho vinto la Scarpa d'Oro come capocannoniere europeo.

Mica è poco.

Il mio gioco era sempre quello.

Far divertire la gente.

I miei punti di forza sono:

la potenza fisica...

(Zampa) Totti in area di rigore !

(Totti) Il piede destro, micidiale.

La coordinazione.

E l'istinto.

(Zampa) Tocco splendido di Totti.

(Zampa) Colpo di petto, palleggio volante, lancio per Batistuta !

(Totti) Il mio punto debole ? La permalosità.

Quando perdo o non mi riesce una cosa, rosico troppo.

Quando succede, è possibile che faccia un gesto brutto.

Una cosa di cui poi mi vergogno.

Però io alla fine sono un buono.

Sono chiuso, riservato, timido.

Sono un romanticone.

Però quando entro là dentro mi trasformo.

(Pizzul) E segna ! Anche Totti ha rischiato l'impossibile !

(Totti) Esco da Francesco...

e divento Totti.

Totti ha quello che serve là dentro.

Ti dico la verità.

Adesso, riguardando alcune immagini,

vedo che quando avevo 25, 30 anni e facevo il professionista,

facevo le stesse cose che facevo da bambino.

Già avevo quella cosa.

Adesso me ne rendo conto,

dopo 30 anni di carriera.

Poi boom, all'improvviso...

France'.

(Totti) Stai a 40.

Quaranta compleanni. Auguri, amico !

Stai diventando vecchio, eh ?

Puoi giocare altri cinque anni, per quello che dimostri.

(Totti) È normale che il corpo a 40 anni cambi.

Però fisicamente stavo bene.

(VOCI DI ESULTANZA)

(Totti) La mia condizione fisica era dovuta a una persona.

L'avete vista qui,

perché mi stava sempre di fianco.

Ma non ve ne siete accordi.

Eccolo qua, Vito Scala.

Qua si vede bene.

Questo è lui.

Pure questo è lui.

Guarda, rimanda indietro.

Guarda la faccia di Vito.

Eccolo là.

Sta pure qua.

Sempre accanto a me.

Vito per me è stato tutto.

(Totti) Sembra che non ho la forza, com'è ?

- La forza ce l'hai. - Ce l'ho ?

(Totti) Mi ha gestito, mi ha consigliato,

mi ha curato nei dettagli, nei particolari.

(Scala) Stasera ricca cena, carico proteico,

partita e a nanna.

Domattina uno zabaione.

(Totti) Come se fosse un fratello maggiore.

(Totti) Riprendi 'sta sagoma, tie', guarda.

(Totti) Abbiamo fatto lo stesso percorso.

Arrivammo allo stesso tempo alla Roma.

Quando avevo 12 anni, arrivò lui.

Cresciamo insieme.

Lui faceva il preparatore atletico della squadra.

Poi è diventato il mio personale, dopo che sono diventato capitano.

Vito, standomi sempre accanto,

ha visto il bello e il brutto di me.

Questo è uno dei più brutti.

Scusa.

Sai come sono fatto, no ?

Francesco, alla boa dei 40 anni, ha imparato tante cose.

Da uomo, è riuscito a realizzare il sogno che ha sempre desiderato.

Una famiglia, i figli, come una persona normale.

Oh !

(Totti) Ho avuto tutte le persone che mi sono sempre state accanto.

Gli amici, i cugini.

Ilary.

Per me è la vittoria più bella, la vittoria più grande.

Siamo cresciuti.

Sono cresciuti i figli.

Evviva !

(Totti) Sono cambiate tante cose,

però l'amicizia è rimasta sempre la solita,

quella intatta, quella vera,

quella di cui fidarsi eternamente.

Perciò io ero contento di poter chiudere la carriera con un amico.

(insieme) # Luciano Spalletti alé oh oh

# Luciano Spalletti alé oh oh #

(Totti) Lui mi aveva aiutato tantissimo nei momenti difficili,

dopo l'infortunio.

Io ero sicuro che potessi finire in bellezza.

Conoscevo lui, lui voleva a tutti i costi tornare.

Avevamo un grandissimo rapporto.

Invece, venendo qua...

Ciao.

(Totti) Si è rivelato totalmente l'opposto.

Qualcosa di diverso l'ho visto dal primo giorno.

Lo vedevo quando salutava con "buongiorno" e "buonasera".

Prima non mi diceva "buongiorno" e "buonasera".

Mi diceva: "Stronzo, vieni qua."

Per quanto mi voleva bene, neanche mi chiamava per nome.

Qualsiasi allenatore la prima persona con cui parla è il capitano.

Chiede: "Com'è lo spogliatoio ? Perché non vincevate ?"

Fatto sta che chiama tutti gli altri e non chiama me.

Quando tornavo a casa, Ilary mi diceva:

"Sei sicuro che non gli hai fatto niente ?"

"Magari l'hai offeso..."

"Io ?"

Vedevo che lui mi trascurava.

Non mi prendeva in considerazione.

Mi fatto fare una, due presenze di dieci minuti.

Poi a Sassuolo mi dice di riscaldarmi a dieci minuti dalla fine.

Per fare che ?

In quel momento la rabbia, il nervoso...

C'era un ragazzino che mi guardava.

Era come Cristian, della stessa età.

Gli ho detto: "Facciamo due palleggi, fammi vedere se sei capace."

"Tanto che entro a fare, per prendere gli applausi ?"

"A me gli applausi non servono."

Durante l'allenamento rompeva le palle solo a me.

Trovava il pretesto per rompermi le palle.

Mi riprendeva davanti a tutti.

Non perché non dovesse riprendermi, però c'è modo e modo.

Lo faceva solo con me, con gli altri no.

C'era qualcosa che non andava.

Terremoto alla Roma dopo la decisione di Spalletti di non convocare Totti.

(Grimaldi) Dopo lo sfogo al TG1 del capitano giallorosso,

Spalletti lo esclude dai convocati per la gara con il Palermo.

(Totti) Lui mi disse: "Così non va bene."

"Tu fai come ti pare, hai sempre fatto come ti pare."

"Dovevi giocare, ma oggi non ti faccio più giocare."

"Per me non sei convocato."

"Che significa che non sono convocato ?"

"Se vuoi, puoi andare via."

Cioè, tu mi cacci da Trigoria ?

Da casa mia ?

(Spartà) Tifosi giallorossi, ben trovati dallo Stadio Olimpico.

(Totti) Un giocatore allo stadio ci va anche se non gioca.

Io quella sera non volevo proprio andare.

Allora Ilary mi dice: "No, tu ci vai."

"Anzi, ci andiamo tutti, se no ti lascio."

(Speaker) Allenatore: Luciano Spalletti !

(FISCHI)

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

(VOCI DI PROTESTA)

(Spalletti) Non posso accettare che uno mi dica queste cose prima di una partita,

e dica queste cose dopo un filotto di vittorie come ha fatto la squadra.

Io devo gestire una squadra.

Il rispetto lo devo a tutti e 25, non a uno soltanto.

(Totti) C'è stato un allontanamento totale.

Per me non esisteva più.

Era l'allenatore, ma non esisteva più.

(Uomo) In questo caso Totti ha sbagliato, ma posso dire che sono contro di Totti ?

(Uomo 2) Totti è la bandiera della Roma.

(Donna) Non puoi lasciare uno come Totti.

(Uomo 3) Deve giocare chi sta meglio, chi sta più in forma.

(Donna 2) Per come la vedo io, nessuno dei due ha torto o ragione.

(Totti) Potevo benissimo decidere di smettere quell'anno.

Però per me era faticoso pensarlo.

Vedevo che, durante gli allenamenti, non facevo fatica rispetto agli altri.

Perché devo smettere, se sto ancora bene ?

Perché devo star male dopo e dire: "Cazzo, perché ho smesso ?"

Lui lo vedeva, quando mi allenavo,

che rispetto agli altri stavo anche un po' meglio.

Però non ti prendeva mai in considerazione,

anzi, ti faceva giocare due o tre minuti sapendo che tanto non potevi far niente.

(Spartà) C'è il gol del Bologna.

In vantaggio il Bologna.

(Totti) Casualità, Dio ha voluto, con la mano in testa,

perché tanto è quella che conta,

nel momento in cui dovevi dare una svolta, chi ha dato la svolta ?

Io.

(Spartà) Pallone per Salah, Salah, gol !

Uno a uno !

(Spalletti) Io lo tengo in considerazione. Lo tratto come un calciatore vero.

Io sono uno dei pochi che lo tratta come un calciatore vero.

(Spartà) Borriello... C'è il gol di Borriello.

Tre a due per l'Atalanta.

Mettiamola dietro !

Arriva la conclusione, palla che resta lì.

La conclusione... Mamma mia !

Attenzione, Totti calcia.

Gol ! Proprio lui ! Il capitano trova il gol del tre a tre !

Spalletti vuole rimettere la palla subito al centro.

(Spalletti) Totti non ha salvato niente. La squadra ha salvato la partita.

Lui ha fatto gol come deve fare, ha calciato una palla in porta.

(Totti) Mi faceva entrare sempre il meno possibile.

Sette minuti ? Sei minuti. Sei minuti ? Cinque minuti.

(Zancan) La mette tesa, primo palo, Martinez sbuca sul secondo !

Riporta in vantaggio il Toro, gelata la Roma, due a uno.

(Totti) In Roma-Torino,

per prendermi per il culo davanti a tutti,

mi fa entrare sul due a uno per il Torino, a tre minuti dalla fine.

Che ti posso fare io ?

(Zancan) Sentite il boato del pubblico giallorosso per l'ingresso di Totti.

(Totti) In tre minuti, che può fare un giocatore ?

Posso cambiare una partita ? No.

Chi può farlo ? Nessuno.

Quante volte succede ? Una su cento milioni.

(Zancan) Pallone prolungato, secondo palo !

Subito il gol di Totti appena entrato !

Il primo tocco vola per il pareggio !

(Totti) Fatalità, dopo dieci secondi faccio il due pari.

(Marchegiani) Questa è una storia incredibile.

(Zancan) Gli è bastato un secondo per incidere.

Occhio all'area intasata, la palla arriva...

Forse un altro tocco.

Calcio di rigore per la Roma !

(Totti) Fatalità, dopo due minuti fischia il calcio di rigore.

(Zancan) Due minuti alla fine, Totti contro Padelli.

(FISCHIO)

(Zancan) Totti ! Tre a due !

Ha rimontato la partita ! Francesco Totti !

Incredibile.

(VOCI NON UDIBILI)

(Marchegiani) Non so se sia mai successo nella storia del calcio

che un giocatore abbia fatto due gol toccando due palloni.

(Zancan) Le telecamere pescano il primo piano di Spalletti.

(Totti) Ilary il giorno dopo mi dice:

"Smetti, tanto quello che dovevi fare, lo hai fatto."

Invece niente, un altro anno, un altro contratto,

perché nessuno me lo voleva fare.

Firmo ?

(Totti) Quell'anno in più è stato ancora peggio.

Da dicembre fino a marzo non mi ha fatto mai giocare.

La prima partita che mi ha fatto giocare è stata Roma-Sampdoria,

quando ci fu il diluvio universale.

Alla fine del primo tempo mi ha detto: "Scaldati, entri subito."

Ho detto: "Vabbè."

Da lì, mentalmente, ho mollato.

Eccoci qua.

Questa è la notte che non vorremmo finisse mai.

E tu, Roma, che fai ? Dormi ?

(CANZONE: "ANIMA CHRISTI" DEL CORO DELLA DIOCESI DI ROMA)

(Totti) Questo tempo è passato.

Pure per voi, però.

(Ilary) Buongiorno.

Oh.

Che stai facendo ?

(Ilary) Ciao, amo'.

- (Totti) Ciao. - Ciao.

- Come faccio ? - Eh ?

- Come faccio ? - (Totti) Che è, un funerale ?

France', fai gol oggi, eh.

- Daje, capita'. - Stiamo là tutti per te.

- (Uomo) Ti vogliamo bene. - (Uomo 2) Grazie di tutto.

Grazie.

- (Totti) Ciao. - Sei il numero uno.

- Grazie per sempre, sei il numero uno, sei il più grande ! - Ciao.

- (Uomo) La conosci quella signora ? - Quella è Sabrina.

- È rinomata. - (Uomo) Sì ?

- Eh ! - (Uomo) Vabbè.

Lei era...

quella innamorata di Peppe Giannini.

La prima tifosa, proprio accanita.

E vabbè.

(De Rossi) L'ultimo ingresso !

Eh ?

L'ultimo ingresso, l'ultimo scarpino...

(Nainggolan) Francesco, scusa, ti stressano già dalle tre

ma mi devi dire delle cose.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

(Uomo) Mettiti giù.

(Uomo 2) Eccolo !

(Uomo 3) Mica è stupido !

(Uomo 2) Angelo ! Angelo ! Angelo !

(insieme) # Un capitano, c'è solo un capitano

# Un capitano #

(Uomo) Vieni con noi !

(insieme) # Un capitano #

(VOCI DI ESULTANZA)

(Uomo) Siamo tutti !

C'è anche nonna Marcella !

- Siete pronti ? - Dov'è Chanel ?

(Donna) Tu sei pronto ?

Io mica vengo.

- Scala ! - Vai.

- Scala ! - "Cheese".

(Totti) Loro erano più emozionati di me.

- Vai davanti. - Cadiamo, Riccardo !

(Totti) Questo gruppo qui,

tutte le sante domeniche, sabati, mercoledì che giocavamo

mi ha sempre seguito.

- Chi devo guardare ? - Non lo so.

(Totti) Anche loro, in quel momento, smettevano tutti.

- Scatta. - Fai le foto ?

- Rompete le righe. - Abbiamo il telefono nostro ?

(Totti) Mio padre e mia madre allo stadio neanche sono venuti.

Per loro era un contraccolpo troppo forte.

Io dissi loro: "Decidete voi, se volete, a me fa piacere."

Per me è sempre stato uguale.

Sia da piccolo che da grande, quando entravi in campo

guardavi la tribuna per vedere dov'erano tua madre e tuo padre.

(Speaker) Esce dal campo l'11, Mohamed Salah.

In campo il numero 10,

Francesco...

(insieme) Totti !

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

(FISCHIO)

(FISCHIO FINALE)

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

(Totti) Stavo lì, riflettevo.

Pensavo a tutto quello che ho fatto, cose giuste, sbagliate.

Tra me e me, dicevo:

"Non può essere che ora io esco e c'è una festa per me."

"È una cosa impensabile."

(CANZONE: "SOLO" DI CLAUDIO BAGLIONI)

(VOCI NON UDIBILI)

(CANZONE: "SOLO" DI CLAUDIO BAGLIONI)

(VOCI NON UDIBILI)

(CANZONE: "SOLO" DI CLAUDIO BAGLIONI)

(CANZONE: "SOLO" DI CLAUDIO BAGLIONI)

(CANZONE: "SOLO" DI CLAUDIO BAGLIONI)

(VOCI DI ACCLAMAZIONE)

(Totti) Tutto quello che ho imparato, sia nel calcio che nella vita,

l'ho imparato qui, nel cortile della mia scuola,

con i miei amici, tra un gelato e un altro.

Sarò matto, ma io penso che più le sfide sono dure,

più devi andare leggero.

Ti devi divertire.

Ora però basta pensare al passato.

France', tu devi sapere che davanti a te

c'è un futuro più bello di quello che tu puoi immaginare.

Vabbè.

Manda un attimo indietro.

(CANZONE: "GIOCA JOUER" DI CLAUDIO CECCHETTO)

Sottotitoli a cura di Artis-Project

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