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DOGMA 2: IDIOTI
La tensione cresce, urta contro l'alto e cade a terra con fracasso!
Vorrei mangiare dei gamberi.
Mi dispiace, non ne abbiamo...
- Lei è sola? - Sì.
- Allora mi porti un'insalata. - Con prosciutto? Parmigiano?
E poi? C'è salmone... formaggio...
Mi piacerebbe, ma non posso permettermelo.
Qualcosa da bere?
Possiamo permetterci dell'acqua minerale?
- Acqua minerale. - Un bicchiere d'acqua, bene.
La sua insalata... buon appetito.
Avanti!
- No. - Dai, mangia.
No, no.
- Stoffer, raccoglilo. - Klaus arriva tra poco.
Ciao.
Ciao, ciao.
Stoffer, non credo si divertano se porti via il pane. Prego.
Non c'è nulla di cui aver paura...
Non succederà nulla.
- Ciao, ciao. - Ciao.
Ciao.
Mi scusi. Henrik, calmati.
Deve fare in modo che si controlli.
- Non fa niente di male. - Ma io devo pensare ai clienti.
Henrik, Henrik, dove vai?
- Dove vai? - Klaus sarà qui tra poco.
Torniamo a sederci, come dice il cameriere.
- Oggi è il suo compleanno. - Allora auguri, però così non va.
Stoffer, andiamo a casa.
- No! - Calmati.
Stoffer, Stoffer, calmati. Non c'è nessun pericolo.
- Silenzio! - Non possiamo più restare qui.
Dai, Christoffer, ce ne andiamo.
Vuoi che usciamo fuori insieme io e te?
- Posso...? - Se lui vuole certo.
- Klaus sta arrivando. - Sì, dev'essere già arrivato.
- Arrivederci! - Arrivederci e grazie.
Ok Stoffer, adesso devi lasciarla.
Non può venire con noi.
Stoffer, lasciala.
- Non importa. - Lasciala, non viene con noi.
Stoffer, lasciala! Ne ho abbastanza!
Se continui a comportarti così, non andiamo d'accordo.
Non c'è niente da ridere.
- Scusa, Susanne. - Sì, scusa.
Cosa dovevamo fare? Quel pranzo ci sarebbe costato una fortuna.
- Avete i soldi per il taxi? - Sì, sì.
Solo che... Non faccia caso a loro.
Non si preoccupi.
Karen è stata l'ultima a entrare nel gruppo.
Era dolcissima.
Karen era dolcissima, credo che...
avrebbe potuto far parte di qualsiasi gruppo.
Non so come sia entrata nel gruppo, ma è successo.
Non so neanche cosa avesse in mente.
Aveva ragione quando disse: "Siete terribilmente buffi".
Sì, eravamo buffi davvero.
Ciao, Stoffer!
Ciao!
Siamo arrivati, scendete.
È con te che ho parlato? Benvenuta.
Avete una sedia a rotelle?
Non lasciatela indietro.
Il rumore può sembrare... fastidioso.
Ma quando ci si abitua diventa un suono davvero affascinante.
Ehi! Non toccarlo.
Guardate.
Ora fermo l'intera produzione della Rockwool in Danimarca.
- E tutto si blocca. - No!
- No! - Non è il caso di innervosirsi.
Tu, senti. Avvicinati, vieni qua. Non avere paura.
Spingi il bottone verde, lo vedi?
E la produzione ricomincia.
Come potete vedere, è a prova d'incendio.
Non abbiate paura, non succede nulla.
- Che ne direste di una soda? - Sì.
Non lo devi spingere. Lascialo appeso dov'è.
Bene, avete imparato come funziona la Rockwool.
Adesso voglio chiedervi...
Quale di queste case è isolata grazie alla Rockwool?
Sì?
Sì, vieni.
Brava, ci sei quasi.
Quelli che pensano che questa casa sia isolata con la Rockwool, alzino la mano.
Siete in molti!
Forse il vostro autobus è arrivato.
Sta partendo, attenzione a non rimanere a piedi.
Ecco, questo è un ottimo posto.
- Ciao, ciao. - Ciao.
Ci siamo. Aiutaci, Karen.
Come? È lui che guida?
Certo, è bene responsabilizzarli.
- È una buona idea farlo guidare? - Sì, non succede nulla.
Metti la marcia indietro.
Grazie della visita!
Abbiamo un autista, un autista, è matto come un cavallo,
nel nostro accampamento, nel nostro accampamento,
abbiamo un autista, un autista, che è matto come un cavallo,
nel nostro accampamento...
Allora, che ne pensi?
Io non lo trovo così divertente.
Perché no?
Prendete in giro gli altri...
- Sono loro a prenderci in giro! - Stoffer, calmati.
Pronto, sono Anders.
Sei tu, Karen?
Jeppe se n'è andato giusto a metà... Mi fa girare i coglioni.
Non mi sembra se ne sia andato.
- Sei sicuro? - Era come se non ci fosse.
Ce l'aveva scritto in faccia.
Lo sai che il gioco va seguito fino alla fine.
Ma lascialo in pace.
Anche secondo te è così?
Non so, non guardavo nessuno.
Stavo cercando di vivere per conto mio.
Sarà permesso, o no?
Non posso dire se ti sei comportato bene o no...
Cosa stai scrivendo? Che mi sono comportato bene o male?
Scrivo che ti sei comportato...
...male.
Puoi dormire qui, c'è tanto spazio.
No, grazie.
Vorrei stare un po' qui con voi.
Penso che Jeppe si sia comportato bene.
- E quando si sarebbe comportato bene? - Alla macchina...
Ma se non ha fatto un cazzo alla macchina.
Lo so. Proprio per questo!
Un breve riassunto della situazione?
No, un riassunto comprensibile. Ho sentito 17 versioni diverse.
Un riassunto? Volevano prendere per il culo più persone possibile,
nel minor tempo possibile. Giusto, Axel?
Axel dice che è stata un'idea sua, ma io penso sia stata di Stoffer.
È stata una mia idea, ma è stato Stoffer
che ha voluto metterla in pratica.
È strano, nessuno ha detto che è stata una tua idea.
Come mai? Nessuno l'ha detto.
Pensi che anche Stoffer ammetta che è stato tutto un gioco?
No, non lo ammetterà mai.
- Ma era così? - Certo.
- Buongiorno. - Buongiorno, tesoro.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Axel, hai visite.
- È Katrine, è di là. - Oh, merda.
- Ciao. - Ciao, Katrine.
Ho capito male? Non dovevi andare nello Jutland?
Sì, ci sono stata.
Perché pensavo che tutto questo fosse davvero troppo patetico.
- E perché diavolo sei qui? - Ho cambiato idea.
- Hai cambiato idea? - Sì, non si può?
Sei venuta per darmi fastidio, vero?
Cosa credi che io provi per te?
- Oh, Katrine... - Ma chi ti credi di essere? Stronzo!
Non toccarmi.
Ogni parola che dici è una bugia.
- Che problema hai? - Nessuno.
Allora se la pensi così vieni.
Vuoi uscire? Va bene.
Stoffer?
Axel dice che sono tornata per infastidirlo.
Ma io sono qui per fare l'idiota.
- È tornata per darmi fastidio. - Cosa?
Chiediglielo. Dille qualcosa.
Katrine, sei venuta a fare l'idiota o a infastidire Axel?
Sono qui per fare l'idiota.
Che stai facendo, Jeppe?
Sto legando questa. Prima attorno al lago...
No, fuori dal lago, intorno alla palma e dentro al lago.
Non vengo se avete intenzione di fare gli stupidi.
È scivoloso e pericoloso, ci si può far male.
Stai parlando della piscina?
Axel, vuoi per caso fare lo stronzo?
- Intorno al lago... - Non guardare me.
Non capisco nulla di nodi.
- Merda. - C'è un nodo.
Stronzate da scout.
Chi farà la guida oggi? Tu l'hai fatto ieri.
- Allora, intorno alla palma... - Ma quale palma?
- Secondo te? - Statemi a sentire!
È pazzesco che sia sempre io a badare a tutti.
È surreale.
- Josephine non sa badare a se stessa. - Grazie tante.
Karen, tu cosa dici?
- Ti piacerebbe farlo? - Sì, Karen.
Perché sleghi il nodo? Fermati.
Adesso lo rifaccio. Sali in macchina.
Dentro la dannata palma e fuori dal fottuto lago.
No, dentro il lago.
- Bene. - Non è abbastanza stretto.
Mi stai rompendo il cazzo.
- Stanno partendo. - Dentro il lago...
Fuori dal lago, intorno alla palma, di nuovo dentro al lago.
Preferirei non fare la buffona.
Chi ti ha detto che facciamo i buffoni?
Ragazzi, volete darmi una mano?
- Si è rotto? - Non lo so.
Katrine, dobbiamo parlare. Ho una moglie e un figlio.
Non può funzionare.
Cos'è che vuoi?
L'ho comprato troppo piccolo.
Ma al negozio mi stava bene.
Vuoi me? Non puoi.
- Che vuoi? - Dalle la palla.
Così.
Sei la più gran viziosa che abbia conosciuto.
Ehi, cosa fai?
- Mi stavi toccando. - No.
Sì, l'hai fatto.
Se ti tocco te ne accorgi, no?
Ped? Ped? Ped, mi stanno...!
Lasciatemi stare o chiamo mio marito.
Vai allo spogliatoio maschile, è in fondo.
Stoffer, lasciala, andiamo.
Hai visto il pisello di Stoffer? Girati, Stoffer.
Così.
Se penso a Karen, mi viene in mente...
Come dite voi danesi? Un cucciolo? Un animale piccolo.
Penso che l'abbia fatto per sfida. Non so.
In realtà, Karen aveva davvero bisogno di noi.
- Perché lo fanno? - Bella domanda.
Cercano il loro idiota interiore, Karen.
A cosa serve una società sempre più ricca,
se non rende nessuno più felice?
All'età della pietra,
gli idioti morivano.
Adesso non è più così.
Essere un idiota...
...è un lusso, ma anche un passo in avanti.
Gli idioti sono il futuro.
Sempre che riescano a trovare il loro idiota interiore.
Miguel...
È un idiota felice. Perché è un uomo felice.
Ma ci sono persone veramente malate.
È triste che ci siano persone veramente disabili.
Come puoi trovare giustificazioni comportandoti come loro?
È impossibile.
Mi piacerebbe... capire.
- Voglio dire... - Capire cosa?
Perché sono qui. Perché io sto qui.
Forse hai un piccolo idiota, dentro,
che vuole venir fuori e stare in compagnia.
Non credi?
Hai la crema solare? L'hai portata?
- No... Credi che questo sole abbronzi? - Abbronza sempre.
Grazie.
Dopo aver salito la scala, viene la discesa.
- Com'è il vento? - Forse è un po' ritardato...
Da quella parte!
- Stile, Jeppe! - Sì!
254.5 Signore e signori, Jeppe vuole gli sci.
Fermo, non vedi che discesa?
- Ora, Jeppe, ora! - Piantala, Miguel!
Cosa provavi per Jeppe?
Era dolcissimo.
Ti piacerebbe telefonargli?
- Ora? - Sì. Non gli hai più parlato?
- No. - Ti piacerebbe?
Non lo so, non parlo con nessuno.
Del gruppo, intendo.
Perché no?
Sì, erano una famiglia.
Sì, erano una famiglia, cazzo.
Sì, ero fuori, ma non emotivamente,
perché volevo bene a tutti, e lo sanno.
Forse, insieme, non eravamo così forti come credevamo.
Stoffer, sveglia! Axel sta rompendo tutte le vetrate del garage.
Lascia che le rompa! I garage sono stronzate borghesi.
Spaccare vetrate è la parte d'idiota che Axel ha in sé.
È anche arrivato un uomo.
- Che cosa? - Un uomo.
Stupendo, Miguel.
- Dice di essere tuo zio. - Svend?
- Sì, così dice. - Quand'è arrivato?
- Proprio ora. - Ha incontrato qualcuno?
- Facevano gli idioti? - No, dormono tutti.
Grazie a Dio, è casa sua, cazzo.
Pensavo fosse tua.
In un certo senso lo è, l'ho presa in prestito finché non sarà venduta.
Ciao, Svend.
Questo pavimento...
...è stato passato a cera, ogni giorno, per 50 anni.
- Ogni giorno. - Wow, che inferno!
- Abitano qui? - Abitare? No...
- Ma se dormono qui! - Li ho invitati,
perché mi aiutino a dare una lucidata alla casa.
Sono operai specializzati.
Molto interessante... che tu conosca così tanti operai.
Perché ti meravigli, zio? Anche i figli degli operai studiano.
- Quello è Jeppe. - Ah, sì?
Si occupa del giardino.
- E del lastricato. - Del lastricato, pure?
- E il cartello "IN VENDITA"? - Sì, il cartello...
Sai cosa ti dico?
Devi fare sul serio,
o darò l'incarico della vendita a qualcun altro, chiaro?
- Questo che fa di mestiere? - È vetraio.
È una fortuna, perché alcuni vetri si sono rotti.
Stiamo pensando di mettere del vetro anti-sfondamento.
- Guida con attenzione. - Ma vaffanculo...
Siamo così felici qui.
Non ho diritto di essere tanto felice.
Ne hai tutto il diritto.
Certo che ce l'hai...
Hai il diritto di stare qui e hai il diritto di essere felice.
- Mi credi? - Sì.
Salve, facciamo parte di una comunità di malati mentali.
Ciao, la mamma è in casa?
Salve, vendiamo decorazioni natalizie.
- Ne vuoi una? - No, grazie.
Quanto costano?
Ped, quanto costano?
800 corone.
- E 50 centesimi. - Non sono molto economiche...
Ma Ped, cosa dici?
- No, costano 20 corone. - E 50 centesimi.
- Vai a prendere 20 corone. - E 50 centesimi.
- Prendi anche 50 centesimi. - Vai a prenderli.
- E 50 centesimi... - E 50 centesimi.
Speriamo che non si rompa.
Abbiamo guadagnato 20 corone.
- E 50 centesimi. - E 50 centesimi, sì.
Ci siamo umiliati abbastanza in questo quartiere di merda.
È meglio che venga, c'è stato un incidente nel suo vialetto.
- Un incidente? Grave? - Direi proprio di sì.
Questi handicappati erano in giro a vendere, ma sono caduti.
La colpa è sua, perché il pavimento ha un dislivello.
- Il pavimento? - Sì.
Guardi, è troppo alto.
- Sì, ma... - Arrabbiato... Arrabbiato...
Si è messo nei guai. Spero che lei sia assicurato.
Assicurato?
Qualcuno si è fatto male?
"Qualcuno si è fatto male"?
Sì, ma... Dico...
Sicuro che sia stato il pavimento?
Sta insinuando che strascinano i piedi?
- Che non sanno camminare? - No...
Che sono così stupidi da inciampare sul tuo pavimento?
- Arrabbiato. - Zitto, Jeppe.
Guarda, nessuno le comprerà ora.
Hai rovinato le loro creazioni.
- Quanto costano? - 40 corone.
- Al pezzo. - E 50 centesimi.
La società non investe denaro
perché si rompano le gambe sul tuo pavimento.
Ne ha dimenticato uno.
Signore, signore...
Decorazioni di Natale... Perché quest'umiliazione?
Non c'è da stupirsi che i ritardati
abbiano una visione distorta della realtà.
Preferiresti fare dei draghi?
- E questo? - Sono io a dirlo...
Sono Vibeke, ho parlato con suo zio della casa in vendita.
Questa è la casa in vendita? Non c'è il cartello...
Di solito c'è un cartello.
Dev'essere caduto. Lo rimetterò a posto.
A meno che non la compriate voi.
Bella casa, vero?
Però ci vuole qualche restauro.
Al giorno d'oggi occorre sempre aggiungere qualche milione.
Ha ragione.
- Questo dev'essere spostato. - Ah, non è incluso nel prezzo?
- No. - Che peccato!
C'è un piccolo problema.
- E sarebbe? - Devo dirvi che...
in fondo alla strada c'è un istituto.
- Un istituto? - Sì, un istituto per minorati.
Credevo che il distretto di Sollerod avesse un'altra politica...
Cioè?
Di non mescolare zone residenziali e...
...centri di questo tipo.
Non so, credevo fosse così...
Mio marito e io stati via per un po'.
Siamo tornati ed è cambiato tutto.
Intende mescolare...
Zone residenziali, zone private, con questi centri...
Una politica del genere credo che sia un mito.
- Sfortunatamente. - Siamo disinformati...
No, no, non è così, no, era una sciocchezza.
Altre persone che hanno visto la casa sembravano contrariati.
- Contrariati? - Per quel centro...
- Ah, sì. - Un modo strano di pensare.
C'è ancora gente così in giro...
- Strano, vero? - Già... la casa è vecchia, vero?
Dove si trova esattamente? Quanto dista da qui?
- È questa! - Sono i vicini?
Sì, ma adesso... A volte sono venuti un po' qui,
perché la casa era vuota. Ovviamente non verranno più.
Ai ritardati piace venire a raccogliere le nocciole in autunno,
ma lei non avrà niente contro i ritardati e le nocciole...
Contro i ritardati? Certo che no!
Credo sia affascinante... occuparsi...
...occuparsi di loro. Guardo spesso...
documentari sull'argomento...
Mi interessa molto la loro innocenza...
Mio marito ha una cugina...
che si è sposata in una famiglia con un handicappato...
Si è sposata con un handicappato?
- No, non si è sposata... - Vorreste conoscerli?
- Potreste prendere un tè. - Sono qui adesso?
Vengono a volte, volete conoscerli?
Sarebbe stupendo.
- Li salutiamo e andiamo. - Susanne, porta qui i ritardati.
I nuovi vicini vogliono salutarli.
- Vieni a salutare la signora. - Saluta i nuovi vicini.
Finn ha una cugina handicappata.
- Allora sapete cosa vuol dire... - Salutate Finn.
In realtà, non è la cugina di Finn... Beh, fa lo stesso.
Verremo lunedì, mercoledì e venerdì.
- A fare cosa? - Usare il giardino.
Hanno bisogno di aria aperta e non abbiamo altro posto.
Possiamo continuare a venire?
- Se non è un problema. - Nessun problema...
- È molto gentile. - Ci speravamo molto...
Avete sentito? Possiamo usare il giardino.
Venite quando volete.
Dov'è Senna? Dov'è Senna?
La Senna? La Senna è a Parigi. È stato un piacere conoscervi.
Potrei prendere un foglio e...
Non siamo pronti per firmare, dobbiamo accordarci su delle cose.
Ma verremo presto.
Torneremo presto.
Arrivederci!
Ciao! Ciao!
Ciao, Vibeke!
- Karen, abbiamo venduto la casa. - L'hanno comprata?
Credo proprio di no.
Ti sta prendendo in giro.
Mi sembravano molto simpatici. Jeppe era...
È interessante sentirli definire simpatici.
L'idea non sembra... civile.
No, ma...
Sì, può vederla così.
No, no, no, Ped!
- Ciao. - Ciao a tutti!
Come ti chiami?
Volete della soda e delle bibite? Vi va?
Sì, sì, buona idea.
Mi prendi una soda, se non sono finite?
Lasciami sola, per favore.
- È un po' storta. - Vorresti comprarne una?
No.
Che ci fai tu qui?
- Sono in vacanza. - Vacanza?
Vacanza?
E cosa dovevo dire, Stoffer?
- Sei in vacanza? - Ma che dovevo dire?
- Tutta questa merda sentimentale. - Che c'è di male?
- Insopportabile. - Sono graziosi.
- Graziosi? - Sì.
Graziosi? Non ne hai la minima cazzo di idea.
Idea di che? Fanno una visita e gli piace stare qui.
Quella cos'è?
- Una macchina fotografica. - Per fare cosa?
Pensavo che qualcuno potesse fargli una foto.
Una foto? Vuoi fotografarli?
Perché non misurargli il cranio e gasarli?
Peccato non poter fotografare i loro geni.
Henrik ha una macchina fotografica. Facciamo una foto?
Sì!
Vuoi tenerlo per mano? Così sarà contento.
Avete un bell'aspetto. Tranne te, Henrik. Sorridi!
Henrik, sorridi!
Sì, erano decisamente credibili.
Ci riuscivano molto bene.
Devi essere bravo a guardare la gente in faccia, dopo.
Non si può...
Non si può prendere sempre la gente per il culo.
Ci sono dei ritardati qui?
Sta' zitta, Nana.
Ciao! Miguel?
Ero tutta nervosa... Oggi non mi hai sbavato dietro.
E quel ritardato di Jeppe? Che vi succede?
Vi hanno impressionato forte, eh?
Wow, che bello essere qui.
Karen?
Karen, per l'amor di Dio... Susanne?
Karen sta diventando idiota. Karen sta diventando idiota.
Vieni, Karen, è bellissima. Com'è bella l'acqua. Vieni!
Ti piace?
Guarda, stai a galla da sola.
Pronto? Sono nella piscina dei bambini.
Non puoi licenziarmi perché sono a casa in paternità!
Sembri una testa di cazzo, Axel.
Vestito per uccidere.
Quando parleremo?
- Devo andare in un'agenzia. - A fare cosa?
Devo lavorare a uno slogan.
Indosso il mio abito migliore per incontrare gente importante
e convincere il miglior cliente.
- Non capisco cosa c'entri tu. - Devo andare.
Dobbiamo rubare un cliente a un'altra agenzia.
Benedikte. La vacca d'oro. La grande impresa di alimentari.
E quando parleremo?
- Quando avrò finito. - E cioè quando?
Non so, quando avremo guadagnato il cliente o l'avremo perso.
- Quanto prima, tesoro. - Vorrei...
Ora no, ho molta fretta.
- Quando tornerò. - Promesso?
- Parleremo quanto vuoi. - Lo giuri?
- Sì, te lo giuro. - Axel, e tua moglie? E tuo figlio?
Storia vecchia! Mi vedi spingere un passeggino?
Fa così borghese, no...
Non voglio moglie e figlio, io voglio te.
Ops, si torna alla realtà.
Katrine, torno tra poco.
Ciao, tesoro.
Oh, Katrine!
Come sei ingenua!
Che cosa vuole da te, Axel?
Chiavare, scopare, fottere, fare l'amore.
- Tutte e quattro le cose? - Sì, tutte e quattro.
Katrine dice che avevi un'opinione e un'ideologia anti-borghese.
- Più di una. - È vero.
Cosa c'è, tesoro?
Basate su cosa? Le tue ideologie, dico.
- Le mie ideologie anti-borghesi? - Sì.
Esiste qualcos'altro oltre i significati
e le intenzioni.
Da quello che diceva lei, aveva più a che fare con la famiglia.
Ho sentito che Katrine ha tirato qualche scherzo ad Axel.
Sì, ma erano...
più prese per il culo che altro.
L'AZIENDA È UNA RELIGIONE
"Cibo per bambini".
Cosa cazzo significa?
Lo slogan, "cibo per bambini".
CIBO PER BAMBINI
Voglio dire, è semplice...
Cibo precotto che può preparare anche un bambino.
Questo lo avevo capito.
Ma lo sai che l'azienda produce anche cibo per neonati?
- Non lo sapevo... - Non lo sapevi?
Perché non ti sei informato prima di proporre questa enorme cazzata?
Zitto quando parlo! "Cibo per bambini".
- È con me che ce l'hai? - No.
Per ora puntano su Hjorten, però sanno che non gli renderà nulla.
Ma tu hai agganciato Benedikte.
Per telefono sembrava convinta.
Va pazza per te, non so perché.
Ad ogni modo, ho preparato dei dossier con grafici e altro.
Sono per un altro prodotto, tanto lei non li guarderà.
Ma non posso andare a mostrarle questa merda che mi proponi.
È conosciuto come cibo per neonati, non bambini.
Quindi "Cibo per bambini" va bene come slogan
per una ditta che fa "cibo per neonati".
Anzi, è raffinato.
"Cibo per neonati", "Cibo per bambini".
Merda.
È arrivata. Vado prima io.
Poi vieni tu con Svendsen e porta anche Severin.
Ricorda, qualsiasi cosa dica, sii disponibile.
"Cibo per bambini", che stronzata...
- Svendsen. - Benedikte.
- Severin. - Voi due già vi conoscete.
- No. - Non abbiamo molto tempo.
Certe volte le cose vanno così...
Axel, puoi mostrarci il progetto?
Axel?
Ci sono problemi?
Se vi preoccupa sottrarre un cliente a un'altra agenzia...
No, non è questo.
Axel, proponi la tua idea, anche se è provvisoria.
Una cosetta piccola!
"Cibo per bambini".
Se ho capito bene,
è favorevole allo slogan "cibo per bambini".
- Penso... sia un'idea formidabile. - Bene.
C'è solo un piccolo problema...
Potrebbe essere troppo sofisticato
e confondersi con un altro vostro prodotto.
- Ah, il cibo per neonati. - Sofisticato.
- Un bicchiere d'acqua? - Sì, grazie, volentieri.
Avete una stampante a colori?
Se le piacciono questi colori, li terremo.
Posso chiederle se ha pensato
al costo per questa campagna?
20 milioni?
Questo con i trasporti e tutto il resto...
No, esclusi i trasporti.
Ah, esclusi i trasporti...
- Axel? - Scusateci.
Io e Benedikte facciamo due passi.
- Andiamo, Benedikte. - Serve aiuto?
Ti diverti?
Un mondo!
Adesso vattene.
Domani telefona per dire che non hai più l'autorizzazione.
Ma non dire nulla del mio slogan.
Era pessimo! Quel pezzetto di carta...
Come cazzo sei entrata?
"Cibo per bambini"... Ma come ti è venuto?
Questo è il tuo lavoro? Sono senza parole!
- È incredibile. - Vattene, Katrine.
Va bene, va bene, vado. Dammi la carta di credito.
- No. - Va bene, allora continuiamo.
Arrivederci. Dov'è l'uscita?
Ok, me abbiamo parlato, ma non capisco perché mi menti.
- Non mento. - Sì!
Hai detto di non esserti scopato Katrine, ma io so che è così.
Se vuoi essere tanto liberale e senza pregiudizi,
devi anche ammettere che hai scopato quella puttana.
- Non è questo. - Invece si tratta di questo.
No, non è questo.
Non devi fissare le persone.
Scusate, è mio fratello, è un po'...
Sono i tatuaggi. Gli piacciono i tatuaggi.
È così, Jeppe? Guardavi i tatuaggi?
Guarda...
Vuoi sederti, Jeppe?
Vuoi sederti con loro?
Dai, siediti.
Che fortuna poter conoscere persone così gentili, Jeppe.
Potrai raccontarlo, quando torniamo dai compagni.
Dovrei cercare un bancomat...
Potreste dare un'occhiata a mio fratello finché non torno?
- Certo, va bene. - Solo 10 minuti...
Attenzione al braccio, Guv.
- Può bere? - Sì.
- Calmo, calmo. - Salute, Jeppe.
Potrebbero picchiarlo, lo capisci?
Non picchieranno un ritardato.
Lo faranno, se capiscono di essere presi per il culo.
Deve solo recitare la sua parte. Andiamo, andrà tutto bene.
Ha bisogno di esercitarsi.
Stai sbirciando Linda, eh, Jeppe?
Ti piace Linda?
No... no.
Dove cazzo va? Ehi!
Magari sdeve solo sgranchirsi le gambe.
Ehi, torna indietro.
- Dove stava andando? - Non ne ho idea.
Volevi scappare da noi, Jeppe?
- Forse deve pisciare, ho capito. - Deve pisciare.
Dai.
Tira fuori il cazzo, così la facciamo finita
Non succede molto qui.
Per forza, non sa pisciare da solo.
Gli serve una mano.
Dai, forza.
- Dai. - Sdrena il tubero, allora.
- Andiamo. - Apri il rubinetto, a volte funziona.
Andiamo.
Andiamo.
Andiamo.
Ecco.
Un uomo deve pisciare quando deve pisciare.
Non esce nulla.
Andiamo!
Così va meglio.
Perché gli lavi le mani, se neanche l'ha toccato?
Pensavo voleste farlo montare sulla moto. Sarà per un'altra volta.
Forse preferirebbe montare Linda!
Jeppe, saluta e ringrazia.
Ciao, ci vediamo.
Jeppe!
Vieni qua, Jeppe. Jeppe, aspetta!
Torna qua!
Stoffer...
Credo che tu abbia esagerato con Jeppe.
È un cagasotto, lo è sempre stato.
È senza palle.
Mi dispiace, anche se non so di cosa.
Stoffer, quello che hai fatto è crudele.
Non riesco a capire, stiamo così bene qui.
Perché dobbiamo prendercela con gli altri?
- A che serve, dopotutto? - Hai sentito, Stoffer?
Karen dice che lo fai solo per dare addosso alla gente.
Già, ve la passate proprio male... Perché cazzo state qui, allora?
- Sì, sono proprio un bastardo. - Nulla in confronto a me.
Non sei un bastardo, sei solo un egoista egocentrico.
Sono un bastardo con tutti. Con Katrine, con mia moglie...
Oh, no!
Sei così idiota da comprare caviale iraniano confezionato?
- Guardate qua. - 800 corone.
È un furto.
Tutto questo casino per del caviale?
Siamo a Sollerod, cazzo.
Mangiamo il caviale come si usa a Sollerod!
Se si può con lo yogurt, si potrà anche col caviale.
Ma è cibo di lusso.
C'è gente che muore di fame...
Non c'è gente che muore di fame. Questo è il trucco.
- Posso usare il telefono? - Stoffer, ecco 700 corone!
Stoffer, c'è qualcuno del comune qui fuori che vuole vederti.
Del comune?
Salve.
Ho la soluzione per il vostro problema.
La soluzione per il nostro problema?
Quale problema?
Non so come dirlo...
ma per venire al nocciolo,
abbiamo avuto un accordo con il comune di Hvidrove.
E penso che possa esserci una soluzione vantaggiosa.
Il comune di Hvidrove?
Non lo posso dire ufficialmente, però posso garantire una sovvenzione,
se spostate là il vostro istituto per malati mentali.
Le cose stanno così.
Se trasferiamo il nostro istituto
dal distretto di Sollerod a Hvidrove, riceveremo una grossa somma di denaro?
- Beh, non ufficialmente, però... - Però?
- Sì, è una cosa sicura. - Sa cosa penso?
Credo che sia fantastico, è molto bello da parte sua.
Non sono io personalmente, è il consiglio.
Ma c'era lei nel consiglio comunale e ha intuito le nostre difficoltà economiche.
E chi non ne ha?
Dev'essere stata la Provvidenza.
Miguel, vieni a salutare il signore del Municipio.
Di che disturbi soffre?
Soffre di allucinazioni.
Abbiamo 3 Napoleoni.
- Esiste ancora questa malattia? - Purtroppo sì.
Abbiamo provato a sradicarla, ma è difficile.
Può solo immaginare quanto spendiamo solo per il cibo.
Perché è così triste?
Miguel, racconta, perché sei così triste?
Waterloo.
Waterloo?
Dovremo discuterne ancora, la ringrazio per la visita.
Axel, stai pisciando di nuovo su un'auto del comune?
- Mi scusi, mi può prestare i cavi? - I cavi?
Si è messo di nuovo a pisciare sulle auto del comune?
Mi dispiace molto, non è niente di personale.
Ora applicheremo "la cura Sollerod".
Deve capire che non può fare queste cose.
Il rosso a destra e il nero a sinistra.
Faremo l'elettroshock a questo piscione!
Premi l'acceleratore. Dai, accelera, accelera!
Dovrai chiamare la polizia per mandarci via!
Fascisti di Sollerod!
Fascisti del cazzo! Fascisti di Sollerod!
Fottuti fascisti!
Succhiacazzi!
Consiglieri bastardi! Fascisti di Sollerod!
Teste di cazzo! Fascisti di Sollerod!
Fottuti fascisti di Sollerod!
- Pazzo furioso. - Bastardo fascista!
Fottuti fascisti!
Calmati, Stoffer.
Portiamolo nel furgone.
Fate attenzione...
Forse si è fatto male.
Bastardi fascisti!
Stoffer, tranquillo.
- Ora basta, Stoffer! - Non fargli male...
Andiamo a letto.
- Non potete trascinarlo di sopra! - Siete patetici!
Volete mettermi in una cella? Una cella imbottita?
Siete davvero patetici!
Sei fuori di te, devi stare calmo.
Nana, portagli un lenzuolo.
Non possiamo metterlo in un letto normale?
- Stoffer, ti dobbiamo legare. - Credete che sono diventato matto davvero?
Avete paura adesso?
Ascoltate... Non colpirò nessuno.
Prima l'hai fatto.
Non sono il tipo che fa del male agli altri.
- Bene. - Non faccio del male agli altri.
Vuoi bere?
Bene, sleghiamolo.
Fottuti fascisti! Fascisti di Sollerod!
Fascisti di Sollerod!
- Smettila. - Dov'è la cintura?
Lago, palma e ancora lago!
Non è così difficile, cazzo!
- Stoffer, basta, basta. - Fascisti!
Calmati!
Allentiamo la corda... e lasciamolo riposare.
Ti mancano i tuoi familiari?
In effetti sì.
Non so come ho potuto pensare di non volerli più rivedere.
Però penso... che sia tutto finito.
Non credo sia possibile trovare altrove quello...
che avevamo qui.
Non lo ritroveremo più.
Sono stata io a rimanere con Karen l'ultimo giorno.
E sono stata io a dirle addio.
Musica e danza.
E molte bandiere, così si tirerà su.
Dormito bene?
Avreste almeno potuto almeno legarmi a un letto decente.
- Che state facendo? - Prepariamo una festa.
- Ci è venuta voglia di fare una festa. - Una festa?
Daremo una festa?
- Proprio così. - Per me?
Sì.
Per il mio compleanno?
Ma non è il mio vero compleanno.
Ma non siamo neanche veri ritardati, giusto?
Possiamo entrare, adesso?
- Siete pronti? - Biglietto.
L'atmosfera è scadente.
Jeppe, prendi il biglietto e strappalo a metà.
Lo faccio io... "Strap!". Ora si può entrare.
Su, Jeppe, vieni.
La cosa si fa divertente!
Noi siamo quelli con cui gli altri non possono giocare.
Noi siamo quelli con cui gli altri non possono giocare.
Penso che Stoffer debba decidere cosa fare, adesso.
È il suo compleanno.
Orgia.
No, davvero, c'è la lotteria, la caccia al tesoro...
Orgia!
Io ci sto. Orgia! Orgia! Orgia!
Fantastico! L'ammucchiata dei ritardati!
Orgia!
Orgia...
No, io mi tiro fuori.
Susanne!
- Andiamo... - No.
Orgia!
- Susanne. - Sono le mie mutande.
Vai laggiù, io sto seduta qui e... Stoffer, smettila.
- Non riesco a toglierli. - Non riesci?
Smettila!
Stoffer, non mi va.
Me ne vado a casa!
Se continui, me ne vado!
Basta! Vado via!
Non seguitemi.
Addio!
- Orgia... - Sì...
Te la do io l'orgia.
Sì, sì, Susanne!
Ok, mi tolgo anche questi.
Sono pronta, sto aspettando.
Che bello.
Katrine, sei gelosa?
Ti amo.
Ti amo.
La stanza aveva un certo stile, prima che mettessi quei materassini.
- Costano 75 corone l'uno... - Un matrimoniale era meglio.
Ped! Non hai proprio stile.
Non mi fa dormire, da quanto russa.
- È mio padre. - Salve.
- Ciao, papà. - Ciao, Josephine.
Lei è Katrine, Ped e Axel.
- Salve. - Vuoi una tazza di tè?
- Vuoi? - Sì, grazie.
- Piacere, Jeppe. - Sono il padre di Josy.
Stoffer... accomodati.
Ti sei trovato a passare di qui?
Siamo un gruppo piccolo.
Un gruppo stanco.
- Zucchero? - Grazie.
Siamo un po' stanchi.
Forse hai già sentito parlare del nostro gruppo...
No...
- No. - Oh.
Lo fai sembrare una rock band.
Magari potremmo metterne su una.
Buona idea, no?
Cosa pensi di noi?
- Cosa penso di voi? - Sì.
Beh...
Sono brave persone alle quali piace quel che fanno...
Chiaro, certo che è così.
Stiamo bene, siamo felici.
Forse avrai sentito parlare di...
Non mi interessa parlare di quel che fate.
Non me ne potrebbe fregare di meno.
Non ti interessa?
Se la gente potesse vedere le cose in modo diverso si accorgerebbe della loro bellezza.
"In vino veritas".
Cosa significa? Potrei avere ragione.
Non mi interessa.
- Non ti interessa? - No, non mi interessa.
Allora... perché sei venuto qui?
Certo, un estraneo non può capire cosa significhino queste cose.
Dovresti vedere alcune delle belle esperienze che abbiamo condiviso.
Queste persone sono felici. Stanno crescendo.
- È così. - Non ho intenzione di discutere.
Non stiamo discutendo, chieda loro se sono felici.
Josephine è felice qui.
- Ha proprio l'aria di esserlo... - Questo perché sei qui.
Stava bene prima che arrivassi. Ma il tuo arrivo ha rovinato tutto.
Sono... sono felice qui.
- Sono venuto a riportarti a casa. - No... non puoi farlo.
- Sì. - No...
Sì, posso.
- Non posso fidarmi di te. - Che cosa vuoi dire?
- Stronzate... - Che cosa vuoi dire?
Non hai preso le tue pillole.
- Abbiamo un accordo. - Sì che le ho prese.
Accidenti, Josephine... Il flacone era nel cassetto, a casa.
Non posso occuparmi di te, finché...
Perché dovrebbe prendere delle cazzo di pillole?
Non posso.
- Stai vivendo un inferno! - No... Non è vero.
Per la prima volta, mi sento davvero bene.
Non possiamo trovare un compromesso?
Ascolta...
- Noi vogliamo bene a Josephine. - Ascolta...
Tu non ci piaci. Se te ne vai, ci faresti solo un piacere.
Non sembra che voglia venire con te.
Ascoltatemi.
Questo può essere un gioco, per voi.
Bene. Buona fortuna.
Però non ci vuole nulla perché Josephine si ammali davvero, e non lo permetterò.
Calmati, io sono un medico e non lascerei mai che...
Non credo tu sia un medico che vorrei consultare.
Non credo proprio.
Andiamo, Josephine.
No. Non voglio.
Se hai della roba, valla a prendere.
- Non voglio andarmene. - Mi hai sentito?
Josephine...
Rispondimi... Hai della roba?
- Sì. - Va' a prenderla.
Ma che cazzo ti può fare?
Josephine, resta! Basta che tu lo dica
e non potrà farti niente.
Non ne ha il diritto.
- Ped, sai qualcosa di queste pillole? - Niente di niente.
Non sei un dottore? Hai detto che ne sapevi qualcosa.
- Che pillole deve prendere? - Non so nulla di queste pillole!
- Devi saperlo! - Non me ne ha mai parlato.
E poi non ne ha bisogno.
Josephine, resta qui... Non può farti niente.
Resta qui!
- Non possiamo obbligarla a restare. - È lui che la sta obbligando.
Sono affari loro. Non possiamo curare nessuno, qui.
- Non è il nostro scopo. - Il nostro scopo? Ma vaffanculo!
Josephine! Deve esserci una legge contro queste cose...
Vattene! Non vuole venire con te.
Se tu fossi stato un buon padre, lei oggi starebbe benissimo.
Non possiamo obbligare nessuno a restare.
Jeppe!
Jeppe, cazzo!
Jeppe...
Sei matto! Matto da legare!
Sei fuori di testa!
Che cazzo fai?
- Lo togliamo noi, ci pensiamo noi. - Toglietelo!
No!
No!
Vattene, accidenti a te!
Togliti di mezzo.
Togliti di mezzo.
No!
Respira a fondo.
Vieni, respira profondamente. Adesso in piedi, dai.
So come occuparmi di questa cosa.
- Smettila di essere così aggressivo! - Non capisci un cazzo di niente!
Jeppe...
C'è qualcosa di alcolico in casa?
Scusa se lo chiedo, ma è rimasto qualcosa?
- C'è della vodka nell'armadietto. - E birra nella vasca da bagno.
Puoi smetterla di darti lo smalto? Mi fa innervosire.
E il dottore continua a scarabocchiare. Dev'essere interessante.
Ti farà ottenere un dottorato?
- Forse. - Sarà piena di perle di saggezza.
E che dire di Henrik, il nostro artista?
Il tuo lavoro ti sembra buono?
È un esperimento.
- Un esperimento? - Sì, mi piace quello più in alto.
E non credi di poter essere più di un artista, se diventi più folle?
Non troppo. Solo quanto basta per essere un vero artista.
Ad ogni modo, non hai talento.
- Non è come l'avevo immaginato. - Come l'avevi immaginato?
La tua patetica briciola di follia è l'unica cosa che importa, per te.
Se avessi detto qualcosa, lei sarebbe rimasta.
- Jeppe è su che piange. - Ha ragione, Stoffer.
Ped, Henrik, Jeppe e Josephine fanno i ritardati bene come te.
Ho messo forse il dito nella piaga?
Non ho nessuna fiducia in voi.
Quando le cose si fanno appena un po' difficili, vi tirate indietro.
Allora spiegaci cosa ti aspetti da noi.
Dovete dimostrare che avete davvero capito. Axel, dimostralo.
Vai a casa a fare il ritardato.
È facile farlo qui a Sollerod.
Però se siete capaci di farlo con le vostre famiglie,
o al lavoro, allora vi crederò.
- Ma non avete le palle.. - Avete sentito?
Ci sta ridicolizzando. Sta ridicolizzando "gli idioti".
Certo che possiamo andare a casa a farlo. O al lavoro.
Altrimenti non avrebbe senso. O sei un idiota o non lo sei.
Chi è il primo?
Allora... Chiunque sarà indicato dalla bottiglia,
andrà a fare l'idiota tra persone che per lui sono importanti.
Taci, Susanne, è importante.
- Tu non giochi? - Certo che sì.
E Jeppe e Karen?
Non ho mai sentito Karen vantarsi di essere una grande idiota.
Toccherà a Jeppe, se si ferma in questa direzione.
Volete che torni a casa da Mona e il bambino a fare l'idiota?
Potresti andare anche al lavoro.
Ma sarebbe troppo orribile per te.
Hai promesso ormai. Hai promesso.
Dovrei buttare nel cesso la mia vita familiare?
Nessuno dice questo.
Quella troia di tua moglie dovrà imparare ad amare l'idiota che hai dentro.
Non posso.
Non posso.
Axel?
Aspetta, Axel.
Axel!
Altro giro di bottiglia.
Sì...
Quando?
Questo è per te, bentornato.
Grazie.
Henrik, ho una domanda...
Abbiamo esaurito l'argomento degli obelischi?
- Obelischi? Odalische. - Fa l'idiota o no?
Non fa un cazzo.
Credo sia tempo per noi di parlare...
dello stile calligrafico di Matisse.
Innanzitutto nei "Fiori del male" del 1944.
Ah, quelli? Sì, sì, sì.
Non sappiamo se Matisse fosse consapevole della sua influenza...
sulla borghesia,
ma la sua opera era provocatoria e sorprendente.
Nessuno può accusarti di questo.
Ho bisogno di una boccata d'aria.
- Ehi! - Sì?
Che cazzo ti succede? Ti piacciono queste stronzate borghesi?
Queste vecchie hanno più trucco del Teatro Reale.
È meraviglioso che Henrik sia tornato.
Cos'è successo?
Non siamo venuti per la calligrafia di un frocio francese.
Hai fatto schifo!
- Ci ho provato. - Sì, hai tossito 3 volte.
- Non è così facile. - No.
Stoffer ha ragione, ho fatto schifo.
Non ero orgoglioso del mio idiota interiore.
Ci hai provato.
Non tornerò con voi.
Ok.
Siete pronti?
Karen, amore mio.
Abbi cura di te.
Abbi cura di te.
Nana...
Lasciali andare, Karen. È stata tutta una bugia.
Ho qualcosa da dire.
Vorrei solo dire...
che qui sono stata felice.
Fare l'idiota con voi è stata una delle cose migliori che abbia fatto.
Jeppe...
che è quasi come il bambino che avrei potuto avere.
E Nana,
così dolce e buffa.
Miguel,
che ha degli occhi così belli.
Ped, che è così intelligente.
E Katrine, tanto tanto forte.
Susanne...
che sorride a tutti, come se il cielo risplendesse in terra.
Credo...
... di amarvi tutti,
più di quanto abbia mai amato nessuno.
Forse con una eccezione, ma era tanto tempo fa.
- Che giorno è domani? - Sabato.
Allora si può fare.
È il mio turno di andare a casa, per vedere se riesco a fare l'idiota.
Ma suppongo di dover portare uno di voi.
Purtroppo non c'è spazio per tutti.
Potrebbe non essere molto piacevole.
Penso che vorrei portare Susanne.
Vuoi venire?
Con piacere.
Benissimo.
Così vedremo se potrò dimostrare che ne valeva la pena.
- Ciao, mamma. - Ciao, Karen.
Entra.
Dammi la giacca.
Karen...
Dove sei stata?
Pensavamo che fossi morta.
Questa è Susanne.
Mia sorella, Britta.
Louise?
È arrivata Karen.
Cosa vuoi?
Solo sapere come state... Lei è Susanne.
Sta arrivando Anders.
Sì, immagino.
Karen, sei tu?
Sì, nonno.
Non l'abbiamo vista per due settimane.
Dal giorno prima del funerale.
Anders e Karen hanno perso il loro bambino.
Forse chi ha sofferto di più è Anders.
Lei è sparita e non si è presentata al funerale.
Il mio bambino...
Dev'essere Anders.
- Ciao, nonno. - Ciao, Anders.
Ciao, Anders.
Ciao, Karen.
Mi spiace di non essere venuta...
al funerale di Martin.
Forse non eri così sconvolta...
Bene.
Louise?
Cominciate...
Basta così, Karen.
Andiamo?
Sì.
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