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Cameriere!
- Guarda, la tedeschina del piroscafo! - Non è tedesca, è inglese!
- Non credo, è un tipo nordico. - Perché, le inglesi cosa sono?
Se è inglese, la prendi tu...
...se è tedesca, è roba mia.
- Parla tedesco? - No.
- Parla inglese? - No. - Parla spagnolo?
- Un pochino, signore. - Ma di dov'è questa?
- Siete italiani? - Sì, perché? Anche lei?
- Sì, ma che fortunata combinazione incontrarvi qui! - Come no! Magnifica!
- Lei è qui sola sola? - No, con papà e mamma.
- Non poteva essere diversamente. - Cosa?
Lui credeva che lei non fosse italiana, ma io invece l'avevo capito subito.
- Non è vero? - Eh!
- Allora io vado, arrivederci. - (insieme) Arrivederci!
Va bene.
- Mica male però! - Siamo a Palma di Majorca.
Sarebbe ridicolo imbarcarsi con la prima italiana che capita!
- Coraggio! - E poi con padre e madre annessi.
- È scalogna questa, sai? - Rischiamo pure di fidanzarci!
- Cameriere, due gin tonic! - Dimentichiamo, va'!
- Chi sono quelli? - Sono due italiani, mamma.
Anche qui! Si vede che quest'anno è di moda andare all'estero.
E pensare che in Italia ci sono tante belle spiagge.
È vero, ma noi le abbiamo girate quasi tutte.
Qualche volta bisogna mettere il naso fuori di casa.
C'era bisogno di venire così lontano? Come farò con il mio lavoro?
Non pensare al tuo lavoro e soprattutto non parlarne.
- Questa figliola non ha mai degli amici. - Sono un impresario di pompe funebri.
- Non è un lavoro serio? - Anche troppo, papà.
- Parla inglese? - No.
- Parla tedesco? - No.
- Parla francese? - No.
- Parla spagnolo? - No.
- Italiano? - Pochissimo.
- Io sono svedese. - Ah, è svedese! Fantastico!
- Mai stata in Italia? - Una settimana.
- Le piacciono gli italiani? - Molto... moltissimo!
Che simpatica!
Giorgio, il mio fidanzato romano.
- Piacere. - Piacere.
Io no. Non l'ho portata qui a Palma per voi.
- Forza, su! Smammate! - Più che giusto.
Arrivederci.
Ma guarda questi!
Che meraviglia! Mary Moore è la più bella attrice che abbiamo in Europa.
- È anche meglio di Marilyn Monroe. - Non esageriamo!
- È tutta rifatta col trucco. - Di' un po', Valentino.
Tu che le porti il caffelatte in cabina tutte le mattine, com'è senza trucco?
Bellissima! Ha due occhi verdi come una tigre.
- Quel vecchio che viaggia con lei è l'amante? - No!
L'amante è un produttore cinematografico.
Quello è un duca, le fa da guardia del corpo.
- Non c'è proprio niente da fare! - Principe, non ci pensi nemmeno.
Ieri sera ha rifiutato un invito a pranzo dal Re del Sudan e non basta!
Gli ha rimandato indietro anche i fiori.
Tutti vorrebbero, ma hanno capito che non c'è niente da fare.
L'unico che non l'ha capito e insiste ancora è quello lì.
Quale? Quello zoppo?
Ecco qui.
"Mia dolce diva, in questa notte di luna io mi sento solo."
"Anche tu forse sei sola."
"Mary, mentre leggi io sono fuori della porta della tua cabina."
"Tu apri e io mi infilo. Anselmo."
Arrivo, eh?
Andiamo.
RUMORE DI PASSI
"Q."
"O."
Eccola.
< (uomo) Chi è? - Mi sbaglio sempre, sono tutte uguali.
"K."
"H."
< (uomo) Chi è? - Oddio, chi è?
Ah, cinese, sei tu! L'attrice Mary Moore, cinema...
- Tu conosci cabina? - Questa "cacca".
No, cacca... si dice "acca".
È qui.
Qui c'è il duca e qui c'è Mary.
< (Duca) Chi è? - Buon riposo, sono Anselmo.
Non desideravo lei.
< (Mary) Chi è? - Mary, sono Anselmo.
< Vada a dormire, per favore. - Tieni.
Beccati questo biglietto.
< (Mary) Questo è il colmo! - Lo sapevo! < Chiamo la polizia!
< Non ne posso più!
< (in inglese) Lasciami sola, vattene via! - Si può sapere cosa succede?
Tutta la notte questo martello che picchia!
È già il secondo giorno che siamo qui e neanche una ragazza!
Che vuoi? Che come ti vedono ti cascano tra le braccia?
- Siamo venuti qui per vedere Palma di Majorca? - Sii paziente.
- Oh, guarda! - (con accento spagnolo) Mi permette di darle un bacio?
- È un tuo scherzo? - No.
Me lo dia subito allora! A me non dà nessun disturbo.
RISATE Per me è una penitenza.
Dove va? Lei ormai mi ha baciato davanti a tutta la spiaggia.
- Mi ha compromesso. - Giustissimo!
- Come posso riparare? - Ci presenti i suoi amici.
Farò di più, la presento a mia madre.
Questo vizio della madre ce l'hanno anche le spagnole.
Zitto, andiamo.
Ho trovato questi due giovani abbandonati sulla spiaggia deserta.
- Buttati a riva dalla tempesta? - No, sbarcati dal piroscafo "Garibaldi".
- Siete italiani? - Si vede? - Parlate benissimo lo spagnolo.
- Finalmente c'è qualcuno che farà da interprete a Renata. - Chi è Renata?
Io. Purtroppo me la cavo male con lo spagnolo.
Noi speriamo di cavarcela bene con le spagnole.
- Dovreste preferire il prodotto nazionale. - Il prodotto nazionale qui sono le spagnole.
- Lo sa che lei mi ha quasi spaventato? - Io?
- Ha minacciato di presentarmi sua madre. - Lo ha fatto, sono io.
- Lei? - Sì, sono la mamma di Inesita.
Non è possibile! Così giovane?
- Non nascondo la mia età! - Nessuno le darebbe 40 anni.
- Infatti ne ho 33. - Mamma mia, che figuraccia!
- Scusi, lei è un po' miope? - Sì, sono miope!
Ho dimenticato gli occhiali a casa. Spiritosa!
- Ehi! Guardate che figliola! - Però!
< Che meraviglia! < Chi?
- Quant'è carina! - Io me la sposo subito.
- Che musetto! - Chiamalo musetto!
- Ne vuoi? - No, no! - Ma dai che è buono!
Mi fa male alla cistifellea.
- Che avrà di speciale? - Quella ha tutto speciale.
- Chi di voi la conosce? - È quello che vorrei sapere.
È una francese, l'ho conosciuta a Madrid a una sfilata di moda.
- Indossatrice? - Sì, presentava i modelli di Balmain.
- E adesso che fa? - Li compra! Lui è industriale.
- Quelle donne lì hanno un debole per gli industriali. - Come li invidio!
- Basta saperci fare. - Credi che lui ti lascerebbe fare?
In Italia diciamo "tentare non nuoce."
E tu vorresti tentare? Guarda che è gelosissimo.
Meglio! Il gioco è più interessante.
In ogni italiano c'è l'animo di un dongiovanni.
Don Giovanni è spagnolo, semmai c'è l'animo di un Casanova.
- Ma Casanova era un po' sbruffone. - Qui c'è in gioco il prestigio nazionale.
Bisogna che ti butti.
Se io sapessi come si chiama lui, allora sarebbe cosa già fatta.
- Ti accontento subito. Si chiama André Breton. - Ah.
Gianni, non hai più scuse.
Non cercavo scuse, vado subito.
Dove sono?
Fra poco andranno a prendere l'aperitivo alla piscina del "Mediterraneo".
- Però vengo anch'io per controllare. - Sì, veniamo tutti.
No, basta uno.
- Casanova ci va solo. - È giusto. - Fidatevi di me!
- Noi ti aspettiamo qua! - Ciao! - Auguri!
Ciao!
- Dove andiamo? - Andiamo lì.
- Sulla sdraia. - No, andiamo a prendere una cosa.
Ciao!
- Ciao! - Buongiorno.
- (in francese) Buongiorno. - Per me il solito, per te?
- (in spagnolo) Vorrei un gelato. - Come? - Un gelato.
- (in spagnolo) Al limone. - Come? - Al limone.
- Bene. - Meno male, mi ha capita. - Troppi gelati ti fanno male.
- Oh, Andrè! - Io ne sopporto le conseguenze.
- Quanto rimani a Marsiglia? - Due o tre giorni al massimo.
- Ti dispiace? - Un po' sì.
- Vieni anche tu. - Eh, no!
- Commossa ringrazio, ma stavolta non mi becchi più. - Perché?
L'altra volta sono stata tre giorni sola ad aspettarti...
...perché con la scusa degli affari mi hai mollata in albergo.
Cosa ci vuoi fare? Gli affari sono affari.
Ma senti un po'.
Questi famosi affari marsigliesi che tipo di affari sono?
- Affari veri o affari di cuore? - Sono affari veri! - Veri, eh?
- Sei gelosa? - No, mio caro.
Ti consiglio di non andare con un'altra, potrei farti vedere i sorci verdi!
- Me ne daresti la pariglia! - Macché pariglia... motoscafo!
- Cosa? - Per farmi digerire la cosa dovresti regalarmi un motoscafo...
...grosso come quello di Onassis. - Non ho torti da farmi perdonare.
Non vuole regalarmi il motoscafo, questo spilorcione! Guarda come trema!
- Il motoscafo te lo regalo lo stesso. - E io non lo voglio più. - Perché?
PARLA IN FRANCESE
- Eccoli lì, guarda! - Adesso ti faccio vedere io.
Mi voglio proprio divertire.
Per me hai un bel coraggio!
- Io avrei una tale paura di fare una brutta figura! - Stai calmo.
- Amico, mi faresti un favore? - Sì. - Vedi quel signore?
È un francese, si chiama André Breton.
Ora ti dico cosa devi fare.
- Se vai con qualche marsigliese, me lo scrivi? - No, te lo telefono!
PARLA IN FRANCESE
Vieni qua.
VOCE NON UDIBILE
Te lo giuro sugli avi!
- Scusi, è il signor Breton? - Sì, sono io.
- Proprio il famoso Andrè Breton? - Sono abbastanza conosciuto...
...ma essere famoso... - Anche fuori, anche all'estero.
- In Italia poi moltissimo. - È italiano lei? - Sì, signora.
- Sono un vostro grande ammiratore, vorrei un vostro autografo. - Perché?
- Siete il mio scrittore preferito. - Scrittore lui?
Non sono uno scrittore, ma non sono neanche un analfabeta.
Ho scritto qualche articolo sulla pesca delle trote ma...
...deve avermi scambiato per un altro. - Non siete Breton lo scrittore? - No.
Scusate, ci sarebbe cascato chiunque. Un caso fortunato di omonimia.
- Perché fortunato? - Perché il signore si occupa di pesca e anch'io.
- Lei è un pescatore sportivo? - Sì. - Si accomodi. - Grazie.
- Scusate. - Prego.
- Faccio la pesca subacquea. - Allora lei è un assassino.
I pesci non si aggrediscono a mano armata.
Bisogna scovarli con l'astuzia, con la pazienza.
Provi a pescare con la lenza, vedrà che soddisfazione!
Sì, caro signore.
- È proprio... - È vero.
Adesso puoi chiamarlo.
Il pescatore di trote non aspetta, deve andare a snidare.
< Il signor Breton è desiderato al telefono. - A me? < Sì.
- Chi mi ha snidato fin qui? Scusami, cara. Permette? - Prego.
- È inutile che fai tanto il dritto, sai? A me mica m'incanti! - Perché?
Questo si crede che non sappia che Andrè Breton non esiste.
Magari non esistesse, purtroppo è una dura realtà.
Smettila, io parlo del romanziere.
Qui se c'è uno che inventa trame e racconta balle, sei soltanto tu.
- Pensa che mi sia inventato lo scrittore? - Io ci giurerei.
Scusi, perché lo avrei fatto?
Perché volevi restare solo con me.
Non dico che mi dispiaccia, ma non potevo prevedere la telefonata.
- Non insistere, bambolo. Ho visto tutto. - Che cosa?
Lì al bar, tutta quella manfrina che hai fatto...
Mi chiamano occhio di lince. Casca bene questo!
- Vedrà che la richiamerà. - Pronto?
Boh.
- Chi era? - Non lo so, non c'era nessuno.
Forse mi hanno scambiato per un altro come questo signore.
E adesso io gli dico tutto.
- Non nascondo niente al mio Andrea. - Che cosa?
PARLA IN FRANCESE
- Come sarebbe a dire? - Voleva fare una conoscenza.
Con te?
Ma no, cosa c'entro io!
- E allora? Non ti capisco. - Lui ha scritto un libro...
...e cercava un pezzo grosso come te per farlo pubblicare.
- Per appoggiarlo presso... - Sì.
Mi dispiace, ma non conosco nessuno nel campo dell'editoria.
- Sono talmente lontani i miei affari da questo campo che... - Capisco.
Non conosco neanche quell'autore francese che porta il mio nome.
Forse apparterrà alla Nouvelle Vague.
- Peccato che Andrè non abbia potuto fare niente per lei. - Peccato.
Mi piacerebbe leggere il suo romanzo, deve essere pieno di idee intelligenti.
Modestamente penso di sì.
- Mi racconti la trama. - Che cosa?
- La trama. - Ah, la trama!
È una storia complicatissima, è un volume grosso così.
- Non si può riassumere in due minuti. - È un libro tipo "Via col vento"?
È un altro genere, un po' diverso. Comunque è un volume enorme.
Una storia molto complessa.
- Non si direbbe ma è un genio! - Stai zitta! La scusi.
- Ma che ho detto? - Non si dicono certe cose.
- Ecco Domingo! - Ma è solo!
- Forse Gianni ha fatto centro. - O il francese ha centrato lui.
Casanova sta per aggiungere un capitolo alle sue memorie.
- Vieni qua, racconta! - Vogliamo i particolari.
L'ho lasciato in conversazione con il signor Breton e signora.
- Complimenti! - Io non c'entro.
Siamo stati sconfitti. Italia batte Spagna 1 a 0.
- Possiamo andare a nasconderci. - Andiamo a fare il bagno!
- Viene anche lei? - No, preferisco quando l'acqua è più calda.
Io rimango qui a tenere compagnia alla signora e a sua figlia.
- Andiamo in acqua tutti insieme. - Va bene. - Tutti in acqua!
Andiamo, è venuta voglia di nuotare anche a me.
- Ti sarebbe piaciuto? - Cosa? - Restare solo con la signora.
E perché no?
Amico Casanova, la signora piace a me.
- Perché, tu con la signora...? - Già.
Se arrivasse il marito, che faresti?
Morirei di paura.
- Perché? Fa la lotta giapponese? - No, è morto da 12 anni.
Vai all'inferno!
Addio, cinese. Io ti saluto, siamo arrivati.
- Come ti chiami? - Ton Ten.
- Eh? - Ton Ten. - Io Anselmo Pandolfini.
Se passi per Roma, vieni a trovarmi che ti faccio gli spaghetti alla puttanesca.
Ciao, Mary Moore mi aspetta.
PARLA IN CINESE
- Parla dello zoppo? - Sì.
Stia zitto, per carità! Tutta la notte con quel piede!
Avanti e indietro!
- Non ha fatto dormire nessuno. - Anche io non ho dormito.
ESCLAMAZIONI DELLA FOLLA Eccola! Sta arrivando!
Non vi agitate!
Eccola!
Mary! Mary! Sei la diva più bella di tutte.
- Ma lei chi è, scusi? - Sei la migliore!
- Vada via! - Sono il commissario di servizio.
Mi ha già rovinato il viaggio, non voglio che mi rovini le vacanze.
- Ci penso io, lasci fare a me. - Sono con la signora.
- Mary! - Un momento! Sono il commissario, venga con me.
- Nome? - Anselmo Pandolfini.
Sono nel commercio dei dolciumi, guadagno molto bene...
...e durante le vacanze mi piace divertirmi. È proibito?
- Dove ha conosciuto Mary Moore? - A Capri, una settimana fa.
- Stavo facendo un tuffo dal trampolino. - Lei fa dei tuffi?
Io pratico tutti gli sport, ma sono un campione nei tuffi.
Faccio il salto mortale doppio.
Dopo una di queste esibizioni la signorina mi dice: "Complimenti!".
"Complimenti a lei" le dico io. "I suoi film sono discreti."
"Perché non facciamo un po' di sci d'acqua insieme?"
- Lei pratica anche lo sci d'acqua? - Con un piede solo.
- E la signorina Moore ha accettato? - No, signor commissario.
Mi disse: "Accetterei volentieri, ma devo partire per Palma di Majorca."
- E così anche lei decise di partire. - Tanto a Capri non c'era più nessuna.
- Durante il viaggio? - Ho creduto mio dovere di farle la corte.
Ho pensato che le stessi simpatico così mi sono buttato all'attacco.
- E la signorina come ha reagito? - La donna non cade mai al primo attacco.
- Scommetto che le ha dato uno schiaffo. - Esattamente, signor commissario.
- Questa donna ha un certo non so che! - L'ha importunata a tal punto...
...da costringerla a ricorrere a me. - Ho un po' esagerato.
Le donne belle sono ovunque...
...ma Mary è la più interessante di quelle del mio giro.
È una donna che ha il mondo intero ai suoi piedi.
- E poi lei, con quel... - Intende il mio piede?
È una donna che ha miliardari, i titolati, i divi del cinema.
È difficile per loro, figuriamoci per lei!
Anche questo è vero, ma adesso le spiego.
Lei è un uomo e certe cose le comprende.
A me piace la donna difficile, quella facile la butto via.
Signor commissario, mi permetta un consiglio.
Non esistono donne difficili, perché se lei le sta sempre addosso...
...capita un momento di debolezza che cascano anche se sono attrici.
- Lei si prende molti schiaffi inutilmente. - Mica sempre inutilmente.
- Qualche volta mi è andata bene. - Anche con le attrici? - Come no!
Lei conosce quell'attrice francese che fa impazzire tutto il mondo?
Chi?
- No! - Come no!
- Lei non fa che pensare alle donne! - No, io nella vita amo tutto...
...il cielo, il mare, la natura, l'arte, la musica, la cucina, tutto!
Tutto quello che c'è di più bello, ma senza donne non mi diverto.
- Che intenzioni ha? - Visto che lei l'ha messa su questo piano, io la mollo.
Quando mi accorgo che una donna è snob, non mi piace più.
Io riparto, non c'è solo lei!
- Arrivederci, signor commissario. - Arrivederci.
- Arrivederci anche a lei. - Buongiorno, signore.
Odio la pubblicità, la folla mi impaurisce.
Non frequento mai locali notturni perché non amo la vita mondana.
Mi piace una casa semplice e modesta.
- Di chi è questa villa? - È del mio produttore.
- Del Conte Furlani? - Sì.
- Produttore o fidanzato? - Con il conte ho solo rapporti di lavoro.
- Conoscete il Duca di Maurino? - Per fama. - Signori.
Sono un amico di famiglia, sia di Mary che del signor conte.
Amo gli artisti e per loro sono pronto a qualsiasi sacrificio.
- Come passerà le sue vacanze? - Sempre in villa, con il duca.
- Il suo hobby preferito? - Il poker.
- È fortunata nel gioco? - Direi che so giocare.
Non perde una partita, oltre a saper giocare è anche fortunata.
- In amore? - Lasciamo perdere.
- Una comunicazione da Hollywood. - Scusatemi.
Pronto? Scusatemi è Gary Cooper.
Pronto?
- Signorina Mary Moore? - Ma chi è?
Io sono Anselmo, Anselmo lo zoppetto!
Lo zoppetto? Ancora lei! Che vuole?
Mi hanno rilasciato e riparto stasera serbando un magnifico ricordo di lei.
Ho piacere che sia stato rilasciato e le auguro buon viaggio.
- Mi dica che non mi serba rancore. - Non le serbo rancore, ma riattacchi.
Aspetto una comunicazione da Hollywood.
Era nelle mie intenzioni passare qualche giorno qui a Palma...
...ma visto che la mia presenza la infastidisce, tolgo il disturbo.
La prego, attacchi! Aspetto una comunicazione da Hollywood.
- Allora mi invita a partire? - Ma insomma!
Parto o resto? Se mi dice di restare...
- Faccia come crede! - Allora resto!
- Ma che m'importa? - Grazie, signorina Mary Moore.
Le sono infinitamente grato perché così avrò modo di spiegarmi.
Si ricorda quando in piroscafo le dissi che aveva un bel fisico?
Dicevo nel senso materiale della parola, ma anche nel senso spirituale.
Comunque io sono amante dello spirito, ma anche il fisico...
...ha la sua importanza nella vita.
- Che devo fare? Tagliare i fili? < Pronto? Pronto?
Bravo! Adesso è rimasto lui in comunicazione con Hollywood.
Pronto?
Pronto? Chi parla?
(in inglese) Pronto?
Hollywood?
- Chi? < Qui Gary. Gary Cooper.
Molto piacere di conoscerla, io sono Anselmo Pandolfini...
...un amico di Mary.
Mary mi diceva che aspettava una sua telefonata.
- Com'è il tempo laggiù? < È possibile parlare con Mary?
Sì, adesso gliela passo subito.
Gary, ho visto il suo ultimo film. Lo trovo discreto.
Anche la caduta da cavallo... bravo!
Anche per l'indiana! Bel corpicino. Ma chi è? Io non la conosco.
Pronto, Gary?
Gary? Pronto?
Pronto? Hollywood?
- Questo ha riattaccato. - Signore, resta o marcia?
Macché "marcio", io resto!
- Buonasera. - Ci dovrebbe essere una camera prenotata per Cordova.
Vediamo subito, signore.
No, nessuna prenotazione.
Mamma, guarda chi c'è là!
Avvocato!
Ciao!
- Come sta? - Molto bene.
- Non doveva arrivare col piroscafo? - Sono venuto in aereo.
- L'avvocato soffre di mal di mare. - No, avevo fretta di vederti.
- L'avvocato ha delle cose urgenti da dirmi. - Lo credo, è venuto volando!
- La rivedo questa sera? - E anche domani.
- Rimarrò per qualche giorno. - Bene! Intanto arrivederci.
- Ciao, mamma. - Ciao.
- Inesita, chiamami un taxi. < Sì, mamma.
Ti ho prenotato una camera in un altro albergo.
Non andava bene questo?
No. Finiremmo per commettere qualche imprudenza davanti a Inesita.
Hai ragione.
Sei arrabbiato?
- Manuela, quando la finiremo di giocare ai fidanzati segreti? - Presto.
- Quando si sarà sposata Inesita? - Non ho mai detto questo.
Vorrei solo che anche lei volesse bene a qualcuno.
Sono sicuro che capirebbe lo stesso.
Tu sei vedova da tanti anni, io sono scapolo.
Perché dovrebbe dispiacerle se ci sposiamo?
- E poi le sono simpatico. - Rischieresti di diventarle antipatico.
Inesita ha soltanto me e io sono tutto il suo mondo.
Non saprebbe dividermi con nessuno.
- Ecco perché vorrei avesse un affetto. - Cosa aspettano i giovani a farsi avanti?
- Non mi hai lasciato finire. - Novità in vista?
- Signore, il taxi. - Grazie.
Si chiama Miguel, ottima famiglia. E poi mi fa una corte spietata.
- Allora è un mio rivale! - Per arrivare alla figlia bisogna fare la corte alla madre.
Non è un sacrificio quando la mamma è come te.
Miguel!
- Ciao, Ernesto. - Non mi offri niente?
- Un'altra volta. - Come sei poco ospitale!
E va bene...
...vuol dire che pago io. - Ti dispiacerebbe lasciarmi solo?
- Ho un appuntamento. - Con la signora Manuela?
- E che ne sai? - Sono anch'io qui per questo.
- Hai un appuntamento anche tu? - Faccio a metà con il tuo.
Sono contrario al mercato comune europeo delle donne...
...per lo meno della mia.
Allora questa alleanza italo-spagnola non la facciamo più?
E la chiami alleanza? Questa è concorrenza sleale.
Scusa, non ci siamo capiti.
La signora Manuela viene qui con la figlia.
Mentre tu ti dedichi alla madre io mi dedico alla figlia.
- Ti piace Inesita? - Sì. Ha gli occhi neri come il carbone!
Inesita ha gli occhi verdi.
- Verdi? - Sì, verdi.
Verdi, carbone... Ma tu guardi gli occhi alle donne?
- Miguel, sono arrivata tardi? - Ciao, Inesita. - Ciao, Ernesto.
- Ce li ha verdi! - Ce li ha verdi, sì!
- E tua madre? - È dovuta restare in albergo, non può venire.
Meglio perché io oggi non avrei potuto accompagnarvi.
- Come mai? - Devo andare a fare una telefonata a mio padre.
- Ernesto sarà felice di farti da cavaliere. - Certo.
- Così rafforzeremo l'alleanza. - Che alleanza?
L'alleanza fra te e Ernesto.
- Tu farai le tue spese, Ernesto ti porterà i pacchi. - All'Italia i lavori pesanti.
- Che vuoi farci? Ciao! - Ciao, Miguel! - Arrivederci.
Veramente vuoi farmi fare il facchino?
Posso anche rinunciare alle spese se mi offri un programma migliore.
- Che ne diresti di un paio di giri sulla giostra? - Non sono una bambina.
- Perché, non sei una bambina? - Sono una donna.
- Ho quasi 17 anni, lo sai? - Andiamo al Luna Park.
- La giostra non mi interessa! - Non c'è solo la giostra al Luna Park.
- C'è anche il tunnel dell'amore. - Lo conosco già.
- Ah, sì? - Mhm.
Ci sono stata con la mamma.
Con me è tutta un'altra cosa.
Ecco qua.
Queste sono le mie camicie...
...le mie cravatte...
Quello è il mio smoking e lo lasci stare.
Bell'amico! Non posso andare al "Mediterraneo" senza smoking.
- Sai quanto costa una camera lì? - Se sto lì, è tutto più semplice.
E resti senza quattrini.
Questa è un'isola, non possiamo tornare a casa con l'autostop...
...come è successo a Cannes l'anno scorso. - Qualche santo provvederà.
Ho un cerchio luminoso sulla testa? No, io non sono un santo.
- Non provvedo e non faccio prestiti. - Starò pochi giorni al "Mediterraneo"...
...il tempo che il signor Breton resterà a Marsiglia.
- Lascia stare il mio smoking! - Ma se a te non serve, dallo a me.
- Perché dovrei darlo a te? - Vuoi saperlo?
Stai a sentire.
È notte...
...la splendida notte di domani sera.
Hèlén e io siamo in un elegante night.
Io, vestito con il tuo smoking, sto ballando con lei.
- La stringo fortemente. - Così mi si "ciancica" tutto.
Zitto! Lei ha caldo, usciamo in giardino.
La luna brilla in alto.
- Lei appoggia la testa sulla spalla. - E mi macchia la giacca di brillantina.
Usa la brillantina che non macchia.
Si sente suonare un violino lontano, i grilli cantano...
...il profumo violento dei tigli ci stordisce...
...io la bacio e tutto questo grazie al tuo smoking. Soddisfatto?
No perché dentro lo smoking ci sei tu, mica io!
MUSICA RITMATA
Casanova non perde tempo con le francesi.
- Domingo gli ha spianato la strada. - Vi ha dato una bella lezione.
- Guarda Domingo con l'italiana. - Quando saprà chi è, scapperà!
A quest'ora sarà in Francia.
Più lui si allontana, più tu ti avvicini.
- Chissà dove andiamo a finire qua. - Vorresti essere ancora qui tra un'ora?
- E dove vorresti essere? - In un posto meno affollato.
Volevi andare a ballare, no? E poi stiamo tanto bene.
Andiamo in camera mia.
- Ci vuole un po' per arrivarci. - Potrei chiamare un taxi.
Allora sei anche spiritoso.
Prima di chiamare un taxi porteresti una ragazza sulle spalle.
Non sei certo il tipo che fa follie per una donna.
Purtroppo non posso farne molte.
- A me piacciono solo gli uomini capaci di fare delle follie. - Ah, sì?
Cambio pelliccia ogni autunno.
E se il colore non si adatta all'automobile, io cambio anche l'automobile.
- Allora io... - Che c'entra? C'è Andrea per tutto questo.
Da te non accetterò mai niente.
Prova a regalarmi un mazzo di violette e te le faccio mangiare.
- Sei un tesoro! - Il viola porta sfortuna.
LA MUSICA CESSA
- Gianni. - Mhm?
Gianni, non suonano più.
- Scusami, andiamo a sederci. - Non volevi chiamare un taxi? - Sì.
- Prendo la trousse prima che me la rubino. - Certo!
Mi scoccia che ci vedano entrare insieme in albergo.
Io vado avanti, tu aspettami in camera tua.
Vengo a rimboccarti le coperte.
Cameriere.
- La mia chiave, per favore. - Le chiavi sono di sopra.
Il signor Breton è rientrato da poco.
- 117. - Subito, signore.
- Buonanotte, signore. - La più bella della mia vita.
- Dorma bene, signore. - Io spero di non dormire.
- Ciao. - A domani.
Andrea! Andrea!
Che hai? Non rispondi?
- Dove sei stata? - Al cinema.
- E con chi? - Sola. Non conosco nessuno qui.
- Potevi telefonare ai Duval. - I Duval non mi piacciono.
- E poi lei non è tanto seria. - Ti vesti da sera per andare al cinema?
Questo qui è da mezza sera, è corto, arriva qua.
Per andare al cinema ti metti un abito da mezza sera?
Come dovevo vestirmi? Da stracciona?
PARLA IN FRANCESE
E poi guarda un po' che ora è.
Sono le 23.30 e con questo?
Ti sembra che una che va a divertirsi torna a casa alle 23.30?
- Questo taglia la testa al toro. - Lascia stare la testa del toro!
- Guardami in faccia quando parlo. - Che c'è?
- Sei tornato indietro per beccarmi? - No, ho fatto tardi all'aereo.
- Ma sei partito da qua mezz'ora prima. - Il taxi ha avuto un guasto.
A me questa scusa mi puzza.
Lo sai...
...che ho piena fiducia in te.
Non sono mica geloso, sai.
Va bene, ti credo altrimenti sarebbe stato da farti una scenata.
- Slacciami. - Sì.
SBADIGLIA
- Beh? - Che sonno che ho!
Ha sempre sonno.
< Desidera? - La stanza numero 309.
< Subito, signore. - Grazie.
SQUILLI DEL TELEFONO
Pronto? Pronto!
Pronto?
< Pronto?
Pronto?
Pronto?
PARLANO IN FRANCESE
Ciao, come stai?
- Bene e tu? - Che cosa è successo?
Ha perso l'aereo.
- Allora parte stasera. - Non lo so, aspetta una telefonata da Marsiglia.
Aspetta in albergo nel pomeriggio. Se ci sono novità, ti telefono.
Sì, ma telefona per favore.
- Adesso vai perché può arrivare da un momento all'altro. - Ciao.
- Due carte. - Io sono servita.
- Due carte. - Tre carte.
- Parola. - Trecento. - Vado via.
- Vedo. - Passo. SQUILLI DEL TELEFONO
Scala.
- Pronto? - Full!
Sì, sì... Pronto?
È lei! È la solita partitina! Gliela passo subito.
È il conte.
Pronto?
Ciccio!
Come stai, ciccio?
Io molto bene, al solito.
Domani? Ma non so... Vado alla corrida.
- C'è la corrida domani? < Sì. - Domani andiamo alla corrida.
Al solito, c'è il duca, la Marchesa di Martinon...
...che fra l'altro domani parte così ci manca il quarto per la partita.
Sì, ciccio.
Sì, ti amo.
C'è gente, ciccio.
Ti mando un bacino.
Che facciamo? Ceniamo fuori stasera?
- Non stiamo bene qui? - Sì, ma si muore di noia.
- Ormai ha telefonato. - Può telefonare ancora.
- Perché non gli hai detto che volevi uscire? - Mi fai il processo?
Va bene, a te.
VOCE NON UDIBILE
Sei emozionata?
Molto.
Bello, eh?
Là!
- Per lei, sono le orecchie del toro. - Sempre lei! - Non sono più partito.
- Se ha bisogno di me, mi trova sempre. - Lei è ridicolo!
Ecco l'altro toro.
Olè!
(in inglese) Il telefono, per favore.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Mi dia uno scotch. - Sì, signore.
SQUILLI DEL TELEFONO
Pronto? Pronto?
Pronto?
- Chi era? - Niente... seccatori.
- Si è rotto lo scarico della piscina, puoi occupartene? - Sì.
SQUILLI DEL TELEFONO
Pronto? John!
Vengo da Parigi, ho saputo dai giornali che eri qui.
Sei venuto qui per me? Sono molto sorvegliata.
Il mio produttore mi ha messo vicino un suo vecchio amico.
Non mi perde mai d'occhio.
Dev'esserci il modo per vederti anche solo un momento.
Se lo viene a sapere il conte, sono rovinata.
Cosa? Vuoi che scappi con te?
Ma tu sei matto, John!
Sii ragionevole e farò in modo di vederti per mezz'ora.
Sai quanto mi piaci, ma non voglio complicazioni.
Ecco come devi fare.
Io prenderò il motoscafo e dirò che voglio fare un bagno al largo...
...invece mi fermerò nella piccola baia dietro lo scoglio.
Lì ti aspetterò, tu mi raggiungerai a nuoto.
Sì, a nuoto.
- Buongiorno, signor duca. - Buongiorno.
- Dov'è la nostra celebre attrice? - Non dica niente, sono sulle spine.
- Perché, è scappata? - È andata a fare un giro in motoscafo...
...ma non è ancora tornata. - Da che parte è andata? - Di là.
- Vado a prenderla. - Ha un mezzo? - Ho le pinne.
- Fila come un siluro! - Non ho mai visto niente di simile in vita mia.
John!
Abbiamo pochi minuti per stare insieme.
- Quanto desideravo vederti. - Che è successo? Eravamo preoccupati.
- Ancora lei! - Mi ha mandato il duca a cercarla.
- Che fa qui sola con il motoscafo? - Si è fermato il motore.
Ma è un motoscafo nuovo!
Ah, certo! C'è l'ancora, è naturale che non partiva!
- Che fa adesso? - Ho promesso che l'avrei riportata. La riporto!
- Ma come! Parte subito questo! - Ah!
Si regga forte.
Mary!
Mary! Mary!
Chi indovina il motivo della canzone si butta in acqua...
...e chi arriva prima dice il titolo. - Io metto il disco. - Brava!
- Ecco Casanova! - Ti presento una tua connazionale.
Avete questi bei fiori in Italia e venite a cercarne all'estero?
Anche lei è all'estero.
- Ci siamo visti al bar della spiaggia. - Ho sempre sperato di rivederla.
- Abitiamo nello stesso albergo. - All'albergo "Mediterraneo"?
Gianni e Clementina, fate coppia. Via, in acqua!
- Ti faccio vincere, siamo concittadine. - Anche tu di Bologna? - Sì.
Forza, ragazzi! In acqua! Fuori uno... fuori due!
MARCIA FUNEBRE PER UNA MARIONETTA < Vai, Clementina!
< Forza!
- Ha vinto Gianni! Che cos'è? - La musica della televisione.
Non lo sai! Tu, Clementina!
- La marcetta dei telefilm di Hitchcock! - Sì, ma il titolo!
- Non lo so! - È "La marcia funebre per una marionetta" di Gounod.
- Tu dovresti saperlo! - Smettila!
< Adesso a chi tocca? < A me! A me!
- Salve, ragazzi! - Ciao.
- E tua madre? - Finisce di firmare delle carte con l'avvocato e arriva.
- Non sei andato a prendere quella ragazza? - Non ho lo scooter adatto.
- Come dovrebbe essere? - Nero con le bordure gialle.
Dovreste ringraziarmi, potevate rimorchiare la figlia del becchino.
- Faresti meglio a stare zitta. - Questa è matta. - Tu sei matto!
- Salve! - Scusatemi, ragazzi.
- Abbiamo un ospite, l'avvocato viene con noi. - Bene!
Voglio vedere come se la cava sullo scooter.
Ne ho noleggiato uno adatto per me. Prego, Manuela.
- È un corteggiatore di tua madre? - Cosa ti salta in mente?
È il nostro avvocato da tanti anni e il mio migliore amico.
- E io? - Tu sei qualcosa di più.
- Eccoci, finalmente! - Siamo arrivati!
Che meraviglia!
Andiamo.
- Da qui si vede il nostro albergo. - È vero! Eccolo là!
MUSICA RITMATA
Mi rallegro con te per la scelta del genero.
- Chi? - Quello che sta ballando con Inesita.
Ma no! Quello è un ragazzo italiano che è con noi da pochi giorni.
- Tua figlia lo guarda in un certo modo. - Le ho detto di fare la civetta.
- Per ingelosire l'altro? - Già, perché si decida a dichiararsi.
Alta strategia materna.
- Qual è l'altro? - È quello là.
- Ora vado a farci un ballo. - Voglio vedere come conduci l'attacco.
- Mi fai ballare, Miguel? - Con piacere!
- Ci vediamo tutti i giorni, eh? - Lo ha notato, signora?
Ci vuole poco, mi sembra.
- Sei sempre così premuroso con noi. - Sono più che premuroso.
- Allora ho capito bene. - E non le dispiace?
E perché dovrebbe dispiacermi? Io sono la prima a parlarne.
È meraviglioso.
Così mi piaci, non bisogna essere troppo timidi!
Sono tutt'altro che timido!
Ma ci siamo sempre visti in tre.
- Se avessi avuto un'occasione di vederla da solo, io... - Ho capito.
- Avrai un'occasione. - Quando?
Potresti cercarla un po' tu.
- Sì, certo ma... - Intanto vai a ballare con Inesita.
- Vai! - Giustissimo.
- Cambiamo dama. - Ma che dici?
- Fammi ballare con Inesita. - Ma l'alleanza allora?
- Oggi non c'è da portare pacchi. - Il prossimo ballo è mio.
MIGUEL CANTICCHIA
- Ti guardava come un innamorato. - Infatti lo è.
- È innamorato di te? - No! Di Inesita.
- E Inesita che ne pensa? - Ne sarà felice.
- Ehilà, Clementina! - Ciao.
Non sapevo avessi la camera accanto alla mia.
Adesso che lo sai potresti chiedere alla direzione di cambiare camera.
- Perché dovrei farlo? - Lo so io perché.
- Non sei andata alla gita? - Non lo sai? - No.
- Nessuno è venuto a prendermi. - Se ne saranno dimenticati. - Forse.
Comunque sono dei cafoni.
- Quando li vedi, diglielo da parte mia. - Ti farò fare le scuse.
Non ci tengo, non voglio più vedere quei tuoi amici.
- Sto benissimo per conto mio. - Che ti hanno fatto? - Niente.
- Perché non sei andato alla gita? - Aspetto una telefonata.
SQUILLI DEL TELEFONO - Non volevi vedermi. - Ma che dici?
Eccola, scusa.
Pronto?
- Ciao, bambolo. < Chi è?
- Sono Elena. < Finalmente ti sei fatta viva.
- Come va la vita? Te la spassi? - Ti ho aspettato tutto il giorno.
Non sono riuscita a sganciarmi prima però ti ho telefonato.
Se ne va o non se ne va?
- Non ha ancora deciso. < C'è speranza?
- Finché c'è vita, c'è speranza. - Così tiene due persone sulle spine.
- Ma quando partirà? - Non lo so. Ti ritelefonerò.
- Mi fai aspettare un'altra telefonata? - Cosa posso farci?
- Potremmo fare una cosa. Pronto? < Pronto, pronto.
Stasera vieni a mangiare al ristorante dell'albergo.
Se mi vedi con un vestito rosso, vuol dire che parte.
- Se invece è verde, resta. - Rosso parte e verde resta.
Tu cerca di metterlo rossissimo.
Mica dipende da me, dipende dal mio orango tango.
Sempre tango, abbia pazienza... non se ne può più!
Dica al direttore di cambiare.
Un po' di boogie-woogie, un po' di rock and roll!
Va bene, glielo dica.
- Cos'è? - Ho reclamato col portiere.
Non se ne può più con questo tango, sembra di stare in Argentina!
Non ho mai sentito un tango, c'è un'orchestra napoletana.
Non me n'ero mai accorta.
Tesoro, vuoi un cioccolatino? - No. - È buono, sai?
- Meglio di no. - Allora lo mangio io.
Piove, piove su/ nostro amore.
Ciao, ciao bambina.
- Non sei ancora pronta? - Mi manca un occhio.
- Sbucciami questa caramella. - Ma dobbiamo andare a cena.
Uffa!
- Come sto pettinata così? - Stai bene.
- Con queste orecchiette sembro un sorcio. - Stai bene.
No, per carità... oh!
- Porco Giuda! - Non dire parolacce.
- Guarda cosa hai combinato! - Mi hai urtato tu!
Stai sempre con il bicchiere in mano. Mangi le aringhe affumicate...
...e poi bevi, bevi, bevi! - Metti un altro vestito.
Mannaggia, ce ne ho solo uno di verde!
"Chi di verde si veste, troppo di sua beltà si fida."
Fai anche lo spiritoso.
Non drammatizzare.
- Metti quel bel vestito rosso. - No, quello rosso no!
- È un vestito di gran classe. - Me l'hanno già visto.
No, non l'hai mai messo.
Il rosso non l'hai mai messo.
- Un caffè, signore? - Dipende.
Dipende se questa notte avrò voglia di dormire o no.
- Se non lo sa lei... - Lo saprò. Ripassi fra poco.
Va bene.
Buonasera, signori. Prego, accomodatevi.
La lista.
- Ha pensato per il caffè? - C'è poco da sfottere. - Scusi.
- Ciao, Clementina. Passati i nervi? - Sì.
- Avevi i nervi? - Ma no, mamma. Scherza!
Io non scherzo, ero preoccupato.
Il cattivo umore può dipendere da una preoccupazione.
- Ti senti poco bene? - Smettila, Gianni!
Clementina, che modi!
- Il tuo amico è così gentile! Perché non si siede? - Grazie.
- Prende qualcosa? - Solo un po' di vino.
- Cameriere, un bicchiere. - Sì, signore.
- Verdicchio o rosato? - È quello che vorrei sapere.
Rosato o Verdicchio?
- Come? - Io lo preferirei rosso...
...ma questo mi sembra champagne.
< (Rivani) Se vuole, lo faccio venire. < (Gianni) Sarebbe meglio farlo andare.
- È un gioco di parole? - No, un indovinello.
È una cosa da indovinare.
- Che chiasso fa lo scrittore! - Chi? - Quel giovanotto italiano.
- L'abbiamo conosciuto l'altro giorno. - Non c'è bisogno di indicare.
- Fai la persona educata. - Cosa? - Lasciami in pace, sono nera.
- Perché? - Mi hai rovinato il mio bel vestito verde.
- Finalmente ho capito. - Cosa ha capito?
Lo stile di questo salone è molto bello, non le sembra?
- Si interessa di architettura? - Sono all'ultimo anno.
Che bravo! E la tesi l'ha preparata?
- Ho appena cominciato. - Su che cosa la tiene?
- Presento il progetto di un mausoleo. - Una tomba! Magnifico!
- Per favore, papà... - Le sembra interessante?
- Accompagnami dal giornalaio prima che chiuda. - Con permesso.
Vada, vada.
Deve essere un bel tipo Io scrittore con le ragazze.
- È scemo se va con quella papera. - Perché? È un amore quella bambina.
Non sei gentile, sai?
L'unica bambina che dovresti guardare sono io.
Gelosona!
- Tira giù quel gomito dalla tavola. - No.
- Che bello fare il bagno a quest'ora! - A che ora si parte?
- Alle 15 tutti al caffè centrale. - D'accordo!
Chi c'è c'è, chi non c'è... peggio per lui!
- Come sono noiosi con queste gite. - Basta non andarci.
- Se mi cercano in albergo, faccio dire che sono fuori. - E Inesita?
La farò uscire alle 16.
- Ma è meraviglioso, stupendo! - Allora non sei timido!
Oggi non lo sarò.
- Presto, sono già le 16. - Non è ancora arrivato.
Ma no, ti aspetta fuori!
Non fare quella faccia, non vai mica dal dentista.
- E se non ci andassi? - Come sarebbe a dire?
Devo dirti proprio la verità? Miguel non mi piace.
- Ma prima ti piaceva. - Sai come siamo fatte noi donne.
Non dire stupidaggini e togliti dalla mente Ernesto.
Miguel è il giovane che fa per te: è serio, affettuoso, costante.
- Aspetta di conoscerlo meglio e vedrai. Mi darai ragione. - Sarà!
- Ciao, mamma. - Ciao.
- Svelta e non fare la villana. - No, mamma.
SQUILLI DEL TELEFONO
- Pronto? - Temevo fossi impegnata nelle tue solite operazioni strategiche.
Ho finito per oggi, ora tocca a Miguel.
Ora che hai sistemato le cose puoi venire da me?
Mi vesto e ti raggiungo subito in albergo.
Ciao.
- La signora Manuela Esteban. - È fuori. - Non per me, la chiami.
Dammi il 114.
SQUILLI DEL TELEFONO
Pronto? Chi? Miguel?
Me lo dia.
Miguel, Inesita è uscita.
Lo so, salgo subito.
Pronto? Pronto?
BUSSANO ALLA PORTA Avanti!
- Miguel, non hai visto Inesita? - Sì, ma lei non mi ha visto.
- Allora l'hai vista. - Certo e appena è uscita, sono entrato.
- Non è carino far aspettare una signora. - Che signora? - Tu.
- Tu non sei una signora? - Certo che lo sono.
- Cos'è questo "tu"? - A questo punto possiamo darci del tu.
- A questo punto? - Sì. - Ma cosa hai capito?
Quello che mi hai fatto capire tu.
- Hai capito che io... - Sì, ho capito.
- Esci fuori subito. - Ma... - Fuori!
- Ho detto fuori! - Va bene, ma... - Subito!
- Vattene subito! - Non si arrabbi, me ne vado.
Che imbecille!
Va bene, grazie.
- Può attendere nel salone, viene subito. - Bene, grazie.
- Inesita! - Ho bisogno di parlarle.
Siediti.
- Si tratta della mamma. - Che è successo?
Mi sta succedendo una cosa antipatica per causa sua.
Più che il nostro avvocato, l'ho sempre considerata il nostro migliore amico.
- Infatti lo sono. - Lei ci è sempre molto vicino.
- E allora? - Glielo dica lei alla mamma...
...che non mi va assolutamente questo fidanzamento che si è messa in testa.
Non precipitare, Inesita.
Tua madre sa bene quello che fa.
Una figlia non deve imporre le sue decisioni alla mamma.
Ma è lei che le impone a me, in fondo è di me che si tratta.
- Sì, certo... anche di te. - Soprattutto di me.
- Insomma, tu sei contraria. - Assolutamente.
- Perché? - Perché Miguel non mi piace.
- Miguel? - Sì, Miguel.
Ma che c'entra Miguel?
- L'avvocato Cordova, per favore. - Sì.
Con Ernesto è una cosa seria.
Non so come fare perché è italiano e se lo sposo, dovrò andare in Italia.
Ma non posso lasciare la mamma che ha solo me, le pare?
Se avesse un affetto, in fondo è ancora giovane...
- Se si risposasse! < (Manuela) Inesita!
- Mamma! - Siediti, Manuela.
- Ma, avvocato... - Niente avvocato.
Mi chiamo Antonio.
Tua figlia mi sta dicendo di te le stesse cose che tu dici sempre di lei.
Come? Non ho capito niente.
Non hai mai capito niente, hai sbagliato tutto...
...ma per fortuna ha rimediato Inesita venendo a chiedermi aiuto. - Sì.
Ora è tutto a posto, basta che tu la smetta di fare il generale...
...e ti decida a diventare una moglie.
- Ho l'onore di chiederle la mano di sua madre. - Accordatissimo.
È arrivato a nuoto come un siluro e mi ha portata via.
Il duca gli è grato.
Sai giocare a poker?
Male? Non importa.
È l'unico modo per vederci.
Che facciamo per il quarto? Posso fare una telefonata io.
- A chi? - A quel ragazzo americano di passaggio, l'amico di Gary.
- È un bravo giocatore, telefono? - No, non ce n'è bisogno.
- Ho già telefonato io per il quarto. - E a chi? < (Anselmo) Si può?
Eccomi qua!
- Sono forse in ritardo? - No, lei arriva sempre in tempo.
Come sta la mia divina?
- Grazie per avermi invitato. - Il signor Anselmo Pandolfini.
- Incantato, signora. - Piacere.
- Avete già fatto le carte? - Non si fida?
Io mi fido, ma se dobbiamo giocare sul serio, bisogna rifarle.
- Prenda un altro mazzo di carte. - Bene, un mazzo nuovo!
- Ha abbastanza soldi con lei? - Solo 2.000 pesetas.
- Finite queste, ho finito tutto. - La posta è di 2.000 pesetas.
- Come si fa a giocare così? - Perché, scusi?
È sciocco giocare con uno che ha solo 2.000 pesetas.
- Colpa del cambio. - Telefono?
Aspetti a telefonare, le 2.000 pesetas sono ancora qui.
La partita non è finita e vuole già mandarmi via?
- Desidera bere qualcosa? - Per me un whisky doppio...
...qualche olivetta e qualche mandorlina salata.
La mandorla salata e l'olivetta mi aiutano a bere se no non posso.
Apro di 100.
Ci sto.
- Quante carte, prego? - Una, prego.
Una a lei e quattro a me. Una, due, tre...
...una la scarto e una la prendo. - Quattro? - Perché, non si può?
Certo, ma...
Tutta la sua posta.
Giocate forte, eh?
Ecco perché dice che la partita finisce alla prima mano.
Che caldo!
- Che fa? - Non posso rilanciare.
Non ho più pesetas... vedo.
- Scala. - Al che...?
- Al re! - Io all'asso!
- Bello, eh? - Con quattro carte! - Adesso potete giocare tranquilli.
Queste vado a riporle.
- È incredibile! - Grazie per avermi invitato.
- Duca? - Sì? Eccomi.
- Duca, che fa? - Apro di cento.
- Il doppio? - Il triplo.
Ci sto, quante carte?
- Servito. - Anch'io.
- Una carta bassa bassa. - Due per me.
- Parola. - 500.
1.500.
- 2.000. - 3.000.
- 5.000: piatto ricco, mi ci ficco. - È impossibile giocare così!
- Me ne vado. - Anch'io. - Insomma! - Mi dispiace.
- Grazie a questa bella compagnia. - È possibile vedere cosa aveva?
Non sarebbe nelle regole del gioco, ma per la mia divina... un piccolo bluff!
- È il colmo! - Bravo, i miei complimenti!
Mi dispiace, il gioco è gioco. Non lo sapevate?
- Fa i conti? - Avevamo detto che finiva alla mia mano.
È l'alba!
Io non ho sonno però facciamo un bel caffelatte...
...perché se la mattina sto sveglio e non ho dormito mi viene fame!
- Facciamo ancora un giro. - No, è peggio.
- Allora quant'è? - Sarebbero 28.000.
5.000 me le avete prestate, sarebbero 23.000 pesetas.
- 7.000 lei, 18.000 lei. - Faccia lei anche per noi.
- 10, 20... e 25. - Grazie tante.
Quando avete bisogno di me, fatemi una telefonata.
Grazie per la bella serata.
Al cancello ci sono i cani, stia attento.
Che stiano attenti loro, il cane con me ci rimette sempre.
Ci ha levato i soldi, si è bevuto il whisky, ci ammazzerà pure i cani!
- Non giocheremo più con lui. - Certo. I CANI ABBAIANO
Devo riprendermi i soldi! I CANI GUAISCONO
E così la madre mi ha accordato la mano di Inesita.
Come avventura a Majorca non c'è male!
- Ti sei inguaiato. - Non sono il solo!
- Io mica me la sposo Hèlén. - Non parlo di Hèlén.
- E di chi? - Di Clementina Rivani. - Siamo solo buoni amici.
- Sarà, ma è da una settimana che... - Breton fa come i coristi dell'opera.
"Partiam partiam partiam" e non parte mai!
- E tu ti consoli con Clementina! - Non è che mi consolo.
Avevo previsto di cavarmela con pochi giorni al "Mediterraneo"...
...invece le cose vanno per le lunghe. - Non capisco.
Te lo voglio spiegare.
I Rivani sono brava gente, mi invitano a pranzo mattina e sera.
Se non avessi una dignità, mi pagherebbero anche le sigarette.
- Ma tu cosa dai a loro? - Niente.
Una sera li accompagno a ballare, offrono loro, eh?
Ogni tanto una gita...
- Gianni, siamo pronti. - Vengo subito!
- Oggi vedremo la casa di Chopin. - Che romantico! - Bisogna mangiare.
- Ti hanno dato una buona macchina? - Sì, come quelle che abbiamo a lavoro.
- Cosa? - La marca è la stessa, ma la carrozzeria è diversa.
- Eccomi. - Sì, andiamo.
- Signore, c'è una lettera per lei. - Scusatemi un momento.
("Andrè parte stasera alle 21." Ti amo. Hèlén.")
- Saremo di ritorno per le 21? - Anche prima, sono 35 Km.
Andiamo.
Questa proprio non ci voleva!
- Ha trovato il guasto? - Sì, un momento.
Sto smontando il pezzo.
- Non posso fare niente per aiutarla? - È forse un meccanico?
- Si può riparare? - Guardi come sono ridotti i bulloni!
- Bisogna trovarne quattro nuovi da mettere qua. - Se li procuri.
- Allora scusi... - Bisogna cercarli in paese.
- È lontano? - Dista 10 Km. - Come si fa?
Aspetti! Potrebbe dare un passaggio al nostro autista?
- Abbiamo un guasto alla macchina! - Senz'altro. - Molto gentile, grazie.
- Su, monta! - Sì.
Grazie.
Mi raccomando, faccia presto!
- Avevi un impegno importante? - No, nessun impegno.
Signorina, riprovi il 117.
< Ancora non risponde, signora. - Non avrà provato bene.
< Sì, ho provato... - Riprovi.
< Non risponde. - Va bene, ho capito. Grazie.
Porco Giuda!
Che fregatura!
- A che pensi? - Senti come cantano?
- Chi? - I grilli.
Credevo fossero rospi.
- Conosci quella poesia che dice... - No, no.
- Ma se ancora non ti ho detto quale! - Se riguarda i rospi, non mi piace.
Ma no, riguarda i grilli.
- "I grilli caricavano nell'ombra gli orologi..." - Il mio fa le 23. 15.
Dev'essere il meccanico!
- Tutto a posto. - E allora?
Adesso arriva il mio amico e vi porta a casa.
Oh, no!
< Buonanotte, Gianni. < Ciao, Clementina.
- Il 309, per favore. < Subito, signore.
SQUILLI DEL TELEFONO
Pronto?
Hèlén, sono io. Amore mio, dormivi?
- Chi sei? Che vuoi? < Come che voglio!
- Che ora è? < Le 3. - Ma vai all'inferno!
Perché carina, carina, carina sei tu.
Mi piaci ogni giorno di più. BUSSANO ALLA PORTA
- Chi è? < Un telegramma, signorina.
Lo infili sotto la porta, per favore.
BUSSANO ALLA PORTA Che ha capito questo?
- (in spagnolo) Sotto la porta! < Hèlén, amore mio, sono Gianni!
< Apri! - Porco Giuda, tiè!
< Sei arrabbiata? - Sfotti anche?
Come dovrei essere dopo la fregatura che mi hai dato?
Apri!
Se apro, ti do un pugno nello stomaco. Ahi, che male!
< Hèlén, su! - Vai via, tanto non ti apro.
Gianni, Gianni!
GIANNI FISCHIETTA
< Non è stata colpa mia!
Non raccontare balle! So che ti spupazzi quell'ochetta giuliva!
- Qua qua qua! < Non c'è niente fra noi!
C'è la grana di lei, bambolo!
Lei è italiana, io sono italiano, siamo due italiani all'estero!
Ci hai rimesso te, sai, mica io!
GIANNI BUSSA ALLA PORTA Stai calmo, eh?
Non buttare giù la porta perché se mi arrabbio sono dolori seri!
< Allora, mi perdoni? - Non lo so, non lo so.
Intanto comincia ad andartene, non vorrai stare lì tutto il giorno.
< Vieni a trovarmi? - Vai in camera tua, poi vediamo.
Stanotte ho aspettato io, adesso aspetti te.
Va bene, ma cerca di fare presto.
Io faccio quello che mi pare.
Gianni!
Gianni!
GIANNI CANTICCHIA
MUSICA SOFT
< Gianni!
- Ciao, Clementina. - Ciao.
- Perché non sei venuto in spiaggia? - Ho dormito fino a tardi.
Questo è per te.
- Cos'è? - Te lo manda Renata.
- Mi ha detto di darlo a te. - Cos'è questo?
Non lo vedi cos'è? Un corno rosso!
Devi tenerlo da conto.
Può far comodo quando si frequenta una famiglia come la mia.
Clementina!
CLEMENTINA PIANGE
Clementina.
- Che ti prende? - Se non lo sai, te lo dico io.
- Che cosa? - Mio padre è un impresario di pompe funebri.
Ma io l'ho sempre saputo.
- Davvero? - Naturalmente.
Ciao, bambolo!
Gianni!
Gianni.
CANTICCHIA
Porco Giuda!
A Bologna non ho un'amica...
...e dovunque vado va tutto bene finché non salta fuori chi siamo.
Lo capisco, me ne rendo conto.
- È per questo che stavi con me? - Come sarebbe per questo?
Perché ti facevo pena.
Ma no, che idea!
Dimmi la verità, io me lo sono chiesto molte volte.
Adesso ho capito.
- Hai capito male. - E allora perché?
Perché... perché...
Perché un giovanotto sta con una ragazza?
Gianni, mi vuoi un po' di bene?
Sì, tesoro, te ne voglio tanto.
Anche io, dal primo istante.
FISCHIA
Se ritarda un altro po', Io prendo a calci con le pinne.
< (radio) Signora, l'uomo dei vostri sogni vi sfugge?
< Consultate il vostro dentista.
< Vi consiglierà il dentifricio... - C'è poco da sfottere!
Gianni, andiamo a dirlo a papà.
Scusi.
Vitellone!
FISCHIETTA
Vedo.
Colore.
Uno, due, tre, quattro assi.
- Poker d'assi! - Me l'aspettavo.
- Mi dispiace... - Mi faccia il piacere!
- Mary, perché fai così? - Che fa? Piange?
- Scusi, anche lei! Che diamine! - Il gioco è gioco!
Ha ragione, paghiamo e facciamola finita.
- Sono 70.000 pesetas. - 700... - 700.000 lire italiane.
- Se permette, vado a prendere... - I soldini? - Vuol venire?
Bella faticata!
- Le avevo detto di non giocare. - Non si preoccupi.
- Oh. - Che vuole?
Perché dobbiamo giocare qui con la babbiona e il bavoso?
- Andiamo a ballare. - Non dica sciocchezze!
Due samba, un rock and roll, un mambo e poi la riporto a casa.
- Il suo produttore è geloso? - Va bene, mi porti al "Chico".
Ma il duca lo permette?
Può darsi che mi lascerà uscire con lei.
Vado a cambiarmi.
- A più tardi. - Dove vai, Mary? - Stasera invece di giocare...
...Mary viene con me al "Chico" a fare quattro salti.
- Perché, lei balla? - Tutto ciò che c'è di più moderno.
- Io la manderei volentieri ma... - Non si fida di me?
Di lei sì, è di lei che non mi fido. Beve e balla con tutti.
La controllerò.
Ma ci sono i fotografi. Non vorrei che domani...
Li blocco e gli stacco un orecchio.
- Grazie, duca. Ah! Regoliamo quei 70.000? - Sì.
Queste sono 50.000.
- Le altre 20 gliele mando dopo. - Faccia con comodo.
- Le servono 10.000? - Grazie, molto gentile.
- Siamo rimasti in bianco. - Fra amici le pare!
Dica a Mary che mi metto in blue e che ritorno a prenderla.
Senz'altro!
John, stasera vado al "Chico" con lo zoppetto.
Vieni anche tu? Ti aspetto lì, va bene?
Ciao.
Benvenuti.
- Buonasera, signorina Moore. - Abbiamo prenotato un tavolo.
- Da questa parte. - Prego.
Le abbiamo riservato il migliore.
Scusi.
- Cosa desiderate? - Due whisky.
- Balliamo questo cha cha cha? - Volentieri.
Hai visto? È Mary Moore!
- Non mi stringa così. - Se non stringo, non mi diverto.
LA MUSICA CESSA Bello, eh?
Hai visto chi l'accompagna? Con tutti gli uomini di Majorca!
La inviterò al prossimo ballo.
Che vuoi fare tu? Non fare foto o ti stacco un orecchio!
- Ci penso io! - Portatelo via!
- Vuole ballare con me? - La signorina non balla con nessuno.
Mi perdoni.
La signorina Moore balla solo con me.
Ciao, Mary! Come stai?
- Chi è quel giraffone? - Macché giraffone!
È una mia vecchia conoscenza, un amico di Gary Cooper.
Cowboy pure lui?
(in inglese) - Ciao, Mary. - Ciao, John.
Sono felice di vederti. Conosci il signor Anselmo?
- Arrivederci. - Arrivederci e vattene.
Lui non parla bene l'italiano. Siediti, John.
- Il duca se la prenderà con me. - Adesso non esageri.
- Lei parla inglese? - No.
(in inglese) - Puoi dire quello che vuoi. - Ma chi è questo?
Ha giocato a poker con noi stasera. È quello del motoscafo.
- Così è lui! - Calmati e invitami a ballare!
Ok, andiamo a ballare.
- Che fate? Dove andate? - John mi ha chiesto di ballare.
- Un ballo solo, eh? - Ma sì! - Non vi stringete, ci sono i fotografi.
Non fa una mossa senza chiedermi il permesso.
Io la tengo sotto la sferza perché se allento la sorveglianza... addio bella!
Chi non vorrebbe ballare con lei?
La faccio ballare con quello perché è americano.
L'americano è giovane. Beve e poi si addormenta.
Non so se lei è dello stesso parere.
PARLA IN TEDESCO
- Stringimi un po' di più. - Quando possiamo stare da soli?
- Prima avevo una guardia, ora ne ho due. - Vorrei picchiarlo.
Quello non ha paura di nessuno, neanche dei cani della villa.
- Non puoi liberartene? - Quello si è conquistato tutti.
È furbo come una volpe e anche simpatico.
È questo quello che pensi di lui?
Se vogliamo stare insieme, dobbiamo tenercelo buono.
Gli farò organizzare un party così verrai anche tu.
- Sorridigli. - Ok!
Ok!
(Anselmo) Signori, andiamo che si freddano!
Questi sono al dente!
Ce n'è per tutti e quando sono finiti ve li rifaccio.
- Come si chiama questo piatto? - Alla puttanesca.
Quelli di prima erano all'amatriciana, adesso sono alla puttanesca.
Olio, tonno, olive, capperi, alici, pepe come se piovesse.
Tiè, metti qua!
Riempi il piatto e vieni con me.
- Mary, belli, caldi e fumanti. - Non posso mangiarli.
Ma questi sono alla puttanesca. Li assaggi poi vedrà.
- Tu ne vuoi, John? - Ci sono anche per il giraffone.
Vai a prenderli se no finiscono.
- Bella festa, vero? - Non mi faccia più bere.
Mi conosco, poi non mi controllo più.
Se non si controlla, penserà solo all'amore.
Per lei cos'è l'amore?
Quando vanno via queste babbione, vado su e mi infilo sotto al letto.
- E poi? - Ti aspetto.
- Questo per lei è l'amore? - L'amore è come una bella pesca.
Si leva la buccia, si mangia la polpa e si butta via l'osso.
Non ho capito, che vuol dire?
Un abbraccio, un bacio, una carezza sono cose belle...
...ma non bisogna dargli importanza.
"Com'è bella giovinezza che si fugge tuttavia."
"Chi vuol esser lieto sia, di doman non vi è certezza."
Chi le ha detto che do troppa importanza a un bacio?
Allora siamo d'accordo, mi infilo sotto al letto e ti aspetto.
- Vada via, pensi agli spaghetti. - Bella!
Eccomi! Cosa è successo? Sono finiti gli spaghetti?
Ve li rifaccio! Venite tutti con me!
Ciao, amore mio, stai pensando a me?
John, tu che pensi dell'amore?
Vorrei stare tutta la vita su una piccola nuvola con te...
...e stare sempre così a guardarti negli occhi.
Trova il modo di nasconderti in qualche posto.
- Dove? - In camera mia.
Non qui, ci vedono.
Vai, presto!
< Buonanotte! Forse ho mangiato troppo pepe!
< Ci vediamo domani in spiaggia!
< Buonanotte!
- Mi dà la chiave, per favore? - Al telefono, signor Pandolfini.
- Chi è? - La signorina Mary Moore.
Io me l'aspettavo, quella si è innamorata...
...e si è pentita!
- Questa qui? < Sì.
Pronto, Mary?
Ci hai ripensato? Subito! Due salti e arrivo.
- Domani "si marcia"? - Te lo dico dopo se marcio.
RUMORE DI PASSI
- Mary, me l'aspettavo. - Ti ha visto qualcuno?
- So io quello che faccio. - È successa una cosa terribile.
- Che è successo? - Guarda lì.
Si è infilato il giraffone!
- Ma è tutto vestito! - Ho paura che sia morto.
Morto?
- Mamma... - Chiama mamma.
L'americano non muore, mangia gli spaghetti, beve whisky...
...vomita e poi si addormenta. - Domani arriva il conte.
Non può restare qui perciò ti ho chiamato.
Me lo metto sulle spalle, lo porto sulla spiaggia e domani starà meglio.
- Vieni, bello! - Mamma... - Ci conosciamo da due anni.
Ci guardiamo, ci telefoniamo, stanotte potevamo stare soli...
...e guarda questo cretino! - C'è Anselmo che pensa a te.
Io lo porto sulla spiaggia, gli do una rinfrescatina e...
E poi che faccio? Torno?
Sì.
Andiamo, giraffone!
Ciao!
Scrivimi, capito?
Ti dispiace lasciare quest'isola?
No, stiamo partendo insieme.
- Dovrai sopportarmi ancora! - Cercherò di farlo.
Ho deciso di venire a Bologna a prendere la laurea.
- Ernesto è stato meno fortunato di noi, vai a consolarlo. - Scusa.
Ciao, ci vediamo al matrimonio!
- A questo siamo, eh? - Intendevo il matrimonio...
- Sì, di tua suocera. - Sì, di mia suocera. - Gianni!
- Lascialo salutare in pace. - Sì, cara. - Pensa alla suocera tua.
Mi sa tanto che ci hanno incastrati.
Più di così!
Ciao!
- Scrivimi! - Arrivederci!
- Arrivederci, commissario. - Si è divertito?
- Sotto tutti i punti di vista. - È diventato amico di Mary Moore.
- Vi ho visti al "Chico" insieme. - Vi dispiace? - No, anzi.
Mi levi una curiosità: solo amicizia o qualcosa di più?
Quello che succede in intimità fra un uomo e una donna non si dice mai.
- No! - E come no!
È svedese? Con permesso!
Guarda che tipo!
Mi permetta, Anselmo Pandolfini.
Commercio in dolciumi, durante l'estate mi piace divertirmi.
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