All language subtitles for Exterior Night - S01E05 (2022) WEB.eng_track3_[ita]

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Original subtitles

Padre, io non mi sento amata.

Aldo non mi vede, non mi sente.

Ha la testa da un'altra parte.

Lei lo deve riconquistare con il suo amore, non arrendersi.

Non dimentichi anche l'enorme responsabilità

che suo marito porta sulle spalle.

- L'Italia. - Sì, certo.

Devo pensare a tutto io?

Non parlo solo delle necessità materiali,

dell'organizzazione della casa, i figli ai quali non so che dire.

Anche lui li ascolta per senso di responsabilità, perché è il padre.

Ma se potesse, io lo vedo,

si chiuderebbe nello studio a scrivere un discorso agli italiani.

Resta per dovere di padre.

L'altro giorno c'è stata una lite tra Maria Fida e Agnese.

Una cosa da niente.

Lui non è riuscito a trovare le parole per placarle.

Un "basta" detto anche alzando un po' la voce.

Niente.

Padre, non so, delle volte io sento come una discordia,

un odio, anche verso di me.

Mi scusi, signora, è lei che non lo ama.

Non gli prepara neanche la cena.

- Come fa a saperlo? - Me lo ha detto lei.

Non va bene, quasi volesse umiliarlo.

È proprio nello spirito del Vangelo.

L'amore non è un baratto, uno scambio.

Non è: "Io ti amo, se tu mi ami."

"Io ti amo, anche se tu non mi ami."

Ha capito?

Tutti questi onori, questi privilegi di rappresentanza,

gli autisti che corrono per aprirmi la portiera non mi interessano.

[sirene]

- Anzi, mi irritano. - [rumore di elicottero]

So che dovrei accontentarmi,

essergliene grata,

invece sono molto arrabbiata.

Delle volte vorrei prenderlo a schiaffi, ecco.

Sono pazza?

[sirene]

[rumore di elicottero]

Mi scusi,

c'è qualcosa che non capisco.

[rumore di elicottero]

Andiamo.

- La lasci passare. - No, non si può.

- È la moglie del presidente Moro. - Ho avuto degli ordini.

- Non la conosco… - La lasci passare.

Aprite, per favore!

Venga, la accompagno.

Per favore.

Mio marito?

È morto?

Lo hanno portato via, ma presumiamo che sia ancora vivo.

Dove sono le altre borse?

- Quali? - Mio marito ha cinque borse.

In una ci sono medicine. Mio marito prende le medicine.

Non abbiamo trovato medicine. Devono averle prese i terroristi.

Ah, meno male.

[detective] Il collega non ha un tesserino di riconoscimento

quindi "non identificato".

È Raffaele Iozzino.

- Come? - Raffaele Iozzino.

Raffaele Iozzino.

[vociare indistinto]

C'è una macchina, signora Moro.

[poliziotto] Aprite! Allargate!

Via, dietro!

[sirene]

[prete] Vuole che venga con lei?

[Nora] No, grazie, nel caso la chiamo io.

Non mi ha dato l'assoluzione.

Ego te absolvo in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti, amen.

[giornalista] Signora Moro!

[vociare indistinto]

[vociare indistinto]

[TV] Ha partecipato a una riunione

con il presidente del Consiglio Andreotti.

Nella zona dell'agguato le linee telefoniche risultano interrotte.

Tra le notizie che non è stato possibile controllare

quella secondo cui Moro sarebbe ricoverato in ospedale ferito.

Tutti gli uomini politici

nelle prime dichiarazioni rilasciate a Montecitorio

in attesa che inizi il dibattito sulla fiducia

invitano a mantenere i nervi saldi.

- Chi c'è in casa? - Maria Fida.

- E Luca? - Gioca nella sua stanza.

[TV] Non si può sperare di sconfiggere il terrorismo.

Le Brigate Rosse hanno rivendicato il rapimento.

Un commando delle Brigate Rosse…

Manda via Luca.

Arriva mio marito. Luca non ha capito niente.

[TV] Vedete Via Mario Fani.

È una strada tranquilla nel quartiere della Camilluccia

a poche centinaia di metri dalla Via Trionfale dove abita Moro.

Signora, che devo fare?

Vado a fare la spesa?

Sì, la spesa, sì, certo.

- Vedi tu cosa manca. - Sì.

Ci sono dei giornalisti, non rispondere.

- Di' che lavori in un'altra famiglia. - Sì.

- Non scortese. Muta. - Sì.

Ecco… E stacca il telefono.

No, non lo staccare.

[campanello]

Senatore.

È inaudito.

- È inammissibile! - Sì…

Prego.

Ecco, non…

Senatore, non pianga, c'è mio nipote. Ha tre anni, la prego.

Sì, mi scusi, ma non riesco a trattenermi.

Aldo…

Aldo!

Come è possibile che qualcuno abbia potuto…

Vada a casa, la prego.

…abbia potuto immaginare una cosa simile e l'abbia messa in pratica?

Senatore…

Senta, non sarà mica venuto qui da noi per farsi confortare.

- No… - No, ecco.

Allora guardi, torni a casa.

Dica ai nostri amici che noi per ora vogliamo rimanere qui in casa.

Non vogliamo vedere nessuno.

Siamo riservati, vogliamo stare qui.

Va bene?

- D'accordo. - Se ne vada, grazie.

- Non… - No.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Arrivederci. - Vada.

[TV] Prima si sono riuniti i capigruppo.

Pietro Ingrao ha fatto una lunga serie di consultazioni.

Sta entrando Zaccagnini in aula.

Gli va incontro Segni, uno degli oppositori

alla formazione del governo voluta da Moro.

È andato a portare a Zaccagnini la sua solidarietà.

Ora, praticamente…

C'è stata una serie di riunioni di Ingrao con i capigruppo.

Dobbiamo prepararci a una lunga attesa.

Ci diranno di non fare niente,

di rimanere a casa.

Già lo so.

L'aveva detto anche papà durante il sequestro Sossi.

Lasciare lavorare la Magistratura che è competente.

Bisogna chiamare Anna, qualcuno l'ha fatto?

La avverto io.

Mi raccomando, non devi turbarla nel suo stato.

[TV] Purtroppo è morto il quinto componente della scorta armata

che tutelava la sicurezza del presidente della DC, Moro.

Si chiama Francesco Zizzi.

Non ci sono testimoni oculari

tra quelli che dovevano vegliare sulla sicurezza di Moro.

Sono stati uccisi a colpi di pistola e di mitra

i cinque agenti di pubblica sicurezza e carabinieri

che seguivano l'auto di Moro.

A tale proposito, si diceva che la tecnica del colpo contro Moro…

Mi dispiace, ragazzi.

Poteva finire così, me lo sentivo.

[Luciano Lama] In questo giorno, che è un giorno di lutto…

È un momento drammatico nella vita del Paese.

In questo giorno…

- [poliziotto] Onorevole. - Buongiorno.

- [campanello] - [TV] Non deve dominarci.

Vado io.

[TV] Dobbiamo opporre alla violenza disumana…

- Benigno. Vieni. - Corrado.

[TV] Della ragione, della volontà…

[vociare indistinto]

- Volevamo… - No, per favore, grazie.

[TV] Il ricatto degli assassini…

Mamma, c'è Zaccagnini.

[TV] Della libertà del nostro Paese!

[Zaccagnini] Nora.

[TV] Si parla di guerra civile.

Noi ne abbiamo conosciute.

Voglio che tu sappia che faremo ogni cosa per liberare Aldo.

Riporteremo Aldo a casa, te lo prometto.

[TV] La parte più piccola di un popolo contro un'altra parte.

Se è vivo.

È vivo.

Tutta l'Italia è mobilitata, lo libereremo.

[TV] Sono professionisti del terrorismo

che si accaniscono contro le istituzioni.

Scusami, devo fare una telefonata.

Siamo di fronte a un piccolo gruppo di assassini!

Le faccio le condoglianze.

- Mio marito non è ancora morto. - Non è il momento.

[uomo] È una tragedia.

[donna] Pronto?

Signora…

Signora Leonardi, sono Eleonora Moro.

Senta, io…

Io voglio dirle che…

Il mio dolore non è paragonabile al suo, ecco.

La morte è irreparabile, questo è evidente.

Ma voglio dirle che io, i miei figli…

Luca, tutta la mia famiglia…

non solo Aldo, amavamo suo marito.

Ecco…

Per quanto possa essere in nostro potere, noi la aiuteremo.

La proteggeremo, non la abbandoneremo mai.

E poi…

Poi io sono profondamente religiosa, anche lei.

Sono sicura che suo marito sia in Paradiso e ci stia ascoltando.

Ecco…

Non lo dico perché la voglio consolare, no…

So che è una donna troppo intelligente…

Signora, mi sente?

È in linea?

Signora?

[signora Leonardi] Sì, la sento.

È che non so che cosa dire.

Tutti vogliono…

incoraggiarmi, consolarmi.

Io non voglio essere consolata.

Non voglio piangere.

Signora, io…

Io non riesco a…

La abbraccio, la abbraccio forte.

- Presidente. - Presidente.

Prego, Presidente.

Presidente.

Buongiorno, Presidente.

- Buongiorno. - Di qua. Prego.

- Buongiorno, Presidente. - Buongiorno.

Ossequi.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Presidente. - Buongiorno.

Ma Eleonora dov'è?

Sta arrivando.

Mamma, c'è il Presidente.

Mamma.

Nora!

Nora…

Io non ho parole.

Ogni parola che mi viene in mente

scompare di fronte alla catastrofe che si è consumata.

Di questo sono certo, convinto, sicuro:

L'Italia tutta si stringe a te.

Tenteremo l'impossibile, quei criminali non avranno tregua.

[Nora si schiarisce la voce]

I miei figli.

Quanti abbracci.

[scatti fotografici]

- [giornalista 1] Eccola! - [giornalista 2] Signora Moro?

[giornalista 3] Che ne pensa il governo della posizione del Vaticano?

Sono disposti a trattare?

[prete] Il Santo Padre Paolo VI

mi incarica espressamente

in questo momento

di solenne, angosciata e fiduciosa preghiera

di partecipare la sua spirituale presenza.

La sua parola di conforto ai familiari delle vittime.

La sua solidarietà

a colui che trattenuto in ingiusta prigionia

è qui presente con lo spirito in preghiera

per coloro che molto più che suoi collaboratori e assistenti

erano suoi amici e figli.

Esprime alle autorità l'augurio

[prete dalla TV] che la loro armonia negli sforzi congiunti

possa ristabilire l'ordine e la giustizia.

Che possa aumentare e accrescere la fiducia

di cui il popolo italiano sente tanto bisogno in questo momento.

[trombe]

Non partire!

Non voglio che parti!

Io non voglio che vai via da me!

Questa è la vostra guerra, non la nostra!

Ma è la sua camicia?

È più larga.

È più magro.

- Gli daranno le medicine? - Perché non dovrebbero?

Gliele prenderanno con una ricetta falsa.

A me sembra rassegnato.

Non so, secondo voi a che pensa?

Chi l'ha mai capito?

No, è la sua espressione abituale.

Forse lo hanno drogato.

- Perché avrebbero dovuto drogarlo? - Dei sonniferi per tenerlo calmo…

Non sembra ferito.

Magari non c'è stato bisogno.

- Per i suoi bisogni? - Vuoi che non ci abbiano pensato?

Ci sarà un bagno chimico.

Papà è fissato con l'igiene.

Se non si lava le mani ogni dieci minuti, va al manicomio.

Che gliene frega a quei bastardi?

Perché usi questo linguaggio?

- Che cosa sono? - Siano quello che sono, ma…

Noi siamo diversi, siamo cristiani.

"Ama il tuo nemico", te lo sei scordato?

Devono pagare, non hanno attenuanti, ma noi siamo cristiani.

- Dobbiamo comprendere e perdonare. - L'ergastolo ed è poco.

Noi dobbiamo concentrare tutte le nostre energie su un'unica cosa.

Liberare papà e basta.

Piuttosto pensate se tra i vostri compagni non ci sia un brigatista.

Per favore!

Perché devi provocarmi?

Il vostro movimento lo contestava sempre.

Voi lo prendevate sempre in giro.

Dicevate che era un reazionario, un conservatore, un vecchio.

Sono discussioni che non servono proprio a niente, a niente!

La scorta aveva le armi nel portabagagli?

Se avesse avuto l'auto blindata?

Non è vero che non la voleva.

[Paolo VI] Cristo è risorto.

Sì.

Nostro Signore Gesù Cristo è risuscitato dalla morte

e ha inaugurato una nuova vita

per sé e per l'umanità.

[rintocchi di campana]

Corpo di Cristo.

Amen.

- Corpo di Cristo. - Amen.

- Corpo di Cristo. - Amen.

Mangiate.

Mangiate.

- [risate] - Adesso vai.

- Vai dalla mamma che apriamo l'uovo. - [Maria Fida] Vieni, amore.

Vieni qui.

[Moro] Allora.

Allora, volevo dirvi una cosa.

Ho comprato un po' di terra nel cimitero di Torrita Tiberina

per costruire una piccola cappella

che diventerà la nostra cappella di famiglia.

So che non è un argomento brillante, però insomma…

Scusa, papà, ci staremo tutti insieme?

Ma sì!

È abbastanza grande, ci potrà ospitare

anche se, se Dio vuole, la famiglia dovesse ulteriormente allargarsi.

Come si dice dalle mie parti

da qui a cento anni potremmo stare tutti uniti.

- C'è tempo però. - Va beh.

Magari proprio oggi che è Pasqua lasciamo perdere.

Queste cose è meglio pensarle prima.

- Abbiamo già finito. - Meglio rompere l'uovo.

Se volete, ci facciamo un giro a Torrita nelle prossime settimane

e andiamo a vedere.

- Tutti al cimitero. - Ecco!

Tu lo vuoi quest'uovo?

Luca, è il momento dell'uovo.

- Vai. - Mi raccomando.

Piano.

Uno, due e tre e lo rompiamo!

Forte!

- Vai! - Vai, Luca!

Evviva, si è rotto.

- Oh! - [Maria Fida] Si è rotto!

Venite, è l'ultima giù in fondo.

[Moro] Attenzione.

Ecco, questa è la nostra cappella.

Sono uno, due, tre…

Quattro posti da una parte e dall'altra.

Poi anche sotto ci sono altri quattro posti.

Pensavo che fossero più avanti con i lavori.

- Scendi? - No, non ti preoccupare.

[Moro] Ecco.

È la scrittura di papà.

Questa è per lei.

Questa è per Cossiga.

Questa è per me.

Chiede di trattare riservatamente.

Io sarò il tramite con Cossiga.

Deve consegnarla lei?

[Giovanni] Lo faccia subito allora.

Faccia delle fotocopie, non vorrei che sparissero.

[Moro] Mia carissima Noretta.

Desidero farti giungere nel giorno di Pasqua,

a te e a tutti, gli auguri più fervidi e affettuosi

con tanta tenerezza per la famiglia e per il piccolo.

È la prima volta, dopo 33 anni, che passiamo Pasqua disuniti.

Giorni dopo il trentatreesimo di matrimonio

sarà senza incontro fra noi.

Ad Agnese vorrei che chiedessi di farti compagnia la sera

stando al mio posto nel letto

e controllando che il gas sia spento.

- Mamma. - Sì?

Che cosa pensi della lettera?

Era dai tempi del fidanzamento

che non ricordavo una lettera che iniziasse con "Carissima Noretta".

Come se si fosse risvegliato l'Aldo che ho conosciuto da ragazza.

Il fidanzato, il marito,

il padre…

che solo noi conosciamo.

Una specie di miracolo.

Noi lo conosciamo bene.

Siamo la sua famiglia.

Scusami, Agnese, lo so, ma io vorrei rimanere da sola.

- Ma… - Scusami.

No, tranquilla.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Oh, controlla il gas. - Sì.

Ciao, Nora.

Non possiamo fare altrimenti, Nora.

Lui stesso dice che potrebbe essere costretto a dire cose…

che danneggerebbero lo Stato.

Per questo lo fate passare per pazzo?

È scritto.

Psicologi, psichiatri…

Nessuno ha detto una cosa simile.

I giornali esagerano, è il loro mestiere, cercano il titolo.

Si dice che quel che ha scritto

sia figlio della condizione in cui si trova.

La prigionia, la minaccia…

È una strategia a cui ci hanno costretto le BR

pubblicando la lettera a Cossiga.

Sarebbe diverso, se non l'avessero pubblicata.

Dobbiamo dire che quello non è il pensiero di Aldo.

Per forza, perché è chiaro che non lo è.

Ah, non lo è?

Le lettere dimostrano che Aldo è perfettamente in sé.

Esprimono il pensiero, lo spirito di mio marito.

Quale pazzia?

L'anima più profonda di mio marito è sempre stata quella del mediatore

del conciliatore, dell'uomo di buonsenso,

del democristiano.

Così sono i democristiani o dovrebbero esserlo, cristiani.

Mio marito chiede solo di trattare.

Lo Stato deve essere fermo.

In altre condizioni, Aldo sosterrebbe la stessa cosa.

Difendere le istituzioni dal ricatto brigatista è nostro dovere.

E quindi deve morire?

Anche se nessuno osa dirlo?

Ma no, non l'ho detto, nessuno l'ha detto o nemmeno pensato.

Tu lo hai costretto a fare il presidente, lui non voleva.

Sta pagando per tutta la DC.

Potevi essere tu al suo posto e lui avrebbe fatto di tutto per salvarti.

Invece voi che fate?

Dite che è pazzo e non volete fare niente.

Andreotti non può dire che non è moralmente ascrivibile di Aldo!

Come si permette?

La tortuosità del serpente!

Facciamo e faremo l'impossibile, Nora.

Credimi!

Accettare una trattativa oggi…

significherebbe mostrarsi deboli.

Non volete trattare, questa è la prova.

Aldo deve morire, deve morire!

Trattare non renderebbe più semplice la liberazione di Aldo.

Per il suo bene, fidati di me.

Cedere subito nei sequestri è stata sempre una strategia perdente.

Ciao.

Ciao.

Lo vogliono morto.

Hanno già deciso tutti.

Vogliono il martire, crocifisso come Cristo.

Farlo ammazzare alzando le mani e poi santificarlo.

Sarà così, mamma?

Mamma, basta prudenza, bisogna parlare, gridare, urlare.

- Io voglio urlare! - No!

- Voglio urlare! - No!

Ti prego, ti scongiuro, ti supplico, la situazione è troppo delicata!

È un attimo a rovinare tutto, credimi!

Tu sei sconvolta, come tutti noi, ma fermati!

Papà è ancora vivo!

Basta una parola perché tutto precipiti!

Se davvero vuoi bene a tuo padre, vai via da questa casa! Vattene!

Non dire una parola a nessuno!

Torna a casa tua, stai con Luca, se davvero vuoi bene a tuo padre.

Ti prego.

- [giornalista] Don Giuseppe! - [poliziotto] State indietro.

[vociare indistinto]

[poliziotto 2] Non si fanno foto, no.

- È vero che il Vaticano sta trattando? - Niente foto.

- Sorella, lei mi attenda qui. - Sì.

[poliziotto] Non si fanno foto, andate via.

Andate via.

Andate via.

- Salve. - [prete] Buongiorno.

- C'è la mamma? - Sì.

Mamma, è Don Giuseppe.

Signora, mi scusi per la visita improvvisa, ma…

Da qualche giorno

la superiora del Convento di San Clemente vorrebbe parlarle.

Ha delle notizie clamorose.

Perché non si è rivolta alla polizia?

Ha già provato.

Non le danno retta.

E non sarà un'esaltata?

No, non mi permetterei mai.

Le garantisco…

È qui sotto, se desidera incontrarla.

Possiamo salire.

Io non me lo sono immaginato.

Io ho visto suo marito con i miei occhi.

Alcuni giorni dopo il sequestro,

ho visto arrivare un'auto

nel cortile del palazzo che sta di fronte al nostro convento.

Un uomo bendato è stato tirato fuori dal bagagliaio della macchina.

L'ho visto dalla finestra del bagno di servizio salendo su un water.

Non so perché sono salita.

È stata un'intuizione, non c'è una ragione precisa.

Nei giorni successivi, sempre dalla stessa postazione

ho visto auto della polizia senza la sirena accesa

e auto civili che andavano, venivano, insomma…

Un gran movimento.

Un prete, accompagnato in macchina, anche lui bendato

è stato fatto entrare nel portone.

Sì, mi scusi, ma…

Lei stava tutto il giorno davanti alla finestra?

No, certo che no.

Andavo solo quando sentivo un certo movimento.

Insomma, un andirivieni.

E grida, ecco, anche grida incomprensibili.

Io credo in una lingua straniera.

Non conosco le lingue straniere.

So solo l'italiano, il latino e un po' di greco.

- Lo ha detto alla polizia? - Sì, certo.

Ma non mi credono,

pensano che sia pazza.

È comodo, sì, per loro sono tutti pazzi.

Se non sei d'accordo, sei pazzo.

È la scorciatoia più comoda.

Ma quando il partito dei pazzi

sarà la maggioranza, voglio vedere che succede.

Cambieranno idea, ma sarà troppo tardi.

Va bene.

Senta, mi scriva l'indirizzo dell'istituto.

- Sì, ma non vuole venire subito? - No.

- No… - No.

La signora si deve muovere con prudenza.

Deve prima informare il Ministero dell'Interno.

Madre, la ringrazio, mi scusi.

Grazie, grazie infinite, scusi.

- Sì, io comunque la aspetto. - [Nora] Sì.

[squilli del telefono]

Pronto?

Francesco, sono Eleonora.

- È venuta una suora qui da me… - Ciao.

So tutto, è una visionaria.

Sì, ma tu hai aperto a tutti. Sensitivi, visionari, veggenti…

Sì, ma ora basta,

perché nessuno possa accusarci, capisci?

Non vorremmo essere ancora insultati.

I generali ne hanno abbastanza.

A un mese dal sequestro, che avete in mano?

Non posso parlare per telefono, ma…

abbiamo delle buone carte, abbi fiducia.

Tutti mi dicono di avere fiducia,

ma ricordati che tu per Aldo eri come un figlio.

Ti ha creato lui, tu dovevi proteggerlo e non lo hai fatto!

È per questo che non mi do pace.

Allora trovalo.

Lo troveremo.

No, trovalo vivo, perché è vivo!

Altrimenti guai a te!

Poi ti chiedo questa piccolissima generosità.

Un pazzo in più o in meno che ti cambia? Ce ne sono tanti!

Va bene, Eleonora, te lo prometto.

No, subito!

[TV] Da stamane decine di sommozzatori compiono ricerche

sui fondali del Lago della Duchessa.

Si accerta la fondatezza

dell'annuncio contenuto in un volantino a firma Brigate Rosse,

ma di autenticità ancora assai dubbia.

In esso si comunicava la morte dello statista democristiano.

[TV] Come abbiamo potuto vedere,

i tentativi del sommozzatore sono stati inutili.

La stratigrafia del ghiaccio è tale

che non permette che un corpo si immerga.

L'ingegnere ci dice…

Puoi smettere di fumare?

[TV] …che sembra impossibile potere arrivare allo strato d'acqua

che è sotto il doppio strato di ghiaccio.

Il vigile del fuoco entrerà

per studiare la natura della superficie ghiacciata del lago.

I tentativi continuano.

È stata fatta una buca nel ghiaccio

per immettere le cariche esplosive.

[vociare indistinto]

Il comunicato numero sette era un falso.

La polizia lo ha detto al Ministero degli Interni

eppure ci hanno creduto tutti.

Hanno fatto stampare dei manifesti.

"Aldo Moro è stato assassinato."

"Vive in noi la sua fede per la libertà."

Per fortuna, li hanno bloccati all'ultimo momento.

Proprio non vedono l'ora,

se ne vogliono liberare.

Le BR hanno dato un ultimatum di 48 ore, ne sono passate 24.

Sì, ma qualcosa si sta muovendo proprio adesso.

Alla Caritas è giunta una comunicazione di un brigatista.

Dice che il Presidente chiamerà alle 20:00 per parlare con lei.

- Con me? - Sì.

Per dimostrare che è vivo e il canale è affidabile.

Dobbiamo avere fiducia.

[vociare indistinto]

Per favore, fate passare.

- Grazie. - [giornalista] Signora Moro!

[vociare indistinto]

[giornalista 2] Signora Moro, dove va?

[giornalista 3] Qual è la posizione del governo?

[vociare indistinto]

[giornalista 4] Ci sarà il riconoscimento politico?

[Guerzoni] Vai.

[donna] Venite avanti.

[uomo] Meno male che ci sono loro.

Sennò non c'era nessuno.

- Ecco a te. - [uomo 2] Grazie.

[uomo] È la signora Moro. Buongiorno, signora.

[donna 2] Signora, preghiamo tutti per lei.

[uomo 2] Sì, è la moglie di Moro. Dio la benedica, signora.

Benvenuta, signora Moro. Prego.

- [Nora] Buongiorno. - Si può accomodare.

No, grazie, preferisco stare in piedi.

[prete] Per favore, allontaniamoci.

Prego.

[Nora] Grazie.

[squilli del telefono]

Pronto?

Pronto?

[uomo] È la signora Moro?

Sì, sono io.

Conosco la voce.

No, non è lei.

Sono io, sono Eleonora Moro.

No, andiamo via, è una trappola.

Ma no, sono io!

Sono Eleonora Moro!

- Per favore! - [segnale di linea interrotta]

[radio] Questo è l'appello che stamattina Sua Santità Paolo VI…

[Giovanni] Mamma, c'è l'appello del Papa. Venite?

[Paolo VI, dalla radio] Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse…

Shh.

[Paolo VI] Restituite alla libertà, alla sua famiglia

l'onorevole Aldo Moro.

Io non ho alcun mandato nei suoi confronti

né sono legato ad alcun interesse privato verso di lui.

Lo amo come membro della grande famiglia umana,

come fratello di fede e come figlio della Chiesa di Cristo.

È in questo nome supremo di Cristo

che vi prego in ginocchio.

Liberate l'onorevole Aldo Moro,

semplicemente, senza condizioni.

Non tanto per la mia umile intercessione…

Si è arreso anche lui.

[Paolo VI] In virtù della sua dignità di comune fratello in umanità

e per causa che io voglio sperare…

[TV] La giornata è iniziata stamane alle 11:00

quando è entrato a Piazza del Gesù il segretario Zaccagnini.

Sarà lui a esprimere con una dichiarazione alla stampa

la commozione e la gratitudine dei democristiani

per le parole del Papa alle Brigate Rosse per chiedere la salvezza di Aldo Moro.

Zaccagnini ha detto che è viva la speranza

e che questo appello trovi ascolto.

[vociare indistinto]

[altoparlante] Attenzione, si avvisa la clientela che il treno regionale…

[squilli del telefono]

Sì?

[uomo] Sono uno di quelli che ha qualcosa a che fare con suo padre.

- Devo farle un'ultima comunicazione. - Sì.

Facciamo questa telefonata per puro scrupolo.

Suo padre insiste nel dire che probabilmente siete stati ingannati.

Forse state ragionando su un equivoco.

Finora avete fatto tutte cose che non servono a niente.

Sì.

I giochi ormai sono fatti. Abbiamo preso la nostra decisione.

Nelle prossime ore dovremo eseguire

ciò che abbiamo detto nel comunicato numero otto.

Il comunicato numero otto? Qual è?

Lo rilegga.

Non mi faccia perdere tempo.

Crediamo che sia possibile un intervento di Zaccagnini immediato.

- Sì, ma… - Se ciò non avviene,

non potremo fare altro che questo.

- Ha capito esattamente? - L'ho capita benissimo.

Ecco, quindi è possibile solo questo.

Facciamo questa chiamata per scrupolo.

Una condanna a morte non è una cosa che prendiamo alla leggera.

Siamo consapevoli delle responsabilità che ci competono.

Visto che suo padre crede che non siate intervenuti direttamente

perché siete mal consigliati…

Abbiamo fatto ciò che abbiamo potuto fare.

- Siamo prigionieri. - No, il problema è politico.

Deve intervenire la DC. Abbiamo insistito molto su questo.

È l'unico modo per cui si possa arrivare a una trattativa.

Se non avviene nelle prossime 48 ore…

- Scusi, non ho capito. - Io non posso discutere.

Non sono autorizzato a farlo.

- Le chiedo scusa. - Devo solo farle questa comunicazione.

Solo un intervento chiarificatore di Zaccagnini

può modificare la situazione.

Abbiamo preso la nostra decisione.

Nelle prossime ore accadrà…

l'inevitabile.

- Non ho nient'altro da dirle. - La ringrazio.

[altoparlante] Il treno regionale veloce 4136 di Trenitalia

delle ore 14:16…

- [donna] Presidenza… - Sono Eleonora Moro.

Devo parlare con il Presidente.

- Buonasera, vedo se… - È urgente. Mio marito…

- Attenda in linea. - Sì.

- La metto in contatto. - Grazie.

[Nora] Presidente, le BR hanno chiamato qui.

- [Leone] Me lo aspettavo. - Faccia qualcosa.

- Certo. - Deve fare qualcosa.

Nora, vengo subito da lei.

Non deve venire qui, deve fare qualcosa.

- Va bene. - Deve chiamare Zaccagnini,

a me non dà retta.

- Una sua parola potrebbe… - Lo farò.

- Vogliono che parli Zaccagnini… - Si calmi.

Sono chiamate terroristiche.

Deve fare pressione su Zaccagnini, altrimenti…

Ho capito.

Ho capito.

Le bacio la mano.

Non ha nemmeno capito che ero io.

Pensava che fossi una di voi.

Continuava a dire "suo padre".

Poi gli ho chiesto scusa.

Gli ho chiesto scusa.

Ho chiesto scusa a un assassino, all'aguzzino di tuo padre.

L'ho anche ringraziato.

- [Agnese] Mamma, c'è Giovanni. - [Giovanni] Mamma.

Sono stato da Zaccagnini, come hai detto tu.

Gliel'ho detto, gliel'ho spiegato che per salvare papà

ci vuole un intervento diretto e chiarificatore suo e della DC,

altrimenti lo uccidono.

Che ha detto?

Ha preso atto, poi ha detto che la situazione è difficile.

"Aldo è l'Italia."

Era imbarazzato.

[Agnese] E nient'altro?

[Giovanni] Sì.

Ha detto che convocherà la direzione del partito.

E si è messo a piangere.

Sì.

Io chiamo Guerzoni.

[vociare indistinto]

[giornalista] Guerzoni! Una domanda, per cortesia!

[Guerzoni] Buonasera.

Ho un comunicato della famiglia.

"La famiglia di Aldo Moro ritiene che l'atteggiamento della DC

sia del tutto insufficiente a salvare la vita di Aldo Moro.

La nostra coscienza non può più tacere

di fronte all'atteggiamento della Democrazia Cristiana.

Con questo appello, crediamo di interpretare

anche la volontà del nostro congiunto.

Egli infatti non riesce a esprimerla direttamente

senza essere dichiarato sostanzialmente pazzo

dalla quasi totalità del mondo politico italiano,

in prima linea dalla DC,

e da gruppi paralleli di sedicenti amici e conoscenti di Aldo Moro…"

[giornalista 2] Chi sarebbero i sedicenti amici?

"…per evitare una lunga stagione di morte e di dolore,

non serve negare la dura realtà,

occorre invece affrontarla…

con lucido coraggio.

La famiglia Moro."

- Grazie. - [giornalista 3] Che intendono fare?

[vociare indistinto]

[vociare indistinto]

[brusio indistinto]

[direttore] Dai, va bene così.

Non c'è tempo.

Forza!

[direttore] Dov'è il presidente Moro?

Il presidente Moro?

[direttore] È su al trucco.

- [Guerzoni] Dove? - [direttore] Vi accompagno io.

Professore! Scusi, vogliono parlare con lei.

Ma lei…

è la signora Moro.

- Sì, mi scusi. - No, aspetti un attimo, signora.

Sono il professor Cappuccio, insegno Storia del Teatro alla Federico II.

Loro sono solo dei miei studenti. Mi sono prestato.

Li ho assecondati nell'esperimento di presa diretta sulla realtà.

Sono giovani entusiasti, hanno bisogno di sperimentare.

Le assicuro che si tratta di un lavoro rispettoso e non ideologico.

Non c'è nessun fine economico.

È soltanto un'esercitazione universitaria, signora Moro.

Anzi io spero, quando suo marito sarà liberato, che possa vederla.

So che ama molto i giovani.

Sì, mi scusi, se l'ho disturbata.

Scusi. Buon lavoro.

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