All language subtitles for Exterior Night - S01E01 (2022) WEB.eng_track4_[ita]

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Original subtitles

Create un secondo cerchio più ampio intorno all'isolato e alla clinica.

Usate gli elicotteri, se necessario.

- Sono già tutti operativi. - Non li sento.

- Sono in volo. - Non li sento!

- Chieda al ministro della Difesa. - Sì.

Doppio cerchio, mi raccomando.

Buongiorno.

Allora?

Le condizioni generali sono normali.

Ha detto qualcosa?

Niente.

Uno qui.

Uno qui.

- Chi sa che è vivo ed è stato liberato? - Nessuno.

- Neppure la famiglia. - Nessuno deve sapere che è qui.

Una cosa alla volta.

- Neppure il Papa? - No, per ora.

Quando possiamo dare la notizia? Chi ce lo vieta?

La prudenza.

Credo che convenga prima consultare gli amici americani.

Ma lui come sta? È lucido, ricorda?

È molto provato.

Possiamo vederlo?

Sarebbe meglio lasciarlo tranquillo.

- Solo un momento in silenzio. - Deve riposare.

[battito cardiaco regolare]

[Moro] Questa essendo la situazione

io desidero dare atto che alla generosità delle Brigate Rosse

devo, per grazia,

la salvezza della vita e la restituzione della libertà.

Di ciò sono profondamente grato.

Per quanto riguarda il resto, dopo quello che è accaduto

non mi resta che constatare la mia completa incompatibilità

con il partito della Democrazia Cristiana.

Rinuncio a tutte le cariche.

Esclusa qualsiasi candidatura futura.

Mi dimetto dalla DC.

[vetri infranti ed esplosioni]

[sirene]

Chiudiamo tutto! Aiutami!

- Spegni la luce. - Perché?

Sbrigati!

[esplosione]

[colpi]

[uomo] Dai, sbrigati!

Via, via, via!

[in coro] Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi!

[rumore di elicottero]

[folla in coro] Cloro al clero, diossina alla DC!

Piombo piombo piombo sull'MSI!

[grida]

[sirene]

[grida]

[versi di lotta]

[uomo] Noi non possiamo mediare! Non possiamo venire a patti!

O la nostra gente si sentirà tradita

e ci volterà le spalle.

Il nostro elettorato è la nostra ricchezza.

Le loro croci sul nostro simbolo, lo scudo crociato

che sono la nostra esistenza politica.

Che cosa saremmo, senza il loro paziente consenso?

Ci chiedono di guidare il Paese

non di trattare con i nostri nemici!

La maggioranza del partito siamo noi.

Tutte persone perbene, galantuomini.

Anche se tanta stampa di sinistra radicale…

ci chiama malfattori.

Noi diciamo no a un governo di emergenza.

Diciamo no a una coalizione di governo

di cui faccia parte anche il PCI.

Non ci fidiamo di un partito comunista

che ha scatenato contro di noi l'odio e il dileggio!

Da dove credete che arrivi il clima di violenza?

Gli scalmanati che mettono a ferro e fuoco la città?

Vengono sotto le nostre finestre

non vanno a sparare in Via delle Botteghe Oscure!

No, non vanno!

Non ci vanno!

Per questo, noi chiediamo di andare ai voti, contarci

e vedere quanti come noi urlano a gran voce:

"Mai con i comunisti!"

Mai! Mai!

Mai!

Mai! I comunisti devono fare anticamera ancora per 50 anni!

Devono dimostrare di non essere i vassalli di Mosca!

Bravo.

Amici, per favore, chiede la parola il presidente Aldo Moro.

Se si vota, andiamo in minoranza.

Colleghi e amici.

[Moro] Siamo di fronte a interrogativi

che io talvolta ho definito angosciosi.

Vedete, io credo che lo siano perché c'è qualcosa…

C'è qualcosa di guasto, di arrugginito

nel meccanismo della vita pubblica italiana.

Un altro partito

ormai da anni minaccia il nostro primato…

e due vincitori nella stessa battaglia creano certamente dei problemi.

Immaginate cosa accadrebbe in questo Paese

dalla passionalità continua, ma dalle strutture fragili

se fosse condotta fino in fondo la logica dell'opposizione.

Noi resteremmo immobili,

paralizzando un intero Paese.

È per questo che io dico

che è così necessario includere quel 33% di italiani

che non votano per noi.

Qui voglio essere estremamente chiaro, vedete,

chi non è d'accordo deve fidarsi.

Voi lo sapete, io rispetto, apprezzo le posizioni di tutti

ma ripeto a tutti: "Stiamo uniti."

Perché se dovessimo sbagliare

meglio sbagliare insieme.

Ma se poi dovessimo indovinare…

Certo, sarà estremamente bello, indovinare insieme

ma stare sempre insieme.

Perché è l'unità di tutto ciò che siamo

ad avere fatto di noi in questi 30 anni

il più grande partito popolare italiano.

Ebbene, amici…

Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi.

E di vivere il tempo che ci è stato dato, perché…

è oggi che ci è dato vivere.

Oggi è il tempo della responsabilità.

- [applausi] - Vi ringrazio.

[voci non udibili]

- [uomo] Onorevole, buonasera. - Buonasera.

Ciao.

- Grazie di essere venuto. - Figurati.

- Dove vuoi metterti? - Non lo so, dove vuoi.

[Cossiga] Vieni.

- Vuoi bere qualcosa? - No, grazie.

Allora, hai visto?

Alla fine non è successo il finimondo.

Abbiamo ottenuto la maggioranza del partito.

Tu lo sai, Aldo…

se si coinvolgono tutte le correnti distribuendo proporzionalmente

ministeri e sottosegretariati,

e in questo tu sei maestro, il partito obbedisce.

La mia paura…

sono gli americani.

Le rassicurazioni a parole con loro non bastano.

Altra mentalità.

Non colgono le sfumature, per loro il rosso è rosso.

Agli americani noi diamo i fatti.

Dimostriamo che non cambia nulla.

Andreotti resta presidente del Consiglio

tu ministro dell'Interno.

Grazie, la tua fiducia mi onora.

No, non mi devi ringraziare, tu sei bravo.

Hai anche la fantasia per sostenere questo incarico.

Rassicurali.

Dopo tanti anni, non hanno ancora capito

che il Partito Comunista Italiano è una forza d'ordine come noi.

Non lo capiscono.

Tu insisti.

[in latino] La goccia scava la pietra.

Con tua moglie come va?

Sta sempre in casa.

Vive come un fantasma.

Forse il fantasma sono io.

Mi ignora.

Quando entro in casa, scompare.

La politica ha un prezzo, caro Francesco, coraggio.

Non dobbiamo mai dimenticare che la nostra è una specie di missione.

La fede in questa missione deve anche aiutarci a sopportare

certe pene domestiche.

Non passate di là, hanno bruciato tutto.

I pompieri stanno ancora lavorando.

- [poliziotto] Presidente. - Buonasera, buon lavoro.

[sirene]

Presidente, mettiamo la sirena?

No, Leonardi, non c'è bisogno.

[sirena]

[tuoni]

Presidente, vuole che le cucini qualcosa?

No, non si preoccupi. Vada pure a casa.

- Buonanotte. - Buonanotte, a domani.

[uomo dalla radio] È partito da San Francisco.

Nella borsa solo libri, giornali e un lecca-lecca.

Moravia afferma di avere visto i dischi volanti almeno due volte.

Lo scrive in un articolo per L'Espresso.

Una prima volta sullo schermo di un cinema di Houston nel Texas

e una seconda volta mentre viaggiava in auto

sulla strada tra San Gimignano e Massa Marittima.

La sua seconda esperienza è confermata dalla stampa italiana

poiché il giorno dopo i giornali hanno scritto

che il disco volante aveva attraversato l'Italia

da Brindisi alla Toscana fino in Liguria.

Gian Maria Volonté sarà il protagonista del film Cristo si è fermato a Eboli.

I filmati saranno realizzati in due versioni

una per il cinema e una per la televisione.

La regia sarà di Francesco Rosi.

[porta che si apre]

Papà?

- Agnese. - Ancora sveglio?

Perché non vai a dormire?

Stavo finendo di leggere il giornale.

- Ti sei lavata le mani? - Adesso vado.

Allora? Che succederà?

Bah.

Almeno nel partito si dovrebbe raggiungere un accordo.

Ho fatto un lunghissimo discorso in assemblea

che è durato più di un'ora e dieci.

Dovevo convincere gli esponenti più recalcitranti.

Solo dopo mi sono accorto

che non ho pronunciato neanche una volta quella parola.

- Quale parola? - "Comunismo".

Io non ho detto neanche una volta la parola "comunismo".

Non per paura, è che non volevo spaventarli.

Ma quegli orecchini…

Ehm… Lionello.

Ah, però!

- Sono belli. - Me li ha regalati stasera.

- Quindi con questo Lionello… - Vai a dormire.

Ho solo domandato.

Mi fermo ancora un po', Giovanni ancora non è tornato.

Allora buonanotte.

- Lavati bene le mani. - Le ho appena lavate.

[porta che si chiude]

- [Moro] Giovanni, buonanotte. - Buonanotte, papà.

- Hai preso la valeriana? - Sì, ma non mi fa niente.

Prenditi un Valium.

Non mi voglio abituare.

Senti, stavo pensando a una cosa.

Semmai doveste avere bisogno del notaio…

- No, ti prego, domani. - No.

- Aspetta, ricordati di questo Brighetti. - Sì.

È uno veramente bravo, scrupoloso, peraltro onestissimo.

Anche per le divisioni, le vendite, consigliati sempre con mio fratello.

- Qui in casa siamo tutti poco pratici. - Sì.

- Tutti idealisti. - Mmh.

Mmh.

Va bene, non parlo più.

- Prega, no? - Se prego, mi sveglio del tutto.

[tuoni]

Dormi. Dormi.

- Shh. - Chiudi gli occhi.

Bravo.

Adesso dormiamo tutti.

- [uomo 1] Salve. - [uomo 2] Buongiorno.

- Presidente, buongiorno. - [Moro] Buona giornata.

Domenico, buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Grazie.

[rintocchi di campana]

- Presidente! - Per favore…

No, voglio solo parlare.

Per piacere, le posso lasciare il curriculum di mio figlio?

- Certo. - È tanto bravo, ma non trova lavoro.

Ha studiato tanto, si è laureato con 110 e lode.

- Signora… - Ci aiuti lei.

- Sì. - Grazie.

- Buona giornata. - A lei.

- Grazie. - Prego.

[prete] Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

[insieme] Amen.

La pace del Signore sia sempre con voi.

[insieme] E con il tuo spirito.

Scambiatevi un segno di pace.

[uomo] Pace.

Pace.

Pace.

[ragazzo] Prendete, prendete.

Prendete, compagni, diffondete.

Diffondete.

Diffondete.

Prendete, ragazzi. Diffondete, compagni.

- Buongiorno. - Buongiorno, Tritto.

Dia a me.

[studente] Diffondete, compagni.

Mi dia.

[studente] Prendete, ragazzi. Diffondete. Diffondete, mi raccomando.

- C'è la stessa aria dell'anno scorso. - Diffondete…

[Tritto] Torneremo a fare lezione in una scuola privata.

No, quest'anno è molto peggio.

Lo conservi, per favore.

- Buongiorno. - [studentessa] Buongiorno, professore.

- [Tritto] La aiuto. - [Moro] Grazie.

Prima di iniziare oggi, permettetemi una piccola divagazione.

Non so chi di voi ha visto, mi sembra sabato sera,

la replica dello sceneggiato televisivo su Pinocchio.

[insieme] Sì.

Io l'ho vista insieme al mio nipotino.

Si è molto divertito e anche molto commosso.

Ora, non so se per deformazione universitaria,

quando è arrivata la scena del processo…

- Presidente! - …ho pensato…

Scusi, lei chi è?

Potrete anche comprare i revisionisti del PCI

ma non comprerete mai il proletariato!

- Voi non siete del mio corso, mi sembra. - Che differenza fa?

Un po' la fa. Questo è un corso…

Il proletariato non sarà mai vostro complice.

Presidente…

Noi non saremo mai vostri complici!

[Moro] Non capisco che c'entri questo.

Mi sembra che la sua veemente protesta sarebbe più giustificata

in un contesto pubblico.

Non so, un comizio, una tribuna politica.

Questa è un'aula universitaria, non è il luogo giusto…

Lo è. È qui che si formano e deformano le coscienze.

- Sta' zitto. - Sta' zitto tu.

Vede, però voi siete una minoranza.

Siccome io rispetto le leggi e le istituzioni

a cui anche questo corso è dedicato

vi chiedo di non impedire alla maggioranza degli studenti…

Siamo noi la maggioranza qui.

- [studente] Non è vero. - È vero!

- Ora… - Stanno zitti per paura!

Obbediscono solo per paura.

Torno a chiedervi cortesemente se potete uscire

per permetterci di svolgere la lezione.

Va bene, allora restate.

Iniziamo, magari interessa anche a voi.

- Potete… - L'appello.

- Lo facciamo dopo. - Sì.

Potete prendere l'articolo 62

sulle circostanze attenuanti generiche.

[squillo del telefono]

- Sì? - Sono Cossiga, mi passi il Presidente.

Subito.

Il ministro Cossiga vuole parlare con lei.

[Moro] Grazie.

- Dimmi, Francesco. - [Cossiga] Ciao, Aldo.

A Torino hanno ucciso un maresciallo dei carabinieri.

Tutti i giorni ormai.

O un omicidio o una gambizzazione.

[Moro] Hanno già fatto la rivendicazione?

[Cossiga] Non ancora, ma o sono le BR o è Prima Linea, si fanno concorrenza.

Ti devo lasciare, sto entrando in Vaticano.

Ti faccio sapere se ci sono novità.

- Tu prega per me. - Certo.

- Ciao. - Ciao, Aldo.

[Paolo VI] Beati gli invitati alla mensa del Signore.

Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

[insieme] Non sono degno di partecipare alla tua mensa

ma di' una parola e io sarò salvato.

Il corpo di Cristo.

- Il corpo di Cristo. - Amen.

- Il corpo di Cristo. - Amen.

Il corpo di Cristo.

Amen.

- Il corpo di Cristo. - [suora] Amen.

Ho ritrovato una tua lettera nel mio archivio.

Al cardinale Siri, era il 1962.

Chiedevi appoggio per un'apertura ai socialisti.

Dicevi che aprire ai socialisti

era un modo per isolare il Partito Comunista.

Ora vuoi addirittura portare i comunisti al governo?

No, no, no.

Portare, forse, i comunisti ad appoggiare questo governo.

In maggioranza, nessun incarico diretto.

Ho ben presente il momento drammatico che attraversiamo…

ma penso alle coscienze dei cattolici contrari al divorzio, all'aborto

proprio ora che il Parlamento si approssima a votare una legge

che vuole legalizzare l'interruzione di gravidanza.

Penso a quelle coscienze

di fronte a un partito che si definisce cristiano

ma…

che invece si allea con chi ha convinzioni profondamente diverse

su temi fondamentali.

È un fatto che disorienta, Aldo.

Proprio per questo, Santità

io credo che sia indispensabile ora più che mai…

Ora che si crea la possibilità di contatto

con forze di diversa ispirazione

che non si appanni mai il nostro rapporto.

Che sia sempre chiaro all'esterno

che i nostri valori restano i valori della Chiesa.

Poi…

questa lettera al cardinale Siri è una lettera di 15 anni fa.

Sono già passati 15 anni, è vero.

C'è chi è ancora arrabbiato per allora, figuriamoci adesso.

Chiedo solo che mi sia concessa una possibilità di persuasione.

Sono stanco, Aldo.

Santità, respira bene?

Sufficientemente.

Padre Giano.

Grazie, Santità.

Che il Signore sia con te.

Andiamo, per favore, forza.

Il confronto con le correnti ha prodotto questo.

I comunisti non lo voteranno mai.

[Zaccagnini] Io dico di cambiare la lista.

Mettiamo il partito con le spalle al muro.

Io sono segretario, tu presidente, Giulio capo del governo.

Potremmo decidere noi.

La vera incognita sono i comunisti.

[Moro] Io non credo che dobbiamo chiederci se un governo come questo

composto da ministri che hanno già giurato

o da questi sottosegretari possa essere accettato dai comunisti.

Ma se un governo di ampio rinnovamento

sarebbe accettato dal resto del mondo.

Il governo è questo.

Se volete ridurre la lista dei sottosegretari

sennò per me va bene.

[Andreotti] Solo la lista dei sottosegretari ha subito cambiamenti.

Io ci sono?

Chi è fuori si rifarà al prossimo giro.

No, non ci sei.

- Io qui non ci sono più. - [Andreotti] Ci sei.

- Sei al Ministero dell'Agricoltura. - Io sono primario di Radiologia.

La vita nei campi è tutta salute.

Avete fatto una macelleria.

Almeno sul numero dei sottosegretari

dovevamo dare un segnale di discontinuità.

Cioè?

Cinque sottosegretari agli Esteri sono troppi.

Gli Esteri non sono le Partecipazioni Statali.

La mia corrente ha diritto a una compensazione.

Intanto non siamo al mercato.

Ci avete dimezzato come degli impresentabili.

Conteniamoci.

La presenza di comunisti in maggioranza impone

un presidio più saldo e capillare dell'esecutivo.

Di capillarità si muore, caro amico.

Giulio, la Presidenza ne ha già cinque.

Avete inventato un sottosegretario al Problema delle Donne.

Che problemi hanno le donne

tanto da rendere necessario un sottosegretariato?

Se io porto 100,000 cristiani che ho raccolto a uno a uno

è giusto che questi 100,000 cristiani

siano proporzionalmente rappresentati!

Noi non contiamo nulla!

Ma ricordatevi che questi voti sono i nostri voti.

Che dirà mia madre?

- [Leonardi] Onorevole, buonasera. - Maresciallo.

Il presidente è in macchina.

- Grazie. - Prego.

- Oh, grazie. - Presidente.

Grazie di essere venuto.

Allora, questa è la lista.

Domenica avete rubato pure la partita.

Cuccureddu…

[uomo] È sudditanza psicologica.

[uomo 2] Mio nipote è uno juventino sfegatato.

- [uomo] Sei romano e tifi per la Juve? - Quanti anni ha?

- Chi l'ha rovinato? - Non ti vergogni?

[uomo 2] Roma, Palermo, Bari, sono tutti juventini.

Io forse capisco la tua delusione.

Tu sai che è solo all'ombra di un'apparente conservazione

che si può operare per un cambiamento.

Almeno in questo Paese.

Qui è il vostro voto di fiducia che cambia tutto.

Questa sarebbe la vera novità, il vero cambiamento.

Aprirebbe peraltro la strada

verso una reale partecipazione in un governo futuro.

Questo è…

solo il primo passo.

Pensateci bene.

Deciderà la direzione del partito.

Certo.

Senti…

Ma di che cosa parleranno?

- Esiste solo una grande bandiera. - [Moro] Ogni tanto ci penso.

Mi sembra che si facciano meno problemi di quelli che ci facciamo noi.

Forse sono davvero la dimostrazione che questo Paese è pronto.

Anzi, forse è più avanti di noi.

Ciao.

- Maresciallo. - Buonasera.

Leonardi, per favore, può chiamare Maria Fida?

Subito.

Grazie.

- [Fida] Pronto? - Fida.

- Ciao, papà. - Ciao.

Dimmi.

Senti, volevo chiederti…

Luca può rimanere anche stasera da noi?

- È rimasto anche ieri sera! - Lo so, lo so.

- Lo vizi… - Sì, sì.

Domani è una giornata importante e dormo meglio, se c'è lui.

Va bene, passo a prenderlo domattina.

Sì.

- Chiamo io la mamma. - Va bene.

- Però domani torna a casa. - Va bene, promesso.

- Promesso? - Ciao.

- Ciao. - Ciao.

Grazie, Leonardi.

Ascolta, Eleonora…

Domani dopo la fiducia a Montecitorio

potremmo andare a Torrita Tiberina.

L'impresa non finisce mai i lavori.

Magari se ci vedono di persona, si muovono.

Sì, ma piove sempre.

Andiamo domenica.

Domenica i muratori non ci sono.

Senti, ci pensiamo domani, mmh?

Mmh.

Vieni a letto, dai.

Vado a prendere il Presidente.

- Giallo. - Oh, che stiamo costruendo qui?

- Presidente, buongiorno. - Eh?

- Vuoi venire con il nonno, Luca? - Prendo le borse.

Ma posso entrare?

Sei piccolo, ti posso mettere nella borsa, non ti vede nessuno.

Per respirare?

Accidenti!

Se metti la testa fuori come i cagnolini, ti vedono i poliziotti.

Va beh, ci pensiamo.

Oh…

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Ciao, mamma. - [Nora] Ciao.

- Ciao, Luca. - Ciao.

- Ciao, il bambino ha mangiato? - Sì.

- Ciao. - Ha mangiato anche la frutta.

- Grazie, eh. - Ciao.

Luca!

Amore, preparati, dobbiamo andare.

- A più tardi. - Sì, ciao.

Buongiorno, signora Moro. Presidente.

[clacson]

Che fa questo? È matto.

Piano, vai piano.

- Non c'è il fioraio? - No, non c'è.

Presidente, giù! Stia giù, presidente!

[uomo] Dai, vieni!

- Dai! - Dai!

Venga, Presidente.

- No! - Veloci!

Entra! Veloci, cazzo! Aspetta!

Dai, dai!

[sirene]

Veloci, dai.

Aiutami.

Piano.

Piano.

"Giuro di essere fedele alla Repubblica

di osservarne la Costituzione e le leggi

e di esercitare le mie funzioni nell'interesse della Nazione."

[insieme] Giuro.

Ecco i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio.

Onorevole Piergiorgio Bressani.

Senatore Giovanni Del Rio.

Giulio, una tragedia.

- Che cosa? - Hanno rapito Moro.

Senatore Vincenzo Senese.

[Evangelisti] Onorevole Ines Boffardi.

Hanno rapito Moro!

[insieme] Rosse! Brigate Rosse!

[insieme] Rosse! Rosse! Brigate Rosse!

[insieme] Rosse! Rosse! Brigate Rosse!

[sigla TG1]

Buongiorno, il presidente della DC Aldo Moro è stato rapito stamattina…

Alzi il volume.

…mentre usciva dalla sua abitazione per recarsi a Montecitorio

per il dibattito parlamentare sul nuovo governo Andreotti.

[TV] Moro era scortato da cinque persone.

I terroristi hanno fatto fuoco.

Quattro dei cinque uomini di scorta sarebbero morti.

Moro è stato rapito.

Finora non si hanno tracce dei rapitori.

- Sul posto è giunto il ministro Cossiga… - Santità.

[TV] Il capo della polizia ha parlato.

Roma è stretta in uno stato d'assedio

nella speranza che i rapitori non riescano ad allontanarsi.

[uomo] Venga.

[TV] Moro era uno degli obiettivi principali dei terroristi.

Era scortato sempre da quattro o cinque persone,

ma stamattina i terroristi hanno usato la tecnica usata in Germania

contro il presidente degli industriali.

Hanno fatto fuoco sulla scorta prima di intimare l'altolà

- e hanno rapito Moro. - Il cilicio.

- [TV] Alle 10:00 dovrebbe iniziare… - Santo Padre, in questo momento?

[TV] …il dibattito sulla fiducia al nuovo governo.

Quando la notizia è arrivata a Montecitorio

ci sono state reazioni di sgomento, di sdegno e di protesta.

Arrivano i flash di agenzia. Vi do le prime dichiarazioni.

Il ministro Tina Anselmi… Scusate, mi chiamano al telefono.

- La prego, Santità. - [TV] Siamo collegati con Montecitorio.

[studio] Quali sono state le reazioni?

[inviato] Sta parlando il presidente Ingrao.

Passo la linea, non si capisce più bene.

Ecco, un momento.

- Un istante, non è arrivato l'audio. - Stringa.

Dovrebbe farmi la cortesia di mandare qualcuno in casa mia.

Ho bisogno di un altro vestito.

Tenga.

- Non faccia entrare nessuno. - Subito, Presidente.

[insieme] Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi!

Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi!

[suona "Porqué te vas?" di Jeanette]

[insieme] Lo Stato borghese si abbatte e non si cambia!

Lo Stato borghese si abbatte e non si cambia!

[suona "Porqué te vas?" di Jeanette]

[rumore di elicottero]

Andiamo.

[suona "Porqué te vas?" di Jeanette]

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