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Opero io, faccio io la sostituzione valvolare.
- Sai che è un intervento delicato ? - Appunto, puoi assistermi.
Se entro in sala, non sono più la tua assistente, ma la tua complice.
Io non voglio più assistere a quello che fai.
- Mi farò assistere da Chessa e mio figlio. - Perfetto.
Domani farò in modo che prendano dei provvedimenti.
Sì ? Con chi vai a parlare, con il capo ?
- Con me ? - No.
Non serve un primario, mi basta un giudice.
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
Io esco un attimo. Monitorate polso e pressione.
- Suturate l'anastomosi. - Va bene, papà.
Punti da sutura.
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
Su... Mangia, amore.
Mangia, amore.
(sottovoce) Aspetta, guarda, facciamo questo.
[MIAGOLI'O] Sì...
Ciao, Mari, sono tornata adesso a casa, sono distrutta.
E' stata una giornata orribile, ma...
Scusami, non mi va di parlare.
Ci sentiamo domani. [CITOFONO]
- Chi è ? - Ehi, apri, ti devo parlare.
- Pietro, non ne posso più. - Apri, per favore.
[SCATTO DI SERRATURA]
Tu qua non ci devi più venire ! Stammi lontano !
Sono venuto solo a parlare.
E' finita, basta.
E' finita.
Anche tu sei finito, non puoi più andare avanti così.
Hai ucciso una persona.
- No, non ho ucciso nessuno. - Hai ucciso una persona.
Non te ne sei preso la responsabilità.
Tu fai morire la gente invece di salvarla, renditene conto !
Dimettiti, vattene in pensione, tanto i soldi non ti mancano !
Lascia il posto a me.
Tu credi che io sia un mostro.
E' stato solo un incidente.
Poteva succedere a chiunque.
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
Pietro, lo sai che ti ho voluto bene.
E' finita, devi solo lasciarmi andare.
Se anche tu farai un passo indietro, non userò ciò che so contro di te.
[GRIDA SOFFOCATE]
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
[MIAGOLI'O]
[ALLARME]
[FRACASSO]
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
- Papà ? - Mi può portare un antistaminico ?
- Ho mangiato qualcosa che ha fatto reazione. - Papà.
Ho trovato tre chiamate. Che succede ?
Una delle anastomosi non ha tenuto. C'è stato un sanguinamento.
- Hai risuturato ? - Sì, certo.
- Allora ? - Sembrava che stesse cedendo una seconda anastomosi.
- Che non ha ceduto. - No.
- Hai trasfuso ? - Sì, abbiamo fatto qualche trasfusione di sangue.
Dottore !
[BATTITO CARDIACO ACCELERATO]
Tamponiamo. Aspiriamo.
Va risuturata.
La tua sutura ha ceduto.
- Che dici, la risuturiamo ? - Sì, certo.
Lascia.
- Ispettore, salve. - Landrulli. - Abbiamo un caso di suicidio.
Camilla Masiero, 40 anni, era un medico dell'ospedale.
- L'ospedale qui dietro ? - Sì.
- Chi ha chiamato la polizia ? - La vicina.
Ha sentito l'allarme del gas.
- "Gas" ? - Gas.
- Vabbè... - Vuole vedere ? - Dopo di lei.
- Buongiorno. - Ispettore.
Buongiorno, signori.
[SCATTI FOTOGRAFICI]
Facciamo analizzare il telefono ?
- Tiriamo giù messaggi, chiamate, calendari ? - Sì.
[SCATTI FOTOGRAFICI]
Ah...
- Landrulli. - Sì ?
- Facciamo analizzare questo cuscino ? - Certo.
- Posso? - Preferirei che lo toccasse la Scientifica. - Certo.
Ispettore, che cosa facciamo con il gatto ?
- Quale gatto ? - Il gatto, quello là.
- Sotto quella coperta c'è il... - Eh.
Non lo so...
Non lo so che si fa in questi casi. Per ora niente, Guerra.
Ma... Ma c'è nessuno da avvertire ?
Sì, c'è una sorella che abita qua a Treviso, Maria Masiero.
Mmm. Fidanzati, compagni, mariti ? Niente ?
No, almeno niente di ufficiale.
- Ispettore. - Sì ? - Se vuole, facciamo portare via il corpo. - Sì.
Dopo che avete fatto portare via il corpo
gentilmente può andare a chiamare la vicina e la accompagni qui che...
- Grazie. - Va bene, certo.
Il gatto...
Io ho le sue chiavi di casa.
Ogni tanto mi chiedeva di venire qui a dare da mangiare a Ercole.
Quando ho sentito l'allarme, mi sono preoccupata.
Mi sono fiondata qui per vedere. Sono entrata, lei era sul divano.
Ho aperto le finestre e ho spento il gas.
Poi vi ho chiamato... Capisce ? Saremmo potuti saltare in aria.
- Io vi ho chiamato subito, ho fatto bene ? - Sì, certo.
- Si ricorda che ora era ? - No.
Non lo so, sarà stata mezzanotte più o meno.
- Eravate molto amiche ? - Beh, sì.
Sono cinque anni che siamo vicine di casa.
Anche io vivo da sola, quindi ogni tanto cenavamo insieme.
Però le dico, nell'ultimo periodo lei era diversa.
- Era tormentata, c'era qualcosa che non andava. - In che senso ?
Dalla sera dell'operazione non si è più ripresa.
E' successo che un... Mi scusi.
Un paio di mesi fa in ospedale durante un'operazione
una persona è morta e lei era presente.
Da quel giorno in poi lei non si è più data pace di questa cosa.
Io però come potevo immaginare ? Se lo avessi saputo...
Non potevo immaginare che avrebbe fatto una cosa simile.
Come potevo saperlo ? Lei era una ragazza tranquilla, meravigliosa.
Aveva questo hobby, lei faceva...
Faceva tutte quelle cose lì con le perline.
- Queste ? - Sì. Diceva che la facevano stare bene.
Poi mi dica il gatto !
Mi scusi, ma che c'entra il gatto ? Era come un figlio per lei.
- Tenga. - Grazie.
Ovviamente c'è il problema con i reni, quindi sala due.
- Se me lo accompagni in sala due. - Sì. - Okay. Dàgli due capsule poi.
Chiedo scusa, cerco il professor Massarin.
Certo, qui a sinistra, poi la seconda porta a destra.
- Sinistra, destra. - Sì. - Grazie. - Prego.
Prego.
No, Rossi ha cancellato. Marzullo 20,30 anche a casa.
- Certo. - Grazie. - Cerco il professor Massarin.
- E' lei ? - Sì, buongiorno. - Buongiorno, sono Stucky. - Grazie.
Sono della polizia. Possiamo parlare un attimo ?
- Che cosa è successo ? - Devo parlarle di Camilla Masiero.
- Sì, la mia assistente. - Ecco...
- Purtroppo è stata trovata morta. - Oddio.
- Come è morta ? - Pare che si sia suicidata. - L'abbiamo vista ieri.
- E' andata via perché non si sentiva bene. - Era di turno? - Sì.
- Oh, Dio mio... - Mi dispiace moltissimo darle questa notizia.
So che non è il momento, ma...
Ma vorrei farle alcune domande.
Sì, senta, sono stato 24 ore chiuso qua dentro.
- Le dispiace, se parliamo fuori ? - No ! - Grazie.
Ehm, da quanto tempo Camilla Masiero lavorava con lei ?
- Cinque anni. - Era un bravo medico ?
Certo, stava diventando molto brava.
Mi mette in difficoltà con le domande.
Sono stato otto ore in sala operatoria a operare a cuore aperto.
Esco e mi dice che la mia migliore assistente si è uccisa a casa sua...
Non riesco a rispondere in maniera normale.
Ha ragione, le chiedo scusa. Sarò molto breve.
Sono qui per farmi un'idea di chi fosse la ragazza.
- Presumo che lei la conoscesse bene. - Certo.
Ci vedevamo tutti i giorni qui io, lei e l'équipe.
Vedo più loro che la mia famiglia.
A parte suo figlio. Mi risulta che lavora qui con lei.
- Credo che si chiami Federico. - Sì. - Ehm...
- C'era anche lui questa notte ? - Sì.
Quanto è durato l'intervento ?
- Otto ore, fino alle otto del mattino. - "Otto ore" ?
Sì, ma è normale per un bypass con sostituzione valvolare.
Ha operato lei oppure suo figlio ?
Le operazioni le conduco io personalmente.
Lascio spazio ai miei collaboratori. E' una questione di fatica fisica.
Tenere alta la concentrazione per così tante ore...
Basta un'incertezza e perdiamo il paziente.
Certo, non l'avevo mai considerato sotto questo punto di vista.
Certo, stare chiusi in una sala operatoria così tanto tempo
con quella tensione, senza potersi nemmeno riposare...
No, aspetti, si può uscire. E' un lavoro di équipe.
Io stesso esco a fumare.
- Sì, ma cinque minuti su otto ore... - Anche mezz'ora. - Ah.
Senta...
La vicina di casa mi diceva
che la Masiero stava attraversando un periodo difficile
a causa di un incidente avvenuto in ospedale circa due mesi fa.
Un intervento andato male.
Quale intervento ? Non so perché abbia detto una cosa simile.
Non c'è nessun intervento andato male.
- Posso andare ? - Certo.
Senta, non mi ha detto come è morta Camilla.
Ah, ehm...
Soffocamento.
- Carino il portachiavi. - Sì.
Pare che la dottoressa Masiero avesse l'hobby dei ninnoli.
Sì, è un regalo che mi fece quando arrivò qui in ospedale.
- Mi dispiace, mi scusi. - Ha altre domande ? - No.
Qui non si può fumare.
Il rilevatore di gas.
Se uno ha un rilevatore, è strano che decida di uccidersi con il gas.
Il rilevatore di gas suona, attira l'attenzione.
Non ho ancora fatto l'autopsia. Non so dirti niente di preciso.
Certo che se è morto anche il gatto
forse il rilevatore non funzionava così bene.
- Eh ? E' vero ? - Sì.
- Però una cosa strana c'è. - Quale ?
Il soffocamento da gas crea una cianosi
che il cadavere non presenta.
Quindi potrebbe anche essere stata soffocata.
- Con un cuscino magari. - Sì, ipoteticamente sì.
Di segni sul corpo e sul collo non ne ho trovati.
Lo so che questa idea ti piace. I suicidi ti dànno fastidio.
In questo caso sono convinto che non si tratti di suicidio.
Se vuoi farti fuori, non fai fuori anche il gatto.
- Oddio ! - Ops.
Aspetta che ti aiuto.
Ti devo comprare una nuova agendina ?
No, guarda, perché...
Vedi ? I foglietti sono versatili.
Io li prendo, ci appunto le cose
poi li distendo tutti sul tavolo, li dispongo lì
creo una specie di mappa e poi seguo quella mappa
e ricostruisco tutti gli avvenimenti del caso e...
Sono fatto così.
Siamo tutti un po' strani. Anche tu avrai le tue stranezze.
- Come stai ? - Eh, come sto ?
Raccontami qualcosa di te.
- Non ho capito. - Dimmi qualcosa di te.
Parliamo solo di me, come sto, che faccio.
Tu non mi dici mai niente di te.
Non ti dico niente di me perché forse non c'è niente da dire.
Non è vero, c'è sempre qualcosa da dire. Tu non me lo vuoi dire.
- Vai ancora a dare da mangiare agli animali ? - Quello...
- Cosa hai detto ? - Se vai ancora a dare da mangiare alle papere.
Marina, dobbiamo fare un'altra autopsia.
Su chi ?
Il gatto.
- Tu non hai detto niente. - No, niente.
- Quindi l'hanno ammazzata quella ragazza lì ? - Eh, così pare.
Tra l'altro lo ha scoperto lei.
- "Lei" chi ? - Marina. - Ah !
Ho deciso che glielo voglio dire.
- Che cosa ? - Eh...
- Il tradimento del marito ? - Ssh, per favore. - No.
Guardami, no, non fare il "mona".
- Risolvo questo caso e glielo dico. - Ispettore. - Sì ?
Ho letto i risultati appena arrivati
dell'analisi sul cuscino della vittima. - E ?
Sembra che la saliva corrisponda a quella di Camilla Masiero.
- L'arma del delitto. - Sì. Volevo darle l'indirizzo che ha chiesto.
E' della famiglia di Adelmo Scattolin.
- L'uomo deceduto due mesi fa durante un intervento. - Prezioso !
- Grazie, Landrulli. - Di niente. - Prego.
Salve, sto cercando il signor Scattolin.
Là ? Grazie.
[CAMPANELLA]
Permesso ? Il signor Scattolin ?
Buongiorno, mi chiamo Stucky, sono della polizia, ispettore capo.
- Piacere, Primo. - Lei è il primogenito ?
- No, mio padre era appassionato di Carnera, quello della boxe. - Ah.
- Che cosa c'è ? - Guardi, mi rincresce...
Sono qui per parlare con lei della morte di suo padre.
Ancora ? Non è tardi ? Dove eravate, quando è successo ?
Non era di mia competenza.
In ogni caso devo parlare con lei per un altro caso.
Lei era presente in ospedale, quando suo padre è morto ?
Certo, ero lì in corridoio. Mi hanno detto di aspettare.
Dopo sette ore è venuto fuori il primario.
Mi ha detto: "Suo padre è morto."
"Come è morto ?"
Così è andata. Non mi hanno spiegato un cazzo.
Non si capiva perché era morto. Stava bene, lo avevo accompagnato.
Era entrato con le sue gambe, è uscito steso.
Sa che cosa ? La sanità funziona soltanto per i sani.
Non ha pensato di presentare una denuncia alla polizia ?
(in veneto) Chi ha i soldi per denunciare quelle bestie ?
Ha conosciuto il professor Massarin ?
Certo che l'ho conosciuto, 'sto stronzo.
Glielo chiedo perché la dottoressa Masiero sua assistente
è stata uccisa.
- Ah, è morta ? - Sì.
Le sta bene. Guardi che io non odio nessuno, sia chiaro.
Loro li odio.
Ehm...
- Posso chiederle dove si trovava l'altro ieri sera ? - Qua.
Turno di notte. Abbiamo una consegna entro fine mese.
- C'è qualcuno che può confermarlo ? - Eh !
Altri 12 sfigati come me. Vuole andare a controllare ?
La ringrazio.
- Buona giornata. - Saluti. - Arrivederci.
L'ho sentita ieri.
Ci sentivamo almeno due volte al giorno, mattina e sera.
- Che cosa vi siete dette ? - Niente di che, le solite cose.
Mi sembrava nervosa. Non aveva tanta voglia di parlare.
L'ha chiamata dall'ospedale ?
No, era a casa, era appena rientrata. Mi ha mandato un vocale.
Io...
Mi dispiace tantissimo, ma...
- Posso chiederle di ascoltarlo ? - Sì.
(registrazione) "Mari, sono tornata adesso a casa, sono distrutta."
"E' stata una giornata orribile, ma..."
"Scusami, non mi va di parlare."
"Ci sentiamo domani." [CITOFONO]
- Che ora era ? - Mezzanotte e mezza.
Lo posso...
(registrazione) "A domani." [CITOFONO]
- Ha sentito ? - No.
C'è un suono, un suono di un citofono.
C'è un suono di un citofono nel messaggio di sua sorella.
- Sua sorella frequentava qualcuno ? Era fidanzata ? - No.
Aveva delle storie, ma niente di che.
Ma lei pensa che l'abbia ammazzata qualcuno che frequentava ?
Magari qualcuno a cui aveva detto di no ?
Ancora non lo possiamo sapere.
Però...
Secondo lei perché era così agitata nel messaggio ?
Probabilmente era per quello lì, il capo, il cardiochirurgo.
- Perché ? - Perché è uno stronzo.
Da anni le prometteva di farle fare carriera e non è mai successo nulla.
Non so perché lei stesse ancora lì. Sicuramente è uno molto bravo.
La vicina di casa ha detto che sua sorella ha iniziato a essere nervosa
dopo la morte di un uomo in ospedale.
- Un intervento andato male. Gliene ha mai parlato ? - Certo.
Non faceva altro che parlare di Adelmo Scattolin e dell'intervento.
- Ciao. - Ehi !
- Questo giovanotto chi è ? - E' Francesco, è un po' timido.
Nostra madre si chiamava Francesca.
Camilla lo adorava.
Ogni volta che aveva un po' di tempo libero lo passava con noi.
Era fatta così lei. Ospedale e Francesco.
Che bella collana che hai, Francesco.
Gliela aveva fatta la zia.
Era il suo hobby.
Era bravissima.
- Federico Massarin ? - Sì.
- Salve. - Salve. - Ehm...
Ispettore capo Stucky.
- Ah, è con lei che mio padre ha parlato. - Sì.
- Stava andando via ? - Sì. - Le posso offrire un bicchiere ?
- Volevo farle delle domande. - Ora? - Andiamo in un posto qua vicino.
- Ci vorrà davvero un attimo. - Va bene.
Le va di parlarmi un po' della dottoressa Masiero ?
Che rapporto avevate ?
Beh... nell'ambiente lavorativo
era molto determinata e piuttosto competitiva.
Può chiederlo anche agli altri. Le diranno la stessa cosa.
Immagino che questo non creasse un ambiente molto sereno nell'équipe.
- A quello ha sempre pensato mio padre. - Mmm.
Il suo metodo è usare la competizione
per fare rendere tutti di più.
- Secondo lei funziona ? - In ospedale sì.
Tutto il personale fa a gara per piacergli.
- Tutti tranne lei. Insomma, è suo padre. - Non creda.
Tra lei e la dottoressa Masiero chi ha vinto ?
Camilla.
Mio padre non ha mai fatto nulla per agevolarmi, se pensa questo.
- Le dispiace ? - No.
Ci sono abituato.
Credo che con me abbia funzionato. Sono diventato un chirurgo come lui.
Già.
Non è facile ricalcare le orme del proprio padre
soprattutto se si tratta di uomini con una certa personalità.
Parla per esperienza personale ?
- Un po', sì. - Anche suo padre è un ispettore ?
Sì, ma lui era molto più bravo di me.
Comunque lei e la dottoressa Masiero non avevate particolari rapporti
al di fuori dell'ambiente lavorativo ? - No.
No, l'unica cosa che posso dire è che era una persona leale.
Si era guadagnata il posto che aveva.
Non riesco a capire come mai abbia deciso di togliersi la vita.
Me ne stavo dimenticando completamente.
Non si è tolta la vita, è stata uccisa.
"Uccisa" ?
Che lei sappia aveva un compagno, un fidanzato ?
Magari si vedeva con qualcuno dell'ospedale ?
- E' frequente in certi ambienti. - Che io sappia... no.
Ah, guardi !
Mezz'ora avevamo detto ! Sono stato di parola !
Grazie per il suo tempo.
Ah ! Un'ultima cosa. Mi stavo dimenticando.
Suo padre mi ha detto che durante gli interventi chirurgici
è normale assentarsi, prendersi una pausa.
- Difatti lui l'altra notte lo ha fatto. - Sì. - Lei ?
- Sì, più o meno una mezz'ora. - Ah.
- Perché me lo chiede ? - Una semplice curiosità.
- Lei è libero, la lascio in pace. - Grazie. - Grazie a lei.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Buongiorno, papà. - Ciao.
- Ieri è venuto da me l'ispettore della polizia. - E' la prassi.
Mi ha detto che Camilla è stata uccisa.
- Come "uccisa" ? Da chi ? - Non lo so, non mi ha detto niente.
- Mi ha chiesto se Camilla aveva relazioni. - Che c'era da dire ?
- Papà. - Non entrare in questa storia. La gestisco io.
- Non ti sembra sbagliato nascondere qualcosa ? - Io non nascondo niente.
Io a domanda rispondo. Fatti gli affari tuoi.
Non è che sospettano di me ?
Che sospettano di te ?
Tu eri con me in sala operatoria. Lo capisci ?
Guardami.
Vai, càmbiati.
- Trippe. - Grazie.
Secondo... Il rosso.
- Ispettore. - Oh, Landrulli.
- Scusi, se la disturbo a ora di pranzo. - Nessun disturbo.
- Vuole favorire ? Gliene ordino un piatto ? - Oh.
(in veneto) Ha una faccia che...
- Prego ? - Dicevo che ha un bellissimo aspetto.
- Che cos'è ? - Trippa in umido.
No, grazie, come...
Incrociando i messaggi, le e-mail e il calendario
sul telefono di Camilla Masiero ho scoperto che...
- Aveva una relazione con il primario. - Sì.
Forse c'è un'altra cosa che non sa.
- La dottoressa Masiero ha abortito un anno fa. - Che cosa ? - Mi scusi.
- Stucky, ti posso parlare un attimo ? - Certo. - Certo.
- Che succede ? Tutto bene ? - No.
- Ho appena scoperto che Massimo mi tradisce. - No !
- Cosa devo fare ? - Mi dispiace. - Non mi sembri molto sorpreso.
- Come non ti sembro sorpreso ? Che dici ? - Tu lo sapevi ?
L'ho visto una volta forse con una persona.
Magari potevi anche saperlo. Non sono fatti miei.
- Come ? Io pensavo che fossimo amici, che ci dicevamo tutto ! - Sì.
Io non lo so come funzionano le cose tra voi due.
Non so come funziona la tua famiglia.
Quindici anni di matrimonio !
- Ho mollato tutto e sono venuta qui per lui. - Sì... - Potevi dirlo !
Sì, ma Secondo mi ha detto che era meglio non dirtelo.
Quindi lo sapeva pure lui ? Non ci credo !
Marina...
- Chi era ? - Ma va' in "mona".
- Vi raggiungo. - Va bene, dove ? - Non lo so.
- Qui nessuno si aspetta che lei pensi ! - Professore...
No ! Né tantomeno che prenda delle decisioni.
Se autorizza una visita a un paziente che io ho negato
io faccio saltare il reparto.
Vada in stanza.
Buongiorno, professore, ho bisogno di parlarle.
- Non posso, passi più tardi. - Devo parlarle ora.
- Non posso, sto lavorando. - Anche io e non ho molto tempo.
La aspetto di qua. Non mi faccia aspettare tanto.
Non mi piace essere interrotto mentre lavoro nel mio ospedale.
Non sapevo che l'ospedale fosse suo.
Vengo subito al punto.
Aveva una relazione con la vittima e non mi ha mai detto niente.
Era suo il bambino che ha abortito ?
- Professore. - Sì, ho avuto una relazione con Camilla.
E' finita sei mesi fa. L'ho terminata io.
Non so niente di questo bambino. Non sapevo che avesse abortito.
Perché non me ne ha parlato la prima volta che ci siamo incontrati ?
Forse perché è venuto dopo otto ore in sala operatoria
o forse perché è una cosa privata.
Durante l'intervento lei è uscito dalla sala operatoria.
- E' uscito anche dall'edificio ? - Sì.
Sì, gliel'ho già detto. Sono uscito, ho fumato una sigaretta.
- Ho preso una boccata d'aria. - Magari è andato a casa di Camilla.
- Cosa ? - Forse avevate qualcosa di cui parlare, di cui discutere.
Lei mi accusa di un delitto.
No, lei non ha nessun movente, nessuna prova.
Si sta mettendo contro la persona sbagliata.
[SI SCHIARISCE LA GOLA] Caffè o tè ?
Nel dubbio li ho presi tutti e due.
Caffè, grazie.
- Mi scusi per prima. - Non è mica lei che deve scusarsi.
- Lei che cos'è, della polizia ? - Brava !
Come ha fatto ? Di solito non se ne accorge mai nessuno.
- Lei conosceva bene la dottoressa Masiero ? - Poverina...
Era una persona perbene.
Quando passava lei, si sentiva un "per favore" o un "grazie".
Il professor Massarin trattava male anche lei ?
No, era la sua prediletta, mentre il figlio lo tratta malissimo.
- Soprattutto durante gli interventi. - A proposito !
- Era presente all'intervento della notte scorsa ? - Sì. - Era in sala ?
Ha notato niente di straordinario ? So che il professore si è assentato.
Sì, è tornato dopo una mezz'ora come fa di solito.
L'intervento è proseguito normalmente ?
E' rientrato, mi ha chiesto un antistaminico e abbiamo proseguito.
- L'antistaminico era per lui o... - Soffre di allergie.
Aveva mangiato qualcosa che gli aveva fatto male.
Lei sapeva che sua sorella aveva abortito ?
- Camilla? No. - Aveva una relazione con il professor Massarin.
Riteniamo probabile che lui potesse essere il padre.
- Conosce il professor Massarin ? - Solo dai racconti di mia sorella.
Conoscendo Camilla, sicuramente se ne vergognava.
Perché ? Se aveva una relazione con Massarin
vuol dire che era innamorata.
Era certa che la gente avrebbe malignato su una cosa così.
Mmm...
Ripofex, antistaminico. Due scatole.
Era allergica a qualcosa ?
No, assolutamente no. Era sana come un pesce.
Di sicuro non ai peli di gatto. La casa è piena di peli.
Sì, certo.
- Ispettore, scusi. - Guerra. - Le vogliono parlare.
- Mi vogliono parlare ? - Sì, il prefetto.
- "Il prefetto" ? - Sì.
Io non ci ho mai parlato in vita mia con il prefetto.
- Cosa... Quando vuole parlarmi ? - Subito. - Ah.
Va bene, vado io, ci penso io. Grazie, Guerra.
Ispettore, scusi, ma ci va adesso ?
No, perché mi stanno sollecitando e poi se la prendono con me.
Vado con i miei tempi, con sollecitudine.
Arriverò quando arriverò. Risponda così.
- Per favore, mi passa l'impermeabile ? - Certo.
- Prego. - Grazie. Voi intanto continuate a cercare.
Che stiamo cercando ? Io non l'ho capito, ispettore.
Non lo so.
Non lo so, voi cercate.
E' arrabbiato l'ispettore ?
E' arrabbiato, vabbè.
- Dài un occhio alla signora. - Devo parlare con Federico.
- Hai riparlato con l'ispettore ? - No, perché avrei dovuto ?
- Ha scoperto la mia relazione con Camilla. - Non gli ho parlato.
Comunque quando Camilla è stata uccisa, ero qui in sala operatoria.
- Ti sei assentato. - Sono uscito un attimo a fumare una sigaretta.
Sei stato via almeno mezz'ora. Ti ho cercato ovunque, non c'eri.
Tu non devi uscire ! Cazzo !
Quando mi assento, devi stare qua ! Qua !
> Ti hanno sollevato dal caso ?
- No, però mi hanno chiesto se avevo delle prove e... - E ?
E io non ce le ho.
Certo che questo primario è veramente un fetentone.
Questo primario è...
Lascia perdere.
Che intenzioni hai ?
- Secondo te ? - Bravo. Mai farsi mettere i piedi in testa.
- Senti, ma come è questa storia ? - Non lo so.
Non...
L'unica cosa che riesco a inquadrare è una famiglia potente.
Ci sono tre persone che potevano avere ragioni sufficienti
per avercela con quella povera ragazza.
La notte in cui questa disgraziata è stata uccisa
uno era in fabbrica e due in ospedale a operare.
Mi spieghi come hanno fatto questi a lavorare e a farla secca
nello stesso momento ?
- Eh. - Hanno volato ?
Posso fare una telefonata ?
Tieni.
Stucky, vorrei parlare con Landrulli. Grazie.
Landrulli, buonasera, deve fare una verifica per me.
Di fronte alla casa della Masiero c'è una farmacia.
Ci saranno delle telecamere di sorveglianza.
Controlli tutto ciò che è passato la notte dell'omicidio
tra la mezzanotte e le due e mezza.
Non appena ha qualche novità mi faccia sapere.
- Grazie. - Ciao.
- Scusa per prima. - Per che cosa ? - Non volevo prendermela con te.
Non ho avuto questa sensazione.
- Ho lasciato mio marito. - Ah.
E... come stai ?
Meglio.
- Non è bastato il primo richiamo. - E' molto gravoso il mio compito.
E' molto... difficile
quello che devo dirle.
Luca, dieci minuti.
Vede, professore, questo è un caso molto intricato.
Ci sono diverse persone che potevano volere la morte di Camilla Masiero.
La dinamica dell'omicidio, devo dire la verità, è praticamente perfetta.
E' molto difficile ricavare prove indiziarie sulla scena del delitto.
Tuttavia abbiamo un riscontro molto importante e inequivocabile.
La notte dell'omicidio le telecamere di sorveglianza
della farmacia di fronte a casa di Camilla Masiero
hanno registrato il passaggio di un'auto a mezzanotte e 27 minuti.
Ventidue minuti dopo le telecamere hanno registrato
il passaggio della stessa auto in direzione opposta verso l'ospedale.
Solo che nel secondo passaggio
si vedeva chiaramente dalle immagini che l'auto aveva un fanalino rotto.
Noi abbiamo ritrovato un piccolo frammento del fanalino
alla base di un palo fuori dall'abitazione di Camilla Masiero.
La cosa più imbarazzante per me, professore
è che si tratta dell'auto di suo figlio.
E' impazzito ? Mio figlio era in sala operatoria con me.
- Molte persone lo possono testimoniare. - Sì.
Suo figlio è uscito dalla sala operatoria
e per sua stessa ammissione ha detto che è stato fuori mezz'ora.
Mi dispiace, ma il Pm ha deciso di incriminarlo.
- Non ci sono prove. - Ha ragione.
Ci sono ancora molte circostanze molto poco chiare.
A casa della vittima abbiamo trovato due scatole di antistaminici.
E' una cosa molto strana perché la sorella di Camilla ci ha detto
che Camilla non soffriva di alcun tipo di allergia.
Professore, lei è allergico al pelo del gatto ?
Sì, allora ?
Quando è rientrato in sala operatoria dopo la pausa
ha chiesto un antistaminico.
Questo che cosa c'entra ?
La mattina in cui ci siamo incontrati
all'inizio non ci ho fatto tanto caso.
Poi ho pensato attentamente alle sue parole.
Lei ha detto
"Sono stato in sala operatoria per otto ore a operare a cuore aperto"
"e lei mi viene a dire"
"che la mia assistente si è suicidata in casa sua ?"
Non le ho mai detto che Camilla Masiero era morta in casa sua.
Come faceva a saperlo, se era in sala operatoria ?
- Ci sono testimoni oltre a lei ? - No, lo sa anche lei.
Però quella svista ha destato la mia attenzione.
Qualcosa che la colloca sulla scena del crimine c'è.
Non è morta solo Camilla, ma anche il suo gatto Ercole.
Io ci stavo cascando con tutte le scarpe.
Ma il gas non ha ucciso nessuno.
E' scattato l'allarme di cui lei sicuramente ignorava l'esistenza.
La vicina di casa che aveva le chiavi è intervenuta subito.
Camilla Masiero è morta perché lei l'ha soffocata con un cuscino.
Il povero Ercole...
Questa è l'autopsia.
Il povero Ercole perché ha ingerito il farmaco sperimentale
che lei sta assumendo per contenere gli effetti del Parkinson.
Questa è la prescrizione.
A questo punto credo
che una sua piena confessione aiuterebbe lei e suo figlio.
Verrebbe scagionato dall'accusa di complicità in omicidio.
Lei lasci stare mio figlio !
Già gli ho creato abbastanza danni.
Sì, è vero, mi hanno diagnosticato un Parkinson meno di un anno fa.
Glielo avrei anche lasciato il mio lavoro
ma non dopo l'onta di un intervento andato male.
Trent'anni di straordinaria carriera.
Camilla mi avrebbe denunciato.
Ho cercato di parlarle, ho cercato di spiegarle che non era colpa mia
o meglio non era colpa della parte sana mia.
- Capisce ? - Sì.
Lei voleva solo il mio posto, ma con il bieco ricatto, capisce ?
Ora ? Che succede ?
I miei colleghi la accompagneranno in Questura.
Immagino che finisca qui la partita.
Ho paura di sì.
[FISCHIETTA]
[FISCHIETTA]
[FISCHIETTA]
[FISCHIETTA]
[STARNAZZI'O]
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