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Svegliati, coraggio. Siamo a Milano.
Su, Luca, ci siamo.
Finalmente.
Vieni, mamma.
Sei stanca?
Rocco, il cestino.
C'è tutto?
- Luca, hai sonno? - Avete pigliato tutto?
- E Vincenzo? - Non lo so.
- Perché non è venuto? - Starà fuori.
Perché Vincenzo non c'è?
- Non è lui, quello là? - Io non lo vedo, guarda tu.
Tieni qua.
Vuoi che vada a vedere io?
- Sì, ma non ti allontanare. - No.
Non c'è nessuno.
Che bello!
- Ciro, ma guarda là. - Vedo, vedo.
Rocco, guarda.
Guarda che vetrine. Che luce.
Sembra giorno.
Sentite un po'.
Dove possiamo scendere per questo indirizzo?
- Al capolinea. - Capolinea?
Capolinea! ln fondo, fine della corsa. È a Lambrate.
- E dopo? - Scende a Lambrate.
- Mio figlio. - Suo figlio?
- Sì, il primo. - Il più grande.
Lo andiamo a trovare ora.
Allora facciamo un bel brindisi ai fidanzati.
Auguri! Auguri!
A queste feste si finisce sempre con il bere troppo.
Eccomi qua.
Grazie, grazie.
Hanno combinato tutto loro.
I genitori non contano più.
Ci dobbiamo pure decidere a fare da soli.
E poi io di tornare laggiù non ne ho proprio voglia.
La famiglia me la voglio far qua. Vero, Ginetta?
Alfredo, tu che aspetti a sposarti?
Io? Le sciocchezze le fa mia sorella.
Lui crede che dovranno mantenerci loro.
Noi invece abbiamo deciso di farcela da soli.
- Giusto, brava. - Non è vero, Vincenzo?
Grazie.
- Non ti cercheremo mai niente. - Uffa...
È Aldo.
Io vado al cinema.
- Divertiti. - Ciao.
- Ciao, mamma. - Ciao, divertiti.
Grazie, signora.
Sempre al cinema. Mangia pane e cinematografo.
È una fissazione.
Domenica io ci ho accompagnato Franceschino..
..e mi sono addormentata.
Buonasera, abita qui Giannelli?
Sono la signora Parondi.
Vincenzo! Vieni a vedere chi c'è!
- Favorite, avanti. - Grazie.
Mamma!
Figlio mio.
Luca bello, come stai?
Rosaria, Rosaria cara.
È la tua famiglia? Che Dio vi benedica. Entra.
Questa è Rosaria.
Sono i tuoi fratelli?
- Ecco, Luca. - Ciao.
Questo è Simone. Lei è la mia fidanzata.
- Buonasera. - Rocco..
- ..e Ciro. - Buonasera.
Lasciate tutto qui. Venite dentro.
Su, forza.
Entrate.
È lei, la madre di Vincenzo!
È un bel viaggio! Offrile un bicchiere di vino.
Coraggio ragazzi, avanti.
Amelia, offrigli il vino, non vedi che sentono il freddo?
Come sono belli, somigliano alla madre.
Ginetta, offrigli i biscotti, avanti.
Sono proprio belli. Sarai stanca.
È vero, si somigliano.
Saranno stanchi dopo tante ore di viaggio.
- È stata una bella sorpresa. - Cos'hai là dentro?
Che malasorte è stata la nostra, figlio mio bello!
Ma dimmi..
..già non porti più il lutto di tuo padre?
Hai ragione..
..ma stasera...
Questa è Ginetta, te l'ho scritto, ci siamo fidanzati.
Sei arrivata in tempo per darci la tua benedizione.
Sposarsi?
Ti credi così ricco? E proprio adesso..
..che hai tutta la famiglia sulle spalle?
Mamma, pure tu, perché non me l'hai scritto..
- ..che venivate tutti quanti? - T'abbiamo scritto.
Sì, quando avvenne la disgrazia di papà.
E ti risposi che prima dovevo cercare un lavoro per loro.
Non è facile trovarlo qui a Milano.
- Sedetevi pure. - Accomodatevi.
- Cosa mi racconta? - Sentiamo.
Senza complimenti. Si accomodi.
- È timido. - Sarà stanco.
- No. - Lo credo bene, lei è giovane.
Ha trovato freddo qui?
- No. - Dei confetti?
E voi, che avete in quel bel fazzolettone?
Aranci.
Amelia! Aranci delle nostre parti.
- Vuoi? - Grazie.
Che profumo!
Grazie.
Rosaria, io pensavo che foste venuti per il fidanzamento.
Vincenzo non ce l'aveva detto, ma pensavo a una bella sorpresa.
Io tengo troppo dolore per pensare alle feste.
Hanno fatto tutto da soli. E voi venite dritti dritti..
- ..dalla stazione? - Sì.
E dove dormite? Qui posto non ne abbiamo.
Il figlio mio non mi caccerà in strada.
Lui penserà a tutti noi.
Rosaria, dobbiamo chiarire subito le cose.
Tu devi pensare a questi figli tuoi e hai ragione..
..ma io penso alla figlia mia.
Ve lo dico io. Quella è venuta a guastarci la festa.
- Mamma, che discorsi sono? - Lasciala dire, mamma ha ragione.
- Perché, sai cosa vuol dire? - Non sono uno stupido.
- Non gridare! - Mamma ha ragione!
Voglio uscire subito da questa casa. Rocco! Simone!
- Mamma, cosa dici? - Siete tutti impazziti?
Vieni da tua madre! - lo non sono impazzita. Ho capito tutto.
Non ti vogliono far fare il tuo dovere verso tua madre.
Nemmeno un po' di rispetto per questo morto. Scostumati!
Scostumata a me?
- Andiamocene via. - No, no.
Zitta tu, siete tutti della stessa razza.
Andiamo, figli miei, sbrigatevi.
Dio vi ripagherà, perché giudica tutti.
Siate buona. Non vi hanno voluta offendere.
- Gina, vieni. - No, lasciami!
- E lasciala! - Non mi fai paura, suonato!
Tu vattene con loro!
Hai sentito? Te lo sei voluto far dire. Esci.
Via! Andatevene!
Armando!
- Armando! - Chi è?
Sono io, Vincenzo, apri.
Che succede? Che fai a quest'ora?
Poi ti spiego.
Vieni, che c'è freddo.
Mi spieghi cosa sei venuto a fare?
Se non disturbo, a dormire.
Poi è quasi ora di lavorare.
Giovanotto, che guaio hai combinato?
Adesso ti spiego.
A cuccia!
Vieni avanti. Che hai paura, del cane?
Qui c'è la legna, c'è la stufa, tutto quello che vuoi.
Racconta.
Come un terremoto, sono arrivati mia madre e i miei fratelli..
..e hanno litigato con i futuri suoceri.
Così ho perso la stanza e la fidanzata e sono nei guai.
Perché per te la camera e la fidanzata sono lo stesso?
- Non scherzare. - No.
Come la mantengo tutta una famiglia?
Dove li metto? Dove li trovo i soldi per la casa?
Per stasera li ho sistemati..
..ma domani? Porca miseria!
Tutto qui? A Milano ci sono tante case vuote.
Di case ne nascono una al giorno, vengono su come i funghi.
E i soldi?
Dammi retta, fa' come hanno fatto sempre i terroni.
- Ma come, non lo sai? - E cioè?
Tu prendi un appartamento in una casa popolare..
..e se puoi pagare paghi.
Ma dopo un paio di mesi non paghi più.
- E come? - Un momento.
Dopo un mese ti arriva lo sfratto.
- E grazie. - Fermo.
Voi ve ne andate dagli sfrattati, dove non si paga niente..
..e dove c'è il riscaldamento, la luce, eccetera.
Il Comune di Milano non lascia nessuno in mezzo alla strada.
Non potrebbero pigliarci ora?
No, devi essere sfrattato.
- E già. - Lì è il segreto, capito?
- Buonasera! - Su, non fare lo scemo!
Portiera!
Portiera!
Sono la signora Parondi, aprite!
Vengo, ho capito.
- Che fretta che avete! - Ma è qua?
- Sì, è qua. - Lo sono Rosaria Parondi.
Sì, Parondi, andate là.
Là sotto, nello scantinato.
Su, avanti.
Buongiorno, signora Maria.
Ha visto che gente? Africa!
- Da dove vengono? - Lucania.
Dalla Lucania? E dov'è? Mai sentito.
Giù, a sud.
nella terra dei "Buoni a niente".
Svegliatevi.
Ciro.
Sta nevicando.
Rocco! C'è da lavorare per tutti.
Simone! Nevica.
Che è successo?
Niente, oggi lavoriamo tutti.
La neve.
E come scende a fiocchi!
Luca! Guarda, c'è la neve.
- La neve! - Alzatevi.
Sbrigatevi, ragazzi, se no ci fregano il posto.
I milanesi non vogliono la neve per strada.
Dormiglione, spicciati.
Guarda la neve, guarda!
Figlio mio, ma alzati.
È la neve! Che bellezza!
Oggi forse lavorate tutti quanti.
Guarda, gli altri sono quasi pronti.
Su, avanti, alzati. Dai, Ciro.
- Rocco, spicciatevi. - Adesso veniamo.
Simone!
Rocco, tu sei stato malato.
- Mettiti una maglia delle mie. - Ma è roba da femmine.
Ti sfottono, ma ascolta mamma tua. Non te la vedono.
Vi preparo la colazione.
Simone!
Avanti, Simone, oggi si fatica.
- Luca! - Luca, ci fai fare tardi!
- Non vi fate male. - Via!
- Ragazzi, spicciatevi! - Forza, Ciro! Simone!
- Il caffè è quasi pronto. - Eccomi qua.
Beviti le uova, sono fresche di giornata.
Il caffè è bollente, mettici molto pane.
Prepara pure per tuo fratello.
Dio sia lodato che c'è da lavorare per tutti oggi.
Il Signore è misericordioso e ci ha mandato la neve.
- Te la sei messa la maglia mia? - Sì.
Simone, vieni bello. Svelto. Povero Simone, presto..
- ..che è il primo giorno di lavoro. - Fa freddo. M'avete lasciato..
..la finestra aperta. Nevica e voi sentite tutto questo calore!
Su, che ci vediamo la città. Dormite sempre voi!
È sempre uguale lui! Finitelo il caffè.
Vi preparo la roba. Luca, la valigia!
- Sì, mamma. - No, la prendo io.
- Luca, la valigia! - È qua, sotto il letto.
- Adesso te la prendo. - E tirala fuori!
Ecco i cappotti. Rocco, copriti bene.
Non fare fesserie, sei stato malato.
- Sì, mamma. - Non pigliarmi freddo.
Ecco, tutto pronto. Su, svelti.
E tu, sfaticato, t'aiuto a mettere il cappotto.
Copriti. Sfaticato.
Che città, benedetta! Siete contenti?
Rocco mio, sei un angelo.
- Come scotta il caffè! - Dai, Ciro.
Presto, non nevica più.
Ce n'è da lavorare per una giornata.
Simone, prendi la coppola, svelto, via!
Svelti! Tutti, per l'amor di Dio, fate tardi.
Presto, che la mamma è già sulla porta.
- Svelti! - Veniamo, mamma.
Presto, che qui si muore di freddo.
- Dammi un bacio. - Ciao.
Addio, Rocco, che Dio t'accompagni.
Sta' attento, Ciro, e buon lavoro.
Su, Vincenzo! Buon lavoro.
E per i santi Rocco e Donato, tornate con le tasche piene..
..di soldi o non siete più figli di Rosaria Parondi.
- Ciao, mamma. - Buona fortuna!
- Simone! - Sì?
- Pure voi venite? - Dove?
- Alla delegazione. - E dov'è?
Non so.
Simone, Rocco, cammina!
- Ciao. - L'hai visto?
- Sì, è andato via. - Come stai?
- Non ti sei fatto più vedere. - Ti spiego.
- Ciao, Ginetta. - Ciao.
Scendiamo giù, così parliamo.
A casa tua non posso più venire..
..e per strada t'accompagnano. Lavori quando lavoro...
A casa mia non ti vogliono più. Con che coraggio..
- ..vivremo insieme poi? - lo ci spero.
- Tu ci sei nato con la speranza. - Ciao, Ginetta.
- Ciao. - Ci sistemeremo.
La casa c'è. E poi lo dice mamma: se un uomo...
- Ciao! - ...vuole veramente una donna..
- ..se la piglia, no? - Se la piglia come?
Che ti prende?
Se la piglia, come si piglia una donna, senza permessi.
A me, tu, il permesso lo devi sempre cercare.
- Te lo cerco. - Ciao.
Puttana! Disgraziata!
Finiscila! Me ne vado.
- Che succede? - Silenzio!
È mio padre. Non andiamo d'accordo.
Tu abiti qui? Non ti ho mai vista.
lo ci starei, sono loro che non mi vogliono. Hai sentito?
Perché?
Per la solita storia cretina:
..la faccenda dell'onore delle ragazze.
Quanto ci tengono! E che dovrebbe fare una disgraziata?
Ci pensi, se le ragazze come me dovessero sparire, pensaci su.
Resteremmo solamente noi uomini.
- E a far che? - Silenzio!
- Hai sentito? - E che fai?
Vado via, che faccio?
Senti.
Vieni, c'è mia madre.
Ti darà qualcosa per coprirti.
Sei gentile.
Come hai detto?
Sei gentile.
Andiamo.
- Dov'è? - A questa porta.
Accomodati.
- Sei tu, Vincenzo? - Sì, mamma.
Era per te che gridavano così?
Non per me..
..ma per questa figliola che sta passando un guaio.
Tieni un cappotto o qualcosa da darle per coprirsi?
- Una figliola? - Sì.
- E dove sta? - Qui.
- Chiedo scusa del disturbo. - Chiudi, che si gela.
Venite avanti. Non so che cappotto darle.
C'è quello di tuo padre.
Basta che fai presto. Sta tremando.
Vediamo.
Buonasera.
Buonasera.
Buonasera.
Tutti fratelli?
Sì, tutti fratelli.
Fa freddo qui da voi.
Milanese?
Lombarda. Di Cremona, se v'interessa..
..come la mostarda.
Voi, meridionali?
Che fate?
Abbiamo spalato la neve.
È un'idea!
Ci ha portato lui. Da un mese siamo qui.
Non troviamo lavoro.
Ma oggi abbiamo spalato la neve. Siediti.
Grazie. Bei ragazzi come voi trovano il lavoro che vogliono..
..basta saper fare.
La famiglia?
Lo sono quello di mezzo.
Ti si riconosce bene. Questo sei tu, no?
- Questo è... - Lui è Rocco.
- Chi è Rocco? - Lui. - Sì, è lui.
Poi c'è quell'altro là.
Chi di voi è il boxeur?
Vincenzo.
Chi è Vincenzo?
È lui, però non lo fa con passione.
Perché?
Peccato, io conosco un campione.
Ha cominciato dal niente.
Ha fatto tanti di quei milioni, ma tanti!
Ha una macchina così, che non finisce più.
Altro che la neve!
Lo vedi?
È lui che non vuole che anche noi ci proviamo.
- È un peccato. - Vero?
È vero.
Che aspettate? Andateci da soli.
Non occorre il suo permesso. Avete sentito la signorina?
Chiacchiere! lo ho già cominciato e ho già finito.
2.000 lire ti danno, se te le danno.
Perché non sei un campione.
Non si diventa campioni così.
Simone e Rocco possono riuscire.
Sono più giovani e forti di te.
Per rompermi la faccia ci basto io.
Non è ancora nato chi riuscirà a romperla a Simone.
Mamma ha ragione, Simone è più forte di te.
Mi scordavo, mettitelo sulle spalle.
Non ho trovato altro.
La ringrazio.
Domattina glielo riporto.
Meno male, c'è il brigadiere..
..che sta qui nel palazzo, un amico mio.
- Buonasera. - Buonasera.
- Per favore, l'accompagnate voi? - Sì.
Quella poveretta, è successo un guaio col padre.
- Cambiatevi qui nel gabinetto. - Grazie, signora.
Proprio lei ci voleva!
Vieni qua. E chiudi la porta.
Che combini? Proprio qui me la porti?
Non sappiamo chi è, può essere una puttana.
- Ma è bella. - Bella?
Ha la pelle d'oca, insipida.
Imparatele a guardare le femmine.
Tiene la pelle così per il freddo.
È pelle anemica, pelle del nord!
Non c'è più.
E il mio cappotto?
Se n'è uscita dalla finestra.
Visto? L'avevo detto io.
Il vestito.
Veramente?
Scusate se vi ho disturbato per niente.
Ma s'immagini, non fa nulla.
- Buonasera. - Buonasera.
Ti dispiace?
Che me ne importa.
Pensa ai fatti tuoi. Pulisci le lenticchie.
Ti sei accorto che non c'è solo Ginetta al mondo?
A mangiare! La minestra è cotta e saporita!
Rocco, vieni a mangiare.
#Maria Donata, che bel fiore è questo#.
♪ Ti voglio dare un bacio.. ♪
♪ ..sulla punta del muso. ♪
♪ Amore, amore. ♪
Gira.
Dai!
Tempo!
Perché non tieni su il destro?
- Merli, permetti? - Chi sono quelli lì?
- Che fate? - Guardiamo.
Scusa, sono i fratelli miei. Sono venuti di testa loro.
Combi, falli cambiare!
Parondi, vieni, mi hai già stancato.
Hai sentito? Muoviti!
Voi che fate? Ci muoviamo?
Aspettate la carrozza?
- Tu, signorino. - Ce l'hai con me?
Sì, ce l'ho con te che tieni la sigaretta in bocca.
Cerca di cambiarti, muoviti.
I terroni vogliono fare la boxe e fumare.
Spogliatevi.
- Da dove venite? - Lucania.
- E dov'è? - Lontano!
- E ci venite per la boxe? - Perché no? Magari.
- È dura! - Noi ci proviamo.
Silenzio!
Vincenzo!
Vincenzo!
Vincenzo!
- Vincenzo, dove sei? - Sono qui!
- Ci sono quelli dello sfratto! - Finalmente!
Mamma non sa cosa fare. Vieni tu!
Non posso.
Di' a mamma che la casa ce la dà il Comune.
Che non si preoccupi. Fate tutto bene, mi raccomando!
Hop! Ancora!
Hop! Ancora! Hop! Hop! Hop!
Dove vai? Vieni qui!
Su, su! Hop! Hop!
Vieni qui! Hop! Hop!
Bravo. Hop! Hop!
Ciao, Duilio, come va?
Bene, bene. Nuovo?
Da 3 mesi. È un cacciavite, ma va.
- Fatti la doccia. - Va bene, maestro.
Ehi!
Mica male.
Denti da lupo, ma con nicotina.
Se vuoi fare la boxe, smettila con le sigarette.
Senza offesa, ma se resta qui non combina niente.
Vieni un momento.
Non venire a portarmi via i migliori allievi.
Come sono contento. Vedrai, ti porta alla sua palestra.
Quella di Cerri, quella dei campioni.
Speriamo che gli dica di sì. Ma anche se dice di no..
..io ci vado lo stesso.
Credono già che io abbia stoffa.
Vincenzo non l'hanno mai voluto.
E tu che fai?
Si vede che non credono che io abbia stoffa.
Aspetta, vengo anch'io a fare la doccia.
Anni?
Ventuno.
Naja?
Sono stato rimandato per via d'un incidente.
Si rimedia. Hai voglia di lavorare sul serio?
Lavorare?
Ln palestra. Da Cerri.
Per riuscire.
Mettiamo su una squadra di giovani.
Tu hai cominciato tardi..
..ma io voglio provare lo stesso.
Coca cola! Birra! Chinotto!
Cacciatelo via!
Via! Via!
Pesi mediomassimi. tre riprese di tre minuti l'una..
..tra i pugili Parondi per la Lombardia..
..della Società Aurora di Milano...
- Lo me ne vado. - Siediti!
- Lasciami stare! - Parondi, traditore! Suonato!
- Sfottono me. - Pensa a Simone, adesso.
Sono i fratelli di Ginetta.
...e Vitolo per la Lucania, della Virtus di Potenza.
Forza Vitolo, dagli una lezione!
Calma.
Parondi, tutti venduti!
Arbitra il sig. Ferri di Genova.
Fuori i secondi.
Prima ripresa.
Parondi! Parondi!
Dai, Simone, forza!
- Macellaio! - Finiscila!
Buffone!
Per fuori combattimento..
..alla prima ripresa, vince Simone Parondi.
Permesso?
Buona sera a tutti! Bravissimo!
Bell'incontro. Cos'hai qui?
Niente. E poi... ha ceduto prima del limite.
"Prima del limite!" Sei un campione.
Il colore dei campioni e delle soubrettes.
Questo qui me lo tiro su io. So come fare.
Stasera si cena per festeggiarti.
Ti aspetto in macchina. Va bene?
- Va bene. - Ciao.
Buonasera.
Simone!
- Fuori stanno facendo a pugni. - A pugni?
- Sì, la gente. - Ma dove? - Vieni! Corri! Vieni!
Ven-du-to! Ven-du-to!
Vigliacchi!
Vigliacchi!
Cammina!
Cammina!
- Cammina! - Vincenzo!
- Lasciami! - Cammina!
Alfredo, aspetta! Ora regoliamo il conto.
L'abbiamo già chiuso con te e i tuoi.
Lo chiudo io!
- Aspetta! Ci penso io! - Zitta tu, vai a casa.
- Cammina! - Ginetta!
Ho detto cammina! A casa!
- Lasciami stare! - Ciro!
Ven-du-to! Ven-du-to!
Mi riconosci?
Si capisce.
Allora?
- Si va? - Si va.
Ti sei deciso per la boxe.
lo trovo che è un'ottima idea.
È una bella professione.
È buono?
Se ho capito, tu fai la boxe..
..come io faccio la vita.
Per questi.
Io lo faccio per passione.
Per passione?
Anch'io, per la stessa passione, pensa tu!
E tuo fratello?
Quale?
Il più grande. Quello che ha chiamato la guardia.
Che giornata!
Prima la neve, poi mio padre..
..e io che scappavo...
Le guardie non le ho mai potute soffrire.
Fin da bambina. Figurati adesso.
Ho sonno.
lo dormo e tu te ne vai.
- No. - Come, no?
lnvece te ne vai.
A me piace dormire sola.
Perciò sono scappata.
Sai, quand'ero piccola, mio padre..
..venne portato in ospedale..
..allora io e mia mamma andammo da uno zio.
La guerra era appena finita e case non ce n'erano.
Mi ricordo, in una stanza eravamo non so quanti..
..come all'ammasso..
..come a casa tua.
La mattina d'estate, appena chiuse le scuole..
..si giocava nel cortile.
lo ero sviluppata per la mia età..
..e non mi andava di giocare.
Restavo a guardare.
Un dentista che abitava a pianterreno..
..un giorno mi fece segno..
..e io cominciai ad andarci da sola la notte.
Era un progresso, no?
Almeno eravamo solo in 2 in un letto.
- Quanti anni avevi? - 13.
Ma non è vero niente, non è vero il dentista.
Da piccola ero molto felice.
I guai sono venuti dopo.
Ho un gran sonno.
Te l'ho detto, te ne vai?
Cosa vuoi?
Ancora?
Ciro, sono arrivato!
Vengo!
- Allora? - Tieni.
Questi sono gli avvisi del corso serale.
Me li hanno dati alla scuola..
..però ci vuole la licenza elementare.
Lo ce l'ho.
- Tieni. - Cos'è?
Tu li sprechi i soldi.
Me l'ha regalata Simone.
Lui! È andato a lavorare stamattina?
L'ho lasciato che dormiva.
Ma lui non lavora la mattina.
Che razza di lavoro è, non l'ho capito.
ieri ha portato 2000 lire.
Tu che fai oggi?
Porto i pacchi ai clienti del nostro droghiere.
Appena ho vent'anni, lo vedrete cosa faccio io!
- Ciao. - Ciao.
Sei sicuro di saper leggere?
Da quando sei qua succedono un sacco di pasticci.
- Non è questo. - Ma sì, guarda.
- No. - Non darle retta..
- ..sono i soliti pasticci. - No, prima non succedevano.
Dammi le commissioni, guardo io.
- Non ci capirai lo stesso. - Adesso vediamo.
La padrona ha mal di testa.
Stanotte non avrà dormito, poveretta.
Non te lo ricordi il nome? È anche una mezza parente della padrona.
Ma è qui solo da un mese.
Non ti basterà un anno, vero Rocco?
Il bello addormentato!
Prova a dargli un bacetto, chissà che non si svegli.
Non conosci il mio fidanzato.
Ci provo io.
Ci sono clienti!
- Pronto? Signora Ubaldi? - Chi è quello lì?
Mio fratello, Simone.
Fallo venire dietro o va' fuori.
La padrona non vuole che si ricevano i parenti in negozio.
- Buongiorno a tutti! - Buongiorno.
Mamma mia! È quello che volevo io.
Non me l'avevi detto che era un posto così bello.
Uno mette la roba là e...
Non l'ha letto? Uno viene, si spoglia..
..ed esce tutto nuovo.
È quello che volevo io.
Ma si può fare subito?
Ma costa un sacco di soldi.
lo pago.
Che succede?
Ln 5 minuti sono capaci di rimettermi a nuovo.
- Vuole convincersene? - Sì.
- Si accomodi. Giannina, pensa tu a lui. - Grazie.
- Ma Rocco, ancora qui? - È suo fratello.
Falle vedere il pacco.
Non si trova la bolletta.
È di quella sua parente.
La signora Brighetti!
Ecco i calzoni.
La camicia.
- Signora! - Sì?
Anche la camicia?
La camicia no.
- È malandata. - Peccato.
- Come si fa? - lo ci tenevo.
Dammi qua.
Rocco, ma non vai?
Vieni qua.
Gli dovevo parlare.
Il resto è venuto dopo.
Pardon...
Rocco! Si tratta di una cosa importante.
Mi presti dei soldi?
- Ma stasera... - Mi servono ora. Parto.
Avvisami tu la palestra. Per due giorni me ne vado fuori.
Rocco, non glieli dare.
Non mi potete vedere voi.
Difendo suo fratello, deve stare in guardia da lei.
- D'accordo? - D'accordo.
Quanto gli devo dare?
La metà del tuo mensile?
- Sissignora. - Però, meno le ritenute.
- Certamente. - Bene.
- Quando torni? Mamma lo sa? - Lo sa.
- Ciao. - Ciao.
Rocco, vieni qui.
Signore! I calzoni sono quasi pronti.
Mi passa la giacca? Facciamo in un minuto.
- Ecco. - Grazie.
Metti una firma qui.
I pantaloni! Ecco i pantaloni!
- Avete fatto presto. - Visto?
- Ciao. - Ciao.
Ecco il caffè e il cachet ordinati.
Mi sento un altro adesso. Grazie.
A presto. Buongiorno.
- Eccomi qua. - Si è rimesso a nuovo.
Ci vorrebbe la camicia.
Una di quelle.
Sono del commendator Fossati..
..ma farebbero più figura su un giovane come lei.
Le cose belle vengono quando non servono più.
Ecco le 5000 lire di suo fratello. Me ne deve 700.
Non le ho. Dopo ve le darà Rocco.
Signora, buongiorno e grazie.
- Buongiorno! - Buongiorno!
E arrivederci.
Ragazze, per carità, la mia testa!
Via, più veloci!
La porta!
Ti ho detto di chiudere la porta! E tu chi sei?
Che vuoi?
Mio fratello Simone è malato e fino a domani non viene.
Magnifico!
Malato? Ma se l'hanno visto in galleria.
lo non so.
Non senti che aria? Entra.
Tu non sai niente, ma io ho capito.
Sei il fratello, tu? Sentimi..
..invece di portarlo qui dovevo impiccarlo. No, Cerri?
Basta!
Voialtri basta, andate!
D'accordo, l'ho portato io e ho sbagliato.
ho sbagliato e basta.
Basta così per oggi.
- Tu saresti il fratello di Simone! - Sì.
Tuo fratello ha un bel fisico e picchia bene.
Ma è lento e ha più bisogno d'allenamento di un altro.
È l'ufficio mio.
Tutti allievi miei, tutti bravi.
Li ho fatti io.
Chiudi la porta.
Vogliamo metterci un riparo?
Tu me lo accompagnerai in palestra e me lo sorveglierai.
- lo? - Sì, tu.
Venite insieme e uscite insieme la sera.
- Come ti chiami? - Rocco.
Come Rocco Mazzola. E pure tu della Lucania.
Sei un bravo ragazzo.
Non spendi niente, mi fai la guardia a tuo fratello.
Gli impedisci di battere certa gente.
Il pugilato è serio..
..e ci vuole una vita seria. Come hanno fatto loro.
La moralità è la prima cosa per un atleta.
Per esempio, le donne, le sigarette, il bere..
..e tante altre cose, non si fanno.
Non si fanno.
Questi motoscafi!
Andiamo via.
- Salve. - Buona Pasqua.
Che cos'è?
Un albergo al bacio, caro mio.
- Sei sicura? - Certo.
Si chiama "Gran Bretagna".
Una volta venivano molti turisti inglesi a Bellagio.
Oggi c'è gente perché è Pasqua.
200, 250 stanze...
- A stasera, ciao. - D'accordo.
Un giardino.
È straordinario. Lo vedessi com'è dentro.
lo ci sono stata una volta.
- Veramente? - Là dentro. È fantastico!
Vedessi che stanze, altro che la nostra pensione.
È tutto fantastico, sai?
Anche nei prezzi.
- Tu lo sai quanto, per una stanza? - No.
Diecimila al giorno, soltanto per dormire.
Dieci per trenta...
300.000 lire al mese per dormire?
È tanto.
È da pazzi, come si fa?
Prima che finisce l'anno ti ci porto.
Ci scommetti?
Lo passo ai professionisti.
- Una sigaretta? - Per la miseria...
- Ne vuoi? - lo no.
Già, la boxe!
Le tengo io?
Quanto guadagnerai?
Assai. Dovrò allenarmi seriamente.
Sarà un sacrificio. Pure per te.
Che c'entro io?
Quando si sta in allenamento, niente.
Bisogna che ci spieghiamo meglio. Noi non siamo sposati.
Ci vediamo ogni tanto.
Capiterà che per un anno non ci si vedrà.
Oggi è andata così.
Avevo bisogno di cambiare, di distrarmi.
Tu non dai nell'occhio.
Dopo un affare io cambio aria.
Via!
Non hai capito?
- Signorina! - A me?
Non si può stare qui. Dovete andare.
È per l'albergo?
Che abbiamo la tigna noi?
- Mi spiace. - È il colmo.
Dobbiamo pagare?
Lo eseguo gli ordini.
- Se l'ha detto il direttore... - Lui esegue gli ordini!
E io invece voglio restare qui.
Arrivederla, signore. Mi saluti il direttore!
Vuoi i soldi, disgraziato!
- Ciao, Rocco! - Ciao.
- Rocco! - Chi cerca?
Mio fratello.
È andato via adesso.
Non l'ho visto.
Chi c'è?
No, niente! Sono il fratello di Rocco.
Gli portavo un pacchetto, ritorno domani.
E se lo lascio alla portinaia?
Lo lasci nel negozio. Venga.
Entri qui, è la porta a sinistra.
- Grazie. - Prego.
Permesso?
- C'è nessuno? - Sì?
- Buonasera, signora. - È lei.
La ragazza m'ha detto che potevo lasciare il pacchetto.
Non credevo di trovarvi. Meglio cosi.
Cos'è?
Deve avere pazienza.
È da lavare. Ma non è la mia.
È una delle belle camicie che stavano là.
L'ho messa per un giorno.
Voi avete detto che sarebbe stata meglio addosso a me e io...
Lei scherza? È matto?
Risponda.
Non rida! Viene qui, chiede delle cortesie..
..e poi ne approfitta per rubacchiare.
E fa lo strafottente!
- Ladro. - Lo non volevo rubare.
Sono padrona di non crederle.
Ha abusato di una persona che è stata gentile, generosa.
Sono una stupida, pronta a credere a tutto e a tutti.
È una lotta continua per una donna sola..
..stare attenta a tutto.
Che vuole da me?
No, mi lasci.
E sospettano di te tutte?
Che ne so.
La padrona mi guarda male.
A me pare pazza.
È vero.
Anche le ragazze mi guardano male.
- Domattina andiamo in questura e sistemiamo tutto. - Sì.
Parondi!
Parondi in portineria!
M'ha denunciato. Mi arrestano.
Chi chiama Parondi?
- No, vado io. - Sì, vacci tu.
- Cosa c'è? - Vogliono Vincenzo Parondi..
- ..in portineria. - Vincenzo?
Non è in casa.
Tu sai dov'è? Perché lo vogliono?
Non so. Vado io?
- Sì, va'. - Buonasera.
Lo sai perché cercano Vincenzo a quest'ora?
- Non è poi così tardi. - Credi?
- Non sono le 10. - No?
Vatti a coricare.
Vengo?
Resta con mamma.
- Rocco! - Buonasera.
Che è successo?
Stai coricato.
E tu? Quando finisci?
Devo finire di studiare e voglio aspettare Rocco.
Hai ragione.
Simone non è tornato.
E Vincenzo pure. Benedetti ragazzi!
Tu, vieni, sbrigati.
- Vuoi proprio me? - Non sei Vincenzo.
Vincenzo è con Ginetta.
Si sono fidanzati, ma mamma non vuole..
..e fanno all'amore fuori o succederebbe una tragedia.
Mi racconti la storia di famiglia?
- Tu chi sei? - Rocco.
Sì, ricordo.
Ti devo parlare. Avanti, monta.
Ma che fai? Sali di qui.
Se non guido non imparerò mai bene.
È senso vietato?
- E chi ci capisce? - Andiamo bene!
Sì, è senso vietato.
C'è qualcosa di non vietato oggi?
- Dove andiamo? - Dove mi senta al sicuro.
Qui va bene.
Avevo chiesto di Vincenzo perché lo conosco..
..ma tu basti.
Sai che roba è?
Tuo fratello Simone dice di averla comprata..
..io dico che l'ha rubata. E non voglio sapere a chi.
Di pasticci ho già i miei, non rischio per quella roba.
Non hai capito?
Benone!
- Perché l'ha fatto? - Per venire a letto con me..
..pare ne valga la pena. Non ci credi?
Ma come ti sei combinato?
Stavo a letto.
È bello caldo, lui.
Non temere, non ti mangio.
Dirai a tuo fratello che gli rimando questa roba.
Lo ringrazio tanto, ma non mi stia a cercare.
Hai capito?
"Nadia è partita e ti saluta".
Cos'hai da guardarmi? Cos'ho di strano?
Niente di strano. Sei gentile.
- Ma perché l'ha fatto? - Fai uno sforzo.
Buonanotte, pirla. Mi fa piacere che mi trovi gentile.
Scusami se non ti riaccompagno, ma ho premura.
Smettila con la tua fifa. Toh, vieni qui, e vai! Fila!
Ehi!
Sei tornato? Chi volevano, te o me?
Volevano me, al negozio, per le chiavi del contatore.
- Le chiavi del contatore? - Sì.
E il furto?
Non c'è stato. Ha ritrovato i gioielli, non li avevano rubati.
- Ma è pazza. - Te l'avevo detto.
- Lo non ci torno più. - Ma è un posto buono.
Non è buono.
Aspetta almeno di trovare qualcosa di meglio.
L'ho trovato.
La vedi? È la cartolina rosa.
È arrivata stamattina.
Con quello che è successo oggi me l'ero scordata.
- Parto soldato. - Il soldato!
Hai sentito, Vincenzo?
Adesso tocca a lui, buonanotte.
- Simone? - Che c'è?
Devo dirti una cosa.
Senti, tornando dal negozio, ho visto una ragazza.
La figlia di quelli che stavano a Lambrate, ti ricordi?
Sì.
M'ha detto che partiva e di non aspettarla più.
- Quando l'hai vista? - Te l'ho detto.
Dove andava?
No, questo non me l'ha detto.
Anche tu la conosci?
Chissà che vuole da me, che spera?
È una come tante altre..
..ma si crede una signora.
Vada al diavolo!
Non perdo tempo con quella.
Se la incontro per la strada, mi volto dall'altra parte.
Diglielo, se la vedi, che l'ho detto io.
Ehi!
Non mi ero sbagliata, sei tu.
Cosa fai così conciato?
Il militare.
L'avevo capito. Da quanto?
Ho già fatto 14 mesi.
Anch'io, pressappoco. ln questa stessa città.
Offrimi un caffè. Ho un'ora da aspettare.
Con piacere, ma ho mandato un vaglia a mia madre.
Offro io, tamberla!
E ci facciamo un giro in carrozza per la città.
Porto io la valigia.
Il caffè lo prendiamo in un posto meno squallido di questo.
Cocchiere, tiri giù, così prendiamo aria.
- Non avevi capito? - No.
13 mesi e 8 giorni.
Senza condizionale, per i precedenti.
È brutta?
Abbastanza, ma non tanto.
Il tempo passa presto quando le giornate sono uguali.
Non si direbbe, ma è così.
Ehi, sveglia!
T'impressiona una che è stata dentro?
Non è un caso eccezionale.
Non sono l'unica.
Forse è la prima che vedi.
No. Avevo un amico, al paese, anzi più di uno..
..della mia età, poveri come tu non puoi credere.
Un giorno li illusero con della terra da zappare.
Una terra che ti spezzava le braccia..
..lontana mezza giornata a piedi. Una volta si ribellarono..
..li ammanettarono e li portarono in carcere..
..a Matera, a Potenza.
Sono cose del mio paese.
Sì, capisco. Perciò scappate al nord.
lo ci sarei rimasto.
Milano non ti piace?
Sì, ma è laggiù, al paese, che vorrei potessimo vivere meglio.
Là dove siamo nati, cresciuti.
Non mi ci trovo in una città..
..perché non ci sono né nato, né cresciuto.
Parlo di me, ma penso ai miei fratelli, ai miei paesani.
Tanti s'abituano, si ambientano..
..provano gli stessi desideri degli altri.
lo no.
Forse non è giusto così.
A me piacerebbe un'automobile, per esempio.
Ma dopo le necessità che vengono prima..
..un lavoro fisso, una casa, il mangiare assicurato.
Forse io non mi spiego.
Che pensi di me?
Niente.
Coraggio, su.
Non mi offendo, puoi parlare.
Ho pensato, quanti anni hai?
Guarda un po'..
..25, e con questo?
Mi hai chiesto cosa pensavo.
Se non vuoi sapere altro...
Ti sei offesa?
Perché?
Cos'ho di speciale da guardarmi così?
Mi devi scusare.
Non so perché, ma mi fai tanta pena.
Un bel complimento!
Non ci pensare, sono stanca.
Non ho fatto una villeggiatura divertente..
..e mi aspetta il peggio.
Perché dici così? Ognuno vive come gli pare..
..basta ne sia convinto.
Non bisogna aver paura e tu mi pare che ne abbia.
Sei un bel tipo.
Non mi dire altro. Lo vedi che effetto mi fa?
Vuoi che me ne vada?
Che bamba! Accompagnami alla stazione..
..ma non parliamo più di me, mi deprime.
Che faresti tu?
lo avrei fiducia, non avrei paura. Avrei tanta fiducia.
Fiducia in che?
Non lo so, in tutto.
ln te?
Anche in me.
- Mi cercherai a Milano? - Sì.
Forse riuscirai a insegnarmi a non aver paura.
Sì.
Sì.
Rocco.
Rocco di mamma.
Quanto sei bello, figlio mio.
Vieni dentro.
Proprio adesso che ti stavo sistemando il letto.
L'hanno portato ieri.
Guardatelo, è tornato dal militare.
Vieni a farti vedere.
Quanto è bello il figlio mio!
Guarda, ci sono pochi mobili, ma ce li faremo.
Lo sai? San Rocco sta sempre nella stanza mia.
Stai bene.
No, sapessi come soffro per i denti!
E qui, ti piace?
Mi piace molto.
E gli altri?
lo sono arrivato di domenica per trovarli in casa.
- Te l'avevo scritto. - Ma sì...
Ci sarà Ciro alla stazione che mi aspetta.
Tornano a mezzogiorno, non te la prendere.
Dimmi, dove te lo sistemo il letto? Vieni.
Lo dormo di là con Luca, e qui dormite voi tre.
Simone, Ciro e tu, figlio mio bello.
Ma lo sai?
Ciro è straordinario, come non immagini.
Stanno al battesimo del figlio di Vincenzo.
- E tu no? - No.
- Perché no? - Aspettavo te.
Non è una ragione, ci venivo anch'io.
- Andiamoci. - Ormai è troppo tardi.
Sei ancora arrabbiata con Vincenzo?
No, Vincenzo viene sempre a trovarmi.
- E Ginetta? - Ginetta no.
Neanche adesso che ha avuto un figlio?
E tu credi che i Giannelli ricevano tuo fratello?
Mi permetti di andarci? Vorrei vederli.
E vacci.
Grazie.
- Ciao, mamma. - Ciao.
- Ciao, Luca. Ciao, Vincenzo. - Sei tornato?
Ciao, Ginetta. Quanto è bello!
- Si chiama Antonio. - Il nome di papà.
- Me lo fai tenere? - Perché no?
Antonio. Bello! Bello! Bello! Antonio!
Le gambe! Hai le gambe di piombo!
Di piombo!
Non li devo mettere i guanti alla vigilia di un incontro.
Lo so io quello che devi fare.
Non riesco a fargli capire che domani sera..
- ..c'è uno che picchia. - Gliel'ho detto.
- Mi dite sempre così. - Ma stavolta è vero!
Ti salvi solo se sei svelto, non un bue.
Siete voi che non m'allenate..
..che non m'avete mai dato un uomo veloce.
Andiamo bene!
Me lo trovo io l'uomo.
Mettiti i guanti tu.
Vieni.
- lo? - Sì.
- Non fare lo spiritoso. - Proviamolo, no?
Ma che provi? Ne riparleremo domani. Tutti così!
Rocco, prendi i guantoni, su.
Dai! Sinistro! Sinistro!
Lo perdo il tempo con dei buffoni!
Sono sacchi di patate, ecco che sono.
Che figura domani! Di merda!
Non sanno far niente.
Ho chiuso, basta!
Basta! Basta!
Voglio pugili veri, io, gente seria..
..non meridionali. Hanno ragione i milanesi.
Terroni siete! Buoni a niente!
Non ne voglio più nessuno.
- Cerri! - Che vuoi?
- Vieni un po' a vedere. - Non voglio vedere più niente.
- Dai! - Non voglio vedere.
- Dai! - No, non ci voglio andare.
- Vieni, è interessante. - Che devo vedere? Uno spettacolo!
Hai visto? È una meraviglia.
S'è svegliato.
Magnifico!
Bravo, lavoralo così! Come ti dico io.
Ecco, così. Bravo.
Aspetta, vengo lì.
Stai su col sinistro.
Su, Simone, non dormire.
- E il ragazzino? - È in gamba.
Lo sai che va bene?
Proprio bene, guarda come schiva.
Dai, dai.
Lasciatemi fare di testa mia prima di un incontro.
Sono nervoso.
Ora sali tu e fammi vedere.
Dal Piaz, sali su!
Tempo, via!
Boxa veramente bene.
Simone, se non stai attento, lui ti fa le scarpe.
Aspettiamo domani.
Sì, aspettiamo domani, ma se va come dico io...
Bravo. Hai fatto progressi!
Ln caserma ci si allenava sempre tra compagni..
- ..e ho fatto pure qualche incontro. - E come è andata?
Due volte pareggiato, una ho vinto ai punti.
Ma non continuo.
- Perché? Non ti piace? - No.
lo me ne vado, se no faccio tardi.
- Fa' il massaggio tu. - Sì, va bene.
- Che dicevi? - Niente.
Simone, va' al tuo paese!
Non ce la faccio più.
- Getta la spugna. - Non mollare, scemo!
- Getta la spugna. - Non mollare. - Non ne posso più.
Senti bene. C'è una cosa sola da fare..
..adoperare il sinistro, il sinistro.
- Non ce la faccio. - Non col destro!
- Getta la spugna. - Continua..
- ..non far lo scemo! - 5, 6, 7..
- ..8. - Non ce la faccio più.
Respira.
Che roba! Il combattimento era alla pari.
"Getta la spugna!".
- Non dovevo buttarla. - Alla settima ripresa..
..vince Webster.
Prendetevela con lui.
A che serve? lo mi voglio sfogare con chi mi pare.
La colpa è sempre mia, non me ne frega niente di quello.
lo ho una reputazione, ho i miei interessi e li difendo..
- ..fino in fondo. - Ormai è fatta.
È magnifico tuo fratello!
Non è più lui, me ne sono accorto tornato da soldato.
Non difenderlo, tu lo sai cos'ha fatto..
..e come sono andate le cose, sei tu che non puoi dire di no.
Hai un debito per i dispiaceri..
..che ci ha dato tuo fratello. D'accordo?
Come mai è andata così?
Come t'ha ridotto.
Finiscila.
Attenzione! Attenzione!
Senti? Che stanno dicendo?
Niente.
Cerri ha fatto la solita sfuriata.
Stavolta aveva ragione, ma s'è calmato.
Dice che vuole provare tuo fratello.
Chi? Rocco?
Se la proposta l'accetta, si dovrà calmare pure lui.
Con le puttane, intendevo.
Se è per questo è già campione del mondo.
Con quella sanguetta che ha già ridotto te al formaggino...
Non dirmi che non lo sai.
Lo sanno pure i sassi che tuo fratello..
..e il suo grande amore si fanno vedere insieme.
Mi sono informato.
Dalle parti della Ghisolfa, la sera.
Con Nadia.
Non mi starai a raccontare che non lo sapevi?
lo, no.
Amen. Dicono che lei sia innamorata.
A me lo ha detto il Rossi. Te lo ricordi il Nino?
Che Nadia non lasciava mai?
Adesso non vuole vedere né lui né tutti gli altri..
..e va a scuola di stenografia pare.
È diventata una Sant'Agnese.
Piantala.
- Chi paga la scommessa? - Chi la perde, pirla!
Allora mi paghi anche un caffè, per il freddo.
- Un caffè a lui! - Corretto!
Dunque?
Dunque, gli sono andato dietro..
..è andato per i prati con una bionda.
- Da che parte? - Verso il sottopassaggio.
Vanno sempre lì, vicino dove passa la ferrovia.
Ci possiamo sbagliare, non sarà lei.
Non fare lo scemo, ti dico che è lei.
E va bene. Andiamo.
E Camisasca? E il Riguttini?
Sono là, gli vanno dietro, adesso saranno al sanatorio.
Prendo la bicicletta, vi faccio strada.
Come le faranno le porcate col freddo!
Cammina.
Ferma! Romeo, siamo qui!
- E allora? - Bisogna far presto. Monta!
Vengo, ma se non sono loro, son sberle per voi.
Si sono messi vicino alla baracca adesso.
Voi scendete per la riva fino al sottopassaggio.
lo vado da questa parte. E aspettate il mio segnale.
- Vai solo? - Sì.
Hai sentito? Che sarà?
Niente sarà. Sarà un gatto. Cosa vuoi che sia?
Fermo.
Sta' fermo.
Che ti succede? Non posso stare con chi mi pare?
Con lei no, era la mia ragazza.
lo non porto le corna per colpa tua. Hai capito?
È una storia vecchia. Da due anni non la vedi.
Rocco, vieni.
Che succede?
Che vuoi?
Che volete?
Lntanto chiedimi perdono.
Perché, Simone?
Sei un vigliacco!
Bravo, fatti difendere dalle donne.
Schifoso.
Chiedimi perdono! Chiedimi perdono!
- Guardalo, è ubriaco. - Rocco, chiedimi perdono!
Lasciala!
- Che fai, Simone? - Quello che mi pare.
- No! - Le corna da lui!
Vedrai com'è la tua Nadia! Come fa all'amore!
Deve vedere chi sei!
Tenetelo forte! Deve vedere.
- Deve imparare! - Rocco! Rocco!
No, Simone, non lo fare!
Rocco, aiutami, Rocco.
- Rocco! Rocco! - Simone, no!
- Prendile... - Rocco!
- ...e baciale, se riesci. - No! Rocco!
Tanto tu sai fare l'amore solo con queste cose.
No! Rocco, aiuto! No, Simone!
Simone!
Rocco!
Rocco!
Rocco, parla! Devi dirmi che...
Rocco. Dimmi che...
Ora la lezione l'hai imparata..
..e io e te ci rivediamo a casa.
Mi fai schifo.
Ridillo se hai coraggio.
Mi fai schifo.
Basta, Simone!
Sei mio fratello, che posso fare!
Ci dovevi pensare prima, non adesso, per paura.
Non ho paura.
Allora vieni. Fammi vedere.
Simone, sei pazzo, e se arriva qualcuno?
Vai via!
Simone, piantala!
Vieni su, monta.
Vincenzo, hanno suonato.
- Hanno suonato? - Hanno suonato, vai a vedere.
E vai!
Rocco!
Che è successo?
- Ginetta, guarda. - Che c'è?
Rocco!
Che ti è successo?
Niente, niente.
- Vincenzo, fammi stare qua con te. - Sì.
E poi avvisa casa..
..così mamma non sta in pensiero.
Oddio, è svenuto.
Ginetta, un po' d'acqua, presto.
Non immaginavo che Simone ti amasse così.
Sapevo che era cambiato per qualcosa.
Lui che era così buono.
Ma non sapevo che la causa eri proprio tu.
Non è vero.
Solo un uomo disperato fa quello che ha fatto lui.
Solo un uomo vile e crudele lo fa. lo ti amo. Non mi credi?
Allora è tutto inutile. Non credo più a niente.
Se parli così mi butto di sotto.
Mi ammazzo.
- Nadia, fermati! - No!
- Ascoltami! - Lasciami!
- Voglio morire! - Nadia!
- Fermati. - Lasciami, ti supplico.
Tu m'hai aiutata.
La vita che facevo era mostruosa e ho imparato a volerti bene.
E adesso, per la viltà d'un mascalzone..
..che mi ha umiliata davanti a te per ridurci al suo livello..
..improvvisamente, niente più è vero.
Quello che ieri era bello e giusto, oggi è diventata una colpa.
Tutti e due siamo colpevoli. lo più di te.
- Tu devi tornare da Simone. - Cosa dici?
Simone ha bisogno di te.
Ha bisogno di me, lo so. E allora?
E io non conto niente?
Dimmi, che vuoi fare?
Solo tu puoi aiutarlo.
È pazzo!
Credevamo di cominciare una vita nuova e facevamo del male.
Le prediche me le sento giù in chiesa.
Ti amo.
E anche tu mi ami. Che ne facciamo di questo amore?
Perché mi tormenti così?
Non ci vedremo più.
Non è possibile.
Non è possibile, Rocco.
Ma se è questo che vuoi, te lo giuro, te ne pentirai..
..e sarà tardi.
Ti odio. Ti odio, ti odio, ti odio...
Sei sfortunato.
Banco.
Puntare. Fare gioco. Rien ne va plus.
Carta. Carta.
Speriamo vada meglio.
Si paga. Passa.
Silenzio. Qui si gioca.
E io come una scema me ne stavo lassù..
..tra le madonne e i santi, a disperarmi e a piangere.
Che scuffia!
Povera Nadia. Ti passerà anche questa.
Tutto passa.
Ci puoi giurare, sì.
Sto male.
Ma qualcuno sta peggio di me.
Eccolo, è a lui che abbiamo fatto tanto male.
La vittima!
Che vuole?
Lo abbiamo rovinato.
Lo abbiamo rovinato completamente, capito?
Scusino tanto.
Sei pazza?
Sono pazza.
Sono io la pazza!
Me lo ha detto tuo fratello.
Rocco, sì, suo fratello.
E sapete che m'ha detto?
Che debbo tornare da lui, per consolarlo e aiutarlo.
È infelice, il poverino.
Non può vivere solo, ha bisogno di un aiuto.
Non voglio casini qui. Se è ubriaca portatela via.
Per favore, gentilmente.
lo sono educata e voglio cortesia.
- Non esco a calci nel sedere. - Stai calma.
- Lo sentite? Mi caccia via. - Calmati.
Non è la prima volta che mi si caccia via.
- Non mi rompere le scatole! - Calmati!
Hai detto che torni con me?
Lo sono sempre pronto.
Con te mai, mai più.
Ti odio.
Ti odio.
Te lo giuro!
Neanche se crepo, con te.
E ti avverto, se ti avvicini ti sputo in faccia.
Ve lo faccio vedere a tutti. Gli sputo in faccia.
Non ti avvicinare, sai!
- La volete piantare tutti e due? - Lasciami perdere.
Non ti avvicinare.
- Che vuoi? - Vieni qua.
- Lasciami! - Tu vieni.
Già, col permesso del fratellino.
Andiamo.
Per un'ora o per sempre?
- Per sempre. - Perché no?
Te o un altro è la stessa cosa.
Andiamo.
Andiamo?
Forza!
Con te non ci vengo, non ti ho amato mai.
Fuori i secondi.
Ricorda, tieni la guardia alta e picchia sull'occhio.
Sull'occhio ferito, il destro.
- Non fare il buono. Pestalo! - Hai capito?
Terza e ultima ripresa.
Rocco! Rocco!
Attenzione! Attenzione!
Per fuori combattimento vince Rocco Parondi..
..della rappresentativa italiana.
Rocco! Rocco!
No, no, andiamo, fila!
Che hai, Rocco, non stai bene?
La vittoria è stata facile..
..ma non era più lui davanti a me.
Mi sembrava un altro, e mi muoveva l'odio..
..che ho accumulato dentro di me senza neanche saperlo.
È una brutta cosa.
Non puoi sapere quanto.
Lo dici tu che non faresti male a una mosca.
Su, Rocco, allegro.
Sarai campione.
Un grande campione.
Ciro, fermati, è arrivato mio padre.
- Vieni, ti devo dire una cosa. - C'è papà che aspetta.
Un minuto solo.
Che cosa?
- Mi vuoi bene? - Sì.
Mi dai un bacio?
Ciro, qui?
Che importa?
Andiamo, c'è papà.
Ciao, papà, ci siamo divertiti.
- Buonasera. - Glielo hai detto?
Che stupida! Papà domani sera ti aspetta.
Ti vuole chiedere se abbiamo intenzioni serie.
Lo glielo dico anche subito.
No, domani. Diamogli una possibilità di fuga.
- Ciao, Ciro. - Buonasera, a domani.
- È un bravo ragazzo. - Ciro!
- Non tornerai a ballare? - Figurati.
Vai subito a casa. A ballare senza di me, mai!
Monta, che fa freddo.
Ciao!
Ciao, Franca.
- Buonasera. - Buonasera.
Tu sei il numero 4!
Ci siamo già conosciuti, ti ricordi?
È la fidanzata di Simone. Pure Simone è tornato.
- Ciro, vieni un momento! - Vengo.
Dove tenete i coltelli?
Tieni.
Ecco il rimedio alla sbronza di tuo fratello.
Ciro, figlio mio...
Vatti a riposare, domani rimedieremo.
Domani, domani...
Domani non cambia, sarà la stessa cosa.
Ciro mio, cuore mio, dimmelo se questo succede per colpa mia..
..se ho portato i figli miei belli e forti ad arricchirsi in città..
..e non si dannassero nella terra loro come il padre..
..che è morto mille volte prima di morire.
Non hai niente da rimproverarti.
Tuo padre non riusciva a staccarsi dalla terra sua.
lo invece tutti i 25 anni che sono stata con lui..
..non pensavo che a partire, partire, partire!
L'ho voluto per Vincenzo, per Simone, per Rocco e per te.
Niente era bello. Il mondo intero era piccolo.
Qui mi pareva di toccare il cielo con le mani.
La gente per la via mi chiamava "Signora". "Signora" a me!
"Signora", in una grande città!
Per rispetto ai figli miei!
E adesso non capisco cos'è successo.
Rocco se n'è andato di casa, come se gli avessero fatto..
..il malocchio, e Simone se l'è preso una puttana.
- Assaggi? - No.
Hai ragione, è una porcata.
Non piangere.
Farò qualche cosa io.
Lascia fare a me.
Devo parlare a mio fratello.
Sei un incosciente. Almeno rispetta nostra madre.
Credi che voglia sorbirmi la tua predica?
Questa è pure casa mia e ci porto chi voglio.
All'albergo devo 60.000 lire.
Le paghi tu?
E poi qui c'è posto.
Rocco dorme da Vincenzo e c'era un letto in più.
Non ti va?
- Lasciami in pace. - Ne parliamo domani.
No, ne parliamo quando pare e piace a me.
Non sono io la responsabile.
Tra tutti, chi ci rimette sono io.
Ficcatevelo in testa.
Di' un po', me la dai una sigaretta?
Lo non fumo.
Non fuma. L'avrei giurato.
Lui non fuma, ma purtroppo io fumo e non ho sigarette.
Pensa a mamma. Che deve fare il letto a quella.
Lo so e ne ho più vergogna di te.
Fratello o no, non conta più.
Noi siamo i semi di uno stesso sacco, che devono dare frutti sani.
Se tra noi uno è guasto, si separa.
Come quando pulivamo le lenticchie.
Pensa al pericolo che corre Luca.
Simone non è cambiato, è soltanto demoralizzato..
..ferito nell'amor proprio. Fammi provare ancora, te lo chiedo.
So cosa posso fare.
Cerri ha interesse per me e sa che lo posso lasciare.
lo accetterò di combattere per lui solo se anche Simone combatte.
Lo non posso fare niente, ma anche se potessi...
Lasciami provare, non ci vorrà molto tempo. Promesso.
Fallo per me.
Pensa se non avessimo mai lasciato casa.
Ma era il nostro destino, il tuo, il mio..
..anche quello di Simone.
Ci pensi alla nostra vita se fossimo rimasti là.
Però saremmo stati insieme.
Rocco! Andiamo a lavorare!
Sì, vengo.
Non riuscirò mai capirti.
Lo so.
Luca, vieni qui!
Lo vedi quel signore che scende dalla macchina?
- Digli che lo aspetto nel bar. - Sì.
Un cognac.
Non si combatte stasera?
Sto male. Un altro!
Non bisogna restare qui.
Su, reagisci.
Andiamo a bere in un posto più tranquillo?
D'accordo.
Simone, è tardi, andiamo.
Vattene, lasciami in pace.
Una sigaretta?
Queste sono per dopo.
Va meglio?
Quando sarò lontano da qui.
È fifa.
Un giorno ci si accorge che i pugni fanno male al profilo.
Dove andiamo?
A casa tua?
Ero sicuro che un giorno me l'avresti domandato.
- Quanto? - 200 lire.
Grazie.
Vedo che ti sta tornando il coraggio.
Alla fine s'impara.
È casa mia, ti piace?
Entra, non temere.
È la prima volta che vieni qui?
Come va?
Più tranquillo?
Siediti.
Mi servono soldi.
E pure molti.
L'avevo capito.
Non è la prima volta, vero?
Il campione!
Te l'avevo predetto, che finivi male.
Se penso..
..a quando ti ho visto alla "Lombarda" la prima volta...
Un Apollo. Un vero Apollo!
Tu hai chiuso..
..come pugile. E come uomo..
..solo uno come me può interessarsi al rottame che sei diventato.
Mi servono i soldi.
Per pagarci le puttane?
È un'idea.
Bella maniera per salvare la faccia!
Posso bere?
Quanto vuoi.
Tanto non ti rovina il peso.
..mi fai schifo.
Ora la pianti.
Basta così.
Devi finirla, hai capito? Basta, Duilio!
- Ciro! - Sì?
- Vieni qui, spicciati. - Vengo.
Che c'è?
Muoviti.
- Che è successo? - Vogliono Simone.
È la polizia, pare che ci sia un ordine di arresto.
Forse tu ne sai qualcosa.
Vai in camera tua. Ci penso io.
Non ti preoccupare, mamma.
Mio fratello Simone non è rientrato questa notte.
Non dorme più qui. Gli capita raramente.
- Controllate voi. - Non occorre.
Ma perché lo cercate?
Lo ho l'ordine di accompagnarlo in questura.
C'è una denuncia contro Parondi Simone.
Non so altro.
- Se v'accompagno me lo dicono? - Venga.
Entrate, mi vesto.
È Parondi Simone?
Sì, mio fratello, quando faceva il boxeur.
Lo sono pronto.
Mamma, io vado in questura.
Le guardie lo cercano, che ha fatto, lo sai?
Cos'ha fatto questa volta non lo so, ma l'immagino.
È un delinquente.
Lo sai bene anche tu.
E lo dici tu? Hai la faccia tosta di dirlo agli altri?
Con te qua, ho vergogna d'affacciarmi alla finestra.
M'hai tenuta tu, per timore di non perdere tuo figlio.
Sono sei mesi che marcisco qui.
Ti ci sei sistemata bene. T'è convenuto!
Prendi e vattene!
S'era impegnato di mantenermi lui.
A me non mi mantiene così. Non sa fare niente.
Non sa né lavorare, né rubare.
Sì, "rubare".
Puttana! Tu, l'hai rovinato.
Era il più invidiato tra i miei figli.
Quando si sarà sbarazzato di te..
..ritornerà il migliore. Vattene! Vattene! - Questo no!
Stia tranquilla, me ne vado io.
Dev'essere lui a dirti d'andar via.
E perché dovrei restare? Simone ormai è andato a fondo.
lo l'ho voluto, e me ne vado contenta.
Diglielo a Rocco, che capisca a chi m'ha sacrificata.
Non ho nemmeno la voglia di dirglielo io.
Voglio andarmene e non vedere più nessuno di voi.
Via, via, via...
Credeva avessi paura. L'avevo avvertito:
.."Se tocchi quei soldi, ti denuncio".
S'è messo a ridere.
Ha forzato il cassetto sotto i miei occhi.
Dite che li avete ritrovati, che è stato un errore.
Lo vi firmo una cambiale e il sig. Cerri garantisce per me.
E io vado a compromettermi in questura..
..per una somma di 60, 70.000 lire?
Da un anno viveva speculando sulla mia debolezza.
Ditemi quanto vi deve e finiamola.
Non è soltanto una questione di denaro, io ho rischiato.
Tempo fa, ho mosso tutte le mie conoscenze..
..per tirarlo fuori da una storia di contrabbando.
Vi ho domandato quanto vi deve dare.
400.000.
Vi firmo delle cambiali a tre mesi.
Sei pazzo? Ci roviniamo.
Lo ve lo dico subito, non posso fare niente.
Aspettiamo un altro bambino e devo pagare i mobili.
È una cosa che riguarda me.
Non puoi, dove li trovi tanti soldi?
Rocco non ragiona, diglielo tu, Vincenzo.
Lo gliel'ho già detto, non posso.
Lo ho una famiglia da mantenere.
Sei sicuro che Cerri garantirà per te?
Domandateglielo voi.
È una pazzia, anche se Cerri garantisce..
..come fai a restituirglieli?
M'ha promesso tanti soldi se m'impegno per 10 anni.
Mi porta a Bruxelles, a Londra, e poi a voi che importa?
Pronto, c'è Cerri?
Chiamalo, sono Duilio.
Non ti piace il pugilato..
..e per quell'incosciente, cambi la tua vita?
E allora?
C'è un altro modo per non lasciarlo alla sua sorte?
Sì, aspetta.
A Cerri parli tu?
Rocco, pensaci ancora.
Aspetta. Viene lui.
Cerri, sono Rocco.
Sì, certo. L'ho capito.
Come dite voi.
Quello che potevamo fare per impedirgli questa pazzia..
..l'abbiamo fatto.
Quando Rocco si mette in testa una cosa, non si smuove più.
Se vi chiedo questa...
Se vi chiedo questa garanzia, significa che accetto tutto.
Sì.
D'accordo.
Va bene, domani.
Sì, domani.
Bene.
Quattro, cinque.
Questi sono per te, ma te ne vai da Milano per un pezzo.
Tanto non perdi nessun posto.
Una città o l'altra è lo stesso per te.
A casa non ci torni più.
L'ha deciso il tribunale dei fratelli?
- Non ci torno io. - Meglio così.
Facciamo un patto.
Visto che i soldi li avete per quel merdoso di Morini..
..avrete qualcosa di più per vostro fratello.
200.000 e me ne vado veramente.
M'impegno io di fartene dare altre 100.000.
Appena Rocco incassa.
La seconda rata Cerri la pagherà dopo il prossimo combattimento.
E io aspetto.
Noi ce ne andiamo. Vieni, Luca.
Lascialo.
- No! - Calmati.
Non ho la tigna, io.
Finiscila col tuo tono, Ciro.
Che credi d'essere?
L'operaio specializzato dell'Alfa Romeo?
Che carriera!
E ci vai pure orgoglioso.
- Mi fai pietà. - Vai via!
- Hai sentito, Luca? - Sì.
Mi ha detto che faccio pietà.
Luca, vieni!
Rocco! Rocco!
Sta arrivando.
Hai dormito? Bravo.
Come ti senti? Stai meglio?
- Ciao, Rocco. - Ciao.
Ti fai il massaggio?
Fagli una frizione leggera.
- Ti metto a posto io. - Anche alle gambe.
- Il braccio sinistro mi fa male. - Non è niente.
Simone!
E i biglietti del combattimento?
Ce li avevi promessi.
Lo dici a me? lo non ho promesso niente.
Non ci vado nemmeno io.
A te rode il fegato.
- Poverino, non ci va. - Ma va' in chiesa, va'!
Da quando ha smesso, non vuole più vedere gli altri.
Hai lasciato la carriera? Non fai più a pugni?
Non più, non mi andava più.
La sai la storia della volpe e l'uva?
- Non la so. - Non la sa, poverino.
Non la ricordi? Te la racconteranno.
Ragazzi, che succede qui?
- Ciao. - Ciao, lvo. - Ciao.
La vuoi una sigaretta?
Sentite, ragazzi..
..l'abbiamo visto con i nostri occhi, lui..
..come ha conciato il campione, quella notte, alla Bovisa.
Chi c'era se lo deve ricordare.
- Lo me lo ricordo. - Acqua passata! Vorrei..
..vederli adesso, i due Parondi, l'uno contro l'altro..
- ..e chi dei due ci rimette. - Si può riprovare!
Stavolta però bisognerà spostarci..
..dalle parti dell'Idroscalo. Lo sapevate?
Nadia sta da una che affitta, alla Ravizza.
Le affitta la stanza e la Seicento.
Fa la bella motorizzata, prende su i clienti..
..e se li porta all'Idroscalo, al chiosco.
lvo, ma sei sicuro?
Guardalo, come si sveglia.
Se ci sappiamo fare organizziamo un'altra serata..
..come quella della Bovisa.
Tuo fratello ci tiene alla bella motorizzata?
O adesso guarda più in alto?
Simone, dove vai?
Vieni qua.
Cosa fai?
Simone!
Simone!
Quanta gente c'è, ci sono i campioni!
Forza, Rocco.
Dammi un po' d'acqua minerale.
No, gonfia lo stomaco.
Allora del limone.
Cosa vuoi?
Di', che cosa?
I soldi! Vuoi i soldi?
Non ne ho, guarda è vuota.
- Non ne voglio. - Non ti avvicinare.
Non dirmi di no, torniamo insieme..
..e mi sarà possibile ricominciare una vita.
- Noi due? - Sì.
- Insieme noi due? - Sì.
Non è possibile. Vai via.
- Nadia! - Vai via!
Aiuto!
- Aiuto! - Nadia!
Aspetta! Non gridare!
Signore! Non mi lasci.
Non mi lasci sola!
Nadia, copriti che fa freddo.
Non gridare. Perché tremi? Hai paura?
Guarda come tremo io, e tu hai paura?
Non ho paura, lasciami!
Amore mio, no! Nadia!
Perché non si copre!
Ci risiamo col sopracciglio.
Il sinistro, su!
Copriti! Copriti!
Copriti che fa freddo.
T'ho fatto male? Dimmelo, amore.
Amore mio...
Tu non sai come ti odio.
Tu sei una bestia.
Tutto quello che tocchi diventa lurido, ripugnante..
..volgare.
Non voglio vederti più.
Non voglio saperne più di te.
Mi hai rovinato l'unica cosa bella della mia vita.
Lo sai, avanzo di galera?
Finalmente ti sputo in faccia lo schifo che mi fai.
E adesso fa' come vuoi.
Non me ne importa niente.
Non voglio morire.
Vince Rocco Parondi!
Mi ha preso paura quando t'ha dato quel sinistro.
Mi sembrava di combattere con un'ombra. Come in allenamento.
Potevi venire pure tu, mamma. Non t'avrebbe fatto impressione.
- Sei contenta? - Contentissima.
- Diventerà campione d'Italia. - Evviva Rocco!
Sarò contenta soltanto il giorno in cui..
..avrò i miei cinque ragazzi riuniti qui a tavola..
..come le cinque dita della mia mano.
Su, bevete, alla salute di Rocco bello.
Al tuo successo.
Tu prendi lo spumante.
Dobbiamo stare allegri. E tu, Vincenzo..
- ..ci devi fare un bel brindisi. - Vincenzo, su!
Maria! Signora Lucia! Venite!
Venite, c'è tutto il rione.
Venite! Venite!
Avanti, tutti quanti.
Avanti, Rocco. Avanti, alla salute vostra.
Alla salute vostra!
Avanti.
Accomodatevi.
Accomodatevi.
Silenzio.
Vincenzo ci fa il brindisi, state zitti.
- Forza, Vincenzo. - E che dico?
Proviamo...
Prima che perda la rima, fammi bere..
..un bicchiere di verdolino.
Vincenzo, sei bravissimo.
Questo vino è bello e galante..
..alla salute di tutti i presenti.
Vergognati, ti sei dimenticato le nostre usanze.
Non conosce più la sua lingua.
È diventato più cittadino di Ginetta.
- Ora tocca a te, forza. - Ma no...
- No... - E muoviti.
Allora, tutti quanti fuori. Andiamo.
Grazie, grazie tante!
Questo vino che bevo..
..lo bevo alla salute vostra.
Spero che voi contenti beviate alla salute nostra...
Rocco! Stai zitto un momento.
Qualcuno ha suonato alla porta.
- Vai a vedere, sono sicura. - Ma no, mamma.
No, mamma, non c'è nessuno.
- Nessuno? - No.
Nessuno.
Rocco, finisci il brindisi, vediamo se sei più bravo di me.
No, Ciro, finiamola. Non sono più bravo di te.
Volevo dire..
..verrà un giorno, certo ancora lontano..
..che tornerò al paese.
E se non sarà possibile per me..
..forse qualcuno di noi potrà tornare nella nostra terra.
Forse tu, Luca.
È con te che voglio tornare.
Ricordati, Luca, il nostro paese è il paese degli ulivi..
..della Luna, è il paese degli arcobaleni...
Ti ricordi, Vincenzo?
Quando il capomastro comincia a costruire la casa..
..getta una pietra sull'ombra del primo che passa.
Perché?
Perché ci vuole sacrificio..
..perché la casa venga su solida.
Hanno suonato veramente.
Aspetta, vado io.
Ero sicura. Me lo diceva il cuore.
Sono felice, vieni, ci sono tutti i tuoi fratelli.
Vieni.
Non hai mangiato niente?
Ti riscaldo qualcosa?
Dimmi, che vuoi?
- Che fai qui? - Ciro, no!
Andate, per piacere. Scusate.
Che c'è, Simone?
Figlio mio, ero così felice.
Falla star zitta, diglielo.
- Vieni, ti devo parlare. - Pure io.
Ma non qui, davanti a tutti.
No, dillo a me, solo a me.
Solo a me.
Parla, per Dio.
Non sono venuto per i tuoi successi, non me ne frega niente.
Ho bisogno di soldi, e subito!
- Se non sbaglio, avevamo un patto. - Vattene, tu!
Lo devi dire a me tutto quello che vuoi, hai capito?
A me solo.
Sei ferito? Che è questo?
- Sangue. - Sangue?
Mi si è aggrappata addosso.
- Non riuscivo a staccarmela. - No!
- Simone! - L'ho ammazzata.
No!
Non preoccuparti per me. Non m'ha visto nessuno.
- È finita. - No!
Sei contento, campione?
Era questo che volevi?
È colpa mia, lo so. Colpa mia!
Simone! Figlio mio!
Rocco...
L'ho lasciata laggiù, vicino all'acqua.
È finita, Rocco, è finita.
Mamma...
È per la gelosia, che l'ha fatto, e ha perso la ragione.
- Devi costituirti! - È tuo fratello! - Purtroppo lo so!
lo non ci credo alla giustizia degli uomini.
Comunque non tocca a noi giudicarlo..
..noi lo dobbiamo aiutare.
Cercheremo di salvarlo noi.
Non è così che lo aiutiamo!
- Che succede? - Rocco, dove vai?
- Che fai? - Lasciami fare.
È inutile!
S'è liberato della sua disgrazia!
Anche tu non ragioni?
Vergogna! Nemico della tua stessa madre!
Gesù Cristo avrà rimorso per ciò che ci fa soffrire.
Non bestemmiare!
Non serve.
Non ci sentono, a noi. Sono tutti nemici.
Siamo diventati nemici.
Perché bestemmiare? Abbiamo sbagliato.
Dobbiamo tutti pagare.
- Ciro, è andato! - Ciro!
Fermati!
- Ciro! - Ciro!
Fermati!
Per la memoria di nostro padre!
- Ciro! - Ciro!
Tutto è finito, adesso.
Che sei venuto a fare?
Sono venuti a prenderlo stamattina. Alle 7.
L'hanno trovato sul terrazzo..
..nello stanzino dei cassoni dell'acqua.
Da 3 notti dormiva là.
Sei contento, tu che lo volevi denunciare?
Ora a casa potrai fare il padrone.
Quando sarai più grande capirai quanto sei ingiusto.
Quanto siete tutti ingiusti con me.
Nessuno ha voluto bene a Simone più di me.
Quando arrivammo a Milano ero un po' più grande di te..
..e proprio lui mi spiegò quello che Vincenzo non voleva capire..
..che laggiù al paese i cristiani campano come bestie..
..solamente per faticare e ubbidire..
..mentre non si deve essere servi di nessuno..
..senza scordarsi il dovere.
Ma Simone se l'è scordato.
E così ha fatto la brutta fine che ha fatto.
S'è rovinato, ha portato la vergogna tra noi.
Ha fatto male a Rocco e a te che sei il più piccolo.
Simone aveva radici sane.
Le malepiante l'hanno rovinato.
E anche la bontà del nostro Rocco è sbagliata.
Rocco è un santo, ma nel mondo che può fare?
Lui non si vuole difendere.
Lui perdona sempre tutti.
Invece non si può sempre perdonare.
Se Rocco torna al paese, voglio andare con lui.
Non credo che Rocco riuscirà a tornare più.
Tu sì, forse, un giorno.
Ma cosa credi di trovare di diverso là?
Anche là la vita cambierà.
Anche là capiscono che il mondo deve cambiare.
Dicono che il mondo cambiato non sarà migliore.
Ma io ci credo..
..e domani la tua vita sarà più giusta e più onesta.
Le sirene. Devo tornare a lavorare.
- Dai un bacio a mamma per me. - Sì.
- Ciao, Luca. - Ciao.
Ciro!
Ciro!
- Ciao. - Come stai?
- Bene. - Come mai sei venuta?
- Ciao. - Ciao, come stai?
- Dai, è tardi. - Vengo subito.
Sono venuta a dirti che ti voglio tanto bene.
Anch'io. E te ne vorrò sempre.
Ciro!
Che vuoi?
Torna a casa stasera!
Noi ti aspettiamo! Ciao.
Sì, vengo.
♪Per il paese mio, dove sono nato.. ♪
♪..il cuore mio con te ho lasciato. ♪
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