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BASATO SU EVENTI REALI
E TESTIMONIANZE PROCESSUALI.
GERMANIA, 1930.
UNA DEMOCRAZIA FALLIMENTARE ALL'INTERNO DI UN TRACOLLO ECONOMICO.
UN NUOVO PARTITO E UN NUOVO CAPO STANNO PER ARRIVARE NEL PAESE.
MA QUANDO I NAZISTI CERCANO DI CONQUISTARE LA CAPITALE, "BERLINO LA ROSSA" SI DIFENDE.
Circolo dei compagni, Eden Palace, Berlino 22 novembre 1930
NONOSTANTE TUTTO ALCUNI TEDESCHI CREDONO ANCORA
CHE LA LEGGE SIA LA PIU' GRANDE ARMA DI LOTTA AL FASCISMO.
Traduzione: anto*, Bells, MalkaviaN, Spigui, aivliS, seanma.
Revisione: anto*.
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THE MAN WHO CROSSED HITLER (L'uomo che irrito' Hitler)
Eden Palace! Le deposizioni.
- La sparatoria? - Lo so.
Dici sempre, "Prepara il nuovo caso non appena abbiamo vinto l'ultimo".
- Dico questo? - Si'.
Devo imparare a rilassarmi.
Allora, ti e' piaciuta la mia relazione?
- Buona. - Non l'hai sentita.
- No, ma so che e' stata buona. - E' stata terribile.
Beh, otto uomini sono entrati liberamente.
E c'e' un fotografo dell'Azione Antifascista che ti aspetta nella stanza 42.
Di gia'! Erano proprio fiduciosi.
Si', non so proprio perche' la gente abbia cosi' tanta fiducia in te, Hans.
Ho dei bei denti.
E non costo molto.
Hanno pagato Max con un filetto di carne oggi.
Beh, questo batte... cos'era? I biglietti del tram.
- Quindi festeggiamo. Cucina lui. - Perfetto.
Ci vuole li' per le 6.
Vi siete persi? Non intendo dire in senso filosofico. E' ovvio di si'.
- Aspettiamo qualcuno. - Non dovevate tornare qui.
Non e' per... il pubblico. L'uscita e' laggiu'.
Una volta fuori, troverete la strada.
Non arrivare in ritardo!
# E' cosi' che facciamo! #
# Facciamo cosi'. #
- Rudolf, non ti avevo visto. - Lo spero.
- Aspetti me? - Si'.
- Posso chiederti per che cosa? - Voglio che tu venga a bere qualcosa con me.
Vado a casa a bere champagne con i miei amici, Rudolf.
Champagne! Pensavo foste sempre al verde.
- E' cosi'. - Si tratta della sparatoria all'Eden Palace.
E' il tuo prossimo caso, no?
Una cosa veloce.
Porta i tuoi ragazzi questo pomeriggio.
Domani quei ragazzi torneranno a combattere contro i fascisti
e molto presto ti chiederanno di difenderne uno
dopo che avra' infilzato una miserabile camicia bruna.
- Per legittima difesa. - Altrimenti,
farai causa ad un delinquente dalla camicia bruna per loro.
- Anche tu fai questo lavoro. - Non e' noioso?
- E' importante. - Non finisce mai.
Come potrebbe essere altrimenti con tutti questi eserciti privati a Berlino?
23 omicidi politici l'anno scoro. 65 quest'anno. Giusto?
Quanti ancora? Cento?
Centocinquanta? Sono troppo ottimista?
- Rudolf, devo andare. - Questo e' il processo di Eden Palace.
Vuoi inchiodare ancora altre camicie brune, ma cosa vuoi davvero?
Non sarebbe divertente interrogare chi da' gli ordini?
- Mettere Goebbels sul banco dei testimoni? - No.
Hitler.
Senta... ci facciamo un altro giro.
Chiama a deporre Hitler come testimone chiave
e potrai ridefinire lo scopo del tuo processo.
Quei tizi con la pistola... non sono cosi' importanti.
Immagina il Fuhrer, su quel banco,
e tu che fai domande sulla violenza delle camicie brune.
Sarebbe lo spettacolo piu' grandioso di Berlino.
Le sue truppe d'assalto sul banco degli imputati.
I suoi nuovi amici, i ricchi finanzieri tra il pubblico.
Entrambi pensano Hitler sia loro proprieta'.
Li riunirai insieme nella stessa stanza per la prima volta.
Si guarderanno con aria sciocca come cretini,
chiedendosi come diavolo sia possibile che appartengano allo stesso partito.
E a chi stringera' la mano Hitler alla fine della giornata?
Non ad entrambi. Non puo' essere.
Lo costringerai a scegliere tra grandi pugni e tasche profonde.
E quindi lo indebolirai.
Era in tribunale sei mesi fa. Si e' comportato bene.
A Lipsia, non a Berlino.
Fu un interrogatorio amichevole. Gli lasciarono dire cio' che voleva.
Lo so. Ma a Lipsia
ha giurato che il suo partito aveva voltato le spalle alla violenza.
Ha detto che i suoi uomini avrebbero operato dalla parte della legge.
Avrebbe dovuto essere l'inizio di un'indagine, non la fine. Cioe', ha
fermato la violenza nazista qui?
- Ma non e' questo il punto. - E' questo invece.
No, e' questo.
Se io dimostrassi che nel disconoscere la violenza, lui ha giurato il falso?
Potrei fargli ammettere che ha mentito sotto giuramento e continua a mentire.
E dimmi, cosa vorrebbe dire questo per lui?
Probabilmente la prigione. Certamente la scomunica politica.
O la deportazione, il rientro in Austria.
E' ancora cittadino tedesco?
Immagina.
- Lo spergiuro espulso dalla Germania. - E' questo il momento, Hans.
Sai, un anno fa ho chiesto a quella ragazza laggiu' che ne pensava di Hitler.
- Sai cosa rispose? - "Chi?"
Devo proprio andare.
Senti, se lo farai, ti aiutero'.
E' dal 1923 che inseguo quel pezzo di merda.
Ma non sono un avvocato bravo come te.
Non sono cosi' veloce. Non sono cosi' coraggioso.
Mi stai adulando, Rudolf.
Stephan... il tuo contratto d'affitto. I miei colleghi l'hanno sistemato.
Devi ringraziare un comunista.
Heil, Margot e Ma...
- Devo mettermi l'armatura? - Dovevamo festeggiare, ricordi?
Max ha venduto il tavolo di legno di faggio
e anche noi abbiamo fatto qualcosa di buono.
Vai a sederti. Te ne abbiamo tenuto un po' da parte.
Ho avuto questa idea folle.
"Davvero, Hans?" Si', davvero.
Vuole mollare tutto per aprire un negozio di dolci a Konigsberg.
No, vuole imparare a suonare il sax tenore per unirsi ai Weintraub Syncopators.
Mi piacerebbe vederlo imparare il sincopato.
No-o-o.
Ho intenzione di citare in giudizio Adolf Hitler.
Vi siete ammutoliti.
- Ovviamente non sappiamo se stai scherzando. - Non sto scherzando.
Sto pensando di chiamarlo a testimoniare al processo di Eden Palace.
E questa e' stata un'idea tua?
A dire il vero e' stata di Olden.
Hans. E' un ammaliatore, no?
E' astuto.
Ha detto che era una possibilita'
l'interminabile monologo di Hitler.
- Con il dialogo? - Si'.
Beh, cosi' dovrebbe essere in un processo.
Dovrebbe tramutare tutti quelle idee bizzarre in affermazioni razionali
e io lo sfiderei sottolineando le contraddizioni.
Vuoi ragionare con un pazzo?
Hans trova che il ragionamento sia erotico, tesoro.
Gli prende uno spasmo nei pantaloni ogni volta che sente la parola "quindi".
E' un'idea. Capisci?
Una cosa da prendere in considerazione.
Hitler e i suoi uomini sono isterici. L'abbiamo sempre sostenuto.
Credi di poter fermare un isterico con una mossa da tribunale?
Altrimenti come lo fermi? Con le vignette satiriche?
Hitler si ferma con la politica.
Non so se l'hai notato, Max, ma il Parlamento non si riunisce da febbraio.
Forse non si riunira' piu'.
Tutti i tuoi deputati socialisti stavano ancora
facendone "una questione di procedura"
e di "per favore, signor Presidente" e intanto 107 nazisti si sono insediati.
- Eletti. - Cosa?
Hai detto "insediati". Sono stati eletti.
Ma eletti per distruggere le procedure parlamentari,
per rendere il Parlamento inservibile. Cosa che hanno fatto.
La politica si e' spostata sulle strade di Berlino, Max,
esattamente dove volevano i nazisti.
Perche' non lo chiama Olden al banco dei testimoni?
Sono io ad occuparmi di Eden Palace.
E' perche' ti ha lusingato.
Che vi succede? Non vi importa che Hitler stia vincendo?
No, no, non ci importa, vero, Max?
Quando fu chiamato a testimoniare a Lipsia, divenne una persona credibile
per la prima volta nella sua carriera. L'ho sentito dire da entrambi.
Senti, per prima cosa questa e' Berlino, non Lipsia.
E' la nostra citta'. Ha pochi amici qui.
Secondo, non e' il leccapiedi Hans Frank a fargli le domande stavolta.
Sono io.
Dio solo sa se non hai un cervello fantastico, Hans.
Ma il tuo ego e' grande quanto la porta di Brandeburgo.
E il castigo e' l'omino che ci passa sotto.
Non e' questione di ego.
Ma di coscienza.
- Gli avvocati confondono sempre le due cose. - Dai, sembri un bambino.
Vuoi criticare Hitler in faccia perche' questo ti fara' sentire bene.
Ma guardati. Il grande antifascista che non fa nulla.
Rabbercia le sue cose di legno, dimentico del mondo.
Pagatelo con del filetto. Ne sara' felice.
Scusa?
Vado e tu occupati del bambino.
Intendi dire l'altro?
E' il tuo piu' vecchio amico, Hans...
e ha paura per te. Esporti in quel modo...
Che vuoi, amico?
Herr Litten. Scusate, non l'avevo riconosciuta.
E' successo qui quindi?
E' successo qui.
- Posso? - Certo.
Hanno sparato a qualsiasi cosa si muovesse...
e tutti si muovevano.
E' tipico della polizia.
In 20 minuti sono venuti e andati.
Hanno le armi automatiche adesso?
Loro chiedono e il Signore provvede.
Il Signore?
Hitler.
Ah, gia'. Beh, immagino sia lui il Signore.
Non si faccia ingannare da come sparano, herr Litten.
Le loro istruzioni sono piuttosto precise.
Siamo stati fortunati a venirne fuori con cosi' poche vittime. Torneranno.
Grazie...
per avermi aiutato a capire.
Adoro Liszt.
Questo pezzo.
"Io porto con me una profonda tristezza del cuore
che deve di tanto in tanto scoppiare in suono."
L'ha detto lui.
Ti ho mai detto che il mio padrino era suo cugino?
Piu' o meno venticinque volte.
Scusa.
So che lo farai.
Perche' sei un avvocato e sei dedito alle soluzioni eleganti.
Credevo che stessi per dire ancora che sono vanitoso.
E sei un incosciente.
Devo imparare a farlo.
Vado.
Mi merito una martellata in testa.
Ho dato l'impressione dell'idiota sventato ieri sera.
Beh, ad essere onesti,
e' da un po' che ci dai dentro, in questo senso.
Ad essere onesti, dubito che il giudice mi concedera' il mandato di comparizione.
Se lo fara', Margot ti aiutera'.
Lo sai, vero?
Ti aiutero' anch'io, se posso.
Ti intagliero' delle stampelle.
Guardo te e Margot, e penso che la Germania andra' bene. Come potrebbe essere altrimenti?
Fra cinquant'anni, starai ancora facendo mobili.
Bellissimi mobili, rinomati in tutta Europa.
- Nel mondo. - Nel mondo! Perche' no?
E Margot illuminera' quel mondo.
E i vostri figli conosceranno solo la pace,
e non avranno nemmeno mai sentito parlare del fascismo.
E tu, Hans?
Cosa farai nel 1980?
Saro' tornato a Konigsberg, in pensione da molto tempo.
In quel negozio di dolci.
Avrai ancora il naso nei libri di legge, amico mio.
Si', poi un caso e' stato...
Si sieda, herr Litten. Saro' da lei in un attimo.
Devo lasciarti ora.
Si', sono con quell'avvocato di cui ti parlavo.
Beh...
sarebbe qualcosa.
Ma non c'e' niente da temere. Ti prometto che non accadra' mai.
Sara' d'accordo con me se dico che
che la trovo un'evoluzione inaspettata.
Lei vuole convocare i seguenti testimoni...
"per fornire prove che non c'e' un vero divieto
"all'uso delle armi nel partito nazista, eccetera,
"e che il partito del testimone ha costituito
"delle squadre d'assalto per cercare, attaccare
"e persino uccidere gli avversari politici, eccetera.
"E che la Storm 33..."
Sarebbe il gruppo di camicie brune a cui appartengono gli imputati, Vostro Onore.
Mi scusi.
"E che la Storm 33 e' uno di queste squadre d'assalto."
Lei vorrebbe portare herr Hitler nel mio tribunale?
Si', Vostro Onore.
Niente di personale.
Sa cosa ne penso della legge e della politica, Litten.
E' molto semplice trasformare un'aula di tribunale nel Colosseo,
- specialmente di questi tempi. - Concordo.
- Quindi comprendera' la mia riluttanza. - Ma Vostro Onore...
Si', inoltre non credo che lei ponderato questa proposta.
- A me sembra che lei vada per tentativi. - Ma io...
Inoltre, la sua eccitabilita' mi scoraggia. Lei non sa ascoltare.
- Mi dispiace, Vostro Onore... - Anche se e' bravissimo a interrompere.
E' una richiesta frivola, Litten. Lo capira' quando si sara' calmato.
Signore, non credo.
I giovani che denuncero' appartengono ad una organizzazione guidata da un uomo
il cui atteggiamento verso la violenza politica e' fortemente ambiguo.
Credo che la supremazia della legge ne uscirebbe rafforzata,
se quel capo, sotto giuramento, potesse eliminare ogni ambiguita'.
L'ha gia' fatto a Lipsia.
E' astuto, Litten.
Lei ritiene che si tratti di spergiuro?
E' una cosa seria.
Non ultimo perche' sta mettendo in dubbio l'onore di un uomo.
E' cosi'.
Credo che abbia mentito alla corte di Lipsia.
Ammirevole onesta'.
Ma avra' bisogno di piu' di questa stravaganza
se vuole richiedere la sua presenza nella mia aula.
Mi mostri delle vere prove...
che sta provocando violenza qui, nelle strade di Berlino...
e forse l'ascoltero'.
Grazie.
Ha tre giorni per trovarle.
Circolo dei compagni, Berlino.
Si', Goebbels era con Hitler?
Non lo sapevamo. Ed era il primo di settembre?
Non ce l'hai fatta.
Capisco. Beh, grazie per averci provato.
Nessuna fortuna?
Ha visto Hitler arrivare, l'ha visto entrare nella taverna
dove lo aspettavano le camicie brune,
ma niente giornalisti dentro.
Vuoi dire che non e' andato sul retro per sbirciare da una finestra?
E' un giornalista investigativo, per l'amor del cielo!
Qualcuno dovra' pur sapere perche' Hitler e' venuto a Berlino.
Sette incontri a porte chiuse in due notti,
nel momento in cui si suppone che stia prendendo le distanze dalle camicie brune?
E nessuno sa cos'ha detto?
Cioe', non c'e' nessun documento scritto?
Scusa, Margot, ma ci serve qualcosa di concreto.
Per esempio, una camicia bruna che abbia del risentimento verso Hitler.
Lo sai, all'inizio non l'avevo riconosciuta.
Forse perche' non porta la svastica.
Comunque, sono stato un po' maleducato con lei, vero?
Ma non mi piace mai vedere un'uniforme paramilitare in tribunale.
Sono un po' all'antica per queste cose.
Ah, Berlino! Che citta'!
Prima, un giovane sta con i fascisti.
L'attimo dopo gira l'angolo e improvvisamente va al contrario, con la falce e il martello.
Nessuno sa davvero il perche'.
Si e' convertito?
O forse e' solo che la cena e' migliore?
Non e' la cena, vero?
Il che vuol dire... o che ha sviluppato un improvviso interesse
per le contraddizioni del capitalismo
e il ruolo guida del proletariato internazionale,
oppure che sta
spiando un po'.
Va tutto bene. Non c'e' motivo che qualcun altro lo venga a sapere.
Eccellente! Vuole aiutarmi. E lo fara', lo fara'.
Mi mettera' in contatto con il capitano Stennes.
Il capitano Stennes e' una persona con la quale non parlerei mai.
E'...
Lo so. E' imprevedibile.
Le fa paura.
Ma so che puo' farcela, vero?
Lo so.
Le dica chi sono. Mi conoscera' senz'altro.
E le dica che e' una proposta d'affari.
Dico, cosa vuoi da questo capitano Stennes?
- Hans! - Non lo so di preciso.
- Cosa potrebbe volere da te? - Non so neanche questo.
Cosa? Siamo qui per un capriccio, allora? Per vedere come vivono le camicie brune?
- Sei mesi fa, hanno occupato... Hai visto? - Hanno occupato...?
Le camicie brune occuparono la sede dei nazisti sulla Hedemannstrasse.
- Ricordo. - Il tizio,
questo capitano Stennes, e' stato lui.
Dice che e' stato provocato. C'era aria di epurazione nel partito nazista.
Volevano licenziarlo?
Quando Hitler ha rinunciato alla violenza lo scorso anno, a Stennes non e' piaciuto.
Elezioni, partiti politici, negoziazioni, e' contro tutte queste cose.
Insomma, gli piace soltanto pestare la gente?
Credo che stiamo entrando nella terra dei nazisti.
Hans! Hans!
Hans, riusciresti a convincere una madre superiora ad entrare in un cabaret.
E persino a salire sul palco.
Vedi, quegli uomini erano del capitano Stennes.
Quando Hitler ha scaricato Stennes a inizio anno, l'hanno seguito fuori dal partito.
Gli uomini cui sto facendo causa, sono di Stennes.
Quindi non sono uomini di Hitler?
Credo che siano ancora anche uomini di Hitler. Beh, e'...
complicato. Ecco, e' qua.
Quindi, per venire al sodo, Stennes crede nella totale e assoluta violenza,
e non gli piace Hitler perche' e' troppo moderato,
- e noi siamo venuti qui per parlare con lui? - Si'.
Non preoccuparti, Max. Se le cose si mettono male, fa finta di non avere una coscienza.
E ricorda... queste camicie brune potranno anche sembrare formidabili,
ma possono beccarsi una mazzata nello stomaco come chiunque altro.
Non ce l'abbiamo una mazza.
Non sembrano esattamente dei cavalieri teutonici, vero?
No, ma probabilmente nemmeno i cavalieri teutonici lo sembravano.
Herr Litten.
- E il suo amico. - Max.
Di' a Lothar di portare una bottiglia di Aurignac.
Confido vi abbiano fatto sentire a vostro agio.
Siamo stati fermati ad un posto di blocco.
Odio questa cosa delle zone.
A Berlino! E' cosi' spiacevole.
Ma necessaria, ne converrete.
Forza, signori, servitevi delle nostre prelibatezze e bevete il nostro vino.
"Egli sazia di beni la tua bocca,
"e ti fa ringiovanire come l�aquila."
Prego, sedete.
Allora...
Ho saputo che Hitler e' venuto qui sei mesi fa.
E' venuto qui, a Charlottenberg, a Neukolln.
Ha fatto il giro di tutta Berlino,
per parlare con tutte le sezioni delle squadre d'assalto.
E cosa ha detto?
Ha detto: "Mettete via le armi".
Ha detto: "Siate gentili con i poliziotti".
Gli daro' quel che merita.
I ragazzi non volevano sentire questo.
Molti dei nostri ragazzi hanno iniziato ad avere dubbi su Hitler.
Pensavano che si fosse avvicinato troppo
agli industriali e ai finanziatori, e che li avesse dimenticati.
- Ci furono delle minacce. - A Hitler?
Difficile per chi si e' preso una pallottola nella spalla dai comunisti,
sentir parlare del "percorso elettorale verso il nazionalsocialismo",
per quanto astutamente sia posta la cosa.
Ma poi, e' stata la sua testa a cadere, non quella di Hitler.
Non e' per questo che lei si e' messo in contatto con me?
Abbiamo un interesse comune.
Eden Palace e' un'opportunita'.
- Non crede? - Dovrei?
Andiamo Litten, smetta di guardare la mia uniforme.
Mi tratti come un uomo che ha un cervello funzionante.
Dica cio' che vuole.
Oggi possiamo essere amici.
Penso che entrambi siamo disgustati da cio' che e' successo a Lipsia.
Il ripudio della violenza da parte del vostro Fuhrer, la sua...
ipocrisia, se posso avere l'ardire.
Ipocrisia.
Quella la posso digerire.
E' stata la sua sincerita' a preoccuparmi.
Ma Josef Goebbles mi assicuro' personalmente
che non c'era nulla di sincero in quel giuramento di Hitler.
Sa, al processo,
dovrebbe descrivere i miei ragazzi come uomini di coscienza.
Sono uomini politici, come lei e me.
Faccia sapere alla corte che lei pensa che rientrino
nella clausola del paragrafo 20 del codice legale.
Se lo faccio,
gli uomini del capitano Stennes avranno pene ridotte
e una carcerazione piu' indulgente.
- Se li condannera'. - Credo sappiamo entrambi che li condannero'.
E in cambio?
Sapra' suggerire una...
origine politica per le loro azioni violente.
- Hitler? - No. Il maggiordomo di Hitler.
Mi piacerebbe fare come dice.
Ma ha bisogno di me. Non e' cosi'?
- Potrei citarla in giudizio. - Dovrebbe farlo.
Per me sarebbe meglio se venissi... con riluttanza.
Allora e' quello che faro'.
Non faro' molti sforzi per aiutarla ad attaccare il Fuhrer,
ma potrebbe diventare interessante se lei mi fara' le domande giuste.
Non voglio che lei attacchi il suo Fuhrer.
Voglio che lei lo abbracci.
Lo so.
Credo che siamo arrivati ad un accordo.
Lei rivuole indietro il suo Adolf Hitler.
Penso che potremo farcela.
Le ricordo che gli accusati sono Stief e i suoi colleghi nazisti,
non Herr Hitler.
Lui e' il suo testimone, non la sua preda.
Potra' pensare che sia un uomo cattivo, potra' pensare che sia un ipocrita.
Ma non abbiamo una legge contro l'ipocrisia.
Sono interessato al crimine, non ai principi morali di un uomo.
Veda di non esagerare.
Herr Hitler?
Signore, il Tribunale Criminale di Berlino mi ha autorizzato
a consegnare questo documento
da parte dell'avvocato dell'accusa Hans Litten.
E' un mandato di comparizione.
La mancata comparizione comportera'...
Si', lo sappiamo. Se ne vada.
Devo chiederle una firma, signore.
Il ritorno del grande esploratore. Hai scoperto una foresta incantata?
- No. - Una citta' sconosciuta forse?
Con uomini alti come alberi e dove tutti parlano alla rovescia.
No.
Come chiamiamo un uomo con la barba?
Peloso.
Questo peloso qui, lo vedi?
Questo peloso e' venuto da Berlino.
E' venuto per annoiarci e rovinarci il picnic.
Vorrebbe che perdessi la calma, urlassi e pestassi i piedi.
Ma sarebbe una cosa stupida, vero?
Cosa diremo a questo peloso?
Il mio amico vorrebbe sapere quando ha intenzione di radersi.
Ben fatto, Dieter.
Renditi conto che entro 24 ore,
tutta la Germania sapra' cio' che hai appena fatto.
Immagina le forze che si scontreranno in quella corte. Devi prepararti, Hans,
- come mai prima d'ora. - L'ho in progetto.
Porterai la politica in quella stanza.
E lo fara' anche l'uomo che hai citato.
E il giudice non riuscira' a fermarvi.
Si', ma io sono un uomo di legge.
Tutti e due.
Ma va oltre le parole.
Arriva allo spirito.
Non lasciare che il giudice ti costringa alla procedura.
Ci sono cose piu' grandi in gioco.
- Pensi che dovrei trovare delle scorciatoie? - No, credo che dovresti osare. Tutto qui.
L'opinione pubblica sara' dalla tua parte.
L'anima moderata della Germania sara' tua alleata.
Devi insinuarti nelle pieghe e sentirla dalla tua parte.
Conosci quella cosa chiamata spese?
E quell'altra cosa chiamata entrate?
Le spese stanno vincendo. Una vittoria facile.
Pensavo che avessimo una regola su di lui.
Hans! Non mi stai ascoltando.
Gli antifascisti non hanno soldi.
Non riusciremo a portare quell'uomo alla sbarra
se non paghiamo subito i debiti.
- Il tribunale revochera' la nostra licenza. - Lo so. Lo so.
Allora, qual e' il grande piano?
Devi chiedere a tuo padre di prolungare il prestito.
Sara' in citta' il fine settimana con mamma. Gli parlero'.
Digli che difendi la democrazia.
Beh, temo non sia proprio un sostenitore di Weimar.
Per lui tutto e' musica atonale e tetti piatti.
Le sedie Bauhaus, la rumba, Otto Dix,
il jazz dei negri, l'autoaffermazione degli ebrei.
Ricordagli che si tratta di vita e anche di liberta'.
Lo faro'. Lo faro'.
Eravamo a caccia di anatre la settimana scorsa.
Con gli Schoenhausen, in Pomerania. C'era anche Otto.
Ti ricordi di Otto? Il figlio di Herr Bonhof.
Ha appena aperto uno studio medico nella citta' vecchia.
Se la cava molto bene.
- Ha ereditato tutti pazienti di suo zio. - Si'.
Ma se la sta cavando molto bene.
Papa', vorrei parlarti di un prolungamento del prestito.
E questa cos'e'?
Un'oliva?
Cosa tocchera' poi?
Stavo parlando del prestito.
Credo che dovremmo interrompere il prestito.
Non e' un buon momento per farlo.
Non sei piu' uno studente.
So che vivi come se fossi uno studente, ma non lo sei.
Non piu'.
- Papa', lo studio non e' a corto di lavoro. - Questo lo so.
Ne ho fin troppo. Sono occupatissimo con i casi. Sempre.
Seguo il caso dell'Eden Palace, un grande processo.
Pensi che non legga i giornali?
Non hai mai seguito la mia carriera.
E' diventato impossibile non farlo, Hans.
C'ero quasi riuscito, ma poi hai iniziato a lavorare per i comunisti.
Lega Combattenti Rossi di Prima Linea.
E' stato un po' piu' difficile quando hai fatto causa alla polizia.
"Rettore, suo figlio a Berlino ha incriminato il capo della polizia."
Ma... hai citato in giudizio Adolf Hitler.
Una cosa piuttosto difficile da lasciarsi sfuggire.
- Ti piace Hitler adesso? - Certo che no.
Quell'uomo e' un rozzo.
Sto aspettando il "ma".
Ma trentadue partiti politici?
Gli alterchi. Gli scontri tra le fazioni. I disaccordi continui.
- Intendi la democrazia? - Eccoti qui.
Lo fai per la Germania?
Per quanto riguarda il tuo Hitler, l'incarico lo addomestichera',
e la gente vuole un uomo di polso.
- Quella "e" messa li' e' molto strana. - Hans!
Il "ma", la "e". Sta diventando un critico linguistico.
Beh, non riesco a capire se sei a favore di Hitler o contro.
- Siamo contro! - Forse non e' cosi' male.
Il popolo in Germania vuole ordine, non liberta'.
Ecco il punto!
Canta pure l'ode alla liberta'.
Ricordati che non bastera' a scaldare i tuoi amici proletari, quest'inverno.
Ora capisco fin dove si sono diffuse le termiti
e che buon pasto hanno fatto.
Sei patetico.
Ti preoccupi di proteggere tutti
ma non hai mai protetto te stesso.
Ti abbiamo dato
la cosa piu' preziosa che un ebreo possa avere in Germania,
un battesimo.
E tu che hai fatto?
Hai pisciato nell'acqua.
Hans.
- Dire una cosa simile e' stato disgustoso. - Si'.
Intendevo quello che hai detto tu.
E quello che ha detto lui.
Ha delle difficolta' a Konigsberg.
Anche noi abbiamo i nostri nazisti.
Hanno scoperto il nome di suo padre sulla tavola d'onore nella sinagoga.
Si sente vulnerabile, Hans. Sbaglia forse?
Vuoi che lasci perdere?
Non credo tu possa farlo.
Bene, siamo pronti a batterci tra noi?
Si'.
Si'!
Credo che questo sia fare pugilato.
Max Schmeling, roditi il fegato.
Allora, Herr Rudolf.
Lei e' l'unico di noi che abbia effettivamente visto l'orco.
Come dovrebbe combattere Hans la sua grande battaglia?
Dovrebbe ricordare che in Hitler ci sono due uomini.
Nessuno ama l'eccitazione del momento come Hitler,
eppure i suoi occhi sono rivolti anche verso i prossimi mille anni.
E cio' che non puo' fare...
cio' che Hans deve fargli fare...
e' prendere in considerazione cio' che e' successo ieri e che succedera' domani.
Metterlo nella cornice temporale in cui vive la gente normale.
Si'.
E impedire alla gente normale di considerare il tempo come fa lui.
Ma l'hai visto parlare.
Incanta davvero la gente.
E' vero.
Tutti provano la stessa emozione.
Per dieci minuti dici:
"Che commediante."
"Che commediante!"
Poi vedi la sua totale sincerita'.
I discorsi sono perversamente lunghi,
una cascata di parole odiose mentre prova a farti pensare con il sangue.
Ma e' affascinante.
No, no, lo e' davvero.
Proietta un'immagine
di profonda sofferenza
causata da intollerabili ingiustizie.
Un uomo vittima dell'universo,
un martire se volete.
Questa e' la natura autocommiserante del fascismo.
Capirai che vive sentendosi costantemente offeso.
Mostra costantemente le sue ferite.
Contraddicilo...
e sanguinera'.
E tu sei destinato a contraddirlo, Hans.
Ma questo e' il tuo territorio, non il suo.
Non avra' la fanfara che scalda la folla o lo spettacolo di luci.
E' la tua opportunita'!
Non gli sara' permesso il discorso preferito, la dissertazione, la tirata.
Ma non vogliamo proprio una tirata? Vederlo davvero con la bava alla bocca?
No! Non dare spazio per la vendita all'asta di un demagogo.
Interrompilo!
Prova a essere una vera spina nel fianco.
- Provare? - Potrai dire cose in quest'aula,
per cui ti romperebbero la testa a bastonate, se le dicessi in pubblico.
Immagina se succedesse proprio davanti al giudice.
Grazie.
Dimostrerebbe la nostra tesi.
Al nostro coraggioso amico, Hans.
Domani lo vedremo schiacciare il fascismo.
TRIBUNALE PENALE CENTRALE DI BERLINO 8 MAGGIO 1931
Mio padre non c'e'.
Lei ha scelto da che parte stare, Hans.
La corte si alzi.
Fate entrare gli accusati.
Apriamo l'udienza di oggi
per il procedimento penale contro Stief e i suoi colleghi,
davanti al giudice della Corte Distrettuale numero tre.
L'accusa ha convocato due testimoni.
Metto in chiaro in anticipo che ogni genere di dimostrazione o tumulto
sara' trattato senza pieta'.
Invito l'accusa.
Chiamando il prossimo testimone intendo provare
che non esiste alcun serio divieto all'uso di armi
nel partito nazista cui questi uomini appartengono.
Che, infatti, i Rollkommando, o squadre d'assalto,
sono state create espressamente per organizzare attacchi violenti verso
i loro avversari politici per assassinarli.
Che la Storm 33, cui questi uomini appartengono,
e' proprio una di queste squadre d'assalto,
e che il loro attacco alla sala da ballo dell'Eden Palace
e' stato un atto premeditato di violenza politica e basta.
Spero di dimostrare che il prossimo testimone era
totalmente a conoscenza di questa strategia e la approvava,
e che la politica del suo partito a Berlino e' portare disordine nelle strade.
- Il nome del testimone? - Adolf Hitler.
Chiamo a testimoniare Adolf Hitler.
La corte chiama il testimone Hitler.
Heil Hitler!
L'ho proibito!
Come minimo mi aspettavo che gli imputati mi ignorassero.
Se succede di nuovo sara' considerato oltraggio alla Corte.
Si sieda.
Come desidera.
Per favore, ci dica il suo nome, occupazione e luogo di residenza.
Sono Adolf Hitler.
Vivo a Monaco.
E di professione faccio lo scrittore.
Ha relazioni di sangue con l'accusato?
Sarebbe a dire di parentela.
No.
Le chiedo di fare attenzione a come risponde alle domande,
in caso potesse accusare se stesso.
Le sara' chiesto di giurare
alla fine della sua testimonianza.
Herr Litten, a lei il testimone.
Herr Hitler,
conosce la Storm 33?
No.
Mai sentito parlare di questa squadra d'assalto d'elite?
Non abbiamo squadre d'assalto.
La loro formazione sarebbe un'infrazione delle regole del partito.
Capisco.
Quindi non ci sono bombe, granate, carabine
o armi di alcun genere tra le camicie brune?
Le camicie brune?
Certo,
e' cosi' che le chiamano i suoi nemici, cioe' la maggior parte della gente.
Ma a beneficio della corte, posso usare il suo termine,
Sturmabteilung, SA.
Dunque, le SA allora.
- Hanno armi? - Se hanno armi io non ne sono a conoscenza.
Ma e' possibile,
che, nell'atto di difendere il partito dai terroristi della sinistra,
ci siano state occasioni in cui siano state usate armi per autodifesa.
Ma nessuna squadra d'assalto votata all'attacco degli avversari politici.
Nessuno.
- Lo saprebbe se esistessero? - Si'.
Lei sa tutto quello che accade nel suo partito.
Sono il capo.
Certo.
E come capo, la sua autorita' nel partito e' indiscussa?
Si'.
E lei pretende obbedienza assoluta?
Si'.
Cio' che pretendo e' la loro obbedienza assoluta.
Quindi,
niente squadre d'assalto.
Eppure in questo articolo, nel "People's Observer", datato 4 aprile di quest'anno,
lei fa esplicito riferimento alle
squadre d'assalto di un certo capitano Stennes,
il capo delle SA a Berlino.
Dice che non ha creato niente di piu'
di "poche misere squadre d'assalto".
In quell'articolo ho anche ripudiato la violenza
e mi sono lamentato che Stennes stesse provando a farmi allontanare
- dalla via della legalita'. - Assolutamente.
Lei rifiuta la violenza politica,
come ha fatto anche al processo di Lipsia sei mesi fa.
Ma nel contempo mette in ridicolo
il capitano Stennes, con il quale ha litigato,
per il misero numero di squadre d'assalto create durante la sua guardia.
Lei non solo ha sentito parlare di squadre d'assalto,
ma sembra ne voglia di piu'! Non e' cosi'?
Trucchetto da avvocato.
- Chiedo scusa? - Un trucchetto tipico.
La sua razza traffica con scaltrezze ed inganni.
Questa e' una lamentela nei miei confronti o...
forse di tutto il mio...
ambiente professionale.
Ma non e' una risposta.
Herr Hitler?
Per favore risponda alla domanda.
A Lipsia ho giurato di operare nei limiti della legge.
La mia comparizione in questo tribunale e' dunque uno spreco di tempo.
Lei ha davvero giurato cio'.
Ma qui, in pratica se ne fa beffe. Non e' cosi'?
Un momento... Vostro Onore.
Un veterano di guerra non avrebbe confuso le parole cosi',
come ha fatto questo avvocato.
Squadre d'assalto e' un termine che usavamo sul fronte occidentale.
Drappelli di dieci o venti soldati
ricevevano l'ordine di scendere nelle trincee nemiche.
Era un compito pericoloso. Un compito eroico.
Grazie per l'affascinante lezione di storia, Herr Hitler.
Ma mi sembra che stiamo ancora...
danzando ai margini del problema.
Stiamo danzando?
Per modo di dire.
Le SA... hanno il preciso ordine
di astenersi dall'attaccare fisicamente gli oppositori.
In caso di emergenza,
un singolo uomo delle SA,
nell'atto di essere braccato,
e temendo per la propria vita,
potrebbe passare il confine tra difesa ed attacco.
Quasi ogni notte in questa citta',
uomini delle SA sono attaccati da assassini rossi.
La esorto ad evitare di usare quel termine.
E' importante sapere cosa e' successo e perche' e' stato versato del sangue.
Quando abbiamo marciato per la prima volta su Berlino nel 1927,
la gente lanciava fiori dalle finestre per darci il benvenuto.
Con i vasi ancora attaccati immagino.
Herr Hitler...
Herr Hitler,
lasci che le chieda una cosa,
qual e' lo scopo dell'SA?
E' la sezione sportiva del partito.
Da' lezioni di difesa personale.
Jujitsu!
Forse sarebbe meglio se fosse il testimone a dare le risposte.
Non conosco l'intero programma. Potrebbe esserci anche il jujitsu.
E questi due uomini,
questi studenti di jujitsu,
il loro attacco violento alla sala da ballo dell'Eden Palace...
- fu difesa personale? - Vostro Onore.
Si', e' una domanda inammissibile.
Sono cosciente che queste cose vengono
manipolate in modo fantasioso dagli ebrei...
dalla stampa.
Ma per noi,
sono ridicole.
Ho scritto nel mio libro, sette anni fa,
che i nostri obiettivi non sarebbero stati raggiunti con le bombe e le granate,
ma da una larga mobilitazione delle masse.
Quello di cui la Germania ha bisogno e' una rivoluzione,
vale a dire una rivoluzione mentale, una rinascita spirituale.
A chi si sta rivolgendo?
Alla corte.
Credo che la corte
possa sentirla piuttosto bene.
Certo che si'.
Non e' necessario urlare.
O pronunciare un'arringa.
Ha menzionato il suo libro, il "Mein Kampf", pubblicato sei anni fa.
Vostro Onore, non capisco come questa pubblicazione,
per quanto sia una base importante nella filosofia del partito,
possa essere rilevante in questo processo.
Herr Hitler a quanto pare si'...
e quindi e' ammissibile.
Ha menzionato il suo libro, il "Mein Kampf", pubblicato sei anni fa.
E quello che, tra le altre cose, dice in questo libro e' che...
lo Stato deve concedere il "via libera" a certe "forze",
per "dichiarare una guerra di distruzione al marxismo".
Con cio' intende il movimento tedesco dei lavoratori.
E queste "forze" a cui si riferisce che richiedono il "via libera"...
siete lei e i suoi sostenitori?
Risponda alla domanda, per favore.
Non lo so.
Ma e' il suo libro!
Lei dice anche, nello stesso capitolo, che,
fin quando ci sara' il movimento dei lavoratori
i suoi seguaci avranno "il dovere di non praticare
l'idiozia della legge e dell'ordine."
E invoca "una resa dei conti finale" con il nemico,
e la "guerra civile piu' cruenta di sempre",
che, afferma, possa far nascere
"gente d'acciaio..." e' questa la parola giusta?
"Gente d'acciaio e in salute."
Poi conclude, grandiosamente,
con un "non si possono decidere i destini di una nazione
"usando i guanti."
Poi seguono una serie di affermazioni su "vipere" e "vermi",
e "ratti", con cui, ovviamente, lei intende "persone".
E alla fine dice di avere invocato il bisogno di una violenza purificatrice
"fino a perdere la voce".
Noi conosciamo
quella... voce.
Vostro Onore, vorrei sottolineare che questo libro e' stato scritto
sei anni prima del giuramento di Herr Hitler a Lipsia.
E' vero, Herr Litten. Non siamo...
qui per discutere di un passato lontano.
Beh, allora rivolgiamoci a qualcosa di piu' contemporaneo.
A Berlino, l'anno scorso,
il dottor Goebbels disse che "il nemico deve essere spappolato".
Non deve essere inteso alla lettera.
E' una metafora?
Significa che distruggeremo completamente le organizzazioni dei nostri nemici.
O forse crede che i componenti dell'SA
vadano ora in giro nelle taverne a spappolare gli avversari?
Lo ripeto, dovrei essere io a fare le domande, non lei.
Ma si'...
e' quello che ipotizziamo sia accaduto nel caso dell'Eden Palace.
Distruggeremo le organizzazioni nemiche mobilizzando le masse.
Ma cosa succedera' se non riuscirete a "mobilizzare le masse"?
Non contemplo questa possibilita'.
Il dottor Goebbels si'.
Nell'opuscolo "Nazi-Sozi", da pagina 18 a pagina 19,
risponde alla domanda specifica di cosa accadrebbe
se i nazisti avessero gli squadristi dalla loro parte,
ma non la maggioranza del popolo tedesco.
"Stringeremo i denti e ci prepareremo", dice.
"Poi marceremo contro lo Stato e diventeremo rivoluzionari di fatto.
"Manderemo al diavolo il Parlamento,
"e fonderemo lo Stato sulla forza dei pugni tedeschi."
Le chiedo, Herr Hitler,
anche questa e' una metafora?
Vostro Onore.
Si dovrebbe chiamare a rispondere il dottor Goebbels.
E' una pubblicazione insignificante!
Non riporta neanche il simbolo del partito.
Ma e' vero che ha posto Goebbels a capo delle operazioni di Berlino nel 1926?
Non ricordo la data.
E' qui.
Si'! Nel 1926, secondo il suo documento.
E questo e' stato pubblicato un anno dopo, nel 1927.
Non si puo' giudicare un partito per
affermazioni individuali di uno dei suoi membri.
Ma di un membro cosi' illustre?
Sta dicendo che non ha nessun controllo neanche sul dottor Goebbels?
- Certo che ce l'ho. - Allora e' straordinario, no?
Non solo il dottor Goebbels e' scampato alla punizione
per aver deviato dalla retta via della legalita'
ma addirittura gli vengono elargite ricompense.
Capo della propaganda di partito,
- mi pare sia questo il suo ruolo, ora. - Quell'opuscolo non significa niente!
E' una storia vecchia e ho gia' detto
che non e' approvato dal partito.
- L'ha gia' detto. - Davvero?
Credo che possiamo dire che lei parli due lingue differenti che si contraddicono.
Una parla ai suoi ricchi finanziatori, l'altra a suoi squadristi,
In pubblico, si comporta da uomo di pace.
In privato, ridicolizza i suoi capitani per non essere stati abbastanza violenti.
Quando i suoi uomini reagiscono accoltellando piu' pance,
lei inneggia alla gloria delle arti marziali e della difesa personale.
E i suoi stessi scritti,
con il loro carico di odio velenoso,
e la loro ossessione della distruzione del nemico, beh...
tutto questo "non deve essere preso alla lettera".
Ha fatto un giuramento a Lipsia, in cui ha detto, essenzialmente,
che "Hitler non e' Hitler".
Credo che oggi possiamo constatare che
certamente lo e'.
Molto bene, indico una breve sospensione.
Herr Litten, presumo abbia finito con questo testimone?
Dopo la sospensione, vorrei chiamare il capitano
Stennes, ex capo delle SA di Berlino.
Ma Herr Hitler dovrebbe rimanere.
Avro' bisogno di interrogarlo ulteriormente.
La corte e' in pausa.
Dammi un drago da uccidere,
- dammi una pianta di fagioli su cui salire! - Hans!
Vuoi che faccia verificare l'opuscolo di Goebbels, vero?
Si', certo. Prendine una copia nuova. Con ricevuta.
Hans, dobbiamo parlare.
Si'. Ma sta andando bene, no?
Stringero' il cappio.
Avra' il sentore di Sua Altezza Reale la Legge.
E' il giudice che applica la legge, Hans. E la pena e' sua.
Non far vincere le argomentazioni perdendo il giudice.
Non e' per niente come l'avevo immaginato.
Non aveva mai visto Hitler?
Solo una foto sul giornale. Sembra... insignificante, vero?
- Quella peluria sotto il naso. - E quei capelli da magnaccia.
Ma non e' insignificante, giusto?
No.
O uno di cui ridere.
L'ho preso, l'ho preso!
Dalla bancarella nazista e l'ho fatto firmare.
Porco ebreo.
Hans Litten, piacere di conoscerla.
Posso parlarle? E' possibile?
Mi puo' aiutare?
Se posso.
Naturalmente sa che la Germania non ha colonie in Africa o Asia, vero?
Dopo la guerra, ci sono state portate via da Inghilterra e Francia.
Non pensa sia un peccato?
Non saprei.
No, ma dovrebbe.
Perche' e' una sfortuna per lei e la gente come lei.
- Non e' cosi'? - Lo e'?
Credo di si'. Cosa faremo dei nostri prigionieri politici
quando il Fuhrer alla fine prendera' il potere a Berlino?
Non possiamo deportarli nel solito modo.
Non possiamo mandarli ai Tropici e dimenticarcene, come fanno i francesi.
No, ci dovra' essere un altro modo.
La sua piccola puttana mi guarda come se volesse ficcarmi un coltello in gola.
E' molto attraente.
Ha scelto di essere ebreo,
e si illude che potra' sempre scegliere.
E' cosi' sciocco.
Vorrei fermarla, ma...
e' troppo tardi.
- In ogni caso non potrebbe. - Lo so.
Lei fa a modo suo.
E quindi lo ripeto.
Porco ebreo.
La corte chiama il capitano Walter Stennes.
Herr Stennes, conosce la Storm 33?
Si'.
Quanto bene la conosce?
- Ne sono il capo. - E' lui il vostro uomo, Max?
Preferisco non pensarlo in questi termini.
Ma vi fara' un favore, giusto?
- Speriamo. - Sapeva
di piani d'attacco della Storm 33
alla sala da ballo dell'Eden Palace, prima che succedesse?
No.
Ma possiamo presumere che la Storm 33 abbia agito secondo un piano?
Non necessariamente. Le squadre d'assalto sono, prima di tutto,
un'organizzazione difensiva.
Anche se associata ad atti violenti?
Certamente.
E non si dovrebbe passar sopra a questo fatto,
affermando, ad esempio, che sono organizzazioni
che si dedicano all'arte del jujitsu.
- Certamente no. - Oppure che centinaia di migliaia
di camicie brune si sono procurate delle uniformi solo per giocare ad fare i soldati.
Noi non giochiamo.
Ha detto che le squadre erano "principalmente organizzazioni di difesa".
Anche Herr Hitler parlava di "difesa personale".
Significa che questi gruppi non attaccano mai?
Un attacco e' una sorta di difesa, non e' cosi'?
Ma e' abitudine che un simile attacco venga preparato senza che lei lo sappia?
Non e' abitudine, ma e' possibile.
Come sarebbe possibile?
Voglio dire, data la reputazione delle SA per la disciplina gerarchica?
Ho ripetutamente fatto presente alla direzione del partito
che la disciplina dei miei uomini era stata compromessa in passato
da messaggi dall'alto tra loro contrastanti.
Vuole dire che i suoi uomini erano confusi riguardo il loro ruolo
o su quali ordini seguire?
Sia cosi' gentile da rispondere, per favore.
Lo scorso anno, la posizione di Adolf Hitler era perfettamente chiara.
Ma sei mesi fa, a Lipsia, sembro'
rinnegare le SA.
E' questo che crea confusione.
Mi sembra molto chiaro, no? Herr Hitler ha cambiato idea.
Infatti, si preoccupava che lei potesse deviarlo dal suo nuovo cammino di legalita'.
Beh, non e' cosi'?
Non posso dire cosa passasse nella mente di Hitler.
Non e' quel che le chiedo.
Ma il 19 gennaio...
quest'anno...
all'assemblea dei capi delle SA, qui a Berlino,
il dottor Goebbels e' venuto da me
per mettere in ridicolo il giuramento di Hitler a Lipsia.
Io... io esigo... io esigo silenzio!
Esigo silenzio!
Vorrei ricordarle
che e' suo diritto richiedere
la presenza del dottor Goebbels come testimone,
ma non di sprecare il tempo della corte con speculazioni sul suo stato d'animo.
Il dottor Goebbels le diede ordine di ignorare il giuramento di Hitler?
Di continuare a ignorarlo, si'.
Le ricordo che ora e' lei ad essere sotto giuramento.
Prendo seriamente il mio giuramento.
Ma capisco se il nostro capo e' piu'...
elastico, in un tribunale.
Questa ora sta diventando pura speculazione!
Avvocato Litten, sta barcollando.
Non cada.
Diceva un momento fa che era "confuso"
quando Hitler fece il suo giuramento di legalita'?
Non ero confuso.
Ma molte sue truppe si'?
Si', finche' non spiegai loro cosa stava succedendo.
Non ci e' concesso citare le informazioni datele dal dottor Goebbels,
quindi ora le chiedero' se Hitler in persona
le abbia mai spiegato il significato del suo giuramento.
Non era necessario.
Avevo capito cosa volesse dire.
Abbiamo fiducia in lui.
- Heil Hitler! - Heil Hitler!
Ordine! Ordine!
Ordine! Ordine!
Ci aggiorniamo per pranzo.
Procuratore Litten, desidero vederla a porte chiuse.
Sta vacillando. Il giudice.
Non vuole avere il pugnale in mano quando
i sostenitori di Hitler vedranno il cadavere.
Ma la gente ascolta rapita.
Non l'avevo avvertita di trattenersi dal trasformarlo
nel processo ad Adolf Hitler?
Vostro Onore, la deposizione del capitano Stennes e' del tutto pertinente al processo.
Credo di essere ancora io il giudice.
Si', signore.
"Non capitera' di nuovo, Vostro Onore." Ecco cosa dovrebbe dire.
Si', e' quello che volevo dire.
Non faccia quello sveglio, Litten.
Non e' una caratteristica molto apprezzata dai tedeschi.
Non e' stato un interrogatorio brillante. Ognuno tirava acqua al proprio mulino.
Ecco cosa mi e' parso.
La smetta di giocare alla politica e ritorni alla legge.
Capisco la preoccupazione ma siccome stamattina abbiamo anticipato certi problemi,
sono certo che nel pomeriggio ci rimetteremo sul binario giusto.
Vado a scambiare due parole col mio cliente,
e Herr Bruckner avra' finito tra un attimo.
Sono nel panico, vero?
Sono uomini d'affari, non vanno nel panico.
Non sono attento a cio' che vedono.
Questo perche' lo Spirito Santo non e' ancora entrato nel corpo del Fuhrer.
E' l'ultima cosa che vogliamo, e' un tribunale. Non e' Norimberga.
Ma lo stai uccidendo con le postille.
- Liberalo. - Sei pazzo?
Continua a servir loro dell'acqua.
Capo...
non e' vita questa per un uomo, no?
Cosa non e' vita, capo?
I saccenti, i pedanti.
Ne ho gia' conosciuti.
Hai notato quanto piu' eloquenti diventano piu' aumenta la parcella?
Loro l'hanno notato?
Dobbiamo parlare, capo.
Si sono trasformati in una tempesta di lacrime per trovare il...
numero sufficiente di monete da introdurre nella fessura.
Dovresti saperlo meglio di chiunque altro, Frank.
Sei un avvocato.
- Non e' una professione onesta. - Signore, loro...
Hai visto...
- l'avvocato ebreo? - Litten.
Lo vedi come incede impettito e tronfio?
E' l'aula di tribunale,
sprona positivamente il ciarlatano,
e la sua razza vi si adatta molto bene, certo,
l'ebreo esagera sempre tutto.
Ma... quando le ha chiesto di Lipsia...
Effettivamente,
l'avrei formulata meglio io quella domanda. Venti volte meglio!
- Concordo. - Ho il grande dono di saper ridurre
all'essenziale anche la domanda piu' complessa.
Ma l'avvocato e' pedante. Ama complicare le cose.
La verita' e' sua vittima.
Ci si dovrebbe far caso di piu'
ma la gente si aggrappa alle superstizioni legali.
Questa e' ottima.
Dovresti prenderne nota.
Faro' in modo che i tribunali marcino insieme allo stato.
Qualsiasi altra cosa invita al ridicolo.
Chiederai "che problema c'e' con la legge?"
Il problema e' la benda sugli occhi che si vede
nella rappresentazione della dea Giustizia. Conosci la signora?
Perche' metterle una benda?
E' come un pugile che sale sul ring con un braccio legato dietro la schiena.
- Non tiferei per quel pugile. - Esatto!
Herr Hitler!
Signore, lei non mi conosce.
Sono ebreo,
e ho qualcosa da mostrarle.
La battaglia di Ypres,
maggio 1915.
Granatieri della Sassonia.
E quindi vede,
questo e' anche il mio paese.
Buona giornata a lei.
"Buona giornata a lei".
Anche a te, sudicio topo di fogna pieno di malattie.
Questa citta' non e' migliore di Vienna, piena di ebrei.
Ormai brulica di ebrei!
Chi ha permesso che figliassero cosi'? Chi ha permesso che si attaccassero a noi?
E' ora di fare pulizia.
Tutto il fetido covo.
E' una questione d'onore.
Si puo' pensare di raggiungere l'obiettivo supremo
con gli spiriti avvizziti che richiedono queste corti?
No, non si puo'!
Non si puo'! Non si puo' fare!
Quell'avvocato...
Lingua tagliente.
Chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera.
Prendero' un coltello...
e gliela tagliero'.
Pronto ora, Fuhrer?
Lo abbiamo perso, vero?
Il giudice.
Sapevamo che poteva succedere, e' successo.
E' intento a scrivere la sua domanda d'impiego casomai Hitler salisse al potere.
Non aiutarlo a scriverla.
Non avrai aiuto ora, devi fare da te.
"Insinuati nelle pieghe".
Si'.
Insinuati nelle pieghe.
La Germania e' con te.
Ho ora una seconda copia dell'opuscolo di Goebbels che esorta
"la forza del pugno tedesco", che, come la corte ricordera' da questa mattina,
Herr Hitler ha negato essere una pubblicazione del partito nazista.
Questa copia, col simbolo del partito chiaramente impresso sulla copertina,
e' stata acquistata meno di un'ora fa
nella libreria del partito sulla Hedemanstrasse.
Ecco la ricevuta, e anzi e' stato datato e firmato,
da un nazista pazzoide, immagino...
"alla mia bella ed adorabile assistente".
Herr Hitler, lei ha in effetti testimoniato nella sessione mattutina
che questo testo del dottor Goebbels
non e' appoggiato dal suo partito.
Infatti.
Ma cosa mai significa
che e' stato pubblicato dall'editore del nostro partito?
Il nostro editore pubblica una grande varieta' di libri.
Come puo' dire che ci sia una richiesta di illegalita'?
E' un'affermazione senza prove.
Com'e' possibile che l'editore di partito appoggi un libro
che e' in chiara opposizione con quella che lei chiama "la linea del partito"?
Che cosa c'entra questo col caso? Non credo abbia alcun nesso.
Posso solo dire che la corte...
E non tollerero' critiche alla corte.
Vostro Onore,
dico che le istruzioni
ai membri del partito nazista sono spesso date sotto forma di...
- allusioni, insinuazioni e che Goebbels... - Questo e' assurdo!
Un ordine e' un ordine solo quando e' un ordine.
Non si puo' gestire un'organizzazione con cenni del capo, occhiolini e...
- Allusioni? - Non si puo'!
Questa e' una questione d'onore ora. Non mi faro' insultare.
Lei chiede:
"Qual e' il nostro atteggiamento nei confronti della Costituzione?"
La Costituzione descrive il teatro di guerra.
Ci atteniamo alle sue regole.
Non descrive lo scopo.
Lo scopo e' arrivare
alla stesura di una nostra costituzione.
- L'ho detto chiaramente al popolo tedesco. - Ma non a questa corte.
Si', a questa corte.
Alla sempiterna corte della storia.
Osserveremo la legge...
finche' non arrivera' il momento di riscrivere questa legge.
E allora, "cadranno le teste", non e' cosi' che ha detto a Lipsia?
Che sta dicendo?
Ho chiarito la mia posizione.
Preferirebbe un poliziotto con un mandato
che terrorizza gli avversari alla folla. E' quello che ha detto.
Ordine! Ordine!
La distruggero' personalmente.
Non ne avra' mai la possibilita'.
Ordine. Herr Litten, si avvicini, per favore.
Dove ha intenzione di arrivare?
Mi limito a seguirlo.
Qui non si processa quello che un uomo potrebbe fare,
ma quello che potrebbe aver detto, o dira',
riguardo al caso che stiamo affrontando.
Questo e' un tribunale, Litten.
Non leggiamo il futuro nelle sfere di cristallo, qui.
La prego di attenersi ai fatti.
- Non e' un po' ingenuo? - Come scusi?
- Lui l'ha minacciata! - Non ha fatto nulla di simile!
Ha dichiarato guerra alla legge.
Lei non puo' ignorare la violenza di cio' che ha appena detto. Non puo'.
Puo' solo fingere di farlo.
Sa, non si e' mai cosi' vivi
come quando si guarda qualcuno morire.
Sta dicendo che...
questi uomini violenti e altri come loro, non hanno nulla a che fare con lei?
- Ha gia' risposto a questo. - Obbediscono ai suoi ordini,
fanno cio' che lei vuole.
Herr Hitler, non e' tenuto a rispondere a questa domanda.
Non ho bisogno di dare ordini.
Io sono qui perche' un uragano mi ha portato qui.
Alle prossime elezioni, i nostri 107 seggi al Parlamento diventeranno 200.
Ecco perche' ci temono.
Qualche eccesso di esuberanza nei ranghi non mi mettera' in confusione.
Sono il padrone di me stesso.
I socialisti e i comunisti distruggerebbero la Germania, non io.
Io ho un impegno saldo come il granito verso la legge e l'ordine.
E nessuno mi fara' cambiare idea.
Il nostro destino e' dare nuova forma allo stato tedesco.
E si', alla legge tedesca, secondo i nostri principi.
Questa e' la destinazione verso cui mi sta portando il popolo tedesco.
Possiamo dibattere questioni sofisticate per tutto il giorno,
e intanto stare seduti a guardare la cultura tedesca che va in rovina.
O possiamo dare forma
alle incredibili forze che si sono scatenate in Germania.
Ordine, ordine!
Silenzio!
Vostro Onore, sta di nuovo tenendo un discorso.
Silenzio, per favore!
Herr Litten, lei ha messo troppo a dura prova la pazienza di questa corte.
L'interrogatorio e' terminato.
Il testimone puo' andare.
Giuro su Dio Onnipotente e Onnisciente
di aver detto tutta la verita', di non aver nascosto nulla o aggiunto nulla.
Che Dio mi aiuti.
- Heil Hilter! - Heil Hitler!
Se farete un po' di spazio, il mio cliente sara' felice di rilasciare una dichiarazione.
- Che e' successo la' dentro? - Scusa?
Te lo chiedo da membro anziano dell'Ordine degli avvocati.
E' successo che il tuo uomo ha fatto il passo piu' lungo della gamba.
Ma e' piu' forte di lui, vero?
Tanta intelligenza. E tanta mancanza di giudizio.
- Hai fallito. - Ma per piacere, Olden.
Ti abbandoni alle emozioni come lui.
Vivi nel tuo bel quadro di Holbein, vero?
Esci dalla cornice per una volta e vedi Hitler per quel che e'.
Ha tamburi di guerra nella voce.
Certo, mentre parlava potevo sentire le rotelle sferragliargli in testa.
Ma non si neutralizza un uomo come Hitler nel modo in cui crede il tuo amico.
Non lo si annienta.
Lo si assume.
Sono fiera di te...
caro... figlio mio
Hai fatto abbastanza, Hans.
La Germania e' migliore dei suoi giudici.
L'hai portato allo scoperto.
Ma devi stare attento.
Non tutti ne saranno contenti.
Credo che non tutti vogliano essere salvati.
E basta con queste penose argomentazioni,
questi battibecchi da scolarette,
questa democrazia degenerata e mendace
che mette i tedeschi uno contro l'altro.
La nostra e' una nazione spirituale
e il popolo brama qualcosa di profondo in cui credere.
Il mio solo compito e' servire questo popolo.
E' assurdo.
Il mio amico sa che e' assurdo. Hans?
Hans, diglielo.
Quell'uomo dice che ci manca la capacita' di credere.
Che sciupiamo le nostre energie in discussioni e litigi.
Beh, io credo moltissimo.
Credo nelle discussioni e nei litigi.
E' cosi' che si crea una societa'.
Credo anche in una legge che stabilisca le regole
per queste discussioni e che nessuno,
assolutamente nessuno sia al di sopra di essa.
La legge e' quel processo in cui un uomo forte volontariamente
si impone delle restrizioni,
costretto da un'arma che egli stesso pone nelle mani del suo fratello piu' debole.
E' cio' che chiamiamo civilta'.
L'uomo che e' appena andato via, non concepisce la legge
come strumento per proteggere il proprio fratello,
ma come mezzo per distruggere i suoi nemici.
Vorra' che viviate senza legge e quindi
vorra' che viviate senza idee.
I vostri pensieri faranno di voi dei criminali.
QUATTRO MESI DOPO
Non la vediamo piu' tanto spesso in tribunale.
La gente comincia a preoccuparsi per lei.
E' lei, vero?
Mi chiedo cosa ci vorrebbe
per trasformare questo cappello in uno yarmulke.
Lasciatemi stare, per favore.
Lei e' Litten, vero?
Non ha mai detto di si'.
E' perche' io...?
Perche' una volta ci ha cacciato da un tribunale?
Deve ritenerci persone davvero meschine.
La cosa e' un po' piu' importante di cosi'.
Vuoi farne parte anche tu?
Immaginavo di no.
Quanto tempo pensi di avere ancora, Litten?
I pedoni non sono un fastidio, Hans.
Sono un'opportunita'.
Sono noiosi.
Hans, Rudolf e' venuto a trovarti.
Perche' ogni volta questa frase mi riempie di trepidazione?
- Cos'e'? - Aprila.
Parigi.
Immagino tu non abbia risparmi.
Troverai l'indirizzo di una pensione a Belleville.
E' gestita da un vecchio socialista. Ci ha gia' aiutato in passato.
Puoi restare li' finche' non ti sarai sistemato. Non e' molto, ma...
non sei abituato a molto.
Beh, grazie, Rudolf.
- Davvero, grazie. - E' niente.
No, no, e' molto.
Ma non posso partire.
Dammi un solo motivo per cui dovresti rimanere in Germania.
Non posso lasciare mia madre.
Tua madre lo sa.
Quindi anche tu?
E anche tu?
Avete complottato...
alle mie spalle.
- Volete che vada. - Nessuno lo vuole.
E' troppo pericoloso per te rimanere, Hans.
Ti stanno dando la caccia.
Devi andartene.
Devi lasciarci.
Non avrei dovuto raccontarti la cosa delle scale.
C'e' di piu'.
Il tuo nome compare tutti i giorni sui quotidiani nazisti, Hans.
E' diventato una bestemmia.
Lascia la Germania, resta nascosto.
Almeno finche' non si calmano le acque.
Sento che sta per iniziare un'arringa.
No, te la risparmio.
- Ho fallito. - Non hai fallito, Hans.
Hai mostrato alla corte chi e' in realta'.
No. E' uscito da quell'edificio in trionfo, Margot.
- Ha trasformato il tribunale in un teatro e non volevo accadesse. - No.
- No. - Ho permesso...
che gonfiasse il petto e mostrasse le piume.
Hai fatto tutto il possibile.
E ora sembra che la Germania lo ami.
Ecco perche' devi andartene.
Ecco perche' devo rimanere.
UN ANNO DOPO ADOLF HITLER FU ELETTO CANCELLIERE DI GERMANIA.
IL 28 FEBBRAIO 1933 UN DECRETO D'EMERGENZA GLI GARANTI' POTERI ILLIMITATI.
IMMEDIATAMENTE EGLI ORDINO' L'ARRESTO DI MIGLIAIA DI OPPOSITORI POLITICI.
HANS LITTEN FU FRA I PRIMI A ESSERE CONDOTTO IN CARCERE.
LA NOTTE IN CUI IL PARTITO NAZISTA PRESE IL POTERE, RUDOLF OLDEN SI RIFUGIO' IN SVIZZERA.
MAX E MARGOT FURST FURONO IMPRIGIONATI NEL 1935,
PRIMA DI RIUSCIRE A FUGGIRE IN PALESTINA CON I LORO BAMBINI.
IRMGARD LITTEN LOTTO' SENZA SOSTA PER LIBERARE IL FIGLIO. NEL 1938 EMIGRO' IN INGHILTERRA.
HANS LITTEN PASSO' CINQUE ANNI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI.
DURANTE LA DETENZIONE, FU PIU' VOLTE TORTURATO.
NEL 1938 SI TOLSE LA VITA A DACHAU.
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