All language subtitles for Les dames du Bois de Boulogne (Bre)_4.AAC_ITA

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Original subtitles

Traduzione: Tartakirka younditalia.wordpress.com

Non sono riuscito a distrarti.

Tu soffri.

So che ti indispettisco, ma sono il tuo pi� vecchio amico.

Anche se tu taci, devo parlare.

H�l�ne, tu hai piantato tutto, hai sacrificato tutto

per un uomo che non ti ama pi�.

Jean mi adora e io lo adoro.

Sai benissimo cosa voglio dire.

Osservalo come io osservo te.

Non c'� amore, ci sono solo prove d'amore.

La nostra felicit� d� fastidio ai nostri amici.

Mi dispiace, ma sono felice.

Dovevo metterti in guardia, perch� ti voglio bene di cuore.

Buona sera, Jacques.

La commedia era lunga, sono esausta.

Buona sera.

Jean!

Mi hai spaventato.

Sono corso a scusarmi per questa stupida dimenticanza.

Queste cose non hanno importanza, tra di noi.

Sono stanca.

Avevo dimenticato di dover cenare da te stasera.

Non ho scuse, sono imperdonabile.

Ti piace questo astuccio?

Mi piace l'oro.

Ti assomiglia...

Caldo, freddo, chiaro, scuro,

incorruttibile.

Che bell'oggetto!

Grazie.

Era il regalo per l'anniversario.

Anniversario?

Sono gi� due anni che abbiamo deciso di vivere l'uno per l'altra.

Sono un mostro.

Non rimproverarti.

Tutti abbiamo qualcosa da rimproverarci.

Anche tu?

Anch'io.

Racconta.

Forse � meglio di no.

Il nostro patto non era di confidarci tutto senza riserve?

E' questo il problema.

Da un po' sono tentata di dirti una cosa.

- Non volevo farti del male. - Farmi del male, tu?

Ebbene, ecco qui.

E' successo piano piano, senza che me ne accorgessi.

Non ridevo pi�, non dormivo pi�.

Mi chiedevo se fosse colpa tua, ma no.

Tu sei meraviglioso come al solito.

Tu sei uguale. Io sono cambiata.

Mi chiedo di continuo:

perch� non sono pi� impaziente?

Perch� non soffro pi� mentre l'aspetto?

Perch� non sento pi� un tuffo al cuore quando lui arriva?

Il rumore dell'ascensore non mi turba pi�.

H�l�ne!

E' una scoperta terribile,

ma voglio essere franca.

Il mio cuore si sta distaccando da te.

Mi aspetto i tuoi rimproveri, le amarezze, le ingiurie.

Le peggiori me le sono gi� dette.

Solo una mi ferirebbe: "ipocrita".

H�l�ne, tu sei meravigliosa.

Tu hai parlato per prima, ma io ho sbagliato per primo.

La storia del tuo amore � esattamente la storia del mio.

Tutto questo me lo sono detto anch'io.

Tacevo, soffrivo. Ma non osavo aprire bocca.

Che lezione!

- Davvero? - S�.

H�l�ne, sei bella. Sei sorprendente.

E' come se ti vedessi per la prima volta.

Dovremmo congratularci con noi.

Sarebbe stato terribile se uno avesse amato pi� a lungo dell'altro.

S�, terribile.

- Che ne sar� di noi? - Nessuno di noi due � stato ingannato.

Evitiamo una rottura grottesca.

Continueremo a vederci.

Eluderemo la terribile agonia degli amori che finiscono.

Nessun inganno, nessuna sorpresa, nessun disgusto.

Saremo gli unici nel nostro genere.

Ti restituisco la tua libert� e tu mi rendi la mia.

Andremo ognuno per la propria strada.

Ci faremo le confidenze a vicenda,

e io ti far� le mie se ne avr�, ma ne dubito.

Tu mi hai reso di gusti difficili.

Chi sa quel che succeder�?

Forse capir� che eri l'unica donna che poteva farmi felice.

Forse tu proverai la stessa cosa.

E un giorno ci ritroveremo,

e io rester� con te per tutta la vita.

E se quando ritornerai non mi troverai pi�?

Tutto � possibile.

Potrei innamorarmi di un altro. Anche se nessuno sar� mai come te.

Non sarebbe colpa di nessuno.

Buonanotte, H�l�ne.

Buonanotte, Jean.

Prendi tutte le chiamate. Non ci sono per nessuno.

Per nessuno?

Per nessuno.

Mi vendicher�.

Agn�s, cara, hai una brutta cera.

Grazie, sempre belle notizie.

Dico quello che penso.

Sbrigati.

Per quegli imbecilli?

Imbecilli che ti aspettano e che ti mandano splendidi fiori.

Lasciali stare.

Come sei nervosa! Dobbiamo portarli a casa.

Odio i fiori recisi.

Soprattutto quando li manda un ubriacone!

- Sei pazza! - No, non sono pazza.

Stasera sei irritabile, Agn�s.

Scusa mamma, non sono arrabbiata. Sono solo stanca.

Segua quella macchina.

S�, signora, sono io.

H�l�ne! Cosa ci fa qui?

Venga, presto.

Devo rimproverarla.

Tre anni senza una parola, senza una lettera...

Credevo che non esistessimo pi� per lei.

Posso dire la stessa cosa di lei.

La celebrit� di Agn�s mi ha portato da voi.

Altrimenti non vi avrei mai trovato.

- Sa delle nostre disgrazie? - Le immagino.

La rovina finanziaria subito dopo il nostro arrivo a Parigi.

Questo appartamento enorme,

e io aggrappata ai mobili che mi portavano via.

I com�, le mensole, i lampadari...

tutto quello che mi ero portata dalla campagna.

Che Dio la preservi dalla povert�, H�l�ne.

E Agn�s?

Un angelo!

Si era rassegnata.

La danza era la sua vita, ma non era il suo sogno.

Voleva vivere per la danza, e non danzare per vivere.

In un batter d'occhio ha rinunciato alle sue vere attitudini...

all'Opera, alla gloria...

Lei ha successo.

Lasciatemi in pace!

Basta! Questa � casa mia!

Agn�s! Bambina mia!

Non sono la tua bambina, sono una puttana.

Lasciami in pace!

Mio Dio, mio Dio!

Sono costernata.

Io non ho sentito niente. Io vedo e sento solo quello che voglio.

Ero cos� felice di rivederla!

Andiamo.

Che disastro!

E' finito, tutto finito...

Cosa dice? Non � finito niente, io sono qui.

Nessuno ci pu� pi� aiutare.

- Capito a proposito. Lasci fare a me. - Non c'� niente da fare.

Invece s�, e subito. E' molto semplice.

La prego, si calmi.

- Non ne posso pi�. - Ascolti.

Avrete una vita degna di voi. Ci penser� io.

Perch� dovrebbe occuparsi di donne come noi?

Non posso lasciare questa ragazza nei pasticci. Devo intervenire.

Per prima cosa, bisogna porre fine a questa vita disordinata

e trovare per lei e Agn�s un modo di vivere meno pericoloso.

Ma � impossibile.

Agn�s deve smettere di esibirsi in pubblico.

Venderete il resto dei mobili.

Fuggirete da questa casa e da questi intrusi. Vi trover� io una nuova casa.

- Ho dei debiti. - Me ne occuper� io.

- Per prima cosa non vedrete pi� nessuno. - Ci troveranno.

No, se volete, non vi troveranno..

Riprendete il vostro vero nome e le vecchie abitudini.

Cancellate tre anni di vita. Non � difficile.

Niente riconoscenza, le chiedo solo di seguire i miei consigli.

- Lei � un angelo.. - Io, Agn�s... siamo tutti angeli.

Mi obbedisca e non si lasci andare.

Lascerete questa casa domani.

Ora si stenda, si rilassi e dorma.

Non mi accompagni.

Agn�s! Agn�s!

- E' tetra. - Un pianoforte!

La danza no, ma mi resta la musica.

Non ti impediamo di ballare, balla!

Sei sicura che tutto questo sia necessario?

In tal caso l'accetto, ma capisci in cosa ci imbarchiamo?

Perfettamente, la nostra vita era un incubo.

E qui � un sogno.

Guarda.

Io questa la chiamo prigione.

Gli alberi!

Hai una vista incantevole.

Avr� il diritto di guardare fuori?

No, no, cara signora, lei dimentica i nostri accordi:

non mi ringrazi pi�.

Al Bois de Boulogne alle 3 oggi pomeriggio.

Siate puntuali e non allontanatevi troppo dalla cascata.

Agn�s si deve annoiare a casa.

Le far� piacere uscire.

Alla cascata, ha capito perfettamente.

Io esco, ma torno per pranzo. Saremo in due.

Cos�, la tua porta � chiusa per tutti.

Tu hai un segreto. Dimmelo!

Avevamo deciso di dirci tutto.

- La gente mi annoia. - E Jacques?

Non ci tengo a vederlo.

- Tu mi ami ancora. - Forse.

E ti comporti in modo irreprensibile.

Forse.

Ora ti credo capace di qualsiasi eroismo.

Posso essere eroica se devo.

Ma, H�l�ne, perch� vivi cos� sola?

Cos� in disparte?

Sei fatta per essere amata e ammirata.

Approfitta del tuo fascino, che non � solo di donna

ma anche il fascino di una maga.

E' inutile, caro Jean.

Il mio cuore � calmo, che resti cos�.

La nostra amicizia non basta a renderti felice.

Non condannarti alla solitudine a causa della nostra rottura!

- Allora mi consigli Jacques? - S�.

- E' il tuo consiglio da amico? - S�.

Non ti lascio pi�. Andiamo a fare una passeggiata.

Ti porto a uno spettacolo.

Con questo sole?

Mi dispiacerebbe chiudermi al buio.

Allora faremo una passeggiata.

Dove?

Dovunque.

Al Bois?

Facce dal passato.

Le mie vicine in campagna tre anni fa.

Vi presento uno dei miei migliori amici.

- Come la trovi? - L'ho appena guardata.

- L'hai guardata bene. - Ha un viso che colpisce.

Assomiglia pi� a una ragazza di campagna che a una parigina.

- Mi piace il suo sguardo. - S�.

Ti guarda in faccia, ma � timida.

Sai che sono stato tentato di piantarti per riaccompagnarle?

Al telefono.

S�?

Rientriamo in questo istante.

Cosa?

E' contenta? E' contenta?

Anche noi, mia cara.

L'abbraccio, a presto.

- H�l�ne � contenta. - Contenta di cosa?

Non molto tempo fa, all'ora del t� scappavi.

A casa tua si incontravano solo signore chiacchierone.

- Ma alcune sono diverse... - Altre?

Hai rivisto le signore del Bois du Boulogne?

No.

Sbagli.

Dovresti invitarle, aiutarle.

Ti piacciono le signore del Bois du Boulogne?

Non somigliano alle signore che si incontravano qui.

Molto perspicace. Gli somigliano cos� poco

che declinano i miei inviti.

- Perch�? - Per delicatezza, per scrupolo.

Sono cos� povere?

Sono passate dall'opulenza alla miseria.

Eppure sono felici.

- Mi sorprendono. - Io le ammiro.

Pensi che posso cercare di distrarle?

Non pensarci nemmeno.

Ti sbagli completamente su quella ragazza.

Sei proprio fuori strada!

E' il tipo di ragazza inaccessibile.

Non l'avvicini, non la tenti, non ottieni niente.

Se andassi da loro, mi sbatterebbero la porta in faccia?

Tu? A piazza Port-Royal?

Piazza Port-Royal?

Certo che ti sbatterebbero la porta.

Dunque devo rinunciare?

Sarebbe saggio.

Caro Jean, attento ai tuoi capricci. Corri incontro al disastro.

Preferisco avvertirti invece che consolarti.

A domani?

A domani.

Il signore ha dimenticato i guanti, glieli rendo domani?

Domani non verr�.

Sono fortunato!

Io no, mi lasci in pace.

Il Bois, la cascata...

Ha dimenticato?

Era lei alla cascata? Avevo dimenticato.

Sono cos� felice, ero sicuro di ritrovarla!

Sicuro?

Un filo mi lega a lei, dovevo solo seguirlo.

Come si chiama il vostro filo, indiscrezione? - Certezza.

- Vi lascio. - Di gi�?

Le piace tanto la pioggia?

La pioggia?

- Sono delle piogge che durano. - S�, durano.

- Dove va? - A prendere un ombrello.

- Per chi? - Per lei.

Non si dia pensiero.

Vorrei salutare sua madre.

Che peccato, non c'�. Prenda il suo ombrello.

- Il suo ombrello? - Prenda.

- Non scender� di nuovo? - Ma s�.

Non glielo rovino, glielo riporter�.

Non si disturbi. Lo tenga. E' vecchio, ha affrontato molte tempeste.

Un ricordo?

Lo regali all'amica con cui l'abbiamo incontrata al Bois.

- La vedr� presto? - Io la vedo poco, e lei?

Una volta all'anno. Noi non frequentiamo nessuno.

E la prego, caro signore, di tenerlo a mente.

Segua il suo filo e non perda la strada.

- Perch� quella faccia, Agn�s? - Tu non capisci.

Cosa? Tu presti l'ombrello e...

Non � l'ombrello!

Non ho rotto con la nostra vita precedente

perch� era un miscuglio di povert�, falso lusso e falsi piaceri.

Ho rotto con quella vita stupida perch� avevo bisogno di vivere e di gioia di vivere.

Ma questi fiori rovinano tutto.

Ma sono fiori di gioia, angelo mio.

Prima dietro ogni fiore vedevo il volto di un uomo.

E adesso guarda.

Dietro questi fiori c'� sempre il volto di un uomo che ci minaccia.

- Ecco cosa abbiamo guadagnato. - Agn�s, tu drammatizzi.

Ieri aprivamo la porta a qualsiasi uomo e c'erano fiori.

Oggi la chiudiamo e ci sono dei fiori.

- Domani ne arriveranno altri. - Li rifiuteremo.

E io rester� quella che sono.

Non dovevi prestare l'ombrello.

Gli avevo detto di non restituirmelo!

Agn�s, il mio ombrello?

Scusa, mamma.

Credimi, avevo ragione.

- Allora va bene. Non pensiamoci pi�. - Facile!

- Sii semplice. - Semplice?

S�, semplice, come me.

Io accetto le cose cos� come vengono.

Prendo solo ci� che le cose mi offrono.

Questi fiori mi danno il loro profumo e io lo respiro.

Esci?

- Dove vai? - A organizzare la nostra quiete.

- Tu sei matta! - Voglio che quello che succede sia chiaro.

Agn�s, cosa c'�?

- Siamo state scoperte. - Che noia. Parli subito.

- Non indovina? - No.

- Qualcuno che conosco. - S�.

Allora indovino.

Mi aspettava davanti a casa.

Mi ha abbordato e accompagnato alla porta.

Ora siamo arrivati ai fiori e aspettiamo una sua visita.

Non doveva riceverlo la prima volta.

- Infatti l'ho mandato via. - Brava!

Pioveva, ho fatto male?

- Approvo. - Sinceramente?

Sinceramente.

- Torner�. Cosa mi consiglia? - Lo metta alla porta.

Segua il mio consiglio.

Era difficile per mia madre e me,

mettere un suo amico alla porta senza consultarla.

E' giusto. La aiuter� io.

- Mi aiuter�? - Con i mezzi di cui dispongo.

- Allora sono una sciocca. - Perch�?

- Ho avuto paura. - Paura di cosa?

Paura e basta.

Ero a disagio. Vedevo che dava il nostro indirizzo a chi glielo chiedeva.

E diventava indifferente ai nostri problemi,

preoccupata solo delle sue esigenze.

Sono stata stupida.

E ora � tranquilla? E' sicura di me?

- S�. - Molto bene.

Allora si sieda. Dovr� scrivere una lettera.

- Una lettera? A chi? - A me.

A lei?

Non � difficile, la scriveremo insieme.

Non ti si vede pi�.

Ho fatto una cosa interessante.

Camminavo lungo la Senna,

provando a contare fino a mille da un ponte all'altro.

Se superavo mille, tornavo indietro e cambiavo ritmo.

Salendo da te mi sono detto:

"Se arrivo col piede sinistro, sono perduto".

Ma per fortuna, sono arrivato col destro.

E cosa ti obbliga a esercizi del genere?

La disperazione.

La disperazione?

H�l�ne, devo parlarti, anche a costo di offenderti.

Mi sto ammalando. Non posso fare a meno di lei.

L'ho rivista.

- Chi? - La ragazza del Bois de Boulogne.

Ho scoperto il loro rifugio, grazie a te.

- Io? Ti ho dato l'indirizzo? - Non tu, la tua bocca.

A volte non sorvegliamo la nostra bocca.

- In altre parole hai fatto una gaffe. - Se ho fatto una gaffe, mi dispiace.

- Fammi un favore. - Quale?

Quelle signore non vogliono pi� saperne di me.

Non escono mai, e non ricevono nessuno.

H�l�ne, quella ragazza � meravigliosa. Devo rivederla.

Devi darmi questa possibilit�.

Ci penser�, ma a una condizione:

che non le tormenti pi� con il tuo atteggiamento.

Mi fai arrivare lamentele sgradevoli.

Mi hanno scritto e se vuoi averne una prova...

Ecco la lettera.

E' di Agn�s. Leggila.

La sua scrittura le somiglia.

Senza fronzoli. Infantile e nobile.

E' come la scarpetta di Cenerentola.

Se trovassi una lettera cos� per strada

manderei i miei uomini a cercare chi l'ha scritta.

Tutto qui l'effetto che ha su di te?

Le lascer� in pace, H�l�ne, lo giuro.

Ma in cambio me le farai rivedere.

In cosa mi trascini!

Vuoi affibbiarmi un ruolo impossibile.

Ami, non ami... La cosa mi riguarda?

Arrangiati da solo con i tuoi affari di cuore.

Come vedrebbero loro la mia condiscendenza

se immaginassero che favorisco i tuoi piaceri?

H�l�ne, hai frainteso.

Non si tratta dei miei piaceri.

Ti voglio troppo bene per renderti complice di una storia irrilevante.

No, H�l�ne.

Io amo.

Io perdo la testa. Sono capace di tutto.

Il viso di Agn�s mi squarcia il petto come una ferita.

Quando dormo la incontro e quando mi sveglio la sogno.

Immagino dei piani

per forzare la sua porta, per sfidare le sue consegne,

per urlarle quello che mi affligge.

E quando sono esausto, conto...

Conto gli alberi, i solchi del marciapiede, i lampioni. Sto impazzendo.

Quanto la ami!

Prima hai voluto guarire

e ora fai di tutto per impazzire.

- Quando la rivedr�? - E sei fiero della tua pazzia!

- Quando la rivedr�? - Non lo so.

Questo pianoforte � insopportabile!

Credevo che la musica ti avrebbe calmato.

Non dovr� a te la gioia di rivederla?

Sei pazzo, mio caro. E non c'� pi� rimedio!

Uno c'�, ma tu non vuoi procurarmelo.

Non � vero che non voglio.

Non posso.

Jean!

Lasciami andare, H�l�ne!

- Perch� te ne vai? - Perch� non mi piace il piano.

- Cosa conti di fare? - Sparire!

Sparire dove?

Non voglio pi� vedere lei, n� te, n� nessuno.

Tutto questo � assurdo.

Ti organizzer� un incontro e la vedrai.

- E' possibile? - Sono pazza come te.

Hai ancora un dominio terribile su di me...

e questo mi spaventa.

- Puoi obbligarle a vedermi? - Questo no.

Ma posso favorire il caso.

- Dammi tempo. - No, presto.

Domani!

Domani?

Quando balli, Agn�s, sembri un'altra persona.

Ti illumini come una luce sospesa in aria.

Guarda bene perch� ora la spengo. Non baller� pi�.

Che altro c'�?

Ho deciso di smetterla con il ballo e le maschere.

Non ho cambiato quartiere e stile di vita, ho...

Agn�s, bambina mia!

- Che succede? - Niente.

- Niente? Ho creduto che fossi morta. - Non � niente.

Non baller� pi�.

E' stato il cuore.

Al telefono.

- E' il telefono. - Vado io.

No, vado io.

Tu sdraiati, sii ragionevole.

Stasera?

S�, certo.

S�, mia cara, con piacere.

H�l�ne ci invita a cena.

Agn�s la ascolta. Parla con lei.

Sono davvero felice. A stasera.

- Saremo sole? - Naturalmente.

Viviamo da primitivi, per noi � una festa trovarci da lei.

- E' un rimprovero? - Niente affatto.

La mamma voleva dire che � gentile a invitarci quando � sola.

Sa che non la metterei in contatto col primo venuto.

Gliel'ho promesso.

Buona sera, H�l�ne.

Venivo per farmi invitare a cena, ma sono di troppo.

S�, sei di troppo.

Gi� che ci sei, rimani.

Conosci tutte, siediti.

Ti scusiamo.

Un'altra volta avvisa. Non puoi fare sempre improvvisate.

Come deve essere piacevole vivere improvvisando,

avere un filo che ci guida sempre.

E' molto piacevole.

Io e mia figlia ne approfittiamo per ringraziarla dei fiori.

La casa � piena.

Sembra una serra. E' un sogno!

Agn�s era entusiasta, era...

I bicchieri rotti...

L'avete detto insieme. Esprimete un desiderio.

Avanti, il mio l'ho espresso.

Anche io mio.

E sarebbe curioso se fosse lo stesso.

Trovami una donna che faccia altrettanto.

E' stata una catastrofe.

- Una catastrofe? - Una cena catastrofica.

Ma quell'imbarazzo, quella goffaggine.

Quella fuga.

Erano adorabili.

- Sempre cos� pazzo? - Pi� che mai.

Quella ragazza deve essere mia!

Forse lo sar�.

Ma in che modo?

Vedremo.

Io la conosco, mio caro Jean.

Non c'� niente di nuovo.

Agn�s, vuoi spiegarmi il tuo comportamento?

Quel ragazzo � affascinante.

Niente a che vedere con le altre nostre conoscenze.

Ammetti che � diverso.

Perch� quel muso e il bicchiere rotto?

Perch� andar via in tutta fretta?

Perch� fare la maleducata con H�l�ne?

Niente giustifica questa scenata.

Buonanotte, mia cara.

Piangi?

Lasciami in pace.

Non voglio mai pi� vedere H�l�ne, n� quell'uomo..

Tu mangiavi, ma io ho visto tutto.

Tutto cosa? Spiegami.

Non si pu� spiegare.

Non voglio nemmeno cercare di capire. E' qualcosa di troppo grave.

Promettimi di non accettare pi� niente da H�l�ne e di non vederla.

Mia cara, � impossibile.

Prende in giro noi, prende in giro gli uomini.

Ma se loro sono idioti, tanto peggio per loro!

Promettimelo! Promettimelo!

- Senza di lei finiamo in mezzo alla strada. - Lo so e lo sa anche lei.

E' tragico.

Il destino � tragico.

Ma preferisco un destino che ci appartiene a uno che ci � imposto.

Purtroppo non so fare pi� niente.

- Prima avevo un mestiere. - Non tormentarti.

Hai mille modi per essere felice e rendere felice.

Rendere felice chi?

Io penso solo alla tua felicit�, angelo mio.

Non pensarci troppo, preferisco lottare da sola.

Oh, � lei. Ne ero sicura.

Dovevo finire.

Sono desolata, non posso riceverla.

Entri.

Mi figlia non deve trovarla qui.

Non la vedr�? - No, non deve nemmeno sospettare che � venuto!

Abbiamo cos� poco spazio.

E' qui che lei si muove, dorme.

E' qui che suona il piano,

e si siede e si sistema per leggere.

Questa lampada � lei.

Questi fiori sono lei.

Questo quadro, questo cuscino... sono lei.

Sono Agn�s? Allora devo mostrarle tutto.

- La sua camera... - La camera di Agn�s.

I suoi libri.

Le sue foto.

Agn�s a cinque anni...

Agn�s a dieci anni.

Agn�s a sedici anni, a cavallo.

Cos'�?

Una maschera.

- Le piace mascherarsi? - Le piaceva.

Le piacevano i vestiti, i gioielli, ma in passato.

Col suo permesso vorrei farle un regalo

ogni tanto, senza che sospetti niente.

Non accetterebbe.

Certo, ma non le dir� da parte di chi �.

Vedremo. Lei subodora la minima bugia.

- Andatevene! - Posso lasciarle una lettera?

No, niente lettere. Assolutamente! Vada via, presto!

Mia cara, siamo salve!

Da cosa? - Da H�l�ne, non renderemo pi� conto a nessuno.

Ho trovato un lavoro.

- Che cos'hai? - Niente.

Un lavoro, un lavoro vero!

E' una sorpresa, diciamolo a H�l�ne. Pregusto gi� la gioia.

- Mamma tu non sei felice, hai qualcosa. - No, niente.

Hai frugato tra le mie cose.

Mettevo in ordine e ho fatto cadere il tuo costume.

E questa cos'�?

"Anche se non verr�,

io l'aspetter� tutti i giorni alla cascata."

Agn�s, parlami di questo lavoro.

Che tipo di lavoro � esattamente?

Sei sicura che non rischi di essere riconosciuta?

Agn�s, non commettere imprudenze!

Ma no, mamma, ma no!

Allora, la chiudo dentro?

Sia gentile, ancora un attimo.

Sono quei signori a spaventarla?

- Non c'� un'altra uscita? - No.

E non se ne andranno.

Lo so. L'aspettano da stamattina.

- Questo � il prezzo della gloria. - Quale gloria?

Vogliono gli autografi.

Avanti, la conosciamo.

Tutto il negozio ne parla. Sappiamo che fa la ballerina.

Agn�s, che cos'hai?

Non c'� speranza.

Pensavo di poterne uscire, ma sbatto contro un muro.

Spiegami, mamma, io non capisco.

Dobbiamo portare in eterno il peso di un errore commesso?

- Non � giusto. - Ti hanno riconosciuto, te l'avevo detto.

L'avevi detto, l'avevi detto! Tu hai sempre ragione!

Lasciamo perdere tutto.

La nostra vita ti faceva orrore, non puoi ricominciare.

- Gli uomini sono atroci. - Non tutti, non tutti.

Di chi parli?

Come sei impaziente! Non partire alla carica.

Tu fai, tu disfi... Tu chiudi.

Lascia che le cose seguano il loro corso.

Guarda.

- Cosa sono? - Metti questi orecchini.

Da dove arrivano?

Mettili e guardati allo specchio.

Tu credi che sia la mancanza di lussi a rendermi infelice.

Guarda come sei incantevole!

Ma non � questo che mi fa felice.

Se queste perle fossero vere le butterei dalla finestra.

Buongiorno, Agn�s.

Ha dei begli orecchini di perle!

Sono passata dal mio gioielliere, ma li aveva gi� vendute.

- Ero sicura di trovarglieli addosso. - Lei si sbaglia.

Alla sua et� si portano gioielli cos� preziosi?

Se li tolga subito.

- E' incorreggibile! Come ha potuto? - Lei si sbaglia.

Si comporta come una orribile, piccola prostituta.

Le rispedisca da dove arrivano con un secco rifiuto.

Come pu� Agn�s fare delle cose tanto maldestre e sciocche?

Amica mia, la sorvegli.

La trattenga dal fare queste cose.

Non demolisca i miei castelli.

Non distrugga ci� che costruisco con tanta fatica.

Come pu� sopportare che trattino sua figlia da prostituta?

Perch� questo fa, se accetta dei regali.

D'altronde � colpa mia, vi chiedo l'impossibile.

Vivete da recluse e riconosco che non � divertente.

Ma se questa vita vi sembra pesante, ditemelo.

Vi alleggerir� il peso.

Lei riconosce che vi sto aiutando e che il successo si avvicina.

S�.

Allora mi aiuti ad aiutarvi.

E mi avvisi se questa sciocchina si inventer� un'altra stupidaggine.

- Promesso? - S�, H�l�ne.

Credo che abbia ragione. Prometto.

"Non sono coraggiosa.

Le scrivo quello che non oser� mai dirle...

E ancora..."

Dove vai?

Dove vai? Rispondimi!

Sono sicura che sta combinando una sciocchezza.

Da ieri non � pi� la stessa.

Le ho ripetuto di non lasciarla sola un attimo.

- L'ha voluto lei. - Voluto cosa?

Il peggio, cara signora, il peggio per voi.

- Dov'�? - Se lo sapessi, potremmo salvarla.

Sta riuscendo in un'impresa sublime:

perdersi e rovinare tutto.

Pensavo che non sarebbe mai venuta.

Non vengo all'appuntamento, le porto una lettera.

- Una lettera? Qualcosa di spiacevole? - Molto.

Allora la rifiuto.

Le chiedo di leggerla. Glielo chiedo.

- E se la butto? - No!

Non siamo fortunati. Ogni volta che ci vediamo da soli piove.

Venga, ripariamoci.

Allora abita in questa grotta? Che strano!

Ho solo un attimo per confidarle delle cose molto importanti.

Facciamo che questo attimo non abbia fine.

Possiamo farlo.

Abbiamo il potere di trasformarlo in una vita intera, Agn�s.

Andiamo lontano.

Non dice di no? Non la spavento?

Agnes, mi dica che non � un sogno assurdo.

Mi dica che inventa ostacoli, che non esistono tra noi.

Che tutto � semplice, chiaro, che niente ci separa.

Legga questa lettera.

Un giorno la leggeremo insieme, al sole.

Agn�s, c'� un treno alle 7.

Siamo appena in tempo.

Passo a casa, ci troveremo alla stazione.

Alla Gare de Lyon alle 7!

Dove vai?

Da dove vieni?

Gli hai detto tutto?

Non ho detto niente.

Tu lo ami!

Mio caro amico, sei stato stupido.

Ti avevo avvertito che andavi incontro a uno smacco. Quelle donne sono impeccabili.

S�, sono stupido. Avevi ragione.

E passi la vita ad aspettare,

sulle scale, nelle grotte, nelle stazioni.

- E i tuoi affari? - Non posso lavorare.

Non posso pi� parlare con nessuno.

Non posso pi� leggere, scrivere, vivere...

Non pi� un briciolo di volont�.

Sono un morto che cammina.

Vorrei dormire.

A volte vorrei guidare finch� non mi addormento, fino al disastro.

Non ti consiglio i viaggi, faresti 30 km e torneresti indietro.

Mia cara, siamo venute...

Agnes non voleva venire,

ma sono sicura che lei capir� il passo che sto per compiere.

E' un passo molto serio, molto delicato

e che mi turba.

Esito perch� lei � sempre stata tanto buona con noi.

Le parlo in nome di un'amicizia di vecchia data.

Permette?

Pronto? S�, sono io.

Allora, parti, amico mio.

Cosa? Non mi occupo di te?

S� invece, nient'altro che di te.

S�, s�.

Cosa vuoi che faccia?

E allora parti, parti!

Non capisco di cosa parla.

Mia cara, lei ci vuole molto bene,

e sono sicura che ci capiremo.

Non so in quale misura noi le siamo utili.

Non mi siete di nessuna utilit�.

Agn�s attraversa una crisi. Vorrei che lei ed io l'aiutassimo, facilitandole le cose.

Ma la riconoscenza ci impedisce di fare qualcosa senza il suo consenso.

Il mio consenso?

S�, abbiamo dei doveri nei suoi confronti e Agn�s ci soffre.

Vorrei sentirle dire che la lascia libera.

Libera?

Io vi lascio completamente libere.

Ma � lei che non � pi� libera, se � arrivata al matrimonio.

Matrimonio?

Mia cara Agn�s, lei � buffa.

Prima fa impazzire un uomo e poi cosa vuole che faccia io?

Scelga: sposarsi o raccontare tutto.

O preferisce che parli io?

Mamma, andiamocene.

Il matrimonio � impossibile.

- Lo rifiuto. - Perch�?

Se ammettessi questa soluzione orribile, a cosa condurrebbe?

Lui verrebbe a sapere tutto, l'imbarazzo non cucirebbe le bocche.

Le persone non sono dei criminali, Agn�s.

Sia donna. Combatta!

Non si rovini la vita per l'eternit�.

Parler� dopo.

Dopo le cose cambiano.

E del resto non ha pi� scelta.

Andiamo, vieni.

Allora, quanti chilometri?

Un centinaio, andata e ritorno.

- Allora? - Ho preso una decisione.

N� tu n� io apparteniamo alla razza che si sposa.

Oh, io...

Ti vedi sposata?

S�, oggi posso dirtelo.

Ma con un uomo solo.

Chi?

Tu.

- Disapprovi il mio matrimonio? - No.

E' la ragazza adatta a te, sei fortunato.

Sono felice di sentirtelo dire.

Infine posso chiederti un favore

che non ti causer� nessun imbarazzo.

Mi affido a te.

D� loro le mie intenzioni. Sento che baster� poco per convincerle.

Non cos� in fretta, mio caro Jean, non cos� in fretta.

Non si tratta di loro, ma di te.

Prima devo informarmi.

Non voglio che ti butti in un'avventura.

- Mi hai detto che erano perfette. - Certo che sono perfette.

Se la cosa si conclude, mi metto a loro completa disposizione.

Evitano tutti, perci� se vogliono...

faremo una cerimonia semplicissima.

Perch�? Al contrario!

Io vedo un gran matrimonio.

Lascia organizzare tutto a me. E' compito mio.

Ma non cos� in fretta!

No, il pi� presto possibile.

Non mi dar� mai abbastanza pena per essere sicura della tua felicit�.

Ho paura di essermi sbagliata su questa ragazza.

Ho paura per te.

Guarda queste facce...

e informati.

Su cosa? E da chi?

Su Agn�s.

Dov'� Agn�s?

Non lo so.

Vieni.

Vieni!

Non posso, non posso vederli, non posso vedere nessuno.

Vieni!

Uccidimi, ma non trascinarmi l�.

Lasciami.

Fa' di me quel che vuoi, ma ti supplico...

Lasciami!

H�l�ne ti ha detto tutto, sai tutto.

Non so niente e non voglio sapere niente! Mi hai sentito?

La signora � svenuta, si prenda cura di lei.

H�l�ne!

Sembri fuori di te, cosa c'�?

Spiegami in che orribile storia mi trovo!

Io non ci capisco niente.

Non temere di farmi del male, devo sapere! Sto impazzendo!

Niente di pi� semplice.

Hai sposato una prostituta.

Faceva la ballerina, mio caro.

Mi hai giocato un tiro mancino e io l'ho giocato a te.

Tu?

Io.

Sembra che non sapessi cos'� la vendetta di una donna.

Tu?

Non essere assurdo.

Sei sposato con una prostituta. Non ti resta che sopportarne le conseguenze.

Ad un tratto ti trovo molto sentimentale.

E' abominevole!

Dal momento che ti commuovi per il tuo rapporto, non scappare.

Torna da Agn�s.

Non sarai il solo a consolarla. Tutti i suoi amanti sono a casa tua.

E sono una folla!

Sta molto male, ha avuto tre sincopi.

Il cuore pu� cedere da un momento all'altro.

Sono molto preoccupata, bisogna fare qualcosa.

La prego, signora, la prego, mi lasci stare!

Sei qui...

Forse col tempo mi perdonerai.

Ma non avere fretta.

Tante ragazze oneste diventano donne disoneste.

Forse io offrir� un esempio contrario.

Ancora non sono degna che ti avvicini a me.

Aspetta.

Lasciami solo la speranza.

Giudicherai il mio comportamento...

Sar� felice se accetterai per un po' la mia presenza.

Dimmi in quale angolo della casa mi permetterai di abitare.

E io ci rester� senza lagnarmi.

Non sono cattiva.

Mi conosco.

Sono stata debole.

Ti amavo, questa � la mia sola scusa.

Non ho avuto la forza di aprirti gli occhi.

Ricordati la lettera che non hai voluto leggere.

Non � stato divertente.

Puoi dimenticarmi.

Non ti dar� pi� fastidio.

E' facile.

Aggrappati alla vita con tutte le tue forze!

Aggrappati a me! Aggrappati a me!

Io ti amo, non puoi lasciarmi!

Fa' uno sforzo, combatti!

Io combatto.

Sei mia moglie, io ti amo!

Resta con me!

Ci provo.

E' un ordine, non puoi disobbedire!

Resta, resta con me!

Resto.

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