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Original subtitles

[MUSICA TENSIVA]

[VOCIARE INDISTINTO]

- Ciao ! - Ciao. - Ciao. - Ci vediamo dentro.

Ohi ! Ciao.

- Tutto bene ? - Sì, tu ? - Bene.

Vado alla recita di mia figlia. Ci vediamo verso le 14 o 14,30.

- Signor Dario, se viene Biasin per il trattore ? - So che deve venire.

Ci parlo io, ci vediamo dopo !

[SCATTO DELLA SERRATURA]

- Grazie. - Figurati.

- Ti servono per la tua nuova società. - Stavolta te li ridò.

Così...

Ti ho portato il vino nuovo, dovrebbe essere pronto.

Così lo assaggi.

- Ciao, bella, come stai ? - Bene, dài !

- Ciao. - Ohi !

- Ohi ! - Sei sola ? - Dario arriva.

- Ah. - Gli ho tenuto il posto. - Okay, bene.

Com'è ?

Buono.

Dài, bevi anche tu.

Solo un dito, tanto lo conosco bene.

- Devo andare alla recita di Laura. Vieni anche tu ? - Certo che vengo.

Quest'estate me la porto una settimana in vacanza

se non è un problema.

Ehm... Certo. Va benissimo.

Sei suo zio.

[MUSICA TENSIVA]

(insieme) Benvenuta al Sud !

Siamo un popolo valoroso !

Il mio potere mi è stato dato da Ra, il dio del sole.

(insieme) Onora il faraone Tutankhamon !

- Bravi ! - Bravi !

(insieme) Bravi ! [APPLAUSI]

Bravi !

Ciao, papà !

Sei arrivato adesso ? Ti sei perso lo spettacolo ?

- No, ero qui, l'ho visto tutto. - Ti avevo tenuto il posto.

Non volevo fare alzare tutte le persone.

Brava, eh ? Brava, Laura !

Bravi !

[APPLAUSI]

Buonasera.

- Ispettore. - Landrulli !

- Da dove salta fuori ? - Ero dietro. - Ah.

- Chi era ? - Fabio Berrin, 38 anni, incensurato. - Ah.

Come mai non avete ancora coperto il corpo ?

- Lo facciamo subito ? - Sì, grazie.

Possiamo coprire il corpo ? Grazie.

Nessun segno di violenza, il medico dice che è stato un arresto cardiaco

ma la presenza di macchie sulla pelle indica

che è avvelenamento o intossicazione.

Mmm.

"Intossicazione"...

Eh...

Oh, Madonna...

- Buonasera, ispettore. - Guerra, buonasera.

Ho trovato alcune foto. Ehm...

Sono foto di diverse donne in atteggiamenti privati.

Tra queste c'è anche Francesca Ghisleri.

- Chi è ? - La compagna di Fabio Berrin. - Ah.

- Lei ha trovato il corpo. - Ah !

- E' qui fuori, non so se vuole interrogarla. - Sì...

Metta via quelle foto. Le conservi, ma... Grazie, vado...

Prego, ispettore.

- Prego. - Grazie.

- Buonasera, sono della polizia. Mi chiamo Stucky. - Francesca.

Ho suonato al cancelletto e Fabio non mi ha aperto

quindi sono entrata, perché ho... un mio mazzo di chiavi

e quando... ho aperto la porta, l'ho trovato lì.

Signora, lei è sposata ? Separata ?

- Sì, sono sposata. - Mmm.

Ma avevo deciso di divorziare da mio marito.

Fabio mi aveva chiesto di sposarlo.

Suo marito era al corrente della sua relazione ?

- Sì. - E come aveva reagito ?

Male.

Aveva detto che sono una pazza che vuole abbandonare suo figlio.

Non voglio abbandonare un bambino di tre anni

ma non voglio più stare con lui.

Se due non stanno più bene insieme, è meglio separarsi, no ?

Certo.

Ma... le va di raccontarmi che tipo era Fabio Berrin ?

Fabio era...

Era uno che amava la vita.

Che lavoro faceva ?

Voleva aprire una sua attività.

C'era un suo amico che costruiva barche

che gli aveva chiesto di entrare in società.

Aveva dei capitali da investire ?

Sì, aveva diversi soldi vinti a carte.

- "A carte" ? - Sì, a poker. Giocava a poker.

Andava a fare dei tornei o giocava con dei suoi amici.

- Era un professionista ? - Sì. - E vinceva spesso ?

Sì, anche decine di migliaia di euro alla volta.

Mi scusi. [PIANGE]

Che lei sappia...

Berrin soffriva di qualche forma di allergia grave a qualcosa ?

No, non mi sembra.

- Grazie, Guerra. Buongiorno. - Buongiorno.

- Sono Valentina, come posso aiutarla ? - Buongiorno.

Io sono Stucky, della polizia.

- "Della polizia" ? - Vorrei parlare con il signor Perricon.

- Certo. L'accompagno, prego. - Grazie.

Aspettiamo.

Nelle cisterne avviene la fermentazione del prosecco

fiore all'occhiello dell'azienda e del territorio.

Imbottigliamo circa nove milioni di bottiglie l'anno

e distribuiamo in 40 Paesi in tutto il mondo

coprendo tutti i continenti.

Siamo quasi arrivati. L'azienda è molto grande.

Ecco la zona dell'imbottigliamento, aperta 24 ore su 24.

L'altro settore è quello delle cisterne di produzione.

[VOCI INDISTINTE] Eccoci qui.

- Il signore è qui. Un attimo. - Se qualcosa non torna, lo segni.

Dottor Perricon, c'è la polizia.

- Come "la polizia" ? - Eh, sì.

- Vuole parlare con lei e farle delle domande. - Va bene.

Vai avanti con il lavoro qui.

La sua collaboratrice mi diceva... Ho capito bene ?

Producete nove milioni di bottiglie l'anno ?

Quest'anno dieci milioni, però il 90% sono per esportazione.

Impressionante !

[RISATA DI STUCKY]

Dieci milioni di bottiglie di vino !

Ve bene, senta, non ci giriamo troppo intorno.

E' venuto qui per capire se c'entro qualcosa con la morte di Berrin ?

- Ah, ha saputo ? - Eh, sì. - Ah.

Sappiamo che è morto avvelenato, ma non sappiamo le circostanze.

(in veneto) Non si è ucciso.

Che si sia ucciso è difficile. Perché ne è sicuro ?

- Non mi sembra il tipo. - Lo conosceva personalmente ?

Non di persona, ma per via del fratello Dario, che fa il vino.

Poca roba, ma buona.

Fabio è il fratello "mona". Non ha mai lavorato.

Sempre a spese di suo fratello.

Con la scusa che era un bel ragazzo, si è fatto mezza Treviso.

Se non erano sposate, non le voleva, compresa mia moglie.

Le ha detto che la voleva sposare, figuriamoci.

Lei ci è cascata con tutte le scarpe, è fatta così.

Mmm. Quindi lei conosceva Fabio Berrin solo per sentito dire ?

Sì, ma quando ho saputo che si vedeva in segreto con Francesca

sono andato a trovarlo di persona.

- Che vi siete detti, quando vi siete incontrati ? - Niente.

Gli ho rotto il naso con un testata e sono tornato a casa.

Non c'era altro da dire, no ?

Comunque, Berrin è morto ieri e io ieri stavo in albergo.

Sì, al Grand Hotel Liotard, stanza 182.

Da tre settimane lei va e viene senza restituire mai la chiave

per cui non si sa mai se lei è davvero in camera.

E ora ? Certo, certo che esco.

Non è una prigione, è un albergo. Pago !

Ma è uscito nel senso che è venuto qui in azienda ?

No, sono andato a pescare sul Sile.

- "Sul Sile" ? - Sì. - Da solo ?

Sì. Mi sarà passato qualcuno dietro.

Lì ci vanno a correre, in bici... Qualcuno mi avrà visto.

- Le piace pescare ? - Sì, però non ho mai tempo di andarci.

E l'ha trovato proprio ieri ? Che bravo.

Nell'ultimo periodo non sono riuscito a venire molto in azienda.

Non so se le è mai capitato di...

Glielo spiego io, non è piacevole. Non hai voglia di fare un cazzo.

Allora, lei odia Fabio Berrin.

Lo ha aggredito.

La sua morte la lascia indifferente

e soprattutto non ha un alibi.

Mi manca solo di chiederle come l'ha ucciso.

Io sono uno che ha lavorato sodo per tutta la vita

come mi ha insegnato mio padre e come insegnerò a mio figlio.

Quando ho saputo che quello era morto, ho pensato: "Meglio così."

Così mia moglie se lo dimentica e torniamo insieme.

Io non l'avrei mai ammazzato.

Ho un'azienda che fattura 25 milioni, vendiamo in Giappone...

Le pare che mi rovino la vita per un "mona" come quello là ?

Resti a disposizione.

Mio cugino compra il mosto e prova a fare il vino, ma non...

- Mi stai ascoltando ? - No.

- Andiamo. - Com'è andata ? - Mah...

Mi sbaglierò, ma secondo me Perricon non c'entra niente.

Ah. Beh, dobbiamo parlare ancora con la moglie.

Torniamo verso Treviso ?

No, andiamo da Dario Berrin, in collina.

A Palizzi il vino lo fanno buono.

Non ho dubbi, Guerra.

Signor Berrin ?

- Sì. - Dario Berrin ?

- Sì. - Buongiorno.

Mi chiamo Stucky, sono della polizia.

- Ah. - Salve.

Alessia, piacere. Sua moglie.

- Innanzitutto vorrei farvi le mie condoglianze. - Grazie.

Le posso parlare un attimo ?

A me ?

Va bene.

Ci mettiamo di qua.

Che vuol dire "avvelenamento" ? Qualcosa gli ha fatto male ?

Non so, tipo reazione allergica o shock anafilattico ?

Non lo sappiamo.

Non sappiamo se l'ingestione sia stata volontaria, involontaria

o accidentale.

Il corpo è stato trovato da una donna

con cui lui aveva una relazione.

Si chiama Francesca. La conosce ?

- No. - E' la moglie di Fulvio Perricon. Lui lo conosce ?

Ah, sì, lo conosco.

L'ho incrociato a questi eventi sul vino.

- Che tipo è ? - Fulvio Perricon ? - Eh.

- Uno che fa dieci milioni di bottiglie l'anno. - Mmm.

Lo dice in senso positivo o negativo ?

Entrambi. Comunque, non lo conoscevo così bene.

Anzi, non lo conosco così bene.

Ma... suo fratello ha avuto una serie di relazioni.

Ce n'è stata qualcuna più profonda ?

- Mai sposato ? Figli ? No ? - No.

In questi ultimi giorni l'aveva visto agitato

o preoccupato per qualcosa ?

Era normale. Sempre sorridente, al solito.

Aveva il vizio del gioco ?

Sì.

Soprattutto le carte, il poker.

In passato ha giocato tanto, ha vinto tanto e ha anche perso.

Sa se doveva dei soldi a qualcuno ?

No... Non lo escluderei, diciamo che aveva un po' le mani bucate.

Poi io non so niente del mondo che frequentava Fabio.

Andare con le mogli altrui non l'ha reso molto amato.

- Eh. - Ecco.

Scusi. [PIANGE]

Non ho ancora trovato un momento per piangere.

Lavoro per non pensarci.

A casa non voglio farmi vedere da mia figlia.

Ancora non sa che lo zio è morto ?

- No. - Quanti anni ha ?

- Otto. - Come si chiama ?

- Si chiama Laura. - Aveva un bel rapporto con lo zio ?

Beh, sì, era suo zio.

L'ha vista nascere, crescere.

Eravate tutti insieme ? Qui le dava una mano in azienda ?

- No. - "No" ? - Non molto.

Non era questa la sua strada, aveva altri progetti.

Ha messo su qualche attività ed è andata male.

Dove trovava i fondi ? Le banche ?

Glieli davo io.

Lo aiutavo come potevo.

Signor Berrin, io la ringrazio per il suo tempo.

Mi dispiace di averla disturbata in questa situazione.

- La accompagno. - Grazie.

Che vino fate qui ?

- Glielo faccio assaggiare ? - Volentieri.

- Venga. (in veneto) Andiamo.

Niente diserbanti o pesticidi.

Niente concimi, poche gemme per ogni pianta.

Niente schifezze, insomma.

Il costo del mio è un po' alto, ma mi creda, il guadagno è giusto.

Ci sono anni in cui perdo anche metà della produzione

per via di qualche parassita o insetto.

- La grandine. - "La grandine"...

Questo è dell'anno scorso.

Lei è molto bravo a fare il vino.

Ha imparato da suo padre ?

No, lui non amava la terra.

Per lui era un passatempo e per me è diventata una passione.

- Ah. - E' la mia vita questa.

- Lo imbottigliamo la settimana prossima. - Non è imbottigliato ?

Che peccato, ne avrei preso volentieri una bottiglia.

Se vuole, posso imbottigliarne una.

Grazie.

Confermo che non ci sono segni di colluttazione.

Le radiografie evidenziano fratture ?

- No, nessuna frattura. - Neanche al naso ? - No.

Ho trovato un tatuaggio all'interno del braccio destro

con scritto "12 marzo".

"12 marzo". E riguardo la sostanza che ha causato l'avvelenamento ?

La stiamo analizzando.

Dal tossicologico non è venuto fuori niente, solo un po' di alcol.

Senti, ma...

- Hai mai l'impressione di stare sbagliando tutto ? - Sul lavoro ?

No, in generale. Lavoro, vita privata, un po' tutto.

A volte mi sembra di fare una vita che non ho scelto io.

A parte i figli, ovviamente. Per il resto non lo so.

Non faccio mai qualcosa per me.

Mi sveglio, preparo la colazione, vengo qui

torno a casa, preparo la cena e crollo nel letto.

Il giorno dopo di nuovo, casa, lavoro, casa, lavoro.

Non vedo nessuno e non parlo con nessuno, a parte te.

- Già questo mi fa sentire meglio. - Mi fa piacere.

E' bello parlare con qualcuno, è come andare dallo psicanalista.

Beh, anche lì tu parli, racconti le tue cose...

- A volte stai anche in silenzio, giusto ? - Sì. - Eh.

Tu come la pensi, Stucky ?

Con chi parli quando sei triste ?

Con chi parlo ? Non parlo con nessuno.

Mi sorbisco tanti di quei discorsi inutili qui dentro

che quando chiudo la sera desidero solo un cosa, silenzio. Ah !

Poi i ragionamenti seri li faccio con te

anche se capirti è un'impresa a volte.

Ho mille cose da fare io qui.

Non ho tempo per la tristezza, per le lacrime.

Mandare avanti la baracca è la mia missione.

- Ti piace ? - Che cosa ?

No, dico, in generale... quello che fai ti piace ?

Voglio sapere se sei soddisfatto di come va la tua vita.

- Questo. - Che cos'hai oggi ?

Niente.

Era per fare conversazione.

Allora facciamo conversazione, ti faccio io una domanda.

Tu sei soddisfatto della tua vita ?

- Rispondi. - Allora...

Buongiorno. Ispettore, scusi, abbiamo i risultati delle analisi.

- Ah. - Nel sangue della vittima ci sono tracce di un pesticida

che spesso viene usato nelle vigne.

- Andiamo da Perricon ? - Sto pensando. - Scusi.

Andiamo.

- Andiamo da Berrin. - In collina ?

- In città. In pianura. Dal morto, insomma ! - Ah.

- Qui non finisci ? - No, tienimi... - Te lo metto da parte.

- Grazie. - Prego. Questo è vino di Cirò ? - Vai via !

- Buon proseguimento. - Guerra ! - Di qua !

- Qua. - Grazie.

Franco ! Metti da parte per l'ispettore.

- Guerra ? - Sì, ispettore ?

Si ricorda che l'altro giorno mi ha mostrato delle fotografie...

- Ha idea di dove siano ? - Là, ispettore.

Qua, in questo mobile.

Eh.

Eccole qua.

- Grazie. - Prego.

- Questa non è la moglie di Dario Berrin ? - Sì.

E questa. E questa.

Un po' strano come album di famiglia.

Stiamo cercando un attimo... Non l'abbiamo ancora detto a Laura.

Stiamo cercando un momento buono.

- Non è la cosa più semplice. - Certo.

Buongiorno. Ispettore capo Stucky, ricorda ?

- Certo, buongiorno. - Come sta ?

- Così... Sto aspettando mia figlia. - Ah, certo, sì.

Stiamo progredendo nelle indagini

e abbiamo... un aggiornamento piuttosto importante.

Ci sono tracce di pesticida nel sangue di suo cognato.

- "Pesticida" ? - Sì, di quelli che si usano in vigna.

- Non in tutte. - No, certo, voi no, però c'è ancora qualcuno che li usa.

Quindi è stato ucciso ?

Tendiamo a credere di sì.

Per il momento è tutto.

- La lascio, perché tra poco usciranno i bambini. - Grazie.

Dario dice che Laura aveva un bel rapporto con lo zio.

Sì... Insomma, un rapporto normale, si volevano bene.

- Si vedevano spesso ? - Abbastanza, sì.

Quella mattina lui sarebbe dovuto venire alla recita.

- C'era la recita a scuola ? - Sì.

Laura ci è rimasta male che lo zio non sia venuto ?

Sì, un po', però non le abbiamo ancora detto quello che è successo.

Ah, certo, lo sapevo.

Bene, la saluto, signora.

Ah...

A che ora c'è stata la recita ?

Verso mezzogiorno.

- Ah. - Poi c'è stato un rinfresco.

- Poi siamo tornati in azienda. - Lei e sua figlia ?

Sì, io, mio marito e nostra figlia.

- C'era anche lui ? - Sì. - Ah.

[CAMPANELLA]

E... La saluto.

Mamma, mamma ! Ciao.

- Com'è andata ? - Bene.

- Ehi, chi c'è qui ? - Ciao, papà !

Amore ! "Ciao, papà !"

[RISATA DI DARIO]

- Quanta fame hai ? - Tanta. - "Tanta" ? - Inizia ad andare su.

- Okay. - Ehi. - Ciao. - Ciao.

- E' venuto a scuola l'ispettore. - Ah.

Mi ha fatto tante domande.

Ha detto che Fabio è stato avvelenato, è stato ucciso.

"Ucciso" ?

Oh, Maria Vergine...

Mi ha chiesto di Laura, di Fabio, dove eravamo...

- Che gli hai risposto ? - Niente, che eravamo alla recita a scuola.

Sì, hai fatto bene.

Sembrava che sospettasse di me.

- Di te ? - Lo so che è assurdo, ma...

- Ho avuto una sensazione strana. - Che sono questi discorsi ? Ehi !

Che vai a pensare ?

- Fanno il loro lavoro ! - Lo so.

Ma... Ma siamo matti ?

Noi non abbiamo fatto niente. Ehi !

Tesoro.

- Dài, andiamo dentro. - Okay.

Quel pesticida non si usa da più di dieci anni.

Per fare una grande produzione per forza uso i pesticidi

ma non quello che ha detto lei.

Torniamo un attimo a sua moglie e a Berrin.

Che altro c'è da aggiungere ?

Come ha scoperto la loro relazione ?

- Ho trovato un messaggio sul telefono di mia moglie. - E ?

Si capiva che si stavano dando un appuntamento per vedersi.

- E lei che ha fatto ? - Niente, non sono un prete.

Anch'io ho avuto le mie esperienze.

Allora perché ha aggredito Berrin ?

Perché quella si era mezza innamorata.

Per quello mi sono incazzato.

Abbiamo un figlio, non puoi mollare tutto per il primo che passa.

Poi non volevo che si approfittasse di lei per via dei soldi.

Quello giocava d'azzardo e perdeva sempre.

- E l'albergo ? - Era già successo, ma sono sempre tornato.

Abbiamo finito con le domande ? Perché io ho da lavorare.

Signor Berrin, salve.

Salve. Che cosa è successo ?

- C'è qualche novità ? - Fabio è stato avvelenato da un pesticida

usato nelle vigne. - Lo so, me l'ha detto mia moglie.

Abbiamo verificato con Perricon, ma pare che non sia più in uso

persino nelle grandi aziende.

Non lo ammetterebbe comunque.

Non ha difficoltà ad ammetterlo.

Ha solo detto che non usa quel prodotto specifico.

Voi siete dietro a Perricon

per via della relazione che sua moglie aveva con Fabio ?

Veramente questo è un movente che condivide

con almeno una ventina di uomini solo nella Marca Trevigiana.

Compreso lei, o sbaglio ?

E' stato tanto tempo fa. Che cosa...

No, semplicemente, visto che non me ne aveva parlato, chiedevo...

Che c'entra ? Non sono fatti suoi.

- No, no. - Che c'entra con la morte di mio fratello ?

Ho scoperto che lui non era poi così tanto fortunato al gioco.

Lo aiutavo io, era pur sempre mio fratello.

Questo è molto bello. Se non ci si aiuta tra fratelli...

Lei è stato particolarmente generoso, gli ha dato la casa...

- Aspetti, era intestata a me. - Ah.

Sì, gli ho detto: "Vai a stare tu lì intanto, a me non serve."

- Era in comodato d'uso. - L'auto, anche se intestata all'azienda...

Quelli sono fatti fiscali, l'ha consigliato il commercialista.

Trovo giusto che suo fratello, invece di guidare un'utilitaria

guidasse un'auto sportiva da più di 50.000 euro.

E' una bella cosa. Per non parlare del guardaroba ! Impressionante !

Anche quello è stato un consiglio del commercialista ?

No, però scusi, non capisco il senso di queste domande.

Lei mi sta accusando di avere aiutato mio fratello ?

- Che reato è questo ? - Nessun reato.

- Eh ! - Ci mancherebbe. - Eh, non lo so.

- Mi scusi se l'ho disturbata. La saluto. - Arrivederci.

Ah !

Un'ultima domanda.

Sua moglie mi ha detto che era alla recita di sua figlia.

- Sì, certo. - Ah. E quanto è durata ?

- Mezz'ora ? Non lo so, sono arrivato all'inizio. - 12 ? 12,30 ?

- Sì, non so... Così. - Mmm. - Sì, così.

- E com'era ? - Beh, c'era Laura.

Io sono andato a vedere mia figlia.

Non lo so, io non capisco queste robe del teatro.

- Non le capisco. - La saluto. - Arrivederci.

Viene su qualcuno con me, per cortesia ? Andiamo, dài !

C'è molto lavoro, eh ?

- "Voilà". Via le manine. - Oh, grazie.

Che c'è, non ne vieni a capo ?

Vuoi che ti dico la mia ?

[FISCHIA]

E' una storia di corna, di tradimenti.

Alla fine la gente ammazza per quello o per i soldi.

[MUSICA TENSIVA]

Non è stato mio marito.

Siamo in crisi, è vero, ma le sembra qualcuno capace di ammazzare ?

No, la penso come lei.

- Però l'avete arrestato. - Ordine del Pm.

Abbiamo trovato il pesticida che ha ucciso Berrin nell'azienda

dopo che aveva detto che non lo usava e non ce l'aveva.

Sì, ma secondo lei poi lo butta e lo incendia, così lo scoprite ?

L'incendio non sembra doloso. Ripeto, la penso come lei.

Quando lei mi ha chiamato, ha detto che doveva dirmi una cosa su Fabio.

Sì, ha ragione.

[SI SCHIARISCE LA VOCE]

Un giorno stavamo litigando.

Mi sembrava che non gli interessasse di nulla...

che non amasse nessuno se non se stesso.

Lui ha risposto che non avevo capito nulla di lui

e che non sapevo niente della sua vita.

E... poi ha detto qualcosa su una figlia

che aveva avuto e non aveva potuto riconoscere.

Non ha detto nient'altro, però era così sincero...

Almeno a me è sembrato così.

Non l'avevo mai visto così fragile.

- "Una figlia" ? - Sì.

[STUCKY CANTICCHIA]

- Stucky ! - Oh !

- Che ci fai qui ? - Ti aspettavo, volevo sapere del pesticida.

Non posso provare che sia stato ingerito con l'alcol, lo sai.

Non si può fare una vera prova, mi dispiace.

Devi trovare un'altra strada.

- Hai fatto acquisti ? - Sì, mi sono fatta un regalo.

Posso vedere ?

Sono curioso.

No, scusa.

- Una camicetta. - Bella.

- Non guardarla con quel pantalone, perché non ci sta bene. - Bella.

Ti lascio lavorare.

Marina !

- Sì ? - Hai le foto dei vestiti di Fabio Berrin ?

- Sì. - Le posso vedere ?

- Sì. - Grazie.

Fabio Berrin era conosciuto anche per la sua eleganza.

- Ah. - Quando sono andato a casa sua, aveva un guardaroba infinito.

Guarda qua, ti sembra un abbinamento azzeccato ?

No... Non lo so, non saprei.

- In che senso ? - No, non è un buon abbinamento.

E' un pessimo abbinamento, è proprio pessimo.

Come ti sei vestito, Berrin ?

[STARNAZZANO]

Basta tu. Vai.

- E' il rosso dell'assassino ? - Com'è ?

Buono è buono, per carità

ma a quanto ne so io, Perricon non fa rosso, fa solo prosecco.

- Infatti non è il vino di Perricon. - Non è lui che avete arrestato ?

Sì, ma lui è solo il marito dell'amante della vittima.

Corna. E' sempre una buona ragione.

Non può essere andata così.

A lui interessa più la famiglia che la moglie.

Magari è una storia di "schei" ?

Quali ? Quali soldi ?

L'uomo che è stato ucciso non lavorava, non faceva niente.

Giocava a carte. Lo aiutava il fratello.

Lo aiutava tanto, eh.

Vestiti, macchina, casa, soldi...

La cicala e la formica.

- Eh... - Magari è una storia di un'altra cosa, boh.

Beghe familiari, roba di eredità...

E' proprio quello che non riesco a trovare, non trovo niente.

L'unica cosa che è saltata fuori è una storia tra la vittima

e la moglie di suo fratello. - La cognata ?

- Eh. - Tutto in famiglia ?

Porca miseria !

(in veneto) Cornuto e contento !

Eh...

Roba da matti, ragazzi.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Salve ! - Salve.

Tranquilla, non stavo cercando lei.

Come si dice nei brutti romanzi, passavo di qua per caso. E lei ?

- Sto aspettando Laura, ha lezione di musica. - Che suona ? - Violino.

Uno strumento impegnativo !

Sì, ha anche talento.

Bene ! Verremo ad ascoltarla in concerto.

- La saluto. - Arrivederla. - Ah !

- Deformazione professionale, scusi. Posso farle una domanda ? - Sì.

Mi ha detto che anche suo marito era venuto alla recita, si ricorda ?

- Sì. - Lui mi ha detto che è arrivato in ritardo.

Sì, io ero già seduta e lui è arrivato in ritardo.

- Si è messo sul fondo e ci siamo visti alla fine. - Ho capito.

- Non l'ha visto entrare ? - No.

- La ringrazio. - Ispettore, scusi ! - Sì ?

- Posso farle una domanda anch'io ? - Certamente.

Volevo sapere se in queste circostanze

è normale che facciate tutte queste visite e domande.

Sono un po' scossa, anche se non ho niente da nascondere.

Mi dispiace crearle disagio.

- Ciao, mamma ! - E' la procedura. - Amore.

- Andiamo ? Ho fame. - Sì, ma questo ti fa male, te l'ho detto.

A casa ti faccio la merenda.

- Buongiorno. - Arrivederci. - Arrivederci.

Che schifo !

Signor Berrin !

Ispettore ! Ancora qui ?

- Che è successo ? - Volevo restituirle questa.

La bottiglia ? Non doveva.

- L'ha bevuta ? - Non tutta.

Posso farle un paio di domande ? Le ultime, promesso.

- La mattina in cui Fabio è morto... - Ero alla recita di mia figlia.

Mia moglie glielo può confermare. Basta tormentarmi.

Non serve, la maestra ha confermato di averla vista alla recita.

- Eh. - L'ha vista alla fine della recita.

Questo non rappresenta un alibi

perché Fabio può essere stato ucciso prima delle 13

ovvero quando lei è stato visto a scuola.

Ero qui in azienda.

I miei dipendenti glielo possono confermare. Basta.

Già fatto. Lei è stato qui fino alle 11.

C'è un buco di due ore.

Ho passato molto tempo a chiedermi

perché Fabio potesse ottenere da lei tutto quello che voleva.

Quando ho trovato delle fotografie di sua moglie

conservate insieme ad altre foto di altre giovani donne

a casa di Fabio, ho cominciato a capire.

Allora...

Io amo mia moglie, ma ha fatto un errore.

Come l'ha fatto la moglie di Perricon, l'assassino.

No, mi dispiace, Perricon non ha ucciso nessuno.

Anche il maldestro tentativo di incolparlo

con quell'incendio di pesticida stravecchio

non è stata una grande idea.

Perricon fa un prodotto che non mi interessa, ma lo fa bene.

Lo fa seguendo le regole.

Quel pesticida era fuori commercio da anni

perché nocivo, tossico.

E' più probabile che fosse di suo padre

che non amava la campagna e faceva il vino per passatempo.

Queste sono tutte storie.

Se io non avessi voluto aiutare Fabio, non l'avrei aiutato !

Ma era mio fratello e volevo solo che fosse felice !

Suo fratello la teneva in pugno

con una bugia che lei gli aveva fatto ingoiare, quella dello zio.

A Fabio i soldi, i vestiti, le macchine

e le donne non bastavano più, voleva indietro quello che era suo !

Che sta dicendo ? Lei è pazzo !

Laura non è sua figlia.

Il tatuaggio di suo fratello riporta la sua data di nascita, il 12 marzo.

Non vuol dire niente, è solo una data ! Che sta dicendo ?

Laura è mia figlia !

Lo sa anche lei che non è vero e presto il Dna ce ne darà la prova.

Io non ho ucciso nessuno !

Se anche qualcuno le desse retta

questo non prova che io abbia ucciso mio fratello. - Ha ragione.

E' colpa mia, cerco sempre di comprendere le motivazioni

che stanno alla base delle azioni umane.

Per provare che l'ha ucciso lei

è bastato analizzare una macchia di vino

su uno dei suoi maglioni.

Evidentemente quando lo ha avvelenato

suo fratello si deve essere macchiato

e lei ha sostituito il maglione.

Solo che ha sbagliato abbinamento.

Imperdonabile ! Suo fratello era una persona molto elegante.

Non si sarebbe mai messo un maglione beige con il collo a "V"

con quei pantaloni.

No.

Indossava un dolcevita chiaro che era nella lavatrice.

E la macchia con tracce di pesticida corrisponde al suo vino nuovo

quello che non è ancora in commercio e che lei ha regalato a me.

[PIANGE]

Dobbiamo andare, Berrin.

Va bene.

Mi lasci prendere la giacca...

e dare un bacio a mia figlia.

Certo.

- Con lo spumante ? - E' questo qui. - Brava.

Invece il rosso corposo ?

- Questo qui. - Molto bene.

E se invece c'è la bottiglia di bianco fermo ?

- Questo qui. - Bravissima. Le sai tutte ormai, molto bene.

- Questa è la nuova etichetta ? - Sì.

Ci scriviamo: "Noi siamo le più belle del mondo." Eh ?

- Vero ? Lo diciamo anche a papà ? - Scrivo ? - Esatto.

- Dove vai ? - Niente, vado...

Vado... Vado un attimo...

Scusa. [PIANGE]

Scusa...

Tu non sai niente, capito ?

- Abbiamo una pittrice qui ! - Grazie. - Che stai facendo ?

- L'etichetta per il nostro nuovo vino. - Ah !

E' bellissima !

Questa la usiamo per il vino dell'anno prossimo.

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