Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
(in veneto) Ragazzi ? Ragazzi ?
- Dove cazzo eri finito ? - Chiedilo al tuo amico.
- Scusa. - "Scusa" un cazzo ! Potevo perdere il braccio !
Stai calmo, ti ha chiesto scusa.
Non dovevate buttare le pistole nel canale ?
- E se arrivano le guardie ? - Siamo fottuti tutti.
Mettetele qua. Dài !
- I diamanti ? - Li teniamo noi finché non ci porti i soldi.
Siete due geni. Prima li vendo, poi vi do i soldi.
Non ci fidiamo, cambiamo accordo.
Io ho il contatto per i diamanti. Senza di me che cazzo fate ?
Facciamo così. Dammi qua.
Ecco... Porta questo al tuo contatto.
Se gli interessa, viene con i soldi e porta a casa tutti i diamanti.
E in fretta, voglio andarmene alle Maldive. Fanculo !
Andiamo in due, no ? Vedi tu.
[SPARI]
[ROMBO DI AUTO]
[GEMITI]
[GEMITI]
[CHIAMATA DI ASSISTENZA]
Infermiera !
Infermiera !
- Giacomo, che succede ? - E' finito l'antidolorifico.
Abbiamo detto uno ogni cinque ore. Te ne prendo un altro.
- Grazie, grazie... - Stai tranquillo, però.
[RINTOCCHI DI CAMPANA]
Li ha trovati il vigilante notturno.
- Ha visto i sigilli rotti ed è entrato. - "Sigilli" ?
E' un'area sotto sequestro.
C'era un'azienda, si chiamava Monterol
che faceva cose sott'olio, carciofini, funghi...
- Conserve alimentari. - Eh.
- Buongiorno. - Ispettore, faccio perlustrare l'area antistante ?
Ottima idea. Ci vediamo dopo.
- Buongiorno, ispettore. - Landrulli, buongiorno. Chi sono ?
Marco Covoni, 30 anni e Erjon Kemalli, 22 anni.
- Come sono morti ? - Si sono sparati a vicenda.
Contatti i colleghi che si occupano della rapina di tre giorni fa
alla gioielleria in centro. - Certo, sì.
- Come ha detto che si chiamano ? - Marco Covoni, 30, e Erjon Kemalli.
- "Kemalli"... Che nazionalità ? - Albanese.
Abbiamo trovato due sacchi a pelo e una lampada da cantiere
di quelle a batteria, sa ? Una birra e altre cose...
- Hanno campeggiato qui. - Sì.
- Macchina ? - Macchina... No, non c'è.
- Biciclette ? - No.
- Monopattini ? - No, niente.
Sono venuti in taxi ?
- Continuate a cercare. - Certo.
- Assicuriamoci che non ci siano mezzi di trasporto. - Sì, ispettore.
"Funghetti".
Funghetti...
[APERTURA DELLA PORTA]
- Buongiorno. - Salve.
Ispettore capo Stucky.
- Lei come si chiama ? - Le chiamo subito il titolare.
Signor Guido ? C'è un ispettore di polizia.
- Arriva subito. - Grazie.
- Lei come si chiama ? - Miriam Castelli.
Signorina, lei non era qui durante la rapina ?
Fortunatamente no, ero andata a prendere due caffè
uno per me e uno per il signor Giacomo.
Per fortuna, altrimenti non so se sarei tornata a lavorare.
Che cosa terribile ! Povero Giacomo.
- Salve. - Oh.
- Guido Ballarin. - Piacere, Stucky.
- L'abbiamo detto ai suoi colleghi, io non c'ero. - Sì, lo so.
Abbiamo trovato i rapinatori e parte della refurtiva.
Come avete fatto ? Li avete presi subito ?
No, pare che si siano ammazzati a vicenda, non è merito nostro.
Si sono ammazzati ? Ogni tanto ci pensa la giustizia divina.
- Miriam, hai sentito ? Chiamiamo l'assicurazione. - Sì.
Quanti ne avete ritrovati ?
Secondo la sua denuncia, sembra che ne manchino due.
Può passare in Questura lei stesso e verificare di persona.
Dov'erano ?
In un deposito poco fuori città che era sottoposto a sequestro.
- Quella è la cassaforte ? - No, ce n'è un'altra sotto.
- Ah... Posso chiederle di vederla ? - Certo.
- Venga. - Grazie.
Io non ce l'ho con voi, fate quello che potete.
Sono i giudici che poi li mettono in libertà.
Dopo sei mesi ti ritrovi per strada uno che ti ha rapinato.
- Gliela apro ? - Sì, grazie.
E' rimasto poco di prezioso. Qualche collanina, orecchino...
Sono andati dritti sui diamanti, l'oro l'hanno ignorato.
- La combinazione la conosciamo solo io e mio figlio Giacomo. - Oh.
Ecco qua.
- Permette ? - Prego.
Grazie a Dio non hanno ammazzato mio figlio.
Chissà che cosa gli è passato per la testa a reagire così.
Lui non è un violento.
Per fortuna l'hanno preso al braccio.
- E' in clinica, ma il medico dice che si riprenderà presto. - Bene.
Da tre giorni riguardo quel momento. Sono scosso.
Lei ha le immagini di quella telecamera ?
Sì, ce l'ho nel computer.
- Possiamo rivederlo un'ultima volta, per favore? - Certo.
- Vorrei che andassimo al momento dello sparo. - Vediamo...
Ecco, stop.
- Gli ha sparato con la sinistra. - Maledetto.
E' molto strano.
I due cadaveri rinvenuti avevano entrambi l'arma nella mano destra.
Sarà stato ambidestro.
Eh, no... Ci sono cose che può fare solo la mano che comanda.
Sparare è una di queste.
Se sta riposando, torno in un altro momento.
E' sveglio, sta molto meglio, domani lo dimettiamo.
- Ah. - Ecco la stanza.
Ah, scusi, signor Carlo.
La 206 è più giù, l'ha cambiata.
- Mi scusi, ho fatto la notte e faccio fatica. - Non si preoccupi.
- Mannaggia. E' questa. - Questa.
Questa è giusta.
- Prego. - Grazie. Si riposi.
- Grazie. - Permesso ?
- Giacomo. - Sì. - Buongiorno. Sono Stucky, della polizia.
- Ah, salve. - No, no, stia comodo.
- Come va ? Le fa male ? - Un po' sì, abbastanza.
Grazie per avere ritrovato i diamanti.
Ah, sì. Ne mancano due, in base alla denuncia di suo padre.
Dovrebbero averli i rapinatori.
Beh, difficile...
Non lo sa ? Si sono giustiziati a vicenda.
No, questo non lo sapevo.
Dovrei essere contento, ma in realtà mi dispiace.
Erano due ragazzi.
Due suoi coetanei. Se n'è accorto durante la rapina ?
No, è accaduto tutto così in fretta, poi avevano il viso coperto.
Certo. Lei è stato coraggioso, ha tentato di reagire.
No, coraggioso non direi.
Ero in un momento di pericolo e mi è scattato qualcosa, non so.
Posso darle un consiglio ? Non lo faccia mai più.
Le è andata bene una volta, ma se dovesse ricapitare
non lo faccia più. - Prometto.
- Da tanto lavora nella gioielleria di suo padre ? - Veramente no.
- La scelta di lavorarci è sua ? - "Sua" di mio padre ? - No, di lei.
Sì, però mi dia del tu, sennò mi sento a disagio.
- Nessuno mi dà mai del lei. - Ci provo, ma non le garantisco.
Adesso la lascio riposare.
Volevo presentarmi perché conduco le indagini.
- Stia bene, è stato un piacere. - Anche per me.
- Si riprenda presto. Buona giornata. - Buon lavoro.
Grazie.
E' inutile che insisti, ho fatto solo un'analisi esterna dei corpi.
- Il tossicologico ? - Ci vogliono tre giorni, è un fatto tecnico.
Secondo te è plausibile che si siano sparati a vicenda ?
I fori di ingresso dei proiettili sono compatibili
con uno sparo a distanza ravvicinata.
Hai fatto la notte ?
No, no... però ho dormito male.
Ci sono due cose che non mi convincono.
Ti faccio vedere.
Questo è un frame della telecamera della gioielleria.
Il rapinatore tiene la pistola con la sinistra.
I due cadaveri avevano la pistola nella destra.
Inoltre, come sono arrivati al deposito dalla gioielleria ?
E' un bel pezzo di strada.
- Con una macchina ? - Dov'è la macchina ?
Ho capito che cosa pensi. C'è un terzo uomo.
E' possibile che questo terzo uomo abbia sparato agli altri due ?
Sì.
E' possibile. Era quello che volevo sapere.
[VOCE NON UDIBILE]
[FISCHIO] Hai dormito qua ?
Senti, conosci questa ditta ?
Tieni un attimo.
Era nel deposito dove stavano i due rapinatori.
"Monterol". Sì, è fallita due mesi fa.
- Fanno schifo. - Ah.
Quelli sono rimasti là per due giorni senza niente.
- Hanno mangiato solo questo. - Mamma mia !
C'erano una decina di barattoli vuoti a terra.
Gli ultimi pasti della loro vita con funghetti e sottaceti.
- Neanche un po' di vino ? - Non se la passavano bene.
Entravano e uscivano da un centro di recupero.
Sembra che fossero anche amici.
Io a te non sparerei mai.
Sei gentile.
- Dove vai ? - Prendo la valigia. - Stai attento con quel braccio.
- Me l'hai detto mille volte. - L'ha detto il dottore.
Ho due mani, l'altra la posso usare.
- Ti metto tutto in camera. - "In camera" ?
In camera tua, qui da noi.
- Ciao, amore. - Ciao.
Non ti arrabbiare, è meglio se vieni da noi per qualche giorno.
- Ti abbiamo sistemato la stanza. - Lasciatemi in pace, per favore.
Giacomo, ascolta...
- Sei entrata di nuovo in casa mia ? - Voglio prendermi cura di te.
Non ci credo... Se ti importava di me
non mi costringevi a lavorare in gioielleria, che mi fa schifo !
- Io odio quel posto. - Non ti ho mai costretto.
No ? Non siete convinti che io non possa fare niente a parte quello ?
- Dopo tutto ciò che abbiamo fatto per te. - Che cosa, mamma ?
Mi avete comprato il diploma di ragioniere. Bravi, quindi ?
Volevamo darti una dignità, una posizione.
- Senza diploma non sei nessuno. - Sì, vabbè.
Un giorno quell'attività sarà tua e dei tuoi figli.
Lo vedi che tu non sai chi sono io ?
Non hai idea di quello che penso e che voglio !
Non so se avrò dei figli, non lo so !
Io non voglio fare la vostra vita !
Sai quanti vorrebbero essere al tuo posto ?
- La città ci rispetta. - Era meglio se mi ammazzavano nella rapina
tanto volete che io muoia lì dentro. - Che hai detto ?
Amore mio, come fai a dire questo ?
Sai benissimo che io non posso vivere senza di te.
Se ti succedesse qualcosa, io... Fammi stare zitta !
"Era meglio se mi ammazzavano." Ma che cosa devo sentirmi dire ?
Non so più che pensare. Ma chi ho cresciuto io ?
Mamma...
Per favore, lasciami da solo.
Stai da solo, Giacomo. E' meglio.
[LA PORTA SBATTE]
Pronto ? Giulia.
Ispettore, fatto. Eccole.
Abbiamo trovato il terzo uomo.
Guardi. L'ultima inquadratura della telecamera della gioielleria.
- Sì. - Si vedono i due rapinatori che escono.
In quei due minuti sono passate di lì tre macchine.
Quindi... Nella prima c'era un certo Adelmo Scattolin
un impresario edile in pensione.
Nella seconda, Silvana Moschin
una massaggiatrice olistica di Cittadella. - Bene.
Nella terza c'erano due passeggeri e un guidatore.
Tre uomini.
E' intestata a Beniamino Pelagio, che è il nonno di Rossano Pelagio.
Interessante. Chi è Rossano Pelagio ?
E' un ragazzo che frequenta un centro di recupero
lo stesso di Erjon e Marco.
Molto bene, Landrulli.
- Grazie, ispettore. - Molto bene.
- Avanti. - Permesso ?
Buongiorno. Polizia, ispettore capo Stucky.
Anna Mariani, piacere.
- Scusi il disordine. Si accomodi. - No, le rubo giusto due minuti.
Ha saputo di Erjon e Marco ?
Sì, mi è dispiaciuto molto.
Li conosceva bene ?
Sono io che coordino gli incontri terapeutici, quindi sì.
Mi racconta qualcosa di loro due ?
Erano due ragazzi difficili, ma erano diventati molto amici.
Insieme avevano iniziato a immaginare un futuro diverso.
Avevano dei progetti. Si davano molto da fare.
Parlavano di aprire un locale insieme.
Un locale... Invece hanno rapinato una gioielleria
sparato al figlio del titolare e poi si sono ammazzati. Bel progetto.
Che le posso dire ? Qua non abbiamo la palla di vetro.
Negli ultimi mesi il loro percorso era promettente.
Non mi sarei mai aspettata che facessero questo.
Notizie come questa mettono in discussione
tutto il senso del mio lavoro, di quello che facciamo.
- Due amici... - Molto uniti.
Credo che in tutta la sua carriera, almeno una vita lei l'avrà salvata.
Quando arrivo io, è già tardi.
- Buona giornata. - Anche a lei.
Ah.
Un'ultima cosa.
Vorrei informazioni su un altro ragazzo che viene qui al centro.
- Buongiorno. Le porto dell'acqua ? - Salve.
- Rossano Pelagio ? - Sì.
- Io non ho fatto niente, non so niente. - Tranquillo.
- Voglio solo informazioni. - Non dovevo dargli retta.
Mio fratello dice che sono un coglione.
- Quindi lei sa che è successo ? - L'ho letto su Internet.
Mi hanno detto "aspettaci qui", poi sono tornati...
- Come potevo pensare che... ? - Ricominciamo dall'inizio.
L'auto che ha usato non è la sua.
No, non ce l'ho, me la presta mio nonno quando mi serve.
Dove ha conosciuto Erjon e Marco ?
Al centro di recupero.
Perché va al centro di recupero ?
- Soffro di attacchi di panico. - Ah.
Io di insonnia.
Sa... forse anch'io dovrei fare un salto al centro.
Insomma, Erjon e Marco le hanno chiesto un favore.
Sì, come altre mille volte.
Mi hanno chiesto di aspettare davanti a un negozio di scarpe.
Lei non si è accorto di quello che hanno fatto
una volta usciti dalla macchina ?
No, io ascoltavo la musica, loro sono scesi
e sono rientrati dopo dieci minuti, un quarto d'ora...
Quando ascolto la musica, non mi accorgo del tempo che passa.
- Le piace la musica ? - Sì. - Che musica ascolta ?
- Un po' di tutto. - Bene.
Erjon e Marco ritornano in macchina.
Lei non ha notato niente di strano, di particolare ?
Erano contenti e mi hanno chiesto di portarli al deposito Monterol.
Sì, li abbiamo trovati lì.
Io li ho lasciati lì e sono andato a ridare la macchina a mio nonno.
Quindi non è entrato nel deposito ?
No, le giuro, lì non sono entrato. Mi crede ?
Ma sì.
Però sono convinto che ci sia una terza persona.
Lei non ha idea di chi sia ?
No, non lo so, stavano sempre insieme loro due
quindi non lo so.
- Posso tornare al lavoro ? - Eh, no.
- Quindi sono in arresto ? - Eh, sì.
Adesso ?
Ci sono due macchine fuori che l'aspettano. Andiamo ?
Va bene.
Rossano, Rossano...
"Ballarin", "Ballarin", "Ballarin", "Ballarin"... Boh !
Buongiorno, cerco Giacomo Ballarin.
- Lei chi è, scusi ? - Stucky. - "Stu" che ?
Ispettore capo Stucky.
- E' italiano ? - Il giusto.
- Adele Ballarin. - Piacere. - Si accomodi. - Grazie, signora.
Oh... Ma che splendido pianoforte ! E' lei la musicista ?
- No, volevamo che Giacomo suonasse, ma dopo un anno ha lasciato. - Ah.
- E' lei che ha trovato i diamanti ? - Beh, la mia squadra, sì.
Non ci volevo credere, di solito non li prendete mai.
- Non è così, abbiamo i nostri tempi. - Prego. - Grazie.
- Salute. - Salute.
- Com'è ? - Buonissima.
L'ha fatta mia sorella.
Ogni volta che vedo le bottiglie di grappa di mia sorella
ripenso a quando Giacomo da piccolo non riusciva a capire
come poteva entrare una pera nella bottiglia.
Non sa la gioia di quel giorno che è corso da me
perché aveva visto la bottiglia legata al ramo
e aveva scoperto come si faceva.
- Le prendo del formaggio. - No, grazie, sono a posto.
- Andiamo di là. - Sì. Suo figlio le ha fatto prendere uno spavento.
Non è il primo e non sarà l'ultimo.
- E' figlio unico ? - Eh, sì.
Ne avrà combinate di belle.
Ispettore, non è lui, sono le compagnie.
Ha lasciato scuola a 15 anni e non c'è stato modo di farlo rientrare
fino a due anni fa che ha preso il diploma.
Del resto, dopo l'incidente...
Quale incidente ?
Un brutto incidente con la sua "morosa" del tempo.
Ha presente Calò, il direttore di banca ?
- Sì, per sentito dire. - Sua figlia, Giulia.
Loro sono gente perbene.
Il padre è stimato da tutti e sulla madre niente da dire.
Ma lei era davvero problematica, insieme erano un disastro.
Anche i genitori erano d'accordo, li abbiamo dovuti separare...
Ha parlato di un incidente.
Sì, ispettore, sicuramente lei ne ha sentito parlare.
Hanno ucciso Filippo Visentin, il fornaio.
Quello che ha la panetteria sulla strada per Lanzago...
- La prego, mi parli dell'incidente. - Certo.
Tornavano di notte, c'era la nebbia
Visentin è passato con il rosso e l'hanno preso in pieno.
Certo, loro andavano 10 km/h sopra il limite
e venivano da una festa.
Guidava la ragazza, Giacomo non aveva responsabilità.
Però è successo, un uomo è morto.
Giulia ha dovuto seguire un percorso di recupero
e assistenza psicologica.
Lei è sempre stata instabile, con problemi.
Ma mio figlio non è uscito di casa per mesi.
Stava lì a guardare il muro.
E' stata veramente dura, poi piano piano...
Sono molto preoccupata per lui. Ha una rabbia dentro.
Non è mai contento.
Anche per la vicenda della rapina
è arrivato a dire che era meglio se lo ammazzavano.
Non so se si riprende da questa cosa.
Guardi, signora...
Io ho incontrato suo figlio in clinica.
E' un ragazzo positivo e allegro. Io credo che ce la farà.
Ci vorrà un po' di tempo, ma uscirà da questa situazione.
Se me lo dice lei, la ringrazio.
Quando inizio non mi fermo più.
- Vado a svegliare Giacomo, è ora. - Prego.
Buonasera, ispettore, perdoni l'attesa. Si immagini.
- A dopo, mamma. - Ti aspettiamo per mangiare. - Non preoccuparti.
- Grazie ancora, ispettore. - Arrivederci. - Ciao, mamma.
Mi scusi, mia madre pensa che io abbia ancora 15 anni.
Non mi lascia respirare.
Abitiamo attaccati, poi se viene anche in casa...
Le madri sono apprensive per natura.
- Poi nelle sue condizioni... - E' vero.
- Le dispiace se fumo ? - No, assolutamente.
- Se vuole, può fumare anche lei, tanto mia madre non c'è. - Fumiamo.
- Le serve l'accendino ? - No, grazie, ho tutto. - Mi scusi.
- Quello che cos'è ? - E' una consolle.
Si usa per mixare la musica elettronica.
Me la cavo. Ho fatto anche qualche serata.
- Complimenti. - Grazie. Poi è finita un po' così.
- Come sta ? Va meglio ? - Meglio, sì.
Alcuni movimenti mi fanno ancora male.
- Se non le dispiace, mi siedo. - Deve sedersi e riposare.
Grazie mille.
Io sono solo passato per chiederle...
- Abbia pazienza, con i nomi... - Prego, faccia con comodo.
Ah ! La signorina Miriam, la commessa.
Va sempre lei a prendere i caffè ?
Non c'è una regola, ogni giorno va qualcuno, a volte anch'io.
Stiamo cercando di capire
se qualcuno dall'interno può avere aiutato i rapinatori.
In che senso ?
L'hanno sorpresa da solo al negozio con la cassaforte piena.
Suo padre mi diceva che la quantità di diamanti oscilla
e proprio quel giorno lì la cassaforte era piena.
Lei pensa che Miriam ha organizzato tutto ?
E' l'unica persona che lavora con voi.
Non posso pensare che sia stato suo padre o lei.
Certo. Sarebbe divertente scoprire che mio padre ha organizzato tutto
magari per scappare in Brasile con l'amante.
Certo, certo... In Brasile.
In Brasile...
- Sua madre mi ha parlato tanto di lei. - Sì ?
- Le ha offerto la grappa alla pera di mia zia. - Buonissima.
E le ha raccontato la storiella della pera nella bottiglia.
E poi le ha raccontato anche dell'incidente.
- E di Giulia. - Eh, sì.
Si è fissata.
E' una cosa di tanti anni fa, era un'altra vita.
Non vi vedete più ? Non sa come sta la ragazza ?
Ma no, ormai è passato tanto tempo.
Beh, certo.
- Però mi tolga una curiosità. - Sì, prego.
Lei ha detto che i rapinatori si sono sparati a vicenda.
- Questo non dovrebbe chiudere il caso in automatico ? - No.
Malauguratamente no.
Dalle telecamere a circuito chiuso della gioielleria
si vede nitidamente che uno dei rapinatori era mancino.
- Ah. - Mentre i corpi rinvenuti nel deposito avevano tutti e due
le pistole nella mano destra.
Capisce ? Anche quello mancino.
Quindi adesso cercate un complice.
Certo. E' una brutta storia.
Il Pm è convinto di averlo trovato
però io credo che è una pista che non porta a nulla.
Dalla denuncia di suo padre mancano ancora due diamanti.
- Non sono i più grandi, ma i più preziosi. - Esatto.
I miei colleghi setacciano ogni centimetro di quel deposito.
Se sono là, le garantisco che glieli riporteremo.
- Io non so come ringraziarla. - Non deve, ci mancherebbe.
Adesso stia comodo e si riposi.
La lascio, le ho rubato tempo, sennò sua madre mi mangia.
- L'accompagno. - No, stia comodo. Ah...
Quasi dimenticavo.
Sua madre mi diceva che la notte dell'incidente guidava Giulia.
- Sì. - Lei non ha la patente ?
Sì, ho la patente. Però, ispettore, avevamo detto che mi dava del tu.
Ha ragione. Veramente avevo detto che ci avrei provato.
- E' vero. - Mi dispiace, è un difetto dell'educazione.
- Non si preoccupi. - Ah...
Lei ha una macchina ?
Sì, io ho la macchina.
Però in questi giorni dovrà accompagnarmi mio padre.
- Certo, dove va così ? Grazie, arrivederci. - Arrivederci.
Che hai ? Perché non mangi ?
Oh.
(sottovoce) Ho visto il marito...
Il marito di Marina che si baciava con un'altra.
- E tu che cosa hai detto ? - Niente.
Bravo. Non metterti in mezzo, perché fai peggio.
Lascia che se la sbrighino loro. Sono grandi e vaccinati.
Se ci mettiamo a contare i corni in testa alla gente, capirai...
- Mangia, dài, si fredda. - Sì.
Sì.
Va bene.
Vado di là.
- Ciao. - Ciao.
Appena sfornata.
Che cosa ho fatto per meritare tanto ?
- Va bene, prendiamoci dieci minuti. - Prendiamoceli.
[STARNAZZARE DI ANATRE]
Buono.
- Che cosa devi chiedermi in cambio della colazione ? - Mi offendi.
Non ho altro da dirti. I due ragazzi erano puliti.
- Ti ho scritto che il tossicologico era negativo. - Sì, sì.
Ma tu che rapporto hai con Luca ?
- Ormai ha quasi 15 anni, vero ? - Sì, li compie tra poco.
Che cosa vuoi sapere ? Non so se mi bastano dieci minuti.
Come sei con lui ? Sei possessiva ? Apprensiva ?
Lo lasci fare ?
Non seguo proprio una ricetta.
Anche perché con i figli come fai, sbagli.
Io cerco di fare il contrario di come facevano i miei con me.
A casa mia si parlava pochissimo.
Non avevo tutta questa confidenza.
Invece con i miei figli mi piace parlare.
Soprattutto con Luca. Filippo è ancora piccolo.
Vorrei che per lui fosse un piacere parlarmi
che gli venisse spontaneo raccontarsi.
Però non gli sto addosso.
Non gli chiedi mai qualcosa direttamente ?
No, direttamente mai. Non otterrei niente.
Ci vuole una grande strategia con loro.
Devi prenderli di lato, fare finta di niente...
- Un po' come fai tu. - Trovi ? - Sì.
Quindi più li pressi e meno si aprono.
Per me da ragazzina era così. Per te non era lo stesso ?
Beh, a casa, da ragazzino io ero muto come un pesce.
Perché invece adesso...
[MARINA SORRIDE]
- Trovi ? - Trovo.
Ah.
- Ecco i medicinali somministrati a Giacomo Ballarin. - Bene.
- Sono annotate anche le chiamate notturne dei pazienti ? - No.
Noi passiamo alle dieci di sera e alle sei di mattina.
La notte a cui fa riferimento ero io di turno.
- Si ricorda ? Il giorno dopo ero un po' frastornata. - Sì.
- Quella notte Giacomo ha chiamato ? - Sì, alle quattro.
Gli faceva male il braccio e gli ho dato l'antidolorifico.
- Quale sarebbe ? - Il Placicur. - Ah, Placicur.
"Placicur", "Placicur"...
"Placicur", "Placicur"...
"Placicur"... Massicce dosi di Placicur.
Sì, gli faceva molto male.
Vuole rivedere la stanza ? E' libera, non è un problema.
No, grazie, non serve.
- Okay. - Glielo restituisco. - Grazie. - Gentilissima.
- Se ha bisogno, sono in reparto. - D'accordo. - Buongiorno. - A lei.
- Ispettore. - Sì ?
- Possiamo andare ? - Sì.
- Ispettore. - Sì ?
- L'ascensore è di là. - Prendiamo le scale.
Le scale di emergenza ? Non è sicuro.
Se non lo fossero, sarebbe grave.
Ce ne accerteremo subito. Prego, dopo di lei.
Scusate, l'ufficio... Trovato.
- Salve. La signorina Calò ? - Sì.
- Giulia Calò ? - Sì, lei chi è ? - Oh, scusi.
Ispettore capo Stucky, polizia.
Volevo delle informazioni su un sequestro.
La ditta Monterol, in Via delle Prade.
Non me ne occupo io, questo è un altro ufficio.
Può parlare con il responsabile della Cancelleria al piano terra.
Ci sono già stato, grazie.
Stavo uscendo e ho notato il cartellino con il suo nome
e non ho potuto fare a meno di chiedermi...
Lei conosce Giacomo Ballarin ?
- Da quanto tempo lavora qui ? - Da un anno.
- Si trova bene ? - Sì.
E' un po' ripetitivo, ma è comodo. Poi abito qui vicino, vengo a piedi.
Anch'io mi muovo a piedi, pensi.
Che bello potere fare a meno della macchina.
- Posso offrirle un cioccolatino ? - Grazie.
Ad esempio, io non ho una macchina.
A dire il vero, non ho nemmeno la patente.
- Lei ce l'ha ? - Che cosa, la patente ?
No...
- La macchina. - Sì, ce l'ho.
Il bigliettino.
Mi piace leggere i bigliettini.
"Le cose più preziose sono le più nascoste."
E' d'accordo ?
Dipende. Che vuole dire ?
Lei e Giacomo siete ancora vicini ?
La vostra relazione è ancora preziosa e nascosta ?
Non ci vediamo da più di un anno. Perché me lo chiede ?
- Lei vive con i suoi genitori ? - No, grazie al cielo.
Mi hanno piazzato qui e non si sono più interessati a me.
Mi dispiace.
Spero che la dottoressa Mariani le sia stata utile
nel suo percorso di recupero dallo shock.
Sì.
Che cosa vuole da me ?
Ho pagato abbastanza per quello che ho fatto
soprattutto perché non lo dimenticherò mai.
Ha ragione, le chiedo scusa.
Ma almeno sa che cosa è successo a Giacomo ?
- Sì, l'ho letto. - Non le è venuto in mente
di telefonargli per sapere come sta ?
Se vuole saperlo, l'ho chiamato.
Allora non è vero che non lo sente.
Da più di un anno non ci vediamo.
Ora io dovrei rientrare, se ha finito con le domande.
Arrivederci.
Signorina.
Lei prova ancora affetto per quel ragazzo ?
No.
Arrivederci.
Io sapevo che il deposito era sotto sequestro
frequentavo il centro e conoscevo Marco ed Erjon. Sa tutto !
Non sa niente ! Il centro e il deposito sono solo coincidenze.
- Liberiamoci dei diamanti. - Dopo quello che abbiamo fatto ?
- Che "hai" fatto ! - Quei diamanti sono l'unica cosa che abbiamo.
E' il nostro sogno scappare via insieme.
- Ti ricordi ? - Io ho paura, Giacomo.
Va bene, va bene...
Adesso io trovo i soldi e stanotte scappiamo insieme.
Vai a casa e prepara la valigia. Aspettami lì.
- Quando vieni ? - Prima di mezzanotte sono da te.
- Erano in Puglia. - Ma no !
Ma sì, te lo dico io. Rodi Garganico.
Avevo 12 anni, lo ricordo come se fosse ieri.
Era finito in ospedale a San Giovanni Rotondo.
Non l'avevano detto alla squadra e lo cercavano per tutta la Puglia.
- Così lavori tu ? - No, tengo il posto a Ausonio.
- Siediti. - No, dài, Secondo. - Tieni qua, dài.
- Vino fermo o mosso ? - Fermo.
- Ciao. - Ciao. - Buonasera.
Bugno era in testa, ma un pezzo di ferro gli è finito tra i raggi
il cambio si è spaccato e lui è volato.
Dopo però ha vinto il Giro in maglia rosa dalla prima all'ultima tappa.
"Il cambio si è spaccato"...
- Asso di bastoni. Alé ! - Il cambio...
Il cambio.
Giacomo, che cosa fai ?
- Niente, torna a dormire. - Dove vai ?
- Non preoccuparti, chiamo presto. - Rubi a casa dei tuoi genitori ?
Non ho rubato, ti restituirò tutto, ma lasciami andare.
- Non farmi svegliare tuo padre. Che succede ? - Non ho tempo.
- Dimmi dove vai. - Non lo so, vado con Giulia.
- Lo sapevo che c'entrava quella delinquente. - Sì.
Quando spunta lei, sei strano. Giacomo, ti prego.
- Mamma, smettila ! Non è colpa di Giulia. - Non la ascoltare.
- Non è colpa di Giulia, è colpa vostra. - Nostra ?
- Non avete capito mai niente. - Che cosa ?
Ascoltami, Giacomo. Ti prego, ti prego, Giacomo.
Guardami.
(piangendo) Non fare così.
- Ciao, mamma. - No, dài, Giacomo !
Non andare, Giacomo !
[RUMORE DI CHIAVI, SCATTO DI SERRATURA]
Amore, dobbiamo andarcene.
Che c'è ?
Che cos'hai ?
Ce la faremo. Non preoccuparti, fidati di me.
- Ho preso anche dei soldi. - Giacomo... - Che cosa ?
- Buonasera, Giacomo. - Ispettore, buonasera.
Che ci fa qui ?
- Posso fumare ? - Certo.
Tanto sua madre non c'è.
Prego, si accomodi.
La rapina era perfetta.
Anche rintracciando Rossano Pelagio non potevamo risalire a lei.
Poi si è fatto anche sparare. Perché non si è fermato là ?
Ispettore, non la seguo. Di che cosa sta parlando ?
Aveva un alibi perfetto per recuperare i diamanti.
Di che cosa mi accusa ? Di essermi fatto sparare apposta ?
Io ero ricoverato, ho passato tutta la notte in clinica.
- Le infermiere possono confermare. - Sì, certo.
Lucia che era di turno ha detto che come ogni notte
è passata da lei alle dieci e poi nel cuore della notte
quando lei l'ha chiamata per rafforzare il suo alibi.
Come avrei fatto a raggiungere il deposito ?
Nelle mie condizioni non posso guidare.
Suo padre l'avrebbe accompagnata ovunque.
Quindi ho dedotto che la sua auto avesse un cambio manuale.
Anche Rossano Pelagio, o meglio il nonno, ha il cambio manuale.
Ma la signorina Giulia, no, ha l'auto con il cambio automatico.
Con quell'auto ha raggiunto Marco e Erjon al deposito
che la stessa Giulia aveva indicato come abbandonato e sotto sequestro.
Che c'entra Giulia ? Io non conosco queste persone.
Questo è vero, gliel'ha presentati Giulia
che li ha conosciuti al centro di recupero durante il suo percorso.
Lei è andato a recuperare i diamanti perché non si fidava di loro.
Infatti ha tenuto per sé quelli più preziosi, che mancano.
Poi è successo qualcosa, forse loro volevano di più
lei si è spaventato e li ha uccisi e Giulia è sua complice.
No, io non ho ucciso nessuno. Diglielo tu !
Come potevo ? Non riesco a muovere il braccio !
Si è imbottito di antidolorifici. Una scatola in meno di tre giorni !
Può dire quello che vuole, ma non ha prove.
Quella bustina di antidolorifico è stata trovata nell'auto di Giulia
nella perquisizione di oggi pomeriggio.
E' un antidolorifico, non sono l'unico al mondo a prenderlo.
No, ma è l'unico al mondo ad avere aperto la bustina con i denti
come farebbe chiunque non possa usare le due mani.
Sulla bustina c'è il suo Dna.
E adesso, Giacomo ?
Ispettore, io...
Giulia no. Giulia non c'entra niente con gli omicidi.
No...
Con gli omicidi no.
Con la rapina sì.
Signorina.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.