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Tanto tempo fa,
due amici parteciparono a una gara incredibile.
E vinsero insieme il primo premio:
una dune buggy rossa con cappottina gialla.
Visto che di dividerla in parti uguali proprio non se ne parlava,
decisero di giocarsela a birra e salsicce.
Ma, sul più bello,
un cattivone che stava seminando il panico nella zona
distrusse il bar dove mangiavano e diede fuoco alla dune buggy.
E allora i due amici si arrabbiarono,
e tra schiaffi e sganassoni, cazzotti e cazzottoni,
alla fine il cattivo ricomprò loro due dune buggy nuove di zecca.
Una per ciascuno. Rosse con cappottina gialla.
Poi, però, una delle due dune buggy prese fuoco,
e ne rimase solo una.
E visto che di dividerla in parti uguali proprio non se ne parlava,
i nostri due eroi, quella dune buggy, ancora continuano a litigarsela.
- Sei il solito testone. - È stata tutta colpa tua.
- Sai che non è vero. - Mi sei venuto addosso.
Ti sono venuto addosso… Mi sono distratto un attimo.
- A guardare quella. - Quella chi?
Finché non risolviamo la cosa, tu non ti muovi da qui.
D'accordo. Ce la giochiamo a carte?
Con un baro? Giochiamocela a braccio di ferro.
- Però così mi offendi. - Sono troppo forte per te, eh?
Sì. Ti piacerebbe. E se facessimo come al solito?
Birra e salsicce?
No, stavolta no. Rifacciamo una gara.
Una corsa? Allora vuoi proprio perdere.
Se non mi fosse venuta addosso una macchina, avrei vinto io.
Papà, ci vuole ancora molto?
Ora no!
E non osare toccare la macchina.
- Sei tu quello delle scuse. - No.
Oh!
Oh, e vieni!
Ma questa è una dune buggy.
Motore da 1.200, 41 cavalli.
Questa supera i 140 km orari.
Ah, sì, eh?
Ma che fai? Scendi.
- Altrimenti? - Altrimenti papà si arrabbia.
È già arrabbiato.
È uguale. Poi, comunque, la macchina non è nostra.
- "La macchina non è nostra". - Io non parlo così.
- "Io non gnagno così". - La vuoi smettere?
"La vuoi smettere?"
Alt!
E se guidi tu per primo?
Ma dove andate? Tornate qui! Avevo detto di non toccarla.
Io li ammazzo.
Io non mi fermerei, eh?
Se fossi io in difficoltà?
- Devo risponderti?
Grazie, ragazzi. Abbiamo finito la benzina.
Oh, bella macchina. Ma non siete troppo piccoli per guidarla?
E voi non vi vergognate ad andare in giro con quel catorcio?
La moto ha un nome. Si chiama Fulmine. E non si parla male di Fulmine.
- Senti, mi fai fare un giro? - No.
Facciamo così.
- Se vinci tu, Fulmine è tua. - Ma che ce ne facciamo di una due tempi?
- Fallo finire. - E lasciami.
Se vinco io, mi fai fare un giro sulla tua macchina. Ci stai?
- No. - Andata.
Allora, la Vergine Maria vince, Sant'Antonio e San Gennaro perdono.
Attenzione, eh?
- Almeno guarda bene. - Sh!
Questa perde. Questa vince.
Sant'Antonio perde.
Questa vince.
Questo perde o vince? Non me lo ricordo più.
Questa vince.
Dov'è la Vergine Maria?
Mi sa che ti è andata male.
E va…
Il banco vince sempre.
Dovevi solo vederla.
- Tornerà.
Sì, dai.
Bello, canino. Ciao. Ciao, canino.
Ehi, karasho!
Almeno un amico ce l'hai, eh? Bello.
Vieni qui, Geremia.
Eh, mamma, che modi. Orso.
- Quanto vuoi? - Cinquanta.
- Cinquanta? - Mm-mm.
Che ladro!
Io ladro, eh?
- Ecco, tieni. - Cinquanta.
I Cobra.
Cazzo, i Cobra!
- Sono i Cobra! - Scappa!
Dove vai?
- Lasciami.
- Mi piacciono le femmine di carattere. - Ah, sì?
- E il tuo fidanzato lo sa?
Avete due giorni per firmare e andarvene.
Torsillo ha perso la pazienza!
Due giorni!
Due!
Ehi.
Ce l'ho anche con te.
Ciccione. Hai capito quello che ho detto? Eh?
Fagli male, Scajò!
Mollami.
Eh?
Adesso lo sfonda.
Massacralo!
Dove vai?
I soldi li prendo la prossima volta.
Lasciatemi.
- Codardo! - Eh, scappa.
E mollami.
Ok, grazie, ora potete lasciarmi anche qui!
- Pensavi di barare con noi?
La prossima volta sei morto.
AUTOFFICINA
Ta-da!
Eh?
Io sto benone. Te come stai?
Neanche un abbraccino?
Dai, vieni qui.
Ho capito, non mi vuoi parlare. Però sono convinto…
che anche tu l'hai vista, eh?
Possiamo riprendercela insieme, tu e io, eh?
Non è una grande idea?
Mm.
Ah!
Ma perché?
Ah, è così che stanno le cose? E allora la buggy me la vinco da solo!
E se la vinco io, non te la do, eh? Rimane tutta per me!
La carriola me la tengo io!
Good morning, Vietnam! E benvenuti alla Crazy For Rally!
Una gara all'ultimo sangue.
Un tripudio di follia, benzina e testosterone.
Ma quanto siete gasati, gente?
E ricordiamo perché siamo qui.
Signore e signori,
un uomo che non ha bisogno di presentazioni.
Un uomo il cui dono divino è il carisma.
Un uomo ma talmente bello, che quando si guarda allo specchio
si bacerebbe da solo.
Ma che dice, questo?
Insomma, facciamo un forte applauso a Flavio Torsillo!
- Basta.
- Ciao. Dai, eh? - Ciao.
Buona fortuna. Che vinca il migliore.
Ma è cretino?
- In bocca al lupo, eh?
- Oh! Oh! Eh? - Oh!
Ed è una gara resa ancora più speciale
da un premio spettacolare: una dune buggy del 1974.
Chi vincerà? Chi sarà il pilota più spericolato?
Allora, siamo pronti a partire?
Cinque.
Quattro.
Tre.
Due.
Uno.
Go!
Dai!
Caspita!
Ciao, ragazzi!
Uh! Ah!
Ma quanto siete gasati?
- Perfettone! È questo lo spirito!
Non parte, cazzo! Non parte!
È senza speranza.
Scaglione, andiamo.
- E suo figlio, non lo vede? - Ma che vedo?
Mettiti il cappello. Apri.
- Brutto figlio di pu…
Wow! Pazzesco!
Non posso credere ai miei occhi. Colpo di scena, signori!
Le macchine si sono ribaltate! Dove sono i piloti?
Eccoli qui! Stanno continuando a piedi, signori.
La prima gara senza automobili.
E senza neanche il pubblico! Sono rimasto soltanto io.
Spallata irregolare! Pochissimi metri.
Eccoli che tagliano il traguardo.
E ce l'hanno fatta, signori.
- Mia! - Mia!
Ah! Campioni!
Campionissimi!
Allora, che cosa si prova a vincere una dune buggy del 1974?
Esatto! È questo lo spirito!
Non voglio rovinare queste emozioni. Vado a prendere lo champagne.
- Campioni!
- Uh!
Bravi, lavorate.
Era tutto fatto apposta per vincere.
Tutte le macchine erano uguali. La mia era truccata.
- Io non lo so come ho fatto a perdere. - Che hai detto?
- Che le macchine erano uguali. - No, dopo. Che hai detto?
- Ho detto che la mia era truccata. - Dopo.
Dopo… Ehm…
Che ho detto dopo, papà?
All'esterno, qualcuno potrebbe aver avuto l'impressione che hai perso.
Ma è solo un'impressione.
No. Ma io ho perso veramente, papà. Ma c'eri pure tu, oh?
In una gara, non conta la correttezza. Conta solo il risultato.
Un Torsillo non accetta mai di perdere. Per questo vinciamo sempre.
Vieni con papà. Vieni.
Quelli hanno quella macchinetta? Vai lì e te la prendi.
Ma mica me la danno così. Non me la daranno mai.
Certo che no. Non è che uno va là e dice: "Scusi, per piacere me la dà?"
Basta pronunciare il nome Torsillo, e quelli se la fanno sotto.
E poi è più divertente ottenere le cose quando non te le meriti.
"Torsillo."
Vedi, Raniero, papà si trova in una situazione simile alla tua.
Vuole quel terreno, loro non glielo danno… Giusto, il terreno è loro.
Allora che fa, papà?
Alfredo, come stai?
Non mi sento più i piedi.
È naturale, tesoro.
Sono due ore che sei in un frigorifero.
Ti conviene accettare in fretta, prima che ti si congeli il cervello.
Io non vendo.
Quella è casa mia.
Quando dico un lavoretto pulito, intendo un lavoretto pulito.
Giusto.
Dovrò buttare tutta la carne, se me la infetta coi suoi microbi.
- Giusto? - Giusto.
- Che è?
Scusate.
- Il freddo… Non lo so. - Ma da chi ha preso, questo?
Da chi ha preso? Chiudi, va'.
No, no, no.
Shh!
- Ah!
Ah!
- Ma perché? Volevo solo farmi un giro. - Perché?
Perché finché non risolviamo la cosa, la carriola…
…non si muove da qui.
- Ah, sì? - Eh, sì.
Comunque sai che se voglio me la porto via anche senza chiavi, no?
- Ah, sì? - Mm-mm.
Mm!
E vai, va'.
Aspetta.
Se trovi il jolly, la buggy è tua.
Mi è già bastato una volta.
- E poi non gioco coi bari.
Occhio che potrei offendermi, eh?
E se la risolvessimo come ai vecchi tempi?
- Come ai vecchi tempi? - Mm-mm.
Sto a dieta.
Ehm, aspetta.
Va bene, ho capito, ma…
- Che tipo di dieta? - Dissociata.
- Ah, come te. - Mm-mm.
- Uh!
Da quant'è che non fai le pulizie?
Qui manca un tocco femminile.
Ti vedi con qualcuno?
- Geremia, è pronto! - No, dico, a parte Geremia.
- E va bene. Ci sto. - Mm.
Come ai vecchi tempi. Basta che stai zitto. E fermo.
Va bene. Però guido io.
HOT DOG E BIRRA
Sono tornati di nuovo.
Maledetti Cobra.
Avete cambiato arredamento.
Che vi porto?
Ehm… dunque, vediamo.
- Venti pinte e venti salsicce.
E 40 salsicce. E un gelato alla vaniglia. Grazie.
Il gelato sgrassa.
Miriam.
Karasho!
Questi spaccano tutto e tu mangi würstel?
Ma che uomo sei?
Oh!
Tu sei peggio dei Cobra.
Non ti far più vedere.
Tu che hai da guardare?
Tu devi essere una ladra.
- Ladra, io? - Mm-mm. Perché mi hai rubato il cuore.
Oh, Maria Vergine.
- Teneroso. - Mm-mm.
- Ma sparati. - Ecco.
- È la madre dei miei figli. - Mm.
Facciamo una pausa. Al cuore non si comanda.
E poi, sei tutto sporco qui. Guarda. Eh!
- Guarda che se ti ritiri vinco io. - Ci metto un minuto.
Vado a riprendermi il cuore.
Ma che è, uno scherzo?
- Guarda che io non c'entro niente, eh?
Ah!
E cambia punto, ogni tanto, no?
- Dove sta? - Non lo so.
E comunque te l'hanno fregata.
Brava.
- In posizione.
Soraya.
Qui.
Brava. Ora rotola.
- Com'è brava. - E adesso, su!
Brava.
Non lo so, tira una brutta aria.
Sì. L'altro lato.
Sarà stato il cammello.
Tu non preoccuparti. A questa gente piace trattare su tutto.
Ma io ho un piano. Fidati, risolvo tutto io.
Carezza.
Soraya non mangia la carne, se prima non la taglio.
- Ah, si chiama Soraya, la micia? Carino. - Taglio?
- No. - Taglia, taglia!
No, ma che taglia? No.
- Che fate qui? - La carretta che avete rubato è mia.
- Nostra. - Rubato?
- Sì. - Noi non siamo ladri.
Ma nessuno voleva dire che siete dei ladri, eh? No.
- Allora andatevene via. - Va bene.
- Abbiamo già molti problemi.
Con chi dobbiamo parlare?
Armandino forse sa qualcosa.
Però ti avviso,
avrete bisogno della traduzione.
Ok.
Questo è Armandino, mio cugino.
- Mm. - Ino-ino, eh?
Per 50 pezzi, traduco.
- Cinquanta? - Cinquanta.
Vai, vai.
Armandi', parla con questi due.
Salve, sig. Armandino. Ehm…
Noi non abbiamo nulla in contrario al suo mestiere di ladro.
Bravo.
Ma visto che lei mi sembra una persona distinta e sensibile,
capirà perché la rivogliamo indietro.
Dice che gli piaccio e che vuole scoparmi.
Digli che se vuole morire, lo accontento.
Diglielo!
Glielo dico. Guarda, mio cugino è mortificato.
Veramente molto, molto dispiaciuto.
Lui sì, ha rubato la carriola, però non ve la ridà.
- Non ve la ridà. - Non ve la ridà.
- Non ce la ridà. - No?
- No. - Sì, però, smile.
- O pensa che manchi di rispetto.
- Bravo. - Vieni.
- Perché ride? - Dice che costo poco, ma gli va bene.
- Mi sa che questi ci vogliono fregare. - Mm-mm.
Che irrispettosi! State mancando di rispetto a mia cugina.
Nessuno parla così di mia cugina.
Nessuno parla così della mia famiglia!
"La carriola è mia. È mia. Solo mia".
- Solo mia! - Non ve la ridò. Mai.
Mai.
- Parlo un secondo col signore. - Prego.
“Dammi la donna, o ti spacco la faccia!”
Peppe, Maria, pizza, coniglio!
Ciccio, ciccio, telefono casa.
Kara-karasho!
- Ciccio ciccio? - Ce l'ha con te.
Vai! Non fa male.
È la nostra tradizione. Noi risolviamo i guai così.
Bene, no? Dai!
Chi scommette?
Venticinque pezzi chi cade per primo!
La scommessa, 25 pezzi su chi cade per primo.
No… Ti scaldo.
Vai! Ricarichiamo. Andiamo. Vai.
Come nel film americano Over The Top.
- Ah, pam!
Spezzalo.
Oh!
- Eh!
No.
- Uh!
Oh!
Oh!
Ti faccio il culo a strisce, a te.
Armandino. Su, cuore mio.
- Bene, no? - Macché bene.
Ah, cioè, tu hai scommesso su…
- No. - No?
- No?
Freeza!
Dobbiamo parlare di business, io e te.
Hai visto che è successo prima? Mi è scappato il cammello.
Per un pelo il lanciatore di coltelli non me lo ammazzava.
Se non lo molli,
giuro su quella vecchia bagascia di tua madre che ti spacco la faccia.
Mia madre non è vecchia.
- Bello qui, eh? - Mm.
Sai che potrei abituarmi alla vita nel circo?
No.
Ora io e te facciamo un pakto.
Io ti aiuto a trovare la carriola, e tu fai una cosa per me.
- Mm. - Mm?
- Questa cosa dello sputo è necessaria? - Necessaria.
Se è necessaria…
È stato Raniero. Il figlio di Torsillo. L'ho visto io che usciva dal bar.
Il padre è un uomo molto potente.
Ha tutto, e vuole sempre di più.
A te vuole prendere la carriola,
e a noi vuole prendere la terra.
E per questo manda i Cobra a minacciare.
Ma voi potete andarvene. I circensi non sono girovaghi?
- No! - No.
Questa è casa nostra!
Cinque generazioni, è casa nostra!
Tu fai tutto questo casino per una carriola.
- E io devo andarmene da casa mia? - Prima cosa, calma!
Seconda cosa, non è una carriola qualunque.
È la carriola di mio padre.
Ah.
Allora vedi che vogliamo la same cosa.
Ah, sì? Vogliamo la "same" cosa?
Grazie dell'informazione.
- Ehi!
Noi abbiamo un pakto.
Mm-mm.
Abbiamo "pakto".
Bel megalomane, questo Torsillo.
Senti chi parla.
Che c'è?
Non mi piace. Torno indietro.
No, dove vai? Mi vuoi mandare da solo?
- Sei parte fondamentale del piano. - Che piano?
- Il mio. - Ecco, appunto, il tuo.
Non conosci Torsillo, e non mi fido dei circensi.
- Hai paura, eh? - Sì, una paura! Brr!
Lo sai che c'è? Se quando eravamo piccoli non ti fermavi ad aiutare quelli,
la buggy sarebbe ancora nostra.
Che hai detto?
Ho detto, se quando eravamo piccoli non ti fermavi ad aiutare quelli,
la carriola sarebbe ancora nostra.
- Ah, sì? - Sì.
Ma se te la sei giocata a carte, baro che non sei altro!
"Baro che non sei altro."
- Non parlo così. - "Non parlo così".
- Smettila. - "Smettila".
- Uh! - Ti conosco.
Ancora.
- Sai che c'è? - Mm?
- Non mi va di litigare, ok? - Bene.
- Ah! Aiuto!
Va bene, vado da solo.
Ma se trovo la buggy, è mia.
Che baracca. 'Giorno.
Sempre questo. Fidati.
Signori.
Dovrei parlare con Torsillo.
Volevo portare anche mio fratello, però s'innervosisce facilmente.
Ma io gliel'ho detto:
"Vedrai che là dentro ci sono solo brave persone".
Quindi, se in mezzo a voi c'è qualcuno che ha funzione di capo,
si faccia avanti.
- Oh! Questo l'ho sentito.
Questo pure.
Che cosa devi dire al dottor Torsillo?
- Devi proporgli un affare, no?
Fuochino.
- Eh? - Fuochino.
La Torsillo Tower.
Boutique, spa, spiagge da sogno, discoteche…
Tutto questo su un terreno a costo zero.
Con permessi di costruzione assicurati, polizia connivente…
…e disposta a chiudere un occhio sul riciclaggio.
Mister Tanaka vuole sapere meglio riguardo alle cessioni dei terreni.
Sono solo dettagli.
Dei residenti ancora non hanno firmato le cessioni dei terreni.
Ma v'assicuro che l'amministrazione locale è con me…
Mister Tanaka?
Se non ti sta bene così, te ne puoi pure andare.
La porta è quella, capito come? Eh?
Vi prego di scusare Raniero.
So che non sembra, e non lo direste mai, ma è il mio unico figlio.
Ma che dici?
Scusa, eh? Avevi detto di essere più cattivo.
E certo, proprio con loro.
Eh, i ragazzi di oggi… È giovane.
È una testa di cazzo.
Allora,
me la vuoi dire l'ultima cosa?
Sì.
- A lui non piacciono i motociclisti. - Lui chi?
Ti fa male.
Ma che succede, Scaglione?
Op! Ah, io non lo sveglierei.
Permesso?
Scusate se vi abbiamo interrotto, ma dobbiamo risolvere un problema.
Suo figlio ha rubato la mia carriola.
Ah, pardon. La nostra carriola.
Mm. Una dune buggy, rossa, con una cappottina gialla.
Sì, per l'appunto.
Vogliate scusarmi un momento.
Stiamo bene qui, grazie. Se voi ci ridate la nostra carriola…
Mm.
…noi ce ne andiamo come se niente fosse successo.
- Dai, papà, gliela ridiamo… - Ehi!
Altrimenti che fate?
Altrimenti che facciamo?
Ehm…
Non ci ho pensato.
Non ci ha pensato.
Normalmente, a due come voi avrei fatto tagliare la gola.
Ma siete fortunati, perché in questo momento ho altro da fare.
Ora andate, prima che cambi idea.
La vostra macchinetta, ve la porto domani a mezzogiorno.
Ah!
Beh.
Alla mia officina, eh?
Ah! Dimenticavo. Scusate. Una cosa importantissima.
Quelli del circo non se ne vanno.
Arrivederci. Grazie.
Lascio aperto qua, eh?
Operai.
Oramai col personale non ci si capisce più niente.
Traduca.
Ecco.
Ah…
Io te lo dico. Così, non arrivi alla vecchiaia.
- Tu non arrivi a domani. - Ma si può sapere che c'hai?
Se è per la storia dei circensi, del fatto che ho rubato il plastico…
Scusami se non te l'ho detto.
Dovevamo pensare solo alla macchina.
Ma se non facevo il patto con Miriam, non avremmo scoperto niente.
- Ah, sì? - Mm.
Tu pensi sempre di essere il più furbo di tutti.
- Ma sei il primo che fregano! - Ancora con questa storia? Avevo 13 anni.
Allora ora saprai che non si fanno patti coi circensi,
perché si prendono il dito, poi…
Ecco, appunto.
- M'hai riportato il cuore?
Posso, una parola?
Mi dovevi vedere. Ho sfondato la porta, ne ho stesi due…
…e poi ho preso il modellino,
l'ho messo sotto il braccio, e ho detto: "Quelli del circo non se ne vanno".
- Sono stato bravo, no? - Sì.
Sì, ma la guerra non è finita.
Torsillo deve capire che questa terra è nostra.
Sì, ma guerra è un concetto un po' esagerato.
A me interessa la mia carriola,
e poi…
Non complicherei le cose, ecco.
- Adieu. - Ma come "adieu"?
Sì, io non complicherei le cose, ecco.
Che fai?
Aspetto.
Ah, ma è mezzanotte.
Eh.
E vai a dormire, no?
Che domani hai una giornata lunga, tu.
- Io? - Mm-mm.
E perché?
Perché te ne vai.
Colazioncina?
Dune buggy rossa con cappottina gialla.
- Eh, già.
- Eh, sì, eh? - È lei.
- È lei. - È lei.
Che t'avevo detto, io?
È lei. Guarda.
- È bella, eh? - Sì.
- La riga… - Eh, sì. È proprio bella.
Ehm, solo che io…
…me la ricordavo un po' più…
un po' più… grande.
- No. - No, eh?
- No. - No.
Sig. Torsillo. Grazie mille, è perfetta, eh?
Grazie.
Solo che c'è un…
…graffiettino qui sulla cappottina.
Un po' di pasta abrasiva, e torna nuova.
Scaglione, questa volta fagli male sul serio. Andiamo.
La pasta abrasiva?
È lei, però.
- Ops. - Andiamo, Raniero.
- Ecco.
Parti. Andiamo.
Abbiamo fatto una bella figura di merda. Testa di cazzo!
- Vai, prendilo. - Scappa!
Fermatelo. Corri, cazzo.
Che carino questo cagnolino.
- Vieni qua, cagnolino.
Non toccare Geremia!
Non ti permettere, eh?
Che ti ha fatto quel brutto cattivo?
La moto!
E così, Sorriso e Carezza divennero due improbabili eroi.
"I Cobra non sono più un problema", disse Sorriso.
Il circo Woland e tutti gli abitanti di Tortuga furono salvi.
Torsillo fu sconfitto e costretto alla fuga.
I Cobra furono distrutti, e tutti quanti vissero felici e contenti.
Fine.
Ma quale fine e fine, Scaglione! Lo decido io quando finisce.
Chiaro?
Mi spiace, capo.
Ti dispiace?
Ho fatto un casino, papà, ti chiedo scusa.
"Ti chiedo scusa?"
Non si chiede mai scusa. Mai! I deboli lo fanno.
I cani ti chiedono scusa con la coda fra le gambe
per averla fatta sul tappeto.
Ma mi stai ascoltando? A che pensi?
- Ai cani. - Oh!
Potremmo prenderlo, un cane.
Prendere un…
- Hai sbattuto la testa? - Come? No.
Soffri di una forma precoce di demenza senile?
Penso soltanto che se magari gli restituiamo l'auto,
quelli ci lasciano in pace. Capito?
- Eh, no. - Ah!
- Ma perché? - Quella macchina è tua!
Usala, vendila, distruggila, facci quello che ti pare!
Ma prima devi far capire a quei due burini chi comanda. Hai capito?
Sì, ho capito. Ma perché dovrei venderla?
Sai quante volte t'ho chiesto se hai capito quello che ti dico?
- Tante. - Tante!
Va' a giocare con le macchinine. Domani ci pensa papà.
Testa di cazzo.
Non te la prendere. È fatto così.
A me tratta male da anni, ma è il suo modo per volerci bene.
Guarda che io so essere cattivo.
Sì, ma mettiti in testa che non sta scritto da nessuna parte
che i figli devono seguire lo stesso destino dei padri.
Se non ce l'hai,
non ce l'hai.
Lascia che ci pensi lui a quei due.
Prendi i Cobra e seguimi.
Ma che vuoi fare?
Sarò cattivo. Sarò talmente cattivo che mi farò paura da solo.
Raniero!
L'importante è che non dici cazzate, però.
Signore e signori, benvenuti al circo Woland!
Iniziamo lo spettacolo con i nostri elefanti!
- Bravo! - Bravo!
Miriam.
Uh!
Allora?
Vi state divertendo?
Brava!
- Se non ha fatto niente. - Vedrai.
Adesso,
il numero più pericoloso del circo Woland.
Il lancio dei coltelli.
Però,
ho bisogno di un volontario.
Un uomo impavido,
coraggioso,
pronto a rischiare la vita.
Io. Io, io, io!
- Un applauso!
Sei brava, vero?
- Prima volta. - Stai scherzando?
No.
Ehm… Non stai scherzando?
- Non scherzo mai. - Ah.
Se non mi uccidi, ti sposo.
- Ahi!
Oh!
- Olé!
Oh!
Olé!
- Non è capace. - Oh!
Olé!
Olé!
Brava!
- Non m'hai ucciso. - Tu non mi piaci.
Ah, no, eh?
La carriola!
- È lei. - Sì.
Volevate la vostra carriola, no?
- È lei. - Eh.
- Oh! - Ecco la vostra carriola.
No.
Fai qualcosa.
La carriola. Che si…
- Che si fa? - Andiamo.
- Vai verso il mare. - No. In officina.
- No. - Sì, il mare la corrode.
- Ho detto no! Ahi!
- Dai, andiamo! - Vai!
Tieni! Prendi quello! Vai, vai! Le brocche, dai!
Veloci!
Te l'avevo detto, Scaglione.
Mi faccio paura da solo.
Giusto, capo.
Beh, poteva andare peggio.
Geremia.
Geremia.
Geremia!
- Geremia.
Scusa, t'ho lasciato solo.
Forse facciamo ancora in tempo ad aiutare Miriam.
Dai, andiamo.
Io non vado da nessuna parte.
Come, scusa?
"Come scusa?"
Chi m'aiuta a me?
Mm? Nessuno.
E sai che c'è?
Non aiuto nessuno nemmeno io, tanto meno te.
Che rovini tutto, da quando sei bambino, e continui a farlo. Guarda che hai fatto!
Pensavi che con un sorriso e due battutine risolvevi tutto?
Mm.
Ma sai che c'è?
Io non me la prendo con te, io me la prendo con me.
Che ti dico sempre di sì, e invece ti devo dire sempre no.
E infatti è no!
Va bene, me la sono giocata e l'ho persa. Scusa, una volta per tutte, scusa!
Ma tu eri con me.
Non t'ho mica puntato una pistola alla testa.
E quindi prenditi le tue responsabilità.
La carriola te la puoi tenere stretta. Tanto io l'ho sempre odiata.
E io odio te!
Cugina mia.
La tigre Soraya è fuggita.
Ora che facciamo?
Che facciamo?
La ritroveremo.
Amici circensi, il gioco è semplice.
Aguzzate la vista. Il jolly vince…
- Vince. - Gli assi perdono.
- Ok. - Ok, Armandino?
- Il jolly… - Vince.
- Gli assi? - Perdono.
Perdono. Iniziamo?
- Ci tie. - "Ci tie"? Oh…
- Olé!
Eh! Vinco io!
Adesso lo rifai, ma più lentamente.
Piano! Come lumaca.
- Bene, capito? - Capito.
- Oh!
Allora, signori. Vi ricordo che…
- Il jolly… - Vince.
- Gli assi? - Perdono.
- Ci tie. - Ci tie?
Vince…
- No! - Sì, vinco io.
- Ehi! - Che c'è?
Eh, eh.
Posso spiegare.
Figlio di coniglio!
Io ti ammazzo. Ti do un pugno.
Posso spiegare.
Ehi.
Pardon, madame.
Mm.
Io 50 pezzi non te li do, eh?
- Sh!
Non è per i 50 pezzi. Mm.
Avete sbagliato direzione. La villa di Torsillo è di là.
Poi io lo metterei giù. Purtroppo ci serve intero.
Mangiato quadrifoglio, oggi, tu, eh?
Grazie.
Sai che c'è? C'ho pensato, è che…
Così non mi convince, sai?
- Ah, no, eh? - No.
Serve la cappottina.
- Eh, sì. Perché a noi piaceva gialla. - Sì.
- A noi piaceva gialla. - Gialla, sì.
E così è un po'… fumée?
- Flambée. - Flambée.
Glielo andiamo a dire?
- Io direi di sì. - Guidala tu però questa, va'.
Beh, che aspettiamo?
- Karakasho!
- Karakasho! - Karakasho!
Raccogliete i soldi. Su, andiamo in macchina.
- Karakasho. - Karakasho.
Grazie. Grazie di essere qui tutti.
Andiamo.
Cari amici e compagni di ventura, mi rallegra vedervi oggi qui,
in questo giorno così importante.
Come sapete, le fiamme hanno bruciato alte per tutta la notte.
Ma da una tragedia può nascere un'opportunità.
Se da una parte piangiamo per il terribile incendio
che ha distrutto il circo Woland,
dall'altra ci rallegriamo per la meravigliosa colata di calcestruzzo
che oggi i camion della nostra…
Oh!
Scusate. Un disguido sulla scaletta.
Dov'ero rimasto?
Prima di interromperti, avevi detto "della nostra…"
- Poi non so che volevi dire.
Se da una parte piangiamo per il terribile incendio
che ha distrutto il circo Woland,
dall'altra ci rallegriamo per la meravigliosa colata di calce…
- L'hai già detto. - …struzzo! Struzzo!
Scaglione, va' a vedere.
Ah!
Che sta succedendo?
No, no, no!
Ancora voi!
Eh, sì. La carriola che ci ha dato non va bene.
Sì, poi non ha più la cappottina. È strana.
- È vero. - Non è gialla.
- Non è gialla. - Ne vorremmo una nuova.
Mm. Altrimenti che fate?
- Altrimenti… - Altrimenti…
Altrimenti ci arrabbiamo.
Ah, sì? Voglio proprio vedere.
Ah!
Ahi.
Alt! Pancia, coniglio squalo, pisello?
Oh!
Imbecilli. Andiamo, va'.
Tu sei un pazzo. Giuro su Dio che ti uccido.
E levati con quella palandrana! Morì ammazzato. Ma che è, carnevale?
Ah!
Ah!
- Bu! - Ah!
Gli faccio vedere io.
Torsillo!
È finita.
Davvero?
Eh, no!
Eh, no!
Funziona davvero, papà.
Eh, sì, questa è la vera fine della nostra storia.
Il circo venne ricostruito, i circensi ebbero di nuovo la loro casa,
e per gli abitanti di Tortuga, tutto tornò alla normalità.
Anche la dune buggy rossa con cappottina gialla tornò ai nostri eroi
che, però, avevano un piccolo conto in sospeso da regolare.
- Ma come fate? - È una cosa ereditaria.
Chiavi sul tavolo.
- Mm. - Oh, ragazzi. Pagamento anticipato, eh?
Mi sembra giusto. Procedi.
Bene.
- Mm. - Mm.
Sei pronto?
Pronti! Tutti cominciamo gara!
Ah!
Tutti per Paul Newman alza mano!
Tra tre, due, uno!
Freeza!
Eh, no.
Tu m'hai bruciato il circus per la carriola.
Noi abbiamo pakto.
Me la gioco anch'io.
Eh, no. È una cosa fra me e lui.
Se lui vince, e non vince,
poi ve la vedete tu e lui.
D'accordo.
Bonadei, cicciotto.
Bonadei…
Bella, karasho.
Subito si comincia a lottare!
Ladies and gentlemen, mesdames et messieurs.
Tre, due, uno!
Oh!
No, no, no!
Che donna!
Eh, già. Come tutte le grandi storie,
anche questa non ha una fine.
Probabilmente, la dune buggy non sarà mai davvero di nessuno.
Teh, ecco che hanno combinato. Tutto distrutto, tutto spaccato.
Guarda come sei ridotto. Guarda.
Era un gattone. Le ho dato un cazzotto in testa, l'ho spappolata.
Comunque, non può finire così.
Altrimenti che si fa?
Altrimenti ci arrabbiamo. Noi.
Giusto.
Ma siete sicuri?
Che ansia terribile.
Azione!
Vai.
- Oh, non si buca. - Azione!
Vai.
Aspetta, mi sono bruciato.
Eh, ti conosco.
Ancora!
- Sai che c'è? - Mm.
- Non mi va di litigare. - Bene.
Eh!
- Io? Fammi fare De Sica. - Facci De Sica.
- Vai col motore, va'. - Ancora voi?
Eh, sì. La buggy che ci ha dato non va bene.
- Ha dei graffietti sulla fiancata. - Sì, e poi non ha la cappottina.
Ne vorremmo una nuova.
Aspetta.
Altrimenti che fate?
- Altrimenti… - Altrimenti…
Ci arrabbiamo.
- Stop. - Fai le finte?
- M'ha fatto male. - Pure a me.
E stop!
- Ora! - Brava!
E che parli? Devo di' brava.
Brava!
- Se non ha fa… - E ora il numero più pericoloso…
- Il lancio dei coltelli. - Oh!
È che… È che entrato…
Altrimenti che fate?
- Altrimenti… - Altrimenti…
Ma siete sicuri?
Che ansia terribile.
Guarda questo.
- Aspetta. Facciamone un'altra.
Bene. Datemi il buono.
Tre! Due! Uno!
In che senso?
Torniamo in partenza.
Azione.
- Altrimenti… - Altrimenti…
Altrimenti ci arrabbiamo.
Eravamo una voce sola, una cosa sola.
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