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Signorina Lubich...
voi ci date molti motivi di preoccupazione.
In primo luogo, siete una donna...
e questo rende tutto più complicato.
In secondo luogo, non siete una suora...
e questo fa di voi una figura senza precedenti...
rendendo tutto estremamente complicato.
Dovete impegnarvi di fronte a Dio
di non rivelare l'esistenza di queste interrogazioni
né dovrete raccontare quello che in questo luogo vi verrà detto
e quello che direte.
Una firma qui.
Se tradirete questa promessa, vivrete nel peccato mortale.
Voi dovrete essere in grado di dissipare
le innumerevoli accuse a voi rivolte.
Tra cui quelle di promiscuità tra uomini e donne
e quella di aver portato divisioni e discordie
nel seno della nostra Madre Chiesa.
Tutto ciò ha reso necessarie ed urgenti
queste interrogazioni che da oggi prenderanno corso
per tutto il tempo necessario.
Giorni, mesi, anni.
Interrogazioni che porteranno
a un definitivo e insindacabile giudizio
su di voi e sulla vostra opera
e che decreterà se esistano o meno motivazioni sufficienti
onde evitare lo scioglimento del vostro Movimento.
A voi, signorina Lubich
è chiesto di prestare la massima collaborazione
e la totale disponibilità per i mesi a venire.
Sono a disposizione. Risponderò a ogni domanda con sincerità.
- Lo speriamo. - Bene, cominciamo. - Dall'inizio.
Tutto è iniziato a Trento, durante la guerra.
Sentite con la manina.
(insieme) Al... be... ro.
- Quante sillabe sono ? (insieme) Tre. - Bravissimi !
Sono tre sillabe. Scriviamolo.
Allora...
Al... be...
[SIRENA ANTIAEREA] Che succede ?
Che cos'è ?
- Tu sai che cos'è ? - No.
Allarme aereo. Portiamoli fuori subito.
Bambini, andiamo a fare una corsa fuori ?
(insieme) Sì ! - Forza con i cappotti, forza !
I cappotti ! Camillo, alzati, forza !
- Tutti fuori ! Padre Casimiro, conti fino a cento. - Sì, veloci.
- Uno, due... - Forza, ha iniziato a contare !
Tre, quattro...
[SIRENA ANTIAEREA] Forza, bambini !
- Corri ! - Aspettatemi ! - Forza, bambini !
Aspetta, aspetta !
Prendiamoci per mano.
Vieni qua ! Quattro, cinque, sei... Manca Camillo.
- State qua. Camillo ! - Dove vai, maestra ?
Camillo !
- Camillo, che c'è ? - Guarda, maestra.
- Guarda gli aerei. - Che belli !
Arrivano ! - Andiamo, Camillo !
- Andiamo ! - Presto, al rifugio ! - Forza !
[ESPLOSIONI]
Forza, forza ! Veloci !
Forza, tutti insieme qui !
Veloci, bambini !
Dài, Camillo !
Veloci, tutti dentro !
I bambini di là.
Li tenga, maestra.
(in latino) "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te"
"e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù."
Camillo ! [ESPLOSIONE]
- Andiamo, forza ! Forza ! - Dove siamo, maestra ?
Adesso troviamo un posto.
- Venite, qui c'è posto. - Qui sul materasso. Forza, dài !
[ESPLOSIONI]
Dicevano che le bombe non arrivavano a Trento.
Dicevano che la guerra durava poco.
[ESPLOSIONE]
- Chiara ! - Natalia. - Che paura, eh ?
- Eravamo da Ines, per il vestito. - Ciao, Ines. Ciao, Dori.
- E' bello, vero ? - Che bella !
No, è un disastro.
- Chiara, dille di calmarsi. - Non ci sposiamo più, lo so.
Ines, guardami...
Io ti sposo. Hai capito ? Anche sotto le bombe.
- Si baciano. - Giuro che dopo la guerra mi sposo pure io.
Chiara, che dici ? Che cosa succederà adesso ?
- Non lo so. - Andrai lo stesso all'Università, a Venezia ?
[ESPLOSIONE]
[PIANTO DI NEONATO]
Maestra Chiara...
perché ci bombardano ?
Non lo so, Camillo.
Vorrei solo trovare delle risposte per i miei bambini e per me.
[SIRENA ANTIAEREA]
- E' finita, ascoltate. - Maestra, la guerra è finita ?
Purtroppo no, Camillo.
Possiamo uscire, forza.
Mamma ! Mamma !
Mamma !
Aiuto !
- Aah, la gamba ! - Piano !
- Insieme, dài. - Aiuto !
Aiuto, mamma ! [PIANTO DI NEONATO]
Aiuto, mamma !
- Mamma ! - Bastardi !
Enrico ! Portami a casa, ti prego.
- Portami a casa. - Vieni. - Portami a casa.
Mio Dio, fa' che le nostre famiglie siano salve.
Mia mamma... Devo andare da mia mamma.
[DIALOGHI NON UDIBILI]
Abbiamo perso tutto.
- Muoviamoci. - Aspetta, arrivo.
Mamma !
- Mamma ! - Chiara ! - Papà !
Grazie al cielo sei viva !
- Dov'eri ? - Al rifugio con i bambini.
-Adesso li ho riportati al collegio. -Noi eravamo nel bosco.
- Gino ? - E' corso in ospedale. - In strada ci sono morti e feriti.
Prepariamoci, quello di oggi è solo l'inizio.
Padre Casimiro mi ha pagato il mensile.
Comprate tutta la farina che trovate prima che finisca.
Vado io, è pericoloso.
Non so che faremo quando sarai a Venezia.
Non deve essere un problema per lei. Pensa solo a laurearti in Filosofia.
Ora che le cose vanno male per Mussolini
qualcuno mi ridarà il mio lavoro.
Ahia !
Aah !
Aah, ahia !
- Gino. - Che ci fa qui ?
Ti cercavo. Non torni a casa da ieri.
- Hai gli occhi stanchi. - Sapessi che cosa hanno visto.
Di' alla mamma che torno stasera.
Chi sono queste donne ?
Prostitute. Erano nel reparto crollato sotto alle bombe.
Ci tenevano a essere belle anche se erano malate.
"Vanità delle vanità, tutto è vanità."
Dottore, scusate. Potete venire ?
Scusa.
[ORDINI IN TEDESCO]
I tedeschi, già sono arrivati.
(in tedesco) Fermi. Documenti.
Sono un medico in bicicletta. Che volete che nasconda ?
- Lasciali fare, Gino. - Muoviti, dài.
Italiani, bravi solo a parlare.
Andiamo.
- Ciao. - Ciao. - Ciao.
Ines.
Ma che succede ?
Non ci sposiamo più.
Le ho chiesto di rimandare.
Da quando ci siamo arresi, l'esercito è allo sbando.
- Che vuoi fare ? - Non starò a guardare.
- Non sono vigliacco come Badoglio. - Ti unirai ai nazisti ?
Sono nostri alleati e noi li stiamo tradendo.
Ci bombardando gli angloamericani, non i tedeschi.
I tedeschi sono peggio dei fascisti che ci comandano.
Stai molto attento a come parli.
Ha ragione tuo padre, Ines. Non dovremmo frequentare i Lubich.
Perché nostro padre è un socialista o perché ha perso il lavoro ?
-O perché non ha preso la tessera del partito fascista ? -Basta. -No.
A ognuno le sue scelte.
Mi dispiace.
Enrico, aspetta.
- Gino ! - Enrico, aspetta !
Aspetta, Enrico !
Lo uccideranno, me lo sento.
Ines, dove vai ? [ORDINI IN TEDESCO]
[RINTOCCHI DI CAMPANA]
- A noi è andata bene. - A mio cugino è crollato il tetto.
Io non ho dormito neanche un minuto, mia mamma ha pianto tutta la notte.
Maestra, ha sentito di Camillo ?
No. Che gli è successo ?
- Una bomba è caduta sulla sua casa. - C'erano dentro anche i genitori.
- Aspetti, aspetti, un momento ! - E' papà !
Mia figlia, sto cercando mia figlia !
- Mio padre ! - L'ha visto ?
- Scusi, sto cercando mio marito. - In quella direzione.
- Buongiorno, maestra.
- Buongiorno.
Camillo, guarda. E' arrivata la maestra.
Camillo, adesso dobbiamo andare. I tuoi cugini ti aspettano, lo sai ?
Maestra, scusate se oggi non sono venuto a scuola.
Non devi scusarti. Posso rimanere un po' qui con te ?
- La tua zia... - Maestra, posso farti una domanda ?
Certo.
Quando ieri cadevano le bombe
avevo paura e ho pregato.
Ho pregato per me e per i miei genitori.
Perché Gesù non mi ha ascoltato ?
Non lo so, Camillo.
Non lo so.
[PIANTO DI CAMILLO]
(in tedesco) Ferma ! Ferma !
Prendiamola ! Si fermi ! Si fermi !
Ferma !
Ah ! No !
[RAFFICA DI MITRAGLIATRICE]
Devo finire qua.
Basta !
Smettetela !
A chi tocca andare ? A chi tocca ?
Lo so che è difficile da credere, ma...
Ero di fronte alla Madonna Bianca
e ho sentito una voce.
- Una voce ? - Sì. - Forse avevi mangiato troppo poco.
La fame fa venire le allucinazioni.
No, non è stata un'allucinazione.
Che ti ha detto questa voce ?
Mi ha detto...
"datti tutta a me".
Stai correndo un po' troppo.
Noi non abbiamo tutto questo tempo.
Tutto crolla. Mi sembra che tutto sia vano, tutto !
Mi sembra che solo Dio resta.
Ma si può seguire la volontà di Dio anche senza diventare suora.
Io non voglio diventare suora.
Dio mi ha detto "datti tutta a me".
Non mi ha detto "entra in un Ordine".
- E come pensi di fare ? - Restando nel mondo.
Che vuol dire ? Non è possibile. Perché qualcuno dovrebbe farlo ?
Perché Dio è là fuori, nella vita concreta.
Nella mia famiglia, nei miei amici, nei miei bambini della scuola.
Sinceramente mi sembri un po' confusa, un po' agitata.
Sono cose che succedono a voi donne.
Prega Dio che ti restituisca un po' di serenità.
Posso prenderlo ?
Un Vangelo ? E per farne che cosa ?
- Per leggerlo.
- Da sola ? Mi sembra imprudente.
Mi avete detto di pregare.
("Ama il prossimo tuo come te stesso.")
Gino, i vestiti che mi hai chiesto. Poi mi spieghi a che ti servono.
- Scusate. Fermi ! Dove andate ? - Dottor Lubich.
- Ci conosciamo ? - Conosco tuo padre.
Cerchiamo i soldati italiani fuggiti stanotte, dei disertori.
-Non ci sono soldati qua. -Le cartelle degli ultimi ricoveri ?
Grazie.
"Tifo", "Tbc"...
"Tifo", "scabbia". Sembra che sia scoppiata un'epidemia.
-Con i bombardamenti le condizioni igieniche sono peggiorate. -Capisco.
[ORDINI IN TEDESCO]
Dottore...
Prego.
- Questa che cos'è ? Traditore ! Arrestatelo. - Fermi !
- Non potete, è un mio paziente ora. - E' un disertore !
[SPARO]
Sei sicuro di voler fare l'eroe ? Ne vale la pena ?
Perquisite tutti, forza !
[ORDINI IN TEDESCO]
Almeno sarò utile a qualcosa.
Tu sei un bravo medico, sei già utile così.
Raccontalo al soldato ucciso oggi.
Non basta curare i feriti, dobbiamo lottare perché non ce ne siano più.
Tu la pensi come me.
Ho solo paura di non vederti più.
Sarò un partigiano prudente.
Se succede, almeno avrò dato la vita per un mondo più umano di questo.
Gino !
Papà mi ha detto che cosa vuoi fare. Diglielo tu che è una follia.
Mamma, forse è bene che ognuno segua la propria coscienza
la propria strada.
Ciao, mamma.
Non preoccuparti, io ce la faccio. Io torno.
Papà, grazie per avermi insegnato il coraggio.
Prega il tuo Dio per me.
Quando iniziano le lezioni ?
- Hai già trovato una stanza a Venezia ? - No.
Non lo so più, io... Da quando Gino è andato via
i miei non hanno uno stipendio su cui contare. - Capisco.
- Non è neanche solo quello. - Perché ? Che altro c'è ?
[SIRENA ANTIAEREA]
Odio questo rumore.
- Corri ! - Arrivano, arrivano !
- Presto, corriamo, sbrigati ! - Corriamo, corriamo !
- Muoviti, corri !
- Ah !
(in trentino) # Che dolcezza nella voce di mia mamma... #
- Chiara, muoviti o non arriviamo al rifugio ! - Signore.
# Al capitello. #
- Mi sente ? - E' ubriaco, andiamo. - Non possiamo lasciarlo qui.
- Che puzza ! Io non ce la faccio. - Signore, mi sente ?
Signore !
Per favore, aiutami.
- Andiamo ! - Forza, aiutami ! - Andiamo !
- Forza ! # Riposava un momentino.
# Qualche volta... - Forza, dài !
- Dài ! # Un goccio di olio nel lumino. #
Altro che "un goccio di olio", un litro di vino !
[ESPLOSIONE]
Correte al rifugio !
- Lasciatelo, correte al rifugio ! - Aiutaci, per favore !
Per favore !
Uno, due, tre !
[COLPI DI TOSSE]
[CANZONE IN DIALETTO TRENTINO]
- Le mie patate ! - Geremia. - Lo conoscete ?
- Lo conoscono tutti alle Androne. - Vergognati !
E' morta sua moglie. Per questo è sempre ubriaco.
Andiamo lì, ragazze. Forza, l'ultimo sforzo.
- Che puzza ! - Vai, forza !
Attenzione alla testa. Ce l'abbiamo fatta.
- Io sono Chiara. - Natalia.
Giosi.
Sei stata generosa.
Non è generosità, è puntiglio. Non lascio mai le cose a metà.
[ESPLOSIONE]
Chiara, siete qui ?
-Sì, Dori. Ciao, Ines. -Questa sirena ha qualcosa di buono.
Quando suona, almeno so che vi trovo tutte qui.
- Di chi è ? - Che cos'è ?
- E' il Vangelo, è mio. - Che ci fai con un Vangelo ?
- Lo leggo. - Senza un prete ? Non puoi leggerlo da sola.
Mi sta aiutando molto.
[ESPLOSIONE]
Tranquilla, tranquilla.
"Questo è il mio comandamento"
"che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi."
Ridammi quel pane, bastardo ! Ridammelo o ti spacco la testa !
Non è il momento per il Vangelo.
Dài, ridammelo !
- Bastardo ! - Sei un ladro !
- Bastardo ! # Che dolcezza nella voce di mia mamma
# quando insieme si arrivava al capitello.
(in coro) # Riposava un momentino.
# Pregava pian pianin
# e alla fine mi diceva
# "Vieni, andiamo".
# Ti saluto, Madonnina.
# E' rimasto un pezzettino di Madonnina...
# ma che ride quando lì ci batte il sole. # - Basta !
Andate a cantare anche voi !
(in coro) # Fischietta un uccellino
# proprio in cima sul muretto.
# Quella voce benedetta
# ancora viene...
# "Ti saluto, Madonnina"
# "stammi bene". #
"Vi ho detto questo perché la mia gioia sia in voi"
"e la vostra gioia sia piena."
Io sono pieno di gioia perché mi avete salvato la pelle.
- E' ancora tempo per il Vangelo. - E' bello metterlo in pratica.
- Grazie. - Dovremmo vederci più spesso.
Non solo qui nel rifugio.
[TUONI]
[TUONO]
Sei sicura di quello che vuoi fare ?
Se ora ti consacri a Dio...
non potrai avere più un marito...
dei figli.
Hai pensato a questo ?
Sì.
Visto che non vuoi entrare in un convento...
tu sarai sola nel mondo.
[TUONO]
Capisci ?
E' questo quello che vuoi ?
Sono pronta a rinunciare ai miei genitori
allo studio...
ai miei bambini della scuola.
A tutto quello che ho avuto finora nel mio piccolo mondo.
[TUONO]
(in latino) Il corpo di Cristo. - Amen.
(Per amare te e tutti i fratelli, come Tu hai amato noi...)
(io ti offro la mia vita.)
In duemila anni...
nessuna donna si è consacrata a Dio restando libera in mezzo al mondo.
E voi avete preteso di poterlo fare.
Se la Chiesa vi dicesse
che avete dato vita a un'eresia ?
Vi abbiamo già avvertito che potremmo decidere
di sciogliere il vostro Movimento.
Vorrei sentire dalla signorina Lubich
come è nato questo Movimento che lei ha fondato.
Io non volevo fondare nulla.
C'era la guerra.
Eravamo un gruppo di amiche.
[ORDINI IN TEDESCO]
E' una ragazza un po' particolare, viene dal Sud.
Che intendi per "particolare" ?
Eccola !
- Ciao. - Ciao. - Lei è Graziella. Natalia, Dori, Giosi e Ines.
Piacere a tutte.
Venite a ballare vestite così ?
- Perché dici "ballare" ? - Avevi detto che andavamo al Cimon.
Al Cimon della Pala, nella Valle del Primiero.
- Al monte ? - Sì. - Io avevo capito al Caffè Cimon.
Oggi andiamo in montagna a camminare e domani al bar a ballare. Ti va ?
- Sì. - Sì.
- Vieni. - Io come mi chiamo ? - Dori.
- No. - Io sono Dori. - Io sono Ines. - Certo.
Ora capisco che intendevi per "particolare".
(in coro) # Quando andremo fuori, fuori per la Valsugana.
# Quando andremo fuori, fuori per la Valsugana.
# E a ritrovare la mamma... #
Che sole !
Oh... aiuto !
(insieme) Due, uno... via !
Guarda !
- Sbrigati ! - Aspettate !
[VOCI INDISTINTE]
Ho paura.
Qual è il vostro segreto ?
Io ho visto in faccia la morte.
Un giorno mi è caduta vicino una bomba
e io mi sono detta "Graziella, sei fritta".
E quella che fa ?
Non scoppia.
Dopo ho fatto di tutto per essere ancora più viva.
Ho fatto l'attrice, la scrittrice, la giocatrice di pallacanestro.
Ho avuto qualche fidanzato.
Ma niente.
La guerra era sempre lì...
e tutto era inutile... vuoto.
E oggi vengo quassù con voi
con le scarpe con il tacco...
con un vestito carino, ma scomodo.
Per la prima volta mi sento viva, felice.
E la guerra non c'è più.
Da dove tirate fuori tutta questa gioia ?
Dalla borraccia. Sembra acqua, ma è grappa.
Graziella ha ragione.
Non abbiamo un motivo per essere felici.
La guerra, gli amici morti...
La nostra gioia non si può spiegare con parole umane.
Non esagerare !
Siamo un gruppo di amiche unite, niente di più.
Sei sicura ?
"Dove due o tre sono uniti nel mio nome"
"io sono in mezzo a loro."
Se è scritto così, allora Gesù è proprio qui adesso.
Sì, qui. In mezzo a noi.
Ma... è una metafora.
Mica significa che qui c'è davvero qualcuno.
In realtà io l'ho sposato e non ci si sposa con una metafora.
In che senso l'hai sposato ?
Ho rinunciato a marito e figli per dedicarmi totalmente a Lui.
Mi sembrava. Sei una suora ?
No, no, no. No, niente veli, niente conventi.
No, io continuerò la mia solita vita.
Solo che... cercherò di vivere quello che Lui ci ha insegnato.
- Perché l'hai fatto ? - Perché questa...
- Questa gioia che non sappiamo spiegarci... - E' Lui ? - Sì.
(in coro) # Quel mazzolin di fiori che vien dalla montagna.
# E bada ben che non si bagna
# che lo voglio regalar.
# E bada ben... #
- Ines ! # Lo voglio regalar. #
- Don Achille, buonasera. - Che fai fuori casa a quest'ora ?
- Siamo state in montagna. - In montagna ? - Mmm.
- Da sole ? - No, c'era anche suo marito.
E... Chi è tuo marito ?
Ma no, sta scherzando. Non c'è nessun marito.
Abbiamo camminato e letto il Vangelo.
- Il Vangelo ? - Sì.
- Chi ve l'ha dato ?
- E' mio.
Non si legge il Vangelo senza la guida di un prete.
Ci ha guidato Gesù.
"Dove due o tre sono riuniti nel suo nome..."
"Lui è in mezzo a loro."
Ve lo ricordate, no ?
Sì.
Ma almeno uno deve essere un prete.
Venite all'oratorio femminile.
Andare per boschi con un Vangelo non è decoroso.
Ines...
Tuo padre non sarà contento.
Bene, Chiara. Oggi era montagna. Domani a ballare.
- Giusto ? - Giusto, domani a ballare.
Buongiorno.
Non conosco un Caffè dove si balla.
Non preoccuparti, ho un amico che li conosce tutti.
- Buongiorno. - Buongiorno.
[PIANTO DI NEONATO]
Signor Geremia !
- Che volete ? - Ci siamo conosciuti al rifugio durante un bombardamento.
- Ma non sono certa che si ricordi di noi. - No.
Ecco, appunto. Siamo passate a vedere come state.
Benissimo.
Abbiamo portato dei vestiti puliti, una torta di mele...
e una bottiglia di Marzemino.
Prego.
Prego, prego.
- Forza, ragazze. Ci mettiamo al lavoro. - Sì.
- Aspetta, ti aiuto. - Tiriamolo su.
- Che bello ! - Lo dài anche a me ?
- Grazie. - Che bello !
Guarda che bello, maestra.
Prendila.
Gesù ama nascondersi sotto il sofferente e il bisognoso.
Prendi quelli a cuore.
Sono i prediletti del Signore, siano i prediletti tuoi.
Ama Gesù crocifisso nei fratelli, in tutti i fratelli
nei più peccatori, nei più miserabili
nei più abbandonati, nei rifiuti della società.
Dài !
Questa è mia, è per me.
La mangio io, eh.
Ecco !
Piano. Ecco, vai.
"Chi non ama il proprio fratello che vede"
"non può amare Dio che non vede."
Un applauso a chi ha cucinato la polenta.
- Ora posso avere un goccio di Marzemino ? - Certo.
Un goccio per te e un goccio per tutti i tuoi ospiti.
Sì ! Anche ai bambini !
- A me ! - Grazie per la polenta.
- Ancora ?
- Prima ai bambini.
- Eccola ! - La polenta !
[MUSICA DI PIANOFORTE]
Don Achille, che dice ? E' pronta per suonare l'organo in chiesa ?
Certamente.
- Così smette di suonare in casa. - Ti ho sentito.
Ines !
- Buonasera a tutti. - Ciao, Ines. - Sei tu, Ines.
- Ciao. - Dove sei stata ?
A studiare, da Adelaide.
Ha telefonato, dice che non ti vede da tempo.
Scusatemi, non ve l'ho detto per non farvi preoccupare.
- Con Chiara e le altre andiamo alle Androne. - A fare che cosa ?
Abbiamo portato del cibo.
Ehm...
Io ho anche lavato e spazzato le loro case.
- Perché ? - Mamma, se vedessi... Ci sono tante persone che soffrono.
Noi abbiamo provato...
ad amarli.
E' molto nobile quello che dici, ma per amare ci vogliono consapevolezza
conoscenza, saggezza...
Chiara dice che per amare basta anche una scopa.
Ci sono le istituzioni preposte. Per esempio le Dame di San Vincenzo.
- Come tua madre. - Chiara dice che il Vangelo è per tutti.
- Non solo per le Dame di San Vincenzo. - Chiara, Chiara !
Il Vangelo dice di obbedire alla Chiesa, ai sacerdoti e ai genitori.
- Perché la Chiesa... - Padre, padre.
Ti avevo proibito di frequentare la Lubich.
Suo fratello è un partigiano, un traditore.
Potrebbe ammazzare il tuo fidanzato.
Disobbediscono ai genitori, li contestano.
Leggono e commentano il Vangelo senza un sacerdote
e rivendicano il diritto di farlo, senza rispetto per chi le riprende.
Se qualche anima in più legge il Vangelo, è solo un bene.
In generale sì, ma...
E' una donna, figlia di un socialista
sorella di un medico comunista, partigiano e ricercato.
Ed è anche molto giovane.
Eccellenza, io credo che ci sia
una pericolosa ambiguità nel suo modo di fare.
Capisce che intendo ?
Ahia !
- Mi dispiace. - E' un po' tardi per essere dispiaciuta.
Non dovevi portarla alle Androne. E' colpa tua !
-Mamma ! -Zitta. Se restavi nel tuo quartiere, non rischiavi di morire.
Comunque il dottore ha detto che la Dori è fuori pericolo.
Il Signore sia ringraziato.
Chiediglielo al Signore.
Non bastavano le guerre, le bombe ?
Ci voleva anche questa malattia ?
Chiara... ma perché ?
La sofferenza ci avvicina a Gesù.
Non gli siamo già abbastanza vicini ?
Secondo voi qual è stato il momento in cui Gesù ha sofferto di più ?
Nell'orto, forse.
Quando ha sudato sangue.
Io penso che sia stato sulla croce.
Quando ha gridato "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ?"
Quelle parole mi illuminarono.
Se anche Gesù sulla croce si è sentito abbandonato dal Padre
allora tutte le persone che si sentono lontane da Lui
tutti quelli che non credono in Dio, sono come Gesù abbandonato.
E noi dobbiamo amarli...
così come sono.
Intendete gli uomini di altre religioni ?
- Sì, tutti. - Anche gli uomini atei ?
In tutti gli uomini e le donne che soffrono c'è Gesù abbandonato.
Anche in voi...
e in me.
Nei nostri momenti di dolore.
Signorina Lubich, alle molteplici accuse
vogliamo aggiungere anche che volete insegnare Teologia a noi ?
Qui, in Vaticano ?
Scusate, mi sono perso le vostre qualifiche
i vostri studi, i vostri dottorati.
Vuole elencarceli ?
Allora ?
La seduta è aggiornata a domani, signorina Lubich.
[RINTOCCHI DI CAMPANA]
Chiara, ti ho seguita. Scusa, non avrei dovuto farlo
ma non ce la facevo più a vederti soffrire.
Giorno dopo giorno...
Io lo avevo sospettato, sai ?
Ma perché non ci hai detto niente ?
Ho fatto un giuramento. Me lo hanno chiesto loro.
Ti prego di non dire niente a nessuno
e di non parlarne più, neanche con me.
[SIRENA ANTIAEREA]
Giosi, sei tu ?
Ecco, le candele. Le ho prese a casa mia.
- Hai attraversato tutta la città ? - Sì.
- Non so dove hai trovato questo coraggio. - Nemmeno io.
Sono sempre stata una fifona, ma adesso non ho avuto nessuna paura.
[ESPLOSIONE]
Forse perché ora ci siete voi.
Da quando vi conosco, la mia vita non è più solo mia.
Sembro una pazza ?
- No ? - No.
So di che cosa parli.
Sapete...
Quando mi sono consacrata...
ho promesso a Dio che sarei rimasta a Trento durante la guerra
perché...
volevo dare un aiuto a chi aveva più bisogno.
Ha ragione Giosi. La mia vita non è più solo mia.
[ESPLOSIONE]
"Alzati gli occhi al cielo, Gesù pregò così..."
"Prego per quelli che crederanno in me"
"perché tutti siano una cosa sola..."
"come Tu, Padre, sei in me e io in Te."
Questo è il desiderio di Gesù...
essere una cosa sola.
Non solo noi, tutti... tutto il mondo.
Ogni persona, ogni popolo, ogni lingua, ogni religione...
[ESPLOSIONE]
Anche chi oggi bombarda e chi viene bombardato.
Tutti.
Questo sarà il nostro compito
dimostrare che con l'aiuto di Dio questa unità è possibile.
- Voi ci credete ? - Io ci credo.
- Anch'io.
- Una cosa sola, per sempre.
Qualunque cosa accada, resteremo sempre unite.
La nostra vita...
per l'unità del mondo, per la fratellanza universale.
[SIRENA ANTIAEREA]
Mamma ! Mamma, eccola !
- Carla, Liliana ! - Chiara !
- Grazie al cielo sei viva. - Mamma... mamma.
- Chiara ! Datele uno zaino, dobbiamo andarcene. - Andarcene ?
La casa è danneggiata. Può crollare da un momento all'altro.
- Dove andiamo ? - Al boschetto di Gocciadoro.
Stanotte dormiamo lì e domani lasciamo Trento.
-Troviamo un'altra sistemazione. -La città non è più un posto sicuro.
Posso avvertire le mie amiche ?
Pensa a tua madre, non si rassegna a lasciare casa.
Dài !
Dài, forza !
Dài, avanti.
Dài ! Tira !
> Cammina !
Forza, coraggio ! Dormiamo qui stanotte.
[VERSO DI UCCELLI NOTTURNI]
(Avevo promesso a Dio di restare a Trento durante la guerra)
(qualunque cosa accadesse.)
Mamma, papà.
Io non posso venire con voi, torno a Trento.
La casa è pericolante, non puoi andare.
Ho fatto una promessa con le mie amiche.
La promessa di farvi uccidere sotto le bombe ?
Di restare unite e di occuparci dei bisognosi.
- Anche noi abbiamo bisogno di te. - Lo so, mi dispiace.
Chiara, sei sicura di quello che hai detto ?
- Ho fatto una promessa a Dio. - Che hai fatto ?
Padre, chiedo il permesso di lasciare la vostra casa
e di fare il mio dovere con l'aiuto di Dio.
Dio è fortunato...
se può contare su di te.
Ti do la mia benedizione.
- Mi mancherete. - Anche tu.
Mamma.
> Allora ? Forza !
> Dario ! > Toglilo dall'albero.
> Dài !
> Non vi aspettiamo, eh !
- Io spingo. - Dammi qua. - Oh !
- Basta, dài ! - Non abbiamo finito.
Avanti !
[VOCI INDISTINTE]
- Chiara !
- Natalia !
- Che bello che ci sei ! - Ho avuto una paura.
Eccole.
Le vostre famiglie ?
Stanno bene, ma sono andati dai parenti fuori città.
- Anche i miei, la casa è inagibile. - Il mio pensionato è danneggiato.
-Graziella ? -E' andata a chiamare Ines. Eccole !
- Ragazze, ciao. - State bene ? - Sì. - Sì.
Che bello vedervi.
I miei hanno deciso di andarsene. Hanno sempre la valigia pronta.
Noi restiamo. Mio padre dice che in collina siamo al sicuro.
E adesso ? Che facciamo ?
Perché non prendiamo un posto dove poter stare tutte insieme ?
- Sì ? - Sì.
- Sì. - Sì.
Sì.
Sì.
E' questa ?
Era di un ufficiale, poi è dovuto scappare.
Beh, lo capisco.
Cominciamo a dare una pulita, andrà sicuramente meglio.
La gente che dirà che viviamo qui da sole ?
- Preoccupiamoci di quello che dice il Vangelo. - Io ho pensato ai letti.
- Le lenzuola di mia madre. - Qualcosa di pulito.
-Che ha detto tua madre ? -Che mi stancherò di fare la povera.
Io volevo pensare al pranzo.
Hai esagerato.
Mi dispiace, è tutto quello che ho trovato.
[BUSSANO ALLA PORTA] Apro io.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Posso parlare con i vostri genitori ?
- Non viviamo con loro.
- Allora... con i vostri mariti.
Non siamo neanche sposate.
- Dite pure a noi. - Ehm... Ecco...
Non ho niente da mangiare.
Mi chiedevo se magari voi...
Mi dispiace, abbiamo poco o niente anche noi.
Beh... grazie, grazie lo stesso. Benvenute.
Signora. Signora, aspetti un momento.
- Sono solo due uova. - Grazie.
Grazie, grazie davvero.
- Grazie. - Non è niente. - Grazie.
Grazie.
Chiara, ma che cosa mangiamo noi adesso ?
- Le lenzuola della mamma di Ines ? - Dicevo davvero prima.
Preoccupiamoci di quello che dice il Vangelo.
- "Avevo fame e mi avete dato da mangiare." - Scusate il ritardo.
Eccoti.
Davvero vivremo qui ?
Ci hanno proposto il castello, ma era troppo grande da pulire.
Per strada ho incontrato un contadino amico di mio padre.
Guardate che ci ha regalato.
Ci facciamo una frittata ?
Ho detto qualcosa di male ?
No, la frittata va benissimo. Che vi dicevo ?
Ha detto che se passiamo più tardi, ci dà un sacco di patate.
- Ciao, Massimo. Come stai ? - Sto bene.
[VOCI INDISTINTE]
Domani melanzane e zucchine, va bene ? Grazie.
- Buongiorno. - Gli diamo le patate.
- Sette e otto ! - La prendo io ! Presa !
Corri ! Devi correre al tuo posto. Sei, sei, sei !
Brava ! Numero uno !
Sette ! Sì !
- Che bella macchina. - Ines !
Mamma, papà.
E' per giocare a bandierina che sei scappata senza dire nulla ?
Enrico ha chiesto di te, vorrebbe parlarti.
Doveva pensarci prima.
Io rompo il fidanzamento per vivere con Chiara. La mia vita è con loro.
Non puoi essere cristiana vivendo una vita normale come noi ?
Voi non siete cristiani, siete degli ipocriti.
Come ti permetti ?
Andiamo. Questa non è più nostra figlia.
Tornate a giocare.
- Dovevi dirci di essere scappata. - Sei stata troppo dura con loro.
E' la prima volta che tengo testa a mio padre ed è merito tuo.
- Scopa ! - No...
[BUSSANO ALLA PORTA]
Vado io.
Gino !
Sei vivo ! Come sei magro.
La cucina partigiana non è buona come quella della mamma.
Come stanno mamma e papà ? Sono qua ?
- Sono sfollati a Centa, al sicuro. - Perché sei rimasta qua da sola ?
Non sono sola.
- Scusate. - No.
- Vieni. - Ciao. - Ciao, Gino. - Ciao.
Io devo parlarti.
- Dimmi, sono come sorelle. - Sono con due capi della Brigata Garibaldi
che domani devono scappare a Milano. Se li trovano, li fucilano.
Devo nasconderli per stanotte.
So che rischiate la vita, ma non ho alternative.
Se possiamo aiutare qualcuno, siamo contente.
(insieme) Sì.
Su, dài, veloci. Primo piano. Vai, vai, vai !
- Se ne andranno all'alba. - Non vuoi fermarti ?
No, torno in montagna dai miei compagni.
Un giorno mi spiegherai perché vivi con le tue amiche.
E' semplice. Tu combatti con i tuoi uomini in montagna
e io con le mie donne in città.
-Un altro piatto ? -No, va bene così. -Quindi a posto.
- Volete qualche altra cosa ? - Grappa.
Non ce l'abbiamo... Non abbiamo la grappa.
Noi dormiremo qui, voi...
[COLPI ALLA PORTA]
Un momento, forse è Gino.
[COLPI ALLA PORTA]
- Andate di là. - Niente sangue qui. Ferme.
Andate voi di là, forza.
Veloci.
Venite, forza. Veloci.
Fate finta di essere a tavola a mangiare.
Chiudi.
Apro.
(in tedesco) Salve.
Non la toccare.
No, qui non c'è niente in vendita.
No "Haus del Liebe" ! Non è "La casa dell'Amore".
Qui no "Casa Amore".
Qui casa amore... Dio. Guarda.
Qui c'è solo religione... No ?
Guarda.
Guardate... Dio.
Bravo, "Liebe Gott".
- Qui c'è solo religione. - Sì. - Non abbiamo la grappa.
(in tedesco) Grappa. - Vuoi la grappa ?
Vuoi la grappa buona ? Qui, sì.
[RUMORE INDISTINTO]
Al Caffè Bondone, qua sotto. Hanno la grappa.
Al Caffè Bondone hanno la grappa buona.
C'è la musica.
E' buona.
- Andiamo al Caffè Bondone. - Vuoi venire con noi ?
- Ci vediamo. - Ciao. - Ciao.
Andiamo.
Oddio, un po' di grappa servirebbe anche a me.
(in tedesco) "La casa dell'Amore" !
- Ieri ci avete servito una gran cena. - Ha offerto il Signore.
Sono comunista, non mi piacciono i signori.
Beh... però a quanto pare tu piaci a Lui.
- Siete stati ospiti. - La tua amica mi ha detto che fate per i poveri.
Di' al tuo Signore che stavolta offro io.
Grazie.
Presto, veloci.
- Buonasera. (insieme) Buonasera.
Venite.
Venite, venite, c'è spazio.
Grazie per aver risposto
all'invito che vi abbiamo fatto bussando alle vostre porte. Grazie.
Ehm...
Un giorno in ospedale c'era un uomo con il braccio destro ingessato.
Faceva tutto con il sinistro, mangiava, si lavava i denti.
Faceva molta fatica
però il braccio sinistro si irrobustiva.
Era diventato bello robusto.
Noi abbiamo pensato...
che potremmo essere l'uno il braccio dell'altra.
Chi ha la possibilità deve donare a chi ha più bisogno.
Così ci irrobustiremo e diventeremo anche più felici.
L'essere umano è pienamente felice
quando accende il vero motore della sua vita, l'amore.
Accendiamolo.
Poi scopriremo che chi mi sta accanto, Graziella...
è stata creata in dono per me
e io sono stata creata in dono a chi mi sta vicino.
- Sono un dono per te ? - Sì, Chiara.
Guardiamoci, guardiamoci.
Guardatevi, guardatevi.
Guardate chi avete vicino. Sì, guardate chi avete vicino.
Accendiamolo. Accendiamo l'amore.
Gesù dice "chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha".
"Chi ha da mangiare faccia altrettanto".
Non ce l'ha consigliato, ce l'ha comandato.
Ascoltiamo quello che dice Gesù, altrimenti che cristiani saremmo ?
Chi sei tu per giudicare chi è cristiano e chi no ?
Da quando una donna può stabilire che cosa comanda Gesù ?
- Ho solo citato il Vangelo. - Che non hai capito
perché lo hai letto senza la guida di un prete.
Quello che la signorina vi propone non è il Vangelo
e da qui non verrà fuori niente di buono.
Scusate, io non so se Chiara parla del Vangelo o altro.
So solo che questa giacca tempo fa l'avrei data per un quarto di rosso.
Ma Chiara e le sue amiche mi hanno salvato.
Adesso do questa giacca a chi ha più bisogno di me.
Grazie, Geremia.
Scusa.
Grazie.
Grazie.
- Grazie. - Grazie.
- Grazie. - Grazie.
- A dopo. - A dopo. - Ciao. - Ciao.
Natalia, andiamo.
Chiara.
Io voglio fare il voto che hai fatto tu.
(Per amare Te e tutti i fratelli, come Tu hai amato noi)
(io ti offro la mia vita.)
- Questo non l'aveva tirato fuori per i partigiani. - No.
- Non era un'occasione importante come questa. - E' vero.
A Natalia e alla sua nuova vita.
(insieme) A Natalia !
- A Natalia ! - Grazie.
Anch'io mi sento pronta.
Voglio fare la promessa come lei.
Forse è meglio se ci rifletti un po'. Che dici ?
Sarebbe bello se ti riconciliassi con la tua famiglia.
A Natalia hai detto subito di sì.
Non è una gara, Ines.
Non decidere sull'onda dell'entusiasmo, pensaci.
Ho capito, ma non credo che sia giusto.
Sono andate a vivere da sole contro la volontà delle famiglie.
Non si sa come si mantengono. Loro chiamano la casa "focolare".
Altri la chiamano "La casa dell'Amore".
Pare che i soldati tedeschi vi facciano visita.
- Forse sono solo pettegolezzi. - Io non vi baderei...
se la Lubich non si fosse messa a predicare in pubblico.
- Come ? Dove ? - Nei locali di San Marco.
Dice che bisogna essere uniti, mettere tutto in comune.
E' la dottrina marxista spacciata come Vangelo.
La Lubich sta portando via dall'Azione Cattolica
le ragazze più brillanti.
Ha già spaccato delle famiglie, come quella del gerarca Sartori.
Forse è in buona fede, ma la sua predicazione è ambigua.
La convocherò e la interrogherò.
Nel caso, prenderò provvedimenti per fermarla.
- Salve. Riso ! - Dodici chili di riso offerti dai Rocchetti.
Metà agli Staineri e metà agli Angheben. Dodici chili di riso.
- Abbondanti. - Tre coperte. - Offerte dai Matassoni.
Una ciascuna alle famiglie Trenotti, Albaredo, Postinger.
Giosi. Segna anche questo.
- Possiamo portarlo al banco dei pegni. - E' bellissimo.
Sei sicura di volerlo dar via ?
E' mio e ho deciso di donarlo ai poveri.
Vuoi negarmi anche questo ?
- Grazie. - Chiara !
Hanno arrestato Gino.
Io l'ho visto su un camion con altri prigionieri.
- Li portano a Bolzano. - In quel carcere non permettono visite.
Nessun partigiano è uscito vivo da lì.
[VOCE IN TEDESCO]
[LAMENTI]
- Aah !
- Aah !
Signor Sartori.
Scusate. Sono l'amica di Ines, Chiara Lubich.
La giovane di cui parla tutta la città.
- Come mai questa visita ? - Hanno arrestato mio fratello Gino.
- Ebbene ? - Potete fare qualcosa per lui ?
Dicono che ti occupi dei disperati, senza distinzione. E' così ?
Diciamo che ci provo.
Ora mi chiedi di intercedere solo per tuo fratello. Che delusione !
- Chiedo solo che sia trattato con umanità. - Lui è un bandito.
- E' un prigioniero di guerra. - E' un traditore !
E come tale deve essere trattato !
Questo... dove lo avete trovato ?
Signor Sartori ! Signor Sartori !
- Aspettate. - Che cosa c'è ancora, signorina Lubich ?
Un giorno la guerra finirà...
e anche le nostre vite.
E saremo giudicati.
Sì, tu risponderai di avermi portato via mia figlia.
- Ines ha scelto liberamente. - No, tu l'hai plagiata.
Era felice e stava per sposarsi. Ora ruba persino in casa sua.
Che cosa dite ?
Non far finta di non sapere.
Ines ha sottratto un gioiello della mia famiglia molto prezioso.
Lo avete venduto ?
Per della legna da ardere ?
Andiamo.
- Prego. - Arrivederci. - Buona giornata. - Chiara.
Che cosa ha detto ?
Allora ?
Mi ha detto che gli hai rubato un gioiello di famiglia.
- Mi dispiace, io... - Non ci hai pensato ?
Non hai pensato che potesse avere delle conseguenze ?
Ora mio fratello rischia di morire. Te ne rendi conto o no ?
Scusami.
Ti prego, scusa.
Non fai altro che umiliarmi !
Pensi di essere meglio di noi ?
Non ti accorgi di come sei diventata ?
Ci comandi a bacchetta e non capisci quanto sia difficile starti vicino.
Basta.
Aspetta, ti prego.
Non te ne andare, ti prego. Sono sconvolta per Gino.
- Scusami. - Non ce la faccio più, ci ho provato.
[RINTOCCHI DI CAMPANA]
Libertà !
E' successo ! Sì !
[CLACSON] Evviva !
[SCAMPANELLI'O] Che bello !
La guerra è finita !
Viva Trento ! Viva l'Italia !
[DIALOGHI NON UDIBILI]
Camillo, fermati ! Camillo, dove vai ?
Maestra ! Maestra !
Camillo ! Come sei bello !
- Che bello vederti. - La mia preghiera ha funzionato.
- Che cosa hai chiesto a Gesù ?
- Di non farti morire.
Ha funzionato, sono qua.
Sai che cosa vuol dire ? Che devi tornare a scuola.
Meglio la scuola che la guerra.
- Sì, hai ragione. E' meglio la scuola. - Andiamo da Chiara.
- Venite. - Sei proprio bello.
Chiara, tu e le tue compagne... Ma dove sono ?
Venite, ragazze, venite.
- Dài. - Dài, ragazze. - Dài, forza, sì.
Siete state come delle madri per tutti noi. Grazie.
Andiamo a bere, no ? Un po' di vino !
Gino ! Gino !
Gino !
Gino...
- Un goccio a te e un goccio a te. - Dài, forza.
- Vino per tutti ! - Salute ! - Salute !
Si parla dappertutto di quello che fate.
Anche in carcere a Bolzano.
Ho avuto paura di non vederti più.
Anch'io.
Adesso la pagheranno per quello che hanno fatto.
Però così la guerra non finirà mai.
Allora per me la guerra non è finita.
Attenta, scotta.
[COLPI ALLA PORTA]
Chi è ?
Chiara, io non apro.
Fammi entrare, ti prego. Se mi trovano, mi impiccano.
Ines e mia moglie sono fuggite e io non so dove andare.
Se mi trovano, mi ammazzano. E' sicuro.
Tuo fratello è responsabile del Tribunale per i delitti di guerra.
- Se gli dici una buona parola... - Una buona parola ?
- L'avete messa per Gino ? - Io non potevo fare niente !
- Invece suo fratello la ascolta. - Lui segue la sua coscienza.
E' stato torturato, ha visto morire i suoi compagni.
Come credete che possa essere clemente ?
Lo so, hai ragione.
Per questo mi sono rivolto a te.
Ti prego.
Non mi abbandonare.
Ti prego.
Scusate.
Aspettate.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Salve, buongiorno.
Allora ? Di che cosa mi devi parlare ?
So quello che ti hanno fatto...
le torture che hai subìto.
Vieni.
Lui che cosa ci fa qui ?
Non aveva dove nascondersi.
- Dovevi denunciarlo. - Lo sto facendo.
Adesso, con te.
So che lo arresterai solo se sei convinto che avrà un processo.
Ah, sì ?
E il soldato ucciso davanti a noi in ospedale ha avuto un processo ?
E i partigiani torturati e uccisi hanno avuto un processo ?
No, non lo hanno avuto.
Ma tu sei diverso.
Tu non vuoi essere complice di un'esecuzione sommaria.
Nel tuo cuore sai che non c'è futuro senza perdono.
Signorina Lubich.
Comunismo.
Protestantesimo.
Sentimentalismo.
Promiscuità fra persone di sesso diverso.
Il rapporto su di lei e sul suo gruppo è molto negativo.
Ma...
Che cosa direbbe se le consigliassi prudenza ?
Direi che esiste anche la falsa prudenza coltivata dal diavolo.
Sembra una virtù, ma è più antipatica del vizio.
La falsa prudenza lascia che la famiglia accanto si ammazzi
perché non si dica che ci impicciamo delle vite degli altri.
Ci fu uno che non ebbe mai questa prudenza...
Gesù.
"E' dai frutti che si riconosce l'albero."
In tanti mi hanno testimoniato
che voi focolarini avete donato alla città di Trento
molti frutti.
In lei e nel suo Movimento...
vedo...
il dito di Dio.
Ma non spetta a me l'ultima parola.
Solo Roma... potrà dare un giudizio definitivo.
[RESPIRO AFFANNOSO]
Oddio.
Non ce la faccio.
Non ce la faccio.
Ehi.
Manca solo mezz'ora al confine.
Dài, andiamo... su.
Su.
Forza.
"Signorina Chiara Lubich..."
"vi abbiamo interrogata in numerosi incontri"
"nel corso di questi due anni."
"Abbiamo seguito la crescita del vostro Movimento"
"da Trento all'Italia e al resto d'Europa."
"Abbiamo letto i vostri scritti"
"e studiato le vostre risposte alle nostre domande."
Il Movimento dei Focolari dell'Unità...
è autorizzato...
dall'autorità ecclesiastica.
Ma... la stessa autorità chiede
alla signorina Lubich Chiara...
di rassegnare le dimissioni dalla guida del Movimento
con una sua lettera autografa
e di interrompere la sua partecipazione
a ogni attività.
Perché ?
- Perché ? - Per essere certi
che il Movimento dei Focolari sia opera di Dio...
e non solo di Chiara Lubich.
[DIALOGHI NON UDIBILI]
[VOCE NON UDIBILE]
[VOCE NON UDIBILE]
(Mi dimetto da dirigente del Movimento dei Focolari.)
(Sono tanto contenta di offrire questo mio piccolo contributo)
(per la realizzazione del testamento di Gesù.)
("Che tutti siano uno.")
(Chiara Lubich.)
[RISATE] Prendimi !
Dove va la mamma ?
Corri, corri, corri.
- Chiara.
- Ines.
- Enrico. - Natalia.
- Come stai ? - Bene.
Diciamo in cammino. E tu ?
Non sai che gioia vederti... e vederti con Enrico. Che sorpresa !
Ci siamo sposati sei anni fa.
Ho pensato di cercarvi almeno un milione di volte...
ma non ho avuto il coraggio. - Io non ti ho mai chiesto scusa.
No. Avevi ragione tu, sai ?
Rinunciare alla famiglia non era la scelta giusta per me.
Noi adesso siamo felici.
E poi... non ci sarebbe lei.
Ciao.
- Io sono Chiara. - Mamma, ma...
- E' lei quella Chiara ? - Sì, amore.
E tu non mi chiedi come mi chiamo ?
Certo. Tu come ti chiami ?
- Chiara ! - E' stato un modo per tenerti sempre vicina.
- Vieni, amore. - Ho saputo dei problemi con la Chiesa.
Mi dispiace.
Invece so che il Movimento va benissimo.
E' proprio vero.
"Non c'è rosa senza spina".
Diciamo che sto sperimentando che è vero l'opposto.
"Non c'è spina senza rosa".
La via di Gesù non finisce sulla croce, ma nella Resurrezione.
Ehi.
Adesso basta con queste lacrime. Facciamo una bella foto.
- Chiara, vieni. - Sorridete.
Qualunque cosa accada...
Resteremo sempre unite.
Una cosa sola, per sempre.
La nostra vita per l'unità del mondo...
per la fratellanza universale.
Essere una cosa sola.
Non solo noi, ma tutto il mondo.
Ogni popolo, ogni lingua, ogni religione.
[DIALOGHI NON UDIBILI]
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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