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(RUMORE DEL TRENO)
Non è questione di mancia, il treno è completo.
- Dormirò in una cabina doppia, chissà con chi. - l letti sono separati.
- Non faccia lo spiritoso. - Dicevo per dire. Siamo arrivati.
- Permesso. - lnutile, bisogna prendere l'aereo.
- Signore, mi spiace ma è arrivato il suo secondo letto. - E' arrivato ?
- Prego, si accomodi. Avevo paura che andasse sprecato. - Già.
- Buonanotte. - Buonanotte. - lnvece, ecco il compagno di viaggio.
- Carlo De Rossi. - Birolli, piacere. - Fortunato. Birolli quello del...
- Sì, dell'olio. - ''Con olio Birolli non si gioca a birilli, si gioca a...''
- ''A Birolli, cioè a olio sicuro.'' - (ridendo) Simpatica trovata !
- ll suo letto è il 12 ? - Sì, questo. - La valigia, per favore.
Sì, scusi tanto. Faccio subito... Scusi.
(ridendo) E' una bella soddisfazione dormire sopra a un Birolli.
- Già. - Con tutto che io...
- Mah ! Dicevo, con tutto che io avrei preferito... - Che cosa ?
- Lei mi capisce ? - No, che cosa ? - Come, che cosa ?
- Scusi, ma a lei piace dormire con un uomo ? - A me ?
- Perché ? A lei piace ? - Mi fa un tale schifo !
- Allora siamo d'accordo. - lo dicevo il contrario.
- ll vagone letto mi mette addosso una smania... A lei no ? - No.
- Sperava che al posto mio venisse Sofia Loren ? - Magari !
Senza arrivare a tanto, si può sempre avere una combinazione fortunata.
Per esempio, una signora che piuttosto che viaggiare in piedi preferisce...
Quale signora perbene farebbe una cosa simile ? Ehi, questo è mio !
- No, è mio. - Scusi. - ll suo ha la righina bianca.
- Solo una donnaccia farebbe questo. - Un'avventura di viaggio è possibile.
- Dove lo metto questo ? - Quanti anni ha lei ? - Ne ho 36, perché ?
- E crede ancora alle avventure di viaggio ? - Be'...
- E alla befana ci crede ? - Che c'entra la befana ?
C'entra. La befana non esiste come non esiste l'avventura di viaggio.
- Parlo di quella vera. - Quella con la signora perbene, onesta e virtuosa.
Che deve avere il ''coup de foudre'' per concedersi al compagno di viaggio.
- Per lei, un'avventura simile non esiste. - Non esiste una donna simile.
- A meno che non sia una matta. - E se fosse una matta buona ?
Vogliamo scartare una matta calma e arrendevole ? Me lo dica lei !
Bella avventura ! Se vuole una matta, c'è bisogno di fare un viaggio ?
- Se ne vada in un manicomio. - Non parlo più.
Le avventure di viaggio sono l'invento di scrittrici di altre generazioni...
Eh, no ! Adesso non offendiamo anche la letteratura !
Scusate se entro nell'argomento, ma è un'ora che mando giù. Permettete ?
- Vittorio Foconi, professore all'università di Bologna. - Eh !
- La culla. - Eh ! Sono docente di storia e letteratura italiana.
- Piacere, De Rossi. - Birolli. Mi scusi, non volevo dire...
- Lei non capisce niente né di letteratura né di donne. - lo ?
Se lo lasci dire da uno che ha avuto tante avventure durante i viaggi.
Se ci fosse una cattedra anche per quell'argomento,...
..sarei il Platone della materia.
(CARLO E VlTTORlO RlDONO)
- Lei ne ha avute parecchie ? - Parecchie ?! - Senta, senta.
Non ricordo di aver fatto un viaggio senza la relativa avventura.
Donne come cuscini da viaggio, come cestini.
ln ogni treno c'era sempre lì pronta... la donna !
- (Carlo) Ascolti e impari. - Per chi sapeva approfittarne, naturalmente.
- Quanto le costava quel cestino ? - Faccia meno lo spiritoso.
Birolli, un po' di rispetto per il professore.
Ho avuto avventure di ogni genere, anzi, me ne ricordo una straordinaria.
- (Carlo) Davvero ? - Tornavo da un viaggio... Bah !
- Tornavo... - Aspetti, scusi... - Prego. - Questa me la voglio godere.
Tornavo da Bolgheri. Avevo reso omaggio al grande Carducci.
- Ah ! - Ero con un pezzo grossissimo dell'educazione nazionale. - Ah !
- Avevo ancora negli occhi la visione dei cipressetti. - ''Alti e schietti.''
- Cosa ci capita ? - Cosa ?
- Due signore dell'aristocrazia dirette a Livorno. - A Livorno !
Ci guardiamo e in otto minuti, dico otto minuti... facciamo tutto.
- Spogliate e rivestite. - Birolli ! - Si vede che quei tempi sono finiti.
- No, voi giovani siete finiti ! Siete dei rammolliti ! - Si calmi.
- Avessi la vostra età... - La prego. (CARLO RlDE)
Anche lei è del parere che le donne, in viaggio, siano più arrendevoli ?
Arrendevoli ? Perdono ogni controllo, diventano Messaline, Taidi.
- Non diciamo sciocchezze ! E quale sarebbe la ragione ? - Chi lo sa ?
- lo guardo gli effetti, non le cause. - Certo, è misterioso.
- Sarà il movimento del treno, vero, professore ? - Certo.
Sarà quel ''tu-tu-tum'' dei binari che smuove qualcosa dentro...
Guardate quella ! Guardate quella !
- Che donna ! - La prego, professore, un po' di contegno. Sono conosciuto.
- Non facciamo la figura dei soliti italiani. - Perché, lei è svizzero ?
(CARLO E VlTTORlO RlDONO)
Sono gli uomini come voi che fanno fare brutta figura agli italiani.
- No, come lui. lo, almeno, ci provo. - Oh, bravo ! Così va bene !
- ln bocca al lupo. - Grazie.
(FRASl NON UDlBlLl)
Perché importunare le signore sole ? Quella è pure in lutto.
Be', ''mors tua, vita mea''.
- Che è successo ? - Niente, mi ha detto di lasciarla in pace.
Finalmente ! Così almeno mi darete ragione !
Ma quale ragione ?
Senta, io mi sbaglierò,...
..ma mi sembra che quella signora stia puntando proprio lei, Birolli.
- Me ? - (Carlo) Sì, lei, è evidente.
(RlCCARDO TOSSlSCE LEGGERMENTE)
No, è impossibile. E' assorta nei suoi pensieri e neanche mi vede !
- Forse pensa al morto. - Ma che morto ! Vada, vada !
Professore, stia fermo. lo non mi espongo a delle figuracce.
''Est gratum specularem semper amatum'', come dicevano i latini.
Che ne sapevano loro delle avventure di viaggio ? Non c'erano treni allora.
- Vuole altre prove ? - Cosa vuole ? Che le donne le saltino addosso ?
- E' solo così che la smuovono ? - Dovrei smuovermi per un fazzoletto ?
Crediamo ancora alle signore che fanno cadere i fazzoletti per un'avventura ?
Dovrebbero far cadere le mutandine ? Scusi ! Scusi anche lei, professore.
Non sappiamo se lo ha lasciato cadere, può essere caduto da solo.
- Certo. - Be' ? - l fazzoletti cadono da soli, come le foglie in autunno.
(CARLO E VlTTORlO RlDONO) Dica che non ci vuole andare e basta.
- lo l'avevo già capito da un pezzo. - ll fatto è che... Scusi tanto.
- Eh ! - E' questo. - Un momento, un momento !
- Non crederete che sia uno di quelli, per caso ? - No ! - Chi si permette ?
- Volete la prova che il fazzoletto è caduto da solo ? - Be'... - Ve la do.
- Così chiudiamo. - Sì, chiudiamo. - Chiudiamo.
(CARLO RlDE) Dopo di lei, prego.
(COLPl ALLA PORTA)
- Sì ? - Buonasera. Scusi il disturbo, ma questo fazzoletto deve essere suo.
- Le è caduto. - Che sbadata. Grazie. - Prego. - Buonanotte. - Buonanotte.
- Visto ? E' andata come prevedevo io. - No, è andata come prevedevamo noi.
- Cioè ? - Ma non si è accorto come l'ha guardata dicendo ''grazie'' ?
- Come mi ha guardato ? - Non se n'è accorto ? - No.
- Ma allora... - Perché gli parla all'orecchio ?
- Agendo così, le donne suppongono che noi italiani siamo... - Cosa ?
- Dei rammolliti ! - Come sarebbe ? - Senza spina dorsale ! - Lo ammazzo !
- Andiamo, che è un professore ! - Deve ringraziare che è un vecchio.
- Signor Birolli ? - (Riccardo) Sì ? - Sa l'inglese ? - (Riccardo) Un po'.
Vuol vedere, per favore, cosa c'è scritto qua sotto ?
Ah ! Lei si distrae con questo ?
- Per forza si fissa sulle avventure di viaggio ! - Permette ?
(COLPl ALLA PORTA) Chi è ?
La signora del fazzoletto, quella in lutto, del 22,...
..vuole che vada un attimo da lei.
- Lui ? - Sì. - E perché ? - Be'...
- Ha detto: ''Per quella cosa''. - Quella cosa ? - Quella cosa ?
- Allora ci siamo ! - Quale cosa ? - Lo chiede a me ? Se non lo sa lei !
- E' meglio che lo chieda direttamente alla signora. - Mi pare ovvio.
- Ci siamo ! - Quella cosa ! Ma che vorrà ? - Mah...
Non vorrà che una signora perbene pensi la stessa cosa che intende lei.
Glielo dico chiaramente... Forse alludeva al fazzoletto che non è suo.
Sì, si sveglia e pensa: ''ll fazzoletto non è mio, chiamiamo quel signore''.
- Birolli ! - Si sarebbe svegliata solo perché vuole possedermi ?
- Che ne so ? Può anche essere una depravata. - Solo una depravata...
- Cosa vuol dire ? Che faccio schifo ? - No, che c'entra ! - Ah !
E' inutile che discutiamo, se lo vuole sapere, vada a controllare.
Scommettiamo che lei, tanto scettico, avrà l'avventura che desideravo io ?
Scommetto un milione che la signora non viene a letto con me.
- E' troppo. Lei è Birolli, ma io... - Facciamo mezzo milione.
- Va bene. - D'accordo ? - Sì. - Tanto, vinco io. - Si vedrà.
(RUMORE DEL TRENO)
L'ha mandato a chiamare dal conduttore che glielo ha detto papale, papale.
- ''Per quella cosa...''. - Formidabile !
- Ah, è lei ! - Eccomi qua. - Lei mi giudicherà una seccatrice.
No, per carità, solo che forse il conduttore non si è spiegato bene.
- Mi ha detto che voleva parlarmi di una cosa... - Sì.
Non volevo entrare in particolari. Lei è il signor Birolli, vero ?
- E' quello dell'olio Birolli ? - Sì. ''Con Birolli non si gioca a birilli.''
Volevo parlarle perché so che lei è un esperto.
Ho bisogno di qualche informazione circa un investimento di capitali.
- E' per questo ? - Sì. - Ah... - Prego, entri. - Grazie.
- Non si formalizza se sono in vestaglia ? - Si figuri. - Grazie.
- Ormai è fatta ! - Non l'avrà chiamato veramente per affari ?
- Anche lei ?! Allora siamo tutti dei rammolliti ! - Che c'entra ?
Di notte, a letto con una donna, c'è un solo argomento da trattare !
Al 3% , considerando il periodo congiunturale,...
..che provocando una prevalenza dell'offerta sulla domanda...
- Scusi, lei preferisce azioni o obbligazioni ? - Azioni, azioni.
- Avanti. - Avanti che ? - Con i conti ! - Ah, sì. Scusi...
Vede, in base ai suoi calcoli, sono meglio le azioni, vero ?
- Con le obbligazioni, sarebbe troppo lungo ! - Sì, certo.
Però, le obbligazioni sono più sicure.
- Poi, uno col proprio capitale può fare quello che vuole. - Capisco.
Solo che io... non posso aspettare tanto.
Perché non può aspettare ? (LA VEDOVA SOSPlRA)
Non so nemmeno se posso chiamarlo capitale, il mio.
Be', qualche sostanza ce l'ho...
- Sì, la sostanza la vedo... - Ci vuole tanto a capirlo ?
Se l'ho chiamata, è perché ho bisogno di lei, capisce ?
- Bisogno ! - Bisogno, in che senso ?
Andiamo, in che senso vuole che sia ?
Non crede che per una donna sia già umiliante essere arrivata a tanto ?
(RlCCARDO FA DEl VERSETTl E RlDE)
Ma allora lei... non è di consigli che ha bisogno, vero ?
Ha bisogno di ben altro, eh ?
Hai saputo che ero Birolli e hai pensato che potevo darti un capitale.
- Ma che dice ? - E' meglio dire chiaramente che ti serve del liquido.
- Liquido ?! - Non c'è niente di male, anch'io ho avuto bisogno di soldi.
- Lei mi sta offrendo del denaro ! - Sì, perché ? - A me ! - Certo.
Oddio ! (LA VEDOVA PlANGE)
- Che fa ? Perché piange ? - (piangendo) Non mi tocchi !
- Ah... sto male. - Che cos'ha ? - Sto soffocando. - Mamma mia !
- Mi aiuti... - A fare che ? Tiro ? - ll vestito. - Lo levo ? - Sì.
Ecco... ecco, sì ! Si sente meglio adesso ?
- Ma cosa fa ? - Come cosa faccio ? Le ho levato il vestito.
(LA DONNA ANSlMA) Se ne approfitta perché sono vedova.
- Scusi, ma è stata lei ! - E' vero, ma non doveva nominare i soldi.
- Lei mi ha insultato ! - lnsomma... lei di cosa ha bisogno ?
Non l'hai ancora capito ?
Sì, certo ! Scusa ! Scusami, tesoro !
Come potevo immaginare che una donna come te...
Un orecchino ! Come potevo immaginare che una donna come te si offrisse...
- Perché lei si è offerta, vero ? O sbaglio ? - Ma ancora !
Oh, no, no ! Scusa !
Non è per diffidenza, ma andare con i piedi di piombo è anche giusto.
Bella ! ''Sofficetta'' !
- Tu conosci Ponzi ? - Chi ? - Ponzi. - E chi è ?
- Questa è una saponetta Ponzi. - Sì, forse è il nome del fabbricante.
Ponzi è il mio futuro suocero e queste non riesce a venderle, fanno schifo.
Non è colpa mia. Volevo un sapone e alla stazione mi hanno dato questo.
- Ah... Lei ha trovato la saponetta alla stazione ! - Sì. - La sapone...
Zitta ! Zitta ! Zitta !
E questo cos'è ? Un registratore ? (RlCCARDO RlDE)
- Dovevo immaginarmelo. - lmmaginare che ? - Ma dai !
Non è la prima volta che succede, lo usava anche Rosemarie per ricattare.
- Pronto, pronto ! - Ma questo è un phon ! - Un phon ?
- Sì, per i capelli. - Un phon ?
- Eh ! - Scusa, tesoro, è stata la saponetta a insospettirmi.
- lo vedo Ponzi... - Perché ? Se io vedo Ponzi, penso a te ?
Scusami, non avevo capito niente ! Non lo faccio più.
- Non ricominciare con i sospetti. - Figurati se sospetto di te !
- Nasone ! - E' vero, ho il nasone. Che fai ? Ti levi la calza ?
- Se no si sciupa ? - E' ora di dormire, no ? - E' vero.
Anche l'altra ?
E io che pensavo a Ponzi ! Cretino !
Sì, sì, ti levo anche questo ! Come sei bella ! Bianca e soave !
(VERSl DALLO SCOMPARTlMENTO ACCANTO) Cos'è ?
(VERSl DALLO SCOMPARTlMENTO ACCANTO)
- ll buco ! - ll buco ? - Quello. Zitta, o quello si mette in allarme.
- Da lì si vede tutto e tu eri d'accordo. - lo... - Zitta !
Non ti muovere.
(VERSl) Zitta, ferma lì.
(VERSl PROVENlENTl DALLO SCOMPARTlMENTO ACCANTO)
(lL CANE ABBAlA) Fermo ! E' lui che si lamentava ?
(con accento veneto) Noi veniamo dalla montagna, là fa freddo e qui fa caldo.
- Ecco perché il cane si lamenta. - Sì, ma adesso basta.
- E' un cane buono. - Mi scusi. - Arrivederla, e stia tranquillo.
Sarei d'accordo con gli uomini dietro le porte ? Smettila con questi dubbi !
Tesoro, la colpa è un po' anche tua.
Sin dal vagone ristorante, ti sei comportata come una mattarella.
Sì, matta ! Dimmi pure che sono matta.
- Allora è vero ? - Stavo diventando matta per la morte di mio marito.
E' stato lo psicanalista a consigliarmi di agire così.
- Sei contento ? Mi era venuto il complesso ! - Di che ?
Ero certa di non sopravvivere, che mai più sarei potuta andare con un uomo.
- Dovevo superare quel complesso ! Mi ascolti ? - No, le forbici no !
Che fai ? Cercavo le sigarette !
- Sono stufa, capisci ? - Tesoro, non ti offendere.
Secondo me, non ci stai con la testa. (LA VEDOVA SBADlGLlA)
- E' vero, ti ho offesa, insultata... - No, soprattutto mi hai annoiata.
No, questo non lo devi dire !
Anche se tu mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi piaci !
Non potevi pretendere che ti saltassi addosso subito, tu sei una signora !
Come potevo sapere che avevi i complessi del marito morto ?
lo giuravo che le avventure di viaggio non esistevano !
Quando mi hai mandato a chiamare per ''quella cosa'',...
..come potevo pensare che una signora per bene e a lutto...
..avesse idee diverse dalle mie ?
(RUMORE DEL TRENO)
Mi dirai: ''Come puoi resistere a una donna che ti si offre ?''.
Anch'io soffrivo, ma non ammettevo che tu fossi una donna qualsiasi.
- (Conduttore) Sono le 7:00, siamo a Milano. - Siamo a Milano.
A Milano ?! A Milano ? Sveglia, vedova, siamo a Milano !
- Siamo dove ? - Fra20 minuti siamo arrivati. - Ancora qui lei ?!
- Certo, non abbiamo combinato niente. - Questo è troppo, se ne vada !
- Facciamo in fretta. - ln fretta ? - ll professore ha fatto in 8 minuti.
- Come si permette ? Vada via ! - Dove vado ? - Fuori, ho detto !
- Fuori ! - Ancora... - No !
Bravo, Birolli. Ora non ci dirà che le avventure di viaggio non esistono.
No, anzi ! Solo che c'è avventura e avventura.
- Non tutte le avventure sono uguali. - Ora non paga la scommessa ?
- lo sono giudice ! - E' giudice. - La pago. Per mezzo milione...
- E allora perché ? - Può succedere... - Cosa ? - Uno pensa una cosa...
- Come ? - Poi accade diversamente... - Diversamente ? - Puoi pensare che...
Scusi, io perdo la testa, non ci capisco più niente.
Lei è rimasto là tutta la notte, poi è tornato tutto pallidino...
- Professore, non sarà che non ha proprio... - Mah !
- Eh ! - Eh ? - Eh ! - Che è ? - Eh... - Che è ?
(RlCCARDO RlDE) Cose mai viste !
- Bravo ! - Siamo italiani, no ?
- Pago questo mezzo milione e non se ne parla più. - Bravo.
- Ci aveva tenuto in sospeso. - Già. - Mattacchione ! Bravo.
Non per i soldi, ma perché ha cambiato idea sulle avventure di viaggio.
(LA VEDOVA RlDE) Calma !
''Con l'assegno Birolli non si gioca a Birilli.'' Tengo io la contabilità.
Però, tesoro, la prossima volta sceglimelo meno complicato.
E' una parola !
ll fatto è che siamo rimasti pochi a non essere... complicati.
Buonasera, signora Luzi.
- Ah, è lei, ingegnere ! Mi ha messo una paura ! - Mi dispiace. Prego.
- No, prego, faccio io. Al terzo ? - Sì, ma lei sta al secondo.
- Non vorrà mica... - Secondo o terzo, non importa.
Con lei, salire su un grattacielo sarebbe un viaggio troppo breve.
- Oh, ingegnere ! E' molto gentile ! - E' un dovere.
(RUMORE DELL'ASCENSORE CHE SALE)
(STRlDlO) (Signora Luzi) Si è fermato !
- (Signora Luzi) Che facciamo ? - (Filippo) Qualcosa faremo.
(Filippo) Ho tutto l'occorrente, stia tranquilla.
Vede ? Torcia ventosa che sistemiamo sul soffitto.
Cosa fa ? Suoni l'allarme, piuttosto.
Lo suoneremo, ma prima che arrivi qualcuno, passerà almeno mezz'ora.
Non si preoccupi. Come le dicevo, ho tutto l'occorrente. Guardi.
Materassino di gomma. Stia ferma, signora.
(FlSCHlO)
Ecco fatto. E ora... sdraiamoci.
- Tanto, ne avremo tutto il tempo. - (con voce agitata) Per fare cosa ?
- Sembra che lei abbia previsto tutto. - lnfatti, era previsto da tempo.
- Desidera un whisky o una sambuca ? - Ma cosa si è messo in testa ?!
- lo voglio solo uscire di qua ! - Non mi costringa a usare la forza.
Un po' di musica ? (MUSlCA)
- Se non mi fa uscire, urlo ! - Mi resta solo questa soluzione.
(SPRUZZO)
L'hai voluto tu.
E ora... a noi due, signora Luzi.
Sì... Sì, sì ! Buona ! Sì, stai buona ! Buona !
Sì ! Buona, buona ! Buona !
- Filippo, cos'hai ?! Svegliati ! - Buona, o ti spruzzo ancora !
- Ma chi spruzzi ? Svegliati ! - Che è ? Che è ? Che è ?
- Che è successo ? - A me lo chiedi ? Vorrei sapere cosa stavi sognando.
- Niente. Ho detto qualcosa ? - Più che detto, hai fatto.
Ormai devo sperare che tu dorma per essere abbracciata da te.
- Ti ho abbracciata ? - Mi volevi pure spruzzare. Sognavi un'altra donna ?
Ma che donna ! Si vede che ieri sera ho mangiato qualcosa di pesante.
- Che ore sono ? - Le 8:30. - E me lo dici così ?
Le 8:30 ! Accidenti, ho fatto tardi. E' tardi ! E' tardi !
(RUMORE Dl UN'AUTO)
- Buongiorno, ingegnere. - Buongiorno, signora Luzi.
(Quella mi fa diventare matto !)
(Purtroppo, quello che succede nei sogni, non succede nella realtà.)
(Potrei farlo succedere io... Sono un ingegnere elettronico o no ?)
(Per me, bloccare un ascensore è un gioco da ragazzi.)
(Lei torna ogni mattina alle 9:00 dal supermarket.)
Ecco, si è fermato al primo piano. Sono esattamente 6 metri e 20.
La lunghezza della corda è di 25 m e il raggio della ruota di 30 cm,...
..dunque lo sviluppo della ruota è 3,30 m, moltiplicati per 3...
Per poter bloccare l'ascensore tra il secondo e il terzo piano... 22 cm.
La ruota fa contatto, la corrente passa... e qui si blocca.
Benissimo !
A questo punto, il portiere potrebbe cercare la manovella di emergenza...
..e io la nascondo qua.
- Posso prendere l'ascensore ? - No, è per i padroni. Sali le scale.
(con accento romanesco) Non sapete che i padroni non esistono più ?
E poi, se non ci aiutiamo tra noi lavoratori...
Fermo ! Dove vai ? Mascalzone !
- (Garzone) Dovevo farmi quattro piani a piedi ? - M'ha fregato ancora.
(RUMORE DELLE CORDE)
(Garzone) Ma che succede ? Portiere ! lmpunito ! Mi hai bloccato ?!
(Portiere) lo ? Ma sei tu che hai sfasciato tutto ! Stai fermo.
(Portiere) Adesso ti tiro giù. Vado in cantina, ma non toccare nulla.
- (Garzone) E chi si muove ? - (Portiere) Ora vado in cantina.
(Portiere) Maledetto garzone !
(PASSl SULLE SCALE)
- Dov'è la manovella d'emergenza ? Era qui. - (Garzone) Allora ?
Sta' calmo. Ora telefono alla società perché mandino qualche tecnico.
Che rottura !
Sono le 17:00. Vediamo quanto ci mettono gli operai ad arrivare.
Adesso funziona, ma state attenti perché può essere pericoloso.
Andiamo.
Perfetto, mezz'ora esatta.
Ora bisogna pensare al cloroformio o a un gas per addormentarla.
(Filippo) (Etilmetilbutiltiobarbiturico.)
(Perfetto !)
(Questa composizione di carattere elettrochimico gassoso...)
(..paralizzerà i suoi centri catodico-motori,...)
(Come puzza !)
(..lasciando integra la sensibilità ''papillo-tattilo-cutanea''.)
(Ora effettuiamo un esperimento nello spazio ''trigonoerotico''.)
(Queste sono le dimensioni esatte dell'abitacolo dell'ascensore.)
(Dunque...)
(ll seno della ''sventola'' mi arriva qua.)
(Calcolando il coseno del seno per P greco,...)
(..devo operare sul bottone del terzo piano.)
(Contrariamente al sogno, dovrà essere lei a premere,...)
(..così si avvicinerà alla bottoniera e il gas la investirà da qui,...)
(..penetrando nel naso e rendendolo insensibile.)
(Tanto, il naso è l'unica parte che non mi interessa.)
(Anche se... Va be', insomma... Quando saremo lì, vedremo.)
Oh, si è fermato ! Come mai ?
Va bene, signora Luzi, se non ha fiducia in me, prema pure l'allarme.
lo non posso perché ho il dito slogato. Prema, prema !
A questo punto, esce il gas.
La sventola cade e viene a trovarsi all'altezza giusta...
..per lasciarmi effettuare l'intervento.
- Filippo ?! - Eh ? Eh... eh...
- Che stai facendo ? - Sono ingegnere elettronico e faccio esperimenti !
Cosa vuoi capire tu di elettronica o dell'atomo ! Dov'è l'atomo ?
Sì... Sono tre giorni che traffichi con questo paravento.
Sperimento una cellula fotoelettrica basata sul neutrone del protone...
Ma tu non puoi capire ! Vai, vai. Un momento... Tu potresti aiutarmi.
- lo ? E come ? - (Mi farà da cavia per verificare che tutto funzioni.)
- Allora ? - Devi solo premere un bottone. - Non puoi premerlo tu ?
- Ho il dito slogato. - Ecco, ti fai male e io non ne so mai niente !
Sono un ingegnere elettronico e so il fatto mio. Su, premi il bottone.
- Aspetta... Un momento. - Cosa fai con quel coso sul naso ?
- E' elettronica, non puoi capire. Ecco il bottone. - Questo ?
Guardalo fisso... e premi.
(Perfetto ! Fulminata.)
(Dunque... Ah, il cuscino ! ll cuscino, il cuscino...)
(ll cuscino sarà già pronto nell'ascensore, è logico.)
(Devo far presto perché ho pochi minuti a disposizione.)
(Così... Accidenti, nel sogno era tutto più facile. Ecco fatto.)
(Ah, la stampella ! La stampella la piazzerò qui.)
(Ci metterò la giacca e i pantaloni e a questo punto sarei pronto.)
(Però l'ascensore è largo come questo paravento, devo farcela star dentro.)
(Vediamo un po'... Le faccio appoggiare la testa qui, così.)
(Le piego le gambe, ma a questo punto non mi muovo più... Come faccio ?)
(Potrei mettere una mano qui... Però ! Anche mia moglie non è male.)
(Sì, ma è la solita minestra... Vuoi mettere la signora Luzi ?)
(Accipicchia, già si sveglia. Dovrò aumentare la dose.)
Ahi ! ll mio collo...
- Che è successo ? - Niente, cara. - Ma allora... - Che cosa ricordi ?
- Niente. Cosa vuoi che ricordi ? - Perfetto. - Perfetto ?
- Se non ricordi niente, vuol dire che non è successo niente. - Come ?!
Stai lì in piedi, mi dici di premere un bottone, mi viene un capogiro,...
..come se un'ondata mi avesse travolta...
- E quella cos'è ? - La ciambella di salvataggio per l'ondata.
Non fare il cretino e aiutami ! Sai che non sono mai svenuta.
- Forse aspetti un bambino. - Sì... da te ? No ! Smettila !
Non fare l'imbecille. Non è possibile che sia caduta senza un motivo.
- Ti dico che non lo so ! - Che razza di marito sei ?
Mi dici di premere quel bottone, io lo premo e casco per terra !
Forse sono stata così un'ora o due !
Mi sveglio e dici che non è successo niente ! Mi metterei a piangere.
Non devi trattarmi così, sono tua moglie !
Mi butti per terra come uno straccio, mi tratti come una pazza !
(con voce strascicata) Non è giusto !
(Sono le 7:00. lnizia il conto alla rovescia per l'operazione ''sventola'').
(Mancano 7200 secondi.)
(Meno 7199, 7198, 7197, 7196...)
(RUMORE) - Che fai ? - Niente, cara.
Oggi devo andare presto in ufficio. Dormi, dormi. E' presto, cara.
(7195, 7194, 7193, 7192, 7191, 7190...)
Le 7:00. Mah !
(4499, 4498, 4497, 4496...)
(Ecco... Quattromila e rotti...)
(906, 905, 904, 903, 902, 901, 900... Esatto !)
Tra un quarto d'ora entro in orbita.
Luigi... Luigi ! (lL PORTlERE SUSSULTA)
- Dica, ingegnere. - Vada alla posta a vedere se c'è un fermoposta per me.
- Non posso, qui chi ci rimane ? - Ci sto io. Tenga- Grazie. - Vada.
Cosa fai lì, bambino ? Vai via, su, vai via !
Non toccare il cartello. Lascialo stare !
Posa il cartello. Dove vai ? Vieni qui !
- Marameo ! - Fermo, fermo ! Ti do una caramella !
Fermo, bambino ! Ti do un chilo di caramelle. Fermo !
(STRlDlO Dl FRENl E URLO)
- Ahi, ahi, ahi ! - lngegnere, ma attraversa così le strade ?
E' lei, signora Luzi ! Allora sono già le 9:00 ! Ahi !
- Venga, qui vicino c'è l'ospedale. - Niente ospedale. - S'è fatto male ?
- La portiamo noi. - La prego ! - Sono ingegnere e so il fatto mio ! Via !
- A far del bene, prendi i calci in faccia. - Ahi ! - Mi spiace.
- Venga, là c'è la farmacia. - No, andiamo in ascensore, è tutto pronto.
- Cosa c'entra l'ascensore ? Avanti ! - Ma è tutto pronto... - Andiamo !
Svelti ! Svelti ! Ahi ! Presto... Forse facciamo ancora in tempo.
ln tempo a fare che ?
- No, ormai è fatta. - Che cosa ? - Sarebbe complicato spiegarglielo.
- Si tratta di una mia invenzione che dovevo sperimentare oggi. - Mi spiace.
Si figuri a me... Prego, signora Luzi.
- Chi c'è dentro ? - Non risponde. - Pare che sia il garzone del fornaio.
- Prima non faceva che sbraitare. - Ecco chi sfascia gli ascensori.
- E' successo anche l'altro ieri. Ma perché sta zitto ? - Sarà svenuto.
- Adesso gli ascensoristi avranno aggiustato il guasto. - Ascensore !
- Andiamo a piedi. - C'è dentro qualcuno ? - Niente da fare.
- Al fermoposta non c'era niente. - Lo so. - E perché mi ci ha mandato ?
- Mentre ero fuori, si è rotto l'ascensore ! - Lo so, lo so.
- Come, lo sa ? - Sono un ingegnere elettronico e lo so. - Si sa chi è ?
- E' il garzone del fornaio. - Sembra che ci sia dentro anche un'inquilina.
Quando si è bloccato, quel garzone l'ha detto, poi non si è saputo altro.
- Poteva capitare a me ! - Già... Poteva capitarci insieme.
- Sola al buio con uno sconosciuto... - Signora Luzi, io sono un gentiluomo.
(ESCLAMAZlONl DEGLl lNQUlLlNl) Finalmente ! E' arrivato.
(Uomo) E' svenuta, prendete una sedia.
- Andate a prendere dell'acqua o del cognac. - Calmi, non è niente.
- Sta rinvenendo. - Che è successo ? - Niente. Non vedete che sta bene ?
- Un'altra volta vai a piedi. - Ma lasciatemi perdere !
- lo devo lavorare, non posso perdere tempo con voi. - Ehi, tu !
- Dimmi cos'hai fatto là dentro ! - Chi ? lo ? - Sì.
Ma l'ha vista bene quella là ?
Eh ! Lei che avrebbe fatto al mio posto ?
Mezz'ora da soli, al buio... ''Ahò'' !
(GRUGNlTl)
(ENRlCHETTA URLA) La prego, signorina !
Che fa ? Non suoni l'allarme ! (ENRlCHETTA URLA)
(Maurizio) Sono una persona perbene...
ll treno si è fermato, mi hanno preso e ho passato la notte dentro.
Sono accusato di oltraggio al pudore e atti osceni in luogo pubblico.
Sì, caro mio, articoli 310, 726, 565 e forse...
ll 431. Ho studiato legge e il codice lo conosco bene !
Ma lo applichi male, caro Maurizio.
Tu credi che essere laureato sia un vantaggio, invece è un'aggravante.
Non mi sarò comportato benissimo,...
..ma da qui ad accusarmi di essere un maniaco sessuale, si esagera !
- Non sei d'accordo ? - Certo. Sono esagerazioni di giornalisti.
- Non sanno cosa scrivere... ma detto fra noi, sei un porco ! - Ah !
E vuoi difendermi ? Andiamo bene !
Neanche un porco saresti ? Ti sei comportato da gentiluomo ?
Dovrei farti i miei complimenti ?
Uno che si comporta come te, in treno, con una ragazzina, lo sai che cos'è ?
- Un maialone ! Uno ''zozzone'' ! - Silenzio, di là c'è mia suocera !
Tua suocera non legge i giornali ? Guarda, ''ll bruto della Roma-Viterbo''.
- Leggi, ''ll sadico delle FS''. - Sì, li ha letti !
Per questo siamo venuti qui da te ! Mia moglie sta anche male, poveretta.
- Tu sei un amico, un avvocato, e devi difendermi ! - E' una parola.
(con accento pugliese) Avete finito ? Cosa vi ha raccontato questo porco ?!
- Calma, vi avevo detto di aspettare. L'avvocato è un confessore. - Ah, sì ?
- Allora ha confessato che è un porco. - Signora, calma... Sì, ha confessato.
- Bene. - Sei un porco. - Lo volete capire che sono un porco rovinato ?!
- Ho la carriera rovinata e un nome nel fango ? - Sì... - Lo capite ?
- Volete avere un po' di compassione ? - Sì, buono ! Signora, vi prego !
- Che maniera ! - Egoista ! Porco ! E a mia figlia non ci pensi ?
- Aspetti fuori. - Quella è a letto con le convulsioni ! - Signora !
Se lui non mi aiuta, io sono rovinato perché non avrò più lavoro !
Mia moglie e anche lei, mammina, siete rovinate. Nessuno mi darà più lavoro !
Va bene, ti aiuto io. (LA SUOCERA URLA)
E lo dice pure ! Ci dovevi pensare prima, brutto porco ! ''Tie''' !
Signora, dovete smetterla ! Che modi sono questi ?
- E poi non si tratta di stabilire se Maurizio è un porco o no. - Ma lo è.
Sì, ma non dimenticate che Maurizio è anche un mio amico d'infanzia.
- Grazie, Giorgio. - Che fai ? Cosa baci ? Preparati al peggio.
- Ha aggredito altre donne, vero ? - No, no, no !
- Fate parlare me che sono al corrente dei fatti. - Ecco, parla lui.
Quando Maurizio mi ha telefonato, ho preso informazioni sulla ragazzina.
- Quale ragazzina ? - Lo vedi che ci sono altre donne ? - No, che c'entra ?
- Fetente ! Lasciatemi ! - Calma ! Non ci sono altre donne !
- Parlo della ragazzina del treno. - E quella la chiami ragazzina ?
- Se aveva certe... - Guardate ! Fa pure la mossa !
- Se le aveva, le aveva ! - Comunque, è una ragazzina, ha 18 anni.
- Minorenne ?! - E questo pregiudica. Comunque, mi sono informato.
La ragazzina abita in un paesino qui vicino a Roma, Castel San Pietro.
Viene a Roma in treno a studiare. Si chiama Enrichetta Cordelli.
Vive con gli zii, gente perbene e rispettabile. La ragazza è orfana.
- Pure con l'orfana te la sei fatta ? - Che ne sapevo ! Non era a lutto !
- Aggrava ? - Eh, sì. - E' gravida ?! - Aggrava, non è gravida !
Peggiora la situazione !
Ho tentato col giudice, che è mio amico, di risolvere la cosa.
- Lui sarebbe anche disposto ad archiviare la faccenda. - Grazie !
Non mi baciare ! ll fatto è che lo zio della ragazza ha sporto denuncia.
- Davvero ? - Sì, questo è il guaio ! - Altro che denuncia !
- lo al posto suo ti avrei ammazzato ! - Signora, state ferma, per favore !
Come mai questo zio si permette di mettersi contro il giudice ?
Se ha sporto denuncia, vuol dire che riteneva opportuno farlo.
L'unica cosa da fare è convincere lo zio a ritirare la denuncia.
- Ci vado io. - Dove vai ? - Sono dispostissimo a riparare.
- Labarbiera ? - Sì ? - La ritireranno la denuncia ? - Non lo so, tenterò.
- Tenta bene, Labarbiera. Digli che io non c'entro... - Non volevo portarti.
Tu hai insistito, litigando con tua suocera. Ora mi insegni il lavoro ?
- No. - Allora lasciami fare. - E' in gioco la mia carriera, la mia vita !
Ci dovevi pensare prima. Ti sei messo a fare il porco.
- E basta con 'sto porco ! Ahi ! - Siamo arrivati.
Eccoci qua. Quella è Villa delle Ginestre.
- Aspetta ! - Come ? - Torniamo giù, prendo dei fiori o dei cioccolatini.
-No, tu non ti presenti proprio ! - Come ? No, io entro !
- Voglio parlare, difendermi. - Ti difendo io. - Entrate !
Prego ! Coraggio, venite ! Non ci sono cani !
Aspettami qua. Quando lavoro, non voglio essere disturbato.
- Mi raccomando, io sono innocente ! - (Giorgio) Nasconditi.
- Porco, mascalzone ! - Un attimo, c'è un errore. - Quale ?
lo non sono il porco, sono l'avvocato del porco.
Comunque, io ho sporto denuncia e discuterò la cosa in tribunale.
- Se ne vada. - No, sono l'avvocato del porco e devo difenderlo.
- Non mi costringa ad essere scortese. - (Giorgio) Lei mi deve ascoltare !
- (Zio) Non la ascolto ! - (Giorgio) lnvece sì !
Se il fatto finisce in tribunale, per sua nipote non è conveniente.
Qualcuno potrebbe non credere che fra i due c'è stato solo un bacio.
- Chi può crederlo ? Lei ? - Che c'entro io ? - E allora ?
lo sono l'avvocato del porco, so come stanno le cose. Ritiri la denuncia !
- lo non ritiro niente ! - Ecco ! - Cosa ? - ll mio biglietto da visita.
- Avvocato Labarbiera. Ci vediamo in tribunale. - Laba... Labarbiera !
- Avvocato, scusi... Labarbiera... - Labarbiera. Cosa c'è ? - Scusi.
- Lei è parente dell'onorevole Labarbiera ? - E' mio cugino. - Come ?
- Sì. - L'onorevole Labarbiera ! lnfatti gli assomiglia.
lo sono un elettore di suo cugino ! Lui non lo sa, ma voto sempre per lui.
- Allora glielo faremo sapere ! - (Zio) Che piacere !
- Lei crede di potermelo presentare ? - Certo, visto che ora siamo amici !
- Avvocato, che piacere ! - Vogliamo parlare ? - Le offro un caffè.
- Grazie, molto gentile. - Ma parliamone pure.
Sa di cosa parlerei con l'onorevole ? Della mezzadria... Dov'è ?
- Sono qua. - lo non ho che un pezzo di terra, ma certe cose le so.
Così non può andare avanti. (MUSlCA AD ALTO VOLUME)
Accidenti ai dischi di mia nipote ! Cosa si stava dicendo ? Ah, un caffè !
- Sono qua. - Ora le faccio fare un caffè speciale.
- C'è Evelina ? - Non so. - Le faccio fare un caffè, lei vada in salotto.
- Grazie. - Evelina farà un caffè speciale per il fratello... - Cugino.
- Non importa. Ci vediamo subito. Evelina ? Non è qui. - A fra poco.
Evelina ! Evelina ! Evelina !
(CANZONE lN lTALlANO DAL GlRADlSCHl)
- Buongiorno. - Buongiorno.
Sono... l'avvocato. Avvocato Labarbiera.
- Piacere. Avvocato, lei è un amico di mio zio ? - Sì.
- Lei è la signorina Cordelli ? - Sì. - Enrichetta Cordelli ? - Sì.
- ll caffè arriva subito. Avvocato, dov'è ? - Sono qua. - Eccolo !
Ci sei anche tu, Enrichetta ? L'avvocato Labarbiera.
- Fratello dell'onorevole. - Cugino. - Be', è sempre lo stesso sangue.
Del problema della mezzadria ne abbiamo parlato al consiglio comunale.
- E' lì che dovrebbe intervenire suo fratello. - Cugino. - Sì, cugino.
E' lì che si capisce l'ltalia, e non a Montecitorio.
Prendiamo la legge agraria...
- Scusa, zio... - Sì, cara ? - Dovete parlare di politica, io vi lascio.
- No, io sono qui parlare con lei. - Scusa, Enrichetta, dimenticavo.
- Lui è l'avvocato di quel porco, di quel tale... - No, dica porco !
Ha ragione, quel mio amico è proprio un porco.
- Non so di cosa si debba parlare. - Della questione, e decidere...
lo non prendo alcuna decisione senza prima aver consultato mia moglie,...
..che ora è a Roma per alcune opere di beneficenza.
- Allora vado. - No, non può tardare. lntanto ne parli con Enrichetta.
- Volentieri. - lo tiro fuori un paio di bottiglie di un vino speciale.
(Zio) Sentirà che vino. Enrichetta, servi l'avvocato.
Evelina, dove sei ? Vieni, andiamo in cantina. Ci vediamo, avvocato.
Ci vediamo... è una parola !
E' talmente miope suo zio ! Non vede niente...
- Dunque, anche lei giudica il suo amico un porco ? - Sì, decisamente.
- Non lo giustifico affatto, però... - Uno ? - Sì, uno. Grazie.
- Però lei dovrebbe pensare... - A cosa ?
- A tutte le noie che può procurarle un processo. - Quali noie ?
Finire davanti a un tribunale non è piacevole per nessuno.
Oltre al giudice, ci sono i fotografi, i giornalisti, il pubblico...
..e lei deve raccontare come si sono svolti i fatti.
- E allora ? - Potrebbe essere imbarazzante.
Per chi ? Per me, no di sicuro. Lo sarà per quel porco del suo amico.
- Ci rendiamo conto di cosa è successo sul treno ? - Sono qui per questo.
- Vogliamo ricostruire i fatti ? - Sì. - Ricostruiamoli. - Mi faccia vedere.
(Giorgio) Lei come stava ?
- Ero seduta di fronte a lui e leggevo un libro. - Be', un libro...
- Era ''L'amante di Lady Chatterly''. - Perché ? C'è qualcosa di male ?
No, è un libro interessante, ma non è ''Pinocchio''.
Comunque, io stavo qui e il porco stava lì.
No, no, anzi !
Lui stava qui. Scusi, vuol venire un momento a fare il porco ?
- Sì, vengo. - Grazie. - Prego. - Allora...
- Eravamo rimasti da soli e io stavo così. - Sì.
All'improvviso, quel mascalzone, senza una ragione,...
..tutto eccitato e con una faccia da folle, mi è saltato addosso.
lo ho tentato di reagire, ma era come impazzito !
- ll mio amico Maurizio, poverino, è emotivo e dice che... - Cosa ?
Dice che, leggendo, lei si è sdraiata in un certo modo...
- Quale modo ? - Certe volte, senza volerlo, in treno succede.
Uno assume degli atteggiamenti, si mette in vari modi.
Vediamo in quali modi si è messa, io sono qui per ricostruire.
Certo, ricostruiamo i fatti.
Non so... forse stavo così, è una mia abitudine.
E' una sua abitudine, ma il povero Maurizio non è abituato.
- A che cosa ? - A tutta questa grazia di Dio !
Leggevo ! Quando si legge, non sempre si bada a come si è messi.
- Uno può leggere così, o mettersi così. - Certo.
O così.
- Non so, forse anche così... o così. - (Giorgio) Già.
Anche così si legge, lo sa ?
- Avvocato, mi sta seguendo ? - Sì, sì, la seguo.
Dunque, pare che lei, a un certo momento,...
..dopo avergli mostrato le varie posizioni, si sia messa a sorridere.
Può darsi, ma forse per rabbonirlo. Mi guardava con certi occhi !
Poi mi ha detto che, ad un certo punto, lei si è alzata...
..e si è sollevata in un certo modo.
Per prendere la borsa sulla reticella. Ecco, guardi.
- Adesso le faccio vedere. - Esegua. - Ho fatto così.
- E poi si è curvata ? - Sì, e poi così... Oh ! - Attenta !
- Oh ! - Cosa fa ?
Avvocato, lei vuole sostituirsi al suo amico fino alla fine, mi pare.
Come suo avvocato, devo andare fino in fondo e ricostruire tutto.
Quindi, adesso ci sarebbe il bacio e poi il grido...
- Non so se poi... - Chi le dice che io con lei griderei ?
- (Zio) Ecco qua ! Dove siete ? - Siamo qua. Non ci vede mai.
Bene, mi fa piacere constatare che avete fatto amicizia.
Purtroppo, mia moglie non può venire, quindi lei resta a cena qui con noi.
- Enrichetta, te ne occupi tu ? - No, signorina Enrichetta.
- Non si disturbi. - Non mi dica di no. - Ho già dato tanto fastidio.
- Diglielo, Enrichetta. - L'avvocato è maggiorenne, può decidere da solo.
Visto che insistete, accetto. Anche per andare più in fondo alla cosa.
- Molto bene ! - E' meglio che rimanga.
- Enrichetta, vuoi andare a impartire ordini a Evelina ? - Sì, vado.
Avvocato, beva questo vino, che nessuno ne ha mai bevuto così !
- lnfatti... - E' buono ? - Leggero.
(FRASl NON UDlBlLl)
No ! No, non è possibile ! Non è possibile !
- Ho chiesto Roma. - Le faccio sentire questo, è molto bello. - Sì, Roma !
La parrocchia di Sant'Eugenio.
ln genere, la telefonata arriva in tre minuti. Come mai ora no ?
(MUSlCA AD ALTO VOLUME)
- Scusate, ragazzi, non sento niente. - E' un twist, musica allegra.
- Sì, ma caro avvocato... - Andiamo fuori, prenda i dischi. - Evelina !
Pronto ? Evelina porta ancora del vino. Ah, no... Ce n'è.
La parrocchia di Sant'Eugenio ? La signora Cordelli, per favore.
Sei tu, cara ? Oh, scusi, monsignore, l'avevo presa per la mia signora.
(MUSlCA TWlST)
Enrichetta, non ho capito bene.
Quando mi è caduta in braccio, ha detto che non avrebbe gridato se...
- Se mi avesse baciato lei al posto del suo amico. - Davvero ? - Certo.
Volevo dire che certi uomini sono stupidi e altri no.
Sono solo gli stupidi che mettono paura alle ragazze come me.
- Conosce il surf ? - No, chi è ? - E' un ballo, guardi. - Che ballo ?
(CANZONE lN lTALlANO DAL GlRADlSCHl)
- ll mio amico si è comportato proprio male con lei. - E' ovvio.
Uno deve conoscere le circostanze giuste per baciare una ragazza.
Certo, ci vuole l'atmosfera giusta.
- Un giardino profumato, un bel chiaro di luna... - Già.
Un disco che suona, un ballo ''cheek to cheek''.
- Appunto. - Se no, come si fa ?
(MUSlCA DAL GlRADlSCHl E FRASl NON UDlBlLl)
(CANZONE lN lTALlANO DAL GlRADlSCHl)
- Così è diverso. - Certo.
lnvece quel porco, quel cretino, mi è saltato addosso !
E' stato un porco e un gran cretino.
(CANZONE lN lTALlANO DAL GlRADlSCHl)
Come si può in un treno, con una che non ha mai visto né conosciuto ?
- Whisky ? - Ghiaccio.
- (Zio) Enrichetta, c'è la zia al telefono ! - Vengo subito, zio !
- Mi scusi un momento. - Prego.
- Vigliacco ! E' così che mi aiuti ? - Che fai qua ? Sei pazzo ?!
- Vuoi rovinare tutto ? Che fai qua ? - E' da sei ore che ti aspetto !
- Hai scavalcato il cancello ? - Sì. - Vuoi aggravare la tua posizione ?
- Questi ti denunciano per violazione di domicilio ! - Pure ? - Certo.
- Tu mi devi lasciare lavorare ! - Lavorare ? Tu pomiciavi ! - lo ?
Ci ballava mio nonno con la ragazza ?
- lo stavo lavorando, mi davo da fare. - Appunto.
Cercavo di convincere la ragazza a ritirare la denuncia.
- Mi ha invitato a ballare, dovevo rifiutare ? - Ti ha invitato ? - Sì.
- Balla, allora. - Così, ballando... - Ci sono delle speranze ?
- Qualche speranza c'è, altrimenti non starei qua. - Meno male !
Ma tu devi andare, altrimenti non combino niente, capito ? - Vado.
- Vai, che devo lavorare. - Lavora bene. - Sì, ma tu vattene.
- (Maurizio) Lavora bene ! - Sparisci.
Non ti preoccupare, zia. Ho ordinato io la spesa a Evelina.
Certo ! Stai tranquilla anche per lo zio. Ciao !
- Entri pure, Giorgio. - Ecco qui il nostro Giorgio !
Mia moglie sarà qui solo domattina alle 9:00.
Si è gettata in questa beneficenza anima e corpo, anche la notte.
- Allora torno domani. - Ah, no ! - Dopodomani.
Non posso permettere che lei faccia la strada di ritorno a quest'ora,...
..con tutte quelle curve pericolose.
- Non è vero, Enrichetta ? - Le curve basta saperle prendere.
Specialmente di notte.
- A meno che l'avvocato non debba rientrare per forza a Roma. - No, no.
- Sono liberissimo, almeno questa notte. - Resti a dormire con noi !
Ma certo ! Lei è nostro ospite. Posso dare disposizioni ?
- Visto che insistete tanto, accetto. - Bravo. - Oh, oh !
Che onore avere un Labarbiera sotto il mio tetto.
Qua la mano, avvocato... (LO ZlO URLA)
- Che c'è ? - Ahi !
(MAURlZlO RUSSA)
(ENRlCHETTA URLA)
Stia zitta, non ho fatto niente. (ENRlCHETTA URLA)
Sono innocente ! Non ho fatto nulla ! (ENRlCHETTA URLA)
Che c'è ? Enrichetta ! Enrichetta, che succede ?
Enrichetta ! Enrichetta ! lo sparo, io...
Enrichetta ? Dov'è ? Che succede ? Enrichetta, che c'è ?
- C'è qualcuno qui da te ? - No, sognavo. - Ah, sognavi...
Pensa che stavo sognando quell'uomo del treno, è stato terribile.
No, cara, non sognare. Non sognare più quel porco.
Ci sono io, e se qualcuno vuole farti del male, io lo ammazzo !
- Zietto, stai tranquillo, torna a letto e calmati. - Calmati anche tu.
Dormi, riposa. Angioletto caro, stai tranquilla. Buonanotte, tesoro.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Buonanotte, Enrichetta. - Buonanotte, zio.
(RUMORE PER LE SCALE, URLO DELLO ZlO E SPARl)
(Zio) Niente paura, è la solita caduta !
- (Giorgio) Chi è ? - Può uscire. - (Giorgio) No, ho paura. Non esco.
- Non c'è nessuno. - E' sicura ? - Sì. - Se n'è andato ? - Sì. - Non c'è ?
- Non c'è nessuno. - E non torna ? - Non torna.
- Allora me ne vado, piano, piano. - Sì, ma cerchi di calmarsi.
- Non torna ? - No. - Scusi, ma lei è pazza, Enrichetta. lo non la capisco.
Prima dice che con me non avrebbe urlato,...
..poi vengo qua e si mette a gridare.
Vuole farmi ammazzare ? Suo zio aveva il fucile e poteva ammazzarmi.
- Ma no ! - Mi sono spaventato. - Stia calmo. - Sto ancora tremando.
- Anche lei sta tremando, Enrichetta. - E' lo spavento. - Per lo zio ?
- No, io stavo sognando veramente. - Davvero ?
Quando lei è entrato, stavo facendo un incubo.
Mi trovavo nel vagone del treno con quell'uomo.
A un certo momento, tu mi sei sembrato lui, capisci ?
- ll porco ? - Già. - E ti sei spaventata ? - Tanto.
Povera Enrichetta !
Quel mascalzone di Maurizio... che brutta notte ti fa passare !
Povera Enrichetta !
(GlORGlO FlSCHlETTA) Ritirano la denuncia ?
(GlORGlO FlSCHlETTA) - Ehi, dico a te ! - Cosa ?
- Ritirano la denuncia ? - Maurizio, sono proprio fiero di me.
- Meno male ! E' andata bene ! - Sono soddisfatto, mi è andata bene.
- Si è convinta ? La ritira ? - Sì, sì... Cosa ? - La denuncia.
- La ritira ? - La denuncia ? - Sì. - Ah, no ! - No ?! - La denuncia, no !
- Ferma ! - Ma che fai ? - Ferma ! - Sei pazzo ? - Voglio scendere.
(STRlDlO Dl FRENl) (Giorgio) Dove vai ?
- Ritorno alla villa ! - Dove vai ? - Vado a difendermi da solo !
- Vieni qua ! Qualcosa ho ottenuto ! - Allora spiegati, no ?
Se non mi lasci parlare ! Stanotte ho lavorato per te tutta la notte.
Mentre dormivi, io lavoravo.
Sembrava tutto risolto e pacifico, ma stamattina la zia si è impuntata.
- Si è irrigidita e ormai le cose andranno per le lunghe. - Accidenti !
Non ti preoccupare, vuol dire che io tornerò alla villa.
- Passerò altre notti in bianco, senza dormire. - Ma cos'hai ottenuto ?
ll grosso è fatto, il massimo è fatto.
- Solo che la zia chiede mezzo milione per le sue beneficenze. - Come ? - Sì.
- E dove lo prendo ? - Se le dai mezzo milione, lei ritira la denuncia.
Ti posso abbonare la mia parcella, ma mezzo milione devi darglielo.
- Fattelo prestare. - lo ho... 432.500 lire.
- E questa chi è ? - Mia moglie. - Tua moglie ?! - L'ho fatta soffrire.
E tu, con una moglie così, fai il porco nei treni con le ragazzine ?
Hai ragione ! Sono proprio un porco !
Chi lo dice stasera a mia moglie ? Chi glielo dice ?
Certo, non sarà un'impresa facile. Non si convincerà facilmente.
Vuol dire che quando avrò finito con la ragazza della villa,...
..tua moglie me la lavorerò io.
Ah, grazie ! Andiamo subito a casa e ti presento mia moglie.
Ecco, bene ! Bravo, bravo !
''Sora'' lngracchia ! C'è posta per vostro marito.
Grazie, signora Ada. Mettetela nel cestino.
(con accento siciliano) Dina ! Dina ! Disgraziata !
(con accento emiliano) Uffa ! Cosa è successo ? Cosa c'è ?
Hai levato il ritratto di Rebecca dalla cucina.
Sentimi bene, non vorrai che cucini con la morta davanti ?
Allora non mi sono spiegato ! Rebecca ti deve stare sempre davanti.
Ti deve servire da esempio ! Sempre e ovunque !
Perdonala, Rebecchina mia. Sì, scusala.
Lei non ti ha conosciuto, non sa che eri un fiore profumato come questo.
Mi hai stufato ! Spendi tutti i soldi per profumare i fiori di plastica.
lo, invece, giro come una stracciona.
Ma tu odori ! Allora sei tu che hai rubato il profumo dei fiori !
Cosa gliene frega del profumo a una morta ? lmbecille !
Rebecca non è una morta ! Deve restare sempre viva in questa casa !
Non chiamarla moglie, quella è morta e seppellita da dieci anni.
- Mettiti in testa che ora tua moglie sono io ! - Tu sei la vice moglie !
Lei è sempre la titolare, ricordalo !
Tu vuoi solo che faccia la serva a te e a quel disgraziato di tuo cognato !
- Mi sono stufata ! - Non offendere il fratello di mia moglie !
Scusala, Rebecca, non sa cosa dice.
Vieni ! Vieni ! Credi che mi faccia piacere mantenere quel minorato ?
- Però, gliel'ho promesso sul letto di morte ! - Che mi frega di quel boia ?
- Che ? - lntanto faccio la serva al fratello della moglie di mio marito !
- E' il colmo ! - Sei senza cuore ! Quello è minorato, non sta in piedi.
- E' un danneggiato di guerra, un relitto umano ! - (Dina) Lo so !
(Dina) Sono anni che mi dici che è paralitico, ma per me è un parassita !
- (Ciccio) Non sta bene ! - (Dina) Per forza, con tutto quello che mangia !
- (Ciccio) E' malato, deve nutrirsi. - (Dina) Con otto pasti al giorno ?
(Dina) leri mattina si è mangiato un chilo di ricotta col caffelatte.
- (Ciccio) Ha bisogno di calorie. - (Dina) Forse ha il verme solitario !
(Ciccio) Allora chiamo il medico.
(Dina) Spendi i soldi per il medico, intanto io non ho neanche un vestito !
(Ciccio) Vorresti la pelliccia ? Vuoi finire quei pochi soldi che restano ?
- (Ciccio) Dov'è il salvadanaio ? - (Dina) Che ne so ? Cercatelo !
(Ciccio) Nel comò non c'è e nemmeno nell'armadio. Dov'è finito ?
- (Dina) Cominciamo con le inchieste ? Sarà di là. - (Ciccio) Dove ?
- (Dina) ln sala da pranzo. - (Ciccio) Adesso vado a vedere.
(FRANCO ANSlMA) Oddio, che c'è ? Ti senti male ?
- (con accento siciliano) La solita ricaduta. - Vuoi un tranquillante ?
Ma che vuoi ''tranquillare'' ? Quando rimango solo, è terribile.
Mi ricordo tutto, come se fosse ora.
Era la sera del 7 settembre ed eravamo sul cielo birmano.
- ll comandante disse: ''Fuori il primo'', e quello si tuffò. - Sì.
- Poi disse: ''Fuori il secondo'', e quello si tuffò. - Si tuffò.
- Poi disse: ''Fuori il terzo''. - Eri tu. - Ero io !
Fu lì che il paracadute non si aprì e arrivai a terra in un attimo.
Bum ! Un buco grosso così, e per colpa del paracadute...
- Le gambe. - Eccomi qua ! - Lo so, me l'hai detto cento volte.
(Sl SOFFlA lL NASO RUMOROSAMENTE)
Lo sai che faccio quello che posso ! Anche la tosse... Guarirai, guarirai.
- ll professore ha detto che un giorno guarirai. - Speriamo.
- Mangia qualcosa per rimetterti in sesto. - Sì, mangio...
Ahi ! Ma che fai ? Stai calmo ! Mastica piano.
- Piano ! Ma che lecchi ? - Sei il mio benefattore. C'era un po' di burro.
(FRANCO URLA) Sono un povero paralitico !
Ogni volta che mi spoglio, sei sempre lì a guardare. Paralitico !
- Però gli occhi non sono paralitici. - Fammi appoggiare al parapetto.
- Non mi toccare. - Che succede ? - Sono caduto.
- Ero di passaggio e non so... - Calma, calma ! Zitti tutti !
- Chi ruba i soldi dal salvadanaio ? - Cosa ne so io ?
- Digli piuttosto di toccarmi meno. - Mi si rivolta contro. - Ha ragione.
- L'hai guardata ancora ? - E' l'unica cosa che mi rimane, ma che t'importa ?
- Dici sempre che Dina non ti piace. - Zitto ! E' sempre mia moglie !
E io sono il fratello di tua moglie. Saresti geloso di suo fratello ?
- Tu sei fratello di primo letto ! - Primo o secondo, è sempre letto.
Perché ce l'avete con me ? Perché ?! lo sono un povero paralitico !
- Sì... sei un paralitico pomicione ! - A me pomi... po...
- Calmati ! - A me, un ex para... - Va bene. - Un ex paracadutista !
- ll 7 settembre, sul cielo birmano... - ll paracadute non si è aperto.
Sei caduto, e le gambe... Ma chi si è preso i soldi ?
- Vorresti dire che li ho presi io ? - Dove vai ? - A prendere il latte !
Aspetta un momento ! Compra anche le tagliatelle, non ce ne sono più.
Gli agnolotti, la mortadella, il salame, il filone, la ricotta...
- Comprala ! - Siamo al ristorante ? - La ricotta mi fa bene alle gambe.
- Sì, ma ora il problema è un altro. - Non preoccuparti di me.
- Preoccupati di lei, che nasconde i soldi dentro la dispensa. - Lo sapevo.
- Ti faccio vedere. - Fammi vedere. - Guarda dietro le banane.
Qui non ci sono nemmeno le banane. Ora dirà che le hai mangiate tu.
Non è vero, sono tutte chiacchiere. E qui che c'è ? Guarda un po' !
- Non ti dà neanche le lettere. - Disgraziata ! Magari è urgente.
- Potrebbe anche essere il ministero. - Fammi sapere.
- Che dice ? - ''Gentilissimo e carissimo 'cornutone'...'' - Eh !
- ''Cornutone'' ? - Eh ! - Come sarebbe ? - Come sarebbe ?
Un cornuto sviluppato, una specie di bisonte con le corna attorcigliate.
- E il 'cornutone' sarei io ? - E chi ? lo ? Ecco l'indirizzo.
- ''Al signor Ciccio lngracchia.'' - Già. - Là sopra cosa c'è scritto ?
''Gentilissimo 'cornutone'.'' Deve essere qualcuno che ti conosce.
- Da chi è firmata ? - ''Un amico.'' - Hai visto ? - Adesso ci sono.
- Ci sei ? - E' una lettera anonima. - Allora lo conosci ? - E' anonima !
- Non può essere un mio amico ! - Allora chi è ? - Aspetta.
''Scusa se mi occupo delle tue corna, ma tua moglie è una vera...''
(ClCClO SUSSULTA) ''Una vera...'' ?
- ''Buttanona.'' - (ridendo) Allora è un tuo amico !
- Per scrivere queste cose, ti deve conoscere. - Un mio amico ?!
- Mi dice che mia moglie è una vera... e poi mi chiama imbecille ! - Dammi.
''Apri gli occhi e non continuare a fare la figura dell'imbecille.''
- Hai visto che è un tuo amico ? ll poveraccio si preoccupa. - Zitto !
''Devi sapere dell'abbondante razione di corna che tua moglie ti mette.''
- ''Tutto il quartiere ormai lo sa, meno tu.'' Tu lo sapevi ? - lo ?!
Sapendo una cosa simile, non mi sarei accontentato del buco della serratura.
Anzi, ora che siamo a questo punto, voglio dirti la verità.
(singhiozzando) Mi sogno Dina tutte le notti. E' ''bona'' !
- Zitto ! Parli di mia moglie ! - Fai il geloso solo con me ?
Dopo che tutto il quartiere ''mascolino'' ne sa qualcosa ?
- Lo sai cosa rispondo ? - Cosa ? - Lo sai ? - Non lo so.
- lo la ammazzo quella disgraziata ! - No, cognato. - La ammazzo !
E dopo averla ammazzata, la strangolo.
Perdonami, amore mio. Non avrei dovuto sposare un'altra donna.
La ucciderò. Ti donerò il suo cadavere e ne farai quello che vorrai !
Scusi il ritardo, ma conosce la mia situazione.
Mio marito non sa che vado a fare le iniezioni, per questo faccio tardi.
- Non l'ha ancora piantato ? - Magari, signor Gaetano !
Faccio questo lavoro per mettere via i soldi per l'avvocato e poi dividermi.
- Altro che latte. - Non l'ha preso ? - Era una scusa per vedere l'amante.
- E il latte chi lo compra ? - Chi se ne frega ? Siamo qui per scoprirla !
- Una volta scoperta, ammazzo tutti. - Sì, ma prima voglio il latte.
- Vado io a comprarlo. - No, tu vieni con me. - Ma...
(con accento romano) Facciamo presto la puntura, devo distribuire la posta.
- Dove sarà andata ? - Vorrei saperlo. - Sarà entrata in una di queste porte.
- Via ! Fuori di qui ! l mendicanti non possono stare qui. - Cosa dice ?!
Non offenda ! Noi siamo due signori, anzi, un signore e un paralitico.
- Mia moglie è entrata qui, lei l'ha vista ? - Qui ? - Sì.
- Sicuro ? - Sicurissimo. - Ci dica dov'è l'appartamento dell'amante.
Non possiamo bussare a tutte le porte.
Qui non si fanno sozzerie, ma se si fanno... solo là dentro. Capito ?
- Ci sono un sacco di belle ragazze. - Se vengo qua, non dormo la notte.
Visto ? Prima era una casa principesca e ora è una casa di donne nude.
- Cognato, è una casa d'appuntamento ! Siamo fortunati. - Un corno !
- Lì dentro c'è mia moglie ! - Sì, ma ci sono altre donne nude.
- ''Schuman, haute couture''... Cos'è ? - Una targa camuffata per la polizia.
- Portami dentro. - Ammazzo tutti ! - Femmine, arrivo io !
(MUSlCA)
(Direttrice) Bambola rosa. Sogno di mezza estate. lntimità.
(Direttrice) Autunno.
(FRANCO ANNASPA) Qui siamo in piena dolce vita !
(sussultando) Mi fa male il cuore !
- (Direttrice) Nuvola d'argento. - Chissà quanto costeranno ?
lo vendo tutto, anche la carrozzella, per andare con una di quelle.
Non siamo qui per divertirci, io devo fare una carneficina !
- Ma che dici ? E poi Dina non c'è. - Dobbiamo trovarla, è entrata qui.
Non preoccuparti, vedrai che scenderà.
(Direttrice) lnquietudine.
- Signore, è pratico dell'ambiente ? - (con accento straniero) Abbastanza.
- Accompagno spesso mia moglie. - Che ? - E mia figlia. - Sua figlia ?
''Yes''... La moglie deve levarsi certe voglie e io mi diverto a guardare.
- Lei porta sua moglie e sua figlia a togliersi le voglie ? - Certo.
- Lei non è venuto con la sua ? - lo non sono sposato.
- Qui c'è la moglie di mio cognato. - Ah ! - Fa la ''bottana''. - ''Yes''.
- (Direttrice) ''Souvenir de Paris.'' - ''Vous avez''... scelto qualcosa ?
- Non è tanto facile ! - No ? - Mi dica una cosa, ''s'il vous plaît .''
- Quando uno ha scelto, poi dove va ? - (in francese) Non si preoccupi.
(con accento francese) Se è per questione di denaro, venga da me.
Joujou è il mio nome.
Ursula... vieni.
(Franco) Ursula !
Che Ursula... Ah !
- Vi piace ? - Moltissimo. Senta... - Sì ?
- Posso scegliere ? - Ma certamente. Anzi, può sceglierne anche altre.
No, no, mi basta lei. Anzi, me ne avanza.
- Senta, ''s'il vous plaît ''. - Prego. - Quanto costa ?
- Naturalmente, con lo sconto. - Ne parliamo dopo.
- Allora gliela tengo in serbo. - Vorrebbe metterla in ghiacciaia ?
- La voglio ''subitissimo'' ! - Dovrà almeno spogliarsi. - Non si preoccupi.
Ci penso io ! ''Ursuluzza'', vieni dal lupo !
- (Cliente) Mi raccomando, che mia moglie non sappia nulla. - Ursula !
(URSULA GRlDA) La lasci !
- Ma lei come si permette ? - Ma mi volete rovinare ?!
- lo sono un paralitico ! - Ma cosa combina ? - E questo chi è ?
- Questa ragazza me l'ha data Joujou. - Cosa dice ? - La prendo a schiaffi.
- Vada di là, ce ne sono tante ! - Lei farnetica ! - Ma cosa succede ?
Diglielo, Joujou, che ho scelto questa ragazza e tu me l'hai data.
- No ! Lei ha scelto il ''dessous''. - Cosa ? - Ho detto il ''di sotto''.
Cos'avrei dovuto scegliere ? ll di sopra ? Ursula !
(URLA DELLE RAGAZZE)
Vergognatevi ! Donne perdute ! (URLA DELLE RAGAZZE)
- lo ammazzo tutti ! - Fermo ! - Fermo ! - Che le salta in mente ?
Ecco il ruffiano ! Dov'è mia moglie, Dina lngracchia ?
Calmati, cognato mio ! Sai bene come succede in queste case d'appuntamento.
- E' un'associazione a delinquere. - Come si permette ?
- ll mio è un grande atelier. - Questa è una fabbrica di corna.
E dove ci sono corna, c'è Dina lngracchia, moglie di mio cognato.
- Mi avete rovinato il défilé. lo vi denuncio ! - Che ?
- Vi denuncio. - No, vi denuncio io per occultamento di moglie disonorata.
- Via ! - A me ? - Via ! - Non dovete toccarlo, è il cognato di un parà !
Donne nude, ruffiani, mariti che portano le mogli a farsi cornificare.
Là dentro c'è il sexy di notte, sexy di giorno, sexy di pomeriggio...
- Bisogna irrompere ! - lrrompiamo. - Per favore ! Decido io o no ? - Sì.
- ll commissario sono io. - E io sono un parà.
La sera del 7 settembre, il comandante disse: ''Fuori il primo''.
- ll paracadute non si è aperto. - Sì, ma questo è un altro fatto.
- Non confondiamo, per favore ! Non confondiamo ! - Cosa diceva lei ?
- Lui parla di irrompere. - lrrompiamo. - E' facile ?
- La polizia irrompe sui due piedi ? - Due piedi, quattro, otto...
Un reggimento, un battaglione, con bombe atomiche, carri armati...
- Giovanotto ! Non gridate ! - Non gridare. - Grido io, chiaro ?
- Deve gridare solo il commissario ! - Zitto, che irrompe ! - Per favore !
- Dica. - Per irrompere, ci vogliono delle prove lampanti !
Prove ? Allora non mi sono spiegato. Lì dentro c'è mia moglie !
- Lui è testimone, vero ? Dillo ! - E' così.
lo volevo andare a comprare il latte, ma lui ha insistito.
- Vieni, ti invito alla carneficina. - Carneficina ?
- Chi ha detto ''carneficina'' ? - Tu. - (ridendo) Sono cose che si dicono...
Se l'avesse visto in quel momento !
Caro cognato, hai detto: ''L'ammazzo !''. Delitto passionale.
- E' così ? C'era nell'aria un delitto premeditato ? - (Franco) Sì, sì.
- Magari volevate anche il mio aiuto ? - Eh ! - Che delitto e delitto !
- lo sono venuto qui solo per chiedere giustizia. - Mi spiego.
(COLPl ALLA PORTA) Avanti.
- C'è quella signora... - Vengo. - Le dica di aspettare.
- Qui dobbiamo irrompere. - Di cosa vi impicciate ? - Dobbiamo irrompere.
- Non può interrompere per irrompere. - Un momento ! Stabilisco io !
- ll commissario sono io ! - Prego. - Allora che facciamo ?
- Commissario, quella ha fretta. Dice che il marito... - Ho capito !
Ti ho già detto di non gridare, è un segreto. Non vuoi proprio capire.
ll commissario ha i segreti con le signore.
- Un povero cornuto come te, invece, deve aspettare. - La vuoi finire ?
- Non sono cornuto, sono tuo cognato. - Va bene, sei un cognato cornuto.
E' imbarazzante per noi della polizia. Se si sa in giro delle iniezioni...
ln fondo, commissario, si tratta solo di una scorpacciata di nespole.
Lo so, ma ci rende un po' ridicoli. Qui in ufficio, ci siamo indeboliti.
- Non ne avrà parlato in giro, vero ? - Ma si immagini ! Chi parla ?
- E poi, con la mia situazione familiare... - Lei è maritata ?
- Meglio non parlarne. - Ah ! - E i pantaloni ? - Ah, sì !
- (Commissario) Si volti, mi vergogno. - (Dina) Andiamo, commissario !
(Dina) Ogni giorno la stessa storia !
- Ma io questa voce la conosco ! - (Dina) Ne faccio talmente tante...
- A me sembra tua moglie. - Zitto ! - (Commissario) lo sono molto pudico.
(Dina) Vorrei avere io un marito così, invece di quella carogna di Ciccio !
- E' lei ! - Ecco perché il commissario non voleva irrompere !
- Ti fanno male le corna ? - Zitto !
- (Dina) Si distenda. - (Commissario) Mi faccia anche un massaggino.
- A me non ha mai fatto massaggi. - (Dina) Ecco. - (Commissario) Ahi !
- (Dina) Non avrà sentito male ? - (Commissario) No, grazie.
Pure i ringraziamenti.
Questi lettini sono scomodi.
Colagiulo, fai entrare gli altri uno alla volta.
La signora non può perdere tempo, se la debbono fare tutti.
- Hai sentito ? Se la fanno tutti. - Mi metto in coda. - No. - Perché ?
ll momento della carneficina è arrivato !
Ammazza tutti, ma non lei !
Ora sbrighiamo anche i ragazzi. Mi raccomando, la discrezione !
Uno alla volta. Anche tu, vieni !
- Ah ! Si salvi chi può ! - Che c'è ? - Commissario, mi difenda !
- E' mio marito. - E' impazzito ? - Mi tradisci con la questura centrale ?!
- Cosa dice ? - Non sa che vengo qui a fare le punture, chissà cosa crede.
Ah, scusate... C'è un equivoco. lo vorrei chiarire che...
Chiarire ? Mia moglie è con un plotone di uomini in mutande e lei chiarisce ?
Non penserà che io e i miei uomini... Via tutti, ragazzi. Via tutti !
- Via ! - Via ! - Via, via ! - Silenzio ! ll commissario sono io !
- Stai zitto ! - Egregio signore, vorrei chiarire.
La vostra gentile signora è venuta qui a fare delle iniezioni a noi tutti...
..per una certa misura profilattica.
- lniezioni ? - Sì. - Allora questa è un'endovenosa ? Legga, legga !
Un momento, se mi dà il tempo...
- ''Gentilissimo e carissimo 'cornutone'...'' - Eh !
- Sarebbe lei ? - Ciccio lngracchia. Lui è mio cognato. - Non cornuto.
(ll COMMlSSARlO LEGGE SOTTOVOCE)
- Ma è una volgare lettera anonima. - Sì, ma è rivelatrice, accusa.
- Quando l'ha ricevuta ? - Stamattina. - Ci sono notizie fresche di giornata.
Notizie fresche di giornata... (lL COMMlSSARlO RlDE)
Egregio amico, questo, per carità, è il solito disguido penoso.
Se è stato questo Guido Peloso a scrivere, bisogna arrestarlo !
- Giusto. - Eh ! - Non avete capito, si tratta di un disguido postale.
Questa lettera è stata spedita 12 anni fa, nel 1953.
- Ecco il timbro postale. - Eh ? - Nel '53 ?! - (Commissario) Sì.
Sì, guardate. Era l'11 novembre 1953.
- (Ciccio) San Martino. - (Franco) La festa di cornuti. - Già.
Ma a quel tempo, io ero sposato con... Rebecca !
Lo vedi ? La tua ''Rebeccuzza''...
- Lei ti tradiva, non io, imbecille ! - Calma ! - Arrivederla. - Buongiorno.
Non è vero, Rebecca era una santa e stava sempre col fratello paralitico.
- Diglielo ! - Ah, il fratello para... - Ma tu stai in piedi ! - Ah, già !
- Ma tu... non sei paralitico ! - E' vero.
- Che succede ? - (ansimando) E' vero, io cammino ! Non sono paralitico !
Sono stato miracolato ! Santa Rosalia mi ha fatto la grazia !
- lo corro ! - Che corre ?
Qui al commissariato non avvengono miracoli, non ne avvengono !
Lei mi ha detto che sua moglie rimaneva sempre sola in casa.
- Sì, vicino a lui che è il fratello. - Paralitico. - Sì, paralitico...
- Fuori i documenti. - Documenti da paralitico non ne ho. - Che risata !
- Perquisiscilo. - Dovrei avere i documenti del miracolato. - Eh...
- Dovrei andare in Vaticano. - Non mi fa ridere. - Neanch'io rido.
Mi dica un po', il cognome di sua moglie da ragazza era Corallo ?
- No, era Tocchetti. - Tocchetti ? - Rebecca Tocchetti in lngracchia.
- Sono io. - Lui. - Allora dovresti chiamarti Tocchetti anche tu.
- Non Corallo come è scritto qui. - Come ? Tu non fai Tocchetti ?
Be', potrei anche fare ''tronchetti'', ma siccome il lavoro non è tanto,...
..mi adatto anche a fare qualche armadio, quattro sedie...
Ma allora... non eri suo fratello ?
Era come se lo fossi, eravamo intimissimi. Stavamo sempre insieme.
Come se lo fossi ? Allora adesso è tutto chiaro ! Ah !
- Per 11 anni ho mantenuto l'amante di mia moglie ! - Calma !
lo ti ammazzo ! (FRANCO URLA)
lngracchia ! lngracchia ! lngracchia ! (ClCClO FA DEl VERSl CONVULSl)
(ClCClO FA DEl VERSl) Che c'è ?
(ClCClO FA DEl VERSl) Hai fame ? Vuoi la pappina ?
Vai a prendere un gelatino.
Non lamentarti, io sono un tuo amico. Sto amministrando tutti i tuoi soldi.
Ho dato la felicità a tua moglie. (ClCClO MUGOLA)
Non fai niente tutto il giorno e stai sempre seduto. Cosa ti manca ?
Ecco il gelatino. (FRANCO FA DEl VERSETTl)
Dagli il gelatino. Prendilo con la boccuccia !
(ClCClO MUGOLA) Che ? Vuoi andare a nanna ?
Bene, ce ne andiamo subito a nanna.
Tu dormirai nel tuo lettuccio pieno di rose e io aspetto gli eventi.
Andiamo, andiamo ! (ClCCO MUGOLA)
Eccomi qua. Adagio, adagio ! (ClCClO MUGOLA)
- Non fermarti. - Ah !
(Franco) Stai qui buono !
(CLACSON)
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