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Original subtitles

*

*

*

("SELF CONTROL" MALIKA AYANE E ALTARBOY)

Iniziamo?

("SELF CONTROL" CONTINUA)

CARLO: Io, Elio e Adriano eravamo compagni di scuola.

In quel periodo stavamo sempre tutti e tre insieme.

Anche Costanza stava a scuola con noi, ma era amica di Elio.

Lauretta e Arianna erano, invece, amiche di Costanza.

Giocavano con lei a pallavolo

e ce le aveva presentate qualche mese prima.

Lauretta era di Ariccia, di provincia,

e un po' si vergognava che il suo paese fosse famoso

soltanto per la porchetta.

Arianna... era un po' più complicata.

Sempre allegra, solare...

..però, a distanza di tempo,

dopo tutto quello che è successo,

ho capito che quella era soltanto...

..apparenza.

Aveva i suoi fantasmi...

..e nessuno di noi è riuscito a vederli.

D'altronde, chi può vedere davvero quello che ci ostiniamo a nascondere?

DOTTORE: Allora, in alto.

In basso. Sinistra.

Destra.

Dottore, mi scusi,

è che, in realtà, avrei urgenza di farle un po' di domande.

Prego.

Secondo lei, è possibile, in un certo senso,

rivivere delle cose dimenticate?

Non è una domanda semplice.

Le faccio un esempio.

- Si ricorda l'ultima volta che è andato a sciare? - Sì.

Mi descriva la scena.

- Mi ricordo la solita fila per salire e... - E lei riesce a vedersi?

- Sì. - Ecco, questo è il punto.

Il fatto che lei riesca a vedersi significa

che lei non ha semplicemente registrato quello che vedeva,

ma lo ha ricreato.

Quando ricordiamo, aggiungiamo sempre dei particolari a questi ricordi

che andiamo a prendere dal nostro altro vissuto.

E se io le dicessi che io non mi limito a ricrearli?

Dottore, è come se io fossi lì, a 18 anni.

Forse sto avendo delle allucinazioni.

Secondo lei, è possibile che l'incidente che ho avuto...?

Elio, il suo quadro è complesso.

Abbiamo un'amnesia precedente in famiglia,

suo padre ha un decorso neurologico importante...

Però, lei potrebbe darmi qualcosa per controllarle, queste allucinazioni?

Può spiegarsi meglio?

Quando mi risveglio da questi viaggi, da questi sogni, diciamo...

..è come se, nel frattempo, la vita fosse andata avanti,

come se io fossi andato avanti, avessi fatto delle cose...

..però come un sonnambulo. Capisce?

Lei sta rivivendo un trauma

e forse al momento è meglio che se lo riviva fino in fondo.

Come diceva Freud, non so tanto le esperienze

ad avere un effetto traumatico... - Sì, sì, ma lei...

Lei che dice?

Io dico riposo e tranquillità.

(CANCELLO SI APRE)

- Che ti ho chiesto? - Ti rubo poco tempo.

Io ti ho chiesto, anzi, ti ho ordinato

di lasciarmi fuori da 'sta storia.

Ho solo bisogno di parlare un po', tranquilla.

Tranquilla ero un'ora fa a casa mia, seduta sul divano.

- Lì ero tranquilla. - Ehi, ehi.

Cinque minuti ti sto chiedendo, solo cinque.

Due. Mhm?

Mhm.

- Il ragazzo di Arianna, Filippo... - Che palle, Elio!

Com'era lui? Cioè, tu te lo ricordi?

Ti ricordi se lei ti ha mai raccontato qualche cosa, tipo...

Insomma, secondo te, lei aveva paura di lui?

- "Paura"? - Sì. Le menava, Costa'?

Ad Arianna non lo so, però a te un paio di destri te li ha mollati.

A me? Perché?

- Morivi dietro la donna sua. Ci morivi. - Vabbè, lascia stare.

Secondo te, lui potrebbe...?

Cioè, se penso che possa averla uccisa lui?

Io mi ricordo soltanto che era un gran bel ragazzo,

si allenava sempre per non so quale gara ed era un gran coglione,

infatti con lei non c'entrava un cazzo.

Però, alla fine si volevano bene. Non lo so, Elio. Non lo so.

L'hai più rivisto dopo quell'estate?

Ma io non ho più rivisto te, perché dovevo vedere lui? Perché?

Stammi bene, Elio.

Mi è risuccesso.

Ho rivissuto... Ho rivisto...

Mi sono tornati in mente dei momenti di quell'estate.

Mi sono ricordato che giocavamo a biliardino.

Io e te contro Carlo e Adriano. Tu stavi in attacco e io dietro.

La foto. Hai visto il biliardino nella foto.

Il nostro schema, Costanza.

Tu che con l'attaccante la passi dietro e io che tiro col portiere.

Lo sai quali sono state le ultime due volte in cui io e te abbiamo parlato?

La prima era un anno dopo quella maledetta estate.

Stavi una merda. Io non sono neanche riuscita a tirarti fuori di casa.

- Costanza... - La seconda era tre anni dopo.

Nella merda ci stavo io.

E tu lo sai che mi hai detto? Hai detto che stavi rinascendo

perché Isotta ti aveva insegnato a guardare solo avanti.

Continua, Elio. Guarda avanti, non ti fare solo male.

Continua. Bravo.

(MUSICA MALINCONICA)

CRONISTA: Sta per avere inizio...

(VOCE DEL CRONISTA CONTINUA IN SOTTOFONDO)

(VOCI OVATTATE)

(MUSICA DI SUSPENSE)

(VOCI INDISTINTE IN LONTANANZA)

(SIBILO)

(a rallentatore) Eliminato!

LAURA: Grande, Adri'!

ADRIANO: Eh, non è colpa tua, è che ti sei trovato contro Zorzi.

Oh?

- Beh? - Che devo fare? - Come che devi fare? Te ne devi andare.

Eliminato. Caput. Sei fuori.

Ah, vabbè.

FILIPPO: Ah, io sono fuori? ARIANNA: Sì.

FILIPPO: Guarda che è colpa tua. Come faccio a fidarmi?

Ah, è per questo che sei venuto qui, perché non ti fidi?

Guarda che io sono venuto fino a qua per stare con te.

- Ma chi te l'ha chiesto? L'ho fatto per te.

L'ho fatto per stare insieme.

E dai, Arianna! Dai, su, non fare così.

- ADRIANO: Dai un po'. - LAURA: Uno.

("SHOUT" DEPECHE MODE)

- Ecco i gelati. ADRIANO: Grazie.

CARLO: Ma secondo te sono i capelli che mi fregano?

Oppure gli occhiali?

Cioè, se io mi rasassi a zero, senza occhiali?

Perché guarda che il rasato tira, eh.

- Magari piacerei di più. - Di meno è difficile, Ca'.

- Tiè. - No, scusami, perché a me il "Fior di Fragola"?

Perché il "Calippo" al limone era finito.

Ho capito, ma almeno un "Magic Cola", dai!

E poi perché a me? Siamo in tre, facciamo la conta.

Beh, è fantastico.

Una parola: "prepotenti". Ecco cosa siete.

(ADRIANO RIDE)

ADRIANO: Ahó, eh! Va bene provarci una volta, due...

..però poi basta.

Dignità, cazzo! Ci vuole dignità.

- E' una ragazzina. - 'na ragazzina?

Quindi non te rode il culo che gli sta a fa' una sega?

CARLO: Dove?

- Ma chi? ADRIANO: Dai, oh! Ma che non ve ne siete accorti?

Ma una sega-sega? Cioè...? - Eh.

Basta che guardi la faccia di lui.

Sguardo fisso, occhio mezzo chiuso e respiro irregolare.

Raga', è una sega!

Ma secondo voi lui che tipo è?

Uno che si fa fare una sega davanti a tutti che dev'essere?

Un maestro di vita.

- Le mette le mani addosso? - "Le mette le mani addosso"?

- Pari mi' padre. - Beh...

- La... La "pista de botte"? - Eh.

Guardalo.

Tu sei tipo il Camerun. Lui è il Brasile e la Germania messi insieme.

- Non c'hai speranze, eh. - E' vero.

Manco una.

Vogliamo fare quella rivincita a bigliardino?

- Dai. - Facciamola. - Dai.

Però il "Fior di Fragola" lo prendi tu la prossima volta, eh.

ADRIANO: Contaci, Ca'.

Oh, sei pronto?

- "Pronto"? - Eh, lunedì c'è il mercatino in paese.

Ah, il mercatino...

- Ehm... - Avevamo detto di andarci insieme, no? - Sì, sì... Sì.

E' che...

- Ti sei dimenticato. - Mi sono dimenticato, sì.

Dai, ci andiamo la prossima volta, promesso.

Che palle che sei.

(MUSICA MALINCONICA)

(MUSICA ANNI '80 DA JUKEBOX)

Ehilà! Vi offro qualcosa da bere?

Dici? Non sarà un po' troppo?

No, che ne so, è una settimana che state qua, te e gli amici tuoi,

e non ci avete offerto manco un lecca-lecca, eh.

Eh, io veramente stavo andando.

- Ciao. ARIANNA: Ciao.

Ari'?

Ti volevo chiedere scusa per ieri sera. Non so che mi è preso.

Eri un po' strano...

- No, hai detto delle cose strane. Mi hai... - Spaventata?

Inquietata.

Sembravi, sai quei predicatori nei canali regionali

che dicono di aver visto la luce?

- Hai visto la luce? - No, diciamo che non era serata.

- Mhm. - Filippo, poi, mi sembra uno a posto.

E devo dire che state anche molto bene insieme.

- Vabbè, dai, Elio, non esagerare. - No, dico sul serio.

Si vede che avete un rapporto intenso.

Siamo in pausa.

CARMINE: Eccolo qua.

- (in napoletano) Li hai 10 minuti per un amico? - Magari dopo.

Ma certo che li tieni. Vieni.

'azzo, oh! Qua pure state nel lusso voi, eh!

Oh, ricordati che mi devi un favore tu. - Che favore?

Cioè, in verità, sarebbe più giusto dire

che il favore me lo dovresti restituire.

Che è?

Sei uno di quelli che prima si fanno fare i piaceri e poi ti inculano?

Tengo un poco il fiato sul collo.

Non so se mi spiego.

- Quindi non vorrei che... - Me la tenete solo qualche giorno.

No, dai, non ci sto. No.

Oh, guarda che male che va è mia. A voi non succede niente.

Per lo spaccio di droghe leggere si va dai due ai sei anni.

Oh, ma che è 'sta negatività? Mi pari un avvocato, mi pari.

CARMINE: Ah...

..non fare cazzate, guaglio'.

Se succede qualcosa, indovina chi è il responsabile?

(ELIO SOSPIRA)

ISPETTORE: Buongiorno.

(MUSICA DI SUSPENSE)

(con eco) Che posto meraviglioso in cui vivere.

Aveva ragione mia madre, avrei dovuto fare l'avvocato.

ELIO: Il merito è di mia moglie.

Nelle coppie che funzionano è sempre così.

Una ha gusto e l'altro ha culo.

Quanti bei divani...

Uhh!

Com'è comodo!

Ti accoglie.

Il mio, appena mi siedo, mi rimbalza.

Sembra di pietra.

Non mi chiedi di cosa voglio parlare?

Io a mio padre ho dato retta, invece.

Mi ha detto: "Fai tutto quello che vuoi nella vita,"

"meno che il poliziotto." - Un avvocato importante, suo padre.

Sì, molto.

E mi ha insegnato parecchie cose.

Per esempio, che le domande spettano a voi poliziotti.

Ai poliziotti le domande, ai colpevoli le confessioni...

..e agli avvocati le parcelle.

Si è mai chiesto se fosse morto lei a diciott'anni...

..che cosa ricorderebbero i suoi amici?

Non lo so.

Che cosa ricorderebbe di lei Arianna?

Quindi è di questo che voleva parlarmi?

Della sua amnesia, avvocato.

E' strana.

- Tutto circoscritto al campeggio... - Mi rendo conto,

però sono allegate agli atti diverse perizie mediche piuttosto precise.

Immagino che le abbia lette.

A quando risale il suo ultimo ricordo prima dell'amnesia?

Il mio ultimo ricordo di quell'estate siamo io, Carlo e Adriano

che ci prepariamo per andare in vacanza. Poi, basta.

E dopo la scomparsa di Arianna?

Il 10 settembre è il compleanno di mio padre.

Quello del 1990 me lo ricordo.

Di prima ho soltanto... dei flash...

..non dei ricordi veri e propri.

Che cosa ricorda di Arianna?

Mi ricordo le poche volte che l'ho incontrata prima dell'estate.

Che tipo era?

Era diversa da tutti noi.

Era intelligente...

..profonda...

..fragile, anche.

Era innamorato di lei?

Ero solo un ragazzo.

Chi altro si innamora, se non i ragazzi?

Lo sa, vero, che non è a me che dovrebbe fare queste domande?

Arianna ce l'aveva un fidanzato in quel periodo. Ehm...

..Filippo, mi pare.

Questo se lo ricorda, però!

La ringrazio per la visita, ispettore.

Però, se avrà altre domande da farmi,

dovrà passare per le vie ufficiali d'ora in poi.

Grazie, avvocato. Faccia i miei complimenti a sua moglie.

Una casa davvero meravigliosa.

E ci pensi, avvocato.

A cosa?

A cosa avrebbe significato morire a diciott'anni,

invece di essere il più fortunato dei due.

(MUSICA DI SUSPENSE)

- Gori? - Ispettore.

- Com'è andata? - Un muro. Non si schioda.

Di quell'estate si ricorda solo il prima, il dopo

e di quello che è successo al campeggio niente di niente, dice.

Troppo comodo.

Però, una cosa interessante l'ha detta.

Ha nominato il fidanzato di Arianna.

- Guarda a caso, un possibile indiziato se lo ricorda. - Filippo!

Filippo Branca.

Eccolo.

- Che cosa pensa, ispettore? - Penso che ci divertiremo, Gori.

Scusa, ma lo può fare?

Cioè, di venire a casa e farti un interrogatorio?

Tecnicamente, non era un interrogatorio.

- Beh... - Sparava un sacco di cazzate

e poi ogni tanto buttava lì una domandina

come se l'avessi ammazzata io. - Arianna?

Come mai non ci siamo mai andati lì?

Cioè, tu in un bungalow in mezzo al mare?

Così, senza telefono, senza computer, senza niente?

No, dureresti mezza giornata.

Da ragazzo mi piaceva il mare.

Beh, sì, da ragazzo eri diverso.

(MUSICA MALINCONICA)

(MUSICA DI SUSPENSE)

- Buongiorno. UOMO: Buongiorno.

- Dica. - Senta, quelle funzionano?

Vorrei dare un'occhiata alle registrazioni degli ultimi giorni.

Sono immagini private, non si può.

- Lei è della polizia? - Ho la faccia da poliziotto?

- Sono un avvocato. - Capirai! Meglio me sento...

Eh, per lei, in effetti, è meglio.

Gli avvocati pagano.

(MUSICA DI SUSPENSE)

(MUSICA DI SUSPENSE CONTINUA)

UOMO: No, avvoca', così è impossibile.

Due numeri di targa non bastano per risalire al proprietario dell'auto.

Non posso proprio aiutarla, mi dispiace. - In caso ti richiamo.

Quando vuoi. - Grazie, Riccardo. Ma si figuri. Arrivederci.

(MUSICA DI SUSPENSE IN CRESCENDO)

ADRIANO: Ma come "che fai?" Cioè, tutte le volte, o fa freddo,

o ci stanno le zanzare, e questo e quello,

perché te tieni sempre la tenda aperta.

(con eco) Non è possibile.

E' venuta al dente, eh.

Non vorrei dire, ma secondo me è venuta meglio di ieri.

- Beh, peggio è difficile, Ca'. - Io questa so fare.

Costa poco, è buona e riempie. Che vuoi di più? Grazie.

A parte gli scherzi, chiudiamola quella tenda. - Oh, ma che fai?

Cioè, ma ti scordi il meglio? No, questo lo devi mettere, dai.

Certo.

La pasta col tonno...

E' una vita che non la...

Certo, è buona, no?

ADRIANO: Io se mangio un altro po' di pasta col tonno penso che crepo.

Questo passa il convento.

Vicino ai cessi, mi pare coerente.

Ah, pure te sei venuto qua per la pasta col tonno?

- Si è sparsa la voce, Ca'. Grande! - Sta' buono, non c'è bisogno.

Sta' lontano da Arianna o ti ammazzo.

Mhm?

Chiaro, veloce, conciso, no?

Ehi, oh? Siamo in tre.

Vabbè, dai, due e mezzo...

- Sei un coglione, Ca'. Sono un coglione io?

Posso dire una... Mo' lo dico.

Sono l'unico che chiude tutte le notti.

ADRIANO: Ma che cazzo dici?

- A tra poco. - 'ndo vai?

(MUSICA DI SUSPENSE)

FILIPPO: Ah, eccovi. Carine tutte e tre insieme.

ARIANNA: Sì e stavamo pure in pace qui al sole.

LAURA: Noi andiamo a fare un giro. - ARIANNA: Vengo con voi.

E mi molli qua?

Perché? Ora sei geloso pure delle mie amiche?

(MUSICA DI SUSPENSE CONTINUA)

(MUSICA DI SUSPENSE CONTINUA)

COSTANZA: Oh, guardate che sa fa' Filippo!

CARLO: Ammazza! COSTANZA: Eh!

Ma perché non ti porti Carlo in palestra un giorno? Carlo?

Per un po' di esercizio. - Questo io già lo so fare. Guarda.

Beh, devi allenarti tutti i giorni.

Sì, faccio due ore di palestra e il resto vasca.

Cioè, praticamente l'uomo perfetto:

fisico da paura e in più sta tutto il giorno fuori.

E ogni tanto non ti viene da uscire fuori di testa?

Tutte quelle ore in vasca a fare sempre la stessa cosa...

Occhio che questo ti ammazza.

No, so' altre le cose che mi fanno uscire fuori di testa.

Ah, comunque, ci ho iscritti al torneo di beach volley.

- Madonna, riga', sfondiamo tutti! - Figata! Ok, ci sto.

Ho messo pure il nome che mi hai detto te. CARLO: Sì?

Siamo i lupi. - No, le aquile!

ADRIANO: E' che Ariccia è il territorio di aquile e pecore!

LAURA: E invece è terra di stronzi. Ammazza! Grazie, eh.

- Oh, eh? Te invece bravo, eh. - Che cosa? - Eh, "che cosa?"...

Ho beccato "Tarzan". Mi ha detto così...

.."Non facite strunzate."

Perché? - Eh, non lo so. Chiediglielo a lui perché.

Mi ero dimenticato di dirvi che Tarzan mi ha fatto un favore.

Mi ha salvato da quel pariolino incazzato. Come si chiama?

Ah, oddio... - Mamo. "Mamo", Mamo.

Rega', io so' forte coi nomi. Me li ricordo tutti, eh.

E quindi mo' mi ha chiesto un favore.

Beh, occhio, se quello ti chiede un favore non è un bel segno.

Vabbè, più che una richiesta, è stata una specie di ordine.

- Cioè, è stato proprio un ordine. - Che?

- Sì, vabbè, gli dobbiamo tenere una cosa in tenda. - Ah!

Mamma mia, che mi pensavo!

Spazio ne abbiamo... - Sta parlando di hashish, Ca'. Svegliate!

- Hashish? Ma tu sei matto! - No, tu ti fai arrestare.

No, tu sei un grande!

Ahó, a riga', un brindisi alle palle di Elio! Benvenute!

Alle palle di Elio.

Quello che voglio dire è

che, tecnicamente, Tarzan il favore te l'ha chiesto a te.

- Giusto? - Sì. - Eh.

Allora, io dico, visto che in tenda siamo in tre...

..tu il favore glielo puoi fa' pure gratis,

ma a me e a Carlo qualcosa ce deve da'.

O no?

(VOCI INDISTINTE) ADRIANO: Eh? Oh?

- Non lo so. - Ahó! A Ca', vuoi di' qualche cosa pure te?

(gioco) Game over! CARLO: Ecco, ho perso.

200 lire buttate. Ti ho detto che quando sto giocando

non mi devi parlare! ADRIANO: Scusa, Ca', 'na cosa...

FILIPPO: Dimmelo te che hai fatto. - ARIANNA: Non posso.

No, ma lo dovresti sapere.

Ricordati che siamo in pausa.

Non è che ci siamo lasciati definitivamente.

(MUSICA DI SUSPENSE)

FILIPPO: Voglio la verità, Arianna.

Allora dimmi le cose come stanno. Veramente, dai, su.

Non c'è niente da dire, Filippo. Non voglio litigare.

Se non vuoi litigare, allora non mentirmi.

Dimmi come stanno le cose e basta.

Non c'è niente da dire e tu la devi smettere di starmi sempre addosso.

(MUSICA DI SUSPENSE CONTINUA)

Filippo, dai, non fare così.

Vaffanculo, Arianna.

ARIANNA: Elio? Ma che cazzo stai facendo? E' il borsone di Filippo.

- Lo so, scusami. Stavo controllando... - Ma sei impazzito?

Aspetta, fammi parlare.

- Ho seguito Filippo. - Che cazzo hai fatto?

L'ho seguito di nascosto.

- Lo vuoi sapere che ha fatto? - Ma che cazzo sei, uno psicopatico?

Il tuo ragazzo è pericoloso.

Vaffanculo, Elio.

Elio?

Io sono preoccupata.

Elio?

Elio, ma ci sei?

Cioè, Alice non l'ha mai fatto.

Lei a scuola è sempre stata una molto brava, precisa.

Ehm, no, di' un po', scusa...

Quanto hai capito di ciò che ho detto negli ultimi 5 minuti?

Tutto.

- Tu ultimamente ti incanti. - Mi incanto? - Sì.

Te lo dovevo dire. Cioè, non sembri te.

- Sembri... assente. - E che faccio?

Cioè, cammino, mi muovo, parlo?

Che significa? Ma certo che parli!

Comunque, guarda, un giorno ci può pure stare,

perché chi non l'ha fatto?

Ma Alice non è andata a scuola tutta settimana.

Lo capisci che è grave? No, ma infatti, adesso mi sente!

No, no, aspetta. Tu sei troppo agitata, amore.

- Ci parlo io. - Ci parli tu? - Faccio io.

- Ma l'hai capito che le devi dire? - Sì, due settimane.

- No, una! Una, una.

(ELIO BUSSA ALLA PORTA)

- Dai, papà! - Guarda che ho bussato.

Sì, bussi e se ti dicono di entrare, entri.

-Vabbè, da domani mi chiudo a chiave. Va bene, allora da domani busso

e quando mi dicono di entrare, entro.

- Che è successo? - Indovina un po' chi ha chiamato?

- Il preside. E che deve fare, poveretto?

Quello ogni tanto ci tiene a vederti.

- Che c'è? - Dai, non adesso, dai.

Tanto te lo continuo a chiedere finché non rispondi. Che c'è?

Niente. Non mi andava di andare a scuola.

Cioè, non è che ci dev'essere per forza chissà che spiegazione, ecco.

E perché non ti andava?

- Puoi parlare di tutto con me, lo sai. - Dai, papà, veramente.

Questa retorica dei figli che devono dire tutto ai genitori?

Vabbè, scusa, eh! Non vai a scuola da una settimana,

il preside ci chiama qui a casa,

io mi siedo qui tranquillo a dirti che voglio ascoltarti

e sono retorico? Scusa. - Va bene. Allora, inizia tu.

Sono giorni che tu e mamma siete strani. Cos'è successo?

Vabbè, hai ragione.

Sono andato a un funerale.

Di quella ragazza?

Sì.

Non me ne avete mai parlato.

Perché è una storia vecchia. Avevo la tua età. Praticamente una vita fa.

Se è una vita fa, allora perché è così sconvolgente per te e mamma?

Perché ci sono delle cose che passano e altre con cui è più difficile.

Cazzata, papà.

Ci sono cose che seppellisci e altre che decidi di ritirare fuori.

Elio, però, che cazzo!

- Non è vero. - Che cosa non è vero?

Non è vero che posso guardare avanti.

- Le cose sono cambiate. Non ci riesco più. - Che vuoi da me?

Ho bisogno di te.

Guarda che io te ci siamo detti una cosa quando avevamo 14 anni

e io me la ricordo perfettamente. - Cosa?

Che ci saremmo sempre stati l'uno per l'altra.

- Quanto cazzo eravamo... - Retorici. - Retorici.

Sì. Da fare schifo.

- Mi accompagni in un posto? - No.

- In nome della nostra amicizia. - Che palle che sei, Elio. No.

No.

Oh.

CARLO: Ragazzi, ma voi siete matti.

Ma io domani mattina ho la messa alle 6:00.

A quest'ora dovrei dormire.

Già che il "Padre Nostro" fatico di mio a ricordarlo...

Me lo sono sempre chiesto. Perché le messe si fanno così presto?

- Per rompere i coglioni. - A noi preti. Eh!

Quindi?

E' successa una cosa.

Mi sono tornati in mente dei flash di quell'estate.

Solo che questa volta non voglio fare finta di niente.

- Voglio provarci. - A fare che?

A salvare quello che ho perso.

- Aiutatemi a ricordare. - Come?

Dandomi tutte le informazioni possibili su quell'estate.

Voglio sapere tutto sui posti, le persone,

su quello che facevamo, su chi c'era.

- Che ne so, il bagnino chi era? - Ah! - Mimmo.

- Mimmone. - Il gigante.

Giocava sempre in squadra con me, per questo vincevo sempre.

ELIO: Bravi. Cose così, cose su di noi, sul campeggio...

..su Arianna...

..sul suo ragazzo, per esempio. - Che stronzo che era.

Però era fico. Stronzo, ma fico.

ELIO: Ecco. Voglio sapere tutto quello che vi ricordate.

Tutto. - Tutto...

Io mi ricordo il torneo di beach volley.

Che pippa che ero! (CARLO RIDE)

Le foto di Costanza. Ti ricordi? Sempre lì, pronta con la macchinetta.

Noi che giocavamo a biliardino. Anche lì una pippa colossale!

Quando mi avete lasciato senza costume, eh?

Che scherzo del cazzo!

Cioè, pesante, no?

Che vergogna! Voi ragazze mi avete visto nudo.

- No, io non c'ero. - Ma sì che c'eri!

No, ti giuro, me lo ricorderei.

Comunque, il concetto è chiaro.

Tutto.

Ai ricordi.

(TINTINNIO)

("BOYS" SABRINA SALERNO)

- Ma non si incazzano qua se fumi? - Ma no. Pace e bene.

("BOYS" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

- Eh? - Eh, niente, Ca'... Mi sa che non scopi manco stavolta.

Ahh! Vieni qua! Vieni qua!

("BOYS" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

No, no, no!

ADRIANO: Oh, Dio, ma quanta gliene hai messa?

Gli hai fatto lo shampoo!

("BOYS" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

Ragazzi, c'è un problema.

Un gin tonic costa 5.000 lire.

Ah, beh, io faccio come l'altra volta e non me lo faccio mettere il gin.

No, cioè, è che l'importante è che sembri gin tonic, no? Per le ragazze.

- Che cazzo ridete? - Oh?

Forse non ci siamo capiti.

Qual era la regola? A quanti metri ci dovete stare te e gli amici tuoi?

Che ci volete offri' da bere un'altra volta?

Andiamo a parlare fuori? Eh? Facciamo così? - Dai.

Ti do cinque secondi.

Io invece te ne do tre.

Per farmi ballare.

("PUMP UP THE JAM" TECHNOTRONIC IN SOTTOFONDO)

CARLO: Beh, si è risolta così?

Si è risolta così.

FILIPPO: Ti rendi conto di quello che ha fatto?

Te ne rendi conto o no? Ah, non hai fatto niente?

ADRIANO: Dai, andiamo a balla'. Andiamo, dai. Oh, Ca'?

("PUMP UP THE JAM" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

("PUMP UP THE JAM" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

("AMORE DISPERATO" NADA IN SOTTOFONDO)

(CANTANO "AMORE DISPERATO")

(CONTINUANO A CANTARE "AMORE DISPERATO")

("AMORE DISPERATO" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

("AMORE DISPERATO" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

FILIPPO: Dici che siamo in pausa e invece ti vai a scopare la gente.

Mi dici chi cazzo è?

E' lui?

Filippo!

- Ma che cazzo fai?! RAGAZZA: Beh, ma è pazzo!

Ma vaffanculo!

("AMORE DISPERATO" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA DI SUSPENSE)

(SOSPIRA)

(MUSICA DI SUSPENSE CONTINUA)

- Ciao. - Ciao.

Sono riuscito a recuperare qualche traccia

e qualche altra, con un po' di fortuna, la recupererò.

- Facci sentire. - Sì.

(MUSICA DI SUSPENSE CONTINUA)

(MUSICA MALINCONICA)

RAGAZZO: Arianna, questa cassetta è per te.

Non è facile per me adesso stare qui a...

Vabbè... (SI SCHIARISCE LA VOCE)

Da quando ti ho conosciuta non riesco a smettere di pensarti.

Ma potrebbe essere Santamaria?

Tu sei così bella che...

Che tante volte ho pensato: "Ok, adesso vado lì e glielo dico."

Ma poi non ho avuto il coraggio.

E, insomma, lo faccio adesso.

Tu per me sei unica.

Tu per me sei... Sei un'ossessione.

Tu sei una magnifica ossessione.

Per te. (RIDACCHIA)

(MUSICA DI SUSPENSE)

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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