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(un cm: ABBAIA)
(SUONO DI PIANOFORTE)
MADRE: Oh, no.
(UNA DONNA URLA)
MADRE: L'arte è per voi!
La stessa posizione sua, identica alla sua.
Stava sempre con le gambe intrecciate, ci dormiva pure.
Io gli dicevo: "Come fai a dormire con le gambe incrociate?"
Identica!
Però, di faccia non gli somigli.
Tua cugina Perla gli somigliava, era spiccicata a lui.
Sai a chi assomigli te? A nonna Anita. Te la ricordi?
Era il più bello del quartiere.
Bello I11I0.
Eccolo là, sta lassù su quell'aereo e ti guarda.
Sta sempre con te, pure la notte.
VOCE MASCHILE: Sei stata bravissima.
Non correre, vai piano. Tanto è uguale.
(CAMPANELLO)
AMICHE1TO: Facciamo un mercatino? BAMBINA: No. Oggi no.
- Allora resto un po' qui con te? - No. Oggi no che adesso arriva.
Allora domani?
(SUONA IL SASSOFONO)
Avevamo detto oggi?
MADRE: Sì, ora mangiamo.
Prendi anche le carote per Marcel, se no va male di stomaco.
Devi mangiare le carote, se no vai male di stomaco.
Marca, mangia. Mangia.
Dai che ti piacciono, dai!
Qui, qua.
(SUONA IL SASSOFONO)
Ti è piaciuto, Marcel?
Brava, ti sei molto impegnata.
Ricorda che all'arte si deve la vita.
Domani vediamo.
Sparecchia.
(RIDE)
(MARCEL GUAISCE)
Oh! Oh, no.
Shh!
No, vai. Oh, no!
(MARCEL ABBAIA)
Oh, no!
(LA DONNA FA VERSI E GRIDOLINI)
Oh!
(VERSO)
Oh!
(APPLAUSI)
L'arte è per voi!
Grazie.
Grazie.
Sei stata magnifica!
Poi stanotte ti ho pensato e ho scritto due righe
per esprimerti la mia devozione. Leggi, leggi, leggi.
Ecco. Per te.
Marcel?
Marce“. Marce“.!
Marce“.!
Marce“.!
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
- Ciao. - Ciao.
(“MORE Dì OGGETTO ORE CADE) Marca?
(RUMORE DI OGGETTO CHE CADE)
Marce“.!
Era bellissimo con questa camicia!
Una bellezza! E poi questa cascata di riccioli
di boccoli sui fiori, non si capiva più qual era il fiore.
Bellissimo! Ecco.
Ecco.
(PIANGE)
- Giochiamo alla guerra? - Devo fare la spesa adesso.
- E dopo? - E dopo devo fare delle cose con la spesa.
- E dopo dopo? - Mi hai rotto.
Marcel, sei tu? Non sei tu.
Ho fatto il brodo. Devi mangiare.
Non posso, non voglio mangiare.
Io ti annienterò!
(RUMORE DI RUOTE DI PMTINI)
Io penso che tu sei deficiente.
- Quanto amavah sua camma Marca? - Tanto.
(TUONI IN LONTANANZA)
(LE MONETE CADONO)
(TUONI IN LONTANANZA)
Cosa cerchiamo, se non risposte? Se non ritorni?
(TUONI IN LONTANANZA)
(MARCEL GUAISCE)
(MARCE. GWMSCE) Shh.
(TUONO)
(MARCEL GUAISCE)
(TONFO E sumo)
(TUONO)
Dove sarà Marca?
Magari sta su un aereo adesso.
(CAMPANELLO)
MADRE: Marcel?
Marcel?
VOCE FEMMINILE: Ecco qua, ora lei cerca.
Cerca, cerca!
Dov'è, dov'è, dov'è?
- È qui. È là. MADRE: Dove?
Eh! (LA DONNA SI LAMENTA)
VOCE FEMMINILE: Nostòs, nostòs.
Il suo viaggio che è come un esser per mare.
- È un andare che è un soffrire. - Sì.
(PARLA IN casco)
Eccolo. Ecco Marcel!
- Oh, è un cucciolo. - Sì.
L'hanno abbandonato in un cartone.
Eccolo. Corri, corri Marcel!
Cerca il tuo Marcel. Sceglilo tra di loro. Scegli Marcel.
DONNA: Vieni. Sì, tu.
Vieni, vieni, vieni.
Vai, vai, vai.
- Mi sono distratta, mi sono voltata. - Si volti.
E quando mi sono voltata lui non c'era più.
Si volti!
(s1 LAMENTA)
. . Non se: Iul. \ u' \ n' Non e Iul. Non e Iul.
(LA DONNA URLA)
"O" E Illll.
Non ha funzionato.
(LA PORTA SI APRE)
Metti "Essente e profumi".
Metto "Fatti a mano"?
- Li avete fatti voi? AMICHE1TO: Sì, a mano.
Certo che le vostre cose fanno proprio schifo.
Non dovevo dire "a mano" mi sa.
- Volevo darti questo. - Uh.
Già mi vuoi così bene?
Senti, ti va domani di venire al lotto dieci verso le tre?
Niente è invisibile agli occhi come quello che si vede.
Allora, Denny, li vogliamo buttare oggi questi anelli!
Li stiamo buttando praticamente. Cosa stiamo facendo?
Questo lo potete portare sempre, tutto il giorno.
Vi svegliate al mattino e lo mettete, perché vi dà gioia.
Perché ve lo meritate. Questo è il gioiello che meritate.
Va bene tutto il giorno, magari non ci fate i piatti.
(SQUILLI DI TELEFONO DALLA TV) Denny, che faccio? Posso tenerlo?
non posso resistere.
Prenotato. Complimenti, signora.
NONNA: Ecco qua.
Menomale che ci ha lasciato le sue opere.
Lui era un pittore, un artista.
Tutti nel quartiere dicevano: "Rassegnati, è un artista".
Sapeva dipingere.
Poi era sempre con il sorriso, allegro.
Dove andava lui portava gioia.
Lo amavano tutti.
Era irresistibile.
rimette al mondo: oro giallo.
< Signori, parliamo di una bellezza estrema.
< Parliamo di un gioiello straordinariamente prezioso.
rubino taglio baguette.
(LE BAMBINE RIDONO)
- Ma l'hai rivista? - No, solo ieri.
- E ti ha regalato questo? - Sì.
Puzza dì formaggio'. (LE BAMBINE PANNO)
(LA BAMBINA SUONA IL PIANOFORTE)
(RUMORI DALLA STRADA)
NONNA: Non correre. Dove vai? - Da mamma.
MADRE: Io non cadrò. Io vivrò, io vivrò, io vivrò.
Tu che pesi il cuore leggero come una piuma, è a te che parlo.
Cuore mio, amore mio, cuore mio, amore mio, cuore mio.
Portami con te.
- Signora! Biglietto! - Stai giù.
- Dove va? Il biglietto. - Non lo sapevo.
Come non lo sapeva?
- Un intero e un ridotto. - Ma io sono sola.
La ragazzina non la conosco.
- Come non la conosce? - No.
Deve fare il biglietto, signora. Non può entrare, assolutamente.
Signora, dove va? Dove sta andando?
Signora, venga qui! Venga qui! Signora!
(SUONA IL SASSOFONO)
(GRIDA)
(DELLE MONETE CADONO A TERRA)
(INSIEME) Gralie!
(DELLE MONETE CADONO A TERRA) Gralie.
(LA DONNA PIANGE)
Mamma...
# Dopo questa vita che
# si dimentica di te
# Dopo questo cielo senta arcobaleno
# Dopo la malinconia
# che mi prende a ogni bugia
# Dopo tutta questa voglia di sereno
# Dimmi chi ci sarà #
# Dopo il sogno delle Hawaii
# come tutti i marinai
# Attraverso questo mare di cemento
# Dopo un altro inverno che
# soffia neve su di me
# Che ho già freddo se non sono accanto a te #
(INSIEME) # Devi crederci. Ci sarà
# Una storia d'amore ed un mondo migliore
# Ci sarà
# Un azzurro più intenso e un cielo più immenso
# Ci sarà
# La tua ombra al mio fianco vestita di bianco
# Ci sarà anche un modo... #
Quanto dura? Quanto dura questo strazio?
Quanto dura questo strazio?
# Dopo tanta vanità
# E nessuno che ti dà niente per niente #
# Dopo tutto il male che
# C'è nel mondo intorno a te
# Com'è bello ritrovarti accanto a me #
(INSIEME) # Devi crederci, ci sarà
# Una storia d'amore ed un mondo migliore
# Ci sarà
# Un azzurro più intenso e un cielo più immenso #
(CANZONE IN FRANCESE IN S01TOFONDO)
Irresistibile.
(CANZONE IN INGLESE IN SOTTOFONDO)
Oh!
Non ero così felice da quel giorno al mare. TI ricordi?
Abbiamo tirato le scarpe e poi non le trovavamo più.
Il vento muoveva i capelli davanti alla faccia e non vedevamo più.
E poi andavano via e ci vedevamo di nuovo.
Oh, Dio, mi gira tutto.
E poi ti ricordi come un soffio dentro al vento.
Abbiamo alzato gli occhi e c'erano tutti quei colori.
Dieci, venti...
No, ma che dico, cento aquiloni!
E tu mi hai preso la mano e mi hai detto
"Ecco la dama degli aquiloni."
"Anche noi siamo aquiloni
- e possiamo volare". - Non ero io.
Tu non dormi mai?
La notte è difficile.
(GRUGNITO DEL CINGHIALE)
(SUONA IL CAMPANACCIO)
Cara, care.
- Forse è un po' tardi. - Sono solo le quattro di mattina.
Noi domani andiamo al festival di So va no.
Be', entrate.
(MUSICA DALLA RADIO)
# ...signori nella graziosa e bella #
È stato ferito da un cinghiale, Ares, il più coraggioso.
Tutti l'hanno stanato, era un gigante. Per questo siamo qui.
- È riuscito a scapparci, ma... - Per fortuna.
Come dici? (LA MUSICA SI INTERROMPE)
Vi presento mia cugina e la sua amabile figliuola
di passaggio per So va no, per il festival dei performer di strada.
Degli artisti di strada. Mia cugina fa sempre fatica a mettere l'arte
fuori dalle gallerie dove si staccano gli assegni.
(RIDONO)
In India il cinghiale è sacro.
È segno della forza creatrice che consente di uscire dal caos.
Evidentemente voi amate il caos.
Io un tiro me lo faccio.
Metterà la caccia in una dimensione mistica.
Grazie.
Nelle culture mediterranee
il cinghiale incarna le forte oscure dell'oltretomba
perché si aggira di notte, cieco distruttore con le zanne affilate.
Per questo usciamo, per ricacciare l'oltretomba nelle sue tenebre.
E perché bisogna cacciare l'oltretomba?
Non c'è niente da mangiare?
(SUONO DI SHAMISEN)
L'oltretomba è qui. Bisogna custodirlo, indagarlo.
Non c'è spirito creativo in voi.
C'è più morte in voi che nel cinghiale. Io spero che vi scappi.
Mia cugina ha un cagnolino artista, fanno un numero meraviglioso.
Mostraci il tuo numero!
Ma dov'è Marcel?
Marca 'e morto.
- Che cos'è'questa musica? UOMO: E giapponese.
Àh!
Non sapevamo che venissi
altrimenti avremmo fatto scegliere a te la musica.
Non è che io non ami la musica giapponese
è che è sbagliata per voi.
Mia cugina compra le crostate al supermercato
e poi le mette nelle scatole della pasticceria più cara.
(RIDENDO) Che scioccheua.
Da dove venite di bello?
Dal posto con le risposte.
Mia cugina ama i segni, lei li sa leggere.
Io non amo i segni, io ascolto la divinazione.
La realtà profonda non si legge come il quotidiano.
Non è un fondo di giornale.
La realtà profonda si interroga.
UOMO: E questa realtà profonda la interrogherebbe per noi?
- Pendolo o i ching? - Pendolo.
Destra-sinistra significa "no".
Su e giù significa "sì", tutto il resto e "forse".
Domande semplici. Comincio io.
È vero che la scatola della crostata è finta?
(RISATE) Ah.
' UOMO: E ancora vivo il cinghiale?
È vicino?
Marcel, sei nell'oltretomba?
Marca, hai fatto una bruma mafie?
UOMO: Ti hanno ucciso, Marcel?
Una notte di tempesta, un cacciatore stanco della battuta
trovò riparo in una casa in meno ad un bosco.
La casa era vicina ad un dirupo.
C'era vento e la porta era aperta.
E la porta, con il vento, parlava.
Ma non C' era NESSUNO.
Il cacciatore era stanco e si addormentò.
Gli vennero in sogno una donna ed un uomo.
La donna aveva gli occhi bianchi e l'uomo una cicatrice.
Gli dissero il loro nome.
AI risveglio, il cacciatore scappò via.
Tempo dopo, ad una cena, gli dissero il nome di quel dirupo.
Era il nome di quella coppia
morta in quella casa anni e anni prima.
Marca 'e sempre con ML.
Marcel è il cinghiale che voi cercate.
Purtroppo non ci sono stante, potete sistemarvi nel fienile.
Buonanotte a tutti.
Sai cos'è questo?
- Un bono. - No.
È uno scrigno.
E lo sai perché lo abbiamo messo qua?
Perché tu hai un cuore grande e il mondo è un posto crudele.
E, allora, lo scrigno lo tiene al riparo.
Non si può aprire?
Guarda.
Questa è la pergamena del tuo cuore.
Bacia la pergamena del tuo cuore.
È la cosa più preziosa che possiedi.
Solo tu hai la chiave, mamma?
Io e chi ti porterà davvero nel cuore.
(COLPI ALLA PORTA)
Dormito bene nella casa degli animali?
quella ragazzina.
vive come una piccola selvaggia.
< Non ha alcuna attenzione materna nei suoi confronti
presa com'è da sé stessa.
ad aiutarla, una e l'altra.
Ma certe persone non vogliono essere aiutate.
Pensa di essere la reincarnazione di Pina Bausch e Marcel Marceau
in un'unica persona. E quel suo numero...
Te lo farei quel suo numero, una cosina minore.
Questo povero cane, tutto imbellettato.
Volevi qualcosa, tesoro?
All'arte si deve la vita, stasera vinciamo il festival di So va no.
(LA PORTA SI APRE)
Abbaia.
Abbaia. Abbaia.
(LA BAMBINA ABBAIA)
Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
(GRIDA)
(LA DONNA ANSIMA)
(RESPIRA AFFANNOSAMENTE)
(GRIDA)
(GRIDA)
(GRIDA)
Pour toujours Marcel.
(APPLAUSI)
Brava, sembri uguale, identica, al cane.
Come abbai? Faccelo sentire di nuovo.
Che fai? In una serata dedicata all'arte, ma che stai facendo?
Lasciami! Lasciami, ti odio! Lo capisci che ti odio?
L'ho ucciso io Marcel.
Sì, sono stata io. L'ho preso e l'ho buttato di sotto.
Ti odio così tanto!
Bella di nonna, siete tornate?
Amore, ti si è rotta una scarpa? Avete fatto una gita?
Anche noi ne facevamo di gite, tante. Ti ricordi?
Ma lui quante gite faceva?
Con tutta la sua allegria... faceva tante gite.
Il ballo, la festa.
(LA BAMBINA SUONA IL SASSOFONO)
Era il cane di tuo padre.
(SUONO DI MONETA CHE ROTOLA)
Con le ceneri potremmo farne una bella ciotola.
O una graziosa tazzina da caffè.
Per poterlo avere vicino tutte le mattine.
0 un piccolo ciondolino
da portare sempre, che so, vicino al cuore.
- Cenere e basta ne fate? - Cenere e basta?
- Sì. - Certo, sì.
- Allora cenere e basta. - Va bene.
Io, lo faccio io.
(PIANGE)
Mamma.
(SUONA IL SASSOFONO)
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