Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
MOSFILM
Sesta Unità Creativa
- ROMANZA CRUDELE -
Tratto dal dramma di A.N. Ostrovskij "La fidanzata povera"
Sceneggiatura e regia di Eldar RJAZANOV
Direttore della Fotografia Vadim ALISSOV
Scenografia di Aleksandr BORISSOV
Musiche di Andrej PETROV
Sonoro: S. LITVINOV, V. VINOGRADOV
I testi delle romanze sono di: Bella Akhmadulina,
Marina Tsvetaeva, Rudjard Kipling, Eldar Rjazanov
Sottotiloli italiani Eleonora Volpe
Personaggi e interpreti:
Ogudalova - Alissa FRENDLIKH
Larissa - Larissa GUZEEVA
Paratov - Nikita MIKHALKOV
Karandyshev - Andrej MIAGHKOV
Knurov - Aleksej PETRENKO
Vozhevatov - Viktor PROSKURIN
Altri interpreti:
Robinson - Gheorghij BURKOV Ivan - Borislav BRONDUKOV
Efrosinja Potapovna - Tatjana PANKOVA
Gavril - Aleksandr PIATKOV
Capitano - Jury SARANTSEV Modista - Olga VOLKOVA
Ilja - Dmitry BUZYLEV Guljaev - Serghej ARTSYBASHEV
Un ufficiale Aleksandr PANKRATOV-CIORNY
Guardavo l'altra riva del Volga. Si sta così bene là!
Permettete di invitarvi al teatro domani sera.
Danno la "Dama con le camelie". Una tournè della signora Smelskaja.
Vi ringrazio, ma la mamma e io siamo già state invitate.
Mi permettete di chiedervi da chi?
Dal signor Paratov.
Andrete anche voi?
Senza dubbio.
Se ne va anche la mia seconda figlia. Abbiate cura di lei, principe.
Mamma, in nome di Dio, non vi preoccupate.
Getterò ai piedi di vostra figlia tutta Tiflis.
Da dove è saltato fuori questo figlio del Caucaso?
Lo ha portato dagli Ogudalov uno degli ufficiali.
Quel principino, appena ha visto Olga si è messo a tremare tutto. Per due
settimane non ha fatto che metter mano al pugnale per tenere tutti Iontano.
Mammina cara, ma dove mi mandate?!
Andrà tutto bene.
È un personaggio altolocato e ti adora.
E se è straniero che possiamo farci?
Tra i nostri non c'è nessuno che si prenda una moglie senza dote.
- Mammina... - Andrà tutto bene.
- Eccellenza, dove andate? - Ho molta fretta, caro.
Signore, fermatevi! Non si può!
Dove andate, signore?!
Alt!
Non si può salire sul molo a cavallo!
Scusami, sono in ritardo. Porta via il cavallo.
Mea culpa, mea culpa...
Salve, signori!
Zietta, perdonatemi il ritardo. Vogliate accettare i miei auguri.
- Siate felici! - Grazie, Serghej Sergheevitch.
Perchè essere gelosi?
Un gighit come voi ci porta via una così bella ragazza!
I miei marinai si sono ubriacati e hanno arenato la "Zesarevitch".
Tre rimorchiatori l'hanno tirata fuori a stento.
Il molo mi mette sempre tristezza. Gli altri partono e io resto.
Volete che vi porti via?
Proprio adesso! Una sola vostra parola...
Avete perso la ragione!
Decidete. Non avete abbastanza coraggio?
II piroscafo sta per partire.
Non piangete, mammina!
Venite a trovarci a Tiflis!
Non mi dimenticate!
Scrivi, Olenka!
Larissa, scrivete!
Signori, in casa nostra c'è posto per tutti.
Serghej Sergheevitch, la vostra "Rondinella" sta per attraccare.
Che bella! Non volete vendermi la "Rondinella"?
Mai. è la più veloce del Volga.
Che ve ne fate? Voi trasportate carichi.
Voglio unire al trasporto merci anche i passeggeri.
Già, col denaro si possono fare affari.
Beati quelli che hanno tanti soldi!
Ho letto "II nuovo Plutarco, ovvero La vita delle donne famose"
Larissa Dmitrjevna, spiegatemi come mai
le donne, di norma, preferiscono gli uomini dediti al vizio,
piuttosto che gli uomini per bene?
A chi vi riferite?
Lo chiedo così, in generale.
Prego, Larissa Dmitrjevna.
Và un po' indietro. Avvicinati.
- Più vicino. - Avanti, ho detto!
Tutto questo è inutile.
Ecco fatto.
Prego, Larissa Dmitrjevna.
Grazie, Serghej Sergheevitch.
Non romperti il collo.
Quello non è il marito per te. Ma guarda, ci ha messo il pensiero.
È inutile, Julji Kapitonovitch. Quella donna non è fatta per voi.
- Arrivederci, signori. - Buona fortuna!
Paratov sa vivere in modo chic.
Già, se c'è qualcosa che non gli manca, quello è Io chic.
Hai fatto di nuovo la cresta sul resto!
Signora, io faccio tesoro di ogni vostra kopeka.
Dov'è la moneta da 10 kopeke?
Mammina, per sciocchezze simili...
Al mercato hanno certi prezzi!
Conosco i prezzi del mercato!
Apro da sola.
Siamo troppo orgogliose per tirare sul prezzo. Ci piace fare le signore!
Arrivo! Ma che impazienza!
Kharita Ighnatevna, buon giorno.
Auguri per la "neonata".
Ero presente quando smistavano i telegrammi, ed ecco qui...
Anna, da Montecarlo
e Olga, da Tiflis. Saranno auguri, probabilmente.
Ho voluto recapitarli personalmente per farveli avere prima.
E Larissa Dmitrjevna?
È occupata. Vi aspettiamo a pranzo.
Verrò senz'altro. Arrivederci.
- Da Olja, gli auguri. - Dammi, presto!
Sono arrivati bene. Questo è di Anna.
Da Montecarlo. Sarà un anno che non scrive.
"Mamma, è avvenuta una disgrazia...
Mio marito è stato accusato di barare a carte. Non sappiamo
come pagare l'albergo e non abbiamo denaro per tornare a Francoforte.
Mandami urgentemente 700 rubli. Ti imploro, salvami. Anna"
Eccomi servita.
Ero così contenta che avesse sposato uno straniero.
E invece si è rivelato un baro.
Potremmo ipotecare la casa?
Ma che bella idea! è già ipotecata da un pezzo.
Con quale denaro vivremo? 700 rubli...
- Prego. - Grazie, signor Vozhevatov.
Vassilij Danilovitch!
Mokij Parmenovitch, i miei rispetti.
Comprate la chiatta a poco prezzo.
A poco prezzo!
Si capisce, altrimenti che senso avrebbe comprarla?
Ci vediamo oggi dagli Ogudalov?
Kharita Ighnatevna ci ha invitati...
Andiamoci, Mokij Parmenovitch.
La signorina è graziosa, suona, canta.
L'atmosfera è libera.
Ricevono tanta gente diversa.
La quale poi ti incontra e si mette a seccarti coi suoi discorsi.
Ho acquistato un dono per Larissa.
- È costoso? - 500.
Visto che comprate la chiatta a buon mercato, potete spendere il guadagno.
- Sono in ritardo? - Lo siete.
Larissa Dmitjevna, auguri!
Perdonatemi, sono stato trattenuto dal soprintendente.
- Siamo liete. Svestitevi. - Vi ringrazio.
Kharita Ighnatevna, auguri per la neonata!
II soprintendente mi ha...
Brindiamo all'abbellimento della città: A Larissa Dmitrjevna!
Alla vostra salute.
Ho sentito dire che Larissa Dmitrjevna canta molto bene. Preghiamola.
Con piacere, signori. Un po' più tardi.
Va bene, aspetteremo, ma non ce ne andremo senza una canzone.
Vi prego, servitevi. Quel che Dio ci manda.
Lo dico a lui...
Hai ringraziato Vassja per il regalo?
- Grazie, è molto grazioso. - Non è che una sciocchezza.
Sai quanto costa una cosa del genere?
Vorrei pronunciare un brindisi in vostro onore...
Signor Karandyshev, non è educato. Larissa Dmitrjevna è occupata.
"E al primo ussaro aprì il suo album"...
Il resto è tutto da ridere. Lo racconterò dopo.
Occupati degli ospiti.
Ancora champagne!
Ecco la frutta, cari ospiti!
Mokij Parmenovitch...
Volevo fare un regalo a mia figlia per il suo compleanno.
Ma è caro, non me Io posso permettere.
Quanto?
Costa 500 rubli.
Magari! Tutti e 700!
E voi cosa pensate di vostra figlia? Che cos'è?
Non so cosa pensare. Non mi resta che ascoltare voi.
In Larissa Dmitrjevna non c'è nulla di terreno, di comune.
Non ce n'è.
- È eterea! - Avete ragione.
- È nata per brillare. - Per brillare.
Davvero, non so proprio come ringraziarvi!
Sciocchezze.
Dio, perdonami, non è per me stessa che mi dò da fare!
In tribunale ho sentito un curioso versetto
da uno degli impiegati.
"Prendi! Non ci vuol grande scienza! Prendi tutto quel che puoi prendere.
Perchè avremmo le mani, se non per prendere?"
Già, dal tribunale esci nudo.
E scalzo!
E io, invece, non prendo bustarelle.
Vivete del solo stipendio?
II fatto è che nessuno vi dà niente. Non avete un posto redditizio.
Se vi offrissero le bustarelle, e voi, invece, le rifiutaste...
Dove vai? Comportati in modo decente.
Serghej Sergheevitch, caro, vi aspettavamo con impazienza!
Buon giorno, signori!
- Buon giorno. - Salve.
Vi prego, accomodatevi.
Signori, voglio proporre un brindisi...
Aspettate.
Auguri!
Permettete che vi metta questa sciocchezzuola personalmente.
Buon compleanno!
Vi ringrazio.
Come siete caro! Sorprendente! Un bicchierino di penalità!
Ringrazia...
Alla salute della festeggiata, signori!
Sorprendente!
Avevate promesso di cantare. Penso che sia giunto il momento.
Con piacere.
Fateci questo regalo.
Prendete posto, signori!
"Sotto la carezza d'una morbida coperta,
richiamo il sogno dell'altra notte.
Cosa mai sarà stato? Chi di noi due è il vincitore?
Chi Io sconfitto?
Ripensandoci di nuovo,
soffro ancora e ancor.
In quel di cui non so il nome,
in quel di cui non so il nome,
c'è stato amor?
Chi è stato il cacciatore e chi la preda?
Tutto confuso, tutto alla rovescia!
Cos'ha compreso, facendo le fusa,
il gatto siberiano, il gatto siberiano?
In quel duello di ritrosie
chi di noi due è stato solo un balocco per l'altro?
II vostro o il mio cuore,
il vostro o il mio cuor
in quel gioco è andato?
Cosa, dunque, sarà mai stato?
Cos'è che tanto si fa desiderare e tanto duol?
E ancor non so: Ho vinto?
E ancor non so: Ho vinto?
O son forse stata vinta?
O son forse stata vinta?"
Brava!
Questa donna è nata per il lusso.
Un diamante richiede una ricca montatura.
E un buon gioielliere.
Signori, Paratov, Serghej Sergheevitch.
Larissa Dmitrjevna, oso sperare che il primo ballo sia mio?
- Perdonate, il vostro nome? - Ivan Petrovitch Semjonovskij.
Posso dunque sperare?
Si dice che siate bravo a tirare.
Colpireste un bicchiere da 12 passi?
Lo colpirò.
Allora, vogliamo uscire nel cortile?
- Fa freschetto. - Non volete rischiare?
Ivan Petrovitch, non sta bene.
Ma voi stesso...
Abbiate la compiacenza di provare così.
Signori, perchè arrivare a questi estremi?
Questo è troppo!
Zietta, compreremo un bicchiere nuovo.
Paratov tira sempre fuori qualche diavoleria.
- Avete paura? - Io non ho paura di nulla.
Sparate, allora!
Coraggio.
Vi prego di accomodarvi in casa. Ora prenderemo il tè.
Bravo!
Un ottimo colpo, complimenti!
E ora voglio mostrarvi come Io faccio io.
Tenete l'orologio stendendo il braccio
e io ve Io farò scappare di mano con una pallottola da 12 passi.
Che c'è?
Non so fino a che punto sia preciso il vostro tiro.
Come volete. Chi vuol rischiare?
Io!
- Larissa Dmitrjevna! - Si, Serghej Sergheevitch?
- Non avete paura? - Con voi non ho paura di nulla.
- Non Io permetterò! - Lascia perdere, Julij Kapitonovitch.
- Non tentare Iddio! - Và via, Vassja, non dare fastidio.
Non dategli retta!
È forse possibile non dargli retta?
- Perchè siete così sicura di lui? - è forse possibile diversamente?
Non sparate, vi prego, siete senza cuore!
Non sparate!
Così posso anche sbagliare la mira!
Serghej Sergheevitch, sparate!
Era un buon orologio, costoso...
Ah, monellaccio, sono stata così in ansia!
Nel Caucaso ne succedevano di peggio.
Julij Kapitonovitch, ci chiamano a prendere il tè con la marmellata.
Come avete fatto a stare ferma davanti a una pistola?
Non Io so.
Serghej Sergheevitch!
Larissa Dmitrjevna, dove siete?
La mamma mi ha mandata a prendere la marmellata.
- E voi cosa fate? - La mangio. Ne volete?
Molto.
Vi siete sporcata...
Serghej Sergheevitch, dove siete?
Non si vede nemmeno Larissa Dmitrjevna.
È molto buona.
Se desiderate sparare, dovete prima caricare la pistola.
Si vede che la vostra non è carica.
La mano! Che siate tutti maledetti!
Dove vai?
Mamma, non mi fermate.
Chi è? è arrivato Paratov?
Si.
Perchè mi guardi così?
Pensi che non capisca? Non sono una donna, forse?
Magari, il destino ti farà la grazia...
Vai.
Ma non tornare tardi.
Via!
Vorreste vedere la mia "Rondinella"?
Tra poco finirà la stagione della navigazione.
Ho sentito dire che la "Rondinella" è ì imbarcazione più veloce del Volga.
La "Rondinella" è pronta a salpare!
Larissa Dmitrjevna, vi presento il signor Mikhin, il capitano.
Non vorreste fare un giro sul Volga?
Questo è il cuore della "Rondinella".
Venite.
I motori! Kuzmitch, avvia!
Ha una potenza di 500 cavalli.
Aumenta, Kuzmitch.
Che forza!
Perchè il cannone ha sparato?
Quando mi salutano, sparano sempre il cannone.
Un omaggio al mio amor proprio.
Venite sul pontile del capitano. Fate attenzione.
Qui starete più al caldo.
Non vorreste mettervi al posto del timoniere?
Avete indovinato il mio sogno.
Jegor, consegna il timone.
Agli ordini.
Come si fa?
Una manina qui, ì altra qui, così.
Vedete quella boa bianca?
Deve trovarsi a tribordo.
Chi è là?
- Capitano! - Agli ordini!
Chi è che ci manda il fumo nel naso?
La "Santa Olga".
Allora, Larissa Dmitrjevna, superariamo la "Santa Olga"?
Superiamola!
Prima, però, bisogna dare il segnale.
Forza, due brevi... e uno lungo.
Jegor, forza, prendi il timone!
Larissa Dmitrjevna, questo è compito da uomini.
- Avanti tutta! - Agli ordini!
Avanti tutta!
Serghej Sergheevitch, più presto. Non ce la faremo!
Capitano, Larissa Dmitrjevna teme che non ce la faremo.
Kuzmitch, dacci sotto ancora un po'.
Accelera, darò a ognuno dei ragazzi un biglietto da dieci!
Grazie. Se dobbiamo saltare in aria, almeno Io faremo insieme.
Due brevi e uno lungo.
- Si può, capitano? - Prego.
Kuzmitch, caro, li abbiamo sorpassati. Grazie.
Per noi è una cosa da nulla, signorina.
- Arrivederci, Kuzmitch. - Arrivederci, signorina.
Allora, non vi è venuta fame?
Si, ho fame.
- Non vorreste cenare con me? - Con gioia.
Allora vi prego di accomodarvi nel salone.
Ho davvero appetito.
"L'irsuto calabrone vola sul luppolo profumato
e la farfalla, sui fiori di campo.
Ma Io zingaro va dove Io portano il desiderio e
la sua stella zingaresca.
Seguiamo dunque la nomade zingara stella,
al tramonto, dove fremon le vele
e negli occhi brilla la malinconia
e i cieli si tingono di rosso.
La serpe si cela fra le rocce,
il puledro corre nella libera steppa
e la figlia degli zingari segue ì amato nella notte,
come vuol la legge del suo sangue.
E insieme vanno incontro al destino,
senza curarsi che porti all'inferno o in paradiso.
Bisogna andar così, senza timori,
sia pur ai confini del mondo, sia pur oltre i confini!"
- Buon giorno, Larissa Dmitrjevna. - Buon giorno.
- Ammirate il Volga? - Il piroscafo.
- Di che piroscafo si tratta? - Della "Rondinella".
Non può essere.
Io lavoro nelle poste e so tutto.
Cocchiere!
Alla stazione!
Perchè non vendete la "Rondinella"?
Ora può succedere qualunque cosa.
Non so se riuscirò a salvare la tenuta. Soprintendenti ladri!
È forse possibile avere fiducia di qualcuno al giorno d'oggi?
La tenuta è antica, di famiglia, ecco quel che mi rattrista.
Mi hanno ridotto alla vendita all'asta, quelle canaglie!
Hai carta e penna?
No. Non ne teniamo se non ce n'è bisogno.
Te le sarai vendute, probabilmente.
Vassilij Danilovitch, puoi venire un momento?
Con Larissa Dmitrjevna mi sento in difetto.
Non ho fatto in tempo a passare da lei.
Spiegale in qualche modo, da amico,
che sono stato costretto a partire con urgenza.
Appena sarò arrivato, le scriverò subito e mi scuserò.
È una persona sensibile, mi perdonerà.
Eppure, sono una canaglia, non le ho detto addio.
Signori, prego, alle vostre carrozze. Il treno sta per partire.
A presto. Che Dio vi accompagni!
"Come una farfalla sulla fiamma,
son irresistibilmente attratta
dall'amore, da quel magico regno
in cui mi chiameranno amata,
dove nessun giorno è uguale all'altro,
dove non avrò timor della tempesta.
O splendido regno Amore,
regno Amore,
solo in te c'è la felicità.
È tutto così cambiato,
a volte non ci sei, a volte menti senza pudore.
E or comprendo: Amore è il regno
in cui ognuno finge.
È una pena, non una colpa,
la mia ingenuità.
Amor è un regno ingannatore,
un regno ingannatore,
in cui ognuno può mentire.
Perchè dinnanzi a te io piango
e rido fuor di luogo?
Amore è un regno ingannatore,
dove ognun può esser traditore.
Ma ecco di nuovo crescer l'erba,
a dispetto di ogni impedimento,
perchè Amore è il regno
della Primavera,
e sol colà esiste la felicità,
esiste la felicita"'.
Delizioso!
- Avete cantato in modo stupendo! - Vi ringrazio.
Champagne, signori!
Sto per piangere. Mi ha fatto la proposta.
Chi è questo Guljaev?
Un direttore di banca, pare che sia di Mosca.
Antipatico.
Capisci, non fa che spendere e spandere.
Al giorno d'oggi non si può vivere senza carrozza.
- E chi Io nega? - Bisogna acquistarla.
E con quale denaro? La casa è ipotecata...
Se influirete sulla decisione di Larissa Dmitrjevna...
Ecco 600 rubli. Ci si può comprare una buona carrozza.
Che Dio ce ne scampi, no...
Ma sono spiccioli, una sciocchezza.
Se Larissa Dmitrjevna accetterà la mia proposta...
Ho grandi progetti.
- Abbiamo un asso nella manica. - E sia come volete, signor mio.
La gallina becca un seme alla volta.
Una lettera di Olga, da Tiflis.
Ci si trova male.
Male!
Perchè vivo?
Non Io so.
Questa è la mia sorpresa.
Avanti, musica!
Larissa Dmitrjevna! Musica, forza, brucia!
E ora, signori, che Larissa Dmitrjevna danzi!
Che danzi!
Non li posso soffrire.
Larissa Dmitrjevna, divina, sto aspettando!
Vi preghiamo!
- Non Io farò. - Dovete.
- Non ne ho voglia... - Mostrateci quanto siete brillante!
Su, fatelo per me.
Che donna straordinaria! Vi prego, fateci vedere che classe!
Fermatevi, signori.
- Siete voi il signor Guljaev? - Sono io...
- Siete in arresto. - Perchè?
Lo sapete bene voi stesso.
Un momento. Il signor Guljaev è un direttore di banca.
È solo il cassiere. è fuggito dalla banca con una grossa somma.
Addio, la festa è finita. Non vogliatemene per questo.
E a noi chi ci paga?
La prossima volta. Ho le mani occupate.
Continuate, signori.
Che terribile scandalo!
Eccoci servite...
Kharita Ighnatevna, come posso aiutarvi?
Grazie, Vassja. Che potresti fare?
Prima, Paratov ha fatto scappare tutti i fidanzati ed è sparito a sua volta.
E ora questo maledetto cassiere...
Non puoi uscire, che tutti ti mostrano a dito.
Per me, ormai, fa Io stesso. Ho perduto ogni sentimento.
Da un pezzo, come in sogno, vedo quel che avviene intorno.
Ah, anima mia, dovremo ricominciare tutto daccapo.
No.
Mi privo di tutto, faccio i salti mortali,
non sono ancora vecchia, potrei trovarmi un buon partito.
Cercatevelo, mammina, ne ho abbastanza di queste umiliazioni.
È meglio umiliarsi un po' da giovani e poi vivere come si deve.
Fingere, mentire?
Si. Nelle nostre condizioni che senso ha fare le innocenti?
II primo che chiederà la mia mano, Io sposerò.
Ricco o povero, non starò a scegliere.
Come vuoi...
Signora, datemi un kopekino...
Magari qualcuno Io desse a me!
- Mamma, siediti. - Siediti tu, figliola.
Lascia che ti aiuti.
Dammi la mano.
Grazie, mamma.
Cocchiere, via!
Ecco, la mia sorte è decisa.
Cosa?
Magnifico! Che ne pensate?
Delizioso!
Fatelo sistemare in una bella scatola.
Senz'altro.
Siete un monello! Così non si può!
Madame, io vado dalla signora Kukushkina.
- Larissa Dmitrjevna... - No...
Faccio da solo.
Non ho ancora avuto da voi una sola carezza.
Dopo, Julij Kapitonovitch.
Fanno 60 rubli, prego.
Cara, andate a prendere un po' d'aria, mentre pago.
Avevate detto 50!
Sono stati scelti i merletti di Bruxelles,
così è venuto più caro.
Sposate una signorina come quella e tirate sul prezzo!
Prendete.
Legatelo con nastri di seta!
Aspetterò fuori.
Permettetemi di presentarvi la mia fidanzata.
Complimenti, Julij Kapitonovitch.
Complimenti anche a voi per la felice scelta.
- Ci inviterete alle nozze? - Senz'altro!
Caro, fà venire la carrozza.
Sono lieto per voi, Julij Kapitonovitch.
Arrivederci, Vassja.
- È la vostra carrozza? - Si, l'ho fatta venire dalla tenuta.
- Và indietro! - Và avanti!
No! Tenete un po'!
Cosa fate? Fermatevi, vi farete male!
- Ve Io proibisco! - Perchè avete avuto fretta?
Julij Kap...
Buon viaggio.
Strano che Io chiamiate Vassja...
È una familiarità.
Ci conosciamo fin da bambini, mi sono abituata così.
Bisogna rinunciare alle vecchie abitudini.
Non si può accettare tutto quello che finora c'è stato a casa vostra.
Non c'è stato nulla di male.
Un accampamento di zingari, ecco cosa c'è stato.
Credete che quella vita mi piacesse?
Credete che se non avessi voluto fuggire dalla gente
avrei accettato di sposare voi?
Non crediate che la mia scelta sia dovuta ai vostri meriti.
Io, per ora, non ne vedo.
Per ora, sto solo provando a volervi bene.
Mi trovo a un bivio, aiutatemi.
Non volevo offendervi.
Per quanto riguarda l'accampamento degli zingari, avete ragione.
Ma in quel l'accampamento c'erano anche uomini d'animo nobile.
E chi? Serghej Sergheevitch Paratov, forse?
Non sta a voi giudicarlo.
Si è forse comportato bene con voi?
Se non oso condannarlo io, a maggior ragione
non Io permetterò a voi.
Avete saputo la notizia? Larissa Dmitrjevna si sposa.
- E con chi? - Con Karandyshev.
- Che sciocchezza! - è così.
Non è adatto a lei.
Kharita Ighnatevna l'avrebbe forse permesso, se ce ne fossero di meglio?
Come ha potuto fare questo errore? Gli Ogudalov sono una famiglia per bene.
E improvvisamente salta fuori un Karandyshev!
La casa è sempre piena di celibi...
Per andarci, ci vanno, ma sposarsi...
Ha già fatto sposare due figliole.
Si, ma con Olga Dmitrjevna è successa una tragedia.
Dicono che il suo principe del Caucaso ì abbia accoltellata per gelosia.
L'ho sentito dire... Ne hanno di matti, là!
Uno ronza intorno a Larissa Dmitrjevna coi suoi complimenti,
un altro con le sue tenerezze... Ronzano e ronzano,
non le lasciano dire una parola.
È più piacvole vederla da sola, senza disturbatori.
Allora bisogna sposarla.
Non tutti possono. Io, per esempio, sono già sposato.
Allora, non c'è nulla da fare.
- L'uva è bella, ma troppo verde. - Credete?
Già! Le occasioni ci sono state, ma nessuno l'ha voluta...
Fosse anche un Karandyshev, ma bisogna sposarsi a tutti i costi!
Con una donna così sarebbe bello andare a Parigi, alla Fiera.
Già, sarebbe un bel viaggio.
Ecco, dunque, quali sono i vostri progetti!
- E voi non ne avete? - Io! Cosa posso fare io?
Voi avete più chance. La giovinezza è una gran cosa.
Comprate la "Rondinella" per poco, così potete spendere il guadagno...
Ogni merce ha il suo prezzo.
Sarò giovane, ma non pago più del dovuto.
Lodevole. Siete diventato un buon commerciante.
Eccoli. Lupus in fabula...
Povera figliola!
In miseria e per di più con uno sciocco per marito...
O diventerà volgare, o morirà.
E io credo che Io lascerà molto presto.
Si, avete ragione.
Vieni oggi da me per servire a pranzo.
Sissignore.
- Mettiti l'abito migliore. - Si capisce, il frak.
Mokij Parmenovitch, vorreste venire oggi a pranzo da me?
Da voi?
È Io stesso che dire "da noi". Il pranzo è in onore di Larissa.
Allora siete voi che invitate? Va bene, verrò.
Desidero che Larissa Dmitrjevna sia circondata da persone scelte...
- Allora, posso sperare? - L'ho detto...
È ora di andare al molo.
Mokij Parmenovitch, ora che abbiamo deciso queste nozze,
non ci crederete, ma occorrono tali spese che...
Verrò a trovarvi.
Vi siete di nuovo lasciata corteggiare da questo Vozhevatov?
Non sarete mica geloso? Lasciate perdere queste sciocchezze.
È volgare, non Io sopporto.
Guardate che bel piroscafo sta per attraccare.
Non ne vedete il nome?
RONDINELLA
Da qui non si vede.
È il cannone?
Si vede che sparano in onore di qualche mercante.
- Come mi sono spaventata! - Di cosa?
Guardavo giù e mi è venuto un giramento di testa.
Andiamo, che sciocchezze!
- Cos'è successo? - È arrivato il padrone!
È un anno intero che Io aspettiamo!
- Buon giorno, padrone! - Salve, ragazzi!
Non vi dispiace di separarvi dalla "Rondinella"?
Non conosco la parola "dispiacere".
Per me non c'è nulla di intoccabile.
Se ne vedo la convenienza, vendo qualunque cosa.
È arrivato il padrone!
- Salve, uomini! - Salute a voi!
- Avete preso l'orso? - Aspetto voi.
- Andiamo insieme? - Andiamo.
L'orso è grosso...
Buon giorno!
Siete proprio voi, Serghej Sergheevitch?
Si, ho cambiato tutto, altri affari, altre mete.
Comincio una nuova vita.
Serghej Sergheevitch, sarebbe bene firmare l'atto di vendita.
Andiamo!
Signori, ho dimenticato di presentarvi.
Questo è un mio amico... Lo raccomando a voi: Robinson.
È inglese?
È un attore di provincia, Arkadij Shaslivtsev.
E perchè "Robinson"?
Viaggiava sul piroscafo con un suo amico mercante.
Ovviamente, entrambi ubriachi fino all'ultimo stadio.
Facevano tutto quello che gli saltava in mente.
E per finire, hanno inventato uno spettacolo drammatico.
Si sono completamente spogliati...
Hanno sventrato un cuscino...
Si sono rotolati nelle piume...
e si sono messi a impersonare dei selvaggi.
Su richiesta dei passeggeri, li hanno fatti scendere su un'isola deserta.
Più tardi, noi siamo passati davanti a quell'isola.
Ho visto gente che si sbracciava, che chiedeva aiuto.
Li ho presi a bordo e gli ho dato i miei abiti,
tanto ne ho più del necessario.
Ed ecco perchè si chiama Robinson.
Oh, miei cari! Salve, Ilja!
"Che vi può essere di meglio, quando, con amore,
la famiglia zingaresca va incontro ai suoi amici cantando?
In amicizia non facciamo differenze,
nella nostra famiglia serbiamo come sacra ogni tradizione
e ci è caro ogni amico!
II nostro coro canta le sue amate strofe
e un fiume di vino scorre e va.
È tornato a star con noi il nostro caro e amato
Serghej Sergheevitch!
Beviamo in onore di Serjozha, del nostro caro Serjozha!
II mondo non ne ha ancora fatto un altro tanto bello!"
Ben arrivato! Non privateci della vostra benevolenza.
- Salve, Gavril! - Molto lieto!
Signori, stasera andiamo tutti sulla "Rondinella", bisogna festeggiare.
Ilja, porta i tuoi. Portiamoci anche la banda musicale.
E io preparerò tutto.
Senz'altro! E che per le sei sia tutto pronto.
Non criticherò l'eccesso, ma risponderai di quel che manca.
Si capisce.
Non Io conosco da molto, ma già gli voglio bene.
Vi prego di venire a pranzo da me.
Dico addio alla mia vita da scapolo.
Si, signori, mi sposo!
Ma, per dire la verità, la sposa è molto ricca.
Prendo in dote delle miniere d'oro.
Una buona dote.
Buona.
È buona, si, ma mi costa non poco.
Dovrò dire addio alla vita libera e allegra.
Non possiamo accettare il vostro invito.
Siamo già impegnati.
- Rinunciate. - Non possiamo.
Perchè?
Pranziamo dal fidanzato di Larissa Dmitrjevna.
Larissa si sposa?
Bè, è meglio così.
Ero un po' in colpa con lei, mentre così è tutto sistemato.
Per poco non ho sposato Larissa.
Avrei fatto ridere la gente!
Che Dio le dia buona salute e ogni bene possibile.
FINE DELLA PRIMA PARTE
- ROMANZA CRUDELE - Seconda parte
Credete di aver agito nel modo giusto,
concedendo la mano di Larissa Dmitrjevna a un uomo povero?
È stata la sua volontà.
A modo suo, il fidanzato non è uno sciocco.
Chi lo conosceva, prima? Chi si accorgeva di lui?
Mentre adesso entra nell'alta società,
si permette di invitare a pranzo me, per esempio.
Ma ecco quel che è sciocco:
Non ha considerato come vivere con una moglie simile.
Sarà una fortuna se pianterà il marito e tornerà da voi.
Sarà una disgrazia. Con che vivremo io e mia figlia?
Questo si può aggiustare. Il caloroso interessamento di un uomo influente...
Se si troverà un tale interessamento.
Bisogna cercare di acquisirlo.
Visto che è necessario...
Signora, il fidanzato è arrivato!
Mi sono lasciato trasportare, non sono venuto per fare questi discorsi.
Dovete fare per Larissa Dmitrjevna
un ottimo corredo.
L'abito nuziale e tutto quel che occorre.
Sarà triste vederla vestita alla bell'e meglio.
Ordinate ogni cosa nel migliore dei negozi e non risparmiate.
I conti mandateli a me. Ecco perché sono venuto.
Non so più nemmeno cosa dire!
Non ringraziatemi, non ne vale la pena.
Fatemi la cortesia, partiamo al più presto per la vostra casa di campagna.
Perché avete tanta fretta?
Voglio fuggire di qui!
Cos'è che vi fa scappare? O forse vi vergognate di me?
Finora non me ne avete dato motivo.
Allora perché nascondersi agli occhi della gente?
Lo sono così felice!
Lasciatemi assaporare tutto il piacere della mia situazione.
Quando partiremo, allora?
Dopo le nozze. Ma dobbiamo assolutamente sposarci qui!
Affinché non si dica che io non sono degno di voi,
che sono solo il fuscello al quale si aggrappa chi sta annegando.
Ma questa è la verità!
E allora tenete questa verità per voi stessa.
Che stai a guardare là, come una mucca?
Abbiate pietà di me almeno un poco!
Lasciate che almeno gli estranei credano che mi volete bene.
Perché?
Non potete ammettere che uno abbia dell'amor proprio?
Tutti amano se stessi. Ma quand'è che qualcuno amerà me?
Voi mi condurrete alla morte.
Insomma, Larissa, che dici?
Ho paura di qualcosa.
Se le nozze si faranno qui, che almeno siano modeste.
No! Tu dovrai brillare in un modo che nessuno ha mai visto qui.
Non risparmierò su nulla.
Per voi sono solo una bambola. Giocherete con me e mi butterete via.
E il pranzo di oggi non è a poco prezzo.
Questo pranzo non serve a nessuno.
- Serve a me. - Perché?
Sono tre anni che sopporto le beffe dei vostri amici.
Anch'io voglio ridere un po' di loro.
Volete fare uno scandalo? Allora, io e Larissa non verremo.
Non offendete nessuno.
Non ci sarà nessuno scandalo.
Proporrò soltanto un brindisi in vostro onore
e vi ringrazierò pubblicamente
per la felicità che mi concedete con la vostra scelta,
perché mi avete apprezzato e avete creduto nei miei sentimenti.
Ecco tutta la mia vendetta.
Non serve proprio a niente.
Questi uomini fatui mi hanno seccato con le loro fanfaronate!
Guardate cosa avviene in città!
Che gioia dipinta sui volti!
I cocchieri sono tutti impazziti, tutti felici.
Vedi un po', è arrivato il loro signore!
I servi delle trattorie brillano di gioia: "È tornato il signore!"
Gli zingari si sono fatti allegri: "Ll signore è tornato!"
E il signore, intanto, è in fallimento e s'è venduto I'ultimo piroscafo.
Uno scialacquatore in bancarotta, un uomo depravato!
E tutta la città gioisce! Che razza di morale!
Ma chi è che è tornato?
II vostro Serghej Sergheevitch Paratov.
Partiamo per la campagna immediatamente!
- Di cosa avete paura? - Non è per me che temo.
- E per chi? - Per voi.
Per me non c'è nulla da temere.
Io non mi lascerò offendere.
È ora che vada a casa, oggi ho un pranzo.
Manderò una carrozza a prendervi.
Grazie per I'acquisto.
Il mercante dice: Comprate a sei griven la bottiglia,
ci metteremo sopra le etichette che vorrete.
E ha dato del vino onesto. Profuma di garofano e di qualcos'altro ancora...
Sali in carrozza.
Ehi, voi, miei cari!
A casa degli Ogudalov! Robinson prendi un tarallo!
Signora, Serghej Sergheevitch Paratov!
Mamma accoglilo qui.
Che ti prende?
Ti prego, liberati della sua visita.
Come esprimere tanta gioia?
Qual buon vento? Siete di passaggio?
No, vengo qui apposta. La prima visita è per voi.
Accomodatevi. Siete cambiato.
Mi sono privato della barba.
Ringiovanito e invecchiato insieme.
E voi, zietta, siete sempre come prima. Perfino meglio.
- Lo giuro! - Furbacchione!
Serghej Sergheevitch, mio inestimabile!
Perché siete sparito così all'improvviso, allora?
Ricevetti un telegramma sgradevole.
Fui costretto a prendere il volo per salvare i miei beni.
C'è rimasta ancora una grande falla,
ma io non mi perdo d'animo, né mi viene meno I'allegria.
Lo vedo bene che non vi viene meno.
Guadagneremo su qualcos'altro.
E su cosa?
Vorrei portare i miei rispetti a Larissa Dmitrjevna.
Non so se Larissa Dmitrjevna vorrà vedervi...
È in casa?
In giardino.
Grazie, zietta.
Demonio!
Non mi riconoscete?
Non mi aspettavate.
È ormai da un pezzo che ho smesso di aspettare.
Perché avete smesso?
Siete sparito così all'improvviso... non una sola lettera...
Non potevo comunicarvi nulla di piacevole.
Era quel che pensavo.
State per sposarvi?
Permettetemi di chiedervi questo: Mi avete atteso a lungo?
A che vi serve?
Mi interessa il fattore teorico:
Quanto rapidamente una donna
che ama un uomo si dimentica di lui?
II giorno dopo la separazione? Dopo una settimana, un mese?
Non ve lo dirò. Pensate quel che volete.
Io penserò sempre a voi con rispetto.
Ma in generale le donne, dopo la vostra azione,
perdono molto ai miei occhi.
Ma quale mia azione? Voi non sapete nulla!
Voi state per prendere marito...
Ma sapete cosa mi ci costringe?
Larissa, io sono colpevole dinnanzi a voi. Voi...
Cosa? Lo cosa?
Cosa volevate dire?
Volevo chiedervi...
Larissa, non mi avete dimenticato?
Ditemelo, ve ne prego.
Su, ditemelo, vi supplico.
Mi amate?
Ditelo...
Si, certo! Che senso ha chiederlo.
Vi ringrazio.
Se mi aveste preferito un altro...
mi avreste profondamente offeso.
Non userete la mia sincerità per farmi del male?
Ma che dite, Larissa?!
Sono un uomo che ha delle regole. Il matrimonio per me è sacro.
Inoltre...
Vi conosco da molto tempo e immagino che
il vostro futuro consorte sia dotato di molte qualità.
Di una soltanto.
Non è molto.
Ma è preziosa, in compenso.
E qual è?
Mi ama.
- Dove andate? - Permettete...
Permettete di presentarvi Julij Kapitonovitch, il fidanzato...
Ci conosciamo già. Sono un vecchio amico degli Ogudalov.
Buon giorno.
Molto piacere.
Non sarete mica geloso?
Spero che Larissa Dmitrjevna non me ne dia motivo.
I gelosi s'ingelosiscono anche senza motivo.
Sono sicura che Julij Kapitonovitch non sarà geloso di me.
Si, penso. Solo, se voi...
Immagino che sarebbe qualcosa di terribile.
Signori, che avete in mente? Non ci sono altri discorsi?
Lo e Julij Kapitonovitch presto andremo in campagna.
Lontano da questi splendidi luoghi?
Che hanno di splendido?
Bè, de gustibus non est disputandum.
A chi la città, a chi la campagna.
Ognuno ha le sue preferenze.
Uno ama le angurie, un altro, il grasso di maiale.
Come fate a conoscere tanti proverbi?
Ho avuto a che fare coi bardotti, così ho imparato la lingua russa.
Imparare dai bardotti la lingua russa!
E perché no?
- Noi li consideriamo... - "Noi" chi?
Noi che siamo uomini istruiti e non bardotti.
E cosa credete che siano i bardotti?
Lo voglio difenderli.
A ben pensarci, sono io stesso un bardotto.
Noi li consideriamo un modello d'ignoranza.
Continuate, signor Karandyshev.
È tutto.
Ma no, non è tutto.
Manca la cosa principale.
Dovete chiedere scusa.
Io? Chiedere scusa a voi?
Signori, ma cosa...
Non temete, non lo sfiderò a duello per questo.
Resterà tutto intero il vostro sposo.
Voglio solo istruirlo un poco.
Ho la regola di non perdonare mai nessuno.
Julij Kapitonovitch!
Chiedete scusa immediatamente! Ve lo ordino!
Lo non capisco, in realtà, di cosa...
E allora imparate prima a capire
e poi parlate.
Serghej Sergheevitch, per amor di Dio, vi supplico in ginocchio...
Fatelo per me, perdonatelo!
Ringraziate Kharita lghnatjevna.
Vi perdono.
Solo, mio caro, la prossima volta cercate di veder chiaro nelle persone.
Io sto per conto mio e non tocco nessuno, ma se toccano me...
Non rispondete.
Larissa, ordina di portare dello champagne, che facciano pace.
Julij Kapitonovitch, non dovete scaldarvi.
Abbiate la compiacenza di invitare Seghej Sergheevitch a pranzo.
Avevo giusto intenzione di farlo.
Serghej Sergheevitch...
Non vorreste essere mio ospite a pranzo, oggi?
Con piacere.
Aspetta, amico mio. Ti ricorderai di me.
Allora, Robinson, mi ripagherai del servizio reso.
Verrai oggi con me a questo pranzo.
Signori, oggi sono felice!
Voglio proporre un brindisi, signori.
Kharita lghnatevna...
Ivan! Del Borgogna!
Una lieta notizia! Mi presento alle elezioni di giudice di pace.
- Da noi? - A Zabolotj.
Là, penso, ci saranno meno candidati, magari, mi eleggeranno.
Già, là ci sono pochi candidati, possono scegliervi.
Sir, del Borgogna!
Sulla bottiglia è scritto Borgogna, ma dentro c'è del kinder-balsam.
- Mamma, devi fermarlo. - E come? Non è mica un bambino?
Non so dove andarmi a nascondere.
Non ha mai visto come pranza la gente per bene.
Non sono colpevole di nulla, ma mi vergogno tanto che fuggirei.
E lui sembra non notare nulla. È perfino allegro.
Prego, signori! Ecco i sigari, favorite.
Saranno cari? Sette rubli al centinaio.
Alta qualità.
No, grazie. Fumo i miei.
- Sono dei buoni sigari. - Fumateli voi stesso, allora.
Come volete. Prego.
No, per me questi sono troppo cari.
Sir Robinson, voi fumate?
Che strana domanda.
Perché non accendete, dunque?
Se uno fuma questi in una casa per bene, te le possono anche suonare.
E io ne ho repulsione dall'infanzia.
Che originale! Si vede subito che è inglese!
- Beviamo! - Con piacere.
Alla salute delle dame!
Alla salute delle dame! Lvan, ancora del Borgogna!
Non è uno sciocco, ma come fa a non vedere nulla?
Non sarà sciocco, ma ha troppo amor proprio.
Perché lo fanno bere?
Vogliono divertirsi.
- Ma tormentano me! - A chi importa che tu ti tormenti?
Lo vedi, non è ancora successo nulla, e già tanti tormenti.
Io, signori, non ho mangiato niente.
Mi capita per la prima volta nella vita una cosa del genere.
Invitano a pranzo gente nota e non c'è nulla da mangiare.
È un uomo sciocco, signori.
Bisogna rendergli giustizia, è davvero uno sciocco.
E si è ubriacato per primo.
Già, gliel'abbiamo fatta ben bene.
Per casi del genere, sono i Robinson che occorrono.
Ma allora era tutto prestabilito?
Perdonateci, ma bere questa miscela chiamata vino è impossibile.
E Robinson è abituato ai vini esteri prodotti a Jaroslavl.
Beve, ma solo col padrone. E quello c'è cascato.
Mica gli ce ne vuole molto? Uno, due ed è arrivato all'estasi.
Del tè...
E questa roba appesa? Sono oggetti di scena?
Sir, fate attenzione! È carica.
È autentica.
Serghej Sergheevitch.
Si!
Smettetela di farvi beffe di Julij Kapitonovitch.
Potrei mai osare?
Non avrete scordato la lite di prima?
Va bene! Volete che smetta tutto questo in una volta sola?
Si!
- Julij Kapitonovitch! - Cosa desiderate?
Volete brindare all'amicizia?
Signor Vozhevatov, i nostri ci attendono sul boulevard.
Presto li raggiungeremo.
Ivan, del cognac!
Però non ammetto calici, fate portare dei bicchieri.
Ivan! Dei bicchieri!
Perché non ci avete detto che avete del cognac?
Tanto tempo spre... perduto inutilmente.
Ora Paratov lo stenderà definitivamente.
- Ilja! - Si, Serghej Sergheevitch.
- Dov'è la chitarra? - Non I'ho portata.
- Serve una chitarra. - Adesso.
Voglio pregare Larissa Dmitrjevna di cantare, poi ce ne andremo.
La nostra passeggiata non sarà lieta senza Larissa Dmitrjevna.
Però, se...
Pagherei caro per un piacere simile.
Regalerei un rublo a ogni marinaio,
se essa venisse sulla mia "Rondinella".
A dire il vero, ci sto pensando io stesso.
C'è questa possibilità?
Non c'è nulla di impossibile al mondo.
Robinson, invece, è di troppo. Si ubriacherà come un animale.
Non lo portiamo con noi e basta.
Larissa Dmitrjevna, fateci felici.
Cantate una romanza.
Non vi ho ascoltato per un anno e forse non ne avrò più I'occasione.
Permettetemi di unirmi alla richiesta.
No, no, signori, non si può!
Larissa Dmitrjevna non canterà.
E tu che ne sai che non lo farà?
Perdonatemi, signori, oggi non mi sento in vena.
Cantate qualsiasi cosa volete.
Se io dico che non canterà, non canterà.
Volete che ve lo chiediamo per benino, che ci mettiamo in ginocchio?
Questo posso farlo subito, io sono un uomo di larghe vedute.
No, signori, non chiedetelo. Io glielo vieto!
Lo vieterete quando ne avrete il diritto, ma per ora aspettate.
Io lo vieto assolutamente...
- Voi lo vietate? - Si.
Io canterò, signori!
- Cosa ci canterete? - La romanza "L'addio".
"E alla fine io dirò...
E alla fine io dirò:
Addio, non impegnarti ad amare.
Io perdo la ragione o forse mi levo
alle più alte vette della follia.
Come hai amato?
Hai assaggiato la morte!
Come hai amato? Hai ucciso,
ma hai ucciso in modo maldestro!
Dunque alla fine io dirò...
Il pensiero ancor compie il suo
lavoro, ma cadon le braccia
e come uno stormo volan via
profumi e suoni.
Dunque alla fine io dirò:
Addio, non impegnarti ad amare.
Io perdo la ragione o forse mi levo
alle più alte vette della follia.
E alla fine io dirò..."
Quanto ho maledetto me stesso, mentre cantavate!
Perché?
Perdere un bene prezioso come voi...
Di chi è la colpa?
Mia, senza dubbio. E anche più di quanto crediate.
Perché sono fuggito da voi? Con chi vi ho cambiata?
Perché lo avete fatto?
Ho perso qualcosa di più di un patrimonio.
Ma io vi giuro che ancora un momento come questo e...
ancora un momento come questo e io dimenticherò ogni calcolo
e nessuna forza al mondo potrà strapparmi a voi.
- Cosa volete, dunque? - Vedervi.
Starvi ad ascoltare, Larissa.
Larissa, domani parto...
Tacete.
Stiamo per andare con tutta la compagnia sulla "Rondinella".
Venite con noi.
Sulla "Rondinella"? E qui?
Cos'è "qui"?
I discorsi con la zia di Karandyshev sui funghi marinati...
- Quando bisogna partire? - Ora o mai più.
Andiamo.
Andiamo...
Avete deciso?
Si. Verrò dovunque vorrete.
Signori! Propongo un brindisi...
in onore di Larissa Dmitrjevna!
Voi tutti, signori,
avete ammirato il talento di Larissa Dmitrjevna.
Grazie!
Ma il talento principale della mia fidanzata
è che, signori...
quello, signori, che...
Si confonde.
È, signori, la sua capacità di apprezzare
e scegliere le persone.
No, ce la farà. L'ha imparato a memoria.
Sa distinguere l'oro vero da quello falso.
Essa cercava un uomo
non brillante, ma dignitoso...
E ha scelto...
- Te? - Si!
Bravo.
Ho tutte le ragioni di essere fiero...
Signori, viene con noi.
Sono fiero, signori...
Ha preferito me a tutti gli altri.
Bravo!
Voglio ringraziare pubblicamente
Larissa Dmitrjevna...
per la gioia di questa scelta...
Bravo!
Larissa Dmitrjevna!
Piano... Piano... Julij Kapitonovitch...
Bevo io stesso...
e propongo a tutti di bere alla salute della mia fidanzata.
Signori, ho un brindisi. Propongo di bere
al più felice dei mortali, a te, Julij.
- Hai ancora del vino? - Si.
- Portacelo, per favore. - Ora lo porto.
Robinson, perché piangi?
Ha cantato divinamente...
Sei completamente ubriaco? Aiutalo a portare il vino.
Però, non tornare troppo presto.
Basta con questo veleno.
Signori, ce ne andiamo immediatamente per il cancello.
Senza attendere il brindisi?
Bè, le cose buone vanno prese un poco alla volta.
Larissa Dmitrjevna, vi aspettiamo.
- Addio, mamma. - Dove vai?
Dovrai essere felice, oppure cercami nel Volga.
- Torna in te... - Non si può sfuggire al destino.
Larissa... Sei impazzita... Fermati!
A cosa siamo arrivati! Larissa, mi senti?
Fermati!
Ti devo tenere con la forza?
Aspetta. Ma dove andate?
Signori, eccomi qui...
Dove siete?
Zietta, non avete visto la mia fidanzata?
Lvan! Dove sono finiti i signori?
E Larissa Dmitrjevna?
Suppongo che siano diretti verso la "Rondinella".
Come la "Rondinella"?
Vassilij Danilovitch dà un banchetto per I'acquisto del piroscafo.
Come, del piroscafo?
Ci saranno gli zingari, la musica...
Come, gli zingari? E Larissa Dmitrjevna?
Com'è possibile? Kharita lghnatevna...
Dov'è vostra figlia? Rispondete.
Io ho portato mia figlia da voi, Julij Kapitonovitch!
Siete voi che dovete dirmi dov'è mia figlia!
Tutti... tutti si sono messi d'accordo.
Questo è disumano, crudele.
Troppo presto per cantar vittoria.
Si, è ridicolo.
Sono un uomo ridicolo.
Ma si può condannare un uomo solo perché è ridicolo?
Lo sono ridicolo e allora ridetemi in faccia!
Mangiate, bevete il mio vino...
Ma spezzare il cuore di un uomo ridicolo...
Su, smettila... C'è altro di cui dispiacersi!
E si comportano così non dei briganti qualsiasi,
ma degli uomini nobili, i vostri amici...
Io non so nulla.
Siete tutti una banda.
Ma badate...
Anche un uomo mite può essere ridotto alla follia.
- Cosa ha preso? - Una pistola.
Per me non esistono più né la paura, né la legge, né la pietà.
Corrigli dietro! Fallo fermare!
Julij Kapitonovitch, fermatevi!
Lascerò partire la "Rondinella" coi primi passeggeri
e me ne andrò a Parigi, alla Fiera. Mi piace andare all'estero!
Oggi, signori...
Oggi provo uno strano sentimento.
Per la prima volta sono sulla "Rondinella" in qualità di ospite.
Allora, capitano, beviamo?
Lo e te abbiamo attraversato tutto il Volga insieme.
Ti ringrazio.
Allora, lljusha, la nostra?
Una cassa di vino all'equipaggio.
Dammi la chitarra, Serjozha.
La vita è breve, come dicono i filosofi.
Bisogna farne uso.
Non sono mai stato così affamato come dopo questo pranzo.
Che senso ha ricordarlo? È acqua passata.
"L'irsuto calabrone vola sul luppolo profumato,
I'airone grigio si nasconde fra i giunchi.
E la figlia degli zingari segue I'amato nella notte,
un'anima vagabonda come lei.
E allor seguiamo la pellegrina stella zingaresca
al tramonto, là dove fremon le vele
e gli occhi guardano con malinconia
nei cieli che van tingendosi di rosso.
E insieme andremo sulla via incontro al destino,
senza distinguere se porti all'inferno o in paradiso.
Bisogna andare senza temer la strada,
sia pure ai confini del mondo, sia pure oltre i confini!
E allor seguiamo la pellegrina stella zingaresca,
incontro all'alba, ad Oriente,
dove I'onda, tenue e rosa,
si stende sulla sabbia mattutina.
E allor seguiamo la pellegrina stella zingaresca,
fino alle roboanti distese del sud,
dove I'orrida tempesta, come la mano di Dio,
spazza via le polveri oceaniche!
E allor seguiamo la pellegrina stella zingaresca
al tramonto, dove fremon le vele
e gli occhi guardano con malinconia,
nei cieli che van tingendosi di rosso".
Larissa Dmitrjevna!
Allietate la compagnia, danzate!
Per favore, vi imploriamo!
- È imbarazzante. - Non rifiutatecelo.
Tutti vi supplicano.
Larissa Dmitrjevna, dovete tornare a casa.
Non andrò a casa.
Ma non potete neanche restare qui.
No, Serghej Sergheevitch, non dite così.
Ditemi solo questo: Ora sono la vostra sposa oppure no?
Pensate a quali pretesti darete ai pettegolezzi.
Voi mi avete portata qui e voi dovete riportarmi a casa.
La mamma ci aspetta solo per benedirci.
Io credo che voi non abbiate il diritto di chiedermi questo.
Voi stesso mi avete detto...
"Lascia tutto, io sono tuo". Io vi ho creduto.
Magari, ne parleremo più tardi...
No, adesso.
- Lo esigete? - Si lo esigo!
Come volete.
Ascoltate...
Non potete concedere che un uomo in catene
possa talmente lasciarsi prendere dai sentimenti, da dimenticare
ogni cosa, comprese quelle catene che lo tengono prigioniero?
Ma dopo... Dopo ritorna la ragione.
La fredda ragione gli dice che è impossibile spezzare quelle catene.
Siete sposato?
No.
Ma le altre catene non sono nulla. Dividerò con voi qualunque difficoltà.
Sono fidanzato...
No...
Sono queste le catene che mi tengono prigioniero...
Perché avete taciuto prima? È una cosa contro Dio!
Lo vedevo voi sola e non ero in grado di pensare a nient'altro.
Credetemi, vi sto dicendo la verità.
Basta così.
- Ascoltatemi... - Basta. Andate.
Penserò a me stessa da sola. Andate...
Penso sempre a Larissa Dmitrjevna.
Noi dobbiamo restarne fuori. Non è colpa nostra.
Ella si trova ora in una situazione tale
che noi, suoi amici intimi, non solo possiamo,
ma siamo perfino obbligati a prendere a cuore la sua sorte.
Diciamo così, è il momento adatto per portarla con sé a Parigi?
Perché no?
Cosa ve lo impedisce?
Voi me lo impedite. E io lo impedisco a voi.
Può darsi che voi temiate la concorrenza...
Non è che la temi troppo, tuttavia mi preoccupa.
È molto meglio quando il campo è libero.
Non accetterò una buonuscita.
Perché una buonuscita? Si può fare in qualche altro modo.
Testa o croce va bene?
Se dico "testa", perdo. La testa, certo, siete voi.
Croce!
Avete vinto!
Voi andrete a Parigi con Larissa.
Ma neanch'io sono in perdita. Avrò meno spese.
Però, avendo dato la parola, mantienila, sennò tieniti forte...
Voi, come mercante, dovete sapere bene quanto vale la parola data.
Mi offendete, Mokij Parmenovitch.
Io so bene cosa sia la parola d'onore.
Vassja... sono perduta...
Larissa, colombella... non posso fare nulla.
Siamo fin dall'infanzia come parenti. Aiutami...
Larissa, ne sarei ben felice, ma non posso.
Non chiedo nulla. Abbi solo pietà di me.
Non posso, Larissa.
Hai anche tu delle catene?
Peggio.
Cosa?
La parola d'onore. Parola di mercante.
Larissa Dmitrjevna...
Ascoltatemi e non prendetevela a male.
Non ho assolutamente intenzione di offendervi.
Desidero solo il vostro bene e la vostra felicità,
cosa che meritate pienamente.
Non vorreste venire con me a Parigi?
Alla fiera.
E la completa agiatezza per tutta la vita.
Non temiate la vergogna. Nessuno vi condannerà.
Ci sono limiti che il biasimo non può superare.
Io sono in grado di offrirvi un mantenimento di tali proporzioni
che anche i critici più accaniti della morale altrui dovranno tacere.
Non esiterei un solo istante a offrirvi la mia mano,
ma sono già sposato.
Pensateci.
Se riterrete opportuno accettare la mia offerta,
datemene notizia.
Esistono poche cose impossibili per me.
La vostra azione merita una punizione.
Ma nessuno ha il diritto di giudicarvi, tranne me.
Solo io deciderò se perdonarvi o no.
Perché siete qui?
Mi vendicherò di ognuno di loro,
finché non sarò ucciso io stesso.
Perché siete qui?
Per vendicare I'offesa arrecatavi.
L'offesa peggiore per me è la vostra protezione.
Così, dunque!
Knurov e Vozhevatov si giocano la decisione a chi andrete,
fanno a testa o croce e questo non è offensivo.
Vi considerano un oggetto...
Io sono un oggetto! Finalmente è stata trovata la parola giusta per me!
Lo sono un oggetto, non un essere umano...
Andatevene...
Un oggetto deve avere un padrone. Andrò con Knurov.
- Io sono il vostro padrone! - Io sono troppo costosa per voi!
Se devo essere un oggetto, che sia molto caro!
- Io vi amo! - No!
Lo sono il vostro padrone! Lo vi prendo in moglie!
Lasciatemi! Lasciatemi, lasciatemi...
Mi fate ribrezzo, non mi toccate!
Mia... mia... mia...
Che fate? Rinsavite...
Tornate, vi perdono tutto!
Sono io che non mi perdono!
Vi supplico, non andatevene! Voi potete farmi felice!
Sono disposto a fare qualunque cosa per voi!
Sono pronto a patire qualunque umiliazione.
Siete troppo una nullità per me!
Come meritare il vostro amore? Lo vi amo!
Mentite! Lo cercavo l'amore e non I'ho trovato!
Mi hanno sempre considerata e mi considerano un balocco!
Se non ho trovato I'amore, allora cercherò la ricchezza!
Andatevene. Io non posso essere vostra.
Io vi amo! Fermatevi!
Non ve ne pentirete!
- Dovete essere mia! - Mai!
E allora non ti avrà nessuno!
Grazie...
FINE
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.