Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
(FOLLIE DI JAZZ)
Un'università in New England.
- Il leader è Danny O'Neill. - Tu lo conosci?
- E' il miglior trombettista di questo college. - Avviciniamoci.
- Sapevo che avresti voluto conoscerlo.
- Bravo, vero Ellen?
- Ciao Stu. Dove sei stato? - Sono stato in giro.
- Giusto l'altro giorno dicevo: Vorrei rivedere Stu.
- Sarà meglio che andiamo a sederci Ellen. Ci vediamo.
- Ha suonato meravigliosamente.
- Grazie. Non penserai che si rivolgesse a te.
- Non penserai che si rivolgesse a te!
- Aspetta. Speri di conquistarla con la musica?
- Con la mia musica e con la mia personalità. Sta a vedere.
- Salve Stu. - Signor O'Neill.
- Signor O'Neill, vuole unirsi a noi? - Sì, grazie.
Ci vediamo amico. Allora, Stu... Volevi qualcosa?
- Chi io? No.
- Da tempo volevo incontrarla signor O'Neill. - Magnifico. Le è piaciuta la band?
- Non intendevo incontrare la band. Anche se penso che la accompagnino molto bene.
- Grazie. Vuole ascoltare un pezzo in particolare?
- Mi piacerebbe ascoltare Call Me Up and Call Me Up Down Blues.
- Prego? - Call Me Up and Call Me Up Down Blues.
- Ho capito. Purtroppo non conosco gli accordi.
- Sono certa che sa suonarla lo stesso.
- Perchè non torni sul palco a cercare gli accordi?
- Che fretta c'é? Non ci vediamo da tanto tempo che voglio sfruttarlo al massimo.
E' commovente per me. Nessuno mi è caro come i vecchi amici del college.
Tutti per uno e... tutti per uno...
E' meglio che vada ora. Ciao Stu. - Ciao.
- Pronti? Numero 9.
- Citazione: Consegnata copia della presente...
- Perché non può venire a un picnic? - Il signor Dunn l'attende, signor Taylor.
- Non voglio invitare il signor Dunn.
- Questa è un'agenzia di recupero crediti e non di accompagnatrici. Può scendere da lì?
- Quest'uomo la sta importunando? Salve!
- Sono venuto qui per quell'enciclopedia. Sai, volevo parlare dei dettagli...
- Lei è stata così gentile con me che le spiegherò io i dettagli.
- Che c'è da spiegare? 7 anni fa avete comprato un'enciclopedia che non avete mai pagato.
- Io non l'ho comprata. - Mi sta facendo perdere tempo.
- Stai facendo perdere tempo alla signorina.
- Come le stavo dicendo, 7 anni fa devo aver rotto uno specchio e così quest'uomo
divenne il mio compagno di stanza. Io ero solo una matricola a quei tempi.
- Ora è uno studente del secondo anno? - Signorina, lei è un po' crudele
non è stato facile restare al college così a lungo.
- E' dura per ragazzi brillanti come noi farsi bocciare anno dopo anno!
- Di cosa state parlando? - Cerco di spiegarle
finché stavamo al college grazie alla band avevamo una vita facile
- Già, 5000$ l'anno, più di quanto puoi fare a Wall Street.
Inoltre una vita piacevole, spensierata, rilassante, allegra... ma tornando al discorso
questo mio compagno di cui mi fidavo ha ordinato un'enciclopedia a mio nome.
Era un regalo di compleanno e a te piaceva.
- Finché non ho ricevuto il conto. - Signorina Miller!
Che succede? - Il signor O'Neill, il signor Taylor... il signor Dunn.
- Oh sì. Entrate subito.
- Coraggio.
- Signor Dunn, deve scusarci ma siamo un po' in difficoltà.
- Dobbiamo risparmiare per il college. - Siamo semplici studenti.
- Stiamo risparmiando per il college da più di 7 anni.
- Richiede tempo. - Specialmente se sei al verde.
- Non prendetemi in giro, non siete al verde, non avete alcuna difficoltà.
- Dubita di noi? - So tutto, siete uomini d'affari
ora pagate o andrete in galera. E' definitivo.
- Definitivo? - Definitivo?
- Definitivo.
- Dovremo chiedere una proroga. - Già.
Ci dia tempo. Avrà i suoi soldi. Ci dia solo un mese da oggi.
- No. Non voglio sentire.
- Portatemi i soldi domani o ci vedremo in tribunale.
No!
- E' soltanto un uomo miserabile in un posto miserabile.
Troppo per una ragazza come lei. - Non c'è niente di miserabile qui
tranne i nostri debitori. - Peccato non poterla portare con noi.
- Le piacerebbe un po' d'aria fresca? - Ho del lavoro da fare.
- Sembra un tipo in gamba. Mi piacciono le segretarie.
Mi piacciono le segretarie come lei.
Non è facile mandare avanti una band. - Avremmo bisogno di una segretaria.
- Ma io non ho bisogno di un lavoro. - Lei non ha bisogno di un lavoro.
- Qualsiasi cosa sia, no. E vi avverto che...
- Ora farò la cosa giusta. Non ci importa degli editori dell'enciclopedia.
A noi interessa lei. - Oh sì.
Forse ho detto qualche parola avventata. Mettiamoci una pietra sopra.
2$? II saldo è di 110! - Per lei, per sistemare le cose.
- Ma di cosa state? State cercando di corrompermi!
Con 2$! - Che problema c'è? Siamo uomini di mondo.
- Sappiamo mantenere i segreti. - Certo, può fidarsi di noi. Lo chieda a lei.
- Lei chi? - La signorina Miller.
- Cosa? Signorina Miller!
Venga subito qui! Ha detto lei ai signori che avrebbero potuto corrompermi?
- Solo sistemare le cose, non corrompere. - Io non ho mai detto niente del genere!
- Che bugiarda! - E' stata lei a cosigliarcelo, mi creda.
- Non crederà a loro, io non so niente di tutto questo.
- Io non capisco niente! Manderò voi due fannulloni in prigione
e per quanto riguarda lei, è licenziata!
- La ringrazio. - Tante grazie.
- Signorina Miller.
Aspetti. - Non mi avete già causato troppi problemi?
- E' stato soltanto un bel gesto. - Davvero. Non ho neanche delle referenze.
- Non chiediamo referenze. - L'accettiamo per quello che è.
- Mi state chiedendo di lavorare per voi?
- Le piacerebbe? - Il suo stipendio?
- 18$ a settimana. - Avrà il doppio.
- Certo, sì. - Beh...
- Dai...
- D'accordo accetto. Quando comincio?
- Adesso. - Ora che lavoro per voi vi dirò una cosa
Dunn può essere comprato ma non con 2$, con 10!
- Vuoi occuparti dei dettagli? - 10!?
- Eccoci qui. Si accomodi alla scrivania, prenda qualche penna e cominci a lavorare.
- Ha omesso un piccolo dettaglio: Qual'è il mio compito?
- Battere a macchina... - Telefonare... - Rendere felice il capo...
Occuparsi dell'amministrazione... - Mi avevate promesso un lavoro.
- Trovare qualche ingaggio non è affatto facile.
- Che c'è di difficile?
Operatore? II Riverdale Country Club. - Lasci stare, ci abbiamo già provato.
- Come si chiama il capo? - Signor Bend, vero?
- Un vero bisbetico. - Pronto signor Bend?
E' la segretaria del signor O'Neill. No, Daniel O'Neill, il leader della band.
So che sta organizzando un ballo per Halloween. Harvey's Corner Clippers?
Anche noi intratteniamo il pubblico... non è così?
- No ma possiamo provarci. - Intrattenere è sempre stato il nostro forte.
Signor Bend, fino a quando non vedrà i Perennials lei non avrà vissuto.
- Sia chiaro, ho sempre ammirato Coldman, ma la sua musica è un po'... chiassosa?
Invece il signor o'Neill, accompagnato da un'ottima orchestra, suona solo musica
molto delicata. E tutti i suoi ragazzi provengono da buone famiglie.
- Va bene, allora ci vediamo alle 7.30. - Grazie.
- Credimi, i miei ragazzi sono proprio quello di cui il tuo locale ha bisogno.
- Faranno il pienone come i Dorsey? - Puoi contarci, Jack.
- Meraviglioso.
- Potrei venire un giorno prima del ballo e aiutarvi con le decorazioni. Se mi volete, naturalmente.
- Aspettate un momento. Ieri al campus abbiamo votato tutti per la band di Artie Shaw.
- Artie Shaw? Chi è Artie Shaw?
- Sei stato davvero grande. - Un bicchiere d'acqua per favore.
- Avete fissato quella serata? - Non esattamente.
- Vogliono la band del college! - I Perennials.
- Di nuovo quell'O'Neill? - E' la quarta volta che ci scontriamo con loro.
- O sono bravi o hanno un bravo manager. Dovrei andare ad ascoltarli.
- Non preoccuparti per loro: Tra due settimane prenderanno la laurea.
- Non i Perennials.
- Tutto bene, niente laurea per quest'anno: Ho fallito in tre materie.
- Bravo! - Grazie, grazie.
Andate a provare ora.
- Danny, sei straordinario. - Ce l'abbiamo fatta di nuovo, eh?
- Mi spiace Hank, non so come dirtelo.
- Non sarò mica passato?
- Andiamo Danny, non è possibile, non con i miei voti! Mi prendi in giro?
Non posso crederci, dev'esserci un errore. Non accetterò questa messinscena.
- Vado a protestare. Non possono farmi questo.
- Oh Danny. - Povero Hank, ora è fuori.
- Tu non c'entri niente con questo, vero? - Che dici, Ellen?!
Un po' di quiete non farà male a nessuno. - Ma povero Hank!
- Hai ancora me. Dovremo andare avanti come Hank avrebbe voluto che facessimo.
- Sai a me sembra... - A te sembra?
- Ho detto a me sembra... - Hai detto a te sembra?
- Di sentire odore di bruciato. - Da qualche parte in questo posto?
- Salve Hank. - Ciao Danny.
- Ci sono novità? - Sembra che l'articolo che ho scritto sul declino
del clavicembalo sia stato eccellente. Per questo sono passato.
- E sai una cosa? Non ricordo nemmeno di averlo scritto.
Dopo averlo letto hanno deciso che non potevano bocciarmi.
- Che sfortuna. Coraggio, forse è meglio così.
Cos'hai là? - Come?
- Cos'è? - L'enciclopedia.
- Pensaci Hank. Ora potrai lavorare accanto a tuo padre in una grande industria tessile.
Forgerai la tua personalità sopra miglia e miglia di tweed.
Potrai girare i rulli, imballare scatole, ascoltare il dolce suono dei telai.
Che volume è quello? - Va da Ham fino a Hill, perché?
- Niente. La musica non faceva per te. Non avresti avuto futuro con la tromba.
Il tuo mondo è l'impresa tessile. Tuo padre era un uomo tessile e tale era tuo nonno.
Hai sempre avuto la lana nel sangue Hank.
- Perchè hai messo il segnalibro? - Per qualcosa che ho voluto mostrare al preside.
Ho trovato qui un articolo che è quasi identico a quello della mia tesi.
- Che strana coincidenza. - E' quello che ha detto il preside.
C'è voluto molto tempo per convincerlo che questi appunti non sono miei.
Dopodiché ho cercato di convincerlo che la calligrafia non è la tua.
- Ah sì? - Sì.
- E che cosa ha detto? - Ha detto che sei espulso.
- Sei un cane. - Stai calmo Danny.
- Sei uno sporco cane connivente. - Anche tu devi affrontare il mondo.
Potrai lavorare con tuo padre. Il tuo futuro è nel cementificio
devi renderti conto di questo. Tu hai il cemento nelle ossa.
- Danny, Hank, presto!
- Ho delle buone notizie. Un telegramma, è un invito per sabato.
Artie Shaw vuole ascoltare la band.
- Visto? Che cosa dicevo, è fatta! Shaw mi vuole conoscere.
- Ci vuole conoscere! - Sì, va bene.
Sembra avere fretta. Chissà quando vuole che cominci.
- Ci ha messo poco a scoprire che sono disponibile. - Tu rimarrai disponibile, temo.
- Per prima cosa troverò ad Ellen un altro lavoro. - Lascia perdere.
Verrai non appena mi stabilisco. - Molto gentile da parte tua.
Ora organizziamoci. Di' ai ragazzi di prepararsi con le uniformi, e tu...
tu va' a esercitarti.
- Lasciala nei paraggi. Sarò qui a minuti.
- Artie Shaw!
- Artie Shaw è qui! - Bene, grazie.
- Mi avevi promesso un dollaro. - Va bene. Tieni.
- D'accordo ragazzi, riprendiamo.
- Hey, Shaw sta entrando. - Bene, grazie amico.
- Allora, sto aspettando.
Ti porterò il resto.
- Ora un bel sottofondo, ragazzi.
- Perché non ti riposi finché non arriva Shaw? Dirigo io.
- Stai scherzando? - Puoi fidarti, vai a riposare.
- Non ci penso nemmeno. Bene ragazzi, uno, due...
- Fanno proprio un bel baccano quei ragazzi. - Sì, grazie signor Shaw.
- Vanno a percentuale o cosa? - A percentuale.
- Niente male. - Grazie ancora.
- Dov'è il signor Miller? - Il signor Miller?
- Il manager della band. - Quel signor Miller.
- Eccola là.
- Questo è il signor Shaw, signor Miller. Volevo dire, signorina.
- La stavamo aspettando signor Shaw. - Magnifico, se non è troppo occupata
vorrei parlarle. - Bene.
- Non vuole ascoltare la band? - Sto andando a Trent per un concerto.
E' stato un vero piacere. - Grazie, buonanotte.
- Grazie. - Non c'è di che.
- Dov'è? - Se ne è andato.
- Andato? - Dov'è Shaw? Che cos'ha detto?
- E' andato via, è colpa tua. - Sono stato fantastico. Quando comincio?
- Chiudi il becco. Qual'è la sua proposta? - La sua proposta mi ha piuttosto sorpreso.
- Ha tirato sulla parcella, vero? - Io non lavoro le domeniche.
- Allora Ellen, che cos'ha detto, quando comincio?
- Non cominci. - E allora cosa voleva?
- Solo me.
- Ellen! - Danny!
- Ti ho portato questo.
Credo di essere un po' in ritardo.
- Ti ringrazio. Hank è andato a prendermi il biglietto. Mettilo qua.
- Non sai quanto odio vederti andare via. - Io odio dovermene andare.
- Io speravo quasi che... - Cosa, Danny?
- Credo sia solo una sciocchezza... - Non importa, dimmi!
- Scusatemi. Stai germogliando. Tu tienile i pop-corn e tu prendi il biglietto.
Dirò al conducente dove deve farti scendere.
- Fa' la brava ragazza e non parlare con gli estranei. - D'accordo, ci vediamo a New York.
- Sì. - Spero di sì.
- Non saprei. Portland è lontana da New York e ho tante cose da sbrigare.
- Tu ci sarai Hank?
- No, dovrò dedicare un po' d'attenzione a quegli stabilimenti a Fall River.
- Non vedrò nessuno dei due? - No. - No, ho paura di no.
- In carrozza! - Arrivederci ragazzi.
- Arrivederci. - Attento alle orchidee.
- Arrivederci! Ciao!
- Quando vai a Portland? - Stanotte.
Tu quando vai a Fall River? - Fra un'ora circa.
- Verrò a salutarti. - No, devi preparare le valigie.
- Bene, ti saluto. - Addio Danny.
- Addio, è stato divertente. - Prenditi cura di te stesso.
- Ti scriverò. - Sì, grazie.
- Una band del college? A chi è venuta in mente un'idea simile?
Io pensavo si trattasse di una serata molto importante.
Oh, lo é? In questo caso non potrà mancare il signor Shaw. D'accordo, grazie.
- No, ora non è possibile, più tardi.
Sono un po' agitati. Allora come va Ellen?
- Ho concluso per quel lavoro di Atlantic City. - Bene.
- E per il ballo studentesco. - Mi congratulo. Sapevo di poter contare su di lei.
- Ne sono lieta. Signor Shaw, potrei chiederle un unico favore?
- Ma certo. - Si tratta di una coppia di trombettisti.
- Io preferisco lavorare sempre con i miei uomini. - Le chiedo solo di ascoltarli.
Sono davvero sensazionali. - Dove sono? In città?
- Uno è a Portland e l'altro a Fall River, ma verranno qui in un attimo.
- Un viaggio così lungo per un'audizione? - A loro non dispiacerebbe, sono sicura.
- Se li trova così bravi li ascolterò. - Grazie.
- Può mandare il fattorino a prendere due telegrammi?
- A che piano sta Artie Shaw? - Diciassettesimo.
- Salita. - Aspetti.
Scusi.
A che piano sta Artie Shaw? - Diciassettesimo.
- Questa non è la strada più breve per Fall River. - Non credo che l'ascensore fermi a Portland.
- No, l'ultima fermata è al 22° piano, signore.
- Dovevi badare ai tuoi stabilimenti, eh? - Ascolta, ho diritto quanto te di essere qui.
- Affronta la realtà. Ellen non potrà farci entrare tutti e due nella band.
- Otterrò l'audizione da Artie Shaw, dovessi fare a pezzi questo edificio.
- Diciassettesimo piano!
- Ho un regalo per te. - Anche io.
- Mi scusi signore. - Dov'è l'ufficio di Artie Shaw?
- Da questa parte. - Grazie.
- Come va? Mi chiamo O'Neill, vorrei vedere la signorina Miller.
- E' molto occupata in questo momento.
- Scusi, questo è un... - Mi riceverà... siamo andati insieme al college.
- 34 o 54 High Cross Road? - 34.
Fa' vedere: Ma questo è per me.
- Hank, Shaw vuole incontrarmi. - Anche a me. Sapevo che sarebbe successo.
- Qualche risposta? - Ci penseremo da noi.
- Tu cosa pensi? - Guarda qui, Fall River.
- Dici che... scusi eh.
C'è qualcosa di strano. - Già.
- Ci ha ignorati a quel ballo. Lo ha fatto di proposito.
- Che vuoi dire? Non ci ha considerato di modo che avremmo lavorato per degli spiccioli?
Non siamo difficili da ottenere. - No, ha portato qui Ellen come esca
pensando che avremmo lavorato per niente.
- Sì hai ragione! Cosa ne pensi? - Non può trattare un'amica in questo modo.
- Ci penso io: Voglio 25$ in più a settimana. - 50$!
- Dica al signor Shaw che vogliamo parlargli. - E' occupato.
- Glielo diremo da noi. Andiamo Hank.
- Salve Shaw. - Un minuto ragazzi. Aspettatemi fuori.
- Sono il trombettista che voleva incontrare. - Anch'io. Ho ricevuto il telegramma.
- Cosa? Ah sì. Ci avete messo poco tempo ad arrivare.
- Abbiamo altre offerte da considerare.
- Bene, venite stasera, suonerete un paio di pezzi con la band.
- Con vero piacere. - Fantastico.
- Ora scusate ma sono molto occupato.
- D'accordo. Dove trovo la signorina Miller? - In fondo al corridoio.
- Grazie, farò una chiacchierata con lei.
- Ellen!
- Danny! Non posso crederci, che bello. Sono felice di rivederti.
- Sei sorpresa vero?
- Sei sorpresa vero?
- Ciao Hank! - Ma da dove venite?
- Dall'ufficio di Shaw. - Abbiamo parlato con lui di affari.
- Ma Portland? - Portland può attendere!
- E Fall River? - Anche Fall River può attendere.
- Artie vi ha detto che vuole ascoltarvi? - Oh sì.
- Non lo trovate fantastico? - Sì, ma non gli abbiamo ancora promesso niente.
- Di qua.
- Desidera? - Sono la nuova tromba di Artie Shaw.
- Non l'ho mai vista prima. - D'ora in poi mi vedrà molto spesso.
A proposito: Se mio fratello dovesse passare di qui gli dica che Shaw non fa audizioni stasera.
E se fa storie, lo butti fuori.
Gelosie familiari. - Lei come si chiama?
- Daniel... O'Tailly.
- Ciao.
- Sono contenta che tu sia già qui.
- Mi sentivo solo: Non ti vedo dal pomeriggio. Bel locale.
- Quanto staremo qui? - Tu giusto il tempo di suonare un brano.
- Questa audizione è una pura formalità. - Dov'è Hank?
- Non lo so. Sono forse il suo custode? - Credevo venisse con te.
- Avrà avuto paura. Non se la sarà sentita di subire un rifiuto.
Poveretto, come vorrei poterlo aiutare. - Oh, già.
- Sono molto affezionato a Hank. Dopotutto ci ha fatto incontrare.
E' stato lui ad acquistare l'enciclopedia e gliene sarò grato per sempre.
Tu no Ellen? Danny, non è il momento di...
- Sì, è proprio questo il momento.
Ieri ero uno studente spensierato, oggi sono un uomo con la carriera assicurata!
Un uomo con dei progetti per il futuro. - Danny, non credi che dovresti provare?
- Ho già provato per così tanto tempo.
Ellen...
cara.
Puoi dedicarmi un minuto?
- Ellen...
- Così sarei tuo fratello, eh? - Ero così in ansia per te.
- Non dovresti preoccuparti per me, fratello. - Ellen è meglio che tu vada.
- No, resta pure. - Che cosa è successo?
- Fratello Danny mi ha giocato un brutto scherzo. - Volevo restare da solo con te per una volta.
- Vedi? Sta confessando tutto. Il portiere mi ha colpito sul labbro.
Cosa ne pensi se pareggiamo i conti?
- Vi prego, salirete sul palco tra un minuto. Non rovinate tutto proprio ora.
Fate pace. Vado a dire che siete qui. Buona fortuna, cari.
- Sono arrivati i due trombettisti. - D'accordo Ellen.
- Ellen, ascolta.
- Farò suonare i tuoi amici, ma aiutami con quel tipo.
E' un personaggio importante ma non capisce nulla di musica.
- D'accordo.
- Onorato. - Signor Chisholm, la signorina Miller.
- Piacere. - Allora, le è piaciuto l'ultimo pezzo?
- Moltissimo, un pezzo eccitante. Con quale accordo avete terminato?
- Si bemolle. - Quello che pensavo.
- Volete unirvi a me? - Io devo tornare a suonare
ma la signorina Miller sa tutto sulla nostra band.
- E' un'appassionata di jazz? - Può giurarci.
- Ne sono lieto, sto diventando anch'io un appassionato.
- A dopo. - Buona fortuna Artie.
Non ne ha bisogno. Prego, si accomodi.
- Lei è un musicista? - Lo ero, ma sono stato costretto a lasciare.
Io dicevo musica e mio padre diceva tappi per bottiglie. Ha vinto lui.
- Peccato. Scommetto che suonava il banjio. - No, suonavo il mandolino.
- Tocca a voi, cosa suonate?
- Che ne dice di I'm Yours? - Ha una partitura difficile.
- So suonare qualsiasi musica. - D'accordo. E tu?
- Ne peschi una. - Ho capito, scegliela voi.
- Artie, riguardo a chi suonerà per primo suggerisco l'ordine alfabetico.
- Va bene. Sarete in scena fra 3 minuti.
- Che ti succede? Paura di sbagliare? - Non sbaglierò nessuna nota.
Non stasera. - Cos'ha di eccezionale stasera?
- Non lo so, è tutto diverso quando sai che c'è qualcuno che dipende da te.
- Cosa? - Niente. Lascia stare.
- Chi è che dipende da te?
- Nessuno, lascia perdere Hank.
- Eri da solo con Ellen quando sono arrivato. - Per la prima volta da quando la conosco.
- Cos'è successo? Cosa le hai detto? - Ascolta Hank, Ellen e io...
suppongo che a te non importi, ma quando mi sarò stabilito qui
Ellen e io... - Ti sei dichiarato a lei?
Cosa ha risposto? - Mi ha solo guardato negli occhi
dicendomi un tacito sì. - Come sai che non era un tacito no?
- E' molto semplice. Ci sono occasioni in cui il silenzio è molto più eloquente delle parole.
- Sì? - Sì.
- Va bene, se è così vi auguro tanta felicità.
Invitatemi a cena qualche volta. - Grazie Hank.
- Figurati. - Sono contento che tu abbia capito.
- Vieni, tocca a te. - Lo spartito, Danny. Buona fortuna.
- Sei davvero straordinario, ti chiamerò di sicuro. Ma se hai qualche altra proposta, accettala.
- Tu sei sicuro di quello che fai? - Sono pronto.
- D'accordo ragazzi, uno, due...
- Ma come ti permetti? - Questa volta te la farò pagare.
- Che cosa vuoi fare, lasciami!
- Quei due, fuori!
- Mi scusi. - Prego.
- Lasciami, ma sei impazzito, lasciami!
- Mi ha messo le mani addosso, lasciatemi. - Io ho chiuso con te.
- Stavolta ho chiuso davvero, ho chiuso per sempre...
- Io ho chiuso con tutti e due. Non avete più giustificazioni.
Avete rovinato tutto. Voi non avete neanche pensato a me, dopo tutto quello che ho fatto
dopo tutti gli sforzi che io...
- Hai ragione ma non puoi prendertela con me, è stato lui...
- Non voglio più rivedere nessuno di voi due!
- Danny O'Neill. Con chi ha suonato? - Con i Perennials di O'Neill.
- Mai sentiti. - Conosce Artie Shaw?
- Ha avuto a che fare con lui? - Mi conosce bene.
Nessun altro trombettista ha fatto tanta impressione su di lui.
- Un momento.
- Artie, riguardo a ieri notte, forse non dovrei dirtelo...
- Aspetta un attimo, se riguarda quei due, io...
- No, riguarda il signor Chisholm, davvero...
- Sì. Chi? Lui? Scherzi?
Buttalo fuori!
- Niente di grave? - No.
- Fuori. - D'accordo.
- Salve. Dica a Tommy che Hank Taylor è qui. - Scenda dalla scrivania.
- Va bene.
- In fondo il signor Chisholm è solo gentile. Dice che ha l'anima di un artista ma
che i suoi soldi lo stanno reprimendo. So che vorresti dare un grande concerto
e lui potrebbe finanziarlo!
- Ma chi garantisce che è diverso da quei presuntuosi ricconi ignoranti
a caccia di pubblicità? - Riuscirò a garantirti un accordo
senza condizioni. - Nessun obbligo sul repertorio?
- Nessuno. - Nè pubblicità ai tappi?
- Non se ne parla.
- D'accordo, se è così ci sto. - Mi metto subito al lavoro!
- Sì? Chi? Lui? Buttalo fuori!
- Va bene, comunque io ho offerte da Miller, Goodman e altri, sono pieno di ingaggi.
Ha perso un'occasione.
- Ho deciso che punterò su Magic Melody. - Lester sei meraviglioso, punti sempre
sulla musica. L'arte ha bisogno di uno come te.
- Tu credi?
- Mi sembra musica da caccia inglese. Che c'è, hai la tosse?
- E' il mio locale preferito. Sono bravi musicisti. Purtroppo sconosciuti.
- Ellen, ricordi quando dicevi che hanno bisogno di me?
Io potrei rivelare il loro talento al mondo. - Il primo dovere è verso gli artisti d'America.
Non sei d'accordo? - Sì, hai ragione.
- Osserva: Nella loro danza ci sono secoli di dominio slavo.
- Niente male! - Niente male? Era perfetto.
- Starà senz'altro pensando a qualche ragazza delle steppe della Russia.
Puoi capirlo dal suo volto che ha amato e sofferto.
- Ti prego, portami a casa, non resisto più. - Vieni mia cara.
- Grazie per avermi lasciato finanziare questo concerto signor Shaw.
- Di niente, si figuri.
- Devo ringraziare anche te, Ellen. Dopo tanti anni sono tornato
ad occuparmi della mia vera passione. Di quanto ha detto che ha bisogno?
- Più o meno 15.000.
- Non credi che 20.000 sia meglio? Io voglio assolutamente che il nostro
mecenate faccia bella figura. - Ha ragione, che tesoro, pensa sempre a me.
E' fortunato ad avere questo gioiello di ragazza. - Lo scopro ogni giorno di più.
- E' una musa ispiratrice. Mia madre sostiene che le donne
che ho intorno siano attratte solo dai miei soldi.
- La signorina Miller non è in casa per i signori O'Neill e Taylor.
Mai.
- Avanti.
Oh, Lester! - Resta dove sei.
Non muoverti. Non sai come sei bella al lume di candela.
- Hai portato il tuo mandolino. - Per te.
- Non avresti dovuto. - Perché no? Dobbiamo festeggiare.
Trascorreremo una serata di musica tu e io da soli.
Credimi, non c'è niente di meglio di un duetto.
- Posso usare il telefono? - Sì. Con chi vuole parlare?
- La signorina Miller.
- Lei chi è?
- Il signor... Dunn.
- Signor Dunn.
- Pronto? - Salve Ellen, sono io, Danny.
E' da un po' che ti cerco. Sono qui sotto e pensavo che forse...
- Non posso vederti stasera. Non è per vendicarmi
è che non posso. Ma certo che Hank non è qui.
Danny, sarà meglio sentirci domani. No, lui non è qui!
- Ellen aspetta!
- Buonanotte signor Dunn! - Buonanotte.
- Signor Dunn.
- Era solo un vecchio amico del college. Non saremo più disturbati Lester.
- Cosa aspettiamo, vogliamo continuare?
- Che cos'era? - Si bemolle.
- No, quel rumore. C'è qualcuno di là.
- Nella mia camera da letto?
- Non essere nervosa. - Non sono nervosa.
Vedi? Era solo la tua immaginazione.
- Sport, sta buono.
Sport, sta zitto!
Hank!? - Hai sentito più nessuno del college?
- Cosa ci fai sotto questo letto? - Cerco un bottone della camicia.
- Ho lo stesso diritto che hai tu di stare qui sotto.
Senti, se tu sei qui, mi chiedo chi c'è di là.
- E' giusto. Credevo ci fossi tu. - Sarà meglio investigare.
- Aspetta. Non possiamo farla arrabbiare proprio oggi.
- Hai ragione, non oggi. - E' per questo che sei venuto.
Me lo immaginavo. - Di cosa stai parlando?
- E' un caso che tu sia passato il giorno in cui Shaw annuncia il concerto?
- Ho letto qualcosa sul giornale, ma sono troppo occupato per aiutare Artie.
Sto lavorando moltissimo. - Stai lavorando?
Certo. - Non con Dorsey.
- Non modificherebbe mai il suo stile per me. Ho un piccolo ingaggio appena fuori città.
Non ho mai avuto tanto successo. - Quarta tromba?
- No, rigorosamente solista.
E' il concerto il motivo della tua visita? - Il concerto?
- No, sono troppo occupato. Ho lasciato Whiteman.
- Hai lasciato Whiteman? - Ha una band troppo grande
con loro avrei perso la mia individualità. Proprio come con Bix.
- Quindi sei disoccupato? - No assolutamente.
Sono stato ingaggiato in una band di stampo europeo.
Non puoi capire che emozioni può darti quella musica.
- Mi chiedo cosa stia succedendo di là.
- Forse sta facendo un'audizione. - Io non credo che Shaw abbia bisogno
di mandolini.
- Facciamo una pausa? - E' un'ottima idea.
- A volte è un po' stancante. - Sì.
- Un brindisi per il concerto!
- Lo sai Ellen, mi fai sentire un giovanotto. - Davvero?
- Hai risvegliato la mia passione per la musica. - E' molto gentile da parte tua.
- Dopo tanti anni ho qualcosa per essere impaziente.
- Alla nostra salute. - Alla nostra notte.
- Si sta approfittando di lei.
- Sembra non le dispiaccia.
- Io ho già visto quell'uomo. Ma dove?
Al locale russo. Al Little Bar!
- Anch'io l'ho già visto. E' venuto con lei all'ippodromo tempo fa.
- Dobbiamo tirarla fuori. - Cosa stiamo aspettando?
- Gradisci un altro bicchiere? - No, non credo che dovrei.
- Come desideri.
- E' questo che ammiro di te. Sei così diversa da tutte le altre ragazze.
- Sei buono con me Lester. - Sei pura, sei innocente, non potresti mai
dire una bugia. Ho sentito certe storie.
Cos'è stato? C'è qualcuno di là. - E' ancora la tua immaginazione.
- No, guarda.
- Ma che cosa?
Chi è?
Danny! E' solo un vicino, vorrà che gli presti
la falciatrice o altro. Scusami.
- Danny, sei tu?
- Quel tipo è di nuovo qui? Mi perdoni signor...
- Chisholm. - Sì, Ellen mi ha detto di lei.
Credo che si stia liberando di lui. Meglio così.
Io l'ho avvertita, le ho detto: O lui o me. Mi fidavo di quel ragazzo.
Ero al college con lui. Abbiamo diviso stanza, abiti, problemi
ma Ellen non si divide. Lei non mi biasima, vero?
- Non lo so. Credo che sia meglio che vada. - Resti pure qui.
Si metta a suo agio. Vuole da bere?
- No. - E' stato un piacere.
- Misericordia.
- Come ti sei permesso di venire qui? - Sono così felice di rivederti.
- Devi andartene immediatamente. - Aspetta, tu hai bisogno di me.
- Cosa? - Non sono qui per biasimarti ma...
- Di cosa stai parlando? - Lui non è una persona adatta a te
stai commettendo un errore. Non è colpa tua, io e Hank ce ne rendiamo conto
- Hank? E' qui anche lui? - Si sta prendendo cura dei dettagli.
- Perfetto.
- Oh cielo! - Lester, no aspetta un attimo!
Lester! - Non mi hai detto che eri sposata.
- Non sono sposata! - Chi era quell'uomo?
- Quello è solo Hank. - Non posso crederci, tutti questi uomini...
mio Dio! - Non agitarti, li manderò subito via.
- Non peggiorare le cose. Io non posso accettarlo, non posso!
Partirò per Cincinnati domattina. - Cincinnati? E il concerto?
- Dì al signor Shaw che ho apprezzato la possibilità che mi ha dato
ma viste le circostanze, non accetto! - Lester non puoi gettare via così
la tua carriera musicale! - La mia carriera musicale è finita:
Tieni, non lo toccherò mai più.
- Ha detto "io non lo sapevo".
- Povero signor Chisholm!
- E ha detto "sarà meglio che vada".
- Ascolta Ellen... - l'abbiamo fatto per il tuo bene...
- forse siamo stati un po' drastici... - forse anche un po' brutali ma...
- ci ringrazierai per questo.
- Dovrei anche ringraziarvi? Stavolta credo che Artie non ve la perdonerà.
- Artie? - Che cosa c'entra?
- Che cosa ha a che fare Artie con Chisholm?
- Chisholm era il finanziatore del concerto, razza di stupidi!
- Il concerto?
- Va bene, ricominciamo. Siete pronti laggiù?
- Ellen! Devi ascoltarmi.
- C'è una sola cosa che devo fare: Dire ad Artie che il concerto è annullato
e poi lasciare la città col primo treno. - Ellen, non farlo.
Non avrei voluto metterti nei guai. Mi dispiace davvero. Lo sai che cosa provo per te.
Ricordi l'altra notte, proprio qui, quando ho cantato? Io non scherzavo.
- Ricordo solo due parole di quella canzone: Quando diceva "ti lascerò".
- Era soltanto una canzone. - No Danny, è troppo tardi.
- Va' lì come se nulla fosse successo, tra un'ora sarò qui con Chisholm.
- Cosa vuoi fare? - Non parlarne con Shaw fino al mio ritorno.
- Cosa posso dirgli? - Inventa qualcosa. Dammi solo un'ora.
- Va bene, un'ora. - Perfetto.
- Svelto Danny. Presto, c'è poco tempo.
- Quali 20.000? Ah, quei 20.000. Rimandali a Cincinnati, sto tornando là.
- Un momento, ci ho ripensato, puoi lasciarli lì dove sono.
- Ciarlatano, esca da questa stanza. - Le ho riportato il suo mandolino.
- Non voglio ascoltarla. Se ne vada. - Si calmi. Ci ascolterà che lo voglia o no.
- Noi siamo qui per Ellen. - Non dica il suo nome in mia presenza.
- Non dica così. - Chi è lei?
- Sono un uomo che ama fare giustizia. Avanti, parla.
- Non posso. - Di' tutto!
- Va bene. Signor Chisholm, le devo fare una confessione.
Io non l'avevo mai fatto in vita mia. Ho mentito.
- Vai avanti. - Va bene.
Ellen è innocente. - Cosa? Ho visto tutto con i miei occhi.
- Lui l'ha calunniata, capisce? - Ci penso io.
- Non sono il marito di Ellen. - Questo lo so.
- Cosa? - Chi è lei?
- Lui è suo fratello Hank. - Fratello?
Dovrebbe vergognarsi. - E' vero.
- Perchè si è prestato a questa messinscena? - Stavo solo cercando di proteggerla.
- Non sapevamo chi fosse lei. - E quanto fosse importante.
- Lei è l'uomo più importante della sua vita. - Oh, non avevo capito!
- Che cosa ho fatto. - Lei è stato meschino.
- Ha giudicato male quella brava ragazza. - E' giunto a conclusioni affrettate.
- Povero me. Credete che mi perdonerà? - Ha una chance se la prende nel modo giusto.
- Se corre da lei e si getta ai suoi piedi. - E la implora di dimenticare.
- Lo farò. Pensate che non mi permetterà più di finanziare il concerto?
- No, non credo che lo farà. - Non è vendicativa. Ma si sbrighi.
- Ha ragione. Prendo cappello e guanti.
Mettetevi a vostro agio.
- Ellen sarà soddisfatta di noi. - Puoi giurarci.
- Ti fa star meglio, eh? Certo sacrificarsi, fare del bene agli altri...
- Questa è la vita. - Ci vogliono tanti sacrifici per andare lontano.
Dobbiamo pensare alle nostre carriere. Dopotutto siamo intimi amici del mecenate di Shaw...
- Non possiamo usare Chisholm. Potrebbe causare altri imbarazzi ad Ellen.
- Non voglio che ci giudichi due falliti. - Se non fosse per noi il concerto non si farebbe.
- Certamente. Ci deve una chance.
- Eccomi qui. Se c'è qualcosa che posso fare per voi.
- No, non deve sdebitarsi. Se avesse bisogno di noi...
- Avete già fatto abbastanza.
- Non le serve qualcuno per scegliere i brani del concerto o cose del genere?
- Non scelgo i brani del concerto. A malapena esprimo un parere.
- Invece dovrebbe. - In fondo sono solo il mecenate.
- Solo il mecenate? - Lei è l'impresario, l'uomo più importante
il fulcro dell'intera organizzazione! - Lei deve prendere decisioni!
- Scegliere la musica! - Ingaggiare!
- E' suo dovere. - Pensi agli altri mecenati: Li deluderà!
- Deluderà anche Shaw. - E' terribile. Perché nessuno me l'ha mai detto?
Sarei stato felice di farlo.
- E' ancora in tempo. - Però deve sbrigarsi.
- Non so da dove cominciare. Cosa suggerite? - Prima di tutto aggiunga un brano.
- E' una buona idea, ma ora non ricordo... - Si ricorda "Rolling Back to Mamy on
the Big River Blues"? - "Rolling Back to Mamy on the Big River Blues"?
- Perfetto! - La conosce!
- Non siate avventati. Forse c'è qualcosa di meglio. Una canzone folk.
- Una canzone folk? Ho quello che fa per lei.
Ascolti.
- Le piacerà. Immagini ampie distese. Il deserto. Avanti, suonala, Danny.
- Mi piace. Come si chiama? - O'Down the Bay. Questa è New Orleans.
- Ci sono stato. Ma non la riconosco. - Non mi dica!
- E' lo spirito di New Orleans, c'è l'odore del delta. - Io sento l'odore del delta. Lei no?
- Sono un po' raffreddato. - Il suo mandolino potrà curarla!
- Lo suoni, coraggio amico.
- Proprio così, segua il ritmo. - Ci siamo.
- Sono entusiasta, devo vedere subito Shaw. - Andiamo! Non deluda l'America.
- Sicuri che posso farlo? - Può fare tutto.
- Tutto? - Ma certo!
- Allora non solo farò in modo che a questo brano venga data la massima considerazione
farò di più. Lo suonerò io stesso con il mio mandolino.
- Non appena vi darò l'attacco i tromboni faranno la loro entrata.
Dopodiché entreranno i sax e infine gli strumenti a corda.
- Ellen, puoi perdonarmi? - Lester!
- So che non me lo merito. Ti ho deluso troppe volte ma farò di tutto per rimediare.
Shaw? Posso parlare? - Certo. 10 minuti ragazzi.
Signor Chisholm, che piacere. - Non sono qui per farle visita.
Si sieda. Anche lei.
Fin'ora mi sono sottratto ai miei doveri, ma ora rimedierò con una canzone folk.
Vedrete, vi stupirà. - Una canzone folk?
- C'è tutto: Le ampie distese, il fruscio delle cascate, il Mississippi...
- Ma è stucchevole! - Fa così...
- O'Down the Bay... C'è l'odore del delta.
Chattanouga, Louisiana, Grande Nord, Grande Sud... c'è festa ragazzo!
Fischia il battello a vapore. E' la mia città natale. La tua città natale. Di tutti quanti.
Cincinnati! - Sta scherzando?
- Travolgerà il paese. Voglio che venga suonata al concerto.
- Se è questo quello che vuole... - Sta' calmo Artie.
- Cascate, fischi di battelli a vapore... - e ampie distese!
- Io l'ho sentita e non è male come canzone. - Io però non la conosco.
Chi la potrebbe suonare? - Vi porterò qui il compositore.
Sta aspettando di là. Lo chiamo.
Tutto a posto. - Ottimo lavoro.
- Vada da lui, la sta aspettando. - Vado.
- Un momento. Sarà meglio rivelare il nostro segreto: Che io suonerò il mandolino.
- Non vorrà sciupare la sorpresa? - Prima deve provare, non è ancora all'altezza.
- Non vorrà fare brutta figura davanti a Ellen? - Glielo dirò più tardi, mentre suona. Va bene?
- No, noi resteremo qui. Troppe persone potrebbero innervosire Shaw.
- Potrei essere d'aiuto. - Venga con me, le comprerò un sigaro.
- Non mi piacciono i sigari. - Lo fumerò io. Andiamo.
- Artie, sarà qui a momenti. - Sì ma sto bloccando le prove.
- Salve signor Shaw.
- Sei di nuovo tu!
- Credo di sì.
- Non vorrai che un litigio comprometta il successo di una buona canzone?
- Va bene, sentiamo. Ma si sbrighi. - Sì.
- Allora ti è piaciuta?
- Carina. Non mi dispiace. Con un buon arrangiamento potrebbe anche andar bene.
Ma niente problemi stavolta. - Non si preoccupi. Grazie mille.
- Chisholm che suona il mandolino. Questa è buona. Coraggio, chiamate i ragazzi.
- E' passata un'ora. Chisholm è qui. Sono piaciuto ad Artie. Visto, ho recuperato!
Adesso mi crederai. - Per ora hai vinto una medaglia d'ottone.
E' la tua grande occasione. - Lo spero.
- Come è andata? - Cosa ha detto?
- Cincinnati è in scaletta! - Fantastico, andiamo a festeggiare.
- Un brindisi al concerto! - Al concerto.
- Siamo fieri di te. - Sono solo il mecenate.
- E' un ruolo molto importante Lester. - Non certo come essere uno degli artisti.
- Guardi questa bottiglia, è quasi vuota. Ne vogliamo aprire un'altra?
- Scusatemi. Certo. Non ditele niente.
- Non si preoccupi. - Lester aspetta un minuto.
Dirmi cosa? - Solo una piccola sorpresa.
Avanti, diciamoglielo: Suonerò al concerto!
- Lester non puoi! - Sì invece e tu ne sarai entusiasta.
Ma che sto facendo qui? Ci occorre del vino.
- Voi non c'entrate nulla, vero? - No, l'abbiamo solo un po' lusingato.
- Se si offendesse annullerebbe il concerto. - Come lo direte a Shaw?
- Non lo scoprirà mai. Hank terrà lontano Chisholm.
- Io? No. - Scusa, io sarò occupato a suonare.
- Facciamo un patto. Tu mi procurerai un ingaggio con Artie Shaw e io mi occuperò di Chisholm.
- Farò del mio meglio. - Me lo auguro per te, altrimenti...
- 5 minuti di pausa.
- Complimenti Artie. - Sei stato meraviglioso.
- Vi ringrazio. - L'arrangiamento.
- Hai apportato quelle modifiche? - Sì ma non mi piacciono più dopo questo.
- C'è un favore che vorrei chiederle. Conosco un trombettista
è davvero bravo... - Aspetta un attimo: Non quel tuo amico!
Potrebbe precipitare dal palco. Niente da fare, punto.
Lo esaminerò domani.
- Cosa possiamo fare per il povero Hank? - Sarà molto dura ma ci riproverò.
96,2,3... 97,2,3... 98,2,3... 99,2,3... 100, stop.
- 100 volte senza errori. - No, ti sei un po' confuso sulla 37
ed eri fuori tempo sulla 66. Altre 100 e poi andiamo a dormire.
- Mancano solo due giorni al concerto: Vado a dire ad Artie il nostro segreto.
- Non ancora. E poi è tardi. - Ma la band sta ancora provando.
- Non sei abbastanza pronto!
- Ho provato per 10 giorni 12 ore al giorno, 6 ore di notte: Sono esausto!
- Ricominciamo?
- Questa sera Artie Shaw presenterà al mondo un'interessante novità musicale.
Devo essere io! - Sì, certo.
- Sei preoccupato per stasera? - Io no. Tu lo sei?
- Niente affatto. Ti sentiresti meglio se ti facessi una bella dormita.
- Pensa alla tua salute. Soffro di insonnia. - Insonnia? Che peccato. Dovresti...
- Avanti! - Buon pomeriggio signori.
- Salve. Hank bevi qualcosa? - Buona idea.
- Torno subito, tu fa pure con comodo.
- Pronto? II teatro Majestic per favore.
- Andranno bene.
- Cosa? Ci sono novità? Scusa è una faccenda personale.
- Senti Danny, non mi mentiresti in questo momento, non è così?
- Ti ripeto: È tutto a posto, devi venire qui subito.
- Questo sistema molte cose. Chisholm? Aspetta un attimo.
Non preoccuparti per lui. Ho un'idea per trattenerlo qui. A presto, ciao.
- Buone notizie? - Punti di vista. Un buon vino per un uomo
e veleno per un altro. - Già. Vedrai che tutto andrà per il meglio.
E' sempre buio prima del sorgere dell'alba. - L'amico che vale è chi ti fa sorridere quando
il resto del mondo va a pezzi. - Grande verità.
Può servirci qui?
Se dovesse succedere qualcosa tra noi ricorda che sei sempre nel mio cuore.
- Sappi che è reciproco.
- In bocca al lupo. - E sogni felici!
- Salute!
- Come sarebbe non risponde? Lasci perdere.
- Non riesco a rintracciare Hank. Non mi crederai ma non ho niente a che fare con questo.
- In passato avrei avuto qualche dubbio ma ora non più.
Il tuo miglioramento è sorprendente. Ti prenderò come mio manager.
- Grazie. Ora ascolterete un brano blues che recentemente ha attirato la mia attenzione
per il suo titolo "O'Down the Bay". Con un po' di modifiche
si è trasformato in qualcosa di piuttosto speciale.
E' un piacere per me presentarvi il compositore: Danny O'Neill.
- Coraggio, vai!
- Come va? - Bene.
- Perfetto. Sta a te.
- Danny, sei stato magnifico. - Ti prometto che avrai un buon ingaggio.
- Grazie. - Anche per non perdere un buon manager.
- Eccolo, è lui! - Artie!
- No, non è lui.
- 99, 100... prova ancora...
- Niente male! - Era perfetto!
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.