All language subtitles for cicciolina

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Original subtitles

(radio) SPEAKER: Questa è "Non me la menare".

("NON ME LA MENARE" DALLA RADIO)

(PIANTO DI NEONATO)

(PIANTO DI NEONATO CONTINUA)

Dai, vai, te.

Dai, tocca a te e poi ho il turno presto.

Vabbè, dai.

Amore, la mamma sta arrivando.

MARISA: Raffaele, hai messo te il pannolino ieri sera?

(SUONO GIOCATTOLO)

(PIANTO DI NEONATO CONTINUA)

Sentito? Questa semplicità?

La puoi avere solo con una chitarra classica.

Se inizi con una elettrica ti fai solo del male.

Tu sei bravissimo.

Non so se riuscirò mai ad arrivare a questo livello.

Ma no, no, la voglia mi pare che c'è tutta.

Con un po' di impegno sono sicuro che ce la puoi fare.

Anzi, facciamo così...

..per incoraggiarti ti faccio anche un po' di sconto sulla chitarra.

- Grazie! - Dai.

- E fammi sapere come va, eh. - Certo e grazie ancora.

Figurati.

- Vado in pausa pranzo. - Lello, che cazzo hai fatto?

Che cazzo ho fatto, signor Bonelli?

Quel ragazzo voleva comprare una chitarra da 700.000 lire

e tu gliene hai venduto una da 200!

Ma che cazzo ti dice la testa, eh?

Ma il ragazzo sta approcciando ora lo strumento.

Mi sembrava quantomeno prematuro

vendergli la chitarra di Jimi Hendrix.

E chi se ne frega! Noi siamo qua per fatturare.

Se poi quel ragazzo cambia idea, meglio così,

si comprerà un altro strumento qui da noi, no?

Te lo scaldo, Lello?

No, no, grazie, va bene così.

MAX: "E' una sensazione strana quando ti accorgi che la tua vita

è diventata molto diversa da quella che avevi sognato.

E tutto quello che puoi fare è chiederti...

..'Ma come è potuto succedere?'."

("CON UN DECA" 883)

UOMO: Gli 883!

DONNA: Max Pezzali e Mauro Repetto!

UOMO: 883!

- FIORELLO: Ciao. - Ciao.

Vuoi un caffè?

Sì, grazie.

Che poi, in pratica...

..si tratta di andare in giro a far cantare le persone

con le scritte sotto.

Ma che scritte?

Ecco, vedi, non è facile neanche da spiegare.

Praticamente, le parole della canzone stanno in sovrimpressione

e man mano che la canzone va avanti, le scritte si vanno colorando.

- Capito? - No.

Ecco, infatti, non si capisce. Basta, non lo faccio.

Che poi, io dico, come può avere successo una cosa del genere?

Ma a chi può interessare?

Io non so neanche se sono adatto a fare il presentatore,

perché io non sono un presentatore, faccio tantissime altre cose.

Tipo?

Beh, tipo sono un deejay...

..sono un animatore dei villaggi, sono un cantante.

Ma allora, scusa, fai tutte queste cose.

In che senso?

No, dico, magari potresti essere un presentatore diverso.

Un presentatore che fa tutte le cose che sai fare tu.

Fallo il programma, però...

..fallo a modo tuo.

Mhm.

Penso sia il giorno...

..peggiore della mia vita.

Sì, sì, sì, sì, ma guarda, io ti ripeto, eh, all'inizio ero scettico,

molto scettico, poi però questa mia amica mi ha fatto riflettere

sul fatto che queste cose potrebbero essere nelle mie corde, capisci?

Che poi di corde ne ho tante io: cantante,

animatore turistico, imitatore.

Vabbè, se mi hai chiamato lo sai quello che so fare.

E' che questa mia amica mi ha fatto unire i puntini

e queste mie cose, all'interno di un contenitore come quello

che tu hai in mente, potrebbero funzionare.

Scusami tantissimo, dov'è Silvia?

Chi cazzo è Silvia?

La mia amica, quella bionda, stava qui stamattina.

Ah, Silvia, sì. Guarda, una ragazza fantastica.

Ho parlato tutta la mattina di cose profondissime,

mi ha aperto nuovi orizzonti. - Ma dov'è ora?

Io non lo so, ti stava aspettando e poi se ne è tornata a Parma.

- A Parma? - A Parma, scusami, a Piacenza.

Sì, sì, sì, sì.

Sì, però non è che ci dobbiamo fare tutte queste grandi aspettative, eh.

Cioè, nel senso, il programma è una cosa per pochi, una cosa di nicchia.

Non ci aspettiamo tutti questi grandi numeri.

Senti, com'è che lo volevi chiamare?

"Karaoke"?

Ma che nome assurdo è, scusami?

Questo è decisamente il momento peggiore della mia vita.

Amore.

Ale, ma che cazzo stai facendo?

Che ci fai a quest'ora sotto casa mia?

Ehm, ti stavo aspettando.

Da quanto?

Da... E tu perché non sei tornata a casa a dormire? Dove sei stata?

A Milano, te l'avevo detto.

Poi mi sono ricordata che Pezzali e Repetto erano lì

e sono andata a trovarli, e poi si è fatto tardi e allora...

Chi cazzo sono Pezzali e Repetto?

Ma come "chi cazzo sono"? Te ne ho parlato mille volte.

Sono stati su Italia Uno, si chiamavano I Pop,

ora si chiamano 883.

Hanno fatto questa canzone che è in radio,

che si chiama "Non me la menare",

a cui modestamente ho contribuito pure io.

Ma tu hai dormito con loro?

No, no, no, che dici?

Cioè, sì da loro, ma non con loro.

In un'altra stanza, in un altro letto,

che se proprio lo vuoi sapere, è il letto di Sandy Marton.

Ma chi? Sandy Marton il cantante?

Ale, ma cosa dici? Si è ritirato, non fa più il cantante.

Ora vive a Ibiza, è per questo che il letto era vuoto.

Va bene, ma Silvia, mi hai tradito?

Ale, ti ho appena detto che ho dormito nel letto di Sandy Marton

e tu mi chiedi se ti ho tradito.

Ti rendi conto della mentalità provinciale?

Stai facendo una tragedia perché sono andata a trovare

dei miei amici a Milano, amici artisti che stanno portando avanti

un progetto molto importante e che mi hanno chiesto una mano.

Scusa se ogni tanto mi occupo di cose un po' più alte

rispetto a qual è la media ponderata per i cazzo di esami

per diventare avvocato!

Scusa, scusa.

Silvia, mi stai lasciando?

Non ti piaccio più?

Ale, io sinceramente non lo so.

E adesso cosa dico a nonna Margherita?

Che cosa c'entra adesso nonna Margherita?

E' che stiamo organizzando la sua festa di compleanno

e lo sai quanto ci tiene a te, chiede sempre di te.

La nonna Margherita è quella di Udine o quella più vecchia?

("GLI ALTRI SIAMO NOI" UMBERTO TOZZI DALLA RADIO)

Ragazzi, io ve lo dico, non possiamo continuare così.

Non sono il vostro cazzo di autista.

Cioè...

..potrei esserlo, però ben retribuito.

Cazzo, ogni 24 ore mi fate venire a Milano per un'emergenza diversa.

Allora?

Come è andata con la Panayiotopoulos?

Come cazzo fai a saperlo?

Secondo te l'indirizzo di Milano chi gliel'ha dato?

E certo.

Come cazzo sapeva dove stavamo?

Lo vedi? Io ho troppi casini in questo periodo.

Io sto cominciando a perdermi le cose.

Vabbè, avete scopato o no?

No. Cisco, ma è possibile che non pensi ad altro?

Cioè, hai mai pensato che può essere più complicato di così?

Lo sapevo.

Tu riesci sempre e solo a deludermi.

Vabbè, andiamo che ho lasciato la macchina in seconda fila

e a Milano si incazzano subito.

MAURO: "C'avete una marcia in più", poi all'improvviso basta.

"La provincia è una merda, non gliene frega un cazzo a nessuno,"

"l'album non ha il titolo". Oh!

Ma non è il titolo, Mauro, non è il titolo.

Gli manca qualcosa, per questo non ce lo vuol far fare.

In che senso non fate più il disco?

Cisco, secondo te perché cazzo ci siamo fatti venire

a prendere a Milano? - Pensavo aveste finito.

Scusami, che cazzo ne so io quanto ci vuole a fare un album?

No, scusate, questa è una tragedia assoluta.

Non è una tragedia.

Evidentemente non siamo pronti per fare un album.

E' una cosa che ci sta.

- No, invece è proprio una tragedia. - Ma certo che è una tragedia, Max!

Ma perché devi sempre minimizzare tutto?

- Non sto minimizzando! - Ma certo che stai minimizzando!

Cecchetto ha ragione.

Mancano dei pezzi mitici.

Max, i pezzi che abbiamo fatto sono mitici!

Ma certo che sono mitici, devono esserlo per forza.

Che cazzo ne sai te, Cisco? Cosa ne sai?

Non hai mai sentito una canzone di quelle che abbiamo fatto.

Vabbè, ma andavo sulla fiducia.

Ho detto: "Il mio migliore amico Max, in quanto mio amico,"

"se dice che farà un album, poi lo fa". - Ma certo.

Non è che molla tutto e mi lascia nella merda così.

A me le canzoni piacciono, solo...

In che senso "sei nella merda"?

Ho fatto una...

..un'offerta per prendere in gestione la Jolly Blue.

Ma sei scemo?

Come ti è saltato in mente?

Quanto hai speso?

Sentite, ho preso come un segno del destino

il fatto di essere venuto lì e avervi ispirato.

Voi ci avete fatto una canzone e il mio piano brillante

si basava sul fatto che voi due stronzi

facevate un album di successo.

E per la proprietà transitiva della svolta,

io sbancavo a mia volta in quanto proprietario

dell'originale sala giochi da cui è tratto

il grande album di successo degli 883.

Era un piano perfetto, ma voi come al solito dovete rovinare tutto.

Cisco, scusami, però il tuo ragionamento

è totalmente campato in aria.

Ma ti pare che uno cambia vita così?

E perché, com'è che si cambia vita? Sentiamo.

Te lo dico io, senza grandi annunci, senza troppi programmi.

Si cambia, punto.

("BOYS DON'T CRY" THE CURE)

Ok.

Me lo dai uno strappo a casa?

Cioè, dopo tutto il casino che mi avete combinato,

vuoi pure lo strappo a casa? Guarda che sei senza vergogna tu.

("BOYS DON'T CRY" CONTINUA IN SOTTOFONDO)

Grazie, eh.

Prego.

Dai, Repetto, sali che mi fai troppa pena.

Massimo...

..quindi non vivi più a Milano?

Allora, innanzitutto io non ho mai detto che sarei andato

a vivere a Milano.

Ho sempre detto che sarei andato a Milano a fare un disco.

Punto.

Adesso stiamo rivedendo alcune cose.

E allora il disco non lo fate più?

Papà, però a me questo tono inquisitorio non mi piace.

Cioè, stiamo facendo il disco.

Certo che lo facciamo il disco, solo con...

..dei tempi più dilatati, che poi sono normali.

Papà, tu che non capisci niente di tempi discografici,

giustamente dici cose a caso.

Senti, Massimo, adesso c'è da capire un po'.

Università no, contratto in Croce Rossa no,

una mano in negozi a noi non la vuoi dare.

Eh, ragazzo mio, qualcosa bisogna pur che tu faccia.

E infatti stavo facendo un disco, papà.

Quello facevo.

Che non è una cosa semplice,

quindi è normale che i tempi si dilatino un po'.

Ma almeno ti hanno pagato?

Massimo, te hai firmato qualcosa?

Guarda che in televisione parlano sempre dei contratti miliardari

che fanno i cantanti. Anche ieri, cos'è che stavamo guardando sul Due?

Vabbè, c'era quel ragazzo, quello di Firenze. Te lo ricordi?

Allora, il contratto lo stiamo discutendo, il contratto.

E' che ci vuole un po' di tempo per limare quelle divergenze

che inevitabilmente si creano...

..quando...

Anzi, ora devo andare a fare una chiamata urgente, perché...

..è una chiamata urgente. Lesso sempre ottimo.

Ma...

(LINEA LIBERA)

Sì, buonasera, sono Max, Massimo Pezzali.

Buonasera, vorrei parlare con Silvia, per favore.

Ah, la nonna di Alessandro.

90 anni.

Complimenti! Accidenti!

Sì, eh, ma mi sa dire quando torna?

Ah, dorme fuori.

Ciao nonna.

Hai visto che bella festa?

Stai mangiando qualcosa, vero?

Te la ricordi la Silvia? Te l'ho presentata l'anno scorso.

Vieni, ti faccio vedere una cosa.

Quando a casa mia era un casino, io dormivo qui.

Tra la terza e la quarta sono stato quasi un anno.

Non lo sapevo, non me l'hai mai detto.

Eh, lo so, perché io parlo solo di università e di medie ponderate.

Dai, Ale.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Allora ci vediamo domani?

Mh.

Senti, Silvia, io non sono uno stupido.

Lo so come mi vedi, non sono scemo, l'ho capito.

E ho capito anche che ci stiamo lasciando.

Ale...

E' che non è facile diventare un'altra persona

da un giorno all'altro.

Chi cazzo ci riesce?

Pensa, ho sentito anche la canzone del tuo amico, di...

..ora mi viene, eh.

Di Pezzali, Pezzali!

E pensa, ho capito chi è Pezzali.

Sì, faceva il liceo con noi, è quello biondino con i capelli fino a qui,

strano, però simpatico.

Perché stai ridendo?

Perché?

Toh, te l'ho detto che era chiuso pure questo.

Vabbè, c'è il distributore, dai, facciamo prima.

Dai, Mauro, però veloce, per favore.

E perché?

Cosa perché?

No, perché devo fare veloce?

Non abbiamo da fare. Non abbiamo niente da fare,

è un'ora che proviamo a comprare le sigarette.

Poi andremo da Cisco che ci farà vedere la sala giochi

che lo manderà in rovina e poi andremo a dormire.

E domani uguale, però senza la sala giochi

perché l'avremo già vista oggi.

Niente, non prende il deca.

Ce li hai due da cinque?

Senti, ma secondo te...

..dovevamo firmare un contratto noi?

Io non ci ho pensato sinceramente.

Però effettivamente i cantanti e le rockstar li firmano i contratti.

Sì, Mauro, le rockstar,

però noi non è che abbiamo proprio le facce da rockstar.

Secondo me siamo veramente a tanto così da essere ricordati

come i due coglioni di Pavia che pensavano di spaccare tutto

e invece si ritrovano a fare esattamente

quello che facevano un anno fa.

Ovvero un cazzo.

Ovvero un cazzo.

Eh?

Vabbè, non dovete immaginarla così, eh.

Qua non ci entra nessuno da sei mesi.

Ma ora con calma la sistemiamo, ci mettiamo e la rendiamo nuova.

Poi grazie a Nemorino adesso abbiamo anche risolto questa cosa della luce.

NEMORINO: In che senso?

Scusa, tu non hai fatto le professionali?

Non insegnano queste cose?

Cisco, io ho fatto l'Alberghiero.

E perché, negli alberghi non ci sono i quadri elettrici?

Dai, su, vai.

MAX: Sì, Cisco, non è messa proprio benissimo, eh.

E' la sala giochi di quando eravamo bambini!

- Sì. - Ora ho un sogno anch'io, non solo tu.

Mh, adesso sono io che non ho più un sogno.

Ho sentito la vostra canzone in radio ieri sera.

Veramente?

Sì, due volte l'ho beccata.

Cazzo, hai sentito una nostra canzone!

E' da due anni che suoniamo.

Max, è...

..è bellissima.

Ma è serio?

Io non capisco mai quando è serio e quando scherza.

Sì che è serio.

- Cioè, sei serio? - Sei serio?

Andatevene.

Non vi voglio più vedere.

Dovete finire l'album.

Chi se ne frega di che cosa dicono quelli a Milano?

Che cazzo fate? Vi arrendete dopo la prima difficoltà?

Oh!

Andare, muoversi! Dovete andarvene, andate.

Qua abbiamo la situazione sotto controllo, ci pensa Nemorino.

Ah, e raga?

MAX: Eh?

Dite a quelli di Milano che ce l'avete un titolo...

.."Jolly"...

.."Blue".

Bellissimo!

Andate a 'fanculo.

- Nemorino? - Eh?

Com'è?

MAX: Però, Mauro, io più ci penso e più sono convinto che "Il problema"

fosse una cazzo di canzone.

Cioè, era onesta.

Evidentemente non abbastanza onesta, non lo so.

Io te l'ho detto prima, Cecchetto non ha capito un cazzo

di quello che volevamo dire con questa canzone.

Niente, un cazzo, zero.

No, mi sa di no, a 'sto punto no.

E diciamoglielo ancora, però! Se ci crediamo, riproviamoci.

Che poi forse è questo il punto, gli diciamo le stesse cose meglio.

Scriviamo veramente com'è stare qui.

Facciamo un...

..scriviamo il nostro inno alla noia.

Tanto è questo che si merita questa cazzo di città.

- Esatto. Esattamente! E lo sai come lo iniziamo? - Come?

Lo iniziamo con io e te che parliamo sempre delle stesse cose.

Sì, che poi...

Perché è quello che facciamo, Mauro, sempre le stesse cose diciamo.

Allora aspetta, ho mille idee a riguardo, perché...

..mi sono già messo a scrivere della roba. Mi serve il quaderno.

Ok.

- Ok, ci sei? - Sì.

Allora...

..riproviamo.

(BASE RITMATA)

# Ne parlavamo tanto tanti anni fa... #

# ..di quanto ci sta stretta questa città... #

# ..della sua gente e delle sue manie,

# due discoteche... #

- Due discoteche...? - Eh?

Due discoteche...?

E... pochissimi tabaccai.

Eh, no, la usiamo dopo "tabaccaio".

Nel verso dopo.

E... scusa.

- Eh. - Mh.

Adesso mi è venuta.

Semplice, semplice.

Basta!

- Perché? - Semplice. Ah, poi qua.

Bello!

Cade meglio.

Vero.

- Prego. - Bello.

- Vado, eh. - Vai.

# Ne parlavamo tanto tanti anni fa... #

# ..di quanto è paranoica questa città... #

# ..della sua gente e delle sue manie... #

# ..due discoteche e 106 farmacie. #

("CON UN DECA" CONTINUA)

("CON UN DECA" CONTINUA)

Ma qui mica sono capace di aggiustarlo io.

Qui ti serve un elettricista bravo.

Ti sei tenuto qualcosa da parte?

E certo, che cazzo ti sembro, uno che si butta in una roba del genere

senza avere un paracadute?

("CON UN DECA" DAL REGISTRATORE)

Bellissima, bellissima, bellissima.

- Oh! - Eh!

Eh, adesso?

- Non lo so. - Cosa non lo so?

Non lo so, Mauro, non lo so.

Cioè, questa è la nostra ultima possibilità.

Se toppiamo questo, non è che possiamo fargliene un altro.

- E' questo. - E' questo.

E' che più ci penso e più sono convinto

che non è che sia poi così diversa da "Il problema".

- No, beh, questa è molto più bella di "Il problema". - Sì.

Questo è un pezzo spettacolare, cioè, è il pezzo più bello

che abbiamo mai fatto, capito? E' di più.

Sì, ma poi comunque lui ha già detto che tanto se ne parla

la prossima estate. - No, col cazzo, col cazzo.

Questa è la nostra estate.

Estate 1992, l'estate degli 883, punto!

Ora il nostro motto deve essere solamente uno...

.."Dignità zero".

Rompiamo. Il cazzo. A tutti.

(insieme) Pierpa!

Cazzo, ragazzi, me fate veni' un infarto!

Abbiamo un'emergenza.

Abbiamo fatto un pezzo nuovo e ci sembra...

..bello. Cioè, lui dice che è bellissimo,

io dico che non è che ci salva l'estate, però...

MAURO: Io in realtà ho detto tutta una serie di altre cose,

tipo il concetto di dignità zero, che poi è il concetto

che ci ha portato fin qui.

- Che cazzo gliene frega a Pierpaolo? Fammi dire qualcosa pure a me.

Ma che state a di'? Dammi quel coso, dai, dammi 'sta cassetta.

(LINEA LIBERA)

(TELEFONO SQUILLA)

("CON UN DECA" DALL'AUTORADIO)

Sicuramente è il pezzo migliore che avete fatto.

Oh, visto?

Ma veramente, eh.

Cioè, c'è più talento qua che in metà dei pezzi che passiamo in radio.

Cioè, assurdo, incredibile, testuali parole.

Ma, ovviamente, non va bene per un cazzo.

Perché non va bene, Pierpaolo? Perché?

Ragazzi, porco due, è esattamente quello che Cecchetto

vi aveva chiesto di non fare.

Non parlate della provincia, 'sti cazzi di Pavia!

Serve un pezzo che dia il titolo all'album.

Guarda che c'avete una capoccia dura.

Ma hai appena detto che è il pezzo migliore che abbiamo fatto.

E' un pezzo bellissimo, però un disco non si può chiamare "Con un deca".

Serve il pezzo, che cazzo!

Serve un pezzone che poi dia il titolo all'album.

Ragazzi, non lo so.

Lunedì avremmo dovuto consegnare i master,

mo non è che c'è tempo per pensare a un pezzo nuovo.

Dai, l'estate è andata.

No, no, no. L'estate non è andata, basta dire 'sta roba.

Pierpa...

..noi abbiamo solo te.

Solo te. Quindi, se tu...

..credi in noi, se pensi veramente che abbiamo un talento...

..adesso è il momento di dircelo.

Dove le registrate queste cassette?

Sì!

Sì!

Ragazzi, ma...

..ma che cazzo è qua?

Ma quanto è lontano 'sto posto?

Io mica avevo capito.

MAURO: Diciamo che è una situazione in via di sviluppo, però...

- MAX: Sì, un po' underground. - Sì.

Letteralmente, perché sta sottoterra.

Però, ragazzi, attenzione, perché a sorpresa

questo posto non mi dispiace. - Eh!

C'ha una sua verità. E' un po' il vostro nido creativo.

- Sì. - Vero?

Eh, e allora dai, forza, cominciamo, eh?

C'ho una bella sensazione.

Io dico che noi adesso ci chiudiamo qua dentro,

tempo un paio d'ore, tiriamo fuori un pezzone che la gente

fra 20 anni ancora se lo ricorda, eh?

Dai ragazzi, dai! Che cazzo ci vuole?

- Dai, forza! Cominciamo. - Dai, va bene, dai.

(PUBBLICITA' DALLA TV)

MAURO: Ma quante pubblicità fanno?

Dai, ragazzi, io non ho mai detto che sarebbe stato facile, eh.

Non cominciamo.

No, veramente era proprio quello che hai detto.

Oh, comunque pure Bowie con "Life on Mars" ha fatto così.

Si è messo davanti alla televisione col suo bel taccuino.

Non ci credo, ma questa l'hanno fatta prima. Non l'hanno fatta prima?

Ma che cazzo di caffè si beve la gente?

MAURO: Secondo me, ai tempi di Bowie non c'erano tutte 'ste pubblicità.

Però questa potrebbe essere una cosa

che potremmo mettere nella canzone, no?

Che?

Questa cosa del consumismo.

"Questa cosa del consumismo", tipo cosa?

Cioè, che cosa fa il consumismo?

Non lo so cosa fa il consumismo, è una... non... però intendo...

Beh, fa comprare le cose alla gente.

Sì, questa è la definizione di consumismo, Mauro. Intendo dire...

La definizione corretta di consumismo.

- La definizione... Eh, ma Mauro, allora io... - La definizione giusta.

- E io metto nella canzone la definizione di... - No...

Allora, ragazzi, allora, io mi sono rotto i coglioni, eh?

Vogliamo andare a ossigenare i cervelli?

Vogliamo andarci a mangiare qualche cosa? Eh?

Non c'è un ristorantino tipico che magari ci delizia

con delle cose tipiche locali di questo bel posticino

dove voi abitate? MAURO: Sì.

Vogliamo provare? Venite, dai.

Allora, il toast ce l'ho al prosciutto, al formaggio

e al prosciutto e formaggio.

E vabbè, facciamo...

..prosciutto e formaggio?

Vabbè.

- Dove vai? Ragazzi, dove vado? Al cesso.

Strano che non ci avete ancora scritto una canzone.

"I cessi dei bar di Pavia".

Facciamoci un pensiero, magari.

Ma non ci conosciamo?

Boh, no, non credo.

Non lo so, mi sembra di averti già visto.

- Ah, no, è vero, anch'io ti ho già visto. - Eh, vedi?

Un po' di tempo fa suonavo.

Forse mi avete sentito suonare in giro.

- Anche... - Anche noi suoniamo.

- Ah. - Sì, sì.

Che strumento?

No, nessuno strumento.

- Ma come nessuno? - No.

Che suonate se non...

Ah, tu sei quello del negozio.

Mi hai venduto la batteria elettronica e la Roland.

Noi suoniamo quelle. Ecco dove.

Sì, ci siamo... sì.

- No, niente, non mi ricordo. - E vabbè.

Però sì, potrei essere io.

Io invece suonavo la chitarra.

Ero... ero bravo. Viaggiavo un sacco e suonavo.

Lo vedete questo?

Una volta sulla Rambla, mentre facevo un assolo

con certi ragazzi di Malaga, mi hanno detto che sembrava

che avessi otto dita.

E mi avevano anche dato un soprannome.

- Era... - Ma non suoni più?

Eh, no, è che ho fatto un casino un'estate.

E' che dovevo andare in Marocco, poi mi son perso,

ho beccato una e... la storia più vecchia del mondo,

un grande classico.

E con la chitarra non è che te li paghi i pannolini...

..e le bollette.

E poi c'è il conguaglio del condominio,

i lavori della facciata da rifare, poi c'è il bollo.

Il mio furgone non andava più bene.

Non si finisce mai, mai, mai.

Non fate la cazzata che ho fatto io, ragazzi.

Non vi fate fregare.

Perché è un attimo che finisce tutto.

I sogni, dico.

E diventare grandi è una merda.

Adesso farò tardi al lavoro e verrò sgridato.

Capito?

Sgridato...

..a 30 anni.

Capito?

Una merda.

Ma scusa, non ci hai detto qual era il tuo soprannome.

Eh!

MAURO: Parla potenzialmente di tutti noi!

MAX: Esatto! Io ho capito, perché il sogno è una cosa che riguarda...

Io la capisco anche questa.

Oh, Pierpaolo, li portiamo via i toast, andiamo.

No, ma neanche ce li fanno mangiare qua?

No, ragazzi, ci parlo io. Scusami, mi organizzi un attimo il tavolo?

No, no, no, Pierpaolo, abbiamo capito di cosa deve parlare la canzone.

Ma mentre stavo al cesso l'avete capito?

Pierpaolo, siamo di fretta, dobbiamo andare.

Dai, veramente? Allora, io prima scherzavo, eh.

Se adesso la canzone parla dei cessi di Pavia, mi incazzo.

MAX: Cioè, serve una metafora.

MAURO: Eh, lo so, però una roba che... Rivista. Vogue!

- Vogue. - Vogue.

- Vogue. - Vogue è bello, Vogue è bello.

Vouge. Facce di Vogue, facce di Vogue, punto.

- Bello! - Noi facciamo in tempo, sì?

Ma, ragazzi, non lo so.

Spero di sì, dipende da un sacco di cose.

Più che altro, io adesso non ci sto capendo un cazzo.

Noi adesso abbiamo tre ore per incidere un pezzo

che voi manco avete scritto?

No, no, l'abbiamo... Lo stiamo scrivendo, è tutto nella testa,

adesso dobbiamo...

MAURO: Che poi, cioè, esattamente, se ci pensi, quello che dicevi tu,

è un pezzo che parla di noi senza parlare di noi,

che parla di Lello senza parlare di Lello.

- Chi cazzo è Lello adesso? MAURO: Lello è quello del bar.

Ragazzi, mi state confondendo tantissimo, eh!

MAURO: Belli, punto.

Eh, no, eh, no, eh, no.

Eh, mi serve... Oh, troppo belli per...

Pierpaolo, comunque grazie per aiutarci, non...

Cioè, non è da tutti, quindi...

MAX: Siamo venuti da te come due pazzi

e tu ci hai seguito fino a Pavia e non è una cosa scontata.

Sì.

Inaspettata. Comunque...

MAX: No, io dicevo... Noi, punto. Questa chiude tutto.

Voi siete il primo gruppo che io produco.

Ma veramente?

In che senso? Cioè, nel senso che prima hai prodotto solamente solisti?

No. - Ok... no.

Siete il primo gruppo in assoluto. MAURO: Il primo gruppo.

Non ho mai prodotto niente prima.

Ma scusa Pierpaolo, però che cazzo!

Cioè, noi pensavamo tu fossi un produttore famosissimo.

E no, avete pensato male.

Voi due stronzi, uno e due...

..siete la mia grande occasione.

Quindi noi adesso andiamo e registriamo una canzone

che entrerà nella storia della musica, va bene?

Dai, andiamo!

PIERPAOLO: Dai, dai, dai, andiamo. Dai, andiamo.

Dai, andiamo.

Dai, dai, ragazzi!

PRODUTTORE: Oh, Pierpaolo! - Ehi, ciao!

- Hai bisogno? - No, non ti preoccupare, faccio io.

Grazie, Franco, ce l'abbiamo. Grazie.

PRODUTTORE: Cosa fai?

PIERPAOLO: Scusa, ma non te l'ha detto Claudio?

Cosa? - Eh, che dobbiamo registrare il nuovo singolo degli 883.

Io sapevo che avevamo lo studio per i jingle fino a stasera.

- Sapevi male, grazie. - Possiamo, Pierpa?

Sì, andate, andate ragazzi, andate. Allora...

(sussurra) Via, via, via, via.

No, è tuo. E' tuo, è tuo questo, scusa.

Secondo me...

PIERPAOLO: Ci siete, ragazzi? Ok.

Aspettate.

(PARTE LA BASE MUSICALE)

Pier, la puoi alzare un po'?

# Solita notte da lupi nel Bronx, #

# nel locale stan suonando un blues degli Stones, #

# loschi individui al bancone del bar #

# pieni di Whisky e Margaridas. #

# Tutto ad un tratto... #

No, no, no, ragazzi, ragazzi, un attimo.

Sono abbastanza sicuro che si dica "Margaritas", con la T.

No, Pierpa, ti sbagli. E' Margaridas.

No, fidati, c'ho qualche anno più di te, non so quanti ne avrò bevuti.

Si dice "Margaritas". - No, no, no, ragazzi, è con la N.

Con la N? "Margarinas"?

Mia madre lo usa sempre per il tiramisù, sì.

Che cazzo c'entra il tiramisù? Mauro, dai!

- Che cazzo ne so? L'hai scritto te. - Il cocktail, non il dolce!

- Ah, il cocktail. No, certo, allora è con la D. - Tiramisù!

Vabbè, falla come cazzo ti pare, basta che finisci la strofa, ok?

Vai!

(CONTINUA A CANTARE "HANNO UCCISO L'UOMO RAGNO")

(CONTINUANO A CANTARE "HANNO UCCISO L'UOMO RAGNO")

Fatto, bello, è perfetto.

Ragazzi, questa è figa, va bene, va bene, va bene, dai.

Mi raccomando, dai. - Grazie, Pierpa.

- Ciao, ciao, ciao. Dai, ragazzi.

Ah, no, no, no, aspetta, aspetta.

Oh, grazie!

Andate, su, che è tardi, dai!

- Dobbiamo vedere Claudio. - No, ragazzi, guardate...

Dobbiamo vederlo un secondo.

- Un secondo, un secondo! - Ragazzi, dove state andando?

E' quello che cercavo di dirvi, se n'è appena andato.

Non è vero.

Però magari se vi sbrigate lo trovate nel parcheggio.

Sì, grazie!

("HANNO UCCISO L'UOMO RAGNO" IN SOTTOFONDO)

MAURO: Claudio!

Ragazzi, ma dov'eravate? E' tutto il giorno che vi cerco.

Perché?

Non dovevamo vederci ieri?

- No. - No.

No, Claudio, ci hai detto di prenderci un momento,

che per l'album era presto e di aggiornarci, no? - Esatto.

Vi ho detto così? - (insieme) Sì.

Ma no, non mi pare proprio.

Vabbè, comunque mi sono arrivati i dati di RadioTER.

"Non me la menare" la stanno ascoltando tutti, tutti.

Non c'è una radio che non la mandi 20 volte al giorno.

Dobbiamo assolutamente fare subito un altro singolo. - No.

"No" cosa? "No" che sono arrivati i dati?

"No" che la stanno ascoltando tutti?

- "No" che vogliamo fare un altro singolo? - No, Claudio.

- "No"... che dobbiamo fare un album. - Esatto.

MAURO: Dobbiamo fare un album perché questa è l'estate degli 883.

Sì. Cioè, abbiamo i pezzi che mancavano.

E di cosa parlano 'sti pezzi?

Non mi dite di Pavia perché vi vomito addosso.

- No! No, no, un attimo. - Non parlano di Pavia.

- Cioè, una sì. - Una, una e basta.

Una parla di Pavia, però l'altra no.

L'altra è una canzone sui sogni.

Sulla fine dei sogni.

MAX: E' una canzone per chi non ce l'ha fatta

a continuare a sognare e si è arreso.

Però non fino in fondo.

Questa canzone è per loro.

Vado?

MAX: In realtà no, cioè, è soprattutto

per chi invece ad arrendersi non ci pensa neanche, non ci pensa proprio.

- Sì! - Ma grazie!

MAX: Chi continua a lottare, chi se ne frega di chi gli dice

come dovrebbero vivere, cosa dovrebbero sognare,

chi dovrebbero essere.

E' una canzone che parla proprio di tutti.

Di tutti noi.

Perché è come se noi fossimo supereroi.

Il nostro superpotere...

..sono i nostri sogni...

..e non ci rinunceremo mai.

(citofono) MADRE DI SILVIA: Sì?

Sì, sono Max, c'è Silvia?

Sì, un attimo che te la chiamo.

Ciao Silvia.

Scusa, ho fatto prima che potevo...

..devo parlarti anche io, devo dirti una cosa. - Max.

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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