All language subtitles for Hour.of.the.Wolf_aka_Vargtimmen.1968.-4sub.ita_should.adjust.detail.time

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German Download
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew Download
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

L'artista Johan Borg

scomparve alcuni anni fa

senza lasciare traccia,

sull'isola di Baltrum

nell'arcipelago delle Frisone.

Tempo dopo, sua moglie Alma

mi diede il diario di Johan,

trovato tra le carte

che lui lasciò.

Il film è basato su questo diario e sui racconti di Alma.

Qualcuno può spostare quella sedia?

è un po '...

Un film di Ingmar Bergman

Sei stato...

Senti, non abbiamo ancora finito.

No

Va bene.

Tutto ok. Via.

Camera

Azione

No...

Non tornerò più indietro.

Che potrei dirvi di più.

Le ho dato anche il suo diario.

E ti chiedi perché Ho scelto di restare qui?

Qui abbiamo trascorso insieme quasi sette anni.

In inverno, se sarò a corto di soldi,

troverò un po' di lavoro,

in terraferma,

come ho già fatto altre volte.

Il bambino nascerà tra due mesi circa.

Il dottore mi vide in maggio,

prima che venissi su quest'isola.

Vi sbarcammo di venerdì,

era tardi, ricordo.

Forse più delle 10:00.

Ma ancora ci si vedeva.

Avevamo programmato di soggiornare qui fino ad agosto.

Una vita in completa solitudine.

Lui non voleva vedere gente.

...temeva che...

Parlavamo poco tutti e due.

Arrivammo quassù verso le tre del mattino, spingendo una carriola con le nostre cose.

Fu una gioia per noi vedere che il nostro melo era tutto fiorito.

Trovammo però anche impronte umane,

sotto la finestra della cucina.

Johan si mostrò seccato.

ma allora non vi demmo troppo peso.

Eravamo...

Eravamo felici di trovarci qui di nuovo.

Johan era un po' inquieto.

Il suo lavoro non gli riusciva come avrebbe voluto

e questo lo rendeva un po' nervoso.

La notte dormiva poco e male.

Lui aveva paura del buio.

E col passare degli anni la cosa peggiorava

- Lo sai che faccio? - Che cosa?

- Ti faccio un ritratto. - No...

- Perchè? - Oh, no

- Per favore sì. - No.

- Sì, dai, siedi lì - No.

Oh, andiamo ora. Avanti, grassona.

- Qui?! - Un pochino più indietro... Lì, perfetto

- Hai freddo? - No.

Molto bene.

Non stare così rigida,

più naturale!

E tira giù il vestito, scopriti le spalle.

Benone. Tira su i capelli,

se no non riesco a vedere la curva del collo.

Così va meglio.

I miei occhiali... Al diavolo! Si è rotta di nuovo la stanghetta.

Adesso cerca di star ferma.

Ricordati la posizione,

se dovrò continuare un altro giorno.

Ecco, guarda

Non li ho mostrati a nessuno,

sono solo degli schizzi.

Questo è l'esemplare più comune.

E innocuo, all'apparenza.

Credo che sia omosessuale.

E poi c'è la vecchia,

che minaccia sempre di togliersi il cappello.

- Sai che avverrebbe? - No...

Si distaccherebbe anche il suo viso.

Questo...

E' il peggiore di tutti.

Lo chiamo l'Uomo Sparviero.

Non so se quel becco sia vero o solo una maschera.

E' estremamente astuto...

ed ha affinità con Papageno del Flauto Magico.

E gli altri!

Sono i carnivori, gli insetti...

... tra i quali c'è l'Uomo Ragno.

Questo è il professore, pronto a punire con la verga.

E infine il gruppo delle donne, ciarliere ma sempre spietate.

Lo capisci che devi stare sveglia!

Tra poco spunterà il giorno...

... e allora potrai dormire.

Un minuto può durare anche un'eternità.

Adesso parte.

Dieci secondi.

Questi secondi...

Che non passano mai...

Non siamo ancora a un minuto!

Ah, ecco fatto.

Ora è trascorso.

Dì qualcosa.

Alma, ti prego, parlami.

Be' sai...

... sai a cosa penso certe volte...

Di', mi ascolti?

Sono ormai sette anni che viviamo insieme

No...

Non volevo dire questo...

E' vero che due persone,

che hanno vissuto tutta una vita insieme,

finiscono per assomigliarsi?

Hanno così tante esperienze in comune

che non solo i pensieri

ma anche i volti,

finiscono con l'avere la stessa espressione.

Sarei felice se invecchiando noi due avessimo

lo stesso volto, secco e rugoso.

Tu che ne pensi?

Stai dormendo?

Vieni...

Vieni, andiamo a letto.

Sì.

Non guardarmi in quel modo, mia cara.

Non ti mangio mica...

Dammi la tua mano.

Eh?!

Senti la mia mano, ora?

Le dita,

le vene sotto la pelle?

Alla mia età, le mani sono sempre fredde.

Ho sulle spalle ben 216 anni.

Oh no, che vado dicendo?

Intendevo settantasei.

Ora devo andarmene, cara. Però, perchè ho fatto

tanta strada sin qui?

Ah sì, ora me ne ricordo bene.

Nella cartella nera che lui tiene nascosta sotto il letto,

c'è quel blocco da disegno. Lui vorrebbe distruggerlo.

Digli che non ci provi.

E poi un'altra cosa

Nella stessa cartella, tiene nascosto il diario della sua vita.

Tu leggilo!

Leggilo, e saprai.

DIARIO

Mercoledì 22 Luglio.

Mi sono sentito male.

Non in modo grave, ma abbastanza spiacevole.

Scusi se la disturbo, ma da diversi giorni sto pensando al modo migliore

per avvicinarla. E la via diretta è sempre la migliore.

Mi chiamo von Merkens, barone von Merkens.

Borg.

Come forse saprete, possiedo questa isola.

e vivo nel vecchio castello sul lato settentrionale.

Mi chiedevo se avrebbe accettato di venire a cena da noi,

con sua moglie, naturalmente.

E' gentile da parte sua.

Sarà una cosa alla buona, ma abbiamo un'ottima cantina.

E qui si pesca del salmone squisito.

E' per venerdì.

Dovrei anche dirle che mia moglie ed io siamo suoi ammiratori,

anzi tra i suoi più ferventi ammiratori.

Lunedì 27 luglio.

Giornata calda e nebbiosa.

Non sto ancora bene dopo la mia malattia.

Lo vedi questo livido?

Devi stare più attento, tesoro,

o potrebbe succedere il peggio.

Non ti ricordi? Andavo a una festa,

e avevo il vestito di broccato verde.

Dopo ce n'è voluto per rimetermi di nuovo in ordine.

E uscii dimenticando i guanti.

C'è una cosa di cui ti devo parlare.

Una lettera che ti volevo leggere.

L'ho ricevuta ieri.

Sta' a sentire...

"Tu non puoi vederci, ma noi vediamo te

"Succederanno cose orrende

"Gli incubi diverranno una relatà concreta

La fine è vicina...

"Le fonti si essicheranno,

"e un altro genere di fluido bagnerà le tue candide cosce.

Così è stato deciso. "

Quando l'ho letta mi sono allarmata.

Che mani calde.

Non hai la febbre?

Quando so di vederti, mi sento sempre sconvolta.

Non lo trovi strano?

M sembra di muovermi come in un sogno,

e quello che faccio, mi sembra irreale.

Aiutarmi tu ad aprire la chiusura lampo.

A me s'impiglia sempre.

C'è vento oggi. Però è bello, non è vero?

Questo dev'essere un posto ideale per un pittore.

Lei ha vissuto qui per parecchio tempo.

Si torna sempre sul luogo del delitto, per così dire,

per commetterne altri.

Ha l'aria stanca, sa. Non deve strafare.

Voglio dire, alla sua età, non è una cosa prudente.

I giovani sono più resistenti.

Lo dico per esperienza.

Il mio nome è Heerbrand, psichiatra.

Scruto il fondo dell'anima e la metto a nudo.

Che cosa ci vedo? E' inutile che lo dica a lei.

E' un artista, e conosce il cuore umano.

Ch non ha visto, i suoi studi sul volto,

e sopratutto gli autoritratti?

Perché mi guarda così? E' inquieto?

Ha i nervi scossi? C'è qualcosa che non va?

Stia zitto, lei!

Mi lasci in pace!

Penso che dovrai darmi altri soldi.

Il mensile che mi hai dato l'ho quasi finito.

Devo pagare il droghiere la prima volta che vado in città.

Il conto ammonta a 176,50... e poi c'è il latte.

No, non voglio che tiri fuori i soldi in quel modo.

Devi dare un'occhiata ai conti!

E' giusto che tu sappia come spendo.

Tu mi hai dato 500 corone il 3.

Hai comprato una coperta, che ti è costata cara: 35.

E' molto calda e quando dormo sola...

Poi c'era quel vecchio conto allo spaccio,

piuttosto alto tra farina, zucchero e scatolame

siamo arrivati a più di 200 corone: 219.

Le piccole spese, e francobolli,

una catena per la mia bicicletta,

le batterie per la radio...

... e il passaverdure...

... poi sapone, .. detersivo, un dentifricio...

A proposito, devi comprarti un nuovo spazzolino da denti, - Sì.

Quello che hai è rovinato.

Poi 50 corone per il compleanno del tuo ragazzo.

Più altre spese minori...

delle tue 500 corone,

restano 7,36.

Rifai tu i conti.

Siamo invitati al castello venerdì.

Sì, lo so.

Come lo sai?

Buona sera

Vi presento mia moglie Corinna.

E' un vero piacere. Benvenuti.

Mia madre, la contessa von Merkens.

Mio fratello Ernst.

Piacere. Molto piacere.

Questi è il signor Lindhorst.

Felice. Io sono un vostro grande ammiratore.

- E questo è Heerbrand.

Piacere. Noi due ci siamo già conosciuti.

Qualcosa da bere?

Gli anni passano, mio caro.

La ragione è quello che è.

I nostri ospiti rendono più gradevole la serata!

L'estate si prospetta abbastanza buona.

Questa domestica è un'infamia.

Però è pagata poco, naturalmente.

Di più mio fratello non spende. La veritàè che se le pietanze...

- ...vi sono servite... - Abbiamo piantato radici in quest'isola...

Un tempo viaggiavamo senza interruzione.

A lei piace viaggiare? - Sì.

Alma è un nome insolito e nobile.

Io sono uno che accetta la sconfitta...

ma medito dentro di me la rivincita in modo quasi burocratico...

Ti prego, Ernst, di non fare commenti lacrimevoli.

Così mi feci visitare da un ginecologo...

...che non voleva credere a quelo che gli dicevo

Io una volta ho comprato un quadro.

di un pittore moderno assai rinomato,

l'ho appeso capovolto nel salone,

e poi ho invitato l'autore e un gruppo di amici,

tutta gente che sapeva apprezzare lo scherzo.

Ci siamo fatti un sacco di risate.

Le piaghe non si rimarginano, il pus fuoriesce

L'infezione è cronica, e non passa molto tempo perchè arrivi la fine.

Tutto dipende da quanto regge il cuore.

Io perdo peso di continuo.

Ho consultato una schiera di specialisti.

Certe volte non accade,

come adesso, in estate, poi riprende a un tratto.

Per mio marito la causa è psichica.

Dovuta al fatto che andiamo in rovina.

Io ho sperperato le fortune della famiglia!

- Io sono il solo colpevole - Ernst, ti prego, non ricominciare...

Perché stasera avete invitato Lindhorst?!

Potresti anche smetterla! - Perchè non vendiamo tutto e ce ne andiamo!

Mia è la colpa, mia è la colpa, questa tortura!

E' mia la colpa!

Io ho scritto chiaro: "Al diavolo con tutte le sue medicine!

Io non sento benefici. Se continua così io crepo!

"Deve operare. E subito, anche. E portarmi via tutto!

Non sono più di primo pelo. C'è un limite a tutto!"

Lui sogghignò e disse: - Mamma basta!

"No, signora contessa,

in queste cose è meglio non mettere mai dei limiti!"

Sì, che ho dei figli, due maschietti.

Oh, no, non sono qui. Ora sono ospiti di uno zio... - Capisco

Se non sbaglio lei deve conoscerlo.

Visto che è amico di Veronica Vogler.

Un amico intimo, ho sentito.

Una donna davvero splendida.

Veronica è affascinante! Una donna eccezionale.

Lei non l'ha conosciuta, no?

Quanto odio c'è nei suoi occhi.

La bella Veronica ha saputo divertirsi. E' abbastanza compensibile

che a un certo punto il marito si sia seccato delle sue scappatelle.

Io trovo che ha fatto bene a godersi la vita.

Io così la conobbi. Non me lo scorderò, credo.

Vogliamo andare a prendere il caffè in biblioteca?!

Su, vieni.

Per favore, per favore.

Adesso vediamo di divertirci un poco, con uno spettacolo di marionette.

Buio in sala.

Perfetto.

Gli ospiti d'onore, venite avanti, vi prego.

Musica!

Il Flauto Magico è un esempio senza pari,

e intendo dimostrarvelo subito.

La guida ha appena lasciato Tamino nella buia corte

che è fuori del Tempio della Saggezza.

E il giovane implora con l'animo affranto:

"Oh, lunga notte, quando avrai fine?

Quand'è che rivedranno i miei occhi la luce?"

Mozart gravemente malato sente intensamente queste parole.

E il coro e l'orchestra gli rispondono:

"Presto, presto, o giovane..."

"... o mai più. "

La più soave,

e la più sconvolgente musica che sia mai stata composta.

Tamino chiede:

"Pamina vive ancora?"

L'invisibile coro risponde:

"Pamina, Pamina vive ancora."

Ascoltate...

la strana, illogica ma ingegnosa cadenza...

Pami... na.

Non è più il nome di un giovane donna...

... è una formula, un incantesimo.

Un testo banale, un lavoro fatto su ordinazione...

ma raggiunge le vette più alte dell'arte.

Il nostro artista ne conviene?

Chiedo scusa.

Ma se mi chiamo artista è perchè no trovo un nome migliore.

Nel mio lavoro creativo,

io agisco solo d'impulso.

Senza merito, o colpa,

sono stato additato da tutti come qualcosa fuori del comune.

Un vitello a due teste, un mostro.

Non ho lottato per conquistarmi questa fama,

né lotterò per mantenerla.

Oh sì, ammetto, che a volte

la superbia stava per darmi alla testa.

Ma sono rimasto immune.

Mi è sufficiente per un istante,

pensare all'inutilità dell'arte in questo mondo umano,

per raggelarmi.

Ma tuttavia l'impulso rimane.

- Così parla un artista. - Una vera confessione.

Ci vuole coraggio! Che chiarezza!

Brindiamo al nostro artista,

non è solo un genio, ma un pensatore!

Che il diavolo mi porti, non l'avrei mai creduto.

Una splendida rosa nei suoi capelli.

Oh, le ho dato un graffio sulla guancia, poverino...

Mi perdoni.

C'è del sangue, ci penso io a pulirlo, caro.

- Ti prego, mamma, non eccitarti. - Sono così sbadata.

Caro, non prendertela, hai bevuto troppo.

Cerca di calmarti.

Dorme poco la notte. E perciò non resiste l'alcol.

Vieni, prendiamo un' po' d'aria.

Il nucleo centrale del catello è del 1400.

Fa parte dei beni della famiglia fin dal 16° secolo.

Siamo gente balzana, e non c'è da stupirsi che si viva isolati.

Lei ne è spaventato, ma non al punto di rinnegarci, vero?

Guarda, Corinne, la vecchia costruzione non è poi tanto male di sera

Ah sì, lo so, purchè sia sera.

Oh, la mia giarrettiera. No, no, non mi guardi, signor Heerbrand.

Ma dove è finito Ernst? Oh, è lì, ma cosa fa?

Ho preso un altro viale.

E' una vergogna che il parco sia così trascurato.

Se penso a dieci anni fa... era un'attrattiva per i turisti.

Sono rari i baci tra noi. Ci hai mai pensato?

Potrei quasi contarli, lo sai?

C'è una cosa che mi dà una paura folle.

Avevo incontrato uno sconosciuto.

E si è parlato del più e del meno.

A un tratto si è voltato furibondo e mi ha colpito sulla guancia!

Pallido come la morte e con gli occhi che sprizzavano odio.

Io ero smarrito.

Stavo male, e il naso sanguinava.

Ho balbettato delle parole di scusa, sembrava un pazzo furioso.

E quando è scomparso, mi sono chiesto:

Ma è vero? Possibile che sia vero?

Non scorderò quegli occhi.

... certo è da raccontare...

... ne succedono di cose strane...

... se era un pazzo l'ha scampata bella...

Vuole già andare via?

No, prima deve vedere

dove ho sistemato il suo ritratto di Veronica Vogler.

Alma, venga con noi.

Si è addormentata, non disturbiamola.

- No, non stavo dormendo. - Ti senti bene, cara?

Allora venite tutti e due. E' un attimo.

Alma, vedrà un'opera

di suo marito veramente splendida.

Eccolo il quadro,

di fronte al mio letto.

Dove posso vederlo mattina e sera.

E' diventato parte della mia vita solitaria.

Io la adoro.

Siete stati tanto insieme?

Scusi la domanda personale.

- Cinque anni. - Sì?

Gliene ha parlato?

Lui l'amava, non è vero?

Non c'è bisogno di chiederlo.

Fu un grosso scandalo a quei tempi.

Ma così romantico...

- Gelosa? - Non credo.

Mio marito è geloso, invece. Ah, è un amante meraviglioso.

Vedete questa cicatrice.

E' un segno che mi lasciò un altro uomo, con la sua veemenza.

Una fonte perpetua di nuova eccitazione.

Certo è volgare parlarne, ma per me è stimolante.

Dovrò pensarne una nuova, però.

Una cicatrice non può conservare per sempre il suo fascino.

Sa aiutarmi, lei?

Alma, cara, non sia così inquieta.

Volevo solo scherzare, mi creda. Uno scherzo senza malizia.

Coraggio, torniamo giù con gli altri.

Comunque mi sono accaparrata una parte cospicua di suo marito...

... non le pare?

Voglio dirti che ho letto il tuo diario.

E ora sono terrorizzata.

No, aspetta. Lasciami finire. Devo dirti una cosa che mi assilla da qualche giorno.

Io lo vedo, mi rendo conto che qualcosa sta succedendo.

Qualcosa di terribile perchè non ha un nome.

Ma non pensare che voglia abbandonarti.

Non fuggirò da te per quanta paura abbia.

C'è un'altra cosa.

Loro vogliono distruggerci.

Ma se rimaniamo uniti,

sarà più difficile che ci riescano.

Finché io sono con te, è molto più difficile per loro.

Non riusciranno a farmi fuggire, per quanto facciano.

Io resto qui con te.

Johan, parlami!

- Quanto silenzio. - Sì, c'è silenzio.

Un tempo la notte era fatta per dormire,

sonni calmi e profondi.

E svegliarsi poi

senza timori.

- Alma. - Sì?. - Sei stanca?

- No. Non molto.

- Da molte sere siamo svegli sino all'alba.

Ma questa è l'ora peggiore.

- Sai come si chiama? - No.

Il popolo la chiama l'ora del lupo.

E' l'ora in cui molta gente muore.

E molti bambini nascono.

E' quando gli incubi ci assalgono.

- E se restiamo svegli... - Abbiamo paura.

Sì... paura.

Cos'hai?

Niente. Ho ripensato a una cosa dalla mia infanzia.

A una punizione che mi avevano inflitto.

Mi hanno gettato in un armadio. Hanno chiuso la porta.

Intorno a me era il buio.

Mi sentivo terrorizzato.

Davo pugni e calci alla porta.

Vedi, mi avevano detto che un nano viveva in quel ripostiglio,

un nano che rosicchiava le dita dei piedi ai bambini cattivi.

Ero sfinito e avevo smesso di scalciare, allora sentii uno scricchiolio.

Capii che la mia ora era arrivata.

Con il fiato mozzo, preso dal panico,

cominciai ad arrampicarmi sui ripiani delgi scaffali,

nel vano tentativo di nascondermi.

Tiravo giù scatole

e provviste.

Poi persi la presa e caddi.

Mi dibattevo selvaggiamente

per difendermi da quella creatura minuscola.

Con tutto il fiato gridavo come invasato,

imploravo che mi perdonassero.

Alla fine la porta si aprì e io potei uscire alla luce.

Mio padre disse:

"Spero che tu adesso ti sia pentito"

E io dissi: "Sì, ti prego di perdonarmi."

E lui aggiunse: "Distenditi sul divano".

Andai in camera di mio padre, e sul divano misi

un paio di cuscini, uno sull'altro.

Poi presi una verga, mi calai i pantaloni,

e mi distesi sopra i cuscini, in attesa della mia punizione.

Mio padre disse: "Quanti colpi pensi di meritarti?"

Risposi: "Credo il più possibile".

Allora lui mi colpì,

forte,

ma non eccessivamente.

Quando ebbe finito,

io mi rivolsi a mia madre, e chiesi:

"Ora puoi perdonarmi?"

Lei pianse e rispose: "Ma certo che ti perdono"

Mi porse la sua mano,

e io la baciai.

Alma, che cosa fai?

Dormi?

No, sono sveglia.

Ho la schiena rotta.

Questo silenzio opprime la mente.

Sembra una cosa... irreale.

Neanche il mare si sente.

Una pace tremenda, non è vero?

- Stai piangendo? - Non piango.

Penso al bambino,

e questa silenziosa oscurità.

Come se non dovesse più far giorno.

Sì, ti capisco.

Tienimi... la mano.

Sto molto meglio.

Ricordi quando ti dissi che mi aveva morso un serpente?

Sì.

Be' non fu un serpente.

Non fu un serpente?

Pensavo di non dirlo mai a nessuno. Non so neanche se...

Devi parlarmene.

Ma tu, saprai tacere?

Sì, saprò tacere. Te lo prometto.

Sai, lo sperone roccioso, dove l'acqua è alta? Ci siamo stati una volta, ricordi?

Sì.

La porta é chiusa?

Sì, ho messo il chiavistello.

Buongiorno!

Mi dispiace se disturbo. Vogliate scusarmi.

C'è aria di tempesta. E ho pensato di fermarmi.

Sono anche latore di un messaggio per voi.

Posso sedermi? Mi fermerò solo un minuto.

Sono qui per invitarvi di nuovo al castello.

Daremo una festicciola... Niente di speciale.

Servirà per divagare quei poveri diavoli

stanno sempre così isolati. Perciò pochi invitati.

Però sono convinto che a lei interesserà.

Ci sarà anche Veronica Vogler

Ci verrete?

Lei sì di certo, vero?

A proposito, parlavamo con von Merkens

se lei fosse capace di difendersi

dai piccoli sortilegi di quest'isola.

Non c'è altro per adesso. Di nuovo buongiorno.

Spero che venga alla nostra festa.

Non vuoi mettere via quella pistola?

No, perché?

Cosa vogliamo fare oggi?

Puoi parlarmi di Veronica Vogler.

Che cosa vuoi che ti dica?

E' durato cinque anni.

Lo sai di già.

Poi fummo scoperti. E ci fu uno scandalo.

Che ci coinvolse entrambi. E così finì.

Non è quello che hai scritto nel diario.

"La mia ossessione per Veronica era diventata alla fine un tormento.

"La pedinavo per strada, e la spiavo spinto dalla gelosia.

"Credo che la mia passione la lusingasse

"ma lei era sempre passiva e indecisa.

"Un paio di volte erano scoppiati tra noi

"litigi spaventosi e irragionevoli.

"Ci spostavamo di città in città nel tentativo di sfuggire a i suoi parenti o avvocati."

No!

"Applicavamo le parole della Bibbia,

dove dice che l'uomo e la donna devono essere una sola carne.

"Poi suo marito se l'è portata via.

"Io sono finito in un ospedale.

"E da molti anni non ci vediamo più."

Tu una volta hai detto che ti piacevo perchè...

in me non c'era ambiguità,

... che avevo solo idee e sentimenti completi.

E che era bello che esistesse gente simile al mondo.

Era una frase che mi piacque.

Ne fui felice io,

mi sbagliavo.

Non capisco più.

Non capisco più niente! Non capisco più che cosa sei.

Ho solo paura!

Credi che voglia restare qui, e forse finire uccisa?

Credi che ci tenga a vederti correre dietro a quella donna,

o parlare con quei fantasmi,

credi davvero che mi piaccia?

Ma qui sono.

Alzati dal tavolo ora.

Vai verso la porta.

Ora aprila,

ed esci.

Non è più buio fuori. Saprai trovare la strada giusta.

Oh ma che bella sorpresa questa!

E' un piacere rivederla.

Le spiace portarmi il vassoio?

Grazie. E' la mia cena. Su, venga con me.

Lindhorst, che conosce il mondo, dice che le vecchie bagasce

hanno un morboso desiderio di soddisfare il palato e lo stomaco.

Non vuole assaggiare un boccone?

Non c'era una festa, stasera?

No... che io sappia.

No, no, non vada via.

Mi aiuta a togliermi le calze?

Io so che a lei piace toccare...

Una donna lo capisce...

Veronica Vogler si trova qui...

... e io sono la sola che sappia dirle dov'è.

Osservi bene i miei piedi, mio caro Artista.

Ha mai visto un'arcata

più giovanile, e più solida?

E guardi poi che calcagno, così tondeggiante e morbido.

E che dita affusolate,

e che unghie tornite.

Mi baci il piede.

Le conviene farlo, sa...

Così, perfetto!

Molto bene.

Adesso le dirò dov'è, la sua Veronica.

La cerchi nella galleria occidentale,

comunque era lì,

cinque minuti fa.

Mi scusi tanto, credevo...

Lei è sempre il benvenuto, mio caro.

Può venire, restare, andare quando e come le pare.

Parliamoci francamente.

E' venuto a cercare Veronica Vogler.

Forse dovrei confidarle, prima che lei la incontri,

che Veronica è stata per anni la mia amante.

Ed è stata poi così gentile da raccontarmi fin nei dettagli tutta la vostra relazione.

Ne soffro ancora. E questa sera...

starò ai piedi del vostro letto.

Ogni parola, ogni bacio, ogni sussulto dei vostri corpi...

Niente... dovrà essermi risparmiato.

Venga, le faccio strada.

Sono geloso. Se ne vada, la supplico.

Sì, certo. Vado, me ne vado via.

E' il maestro Kreisler che sta suonando.

E' bravo il signor Kreisler, è un vero virtuoso col suo strumento.

Non crede che Veronica l'abbia già attesa anche troppo?

Ha cominciato a prepararsi per la sua visita sin da stamani.

Si è fatta anche più bella.

Mio marito soffre.

E' geloso, capisce...

E la sua piccola patetica moglie...

Tre colpi, di cui uno fatale.

Ah, è una delizia udire questa musica.

Penso di togliermi il cappello, per ascoltarla meglio.

Che puzza di colla, non è vero?!

Anche se lei dice che è roba sintetica.

Ma a me non la dà a bere, si tratta solo di comune colla.

Noi la sappiamo lunga, non è vero?

Vediamo un po' se siamo presentabili.

Oh, ma come è pallido, mio caro amico. Non è possibile!

Ha due labbra violacee come se avesse mangiato delle more.

Sieda.

Vediamo come possiamo migliorare il suo aspetto.

Giù!

Sopra a forma di cuore...

e sotto un labbro carnoso.

Sono più eccitanti...

Oh, ha gli occhi stanchi e arrossati!

Se li rinfreschi con questi.

Oh, li chiuda...

Due tratti di matita, così ...sulle palpebre.

Va meglio.

Credo che un po' di colorito in volto non guasterebbe.

Che altro manca, adesso? Ah sì, tenga, metta pure la mia vestaglia.

Perfetto! Perfetto!

Sa che le dona molto?! Davvero, lo dico davvero.

Aspetti...

Il pigiama di seta è d'obbligo per certi convegni.

Del profumo? O preferisce mantenere il suo odore?

Ognuno ha il suo odore, ma...

uno spruzzo non guasta davvero.

Non ho ragione?

Si guardi allo specchio.

Così è lei stesso,

ed è un'altra persona.

La condizione ideale per andare ad un convegno d'amore.

Su, venga! E' da questa parte.

Quella è la porta.

Lei vede ciò che vuole vedere!

Veronica

Veronica

Non guardarli! No. Non devi guardarli!

Grazie a voi...

Grazie a voi... io ho raggiunto il limite.

Lo specchio si è spezzato, ma...

cosa riflettono i frantumi?

Sapete dirmelo?

Sì, sparò tre colpi.

Uno sfiorò il braccio, ho ancora una piccola cicatrice.

La paura mi fece cadere a terra.

Rimasi lì, ferma e agghiacciata.

Lo sentii andare avanti e indietro, e intorno alla casa...

... poi di corsa andò verso il sentiero.

Io mi alzai in piedi, e tornai dentro

a medicarmi la ferita che sanguinava.

Io nascosi la pistola e lo aspettai.

Erano passati pochi minuti, quando sentii che tornava.

Avevo paura, e mi nascosi.

Lui aveva lo sguardo stravolto.

Andò su e giù per la stanza, parlando con sè stesso...

... poi tirò fuori il suo diario...

e cominciò a scrivere.

Scrisse per diverse ore.

Quando ebbe finito prese la sua cartella,

e come inebetito se ne andò nei boschi.

Poteva farsi del male.

Così volli seguirlo.

Non mi vedi?

Dov'è Johan?

Io so dove può trovarlo. Venga.

Su coraggio, lo chiami!

C'è una cosa che mi tormenta.

Va di fretta, forse?

Volevo chiederle una cosa.

E' questa.

E' vero che una donna che vive con un uomo per molto tempo....

finisce poi per essere simile a quell'uomo?

Sì, dico, se lei lo ama,

e cerca di pensare come lui,

e vedere come lui.

Dicono che ciò cambi una persona.

Perciò i suoi fantasmi li ho veduti anch'io?

O forse erano reali?

Supponiamo che lo avessi amato meno,

e non mi fossi presa pena per tutte le sue stranezze,

... avrei saputo difenderlo meglio?

O forse è stato perchè non lo amavo abbastanza,

che diventai gelosa?

Fu per questo che quei "mangiatori d'uomini", come lui li chiamava...

... fu perciò che abbiamo sofferto tanto?

Credevo di essergli tanto vicina...

a volte anche lui si sentiva vicino a me.

Fu lui stesso a confidarmelo.

Se avessi potuto stare sempre al suo fianco...

Sono pensieri che non mi danno pace,

domande inutili...

Certe volte non so più da che parte voltarmi neanch'io...

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.