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VOCI NON UDIBILI
VOCI NON UDIBILI
VOCI CONCITATE
MUSICA DI PIANOFORTE
"Quando ti metterai in viaggio per Itaca"
"devi augurarti che la strada sia lunga"
"fertile in avventure"
"e in esperienza."
"Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti..."
"Fertile in avventure e in esperienze." Plurale.
CITOFONO
- Chi è? - Devo consegnare un pacco per Gabriele Santoro.
Va bene, primo piano a destra.
Mette una firma?
Grazie. Buongiorno.
MUSICA DI PIANOFORTE
"Sempre devi avere in mente Itaca."
"Raggiungerla sia il pensiero costante."
"Soprattutto, non affrettare il viaggio."
Appunto, "non affrettare il viaggio".
< Qualcuno di voi saprà chi è Nadia Boulanger.
È stata una grande musicista
ma anche maestra di tanti celebri pianisti europei e americani.
Oggi voglio raccontarvi un aneddoto che la riguarda.
Un amico le chiese di consigliargli un maestro di piano per il figlio.
Lei si fermò a riflettere, poi chiese quanti anni avesse il bambino.
"Sette anni," rispose l'amico.
"Allora mi dispiace, è troppo tardi."
Questo può sembrare un paradosso, però aveva ragione lei.
Come gli acrobati del circo, anche i pianisti devono iniziare ad allenarsi
studiare, suonare molto presto.
Tutti voi siete decisamente in ritardo
rispetto a quelli che hanno fatto grande l'arte pianistica.
Gabriele, devi dare una speranza ai ragazzi.
- Vuoi venire per un poker a casa mia giovedì? - Chi c'è?
Oltre a noi due, c'è Nerano, l'avvocato.
- C'è D'Alterio. - Il giornalista? - Sì.
- Quello parla solo di cronaca nera, camorra. - Dobbiamo giocare!
- A che ora? - Alle nove.
Che è successo?
Come non si trova?
- Segna. - Va bene.
CAMPANELLO
- Buonasera, maestro. - Buonasera, Nunzio.
- Vi dà fastidio se fumo? - Prego. Se ha bisogno, sono di là.
VOCIARE DALLA STRADA
VOCI NON UDIBILI
VOCE NON UDIBILE
Tu chi sei? Come hai fatto a entrare?
Tu sei Ciro, il bambino del piano di sopra. Ti stanno cercando.
CAMPANELLO
CAMPANELLO
RESPIRO AFFANNOSO
(Diego) Disturbo?
Come state, maestro? Ero da amici, ho pensato di venirvi a trovare.
- Mi dispiace, Diego, sto lavorando. - Mi date un minutino?
Ho bisogno di dirvi una cosa.
Non lo ricordavo, avete proprio un bell'appartamento.
Che posso fare per te?
Vi sono molto grato per avermi insegnato a capire la musica.
Vorrei riprendere a suonare, con il vostro aiuto.
- Che fai adesso? - Gestisco un paio di locali, non mi posso lamentare.
- Posso chiedere un goccio d'acqua, per cortesia? - Certo.
RUMORE INDISTINTO
Che fai qui? Ti portavo io l'acqua.
- Non volevo farvi affaticare. - Che fatica c'è a portare l'acqua?
Bella fresca!
Suonate il pezzo che avete fatto l'ultima volta che sono venuto?
- C'entrava con il sogno. - Schumann. - Eh!
MUSICA DI PIANOFORTE
Maestro, è stato un piacere rivedervi.
Scusate per l'orario e grazie per l'accoglienza.
Scendi, dai.
Perché lo ha mandato? Che hai fatto?
Hai la febbre.
Sì, ce l'hai. Hai mangiato?
Ti trovo un'aspirina, ma prima devi mangiare qualcosa.
Da chi ti nascondi?
TUONO
- Buongiorno, Mariano. - Buongiorno, maestro.
- Novità? - Di che? - Il bambino che non si trova.
CAMPANELLO
BUSSANO ALLA PORTA
Perché te ne sei andato?
Dove ti sei nascosto?
Chi è Rosario?
Come ti senti?
Perché pisci davanti alla porta del mio vicino?
Perché non mi dici che avete fatto tu e il tuo amico?
Ti conviene fidarti di me.
Il tuo amico Rosario lo hanno già preso.
Lo so.
Non ti sei ancora vestito?
Io esco.
Venti minuti di ritardo. Non vieni mai meno a questa pessima abitudine.
Veramente sono soltanto dieci, hai l'orologio avanti.
Gabriele, lasciamo perdere. Vedi che vuoi ordinare, io ho già scelto.
- Che hai preso? - Spigola lessa e fagiolini.
Mi sa che mi faccio pasta e patate. Vino?
- Sai che non bevo a quest'ora. - Io invece prendo un calice.
- Allora... Papà? - Papà?
La settimana scorsa è stato male, anzi malissimo.
L'ho fatto ricoverare in clinica.
Ma tanto a te che importa? Tu pensi solo ai cazzi tuoi, no?
Mai una volta che ti informi, che vai a trovarlo.
Comunque sta meglio. È tornato a casa.
< Filippo! Filippo?
Va bene, Gabriele, lasciamo perdere la nostra penosa commedia familiare.
Dimmi che voleva quel tuo amico di cui mi hai parlato.
Sì.
Gli è capitata una cosa assurda.
Si è ritrovato in casa un bambino, un ragazzino di dieci, undici anni
che per ragioni che non vuole dire deve scappare dalla sua famiglia.
Secondo lui potrebbe entrarci la camorra.
- Come lo ha capito? - Questo non lo so.
Forse ha intuito qualcosa.
Fatto sta che questo bambino ha il terrore di tornare a casa.
Lui non sa come venirne fuori.
Che cosa gli consiglieresti di fare?
Beh... Da quello che hai raccontato, il tuo amico è in un guaio grosso.
Un guaio che potrebbe portarlo alla rovina. Capisci, Gabriele?
Alla rovina.
Sapevo che eri un incosciente, ma non che arrivassi a questo punto.
Non c'è nessun amico in questa storia, ci sei solo tu.
L'unica cosa che puoi fare è riportare il bambino alla famiglia.
Anche se lo portassi alla polizia, non sapresti che raccontare.
Ti avverto, la pena per sequestro di minore va dai tre ai dodici anni.
È inutile dirti che cosa farebbero i camorristi
se c'entrano, se sapessero che tu nascondi il bambino. Lo sai, no?
- Quindi per la legge il bambino è spacciato. - Quale legge?
Di che cazzo di legge parli? La legge che hai inventato tu.
Perché lo hai tenuto in casa? Fammi capire.
Forse volevi un po' di compagnia?
È inutile, noi non ci capiremo mai. Tu hai fatto scelte incomprensibili
e ne stai pagando le conseguenze facendo una vita di merda.
Vivi in un quartiere di merda
circondato da gente di merda.
Hai preferito questo alla tua storia familiare
perché, come dicevi tu, la famiglia ti fa orrore.
Rinunciasti ai concerti quando eri un "enfant prodige" del pianoforte.
Ti sei condannato al fallimento.
La prossima settimana, se tutto va come dovrebbe andare
sarò nominato membro del Consiglio Superiore della Magistratura.
Stavolta, credimi, non ti consentirò di crearmi casini
come hai già fatto in momenti decisivi della mia vita.
Non te lo permetterò.
Perciò non mi telefonare, non mi scrivere.
Dimentica che sono tuo fratello.
Buonasera, vorrei parlare con il funzionario di turno.
Il vicecommissario è occupato, dovete aspettare.
SCATTO DI SERRATURA
Quel signore la sta aspettando.
Busta.
VOCI NON UDIBILI
L'ascensore è sempre rotto!
- Lasciate stare, sono abituata. - Le tengo io, non si preoccupi.
- Grazie, maestro. - Lasciate. - Non vi preoccupate. - Lasciate!
Grazie.
RESPIRO AFFANNOSO
- Non vi sentite bene? - Un po' d'asma.
- Volete entrare un attimo? - Sì, grazie.
Scusate.
Che strano... abitare nello stesso palazzo e non essersi mai parlati.
Io sto quasi sempre in casa, non esco quasi mai.
Sono sempre stato un po' solitario.
Che male c'è a stare da soli?
SQUILLI DI TELEFONO
Scusate.
> Pronto?
DIALOGO INCOMPRENSIBILE
- Vi ho portato un po' d'acqua. - Grazie.
Adesso sto meglio. Posso andare.
Voi che potevate, perché non ve ne siete andato da qua?
Siete ancora in tempo. Perché non ve ne andate?
Il signore è il maestro di pianoforte del primo piano.
Mio figlio Mimmo.
Vai a farti la doccia.
- Buonasera, signora. - Buonasera.
(sottovoce) Che fai là?
Dimmi che hai fatto, sennò devo portarti da tuo padre. Lo capisci?
Vuoi tornare a casa? Perché non mi dici che hai fatto con il tuo amico?
Chi è De Vivo? CAMPANELLO
Deve essere la mia allieva. Vai a nasconderti, muoviti!
MUSICA DI PIANOFORTE
LA MUSICA SI INTERROMPE
Continui.
MUSICA DI PIANOFORTE
- Maestro, per le lezioni dell'ultimo mese. - Grazie.
Se vuoi restare qui, fatti gli affari tuoi e non toccare più i miei libri!
Scendi.
MUSICA DI PIANOFORTE
Aspettavo che ti svegliassi.
Sì.
Stavi facendo un brutto sogno?
Vabbè, se non ti piaccio io
perché non trovi qualcun altro pronto a rischiare per proteggerti?
Non ti credo.
Pam! Pam!
MUSICA AD ALTO VOLUME
Che fai? Spegni questa schifezza! Dammi il cellulare!
CANTA
Dammi il telefono!
Lascia!
È colpa tua. Ti ho lasciato da mangiare, io esco.
Non accendere la Tv, i vicini possono sentire.
- Ciao. - Come stai? - Bene.
- Mezzera, piacere. - Piacere, Santoro.
Gabriele? Siedi qui.
Vittorio.
Ho saputo che il nostro cronista al Circolo ha "tenuto banco".
- Dici anche a noi la barzelletta? - No, già l'ho dimenticata.
- Le racconta, poi le scorda. - Quando gioco, parlare mi distrae.
Ieri sera ho visto una puntata di "Narcos".
Dopo due minuti dormivo. Che "mosceria"!
Tre carte per me.
Ho letto il tuo articolo sullo scippo alla mamma del boss. Com'è finita?
- È ancora in coma. A proposito, come sta? - Non lo so.
È al Cardarelli. Vai a trovarla e glielo chiedi. "Sei viva?"
Scusa, credevo foste informati.
Noi siamo informati dei vivi e dei morti, non di quelli in sospeso.
Quelli li lasciamo a voi giornalisti.
Il custode del Conservatorio dice che De Vivo ha uno dei bambini.
- L'altro? - Chi? - L'altro bambino.
Qualcuno lo sta aiutando a nascondersi.
Uno che è convinto di potere fottere De Vivo.
Comunque chiunque sia questo tizio dura solo pochi giorni.
Poi muore affogato, come una mosca in una bottiglia.
Io devo andare, è tardi. Scusate.
Vado via anch'io. Domani devo alzarmi alle sei.
Noi ci siamo visti, ma non ricordo dove.
- Sbagli, mi scambi con qualcun altro. Sono un maestro di pianoforte. - Ah!
- Sei un musico! - Sì. - Beato te che puoi fotterti delle parole.
VOCE NON UDIBILE
C'è il maestro.
Maestro! Che fate?
Andate solo per strada a quest'ora? Io abito là.
Se permettete, vi scorto a casa.
Ciao.
FISCHIETTA
Ciao.
(Diego canta) Una furtiva lacrima
negli occhi suoi spuntò.
Mi piacerebbe riprendere qualche lezione di pianoforte.
Adesso è tardi, ne parliamo domani.
Vieni domani pomeriggio alle 18 e ne parliamo.
Siete nervoso? Che c'è? Qualcosa non va?
Un mio collega ha visto nella vostra spazzatura una carta di formaggini.
Si è meravigliato, ha detto: "Il maestro mangia i formaggini?"
Ho detto: "Che male c'è? Se al maestro piacciono i formaggini?"
Ti piacciono le creature, eh?
Scusate, maestro Santoro. Non volevo offendervi, veramente.
Posso andare, sì?
Non è il momento di parlare. Vai a dormire.
Domani ti compro dei vestiti, non puoi andare avanti solo con quelli.
Anzi, toglili. Domani li porto a lavare.
Metti questo.
Adesso basta, vai a letto.
CAMPANELLO
CAMPANELLO
Che è successo?
Tieni.
Se hai qualcosa da dirmi, io sono qua.
Che situazioni?
Vuoi dell'acqua, un cognac?
Un goccio di cognac.
L'altra sera ti ho visto con Carmine Acerno. Lavori con lui?
No, lo conosco appena. Qualche volta viene con la moglie nel mio locale.
Sei un bugiardo. Ti ha dato uno schiaffo e non hai reagito.
La sera prima c'era un altro uomo con voi. Chi era?
Cioè?
Se è così, puoi andartene anche subito.
Chi ti vuole mettere in mezzo? Acerno o De Vivo?
Non era De Vivo con voi in cortile?
Perché ti ha ridotto così?
Un bambino?
(Diego) Grazie, maestro.
Come va, Gabriele?
Ti vedo angustiato da qualcosa.
- Io te l'ho detto, goditi la vita. - Come si fa, papà?
- Insegnamelo. - Tu vivi intensamente solo le tue fantasie
ma nella vita ci sono i fatti.
Tu sei un protestante nel luogo sbagliato.
Indovina da chi ho preso.
Io perdo colpi, sai? Ogni giorno è peggio.
Non ricordo neanche chi ho appena visto
che cosa mi ha detto, che cosa ho fatto.
Tuo fratello mi ha portato i giornali e l'indomani mi ha chiesto
se avevo letto un articolo. Io non ricordavo neanche che fosse venuto!
- Figurati l'articolo! - Alla tua età è normale dimenticare le cose.
Io, per tenermi in esercizio, imparo le poesie a memoria.
"Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea"
"tornar ancor per uso a contemplarvi sul paterno giardino scintillanti"
"né ragionar con voi dalle finestre di questo albergo"
"ove abitai fanciullo e delle gioie mie vidi la fine."
- Ti lamenti? Sei un fenomeno. - "Quante immagini, quante fole."
I miei colleghi per sfottermi mi chiamavano Treccani.
L'enciclopedia.
Se qualcuno voleva citare una vecchia sentenza, veniva da me.
Quando da bambino ti vedevo andare a lavorare, sembravi sempre scocciato.
Il mio lavoro mi piaceva, solo...
Mi pesava giudicare.
La vita è piena di zone d'ombra.
La giustizia a un certo punto deve arrendersi.
Non può fare luce su tutto.
L'unica cosa che resta alla fine di un processo
è soltanto un sentimento infinito di pietà per la miseria umana.
- Nient'altro che questo. - In che senso "pietà"?
Forse la cosa ti scandalizzerà, ma io oggi...
se dovessi scegliere tra la legge e l'amore, sceglierei l'amore.
Che è successo?
Chi hanno trovato morto?
Che hai?
Perché non parli?
Ti va di vedere un film in televisione?
SINGHIOZZI
Che è successo?
Fammi capire.
La smetta, la prego, è un supplizio. Il più legato è così.
Io non voglio illuderla, Luisa.
Se continua così, lei non può fare il concorso.
Sta suonando in modo sciatto, senza sentimento.
Se non è in grado di fare quello che le dico, lasci perdere.
Riprenda.
MUSICA DI PIANOFORTE
Sì? Sentiamo, dove sta?
No.
CITOFONO
< Chi è?
< Sali.
Vai a nasconderti. C'è una persona che resta a cena, mi ero dimenticato.
> Non te lo sei ricordato? È la prima volta in dieci anni.
> - Se vuoi, facciamo un'altra volta. > - No, in cucina ho quello che serve.
> - Non ho lo champagne. > - Ho portato un ottimo vino bianco.
- Fai tu, io sono un disastro. - Lo so.
A noi.
Vado a preparare.
- Ti dispiace se metto la musica? - Scherzi? Fai pure.
(in portoghese) È legno, è pietra, è la fine della strada.
È un pezzo di tronco, è qualcuno un po' solo.
È un pezzo di vetro, è la vita, è il sole.
È la notte, è la morte, è un laccio, è un amo.
È un albero in un campo. È il nodo del legno.
Caingà candela. È il Matita-Pereira.
È il flauto nel vento. Il tuffo nel fiume.
È il mistero profondo. È il volere o non volere.
È il vento che soffia, è la fine della discesa.
È la trave, il vuoto, la festa della collina.
È la pioggia che cade, l'incontro con il ruscello
delle piogge di marzo, è la fine della fatica.
È il piede, è il suolo. È la marcia forzata.
Uccellino nella mano. Sasso lanciato con la fionda.
È un uccello in cielo. È un uccello a terra.
È un ruscello, è una fonte. È un pezzo di pane.
È il fondo del pozzo, è la fine della strada.
Sul viso il disgusto, è qualcuno un po' solo.
È una spina, è un chiodo, è una punta, è un punto.
È una goccia che cade. È un conto, è una racconto.
È un pesce, è un gesto, è un oggetto che brilla.
Perché sei sparito in questi giorni?
- Ho avuto da fare in Conservatorio. - Potevi fare una telefonata.
> - Io te ne ho fatte dieci. > - Hai ragione.
> Che hai?
- Ti vedo strano. - Non ho niente. Perché? - Mi sembra di disturbarti.
> - Non mi hai disturbato affatto. > - Sai adesso che facciamo?
Ci rivediamo la prossima volta.
Biagio...
PORTA SBATTE
Ciro?
Ciro?
Ciro?
Ciro?
Desiderate?
- L'altro giorno sua moglie ha dimenticato questo. < - Chi è?
Non dovevate disturbarvi.
- Buonasera. - Buonasera.
< - Stammi a sentire. < - Non ti sento, no! < - Ti stai sbagliando.
< - Basta, la devi finire! < - Basta, cazzo!
SINGHIOZZI
SCATTO DI SERRATURA
Era finito il latte. Andiamo a fare colazione.
Vai a cambiarti.
CANTA IN CINESE
Signori, si esce.
Trentasette, trentotto, trentanove, quaranta, quarantuno, quarantadue
quarantatré, quarantaquattro, quarantacinque, quarantasei
quarantasette, quarantotto, quarantanove, cinquanta.
< "Se non puoi la vita che desideri"
"cerca almeno questo, per quanto è in te."
< "Non sciuparla nel troppo commercio con la gente"
"con troppe parole in un frenetico viavai."
< "Cerca di non sciuparla"
"portandola in giro in balìa del quotidiano."
"Gioco balordo degli incontri, degli inviti"
"fino a farne una stucchevole estranea."
RISATA
RUMORI INDISTINTI
Vuoi cominciare senza neanche un bicchiere?
"L'opera degli dei la interrompiamo noi"
"creature dell'attimo, smaniose e ignare."
"Noi."
QUALCUNO CANTA
CANTA IN NAPOLETANO
FRUSCIO
RUMORE INDISTINTO
Tu sai fare Totò?
Se io so fare Totò? Una volta lo sapevo fare, aspetta.
Così...
A che vuoi giocare?
Che animali sai fare?
IMITA IL VERSO DELLA GALLINA
IMITA IL VERSO DEL LUPO
Aspetta... Ahia!
Oh! Oh!
Aaah!
Scegli una carta.
Ricordala bene. Mettila al centro.
Non c'è trucco, non c'è inganno.
Mischio.
Il fluido...
- Il fluido, il fluido... È questa? - Wow!
Sono un mago.
VOCI NON UDIBILI
< Il viso del pazzo l'ho fatto per te.
Il grugno del folle l'ho fatto per te.
In mezzo a questa testa una cosa pesante, pesante, pesante mi sento.
Mi fermo qua, mi fermo là
e a squarciagola mi metto a contare fino a trecento!
È pazzo, vedi? È pazzo, vedi?
La gente dice: "Scappate! Scappate!"
Ho venduto trecento carrozze, ho venduto trecento palazzi.
La faccia del pazzo l'ho fatta per te!
E come mi pesa questa testa! Come mi pesa questa testa!
È pazzo, vedi? Come mi pesa questa testa!
Ti manca tua madre?
Vieni qua. Vai!
Lo avevo capito.
Il killer.
- Maestro, buonasera. - Buonasera.
- Avete saputo di Acerno? - No. - L'hanno trovato morto in terrazza.
Dicono che si è sparato.
- Oh! Oh! - Che è successo?
- Alzati, dobbiamo andarcene. - Perché? - Sbrigati!
SCATTO DI SERRATURA
Mettiti giù!
Aaah!
Da un amico.
(Ciro) Va per Insigne! Insigne per Mertens!
(Ciro) Koulibaly! Ancora!
(Ciro) Attenzione, per Mertens...
(Ciro) Tira!
Nunzio?
Buonasera, maestro.
Le sembrerà strano vedermi qui, ma le devo chiedere una cortesia.
Di... ospitarci per stasera.
Lui è mio figlio. Si chiama Ciro.
A disposizione, maestro. Entrate, prego.
Venga.
Ettore?
Ecco qua.
Ho visto che prima palleggiavi fuori. Ti piace il calcio, eh?
Papà ti porta allo stadio?
Maestro, scusate, ma voi siete imperdonabile.
Anche se non amate il calcio, dovete portare vostro figlio allo stadio.
Lo porto al più presto.
Mi fate questa promessa?
SQUILLI DI TELEFONO
Non ti piace?
> Pronto? Professore, siete voi!
> Domani non posso venire.
> Sì, dopodomani.
> Va bene, professore.
> Va bene. Arrivederci, a dopodomani.
Ti è piaciuta la minestra.
Mi dispiace, Ciro, si è rotta e non so aggiustarla.
Il bambino è stanco, è meglio se va a dormire.
Vieni, Ciro.
- Buonanotte, maestro. - Buonanotte.
Tu dormi.
Che bella vita, la tua!
SQUILLI DI TELEFONO
SQUILLI DI TELEFONO
Pronto?
Pronto?
Perché non mangi?
Ciro? Vieni qua.
Scegli un po' di paste, le portiamo a casa.
La prossima volta ti porto nell'albergo di lusso.
- Un po' di paste assortite. - Quanti pezzi? - Dieci, dodici.
È buono.
Un bignè.
Rosario è morto, lo hanno ammazzato.
Com'è?
CANTA
Non ho paura di nessuno!
Ciro?
Ciro?
Ciro? Ciro, svegliati.
Siamo quasi in Francia. Scendi, dài.
Nasconditi qua, non possiamo fare altro.
Se hai paura del buio, accendi questa.
Se ci scoprono, non credo che ci rivedremo più.
Comunque...
(in francese) Buonasera. Documenti, per favore.
- Vacanza? - Un giretto in Provenza.
- (in francese) Buon viaggio. - Grazie.
< "Illustre dottor Santoro, con questa lettera la informo"
"che da dieci giorni nascondo il bambino Ciro Acerno di dieci anni"
"sottraendolo illegittimamente alla sua famiglia."
< "Lo nascondo perché non sia ucciso come il suo amico Rosario Amitrano."
< "I due bambini sono rei di avere scippato la madre del boss De Vivo."
< "È in coma e la legge criminale vuole che paghino con la morte."
< "Poiché le loro famiglie non hanno sporto denuncia, lo faccio io."
< "Finché la legge non mi comunicherà come si occuperà di noi"
"Ciro e io rimarremo in un luogo sicuro."
< "Con i miei più cordiali saluti, Gabriele Santoro."
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