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Original subtitles

Allora, per colpa tua...

- ho ucciso Tom per niente. - Non è così.

Aveva un socio con il quale vado molto d'accordo.

Jérôme lo sa?

Jérôme...

Da quando stai con noi, Jérôme non è più lo stesso.

È finita per te, Gus.

Ci pensavo da ieri a quello che ha detto Gustave.

Ma non ne ero sicuro.

Non capisco come un ragazzo come te abbia voluto tradirmi.

È un peccato.

Ti volevo bene.

Anche io.

Entrerai senza soffrire nel paese dell'amore.

Potremmo andare insieme a Marsiglia.

In effetti, non mi piace molto il sole.

Sono un ragazzo del Giura.

Dopo quello che ho appena fatto...

non posso lasciarti qui, Gustave.

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Traduzione di Adribai

Bene.

Il dovere della memoria

È un peccato.

Salve, Jérôme.

È da tanto che ti stiamo inseguendo.

- È il tuo angelo custode? - No.

È solo uno stronzo di poliziotto.

Come ci hai trovato?

Ero qui vicino...

e poi voi siete abbastanza rumorosi.

Cosa proponi?

Tu posi la pistola e io ti porto via.

Non puoi fare sul serio!

Sei da solo. Il che vuol dire che sei qui per il ragazzo.

Se mi arresti, dirò a tutti

che è stato lui a uccidere l'americano.

Ma se mi lasci andare,

cambierò aria.

Per sempre.

Ho conosciuto poliziotti che al tuo posto mi avrebbero ucciso.

Ma tu non sei fatto di quella pasta, vero?

Quindi...

Alla fine, credo che preferirei venire con te.

- Chiudi la bocca, Gustave. - No. No, sei tu che devi chiuderla!

Forza, sparisci.

Tra sei ore farò diramare un mandato di cattura per l'omicidio del tuo amichetto. Vattene.

Ciao, Gustave.

È stupido. Ti avrei insegnato a vivere, a vivere davvero.

Dov'è l'arma con la quale hai ucciso l'americano?

Qui.

Sei a un bivio, Gustave...

O impari ad ascoltare e a tenere veramente chiusa la bocca,

fai esattamente quello che ti dico e andrà tutto bene,

oppure non impari...

e non andrà bene.

Non andrà bene proprio per niente.

Bastardo!

Silenzio, per favore!

Un po' di silenzio, per favore.

Devo ricordarvi che il signor Marchetti è stato condannato a morte.

- Giusto! - Venduto.

Posso far evacuare la sala.

Continui, signor Marchetti.

Quindi dicevo che...

per quanto riguarda gli arresti degli ebrei,

o la lotta contro i terroristi,

ho sempre obbedito agli ordini del sottoprefetto Servier.

Si direbbe che non ha alcun rimorso.

Obbedivo agli ordini del mio capo

che a sua volta obbediva agli ordini del Maresciallo.

Il quale è stato regolarmente nominato

dai rappresentanti del popolo francese.

È falso!

Non c'erano tutti i rappresentanti del popolo francese

al congresso che ha eletto il Maresciallo a Vichy nel luglio del '40.

Mancavano molti deputati e senatori.

Tra cui i comunisti.

I comunisti!

I comunisti erano assenti perché si erano alleati con i crucchi.

È qualcosa che non si dovrebbe dimenticare, almeno.

Per favore!

Silenzio.

In ogni modo, il Maresciallo effettivamente scelto

per rappresentare la nazione con una larga maggioranza,

quindi, accusare oggi Servier

significa accusare la Francia.

La vera Francia era a Londra, signor Marchetti!

Signore, a Londra nel '40 non c'era proprio nessuno.

Al di fuori di tre marinai bretoni e...

un generale in pensione

completamente sconosciuto.

Per favore! Per favore!

Nel '40, '41...

la popolazione era dietro di noi.

Le persone non erano minimamente interessate alle questioni politiche.

Quello che volevano erano i rifornimenti,

volevano il ritorno dei prigionieri.

Volevano ritrovare un po' di dignità dopo la sconfitta.

E non hanno ottenuto niente di tutto questo.

Sentite, se dovessimo giudicare i politici in base ai loro risultati,

oggi sarebbero tutti in prigione.

Lo stato francese ha fallito. È ovvio.

Ma quello che ci si deve chiedere oggi è se era legittimo...

dato che si incolpa Servier e me per averlo servito.

Allora, sì! Era legittimo,

qualsiasi cosa dica de Gaulle oggi.

Bene.

Ci parli dei suoi rapporti con il signor Larcher.

Non erano molto buoni.

Diversamente da me, il dottor Larcher non credeva nella rivoluzione nazionale.

Quindi era un cattivo collaboratore?

Si può dire così.

Nel '42, nel corso degli arresti degli ebrei stranieri

ci ha creato molte difficoltà.

Può essere più preciso?

Era contrario a quegli arresti che peraltro

erano stati decisi ai più alti livelli dello stato.

Ha voluto togliermi dei poliziotti municipali

di cui avevo bisogno e, fortunatamente...

la fermezza del signor Servier mi ha permesso

di portare a termine la mia missione.

"Portare a termine la mia missione".

Sa che i 28 ebrei che lei ha arrestato quel giorno

sono tutti morti ad Auschwitz poco dopo il loro arrivo laggiù?

Un funzionario non ha il compito di...

chiedersi se l'apparato statale abbia ragione.

Il suo compito è farlo funzionare.

Io, ho...

ho impiccato una resistente.

Sarò fucilato per questo, ma...

Servier non ha ucciso nessuno.

Ha semplicemente fatto funzionare lo stato,

esattamente come state facendo voi oggi.

È stato bravo Marchetti, non trova?

Non lo so.

Si direbbe che non abbia alcun dubbio.

Lei ne ha?

Marchetti ha ragione. Un funzionario ha il compito di far funzionare lo stato.

Ma noi non siamo più in azione.

Si figuri che io penso spesso ai bambini ebrei della scuola.

Non credo assolutamente di essere responsabile della loro morte,

ma ci penso lo stesso.

C'era quella bambina...

con le trecce...

Hélène Crémieux.

Me la ricordo benissimo.

Hélène.

E beh, è a lei che penso più spesso...

e non so perché. Eppure non aveva niente di speciale.

È strana la memoria, vero?

Sì.

- Buongiorno. Ho appuntamento con la signora. - La signora è occupata.

- Lei è il signor...? - Schwartz.

Raymond Schwartz.

Vedo cosa posso fare, signore.

Che ci fai qui?

Ti avevo detto che ti saresti rimesso con Jeanine.

Non dire sciocchezze.

Con lei faccio solo quello che c'è di peggiore al mondo.

La politica.

Raymond...

quel che c'è di peggio al mondo, è l'unica cosa che ti eccita ancora, eh.

Sei fredda.

Me l'hai rimproverato fino alla fine.

Marie, portami con te.

Eccomi.

Credevo che avessimo detto alle 11.

Signor Schwartz.

- È un piacere conoscerla. - Anche per me.

La signora de Cantillon mi dice che lei si interessa del mercato tedesco.

Un po' come tutti.

Ma lei non è come tutti, signor Schwartz.

Lei è raccomandato dal fior fiore di Villeneuve.

E presto sarà sindaco, non è vero?

Questo lo decideranno gli elettori.

Bene, a ogni modo...

faremo degli affari.

Signora de Cantillon.

Signor Schwartz.

Colonnello.

- È stato un piacere, come sempre. - Anche per me.

Restiamo in contatto.

- Scotch? - No, grazie.

Sei diventato astemio?

No, no. È un po' troppo presto per me, Jeanine.

Non sono allenato come te.

Ho sentito Lanzac al telefono. È molto entusiasta.

Per lui, sei il candidato perfetto.

Potremmo fargli vedere questa?

Non ha nessuna importanza.

Ma dovremmo almeno sapere chi è lo svitato che manda queste lettere.

Pensi che ci sarà gente per i quattro partigiani?

Tutta la Villeneuve non comunista.

- Ho pensato a quello che dovrò dire. - Perfetto! Allora?

Beh, io... parlerò del...

mio passaggio dal collaborazionismo alla resistenza...

- ma con parole semplici. - No, no, no, Raymond.

Non devi parlare del collaborazionismo,

a nessun prezzo.

Ma hai appena detto che la foto non era un problema.

Il collaborazionismo è una fatina buona

che ti farà eleggere insieme alla fatina resistenza.

Ma, della fatina collaborazionismo non devi mai parlare.

La gente lo sa. È questo che conta.

Parlarne significa riproporre un problema.

Perché i collaborazionisti

sono dei cattivi.

Almeno posso dire quello che voglio, no?

Devi soprattutto avere fiducia in quelli che conoscono

questo "nido di vipere" come dici tu.

Guarda. Ti ho preparato una bozza di discorso.

Leggila.

Cambia quello che vuoi, mettici le mani.

E perché dovrei fidarmi di te?

Perché desidero che tu sia sindaco, Raymond.

Lo desidero ancora più di te.

E in politica...

è la forza del desiderio che domina il mondo.

Grazie, dottore.

- Signori. - Arrivederci, dottore.

Allora, state preparando il mio funerale?

Assolutamente no!

Parlavamo del funerale della resistenza.

- Bene, questa è una buona notizia. - Non esageriamo, eh.

- Che ha detto il dottore? - Che vivrò cento anni.

Veramente?

Ho due cose da chiederle.

Mi dica.

Potrebbe occuparsi...

della fattoria

nell'attesa che mia nipote trovi un acquirente?

Nonna...

Che c'è?

Mi hai chiesto di dirti quello che mi ha detto il dottore

e io ti sto rispondendo.

Ehi! Non essere triste.

Dobbiamo andarcene tutti un giorno, Geneviève.

Allora?

Va bene, d'accordo per la fattoria.

In realtà non ho progetti di carriera.

Grazie.

E l'altra cosa?

È bravo nei lavori manuali?

Mi arrangio.

Mi piacerebbe che lei costruisse la mia bara.

Nella rimessa ci sono le tavole, i chiodi, tutto quel che occorre.

Non ho mai fatto una bara.

Beh, non è difficile.

Sa, io ho fatto la bara di mio padre e di mio fratello.

E poi mi farebbe piacere

riposare tra quattro tavole

assemblate da un uomo come lei.

L'ultimo che ho conosciuto sulla terra.

Ascolti dietro la porta!

No.

E dici anche le bugie.

Sai cosa si fa alle bugiarde perché la smettano di mentire?

- Mi fai male. - Proprio così! Gli si fa male.

Ah, bene. Resisti.

Non so perché sei così difficile.

A che serve ascoltare dietro la porta di tuo padre? Lui non può più parlare.

Non c'è più niente da sentire.

A volte papà mi parla.

Ti parla.

Sì.

Stai ancora mentendo.

No, ti giuro di no.

E allora vai, Hortense. Fallo parlare, dato che ti parla.

Vai, fallo parlare.

Fallo parlare.

Fallo parlare.

Non sento niente.

Fallo parlare!

Entra.

Siediti.

Finalmente, hai...

ci sei riuscito.

Sì, sì.

Devo tornare in gattabuia per mettere in ordine.

Hai un minuto per parlare tra adulti?

- Léonore, torna in camera tua. - Ma...

Obbedisci a tua madre, Eléonore.

Ci avete messo in un bel casino.

Cercheremo di uscirne tutti puliti,

ma bisogna obbedire senza discutere. Vai.

Ha ragione. Fai quello che dice.

- Resterà con noi? - Non lo so.

A ogni modo, almeno avrai il tempo di salutarlo.

Forza! Vai.

Mangia.

Tra poco presenterò a de Kerven il dossier dell'omicidio.

Vedremo che succede.

E poi valuteremo.

Scusami.

Ho letto i vangeli.

Ci ho messo quasi tutta la notte.

Che ne pensi, figliola?

Mi ha fatto bene.

Ti ha fatto bene... ma io parlo del pensiero.

Tu mi parli di sensazioni.

Anche le sensazioni sono importanti, padre.

Certo, ma spesso ci ingannano.

La sensazione rende l'uomo animale.

Ciò che ci distingue dagli animali è il pensiero.

Ma spesso sono le sensazioni ad influenzare le nostre azioni.

Purtroppo! È così che commettiamo i nostri più grandi errori.

E il piacere è un tranello. Non dimenticarlo mai.

Ma se Dio non avesse voluto che provassimo piacere...

perché ha fatto sì che ne provassimo durante l'atto carnale?

Ci ha detto di procreare, ma...

avrebbe potuto fare in modo che ciò che facciamo per avere dei bambini

fosse come... diciamo come...

bere un bicchiere d'acqua.

La tentazione è necessaria, altrimenti...

come costruirsi una morale?

Si diventa un essere umano resistendo alla tentazione.

Lei ha conosciuto la tentazione, padre?

Sono un essere umano.

E ha sempre resistito?

Io...

Ci stiamo allontanando dal soggetto che è lei e non io.

Se lei mi dicesse come ha fatto a resistere alla tentazione,

saprei anch'io come fare.

Figlia mia, io...

faccio fatica a seguirti.

Di quale tentazione mi stai parlando, adesso?

Non oso dirglielo.

Sei venuta per osare, mi pare.

A volte la sera, nel mio letto...

proprio dopo le preghiere...

io dormo sola.

Dormiamo in camere separate da...

da tanto tempo.

Io penso a Kurt.

Il padre di mia figlia.

E...

ho dei cattivi pensieri.

Ma ancora?

Sento come un calore.

- Un calore al basso ventre. - Figliola...

non sono sicuro di poterti aiutare in questo.

- Come dire? - No, no, no!

- Mi vergogno, padre, ma io... - Io ti... niente da fare.

Non posso continuare ad ascoltarti.

Stai...

non stai aprendo il tuo cuore a Dio.

Rileggi... rileggi i vangeli.

Signora Larcher?

Signora Larcher?

Signora Larcher!

Mi risponda, per l'amor di Dio! Signora Larcher.

- Ma non è lui, le dico! - Guardi meglio.

Ma io l'ho visto a due metri. Non è lui.

A due metri ma per due secondi.

Era più giovane.

Aveva gli occhi e i capelli più chiari.

Ah, è stata pure con lui?

Ma sta scherzando, è un frocio.

Conosceva l'assassino?

- L'avevo visto solo una volta, a scuola. - Il dossier, per favore.

Ma non è lui l'assassino. L'assassino era con una ragazza.

E questo è un frocio, le ho detto.

Grazie.

Vorrei anche il dossier di Gustave Larcher.

Ecco.

Andiamo!

Rilegga la sua deposizione e firmi.

E la avviso, voglio interrogarla di nuovo. Ed è suo interesse ricordarsi meglio.

Risultato?

Gli americani vogliono delle certezze.

- È sicuramente Aristide. - L'unica testimone dice il contrario.

Ma Henri, c'erano le sue impronte sull'arma.

Signor prefetto, prego.

Signor prefetto.

C'erano le sue impronte sull'arma. Sappiamo che trafficavano insieme.

E in base a un testimone, la sera prima avevano litigato.

Chi è questo testimone?

Un informatore che vorrebbe restare anonimo.

Questo Aristide...

è stato ammazzato stamattina, vero?

Sicuramente da Jérôme, il suo amante. Che da allora è fuggito.

Voglio dirti una cosa, Alain.

Ci sono tante di quelle falle nel tuo dossier,

che potrei caderci dentro solo leggendolo.

Non posso rifilarlo agli americani.

Va bene, va bene.

Voglio approfondire. La riascolterò sicuramente. Conti su di me.

Altrimenti...

ho visto che il piccolo Gustave Larcher era qui,

- in custodia da te quattro giorni fa. - Sì.

Perché l'hai liberato?

Mi hanno detto che faceva delle estorsioni.

Signor prefetto...

lei sa che convivo con Suzanne Richard,

ex-compagna di Marcel Larcher, suo padre.

Mi ha chiesto di farle un favore. Capita, a volte.

Già, capita.

Tienimi al corrente. Mi serve qualcosa di concreto per gli americani.

Non molleranno.

Rita, hai vinto alla lotteria?

Come stai?

Perché non hai risposto alla mia lettera?

L'ho avuta solo ieri.

Ero in Palestina e poi... insomma, in breve, l'ho avuta ieri.

- Quindi finalmente siete andati in Palestina. - Sì.

Una terra senza popolo per un popolo senza terra.

Non è una terra senza popolo.

È bellissima.

Stiamo bene laggiù.

Sì, si vede.

Ezéchiel è l'unico sopravvissuto della sua famiglia.

Gli altri erano rimasti a Varsavia.

Sono scomparsi... nel ghetto.

O in un campo.

Uno dei suoi zii era molto ricco.

Molto ricco.

Allora sei ricca.

Incredibile, comunque...

la vita.

David sarà ricco?

Sì.

Perché siete in Francia?

Ezéchiel voleva...

ritrovare il corpo di suo figlio e della prima moglie.

Per seppellirli.

In Palestina.

Io non c'entro niente con quella morte, sai.

Non ho mai detto il contrario.

Ho anche salvato la vita di Ezéchiel. E quella di sua figlia.

Vorresti una medaglia?

Tra una medaglia e il plotone d'esecuzione, c'è una bella differenza.

Da me non avrai né l'una né l'altro.

Seriamente.

Jean...

Che vuoi da me?

David è con te a Villeneuve?

Non possiamo correre il rischio che la testimone incontri Gustave o Eléonore.

Ci sbatterebbero dentro tutti e due.

E poi de Kervern non mi vede di buon occhio sin dall'anno scorso.

Dev'essere Edmond.

Ci mancava solo lui.

- Beh, sei solo? - Ci sono dei cambiamenti.

- Ispettore. - Compagno.

Quelli della Federazione hanno deciso che...

la tua presenza, alla cerimonia per Marcel...

sia, diciamo, poco opportuna.

Ma è disgustoso.

È stata la sua compagna per tre anni!

Ti avevo avvisata.

E sai cosa fare per risolvere il problema.

Io lo conosco, quel ragazzino. Chi è?

- Il figlio di Marcel. - Ah, sì!

Non sapevo che fossi rimasta in contatto con lui.

Più o meno.

Bene, adesso che hai detto quello che dovevi dire, vattene.

Aspetta.

Ero un amico di tuo padre, sai?

Un grande amico.

Però io non l'ho mai vista.

Lui potrebbe venire alla cerimonia.

Senza di me?

Tu non sei sua madre, che io sappia.

E poi...

organizziamo una scuola di formazione per i giovani,

guidata dai Giovani Comunisti.

Una settimana nei boschi di Moissay.

Sport...

mostre, letture...

dibattiti politici.

Potrebbe venire anche tua figlia.

È fuori questione.

No, ma aspetta, aspetta...

- Dove dormirebbero? - Bah, in tende da otto.

Ragazze e ragazzi separati, ovviamente.

Una settimana nella foresta.

In un ambiente sano, studioso.

Io trovo che non sia male.

Dici sul serio?

Gustave?

Che ne pensi?

D'accordo.

La trovo... piuttosto accomodante, per essere un poliziotto.

Ho parlato...

di ciò che mi hai detto al mio direttore spirituale.

E che ha detto, padre?

Ciò di cui mi hai parlato è un peccato...

un peccato grave.

Non devi più lasciarti andare a...

ciò di cui mi hai parlato.

Ti rendi conto che è inutile?

Che è male?

- Sì, padre. - Bene.

Di conseguenza, se lo rifacessi...

sarebbe un peccato molto grave, perché commesso in piena coscienza.

Non potrai più fare la comunione.

Devi chiedere perdono a Dio,

fare penitenza

e allungare il tuo tempo dedicato alla preghiera.

E ovviamente...

devi assolutamente canalizzare i tuoi pensieri lussuriosi...

all'interno della tua relazione con l'uomo

che hai sposato davanti a Dio, tuo marito.

L'altro uomo...

il cui ricordo è chiaramente un'immagine del Maligno,

deve essere assolutamente e definitivamente cacciato dal tuo spirito.

A questo prezzo, e solo a questo prezzo...

riceverai l'assoluzione.

Comprendo, padre.

Non tornare se non per dirmi

che hai cacciato la sua immagine dal tuo spirito.

Credi che durerà per sempre?

Così?

Non lo so.

Non credo.

Perché?

Quello che stiamo vivendo è fuori dal tempo.

Al di fuori del mondo.

È il nostro grande segreto, al riparo dagli sguardi.

Siamo sempre soli.

A volte mi chiedo se esisti veramente.

Cosa?

Guarda se non esisto veramente!

Fermati, mi fai male.

Fermati!

Faremo troppo rumore.

Il mio superiore potrebbe sentirci.

Chi se ne importa del signor Vierzon?

A me piace molto.

È gentile.

Non si capisce mai cosa pensa.

Perché non dovrebbe durare per sempre?

Non lo so.

Guardati intorno...

La gente si sposa, poi si stanca.

Si annoia.

Noi non ci annoieremo mai.

E poi sempre non vuol dire niente.

Perché alla fine, si muore.

Sei sicuro che l'amore possa sopravvivere alla morte?

- Già vai? - Sì.

Ho voglia di stare un po' solo laggiù, prima che arrivino tutti.

A più tardi.

A più tardi.

L'ultimo saluto. Arrivederci, David.

Chi sei, tu?

Su, vai dalla tua mamma.

Vai.

Vai con Judith e poi mamma viene.

E leggeremo una storia.

Vai, tesoro mio.

- Vada all'hotel, Judith, per favore. - Sì, signora.

Dammi la mano.

Ti ringrazio, davvero.

Di niente.

In effetti, non è niente.

Credo che sia giusto...

per lui.

Che gli racconterai?

Cappuccetto rosso.

No, voglio dire, che gli racconterai di me?

Non lo so.

Che suo padre ha sbagliato.

Succede di sbagliare.

Beh... ascolta...

Qui...

Ho scritto la mia storia.

A partire dall'infanzia.

La polizia, i servizi segreti, tutto, la guerra...

È per David.

Quando avrà, non so, 15 o 20 anni, gliela farai leggere, per favore.

Non voglio che abbia un'immagine...

Non voglio che abbia l'immagine che ci sarà sui giornali,

sui libri di storia.

Sarà inevitabile.

Sì, ma intendo dire che non voglio che abbia solo quell'immagine lì.

Te lo prometto.

- Che succede? - Niente.

Jean?

Che succede?

La mia richiesta di grazia è stata respinta.

Sarò sicuramente fucilato, lunedì o martedì.

Mi dispiace.

Se posso fare qualcosa?

Sì, sì...

un'ultima cosa, sì.

Dimmi.

Io...

Non voglio morire davanti a un plotone d'esecuzione, io...

Io...

Voglio morire pulito.

Quando voglio io.

Vai... vai a questo indirizzo.

Una persona ti darà un flacone per me.

Prendi questo flacone e portamelo, ti prego.

Rita, forse non te lo ricordi, ma mi hai amato.

Mi hai amato, sai.

Perché tu mi mentivi.

Ma tutti gli amori iniziano con una bugia.

Tu mi hai amato, David e me. Io ti ho salvato la vita.

Ti chiedo di salvare la mia morte.

Per favore.

Che ci prepari di buono?

Purea di castagne, con dei pezzetti di comté.

Sarà favolosa.

Andiamo! Partenza immediata. Al trotto!

E prendete solo l'indispensabile. Ogni minuto è prezioso.

Ah, c'è Antoine, lassù.

Credo che voglia che andiamo lì.

- Chi vuole andare per primo? - Io!

Fermatevi, fermatevi.

Non si direbbe che siete delle sentinelle.

Voi difendete dei bastioni...

per proteggere una città dalla distruzione.

Siete assediati.

- Siete dei soldati. - Non è facile, eh.

Ci vorrebbero delle vere lance,

- dei veri bastioni. - Ma no! Non servono veri bastioni.

Rappresentare la realtà non è mai uguale alla realtà.

Eh?

Rappresentare la realtà

non è la realtà.

Per esempio, prima con Fernand, avete litigato...

- per la purea di castagne, vi ricordate? - Ma sì!

E beh, come lo racconteresti tu?

Beh...

con Fernand, noi...

abbiamo litigato per la purea di castagne.

E che ora era?

Dove eravate?

Come eravate vestiti?

Qual era il tono della vostra voce?

Che rapporto avete con Fernand?

Di che è fatta la purea di castagne?

Qual è il ruolo delle castagne per i partigiani? Eccetera, eccetera...

E di tutto questo, voi non sarete mai d'accordo nei dettagli.

Le cose succedono.

Questa è la realtà.

E poi finiscono.

Coloro che le hanno vissute non hanno vissuto la stessa cosa.

Non le racconteranno nello stesso modo.

Le tracce di quello che è successo esistono,

ma sono sempre parziali o modificate.

Impossibile riportare integralmente dei fatti reali a chi non li ha vissuti.

- È scoraggiante. - Ma no!

Ma no.

Davanti a questa impossibilità...

i cattivi fanno del giornalismo,

i buoni scrivono la storia.

E i geni...

fanno il teatro.

Si prende la realtà,

e se ne fa qualcosa.

Una storia.

E si lascia la realtà nella sua mediocre oscurità.

Forza, si ricomincia.

E di buona lena!

Oh, Geneviève!

Ehi, Geneviève!

Abbiamo bisogno di aiuto. Facciamo una festa alla caserma,

perché domani partiamo per la Germania.

E ci serve del vino, del pane,

della farina, dei polli...

Non ho granché, lo sapete.

Mia nonna è malata.

No? Mi dispiace davvero.

Ma troverai sicuramente qualcosa, no?

E se vuoi, poi potrai venire alla festa con noi.

Oh, sì, vieni a far festa con noi.

"Oh Geneviève. Dolce Geneviève".

"I giorni vengono. I giorni se ne vanno".

Come vi ho detto, mia nonna è malata.

Non posso lasciarla sola.

Forse verremo noi a trovarti dopo la festa.

Vado a dormire presto, lo sapete.

Forse ci vediamo più tardi, Geneviève.

Daniel Larcher...

è un calcolatore freddo e perverso...

che non ha trovato altri

che una moglie depravata,

un criminale di guerra nazista,

e un poliziotto collaborazionista condannato a morte

per farsi difendere.

Al momento di pronunciare la sentenza,

non dimenticate che quest'uomo ha collaborato

a tutte le cose orribili che sono state fatte a Villeneuve quando lui era sindaco.

E ne sono state fatte tante.

Il signor Larcher è una persona per bene.

Generoso.

Umano.

Coraggioso.

E aggiungerei, qualità ancora più rara...

sincero.

Non ne avevo intenzione, ma vorrei ripetere le parole del signor procuratore...

"Non dimenticate".

Non dimenticate. Sì...

che per la sua indomabile energia, Daniel Larcher

ha alleviato la sorte degli abitanti di Villeneuve,

continuando ad essere il buon medico premuroso e altruista

quale è sempre stato.

Non dimenticate che quest'uomo ha rapito un bambino

e ha fatto uccidere suo padre.

Non dimenticate che vuole farci credere

che la resistenza non è mai esistita

e che tutta la Francia era collaborazionista.

Non dimenticate che era antisemita

e che era invidioso di tutti i suoi colleghi ebrei.

Non dimenticate che ha conosciuto la tortura della gestapo.

E la prigione.

Non dimenticate che ha ospitato...

poi amato...

una giovane ebrea.

Purtroppo sicuramente scomparsa durante la deportazione.

Se Larcher è un falso gentile,

il suo accolito Servier, lui...

è un vero malvagio.

È Servier...

che ha mandato a morire

dieci comunisti,

regolando i conti con una ferocia

che fa supporre in lui

una vera ammirazione

per il nazismo.

È ancora Servier

che è a capo di quell'orrore assoluto

che è stato il 25 luglio '42,

la separazione dei genitori e dei bambini ebrei nella scuola

dove li manipolava

mentendo...

ammassati come bestie

e poi spediti

nell'anticamera dei campi di sterminio.

Il caso del signor Servier è ancora più eclatante.

Ce lo presentano come un mostro perverso

che prova piacere nei suoi cosiddetti crimini.

Ce lo presentano

come antisemita.

Se così fosse, lo avrei difeso, io...

che ho perso dieci membri della mia famiglia nella "Notte e Nebbia"?

Per Servier...

il funzionario zelante...

che ha separato i bambini ebrei dai loro genitori,

che ha fatto fucilare dieci comunisti,

che ha eseguito senza battere ciglio tutti gli sporchi lavori

di Vichy e di Berlino,

chiedo...

la pena capitale.

L'unica giusta punizione.

Per Daniel Larcher, traditore

della patria, del suo onore

e delle leggi dell'umanità,

chiedo...

l'indegnità nazionale...

dieci anni di lavori forzati...

e l'interdizione assoluta dall'esercizio della medicina.

Roger. È lui.

Compagni!

C'è un ospite a sorpresa.

Gustave Larcher, il figlio di Marcel.

È per domani.

Coraggio!

Ah, eccolo.

Buongiorno. Buongiorno.

Scusate il ritardo.

- Nessun problema. Adesso sediamoci. - Sì.

- Come sta? - Signori musicisti.

No!

No!

No!

I crucchi non hanno avuto l'Alsazia e la Lorena.

La libertà,

la dignità della Francia,

la sua indipendenza e infine la sua vittoria

sono state ottenute grazie a uomini eccezionali.

Innanzitutto, il generale de Gaulle,

che ho avuto l'onore di raggiungere a Londra dal novembre '40,

quando non eravamo che qualche dozzina.

E coloro...

che d'accordo con il generale de Gaulle

sono rimasti in Francia per combattervi la battaglia nell'ombra.

I resistenti e poi i partigiani.

Molti di questi uomini eccezionali sono caduti, armi alla mano.

Noi siamo qui

per celebrare la memoria di quattro di loro...

che si sono sacrificati eroicamente per la sopravvivenza

dei partigiani di Villeneuve.

Maledizione!

Abbiamo l'onore di avere tra noi uno di questi quattro eroi...

Thierry Grand.

Che vi chiedo di applaudire come si deve.

Tutto bene?

Henri, racconta la tua storia.

Voglio ora dare la parola a Henri de Kervern...

resistente a Villeneuve dal marzo del '41,

francese libero dal '43

e ora prefetto.

A te, Henri.

Non vi preoccupate, sarò breve, i discorsi lunghi mi annoiano.

Non mi riferisco a te, Lanzac.

Ci siamo battuti per essere liberi,

e oggi, cazzo...

è un vero piacere.

Siamo qui.

L'abbiamo fatta franca.

Abbiamo vinto.

Ce lo stiamo godendo.

Ma...

ma pensiamo tutti a quelli che non ci sono più.

Per evocare la memoria dei quattro partigiani,

dirci chi erano...

come e perché si sono sacrificati,

passo la parola al vero eroe di Villeneuve,

all'autore della marcia dell'11 novembre del '43

che è diventata famosa in tutta la Francia e nel mondo.

Al capo dei partigiani che porta e che porterà sempre il suo nome...

Antoine!

Come...

e perché...

si sono sacrificati...

i quattro partigiani?

Perché...

e come...

si sono sacrificati?

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