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Ehi ! Gli inglesi direbbero: "Un penny per i tuoi pensieri."
- Ciao. Penso sempre a quel ragazzo in ospedale. - Mmm.
- Hai parlato con Simone ? - Ha detto quello che ha detto a te
che non sa chi possa essere stato. - Della sospensione ?
Dice di meritarsela. Adesso che non sta andando a scuola
io provo a parlargli e a stare con lui, ma niente.
Qui impazzisco. Vado all'Università a lavorare.
Ti do un passaggio ? Tanto passo da quelle parti per ritirare un...
- Che ? - Un referto. - Che "referto" ? - Ma niente.
Esami... generali.
Gli anni passano per tutti, tranne... che per te
che sei giovine e bella. - Nessuno fa i complimenti come te.
- Decenni di esperienza. - Lo so. - Tieniti forte.
- Non fare il cretino. - Impenno in partenza e poi vado piano.
- Chiamo un taxi. - Scherzo !
[# NATALE IN UN QUALSIASI LUNEDI']
[# HOUDINI, CHE TOGLIE LE CATENE AL MONDO. #]
Dante ?
[# IN FONDO, UN INGANNO NON E'.]
[# E' SOLO UNA FOLLIA]
[# UN SALTO NEL VENTO. #]
Mamma ?
- C'è la colazione pronta di là. - Ah. L'hai fatta tu ?
- No. - Ah. - Vado a svegliare Simone.
- Bravo. - Tutto a posto ?
Certo, perché ? Sì.
Una favola.
- Giù dalle brande, giovane ! - Che cazzo... Dài !
- Non devo andare a scuola. - Sì, stai qui chiuso come un bacarozzo.
- Dovresti dire la verità. - Ricominciamo ?
No. Se vuoi finire dentro per uno che nemmeno conosci, accomodati.
- Hai finito ? - Sì.
-Goditi questi ultimi giorni da uomo libero. Io vado. -Ciao, eh !
Stasera c'è la festa a tema di un riccone di terza.
-Ha affittato un locale. -Che tema ? -Horror, stregonerie... -Andiamo ?
- Io sono già lì. - A voi ragazze non serve il trucco.
Siete già streghe al naturale. [RISATE]
- Ti sei visto allo specchio ? - Sì.
Sono perfetta per la festa horror, faccio già paura di mio.
-Luna, sei pesante. -Angelo ha fatto bene a lasciarmi. Ecco con chi sta.
"Let me see"... Questa è bona.
- Okay, ciao, ragazzi. (insieme) Buongiorno.
- Luna e Matteo hanno finito di dire sciocchezze ? - Sì.
Mi avete fatto venire un'idea.
- Prendete tutto e seguitemi. A Viola penso io. - In che senso ?
- Non facciamo lezione in classe, ma ce ne andiamo fuori. - Dove ?
Ti porto in un posto bellissimo. Apriamo i boccaporti !
- De Angelis ? - Sì ? - Posso rubarti Mimmo per due ore ?
Scusa, chi mi aiuta ? Sto ancora alla "A" di Alighieri.
Non te lo chiedo più, almeno fino a che non arrivi alla "C" di Carducci.
- Mimmo, andiamo. - Ma... - Attenzione.
- Ma... - Questo. - Dante !
Due ore e te lo riporto.
- Prendo la giacca e arrivo. - Sì.
-Egidio, una mano ? -Sto aspettando un pacco. -Sì, sì, "un pacco"...
Che cos'è la bellezza per voi ?
Luna, hai una risposta ?
La bellezza è qualcosa di perfetto.
Che cosa significa "perfetto" ?
Qualcosa senza difetti.
Ah. Fammi un esempio.
Tipo... Io non sono bella, perché non sono perfetta.
Nina è bella, perché è perfetta. Anche Laura.
Pure lei è perfetta. Anche Rayan è perfetto.
No, non ci siamo. Venite con me.
Ci fermiamo un attimo in questa sala meravigliosa.
- Okay, ci siamo tutti ? - Ci siamo. - Sì.
Okay, allora...
-Secondo voi, questa donna è bella ? -Per niente. -Perché ?
Ha la tettina piccola, un po' i fianchetti larghi
un accenno di pancia e la caviglia importante.
Basta così. Non ridere.
- Ti ringrazio per questa disamina elegante e raffinata. - Eh !
Questa è Paolina Bonaparte, qui raffigurata come Venere.
Per gli antichi romani Venere era l'emblema della bellezza
perché la bellezza cambia con i secoli, a seconda delle persone.
Lo diceva nel Settecento David Hume.
Diceva: "La bellezza non è nelle cose"
"ma negli occhi di chi le guarda."
Mmm ? Una persona non è brutta o bella.
Lo sguardo dell'altro la rende tale.
Sapete di chi è lo sguardo più severo?
Il nostro, perché noi siamo i giudici più severi di noi stessi.
Capito ?
Okay, andiamo avanti.
Beh ?
Perché mi avete portato qui ?
Ho pensato che ti potesse fare bene vedere un po' di bellezza.
- Simone come sta ? - Sta come uno che ha combinato un casino.
Come l'ha presa la sospensione ?
Non lo so. E' a casa, ma non parla.
Dài, su. Su.
Che ci hai messo ? Pesa un quintale.
La storia del teatro italiano, la storia della mia vita
i miei personaggi, Lady Macbeth, Ofelia, Antigone, Medea.
Domani lo porto a scuola. Che fai ?
- Ti sei fermato ? Batti la fiacca ? - Non sono ai lavori forzati.
Non dovresti lamentarti, dopo quello che hai fatto.
Potevo esserci io in ospedale.
- O al cimitero, se non fosse stato per... - "Per" chi ?
- "Per chi ?" - Eh.
Per nessuno. Per caso.
-No ? -Metti il baule lì nell'angolo, va'.
- Palla ! - Viola, sei libera. - Grazie.
[VOCIARE INDISTINTO]
- Rayan ! - Hai capito Rayan ? Eh ?
Che fanatico ! Dà due calci al pallone e si sente chissà chi.
Dài !
-Ha visto come lo guardano le ragazze ? -Beh, che c'è di male ?
- Gioca bene, è bravo. - Sì.
Oggettivamente... è pure bello, bellissimo.
E questo ti mette tristezza ?
- No, mi fa arrabbiare. - Perché ?
- C'è chi nella vita ha avuto tutto e chi non ha avuto niente. - Passa !
Io vedo solo un ragazzo pieno di entusiasmo
che potrebbe rimanere a mani vuote, perché farcela non è facile.
Se continua così, l'unica cosa che si gioca è l'anno scolastico...
a meno che... qualcuno non lo aiuti.
- Tipo te. - Perché dovrei aiutare quel cretino ?
Magari scopri che non lo è.
Dài ! Dài, Rayan, mamma mia !
- Palla al professore ! Attenzione, questa me la gioco un po'. - "Daje".
(insieme) Oh ! - Qualità, prof. - Dài, gelatino.
- Forte, prof. - Mi prendi in giro, eh ? - No, vabbè...
Elsa, ciao, sono Dante.
Sono arrivati i risultati della Tac. Dicono che devo vedere un neurologo.
Mi chiedevo se fosse possibile vedere te prima domani.
Mi fai sapere se è possibile ? Grazie e scusami. Ciao.
- Okay. - Ehilà. - Lombardi.
Beato te, che hai finito le tue ore. A me tocca sempre l'ultima.
E' proprio vero che la vita è una valle di lacrime.
Che entusiasmo ! A sentirti viene voglia di vivere.
Alla mia età l'entusiasmo è pericoloso, alza la pressione.
Oh, ecco qua !
Quelli si aspettano un bel Tito Livio, facile facile
ma non sanno che oggi gli sparo questo.
"Annales", Tacito.
Faccio una strage.
Se ti dà soddisfazione...
- Enorme. - Ciao.
[SOSPIRO DI LOMBARDI]
[ANITA BISBIGLIA]
Dante !
- Ciao. - Che ci fai qui ?
- Una sorpresa. - Se volevi farmene una, dovevi portarmi al ristorante.
Sono sempre un professore con uno stipendio da fame.
- Ma che si è fatto la blusetta nuova. - No, l'ho fregata a Simone.
- Come mi sta ? - Bene.
- Dammi. Che hai preso ? - Eh...
Buongiorno. Sono un compagno di Viola, mi ha invitato a studiare.
Prego, Viola è di là.
- Ciao, "big champion". - Ciao.
- Se ha bisogno, mi chiami. - Sì.
Fammi capire, tu abiti qui ?
-A quanto pare sì, perché ? -Che fa tuo padre ? Ha una miniera ?
Sì, d'oro. Ci lavorano anche un centinaio di schiavi neri.
Me lo faccio anch'io un posto così, quando divento famoso.
Sì, tutti i tifosi di calcio del mondo aspettano te.
Dico sul serio, che fa tuo padre ?
Non l'ho mai capito, moltiplica i soldi di chi ne ha già.
Vediamo di fare qualcosa.
- Questo posto non ti fa venire voglia di studiare. - E di che ?
Non lo so, di... non fare niente.
Poi mi pare tutto incredibile qui.
Sarà come dice quel filosofo, Hume
però... non c'è una cosa che non sia bella qui dentro.
- Tutto a parte me. - No, tu sei... bellissima.
Posso uccidere, se qualcuno fa lo stronzo con me.
- Non sto facendo lo stronzo, dico sul serio ! - Mmm. - Eh.
Il professore dice che non sai niente
perché non riesci a concentrarti. - Specie in latino. Mi fa impazzire.
Iniziamo dal latino. Hai i libri ?
- Prossima domanda ? - Sei un disastro, lo sai ?
- Lo diceva sempre Padre Olinto. - Chi è ?
Il missionario che mi ha spinto a studiare... e poi a partire.
- Vediamo di fare contento Padre Olinto. - Lui non c'è più.
L'hanno ammazzato.
Oddio... Come "ammazzato" ? Chi ?
Gli integralisti.
Sono entrati durante la messa e hanno ammazzato tutti.
Iniziamo... da qui.
Allora, "la proposizione".
-Eh ? -E' incredibile. -Pizza e ricotta non si batte. -Sì.
- Potrebbe essere seconda solo dietro a... - La mortadella.
- Pizza e mortadella. Vedi che ci prendi ? - Eh !
Che c'è ?
- Quindi ? - Quindi ? - Perché quest'idea ?
Che cosa devi farti perdonare ?
- Niente, perché ? - No ? - "Perdonare" ? No.
Non lo so, forse... che stamattina sei andato via con Floriana
avvinghiata come un koala ?
- Che cazzo ridi ? - Sei gelosa ?
Elegante, bionda, con gli occhi azzurri...
- Verdi. - E' uguale.
- Ma che c'entra ? - C'entra.
Tutto c'entra.
Senti, ma il titolare quando rientra ? Come si chiama ?
- Ardenzi Cesare. - Ardenzi Cesare quando rientra ?
- Non rientra oggi. - Sei sicura ? - Sicurissima. - Mmm.
- Stai qui, non muoverti. - Mmm.
Però Ardenzi Cesare deve cambiare il divano.
Ripetimi i poeti latini che fanno parte del canone elegiaco.
Che fai, dormi ? Oh !
- Oh, oh ! Eh ? - Dormi ?
- Riposavo gli occhi. - Se non vuoi studiare
perché sei venuto ? - Per fare contento il prof.
- Tu perché mi hai invitato ? - Per lo stesso motivo. - Appunto.
Senti, ce ne stiamo qui tranquilli e stasera si va alla festa.
- Io non vengo. - Perché no ?
- Ti sembro tipa da discoteca ? - Per la carrozzina ?
- Che te ne frega ? Ti spingo io. - Mi spingo da sola, ma...
Ta, ta, ta. Facciamo così, tu non dici al prof che abbiamo cazzeggiato
e io stasera ti faccio da cavaliere... nero.
Non mi serve un cavaliere. Ora puoi andare.
Okay.
- Sicura ? - Vai.
- Che ne pensi ? - Di che ?
- Di Mimmo. - Ma che me ne frega di Mimmo ?
-Attento. -Perché ? -Hai una cotta per uno che non ti pensa.
-Non sono cazzi tuoi. -Poi chi deve recuperarti con il cucchiaino ? Io.
Stasera divertiti anche per me.
- Perché non vieni pure tu ? - Non voglio stare con gente di scuola.
- Non vieni perché non c'è Mimmo ? - Sì. Perché, ti rode ?
- Non voglio stare vicino a gente vestita da pagliaccio ! - Che dici ?
- Io sono Dracula. - Eh, "Dracula"... - Eh !
A Nina Dracula piace di sicuro.
Come cazzo si mette ?
- Dica. - Mi dici chi c'è stasera a cena ?
- Non ho capito. - Te l'ho detto già tre volte, ma te lo ridico.
Anita non c'è, va da una collega per delle traduzioni.
- Va bene. - E Manuel va a una festa.
- Va bene. - Simone, ceni con noi ?
Potremmo prendere delle pizze.
- Eh ? - Sì... Non lo so...
- Era un "sì", un "no", un "boh" ? - Dado ? - Eh ?
- Devi parlare con Simone. - Ci ho provato, è come parlare con un muro.
- Sì, lo so. - Eh. - Però tu devi capire esattamente
se le cose sono andate quel giorno come lui ti ha raccontato.
- In che senso ? - Potrebbero essere andate in un altro modo.
- C'è qualcosa che non so ? - Oggi, mentre mi aiutava con il baule
Simone ha detto una cosa
e io lì ho capito che in palestra non era solo.
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Ciao. - Ciao.
- Tu non vai alla festa ? - No, non mi va. - Ah.
Io ti vorrei parlare un attimo...
della situazione di Ernesto.
Eh ?
- E ? - Non è che stai coprendo qualcuno ?
- Io ? "Coprendo qualcuno" ? - Eh. - No. Chi, poi ?
Se c'è qualcosa che non mi hai detto, devi dirmelo.
Chi c'era lì con te ?
Nessuno.
Ti vergogni a dirlo perché eravate in due ed è una cosa da vigliacchi ?
Chi c'era ? Manuel sicuramente no, perché quel pomeriggio era con me.
Infatti... nessuno, papà.
- Chi era ? - Per piacere, lasciamo stare, non mi va. - Chi era ?
Eh ?
Mimmo.
- Oddio. - Non è stata colpa sua.
E' arrivato che mi stavano picchiando.
- Avevano detto delle cose su chi sono. - Cioè ?
Su come sono.
Mimmo è arrivato ed Ernesto mi stava picchiando.
L'ha colpito alle spalle... e io ora lo sto coprendo.
Per forza, altrimenti è un casino.
-Mi ha difeso. -Se fosse stato solo quello, Ernesto non sarebbe in coma.
Lo so. [SOSPIRO]
- Papà ? - Eh ?
Anche se ora lo sai...
non puoi dire niente
sennò per Mimmo è la fine.
Sì, lo so.
Mi dispiace.
Ci penso giorno e notte.
Eh...
[SOSPIRO]
[MUSICA]
Che hai ? Sembri un'anima in pena !
Ti manca qualcuno o qualcuna ?
- Nina non viene. - Che mi frega se Nina non viene ?
- (insieme) Sì... - Dài ! - Chi te l'ha detto ?
Lei. Dice che ha fatto un voto.
- Che voto ? - Di non mettere più piede in discoteca.
Che dichiarazione preoccupante !
E' una strega vera, avrà gli spilloni a casa.
- La vuoi smettere ? - Finite le cazzate, vado a prendere da bere.
- Volete qualcosa ? - No. - Magari dopo. - Niente ? Va bene. Scusate.
Ma guarda chi si vede ! Viola !
Sai che quasi non ti riconoscevo ?
Stai bene con questo costume da... morta ?
- Sposa cadavere, prego. Anche tu te la cavi come zombie. - Visto ?
- Pensavo che non venissi. - Ne dico tante, ci ho ripensato. - Come mai ?
Ho pensato che c'eri tu, quindi...
- "Quindi" ? - Tu sei Rayan, vero ?
Sono Flavia, di Terza A. Ci siamo visti alla partita di sabato scorso.
Ciao, Flavia di Terza A.
Te lo devo dire, hai fatto un gol pazzesco !
- Alla fine ci hanno presentati, non ricordi ? - Ehm... Sì, ricordo.
Senti, il barista è un amico. Vieni ? Non mi fa pagare i drink.
-Eh ? -Sì, è che sono un attimo... -Dài !
- Vuoi qualcosa ? - No, grazie. - Sicura ? - Sì, vai.
No, c'è la fila, andiamo a ballare.
- Ragazzi, lei è Flavia di Terza A. (insieme) Uh !
Andiamo ! Eh !
[MUSICA]
- Uh ! (insieme) Uh !
Wow !
- E' folle, Simone non può prendersi la colpa. - Aiuta un altro ragazzo.
- Quasi non lo conosce ! - Lo so. - L'hai fatto ragionare ?
Ci ho provato, ma ormai è grande, ha le sue idee.
-Quindi stiamo qui a guardare mentre si rovina la vita ? -Diamogli tempo.
No, non possiamo dargli tempo !
Dobbiamo parlargli e fargli capire che si sta rovinando la vita.
Adesso dove va ? Simone !
Che facciamo ?
Non lo so.
[# SCRIVO A TEMPO DI BATTITI, LITI]
[# E FACCIO RITRATTI DI LIVIDI O BRIVIDI A TRATTI, SI'.]
[# SOLO TU MI DISTRAI, SIAMO FATTI DI POLVERE]
[# VUOTI DENTRO CHE NON PUOI COLMARE. #]
[RESPIRO DI VIOLA] Serve una mano ?
No, grazie, sta per arrivare il mio autista.
Vabbè, ti do una mano.
Ti avevo detto di no.
- Prego, eh. - Chi te l'ha chiesto ?
- Quanto ti piace fare la parte della stronza ! - Tu sei stronzo.
Ecco il segreto numero uno, poiché dici che non hai bisogno di nessuno.
- Abbiamo tutti bisogno di qualcuno. - No, tu no.
Segreto numero due, io più di tutti. [ROMBO DI MOTORE]
Marcello !
Ciao, eh.
[NOTIFICA DI CELLULARE]
- "Daje". - Ohi, Manu ! - Oh ? - Hai visto Viola ?
Se ne è appena andata. Io vado. Bella, frate'.
- Ciao, prof. - Ciao, ehm...
- Prof. - Ciao. C'è Simone dentro ?
No, non si è visto qui. E' successo qualcosa ?
No, è che lo sto cercando e non mi risponde.
Se lo senti, gli dici di chiamarmi ?
- Va bene ? - Va bene. - Ciao, buonanotte. - Ci...
Ciao.
- Gelato. - Grazie.
-Come hai indovinato i gusti che amo ? -Dracula ha i superpoteri.
- Dài ! - Ti ho visto prenderli al chioso. - E te lo sei ricordato ?
Certo, mi ricordo tutto di te.
- Che cos'è questo posto ? - Palazzi occupati, ci vivo con mia zia.
- La zia dorme adesso ? - Sì, si sveglia presto.
- Mmm. - Perché me lo chiedi ?
Ho preso due porzioni, magari possiamo mangiare il gelato insieme.
Non ho detto che ti facevo salire.
- Ho attraversato Roma per vederti. - Mi hai vista. Buonanotte, mostro.
- Grazie per il gelato. - Il mostro sei tu, che mi lasci da solo senza.
- Le cialde le vuoi ? - No, quelle te le puoi tenere, grazie.
Sono un coglione a volte.
'Fanculo.
["SAY IT ISN'T SO" DI ANDREA FARRI E LARA MARTELLI]
Ragazzi, fermiamoci un attimo. Anzi, avvicinatevi al palco.
La nostra giuria ha appena votato
e il doppio giro di shottini per il miglior costume va... Oh...
(insieme) Oh...
Ai due diavoli della serata !
Ragazzi, venite ! Venite sul palco, non siate timidi.
Fate una foto alla coppia perfetta.
- Noi non siamo una coppia ! - Ancora per poco.
(insieme) Oh ! - No. - Lui dice: "Ancora per poco."
Bene. Ora dobbiamo assegnare un altro premio.
E' un premio molto speciale, al costume... più buffo.
- Eh ! - E' ovvio. Andrà... Oh...
(insieme) Oh... - All'incredibile zuccona !
(insieme) Olé ! - Eccola !
- Io ? Perché ? - Non sa più come contenere il suo entusiasmo.
Non ha più parole, è incredibile !
Ragazzi, torniamo a noi. Siete ancora pronti a ballare ?
(insieme) Sì ! - Ne siete sicuri ? (insieme) Sì !
E allora che musica sia !
["LET ME GO" DEI VELVET]
[BEEP MONITOR]
Vaffanculo ! Vaffanculo a tutti ! Vaffanculo a me e vaffanculo a Hume.
[SOSPIRO DI LUNA]
[NOTIFICA DI CELLULARE]
Chi cazzo è ?
"Invisibile" ?
Ah... [RESPIRO AFFANNOSO]
Ah...
Ah...
Buongiorno.
- Dài, che fai tardi a scuola. - Non ci vado.
-Perché ? Stai male ? -No, ma non mi va più di andarci. -Che è successo ?
- Dài, tesoro, fuori di lì. - No.
La scuola non fa per me. Lo sapevo prima che quel professore rompesse.
Fammi capire, scusa. Che cosa ti ha detto il professore ?
Ne dice tante !
Finge che quella sedia non esista, ma ci passo sopra intere giornate !
-Eri contenta di lui. -All'inizio, ma ora non lo sopporto.
Pensa che basti trattarmi da persona normale, ma io non sono normale !
- E' successo qualcosa alla festa ? - No.
Non succede niente nella mia vita !
[VOCIARE INDISTINTO]
Scusi... dove ha detto che va questo mammozzone ?
- E' il baule dei costumi. Dobbiamo portarlo in teatro. - Vado.
- Forza, su. - Sì.
Non si saluta più adesso ?
Scusa, ero soprappensiero.
- Dormito bene ? - No.
La luce del giorno non ti ha fatto tornare nella tomba.
No, mi fa solo rosicare.
- Ti va di venire con me ? - Dove ?
- Ti va o no ? - Sì, mi va, ma... - Allora andiamo.
- Sta per suonare, dove... - Facciamo "sega".
Ma dove vanno quei due ?
Che domande ! La scuola ormai è un optional, no ?
Un giorno sì, un giorno no e un giorno... mah, forse !
Dalla Tac non risultano anomalie.
Allora tutti i valori sballati e i mal di testa che continuano ?
- Ultimamente hai avuto nausea ? Vertigini ? - No.
- Problemi nel parlare ? Piccoli incespicamenti camminando ? - No.
- Problemi alla vista ? - Ecco, ieri notte la mia vista era come...
annebbiata, offuscata. - Quanto è durato ?
- Pochi secondi. - Era la prima volta ?
No, mi è successo anche mesi fa.
Beh... potrebbe essere una malformazione artero-venosa.
- Cioè ? - Una anomalia dei vasi sanguigni che irrorano la testa.
- E' un sospetto. Facciamo gli esami e vediamo. - Devo preoccuparmi ?
- La preoccupazione porta mai qualcosa di buono ? - No.
- Che dicono i filosofi a riguardo ? - Non credo ne sia esistito uno
che abbia guardato il suo cervello in 3D.
I filosofi aprono le menti in modi diversi.
Tranquillo, ti faccio fare analisi più approfondite
e poi vediamo il da farsi. Mmm ?
Sì.
Okay.
"Ammazza", è una reggia !
- Bella, eh ? - Chi abita qui dentro ?
Un costruttore e sua moglie.
E perché hai le chiavi ?
Mia zia lavora in una ditta di pulizie di case di lusso
e i proprietari sono fuori città, tornano domani.
Ah.
Guarda che televisore !
Doppio soggiorno...
Quanta ricchezza !
Divano da paura ! Non mi alzerei nemmeno per andare in bagno.
Nina ?
Nina !
Che stai facendo ?
Nina ?
Beh ? Che fai, non me lo allacci ?
Certo che te lo allaccio.
Ho visto questa scena nei film. Lui allaccia il vestito a lei...
Poi...
Aspetta.
"Aspetta"... [SOSPIRO]
- Provalo. - No, non mi vesto da pinguino.
Non è un tight o un frac, è uno smoking.
Dammi questo coso, va'.
- Così, così... - Che cos'è ? - Il nostro salutino.
"Ladies and gentlemen", ecco Luna la zuccona !
- Matteo ! - Che stronzo, dài ! Buongiorno.
(insieme) Buongiorno. - Ciao.
- Prof, tutto bene ? - Eh ?
- Tutto bene ? - Sì, tutto bene.
- Solo un po' di... mal di testa, ma niente di che. - Ah.
- Tutto bene. - Che ha, sta male ?
Ah... Anzi, mi hai fatto venire in mente una cosa.
Direi che oggi vorrei fare cominciare Matteo
a darci una rinfrescatina sulla lezione di ieri
che abbiamo fatto su Hume. Ti va ?
- Va bene. - Vai ! - Così magari mi passa il mal di testa.
- Allora... - Vai.
IUM... [RISATE]
IUM ci dice che anche i cessi possono essere belli.
- Non si scrive così. - Vabbè, prof, guarda il capello...
- Peggio, molto peggio. - No ! - Però Matteo non ha tutti i torti.
E' vero. Per Hume, in ogni cosa noi possiamo trovare la bellezza.
Nella cattedra, nella finestra... In Matteo stesso.
Non esageriamo, ci sarà un limite anche per Hume.
- Uh ! - Però sta a noi trovare la bellezza in qualunque cosa
anche la più insignificante, anche perché potrebbe sfuggirci di mano
e volare via altrove per sempre. No ?
- Torna a posto. - Prego.
E' per questo che, se non vogliamo avere rimpianti nella vita...
dobbiamo sfruttare tutto il tempo che abbiamo, ogni minuto.
Si sente un po' leopardiano ?
Sì, ogni tanto mi capita.
La classe è decimata. Simone è sospeso e lo so, ma gli altri ?
- Chi manca ? - Manuel, Nina, Viola...
Okay, allora... [VIBRAZIONE DI CELLULARE]
Che ha il prof oggi ?
- Luna ? - Eh ? - Chi è ? - Eh ?
- Chi è ? - Niente, nessuno.
- "Hume". - Con l'"H". - Hai segnato ?
[MUSICA LIRICA] Questa canzone è in "Pretty woman" ?
- E' un'aria, non una canzone. - Vabbè, è uguale.
- Zitto. Segui i passi che ho detto, sembri un orso. - Ci provo.
[# LO VEDI ? TI SORRIDO, SARO' LA'... #]
Entri spesso nelle case ?
Ogni tanto. Mi piace fare finta di avere un'altra vita.
La tua che ha che non va ?
Dove vivo fa schifo, no ?
La vita non si basa solo sulla casa in cui si vive.
Io che dovrei dire ? Non ho una casa. E poi il resto ?
Il resto fa ancora più schifo.
[# QUANT'IO T'AMO.]
[# AMAMI]
[# ALFREDO, QUANT'IO T'AMO. #]
Che c'è ?
- Tu non sai niente di me. - Perché, che devo sapere ?
Ho una figlia.
Aspetta.
[MUSICA SI INTERROMPE]
Hai detto "una figlia" ?
Si chiama Lilli, ha due anni.
- E dove sta ? - Non vive più con me.
- Sta con il padre ? - No, lui è come se non ci fosse.
[ROMBO DI MOTORE] - Ho capito, ma... - Aspetta.
No, no, merda !
- Che c'è ? - Cazzo, sono loro ! Dài, prendi tutto.
- Come ? - Dài ! - Non dovevano tornare domani ?
- Se ci scoprono, se la prendono con mia zia. - Ti aiuto ? - No.
- Questa cosa della figlia è uno scherzo ? - Per niente.
- Come è possibile ? - Non dovevo dirtelo. Usciamo dal giardino. Dài !
- Eh ! - Sbrigati ! - Arrivo !
Anche se può sembrare strano, alla fine di ciò che ci siamo detti
io vi trovo effettivamente, meravigliosamente tutti bellissimi.
[CAMPANELLA] -Grazie. -Grazie a tutti, a domani.
- Arrivederci. - Ciao. - Arrivederci.
- Ciao. - Arrivederci. - Ciao.
- Professore. - Ehi.
- Mi volevate vedere ? - Sì, Mimmo.
Chiudi la porta un attimo.
Vieni un attimo qui.
Eh... Simone mi ha detto tutto.
"Tutto" che cosa ?
Mimmo, mi ha detto tutto, dài.
Allora ?
Ho visto che stavano litigando, che si erano "appiccicati"
e ho agito d'impulso. - Non si sono "appiccicati".
Ernesto ha aggredito Simone perché lui e i suoi amici odiano i gay.
E' un pensiero primordiale, subumano, sono d'accordo
ma tu a Ernesto hai spaccato la testa, è tra la vita e la morte.
- Quelli odiano i gay ? - Mmm. - E che c'entra Simone ?
Simone è gay.
Perché, non te l'ha detto ?
- No. - Ah. - Non lo sapevo...
Vabbè, comunque tu non dovevi fare quello che hai fatto.
- Che dovevo fare ? - Dovevi fermarlo !
Sei arrivato alle spalle, no ? Sei forte, dovevi bloccarlo.
Rischi di bruciare tutto quello che ti sei conquistato.
Se Ernesto dovesse morire, tu ti fai 20 anni di carcere.
Capisci quello che hai fatto o no ?
Dài, vai.
- Professore ? - Eh ? - Questa cosa potete evitare di dirla ?
Io non parlo, perché l'ho promesso a Simone.
Tu devi ringraziare lui.
- Grazie. - Eh.
Vai, vai.
- Ciao, Dante. - Ciao.
- Tutto bene ? Sei pallido. - No...
Saranno... Saranno i pensieri.
- Sì ? - Permesso, scusate. - Salve. - Buongiorno.
Mia figlia è Viola Brandi, va in Quarta B. Cerco Dante Balestra.
- Sì, sono io. - Salve. Posso parlarle ?
Sì, non sarebbe l'orario del ricevimento...
E' un'urgenza. Cinque minuti, meglio se in privato.
- Sì, vi lascio soli. - Ciao. - Ciao. Arrivederci.
- Nicola, piacere. - Piacere. Si accomodi. - Grazie.
Anita mi ha detto che lei è il professore dei casi disperati.
Anita esagera sempre un po'.
Fino a ieri pensavo di venire qui
per ringraziarla perché ha riportato Viola a scuola
ma stamattina lei ha deciso di non tornare più in classe.
- Perché ? - Non lo so.
- Ieri è stata a una festa, forse è successo qualcosa lì. - Capisco.
Io mi sono fatto un'idea.
Vivere su una sedia a rotelle l'ha fatta crescere
più velocemente dei suoi compagni e questo l'ha resa...
complessa.
Penso anche che la scuola, me compreso
non... sia all'altezza della complessità di sua figlia.
Capisco, io però sono venuto qui perché lei è la mia unica speranza.
- La riporti a scuola. - Non so da dove iniziare.
Ci provi, in qualche modo. Da solo non ce la faccio.
- Sono il padre. Lei lo sa, i padri sbagliano. - Eh, lo so.
Io non le prometto niente e ho poche frecce al mio arco
però forse conosco una persona che può almeno provarci. Va bene ?
La ringrazio.
Che cavolo faccio ?
Ma sì, dài.
[SCATTI FOTOGRAFICI]
- Bella, ragazzi. - Ciao.
- Ehilà, Manuel Ferro ! - Eccolo. - Hai proprio un bel coraggio, eh ?
Marini la scuola
e torni sfacciatamente sul luogo del delitto.
-Marinare la scuola non è un delitto. Avevo mal di denti. -Ah.
Mi spiace, ma la scuola batte dove il dente duole, no ?
- Sì, sì. - Bravo, Ferro, bravo. - Grazie, grazie.
[MOTORE NON SI AVVIA]
[MOTORE NON SI AVVIA] Beh ?
Che cazzo ti prende ?
Quel rumore non è un bel segno.
- Si intende di motori ? - Una volta, quando avevo la moto.
-Non ce l'ho più da un po'. -Come si muove in questa città ? -Con quella.
- "Con quella" ? - Eh. - Lei è il padre di Viola ?
- Sì. Nicola, piacere. - Manuel.
- Se hai bisogno, ti do uno strappo. - Con quella ? - Certo.
- Se non è troppo disturbo, accetto. - No, andiamo.
Ah, le chiavi.
Comunque... tuo padre mi ha detto il motivo
per il quale ti stavano picchiando.
Ti ha detto che sono gay ?
- Ma che cazzo... - Oh, Simone ! Non me ne frega niente.
- Questa cosa non mi cambia niente. - Non doveva dirtelo.
E' una cosa mia.
Volevo essere io a dirtelo.
Tu hai la ragazza ?
Una volta.
Quando sono stato arrestato, è scomparsa.
Eri innamorato ?
Boh.
Non lo so.
- Come si fa... a capire quando sei innamorato ? - Boh.
Se sei innamorato, lo capisci. No ?
A te è mai successo ?
Sì.
- Ma... - "Ma" ?
Non era la persona giusta.
- Io vado. - Ti accompagno. - Prendo la metro, non mi serve la badante.
Magari la balia sì.
No, neanche.
Ciao.
Quindi tu sei il figlio di Anita ?
- Sì, la conosce ? - La conoscevo, prima che mettesse su famiglia.
- "Famiglia"... Siamo solo noi due. - Sì, so che è separata da tuo padre
e ha un compagno. - Non ho un padre, sono figlio dello Spirito Santo.
Fra poco dobbiamo girare a destra, poi dritto per un chilometro.
Siamo ospiti dal mio professore, si è portato dietro pure la madre.
- E' ospite dalla sua ex moglie. - Un macello. - Sì.
- Ma tu quanti anni hai ? - 18, quasi 19. Perché ?
No, per sapere.
- Posso ? - Certo. - Me la tengo per dopo.
- Quindi 18 anni, quasi 19. - Sì.
Ehi ! Ecco il nostro Mimmuccio. Allora ?
- Ti stai divertendo fuori ? - Eh... Io sto sempre a scuola.
Lo senti ? Non si diverte. Stai tutto il giorno con le ragazze !
Facciamo così, tu domani non vai a scuola.
- Perché ? - Perché fai un servizietto per me.
Come ? A scuola mi aspettano.
Facciamo che ci vai, poi ti inventi che stai male ed esci.
-Devo stare attento a quello che faccio. Non posso farlo. -Come ?
Ho detto...
- Non è meglio se lo fa qualcun altro ? - Guaglio' !
Forse sono stato poco chiaro.
Quando ti dico che devi fare una cosa
tu la fai e basta.
- Mi sono spiegato ? - Sì.
Vi siete spiegato.
A chi tocca ?
- Pazzo. - Scopa !
Ciao, mamma. Lui è il padre di... una mia compagna di classe.
- Pare che vi conosciate. - Ciao, Anita. - Ciao, Nicola.
- Prendo gli attrezzi per aggiustare la moto. - Poi ti riporto a scuola ?
- Non serve, mi riaccompagna Simone. - Chi è ?
- Una specie di fratello. - Ah.
- Ci ho parlato un po' in macchina, è simpatico. - Sì.
-Manuel è molto simpatico. -Ha detto che non sa chi è il padre.
E' vero, non lo sa.
C'è qualcosa che mi devi dire ?
Non adesso, eh ? Non adesso.
Sono io il padre ?
Volevo dirtelo quando sono venuta da te, però non ce l'ho fatta.
Scusami. Eh...
Ti giuro che ti racconto tutto.
Guardami. Ti racconto tutto.
Te lo giuro, però non qui, non ora. Per favore.
- Puoi venire dove lavoro io domani ? - Mamma, io chiamo Simone !
Eh ? Sì.
Per favore, Nicola. Per favore.
Ti prego. Per favore.
Quando hai detto, scusa ? Domani ?
Sì, domani. Puoi ?
- Sì. - Bene. - Okay. - Grazie.
A domani, allora.
Ciao.
Oh, Dio mio. Oddio.
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