Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
IL RITO
PRIMA SCENA UNA STANZA DELL'INTERROGATORIO
S�?
Fateli aspettare.
Possono entrare.
- Benvenuti. - Grazie.
Buongiorno.
- Prego, accomodatevi. - Grazie.
Non avete incontrato la giornata pi� adatta.
S�, mai sofferto tanto il caldo. 34 gradi all'ombra, insopportabile.
Il temporale di ieri non � servito, nonostante tutta quell'acqua.
Lo spettacolo si � interrotto due volte, � mancata la corrente.
Si resta male quando capita in una grande citt�.
Nei paesi non ci si fa caso.
- Si � presi dal panico. - Prego, sedete.
Cosa preferite bere?
Brandy, whisky, o uno sherry? � tutto ci� che posso offrirvi di domenica.
Mia moglie acqua ghiacciata o Coca-Cola, non si sente molto bene.
Fa davvero caldo. Io prender� uno sherry, ne ho bisogno.
- Ho saputo di suo padre. - S�, venerd� scorso, all'improvviso.
Una fine invidiabile.
Invidiabile?
Pu� darsi, signor Ritter. Scusi... signor Fisher.
Ora che vedo il suo sherry, penso che le far� compagnia.
Bene. Lei � ancora indeciso, signor Fisher?
Se mi d� un bicchiere, prender� un po' di Coca di Thea.
Le aprir� un'altra bottiglia.
- Tanto � a spese dello Stato. - La ringrazio doppiamente.
Siete stati gentili a dedicarmi questa domenica.
Lei a riceverci con cortesia e informalit�.
- � domenica anche per lei. - Siete ospiti graditi. - Grazie.
Tutti i giorni sono uguali per me. Sono drogato di lavoro.
Il medico mi ha avvertito. Dopo i 50 anni... ma sapete cosa dice.
Se solo avessi una moglie affettuosa
che mi prepara la cena e le pantofole.
Ma non siamo qui per parlare di me,
anche se � un piacere che potrei concedermi.
Dove andate dopo? Dai documenti risulta che arrivate dalla Polonia.
S�, da qui andremo in Olanda, e poi in Estremo Oriente.
- Per molto? - Sei mesi.
Vi stancherete terribilmente. O vi siete abituati?
Ormai ci siamo abituati.
Scusate la domanda,
ma dai documenti risulta che avete preso la cittadinanza svizzera.
S�, da 5 anni ad Ascona, viviamo l� durante le vacanze.
Sotto molti aspetti, ci conviene.
S�, non siamo riusciti ad accertare
il vostro reddito negli ultimi 3 anni.
Le autorit� tributarie della Svizzera sono, come dire... riservate.
Un mio collega ha indagato sui posti da voi frequentati
e ha stimato i vostri redditi: circa 2 milioni di dollari all'anno.
Scusate la mia curiosit�, questo non riguarda il motivo per cui siete qui.
Ma gradirei completare il quadro delle informazioni.
Qui c'� una condanna per eccesso di velocit�.
La polizia olandese vi ha sorpreso sulla strada tra Arnem e Nijmegen.
Dichiaraste di essere diretti a Liegi a una festa di beneficenza.
Secondo il rapporto della polizia, stavate andando a 160 km/h.
Ci giustificammo dicendo che eravamo in ritardo.
� vero, c'� sul rapporto.
Mia moglie si era sentita male nella mattinata.
Il rapporto precisa che la signora era ubriaca
e manc� di rispetto alla polizia.
Inoltre sembra si sia spogliata facendo,
� scritto qui, "gesti osceni".
Abbiamo inviato un certificato medico.
S�, � vero.
La signora soffre di una forma di epilessia
che, insieme ai medicinali, pu� causare alcuni effetti psichici.
Mi... sentivo soffocare.
Capisco.
Comunque, la polizia olandese rimase stranamente sconcertata!
Arrivaste poi in tempo alla festa di beneficenza?
Non c'era nessuna festa di beneficenza.
Andavamo da un nostro amico che aveva un castello a Liegi.
Dovevamo esibirci a una specie di festino privato
in onore di noti industriali e politici.
Alla polizia mi venne di dire beneficenza, stupido da parte mia.
S�, nel rapporto si rammaricano per questa sua piccola svista.
Sarebbe bastato far notare
che avevamo rinunciato a 3/4 del nostro onorario.
Questo nessuno me l'aveva detto. Ne prendo subito nota.
Beh, queste sono quisquilie.
Comunque, la mia patente � pulita.
Non proprio, lei � passato col rosso nel 1956.
- Peccato, l'ho scordato. - S�, � un peccato.
Pronto?
Ah, � cos�?
S�, vengo subito.
- Scusate in attimo. - Si figuri, signor giudice.
- � un bastardo! Saranno guai! - Sta' calmo, Sebastian!
- Non ne posso pi�! - Lascia fare a Hans.
Fate parlare me, se staremo uniti, ce la caveremo.
- Ci saranno microfoni? - Non abbiamo nulla da nascondere.
Non abbiamo fatto nulla d'illegale, � solo una normale discussione.
- Mi sento soffocare. - State calmi!
Non c'� nessuno in strada.
Sono lampi, l� dietro il gasometro.
Vedi quel grosso scarafaggio che striscia su quel cornicione?
L�, seconda finestra da sinistra.
� enorme.
Ti ha visto. � volato via.
Che ne dici di uccidere il giudice?
Potremmo andarcene indisturbati, non c'� nessuno.
Hans penser� a salvarci, � il nostro capo.
Lui � premuroso,
saggio, cos� nobile, cos� diabolico.
Chiacchieri sempre troppo.
Oggi sento un'angoscia indefinibile, qui sotto il cuore, a sinistra.
Vorrei tanto piangere e ubriacarmi.
- Eri ubriaco anche ieri. - Vuoi dire che non sono in me ora?
Smettila di rinfacciarmelo sempre! Cerca di non provocarmi!
Figurati se Hans vuole questo.
SECONDA SCENA UNA STANZA D'ALBERGO
Devi per forza sbattere le pagine a quel modo?
- Mi fai saltare i nervi. - Vai nella tua stanza.
Mi mandi via? - Se ti disturbo, puoi andare nella tua stanza.
Non ho detto altro, mi pare.
- Ti odio. - Anch'io.
- Alzati, devi essere dal giudice alle 10. - Tranquilla, sar� puntuale.
- Devi rasarti e lavarti i denti. - Vedi di lavarti i tuoi.
Non sono affari tuoi. - Invece s�: la mattina ti puzza l'alito.
Una buona ragione per dormire soli.
Ma tu non dormi se non vengo a letto con te.
- Lo sai che � morto Portner? - Cosa? - Lo dice qui.
Ivan Portner, 50 anni,
� morto ieri a Stoccarda dopo una lunga malattia." Povero bastardo.
Aveva un cancro ai polmoni e alla gola.
Era gi� stato operato due volte.
- Io l'avevo visto a febbraio. - Non me l'avevi detto.
Si vedeva che era malato, ma andava ancora a lavorare.
Era la fine di febbraio, ma sembrava gi� mezzo morto.
- Non me l'hai detto. C'era anche Marina? - No, non l'ho pi� vista.
- S�, l'hai vista. - No, ti dico di no.
L'hai vista e quel poveretto l'avete cornificato a tutto spiano.
- Non l'ho vista. - Vi siete visti.
� stata in Svizzera tra una tourn�e e l'altra.
Smettila, non credo alla tua gelosia, stamani ti sei alzata male.
Io so che vi siete visti.
Fra 6 mesi scade il contratto. E la nostra amicizia finir�.
Tu, io e il signor Winkelmann.
Cos� non avrai pi� a che fare con Sebastian Fisher.
- Sar� Hans. - O il cameriere per la colazione.
- Sono certo che � Hans. - E che ti importa?
- Hai la coscienza sporca? - Non lo so.
Stanotte ho fatto un sogno.
Camminavo per la strada un luned�.
Poi mi sono ricordato che il luned� iniziava la scuola. Ma io non c'ero.
Cos� mi sono spaventato.
Oh, cielo!
- Ti annoio? - No, per niente.
Era uno spavento insopportabile.
Poi ho pensato che avevo il diritto di non andare pi� a scuola.
Ritornai a casa. Mi apr� mia madre e mi chiese perch� non ero a scuola.
"Non ci vado pi�, mai pi�", le ho detto.
Mia madre era tutta rossa in faccia.
Aveva un brutto raffreddore e si soffi� il naso.
Non volevo prenderlo e quindi restavo a una certa distanza.
Mi disse: "Che farai da grande se non vuoi andare a scuola e studiare?"
Risposi che ero adulto,
e che disponevo di una rendita di milioni e quindi me la sarei cavata.
Io invece ho sognato che andavo in giro con un vecchio calesse.
E dovevo scegliere tra due cavalli, uno giovane e uno pi� vecchio.
Scelsi il giovane, dopo aver visto che il vecchio non era buono.
Poi successe che il cavallo era seduto sul calesse e io lo tiravo.
E il cavallo non faceva che parlare d'amore, d'arte, di libert�.
Poi hai mandato il cavallo al macello.
Aveva l'ulcera e un gran raffreddore.
Vorrei riderci sopra.
� penoso vedere il lato comico di una situazione e non riuscire a ridere.
Ricordi i versi di quella poesia?
- "Met� uomo sono, met� uccello." - Non m'interessa la poesia.
Lo so, tu leggi solo rotocalchi. Non la ricordo pi�.
- Cosa? - La poesia. Ma non mi ascolti.
La poesia dell'uccello.
"Met� uccello, met� uomo sono. D'uccello il cuore, umani i polmoni.
Testa d'uccello, umani occhi.
Con desiderio mai soddisfatto, la membrana si spezza.
Pesanti membra avvolgono il corpo, gli occhi rivolti al cielo."
E cos� via...
Sebastian, uccello.
Basta!
La meravigliosa donna-fiore calda, aperta, generosa, audace.
Sorella della propria Madre Terra, delizia, delizia...
Cerchi di vendicarti perch� non sei in grado di soddisfarmi, vero?
- Comunque, Hans � capace. - Io no, � cos�?
No, non riesci in nessun modo.
Io sono pi� fragile. Impotente a raggiungerti. Come definirmi?
Grottesco?
Ora ti dir� cosa mi disse uno psichiatra.
"Tu non sei un solido, sei una sostanza in movimento.
Tu fluisci negli altri, gli altri fluiscono in te.
Niente � fermo. Prima lo imparerai, prima ti libererai della nevrosi."
E alla fine mi ha detto:
"Le isole nei fiumi sono il primo segno della morte,
diventano pi� grandi e solide, sorgono dal vortice dell'oscurit�.
Un giorno la corrente sar� soffocata, dalle isole."
Tu hai bisogno di quattro uomini.
Uno per mantenerti, uno per portarti a letto,
uno per divertirti
e uno per curare la tua anima.
- � vero, sono poverissima. - Ora devo alzarmi.
E io me ne andr� nella mia stanza, Sebastian.
Sebastian, Sebastian...
Mi mancherai. - Non ci credo, sei stato orribile oggi.
Mi mancherai e ti perdono non solo per oggi, anche per gli altri giorni.
- Non andartene. - � tardi.
Che hai combinato con Marina?
Mi sta venendo il raffreddore.
Non ascolti mai quello che dico.
Ricordo ci� che disse un vecchio impresario parlando degli attori.
"� un miracolo che si ripete sempre...
All'improvviso i gigli spuntano dal sedere dei cadaveri."
Dio, abbi piet� di me.
S�, piccola mia.
Avr� piet� di te marted�.
Prendimi con te.
Salva la mia anima prima che si perda nel vuoto.
TERZA SCENA UNA STANZA DELL'INTERROGATORIO
Sono raffreddato,
ho mal di gola, dolori in tutto il corpo e agli occhi.
E, mi scusi, una maledetta diarrea. Sto davvero male.
Non ho chiuso occhio per tutta la notte.
Volevo telefonare per rimandare l'incontro.
Stasera ho uno spettacolo e questo � ci� che mi preme di pi�.
- Perci� non mi affatichi troppo. - Ci sono dei moduli da riempire.
Si comincia male.
- Il suo nome per esteso? - Albert Emanuel Sebastian.
- Cognome? - Lei lo sa benissimo.
- Va scritto in tedesco o in inglese? - In origine era tedesco.
Ma mio padre, che emigr� nel 1931, lo cambi� in un nome inglese.
I suoi erano ebrei.
Mia madre era di una vecchia famiglia di artisti olandese.
- Conosce i Vaalendorff? - No, mi spiace.
C'� un circo famoso chiamato Vaalendorff. - Mi spiace.
Non importa. Ora lo dirigono due miei zii.
Mio padre era musicista, come mio nonno.
Poteva diventare famoso, ma preferiva bere.
Alla fine si ammal� di allucinazioni ma questo � irrilevante.
- Lei � sposato? - Sono divorziato da molti anni.
La mia ex moglie � professoressa di archeologia.
Vive al Cairo, � italiana.
Lei � solo separato. Divorziato � un'altra cosa.
Ok, sar� come dice. Perch� me lo chiede se sa tutto?
Semplici formalit�, signor Fisher. Non la tratterr� a lungo.
Molto gentile. Allora parliamo della cicatrice sulla guancia sinistra.
Fuori questione. C'� gi� stata una sentenza per omicidio colposo.
- Una lite finita a coltellate. - Fu per difesa personale.
Non eravate amici?
� stato solo il mio partner per 4 anni.
Quando si ubriacava non sapeva cosa faceva.
La moglie di Winkelmann una volta era sposata con lui.
Un matrimonio infelice.
Per anni siamo stati tutti alla dipendenza della stessa ditta.
Anche Hans era sposato e aveva 2 bambine.
Abitavamo tutti in una grande casa nei dintorni di Londra.
Sino alla morte del suo partner?
Mi separai da mia moglie, la professoressa.
Hans e Thea decisero di lavorare insieme.
Io ero in prigione e la moglie di Hans divenne pazza per la gelosia.
Avrei sbattuto la testa contro il muro.
Perch� al suo amico ha inferto ben 4 pugnalate?
II primo colpo lo uccise.
- Devo rispondere a questa domanda? - No, sono solo curioso.
Non so perch� ho agito cos�. Mi sembrava di sentirmi meglio.
Ricordo che l'afferrai.
Ansimava e tossiva, eravamo inondati di sangue.
Sentivo la sua barba che mi pungeva le spalle nude.
Ci mettemmo a parlare e a ridere, non ci eravamo resi conto.
- Scusi, ma non le � dispiaciuto? - Se mi � dispiaciuto?
Vuol dire se mi � mancato?
Certamente, lo amavo molto.
- Allora ha sentito rimorso? - No, perch�?
- Lei porta ancora la fede. - Sono affari miei!
Certo che lo �.
Ha da bere? - Mi spiace, non ho nulla da offrirle.
- Quanti figli ha? - Non lo so. - Davvero?
Non l'ho mai saputo francamente.
Non mi sono mai preso la briga di contarli.
Ne mantengo 4 o 5. Il mio avvocato potr� essere pi� preciso.
Dalla professoressa ne ho avuti due e un aborto naturale.
Bene. Veniamo alla questione per cui l'ho convocata.
Il numero dello spettacolo � una sua invenzione?
Invenzione?
Diamine, non si accorge di quanto � ridicola la sua dignit�?
La sua curiosit� meschina, la sua mancanza di tatto,
di educazione, di umanit�.
Credo di averla capita. Lei si trincera nell'ambiguo.
Ho il sospetto che non badi alla sua igiene intima.
Dietro l'odore del suo dopobarba,
c'� il puzzo di un sudicio grasso irrancidito.
Lei si cambia la camicia ogni giorno,
ma sul bianco colletto immacolato vedo l'orlo marcato del sudiciume.
Le sue unghie non sono pulite, mi disgusta.
La sua invadenza � incredibilmente ridicola.
� lusingato di familiarizzare con tre artisti di fama mondiale.
Di vedere la sua foto sui giornali accanto alla nostra.
Si compiace di tormentarci con domande idiote e umilianti
sotto il pretesto della dignit�, della discrezione.
Per il gusto di tirarci gi� i pantaloni e sculacciarci.
Attraverso il mio avvocato chieder� un giudice pi� idoneo.
Lei � incapace di capire e giudicare ci� che abbiamo fatto.
Lei � stupido e di basso conio!
Ora che mi sono sfogato pu� farmi arrestare se vuole.
Per linguaggio osceno o quel che le pare.
Mi rincresce davvero che lei mi trovi cos� repulsivo.
Ammetto di sudare abbastanza copiosamente.
Ho consultato i migliori specialisti, � colpa del mio metabolismo.
Mi rendo conto che do fastidio. Per l'odore, intendo.
Ma non sono d'accordo sul fatto che io sia sporco.
Nessuno si lava cos� spesso come mi lavo io.
E non � sporco quello che vedo sul mio colletto.
� una vecchia tinta abbronzante, una pigmentazione
che purtroppo lascia le sue tracce.
Lei dice che sono di bassa estrazione.
Non lo so, � un concetto discutibile.
I miei erano di buona condizione,
mio padre avvocato, mia madre insegnante.
Eravamo 5 tra fratelli e sorelle. Devo dire...
che abbiamo avuto un'educazione esemplare.
Ho cercato di non offenderla o metterla in imbarazzo,
forse sono stato fin troppo discreto.
Fin dall'inizio ho notato la sua animosit�.
E come le ho detto, ci� mi addolora e mi sconcerta.
Entrambi siamo in uno stato particolare,
meglio vedersi in un altro momento.
Spero che il suo raffreddore le passi
e mi pregusto gi� lo spettacolo di stasera.
E non pensi che prenda nota della sua esplosione:
dimenticata, o se preferisce, perdonata.
La capisco, soprattutto in quelle espressioni cos� violente.
Arrivederci, signor Fisher.
Pu� trovare l'uscita o devo chiamare l'usciere?
Vada dritto per il corridoio, giri a destra e trover� l'ascensore.
Poi non avr� pi� problemi. Arrivederci.
Lei non solo � spregevole e disgustoso,
� pure un pessimo attore.
La sua recita di poco fa
� una delle pi� ripugnanti che abbia mai sentito.
Lei � spietato, amorale, marcio sino al midollo.
Individui come lei non hanno diritto di vivere!
Sono molto imbarazzato sia per lei che per me.
Io sono incapace di reagire con la minima violenza.
Sono preso da un sentimento di completa assenza di volont�.
- La prego, se ne vada subito. - Ecco com'�.
Santa Madre di Dio! Ecco come non dovrebbe essere.
Ora non si pu� pi� cambiare.
Non ho parenti, nessuno per cui vivere.
Non tema, non la toccher�, proverei un gran disgusto. Si sieda.
Deve calmarsi... Diamine, manca l'aria qui dentro!
Le dir� di un certo numero che Hans e io facciamo insieme.
Un tale va in un posto di polizia, chiede del commissario,
ha qualcosa di strano da riferirgli.
E che cosa � venuto a dirgli?
Che � stato preso da un grande appetito, colossale e distruttivo.
Si � messo a divorare la moglie,
il ragazzo del negozio, i suoi due bambini, e la vecchia nonna.
Poi nel pomeriggio arriva in negozio un vecchio con la barba: Dio stesso.
Allora tagli� via un filetto dalla gamba di Dio e se lo mangi�.
Poi sent� un impellente bisogno di fare la cacca.
Quindi corse dalla polizia.
Non si agiti, la storia � quasi finita.
Alz� la parte superiore della testa, che aveva segato sopra gli occhi
e mostr� allo stupefatto commissario cosa c'era all'interno.
La sua testa era vuota.
Sotto il collo c'era una sottile cordicella
che azionava le palpebre, nient'altro.
Ora che si � calmato, me ne vado,
prima che sorgano altri rapporti fra di noi. Arrivederci.
Ancora una domanda: lei ha una fede?
Non appartengo a nessuna religione o fede.
Mai avuto bisogno di nessun dio, salvazione o vita eterna.
Io sono il mio dio, provvedo io a contornarmi di angeli e demoni.
Vivo su una spiaggia pietrosa,
sommersa nelle onde di un mare che mi protegge.
Un cane abbaia, un bimbo piange,
la luce del giorno si eclissa e viene la notte!
Niente pu� spaventarmi!
Nessun essere umano potr� spaventarmi di nuovo.
Ho una preghiera che dico a me stesso nel mio totale silenzio.
Che venga il vento e sconquassi il mare e l'afosa notte.
Che esca l'uccello dalle acque furenti
e spezzi i silenzi con striduli versi.
QUARTA SCENA UN CONFESSIONALE
Padre, non voglio confessarmi ma ho bisogno di parlare con qualcuno.
L'ascolto.
Penso che sto per morire.
� davvero strano, ma ho paura.
Ieri tornando a casa da un interrogatorio,
ho dovuto sedermi su una panchina.
Mi sentivo come se fossi gi� morto.
Il mio corpo emanava un fetore che non avevo mai sentito prima.
Sar� stato certo il gran caldo e il cuore malandato.
Poi la morte del mio vecchio padre. Non si pu� far niente, tutto cambia.
Ma cosa sto dicendo?
S�, sto dicendo delle fesserie.
La gente pu� perdonarsi a vicenda, � vero?
C'� piet� sulla terra.
Ma al di l� del fragile anello del calore umano, c'� solo crudelt�.
Crudelt�... eterna crudelt�.
Discernimento.
Dio mio...
Discernimento.
Lo so che non ridi di me.
Probabilmente conosci bene il mio caso data la tua esperienza.
Sai bene che spesso i miscredenti si mettono a pregare.
Io prego. La preghiera mi libera dall'angoscia.
� sera.
Si � fatto buio e ho paura.
Mia madre se n'� andata e ha chiuso la porta.
So che nessuno potr� udirmi se li chiamo.
Non oso attraversare il pavimento a causa degli animali.
Devo rimanere nel mio letto.
Se iniziassi a piangere per paura, mi spaventerei di pi�.
QUINTA SCENA UNA STANZA DELL'INTERROGATORIO
Caro signor Winkelmann, mi scuso.
Da quanto sta aspettando? Due ore, sono davvero spiacente.
So che non l'hanno avvisata del ritardo.
Ho chiamato la mia segretaria.
Ma mi hanno detto che non era ancora arrivato.
- No, non in quel momento. - Comunque, mi dispiace molto.
Come lei avr� saputo, ho gi� incontrato il signor Fisher.
Ma non posso dire che sia andata molto bene.
Forse in qualche modo ho offeso il suo collega.
Il signor Fisher � molto sensibile e attraversa un periodo difficile.
A primavera ha avuto diversi guai, questo lo ha reso poco trattabile.
Questi l'ho capito.
L'intera faccenda � un tormento per lui. - E per lei?
Non me la prendo pi� per ci� che riguarda la mia professione.
Faccio sempre del mio meglio, tutto qui.
� ovvio che voi pensiate di occuparvi del caso e che lo esaminiate.
Noi confidiamo nella comprensione, se ci riterrete colpevoli.
Alla banca indicata abbiamo gi� depositato la multa. Una formalit�.
Mi compiaccio della sua buona disposizione.
Sono certo che andremo d'accordo.
Le nostre leggi possono essere antiquate
- ma devono essere imposte. - Certamente.
Noi non abbiamo la facolt� di discuterle o peggio di ignorarle.
La multa poi non � molto forte.
E la pubblicit� che dovete al nostro intervento non � da disprezzare.
Per principio, noi non lavoriamo su una base di percentuale.
Ah...
� lei che tratta e stende i contratti?
Non ne sarei capace. � il nostro agente generale
che tratta coi diversi agenti negli altri paesi.
Questi a loro volta trattano coi nostri impresari.
� un grosso giro, molto complesso.
Io tratto col nostro agente generale e i punti base del nostro lavoro.
Certo, discuto coi miei colleghi, prima di prendere una decisione.
E chi di voi ha il maggior potere creativo?
Difficile dirlo, siamo cos� uniti.
Siamo cos� concordi che riusciamo a sentire le cose nello stesso modo.
Nelle dure circostanze che richiedono estrema attenzione
e una reazione tempestiva e appropriata
probabilmente siamo portati a diventare un unico corpo compatto.
Questo non esclude che anche noi si litighi su certe questioni.
Quindi � impossibile stabilire chi ha ideato questo particolare numero?
- Assolutamente. - Il materiale di scena?
- Non ricordo. - I gesti dell'azione?
Ognuno � responsabile dei suoi gesti. Una sigaretta?
Sono le 4.15. - Mi scusi, non � per me se ogni tanto guardo l'ora.
Ho lasciato mia moglie sola in hotel, inizier� a stare in pensiero.
- Vuole telefonarle? - No, non importa.
Ha paura di lasciarla sola col signor Fisher?
Mia moglie non pu� fare a meno della mia presenza.
Questo affare l'ha sconvolta.
� meglio se la interrogassi da sola. Sono certo che riuscirei a calmarla.
- Che ne dice, signor Fisher? - Winkelmann. - S�, mi scusi.
- Proprio di questo vorrei parlarle. - Un momento, per favore.
- Da quanto � sposato? - 5 anni.
- Avete bambini? - Un bambino.
- E dove sta? - � ricoverato, � un deficiente.
- Lei � stato sposato in precedenza? - S�.
- La sua ex moglie dov'�? - Non lo so.
Paga il mantenimento per i figli avuti da lei?
Ci pensano gli avvocati.
- Cos� lei non vede mai i bambini? - No. - Perch�?
- Posso non rispondere? - Certo, l'ho chiesto per curiosit�.
- Le d� fastidio? - S�.
No. � che sono sempre in viaggio.
- Non va in vacanza ogni anno? - Sono molto stanco.
Non sar� perch� la sua moglie attuale non vuole che li veda?
No.
Cosa voleva dirmi prima?
- Le volevo chiedere un favore. - Dica.
Le sarei grato se disdicesse l'incontro con mia moglie.
- O se potessi esservi presente io. - E perch�?
Mia moglie, come dire, � una donna piuttosto insolita.
Molti potrebbero pensare che sia nevrotica.
Io invece direi che � mentalmente e fisicamente ipersensibile.
A volte si manifesta con stranezze e scatti improvvisi.
Quando sta con me invece � calma e si comporta normalmente.
A parte la balbuzie dovuta a un trauma infantile.
Soffre anche di un irragionevole bisogno di compiacere gli altri.
Pu� dirle e farle fare qualunque cosa,
ben oltre ci� che � ragionevole o decente.
Un colloquio con lei sar� del tutto inutile.
Mio caro signor Winkelmann,
vorrei accontentare la sua richiesta ma devo attenermi alla prassi.
Pu� venire con lei e attendere nella stanza accanto,
ma devo parlare a sua moglie da sola.
Capisco che sarebbe ingiustificato cancellare il colloquio dalla lista.
Ma pu� limitarlo a una formalit�. Io la introduco nella sua stanza,
vi scambiate frasi senza significato e poi io vengo a riprenderla.
La stimo molto e vorrei risparmiare i nervi di sua moglie
ma devo seguire la procedura.
Lei non pu� immaginare la sua reazione, � bestiale.
- Se vuole chiamer� un dottore. - Peggiorerebbe solo le cose.
Da anni sto cercando di convincere Thea che non � pazza.
Comunque, lei ha capito che non posso fare altrimenti.
A proposito, perch� Sebastian Fisher porta ancora la fede?
Gliela diede suo padre. Aveva un forte, insolito attaccamento per lui.
- Riguardo a mia moglie... - Ha una relazione col signor Fisher?
- In che senso? - Vivono insieme?
- Non capisco che vuol dire. - Si amano? - Continuo a non capire.
Dormono insieme?
Vi � un'identit� intima tra di loro,
un'intensa amicizia, una profonda tenerezza.
- Come mai lo tollera? - Ho imparato tutto sull'umiliazione.
Non so perch� ma ci dev'essere qualcosa in me che mi attrae ad essa.
Gli artisti veramente grandi sono inaccessibili nel loro intimo.
Io non sono come loro.
- Ho paura di esser lasciato solo. - Davvero? - Sorpreso?
Sembro cos� forte, ben ordinato, rispettabilmente saggio,
con un grande talento e cos� via.
Io... voglio bene a Sebastian Fisher e a mia moglie.
Amore? Non so.
Dipendo da loro. Invece dubito che loro lo siano da me.
Cos� cerco di rendermi indispensabile.
Allora non canceller� quel colloquio?
Pensavo che sull'argomento non si dovesse tornare pi�.
Vuole che mi metta in ginocchio?
So che � melodrammatico.
Ma le parlo seriamente. La posso pagare.
Quanto? - Una somma ragionevole. Anche subito.
- 50.000... 100.000. - 100.000.
- Lo accetta un assegno? - Ma certo.
� stato gentile da parte sua.
Davvero, molto comprensivo.
Ecco. Ho scritto il suo nome con due S. Spero sia corretto.
S�, � corretto.
- Ora sono proprio curioso. - Che vuol dire?
Sorvoler� sulla gravit� del tentativo di corrompere un pubblico ufficiale.
Riguarda la sua coscienza.
Lei deve avere ottime ragioni per cercare d'impedire questo colloquio.
Abbiamo finito, signor Winkelmann.
Ci vedremo domani se vorr� accompagnare sua moglie.
Le sono grato per la sua magnanimit�.
Mi chiedo se non c'� qualcosa di pi� pericoloso dietro il vostro numero.
- Non credo proprio. - Arrivederci. A domani pomeriggio.
- L'ingresso sar� aperto? - Lo dir� al portiere. - Arrivederci.
SESTA SCENA UN CAMERINO
Come va?
- Che ti succede ora? - Quel giudice, mi spaventa davvero.
Non serve che gli parli. Gli consegnerai solo gli appunti che ti ho preparato.
Se ti fa delle domande, balbetti cos� non capir� una parola.
Se ti spaventi, mi chiami: sar� nella stanza accanto.
Stai calma. Tutto finir�.
Ho fatto tutto ci� che era possibile.
Fra 2 giorni sar� tutto dimenticato. Ce ne andremo in campagna.
Conosco un posto fantastico per il mangiare.
Se non fa troppo caldo, faremo lunghe passeggiate nei boschi
e dormiremo sotto gli alberi.
Non possiamo lasciare Sebastian solo in citt�.
Ci porteremo dietro anche Sebastian.
Ha detto che ci lascer� appena scade il contratto.
- Lo ha detto per dire. - No, stavolta se ne va sul serio.
- Gli parler� io. - Sta andando su tutte le furie.
- No, non credo. - Mi fa tanta paura.
- Faresti meglio a non stare con lui. - Non pu� stare senza di me.
Tutte le notti mi vuole nel suo letto e si fa prendere dall'angoscia.
- Non riuscir� mai a dirgli di no. - Su, togliti il trucco ora.
- Sei arrabbiato? - No, perch�? - Sei cos� freddo con me.
- Sono stanco stasera. - Lo sei sempre. - Gi�...
- Sono io che ti stanco? - No, perch�?
- Mi ami? - S�, certo.
- Senza di te, mi ucciderei. - Avresti un altro.
- Non essere cinico. - No, sono solo stanco.
Poco tempo fa dicevi
che occuparti di me ti dava un significato alla vita.
- S�... - � con te che mi sento sicura.
Sarebbe meglio sentirsi in una grande insicurezza
con piccole isole artificiali su cui rifugiarsi?
Si accorda di pi� con la realt� dei fatti
che con la tua idea di sicurezza con piccole zone di insicurezza.
- Smettila, perch� parli sempre cos�? - Perch� sono stanco.
Allora dimmi che sei stanco di me.
Non � con questa intenzione che l'ho detto, ma s�...
sono stanco di te.
Sono stanco di Sebastian.
Sono stanco di te e di Sebastian.
Sono stanco di girovagare con due maniaci.
Sono stanco della nostra cosiddetta arte.
Non credo pi� nel nostro compito.
Siamo senza significato, disgustosi, assurdi.
Non siamo pi� pertinenti.
Che vuol dire? Non capisco.
La gente non ha pi� bisogno di noi, siamo superati.
Tu sei solo stanco di me.
S�, lo sono, senza limiti. Non sento pi� neanche rimorso per te.
- Sei pigra, non fai le prove. - Ieri abbiamo provato per 3 ore!
Ma da 2 giorni stavi male, eri drogata, poi non c'eri per un'amica.
- Non � vero! - O non so per quale altra storia!
E prima eravamo in viaggio e litigavi con Sebastian tutto il giorno.
Sei diventata indolente, trascurata, insofferente.
Non meriti la 10a parte di ci� che guadagni.
Quando scade il contratto, fa' quel che ti pare.
Puoi andare anche all'inferno.
Non so neanch'io quel che sto dicendo.
E non parlo nel mio interesse.
Ti amo ancora. S�.
Non capisci? Nonostante tutto, ti amo, soffro per te.
I miei pensieri sono rivolti a te.
Farei di tutto per risparmiarti ci� che � sgradevole e seccante.
Quando vedo le passioni tue e di Sebastian, mi preoccupo per voi.
Vi vedo lacerarvi a pezzi.
Vi conosco meglio di quanto crediate.
Potete dire, commettere ogni infamia.
Non tocca nessuno di voi due. Siete dei mostri.
Lo so, lo riconosco.
Non potr� mai essere come voi. Non voglio esserlo.
Non voglio pi� nulla...
Cerca di ascoltarmi!
Abbiamo raggiunto l'estremo limite.
� umiliante e spregevole. Io ne ho abbastanza.
Capisci cosa intendo? Claudia...
- Io sono stanco di te. - Mio povero Hans.
No-no, non hai capito nulla.
Povero il mio Hans. La sua coscienza si sente colpevole.
Il mondo sta rovinando, � in fiamme e sanguina sulla sua testa.
Povero Hans, povera coscienza colpevole.
Dev'essere una cosa e non l'altra. L'altra cosa, non la prima.
Credo nella mia sanit� di mente.
Anch'io, perci� credo che non ci abbandoner�.
No, non abbandoner� me.
Sei stanco, poverino. Mi strucco in un attimo.
- Sai dove si � cacciato Sebastian? - � uscito.
All'albergo?
No, non credo.
Pensi che sia diventata brutta?
No, no, no.
Sei sempre mio marito.
Per questo chieder� il divorzio.
- Verr� con te alla fattoria. - No.
Devi proprio essere stanco di me e Sebastian. - Gi�.
Ci comportiamo come tanti lunatici.
- Di che stai ridendo? - Di Sebastian.
E quando sei con lui ridi cos� di me.
Sicuro!
Dio mio, lasciami uscire da questa prigione.
Lasciami uscire, Dio mio.
Vuoi morire?
No, morire non serve.
Vorrei dormire tutto un pomeriggio. Ma tutte le mattine...
Ti svegli alle 5
con un'angoscia che ti pesa sul petto come orribili uccelli neri.
Vuoi dormire fino alle 10, alle 11?
Voglio essere libero.
- Soffiati il naso. - Scusami.
Ok, sono quasi pronta! Dammi quella vestaglia.
� sempre pi� umida.
Non ci potevano dare un camerino peggiore. Non dovevamo accettarlo.
Perch� non vai a protestare con la direzione?
- Scusami. - Niente, va' avanti.
No, � difficile.
Non riusciremo mai a capirci. N� a dialogare.
Le nostre parole non s'incontrano.
Assoluta mancanza di comprensione.
- Devo chiamare un taxi. - Sar� meglio.
Sono su di giri, ma anche tu hai bevuto. Mi far� una doccia.
- Hans... - Che c'� ancora?
- Sono cos� nervosa. - Calma, sar� l� con te.
- Ma non sarai nella stanza. - Star� vicino alla porta.
- � orribile quel giudice. - Vedrai che non lo �.
Si � mostrato ragionevole con noi, lui fa il suo dovere.
- Sai che non vuole il nostro bene. - S�, hai ragione.
Dio mio!
SETTIMA SCENA UNA STANZA DELL'INTERROGATORIO
Buonasera, signora Winkelmann.
- Benvenuta. - Buonasera.
Sediamoci e facciamo una piccola chiacchierata.
- Le assicuro che non corre pericoli. - Non lo pensavo minimamente.
- Ha un vestito bellissimo. - Sono contenta che le piaccia.
- Le spiace se prendo qualche nota? - Niente affatto.
Di norma usiamo il registratore.
Ma in casi particolari una macchina del genere impedisce la spontaneit�.
Lo credo anch'io.
Oggi � una delle peggiori giornate che ci riserva questa estate.
Pi� di 35 gradi all'ombra. L'aria � opprimente.
- A me il caldo piace. - Davvero? Non siamo tutti uguali.
- Cos� il luned� non lavorate? - No, � libero.
- � una bella cosa. - S�, lo �.
- Quanti spettacoli date ogni sera? - In questa stagione fino a quattro.
- Dev'essere faticoso. - Ci si abitua.
Dove andate per le vacanze quest'anno?
Hans e Sebastian vogliono andare in Africa.
- E lei? - Io andr� con loro.
Andate di rado ad Ascona. Non avrete altro tempo.
S�, abbiamo sempre qualche settimana tra una tourn�e e l'altra.
- E Sebastian viene con voi? - S�.
Dev'essere meraviglioso vivere in questa trinit�. - Infatti.
- Essere amata. - S�, anche.
- Qualche conflitto? - In principio qualche difficolt�.
Secondo suo marito, lei si preoccupava per il nostro incontro...
- Hans mi crede impressionabile. - Vuole da bere?
- La ringrazio. - Brandy. Purtroppo ho solo quello.
- Qualunque cosa va bene. - Ne diamo anche a suo marito?
L� fuori si annoier� a morte. Credo si meriti un bicchiere.
- Le porto i suoi saluti? - S�, grazie.
- A fra poco. - S�.
Suo marito le ricambia i saluti. � seduto vicino alla porta e legge
ma � preoccupato per lei, io l'ho rassicurato.
Lei � veramente bella, signora Winkelmann.
Con questa luce che le illumina il viso.
- Mi perdoni. - Io...
Le ho scritto degli appunti sul caso. - Appunti?
- S�, li ho scritti per lei. - Mia cara signora Winkelmann...
La prego, li legga qui ora. Ad alta voce.
- Perch� ad alta voce? - Per darle spiegazioni.
Il mio nome non � Thea von Ritt-Winkelmann,
come registrato sul passaporto.
Preciso che i miei capelli sono tinti e non conosco la mia et�.
La bocca � la mia ma ha cambiato forma
perch� i denti davanti sono stati assestati meglio.
Sono stata soggetta a varie sofferenze fisiche.
La peggiore fu un eczema che mi perseguit� per due interi anni.
Svan� all'improvviso com'era venuto.
Un'altra sofferenza � dovuta ai miei nervi ipersensibili.
Reagisco dolorosamente ai suoni violenti, alle forti luci,
ai cattivi odori.
Una pressione poco pi� su del normale, del vestito per esempio,
pu� scatenare dolori da impazzire."
- Forse sono un po' prolissa. - Per niente.
"Ho iniziato la mia carriera dedicandomi al canto.
Il mio primo ingaggio lo ebbi in un teatro dove conobbi l'uomo
che mi not� e volle con s� perch� lavorassi nel variet�.
Viaggiammo per anni. Quest'uomo era Hans Winkelmann.
- Io... - Bene, bene...
"Mi atteggio spesso a santa o martire.
Ecco perch� mi chiamo Thea.
Posso stare seduta per ore a un tavolo della hall
a guardare le palme delle mie mani.
Una volta comparve una macchia rossastra
nella mano sinistra.
Ma non usc� sangue.
Mi piace far credere di parlare in estasi con la Santa Vergine.
Fede e miscredenza.
Disprezzo e dubbio.
Tutta finzione.
Dentro questa finzione, io sono sempre me stessa.
A volte estremamente tragica.
A volte incredibilmente ilare."
- Non cos� volevo dirlo. - Cosa voleva dire?
- Non ha scritto niente sul fatto. - Sapevo che l'avrei annoiata.
Al contrario, � interessante.
Lei ha talento. Ma ora veniamo al punto.
Credevo che lei avesse parlato con Hans e Sebastian del numero!
Ecco perch� non c'� alcun cenno alla faccenda.
- Non balbetta affatto. - Non sempre.
- Come mai? - Non lo so.
- Sta fingendo? - Prego?
Finge, recita, cerca di farmi passare da stupido.
- Perch�? - A volte balbetta, a volte no.
Suo marito parlava di un trauma infantile. Qual � la verit�?
Perch� non usa il suo vero nome, il suo vero viso, la sua et�?
Perch� tante finzioni?
E questo scritto, confessione o come vuol chiamarlo...
Sfogo poetico.
Vuole che lo legga alla corte?
Tutta messinscena. Come l'ansiet� di suo marito per il nostro incontro.
Parliamo semplicemente e sinceramente.
Un artista ricorre agli artifici per creare interesse alla sua persona.
Lei si � avvolta in una rosea cortina di fumo
per esaltare la sua bellezza e il suo fascino.
Intravedo la sua reale natura dietro la sua mascherata.
Quello che importa qui sono i fatti chiari e inequivocabili.
Il suo vero nome?
Claudia Monteverdi.
Bene. La sua et�?
- Non lo so. - Deve saperlo. - No!
Non pu� non saperlo!
Le proibisco di chiamarmi Claudia.
- La chiamer� come vorr�! - Voglio che mi baci!
Mi dir� la sua et�? Volgare sgualdrina da circo equestre!
Non faccia l'isterica! La smetta con questa commedia idiota!
La smetta, per piacere!
� stata lei, ho perso il controllo.
Hans Winkelmann!
Non capisco, ha avuto un attacco improvviso.
- Eravamo seduti a parlare. - Ho sentito che alzava la voce con lei.
Come posso sapere se non sta simulando?
Supponiamo che sia tutta una finzione. � irragionevole pensarlo?
- Chiami un taxi per l'ospedale. - Vi porter� io. - No, grazie.
Vi proibisco di andare in taxi! Chiamer� un'auto con la scorta.
Io verr� con voi, devo arrivare in fondo.
Ci saranno due dottori di turno e delle guardie.
Il gioco � finito. Ho provato a esservi amico ma inutilmente.
Mi spiace per voi e per me.
Un'auto della polizia per un trasporto.
Vi parla il dottor Abrahamson. Il giudice della corte Abrahamson.
Scenderemo fra un minuto. Fateli aspettare in cortile.
No, non ci serve aiuto. Bastano i due agenti.
S�, andiamo all'ospedale centrale.
- Ora sistemeremo tutto. Andiamo. - La prenda lei la sua borsa.
OTTAVA SCENA UN BAR
II solito.
- Sei in ritardo. - Non c'era un'ora precisa.
Era alle 3. Sono le 4.30. Aspetto da un'ora e mezza.
- Potresti almeno scusarti. - Le mie scuse. - Accettate.
- Cosa vuoi? - Parlarti d'affari.
Sono successe cose stamattina che � bene tu conosca.
Dal tono, non sembrano molto buone.
- Dipende da come le prendi. - Allora?
II nostro agente ci manda un telegramma:
ci comunica che la tourn�e in Estremo Oriente � sospesa per la guerra.
Quella americana non � confermata
a seguito scalpore per giudizio di oscenit�.
Significa 6 mesi di vacanza o disoccupazione.
- Perderemo parecchi incassi. - � inevitabile.
- Almeno mezzo milione a testa. - Anche meno, l'agente non lo paghi.
Ci restano le 2-3 settimane in Italia.
- Un bel guaio, non ci voleva ora. - Anche di questo ti volevo parlare.
Capisci che non posso continuare a prestarti denaro all'infinito.
Qui c'� un riepilogo del tuo conto mandatomi dall'avvocato.
Sulla destra ci sono le tue entrate, sulla sinistra le tue uscite.
Dietro c'� il bilancio.
Alla compagnia, 296.000 franchi.
La mia parte della nostra casa di Ascona non � un valore indifferente.
Forse non ricordi che la tua parte la riscattai
per pagare le tue tasse arretrate in Scandinavia.
A questo punto ci vuole un nuovo contratto, vecchio Winkelmann.
Telegrafa a Bauer che acconsento a un nuovo ingaggio
ma che ho bisogno di un congruo anticipo. Pago tutto io.
Hans, vuoi pensarci tu?
Possiamo vendere la nostra casa in Svizzera. E chiudiamo l'argomento.
Ora scusami, ma devo andare.
- Ci sono uno o due cose ancora. - Hai una voce sinistra.
Una lettera dell'altro agente.
Dice che diventa difficile piazzarci con le paghe che pretendiamo ora.
Suggerisce 2 alternative.
O lavoriamo separatamente o accettiamo un taglio di 2/3.
- Suggerisce la prima alternativa. - Capisco...
A me sta bene, avevo calcolato di ritirarmi tra uno o due anni.
La questione � cosa farete voi due. Volete un buon consiglio?
Dovreste discutere con lui a fondo e pianificare il vostro futuro.
- Thea ed io? - S�, voi due.
Dovrebbe saltar fuori una combinazione interessante.
Certo, dovreste lavorare sodo. Vi servono nuovi numeri.
Se andasse male, Thea pu� fare lo spogliarello.
Come te, conosco un'insegnante eccellente: Sara Fraenkel.
Cazzate!
Non mi riguarda il vostro avvenire. Fate come volete.
C'� un'altra cosa.
Sei scoperto sul conto di 12.000 corone circa.
La banca ha telefonato all'avvocato
ma, dato che lui non vuole parlarti o tu non vuoi parlare con lui,
- mi ha chiesto di discuterne con te. - C'� altro? - S�.
C'� da stabilire a chi tocca pagare i conti d'albergo di Thea.
Tu, io o lei stessa. - L'hotel l'ha sempre pagato da sola.
Non � cos�. Mi ha sempre chiesto denaro. Piccole somme,
ma vorrei che si chiarisse chi deve occuparsi dei suoi affari.
- Non sei tu il marito? - Gi�, esattamente.
Allora siamo d'accordo
che io pagher� i suoi conti d'albergo e mi occuper� di tutti i suoi beni.
Glielo vuoi dire con il dovuto tatto?
Lei si arrabbia non appena le parlo di ci�.
Si illude di saper amministrare i propri affari come nessun altro.
- Prover� a parlarle. - Molto gentile.
Per ultimo, il garage ha telefonato che la tua macchina � pronta.
Non ti trovavano, cos� hanno avvertito me.
- Grazie, andr� a prenderla subito. - Si...
Il meccanico ha detto che il bollo � scaduto da due anni.
- Puoi avere dei fastidi per questo. - Altro nella tua lista?
Non mi pare, fammi guardare la lista.
Ecco, vediamo...
No, nient'altro.
Come ti senti?
- Malissimo. - Litigate?
Non so che intendi per litigare.
Noi diamo spettacoli in cui siamo entrambi attori e spettatori.
- Lunghi spettacoli. - Gi�...
- Dice che non riesco a soddisfarla. - Tu.
Mi rinfaccia che tu eri capace. Ma che le facevi?
Beh, amore e tenerezza la fanno diventare nervosa.
Mettile dentro la mano sinistra, pi� a fondo possibile.
E con la destra premile il clitoride fino a farle male.
Cos� arriver� al piacere in pochi minuti.
Dopo potrai fartela come vuoi e quanto vuoi.
Come sei riuscito a scoprirlo?
Per mancanza di immaginazione o disperazione.
Non dirle che ne abbiamo parlato.
Non ci penso nemmeno.
Non occorre che lo applichi subito. Fai finta di arrivarci a poco a poco.
Lascia fare a me.
Diamine, con te non si sa mai.
- Come fai a sopportarla? - Non � un problema.
Lei � divertente.
Senza blasfemia, la amo nello spirito della "Lettera ai Corinzi".
"L'amore tutto crede, tutto spera,
tutto sopporta" e cos� via. � questo che intendi?
- Per� ti sei stancato di lei? - S�, ma a lei non importa.
- Tra noi � quasi finita. - L'avevo capito.
- Presto l'avrai indietro. - Grazie.
- Tu sei matto. - Pu� darsi, in effetti.
Pago io.
Sinceramente, tu mi odi?
No, mai odiato.
- Ma una volta ti stimavo di pi�. - Prima che ti portassi via Thea?
Quando non bevevi e non eri disattento alle prove, ti ammiravo.
Per il tuo calore e la tua vitalit�.
Avevi un qualcosa... Come Thea.
Che cosa avevo?
Una luce.
Non sorridere. Non c'� altra parola: una luce.
La luce che io e Thea stiamo spegnendo.
Aspetto una telefonata dall'agente alle 5 precise.
Posso chiedergli di chiamarti e di combinare un incontro?
- Tu sarai presente? - Certo, se posso essere d'aiuto.
NONA SCENA UNA STANZA DELL'INTERROGATORIO
Mercoled� pomeriggio, 9 agosto.
Stamani i signori Winkelmann e Fisher sono venuti nel mio ufficio
chiedendo di parlarmi privatamente.
Ha parlato il signor Fisher.
Il suo comportamento � stato diverso dall'ultimo incontro.
L'arroganza e la sua sconcertante aggressivit� erano sparite.
Appariva equilibrato, cortese, pentito in un certo senso, e franco.
Ho proposto che lui e i suoi colleghi venissero a trovarmi
subito dopo la rappresentazione di mercoled�,
truccati e vestiti come per il numero proibito
e me lo mostrassero esattamente
com'era stato ideato e spiegandomelo in dettaglio.
Ho accondisceso alla loro richiesta che nessun altro fosse presente.
Entrate!
- Accomodatevi. - Scusi il ritardo.
Le strade erano impraticabili per il nubifragio.
Non importa. Stavo lavorando e non mi sono accorto che era tardi.
Ci mettiamo subito al lavoro.
Purtroppo dovremo fare a meno degli effetti di luce.
Ho detto al guardiano notturno di non disturbare per le prossime ore.
Chiss� che faccia farebbe se entrasse durante lo spettacolo.
- Come si sente oggi? - Molto bene, grazie.
Bellissimi i fiori che mi ha mandato.
� stato un sollievo, il dottore mi ha detto che non era nulla di serio.
- Si � ripresa del tutto? - Solo un po' stanca per le medicine.
Spero che non si stanchi troppo stasera.
La mia parte non � pesante.
Devo solo accennare al tamburo e dire sciocchezze.
Permette?
Prima una domanda: come avete pensato a questo numero?
Non so, mi pare leggemmo qualcosa di simile in un libro.
O era qualcosa che Hans sent� raccontare da bambino.
Cercammo di dargli una forma. Eccitava la nostra immaginazione.
- Non era cos� semplice? - No, non lo era.
Possiamo definirla un'invocazione.
Gli attori sono superstiziosi, come lei sa.
Il desiderio improvviso di compiere un rito
forse in s� non ha senso.
Ma l'impulso di inginocchiarci e pregare a volte ci � capitato.
Un gioco rituale, un incantesimo. Una formula, una specie di dialogo.
Non conosco la complessit� dell'animo
ma un simile desiderio ha un nome latino.
Dottor Abrahamson,
avr� conosciuto la debolezza.
Una sensuale smania di sentirsi annullato nell'umiliazione.
Forse da bambino.
- A che serve il coltello? - Dovrebbe saperlo.
Non ho mai visto il numero, me l'hanno solo descritto.
- Lo possiamo eliminare. - No, ditemi prima a che serve.
Questa vescica � ripiena di vino.
A un momento stabilito, sollevo la vescica
e la buco da sotto in su.
Il vino schizza fuori e riempie il bacile.
- Ho capito. - Dobbiamo spegnere le luci.
Silenzio assoluto e poi il tamburo nell'oscurit�.
No, mi serve una luce per scrivere le mie note.
Immagineremo di essere al buio.
Sebastian, cominciamo.
In platea si fa silenzio.
C'� un gran silenzio.
Ancora pi� silenzio.
Pi� silenzio.
Poi viene il primo rullo di tamburo. Thea, puoi andare.
No, lasciatemi. Prima devo dirvi qualcosa.
Mio padre volle che diventassi avvocato,
lui stesso era un grande avvocato e anche suo padre.
Io non avevo talento. Il vostro caso dovetti assumerlo d'ufficio.
Si viene estratti a sorte e la scelta cadde su di me.
Io faccio solo il mio dovere.
Ho proceduto col massimo tatto.
Non posso farci nulla se vi ha condotto alla disperazione.
L'ho trattata male e le ho chiesto perdono. Forse mi odier�.
Per la verit�, sento un vago timore.
Forse non era curiosit�, volevo vedere il vostro numero da vicino.
Forse avevo un oscuro desiderio di prendervi parte.
Forse era solo il segreto bisogno di... Non lo so.
Ho superiori e dipendenti. Do ordini e mi danno ordini.
Voi siete liberi invece, ma non vi invidio, � una terribile libert�.
Non � vero? Io non vi capisco.
Non capisco cosa vi guida, questi vostri legami.
Non capisco la mia propria connessione con voi.
Forse voi ridete di me.
O non ridete di me.
No, credo che siate seri.
Siamo usciti fuori tema.
Sembra anche a me.
Sembra anche a me.
Ho sempre avuto paura.
I miei primi ricordi sono di terrore.
Come posso in un momento darvi la chiave di me stesso
cos� che possiate capire quell'orribile...
Ma che dico? Devo calmarmi, sono vittima di stupide fobie.
Sono le due passate del mattino, siamo stanchi.
Perch� sorride, signor Fisher? Crede che sia ridicolo?
Non sto sorridendo.
Comunque � stato un errore eseguire il numero in questa stanza.
Ci volevano dei testimoni e i membri della corte.
Non abbiate pi� timori.
Ora spetta a voi decidere. Io sar� l'ubbidiente spettatore.
Onoratissimi artisti,
non avete mai avuto un pubblico pi� riconoscente e attento.
Prendo la sedia e siedo qui. Spero che il posto vada bene.
� iniziata la rappresentazione?
� l'orchestra che accorda gli strumenti?
In questo caso, c'� molto effetto.
Scherzi a parte...
Io ho nome e cognome. Sono nato, cresciuto ed educato.
Ho vissuto un numero di giorni, dormito un numero di notti.
Ho conosciuto la gioia, il riso.
Ho conosciuto il dolore e pianto.
Frustrazioni, tenerezze...
amore.
� tutto qui.
Mi ha colpito brutalmente, signor Fisher.
Ammiro il suo ardimento fisico.
La sua mano ha toccato la mia pelle che brucia.
Ma ha anche toccato le mie memorie, la mia dignit� umana.
Lei ha colpito me e umiliato lei stesso.
O forse non � cos�, forse prova soddisfazione e piacere.
Guardate come mi tremano le mani.
Mi vien voglia di piangere.
Credo sia il senso di solitudine, se capite cosa intendo.
Ho bisogno di qualcuno,
di nascondermi in un caldo abbraccio. Di essere consolato.
Sono solo melodrammatico.
Devo ammettere che perfino nella mia professione
c'� un elemento di crudelt�.
Dover rimproverare, umiliare, giudicare, condurre inchieste.
Non c'� che la smania della crudelt�.
Potrebbe essere altrimenti?
Lo chiedo a voi che siete artisti.
Voi dovete saperlo.
Voi lo sapete.
Sebastian Fisher.
Claudia Monteverdi.
Hans Winkelmann.
Cominciate lo spettacolo.
Le annuncer� via via cosa stiamo facendo.
Thea, sull'alta sedia, colpisce il tamburo con la sua mano.
� buio, molto prima dell'aurora.
Viene la luce dell'alba.
Qui non possiamo fare l'effetto, deve cercare di immaginarlo.
Ho capito, � l'alba.
Alzo il bacile verso il sole che sorge.
Dietro di me sta Sebastian Fisher.
Poco prima dell'alba il vento sale dal mare.
Appena la luce diventa pi� forte,
nel preciso momento convenuto,
Thea copre il viso con la maschera del dio.
S�, capisco.
Ora capisco.
Sebastian Fisher distende le braccia dietro di lui.
Afferra gli avambracci di Thea
e la solleva lentamente al di sopra di s�.
Nello stesso istante sollevo il bacile sulla mia testa.
La luce � sulla maschera che viene riflessa dal sangue.
Capisco.
Quindi bevo dal bacile.
Bevo l'immagine riflessa.
Ora Thea sta scendendo lentamente dietro le spalle di Sebastian.
In sintesi, questo � il nostro numero.
Ho capito.
Il dottor Abrahamson � morto.
Il medico che era stato chiamato dichiar�
che il dottor Abrahamson era morto per un attacco cardiaco.
I tre artisti vennero a suo tempo condannati
per il numero mimato che avevano chiamato IL RITO.
Pagarono le multe, concessero interviste
e alla fine dell'estate andarono in vacanza.
Non tornarono pi� in quel paese.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.