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Original subtitles

> Vuoi un altro caffè ? - Sì, grazie.

- Mi hai letto nel pensiero. - Non hai dormito tutta la notte.

Eh... Grazie.

-Che cos'è ? -In questa zona Ottavia ha trovato il bracciale e la foto.

Forse questo bambino può aiutarmi a trovare la figlia di Suleyman.

Scotta.

Ci vediamo stasera ?

Possiamo cenare insieme. Però io torno a casa, papà.

E' arrivato il momento.

E' giusto.

E' stato bello averti a casa.

- Grazie. - A te.

Eccomi ! Scusa se ti ho fatto aspettare.

Allora...

- E' lui. - E' lui che Ottavia ha fotografato al camper bar.

- Le hai parlato ? - Sì. E' disposta ad andare avanti.

Se parla con il bambino, sa che deve dirlo a Spartaco.

- Pensavo che Pugliani interrompesse tutto. - Se si dà da fare, è meglio.

Dobbiamo capire come usa i bambini e portarglieli via.

Come vuoi che li usi ? Come "muli".

Dal punto di vista di Pugliani ha senso. Chi perquisirebbe un bambino ?

Nella cassetta di sicurezza di Calzola

c'erano copie di permessi di soggiorno e di passaporti falsi.

- Lui gestiva quella parte del traffico. - Ma ora è morto.

-A organizzare i bambini è Pugliani. -Oppure qualcuno che non conosciamo.

La sigla sul bracciale corrisponde al tatuaggio di Suleyman.

Bracciale e foto sono di sua figlia. Il Dna non mente.

- Impronte ? - Molte, non schedate e compatibili con dita di bambini.

Ecco perché Suleyman si è tatuato sul cuore quella sigla.

-Serviva a trovare sua figlia. -Sì, in caso gli fosse successo qualcosa.

Noi siamo partiti dal tatuaggio per ricostruire tutto.

- Peccato che la bambina non esca fuori. - Forse ha paura.

Sappiamo che succede alle bambine in certe mani.

- Dobbiamo trovarla subito. - Fate presto, vorrei assistere.

- Domani sera io parto. - Sì, lo so.

Non posso impedirtelo, però... fai una cazzata.

- Magari se parto, lui trova pace. - "Trova pace" ? Dove ? > Carlo !

Chiedono un intervento. Un'inquilina qua vicino non si vede da giorni.

La macchina è sotto casa, al telefono non risponde.

- Se permetti, io darei un'occhiata. - Devo portarti in braccio ? Vai.

Ah ! Ti ho portato...

- Scusa. - Prego. - La relazione. - Tieni. - Grazie.

Vabbè, scusate.

- Oggi sono un po' distratta. - Oggi ?

- Sua sorella può avere lasciato la porta aperta ? - E' strano.

Quando Gemma esce, chiude sempre a chiave.

Forse non chiude per andare a prendere la posta.

- Quando l'ha vista l'ultima volta ? - Eh... Quattro giorni fa. - Ah.

- Poi non vi siete più sentiti ? - No.

Avevamo discusso e non mi sono preoccupato.

Do un'occhiata.

Resti lì ! Resti lì.

Pronto ?

- Che mi dici ? - Allora... Gemma Rioli, 58 anni, nubile.

Insegnava Letteratura Russa all'Università.

Il corpo era in un sacco nero nell'armadio con le ante siliconate.

- Da quanto era sparita ? - E' stata vista quattro giorni fa.

La portinaia ha avvertito il fratello.

Era riservata, per questo non ha notato la sua assenza.

-Perché il fratello non si è accorto di nulla ? -Avevano litigato. E' lì.

Filippo Rioli, imprenditore al momento senza impresa.

- Ehi. - Ciao. - Ciao. - Buongiorno.

- Buongiorno. Prego. - Grazie.

-Signor Rioli, ispettore superiore Soprani. -Scusi. -Non si preoccupi.

Sono costretto a farle qualche domanda.

- Sua sorella aveva una relazione ? - Che io sappia, no.

- Conflitti con il vicinato, gli studenti, i colleghi ? - No.

- A Gemma volevano tutti bene. - So che avete litigato.

Per questa casa. Io volevo venderla e dividere i soldi, lei non voleva.

- Come mai ? - Forse per proteggermi.

Nella mia vita io ho fatto tante cazzate. Tante.

Attività aperte e richiuse subito dopo.

Un bar, una sala slot...

E Gemma correva a riparare i danni.

Diceva che avrei polverizzato tutto e forse aveva ragione. Non lo so.

Ciao, Cinzie'.

- Che fai ? - Ti do una mano perché non ce la faccio a stare in ufficio.

Ogni due minuti Santillo viene a farmi firmare cose.

- Santillo ha preso due giorni di permesso, operano la madre. - Eh.

Allora ho le allucinazioni, me lo vedo sempre davanti.

Cinque schede Sim per una poliziotta sola e anche incinta sono troppe.

- Come si fa questo lavoro ? - Smetti di preoccuparti.

Marco non mi manca di meno se mi stai intorno.

-Te lo riporto presto, lo prometto. -Bello come prima ? -Sì, e più alto.

Non so se ci riesco... a portartelo più alto !

Ehi ! Tranquilla.

Signor questore ? Sono Guerrieri. Devo chiederle una cosa.

-Ricorda l'ora ? -Le 19. Rientravo, lei ha chiuso la porta ed è scesa.

- Era agitata, nervosa ? - Non so, non ci ho fatto caso.

Però nel pomeriggio c'era stato il fratello e li ho sentiti litigare.

- Succedeva spesso ? - Ultimamente sì.

- Grazie per ora. - Si figuri.

- Ehi. - E' stata strozzata. Non ci sono segni di lotta.

Non posso stabilire la data della morte prima dell'autopsia.

Chiuso in quel modo, il processo di decomposizione è stato alterato.

Ho trovato un capello scuro corto sul maglione, l'ho fatto repertare.

Grazie.

Adesso mi dici come stai ?

Non lo so. Ogni tanto mi sveglio e mi sembra di avere sognato tutto.

Tuo padre mi ha detto che hai deciso di tornare a casa.

- Che c'è ? Ho detto qualcosa di strano ? - No.

-Il fatto che lui ti racconti di me mi fa sorridere. -Beh, in effetti...

Vorrei poterti stare più vicino.

Lo so, però non dirmelo più. E' già abbastanza complicato così.

NOTIFICA DAL CELLULARE

(registrazione) "Ciao, ti ho mandato quello che hai chiesto su Viessi."

Se sei qui per me, sto bene. Se sei qui per le Sim

ci sono numeri intestati a morti, altri inattivi o da verificare.

Ora faccio un elenco...

- Amore mio. - Amore ! - "Amore mio", hai cinque minuti

e non allargare l'inquadratura. - Tranquillo. - Amore !

- Ciao, amore mio bello. - Mi manchi da morire.

- La piccoletta come sta ? - Bene, però chiede sempre di papà.

- Ci manchi. - Mi manchi tantissimo.

- Vorrei tanto vederti ! - Fammi vedere la pancia.

Cinzia ? Dài, tempo scaduto.

- Che fai lì ? - Il piantone. Cinzia è al telefono con Cantabella.

Non va disturbata. Il questore mi ha dato il permesso.

- Gemma Rioli insegnava. - Lo so, me l'ha detto Bragadin.

I vicini l'hanno sentita litigare con il fratello venerdì pomeriggio

ma la Rioli era viva perché la sera una vicina l'ha vista uscire.

Però non ha chiuso la porta a chiave e non ha preso la borsa.

-Un'effrazione ? -No, lei ha aperto all'omicida o sono entrati insieme.

- Magari è scesa per accoglierlo. - Mariti ? Fidanzati ?

Il fratello dice di no, solo amiche. Era molto legata a una ricercatrice.

Oggi è fuori Roma, ma ha detto che ieri ha chiamato il fratello

perché la Rioli non si è presentata. - Io controllo computer e telefono.

- Alla Scientifica hanno da fare, Elisa va via. - Già !

Elisa va via, chissà perché !

Dài qualche minuto alla Repola e riportami il telefono.

- Carlo. - Sì ? - Devo parlarti. Stampo una cosa e vengo da te.

Okay.

DIALOGO NON UDIBILE

- Che è ? - La mattina della fuga di Pugliani Viessi era a Tiburtina.

-Sono i tracciati e i tabulati del suo telefono. -Non ci sono chiamate.

Il telefono era spento, ma ha usato la carta di credito alle 5 e 13

in un distributore a 500 metri da dove Pugliani ha lasciato l'auto.

- Il telefono spento è sospetto. - Mm. Come l'hai scoperto ?

- Ho chiesto una mano alla Cori. - Perché non l'hai chiesta a me ?

-Ho provato, ma hai tirato fuori la cazzata della gelosia. -Non lo è.

Ma nemmeno questa lo è. Convochiamolo.

Giovanna, guarda.

- La pressione non è uguale sui due lati. - E' vero.

Di solito la mano destra è più forte, ma qui c'è troppa differenza.

- L'assassino ha un difetto alla mano o al braccio. - Mm.

VIBRAZIONE DEL CELLULARE

- Scusami, è Bruno. - Mm.

Ho conosciuto Alba il giorno in cui la madre è scomparsa.

-Da allora vi vedete spesso. -Volete sapere quante volte esco con Alba ?

No, devi dirci che facevi quattro giorni fa alla stazione Tiburtina.

- Perché ? - Non preoccuparti.

Perché alle cinque di mattina hai fatto benzina vicino alla stazione ?

Lì c'è la clinica dov'è mia nonna.

Ha l'Alzheimer. Si sveglia presto e al risveglio è più reattiva

o mi illudo che sia così.

Quando posso, alle 5 le porto la colazione e stiamo un po' insieme.

Sono cresciuto con lei, metterla in clinica è stata dura.

A volte mi sembra di averla abbandonata.

- Ehi. - Ciao. - Che fai qui ? - Tuo padre e Malik avevano delle domande.

- E' tutto a posto. - Mi aspetti ? - Sì.

- Vi devo parlare. - Che succede ?

- Carlo... - Papà. - Che succede ? - Alice è sparita.

- Che vuol dire ? - L'ho lasciata in albergo e al rientro non c'era più.

-Nessuno l'ha vista allontanarsi, il telefono è spento. -Che è successo ?

- Avete litigato ? - Sì. Non vuole tornare a Ginevra.

Entro la settimana il Pm autorizzerà il trasferimento del corpo di Clara.

- Voglio partire, voglio essere a casa per organizzare tutto. - Certo.

- Però questo non lo avevi detto. - Scusa, hai ragione. - Non importa.

-Ora troviamo Alice. -Dove può essere ? -Vorrei saperlo.

Non c'è un posto legato a vostra madre di cui le hai parlato ?

La casa.

La casa dove è nata mamma ! Grazie.

Però ci vado da sola e se la trovo, vi faccio sapere.

Ehi, papà ?

Sì, l'ho trovata. E' qui.

Ciao.

Che c'è ?

Sento un peso qui.

E' come avere ingoiato un sasso.

Lo so, succede anche a me e ogni tanto mi toglie il respiro.

Poi penso che ci ha fatto incontrare e non poteva farci regalo più bello.

Va bene. Grazie. Arrivederci.

Confermano. L'altra mattina Federico era lì da sua nonna.

- Ci va spesso a quell'ora. - Eppure continuo ad avere quella sensazione.

- Anche poco fa. Non mi fido, Carlo. - Neanch'io.

Continuiamo a indagare, forse ha un altro telefono.

- Questo è Bragadin. - Sì. - Entri sempre senza bussare.

- Dimmi. - La collega della Rioli ha richiamato, qualcosa non va.

- Cioè ? - Ha detto che da un paio di settimane aveva l'impressione

che la Rioli chattasse con qualcuno. - Come lo sa ?

In Facoltà condividevano la stanza, sul portatile ha visto i messaggi.

Il computer della Rioli è stato resettato alle 21 e 45 di venerdì.

Secondo me è il caso di approfondire.

- Che hai trovato sul telefono ? - Questi messaggi con il fratello.

"Ti sei fatto fregare", "sei il solito stupido", "ti sta fregando"...

Il capello sul maglione della Rioli non è il suo, ecco il rapporto.

Lo firma Vanelli. Se Elisa va via, qualcuno deve firmare al posto suo.

- Ti è chiaro che va via ? - Sì. - Che altro c'è nel rapporto ?

Il capello ha il bulbo, abbiamo il Dna. E' maschile.

Non ci sono impronte sull'armadio, quelle sul computer sono della Rioli

la confezione di silicone vuota è stata ritrovata nell'immondizia

e anche lì niente impronte. -Convoco Filippo Rioli o no ? -Ci penso io.

Tu pensa a domani, guarda i treni per Brescia.

-Vediamo se Viessi ha quel telefono. -Sono felice che hai cambiato idea.

Chi la stava fregando ?

Nessuno.

Mia sorella era molto protettiva nei miei confronti.

Io ho una relazione con una donna.

Quei messaggi sono riferiti a lei.

Mia sorella diceva... che non si comportava bene con me.

- Sua sorella l'ha mai incontrata ? - No, mai. Adesso non è in Italia.

Come si chiama ?

Eh... Questo non posso dirlo.

- Perché non può dirlo ? - E' sposata.

Ah.

Mi faccia capire. Sua sorella è stata ammazzata

e lei non vuole mettere in difficoltà questa signora ? - Gemma non c'è più.

Io tengo... a questa donna.

Sono certo che con questa storia lei non c'entri nulla.

E poi ve l'ho detto, non è in Italia.

Va bene, signor Rioli. L'accompagniamo, venga.

Voglio sapere tutto su Filippo Rioli

chi è l'amante, quanti soldi ha, dove prende il caffè. Tutto.

- Servono tabulati, tracciati e patrimoniale. - Chiedo al Pm.

Abbiamo i risultati dell'autopsia, la morte risale a venerdì sera.

Sembra che chi l'ha strangolata abbia meno forza alla mano sinistra.

Il fratello nasconde qualcosa, il capello non appartiene a lui

e l'omicida ha una mano più debole. - Il computer ? - Ci sto lavorando.

Concentrati sulle chat.

-Se si scrivevano tanto e le hanno cancellate, partiamo da là. -Va bene.

Il tuo bambino ha incontrato Saffi, lo spacciatore che sorveglio.

L'ho visto ficcare i soldi dentro qualcosa

e il bambino l'ha messo nello zaino. - Non hai visto che cosa ? - No.

- Oggi sei più carina del solito. - Guarda là.

> Ecco a chi consegna l'incasso.

Dovremmo baciarci per non farci notare.

Mi hai offerto soldi per cercare una bambina.

La faccenda è risolta, io e Carlo lavoriamo insieme.

E poi sei tu che hai cercato di fregare me.

L'ho fatto per una buona causa, sennò io non frego nessuno.

Devo andare.

L'ho fatto perché ne avevo voglia, non per non farci notare.

- Appena sbaracca, gli vado dietro. - Vado.

Ehi ?

Ehi ! Bambino, scusa.

Scusa. Ciao.

Capisci l'italiano ?

Hai messo tu quelle cose sul motorino, vero ?

Sono della figlia di Suleyman ?

Senti... Dille che domani l'aspetto ai giardinetti, tutto il giorno.

Mi fai questa cortesia ? Glielo dici ?

Spartaco, è meglio se vieni qua.

Ottavia ha detto che era una lattina da bibita con un coperchio.

Al bambino è caduta dallo zaino.

In una lattina entrano molte dosi da venti euro.

E' un'idea geniale.

Smetti di stare dietro a quella. E' pericoloso.

Pugliani è scafato, lo dimostra come gestisce il traffico di coca rosa.

E' una specie di catena di montaggio. Tagliano e confezionano la droga.

-Poi la mettono nelle lattine. -Ecco il motivo dell'alluminio su Suleyman

e sul pedale dell'auto da cui gli hanno sparato.

Abbiamo prove per arrestare Saffi, il tizio del camper bar e gli altri

ma poi Pugliani cambierebbe sistema.

Bisogna arrivare al posto di produzione.

Seguendo il tizio del camper bar non sarà complicato.

Non lo è, ma prima troviamo la figlia di Suleyman e gli altri bambini.

Dovremmo dare un telefonino al ragazzino.

-Poi lo localizziamo quando è con la bambina. -Chi glielo dà ? -Non lo so.

- Ah. - Il bambino può avvicinarsi di nuovo a Ottavia.

Così non capiscono che ne hai persa una.

No, non ti perdonerò mai. Un bacio. Ciao.

Mia figlia mi ha dato "buca". Cena con la sorella e con un amico.

- Porto questo alla Scientifica e vado a casa. - Vuoi un passaggio ?

- Con il cassone ? - Eh. Meglio di così ! - Ci arriva ? - Sì.

Potremmo cenare insieme. Una cosa senza impegno.

- Allora ceniamo a casa mia. - Tu cucini ?

Macché cucino ! Prendiamo una pizza, cibo cinese, qualcosa... Prego.

- Grazie, era buonissima. - Posso fare meglio, giuro.

- E' il secondo. Non ti farà male ? - Probabilmente sì.

Voglio fare un brindisi

alla mia prima serata da sospettato. - Mi dispiace.

Sono stati gentili

ma in certe situazioni anche se sei a posto, ti senti in colpa.

A me capita quando mio padre mi dice "dobbiamo parlare".

- Però io non sono mai a posto. - Fai in modo che non se ne accorga.

- Hai mai provato l'ecstasy ? - No, assolutamente no.

- Stai mentendo. E' vero che mente ? - Beh, spero di no.

L'ho capito dall'esitazione e dallo sguardo.

Lo sguardo è fondamentale e non mentire del tutto.

- Deve esserci sempre un po' di verità. Riprova. - Okay.

Adesso indignati e sostieni lo sguardo.

"Ma che sei matto ? Quella è merda ! Io fumo solo qualche canna." Prova.

Ma che sei matto ? Quella è merda ! Ho fumato solo qualche canna.

- Bravissima. - Ancora.

- Scusate, devo fare una telefonata di lavoro. - Okay.

- Ti sei mai ubriacata fino a stare male ? - Come faccio a dirti di no ?

- Sì o no ? - No.

- La prendo. - La prendi ? - Ci provo.

NOTIFICA DAL CELLULARE

(registrazione) "Federico è strano. Non fare preoccupare mio padre."

- Vieni a giocare. - "Poi ti spiego. Ora sono con lui, non mi chiamare."

- Alex, dammi il telefono ! - "Non fare preoccupare mio padre."

-Non fare più una cosa simile. Mai più ! -Non voglio stare qua con te !

Alex... scusami, mi dispiace.

Voglio dormire alla casa-famiglia.

Mi dispiace, Alex.

Scusami. Tu non dovevi prendere il telefono così, ma io ho esagerato.

< Anche gli adulti si comportano da stupidi.

Spesso il lavoro mi corre dietro anche qui e io faccio confusione.

Come te con le parentesi, quando non riesci a risolvere le espressioni.

< Perché Alba ti ha mandato quel messaggio ?

Ha bisogno di aiuto e io le voglio bene.

Vieni qui.

Cucini, lavi i piatti. Se non fossi rompicoglioni, saresti perfetto.

Basta parlare di me, adesso raccontami qualcosa di te.

- Perché giri con quello scassone ? - Sarò ancora misteriosa per un po'.

- Posso dirti che Ottavia e Spartaco hanno una storia. - No ! - Sì.

Il mio Commissariato sembra un'agenzia matrimoniale.

Spartaco e Ottavia, Bragadin e la Cori, Cantabella e la Repola...

- Posso fare una cosa che non ho mai fatto ? - Certo.

- Non hai mai baciato un uomo ? - Non ho mai preso io l'iniziativa.

Questa è la specialità della casa, la tisana "boh".

- Si chiama "boh" perché non sappiamo che tisana è. - "Bo" come "bollente".

- Adesso non mi chiedi di sposarti. - Non ci penso proprio. - Perfetto.

-Dimmi di non fermarmi. -Non voglio che ti fermi a dormire. -Bene e...

Basta, non puoi scrivermi tutte le battute

e dopo il sesso non mi piace parlare troppo. - Invece io sono logorroica.

E' perfetto. Conferma la nostra incompatibilità.

- Vedi ? - Questo lo bevi tu.

Vado.

- Hai tutta 'sta fretta ? - Non vado ? - Tra un po'.

Che succede ?

- Niente, lavoro. - Riguarda Alba ? - Sì, ma non è quello che pensi.

Ho smesso di pensare, mi hai detto di fidarmi... e mi fido.

Esce con un ragazzo e teme che sia coinvolto nella vicenda della madre.

Hai avvisato Carlo ?

- Pensate di nuovo di risolvere tutto da soli. - No

ma non posso chiamare Carlo alle 5. - La detesto !

-Sono stanca di dire la cosa giusta, Malik. La odio. -Monica, è lavoro.

Davvero.

Io ti voglio bene.

Anch'io voglio bene ai miei genitori, a mia zia e al suo cane.

Invece a te ti amo. Capisci la differenza ?

- Ciao. Non trovo Carlo. Sai dov'è ? - In Questura. Problemi ? - Forse.

-Lo aggiorno dopo. Come va con il computer della Rioli ? -Bene.

Fa capricci, ma non mi arrendo.

Di solito mi faccio gli affari miei, ma vuoi far partire Elisa così ?

- Sì. E' la cosa giusta per lei. - E lo stabilisci tu.

Tu non ti facevi gli affari tuoi ?

Vivere con me è un incubo. Rovinerei la mia vita, la sua...

No. Va bene così.

Parte con il treno delle 19 e 45, se voleste rovinarvi ancora la vita.

Grazie !

CAMPANELLO

- Ehi. - Ehi. - Ti avrei chiamato più tardi.

Non intendo nascondere un'altra indagine a tuo padre.

Dimmi perché Federico ti ha insospettito.

Ieri sera eravamo a cena qui e ha cominciato a fare discorsi strani.

Ha spiegato ad Alice come mentire.

Forse erano solo battute, eh ?

- Però... mi è sembrato diverso. - Va bene.

- Non vederlo, non stare da sola con lui. - Non posso tagliare di colpo.

Se lui è coinvolto, si allarmerà.

- Non deve succederti niente. - Ce l'hai con me ?

- Non volevo far preoccupare mio padre. - Non è per questo.

-Ho sbagliato a chiamarti. -Ce l'ho con te perché continuo a pensarti.

- Che vuoi ? - Te lo manda Carlo. C'è solo il suo numero in rubrica.

Se vedi la figlia di Suleyman o il ragazzino, cerca di farglielo avere.

- Okay. Grazie. - Sei stata brava ieri.

Non è vero, mi è scappato un'altra volta.

Vabbè, succede. Non è colpa tua.

Ci vediamo stasera ?

Non lo so. Mi piaci... ma non mi fido.

- Perché ? - Perché sei troppo bello e sei un poliziotto.

- Anche Carlo è un poliziotto e di lui ti fidi. - Sì, ma Carlo è Carlo.

Carlo è Carlo.

Non voglio incasinarti la vita.

- Tu non c'entri, mi sono incasinato la vita da solo. - Sì, lo so.

Però non pretendo nulla da te. C'è Alex di mezzo.

Se vuoi riattaccare i pezzi e io non faccio parte del quadro, lo capisco.

Devo andare.

Non ho voglia.

La Rioli era iscritta a un sito di incontri online.

- Chattava con un uomo. - No, con una certa Anne Smith.

-Una soldatessa americana che non esiste. -Le chat parlano chiaro.

La Rioli ha capito che il fratello versava soldi a questa sconosciuta

e che era una truffa. - Non chattava per se stessa. - No.

Ha scoperto che il profilo di Anne Smith era falso

e ha iniziato a chattare con questa Anne.

Ha minacciato di denunciarla se non avesse ridato i soldi al fratello.

Quello non è un post-it, stai buttando la tua vita.

- Sei melodrammatica. - Perché tu sei stupido. - Quindi ?

Questa Smith ha chiesto di vederla, lei le ha dato l'indirizzo

e ha scritto che l'avrebbe trovata alle 19 e 30 di venerdì sotto casa.

-Quando la vicina l'ha vista uscire, andava dal truffatore. -Esatto.

- Sappiamo rintracciare Anne, visto che ci darebbe "buca" ? - No

ma qualcuno sa come farlo. - Bene.

Che stupido...

- Questa è la donna a cui tiene tanto ? - Dove l'avete trovata ?

Sul computer di sua sorella. Temeva per lei e i soldi che le spillavano.

La figlia di Anne ha una rara malattia e le cure sono costose.

- Questa donna non esiste e nemmeno sua figlia. - Non è vero.

La foto è stata rubata dal profilo social di una soldatessa vera.

- E' una truffa. - Non si vergogni. Ci cadono in molti, donne e uomini.

La sera dell'omicidio sua sorella doveva incontrare i truffatori.

- Lei lo sapeva ? - Abbiamo bisogno di sapere come inviava i soldi.

- Non risultano bonifici. - Usavo sempre lo stesso "money transfer".

Anne cambiava spesso abitazione

ed era l'unico che spediva in tutto il mondo, anche in zone di guerra.

Grazie.

Romeo Anguillara ?

- Io pago le tasse, ho il bagno per i disabili... - Che bravo cittadino.

- Che c'è dietro la tenda ? - Quello è un ripostiglio, niente...

Noi amiamo i ripostigli.

Ragazzi ?

- Polizia. - Fermi, alzate le mani dai computer e non fate più nulla.

Fermi.

Dieci ragazzi esperti di informatica creano profili finti, uomini e donne.

Quando qualcuno abbocca sui social, cominciano le richieste di denaro

ad esempio per una figlia malata. Funziona così, no ?

C'è gente che pagherebbe per ricevere dei saluti.

Alla fine facciamo solo questo.

-Non è colpa mia se tutti stanno in fissa per l'amore. -Tu li freghi.

-Forse hai anche ammazzato la Rioli. -Non è vero. -Vi aveva beccati.

Sì, ma poi ci eravamo accordati. Le avremmo ridato i soldi del fratello.

- Li hai restituiti ? - Certo ! Sono andato sotto casa, è salita in auto

le ho dato i soldi e tanti saluti. -Però poi sei tornato con una scusa.

-Ti sei fatto aprire la porta e l'hai ammazzata. -Io non l'ho ammazzata !

- Vabbè ! Intanto vieni con noi, così controlliamo pure il Dna. - Venga.

- Chiedo il fermo per Anguillara, il capello è suo. - Aspetta.

Tu non puoi aspettare, le 19 e 45 arrivano in fretta.

- Invece di pensare a me ed Elisa, guarda. - Ci pensiamo io e Malik.

- No ? - Certo. - Cinzia ed Emma sono a casa.

- Bettone resta appostato. - Bene.

- Bragadin, Cinzia dice di controllare l'ora. - Ancora ?

Ancora ? Ascoltate tutti, ma ascoltate bene !

Questo è l'orologio, chiaro ? Quello è il cestino dei rifiuti.

Questo è Lorenzo Bragadin, indiscutibile coglione

che vuole riprendersi la vita e farne quello che vuole ! Va bene ?

PARLA IN DIALETTO LOMBARDO

Poi lo traduco ! Se qualcun altro dice "Elisa Cori", "treno", "19,45"

"binario", "fiori", "cioccolatini"

io lo mangio vivo con digestivo maltese ! E' chiaro ?

Qualcuno conosce 'sto digestivo maltese ?

Vabbè.

- Le fa ancora male il polso ? - Io dico di sì, era una brutta frattura.

Che volete da me ? Io ho perso mia sorella, ho perso la mia donna...

Sua sorella l'ha ammazzata, Rioli.

Le ripeto che la sua donna non esiste.

- Due mesi fa Gemma le ha pagato la fisioterapia. - Sì.

Sono caduto dal motorino e non avevo un centesimo.

- Non è per questo che ci interessa l'incidente. - Un cadavere parla.

Chi ha ucciso Gemma aveva meno forza nella mano sinistra.

Venerdì...

mia sorella...

mi ha detto che a casa mi avrebbe dato le prove

che su Anne aveva ragione, aveva registrato tutto.

Quando ho sentito la registrazione

io sono diventato matto, non ho capito più niente.

-Ero fuori di me. -Era fuori di lei, però ha avuto la lucidità

per prendere i soldi che sua sorella si era fatta restituire e non solo.

Un omicidio è un omicidio e non c'è un sentimento che lo giustifichi.

Gelosia, rabbia, passione... sono tutte stronzate.

SQUILLI DI CELLULARE

Eccola ! Pensavo di avere lasciato il telefono su.

-Riesce per meno un quarto a stare a Termini ? -Se sale e io volo, forse.

Certo !

- Serve aiuto ? - No, faccio io.

Se sei qui per salutarmi, ti do una capocciata.

Signora, vuole prendere 'sto treno ?

Ciao. Scusa per ieri, non volevo spaventarti.

Lo manda chi vuole parlare con la figlia di Suleyman.

Si chiama Carlo, c'è il numero. Le chiedi di chiamarlo ?

Avevi perso la strada ?

Sottotitoli RAI Pubblica Utilità

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