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- Si ricorda, Horne? - Avanti.
Il telefono suona.
Groucho solleva il microfono, ascolta e fa:
"Non mi dire!"
Poi poco dopo, di nuovo.
"Non mi dire! Non mi dire!"
Poi riattacca.
Chico gli chiede: "Chi era?"
Groucho risponde...
"Non l'ha detto".
È la mia preferita.
Mi dispiace, ma non la posso tradurre.
Non importa.
- Visto che ti fa ridere. - Sì.
- Ti amo. - Anch'io.
- Non eri gay? - Smettila.
Ci stiamo ingelosendo. Andiamo! Andiamo! Ehi!
- Chi l'ha detto? - Ciao. Se ne va.
Ciao.
Ho una cosa per te.
Per me?
Ma non è il mio compleanno.
I regali di compleanno sono borghesi.
Bisogna fare i regali quando se ne ha voglia.
È perché parti stanotte. Vero?
Assolutamente no.
Che bello. Tu sei pazzo, eh.
Provala.
Aiutami.
È un vero cammeo?
Sì.
A ogni modo, la misura della catenina ti va bene.
È d'argento.
Ma sì.
Passami lo specchio.
Ma sei pazzo! Come hai fatto a pagarla?
Il cammeo era di mia madre.
Ho comprato solo la catenina.
Non sapevo che avessi un cammeo di tua madre.
Beh, tu non sai mica tutto.
Tornerò presto, domani.
Dobbiamo passare nella zona nord, potrebbe volerci un po' di tempo.
Sarò qui a inizio serata.
Al massimo.
D'accordo.
Tu ti occuperai di tua madre, eh?
- Voilà. Magnifica! - Tu sei pazzo.
Sì, pazzo di te.
- Andiamo da te? - Aspetta, vado a rifarmi il trucco.
Ok.
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Traduzione di Adribai
Via Marcel Larcher
Per favore. No, no, no!
No, no, no. Per favore.
Per favore. Smettetela, smettetela. Per favore.
Per favore, rispettate la disputa.
Grazie. Manteniamo il silenzio.
Grazie. Signor procuratore, a lei la parola.
Quindi lei ha deciso...
chi doveva essere fucilato. È così?
No. Venti ostaggi dovevano essere fucilati.
Se non fossi intervenuto, sarebbero stati fucilati tutti.
Quindi ne ho salvati dieci.
Un salvatore che manda la gente a morire! Molto originale, eh.
Evidentemente lei non ascolta le mie risposte.
Lei pensa veramente...
di aver agito per salvare dieci persone?
Se lei ripensa alla situazione col senno di poi,
senza pregiudizi, si renderà conto che è la verità.
Ma con che criterio ha scelto
chi doveva vivere e chi morire?
Io, io...
non lo so. In quei momenti si segue l'istinto.
Strano istinto, in realtà.
I nove fucilati erano come per caso...
i militanti comunisti
che avevano le maggiori responsabilità.
Per esempio, Gérard Faivre, un deputato.
Dei consiglieri comunali.
Un consigliere generale.
E poi ci viene a parlare di istinto.
La verità...
è che lei ha approfittato dell'occupazione tedesca
per regolare i suoi conti politici, signor Servier.
Ma alla fine, sarebbero stati tutti fucilati.
È così difficile da capire? Quali conti avrei regolato?
Ho salvato delle vite. Dieci vite!
Per favore.
Per favore. Rispettate...
Per favore.
Per favore. Rispettate la disputa. Grazie.
Dovrò far testimoniare la vedova
di uno di quelli che ha mandato a morire?
Se fa testimoniare la moglie di uno dei dieci che ho salvato.
Lei evidentemente non capisce che non c'è nessuna equivalenza
tra i dieci che ha condannato
e i dieci che ha "salvato".
Perché indicando dieci esseri umani
agli esecutori tedeschi
lei si è reso complice di dieci omicidi
nell'esercizio delle sue funzioni,
signor Servier.
E spero che se ne renda conto
prima di subire
la punizione che merita.
Non ho più domande da fare.
Che sta succedendo in questo paese, signor Bériot?
La parola di un deputato della Costituente non vale niente?
- Ma è un malinteso. Abbiamo... - Esigo...
la liberazione immediata del signor Muller.
In conformità all'accordo che lei ha sottoscritto.
Le chiedo scusa, comandante, ma...
lei non ci aveva detto che il signor Muller era in effetti
diventato un agente dei vostri servizi.
Cosa cambia riguardo al suo impegno?
Non si tratta un agente di un paese amico come un criminale di guerra.
Lui è tutt'e due. Questo è il punto!
Si dia da fare perché sia liberato, signor Bériot.
Spiacente, ma in Francia la giustizia è indipendente.
Non dica queste stronzate.
Non sono un angioletto o un giornalista.
Lei lo farà uscire stasera stessa
o scivolerà su un'enorme buccia di banana!
Mi creda!
Perché ha detto di aver preparato la lista da solo?
È... è quasi vero, dopotutto.
Lei non era d'accordo.
Ma l'ho fatto lo stesso!
Ma no...
Ricorda, il suo unico intervento è consistito
nel far rimuovere Emilie Estabet dalla lista.
E alla fine, i tedeschi l'hanno reinserita.
No.
Ho salvato anche il polacco che aveva rubato un prosciutto,
non ricorda?
Ah, sì! Ora che me lo dice...
Marek Cubziak!
L'altro giorno, l'ho visto che spazzava i gradini del Palazzo.
Lei ha salvato la vita di un uomo.
È una bellissima cosa.
Ma ne ho condannato un altro.
Oh, no, Larcher, non lei.
Non vorrà seguire la logica del procuratore.
Lei era qui, con me...
ha visto anche lei, abbiamo salvato delle persone.
Glielo dicevo già allora. "Non ce lo perdoneranno".
E questo è il problema dei vincitori di oggi.
Non vogliono capire.
Quindi non possono perdonare.
Ma lei...
pensa veramente che quello che ho fatto
meriti...
quello che apparentemente mi aspetta?
Certo che no.
Alla ripresa dell'udienza, dirò che eravamo in due.
Non se ne parla proprio.
- Ma insomma, perché? - Perché a me non servirà a niente.
Ma danneggerà soltanto lei.
Su, mantenga il silenzio.
Sia libero per tutti e due.
Non so se posso farlo.
Glielo chiedo io.
In qualità di suo amico.
Mi prometta di tacere.
Forza.
Mi faccia questo favore.
La violenza politica.
Il ricorso alla violenza
diventa necessario quando la borghesia, per istinto di classe
impedisce al proletariato di decidere del proprio destino.
La violenza? Nasce dalla borghesia
che è pronta a tutto pur di mantenere il potere.
Non terrorismo rivoluzionario,
che a volte è necessario per smuovere le cose.
- Il proletariato... - Allora?
Fatto?
- No. - Perché?
Non l'hai trovato, è così?
- Sì. - E allora?
Al momento di sparare, ho avuto paura.
Come un pugno nello stomaco che mi impediva di muovermi.
Almeno non inventi patetiche scuse.
Ma sei ancora in debito con me.
E riconoscere di avere paura non ha mai saldato un debito.
Credo che sia il fatto di ammazzare un uomo, così, alle spalle.
Non ci riesco. Non è una cosa ben fatta.
Chi ha detto che si dovrebbero fare le cose per bene?
- Mio padre. - Tuo padre.
Beh, mi ha detto che si dovrebbero fare le cose che si reputano giuste.
Tuo padre era uno stupido che credeva a delle assurdità.
Voleva far del bene alle persone, malgrado loro.
Quando bisognerebbe fare il contrario.
Il male.
Con la massima chiarezza.
È l'unica cosa che la gente capisce.
Guardati intorno.
I resistenti, quelli veri, sono alla frutta.
I collaborazionisti si arricchiscono. Vedi del bene là in mezzo?
Non lo so.
La tua unica opportunità in questo mondo è di non credere in niente,
a parte in te stesso.
E allora, perché dovrei sparare a un uomo alle spalle?
Perché ci sono delle regole nella vita.
Ovunque tu sia, sei su un terreno di gioco.
Si devono rispettare le regole.
Tu lavori per me. Devi ancora pagare.
Ti chiedo di far fuori un uomo.
E tu lo devi fare.
Altrimenti?
Hai tempo 24 ore.
Dobbiamo trovare una soluzione. E subito.
Non avrebbe dovuto firmare questo impegno con gli americani.
Non le hanno insegnato a Londra che non si deve mai firmare niente?
Senta, vogliamo tutti che Muller venga a testimoniare.
No! Non me ne frega niente che testimoni a meno che non sia appeso a una corda.
Signori, non stiamo a fantasticare.
- Come lo facciamo uscire? - Non possiamo!
Quand'anche lo facessimo uscire, è ricercato per crimini di guerra in Ucraina.
Crimini di guerra.
Appena hanno saputo che era da noi, i russi hanno depositato una domanda di estradizione.
Ve l'ho detto, è impossibile farlo uscire.
Aspettate...
I russi sono nostri alleati.
Beh, sì, e allora?
Ebbene, noi dobbiamo compiacere i nostri alleati.
I russi reclamano un criminale di guerra.
Crimine di guerra, è molto più grave di quello che gli si contesta qui.
Giusto.
Quindi dobbiamo consegnare questo criminale di guerra.
O in ogni caso espellerlo.
Poi...
se gli americani lo prendono alla frontiera tedesca...
non è più un problema nostro.
Potrebbe funzionare.
Che ci fai qui?
Volevo dare un'occhiata.
Un'occhiata a cosa? Dio?
Mi piacciono le chiese.
C'è calma, si può riflettere.
Vuoi prendermi in giro ancora per molto?
Hai saltato la lezione di musica.
La tua amica Marie è passata perché era preoccupata.
Che stai combinando?
Gustave ti ha dato un appuntamento prima di scappare o c'è altro?
Non può fare meno rumore?
Polizia, signora.
Circolare, prego.
- In una chiesa! - Ebbene sì, signora, in una chiesa.
Su, vieni. Andiamo!
È fuori questione che tu lo riveda. Capito?
Léonore, capisci quello che ti dico?
Perché l'hai portato a casa, allora?
Volevo aiutarlo.
Ma evidentemente non ha voglia di essere aiutato.
Promettimi che non cercherai di rivederlo.
Mi hai insegnato a non mentire mai.
- Sì. - Allora non posso promettertelo.
Léonore...
se vengo a sapere che l'hai rivisto, tu ritorni a vivere da tuo padre e Christine.
- No! - Gustave è un cattivo ragazzo.
Davvero.
Alain mi ha mostrato il suo dossier. È molto più pericoloso di quanto credessi.
Ho sbagliato a portarlo a casa.
Vedi...
anche una madre può commettere degli errori.
Promettimi che non lo rivedrai.
Compagno.
- Sei sola? - C'è mia figlia.
Ne ho per cinque minuti.
Siamo stati ad affiggere dei manifesti con dei compagni, sul boulevard qui vicino.
Ne approfitto.
Ho fatto il caffè. Lo vuoi?
È del vero caffè?
È uno dei vantaggi di vivere con un poliziotto.
È proprio di questo che volevo parlarti.
Ci conosciamo da tanto tempo, Suzanne.
Troppo.
- E così, no? - Sì.
A che ora torna Loriot?
Hai paura che ti spacchi la faccia?
No, no. È solo che non voglio disturbarti.
Ci ho messo molto a capirti, Suzanne.
Non sei la militante ideale.
Ma sei una brava ragazza.
E sei una compagna...
che ha energia da vendere.
Sei venuto a chiedermi di sposarti o che?
Ah... per la miseria, quant'è buono.
Ho l'impressione che...
stare nel partito è importante per te.
Sì.
Il mondo è troppo ingiusto per lasciarlo così com'è.
Allora, non puoi continuare a vivere con un poliziotto.
Ne abbiamo parlato con i compagni della Federazione. Non è possibile.
Non cambierai mai, Edmond.
Suzanne...
se non fai niente...
la Federazione rischia di avviare una procedura di esclusione contro di te.
Che tu sosterresti?
Cosa importa?
Sai bene che non si può fare niente contro le procedure di esclusione.
Loriot è diventato l'uomo della tua vita o cosa?
In che sono coinvolta?
Ti ho avvisato.
Ah... comunque volevo dirti...
abbiamo chiesto al sindaco, anzi al prefetto dato che non c'è più un sindaco...
di nominare una strada "Marcel Larcher".
Una via Marcel Larcher?
Dove?
Questo non lo sappiamo ancora. Facciamo una grande riunione nel salone delle feste.
Ci sarà Roger.
Potrai venire e parlare di Marcel, se vuoi.
Una strada a suo nome...
Chissà se gli avrebbe fatto piacere?
Non è più qui per potercelo dire.
Ma penso che sia importante che la gente si ricordi di lui.
Grazie per il caffè.
Ho delle notizie abbastanza buone.
Muller è stato trasferito a Parigi.
E sarà espulso.
Infine, consegnato agli americani.
Liberato, insomma.
Te lo dicevo che ottiene sempre quello che vuole.
- Mi hanno detto che si è sposato. - Sì.
Non ci rivedremo mai più.
- Perché ce l'hai con lui? - No.
Per la sua sicurezza.
Mi ama ancora, sai.
Se vuoi scusarmi, voglio andare a letto.
Con la valigia?
Penserò a disfarla più tardi.
Cosa pensi di fare adesso?
- Vuoi che me ne vada? - Ma assolutamente no! Alla fine...
Speravi tanto di ritornare con Muller?
Non so, io...
Puoi restare qui tutto il tempo che desideri.
Non mi chiedi com'è andata l'udienza?
Com'è andata l'udienza?
Servier rischia la pena di morte.
Ah, sì? E perché?
Una segretaria ha raccontato che è stato lui a fare la lista dei dieci comunisti
che sono stati giustiziati nell'ottobre del '41.
Non lo sapevo.
Ho fatto quella lista insieme a lui.
Tu!
Ma che stai dicendo?
Tu non eri a casa, all'epoca.
Eri da Muller. A casa c'era solo Sarah.
Servier ha proposto...
insomma, in breve...
io ho fatto quella lista con lui.
Ma nessuno lo sa. Servier mi ha chiesto di non dire niente.
Non credevo fosse tanto generoso.
Tu credi che debba...
non debba dirlo?
Visto che te l'ha chiesto.
Mi vergogno di me stesso.
Passi tanto tempo a cercare di essere perfetto senza mai riuscirci.
Parli come Muller all'udienza.
Hai sentito?
Parla di Heinrich.
Parla di me e di Heinrich.
Hai sentito.
Oggi è passato Edmond.
Qui?
Ha un bel coraggio.
Mi ha chiesto di lasciarti.
E tu che gli hai detto?
Che è vero che sei un nemico di classe.
Ma di prima classe.
Non dormi, tesoro?
Vado in bagno.
- E allora buonanotte. - Buonanotte.
Seriamente, cosa pensi di fare?
Lasciarmi, mentirgli o mandarlo a quel paese?
Certamente non lasciarti.
Ma non voglio nemmeno lasciare il partito.
È un menage à trois, allora!
Aspetta.
Adesso ripassa.
Che cosa ti dà il partito, in fondo?
Dà un senso alla mia vita.
Edmond.
Maurice Thorez.
Danno un senso alla tua vita?
Beh, onestamente, pensavo a qualcosa di più.
L'Internazionale Operaia è troppo compromessa con Vichy.
I repubblicani sono un nido di preti, di collaborazionisti...
Il partito è l'unico che può cambiare le cose.
Ma non è piuttosto il fantasma di Marcel che sta parlando?
- Sei geloso? - Ma no! Non di un morto, comunque.
Sai che mi ha detto Edmond?
Mi ha detto che ci sarà una via Marcel Larcher.
Mi pare giusto.
Ho riflettuto, Jules.
Una volta tanto.
Non posso smettere di insegnare. Io...
ho bisogno dei bambini, di trasmettere qualcosa.
Se smettessi di insegnare, diventerei pazza.
Ma è provvisorio, Lucienne. Il tempo che si calmino le acque.
Jules Bériot.
Sono Lanzac. Come sta, mio caro amico?
- Come un sindaco rimosso. - Sì...
Ne abbiamo parlato con il prefetto di regione e de Kervern.
- Dobbiamo parlarne. - Quando vuole.
Mi sono preso la libertà di organizzare una piccola riunione, niente di formale.
Tra, diciamo, le persone che contano a Villeneuve, a fine mattinata,
- da de Kervern alle 11. Le va bene? - Ci sarò.
Bene, perfetto. Allora a più tardi.
Togliermi l'insegnamento è come dire a tutti
che ciò di cui le lettere mi accusano è vero.
Perché, non lo è?
La moglie del sindaco Bériot non ha avuto rapporti con un tedesco.
Penso che siamo d'accordo su questo.
Sì, ma dal momento in cui l'Accademia mi chiede
di sollevarti dall'insegnamento, non ho scelta.
- Hai detto che non c'era nulla di ufficiale? - Peggio.
Mi hanno fatto capire che se ti lascio al tuo posto,
avremo entrambi delle noie.
Non vedo quindi il motivo di continuare questa conversazione.
Beh, io sì.
Mi rifiuto di sottostare alla tua ingiunzione.
E fra poco terrò lezione.
- Lucienne, devi obbedirmi. - No!
Allora dirò a tutti
che sei stata veramente l'amante di un crucco!
Sarai revocata dall'Istruzione Nazionale
e credimi, potresti avere il diritto di vedere Françoise
una volta ogni 15 giorni.
Se sarò buono. È questo che vuoi?
- Sei un mostro. - No.
Solo un uomo che ha creduto di riuscire a conquistare il tuo cuore, col tempo.
Mi sono sbagliato.
Ma non ti lascerò distruggere la mia vita.
Caro...
Come stai?
Dovrei chiederlo a te.
Sogno una bistecca al sangue
con le patatine fritte, molte patatine.
Si tratta proprio di questo! È il momento di reagire, caro.
Cioè?
La lista dei comunisti...
non l'hai fatta da solo.
Di che stai parlando?
Larcher l'ha fatta insieme a te.
Me l'hai raccontato la sera dell'esecuzione.
Ti stai sbagliando.
Me lo ricordo. Lui voleva assolutamente salvare una donna.
Pensavi che fosse la sua amante.
Emilie...
Emilie qualcosa. Quella che è stata decapitata in Germania.
E se anche fosse?
Ma insomma!
Significa che non eri da solo.
Questo cambia tutto.
Non è più il crimine segreto di un funzionario perverso,
è un errore politico collettivo.
Non si uccidono le persone per un errore politico.
È la tua unica possibilità.
Non ho voglia di provarci.
Sei... stanco di vivere?
Forse.
Ho servito il mio paese con il massimo impegno.
Oggi mi rendo conto che forse ho sbagliato.
Scemenze! Hai fatto quello che si doveva fare.
Come tutti i prefetti e sottoprefetti di Francia.
A parte Jean Moulin.
Devi coinvolgere Larcher.
Non se ne parla proprio. È il mio unico amico.
Ma insomma, non avrai mica paura!
No.
Credo che in fondo, niente più mi lega alla vita.
E noi?
Noi?
Vuoi dire quello che la gente chiama la "nostra unione"?
Sì.
La nostra unione.
Lo sai, Arlette, il nostro matrimonio...
sono i nostri genitori che l'hanno deciso.
Io non ti ho mai amata.
Capirai.
Neanche io ti ho mai amato.
Come se fosse necessario amarsi per stare bene insieme.
Che idea stupida.
Quando è esattamente il contrario.
Chi è?
Eléonore, la figlia di Suzanne.
Che vuoi?
Aprimi, dai!
Che vuoi?
Lasciami entrare. Insomma, almeno potresti essere educato.
- Ero impegnato. - A fare che?
È perché vivi con un poliziotto che fai sempre tutte queste domande?
No. Sono sempre stata così da quando ero piccola.
Almeno, pare.
Cos'è?
Come hai fatto a trovarmi?
Anche tu fai un sacco di domande.
Perché non sei venuto in chiesa?
Dicevi che se non venivo, non valevo granché.
Già.
Allora che ci fai qui?
A volte si dicono delle cose e poi... eccomi qui.
Andiamo a fare due passi?
- Ho da fare. - Che cosa?
Ma sei una vera calamità, eh.
- È Loriot che ti ha dato il mio indirizzo? - Scherzi!
L'ho letto nel tuo dossier che aveva portato a casa.
Dannazione!
Non credevo che i poliziotti mi avessero individuato.
Devo andarmene.
- Voltati. - Cosa?
Voltati, ho detto.
Devo prendere una cosa, non voglio che tu la veda.
- E non chiedermi cos'è. - Che cos'è?
Voltati.
Quindi ho fatto bene a venire a trovarti.
Sì!
Allora, come ricompensa, andiamo a passeggiare?
In ogni caso, leviamoci dai piedi. Dai, andiamo.
- Non mi avevi mai parlato di Lanzac. - È un gollista della prima ora
che a Parigi fa il bello e il cattivo tempo.
Era commissario della Repubblica nel settembre del '44...
È lui che ci dava ordini al telefono durante il processo dei miliziani.
Te lo ricordi?
Sì, certo. E cosa vuole?
Può darsi che il generale si sia deciso a formare un partito.
Per quanto riguarda Muller, ci sono buone notizie.
Il Quai d'Orsay ha dato parere favorevole all'estradizione.
Scusate il ritardo.
Non ha importanza, amico mio. Si accomodi, prego.
Lei conosce Hector Dupuis?
Segretario generale del comune e mio capo gabinetto da molto tempo.
Certo, certo.
Prego, si accomodi.
- Sua moglie sta bene? - Sì.
È sempre un piacere vederla, signora de Cantillon.
Un piacere quest'oggi tinto di sorpresa.
Il padre della signora de Cantillon è un fervente gollista.
Ah! E da quando?
Jules! Noi abbiamo bisogno di tutte le forze vitali di Villeneuve,
e per forze vitali intendo
tutti coloro che non vogliono i comunisti.
Dobbiamo dedurne che tutti i vecchi collaborazionisti sono forze vitali?
No.
Solo quando sono i più grandi imprenditori di Villeneuve.
Ah! D'accordo.
Oh, capisco.
Lei è un po' nervoso, Jules. Ha bisogno di un po' di vacanza.
Il mio amico de Kervern mi dice che i comunisti
vogliono una strada... Marcel Larcher.
Stanno organizzando un incontro nel salone delle feste.
Una via Marcel Larcher mi pare del tutto legittima.
Sì, assolutamente.
È proprio perché è legittima che è un problema.
In periodo elettorale, non è il momento di valorizzare
la resistenza comunista.
Mi scusi, ma...
spetterà in ogni caso al prossimo sindaco occuparsi di questa storia.
Io parlo sotto la supervisione del signor prefetto, ovviamente.
Giustamente.
Sì. Ci resta da sapere...
chi sarà il prossimo sindaco.
Lei crede che sarò sconfitto?
Pensa davvero di essere ancora un buon candidato?
- Beh, sono stato eletto ad aprile. - Sì.
Ma dopo aprile,
c'è stata la sua rimozione, Jules.
Il signor Bériot non c'entra niente.
E ora, l'affare Muller.
Ha tutti contro.
Chi le rimprovera di aver siglato l'accordo con gli americani e chi
d'aver fatto liberare Muller.
- E lei a quale categoria appartiene? - A tutte e due.
Ho pranzato con il direttore regionale dei repubblicani.
Mi ha detto che fino ad ora era con lei,
malgrado la sua ripugnanza a sostenere un massone, parole sue,
e non approvo, naturalmente.
Ma che dopo la liberazione di Muller,
il movimento repubblicano preferirà astenersi.
Se i moderati e i cristiani si astengono, i comunisti passano.
Non possiamo lasciare che questo accada.
Si immagina un sindaco comunista?
Per i trasporti, per i nostri rapporti con gli americani.
E allora lottiamo per vincere. Si deve lottare per vincere un'elezione, no?
È esattamente quello che mi dicevo,
fino a che non ho parlato con il rettorato.
Foulquier, le dice qualcosa?
Un altro fervente gollista.
Jules, se lei è pronto a giurare sul suo onore
davanti a tutti i presenti
che ciò che lascia intendere Foulquier è falso,
lo faccia adesso.
In caso contrario, lei non è più un buon candidato
e dobbiamo trovare qualcun altro.
Ha qualche idea?
- Io? - Sì.
Lei conosce Villeneuve meglio di chiunque altro.
Potrebbe lasciarmi un po' di tempo per festeggiare il mio funerale.
No, non ho nessuna idea di chi potrebbe essere il candidato.
Boileau?
Garin?
Il vecchio sindaco...
che è rimasto nascosto per cinque anni in Svizzera? Spero stia scherzando.
No. Troppo vecchio!
Un uomo del passato. Bériot ha ragione.
Henri?
Passo.
Io avrei qualcuno.
Resistente certificato, ma ha collaborato fino al '43...
imprenditore, detesta i comunisti.
Mi sembra l'uomo ideale.
Il suo nome?
Raymond Schwartz.
Il suo ex-marito!
E soprattutto l'amante di una grande resistente.
Purtroppo scomparsa.
Quindi piacerà ai resistenti, ad eccezione dei comunisti,
piacerà ai collaborazionisti, ad eccezione degli estremisti.
Sì.
Per noi in questo momento...
è l'uomo ideale.
Ma non ha alcuna esperienza in politica.
Può imparare in fretta. Lei ne è la prova.
Ma insomma, Raymond non accetterà mai. Detesta la politica.
Questo è un mio problema.
Mi occupo io di convincerlo.
Voi occupatevi di farlo eleggere.
Allora abbiamo risolto.
Tutto si sistema.
Sei contento che sia venuta?
- Non lo so. - Non hai mai avuto una ragazza.
Sì.
Molto tempo fa.
- Non la vedi più? - No.
Guardi sempre l'orologio.
Lo controllo.
Il mio orologio me l'ha regalato mio padre.
E il tuo?
L'ho rubato.
Mi dirai che non si deve rubare?
Non lo so.
- L'hai rubato a un borghese? - Sì.
La borghesia ruba al proletariato.
È normale che il proletariato si ripaghi.
Ma io non sono un proletario.
Io sono un delinquente.
Tuo padre era un proletario, quindi tu sei proletario.
E tu che ne sai di mio padre?
Quello che mia madre mi ha raccontato.
Che ti ha raccontato?
Un sacco di cose.
Era tuo padre che amava.
A Loriot vuole bene, tutto qui.
Andiamo in chiesa.
Credevo che fossi comunista.
Dai, vieni.
Così rimedierai alla buca che mi hai dato.
Mi piacciono molto le chiese.
A me non tanto.
Fa freddo, bisogna sussurrare.
Sai una cosa?
Cosa?
Mia madre e tuo padre, ogni tanto andavano nelle chiese.
Tu dici un sacco di sciocchezze.
Mio padre detestava i preti.
Anche mia madre, ma stammi a sentire.
Sai che tuo padre, nel '41, ha ucciso un ufficiale crucco?
- Sì. - Bene, mia madre mi ha raccontato.
Lei non era con lui quando ha sparato.
Ma il giorno prima, era con lui per i preparativi.
- Ah, sì? - Sì.
Sono venuti insieme in questa chiesa.
Ma non è stato in una chiesa che lui ha ucciso il crucco.
Era in una farmacia.
Sì, ma questo loro non lo sapevano prima.
Volevano scappare attraverso la chiesa, ma c'era una catena alla porta.
Quindi non l'hanno più fatto nella chiesa.
E dopo, si sono baciati per la prima volta.
- Ma era per finta! - Ah?
Sì. Perché una coppia non attira l'attenzione.
Improvvisamente, tuo padre ha detto a mia madre: "Fingiamo di stare insieme".
E poi non hanno più finto.
È vero che una coppia di innamorati non desta molti sospetti.
Non ci avevo mai pensato.
Attento, non deve vedermi, potrebbe avvisare Loriot.
Ad ogni modo, devo andar via.
- Ho da fare. - Posso venire con te?
D'accordo, vieni.
Ma dovrai fare tutto quello che ti dirò.
Ti chiedo di non rivolgermi più la parola, quando siamo soli.
A meno che non riguardi Françoise o che tu abbia un problema di salute...
intendo grave.
E io non ti rivolgerò più la parola.
Ovviamente per Françoise e per il mondo esterno,
continueremo la commedia del signore e della signora Bériot.
Andremo a delle cene, forse a degli aperitivi.
Riceveremo un po' di gente. Resto un deputato della Costituente.
E spero bene di essere eletto l'anno prossimo alla camera.
Insisto su questo punto.
Se non reciterai bene la parte...
se mi causerai altri danni...
allora rivelerò immediatamente il tuo tradimento con un ufficiale tedesco,
e ne subirai tutte le conseguenze.
È tutto chiaro?
Sì.
Hai delle domande?
Perché fai così?
Parlavo di questioni pratiche.
Non ho nessuna voglia di parlare d'altro con te.
Dato che non puoi più candidarti...
lasciami almeno insegnare.
Farò tutto quello che vorrai.
Non ti darò fastidio.
Non ti parlerò.
Ma lasciami stare con i bambini.
Non se ne parla, in ogni caso...
non prima delle elezioni legislative.
- Che avranno luogo quando? - Tra un anno.
Che farò nel frattempo?
Non sono più affari miei, Lucienne.
Del resto mi hai fatto ben intendere e a più riprese
che la cosa non mi ha mai riguardato.
Se vuoi, puoi riempire i calamai al mattino.
Controllare le provviste.
Non so, dedicati al cucito, impara il bridge.
Scrivi delle poesie a Kurt.
Basta che le tieni per te.
Addio, Lucienne.
Per un po'.
Non ho voglia di fare il sindaco. Non ne sono capace!
Non ho nessuna possibilità di essere eletto sindaco. Questo mi dice il mio cervello.
No.
Questo è quel che ti dice...
diciamo, il tuo cuore.
D'accordo. Allora, senti, Jeanine, grazie della tua visita,
ma la prossima volta che mi vuoi proporre, che so,
la presidenza della Repubblica,
chiamami prima. Eviterai di spostarti inutilmente.
Pensi di non avere nessuna possibilità di essere eletto sindaco.
Grave errore.
Hai molte possibilità.
Avrai...
il sostegno dei repubblicani e dell'Internazionale Operaia...
di tutti gli imprenditori che hanno collaborato.
Diciamo praticamente tutti gli imprenditori
e la maggioranza dei resistenti non comunisti.
Vincerai. È matematico.
No, ma, Jeanine, fare il sindaco è un lavoro.
No.
Garin era farmacista.
Dopo c'è stato Larcher, medico.
Un ottimo sindaco.
Non è quello che dicevi durante l'occupazione, eh!
Raymond...
chi se ne importa di quello che dicevo.
Avrai dei consiglieri, degli assistenti, dei tecnici
che si occuperanno delle tue pratiche.
Il tuo lavoro principale
sarà di apparire.
Stringere le mani, animare le riunioni,
andare ai ricevimenti,
trasmettere il tuo buonumore. Adori farlo.
Sì, senti, però io ho altro da fare.
Ho un'attività da mandare avanti, quindi...
Ed è esattamente per questo che devi diventare sindaco.
- Ah, sì? - Per mandare avanti la tua attività.
D'accordo, riempendomi la bocca ai ricevimenti dei veterani?
No. Aprendoti automaticamente tutti i mercati americani.
Bridgewater, il colonnello che si è affezionato a me...
è stato esplicito.
Gli americani non firmeranno contratti se non con persone
"representative de la Democracy."
Non voglio, Jeanine.
Rifletti, cambierai idea.
Hai voglia di passare il resto della tua vita a far vivacchiare la tua piccola segheria?
A rivangare la memoria delle tue donne scomparse?
O hai voglia di cogliere l'opportunità che ti viene offerta, come hai sempre fatto?
Raymond?
Sei ancora vivo?
Basta così, vattene.
Mi serve una risposta entro le 18. Dopo...
- Lanzac cercherà qualcun altro. - Ti ho appena dato la mia risposta.
Forza, sparisci.
Arrivederci, Antoine.
Entro le 18.
Tu che ne pensi?
Niente.
Ti sto chiedendo di esprimere la tua opinione.
Per il prezzo che ti pago!
Quello che lei dice sugli americani è vero.
Sindaco di Villeneuve...
Avrai tutti gli appalti di legna e cemento.
La tua situazione finanziaria non è brillante.
Devi fare degli investimenti.
Quindi ti servono dei grossi appalti.
Sotto questo profilo...
sicuramente, dovresti farlo.
Ma...? Perché sento che c'è un "Ma".
No. No.
Va bene, basta così. Smettila di fare lo stronzo, Antoine, per favore.
Vuoi rimetterti in affari con Jeanine!
No, ma non si tratta di Jeanine...
si tratta degli americani.
Allora?
Non c'è problema.
Cosa ne pensa di questa storia della lista,
signor Larcher?
Non capisco la domanda.
Cosa ne pensa di quello che ha fatto il signor Servier?
Penso...
che, come tutti in quel periodo, ha fatto quel che poteva.
Ha fatto ciò che reputava giusto.
Lei non lo condanna?
Non sono né procuratore né giurato.
No, ma è il suo coimputato.
E i giurati hanno il diritto di sapere quello che lei pensa delle sue azioni.
Ma quello che penso io non ha alcuna importanza.
Io sono qui per...
venire giudicato per le mie azioni.
Quello che lei pensa oggi
chiarisce quello che ha fatto ieri.
Se glielo avessero chiesto, avrebbe fatto quella lista con lui?
Signor presidente, io non capisco bene le domande del signor procuratore.
Il mio cliente non ha fatto quella lista.
È evidente che ne condanna il principio.
Questo è esattamente quello che vorrei sentire dalla bocca del suo cliente.
Signor Larcher...
sì o no?
Condanna il comportamento del signor Servier nel settembre del 1941?
Signor presidente!
La difesa ha ragione, signor procuratore.
Qui giudichiamo i fatti, non le opinioni.
Non siamo Vichy.
Allora, altre domande?
Signor Larcher...
quando è venuto a conoscenza del vero ruolo del signor Servier?
Proprio qui.
Ieri.
Non ne ha mai parlato con il signor Servier dal 1941?
No.
Non credo che il signor Servier se ne sia vantato.
Se non ha altre domande, concludiamo qui la disputa.
L'udienza riprenderà questo pomeriggio alle 17 con...
la requisitoria del signor procuratore.
Posso parlare?
Perché me lo chiedi?
Hai detto che dovevo fare tutto quello che dicevi tu.
Mi chiederai anche se puoi respirare?
Non si può vivere senza respirare.
E tu nella vita
non puoi nemmeno vivere senza parlare.
È vero.
Cos'è quel quaderno sul tavolo nella tua stanza?
- Era di mio padre. - Me lo fai vedere?
Sono solo degli appunti che prendeva
quando aveva delle cose da dire durante le riunioni.
Fammelo vedere.
Tieni.
1905, la rivoluzione fallita.
Ho fatto una relazione sull'argomento ai Giovani Comunisti.
La segretaria della cellula mi ha fatto i complimenti.
Hai avuto un bel voto?
Perché guardi le persone laggiù?
Mi piace guardare le persone.
Guardo quello che fanno.
Che fai?
Non ti preoccupare. Facciamo finta.
Non ti girare.
Li conosci o no?
Hai promesso di fare tutto quello che ti avrei detto.
Sì.
Allora, stai ferma.
Era davvero per finta?
- Abbiamo gente a cena, stasera. - No.
Riprendo il corso di violino. Non potrò fare da mangiare stasera.
Ebbene, rinvia il tuo corso.
E ci farai del pollo alla cacciatora.
Ti riesce piuttosto bene.
Dovevi avvisarmi con un po' di anticipo.
È il minimo di correttezza tra coniugi.
Io mi occuperò ovviamente del vino e del formaggio, e per dolce...
potresti fare delle uova alla neve.
Chi viene a cena?
Il futuro sindaco di Villeneuve, Raymond Schwartz,
La sua ex moglie, la dinamica Jeanine de Cantillon
e un politico importante per me.
Ma a te non piacciono molto queste persone.
Perché le inviti?
Ho avuto troppe delusioni dalle persone che mi piacevano.
E non dimenticare il pollo.
Non parli?
Non ho niente da dire.
Tanto quando parlo non mi ascolti, quindi...
Insomma, perché dici così?
La macchia sul mio vestito che è tornato dalla lavanderia...
Ebbene?
Ti dico che non è un caso.
E tu alzi le spalle e te ne vai.
Gerbert ha fatto un errore. Capita.
- Del resto, ce lo rimborsa quel vestito. - Ma io amavo quel vestito!
Uno dei rari regali di mia madre.
Ma va bene.
Questo ovviamente non lo capisci.
Ti ho sempre sentito dire che odiavi tua madre, quindi...
Sì, in effetti, ho qualche difficoltà a capire.
Non meravigliarti se non parlo, allora.
Pronto?
Pronto?
Pronto?
C'è qualcuno che respira dall'altro capo del filo.
Pronto?
Hanno riattaccato.
Dev'essere un errore.
No, qualcuno che chiama e che respira, non è un errore.
Scusami, ma io non ho sentito nessuno respirare.
Davvero?
Bene, allora me lo sarò inventato.
Eh?
E lo squillo l'hai sentito o mi sono inventata pure quello?
Vado in camera mia.
Adesso devi andartene, Eleonore.
- Già? - Fai quello che ti dico.
Ci rivedremo, te lo prometto.
Ma non saprei dove trovarti perché non tornerai più nella tua stanza.
Ma io lo saprò.
Andiamo. Dai, sbrigati.
Muoviti!
Arrivederci.
Arrivederci.
Gustave.
Gustave.
Gustave, il tuo quaderno!
Che ci fai qui, ragazzino?
Passavo per caso.
Eri già al bar ieri mattina.
- Mi stai seguendo, per caso? - Tom, vieni!
No, no. Non immischiarti.
Non mi piace questa cosa. Perché mi segui?
- Tom, per favore! - Gustave...
Lasciala.
Tom!
Ah, bisogna essere un uomo per sparare, kid.
Lasciala!
Dammi la tua gun.
Dammi la tua...
- Oh, God! - Tom!
- Tom. - Jesus Christ!
Tom.
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