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Original subtitles

Alla nostra!

Guarda 'sto fesso che faccia da fesso.

Guarda 'sto coglione che faccia da coglione.

Guaglio', tu stai pi� inguaiato di me.

Stai sotto a un treno.

- � stata lei? - Ti ha ridotto uno straccio.

- La tua come si chiama? - Federica.

La mia Sara.

- Da quanto ti ha lasciato? - Sono alla settima settimana.

- Lo alla dodicesima. - Hai ancora nausee?

La mattina, ma � il rancore.

- Desiderio di dormire sempre... - S�.

- Spossatezza... - Beh...

- Gonfiore alle caviglie. - Non sono proprio incinta.

- Lo invece ce I'ho. - � la depressione.

Essere lasciati alla nostra et� � brutto.

- Quanti anni hai? - 55.

- Pensavo meno. - Grazie, ma li ho.

- Tu, invece? - 45.

Pensavo di pi�.

- Lo sono Vincenzo. - Paolo.

Paolo, se mi lasci...

- Non vale. - Bravo!

Sai quando si dice: "La salute � la prima cosa"?

Per lei era la Bibbia. Mangiavamo col bilancino.

Pane e pasta la sera, vietato.

- Proteine? - Per carit�, non ti fanno dormire.

Un bel brodo di alghe giapponesi. Che schifo!

- Sai chi comandava in casa? - Lei.

Il fegato.

Non so come la pensi tu, ma il fegato, ce I'ho sullo stomaco.

- Mi dispiace, io ce I'ho qua. - No, � un modo di dire!

- Per dire che mi � antipatico. - S�.

Era fissata con I'alimentazione. Una fanatica.

- Vegetariana? - Vegetariana, vegana, venusiana.

Queste persone credono che se mangiano una cosa

piuttosto che un'altra, non muoiono.

- Devi morire comunque! - Ma la tua almeno aveva un ideale.

- E tu? - Lo faccio il consulente informatico.

- Stai inguaiato! - Voleva che diventassi Bill Gates.

- Voleva che inventassi I'iPhone... - L'ha inventato Bill Gates?

- No... - E allora?

- Infatti, lo devo inventare io? - Boh.

Lo ti saluto. Si � fatto tardi. Vado da questa parte, tu?

No, io vado di I�.

- Stammi bene. - Mi ha fatto piacere conoscerti.

- � stata una bella serata. - S�...

Va bene. Ma che ne dici se ci vediamo...

- Domani? - S�, ci vediamo domani?

- Domani... - Cos� ci raccontiamo...

- Dove ci vediamo? - Qua.

- Sotto il leone. - Ah! Qui c'� un leone.

Non te n'eri accorto? Ce ne sono quattro.

� la notte da leoni.

- Questi li butto qua? - No, indifferenziato.

- � carta! - Carta � indifferenziato.

Come il nostro dolore. Indifferentemente...

- Pupazzo, ti ho sempre schifato. - Per� I'elefantino...

No, I'elefante � memoria. Il nostro destino � I'oblio.

Butta tutto, senza piet�. Guarda che munnezza che comprava...

- Mamma mia... - E questo?

- Un completino di Federica? - Pu� servire?

No, non la spoglierai mai pi�.

Ovunque ci giriamo, incontriamo amore... Guarda.

Alla loro et� ancora si fanno smancerie.

"Tramezzino"? Mi ha scambiato per un bar?

Il pacchetto costa circa 2300 euro.

Solo la spesa iniziale!

Escluse le bibite! E quando arrivate in aeroporto

sapete quanto chiede un taxi per portarvi in hotel?

E poi la spiaggia, la cabina, il lettino, I'ombrellone...

L'asciugamano, la mancia al bagnino, il posto in piscina...

Da 2.300 euro arrivate a 8.000.

Non li possiamo spendere.

- Si vede dalla faccia. - Come sarebbe?

Senza offesa.

Noi festeggiamo i 25 anni, le nozze d'argento.

Piombo, amico mio. L� festeggiate le nozze di piombo.

Voi alle Maldive vi lasciate.

- Ma che dite? - Di dove siete?

- Di Salerno. - Lasciatevi a Salerno!

- Ma come si permette? - Risparmiate e fate bella figura.

Tanto vi lasciate comunque, ve lo dico io.

- Come sarebbe? - Arrivate alle Maldive e lei ti lascia.

- Se arrivate. - Se arriviamo?

Se non arrivate, non importa... Ma se arrivate... Ti lascia.

Scusatelo.

- Ma chi �? - Il proprietario dell'agenzia.

Azz.

Lo metti in un panno umido e quando � bagnato,

vuol dire che � pronto, insomma deve fare proprio schifo.

Solo cos� � buono. Paolo?

Paolo?

Quella � Federica.

E quello?

Quello... � una merda.

- Lo conosci? - No.

- Perch� dici che � una merda? - Si vede.

- Da cosa? Sei geloso! - Si vede...

- Sei il classico geloso. - E allora?

Sei arrabbiato perch� sei geloso.

Sono due settimane che mi fai saltare appuntamenti di lavoro

per venire su questo lungomare a vedere se passa Federica.

E ora che fai?

- M'ammazzo. - T'ammazzi? - S�.

Ti prendo a schiaffi. Ti ammazzi per cosa?

- Devi essere felice se sta con un altro. - S�?

- Devo riderci? - Assolutamente.

Di pi�.

- Vedi la vita quanto � bella? - Ma dove?

- � bello che Federica stia con un altro. - Facile per te.

- � bello che stia con un altro? - S�.

Se dicessi che Sara sta con un altro, tu che faresti?

Non vedo il nesso. Sta con un altro? Glielo d� a un altro il seitan.

- Se lo mangia un altro. - Diresti cos�?

Sara? Il seitan... Dallo a quello!

- Le diresti cos�? lo sono contento. - Perch�? Che ti importa?

- Mi togli un peso. - Non devi parlare di pesi.

- Infatti... - Noi siamo uomini liberi.

Sai perch�? Leri sono andato sul suo profilo.

- Di Federica? - No, di Sara.

- Me I'hai chiesto tu. Ho visto una foto. - Vai a vedere i fatti...

- Non sapevo se mostrartela... - Sei sempre al PC...

� cancellata!

Dov'�? Federica?

Sara?

Che c'�? Devi guardare qua.

Guarda bene questa foto. Te lo ricordi questi due?

Lasciami parlare. Erano qui ieri sera?

A che ora sono arrivati? Guardami! Hanno bevuto vino rosso?

Hanno fatto alla romana? Quando se ne sono andati?

Sembravano allegri? Qui c'� scritto "fantastica cena"!

- Perch� non parli? - Non mi date il tempo di...

parlare.

Dove ho messo quella rivista?

Mara?

- Vince'... - Ma stai piangendo?

- Ti devo parlare. - Che � successo?

Ti ricordi mio marito? Fausto.

- Fausto. - Fausto.

- � morto? - Mi ha lasciata!

Ti ha lasciata? E tu piangi in questo modo?

- Mi ha lasciata proprio. - E io che posso fare?

- Senza motivo, all'improvviso. - Senza motivo.

Ha detto: "Mara, � finita."

Come ha detto?

"Mara, � finita!"

Questa cosa ti fa stare male.

Piangi! Fammi sentire.

Qual � la cosa che ti fa soffrire veramente?

Quando ha detto: "Mara, � finita!"

- Ciao, Paolo. - Ciao.

- � casa tua? - S�.

Ho capito una cosa importantissima.

Dobbiamo farle piangere.

Devono piangere come piangeva Mara!

Voglio che Sara mi implori in ginocchio tutta struccata e disperata.

Non vuoi che accada la stessa cosa a Federica?

Mi piacerebbe, per�...

Chi �? Per�?

Devono soffrire, le dobbiamo far piangere.

- "Gli meniamo"? - Ma che dici? Le lasciamo!

Vincenzo, non ti � chiara una cosa.

Non possiamo lasciarle perch� loro hanno lasciato noi.

Lo so, ma non dobbiamo lasciare io la mia e tu la tua.

- Ma a incrocio. - Che incrocio?

Tu lasci Sara e io lascio Federica.

- Tu stai con Federica? - No!

Le conquistiamo, poi le lasciamo e le facciamo piangere.

L'hai capita questa?

- Pap�... - Tu stai qua?

Mi raccomando, quando giocate a pallone, non rompete i vetri, capito?

Leri avete rotto un vetro. Questo � un tuo amichetto?

Veramente ho 60 anni.

- Come ti chiami? - Vincenzo.

Lo vado a fare le parole crociate.

Bravo, bravo.

- Vado a fare le parole crociate. - Chi � questo signore?

- Mio padre, pap� mio. - Vivi con tuo padre?

- Lo so... - Fammi capire.

Federica veniva qui con tuo padre dentro?

No, in macchina ogni tanto.

Che squallore, in macchina! Neanche negli anni '60.

Perci� ti ha lasciato! Ora capisco tante cose.

- Ho capito! - Certo.

- Ho capito quello che devo fare. - Trovati una casa.

Lo devo conquistare la tua Sara. E tu devi conquistare la mia Federica.

E poi le lasciamo.

L'hai capito adesso?

Ma come facciamo?

Ecco qua.

Qui c'� tutto quello che ti serve per conquistarla.

Vita, morte e miracoli di Sara Lucchini.

- Ma quando I'hai fatto? - Stanotte. Non ho dormito.

Adesso raccontami quello che mi serve per conquistare la tua ex.

- Che cos'�? - Ci ho lavorato stanotte. Non ho dormito.

� tutto qui dentro?

- Settecentoquaranta? - No. 740.

- L'orario? - No, la dichiarazione dei redditi.

La dichiarazione dei redditi?

Guarda, mi tenevo informato sulle faccende finanziarie.

Per fare bella figura con lei. Ci teneva. "Devi investire..."

- "Devi investire..." - Perch� non I'hai investita?

Se sei ricco e potente, per lei va bene.

- Se sei povero, non esisti. - Non � vero!

Sei tu che sei un debole. Per questo ti ha lasciato.

Dai, pap�.

- Non sei un debole? - Lassame perde.

Ma perch� parla romano?

Me lo sono chiesto anche io. � nato a Roma?

No, a Napoli. A Santa Lucia.

La mamma � nata a Roma, e siccome lui � mammone...

Ma che mammone! Ho studiato a Roma.

Hai studiato a Roma. Perch� non sei rimasto a Roma?

- Perch� sei tornato? - Perch�...

Perch� sei un cacasotto. Questa � la verit�.

- Sono tornato per te. - Per me?

- S�, quando � morta mamma. - � morta mamma?

- Mi dispiace questo. Quando � morta? - Da tanto.

Muoiono sempre gli stessi. � morta mamma...

Si muore. � morto anche Garibaldi, lo sai?

L'ho sentito. Per unire I'Italia, senza Garibaldi come si fa?

Casa mia.

Guarda prima, no?

- Che c'� che non va? - Non sembra la casa di un uomo ricco.

- Perch�? - Perch� non lo �.

Sai quanto pago al mese? 2700 euro.

Appunto, cosa vuoi che siano per il Cavalier Ludovisi?

- Chi � il Cavalier Ludovisi? - Lo dobbiamo inventare, no?

Abbiamo detto che avresti finto di essere un uomo ricco e importante.

Ho capito, Ludovisi.

Il Cavaliere Ludovisi � un possidente, quindi possiede le cose.

E le case, tante case.

Vuole che Federica gli arredi una di queste case.

- Perch� la signorina � un architetto. - Non la devi chiamare signorina.

- � sposata? - No, la devi chiamare architetto.

- Non ti preoccupare, al momento... - Non sei...

- Devo darti una ripulita. - Con I'abito giusto, sono un signore.

- Ristorante preferito? - "Teste di rapa".

- Bravo. Film preferito? - "Cocoon".

- Eccellente. Libro? - "Lotito".

Lotito � il presidente della Lazio. Lolita, Nabokov, non sbagliare.

Lolita, Lolita.

Musica preferita? Maestro!

- La posso dire io? La so. - Non suggerisca, signor D'Ambrosio.

Pap�, smettila. Lo sto facendo io, I'esame.

- Vivaldi. - Bravissimo, � la sua carica mattutina.

Tutina. - Quale vino le piace?

22 fiano di Avellino Villa Raiano.

Bravissimo. Tempo di cottura della quinoa.

15 minuti disidratata e 25 minuti secca.

Ottimo. Cantante preferito?

Cantante preferito!

Cantante preferito!

- Pino Daniele! - No!

Senti un p�... Com'�?

Com'�? Scotta?

- Oddio, scusa. - Uno schifo esagerato.

- Mi dispiace. - No, � meravigliosa, perfetta.

Sara non � mai riuscita a farla peggio. Una zuppa proprio schifosa.

- Le piacer� sicuramente. - Quindi io devo fare questa.

- Sto andando forte. - Fortissimo.

- Sai che comincio a crederci? - Ci devi credere.

Hai preso la macchina per Federica?

Ho trovato I'auto perfetta per le ricchezze del Cavalier Ludovisi.

- E quale? - L'ammiraglia della Mercedes.

- Veramente? - L'ho avuta gratis.

Il concessionario � uno di noi. Lasciato da poco.

I sedili sono ancora bagnati dalle lacrime del suo dolore.

- � vero. Bello. - Che immagine!

- Ci vuole un autista. - Perch�?

- Per portarvi. - Guido io, non siamo nell'800!

- Tu non conosci Federica. - Dove lo prendiamo, un autista?

Al primo appuntamento vai senza autista?

La domanda �: dove prendiamo I'autista?

Ce I'ho io.

Non lo dovevi fare. Ti ho dato la mia fiducia.

Ti sbagli, io con Renato non ti ho mai mancato di rispetto.

� vero, Rena'? Parla! Parla!

E parla!

Un attimo, sta' ferma con le mani.

- Mai e poi mai. - Ma se vi ho visti!

- Fuori al supermercato. - C'ero anche io.

Con la mela del peccato in mano.

No, era una mela annurca caduta dal carrello.

- Che cosa? - Davo solo una mano.

Come ogni galantuomo dovrebbe, con una signora.

Ma quale galantuomo! Sei un fetente!

Uomo di niente! � inutile che metti "la lingua nel pulito".

Parla come ti ha fatto tua madre!

Ma chi � questo? lo parlo come mi hanno insegnato all'Accademia.

All'Accademia? E cosa ti hanno insegnato? Sentiamo.

- Ogni cosa... - Ogni cosa, signora...

Che cosa? Fammi sentire.

- Lo sono un attore vero. - No, tu sei un cornuto!

- Non ho capito. - Un cornuto! Corna copia.

- Lo o lui? - Tu! Lui che c'entra?

Signori, me ne vado.

Buonasera. Me ne vado perch� non tollero di essere offeso mentre lavoro.

- Ho vinto "la spiga d'oro". - Te ne devi andare.

Oltretutto lei � il regista, I'impresario dello spettacolo.

Te ne devi andare.

- Non sono stato neanche pagato. - Te ne devi andare.

- Te ne devi... - Andare.

Me ne devo andare? I 30 euro che devo avere?

Come li vuoi? Con la mano chiusa o aperta?

Lascio I'IBAN nel camerino.

L'IBAN! Ma va' ad asciugare i panni!

Lui � I'uomo che fa al caso nostro.

L'autista?

Lui pu� fare tutto, � un grandissimo interprete.

- Questo? - Alberto Giorgiazzi.

- Ma chi �? - Non sai chi �?

- Ricordo un vecchio attore... - Alberto!

- Ciao, Paolo! Che paura! - Ciao!

- Come stai, Alberto caro? - Non stavate guardando lo spettacolo, no?

- Siamo arrivati all'ultimo momento. - La replica non � andata benissimo.

- Non dovresti essere in scena? - Infatti.

Sono uscito prima per asciugare il personaggio.

Siamo venuti per farti una proposta di lavoro.

Vediamo.

- Andiamo a parlarne fuori. - Come vuoi.

Ma non devi ringraziare...

No, i ringraziamenti sono una cosa vecchia.

Mando un telegramma pi� tardi.

- Questo mi pare scemo. - � un artista eclettico.

Non ho ancora capito che personaggio devo interpretare.

- L'autista di un industriale? - S�.

Un autista, ma anche un consigliere, un tuttofare...

Un grosso personaggio. Ci stiamo lavorando.

Quindi un personaggio ancora "work in progress".

- In progress, s�. - Molto bene.

- In che teatro? - Nessun teatro.

- Nessun teatro. - Non ci sono teatri?

Nel senso che � uno spettacolo itinerante.

Molto interessante. Sarei un artista di strada.

- Una specie di teatro off. - Molto off.

- Una specie di reality. - No, i reality non li faccio.

- Perch�? - Per questione di immagine.

- Che vuol dire? - Dice "reality" in senso di "realismo".

- Neorealismo... - Una cosa vera.

- Succede... - Fatemi capire bene.

� una sorta di fiction reportage su un autista che convivrebbe

col proprio passeggero?

- Come hai detto che si chiama? - Alberto.

- Alberto... - Giorgiazzi. - Alberto Giorgiazzi.

- Ha assonanza con Giorgio Albertazzi? - Quasi un anagramma.

Si tratta di fare per qualche giorno I'autista, il maggiordomo, il cameriere

del Cavalier Ludovisi.

Lo vuoi fare, s� o no?

Lo non tollero il tono sarcastico di questo signore.

- Per favore... - Che neanche conosco.

- Sono amico di Paolo. - Non mi interessa.

Se c'� uno straccio di contratto mi fa piacere,

altrimenti arrivederci e grazie.

- No, Alberto. - Non me I'aspettavo da te.

- Hai ragione. - Non sono mai stato offeso cos�.

- Ti chiedo scusa. - Lo ho vinto "la spiga d'oro".

- Lo so. - Come miglior figurante del cinema.

- Lo so... - lo sono un attore!

Dammi una sola ragione per cui dovrei prestarmi a una schifezza del genere.

Un solo motivo.

- 200 euro? - Mica al giorno?

- A settimana. - Ecco, volevo dire...

- Non accetti? - Accetto, s�.

- Quando iniziamo? - Accetti?

- Solo il venerd� mattina non posso. - No, tutti i giorni.

- Dovrei avere... - Un biglietto da visita?

- La matricola ENPALS. - Cos'�?

Non la trovo mai...

Giornata tipo di Sara.

La prima cosa che fa quando si sveglia la mattina?

- La pip�. - Lascia stare i bisogni.

- Quando esce... - La spesa.

- Al supermercato bio in via... - In via provvisoria.

No, intendo la strada. Dove si trova?

- In Via San Pasquale. - Bravissimo.

- Che dice? Avr� preso tutto? - Se non lo sa lei!

Scusi.

Arrivederci.

Che tipo, questo!

- L'hai mai visto prima? - No, mai.

In piena coerenza con la sua indole romantica,

Sara crede nel destino, nel colpo di fulmine e nel vero amore.

Una serie di relazioni fallimentari

I'hanno resa pi� cinica e disillusa

il che la rende una preda schiva e difficile da conquistare.

- In Via San Pasquale che fa? - Prende il taxi.

- Perch� ci devi essere? - Perch� salgo e tu mi chiami.

- Per coi... - Per coinvolgerti.

- E infatti tu... - Tu mi chiami.

- A telefono. - Parli della scimmia che le piace.

- La scimmia lanosa. - Lanosa!

Viale Gramsci.

- Scusi. - Scusi lei. Prego.

- Ma lei non �... - No...

- S�, ci siamo visti... - No, no.

Se andiamo nella stessa direzione, posso darle un passaggio.

- Tu, tu. - Lo?

Nel senso che mi pu� dare del tu.

Gi�?

A che civico vai? lo vado al 15.

- Come, al 15? - Scusami, all'11.

Perch� a Viale Gramsci scendono prima quelli col numero pi� grande.

Quindi?

- Quindi lei d� un passaggio a me. - "Tu".

Quando avete deciso chi scende prima e chi dopo,

e tu e lei, me lo fate sapere?

- S�, scusa. Hai ragione. - "Scusi".

Eccoci qua.

Ecco, mi chiamano al cellulare.

Prego.

- Questo � Vivaldi. - S�.

- "La primavera". - S�.

- Mi piace tantissimo. - Anche a me. Mi d� una carica!

E dato che non trovo mai il cellulare,

nel frattempo ascolto la musica.

- Ti dispiace? - Prego.

Sono pieno di cose... Se puoi tenermelo...

Anche questo, ci tengo tanto...

- I sonetti di Shakespeare? - S�.

- Quale preferisci? - Quello sul dubbio se...

Se essere o non essere. Pronto?

Ciao, carissimo.

Che bella notizia!

Come vorrei essere l�, in Africa.

E portarla con le mie braccia a casa.

Grazie, chiamami quando sei a Nairobi.

Grazie mille.

Grazie.

Un'adozione a distanza?

Quasi.

- Una bambina? - No, una scimmia.

- Una scimmia? - S�.

Che scimmia?

Una scimmia vera. Pelosa.

Mi piacciono tantissimo.

Sono le cose che ti risollevano la giornata.

S�, � vero.

- Non ci siamo ancora presentati. - � vero.

- Mi chiamo Paolo. - Sara.

Lo so... Come?

Scusa, la mano.

Lo sono arrivato. Se pu� accostare...

- Grazie. - Tieni. - Grazie.

- Faccio io. - Scherzi? Faccio io.

- Grazie. - Figurati, Sara. - Grazie.

Allora, ecco...

- Tenga pure. - Grazie.

- Arrivederci. Scusa. - Arrivederci.

Ciao, Paolo.

- Ciao! - Ciao.

Si fermi. Pu� tornare indietro?

Mannaggia! L'anello!

Un p� pi� indietro.

Tranquillo, non ti agitare.

Appena arrivi, fatti vedere sereno e rilassato.

Respira di diaframma. Fammi sentire come respiri.

Con le branchie!

- Un attore che non respira... - Muore!

Una buona respirazione aiuta a vivere meglio.

Le parole vanno scandite, dette intere. Non vanno spezzate.

Tu sei un uomo ricco, di potere. I poveri si mangiano le parole!

Dove vuole che I'accompagni?

- Ma che cos'�? - Esercizio di dizione.

Ostruisci I'apparato fonetico con un ostacolo,

poi elimini I'ostacolo e le parole fluttuano una meraviglia.

- Prova tu. - Che schifo!

- La prossima volta. - Non mi devi mettere ansia.

- Mettere ansia. - S�, mettere ansia.

- Mettere ansia. - Mettere ansia.

- Andiamo da Federica perch�... - � un architetto.

- Architetto. - Come faccio, sbaglio.

- Perch� andiamo da Federica? - Deve arredarmi una villa in centro.

- Centro � chiuso. - Quando mai!

Ho la residenza.

- Che fai con la residenza? - Entro in centro.

Parlo dell'accento fonetico!

- C�ntro e non c�ntro. - � acuto, e tu sei ottuso.

- Non mi offendere. - E la porta? - � chiusa.

- � aperta. - Non lo vedi?

- Dici "porta"? - Parlo di accento.

Sei barese? Fammi vedere come apri la porta.

La devi aprire sul serio!

La notte non dormi chiuso...

- A chiave? - Dove? A Chievo?

Mi sono confuso. Ho fatto semi-aperto.

- Chiave � aperto o chiuso? - Quale chiave?

- La chiave dell'acqua? - Mi confondi, andiamo.

Non ti precipitare. Sei il padrone del mondo.

L'autista ti apre I'auto e tu scendi subito?

Mannaggia! Ora scendi.

Devo scendere o no?

Ora s�. Sto parlando al comune mortale, al presunto attore,

che � meglio se cambia mestiere.

Mettiti cappello e guanti. Ci invertiamo i ruoli.

Tu fai I'autista e io Ludovisi.

- Ma figurati... - Ti mostro come scendere.

- Devo mettermi cappello e guanti? - Vai al posto mio.

- No, dai. - Mettiti al posto mio.

- C'� da aspettare... - Non mi muovo, non lo faccio passare.

- Scusi... - Mettiti al posto mio.

- Mi far� venire un esaurimento. - Prego. - Grazie.

Devi provare dall'inizio!

La recitazione � tutta nei tempi.

Mi serve I'intero percorso della farsa.

Ma che fai? Vai!

Sei davanti a un passo carrabile. Vuoi spostare...

Sposti la macchina?

Chiaro? Sposta la macchina. Scusi...

Buongiorno. Il Cavalier Ludovisi, presumo.

- Lei � la signora Federica? - Buongiorno.

- Prego, si accomodi. - Grazie, posso?

Oggi � uscito anche il sole.

Scusi!

Buh! Oddio!

Scusami. No, pensavo...

Da dove sei sbucata?

Ero al lavoro.

- Che ci fai qui? - Lasciami perdere, guarda...

- Problemi con la scimmia. - Che scimmia? No, io non...

Ah! No, la scimmia sta bene. Sistemata, tutto a posto.

Oggi ho perso una cosa a cui tenevo moltissimo.

Un oggetto molto importante.

- Sono molto... - Questo?

Ma com'� possibile?

Ma dove...

Dove I'hai trovato?

L'ho visto pochi secondi dopo che sei sceso dal taxi.

Ho provato a raggiungerti ma eri scomparso.

C'� anche I'anello!

- Certo. - Certo.

- Sei un angelo, mi devo sdebitare. - No, no...

Cosa posso fare? Invitarti a cena?

Penso che la futura proprietaria dell'anello possa avere da ridire.

Che proprietaria? No, allora... Questo anello non � mio.

- No? - No, � di un mio amico.

L'ho ritirato per lui. � il suo anello di fidanzamento.

Per questo era ancora pi� grave.

Meno male che I'ho trovato!

Infatti... Quindi?

- Quindi, cosa? - Posso invitarti a cena?

Scusa, ti sto mettendo in difficolt�.

Ci siamo appena conosciuti. Sono stato inopportuno.

Mi sono fatto trasportare. Mi faccio trascinare.

- S�... - La gente mi spinge a fare le cose.

S�, nel senso che vengo a cena con te.

- Davvero? - S�.

E come mai?

Complimenti, � un ufficio meraviglioso.

- Grazie. - Buongiorno!

Battista! Non ci sei mai quando serve.

La signorina Federica voleva sapere se abbiamo portato le carte.

Quali carte? Napoletane, francesi?

Fa sempre battute. Questo plebeo disgraziato!

- Questo... plebeo? - Le carte catastali.

- � successo qualcosa? - Carte catastali.

- Volete bere qualcosa? - Grazie, per me un chinotto.

- E per lei, Battista? - Lo mi chiamo Vincenzo!

Ovviamente non posso ricordare i nomi di tutti i dipendenti.

Ne ho centinaia. Li chiamo tutti Battista.

Bene, allora solo un chinotto?

- Mi sono perso qualcosa? - La signorina ha equivocato.

- Mi ha scambiato per il Cavaliere. - Quindi io sarei I'autista?

Mi � sembrato d'uopo approfittarne. Nun putimm scummiglia' 'o fenucchio.

- Ma cos'� sto fenucchio, I'uovo... - Non possiamo svelare I'equivoco.

- Ho capito... - Classica situazione pirandelliana.

- Sto godendo... - lo mi sto arrabbiando.

Non puoi capire.

Mi descriva la casa.

- Dovrebbe esserci una mail. - S�, c'� una mail.

- Sta' zitto. - Me la descriva.

- Ci dovrebbe essere una mail. - Appunto.

Sei un dipendente, sta' zitto.

- Scusi, faccia lei. - Certo che faccio io.

- Allora? - � una casa meravigliosa.

Non esagerare.

Situata su un falso piano. A Posillipo.

- Un falso piano, a Posillipo? - Un pendio.

Perci� � falso. Perch� non c'�.

La cosa importante � che ci sono dei sotterranei.

Un sotterraneo?

Il tufo.

S�, una casa medievale.

Ama molto I'antico.

Quanto � grande?

Quanto � grande... 1200 metri quadrati.

- Addirittura? - Addirittura? Napoleone...

Non me I'aspettavo neanche io. Mi sono meravigliato...

Per me � ancora stretta. Mi sento affogare.

- Ma qualcuno secondo me... - Che cos'altro potremmo aggiungere?

La piscina, Cavaliere.

- Una piscina cos�. - Tanta. - Tonda.

� bassa e se ti tuffi, ti fai male.

Fa caldo, c'� sauna e bagno turco e la casa � finita.

Ringraziando Iddio.

Nella email che ho ricevuto si parlava di un appartamento.

In centro, 120 mq, ultimo piano, con vista su Piazza Plebiscito.

Ho capito cos'ha fatto questa capra.

Ha mandato i riferimenti della mia dependance.

La dependance? lo non sono abituato...

Allora mi mandi un'altra email con i riferimenti della casa giusta.

- Facciamo cos�, signorina. - Architetto.

- Architetto. - Ho capito.

Se lei volesse accettare di venire a cena con me una sera,

ne possiamo parlare con comodo.

Accetto molto volentieri.

- Accetta? - Ha accettato subito.

� diventato il padrone di casa. Scendi dalla cyclette!

Ma Federica ha accettato il suo invito a cena cos�, subito!

Eh!

- Ma � proprio una... - Una zoccola!

- Va bene, non esageriamo. - No, � proprio una zoccola.

- S�, eh. - � stata molto credibile.

Non solo ha scambiato i ruoli, ha accettato il suo invito a cena!

Grazie al mio physique du role.

Pensi davvero che Federica si vada a innamorare di uno come lui?

Scusate, il vostro dubbio si riferisce al personaggio,

o all'essere umano?

Se come Cavaliere Ludovisi posso non avere successo,

come Alberto Giorgiazzi, faccio impazzire le donne!

Soprattutto dopo che ti hanno conosciuto!

Lo direi che il piano pu� e deve continuare ad andare avanti.

Alberto nei panni del Cavalier Ludovisi far� innamorare Federica e poi la lascer�.

Signori, la messa in scena, anzi la distribuzione dei ruoli,

� la fase pi� delicata.

Se si sbaglia un solo ruolo, la messa in scena � meno credibile.

Lo credo di essere portato pi� naturalmente di lui

all'interpretazione di un uomo potente.

L'abbiamo gi� detto.

Questo equivoco non pregiudica nulla, ma anzi facilita il prosieguo,

I'attuazione del vostro piano.

L'abbiamo detto!

Se devo passare dal ruolo di autista a quello di Cavaliere,

penso che 200 euro a settimana, che suppongo siano lorde,

sono una grandissima offesa, anche se io difficilmente mi offendo.

Tutto questo per i soldi!

Per curiosit�. Sono lorde?

Non si sa ancora.

Va bene, ne parlerete con il mio agente.

- Hai anche I'agente? - Certo.

- Non possiamo trovare un vero autista? - Come facciamo?

- Come facciamo? - Federica I'ha scambiato per il Cavaliere.

Lo scritturato sono io. Dovete andare avanti con me.

Ci minaccia! � un ricattatore!

Alle mie condizioni, altrimenti arrivederci e grazie.

- Ma dove vai? Vieni qua! - Alberto...

- Non esacerbiamo gli animi. - Chiedimi scusa.

- Dai, per favore! - Chiedimi scusa.

Scusa.

Pi� credibile. Non sei convincente.

Scusa...

- Anche tu. - Scusa. - Di niente, grazie.

Niente di meno? A lui hai creduto subito...

- Immediatamente. - � proprio il pregiudizio.

Voglio il 10% di tutta I'operazione.

Ma che �? Dobbiamo dividere il bottino?

- Voglio il 10% della mia paga. - Il 10% della paga! Allora 20 euro.

No, il 10% di tutti i giorni lavorativi che dovranno ancora venire.

- Non sappiamo quanto dura. - � un rischio che mi prendo.

Paolo, dagli 200 euro.

- Perch� io? - Dove li prendo? Non ho soldi in casa.

Aspetta, ho solo 50 euro. � tutto quello che ho.

Dammi, io non ho neanche questi. Sono comprensivi della diaria?

Che diaria?

- Lo dove dormo? - A casa tua.

Devo entrare nel personaggio. Come ci entro?

Apri la porta, ed entri.

Sono contento. Finalmente un abito come si deve.

Del resto, un invito a cena a inizio commedia

strameritava un abito gessato,

anche se le righe troppo strette mi accorciano un p�.

- Ah, sono le righe accostate... - Secondo me, s�.

Lo penso che un abito gessato per portarla in una pizzeria � eccessivo.

Secondo me era meglio il ristorante.

Ma quando mai! Sarebbe stata un'ostentazione di ricchezza inutile.

Il vero ricco non ostenta. Il povero che pensa al ristorante stellato.

Il ricco ti fa mangiare una pizza, un prodotto locale che costa poco,

cosa vuoi che sia...

- Si, eh... - Sei d'accordo?

Anche il ricco, quando ha fame, ostenta e va al ristorante.

Il ricco non ha fame.

Non dimenticare che sono un attore, ho fatto corsi di regia,

e ho vinto la "spiga d'oro".

La "spiga d'oro", mamma mia! Eccola qua.

Eccomi!

- Come va, architetto? - Buonasera. Diamoci del tu.

- Posso dartelo? - Certamente.

- Bruciamo le tappe? - Dove mi porti?

- In una pizzeria. - Come?

Mi ha fatto sbagliare!

- E dove? - Quel pezzente! Vieni...

- Cavaliere... - Prego.

Andiamo in pizzeria, eh!

Film preferito: "Cocoon".

Cibo preferito: bacche, foglie, radici.

Libro preferito: "Lolita". Lolita, Lolita...

- Paolo! Ciao. - Ciao.

- Come va? - Bene, e tu?

Bene...

Prima Vivaldi, adesso Pino... Sai che ascoltiamo la stessa musica?

- Ma dai! Che strano! - S�!

Lo I'ho sentito dal vivo, una volta.

Quando?

- Nel 19... - 93. - 93!

- A Cava de' Tirreni. - A Cava de' Tirreni.

- Non ci credo! C'ero anche io! - Ma dai.

� stato il mio primo concerto in assoluto.

Ti ricordi quelle ragazzine con lo striscione enorme?

- Cosa c'era scritto? - "Sei stupendo"...

Mamma mia, quanta gente.

Pino era fantastico, ti ricordi?

S�, avrei scelto questa piccola trattoria, niente di sfarzoso...

Non so se la conosci. Si chiama "Teste di rapa".

- Scusa, quale? - "Teste di rapa". Ho sbagliato?

Pure il mio ristorante preferito!

Zeppole e crocch�. La frittura al centro?

- Le pizze dopo? - S�, grazie.

- Non ti piace questo posto? - Molto carino.

La prossima volta magari mi metto un jeans e una maglietta.

Lo adoro calarmi ogni tanto in una realt� pi� vernacolare.

Un uomo di successo come me non deve dimenticare le proprie origini.

- Quali sono le tue origini? - Quali sono?

- Non le conosci? - No.

Dopo ti spiego. Cin cin.

Oddio, no!

Che c'�?

Come facciamo? Dobbiamo tornare indietro.

Ti riporto a casa, facciamo un'altra sera.

- Perch�? - Ho dimenticato il portafoglio.

- Abito lontanissimo. - Ce li ho io, tranquillo.

- No, scherzi? - No, Paolo, tranquillo.

- No, chi glielo dice a... - A chi?

Non si fa, dai.

- Non lo dico a nessuno. - No... Aspetta un attimo.

Ho un'altra idea.

- Vieni con me. - Dove?

Facciamo di qua.

Allora? Quando mi fai vedere la tua villa?

- Quale villa? - La villa!

Me ne stavo dimenticando. La stiamo ancora cercando.

- In che senso? - Ho fatto una battuta.

Diamo tempo al tempo. Magari possiamo lavorarci insieme.

E ritrovarci assieme a cena come stasera.

Posso farti una domanda personale?

Una domanda, che male fa?

Un uomo come te, cos� importante, cos� potente,

non ha una donna?

Mi aspettavo una domanda del genere.

Il mio � un ruolo difficile, di grande sacrificio.

- Interpretare un uomo di successo. - In che senso?

Interpretare, perch� secondo me la vita � un grande palcoscenico.

Tutti interpretano un ruolo.

Il mio ruolo di uomo ricco e importante mi sta creando dei problemi

perch� mi fa diventare diffidente.

Non so mai se una donna mi avvicina per amore,

o per i miei soldi.

- Una vita d'inferno! - Non ne parliamo, Federica.

Ma sento che tu sei molto sincera.

- Chi te I'ha detto? - Semplice intuito.

Credo che potremo avere un buon rapporto io e te.

Prima hai detto che eri diffidente.

S�, ma a volte so andare a pelle.

Credo tu abbia un carattere meraviglioso.

- Da che cosa te ne accorgi? - Da che cosa me ne accorgo?

Non lo so, ma sei molto diversa da come ti descrivono.

Mi descrivono? Chi � che mi descrive?

Sai una cosa? Hai un bel carattere ma fai troppe domande.

Non ce la faccio pi�!

Sono cinque ore che non faccio. Ma come fanno a fare questo mestiere!

- Ma quello � Vincenzo. - Cosa? - Vincenzo!

- Hai detto "Vincenzo"? - S�, ti presento una persona.

Mamma mia! Che ci fanno qua?

- Come fai a conoscerlo? - No, non lo conosco!

- Te lo presento, � un mio ex. - Magari si arrabbia.

- Perch� si arrabbia? - Ci trova qui anzich� al ristorante.

Che gli frega del ristorante? Vieni.

- Ma che � successo? - Buonasera.

- Buonasera. - Che eleganza!

S�, sono stato a un matrimonio.

- Un matrimonio? Si � sposata? - Ma chi?

- Si � sposata? - Ci conosciamo io e te?

- Chi �? - Un mio amico.

Piacere.

- Come mai siete qui? - Ci siamo scordati il portafoglio.

Ti sei dimenticato.

Comunque lui � Paolo. Vincenzo.

Me I'ha detto. � il primo appuntamento, giusto?

- Come hai fatto a capirlo? - I panini. Sei vegetariana!

No, su questo sono preparato.

Quello di maiale � per me, e lo mangio io,

e per te I'ho preso di tacchino.

Lo vado, ho un affare in sospeso.

- Ciao. - Arrivederla!

Ma vaffanculo!

- L'ho visto un p� teso. - Dici? Perch�?

Forse perch� mi ha vista con un altro.

Vabb�...

- Eccoci. - Grazie.

Buon appetito... E questo � per lei.

Che faccio con quella pannocchia?

La manda il pizzaiolo.

- A me? - E anche questo.

- "Dato che avete vinto la spiga..." - D'oro...

"Sapete dove ve la dovete mettere".

L'ha scritto il pizzaiolo?

E tu me I'hai mandato.

Signor pizzaiolo,

qui non abbiamo ordinato nessuna pannocchia.

Ti sei scandalizzato? Tu sei un grandissimo cornuto.

- Ma lo conosci? - Non credo di conoscerlo.

Non ti piace pi� la spiga?

Ma cosa sta dicendo?

- Chi � questa "scorteca"? - Ha detto "scorteca"?

No...

Ho capito, hai lasciato Carmela e ti sei messo con questa.

Non capisco niente. Fai qualcosa!

� una classica cena con intrattenimento.

Ma che intrattenimento! Gliel'hai messa in mano la mela del peccato?

Noi non mangiamo alcuna frutta. Ci prepari il conto.

Fa finta di non conoscermi!

Uomo di niente! Vieni qua! Vieni qua!

Sono mortificato di com'� andata la serata.

Figurati.

Quando il folklore diventa terrorismo, la fuga � I'unica via di salvezza.

Ma era un pazzo!

Non hai mangiato niente.

Figurati, ho ancora la frittura sullo stomaco.

Mi fa male qua.

- Qua. - S�, ho un dolore! - Qua?

- Oh! - Chi �?

- Sembrava unto. - Invece?

- Era un'ombra. - Che peccato!

Grazie, allora. Buona notte.

Ciao.

Alberto!

- Devo fare pip�. - Adesso?

- Non ce la faccio pi�. - Dobbiamo andare.

- Faccio pip�. - Vengo anche io.

- La devi fare? - Non lo so.

E allora!

Che c'�?

Peggior primo appuntamento di sempre.

Perch�, dai!

Abbiamo avuto un incontro perfetto. Non potevano andarci tutte dritte.

Dici?

Paolo?

Sai che mi hai fatto fare un sacco di risate?

Ciao.

� una cosa positiva?

Ciao.

Mi dispiace che non mi stia vedendo nessuno.

Meno male! Stiamo facendo pip�.

No, mentre facciamo qua. Mentre sto all'opera.

- Chi ti deve vedere? - Non lo so, passa Woody Allen...

Sai che risate!

- Hai gi� finito? - Siamo qui da 10 minuti!

Tu non avevi detto che non ce I'avevi?

Un p� la tensione, un p� la prostata.

Stai mettendo il catenaccio?

C'� un cane da presa l� dentro? Andiamo, su!

Ha sempre da ridire!

Paolo! C'� il tuo amichetto a telefono. Ti vuole.

- Chi? - Il maestro. Ti vuole.

- Che maestro? - Il maestro.

Ha detto: "C'� suo figlio?" Adesso glielo passo subito...

- Pronto? - Pronto?

- Ma cosa dormi? - Perch�? Che ore sono?

Sono le 6:15.

Hai anche il coraggio di dormire dopo quello che hai fatto ieri sera.

Che ho fatto?

Stavi facendo saltare tutto. L'incontro con Sara!

Non devi cambiare i programmi, altrimenti non funziona.

Il programma di oggi qual �?

Cosa devi comprare stamattina?

- Il latte? - Sei Gianni Morandi? I fiori per Sara!

Non sbagliare, porta i soldi. Un bel mazzo di fiori.

Si � riaddormentato.

Che non siano gialli.

Alberto, non esagerare. Deve essere un pensierino.

- Qual � il budget? - Pensavo 200-250 euro.

- Iva compresa? - Che �? Una fattura?

- Troppo poco. - Quanto vorresti spendere?

Pensavo a 5.000-6.000 euro.

- Ma sei pazzo? - Lo sono un nobile.

I soldi sono miei. Dove li prendiamo?

- Il problema non � mio. - � mio, e si fa come dico io.

Perch� fare gli spacconi?

Il pezzente fa lo spaccone, fa pesare quello che ha speso.

Il pezzente dice: "Mamma mia, quanto ho speso!"

Il ricco dice: "Che vuoi che sia?"

Non dice: "Mamma mia!" ma: "Che vuoi che sia?"

Ah, fa i monologhi!

� un fatto psicologico per dimostrarti che non c'� bisogno di spendere soldi.

Il ricco dice: "Che vuoi che sia?"

Il pezzente dice: "Mamma mia, quanto ho speso!"

Fa il cafone...

lo sono un attore, comunque. Tu le intonazioni non me le dai.

Ho capito, io non ti do le intonazioni e tu non prendi i miei soldi, va bene?

Sono io che spendo? Comando io. Un pensierino. Che vuoi che sia?

- Come devi dire? - "Mamma mia, che vuoi che sia..."

No, hai mischiato ricco e povero. Deve essere ricco che non ostenta.

"Che vuoi che sia?" Il pezzente dice: "Mamma mia!"

- Come devi dire? - "Quanto ho speso..."

Sei un attore, possibile che non lo sai fare?

- Faccio io. - Ma come lo fai I'attore?

� quello che mi fa paura. Mi raccomando.

- Ecco qua. Che te ne pare? - Bellissima.

- Tanto non deve piacere a me. - A chi deve piacere?

- Ma perch�, � mia? - Certo che � tua.

- Ma sei impazzito? - Forse s�.

- Non posso accettare. - Dai...

Se gentilmente pu� far scrivere nell'intreccio "Federica".

Pure!

- Non c'� problema. - Grazie.

Passer� il mio autista a pagare.

Mamma mia, guardi qua, quanto abbiamo pagato, Cavaliere!

- Che vuoi che sia, Battista? - Pare che sono soldi suoi!

Il problema non � mio, signore.

Lo dico di s�, perch� quando usciamo si fa male.

Mamma mia, che pezzente! Lo devo ancora avere 200 euro.

- Dove li vuole, in fronte? - Lorde. - Oppure nette!

- Grazie, � bellissima. - Ch�rie.

Paolo, ragguagliami. Gliel'hai regalato il DVD preferito?

- S�. "Platoon". - Cosa? - "Cocoon".

- Mi hai fatto prendere un colpo! - Lo so.

- Il ristorante libanese ha fatto colpo? - Portata, s�.

- Ma tutte quelle spezie... - Proprio qua.

- A lei � piaciuto da morire... - A me no.

Lo credo, poi qualcos'altro... Qualche bella palla pizzaiola.

Qualcosa di pesante gliel'hai fatto fare?

- L'ho portata al karaoke. - Karaoke? - S�.

- Lei lo odia. - Ah s�?

Troppo allegro. Quando arriva quel caff�?

Non mi pare.

Hai una faccia...

Come sta lei?

Assetata e affamata addormuta e spiritata

Occhi pittati e colorati

Occhi di creature

Occhi guardati, occhi che guardano

Occhi inserrati

Occhi scritti in rima e poi scordati

Occhi pittati...

A che stai pensando?

Il caff�!

- Hai un cane? - Non � mio, poi ti spiego.

Perch� mi hai fatto venire fino a Pozzuoli?

Conosco una giovane promessa, un talento meraviglioso.

Ma che me ne frega?

Non � plausibile che Ludovisi ha soltanto un factotum.

Deve avere un'assistente e un segretario.

Ecco, uno stuolo di dipendenti.

- Vuoi fare tutto tu? - Dove vuoi arrivare?

Pensavo a lei come segretaria di Ludovisi.

Ludovisi non prende il telefono e chiama.

Tutto questo per una telefonata?

Non solo per quello, ecco perch� ho scritturato il cane.

- Anche un attore cane. - No, un cane attore. � lui.

- Per fare cosa? - Ludovisi non pu� stare da solo.

- Deve uscire col cane. - Ma � cecato?

No, � una comparsa.

- Buongiorno. - Maestro!

- Maestro... - Che te ne pare?

- Il colore, insomma... - No, della ragazza.

Molto carina.

- Sei carica? - Prontissima.

- Chi sei tu? - La segretaria del Cavalier Lutovisi.

- No, Ludovisi. Con la "d". - Eh, Lutovisi.

- Insiste... - Sta facendo scuola di dizione.

Ancora non ha completato le consonanti.

Secondo me non ha mai cominciato!

Facciamo un provino.

Componi il numero di telefono dell'ufficio dell'architetto.

- Architetto. - Fa la centralinista?

Ha capito subito. Ha fatto scuola di mimo.

Per fare un numero?

Salve, le passo il Cavalier Lutovisi.

Ludovisi. Con la "d". Insiste...

- Uno spettacolo! - Attenta in linea.

- Mi vengono i brividi. - � ancora un p� tesa.

- Quando si scioglie � una furia. - Soprattutto, fa infuriare.

Prenditi il cane.

Recitare � il mio sogno!

Mi raccomando, deve restare un sogno.

- Dicono che sono brava! - Scusi, chi glielo dice?

Mi incoraggiano. S�, mi spingono tutti!

Speriamo che spingano quando � abbastanza in alto...

Ciao, cara.

Tutto fatto.

Maestro, purtroppo oggi la 32 non � disponibile.

- Le dispiace prendere la 6? - Certo che mi dispiace.

Passo dal terzo al primo piano? Faccio una caduta verticale!

La caduta degli d�i.

Pap� ha voluto sapere chi c'era nella 32.

- Che c'�? Il padre non lo sa? - Dopo ti spiego.

- Voleva i soldi. - Ma non paghi?

Dopo ti spiego.

- Ho detto che non c'era nessuno. - Brava. Non te lo dimenticare mai.

Se volete restare nella 32, la dovete pagare.

Che carina, si preoccupa per me.

Piccola...

Mi trasferisco al primo piano.

La parola magica... Ti sei fatto declassare in un attimo.

Dopo ti spiego.

Alessandro, tu che te ne intendi di opere d'arte...

Che cosa rappresenta quest'opera?

Sono tutte bilance.

Il bilancio della vita che gioca a scacchi con il peso dell'esistenza umana.

C'� chi vince e chi perde.

Il peso-forma, pimpante, che regge i propri bilanci.

E il peso-forma giacente, che ha scassato tutto.

Che ho detto?

Non ho detto niente.

Non ho detto a lei.

Mi riferivo all'altra collega.

Ha una ciocca qua.

Cavaliere... Che � successo?

- Che � stato? - Non mi piace qua, andiamo.

Ho la macchina fuori posto.

Ci si pu� pesare anche vestiti?

Buongiorno.

La lavagna in cucina pu� piacere.

E questo cos'�?

- � la cappa. - Cos� piccola?

- Che �, una cappuccia? - S�, I'insalata.

- Come si chiama quello? - Paolo.

- Paolo! - Paoletto.

- Paoletto? Ma quanti anni ha? - Ne ha 45.

- Sembra di pi�, vero? - A 45 anni si chiama Paoletto?

Dove va questo? No, qui devi stare proprio fermo.

- Sono fissate male. - No, ti stai fissando tu.

Allora? Che dici, Paolo? Secondo me non va bene.

Pochi punti luce, � affogata...

Per il Cavaliere, ci vuole qualcosa di sfarzoso.

Questa sembra una gar�onni�re.

Pronto?

S�, ora ti sento.

Il rogito dovrebbe essere per le 18... Ma dove stanno questi?

Per le 18. No, ora ti devo lasciare.

Vincenzo?

Vince'?

Vincenzo?

Piano, chi lo sente!

Che morbido!

Vincenzo?

Non sono neanche due chili!

Paoletto, devi stare fermo.

Non ci siamo. Serve qualcosa di pi� grande.

Non ce I'ho qualcosa di pi� grande.

Come ti sentivi quando tua moglie ti ha lasciato?

Forse ce I'ho.

Paolo! Grandi notizie. Mi ha appena chiamato Gianni.

Ha confermato che la villa a Posillipo � disponibile.

I proprietari vanno e vengono. Domani sera � libera.

Che succede adesso?

Adesso chiami Federica e la inviti a cena nella villa.

Lo non telefono a nessuno.

Casomai chiama Simona, la mia segretaria.

Simona invita Federica a cena a nome del Cavalier Ludovisi.

Cos� le mostra la villa e in futuro la dovrebbe arredare.

Sai cos'�? Mi stai dando troppe indicazioni.

Lo preferirei agire da solo.

Lo do indicazioni perch� � la mia strategia.

Questo � il mio gioco.

Mi fai ridere perch� sei preciso in tutta la parte teorica.

Ma nella parte amministrativa fai acqua da tutte le parti.

- Fammi la cortesia, pagalo. - S�. Scusa, perch� io?

Tu paghi le cose al dettaglio, io quelle all'ingrosso.

- L'automobile, la villa... - Ma quelle sono gratis.

Le ho procurate io, con amicizie mie.

Comunque ora non ce I'ho.

Non hai mai il portafoglio? Va bene, ti pago io.

- Quando? - Vado al bancomat.

Quanto devi avere ancora? Altri 50?

No, io ho avuto solo 50. Ne devo avere altri 150.

Li avrai.

Datemi un solo motivo per continuare questa ignobile farsa.

Prima di tutto, perch� ti piace Federica.

- Come? - Punto secondo...

Per la prima volta nella tua vita, avrai I'occasione

di dimostrare questo fantomatico talento.

A parte se mi piace Federica...

Non devo dimostrare niente, perch� faccio I'attore da 27 anni.

E sei mesi. Pi� una settimana, con questa farsa.

Ci vogliamo mettere I'orario?

Ma davvero ti piace Federica?

Non mi dispiace. Ma sono io che non dispiaccio a lei.

- Come? - Paolo, confermo tutto. � una zoccola.

Basta con questa storia!

Oddio.

Il gradino...

Tutto a posto?

- Il Cavaliere? - Ci sta aspettando.

Si � fatta male?

Madonna...

Pronto, Cavaliere? Sono io.

- Stiamo arrivando. - Dove?

- All'indirizzo stabilito. - Ma io sono a Pozzuoli.

Non ho capito. Vuole scherzare?

- Hai presente Lacchetta? - Che?

Grande regista e drammaturgo di avanguardia.

Sta preparando un Otello. Sono riuscito ad avere un provino con lui.

- Non posso mancare. - La signorina Federica � qui con me.

Mi stai agitando ed � d'uopo che io vada a un provino con grande serenit�.

Quindi accompagna Federica alla villa, intrattienila e stai con lei,

mentre io vado, I'ammazzo e torno.

Dopo ti spiego.

- Pronto? - Problemi?

La borsa di Shangai chiude tra 30 minuti. Il Cavaliere ha un affare da concludere.

- Guardi i punti luce. - Dalle finestre entra molta luce.

- � una casa enorme! - Le piace?

- Molto. - Ci si pu� divertire.

Certo, per riarredarla e renderla moderna...

- Ci vorranno tanti soldi. - Speriamo di sbrigarci prima.

Sei pazzo? Vuoi farmi scoprire?

- Sono arrivati i tedeschi! - � scoppiata di nuovo la guerra?

- Gli americani. - Contro i tedeschi?

No, gli americani, i proprietari della villa.

- Hanno affittato la suite a dei tedeschi. - Ma � un albergo?

No, ma quando non ci sono la affittano come albergo.

- Ma che avidit�! - Ma che ti importa!

- Accordati con i filippini. - Contro i tedeschi? Perdiamo!

No, intendo la servit�. Gli devi pagare la giornata.

- Pure. - Certo, ti servono la cena!

Vincenzo!

Vincenzo!

Vai su!

- Vincenzo! - Sono al piano di sopra.

- La piscina dov'�? - La stavo appunto cercando.

- Al piano di sopra? - Sa, quelle piscine newyorkesi...

- Lei conosce questa casa? - Come le mie tasche. La piscina...

Pu� essere in giardino.

Proprio qui sotto.

Che bella! Chi sono quei signori?

I tedeschi. Sono ospiti del Cavaliere.

- Sono completamente nudi. - Il tedesco si vede da lontano!

- Aufwiedersehen! - Ospiti dei Brown?

No, siamo italiani.

- Chi sono i Brown? - Gli americani.

Noi siamo ospiti del Cavalier Ludovisi.

Lei parla tedesco? Come mai?

Per il mio lavoro, servono tante lingue.

Che fortuna che ho! Parla il tedesco.

Ho sentito "Ludovisi". Cosa vi siete detti?

Ha detto che non conosce proprio il Cavalier Ludovisi.

- Che strano... - Gi�.

Ha detto che il proprietario si chiama Brown.

Brown.

Ho capito, credo che il Cavaliere sia un genio della finanza.

Ha messo un altro cognome per eludere le tasse.

� una cosa sconveniente, ma...

Ma ha detto che ha pagato la suite.

In una sola frase ha detto questo? Il tedesco � ermetico!

Aufwiedersehen!

� meglio che andiamo.

- Dove mi porti? - Non mi ricordo dove...

Queste barche sono tutte uguali.

No, una � bianca, una � blu...

Di grandezza, dico. Non ricordo dove I'ho messo.

- Ho i tacchi! - Non importa.

- Come? - Eccolo!

Eccolo qua.

No! 22 fiano di Avellino, Villa Raiano. Il mio vino preferito!

Lo so, hai visto? Continuano le coincidenze.

S�, come la teoria del caos.

Cio�?

Quando c'� un ciclone in Brasile, la farfalla sbatte le ali.

No, non � cos�!

- Non � cos�? - No.

Un battito di ali di farfalla in Brasile

dall'altra parte del mondo diventa un ciclone.

- Lo che ho detto? - Un'altra cosa!

- Va bene, cin cin. - Fidati!

� una questione di apparenza.

Se tu guardi le costellazioni...

Guarda, hanno tutte forme geometriche per noi che le vediamo da qua.

Ma se andassi l�, quelle forme scomparirebbero.

Si chiama asterismo. Ti faccio un esempio?

Lo e te, se qualcuno ci guardasse da laggi�,

penserebbe che stiamo insieme.

Invece?

E invece no.

E adesso?

Adesso s�.

- Non come le stelle. - No...

- Certo, il vino a digiuno... - Che bacchettone!

- � questione di salute. - Ma si tolga la giacca!

Posso? Lo facevo per rispetto.

Mamma mia...

� meglio di no, il vino.

Perch� non mangia qualcosa intanto?

- Vincenzo? - S�.

- Sono io. - Vincenzo.

- Non mi riconosce pi�? - Prendi un p� di vino, forza.

Mi ha dato del tu. Questo � il vino!

Fa caldo, non so, I'attesa...

Andiamo a fare una passeggiata in giardino.

- Tu stai con qualcuno? - Ci siamo lasciati da poco.

- Anche noi. - Lo so.

Come, lo sai?

� retorico, per dire "me lo immagino".

Si chiama Paolo.

Lo conosci?

- No... - Hai fatto una faccia...

Cercavo nella memoria un Paolo che conosco...

- Paolo Lubrano? - No, D'Ambrosio.

- Scamardella? - No, D'Ambrosio.

Non ce I'ho. Come mai vi siete lasciati?

Paolo non � un uomo ambizioso. Vive ancora con il padre.

Che peccato!

� un tecnico informatico di grande talento.

- Il padre? - Paolo!

Ma non � ambizioso, non ha inventato I'iPhone.

Bravo.

Invece a te piacciono gli uomini ambiziosi.

Chi mi dovrebbe piacere? I poveri, i sottomessi, i falliti?

- Gli ignavi? - Chi?

Ti piacciono gli uomini ambiziosi. Il Cavalier Ludovisi ti piace per questo.

- � un uomo potente. - Mi piacciono gli uomini ambiziosi.

Ma non sono cieca!

Abbassa la voce. Non vorrei che arrivasse.

Il Cavaliere non ti piace proprio?

No.

Tutte queste cose, la villa, la limousine...

Ecco il Cavaliere.

Eccomi qua, chiedo scusa per questo deplorevole ritardo.

Ho avuto una giornata niente male.

Volevo segnalare la presenza di due tedeschi in casa, chi sono?

- I nudisti. - Chi?

- I suoi ospiti. - Nudi.

Erano nudi in piscina...

Non lo sapevo, perch� non mi avete detto?

- Chi lo sapeva! - Hai una casa meravigliosa.

Piccola, ma accogliente.

Scusate, vado in bagno.

- C'� il filippino che... - Uno solo? Ne ho un popolo.

- Esagerato... - Chiedimi com'� andata I'audizione.

- Ti devo dire... - Meravigliosa.

Ho fatto una figura da favola. Il regista � un uomo di cultura.

Per farti capire, quasi il 70% di quello che diceva non I'ho capito.

Ascoltami, ho scoperto una cosa grave. Federica non ti "caga" proprio.

Stai usando questo lessico volgare per farmi capire che non le piaccio.

Non � che non le piaci, non ti "caga" proprio.

- Di nuovo. - Scusa la franchezza, � cos�.

- Sei invidioso. - Di cosa?

- Non c'� dubbio. - Ma di cosa?

Del cambio di personaggio, della mia grandissima interpretazione.

Saresti un uomo felice se abbandonassi questa farsa.

- Non � una farsa. - Una sceneggiata.

Nemmeno, gi� te I'ho spiegato. Ascoltami.

Non voglio che abbandoni. Voglio che continui.

Se tu non continui, anche Paolo si ferma.

Se lui smette di corteggiare Sara, lei non si innamora.

E se non si innamora, non la pu� lasciare.

E se non la lascia, lei non soffre. Lo voglio la vendetta.

Lo capisci o no?

Lo dovrei continuare a corteggiare una donna

che non ricambia il mio amore.

- Precisamente. - Non c'� romanticismo.

- Non posso farlo. - Ma chi se ne frega!

Paolo deve pensare che qui va tutto bene.

- Non so se posso. - Perch�?

Dovrei rivedere tutto il percorso drammaturgico.

- La smetti! - Ho bisogno di tempo e non ne ho.

Fammi il piacere! Ho speso un sacco di soldi!

Domani comincio le prove dell'Otello. Fra cinque giorni debuttiamo.

Cinque giorni di prove per I'Otello?

- Abbiamo fatto una riduzione. - Ridotto malissimo!

Scusate, non mi sento bene. Vorrei tornare a casa.

- Non ha mangiato niente! - Ma ha bevuto parecchio. Andiamo.

Mi raccomando, Alberto... Arriviamo!

Che casino!

Ti sei innamorato.

Guarda che faccia!

Ti sei innamorato!

No... Forse no.

Ma che stai a di'? Guarda come stai.

E adesso?

Adesso che cazzo fai... Stai nella merda.

Che fai? Vai da Vincenzo.

E gli dici la verit�.

Paolo! Che fine avevi fatto? � tutto il giorno che ti cerco.

- � stata una giornata tremenda. - Entra.

- Posso? - Certo che puoi.

Senti, Vincenzo... Ti devo dire una cosa importante.

Ascolta, tra amici � meglio dirsi tutto.

Allora...

Non � che ti stai innamorando di Federica?

Perch� in questo caso, dimmelo. Si risolve tutto.

Ma che dici? Sei ubriaco?

- Alberto sta corteggiando Federica. - Alberto! Giusto.

- Ti � andata bene. - In che senso?

Nel senso che non ti devi coinvolgere. � Alberto che si deve coinvolgere.

Si � coinvolto, Alberto?

Tu lo sai, io ero pessimista su Alberto.

Invece sta facendo un ottimo lavoro.

Non ti prometto nulla, ma tra pochi giorni Federica crolla.

Non appena sar� cotta a puntino...

- Se la "magnamo". - Le diamo il colpo di grazia.

Tu, invece? Come vanno le cose?

Buona.

Senti un p�, ma Alberto... � andato a letto con Federica.

Stai scherzando? Non ti avrebbe detto una cosa cos� importante?

Infatti.

- Tu ci sei andato a letto? - Lo? No, perch�?

Infatti sono venuto a chiederti se prima di lasciarla

dovrei andarci a letto.

No.

Sicuro? No, dicevo, per coinvolgerla di pi� e poi lasciarla.

- Cos�... - Non c'� bisogno.

Se lei fosse disposta a venire a letto con te,

sarebbe gi� innamorata e la dovresti lasciare.

Infatti. Non devo andarci a letto.

Se ci andassi a letto, tu ti incazzeresti.

- Paolo, che stai dicendo? - Lo vedi che ti incazzi?

- Sei andato a letto con Sara? - No, no, e no.

- Me I'ha detto anche lo specchio. - Chi �, Biancaneve?

Nel senso che io allo specchio mi sono detto:

"Che senso ha andarci a letto? Non serve proprio, � inutile."

Ma certo, che bisogno c'�? Non le devi dare questa soddisfazione.

- No. - Non devono vedere i nostri corpi.

Fammi sentire I'urlo maschio della giungla.

Fammi sentire, dai!

- Amici! - Di pi�. Voglio sentire I'urlo maschio.

� una cosa positiva questa.

L'hai lasciata?

Interrogativo, esclamativo.

Che c'�?

Scusi.

Paolo!

- Vincenzo, che ci fai qua? - Sto aspettando te.

Mi ha aperto tuo padre. Che fine hai fatto?

- Perch�? - Sono giorni che chiamo e non rispondi.

- Mi hai chiamato? - Tante volte, anche poco fa.

Non ho visto le telefonate.

- � successo qualcosa? - No, no. Perch�?

Sono giorni che non mi fai sapere nulla di te e di Sara. Come va?

- Ti avrei chiamato. - Dimmi.

- Dunque... - Cose buone? - Purtroppo no.

- Perch�? - Da qualche giorno � molto strana.

Forse non ti rendi conto che � innamorata?

Non strana in quel senso. � fredda, � distaccata.

� scoglionata.

- � Sara. - � Sara? Adesso?

- Andiamo via. - No, rispondi.

- Magari ci vede. - A telefono? Rispondi.

- Rispondo? - Mettiamo in viva voce.

Non funziona.

Pronto?

- Ciao, come stai? - Bene. Allora... Buona notte.

- Ma stai scherzando? - No, infatti. Scherzavo.

Mi sembra dolce.

- E allora? - Mi sembra dolce.

Ma di cosa parli? � successo qualcosa?

No, dico... Mi sembra tutto molto dolce.

Tra di noi.

- Meno male... - Ma come stai?

Una giornata terribile, non ne posso pi� al lavoro.

- La gente � insopportabile. - Mi dispiace...

- Posso fare qualcosa per te? - Dovresti rifare il mondo.

Gente che non sa fare il lavoro, raccomandati che non sono altro!

Bravi solo a criticare. Mi fanno saltare i nervi!

� pesante.

- Posso fare qualcosa... - Tu che fai?

- Ti vengo a prendere... - Paolo?

- Mi senti? - Ti vengo a prendere?

No, vado a letto. Voglio archiviare questa giornataccia.

Non vedo I'ora di chiudere gli occhi fino a domattina.

Che vuol dire?

- Okay, allora ciao. - Ciao.

- Buonanotte. - Ehi!

Eh.

Ti amo!

Evvai! Non potevo sbagliarmi. Una strategia pazzesca.

- Perch�? - Ha detto "ti amo".

Ma quando? Ha detto "ti amo"?

Non I'hai sentita? Ti perdi le cose migliori!

- Ha detto "ti chiamo". - No, ha detto "ti amo".

- "Ti chiamo" - "Ti amo". - Ha sentito anche lei?

- L'ho sentito benissimo. - Che ne sai, sei pure sordo!

Sordo s�, ma non ai richiami dell'amore. Vigliacco.

Niente, non risponde da quattro giorni.

Il Cavaliere Ludovisi. Perch� mi guardi cos� imbambolata?

La settimana scorsa la segretaria mi ha chiamata da un numero fisso.

Forza! Cercalo e dammelo.

Pensione Stella.

Forse ho sbagliato numero.

Non � 081-234871?

- S�. - Non � I'ufficio del Cavalier Ludovisi?

- Ah, Alberto! - No, Alessandro.

Il personaggio che fa Alberto. Il Cavalier Alessandro Lutovisi.

Il personaggio? Ma quale personaggio?

Alberto � un attore. Stasera debutta con I'Otello.

Io faccio Desdemona.

Dove?

Mio signore, perch� mi accusate di avervi tradito?

Taci, Desdemona.

L'ho veduto il fazzoletto che giorni addietro ti regalai.

Era nelle mani di Cassio.

- Cassio? - Cassio.

Cassio. Chi, se non lui?

Cassio, come faccio?

Non insistete, vi sbagliare.

Cosa ci fai qui?

Desdemona...

Voglio sapere cosa sta succedendo.

Signore, cosa sta succetento?

Con la "d". Pentiti, mia cara.

- Ma non so che cosa tevo tire. - Allora taci, mia cara.

- Non devo pentirmi di nulla! - Allora sta' zitta, sgualdrina.

Andiamo a parlare in luoghi pi� appartati,

mia cara damigella.

Non mi muovo da qua.

- Affogami! - Taci! Sgualdrina!

Destino del fato, che ci mette alla prova,

ogni giorno con simili imprevisti.

- Sto aspettando! - Dammi il tempo di giustificarmi.

- Vieni qua. - Affogami!

Sta' zitta!

- Allora? - Sono un attore e sono stato ingaggiato dal mio autista.

- Quale autista? - Vincenzo.

Lui doveva fare il Cavaliere ma � diventato autista.

Ma che c'�?

- O mio signore! - Taci, Desdemona!

- Allora? - Confesso tutto.

Ti dovevo far innamorare per poi lasciarti.

- Ma chi? - Io. - Tu? - S�.

- Era il copione degli impresari. - Quali impresari?

- Paolo e Vincenzo. - Senti... - Sto aspettando!

Devi tacere, sgualdrina!

Due minuti, fammi entrare in scena, I'affogo e ti spiego tutto.

Se non mi spieghi tutto, uccido te e Desdemona.

Ora basta! Che ci sto a fare?

Non solo do le camere gratis. Arriva questa "frenzola" qualunque,

e si prende il mio posto!

- Ho detto "taci". - "Frenzola" a chi?

Ti schiaccio a terra come una pulce!

- Potere del fato! - Sta' zitto, tu!

Non c'entro niente!

Io ho vinto la "spiga d'oro" come miglior figurante del cinema italiano!

- Come va? - Madonna del Carmine!

Signorina... Federica, come mai qui?

Smettila, imbecille. Alberto ha confessato, so tutto.

- Dove vai? - A parlare con quel deficiente.

- Perch� devi parlare con lui? - Perch� siete due malati mentali.

Ma quanti anni hai? Cinquanta... Ancora a fare i ragazzini?

Non avete un cazzo da fare nella vostra vita?

- Abbassa la voce, ci sentono. - Ti pare che la sta lasciando?

Certo, la strategia � questa. Farla innamorare e poi dare la botta.

- Lui lo sa che tu sei qua? - No, � una sorpresa. Perch�?

Adesso gli scrivi un messaggio. Chiedigli come sta andando.

Vediamo se � sincero.

Nel senso... Ma fai sul serio?

C'� una solidariet� tra noi... Altro che solidariet� femminile!

Gli � arrivato.

Sta scrivendo di nascosto per non far capire I'accordo a lei.

Guarda che stronzo.

� innamorato.

Che innamorato? Ecco, sai leggere?

"L'ho lasciata. � in lacrime. Hahaha."

� lo slogan della notte da leoni.

- Non so se I'immagine corrisponde. - Lei sta ridendo.

- � una risata nervosa. - C'� la lingua!

- Un bacio! - No, � di consolazione.

- C'� la lingua. - Ma quale lingua?

- La lingua frolla. - � una sfogliatella?

- Ma va'... - La lingua...

Paolo, rispondimi! Vuoi mangiare, s� o no?

Sei innamorato?

Giulia, hai controllato se hanno mandato I'anticipo?

Ecco.

- Buongiorno. - Dobbiamo parlare.

Andiamo fuori.

� un mese che penso solo a una cosa.

- Ancora? - Il suo sguardo.

- Da quanto conosci Paolo? - L'ho conosciuto in questa occasione.

Ci sono stata tre anni, e non avevo mai visto quello sguardo.

Lo sguardo di un uomo che ama davvero, per la prima volta.

Ha sbagliato, non doveva.

Quella sera, al ristorante, ho capito che Sara

era riuscita dove io non ero mai riuscita.

A dargli la forza di amare. Perch� lui aveva paura.

Vincenzo, dobbiamo fare la cosa giusta.

Pronto, Paolo? Sono Alberto. Come stai?

Alberto. � tanto che non ci sentiamo.

- Come stai? - Tutto bene, grazie.

Vincenzo ti vorrebbe parlare.

Vincenzo?

Ci vediamo stasera sotto casa tua?

- Okay. - A pi� tardi. Ciao.

Sentiamo cos'hai da dire.

Non mi devi dimostrare niente.

- Sono qui solo... - Per parlarmi di Paolo. Dimmi.

Ecco, secondo me sarebbe tuo interesse ascoltare quello che ha da dire.

C'� solo un piccolo problema.

Non credo a una sola parola di quello che dice.

Piccolo problema? Grande soluzione.

- Ciao, Alberto. - Ciao, Paoletto.

Allora?

Dimmi.

Non mi dovresti chiedere scusa?

Ti ho cercato per oltre un mese e non mi hai mai risposto.

Forse � meglio cos�. Pensandoci non devo chiederti scusa.

Scusa di cosa? Che ti ho fatto?

Mi hai tradito.

Vincenzo... Non ti devo niente. Noi non siamo amici.

� la verit�.

Ci siamo conosciuti per disperazione.

Tu mi hai scaricato addosso le tue paure,

i tuoi rancori, ci hai coinvolti nelle tue strategie...

Ti sono venuto dietro come un cretino.

Perch� stavo sotto a un treno.

Ho sbagliato, s�. Ma non con te. Con Sara.

� I'unica cosa bella che mi � successa in questa storia.

Io me la sono lasciata scappare. E ora sto peggio di prima.

Ti devo anche chiedere scusa? Ma di cosa?

Di essermi innamorato?

Tu ti sei mai innamorato veramente?

A me non � mai capitato prima.

Lo sai come ci si sente?

Eh?

Oh!

Lo sai come ci si sente?

Come ci si sente?

Ci si sente ciechi.

Una cosa positiva.

Eh, s�. Bravo.

Bravo Paoletto. Sono proprio contento.

Chi �?

- Facciamo un brindisi? - S�. - Mi fanno male i piedi.

- Tutto il giorno sui tacchi! - Sei spoetizzante.

� pesante fare la figa!

- Ha fatto la figa? - Ci ha provato.

Allora cin cin.

- Posso avere un passaggio a Pozzuoli? - Ho lasciato la macchina a Paolo.

- Sei tornato in pensione? - Quante volte si pu� andare in pensione?

Nel senso che dorme in una pensione a Pozzuoli.

A proposito, sono al quarto piano.

- Sei contento? - No, si � rotto I'ascensore.

Che malinconia! Facciamo il brindisi?

Non vorrei rompere I'idillio, ma finora ho avuto solo 50 euro.

Mi chiede altri soldi dopo i guai che ha combinato!

- Posso tenere guanti e cappello? - Ma sei un fondo di barile!

- Dato che il teatro � in crisi... - Ti metti a fare I'autista.

- Non si sa mai. - Cin cin.

- Posso chiederti anche la collana? - L'autista con la collana!

- L'ho pagata io! - Volete che la restituisca?

Non I'ho chiesto, ma sarebbe un bel gesto.

- Vogliamo fare questo brindisi? - Spaghetto a casa mia?

- Prima facciamo il brindisi! - A che piano sei?

- Al primo. - Verrei anch'io.

Abbiamo chiuso. E scusa! Abbi pazienza.

Se uno ha sonno, ha fame...

Stai scendendo dal Monte Bianco?

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