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VOCI NON UDIBILI
Terra! Terra!
Terra!
(CON VOCE DA BAMBINA) Babbo, babbo!
Terra! Terra!
Babbo, babbo!
Babbo! Babbo, sveglia, sono già le otto!
- È già mercoledì? - Sì, ci devi accompagnare a scuola!
Ok, arrivo.
- "Sei pronto, amore?" - Sei pronto, amore?
Arrivo!
- "Vuoi il caffè?" - Vuoi il caffè?
- Sì, grazie. "Zucchero?" - Zucchero?
Uno, come sempre.
- Ok. - Grazie, amore.
- Sbrigati. - Arrivo!
Forza, bambine, siamo in ritardo. Ho già la macchina accesa sotto il sole!
Andiamo a scuola, via!
- Arnaldo. - Che c'è?
- Ti sei dimenticato? - Che ho dimenticato?
- È il tuo compleanno anche oggi? - Le merende!
Le merende, le merende!
- Questa senza glutine è per la piccina. - Perfetto, ciao.
Salutate la mamma. Questa è per la piccina.
E poi basta dire "piccina", sei nata solo 20 minuti dopo!
- Sono comunque la piccola di casa. - Non si dice piccola.
Voi parlate troppo poco il fiorentino! Forza, ricominciamo!
(IN DIALETTO) Che c'è, dove si va?
(BAMBINA IN DIALETTO) Dove si va? Si va giù? Vai di là, vai di qua...
Forza, ora cantiamo.
PARLANO IN DIALETTO TOSCANO
Brave, bambine, così vi voglio. Eccoci.
- Ciao, babbo. -(INSIEME) Ricorda che la maestra ti aspetta al colloquio.
- Sì, la prossima settimana mi libero e vengo. Ciao. - Ciao, babbo.
E non andate con le rotelle, è pericoloso!
Maestra Giglioli, tutto bene? Mi voleva parlare?
Sì, ma non c'era bisogno che mi tamponasse.
- Come vanno le mie figliole? - Due cose gliele dovrei dire.
- Le mie figliole hanno 8 a Scienze! - Sono molto brave.
Sì, ma in due. Una ha 5 e l'altra ha 3.
Hanno preso dal babbo, vanno bene in Italiano.
Lo da piccolo scrivevo lettere d'amore per tutti.
Me ne scriveresti qualcuna anche per me?
Attento che non la scriva una di quelle che frequenti tu a tua moglie.
Poi dopo ti passa la voglia di scherzare, capellone!
Sai come si dice: "Non si può restare tutta la vita con una donna
senza un'altra che ti dia una mano." Pure per uscire dalla routine!
Sì, ma diventa comunque una routine con te,
fai sempre le stesse cose, prima le porti a mangiare da Pasqualone,
poi, dato che sei un signore, regali loro il babydoll nero
con dietro la scritta "uscita di sicurezza."
È passato il tempo del babydoll nero,
dopo "50 sfumature di grigio" sono tutte vergate sul culo!
Sante parole, Martini. Questa se ne intende.
- Oggi va di moda il sadomaso. - Tu frequenti il sadomaso?
Sia di "sado", sia di "maso".
Con il tuo fisico, alla prima vergata prendi il tetano.
A proposito, mi presti il motorino?
Devo fare un regalo a Natasha, stasera usciamo.
- Il motorino mi serve. - Fai due passi, dai!
Nardi, prestagli il motorino, così facciamo due passi,
abbiamo perso l'abitudine di farci la nostra mezz'ora di luce.
Bravo, andate a prendere una boccata d'aria.
E non dimenticate, domani c'è lo spettacolo della grande Natasha!
La tigre di Pescia.
Prendo un altro caffè. Ma non mi faranno male tutti questi caffè?
< (ARNALDO) Questa è la mia vita e se la routine, come dice il vocabolario,
è una sequenza invariata di azioni, io in questa routine
ci sguazzo come un savoiardo nel tiramisù.
Amore, zuppa o passatino?
- È uguale. - Zuppa. - Un po' di vino?
No, lo bevi solo tu, non possiamo aprire una bottiglia solo per te.
Mi sembra giusto.
< Questo è il mio regno, qui aggiusto vecchi balocchi.
< O almeno ci provo.
< Come si dice, c'è chi si sposa per un colpo di fulmine
e chi rimane single per un colpo di genio.
< lo mi sono sposato per un colpo di fulmine.
< Però si sa, i colpi di fulmine dopo qualche tempo un po' ti bruciano.
< Ogni giovedì con i miei colleghi ci divertiamo come pazzi.
(IN DIALETTO) Che cos'è?
< (ARNALDO) Esposito ci porta a scuola di quadriglia,
io li porto al karaoke e Giovannelli a vedere la sua amante Natasha,
attrice a tempo perso e puttanone a tempo pieno.
RUSSA
- Uno spettacolo difficile, ma molto originale. - Originalissimo.
Sembrava "Ritorno al futuro" con 300 euro di budget.
Veramente. lo non ho capito quello che è arrivato dicendo
che la Monna Lisa l'aveva fatta lui. È incomprensibile.
- Eh? - Incomprensibile.
Prima di tutto prendo la forchetta, altrimenti muoio di fame.
Incomprensibile per te che hai dormito tutto il tempo.
Ma se esistesse veramente la macchina del tempo, voi dove tornereste?
Fermati, fratello. Estate 1990, Ladispoli.
Un'estate meravigliosa, non conoscevo ancora mia moglie e non è poco!
È stato indimenticabile anche per me il 90, in quell'estate
- ho rubato la Santa Maria. - La che?
- La Santa Maria. - Quella che stava con la Nina e la Pinta?
Esatto, con Nina e Pinta.
Tu la "pinta" l'hai bevuta, di birra, però!
- L'ho rubata, però poi l'ho lasciata lì. - L'hai lasciata li?
- Neanche ci sono salito sopra, l'ho nascosta. - Perché?
Non ho avuto il coraggio di salirci
e di farmi portare dove il vento voleva portarmi.
Scusa, ma leggo un'incongruenza.
È come se andassi a fare una rapina e dicessi: "Fermi tutti, è una rapina!"
Poi quando tutti alzano le mani, io me ne vado. Non mi pare carino, no?
- È vero. Bravo. - Invece lo capisco.
A me anni fa è successa una cosa analoga.
Ero in vacanza a Lido di Camaiore con mia cugina Abbondanza.
Era bellissima, riuscii a portarla in camera da letto,
- la misi a "pecorina" e sul più bello, me ne sono andato. - Perché?
- Perché era mia cugina. - Scusa, è la figlia della sorella di tua madre?
No, figlia della cugina di mio padre.
- Ti do una brutta notizia, non era tua cugina. - Davvero?
- Sì, fidati. - Ha ragione.
- Quasi quasi la richiamo. - Rischi di trovarla ancora a pecorina.
- Sto scherzando. - No, ma forse uno di questi giorni...
- Come è stato lo spettacolo? - Tremendo.
Ci siamo andati per Giovannelli, c'era una sua amica che recitava.
Recitaval!
Sai che Cecilia con il marito si dicono le parolacce?
- Cioè? - Si dicono le parolacce.
Testa di cazzo.
- Ma no "testa di cazzo"! - Cioè? - Va beh, buonanotte.
Che ne so... Mi fai rimanere male, avevi detto "parolacce".
- lo non ti ho mai detto le parolacce, no? - Buonanotte.
- Mi spoglio al buio? - Sì.
E che cazzo! Vaffanculo a Cecilia e a suo marito.
- Amore? - Che c'è?
- Mi do una tiratina? - Sì, per carnevale, e ci vestiamo da cinesi.
Dai, bella "naturalona" mia! Oh, ti porto in motorino in centro.
- E le bimbe chi le porta? - Come chi le porta? Dipinto.
- Sei o no l'insegnante d'Italiano di suo figlio? - Sì.
Quindi lui porta le bimbe a scuola e tu promuovi suo figlio.
- All'italiana! - Giusto.
All'italiana.
- Sembriamo tornati alle nostre prime uscite insieme. - Vero!
Ricordi quando sei venuto a prendermi la prima volta sotto casa?
- Certo! - E com'eri vestito? - Com'ero vestito?
Jeans e dolcevita tu. Gonna blu e camicetta bianca io.
E dov'eravamo la prima volta che abbiamo fatto l'amore?
(CON ACCENTO STRANIERO) Amico, faccio io.
No, faccio da solo. Scusa, non si fuma qui o saltiamo tutti in aria.
- E non si butta la roba per terra. - Calma, amico. Mamma mia!
Sei un po' maleducato. Ma che è?
"Cara Natasha, stasera ti arresto per tre ore."
Quel cretino di Giovannelli.
- In tenda a Grosseto. - Eh?
Lo e te, la prima volta. A Grosseto, in tenda.
Lascia perdere.
Amico, amico!
- Non si butta la roba per terra. - Fammi spiegare.
- Che cazzo vuoi spiegare? - Volevo spiegarti...
- Ma hai l'amante? - No! Fammi spiegare.
- Chi sarebbe questa troia? - Se mi fai spiegare...
Spiegalo a quei pupazzi di merda che cerchi di aggiustare.
- Che c'entrano i pupazzi di merda? - Buttali!
- E prendi una decisione nella tua cazzo di vita! - Anita, cosa dici?
- Sto dicendo che sei amorfo, scontato. - Amorfo?
Da quanto tempo ti dico di fare qualcosa di bello insieme?
Quante volte ti ho detto di vedere l'alba boreale? E tu?
- Ti ho detto di no? - Magari mi avessi detto di no!
Almeno avresti preso una decisione. Neanche scegli tra zuppa e passato!
- Ora la colpa è della zuppa? - Sai che ti dico?
- Eh. - Sono contenta, sai perché? Perché hai preso una decisione.
Mettiti con questa zoccola e andate affanculo tutti e duel
E leva questa cazzo di pistola!
- Almeno il pieno è fatto. - Lo non ci posso credere!
E non provare a tornare a casal!
Non ci posso credere!
< Vi state chiedendo perché non le ho tappato la bocca e spiegato tutto.
< Forse perché a volte bisogna farsi dire tutto,
perché da un pretesto stupido
possiamo conoscere mille indicibili verità.
Non ho capito, lei ha tre figli?
No, due, però mia moglie dice che con me è come se ne avesse tre.
Per forza, lei non prende mai una decisione, è infantile.
E vive come un bambino,
continuando a voler tenere in vita dei cazzo di giocattoli.
Bravo, lei ha capito in 10 minuti
quello che io non avevo capito in 16 anni.
Una domanda gliela faccio io: non scende?
- Sono tre volte che facciamo il giro. - Sì, esatto.
Mi piace stare qua. Non parlo mai con nessuno.
Oggi poi è anche venerdì, a casa chi mi aspetta?
Mia moglie coi baccalà.
- L'alba boreale. - L'alba boreale.
Una cosa mi sfugge, che fine ha fatto l'abusivo del distributore?
Aiuto! Aiuto!
- Solo? - Sì. - Porto l'acqua. Il vino lo vuole?
- Sì, quello buono. - Porto un bicchiere?
- No, porti una bottiglia, tutta per me. - Sì.
Grazie.
Guarda che bella bottiglia. Tutta per me.
I primi di oggi sono: Bucatini alla amatriciana, maccheroni cacio e pepe,
spaghetti aglio e olio e fusilli con zucchine e melanzane.
E pensare che mia moglie li fa sempre al pomodoro e basilico.
- Decida lei, mi faccia una sorpresa. - Sì.
Grazie.
SQUILLI DEL CELLULARE
Pronto, Giovannelli? Poi ti racconto.
Mangio qualcosa e tra un'ora sono in ufficio.
Forse.
(CON ACCENTO STRANIERO) lo studio Economia, cerco camera per me.
Ogni tanto amici, due o tre, massimo cinque o sette.
Lo regalo voi anche racchetta contro zanzara.
Ci dà pure la racchettina!
- Ordine e pulizia. - Ci piace.
- Ci vuole ordine e pulizia. - Soprattutto pulizia.
- Via i rumeni e cinesi. - Via i negri dall'università.
- Tu sei negro? - Mulatto. - Allora va bene.
- Scusate, ma voi siete monozigoti o eterozigoti? - Xenofobi.
Le feste e gli inviti si fanno solo il venerdì e il sabato.
Ma se vogliamo fare una mattata infrasettimanale, chi ce lo vieta?
- Chi ce lo vieta? - Il condominio.
Comunque le vostre regole mi vanno bene, ho solo un problema,
non posso pagare l'affitto. - Eh, l'affitto.
Chi cazzo ha mai pensato all'affitto?
'A mora, non mi devi spiegare niente, mi serve solo una base. Capito?
- Veramente no. - Afgano, cioccolato, un po' di 00, polverame... continuo?
No, abbiamo capito, grazie.
Tu mi potresti essere anche utile.
Che cos'è questo? La requisisco io.
Bona!
Lo cerco una stanza, ma anche un pronto soccorso,
perché non mi sento tanto bene.
- Oddio, è morto? Vai a toccarlo. - No.
Ho già cambiato 7 appartamenti, perché dicono che sono iperattivo.
Il fatto è che dormo poco, quindi scrivo, mando fax, chatto...
Ci sono delle chat che nessuno conosce,
possiamo passare intere giornate a divertirci!
Allora, suo figlio che facoltà fa?
- No, io ho due figlie, gemelle. - Ma la camera è piccolina.
Non è per loro, e poi sono piccole, fanno la quarta elementare.
- Allora per chi è? - La camera è per me.
Un tantino fuori corso.
Vi chiederete come mai un uomo della mia età
è costretto a vivere in una casa di studenti. Cosa sarà successo?
- Dovete sapere... - No, no, se uno della sua età viene qui,
- avrà i suoi problemi e noi abbiamo già i nostri. - Giusto.
- Paga regolarmente? - Sicuro, anche in anticipo se volete.
Non è che ha bisogno di una base per fare movimenti strani...
cose poco chiare? - Per chi mi avete preso?
La cosa più audace che ho fatto negli ultimi 10 anni
è stato andare a letto alle tre del mattino a capodanno
e sono stato rincoglionito fino alla Befana.
- Si vede che è una persona per bene, per me è sì. - Grazie.
- Anche per me. Sì. - Grazie.
- E per te, Edoardo? - Per me sì. - Grazie.
Il turno si passa con tre sì o bisogna aspettare il quarto?
- Le facciamo vedere la stanza. Come si chiama? - Arnaldo Nardi,
ma potete chiamarmi Arnaldo e darmi del tu. - Ciao, io sono Camilla.
- Lo sono Marco. - Ciao, Marco.
- Ciao, io sono Anna, chiamami pure Anna. - Ciao, Anna.
Signor Nardi, col "tu" non ce la faccio.
- Ce la farai. Come ti chiami? - Edoardo. - Ciao, Edoardo.
La cucina la usiamo tutti, chi sporca lava.
Per le pulizie generali ci sono dei turni, sono scritti qui.
Le cose del frigo devono avere l'etichetta col nome,
anche le uova come vede, quelle senza nome possono mangiarle tutti.
Il salvadanaio a forma di hamburger è per le feste,
quello a forma di cuoco è per le cibarie.
Quello a forma di tette è per Anna, contribuiscono tutti.
In cambio, quando si rifarà le tette, più soldi avrai messo,
e più lei te le farà toccare.
- Quello a forma di tostapane? - È il tostapane. - Il tostapane.
Questo è il bagno, tempo massimo di permanenza 8 minuti.
Qui c'è un timer, quando entri lo schiacci. A zero suona la sirena.
Hai cinque secondi per uscire.
- Ok. - Chiudi sempre la porta.
E questa è la sua stanza, è la più costosa, ma anche la più bella.
Ragazzi, sbaglio o siete tutti bellissimi?
E tutti rigorosamente sopra il metro e settanta.
Un requisito fondamentale per lavorare alla fiera campionaria.
Ci siamo conosciuti là, ci siamo piaciuti
e abbiamo deciso di andare a vivere tutti insieme.
Anche io sono 1 metro e 78 e bello, non vi faccio sfigurare!
SÌ.
Un po' stronzi, ma simpatici.
SIRENA
Che paura.
Un vero cuoco, solo 8 minuti per preparare questa delizia!
E poi dicono che la pasta è lunga da cucinare!
Lei è diverso rispetto a prima, la vedo diverso.
Lei è uscito dalla doccia e si è dimagrito,
è diventato un po' più scuro qui. Possibile? - È vero!
No, forse perché quando sono arrivato c'era il sole, ora c'è il buio...
Ma poi basta darmi del lei, diamoci del tu.
E basta parlare di me, io voglio sapere di voi. Marco!
Voglio sapere cosa fa Marco, cosa si aspetta dalla vita Camilla.
Anna. Cosa piace ad Anna?
Oh, fermati! Allora, Marco ha 24 anni, voleva fare il calciatore,
serie C, serie B... poi boom, menisco, panchina, studente!
Anna, 25 anni, romana, seconda a "Veline" di 3 anni fa,
poi l'hanno cacciata perché ha mandato affanculo Gabibbo in diretta.
Soffre della sindrome da baby sitter e del complesso di Edipo.
Le piacciono i ragazzini e i vecchietti!
Camilla è di Catania, vorrebbe fare la cardiologa, studia veterinaria,
ma le fa schifo e spesso è nervosa.
Voleva andarsene da Catania, le serviva una scusa con i suoi
e così ha scelto l'unica facoltà che lì non c'era.
- Perché volevi andare via? - Secondo te?
Anzi, se chiama qualcuno con accento siciliano, io non sono incinta.
- Sono vergine, chiaro? - Vergine, chiaro.
Poi c'è il nero di Ponte Valleceppi.
Perugino doc, studia Economia, è timido, riservato... e innamorato.
- Beato lui. - E poi ci sono io, Arnaldo Nardi, impiegato...
No, no, fermati.
Tu sei, chicco, te lo dico io, tu sei un agente segreto sotto copertura.
Hai scoperto il segreto dell'invisibilità?
- E sei ricercato dai cinesi. - E hai venduto la formula ai pakistani.
E adesso hai deciso di nasconderti in mezzo al via vai degli studenti.
- Bene, questa storia ci piace. - Piace anche a me.
CAMPANELLO Quella vera non la vogliamo sapere.
- Già sono arrivati i ragazzi? - Vado io.
Oh, stasera la festa dura fino alle cinque.
- Ho invitato pure l'amministratore. - Il vecchietto? - Ci piace.
MUSICA RITMATA
- Ha buttato giù lo stereo dalla finestra! - Ma chi è quello?
Non ho preso nessuno, meno male, meno male...
Scusate, ho fatto un colpo di can can alla rovescia, con Dali...
Non per dare la colpa a te, per l'amor di Dio.
Lo vado a recuperare. Se mettete il canale 527 del digitale terreste
ci dovrebbe essere la disco music. Lo aggiusto io, tranquilli!
Dammi retta, si chiamano piattaforme aeree,
ma hanno il braccio sotto, non te n'eri accorto?
- Mi scusi, cavaliere, mi scusi. - Non è un tappeto volante!
O voi nella giungla credete ancora alle favole, eh?
Ora che faccio con questa?
Le piattaforme da quindici arrivano domani dopo pranzo.
Meglio, arrivano già mangiate e si risparmia.
Tieni, Clelia, ho comprato una consonante,
tu gira la ruota, a me hanno già fatto girare i coglioni!
- E dai, babbo! - Dai babbo un paio di palle.
Sono troppo lenti questi negrini, sono veloci solo a fare danni.
Ora io li prendo e li riporto tutti sulle palme dove li ho colti.
Ti dovresti vergognare di dire queste cose.
Ascolta, "vergognare", tra 10 giorni c'è il matrimonio di tua sorella.
- Quindi? - Quindi, io e la mamma avremmo piacere che tu ci presentassi
questo tuo fantomatico fidanzato, ci sarà anche lo zio vescovo.
- Ma che fretta c'era? - "Maledetta primavera".
Mancano dieci giorni, abbiamo tempo.
No, Clelia, non mi fare arrabbiare, per piacere,
lo vogliamo conoscere prima del matrimonio.
Senza sbuffare, Clelia!
Convocato tuo fidanzato martedì a prendere un caffè a casa.
- Forse lui martedì non può venire. - Può, te lo dico io.
E se non può, ti trovi uno che è libero il martedì, va bene?
- Il cane dov'è? - Belfagor? - Sì.
- Era qua un minuto fa... - Belfagor, amore, dove sei?
Belfagor!
GUAITO Belfagor, amore mio!
Belfagor, come sei finito lì dentro?
Ma guarda dov'era andato a finire!
Ragazzi, fate più attenzione al cane, questo ha paura di tutti,
si era nascosto dentro il microonde!
Se qualcuno preme ON, questo in 30 secondi si scongela
e ci rimane solo il "microchippe". Fate attenzione. Povera bestia!
CAMPANELLO
(ARNALDO) Apro io!
- Ciao, amore. - Ciao, bimba.
Vieni qua, dammi un bacino.
Senti, ma quel signore con la barbetta, è l'amministratore?
- No, è il nuovo inquilino. - Un tantino fuori corso.
Senti, Edoardo, martedì prendiamo un caffè insieme?
- Certo, dove? - Tu però prima prometti che ci vieni.
- Se mi dici dove. - Dai miei.
Che? No, scordatelo.
Ti prego, Edoardo, non so più che dirgli, mi hanno dato un aut aut.
- E 'sti cazzi! - Dai, è quasi un anno che stiamo insieme.
- Ti vogliono conoscere prima del matrimonio di Paola. - Ma perché?
Per offendermi? Per umiliarmi e dirti "Questo negro lo devi lasciare!"
- Ora stai esagerando! - Esagerando?
- Lo sanno tutti che il tuo babbo odia i negri. - E non dire negri!
Perché, lui come ci chiama? Diversamente colorati?
Edoardo, se tu vuoi stare con me, dovrai fare i conti con i miei.
Clelia, è tutto inutile!
No, è inutile parlare con te invece, ecco cosa è inutile.
- Ciao, ragazzi. - Ciao.
La mucosa è la parte più interna...
Bravo, adesso parlami della dispepsia.
La dispepsia può essere volgarmente definita: difficile digestione.
I sintomi della dispepsia sono il rigurgito acido, bruciori...
- La frutta, la sera specialmente, perché fermenta. - Certo!
Possibili cause della dispepsia sono l'obesità e l'helicobacter pylori.
E lo stress. Lo stress dà dei bruciori micidiali.
- Arnaldo, fammi concentrare, dai! - Concentrati! Dai la colpa a me?
Se non sai le cose, concentrati e studia, coraggio.
Marco, bisognerebbe vedere le tavole visive dell'ulcera gastrica.
Non fare quella faccia. Eccole.
Mamma mia, chiudi, chiudi.
- Perché non le vuole guardare? - Gli fa impressione il sangue.
E ricordami un pochino, che vuole fare lui da grande?
Il chirurgo! Per pazienti senza sangue.
Lo ce la posso fare, ce la posso fare.
Ce la puoi fare a guardare le tavole, forse.
Ma il chirurgo non è "L'allegro chirurgo".
Il chirurgo con il sangue ci fa la doccia, lo beve il sangue.
Che schifo! Deve fare il chirurgo, non il vampiro.
Arnaldo, hai detto che andavi? Vai, vai pure.
Vado, sciacquo dopo.
Siete tremendi, sbagliate facoltà e poi ve la prendete con me.
Tu dovevi fare cucito, dovevi fare giardinaggio.
Ti fa effetto il sangue? Fai il lattaio allora.
- Era meglio il cinese! - E magari pure la bona!
- Magari. - Continua.
- Ehilà, ti fai bella? - Una "romanella", una sistematina.
Hai un appuntamento a quest'ora, dove?
- No, sta venendo lui qua. - Direttamente nella tana del lupo.
- E chi è? - Sei geloso?
Ma che geloso, sono curioso. Dimmi chi è. Lo conosco?
Dai, ho fretta, sono in ritardo.
CAMPANELLO Apri tu, io devo rifare il letto.
- Vediamo chi è questo fortunato. - Buongiorno.
C'è Anna?
Anna è in camera sua, perché doveva rifare il letto.
Ah ok, so dov'è.
Mamma mia!
- Guarda che carino questo. - Basta con queste favole. Via, dai.
Ma davvero? Con il ragazzino?
Gli dà ripetizioni d'Italiano, dice.
- Ma farà la terza media! - Sì, ma è stato bocciato due volte.
- Vi fate i gesti ora? - No, facciamo il gioco dei mimi.
Edoardo, prima ho visto la tua fidanzata.
È carina, ha un viso moderno.
- Credo che sia la mia ex fidanzata. - Come mai, problemi?
- Allora, a livello fisiologico il duodeno... - Zitto!
Sta scalciando, senti!
- Senti che botte che dà? - È vero!
- Ti fa impressione pure questo? - No, non mi fa impressione.
E allora che c'è?
- Mamma, il babbo è di destra? - Perché?
Di solito le amanti ce l'hanno quelli di destra, no?
- Papà non ha le amanti. - E allora dove sta?
Sta fuori. Ci siamo presi una pausa.
- L'hai presa tu o ha preso lui la pausa? - Tutti e due.
Lo a scuola quando faccio pausa poi non ho voglia di tornare in classe.
Ma quanti anni avete tutte e due?
- Maggiorenni, diciotto! - In due.
CANTANO IN INGLESE
Stop, stop, stop. Non ci siamo, non ci siamo e non ci siamo!
- Ma come non ci siamo? - Non ci siamo,
soprattutto i laterali, sono mosci, fanno schifo, non vanno a tempo.
È un concorso ad eliminazione diretta,
tipo dilettanti allo sbaraglio tra universitari? - Sì, e allora?
E allora vi fanno fuori subito, al primo colpo!
Provaci tu con una pancia di 8 mesi.
Ho capito, tu va bene, però Edoardo, Edoardo...
- Che? - Ma come che? Voi neri non avete la musica nel sangue?
Tu balli tutto a scatti, sembri Pinocchio!
Lo faccio parte del coro, non del balletto!
E poi quest'anno c'è la televisione, la stampa, io mi vergogno!
Chicco, non ci puoi abbandonare proprio adesso!
- Ha ragione, non puoi abbandonare. - Allora vieni tu al mio posto!
Se vengo io, la mia porca figura la faccio perché so cantare.
Ho fatto un concorso ai salesiani e sono arrivato secondo su dodici.
Ho vinto il microfono d'argento.
Sì, sì, batti le mani.
- Va beh, basta con tutte queste discussioni, io ho fame! - Pure io.
Ho fame anch'io, pausa! Vi porto a mangiare fuori, pago io.
- No, siete troppi, si paga alla romana! - Via, romana!
- Il microfono d'argento? - (ARNALDO) Ora ti dico dove te lo devi mettere.
La Santa Maria?
- La Santa Maria! - Che bella questa storia.
Sì, è bella, io non ci credo, ma è bella.
Hai ragione, l'avessero raccontata a me non ci avrei creduto nemmeno io.
Va beh, ma poi? Che è successo?
È successo che mi è mancato il coraggio.
Nella vita manca sempre un pochino di coraggio in più.
Dovevo prendere la Santa Maria, mettere in mare e partire. Invece...
Voi non fate come me, lanciatevi, non abbiate paura.
Tu, non avere paura di un razzista se devi difendere il tuo amore,
e tu di quattro schizzi di sangue
se veramente vuoi diventare un dottore.
E tu non devi avere paura di niente e nessuno per difendere tuo figlio.
Non sarete mai più forti di così, mai più belli e giovani di così.
- Lanciatevi. - Allora pure io mi posso lanciare con uno di 14 anni?
- No, tu no. - Perché? Tutte hanno il toy boy.
- Quello non è un toy boy. - E che è? - Quello è un reato!
E ti mettono in galera a te e a questo toy boy.
Prendi un chihuahua come tutti.
Ecco qua.
- Questo conto è un reato! - Fammi vedere.
- Quanto è costoso questo ristorante, ma che è? - Fammi vedere.
- Madonna. - Guarda che roba!
Quando eravamo ragazzi e il conto era troppo alto, sai cosa facevamo?
- No. Che facevate? - Facevamo "la corsa".
- Cioè? - Tu fai una cosa, avviati a casa, ci pensiamo noi.
Allora, è tutto chiaro, chi arriva ultimo paga il conto.
Cameriere, 1, 2, 3, via e noi partiamo.
1, 2, 3, via!
- Quant'è? - 198.
- Giusto. - No, solo contanti.
Faccio un bancomat.
Se mi fermo, mi freddo.
Eccoli, 200 euro, tieni pure il resto.
- Grazie. - Le mani addosso no! Guarda questo!
Ma che fai, soffi? Non hai letto le regole? Non si può soffiare.
- Bari pure a shangai, ma dai! - Spaghetti aglio e olio per tutti?
Ottimo anche per noi.
- Butto giù anche per Arnaldo? - No, microfono d'argento è in concerto!
♪ La risata di mia figlia,
quello è il cerchio più riuscito,
come un gol da centrocampo, un tramonto infinito... ♪
> Bravo.
- Piace? > È proprio bella. - Grazie.
È una mia composizione, l'ho scritta per le mie figlie.
Ci ho vinto il microfono d'argento ai salesiani, secondo su dodici.
> Hai vinto tra i concorrenti, allora. - Cioè?
> Non sai che la tua stanza confina con un convento? - Sei una suora?
> Sì, figliolo! Scusa, devo andare, buonanotte.
Buonanotte a te.
- Arnaldo, su, forza! - Piano, non ce la faccio!
Venti minuti al giorno minimo, così non fai più quelle figuracce!
Ti sei fatto raggiungere da uno che è partito un minuto dopo di tel
- Ho capito, ma mi fa male tutto! - Zitto e corri.
- Ma tu non vai all'università? - Sì, ma non me ne frega niente.
- Perché vai male, sei capocciona! - No, ho già dato 15 esami,
solo che non so cosa voglio fare da grande.
Altri dieci metri e io muoio! Facciamo una pausa, beviamo qualcosa.
- Mamma mia, va beh, andiamo là! - Ma non di corsa, camminando.
Lo non ho capito, un sogno l'avrai!
Mi piaceva lo spettacolo. Ero pure portata,
pensa che ho anche recitato in una fiction per Rete4.
Poi il direttore della fotografia con una scusa mi ha portato
sul camion della pellicola e voleva baciarmi! Mi ha pure denunciato dopo!
- Perché? - Gli ho rotto una 5000 watt tra capo e collo!
È andato in giro con il collare per due mesi!
- Ma che c'è? - Che c'è? C'è questo!
- Papà! - Parliamo a voce bassa, rimaniamo sul sobrio.
- Ma che fai vestito così? - Che faccio, è la crisi!
La crisi colpisce pure il mio settore, le investigazioni.
Non ci sono più soldi! lo avevo un'agenzia, eravamo in cinque,
ho dovuto licenziare e siamo rimasti in tre, poi due e ora sto da solo.
Adesso mi devo camuffare, i pedinamenti li faccio solo io.
- Avevi detto che mi chiamavi. - Tesoro, sono sempre al lavoro.
Senti una cosa, tesoro, ma questo qui chi è?
È un amico mio, Arnaldo, vive con noi nel nostro appartamento.
- Arnaldo, piacere, amico suo. - Caruccio, anzianotto però, eh!
Sì, ma siamo soltanto amici, solo amici.
Fammi un piccolo favore, vedi quel civico dietro di me, il 27?
Dovrebbe uscire una nana bionda sui 55 anni, dai un'occhiata.
Ho capito, però c'è un problema alla sua struttura...
Ehi! È finto! Vada a urinare dietro la siepe, giovanotto!
- Mi sembrava strano. - Diamine! Quella è scenografia!
Devo andare, altrimenti mi pisciano nel vaso.
Però chiamami, io ci provo, ma hai sempre il telefono spento.
Tesoro, sono intercettato, quante volte te lo devo dire? Ti chiamo io.
Mi raccomando, ciao, scappo, vado dalla nana.
Saranno due mesi che non lo vedevo, è diventato una statua.
- Dove vive? - Lui si è trasferito qua,
io l'ho seguito e anche se non lo vedo quasi mai,
il fatto di stargli accanto mi leva i sensi di colpa.
- Va beh, continuiamo. - Continuiamo.
- Mi ha dato un bacio! - Bene, no? - Eh, bene sì.
So che siete amici suoi e io non vi chiedo di tradirlo.
- Ma almeno ditemi come sta. - Veramente, noi non abbiamo idea.
È vero, sono tre giorni che non lo vedo, sono pure un po' preoccupato.
Forse ho esagerato, tutte quelle cose che gli ho detto...
Ma quando uno si incazza, dice cose che magari non pensa,
o che magari non le pensa in quel modo.
- Ma quando ho saputo dell'amante non ci ho visto più. - L'amante?
Non fate così, risparmiatemi queste scene!
Ma chi? Arnaldo l'amante?
Allora tu non conosci quelli con l'amante, fidati di me.
E tu non lo coprire, tanto l'ho beccato quel porco.
Ho trovato due manette nel motorino, le doveva regalare a qualche troione!
Perché una che si fa ammanettare dev'essere una zoccola!
Ma no, le manette erano mie, le ho dimenticate io nel motorino.
- Era un regalo per Natasha. - Sì, va beh!
No, è vero, la conosco pure io quel troione che frequenta lui.
Ma che conosci? Quella ha due lauree, è una ricercatrice.
Sì, di ceppe!
- Le manette erano quelle con il peluche rosa? - Sì.
- Erano le mie! - Ma perché non me l'ha detto?
- Perché non gliel'ha detto? - Non lo so.
Se almeno sapessi dov'è, che cosa fa.
(TV) Questa è stata l'interpretazione che quest'anno ha fatto vincere
la sesta edizione di: "Cantala tu, universitari allo sbaraglio".
Che ore sono? C'è un orologio qui?
Sono le due! E quando sono le due, devi guardare noi due,
perché due più due fa quattro. - Fa sempre battute. - Oh, sono le due.
- Ma che avete? - Niente. Sono le due, è finita la pausa.
- Andiamo allora. - Sì, l'uscita è da quella parte.
- Sì, conosco questo posto. - Andiamo, è tardi.
(GIOVANNELLI) Ci vediamo domani, pago domani, grazie.
(ARNALDO) Da quanto tempo non andavo a una festa di pomeriggio!
Sono vestito bene? Sono abbastanza giovane?
Beh, giovane, diciamo giovanile.
Mi raccomando, non tirare calcioni come l'altra volta.
Ma che calcioni, quello era can can applicato all'house music.
Fermi, fermi, fermi! Sapete chi è quello? Il babbo di Clelia.
Chi, il razzista? Ma siamo amici, lo conosco benissimo, gli parlo io!
Arnaldo, stai buono, tanto con quello è tutto inutile.
- Ma che inutile, ti dico che lo conosco benissimo. - Arnaldo!
- Ci conosciamo da poco, ma ti fidi di me? - No. - Gli parlo io.
- Cavalier Mazzarra! - Oh, Nardi! Come stai?
- Andiamo, è meglio. < Come sta tua moglie?
Chi l'ammazza quella!
Sai quante volte ho provato ad abbandonarla all'autogrill?
- Ritrova sempre la strada di casa! - Sono tremende!
Lo so, dillo a me. E tu, che...
lo sto con degli amici, gente giovane,
stiamo andando ad una festa. Te li volevo presentare...
Forse si sono già avviati.
Oh, Belfagor, Belfagor!
Scusa, Nardi, ti devo lasciare, mi scappa il cane,
me li presenti un'altra volta. Belfagor, dove vai? Fermati, amore.
Ti si sfila il cappottino, dai, hai anche l'eczema...
Belfagor! Belfagor!
Scusi, ha visto un cane, più o meno...
- Ci sono tanti cani qui. - Grazie. - Prego.
Belfagor.
Bel... fagor.
Belfagor! Ma come è finito lì dentro? Belfagor!
Buoni, fermi, questo è mio.
È tuo se lo prendi tu, se lo prendo io, è mio.
Lo voglio, babbo, lo voglio!
Macché "lo voglio", è il mio cane, ha anche il "micro micro chippe".
Sì, babbo, voglio pure io il micro micro chip!
Tranquillo, Adelchi, ora il babbo ti prende tutto.
Dia a me i comandi, io me ne intendo di gru.
- lo faccio il piastrellista, ho la mano ferma! - Babbo, per la pancia!
Per la pancia lo sbudelli! Lo prenda per il cappottino!
Aggancialo per la bocca!
Ma che per la bocca, non è un branzino che l'agganci per la bocca!
Stia attento perché questo è un cane di razza.
- Belfagor, buono, Belfagor. - Babbo, ma... con un cinghiale?
Quando entra in stress, il cane tende a trombare chi trova.
Non lo voglio, non lo voglio più.
Con un cinghiale, che schifo. Andiamo, Adelchi, andiamo via.
Belfagor, come hai fatto a entrare lì dentro?
Sì, però quando il babbo ti parla, stai fermo.
- Hai preso il giorno di ferie? - Lo sì, tu?
- Mezza giornata. - Che gli hai detto?
- Analisi del sangue. - Va beh, ce la facciamo bastare.
- A domani. - A domani. Per la grande giornata.
- E basta, dai! - Siamo due coglioni.
Giovanni, queste sono le uniche foto che ho scattato a tua sorella,
io ci rinuncio perché non ce la faccio.
Posso capire la passione per la montagna, ma tua sorella esagera.
Finché la devo pedinare all'Abetone, va bene,
ma quella va nel Tirolo, certe scarpate di 3.000 metri!
Ci vuole un cinghiale coi cingolati, guarda che pancia che ho!
Ma poi dove va?
Solo una domanda: come mi hai fatto vestire?
Divertiamoci un po', non facciamo mai niente.
Allora è iniziata la grande missione.
No, no, no, questo no.
Scusi, ha visto questo signore?
Ha visto questa persona per caso?
Conosce questa persona?
- Fermo. Giù, abbassati. - Mi fa male la schiena.
- Eh? - Mi fa male la schiena!
Che sei venuto a fare se ti fa male la schiena?
Per fare l'investigatore devo essere un atleta?
Stai a casa se ti fa male la schiena, vai a letto presto la sera!
Faccio l'investigatore da un giorno e già non mi piace più questo lavoro.
VOCI NON UDIBILI
< No, non la conosco.
- Lascia stare. - Non lo conosce nessuno?
Chi sono questi due stronzi?
- Ha visto per caso questa persona? - Ehi, voi, scusate!
- Si? - Colleghi?
- Sì. - Sicurezza o investigazione? - Impiegati di banca.
- Allora colleghi di che? - Lavoriamo in banca, io e lui siamo colleghi.
E che fate nel mio territorio a far finta di investigare?
- Questo è il suo territorio? - Sì, questo è il mio territorio.
Mi scusi, signor tirolese, ma non sapevamo che era il suo territorio.
- Ah, no? - Stiamo cercando una persona.
Una persona scomparsa, per questo ci siamo... era per giocare.
Ma perché fingere di investigare,
quando potete rivolgervi ad un professionista?
- Perché lei sarebbe in grado di... - lo sono molto in grado.
- E quanto tempo ci vorrebbe? - Dipende dai casi.
- E quanto ci costerebbe? - Dipende dai casi.
- Le basterebbe una foto? - Dipende. - (INSIEME) Dai casi!
Tirolese! Andiamo.
Appostatevi in piazza San Francesco, 18. Davanti al portone.
- Grazie. - Ma è sicuro? - Sicuro. Sono 100 euro!
Ci pensa il collega per le cento euro.
Ci stiamo divertendo tanto... 80?
Auguri, Osvaldo, auguri!
Tu che conosci bene Anna, che avrà voluto dire?
Dipende da com'era questo bacio.
Se era un bacio così sulla guancia, allora non vuol dire niente.
Non era sulla guancia, me l'ha dato così, sulle labbra, in bocca!
> Mortacci sua! > Che figlio di mignotta!
Adesso che facciamo, parliamo con Anita?
Èla prima cosa che dobbiamo fare, pure per rasserenare questa donna.
Era preoccupata che magari andasse con un troione,
invece: "No, no, tuo marito sta con una brava ragazza, giovane,
l'ha messa pure incinta e secondo me, sono pure innamorati."
- Dici? - Ma che cazzo dici tu? Diciamo tutto questo alla moglie?
Bisogna prendere quest'uomo, parlargli e portarlo a casa.
Ha cambiato pure pettinatura e macchina, tutta vita.
- Pettinatura e macchina! Diciamo pure questo questo alla moglie. - Sì?
Alla prima ecografia io ne ho visti due e boom, sono svenuto!
- Vuoi sapere perché l'ho tenuto? - Perché?
- Perché ho premuto il bottone sbagliato. - Cioè?
Avevo deciso di non tenerlo. Il giorno dell'operazione
vado in ospedale, prendo l'ascensore e premo il 3 per la sala operatoria,
solo che il 3 non era la sala operatoria, quello era il 4,
il 3 era il reparto nascite.
E tu lo sai come è fatto il reparto nascite.
È pieno di mamme coi bambini che piangono, strillano, ridono.
Così quando la porta dell'ascensore si è richiusa, ho premuto T.
Quel bottone è stato lo sbaglio più bello della mia vita.
Che poi attenzione, io sono favorevole al divorzio,
all'eutanasia e pure all'aborto. - Certo, certo.
Però dopo che hai visto il terzo piano...
- E il babbo chi è? - Non te l'avevo già detto?
- No. - No?
Devi sapere che ho visto una grande luce e poi alla finestra è apparso...
Va beh, sì, è arrivato l'arcangelo Gabriele!
Però ti può essere utile, quando il bambino andrà a scuola
farà la moltiplicazione dei panini, degli omogeneizzati.
- Va beh, non me lo vuoi dire. - Non te la prendere,
è solo che non è importante, lui non c'è, non lo sa
e forse non lo saprà mai.
- E fra te e Marco? - Tra me e Marco cosa?
Tra te e Marco cosa? Si vede lontano un miglio che vi piacete.
Lo non posso permettermi di farmi piacere nessuno.
E lui non si può permettere di farsi piacere una incinta, punto e fine.
Figurati se uno di 24 anni si prende una con l'ospite!
Lo sono una difficile, Arnaldo, ma non io, la mia situazione.
IMITA IL RONZIO DELLA MOSCA
Sento il moscone da qui che ti ronza nel cervello!
Camilla, rilassati, sei giovane, guarda alle cose
con un pochino più di speranza. È proprio vero quello che si dice,
noi passiamo gran parte della nostra vita a preoccuparci di cose
che poi non accadono.
- Va beh, paghiamo? - No, cioè, vai in macchina e aspettami li.
- Che vuoi fare? - Che voglio fare? Niente!
Sono due giorni che vado a correre, voglio vedere se ho fatto progressi.
- No! - Sì.
Tieni questo. Passa dal vicolo stretto, io invece vado dritto.
- Ragazzo, il conto! - Ah, il conto!
Il conto!
Sono qui, sono qui. Dove vado? Sono qui.
Figlio di puttana!
- Caffè? - No, veramente siamo ancora alla panzanella.
- Allora, ce l'hai fatta? - Grande!
Bravo!
- Però sei pazzo. Dai, andiamo. - Andiamo.
Che c'è?
Ho fatto una corsa perché avevo paura che chiudesse il bancomat.
- Ecco i soldini, tieni pure il resto. - Grazie.
Ancora con queste mani addosso, io ti denuncio!
Non venite a mangiare qui, mettono le mani addosso! Ho fatto anche tardi.
- Eccolo. - Arnaldo, non puoi arrivare in ritardo!
Poi ti racconto. Complimenti, ti sei vestito benissimo.
- Hai suonato? - No. - Suono io.
- La poesia la sai? - Sì. - I fiammiferi li hai portati?
- Ho tutto! - Bravo, entro prima io, ma ti lascio la porta aperta.
Un minuto, un minuto e mezzo di spiegazione e poi ti chiamo.
- Chiaro! - "Tu meno chiaro"! È una battuta.
Aspettami qui. Dai, dai, dai!
È permesso? Cavalier Mazzarra!
Oh, Nardi! Che fai qui?
Sono due giorni che ci incontriamo, qualcosa vorrà dire.
Clelia! Non me l'avevi detto che le sorelle erano duel
- Come è galante! - Galante e bugiardo.
- Eminenza. - È cieco. - Eminenza.
Cavaliere, devi sapere che è il destino che ci ha fatti rincontrare.
Mio nipote è il fidanzato di tua figlia.
- Ma che dici? Bene, sono contento. Dov'è? - È fuori.
- Facciamolo entrare, siamo qui apposta. - C'è un problema,
il ragazzo è molto timido. È uno di quei ragazzi all'antica,
che sente la responsabilità della timidezza.
Ma che c'entra la timidezza, siamo tutti in famiglia, fallo entrare.
E allora ve lo voglio presentare in un modo un po' particolare.
Se permettete, userò un espediente prima di farvelo conoscere.
- Che devi fare? - Niente, tranquillo, Mazzarra,
sarò gentile e veloce, come lo slogan della mia banca.
Com'è simpatico Nardi, mi ha sempre fatto ridere,
vediamo che combina.
Ha sempre avuto l'animo artistico. Quando eravamo giovani
ci faceva due coglioni con quelle recite! - Aldo!
Devi conoscere prima l'anima di questo ragazzo,
tu lo devi guardare con il cuore e dopo con gli occhi.
È una persona importante, starà con tua figlia.
Capito, zio? Il Nardi ha chiuso gli scuri per farci capire
prima il cuore del ragazzo. - A me non mi cambia un cazzo!
- Zio! - Vai, Edoardo, è il tuo momento.
Buongiorno a tutti. Grazie per avermi accolto nella vostra casa.
Ma soprattutto grazie per avermi cambiato la vita,
è cambiata da quando Clelia ne è entrata a far parte.
Deve essere di Perugia, dall'accento. Bene, è città ricca.
E per dimostrarvi tutta la mia gratitudine, vi ho portato un dono.
- Anzi, tre doni. - Accidenti, è anche generoso.
- Tre fiammiferi. - Non deve essere di Perugia, ma di Genova.
Il primo per illuminare la persona che ha messo al mondo
questa meravigliosa creatura. Grazie.
Il secondo per illuminare chi l'ha cresciuta, bella,
serena e con nobili principi. Grazie.
Il terzo per illuminare il volto della mia amata,
per illuminare il suo sguardo, la sua pelle, il suo sorriso ed infine...
L'oscurità intera per immaginare la sua bellezza
mentre la stringo tra le mie braccia.
Dov'è, dov'è? Non lo vedo.
- Com'è, com'è? - È nero.
Grande, Edoardo, sei andato forte!
Allora, signora? Che ne pensa del giochino?
- Lo zio che ne pensa? - Non ho capito una beata sega.
Era solo un modo buffo per ricordarci certi nostri retaggi culturali,
di quando eravamo giovani, mi ci metto anche io dentro!
Noi siamo quella generazione a cui piacerebbe dare nostra figlia
ad un bel toscanaccio come noi, però l'amore è amore,
e non c'è colore...
Ti do una brutta notizia, Nardi. Obama, qui, ce l'ha un colore.
Ed è un colore che a me "non mi garba un cazzo".
Te l'avevo detto che con lui era tutto inutile.
È vero, è inutile parlare con te, babbo.
Edoardo aveva ragione a non voler venire. Sai che diceva?
Diceva che eri un razzista, retrogrado e ottuso!
Non ti piace il suo colore? Bene!
Invece a me non piaci tu! Cazzo!
- Clelia, non essere volgare. - Mamma, che ci vuoi fare?
- Avrò preso dal babbo, purtroppo. - Un po' anche dallo zio.
Mazzarra, ricordi quando eri in difficoltà con la ditta
e venisti a chiedere dei finanziamenti alla mia banca?
La mia banca te li dette, malgrado tu non avessi molte garanzie.
Tu non facevi altro che ringraziarci:
"Grazie, grazie, mi avete salvato l'azienda,
siete la banca più buona e più bella del mondo."
Ecco, se quando venisti a chiedere il finanziamento...
mi avessi trovato così...
mi avresti detto: "Il tuo colore non mi piace per niente, negro!
Il finanziamento da te non lo voglio."
Zio, lei che è un uomo di cultura, sa che cosa diceva Prévert?
Non so neanche chi è, figuriamoci se so cosa diceva.
Prévert diceva: "Fate pure entrare il cane coperto di fango,
si può pulire il cane e si può lavare anche il fango,
ma per quelli che non amano né il fango né il cane,
quelli no, quelli non si possono pulire."
Va beh, è andata così.
Cortesemente, mandatemi a casa il conto della lavanderia.
Aldo, signora, zio. Vado via.
Chi se ne va? Non ho capito. Il nero?
Esposito, eccolo là!
Ma che ha in faccia? È tutto "smerdoccato"!
Questo sta facendo cose strane, dobbiamo fermarlo! Andiamo!
- Espo'! Andiamo! - Lo fermiamo adesso?
No, prendo un appuntamento e poi ti chiamo! Dai!
Ecco quest'altro! Buonasera. Allora?
- Sei venuto a studiare anatomia? - Ma che hai in faccia?
Niente, niente. Sei in forma? Hai preso le vitamine?
- Ma quale forma? Non ci si metta anche lei. - Cioè?
- Non ne posso più. - Di chi?
- Di Anna! - Di Anna?
Per me è un incubo! Sto al gioco solo per far contenti i miei amici!
È il sogno di tutti avere la professoressa bona.
E poi ha il culo a frisbee, a me non piace.
Allora, se ha il culo a frisbee e a te non piace,
guarda come si fa, si prende il libro e via.
Oggi le mandi un bel messaggino con le faccine, come fate voi giovani
e le dici: "Anna, a ripetizione da te non ci vengo più."
- Davvero? - Davvero.
Oggi è pure il suo compleanno, mi aveva detto se restavo alla festa.
- Quella la festa vuol farla a te. - Per l'amor di Dio.
(ARNALDO) Allora, forza, vai!
Che dire? Grazie. Mi ha tolto davvero un peso.
- Dopo di questa, mi arrendo. - Vai, Massimo, sei libero.
- Arnaldo, scusa! - Che cazzo fate voi qui?
- Che facciamo noi qui? - Tu ci devi dare delle spiegazioni!
- Entrate. - È cioccolata quella?
- Secondo te? - Lo chiedo.
Ragazzi, non toccate niente, mi vado a lavare la faccia.
Arnaldo, hai cominciato a drogarti? Guarda dove sei finito!
- Che posto strano! > È una storia lunga.
- Raccontacela, abbiamo tempo. > Ma io non ho tempo!
Certo, è troppo occupato a imparare a fare le pappine.
- A comprare carrozzine e biberon! - Ma che è questo casino? Chi siete?
- Siamo amici di lui. - Edoardo, sono amici miei, scusa.
Ragazzi, stringiamo, che è questa cosa delle pappette, biberon?
Ti abbiamo visto con la ragazzetta.
Non è come credete! Devo spiegarvi... Che c'è ora?
- Lo e te dobbiamo parlare! - E lei chi è?
No, voi chi siete? E soprattutto dove sta Massimo?
- Non lo so! - Te lo dico io dove sta.
- L'ho visto che scendeva, che gli hai detto? - Niente.
- Voglio sapere che gli hai detto! La colpa è tua! - Ma no...
- Ragazzi, venite un attimo con me. - No, aspetta.
Ma dove vai? Dove vai? Devo parlare con tel
Arrivo subito. Andate su.
- Ma quante ce ne hai? - Sei un paraculo! - Paraculo? È un genio!
- Aspettatemi qui. - Che c'è qua? La camera da letto?
< Arnaldo, Arnaldo.
Mortacci tua, hai pure le donne dentro al muro?
- Sei proprio un paraculo! - Ma chi sei?
Arnaldo, scendi e parla con me, altrimenti salgo io ed è peggio!
- Arrivo! - No, ora!
Che bello, siamo circondati!
< Arnaldo? Ti va di farti una delle nostre orette?
- Chi è? - Chi è questa?
- Eh, chi è? < Arnaldo, mi senti?
- È una 25enne. - Bene!
- Ninfomane! - Ninfomane! - E vai!
Fate una cosa, parlate con lei, però non uscite da questa stanza.
- Ok? - E chi si muove?
Chiudi. Ha detto "parlateci".
- Parlate-ci, ci parlo io. - Ci parli noi.
Buonasera signora, non sono Arnaldo, ma un suo carissimo amico!
Gli amici di Arnaldo sono i miei amici.
Veramente ci sarei anche io, siamo in due.
Bene, più si è, meglio è.
- Più si è, meglio è! - Anche lei è studentessa?
No, io sono solo una semplice peccatrice.
- Anche noi! - Siamo tutti peccatori, senza indulto!
Lo non ho fatto la Prima Comunione e neanche mi sono mai confessato!
- Potrebbe scavalcare, signora? > No, è una parete!
Facciamo un buco nel muro, hai un cucchiaio?
Sì, lo porto sempre con me, ora però...
Un cucchiaio?
- Dov'è? - Arnaldo, sto qual Si può sapere che gli hai detto?
Lo non gli ho detto niente, è stato lui che mi ha parlato!
Sei tu che l'hai convinto ad andare via perché sei geloso di me.
Lo geloso di te? Ma smettila!
Lo puoi dire, non c'è nessun problema.
Non saresti l'unico sulla cinquantina che si innamora di una più giovane.
A parte che sarei meglio io di te, che circuisci un minorenne.
Ma che circuito e circuito! Lo non circuito niente.
E poi lo hai mandato via oggi che è il mio compleanno!
Appunto, invece di invitare il tuo babbo che non lo vedi mai,
inviti un ragazzino di 14 anni? - Ancora con questa storia!
L'ho invitato, me l'hai fatto chiamare 20 volte,
poi gli ho mandato un messaggio, ma tanto non li legge.
Anna, dimentica quel ragazzo, davvero, era terrorizzato da te,
stava al gioco perché gli piaceva fare il gradasso con gli amici,
la supplente bona... ma era terrorizzato!
- Non è vero, non ci credo. - E invece ci devi credere,
perché aveva paura, hai capito? Mi ha detto anche che fisicamente...
non lo facevi impazzire, mi ha detto che avevi... capito?
Un po' il... il... il culo a frisbee.
Ha detto proprio: "Non mi piace, ha il culo a frisbee."
- Scusa, chi ha il culo a frisbee? - Beh, non ce l'ho io,
ce l'hai tu il culo a frisbee. - Ah, si? - Sì.
Questo ti pare un culo a frisbee?
- Mettilo via. - No, ti pare un culo a frisbee?
Lo ti dico: Ciccia, mettilo via!
Certo! Perché voi uomini siete tutti uguali, puoi avere 14 o 50 anni,
ma non ce n'è uno capace di saltarti addosso come si deve!
- È permesso? - Oddio, questi chi sono?
- Disturbiamo? - È l'amministratore di condominio?
Certo, sono l'amministratore, stavo guardando se la condomina
aveva la chiappa adatta alla tazza! Sto scherzando.
Camilla mi aveva detto di un amministratore
che scassava la minchia in continuazione.
Ah, ecco, perché voi siete i genitori di Camilla?
- Certo, perché, non si vede? - Ovvio. Bene!
Sono arrivati i genitori di Camilla. Ecco, siamo al completo!
Madre mia, sapevo che finiva così! Adesso che faccio?
Tranquilla, adesso troveremo una soluzione. Intanto dimmi dove sei.
- Dietro casa. - Puoi andare a dormire da Marta
- e poi gli diciamo... - No, quelli finché non mi vedono non se ne vanno.
Ci possiamo inventare che sei andata a fare un corso a Firenze.
Guarda in che situazione mi dovevo trovare!
- Devo riflettere, Anna, ti richiamo. - Si. Ah, Camilla...
rifletti pure su come fare arrivare la torta a casa.
Sei un'egoista, Anna, veramente. Ciao!
- Camilla dov'è? - Camilla dov'è?
In facoltà, ma l'abbiamo chiamata, ora dovrebbe arrivare.
Faccio un caffè?
- Pane "ca' meusa"? - Quello è palermitano.
- Noi siamo di Catania. - Ah, è vero, è vero.
Voi avete un pochino questa rivalità tra Catania e Palermo.
È come da noi Pisa e Livorno. Voi avete Catania e Palermo.
Real Madrid, Pistoiese, cioè quelle... forse questa meno.
Faccio un caffè, al ginseng, che vi dà una botta... ve lo faccio.
- Ma non gli ha dato sempre un altro indirizzo? - Ma che ne so!
- Insomma, che facciamo? - Per ora due caffè, poi è un bel casino.
Lo direi un gran casino!
SQUILLO DEL CELLULARE
Eccola! Camilla, dove sei?
- Qui sotto. - Aspetta, ora li distraggo, così puoi entrare.
- No, non c'è bisogno. - Come non c'è bisogno? Ti vedono!
Ho deciso di affrontarli. Sono stanca di dire bugie,
sono stanca di questo teatrino e soprattutto sono stanca di...
di studiare asma di piccioni e diarree di furetti.
Sei sicura? Hai resistito tutto questo tempo!
- Li affronto! - In bocca al lupo.
Grazie.
- Li affronta. - Li affronta.
> (ESPOSITO) Sorella, ci scusi, non volevamo mancarle di rispetto.
C'è stato un fraintendimento, il nostro amico Arnaldo
ci ha fatto uno scherzo e noi ci siamo cascati!
Ora, se mi consente, io approfitterei per farle una domanda:
voi religiosi, che siete persone di cultura,
moralmente rette, ecco, moralmente parlando,
la figlia della cugina di mio padre,
è da considerarsi mia cugina diretta, carnale di sangue, oppure no?
No, figliolo.
- Cos'era quel rumore? - Niente, sorella, è caduto il Vangelo.
Raccoglietelo.
Allora, da dove vogliamo cominciare?
Sì, forse da qui.
Per molte ragazze è un punto di arrivo,
per me sarà un punto di partenza.
Immagino che questa sia la delusione più grande che vi potessi dare.
Sono scappata di casa, in tutti questi mesi non sono mai venuta.
Il punto è che non ho avuto fiducia in voi.
Tante volte mi sono detta: "Devi parlare con loro,
sono la tua famiglia." Però poi pensavo che non avreste mai capito.
Che non avreste mai accettato un figlio senza un padre.
Non sapendo se maschio o femmina, abbiamo scelto dei colori neutri.
- Se non ti piace, lo puoi cambiare. - No, mamma, è bellissimo, grazie.
Te lo abbiamo letto negli occhi, in quelle foto che ci mandavi.
Prima era tutta la figura, poi ti sei fermata qua, poi solo la faccia.
Una mamma capisce certe cose.
Grazie, grazie, grazie, grazie.
Gioia mia.
Fermi, fermi, sorridete!
Bellissima.
Aspetta!
VOCI SOVRAPPOSTE
CAMPANELLO
- Il campanello. - Apro io. - Bravo, vai.
Auguri, Anna.
Cucù! Sono il babbo di Anna. Piacere.
Somalo? Alla grande.
Scusate l'interruzione, ma come si dice "meglio tardi che mai".
- Tesoro mio, tanti auguri. - Papà, che sorpresa! Grazie!
- Allora leggi i messaggini? - Certo che li leggo,
non rispondo perché ho i ditoni e non digito bene.
- Ma non è il tirolese questo? - Sembra anche a me.
Si è comprato il vestito nuovo coi 100 euro nostri!
- Nostri? Miei! - (ARNALDO) Noi ci siamo visti al giardino.
Non è quello della panchina? Il tuo amico anzianotto?
- Era vestito di gesso, di... - Sì, stavo lavorando. Vi divertite?
Ma solo io devo avere un babbo stronzo?
Tutti gli altri cambiano, il mio non cambia mai.
Che palle. Va beh!
Ma che è questo rumore? Pare un carro armato!
Ma non è niente, lascia stare.
BIP DELLA RETROMARCIA
Buonasera a tutti.
Ciao, Clelia. Edoardo.
I miei ragazzi erano qui vicino a fare un lavoro
e allora ne ho approfittato per fare un salto su. - Ciao, babbo.
Buonasera, cavalier Mazzarra.
Lo non sono mai stato bravo a fare i discorsi, quindi non li farò.
Edoardo, ti ho portato l'invito del matrimonio di quell'altra figlia.
Mi farebbe molto piacere che tu ci venissi con Clelia.
- Per me è un onore, cavaliere. - Vai, amore!
Bene, vedo che c'è una festa, quindi tolgo il disturbo.
Vai, tira giù.
Vai, tira giù. Giovane! Tira giù!
Cavaliere, scusi se disturbo, ma dato che c'è anche l'ascensore rotto,
le dispiace se approfittiamo per un passaggio? - Venga.
Anche perché è una cosa talmente strana... Sei mai stato su una gru?
Non ho mai preso la gru.
Le dispiace? Scusi. Arrivederci, allora auguri.
E allora, approfitttamo?
- Prego, signora. - Perché è una cosa strana, non l'ho mai provata.
- Ciao, gioia, ci sentiamo domani. - Ciao, mamma.
Grazie, signor Nardi, senza la sua telefonata...
Non è pericoloso, vero?
- Camilla non dove sapere niente. - Mai.
Ciccio!
- Ciao, gioia. - Ciao, papà.
Grazie.
Non puoi capire che flash il film di ieri sera, troppo romantico!
Quando lui stava per darle il primo bacio, lei gli ha detto:
"Aspetta, non qui, vieni." - E dove lo ha portato?
- In un parco tipo questo e ha voluto che lui la bendasse. - Perché?
"Perché così posso sentire meglio il sapore di un amore che inizia."
Adolescenziale, tipo i fotoromanzi di una volta.
- Perché, tu non lo faresti? - Che cosa, in che senso?
"In che senso?" Tu lo faresti o no in un parco tipo questo?
Certo!
< (ARNALDO) Nessuno meglio di chi ha 20 anni
può farti capire che non li hai più!
< E quando lo capisci non c'è altro da fare che correre, correre avanti
e tornare al futuro. Insomma, al tuo tempo.
- Metti bene questi tovaglioli! - Che figlio di puttana.
Che dolore, era meglio un mandolino.
> (ANITA) Andiamo, bambine, dai, altrimenti facciamo tardi.
Ho il fiatone. Tre cose:
Primo, io sono innocente.
Secondo, niente zuppe e passatini, a me piace la pasta.
Terza cosa, la più fondamentale,
a me l'alba boreale...
mi fa cacare!
Tornato entro dieci giorni, scommessa vinta.
- Che schifo! - Sulla bocca!
- (NATASHA) Chi è? Who is that? - Cribbio, chi siamo?
Non ce la faccio più!
- (DAL CITOFONO) Chi è? - Abbondanza, sono Floriano, ti ricordi di me?
Floriano? Floriano mio cugino?
Sì, cioè, noi non siamo proprio cugini di primo grado!
Scusate, piccioncini, un favore,
potreste andare a pomiciare sotto quel platano laggiù?
Qui c'è gente che lavora, grazie. Gentilissimi!
Che lavoro di merda. Ma vaffanculo, prunaio!
Alle nove da Procopio, puntuale.
Sarò in anticipo, cavalier Mazzarra.
Marcucci, pericolo scampato, non siamo più tredici a tavola.
E vai!
Floriano! Dove vai?
MIAGOLIO
Maiala!
Testa di cazzo!
< (ARNALDO) Hai proprio ragione, Camilla,
questa bella panciona fa paura a un ragazzo di vent'anni.
< E così la nostra storia finisce, o forse inizia proprio qui.
< Ma c'è un'ultima cosa che voglio lasciare a tutti voi.
- Cos'è? - Un regalo di quello che abitava prima nella tua stanza.
E questa?
No!
< (ARNALDO) "Cari ragazzi, la cosa che non vi ho detto...
è che negli anni 90 girarono uno sceneggiato su Cristoforo Colombo,
io e quattro amici abbiamo fatto le comparse per due mesi
e poi non ci pagarono!
< "Per vendetta, con un trattore, gli rubammo la caravella,
invece di metterla in mare..."
- Camilla, ce la fai? < (ARNALDO) "la nascondemmo." - Sì, tranquilla.
- Oh, ragazzi, c'è la fornace! - È vero! - Pazzesco.
Ma dimmi tu!
- Ragazzi, qua non c'è niente. - Forse si è sbagliato.
Forse ci ha preso in giro.
< (ARNALDO) Eccola qui la mia Santa Maria!
< (ARNALDO) Ora è vostra.
< ll mio coraggio l'ha portata fin qui,
ma questa ormai è un'avventura del passato.
- E tu che ci fai qui? - Me l'ha mandata Arnaldo.
Ma che ci fai tu? Con un bambino tra le onde.
Parto per un viaggio, vuoi venire?
Ah...
- Ah, mamma mia. - Camilla!
- Camilla! - Mettile la giacca sotto la testa.
- Mamma mia, ora lo faccio! - Stringi la mano.
- Mamma mia, ora lo faccio! - Stai scherzando? - No!
- Chiamiamo qualcuno, un'ambulanza. - Ma come fa ad arrivare qua?
Corri a chiamare qualcuno, muoviti! Guardami e respira. Guardami!
URLA DI DOLORE
Spingi! Spingi, vai, bravissima!
Vai, eccola, ci siamo! Vail
Eccola! Eccola! Eccola!
VAGITO
Bella!
< E questo invece, è sicuramente il futuro.
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