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VOCI SOVRAPPOSTE
Vi ricordate Enzo Sarnataro? Lo chiamavano Vincenzo il Pitbull.
Se ti mettevi contro di lui, poteva mangiarti vivo!
E con te che mangiava? Le tracchiulelle? RISATE
Don Raffaele, chi è stato il boss più spietato?
Non si può dire. Ognuno di questi aveva una sua arte, una sua tecnica,
un suo livello di "sadicità".
Quello che possiamo dire con assoluta certezza
è chi è stato il boss più fesso di tutta la camorra napoletana:
Tonino Esposito della Sanità, figlio del grande Don Gennarino Esposito.
Allora, vedi quei bambini laggiù?
Ora vai lì e ti fotti la bicicletta.
Se poi qualcuno ti dice qualcosa, gli fai vedere questa.
Ok? Vai, vai.
(Don Raffaele) Don Gennaro fu un capozona di prim'ordine,
ma suo figlio Tonino, dal padre, non aveva pigliato niente.
< (bambino) Ti vuoi fottere la bici mia? Ti spacco la testa, hai capito?
< Prenditi questo!
Un giorno, quando Tonino era in terza elementare
la maestra gli assegnò un tema dal titolo "Il mio papà"
e quel fesso di Tonino cominciò il tema dicendo...
"Il mio papà è un grande capozona della camorra"
e raccontò per filo e per segno ogni attività criminale di Don Gennaro.
Aspettate, è mio figlio.
Che cavolo hai fatto?
Tu non sei figlio mio. Tu non sei figlio mio!
(Don Gennaro) Tu non sei figlio mio! Tu non sei figlio mio!
Quando Tonino si fece uomo suo padre lo mise a lavorare in ufficio.
Il suo compito era nascondere i soldi del clan.
Una cosa facile. Che ci vuole?
Vai, vai con queste mazzette!
Mettiamo 50 da una parte e 100 dall'altra!
Vai, vai, avanti con questo cellofan!
Carica, carica! Carica!
Basta così.
Dài, metti il pomodoro, versa.
Versa! Vai, non ti mettere paura, vai!
Basta così, chiudi tutto e carica.
Dài, dài!
Avanti!
Sei mesi dopo, quando andò a tirare fuori i soldi
Don Gennaro ebbe una bella sorpresa.
Don Genna', pure questi sono fradici.
Però mamma lo dice sempre...
Questi sono soldi sporchi!
Cioè, non sporchi di salsa...
Questo non è figlio mio.
Poi Don Gennaro fece la fine che fece
e il sistema decise di nominare un nuovo capozona per la Sanità.
Don Gennaro ha guidato il quartiere con la mano ferma di un grande boss.
Adesso che non c'è più, questo clan spetta al suo successore naturale,
il ragazzo che lui ha cresciuto a sua immagine e somiglianza...
Don Pietro De Luca!
Don Pietro De Luca era un uomo ambizioso, spietato,
non si fermava davanti a nulla.
Vi ricordate come lo chiamavano? Il Terremoto!
E Tonino che fine fece?
Per rispetto a suo padre, De Luca lo tenne nel sistema.
Praticamente non faceva niente,
ma comunque Don Pietro gli versava un sussidio di mantenimento
per lui e per la famiglia sua.
La nostra storia comincia una sera di Capodanno,
un anno che avrebbe cambiato per sempre la vita di Tonino il Fesso.
Amedeo! Tanti auguri a te e famiglia!
Buona fine e buon principio!
Chi? Rosetta?
Passamela!
Rosetta! Tanti auguri a te e famiglia!
Buona fine e buon principio!
Perché comprate 'sti cosi duri? Non si riescono a mangiare!
-Il roccocò dev'essere duro, è tradizione. -Ah, 'sta tradizione!
- Mangia gli struffoli. - No, prendo il panettone.
Mi state rovinando 'sta nipote mia.
È nipote anche mia. VOCI SOVRAPPOSTE
Tonino, che è successo?!
- Che è stato? - Siediti, siediti.
- Ahia... - Signora, suo figlio si è ferito in battaglia.
- Ecco che succede a sparare i botti! - No, è caduto dalla scala!
- Sono caduto dalla scala! - Sul serio?
Sì, stavamo sul terrazzo condominiale
e per sistemare i tracchi lui è salito sopra al tetto,
è inciampato ed è caduto di testa. - Perché fai queste cose pericolose?
Mamma, non rimproverarmi! Ho la testa aperta!
- Ma dài... - Ci vogliono i punti!
Patrizia! Ci vogliono i punti! Lo vedo dalla faccia!
Portatemi all'ospedale! Sei Genny?
Io?! Madonna...
- Fatemi vedere Genny! - Sta morendo! Vuole vedere il figlio!
Sto svenendo, sto svenendo!
- Sto svenendo... - No, no, tenetelo!
No, non ti preoccupare. Quel fesso di Tonino è caduto dalla scala.
Ma ci sta pure zia Maria?
Passamela!
Zia Maria! Tanti auguri a te e famiglia!
Buona fine e buon principio!
Non passarono neanche due mesi da quel Capodanno disgraziato
che una mattina Don Pietro De Luca mandò a chiamare Tonino.
Ho fatto prima che potevo.
Affrettatevi. Don Pietro ha premura di conferire con voi.
- Ti devi muovere, Don Pietro aspetta. - Ah, sì.
Lascio questo qua, casomai ci date un occhio voi.
Vabbè, non un occhio. Date uno sguardo...
Vabbè, lo lascio qua, tanto nessuno tocca niente, eh?
(Tonino) Onorato.
(Don Pietro) Ti piace?
Il quadro, dico...
ti piace?
Si è rotto!
Rotto?! È stato tagliato apposta.
L'ho preso all'asta a un milione e mezzo di euro.
Ma già era rotto? Cioè, era tagliato?
Questo è il motivo per cui costa così tanto.
Come i jeans strappati che si compra mia figlia, no?
Più sono strappati e più costano, ho capito bene?
Non hai capito un cazzo.
Eh, infatti.
L'artista, tagliando la tela, vuole compiere un gesto artistico
perché questo ti permette di vedere attraverso un...
Attraverso?
Hai capito, no?
- No. - La domanda che si fa l'artista...
Dice: "Ma..."
"dietro al quadro..."
"che c'è?"
- Il muro! - Vabbè, andiamo a sederci.
Che ne so... Forse la finestra?
Siediti. Ti ho chiamato per una cosa importante.
La vedi questa, eh?
- Sai perché l'ho strappata? - È un gesto artistico?
Per vedere attraverso?
- Ma sei stronzo? - Abbastanza.
L'ho strappata perché è falsa. Sai dove l'abbiamo trovata?
All'asta?
Vado all'asta e compro i 500 euro falsi?
Vi siete comprato il quadro rotto e pensavo...
L'abbiamo trovata nei soldi che hai dato a Don Armando il ragioniere.
- Io? - Dopo il giro dei negozi del tuo quartiere.
Com'è possibile? Non vi preoccupate, ora metto a posto tutto.
Vado in tutti i negozi finché non trovo chi ha messo quei 500 euro!
La cosa non si deve sapere, tu non devi fare niente.
Ma Don Pietro, non è giusto. Il pizzo si deve pagare!
-Non bisogna chiamarlo pizzo! Si chiama... -Contributo per la sicurezza.
Oh. E questi commercianti tuoi devono sapere che noi li proteggiamo.
- Il sistema... - Fa per il commerciante
quello che diciamo... in un certo modo... lo Stato non arriva a fare.
Cioè, lo Stato... il sistema dello Stato non fa per i...
- Andiamo, ti faccio vedere una cosa. - Meglio, sto sudando.
(Don Pietro) Napoli...
dicono che è la città più bella del mondo, perciò non vuole cambiare mai.
In 2.000 anni di storia solo due persone hanno tentato di fare la rivoluzione:
Masaniello e Pimentel Fonseca.
Era un attaccante del Napoli!
Tutti e due sono stati uccisi e sai da chi, Toni'?
- Dai napoletani stessi. - Ah, i tifosi!
Se vuoi fare qualcosa di buono in questa città...
fai sempre una fine di merda.
A tuo padre promisi che se gli fosse successo qualcosa,
a te avrei badato io, e così è stato.
Non ti avrei mai fatto sporcare le mani. Le tue mani come sono?
Abbastanza pulite, un po' impolverate perché mi sono appoggiato.
Toni'... ora ti devo chiedere una cortesia personale.
Ma tu perché vuoi fare questo lavoro?
Se tu la smetti di fare questo lavoro, sai che faccio?
Ti aumento il sussidio. Eh!
- Adesso quanto pigli? - Piglio 5.000 euro.
- Facciamo 10.000. - Che? - Non devi fare niente.
Devi stare seduto a guardare il sole, il panorama. Non fare niente.
Ti do il reddito di cittadinanza a vita. Sei contento?
Grazie, Don Pie'. So che lo state dicendo per me.
- Eh. - Però...
- Però? - Però se adesso faccio come dite voi...
se smetto di lavorare per il sistema... poi a che servo?
Adesso non è che faccio tanto,
però quella volta al mese che nei negozi vado a raccogliere il pizzo,
il contributo per la sicurezza,
mi pare che sto facendo qualcosa, che non sono proprio inutile.
Mi sembra che se mi vedesse mio padre, non si vergognerebbe proprio di me.
Non ci pensare, eh? Era solamente una proposta.
Ricordati solo una cosa.
Se... Non guardare la mano.
- Eh, gli occhi. - Guarda me, eh?
Se qualcuno fa qualcosa a te, lo sta facendo pure a me.
Gli occhi.
Non vi preoccupate, Don Pie'. Non succede più.
Adesso vattene.
Vattene!
- Chi dette la banconota falsa? - Chi lo sa?
Tonino la notte non dormì.
La mattina cominciò a indagare.
- Ma che fai? - Sto pulendo, Don Raffaele.
Ma che stai facendo?! Tu sei matto!
La testa è la cosa migliore!
La testa tua non è buona! Tu non sei buono! Vattene!
RISATE, VOCI SOVRAPPOSTE
RISATE
Mamma mia... Dammi il coltello.
Dicevo... Tonino si svegliò una bella mattina
e andò a prendere Enzuccio, un suo collaboratore.
- Don Tonino, i caschi? - Lasciali lì, nessuno tocca niente.
Hai capito bene?
Certo, non diciamo della banconota falsa, sennò facciamo una figuraccia,
però dobbiamo vedere se lui sa qualcosa. - Sì, senza far vedere. - Sì.
- Parlando del più e del meno. - Sì. - Senza esagerare. - Sì.
Don Oreste amabile...
Buongiorno, Toni'. Un attimo e sono da voi.
Prego, signora.
Siete venuti per il pezzo?
Ecco a voi.
- Non vi fidate? - Non posso controllare? - Certo, ma non l'avete mai fatto.
Avete visto che squadrone abbiamo fatto quest'anno?
- Eh? - Il Napoli.
Voi non siete tifoso? Non avete l'abbonamento al San Paolo?
-Ma perché? -Chiedevo del più e del meno. -Sapete che cos'è?
- Girano banconote false. - Quindi faccio l'abbonamento? - Che c'azzecca?
- Già! - Avete detto voi dell'abbonamento. - No, l'ha detto lui!
L'ho detto per parlare del più e del meno!
Non è che per caso vi è capitata tra le mani
una banconota falsa da 500 euro?
Me ne sarei accorto subito! Solo un fesso non se ne accorgerebbe!
Infatti, "solo un fesso".
Ma perché questa domanda?
E si dice che il diesel lo levano di mezzo... perché inquina!
- Che cos'è? - Arrivederci, Don Ore'!
- Che c'azzecca il diesel? - Niente.
(Tonino) Ma dici un'altra cosa, no?
La stessa scena si ripeté in tutti i negozi del quartiere.
Con queste stampatrici si possono stampare tutte le cose?
Ha il toner, stampa grandi quantità. Voi quanti fogli dovete stampare?
- Cinquecento! - Uno! - Uno! - Cinquecento!
Un pezzo da 500, un pezzo così, viola.
Tonino e Enzuccio si fecero palmo a palmo ogni attività commerciale della Sanità.
Non ci possiamo fermare dieci minuti? Io ho una fame!
No, devo scoprire chi è stato, sennò non vado a casa.
Non sanno chi è Tonino Esposito! Pensano che sono fesso, ma non lo sono!
Io so come farmi rispettare!
- Il mezzo... - Trovo il mezzo per farmi rispettare!
- Il mezzo non ci sta più. - Che mezzo? - Il mezzo, Don Toni'!
Il mezzo!
- Il mezzo mio lo avevamo messo qua? - Eh, sì.
- Mi hanno fottuto il mezzo! - Però hanno lasciato i caschi.
Allora ci mettiamo sopra i caschi e andiamo! Mi hanno fregato il mezzo!
- Se lo saranno portato via i vigili! - I vigili rubano i mezzi?! Enzu'!
- No, dicevo... - Mi hanno rubato il mezzo! È uno schifo!
Siamo arrivati a uno schifo! Enzu', adesso che faccio?
Eh... scendiamo per il Duomo!
E chiedo la grazia per trovare il mezzo?
No, salendo facciamo la denuncia ai carabinieri
e vicino c'è un negozio che ha la mozzarella buona!
Ma sei scemo! Entro e dico: "Buongiorno, brigadiere,"
"eravamo andati a chiedere il pizzo e ci hanno fottuto il mezzo!"
Il contributo per la sicurezza.
- Che faccio? - Chiamiamo De Luca!
No, non deve sapere niente! Quello mi sputa in faccia.
Non deve sapere niente nessuno!
Andiamo a prendere il pullman e torniamo a casa.
- Perché? - Se andiamo a piedi, la gente ci vede con i caschi
e pensa che ci hanno rubato il mezzo. - Ma a piedi ci fermiamo in salumeria!
No, niente salumeria. Nascondi i caschi qui dentro, così non li vedono.
- Ma io ho fame. - Mangia 'sta caramella, così fermi la fame.
Ma la caramella mi apre lo stomaco!
Tornato a casa, Tonino stava come una pila elettrica
e se la prendeva con chi gli capitava sotto.
Assurdo! Voglio vedere pure io la TV!
Olga! Ma come hai fatto 'sto caffè?!
Il caffè l'ho fatto molto bene,
però hai messo il sale invece dello zucchero!
Ma se vedi che sto mettendo il sale,
me lo dici o no? - Non so, dici che il caffè è pronto quando sale.
Il caffè è pronto quando sale la macchinetta!
Non quando metto il sale nella tazzina!
Ma che ne so? Forse a te piace così!
A me piace il caffè con il sale?!
L'ho preso perché voi mettete il sale vicino allo zucchero!
È questo il problema! Se li mettete scostati,
non prendo il caffè con il sale! - Perché gridi?
- Ho preso il caffè con il sale! - Non ti piace lo zucchero? - Patri'...
Mi sono confuso, no?
Voi tenete i vasetti vicini. Distanziateli oppure cambiate il colore!
- Ma Tina dove sta? - Non viene a pranzo.
- Dopo scuola andava a mangiare con i compagni. - Ah! Quali compagni?
Quali compagni? Non ho capito.
A ora di pranzo si deve stare a casa!
Dobbiamo mangiare tutti insieme! Quella ha 16 anni!
Servono regole in questa casa!
Ehi! Pure tu con questo succo di frutta! Basta!
Non berlo quando fai i compiti! Basta!
Eeeh!
Che hai passato stamattina?!
Il caffè, lo zucchero, il sale, Tina...
Ouh! Che è? Non stai bene?!
No, no, è tutto a posto.
Ah. Mi sembrava.
- Ma quindi che devo fare con questo succo di frutta? - Bevilo, no?
- Non lo sai che la frutta prima di pranzo fa bene? - Ah. Mi sembrava.
- Posso aiutarti in qualcosa? - Prepara la tavola. - Va bene.
Subito dopo pranzo, a Tonino Esposito arrivò una misteriosa telefonata.
SQUILLI DI CELLULARE
- Pronto? - (ragazzo) Antonio Esposito? - Chi parla?
- Stai zitto, fai parlare me. Vuoi il tuo motorino? - Eh?
Se vuoi riavere il tuo mezzo, portami 1.000 euro domattina
davanti all'ingresso dell'Edenlandia a Fuorigrotta. - Ma sai chi sono?
- Porta i 1.000 euro e non fare stronzate. Ti osserviamo. - Senti un po'...
(Don Raffaele) Mentre aspettava fuori all'Edenlandia, si guardava intorno
e tutti gli sembravano sospetti.
In mezzo a quella gente di certo si nascondeva il palo.
- Antonio Esposito? - Sì. - Hai portato i soldi?
Forse non sapete con chi avete a che fare.
Aah!
Aaah!
Oh, hai portato i soldi o no?
Sì, però prima voglio prendermi il motorino.
Dammi 'sti soldi.
Piglia 'sto cesso!
Ehm, è un amico mio, ci facciamo sempre gli scherzi.
Gli ho prestato il motorino, allora...
mi ha fatto lo scherzo di... buttarlo a terra, avete capito?
Tonino non si era mai sentito tanto umiliato in vita sua.
Questa volta aveva toccato il fondo.
Soltanto uno poteva aiutarlo e Tonino andò a trovarlo la mattina seguente.
- Buongiorno, Mimmo. - Don Tonino bello! Come andiamo?
-Tutto bene. -Volete parlare al capitano? -Come va dentro?
C'è una coppia di turisti tedeschi, ma sono dentro da mezz'ora, ora escono.
Questo è per te.
E questa è per voi.
- Mezz'ora. Non fate entrare nessuno. - State senza pensieri.
Eh, ora devo stare in piedi per mezz'ora.
Il cimitero delle Fontanelle.
Dal Seicento erano stati ammassati lì i resti della povera gente
morta di peste, di fame, di terremoti.
"Le anime Pezzentelle", così le chiamava la gente
che andava a chiedere la grazia ai teschi.
Ognuno si sceglieva una testa da accudire,
ma Tonino ne aveva scelta una speciale.
- Ossequi, capitano. - Era il teschio del capitano,
un grande ufficiale dell'esercito spagnolo.
Capita', mi dovete aiutare.
Vi parlo come se foste mio padre,
perché a mio padre io non posso chiedere più niente.
A proposito, capita', voi lo avete visto? Come sta?
(teschio) No, Tonino, qui siamo in tanti.
Se lo vedete, gli potete dire...
che io mi impegno? Ci provo a fare le cose buone,
ma... non è facile, sono sfortunato.
(teschio) Tu vuoi essere come tuo padre, però guarda
che le tue scelte hanno conseguenze per te e per la tua famiglia.
La mia famiglia... Lasciate stare.
Mia figlia mi odia.
(teschio) Tua figlia ti vuole bene e si preoccupa per quello che fai.
Pure mia moglie Patrizia... Oramai sono mesi che a casa...
- Non c'è nessuno? - No.
- Non c'è acqua? - No! - Non c'è corrente?
Sono mesi che non si batte chiodo!
Quando ci mettiamo a letto, mia moglie si gira dall'altra parte e si addormenta.
E proponile qualcosa di più fantasioso:
il letto è noioso, è fatto per dormire.
Che dite?
Adesso ho capito, mi è venuta un'idea!
NOTIFICA DAL CELLULARE
- Che succede? - È mio marito.
- Ma non sta in casa? - Sì, sta al piano di sotto.
- Aspetta, vado a vedere che è successo. - Va bene.
Ma dove sta?
Che è successo?
Ma che è? È morto qualcuno?
Tutta 'sta mondezza, candele...
Tonino?
< (Tonino) Vieni, donna! Tuo marito ti aspetta!
Guarda che ti faccio vedere.
Ah...
Eh, sei senza parole, eh?
Eh... un poco.
Vieni, non avere paura.
Aaah!
Madonna, è caduto un'altra volta!
- Toni'! Tonino! - Eh?
Toni', mannaggia a te, ma che volevi fare?
Volevo fare una pazzia.
- Per me? - Per te.
Toni'...
Dopo quella notte d'amore,
a Tonino Esposito pareva di essere rinato.
Apri tu.
GEMITI
Patri', Patri'...
- Mi stavi affogando! - Volevo fare...
Mi è arrivata in canna.
Non abbiamo bisogno di fare 'ste cose.
È vero.
Mannaggia a te...
SQUILLI DI CELLULARE
- Madonna... - Il telefono.
- Non rispondiamo. - Potrebbe essere importante.
Nessuno è più importante di te.
SQUILLI DI CELLULARE
Madonna mia.
Pronto? Sì.
Don Pietro De Luca aveva un nuovo incarico per Tonino,
un lavoro di grande delicatezza.
State senza pensieri. Arrivederci.
- Che succede? - Patri', cose grosse!
- Che è? - Lo sapevo che sceglievano me!
- È scattata l'operazione Messico! - Olé!
Questa è la Spagna!
RISATE
L'operazione Messico riguardava un certo Anacleto Lopez Perez,
un grande narcotrafficante con cui Don Pietro faceva affari.
Arrivava all'aeroporto di Capodichino, Don Pietro era fuori città.
Tonino doveva andarlo a prendere e intrattenerlo fino a sera.
Un lavoro da svolgere con la massima discrezione.
È lui! Perez! Perez! Perez!
(in spagnolo) Qui! Qui!
- (in spagnolo) Siete matti? - No, siamo io e Enzuccio. Siamo qua!
Non capisce! Il viaggio vi ha fatto male?
- Che fai con questo cartello?! - È per farci riconoscere.
- "El coche"? - Eh?
- "El coche"? - Ah, cuoce! Sì, fa caldo! - Sì!
Oggi il sole cuoce proprio!
Mettetevi il cappello, un po' di ombra ve la fa!
Dov'è la macchina? "Intende"?
La macchina in tenda?! Come la mettiamo? La tenda è piccola!
La macchina è grande. L'abbiamo messa nel garage! Garage!
PARLA IN SPAGNOLO
Ma questo che dice, Don Toni'?
Siamo arrivati, la macchina è questa qua.
Datemi la borsa. Salite qua.
- Salite qua. - Prego, accomodatevi.
- (Enzo) I cappelli non gli sono piaciuti. - (Tonino) Ma sì!
È tutto a posto?
- Va bene l'aria così o è troppo forte? - Va bene!
- Abbasso un poco? - Un "poquito". Così, "asì, asì".
"Asì, asì"! CANTANO "LA BOMBA" DEI KING AFRICA
Un po' di... goliardia, hai capito?
- Va bene? - Non fa niente!
- Mettiamo un po' di musica? - No, "nada de musica".
- Metti Nada, vai! - No! Io voglio silenzio.
- Va bene. - Silenzio!
(Tonino) Certo, per il viaggio... sta stanco, capisco.
(Tonino) Vi facciamo rilassare noi, non vi preoccupate.
CLACSON
Guarda 'sto scemo! Ahò! Ti muovi?
CLACSON
Ouh! Avanti!
- Che c'è? Non vedi che sta bloccato? - Chi è questo? - Mamma mia...
- Non aprite. - Non sono scemo! - Stronzo! Scemo!
Dài, suona il clacson!
-Tranquillo, adesso si scoccia e se ne va. Avete capito? -Sì.
Ehi!
VOCE NON UDIBILE
(Tonino) Non dategli retta.
VOCI SOVRAPPOSTE "Senor"!
(in spagnolo) Tranquillo, mi dispiace.
Mi dispiace per il comportamento del mio amico.
- Che dice?! - Un secondo. Tonino...
dammi 100 euro. - Che?
- Cento euro! - Che dovete farci? - Dài!
Mamma mia, questo sta sfondando la macchina.
Ascolti, crede che cento euro possano bastare
per chiudere qui la cosa? - Cento euro?
Dammi 100 euro.
Bene. Scusi ancora.
- Ma sono 100 euro miei! - Toni', state zitto!
Ehi, ringrazia il compagno tuo!
- Ringrazialo tu! - Tonino!
- E dài! - Mannaggia la miseria!
Prego, signor Perez, accomodatevi.
Questa è la stanza di mio figlio Genny, però ora non c'è
perché è andato a studiare dai compagni.
"Muchas gracias, senorita".
- "Mucho" prego. - Ehm, signor Perez!
Levatevi la giacchetta, io chiudo le finestre,
così state più... al buio,
più... "ambientato".
Date a me, non vi preoccupate. Date a me.
Mettetevi qua, stendetevi.
Ecco qua. Stendetevi un attimo.
- Levatevi le scarpe. - No, no. - Invece sì.
Avete fatto quel viaggio, il piede deve respirare.
Mettetevi comodo, non dovete avere stress.
Niente stress, avete capito?
Senza pensieri. Chiudete gli occhi.
State così, caldo caldo.
(canta) Ninna nanna, oh... Ninna nanna, eh...
(canta) Il lupo si è mangiato... la pecorella.
- Ma che state facendo?! - Canto per farvi addormentare.
- Che cosa? - Metto della musica di sottofondo?
- No! "Nada de musica". - Niente.
Si è fissato con Nada. Chiudete gli occhi.
- "Nada de musica". - Sgombrate la testa. Senza pensieri.
Ssh...
VOCE NON UDIBILE
CANTICCHIA
Oh, oh, oh...
- Dorme. - Si vede che è una persona elegante.
Ha i modi, la classe, quel fatto fine...
- Ahò, che è? - Perché? Sei geloso?
- E allora? - Ma dicevo per dire!
- Che lavoro hai detto che fa? - Narcotrafficante.
Ah... Lo dicevo io, è una persona di un certo livello.
Aaah! TONFO
- Non ho fatto niente! - Che succede?! - Stavo scherzando!
- Perez! - Lo conoscete? - È mio padre!
Aah!
- Che è successo? - Ha tentato di aggredirmi! - Davvero?
(Gaetano) Aggredire?!
Io mi ero messo vicino al letto perché pensavo che ci dormisse Genny,
volevo fargli lo scherzo del gatto e lui si è aggrappato al collo!
Ah, Perez, non si fa così!
- Lui mi ha aggredito! - Ti abbiamo dato anche il letto del bambino!
(in spagnolo) Perché lei parla?
Guarda che nessuno fa paura a Olga!
Vabbè, è come se non fosse successo niente, dài!
Eh... dài.
Occhio nell'occhio e facciamoci un caffè.
- Adesso noi usciamo. - Caffè, sì. - Andiamo.
Andiamo e ci mettiamo una pietra sopra.
Andiamo! E dài!
LAMENTI (Patrizia) Mamma mia...
(Perez) Questa città è sempre meravigliosa.
Non ricordavo che era così "linda".
Oh, è lindissima!
Avete notato che non c'è più... la spazzatura, no?
Cioè, ci stanno i turisti.
Le malelingue del Nord parlano contro di noi perché non ci vogliono bene.
E la delinquenza... Vi sembra una città pericolosa?
- No. - È tutta gelosia!
È... l'invidia, l'invidia!
Vedi il mare!
- Voglio fare una bella foto. - Faccio io. - No.
- Fammela con questa. - Mm.
Questa macchinetta...
era di mio padre
e quando io avevo dieci anni, me la regalò.
È una macchinetta magica.
Prendi, mettiti là.
Mi metto là.
Io sto qui con il Vesuvio, la luce che arriva di taglio... o no?
Il mare, il Vesuvio e il castello...
Così prendiamo tutto, mm?
- Dov'è la mia macchinetta? - È rimasta della delinquenza, però poca.
- È salito su un aereo e se n'è andato? - Ho cercato di convincerlo,
ma se n'è voluto andare per forza.
Ma poi... per una macchinetta fotografica?!
- È inconcepibile. - Infatti.
- Non ci posso pensare. - È uno schifo.
- Quello mi ha fatto perdere 50 milioni di euro. - Eh... - Tu!
- Tu mi hai fatto perdere 50 milioni di euro! - Che c'azzecco?
- Portatelo via, non voglio vederlo! - Ma io... - Vattene o ti uccido.
- L'ho trattato bene! - Ti taglio la testa e l'appendo!
- Mi sembra esagerato. - Non perseverate, la migliore opportunità è il congedo.
È meglio se te ne vai.
- Volevo solo spiegare... - Vattene!
Ho fatto tutto quello che dovevo fare. Che potevo fare di più?
Però il fatto che avete gridato a quello in macchina...
Eh, quello mi voleva uccidere.
Però pure il fatto della macchina fotografica...
Ma quella era una cosa vecchia!
- Ma quello ci teneva. - Ahò, dài sempre la colpa a me?
Non mi dài una volta ragione!
Avete ragione, scusate.
- Don Toni', quella è Tina! - Quale Tina?
- Vostra figlia! - Che ci fa qua? Chi è quello scemo?
- Non è tanto scemo. - Enzo, non ti permettere!
- Volta lo sguardo. - Avete ragione. - Vado a parlarci.
Aspettate! Se lo pigliate di petto, è peggio!
Agiamo con discrezione, seguiamolo, capiamo chi è
e poi agiamo di conseguenza! - Diventi forte stando vicino a me!
- Grazie, Don Toni'! - Nascondiamoci!
- Non farti vedere, mimetizzati! - Eh, mi sto mimetizzando!
Ehi... Ma che fai con 'ste cose?
- Mi sto mimetizzando! - Sei tutto scemo! Vieni.
-Entriamo pure noi, ma senza farci vedere. -Parlando del più e del meno.
No, basta "del più e del meno"! Cancellalo!
- Che fai con quest'erba in mano? Posala! - Ora la poso!
< Signor Esposito! - Sì?
Il padre di Tina, giusto? Brando Aliviero, un compagno di scuola.
- Aliviero? - Sì, sto in classe con sua figlia.
Ehm, piacere. Enzuccio, amico di famiglia.
Ma... senti un po', ma tu chi sei? A chi appartieni? Da dove vieni?
- Il cane è suo? - Quale cane?
- Questo. È venuto qua per il cane? - Ah, sì. Stai buono!
Lascia stare il signore, non aggredire!
Ancora lo deve imparare, quindi... si lancia.
- Tina ha un cane? Come si chiama? - Tina?
- Sarebbe Assunta tecnicamente, però... - No, il cane.
Ah! Avevo capito: "Come si chiama Tina?", non...
- E come si chiama? - Il cane? - Sì.
- Cioppy. - Cioppy?
- Cioppy, Cioppy! - Cioppy!
- Cioppy! - Cioppy!
- È robusto. Quanti anni ha? - È cucciolo. - È piccolino.
-Ma sulla targhetta c'è scritto "Gaetano". -Cioppy è il diminutivo di Gaetano.
C'è pure la data di nascita: 2009.
- Altro che cucciolo, ha 11 anni! - Come mio nipote, è proprio piccolo!
Ma un anno di un cane corrisponde a sette anni di un uomo,
quindi Gaetano ha 77 anni, è un nonnino.
- Però li porta bene! - Li porta magnificamente!
- Devo andare. - Arrivederci. - Piacere. - Ciao.
E complimenti per il vecchietto!
- Non lo inseguiamo? - Non c'è bisogno, ho già capito tutto.
Brando Aliviero: il figlio di Rosanna Aliviero,
il magistrato che vuole incastrare Don Pietro.
- Questa stronza ci sta facendo la guerra. - Gesù, Gesù...
Le colpe dei padri non ricadono sui figli.
Che c'azzecca il padre? Qui è la mamma l'infame!
- Com'è possibile? Dove abbiamo sbagliato? - Non lo so.
- È colpa dei telefonini. - Voi non avete mai capito Tina.
Noi? Casomai voi l'avete inguaiata.
- Ah, io avrei inguaiato mia nipote? - Certo, perché voi, con 'sta famiglia,
non c'azzeccate proprio! - Mamma! - Sì, non c'azzecco e ne sono fiera.
Ma perché salta addosso a noi?
Non usi quel tono minaccioso.
- Scorreggia! - Buzzurra!
- Sozza! - Villana!
"Cuoppo allesse"!
- Che vuol dire? - Cartoccio delle castagne.
- In senso metaforico, donna dotata di scarsa femminilità. - Grazie. - Prego.
- Zotica! - Ah!
Mi ha chiamato zoccola!
No, non ha detto zoccola! Ha detto zotica!
Vuol dire... Ma che vuol dire?
-Persona senza cultura, ignorante. -Grazie. -Prego. Quando volete, sono qui!
Sta arrivando Tina!
- Non facciamo scenate. - So io quello che devo fare.
Ma è tutto a posto?
No.
Non capite. Brando è un bravo ragazzo.
È il figlio di un magistrato. Lo capisci che è brutta gente?
Non l'hai capito, noi lo facciamo nel tuo interesse.
Non potevi metterti con un bel pregiudicato come fanno tutte le ragazze?
Lei ha altri gusti.
Mi stai spezzando il cuore. Se ti vedesse tuo nonno!
Ma quand'è che sei diventata una persona così...
per bene?
Per farti addormentare ti cantavo le canzoni di Pino Mauro, ricordi?
(canta) Malavita...
Io non sopporto Pino Mauro!
- Ah! - Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria!
Ma che dici?
- Se le cose stanno così, non esci più! - Ma che dici?
Per cortesia! Non esci più. No telefono e niente internet.
- Sei pazzo! - Comando io! - Nonna! - Tonino!
Stai zitta. Non esci più!
Io ti odio, vi odio tutti! Mi vergogno di appartenere a questa famiglia!
Tina!
Ti avevo pregato di non fare scenate!
Ma hai inteso che ha detto su Pino Mauro? L'hai sentito o no?
Vergogna! Vergogna per questa famiglia!
Pino, perdonala
perché non sa quello che fa.
Nei giorni seguenti la notizia fece il giro del quartiere.
Quella se la fa con il figlio del magistrato!
- Gesù! - Con le ragazze d'oggi non si può stare tranquilli.
Per fortuna mia nipote si è fidanzata con un bravo ragazzo,
sta sempre a casa con lei. - Le vuole bene!
- No, ha avuto gli arresti domiciliari. - Questo è buono! - Eh.
Ovviamente in poco tempo la cosa arrivò alle orecchie di Don Pietro.
- È arrivato Tonino Esposito. - Tonino bello!
Ehi... Avvicinati, vieni!
- Come stai? - Abbastanza bene.
- Sei un po' nervoso in questo periodo. - No.
- Ti sei contrastato con tua figlia. - Sono cose che succedono. - Mm.
- Tato', come si chiama quel giovinotto? - Brando Aliviero.
- Tu lo sai chi è? - Vi chiedo scusa anche a nome di mia figlia.
Appena ho saputo che usciva con quell'infame, ho preso provvedimenti.
Proprio mia figlia si mette
a uscire con il figlio del magistrato che sta facendo la guerra a noi?
Che è la guerra a voi! Cioè...
Che è la guerra... Partiamo dal fatto che la guerra è guerra.
- Però voi... - Calmo, Toni'.
- Noi e voi... Una cosa... - Respira.
RESPIRO PROFONDO
Respira. Guarda che è una cosa bella. Vieni, stai calmo.
- Guarda qua, ti piace? - Lo squalo?
- Ma... è morto, vedo che non si muove. - L'ho pagato tre milioni e mezzo di euro.
Quando lo avete comprato funzionava, si muoveva?
Costa così tanto proprio perché non si muove:
un animale imprigionato in eterno capace di terrorizzare chi lo guarda.
Si è mosso! Ho visto l'occhio che si è mosso!
Avete visto l'occhio che...
Toni', è ufficiale: sei stronzo.
- Grazie. - Non devi ringraziarmi, sei davvero stronzo.
Però una cosa buona l'hai fatta: tua figlia.
La ragazza è intelligente, perciò sta con il figlio del magistrato.
No, ma l'ho chiusa dentro e non lo vedrà più.
- Hai sbagliato! - Come? - Scusa, dobbiamo rimanere tutti bestie?
Ma volete capire che oggi non si comanda più con le pistole?
- Si comanda con questa. - La fronte?
(sottovoce) La testa!
- Che devo fare? - Sarebbe auspicabile una risoluzione dell'alterco.
Devi fare pace con tua figlia.
Domenica invitate 'sto giovinotto a casa vostra a mangiare.
Tua moglie cucina una cosa, so che fa bene il ragù.
Vi sedete a tavola e fate pace. Mi raccomando, Toni'...
ci dobbiamo elevare,
altrimenti rimaniamo bestie.
Con un sacco di soldi in tasca, ma sempre bestie.
- E ora vattene. - Avete avuto il permesso di congedarvi. - Sì.
- Te ne devi andare. - Lo avevo già capito. - Dài.
Arrivederci.
Tonino non capì il perché di quel comportamento,
ma Don Pietro naturalmente aveva un piano.
Sai quello che devi fare.
Sarà mia premura.
Non ne ho dubbi.
Il giorno del pranzo, Tonino accompagnò sua figlia a prendere i dolci per l'ospite.
Poi sfogliata riccia e frolla, coda d'aragosta,
bignè, zuppa inglese, pastiera, ancora zuppa inglese...
- Ma non è troppa roba? - Ha sbagliato e vuole farsi perdonare.
In fondo è buono.
Metti pure due red velvet, non piacciono a nessuno,
ma sulla tavola danno una "brillantità".
CAMPANELLO Genny! Genny!
Bello della nonna, apri il cancello?
- È Gaetano, riconosco la bussata. - Dov'è andato papà?
Dal barbiere: voleva farsi barba e capelli per il figlio del magistrato.
Capelli?! Ha quattro peli!
Eh, è vanitoso. Ma quante forchette metti?
- Due. - Mettine perlomeno tre o quattro!
- Tre o quattro? - Ma sì! Quello viene dal Vomero! Esagera.
- Sai cosa? Ci metto pure due coltelli. - C'è l'innamorato di Tina.
- Già sta qua? Ma è l'una! - Non sai che al Vomero mangiano presto?
- Lo faccio entrare? - E lo lasci fuori? Fallo entrare!
"Guagliò", puoi entrare.
- Permesso... - Vieni, vieni, accomodati.
Ehm... Piacere. Io sono la mamma di Tina, Patrizia.
Brando, tanto piacere. Questi sono per lei.
Grazie assai. Genny, mettili dentro il frigorifero, vai.
- Ma l'ha capito che siamo in dieci? - Metti in frigo!
Tina è scesa un momento con il papà, ma adesso torna.
Nel frattempo ci facciamo un "happy hour"?
- Prego? - Un...
- Un bitterino? - Ah, sì! - Accomodati, vai. - Grazie.
Ma Gaetano non c'è?
- Gaetano? - Eh, il vecchietto.
- Ah... - (sottovoce) Lo conosce? - (sottovoce) E che ne so?
- È uscito. - È andato a farsi una spuntatina.
Ha fatto bene, perché quando diventano vecchi
soffrono di più il caldo. Anche noi ne abbiamo uno a casa.
- Ah! - Oddio, non è così vecchio, adesso ha circa 66 anni.
E vabbè, è un po' vecchietto.
Vive a casa con voi?
Sì, ma non dentro, lo teniamo fuori, sul balcone.
- Lo tenete fuori? - Mia madre non vuole che entri in casa.
- (sottovoce) Quella infame! - Zitta. - Sul balcone?!
Scusa, ma come mai non lo fate entrare dentro?
- Mia madre ha paura che sporchi. - Ah.
Lo abbiamo abituato male.
Se lui deve fare i suoi bisogni,
non aspetta il momento opportuno, li fa dappertutto. - Dappertutto? - Sì.
Sul pavimento, sui tappeti... Una volta ha fatto la pupù sul divano!
- Perciò mia madre si è arrabbiata. - Povero, è incontinente!
- L'ha pure picchiato. - Ha alzato le mani? - No.
- Un giornale sulla schiena. - (sottovoce) Stronza!
- Zitta. - (sottovoce) Picchia un vecchio! - Avete provato con un pannolone?
Certo, ma se lo leva, non lo sopporta.
Adesso se solo glielo faccio vedere... mi morde.
Ma questo è un vecchio terribile!
Secondo me vi fa i dispetti perché vuole entrare da fuori sul balcone.
Però a volte è molto dolce.
Per esempio, quando mamma torna dal lavoro la sera
lui le salta addosso e la lecca tutta!
- (sottovoce) Infame e pervertita! - Ssh. CAMPANELLO
- Questa è Tina. - Vado ad aprire. Con permesso...
Ho svuotato la pasticceria.
Hai fatto bene, quello ha portato un cosetto.
- Ma Brando è già arrivato? - Sì. - Che ora gli avevi detto? - Che ne so?
Guardami, moglie! Dimmi la verità. Sono bello?
- Ma stai zitto, cammina. E ringrazia che non vivi al Vomero. - Perché?
- Là i vecchi come te li riempiono di mazzate. - Chi te l'ha detto?
- Brando. Gli mettono il pannolone! - Il pannolone?
- E li mettono fuori sul bancone! - Io non ci vado! E chi è 'sto Brando?
BRUSIO INDISTINTO
No, per me basta così.
- Non sono abituato a mangiare molto. - Di domenica?!
Ma non di solo pane vive l'uomo.
Infatti ci vuole pure la salsa per fare la scarpetta.
Intendevo dire che non occorre nutrire solo il corpo.
Certe volte è lo spirito che dev'essere saziato.
Scusa, qui dentro in quanto a spirito sono tutti un po' a dieta.
Qui ti sbagli, madre. In questa casa hai un figlio con una testa tanta.
Genny, vai a prendere il pezzo pesante.
- Ma stiamo mangiando. - Devo farvi vedere una cosa,
soprattutto a te, Tina.
Probabilmente non ti rendi conto del padre che hai.
Vieni, Genny, vieni!
Eh? Non parli più?
- È il quadro che teniamo nella stanza da letto? - Sì.
Che è successo? Si è rotto?
Macché rotto, Patri'!
È tagliato e l'ho tagliato io stesso.
- Hai scassato il quadro della Madonna di Pompei?! - Non fare l'ignorante!
Questo taglio è un gesto artistico!
Adesso 'sto quadro può valere pure un milione e mezzo
perché l'artista, che sarei io, con questo gesto
è come se ti vuole fare vedere attraverso, no?
Cioè, adesso tu puoi vedere... Dietro alla Madonna che ci sta?
- Che ci sta? - Che ci sta? - Ci sta la faccia di uno scemo!
- "L'ignorantità" mi fa venire i brividi! - Hai scassato il quadro della Madonna!
CAMPANELLO Ma chi è adesso?
-Olga! -Sì? -Vai a vedere chi è al cancello. -Subito.
(Patrizia) Vedrai che porta la iettatura!
Sì?
Sono Ciruzzo lo Schiattamorto, mi manda Don Pietro, ho un omaggio.
Beh, se vendo questo quadro a un milione e mezzo
me li tengo perché non avete creduto nell'arte.
- Ma sei scemo? L'hai scassato! - Dài, Patri'!
È arrivato Ciruzzo Schiacciamorto.
COLPI DI TOSSE
Ciruzzo, buongiorno. Come mai state qua?
- Don Pietro vi omaggia delle mozzarelle. Sono un presente. - Eh?
- Sono del presente, sono di oggi, sono fresche. - Ah.
- Grazie. - Venite, accomodatevi, vi presento la mia famiglia.
Ho già capito tutto. Voi siete Donna Manuela,
la madre di Tonino.
Voi siete la mamma della signora Patrizia.
- La somiglianza è palese. - Eh, sì.
- Caspita, avete un occhio... - Patri'!
No, uno nel senso...
State in piedi? Ma favorite, no?
Grazie, ho già desinato.
Potrei usufruire dei locali del bagno?
Ho una necessità che non riesco a procrastinare.
- Credo che debba andare in bagno. - Ah, certo!
- Olga, accompagna il signor Ciruzzo. - Sì, signor Tonino. - No, grazie.
Lo trovo da me.
Come parla strano...
Quello ha lavorato tanti anni nello studio di un notaio.
Poi lo ha ucciso.
Ciruzzo fece quello che gli aveva ordinato Don Pietro:
nascose una cimice nella giacca del ragazzo.
Tonino non si accorse di niente, era impegnato a dire le solite fesserie.
Brando, non credere che la legalità è sempre una cosa buona.
Per esempio, l'assicurazione della macchina: chi se la fa
è un grande egoista. Voi avete l'assicurazione della macchina?
-Sì. -Siete egoisti. Segui il mio ragionamento.
Tu fai un incidente, metti sotto quello,
apri lo sportello in faccia a un motociclista,
tanto... "Che me ne fotte? Io ho l'assicurazione."
Viceversa chi non ha l'assicurazione
è una persona per bene e onesta perché si preoccupa per l'altro.
Quando scende dalla macchina dice: "Sto attento al motociclista,"
"sto attento perché non ho l'assicurazione."
Perciò fai come noi, togliti l'assicurazione.
Ma come hai parlato bene, Toni'! Complimenti!
Don Pietro sapeva
che quella piccola cimice gli avrebbe risolto un sacco di problemi.
I mercoledì Brando andava a fare canottaggio
e dopo gli allenamenti raggiungeva sua madre negli uffici del Tribunale.
Nascosta nella giacca del ragazzo
quella cimice poteva entrare indisturbata nell'ufficio di Rosanna Aliviero.
Prego.
BUSSA ALLA PORTA
È mio figlio.
E così Don Pietro riuscì ad avere le informazioni che cercava.
Era come pensavate voi. Vincenzo Perrotta si vuole pentire.
- Avvocato, che dite? - Se Perrotta parla, il PM ci inchioda, noi siamo rovinati.
E allora non parlerà.
SPARO
Perrotta alla sbarra del Tribunale non arrivò mai,
ma il Pubblico Ministero Rosanna Aliviero non era certo una stupida.
Abbiamo effettuato i controlli a casa sua.
- La cimice era nella giacca di suo figlio Brando. - Mio figlio?
Nove in buca d'angolo.
BRUSIO INDISTINTO
Tina, che ci fai qua?
- Enzu', vattene, devo parlare con mio padre. - Che modi sono?
Enzu', vattene!
- Aspetto fuori. - Però non mi pare il caso che urli così.
Ma non ti vergogni?
Mi hai usato per i tuoi interessi, sei passato sopra alla tua famiglia.
- Non ti vergogni? - Parla chiaro. Che ho fatto?
- Hai messo una cimice nella giacca di Brando. - Che è una cimice?
Per questo lo hai invitato.
E io che credevo che avevi capito di avere sbagliato.
Beh, adesso sei contento?
Brando mi ha schifata, sua mamma mi ha schifata, a scuola mi hanno schifata.
E la vuoi sapere una cosa?
Mi faccio schifo: appartengo a una famiglia come la nostra e sono figlia di uno come te!
Ma che dici?
Almeno tuo padre era un boss.
Tu che cosa sei, mm?
O di chi sei?
Una nullità. Questo sei.
Enzu'! Vieni, ho finito!
Continuate a giocare.
- Prego. - Devo entrare. - Si entra solo con l'invito.
- Sono Tonino Esposito, devo parlare con Don Pietro. - Aspetta.
Questo lo faccio licenziare.
- Tonino bello! - Buonasera.
- Stasera non avevi una cena con la famiglia tua? - Infatti ero a cena.
-Hai cambiato idea? Vieni a bere un bicchiere. -No, scusate...
Vi volevo domandare una cosa.
- Di'. - Perché non sapevo niente di 'sto fatto della cimice?
- Perché non me l'avete detto? - Che è? Ti stai innervosendo?
- No, era che... - Non sai il perché? Eh?
Devo proteggerti, non devo farti sporcare le mani.
- No, vabbè, però mia figlia... - "Tua figlia" che?
Ehi...
Abbiamo fatto una cosa buona.
Sono stato prosciolto, questo è importante, dobbiamo festeggiare.
Domani sai che facciamo? Vieni a lavorare con me.
- Torni al posto tuo, sei contento? Vieni a bere una cosa! - No, grazie.
Fai come vuoi, Toni'. Io me ne vado.
Ho uno spaghetto alle vongole che mi aspetta sulla tavola.
Stai buono, eh!
BRUSIO INDISTINTO
(Don Pietro) Non ho capito, non si mangia, non si beve, non si ride!
Capita', capita', ci siete?
Ciao, Tonino. Che succede? Hai una faccia...
Non è un buon periodo.
Ti avevo avvertito. Tu vuoi essere come tuo padre,
ma ci sono delle conseguenze. - Ma avete visto mio padre?
Certo che sì.
E dove sta? Dove sta, capitano?
Sta proprio qui, davanti a te.
Papà!
Tonino, tu non sei figlio mio.
Tu non sei figlio mio.
- Aah! Aah! - Tu non sei figlio mio!
La camomilla è sull'altro scaffale.
Mamma, che ci fai alzata?
Faccio io, mettiti a sedere.
Tua figlia ha pianto tutta la sera.
Non sapevo niente di questa storia del fidanzato, della cimice...
Io non c'azzecco niente.
Quando ho conosciuto tuo padre, era ancora un ragazzo.
Era a Cremona per fare il militare e la caserma era attaccata alla mia scuola.
Era forte,
spavaldo, simpatico.
Mi sono innamorata come una scema
e quando mi ha chiesto di seguirlo a Napoli, l'ho fatto.
Ma... ancora non conoscevo la sua vera natura
e quando l'ho conosciuta era troppo tardi: ero già incinta di te.
E così mi ingannavo.
Credevo di poterlo cambiare.
E invece tuo padre diventava ogni giorno più duro, più ambizioso.
Mi faceva orrore, sarei voluta fuggire...
ma avrei perso te.
Di questo ne ero proprio sicura, così sono rimasta.
Però mentre tu crescevi io ero contenta
perché giorno dopo giorno capivo che non eri come lui.
Buonanotte, mamma.
Mamma...
grazie per la camomilla.
- Buongiorno. - Buongiorno. - Vi ho preparato due braciole deliziose.
Ci ho messo dentro il provolone, la pancetta, l'uva passa e i pinoli.
Don Ore', ero venuto per quell'altro pezzo.
Quello sta qua, è tutto a posto. Però prima vi volevo dire una cosa.
Voi mi capite perché siete un padre di famiglia come me.
La situazione sta diventando drammatica, la gente ormai si rivolge ai supermercati.
Quando abbiamo saputo che tornavate voi a prendere il contributo
abbiamo tirato un sospiro di sollievo, sapete perché?
-Perché? -Perché siete una brava persona. -Basta con "una brava persona"!
- Venite al sodo. - Francamente a nome di tutti i commercianti del rione
vi chiediamo un piccolo sconto sul contributo mensile. - Che?
Ma una sciocchezza: il 20 per cento.
Il 20 è una sciocchezza?!
Don Toni', con voi si può parlare perché non siete come certa gente.
Qua alcuni commercianti sostenevano che non contate niente,
che non avete voce in capitolo.
Ma gli ho ricordato che voi siete il figlio del grande Don Gennaro Esposito
e a confronto con questi qua che si credono chissà chi,
vostro padre era un signore!
Allora? Che dite?
- Il dieci. Il 20 no, è troppo. - Il dieci va benissimo! - Madonna...
Sapevo che con voi si poteva parlare!
Ecco, qua ci stanno le braciole e qua ci sta il pezzo.
È inutile contare, sono 450 giusti: meno il dieci per cento.
Ho immaginato che chiedevate uno sconto, per questo mi sono lanciato con il 20.
Però eravamo tutti d'accordo che il dieci andava benissimo.
Eh, sono un commerciante, è il mio mestiere.
- State buono, Don Ore'. - Arrivederci!
Fatemi sapere come sono le braciole
con il provolone, la pancetta, l'uva passa e i pinoli.
Don Toni', ma che avete fatto? Vi rendete conto?
- Avete fatto lo sconto! - E allora? Non posso farlo?
Tonino Esposito non può fare niente?
Sai che c'è, Enzu'? Sono stufo di passare per fesso.
Vabbè, come dite voi.
Questo era l'ultimo. Quanto abbiamo fatto?
Che conto devo fare? Sono 27.000 euro.
Come 27.000 euro? Conta bene.
Eh, 30.000 meno il dieci per cento sono 27.000 euro.
- Non vi tornano i conti? - Ehm, ora passiamo un attimo in banca.
Questi 3.000 euro di differenza li piglio dal conto mio
e poi vediamo. - Eh?
Prima fate lo sconto ai negozianti e poi li mettete di tasca vostra?
Ma sono soldi tuoi o soldi miei? Non posso fare come voglio?
E chi parla più?
Con quella mossa Tonino pensava di mettere a tacere la cosa,
ma non passò molto tempo che il fatto si venne a sapere.
- Tonino ha fatto lo sconto a tutti i commercianti. - Che?
- I soldi erano esatti, 30.000 euro! - Abbiamo parlato col direttore di banca.
- Esposito ha prelevato 3.000 euro dal suo conto personale. - Ma che fa?
Non la faccio passare liscia a lui e all'idiota che si porta appresso!
Ho fatto prima che potevo, Don Toni'.
- Le cose non vanno bene, Enzu'. - Che è successo? Avete una faccia!
Ciruzzo ci sta cercando.
Don Pietro ha saputo dei soldi dei commercianti.
- Lo sapevo. - Dice che vogliono uccidere me e te!
- Pure me? - Eh, ci vogliono fare fuori!
E che c'azzecco pure io? Ve l'avevo detto che non dovevate farlo!
- Mannaggia la miseria! - Tranquillo. - "Tranquillo"?!
- Devo morire per colpa vostra?! - Tranquillo! Ho detto che risolvo io!
Don Toni', calmatevi.
Calmatevi, Don Tonino.
- Non sapete neanche tenerla in mano! - Ah, no? Ti faccio vedere!
Adesso vado là e lo uccido!
Veramente così sarebbe una coltellata.
Allora vado lì e lo uccido con un colpo di pistola in fronte.
Don Tonino, così è un trapano! È un trapano!
Sentite me, datemi qua.
È pericolosa, voi siete una così brava persona.
E basta con "una brava persona"! Ancora "una brava persona"?!
Che vuol dire? Che sono un fesso?
- Ma no! - Sono fesso? - No! - E invece sì!
- Sono fesso, sono fesso! - No!
- Dimmelo pure tu! - E allora siete fesso! - Lo vedi che sono fesso?
- No, siete una brava persona! - Vedi che sono fesso?
Non sapendo che fare, Tonino Esposito andò a cercare aiuto da suo cugino Nicola
a Mondragone. - (Nicola) Quelli non scherzano.
- Ci puoi nascondere per qualche giorno? - Sì, certo!
Anzi, adesso vi affido alle cure di Vitaliano,
un caro amico mio, una brava persona. Eccolo lì.
IMPRECAZIONI ININTELLIGIBILI
- Questa sarebbe una persona a modo? - Con chi ce l'ha?
Con la bufala, non vi preoccupate.
IMPRECAZIONI ININTELLIGIBILI
È un animale intelligente.
Che è un animale si vede!
IMPRECAZIONI ININTELLIGIBILI
IMPRECAZIONI ININTELLIGIBILI
Sono questi i merdaioli?
- Merdaioli a noi? - No, è mio cugino, te ne ho parlato.
- Esci con me. - Che facciamo? - Esci con me!
Andate, non lo fate incazzare!
- Tu non vieni? - Io?! Ma sei pazzo? - Nicola!
- E dài! - Ouh!
E fu così che per Tonino Esposito
cominciò la vita del latitante.
(canta) Metti anche un cuore di riserva... in valigia, metti che ti serva.
(Tonino canta) Questa latitanza sarà dura, più dura che mai.
Giorni lunghi, infiniti. Notti senza WiFi.
L'ultimo saluto alla famiglia
che tra un'ora non ti cerca più
perché un latitante è una nuvola persa nel blu.
Caro il mio Don Vinicio, avevi ragione tu.
È la solita malavita,
è la solita polizia,
è la solita via di fuga da casa mia.
E latitanza sia.
Con la faccia schedata in ogni telegiornale
e tua madre che grida davanti al televisore...
"È figlio mio!"
E latitanza sia.
Niente calendario e niente sveglia,
tanto il tempo non ti servirà.
Passano i messaggi di tuo figlio, la sua ingenuità...
"Non scordarti di quel bonifico. Ciao, papà."
E non è Natale e non è Pasqua
se non ti addolori neanche un po'.
Perché un latitante nella tasca ha mezzo comò,
fototessere, santi e un pezzo di roccocò.
(Tonino canta) È la solita malavita,
è la solita litania,
è la solita "full immersion" di nostalgia.
(Tonino canta) E latitanza sia.
Ti nascondi in un caseificio sognando il mare.
È una vita che passi sotto intercettazione,
la vita mia.
E latitanza sia.
E latitanza...
sia.
(Vitaliano) Cammina! Mannaggia...
< (Tonino) Ahi! Il piede!
Vado a dormire.
- Buonanotte, nonna. - Buonanotte.
- Hai sentito papà? - Sono giorni che non dà notizie.
Mi dispiace, non abbiamo fatto pace.
Sono sicura che dispiace anche a lui.
- Ma è vero che De Luca vuole ammazzarlo? - Non lo so.
MUGGITI, BELATI
Mamma mia, ho la schiena a pezzi.
Ho preso un po' di paglia dalla stalla, così la metto sul materasso.
Don Toni'?
Non c'è bisogno, Enzu'. Domani ce ne andiamo.
Se torniamo a Napoli, De Luca ci fa ammazzare!
Enzu', è meglio morire... che fare 'sta vita di merda.
Se permettete, è meglio fare 'sta vita.
Comunque metto 'sta roba sul materasso perché non ce la faccio più.
-Io mando un messaggio a Don Pietro. -Che fate? Potrebbe stare sotto controllo.
- Il telefono? - Sì, usate il mio, nessuno ha il mio numero.
Stai imparando molte cose stando vicino a me!
- Allora siediti, così ti detto. Scrivi. - Ecco qua.
Scrivi...
- "Caro De Luca..." - Un attimo. - Anzi, "Don Pietro amabile".
Anzi no, scrivi solo "Don Pietro".
Fatemi accendere il telefono!
- Ancora? - Ecco, dite. - Solo "Don Pietro". - "Solo Don Pietro."
- Non "solo Don Pietro". - Ah.
"Non solo Don Pietro."
- Scrivi solo "Don Pietro"! - Che scrivo?!
- Solo "Don Pietro"! - L'ho scritto! "Solo Don Pietro"!
No, lascia "Don Pietro", leva il "solo".
- "Don Pietro sotto il sole"?! - Così si piglia l'insolazione e muore!
Leva "solo", metti solo "Don Pietro". Sai scrivere "Don Pietro"?
- Solo "Don Pietro"? - Sai scrivere "Don Pietro"?
- Che ci voleva? - Lo dico da tre ore! - Non mi avete fatto capire.
Scrivi: "Don Pietro, sono giorni"
"che io e Enzuccio", virgola,
"ci nascondiamo come due..."
- Due zoccole? - No, macché zoccole. Come due...
- Come due pecore! - Si nascondono? - Boh, magari sotto Pasqua!
Adesso siamo a Pasqua? Mi fai sbagliare l'animale!
"Ci nascondiamo come due acari! Come due acari!"
- Acari? - Acari.
Acari. Stanno nei tappeti, nella polvere.
Quelli allergici all'allergia.
- Come si scrive "acari"? - ACA - RI.
Allora va con l'H! "Hacari"!
Lo dice la parola! ACA - RI, no?
- "Come due acari." - "Come due 'Hacari'."
"Ma ora mi sono stufato. Ouh!"
- "'azzo. Ma che state..." - Scusate, 'azzo è sempre con l'H?
- Vabbè, la metto per sicurezza. "Hazzo." - "Ma che fate?" - "Ma che fate?"
- "Io voglio tornare a casa mia." - "Casa mia."
- "Dalla moglie mia." - "Moglie mia."
- "Dalla famiglia mia." - "Famiglia mia."
"E se questo significa morire..."
"uccidetemi." - Don Toni', ancora con 'sto fatto?
Perché devo morire pure io?
Dobbiamo morire tutti e due per fare 'sto fatto.
Dài, fammi sentire, rileggi, fammi vedere se hai sbagliato qualcosa.
"Don Pietro, sono giorni che io e Enzuccio siamo nascosti qui come due 'Hacari'."
"Ma adesso basta", virgola, "'Hazzo', ma che fate?"
"Io voglio tornare a casa mia, dalla moglie mia e dalla famiglia mia."
"E se questo vuol dire dover morire, allora uccidetemi."
Benissimo.
Posso scrivere se io posso rimanere a fare l'acaro?
No, l'acaro è morto, è passato aspirapolvere e l'acaro è finito.
- Finito. - Dài, invia il messaggio!
- Inviato? - E come no! Certo!
Andiamo a dormire, domani vediamo che succede. Prendo io la paglia.
- Perché la prendete voi? - Entro più nella sofferenza.
- Ma io sono andato a prendere la paglia e adesso devo soffrire? - E vabbè, dài.
Patrizia Scognamiglio a casa mia?
- Vuoi favorire? - Non sono venuta per fare colazione.
- A che devo l'onore? - Sono venuta per dirti di lasciare stare Tonino.
RISATA
-È talmente uomo che ha mandato la moglie? -Non mi ha mandato lui. Sono venuta io.
Non fare questa faccia.
Quando fai questa faccia sei ancora più bella.
- Una volta i complimenti miei ti facevano piacere. - Una volta.
Ma quel tempo è passato.
Ah, Patri', non ho mai capito come una donna bella e intelligente come te
si è messa con un fesso come Tonino.
Eppure mi volevi bene! Eh?
Tonino non è fesso, Tonino è buono, ma 'ste cose tu non puoi capirle.
Sono io che non posso capirle? O sei tu che non vuoi capirle?
Patri'...
tuo marito vuole essere tale e quale a me. - Ma sei sicuro?
Tutti vorrebbero chiamarsi Don Pietro De Luca.
Tu pensi che la gente ti porta rispetto.
Non è così. La gente ha paura di te e non è la stessa cosa!
Adesso tuo marito e l'altro idiota stanno bene a Mondragone a spalare merda.
Tu sai dove stanno?
Io so sempre ogni cosa.
- Don Pie'... - Mm? - Ciruzzo è tornato,
forse è meglio se venite di là.
- Pietro! - Mm?
- E allora? - Non hai sentito?
De Luca il Terremoto... ha da fare.
L'omicidio di Perrotta ha scatenato l'inferno.
- Forse non dovevamo eliminarlo. - Lui era un infame, doveva morire.
Lo so, ma il magistrato ha alzato un polverone,
la cosa è arrivata al Ministero e ci fanno la guerra.
Una copiosa quantità di agenti presidia tutte le piazze di spaccio.
Santa Teresa, Materdei, Sanità... Guardie ovunque.
- Non preoccuparti, sono i primi giorni, poi si tranquillizzano. - No.
Io ho parlato con i nostri amici del Ministero e la cosa non si risolve.
C'è solo un modo per calmarli.
- Ah, sì? - Mm. - E sarebbe?
Un arresto eclatante.
Se arrestano il capo clan, l'opinione pubblica si calma
e noi continuiamo a fare gli affari nostri. - Che dici?!
- Devo farmi arrestare?! - No, che c'entrate voi?
Don Pietro, se mi fate parlare...
io vi spiego la mia idea.
(Tonino) E gira 'ste bruschette, sennò le fai bruciare.
Come mi è mancato 'sto fresco qua fuori!
Sei sicuro che quello non ce l'ha più con te?
Ancora un'altra vota? Ti leggo il messaggio? Ecco qua.
"Tutto sistemato, potete rientrare" da Pietro De Luca.
Ha capito con chi aveva a che fare!
Fai leggere il messaggio per De Luca.
- Hai scritto a Don Pietro?! - Secondo te non lo facevo?
Io gliel'ho detto subito: "Don Pietro, non mi fai paura."
"Voglio tornare dalla famiglia mia."
Ha capito l'antifona e ha abbassato la cresta.
"Guagliò", con Tonino Esposito non si scherza.
- Papà, Tina imbroglia! - È lui che va in ansia che perde!
Genny, non andare in ansia. Poi non sai che con le donne non si vince?
Sono troppo più forti di noi. Vuoi sfidare pure papà?
- Che problema c'è? - Ah, sì? Ora ti distruggo! - Ti distrugge!
(Tina) Che dici? Stai zitto!
Fate presto, Olga sta già scolando la pasta.
- Due minuti. Facciamo un set e veniamo. Assapora la sconfitta! - Dài.
RISATE < (Tina) Aspetta! Aspetta!
È tutto a posto, lui adesso sta qua.
- Signora Patrizia! - Hai scolato la pasta?
< (Tina) Uno a zero per me!
Buongiorno!
Che è? Abbiamo interrotto qualcosa?
Veramente sì, ci stavamo mettendo a tavola.
Ah, scusate, vi rubiamo veramente pochissimi secondi.
Tonino, ti devo parlare.
Don Pie', parlate. Sto con la mia famiglia, non ho segreti.
Ah. Se non ne hai tu, non ne ho nemmeno io.
Perché mi sento a casa qua, questa è la famiglia mia.
(Don Pietro) Ah...
Guarda un po' che bella faccia che ha 'sta mozzarella!
Devo sentire l'odore.
Dove l'hai presa, Toni'? Scommetto a Mondragone...
da tuo cugino, dove ti stavi nascondendo
con quell'altro idiota che si sta nascondendo di nuovo. Esci!
(ridendo) Ti ho visto!
Don Pie', noi ci stavamo mettendo a tavola.
Ma infatti ti rubo veramente qualche secondo, Toni'.
Il fatto è questo: mi devo allontanare per qualche mese dalla città,
ho degli affari all'estero e mi serve uno di fiducia che guardi i fatti miei.
Per non tirarla troppo per le lunghe, ho pensato a te.
- A me? - E chi meglio di te? Sei di famiglia, sei di fiducia.
E poi ti posso dire una cosa?
Quello sconto che hai fatto ai commercianti senza dirmi niente...
mi ha fatto capire che hai le palle.
Buon sangue non mente: sei figlio del grande Gennarino Esposito,
che ha comandato in questo quartiere per più di 20 anni
ed è venuto il momento tuo. In mia assenza ci saranno Tato' e Ciruzzo
che si metteranno a tua completa disposizione.
Toni'...
- Eh? - Hai capito? Vuoi comandare al posto mio?
Anzi, ti faccio meglio la domanda.
Vuoi essere come Pietro De Luca, detto il Terremoto?
No.
- (Don Pietro) Non ho capito. - Ha detto "no".
- Tonino non vuole essere come te. - Io mi voglio licenziare.
- Che vuoi fare? - Vuole licenziarsi, non vuole più lavorare per voi.
Ma pure le pulci hanno la tosse?
Io non voglio più stare nel sistema e non voglio più nemmeno il sussidio.
Io non voglio diventare come mio padre.
RISATINA
Ma tu che pensi? Che stiamo scherzando? Che è tutto un gioco?
Pensi che siamo al circoletto con i compagni tuoi?
- Che entri ed esci come vuoi tu?! - Invece sì.
Donna Manuela, vi porto rispetto, però state al posto vostro.
Mi ascolti bene, ho passato una vita ad avere paura di gente come lei.
La sa una cosa? Adesso la "cuoppo allesse" si è scocciata.
- "Cuoppo allesse"? - Il cartoccio delle castagne.
Forse la signora intendeva in senso metaforico.
E ditele che le femmine devono fare le femmine.
Dovete essere più educato. La signora Manuela...
è stata molto precisa e voi la dovete rispettare.
Mm.
E ora scusate... Se permettete, come vi ha detto mio marito,
noi ci stavamo sedendo a tavola.
Mm.
Tato'...
andiamocene.
E allora? Non mangiamo più?
- Eh? - (Tonino) Ha ragione Olga. Mettiamoci a tavola e mangiamo.
Ma infatti! Vai a pigliare la pasta.
(insieme) Evviva! Sì!
VOCI SOVRAPPOSTE
(Tonino) Adesso stiamo finendo di filare la cagliata, ma è pronta!
Enzu', avvicinati!
Ooh... Evviva!
(Tonino) La prima che facciamo la prendo in mano!
- (insieme) Evviva! - (Tonino) La tua prima creatura!
- (Patrizia) Dài, Genny! - Vai!
- Com'è? - Com'è?
È buona! APPLAUSI, ESULTANZE
(insieme) Evviva! Tanti auguri!
- Mamma, assaggia la mozzarella! - Senza un piattino?
Sì! Si mangia così!
Ooh...
Evviva!
- Posso avere una mozzarella pure io? - Tieni, mangia!
- Quante ne hai mangiate? - È la prima! - Ed è l'ultima!
- Adesso facciamo pure quelle grosse! - Che dici? - Eh...
VOCI SOVRAPPOSTE
(Don Raffaele) Don Pietro non tornò più a Casa Esposito.
Se ne scappò in Spagna a Torremolinos a fare la bella vita.
Così bella che lo acchiapparono
quando Mezarecchia mise un video su Instagram.
Potevi mettere pure l'indirizzo, così era più facile! Ci vediamo!
E poi il fesso era Tonino?!
RISATE
- Il conto a chi lo do? - Il conto?
- Non hai la testa a posto! - Lo riporto al proprietario?
Bravo.
RISATE
"Guagliò", alla salute vostra!
RISATE
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