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E un bel giorno ci fu un'esplosione...
Da allora ogni pezzo dell'universo è finito al suo posto.
Di tanto in tanto ci sono collisioni o eclissi,
ma in genere tutto sembra tranquillo.
Tutto coesiste in armonia.
Tutto è governato da regole.
Ah... sorellina. La piccola sta dormendo?
Sta zitto!
Non durerai molto, testa di cazzo.
Sono come un computer.
In stand by mode.
Così.
Con le funzioni vitali al minimo. Poi mi riaccendo.
Questo è quel che dice un vecchio quando non gli si rizza.
Non mi si rizza?
Qua c'è tua madre che me lo succhia, bastardo.
Io le ciucciavo le tette 20 anni fa.
Per questo sei uno smidollato.
Sono più grosse le mie tette di quelle di tua madre.
Se vuoi delle tette, guarda quelle di mia madre.
No, no. Stiamo parlando di tette, non di mammelle di vacca.
Allora scendo e mi faccio una pecora.
Che ragazzo di classe.
È natura.
È...
La forza di gravità.
No, amico, me ne ricordo una bella...
Com'era? Con la scimmia.
Sta zitto, coglione e guarda la strada.
mi racconti la barzelletta e ti dimentichi la fine.
No, aspetta, questa è bella.
Sarebbe bello trovare il posto di cui ti hanno parlato.
Che rompicoglioni che sei.
Vaffanculo.
Qua non c'è niente.
È impossibile che ci sia un bordello.
C'è, amico, c'è.
Qui? In mezzo al nulla...
Non capisci. Cosa ti ho detto?
È per camionisti!
- Stronzate. - Sì, camionisti.
40 anni fa guidavano in continuazione.
10 camion in fila.
Si fermavano a svuotarsi le palle, si drogavano un po' e ripartivano.
Molti lo fanno ancora.
C'è ancora un bordello da allora.
Allora quando?
Quando Peron era presidente. C'erano un sacco di fabbriche e robe così.
E sai, i camionisti, sono tutti pazzi.
Ma hanno le fighe migliori qua, tutte bionde.
Te l'ha raccontato tuo nonno?
Sì.
Tuo nonno è un pazzoide, torniamo indietro.
Andiamo in uno di quei club per vecchi.
Dove suonano pezzi di Sandro, Leonardo Favio.
Rimorchiamo due signore e ce le trombiamo.
Jaime, Jaime... tu ragioni da sfigato.
È da queste parti.
Sembri uno scemo, e spari cazzate.
Mi è venuta in mente! Un insegnante...
Che cazzo stai dicendo?
La barzelletta, coglione.
Un insegnante in questa scuola di campagna.
Con le vacche, bambini e tutto il resto.
Il primo mese va tutto bene.
Il secondo più o meno.
Ma il terzo deve assolutamente scopare, sta impazzendo.
Va dai genitori dei bambini e dice...
Quando volete scopare, cosa fate?
E loro dicono: vieni, ti facciamo vedere.
È una delle tue stronzate?
Puoi stare zitto un attimo?
Allora...
Il torrente...
Portano l'insegnante ad un torrente... Di fianco c'è una scimmia.
E lui fa: "ok, perfetto".
Si cala i calzoni, bum bum, si chiava la scimmia.
Viene, si gira e dice: "Signore, se ha finito,
prenda la scimmia, oltrepassi il fiume. Dall'altra parte c'è un bordello".
E dai!!!
Ti è piaciuta! Ti è piaciuta!!!
Questa è bella, vero?!
Doveva passare il fiume per scopare!
Ma si è scopato la scimmia!
Cos'è stato?
Cosa facciamo?
Scendiamo?
Mi spiace, non ti ho vista.
Cosa?
Mio padre mi ucciderà.
È la terza volta che gli distruggo la macchina...
Pedro, Pedro...
Non ci ucciderà.
Ce la filiamo e non lo scoprirà.
Ma...
È morta, amico, è morta. Leviamoci di torno. Ora...
Ora!
Te l'avevo detto... Mio nonno aveva ragione, il posto esiste.
Regole della convivenza.
A volte dobbiamo imparare a tacere...
a tollerare…
a saper ascoltare…
ad arrendersi...
Ci devono essere regole per vivere insieme in armonia.
Questo vale per tutto...
E l'essere umano...
…non fa eccezione.
Non tornerà...
Non ti capisco...
Certo che sì.
Tu non sei come loro.
Aspetta Violeta, non iniziare. Devo finire la torta.
Oh sì, dimenticavo. La torta di compleanno...
Ancora questa storia...
Viole, aiutami coi palloncini.
Non rompere Emilia. Non sono in vena.
Sembra buona.
Sì, sarà grandioso.
Sei un'ottima cuoca.
Beh, qualcosa deve pur riuscire bene.
Ehi, ragazze...
Ciao Priscila... Cosa fai?
Pulisco il bagno, ma ho finito.
Cosa posso fare qui?
Puoi aiutare con le decorazioni.
E Marilu?
È là.
Quella stronza non aiuta per niente.
- Vi sono mancata? - Sì.
Ehi, perché non ci aiuti con questo?
Ho già fatto quel che dovevo fare. Questo non è compito mio.
Ma se aiutassi un po' finiremmo prima.
E chi ti ha detto che sono di fretta?
No ragazze, per favore non cominciate...
Dobbiamo organizzare una festa, ok? Deve andare tutto bene.
Perché se non va bene va male.
E noi non vogliamo che vada male.
Giusto?
E chi a chiesto il tuo parere?
Questa qui ha passato la sera a dire che sei falsa.
E che vuoi essere adorata da tutti.
Smettila, Marilu.
- E perché dovrei? - Perché lo dico io.
Ecco perché.
Tutto qua.
Fantastico. Che ragionamento articolato.
- Chi è stato? Ditemelo subito! - A fare cosa, Viole?
- Chi ha portato via la foto del mio piccolo? - Ma Viole...
Chi farebbe una cosa del genere? Per quale motivo?
Vuoi veramente che risponda a questa domanda idiota?
Viole, datti una calmata così ti aiutiamo a trovarla.
Sì, Pilar ha ragione...
Mi sono rotta di tutto questo... Mi sono proprio rotta!
Violeta calmati. Sembri una pazza.
Sono pazza, talmente pazza che me ne vado.
Fermati, Violeta!
Mene vado!
No, no, fa sul serio.
Lo fa, è una stronza.
È una scena. Non se ne va.
Se ne sta andando.
Non lo farà, ci scommetto.
Lo fa. Tu non la conosci.
No, non se ne va.
Non è buffo?
È tutto ok, Viole. È finita.
Sono così stupida.
Siamo tutte nervose.
Ma dobbiamo stare calme. Non c'è ragione di dar di matto.
Andrà tutto bene.
Com'è stato con te?
- Ehi, la torta, non scordatevi... - No, certo che no.
Viole.
Starai bene?
Basta!
Pensate di andare avanti così? Come se non stesse succedendo niente?
Zitta e balla, ok?
Io non vado avanti a ballare.
Se stiamo unite non ci faranno del male.
Vaffanculo...
Cosa?
Cosa stai dicendo, ochetta?
Basta stronzate
Marilu, vuoi stare li a far nulla?
Violeta...
Sei stupida, così stupida.
Andiamo, Pilar.
Questa era la prima regola della casa.
Mai parlare.
Qualunque cosa succeda. Era l'unica regola che non potevamo infrangere.
Il quinto giorno da quando siamo arrivate. Sapevamo tutte le regole del gioco.
Comunque, Violeta non ci si sarebbe mai abituata.
Uno...
Due...
Tre piccoli indiani...
TEST DI GRAVIDANZA
Regola numero uno.
Mai parlare di quello che succede qui.
I muri hanno orecchie.
Credo che...
Credo che tornerò alle decorazioni. - No, cara.
Vieni a darci una mano con questo.
Non vogliamo scivolare su...
…su questo...
…mentre appendiamo i nastri.
Come sta venendo la torta, Pilu?
- Bene. - Bene, sì… fantastico.
E tu? I palloncini?
Li hai già gonfiati?
Priscila, svegliala e portala alle ghirlande.
Stronze.
Regola numero due.
La casa è grande 130 metri quadri.
C'è la piscina, il campo da tennis e il cortile.
Ovviamente c'è la casa davanti a questa.
Loro ci guardano da li.
Non ci è permesso andare oltre il capanno.
Nessuna vuole andarci.
Perché è li che hanno luogo le sanzioni disciplinari.
Veramente, una delle ragazze ci è andata. Non ci ha mai detto cos'è successo.
L'ultimo cespuglio vicino all'entrata è il limite di sicurezza.
Da li in poi, sei nell'area non autorizzata.
Di nuovo, una sola ragazza ha oltrepassato quella linea.
Flor Dalessio.
Non sappiamo cosa le sia successo.
Penso che se fosse andata da qualche parte,
sarebbe tornata a salvarci.
Se ne è andata due sere fa.
- Scusi, sono qua a confermare l'orario dell'esame. - Chi è il tuo insegnante?
Cozzi. Io sono Dalessio.
Ore 19, aula 64...
- Sì, lo so, grazie. - Aspetta un minuto. Dalessio, giusto?
Riguarda il test? Ha detto qualcosa?
No.
Hanno lasciato questo per te.
SEI INVITATA
Sai qual'è il tuo problema?
Pensi di essere più intelligente di quel che sei.
Non sei cosciente dei tuoi limiti.
E questo...
…è evidente nel tuo compito.
Sembra che cerchi di farla franca
riempiendolo di aggettivi inutili.
Per sviare dalla mancanza di punti di vista interessanti.
Senza menzionare nulla di innovativo.
Diciamola tutta, se fossi stata capace...
…l'avresti già dimostrato da tempo.
Grazie.
Regola numero tre.
Mantenere l'ordine. In ogni circostanza.
I nostri ospiti non devono sapere che succede mentre prepariamo la festa.
È un giorno molto importante. Il suo venticinquesimo compleanno.
Non la vedevamo da 12 anni. Da quando abbiamo finito le medie.
L'avevo cancellata dalla memoria.
Completamente. Fino a 5 giorni fa.
Oh Pilar...
Cosa farebbe questa famiglia senza una ragazza responsabile come te?
Festeggiare e sbronzarsi fa proprio per te.
Fa parte della tua età.
E tutta la marijuana of La Plata è roba tua, Lila.
Sì, vero. La tua specialità è spettegolare e ficcare il naso nelle vite altrui.
Sì, ora legge la posta degli altri, lo sapevi, Pilar?
- Zitta! - Cosa? - Non gliel'hai detto?
Hai aperto le sue lettere. Quando volevi dirglielo?
C'è un invito ad una festa di compleanno. Tu ci vai
Perché hai aperto le mie lettere?
Non è questo il problema e lo sai. E il conto in banca?
Non ne hai il diritto.
Non dovremmo stare dalla stessa parte?
Tutte e due eravamo incaricate delle spese.
Perché metti i soldi su quel conto?
- Quando lavoravo mettevo tutti i miei soldi qua. - Anch'io lo facevo.
- Ovviamente no. - E chi ha pagato per l'ospedale della nonna?
Cosa vuoi da me, Julieta?
Ti sto chiedendo di dirci se stai pianificando di andartene, ok?
Te ne vuoi andare?
- Non posso credere che ci stai fregando così. - Sei tu che ci stai fregando.
Tu, perché non riesci a tenerti un lavoro per più di tre giorni.
Perché lasci tutto sulle mie spalle.
Tre ore per cercare lavoro.
Credi che non faccia abbastanza? - E il futuro di Lila?
Vuoi che lasci la scuola per cercarsi un lavoro?
Non diceva sul serio, vero? Non se ne sta andando...
Meglio che non lo faccia.
Non può andarsene.
Ha dimenticato il computer.
Pilar?
Abbiamo quasi fatto un casino.
Questa è Pilar.
Regola numero quattro.
Obbedire al fischio.
Vuol dire solo una cosa:
c'è una nuova lettera.
Regola numero cinque.
Seguire sempre le istruzioni della lettera.
Qualunque cosa dica.
Regola numero sei.
L'ultima regola. Divertirsi sempre.
Emilia è ingenua, fragile and conciliatoria per natura.
È nata per soffrire. La storia di Emilia è molto triste.
Continuano a sottostimarti...
USCITA
USCITA
La troietta è entrata.
Sempre con quel sorrisetto da ritardata.
Cos'hai che non va?
Niente.
Niente.. c'è qualcosa che non va.
- No. - Dimmelo.
- Pensi veramente che sia falsa? - No.
Credi a quel che dice quella stronza?
Sai che sta sempre a creare problemi.
Priscila non è una ragazza cattiva.
Ha solo un piccolo difetto. Che non può controllare.
Parla sempre male alle spalle di tutte.
Lo fa da quand'era piccola. Niente di personale.
Priscila?
- Ehi, che ti succede? - Niente.
Porti ancora quella scema?
- Ti ho già detto che senza questa medaglia… - Sì, sì, senza di quella non vai da nessuna parte.
L'hai detto duemila volte.
Te l'ho detto...
È la connessione col mio passato innocente.
Sei bellissima oggi.
Forza!! Andiamo!!!
Buttiamo giù questo posto.
Puttana!
Calma per favore. È stata staccata la corrente.
Uscite dalla porta di sinistra.
- Cos'è successo? - Il proprietario ha staccato la corrente.
Dice che non vuole questa merda nel club.
Mi avevi promesso che sarebbe stato bello 'sta volta.
ARRIVA QUALCUNO: ORDINE E SILENZIO
È vero. Sta arrivando qualcuno.
- E ora? - Improvvisiamo.
- Ma… è lei? - No, non credo.
E chi è?
Ciao.
Marilu! Come stai?
Bene. Come vedi.
Ragazze...
Non pensavo di trovarvi qui... State benissimo.
Dov'è Tami?
Non è ancora arrivata.
È una festa a sorpresa.
- Sì, sorpresa con l'annuncio sui giornali. - Come?
Sì, beh… Priscila non sa degli annunci.
E noi non li abbiamo visti perché siamo qua da un paio di giorni.
Per preparare la festa.
Giusto. Cosa dicevano?
Non molto, una specie di invito al compleanno di Tami.
È per tutti i compagni di classe, e poi c'era l'indirizzo.
E... tu?
Io?
Aspetta, non vi ricordate di me? Oh, il mio ego ne muore.
Priscila, ti ricordi di me.
In seconda abbiamo litigato perché mi avevi preso in giro e ti ho attaccato una cicca ai capelli.
Ah sì, sì è vero. Ho dovuto tagliarli.
Sì, ci hanno portato dal preside. - Sì, vero.
Lucia.
Sì, mi ricordo di te.
Aspetta. Ti sei fatta la pipì addosso quando eravamo in prima.
Sì, che vergogna.
E prendevamo l'autobus assieme, ricordi?
- Sì, sì, vero. - Sì, ho preso un bus diverso ma ci siamo incontrate.
Non mi parlavi molto, veramente. Perché eri in un gruppo diverso.
- Avete già iniziato… che bello. - Quando hai visto Tamara l'ultima volta?
- 8 o 9 anni fa. - E perché hai pensato di venire?
Non lo so. E perché voi?
Ehi! Come stai?
Che sorpresa!
Non mi avete detto che c'era la sorella di Tami.
La sorellina.
Certo… giusto.
Marilu vuole sempre confrontarsi.
Da piccole ero l'unica che riusciva a fermarla.
Ora non so.
Risparmia le osservazioni per l'intervallo.
E no, il replay di un goal non vale come un altro goal.
Questa relazione non sarà mai com'era nei primi due mesi.
- Basta stronzate. - Sì, lo so, fingevi gli orgasmi.
Ma non m'interessa, io fingevo i preliminari.
- Dov'è? - Si rifiuta di farlo...
- Cosa vuol dire 'si rifiuta'? - Dice che è sessista e degradante.
Dice che non le avevamo detto che doveva mettersi in bikini.
L'annuncio diceva: "Modella sexy per addio al celibato"
Che parte di 'modella sexy' non capisce?
Dice che è un'attrice. Che non ha passato anni a studiare Stanislavsky per questo.
Se vuoi disprezzare una modella perché è scema. Prima prenditi una laurea in matematica.
Questo è l'equivalente mentale del tuo corpo.
Ora il tuo corpo fa schifo e tu non sei abbastanza furba da stare zitta.
Non rompere, tu sei grassa.
Ed un diuretico non ti servirà.
Se devi perdere 4 kg vuol dire che sei grassa.
Ecco il mago... e sappiamo che è solo una montagna di merda.
C'è anche la registrazione degli applausi. Per cui non preoccuparti.
Sappiamo che per te è difficile battere le mani.
Cos'è successo?
Non posso farlo.
Non posso saltar fuori da una torta in uno stupido bikini.
E coprirmi il corpo di crema è degradante.
Pensavo si trattasse di servire canapes e sorridere.
Ma queste cose da donna-oggetto non fanno per me.
Lo capisco.
Ti capisco perfettamente.
Le donne non dovrebbero essere trattate così.
Specialmente se colte come te e me.
Che scuola hai fatto?
Due anni con Julio Chavez e tre con Norman Brisky.
Capisco.
Sai una cosa? Non c'è problema.
Troveremo subito un'altra ragazza.
Un'attrice come te non può sfilare di fronte ad un gruppo di cineasti e produttori.
Nossignore!
Non puoi perdere tempo e sprecare il tuo talento. - Produttori?
Produttori TV, Channel 13, Pol-ka, serie TV e cose del genere, sai?
Andate a preparare la torta. Uscirà tra 5 minuti.
Produttori TV? E se scopre che sono tutti ingegneri?
Ormai avrà fatto quel che ci serve. Ora va a dire al mago di chiudere.
STRANO INCIDENTE A MEZZANOTTE.
Un momento per favore, aspettate e sarete assistiti.
Buona sera...
Pronto?
Parliamo. Non innervosirti. - Pronto?
È bello avere un rivale. Nessuno sa come si gioca qua.
Vederti è davvero una sorpresa. Tami sarà contentissima.
Ma non capisco perché non sia ancora qui.
Beh, ha avuto un incidente.
Un incidente?
Sì, niente di grave. Ma l'hanno tenuta qualche giorno in osservazione.
Lei non sa niente, la festa è davvero una sorpresa.
- Non posso crederci... - No, ma è tutto a posto.
Cosa c'è li dentro?
Puoi passarmi la palla?
Uff... vado io.
Lascia perdere, sono stanca.
Musica?
Musica, certo.
NON DEVE INFRANGERE LE REGOLE.
SILENZIO
Cos'è stato?
Cosa? Non ti sento!
Non hai sentito? Sembrava un grido.
Niente, niente, poverina…
- Niente? - Ha avuto un incidente, un po' di tempo fa...
- Come? - Beh, era con Tami...
Le ho detto che Tami sarebbe stata dimessa dall'ospedale… - Sì, è stato orribile.
Orribile? Hai detto che non era nulla di grave.
- No per Tami. - Per il fratello di Emilia.
Hai un fratello?
- Sì, è morto in un incidente. - Oh, no.
Non capisco… mi sembrava stesse bene.
- Va a momenti. - Già.
Quando se ne ricorda.
Certo. Non sapevo avesse un fratello.
Sì, non lo portava molto in giro. Era ritardato mentale.
- Come si chiamava? - Cosa?
- Come si chiamava? - Paquito. Sì, Paquito.
Era uno splendore, vero, Pilu?
Ma non si bagnava i pantaloni o cose del genere.
Era proprio bello.
Vado a controllare Emilia.
- Fa male. - Ma cos'è successo?
Se lei infrange le regole, noi veniamo puniti.
Non succederà di nuovo. - No, no. Calmati.
Se vedo che le infrange la uccido.
- La uccido. - Di cosa stai parlando?
Non infrangerò le regole.
Farò finta che va tutto bene.
Vado da lei e le taglio la gola.
E faremo finta che non è successo niente.
Non lo scoprirà. Ok?
Andrà tutto bene.
L'hai preso?
- Cosa? - Il pezzo di dito.
No... perché?
Magari riuscivano a riattaccartelo.
- Davvero? - Sì, certo.
Credi? Credo che si stia infettando.
Mi fa impressione.
Quando tutto questo sarà finito...
…troveremo il dito e andremo in ospedale.
Ok.
Sai che c'è?
- Credo di ricordarmi di quella deficiente. - Chi?
Tamara.
Era una grassona del cazzo...
Era una grassona con l'apparecchio.
Era più brutta della merda.
- Non ti ricordi? - Non molto.
Credi che verrà?
Sì, certo.
Spero che venga.
SlLENZIO
OBBEDIENZA
OBBEDIENZA
FELICITA'
Felicità.
Certo.
Felicità, ovvio.
Eri molto amica di Tamara?
Sì, molto.
Io non ho mai avuto molto in comune con lei.
Sì, mi ricordo.
Sembravi essere di un altro mondo, ti invidiavamo tutte.
Alcune di loro sono stronze come ai vecchi tempi.
Mi ricordo che Pilu era sempre scelta scolaretta dell'anno.
Già.
Ehi… Tamara ha sempre vissuto lontano, vero?
Sì, sempre in questa zona, mi pare.
Era un problema, ci metteva due ore ad arrivare a scuola e due a tornare. Poveretta...
Giusto, perché è così, vero? La città dista due ore da qui.
Sì, è molto lontana.
Ehi, sai, io mi perdo sempre. La città è da quella parte o dall'altra?
Da quella parte?
Sai cosa c'è nella casa di fronte?
Niente. È usata come deposito.
Devo andare in cucina.
METTI QUESTO NEL CIBO DI PRlSClLA
Sai a che ora arriverà Tami domani?
No, non saprei. Qualcuno sa a che ora arriva?
Non lo so. Quando l'ospedale la dimette.
No, è già stata dimessa.
Non dimettono nessuno la Domenica.
Oh, potremmo chiamare qualcuno.
No, non ci sono telefoni qui.
Non avete cellulari?
Io ho portato il mio. Se volete possiamo chiamare.
Ma qua non prende.
Strano. Sei sicura?
Non c'è campo, è vero.
Non ci arriverai. Non c'è modo.
Ci sono 32 passi fino al limite.
Altri 4 per arrivare alla macchina.
36 passi.
Ce la posso fare.
Lentamente, con calma.
E il cane di merda non ti conosce.
Tutto per uno stupido cane.
Il cane ora mi è affezionato.
E hai dimenticato le chiavi.
Prima devi trovare le chiavi.
- Dov'è Lucia? - Si fa la doccia.
Le chiavi.
Priscila ha fatto un sogno quella notte.
Priscila! Stai bene?
No.
Credo di avere la febbre.
Dovrei andare in ospedale.
Ospedale? No, perché?
Sì, potremmo usare la mia macchina, non c'è problema.
Ma, no.
No? La temperatura è altissima.
Certo, lei non lo sa.
Non ci vediamo da anni...
Non può saperlo.
- Io sono dottoressa. - Oh. Non lo sapevo.
Già.
Questo è un tipico caso di intossicazione da cibo.
Non è niente.
È nervosa per la riunione.
- No, ma... - Niente ma. Il dottore ha sempre ragione.
Va a fare un po' di tè. Un tè alle erbe.
Tu prendi un altro asciugamano bagnato.
E voi uscite. Ha bisogno d'aria.
Se parli ancora dell'ospedale ti uccido, sta zitta e resisti.
Priscila?
Priscila?
Ragazze, dov'è Priscila?
Fa caldo.
Giusto. Un tuffo ti farà scendere la febbre.
Ora datele il tè. Le farà bene.
Pris...
Se non lo facciamo qua...
Credi che guarirà?
Sì. Non è niente. È solo ansiosa.
DA QUESTO A PRlSClLA
Bevi il tuo tè, si raffredda.
Chi è quel tizio?
Chi è?
È Juan Carlos, lo zio di Tamara. È un personaggio.
Pensavo fossimo sole.
- Sì, beh.. sai com'è. - Lui va e viene.
C'è campo qui?
- Pronto? - Non avete fatto quello che dovevate. Tami sarà qui fra un'ora.
Ci sono solo 4 souvenir, qualcuno deve andarsene. Guarda in bagno.
- Chi era? - Tami.
- Davvero? - Sì. - Sta arrivando.
Sarà qui fra un'ora. Dobbiamo preparare tutto.
DALLO AD EMlLlA
Pris... vieni. Vieni con me in bagno.
No. Perché?
Perché ho qualcosa per te.
Mi hanno dato questo per te. Forza.
Va in bagno.
C'è qualcosa per te.
Tami sarà molto contenta.
È un peccato che gli altri non siano venuti, i ragazzi della scuola.
Beh, con voi ragazze qui è più che sufficiente.
Sì.
Credo che siamo state cattive con lei a scuola.
Forse questo ci servirà a rimediare.
Io ricordo solo cose belle. Eravamo in squadra assieme a palla a mano.
Vincevamo sempre, ricordi?
Sì. E cos'hai fatto tutto questo tempo?
Ho finito il liceo.
Poi ho studiato legge e mi sono laureata due anni fa.
- Davvero? - Sì.
Fortunatamente sta andando tutto bene. Non posso lamentarmi.
Non bene come a te, scommetto. Tu prendevi sempre i voti più alti.
Che cos'hai fatto? Non mi hai detto nulla.
Non molto.
Non molto, davvero.
Siediti qui.
Mi hanno dato qualcosa che sarà perfetto per te.
- Dammi il coltello. - Il coltello?
Dammelo.
Tieni. Siediti.
Aspetta.
Zitta!!!
Stanno urlando, che facciamo?
Ehi, che sta succedendo?
Niente, niente, siamo cadute, tutto qua.
Ma continuate ad urlare.
Devo farlo. Era un ordine.
Devi dire che siamo cadute.
Aiutala ad alzarsi.
Ferma! Aspetta!!!
Ferma, Lucia. Ascoltami. Posso spiegarti tutto.
Sta chiamando la polizia?
No, perché? Dovrei chiamarla? Devo chiamare la polizia?
Controlla in bagno.
Calma, c'è una spiegazione.
Cosa nascondete? Piangete e urlate.
Quel tizio che spunta dal nulla, Tamara che non c'è, le ragazze che litigano...
No!!!
No, non combinerai più casini, puttana. Basta Emilia, basta per favore!
No! Ci hai creato problemi da quando sei arrivata.
- Dobbiamo ucciderla! - Cosa?
Le regole erano semplici, non abbiamo avuto problemi finché...
No!!!
Questo è un delirio.
Le mie chiavi!!!
Le mie chiavi. Me ne vado, da sola. Vado in ospedale.
Dove sarei dovuta andare ieri, voi stronze dovevate aiutarmi
Mi sa che ti serve qualcosa, miserabile puttana!
Le vuoi?
Va a prenderle, troia!
Credo ci sia qualcosa per te sotto la "Y".
- Cosa vuol dire? - Credo di saperlo...
Ragazze!
Ragazze!
Venite fuori!
Ne possiamo discutere, è stato un malinteso.
Dove siete?
Vuole uccidermi.
Mi hai salvata!
Sei tu!
No, mamma, non farle niente.
Non farle del male!!!
Non dovevi andartene.
Non abbiamo neanche acceso le candeline.
Fottuta sgualdrina.
Brutta troia, figlia di puttana.
Succhia cazzi, stronza, lurida troia.
Puttana!
Fottiti!
Io ho votato per te in quinta.
Hai vinto per un voto.
Hai battuto Fernando Santos di un solo voto.
Il mio voto.
E quel giorno eri così felice...
grazie a me...
Sapevo che una di voi sarebbe stata mia amica, un giorno.
Sapevo saresti stata mia amica.
Non aver paura.
Ora sono come te.
Ma certo, dolcezza. Hai la voce di un angelo.
E tu, sei così intelligente che sarai la prima della famiglia a laurearti…
ed andare via da qui.
Io non ti lascerò mai, mammina.
E tu…
Tu sei un bravo ragazzo.
Ma devi continuare a obbedire alla mamma e alle ragazze.
E tu! È bello tu sia venuto al compleanno di tua nipote!
E le ragazze...
Non è stato facile, eh?
Non siete riuscite a fare la coreografia.
Ma sono venute tutte.
Stavo pensando ai ragazzi, loro non sono venuti.
È vero.
La prossima volta.
Ed ora...
Non ci resta che una cosa da fare.
Tanti auguri a te...
Regole della convivenza.
Devo imparare a tacere,
devo essere tollerante,
devo ascoltare,
devo saper rinunciare.
Ci devono essere regole per vivere in armonia.
Questo vale per tutto...
ed io non faccio eccezione.
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