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Original subtitles

Ehi !

Quello è mio.

Ti giuro che te lo riporto.

Non devi scappare come una ladra ogni volta che dormi qui.

E' meglio che Martina non ci veda insieme, no ?

Nel pomeriggio la porto a comprare il vestito per il compleanno.

- Vieni con noi ? - Vuoi dirmi che non ti piace il mio guardaroba ?

Mi sento un idiota nei negozi di vestiti.

[VOCI CONFUSE]

[SIRENA]

[CAMPANELLO DELLA BICICLETTA]

Certo che è un mese che dormi più da lui che da noi.

Lea, possiamo dire che è una storia seria.

Arturo mi fa stare molto bene.

- Domani lo porti al matrimonio di Verna ? - Non ci avevo pensato.

No, mi sembra prematuro.

A Marco farebbe bene vederti con un altro.

- Non mi interessa che pensa Marco. - Ho detto una cavolata.

Questo volevo sentirti dire. [PIANTO DI NEONATO]

- Lo senti anche tu ? - Sì.

Che cos'è ?

Ehi. Lea...

[PIANTO DI NEONATO]

Quanto è buona questa bambina ! Vediamo un po'.

- Posso andare, direttore ? - Sì. - Arrivederci. - Grazie.

- Come sta ? - Benissimo. E' una femmina.

E' nata da uno, massimo due giorni.

Il cordone ombelicale non è stato reciso chirurgicamente, ma è sana.

- Ha solo bisogno di mangiare. - Vieni, amore, vieni.

Uh !

- Ehi. - Ecco. Oh ! - No... - La pappa, la pappa !

Ecco la pappa.

- Ecco qua. - Faccio io.

- Ti dispiace se lo faccio io ? - Certo, tieni. - Piccolina !

Si è saputo chi è che ha lasciato questo regalino ?

No, la polizia ha chiesto a Chiaravalle

di controllare le telecamere.

C'è chi si danna per avere un figlio e questi l'abbandonano.

- Iniziamo il giro. - Che ho detto ? - Ti mando il cambio.

- Koljia ha chiesto di te. - Ciao. - Non puoi stare zitta ?

Marco. Ti posso parlare un attimo ?

Sì, arrivo. Ho bisogno di parlare con i genitori di Koljia.

- Puoi aiutarmi a contattarli ? - Certo.

Ehi, ciao !

Ciao. [VAGITI]

Sono contenta che Marco si sia speso per farti restare.

Tutti meritiamo una seconda chance.

Sei pessima a dire bugie.

Sì, sì. Sì.

Mi ha chiamata il portiere del mio palazzo.

- Hai presente la macchia sul soffitto in bagno ? - Sì.

C'è una perdita, il controsoffitto si è gonfiato e un pezzo è crollato.

Ah, una bella scocciatura.

Metà del bagno è inagibile. Posso fermarmi qualche giorno da te ?

- Almeno mentre fanno i lavori. - Sì, va bene.

Grazie. Dopo vado a prendere i vestiti e vengo da te.

Domani andiamo insieme al matrimonio.

- Non avevi l'addio al nubilato di Enrica ? - Sì.

Tornerò sbronza e con la voglia di continuare a festeggiare.

Niente febbre. La nausea come va ?

- Quando viene mamma ? - Non lo so, spero presto.

- Lea, di là è tutto pronto. - Arrivo.

Ci vediamo dopo.

- Dottor Verna ? - Sì ?

- Il signor Nero lo aspetta. - Chi ?

E' in sala infermieri.

Va bene, arrivo subito.

Dopo la tonsillectomia, meglio mangiare cibi liquidi

quindi yogurt, gelato... Va bene ? - Okay.

- Sei contento ? - Sì.

- A dopo. - Grazie. - Grazie.

Dài, dài.

- Lei è il signor Nero ? (insieme) Auguri !

- Dài, non dovevate ! - Auguroni !

- Il signor Nero. - Un brindisi per la sua ultima giornata da scapolo

e per i tanti giorni da uomo sposato che verranno. - Eh !

- Sono senza parole. - Mangi !

Così si risolve il problema.

- Grazie. - Con tuo marito, soli in cucina, non trombate mai ?

Ma veramente... Pensa a te !

Mi sono perso qualcosa ?

- Solo il mio attacco d'imbarazzo. - Lo immaginavo.

- E' semplice, ricordati di dire sempre di sì. - Eh.

Abbraccia le tue scelte con coraggio e non avrai rimpianti.

Ehm... Al giorno più importante della vita del Dottor Verna.

- Auguri ! (insieme) Auguri ! - Auguri. - Grazie.

Signor Mosella, sono Lea Castelli del reparto di Pediatria.

Mi può chiamare appena possibile ? E' molto importante.

Aurora Penna, 16 anni. Si è sentita male in mezzo alla strada.

Un passante l'ha portata al Pronto Soccorso.

- Che ti senti ? - Non sto molto bene.

Ci siamo noi qui con te. Andiamo in ambulatorio.

Nausea, vomito, difficoltà di equilibrio, visione annebbiata.

- Oltre ai puntini luminosi vedi altro ? - E' tutto doppio.

Anche se faccio così ?

- Sì. - Sistolica a 150.

E' strano... Prendi qualche farmaco o segui qualche dieta ?

- No. - Assumi alcolici o stupefacenti ?

Vivo in un collegio di suore, il sabato non faccio festa.

Dobbiamo contattare i tuoi genitori. Ci dài il numero ?

Mia madre è a New York. E' inviata per un giornale.

-Mi serve il numero lo stesso. -Non la chiamate, non sto così male.

Diazepam, una fiala. Crisi epilettica.

Dài, Lea !

Ipertensione, cefalea, sdoppiamento vista

pupille dilatate e convulsioni.

- Sarà un problema neurologico. - 70 su 120. E' tornata nella norma.

- Richiedi una Tac cranio urgente. - Certo.

Lea, ho parlato con la madre.

Stava dormendo, ma prende il primo aereo per l'Italia.

Ti ha detto se ha avuto attacchi simili in passato ?

Ha detto che non è mai successo.

- Va bene. Le sue cose sono lì. Chiamami quando si sveglia. - Certo.

- Così... domani è il gran giorno. - Già.

- Non hai confermato il posto al ricevimento. - Ho un impegno.

- Ah. Hai preso il turno di un collega ? - No, ho da fare.

Se l'impegno è un fidanzato geloso, puoi portare anche lui.

Di chi dovrebbe essere geloso ?

Ovviamente. Controlla la pressione ogni mezz'ora.

- Che ne dite di Fortunata ? - No. - No, troppo fatalista, esagerata.

Dici ? Martina ?

- Sì, è carino. - No, è generico, è moscio.

- Ci vuole un nome tosto, forte. - Tipo ?

Tipo... Tipo Bernarda.

-No. -"Bernarda" ? Stai scherzando ? Che nome è Bernarda ?

E' bellissimo, di carattere. Significa "forte come un orso".

Lascia stare gli orsi e controlla i nomi dei santi.

E se un nome ce l'avesse già ?

- Fatima. - Wow ! - E' orrendo.

- Bello ! - Ma che bello ! - Sei in minoranza. - Ma di che ?

Zitta. Ciao, Fatima ! Benvenuta.

Bernarda ! Guarda, ride.

- Bernarda ! - Amore... - Guarda !

Lei è Favilla, dimenticatela.

Scusa, Lea.

Mettendo in ordine le cose di Aurora, ho trovato queste.

Come mai abbiamo trovato un antidepressivo nel tuo zaino ?

Ci hai fatto spaventare parecchio prima con quell'attacco.

Abbiamo deciso di farti una Tac alla testa

per escludere problemi neurologici. Sai che vuol dire ?

- Che il mio cervello non funziona bene ? - Esatto.

Se invece stai male per un'overdose da psicofarmaci, è un'altra storia.

Come ti sei procurata questo medicinale ?

- Me lo sono procurato e basta. - A che ti serve un antidepressivo ?

La mia vita fa schifo. Le compagne mi sfottono, la scuola la odio.

Papà ha un'altra famiglia in Australia

e vedo mia madre ogni tre mesi.

Le sembra strano che sia depressa ?

Capisco come ti senti, davvero...

ma questo si prende sotto la supervisione di un medico.

Sono fifona, non l'ho aperto.

Controlli.

[BUSSANO ALLA PORTA] Sì ?

- Marco, posso parlarti un minuto ? - Certo.

- La paziente con le convulsioni ? - E' stabile.

- Le ho fatto fare una Tac. - Ottimo.

- Beh ? - Un minuto.

Certo, accomodati.

- Che succede ? - Quando parlavi delle scelte giuste... - Mmm.

- Sto facendo una cazzata epocale. - Okay, fammi capire.

-A parte il mio discorso, che è successo oggi ? -No, niente...

- Non riesco a togliermi una cosa dalla testa. - "Una cosa"...

Tipo l'infermiera tirocinante ?

Domani mi sposo e non faccio che pensare a lei.

Allora, io credo che... sia normale.

E' normale avere dei dubbi e anche delle fantasie.

E' una ragazza bellissima.

Non vuol dire che tu non ami Enrica e che non ti debba sposare.

Vai a casa e dormi, che domani ti sposi. E' un giorno importante.

Sì.

[VOCI NON UDIBILI]

["BLUE HEART BLACK" DI SUVI VALJUS]

Mmm... A te ?

No.

Bellissimo !

- Sì. - Ti piace ?

Perché non lo provi ?

Eccomi qua.

- Wow ! - Grazie.

[RINTOCCHI DI CAMPANE]

Da tanto non mi compravo un vestito nuovo.

Da grande mi comprerò un vestito nuovo tutti i giorni.

- Sì ? Poi che ci fai ? - Vado a tutte le feste delle principesse.

Ah, ecco. Questo mondo principesco ci sta prendendo un po' la mano.

E' invidioso, i vestiti dei principi non sono così belli.

Signora, sua figlia ha lasciato questo in camerino.

Lei non è la mia mamma.

- Grazie, signora. - Prego.

Martina ! Martina, aspetta !

Martina, amore...

Amore mio...

E' crollata. Ti va un po' di vino ?

No, è meglio che vada.

Non lasciamo che un momento stonato rovini questa serata meravigliosa.

Mmm ?

[# AND I'M FEELING]

[# GOOD.]

[# DORMIRE IN PACE LA NOTTE PER VOLERMI BENE]

[# E IMPARARE INSIEME A VOLERSI BENE.]

[# E RINUNCIARE ALL'ANIMA]

[# LO SAI, LO SAI CHE NON CONVIENE.

[# PERCHE' IL SOGNO E' MIO, QUESTO GIORNO E' MIO]

[# E LA VITA MIA]

[# E' LA MIA.]

[# AND I'M FEELING, FEELING, FEELING, FEELING]

[# GOOD.]

[# LA DOLCEZZA DI UN UOMO, LA VIOLENZA DI UN UOMO]

[# TUTTO QUELLO CHE VEDI... #]

Ti sono mancata ?

Da morire.

[# E' L'ESPRESSIONE DI TE, E' ESPRESSIONE DI ME.]

[# E' LA LIBERTA' MIA.]

[# E' LA LIBERTA' MIA.]

[# NUOVO GIORNO, NUOVA LUCE, NUOVA VITA]

[# PER ME...]

[# AND I'M FEELING, FEELING]

[# GOOD. #]

Martina !

Amore !

Amore mio.

Tutto okay ? Ti ha fatto uno strano effetto che Lea abbia dormito qui ?

Lo so, amore, è una cosa nuova...

ma non c'è niente di male, è una cosa bella.

Non la voglio. Vai via, sei brutta !

Martina !

-Non avevo messo la sveglia. -Martina l'avrebbe capito lo stesso.

Sì, ma non così, il giorno del suo compleanno.

- Avevamo passato un bel pomeriggio. - Ti sei pure comprata un vestito.

Qualcosa doveva succedere.

- Che devo fare ? - Niente ! Martina la supererà.

- Qualche anno dall'analista e via. - Grazie ! - Prego, amore.

La Tac ce la siamo tolta. Più tardi passano i dottori per la visita.

- Tua mamma arriva stamattina ? - Il volo atterra tra un po'.

- Serve aiuto ? - Eh ?

No, no, grazie. So... So dove andare.

Buongiorno.

- Che ci fa qui ? - Patatina ! Patatina !

- Ho recuperato le tutine di Giulia. - Davvero ?

- Voglio farvi vedere questa, guardate come è bella. - Ah.

- Ha le apine ? - Le apine, sì.

Beh, è bella, dài.

- Non dovremmo andarci a preparare per la cerimonia ? - Adesso ?

-Ti servono due ore per prepararti ? -Favilla, tu non capisci niente.

- Io ? - Sai quante possibilità ci sono

di incontrare il proprio futuro marito a un matrimonio ?

Tu hai la fissa, proprio.

Io lo spero tanto, mi piacerebbe tanto.

- C'è Verna. - Dove ? - Dove ?

- L'ho visto in corridoio, vestito da sposo. - Che ci fa qui ?

Oh ! [NOTIFICHE DI SMS]

- No ! - In che senso ? - Sì... - Ma davvero ?

"Il matrimonio è annullato. Chiedo perdono a tutti."

- Sei impazzito ? - Non sono mai stato così lucido.

-I discorsi di ieri ? -Mi hai fatto capire che cosa non voglio fare.

-E' colpa mia. E sarebbe ? -Lavorare nella clinica di mio suocero

tornare a casa tutte le sere da una donna che non amo

e poi scoprire di avere sbagliato tutto per paura di dire la verità.

Cazzo. Anche a lei l'hai detto con un Sms ?

- Ahia. - Gliel'ho detto di persona. - Era il minimo. - Eh.

Ti è andata bene. Mettici il ghiaccio.

- Vai a casa. - No !

Se vado a casa, impazzisco. Dammi qualcosa da fare.

- Avviso Paltrinieri che non ti deve sostituire. - Grazie, sei un amico.

Sì, "amico"... Vatti a cambiare, che sei ridicolo.

Passatemi Paltrinieri.

- Vorrei sapere cosa è successo. - Verna ha un occhio nero.

Questa è una questione di corna !

No, Pietro non è il tipo.

Chissà come starà Enrica.

Che razza di uomo è uno che lascia la fidanzata il giorno delle nozze ?

- Rosa, mi dài una mano ? - Certo, andiamo in sala infermieri.

- Metti a posto. - Secondo me, ti ha sentito.

- Lea, c'è il signor Arturo che ti aspetta. - Ah, grazie.

Ciao.

- Martina sta bene ? - Sì. Hai tempo per un caffè ?

Sì.

E' normale che sia gelosa del papà.

Sì... Io credo che il problema sia un altro.

Oggi non ha fatto altro che parlare di sua madre

e del fatto che rimane con noi dopo la festa.

Teme che tu possa essere un ostacolo.

Che pensi di fare ?

Adesso vado a prenderla a scuola, andiamo a ritirare la torta

e poi, dopo avere gonfiato una sessantina di palloncini...

le dico la verità su sua madre.

Conto molto sulla festa per distrarla.

- Conto anche sulla tua presenza per distrarre me. - Io ci sono.

- Hai ritirato la Tac di Aurora ? - Sì... Ne parliamo salendo, okay ?

- Sì. - Signor Minerva. - Dottor Colomba.

- "In bocca al lupo". - "Viva il lupo".

- Allora è una cosa seria ? - Non sono affari tuoi.

Ecco.

- Hai visto che ha combinato Pietro ? - Mmm.

Sempre meglio che rendersi conto

di avere sposato la persona sbagliata.

- Che cosa hai trovato nella Tac ? - Niente. - E le convulsioni ?

- Dove stiamo andando ? - Meno domande.

- Che ci facciamo in Ginecologia ? - E' affetta da eclampsia.

Urine ed emocromo lo confermano.

L'ipertensione doveva metterci in allarme, ma non sapevamo tutto.

- L'eclampsia è una patologia della gravidanza. - Esatto.

- Ho chiesto un consulto ad Anna. - Ah.

Riccardo, apri la bocca. Di più.

Un po' di più. Ah...

Puoi chiudere. Sta bene, domani lo dimettiamo.

Hai preso un pallone in faccia ?

Ho fatto arrabbiare una persona.

- Gli hai ridato il pugno ? - Che dici ?

- Con la violenza non si risolve niente. - Ha ragione.

Però io il pugno me lo meritavo.

- E' arrivata una sorpresa. Glielo diciamo ? - Sì !

- Chi è arrivato ? (insieme) Il mago ! - Venite ?

- Sì ! - Bene. - Posso anch'io ?

- Certo che puoi. - Sì !

- Favilla, ci accompagni ? - Chi se lo perde il mago ?

- Sempre lo stesso ? - Mica lo licenzio.

Neanche il coniglio lo vuole.

Per fare ridere te serve un circo.

- Piano, piano. - Metti le ciabattine.

- Ecco. - Ditegli, che naso ha il mago ?

- Come un pagliaccio. - Rosso.

- E' un pagliaccio. - Aspetta.

- Piano. Così. - Ti tiro su, eh ?

- Vai, aiutati. - Tutti pronti.

Ci siamo ? Pronti, partenza e vai !

# Ta ta ta ra ta ra ta ta ta ra... # - Andiamo, andiamo.

# Ta ta ta ra... # - La sai tutta ? - No, solo il ritornello.

Io finisco il giro dei pazienti, ne ho tanti. Però non trovo la 11.

- Eccola qui, dottore. L'ha appena passata. - Giusto.

- E' sicuro di vederci bene ? - Sì, ci vedo solo un po' sfocato.

Si faccia vedere in Oftalmologia.

No, mi farebbero perdere tempo.

Perché non gli dài un'occhiata tu ?

Perfetto, Gabrielli, grazie.

Sì, ciao, a dopo.

Ho prenotato l'eco addominale.

Controlliamo che non abbia disfunzioni epatiche.

Perché ci ha nascosto di essere incinta ?

Ha 16 anni e vive in un convento.

Come avrebbe potuto nasconderlo ai medici ?

Non ricordi com'eri alla sua età ?

Più i genitori ti facevano domande e meno volevi raccontare la verità.

- Posso ? - Sì.

-Di quante settimane è ? -Non lo so, rifiuta di farsi visitare.

- Le hai spiegato che rischia ? - Continua a dire che non è incinta.

Vabbè, ma bisogna insistere. Non si scherza con l'eclampsia.

- Anche il feto è a rischio. - Non posso visitarla con la forza.

- Ti pare ? - Beh, certo. Quando arriva la madre ?

- Da un momento all'altro. - Speriamo che riesca a convincerla.

Non mi stupirei se le mentisse. Io chiamerei una psicologa.

- Posso provare a parlarle ? - Pensi di essere più brava ?

No, solo più paziente.

Vabbè, io vado ad aspettare giù la madre.

Ti sei già rivestita ?

Guarda che ti dobbiamo visitare.

Capisco che non ti faccia piacere farti visitare

ma è molto importante. Non solo per te, ma anche per il bambino.

- Non c'è nessun bambino. - Posso ?

A volte, dire la verità sembra troppo difficile.

Abbiamo paura di deludere le persone a cui vogliamo bene.

O che queste stesse persone possano reagire con rabbia.

Ma un certo punto bisogna dire la verità.

-La signora Penna ? -Sì. -Dottoressa Galgano. Mi segua. -Grazie.

Ti sei tenuta questo segreto troppo a lungo.

Fatti aiutare, siamo qui per te.

Certe cose non si possono dire.

Temi la reazione di tua mamma ?

E' troppo tardi. [SQUILLI DI TELEFONO]

Non mi perdonerà mai.

Scusa, devo rispondere.

Sì ?

Sono l'infermiera Castelli.

No, è fuori ambulatorio, glielo dico subito. Certo.

Aurora !

Aurora ! Ma...

- Aurora ! - Aurora ! - Non dovevo lasciarla.

- Aurora, amore ! - Ci pensiamo noi. Portala di là. Barella !

Forza !

Vieni qua.

- Al mio tre ? - Uno, due, tre, vai.

Non dovrebbe fidarsi di una tirocinante.

- Da qualche parte dovrai iniziare. - E se sbaglio ?

- Se sbagli, perderò l'occhio. - Incoraggiante.

- Allora ? - Trauma contusivo con edema diffuso sulla palpebra.

- Lacerazioni ? - No. - Irregolarità di pupilla o bulbo ? Emorragie ?

- Nemmeno. - Bene, alla mia ex manca il colpo del Ko.

Quello che ho detto prima...

Mi dispiace, non volevo essere irrispettosa, ma è quello che penso.

Lo so. Dici sempre ciò che pensi.

Non ho tempo da perdere con le bugie.

E' una filosofia che avrei dovuto sposare mesi fa.

Non sono pentito, ma non vorrei perdere la tua stima.

Penso sempre che lei sia un ottimo medico.

E' un ottimo inizio, dato che dovremo lavorare insieme.

Che sta facendo ?

Hai ragione, scusa.

Avevi ragione, c'è una rottura della capsula epatica.

- Ed è piuttosto estesa. - Mmm.

Senti, dobbiamo operare.

Ti rimetto a nuovo, va bene ? Okay ?

Sorridi.

Avvisa Di Gennaro, è urgente.

Avvisalo che la paziente è in stato di gravidanza.

- Io qui non vedo nessun feto. - Come, scusa ?

Non c'è nessun feto.

Non è possibile.

- Signora Penna. - Come sta ?

E' stata portata in sala operatoria. Deve autorizzare l'intervento.

Perché, che cos'ha mia figlia ?

Aurora ha una lesione epatica

ma il primario conta di risolverla senza complicazioni.

La dottoressa ha parlato di gravidanza.

- Era ciò che pensavamo... - Non può essere incinta.

Forse ha avuto un aborto spontaneo per le complicazioni della malattia.

Lei non capisce, mia figlia vive in un collegio femminile di suore.

Come potrebbe...

Avrà conosciuto qualcuno sui social o il fratello di una compagna.

Lo escludo. Aurora è una ragazza con la testa sulle spalle.

Non può avere fatto una cosa così.

- La musica ? A posto. - Okay.

Allora ? Ti piace la tua casetta ?

E' bellissima, papà ! Voglio stare qui per sempre.

- Hai preparato delle merendine ? - Sì.

Questa è per la mamma.

Amore mio, io... ti devo dire una cosa importante.

- Mamma non verrà oggi. - Ha perso l'aereo ?

No... La verità è che non so dov'è.

E' passato tanto tempo da quando l'ho vista l'ultima volta.

Siamo pronti.

Continuo a pensare a quello che ha detto Aurora.

"Non dovevo lasciarlo."

Forse parlava del fidanzato di cui la madre non sa nulla.

- Si sente in colpa per qualcosa di imperdonabile. - Certo.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Sei tu. - E' di Aurora, ho dimenticato di darlo alla mamma.

- "Nadim". Rispondo ? - No.

Sì, dài !

Sono due giorni che ti cerco !

Hai fatto finta di non conoscermi.

Perché stai in ospedale ? Stai male ?

Scusi, sono l'infermiera di Aurora.

Cazzo.

- Nadim ! Aspetta ! - Che diavolo... - Aspetta, Nadim !

Aspetta ! Non vogliamo fare niente, vogliamo solo chiederti delle cose.

Ora avrai capito che la malattia di Aurora non è uno scherzo.

Se sai qualcosa che ci possa aiutare... ti prego, diccela.

Lo so che è una situazione difficile. Lei è minorenne...

Quando hai chiamato, sembravi preoccupato. Tieni ad Aurora, vero ?

Allora dicci che è successo.

Facevo le consegne al collegio.

- Ci vedevamo di nascosto, finché Aurora non... - E' rimasta incinta ?

Nessuno si è accorto di niente, neppure le suore.

- Però poi lei si è sentita male. - Due giorni fa...

Aurora è venuta a casa mia.

- Una vicina ci ha aiutati, sapeva come fare. - Spiega.

Che le ha dato per abortire ?

No, non le ha dato niente.

- Ha fatto nascere Fatima. - "Fatima" ?

L'operazione è andata bene, è tutto a posto.

Abbiamo fermato l'emorragia e Aurora è fuori pericolo.

Tutti i valori stanno tornando nella norma.

Si riprenderà presto. Venga.

Mamma.

Come va, signorina ?

- Mi sento strana. - E' l'effetto dell'anestesia, passa presto.

Mi hai fatto spaventare.

- Ho fatto una cosa terribile. - Ssh, non ci pensare.

Poi parleremo di tutto.

Là fuori c'è una persona che vuole conoscerti. La faccio entrare ?

Guarda. Guarda, c'è la mamma.

Guarda.

Ciao, Aurora.

La tua bimba sta bene e non vedeva l'ora di conoscerti.

Te la senti di prenderla ?

Okay. Occhio alla testa.

- Okay, ce l'hai ? - Sì, ce l'ho.

- Ciao. - Ecco. Quanto è bella !

Non... Non può essere.

Aurora ha nascosto la gravidanza a tutti

e ha messo al mondo Fatima da sola.

Perché non ne hai parlato con me ?

Lui è Nadim, il papà.

- Ciao, Nadim. - Ciao.

E' bellissima, vero ?

E' meravigliosa.

E' bella come sua mamma.

[VOCE NON UDIBILE]

Ciao. Ciao.

- Ti piace leggere ? - Sì. - Che ? - "Il libro della giungla".

- Bello ! - Ti stai specializzando in ricongiungimenti familiari.

Sei stata brava a trovare il padre.

- Sei stato bravo a salvare Aurora. - Siamo ancora una bella coppia.

Professionalmente parlando.

- Dottor Colomba ! - Sì ?

Mi scusi, l'aspettano nel suo studio... per Koljia.

Ah, sì, grazie. Finalmente i Mosella si sono decisi.

Andiamo.

Pia Marastoni, l'assistente sociale che si occupa di Koljia Antonov.

Dottor Colomba, buongiorno. L'infermiera Castelli.

- Prego, si accomodi. - Grazie.

Aspettavamo i signori Mosella.

- Faccio io le loro veci. - Come mai ?

Ora che hanno rinunciato all'adozione

Koljia è sotto tutela del Tribunale Minorile. - "Hanno rinunciato" ?

A volte i genitori a cui è stato assegnato il minore

in affidamento preadozione si tirano indietro.

La Mosella, viste le sue condizioni di salute

non può occuparsi del bambino. - Koljia non vedrà più i genitori ?

I Mosella non saranno i suoi genitori.

Se non si trova una soluzione, quando starà meglio

Koljia potrebbe essere rimandato in Russia in orfanotrofio.

- Koljia sa che hanno rinunciato all'adozione ? - Sì.

- Come stai tu ? - Bene.

Lo so che sei triste, "dorogusha".

Mamma e papà non mi vogliono perché sono malato.

- Te l'ha detto l'assistente sociale ? - No, ma io lo so.

Non è colpa tua se ti sei ammalato.

-Non è colpa tua se hanno rinunciato all'adozione. -Perché, allora ?

Gli adulti si dovrebbero occupare dei bambini

ma a volte non sono abbastanza forti per farlo.

Come stai ?

- Tu sei forte ? - Sono fortissima.

Allora tu non rinunci a me ?

Per nessuna ragione al mondo.

- Queste sono le ultime cartelle. - Le lasci pure qui.

Volevo chiederti scusa, non so che cosa mi è preso.

- E' stata una giornata folle. - Okay, non parliamone più.

Bene. [VIBRAZIONE DI CELLULARE]

Dimmi, Luca.

Sono in ospedale. Che succede ?

Sto arrivando.

- Mi scusi, devo andare. - Prego.

- Allora ? - Quanto ci hai messo ?

L'ospedale è lontano. Perché non rispondi al telefono ?

Me l'ha preso Kemal.

Kemal, che ha combinato ?

- Non vuole pagare la pizza. - Ci pensa mia sorella.

Stai zitto !

Scalami dalla paga quello che ti deve e ridagli il telefono.

- Per favore. - Va bene. - Grazie.

- E' uno stronzo. - E tu sei un deficiente.

- Ahia ! - Io qui ci lavoro anche per mantenere te.

Perché combini sempre casini ?

Avevo fame ! In frigo non c'è mai niente.

D'ora in poi la spesa la fai tu.

Adesso vai a casa.

A domani.

- Turno impegnativo, eh ? - Sì.

Una volta, quando finivamo giornate così, andavamo a berci una birra.

- Che dici ? - Ho già un impegno.

Ah.

Ecco perché sei così elegante.

- Con il chitarrista ? - E' il compleanno di sua figlia.

Infatti.

- Io spero che tu non stia con lui solo per questo. - Cioè ?

Per fare da madre a sua figlia.

Com'è che hai detto a Pietro ieri ?

"Segui le tue scelte con coraggio."

Vai a casa da Anna.

Già.

Ciao, grazie. Alla prossima.

Ciao.

Appena gliel'ho detto è scoppiato il finimondo.

La festa è finita prima di cominciare.

Sarà la giornata. Il dottor Verna ha annullato un matrimonio.

Avrò usato un tono sbagliato o parole sbagliate.

Hai fatto del tuo meglio.

Il risultato è che lei è chiusa in stanza da un'ora.

- E' proprio chiusa dentro ? - Sì.

Non so come ha trovato le chiavi.

E' stato... pesante.

Dimmi come posso aiutarti.

Pensavo di... forzare la porta ?

- Un po' eccessivo. - Hai un'idea migliore ?

[SQUILLI DI CELLULARE]

Lea ? Sì, sono qui.

Martina ! Lea è venuta a trovarti.

- C'è anche qualcun altro che vuole parlarti. - Ciao, sono io, Koljia.

Lea dice che sei triste. Perché ?

Volevo la mia mamma per il compleanno, ma non viene più.

Anche la mia mamma non viene più.

- E sei triste ? - Tanto.

- Anch'io. - Io sono tuo amico. Tu sei mia amica ?

Vengo io a trovarti in ospedale.

Davvero ? Grazie, Martina.

- Ciao, Koljia. - Ciao, Martina.

Amore mio, ti amo tantissimo.

Non andare via.

- Ehi ! - Ehi.

Come sta Enrica ? [SOSPIRO DI ANNA]

Fuori di sé. Non sai quante gocce di calmante le ho dovuto dare.

Avevano 300 invitati, Marco. 300 !

Se il padre incontra Pietro per strada, come minimo lo investe.

- Beh... - Come gli è venuto in mente di fare questa follia ?

Beh, credo semplicemente che... abbia detto quello che pensava.

Non mi dire che lo difendi adesso.

No ! Non lo sto difendendo, nei fatti è indifendibile, però...

Però è stato onesto. Ammiro il suo coraggio.

- Ne parli come di una specie di eroe. - Beh...

Sì.

Senti, Anna...

Noi ci stiamo prendendo in giro. Io ti sto prendendo in giro.

Stai sprecando un sacco di amore con la persona sbagliata.

- Che stai dicendo ? - Mi dispiace tantissimo. - Che cosa ti dispiace ?

Non avrei dovuto fare in modo che le cose arrivassero fin qui.

Mi stai lasciando ?

Tu sei una donna meravigliosa.

Io so che cosa hai fatto per me... e non lo dimenticherò mai.

Ti prego, non lo fare.

Io devo essere sincero con me stesso e con te.

Anna, guardami.

Oddio...

Io non ti amo più, Anna.

Mi dispiace.

Se ci fosse un modo per non farti soffrire, farei qualsiasi cosa.

[CHIUDE LA PORTA.]

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